![]() |
Rabat chiede all'Onu di bloccare il congresso del Fronte Polisario (Peacereporter, 12/12/2007)
Il Marocco ha chiesto al Segretario Generale dell'Onu, Ban Ki-moon, di bloccare il prossimo congresso del Fronte Polisario, il gruppo che rivendica l'indipendenza per la regione del Sahara occidentale, occupata dal Marocco dal 1975. Nel congresso infatti, previsto per il 14-16 dicembre, verrà messa ai voti l'opzione di una ripresa del conflitto, per la prima volta da 17 anni a questa parte. Secondo Rabat, la mossa potrebbe mettere in pericolo la stabilità dell'intero Maghreb. Secondo un cessate-il-fuoco siglato tra le parti nel 1991, nella regione dovrebbe tenersi un referendum per l'indipendenza, che il Marocco ha finora sempre bloccato. (Peacereporter,
12/12/2007)
Trapiantati 40 milioni di alberi (Il Denaro, 11/12/07)
Quaranta milioni di alberi saranno piantati in Marocco entro il febbraio del 2008. Lo riferiscono i principali media locali. Il progetto rientra nell'ambito del programma lanciato dall'Alto Commissariato marocchino per l'acqua, le foreste e la lotta, per un costo di 35 milioni di euro, contro la desertificazione e punta alla creazione di 32 mila ettari di nuove piantagioni ed al rimboschimento di 30 mila ettari danneggiati da un eccessivo sfruttamento delle risorse ambientali e dalle condizioni climatiche caldo-aride che caratterizzano molte zone del Paese. Le specie scelte sono il cedro, la tuia, l'argano ed il cipresso dell'Atlas, alberi in grado di contribuire alla ricreazione dei principali ecosistemi forestali nazionali. (Il Denaro,
11/12/07)
Liberalizzazione dei trasporti (Il Denaro, 11/12/07)
La progressiva liberalizzazione del settore del trasporto marittimo in Marocco ha avuto conseguenze positive sia sul trasporto merci che su quello passeggeri. L'impatto di questo processo, lanciato nel maggio 2006 e concluso nel luglio 2007, ha condotto alla diversificazione ed al rafforzamento dell'offerta marittima in provenienza e con destinazione i porti marocchini e condurrà, in un secondo momento, al miglioramento della qualità dei servizi in termini di frequenza, regolarità e tariffe competitive. (Il Denaro,
11/12/07)
Naufragio nave migranti, 50 dispersi (Il Secolo XIX, 10/12/07)
Si prefigura un'altra tragedia in mare per un gruppo di clandestini impegnati nel viaggio della speranza verso l'Europa. Un barcone che trasportava 50 migranti ha fatto naufragio nell'Atlantico, al largo di Dakhla. Per ora le autorita' della citta' marocchina parlano di dispersi. I clandestini provenivano dall'Africa subsahariana. Il naufragio e' avvenuto sabato scorso, a 21 miglia nautiche a nordovest di Dakhla. "Le cattive condizioni del tempo hanno fatto capovolgere il barcone, travolto da onde altissime" hanno spiegato le autorita' marocchine. L'imbarcazione era partita da Nouadhibou, in Mauritania, lo scorso 30 novembre, ed era diretta in Spagna, alle Isole Canarie. Allertata da un peschereccio marocchino, la marina reale e' riuscita a ripescare in mare sei clandestini. Intanto proseguono le ricerche per trovare eventuali altri superstiti. (Agr) - (Il Secolo XIX,
10/12/07)
Pena di morte: Rabat conferma l'astensione al voto sulla moratoria all'Onu (Ag. Radicale, Ansa-Afp, 05/12/2007)
Il ministro della giustizia marocchino, Abdelouahed Radi (foto) ha confermato che il suo Paese si asterra' al voto sulla risoluzione per la moratoria della pena di morte prevista all'Assemblea generale dell'Onu per il 19 e il 20 dicembre, in quanto all'interno del Paese vi sono ancora forti divisoni sull'argomento. Tuttavia, ha precisato il ministro, ''il Marocco ha una forte volonta' a fare in modo che i tribunali non pronuncino piu' questo genere di sentenze''. Lo hanno reso noto fonti parlamentari a Rabat, secondo le quali il Marocco intende comunque confermare la posizione che assunse a meta' novembre durante il voto per l'assunzione della moratoria che si svolse a meta' novembre alla terza Commissione delle Nazioni unite. ''In Marocco c'e' un dibattito tra gli abolizionisti e coloro che intendono mantenere la pena di morte. Ci asterremo perche' non siamo ancora arrivati ad una posizione comune'', ha dichiarato martedi' scorso il ministro davanti al Senato, precisando che ''attualmente in Marocco non c'e' consenso ne' sull'abolizione, ne' sul mantenimento della pena di morte'' (Ansa-Afp,) – (Ag. Radicale,05/12/2007)
Ue-Marocco: al via gemellaggio sull'agricoltura (Il Denaro, 21/11/2007)
L'Unione europea e il Marocco hanno lanciato un nuovo gemellaggio su cinque progetti nei settori dell'agricoltura, della protezione dei consumatori, del decentramento amministrativo e della lotta al riciclaggio di denaro. I progetti rientrano nell'ambito della seconda fase del programma di sostegno all'Accordo di Associazione, che ha un budget iniziale di 20 milioni di euro, a cui se ne aggiungeranno altrettanti nel periodo 2008-2010. La collaborazione avviata oggi dà l'avvio ad una nuova fase nelle relazioni tra Ue e Marocco, una cooperazione che comprende anche il gemellaggio di alcuni settori delle amministrazioni locali marocchine con quelle europee. I progetti di affiancamento hanno dimostrato che non solo sono di sostegno all'applicazione dell'Accordo di Associazione, ma contribuiscono anche a costruire legami duraturi tra Rabat e l'Europa. (Il Denaro,
21/11/2007)
"Video-cecchino" filma agenti che prendono bustarelle (Reuters, 14/11/07)
Armato solo di una piccola videocamera, un giovane marocchino ha sfruttato Internet per rivelare la corruzione della polizia locale. Appollaiato su una collina sopra una strada della regione settentrionale del Marocco, la zona dove viene coltivata la marijuana, il "Cecchino" ha filmato un pattuglia di polizia stradale in uniforme che per ore ha fermato praticamente tutti i veicoli che passavano chiedendo bustarelle. Nessuno degli automobilisti sembrava protestare, e i gendarmi sorridevano e stringevano le mani delle vittime prima di far loro cenno di ripartire. Il video non lascia adito a dubbi su cosa stia succedendo. Il "Cecchino" ha scelto l'anonimato di Internet per esporre il fatto per paura di rappresaglie delle autorità locali. A sorpresa, il video ha avuto decine di migliaia di visite in tutto il mondo e l'ha reso un eroe tra i marocchini stufi di pagare "il pizzo" per evitare multe o ottenere documenti, cure sanitarie o giustizia. Il "Cecchino" ha raccontato a Reuters che il video lancia un chiaro messaggio ai marocchini: che possono combattere la corruzione immediatamente, senza aspettare invano un intervento governativo. Ha chiesto di rimanere anonimo per paura di rappresaglie. "Se il governo rimane fermo, i cittadini e la società daranno una mano per combattere la corruzione coi mezzi rudimentali che hanno a disposizione", ha commentato. (Reuters,
14/11/07)
Re Mohamed VI attacca il colonialismo (Il Denaro, 08/11/2007)
Il re del Marocco, Mohamed VI, approfittando della concomitanza del viaggio del re di Spagna Juan Carlos a Ceuta e Melilla con il 32/o anniversario della Marcia Verde, ha rivendicato nel suo discorso la sovranità del suo paese sui territori che furono protettorati spagnoli, tanto sulla costa mediterranea quanto al sud, nel Sahara Occidentale occupato dal padre, Hassan II. Condannando senza mezzi termini il viaggio del re di Spagna, che ha definito "un atto nostalgico di una era buia e decisamente finita", il sovrano aluita ha avvertito Madrid in un messaggio letto durante il Consiglio di governo : se non vuole "mettere in pericolo il futuro dei rapporti fra i nostri paesi" deve prevedere un "dialogo aperto, onesto e franco" che "garantisca la nostra sovranità e gli interessi della Spagna" nei territori che il Marocco rivendica. Accusando la Corona e il governo spagnolo di “flagrante violazione” del Trattato di amicizia, sottoscritto dai due paesi, e sottolineando che "l'occupazione non può guadagnare dalla sua durata nel tempo", Mohamed VI ha sottolineato che solo "un dialogo responsabile" può essere la via per una soluzione. Si registrano toni analoghi per quanto concernele questioni del Sahara Occidentale. Il sovrano aluita ha detto che il suo paese non accetterà altra soluzione per la questione del Sahara Occidentale che non sia quella di una autonomia regionale nel quadro di uno Stato unico ed unitario. Il Marocco è attualmente impegnato in un ciclo di negoziati diretti con gli indipendentisti saharawi del Fronte Polisario, sotto l'egida delle Nazioni Unite, per cercare una soluzione al problema del Sahara Occidentale, occupato dal Marocco nel 1975 con la Marcia Verde, lanciata dall'allora re Hassan II durante l'agonia del regime franchista. Rabat ha presentato come base di discussione un piano che garantisce ampia autonomia alle "province del sud" (come il Sahara Occidentale è comunemente definito in Marocco). (Il Denaro,08/11/2007)
L’Africa occidentale e Caraibi principale rotta della cocaina (LM, Fides, 08/11/2007)
L’Africa occidentale e una delle due rotte principali utilizzate dai narcotrafficanti per esportare la cocaina sudamericana in Europa. Lo afferma Emmanuel Leclaire, Vice-Direttore dell’Interpol e responsabile della lotta alla criminalità organizzata e al traffico di stupefacenti, che si trova a Marrakech, in Marocco, dove è in corso l’Assemblea generale dell’Interpol, l’organismo internazionale al quale aderiscono gli organi di polizia di 186 Paesi. L’alto dirigente dell’organo di polizia internazionale ha dichiarato alla stampa che dal 2005 l’Africa dell’ovest è diventata la via principale, assieme ai Caraibi, del traffico di cocaina diretta in Europa. Lo scenario descritto è quello di una vera e propria multinazionale del crimine, con luoghi di produzione (Perù, Colomba, Bolivia), di esportazione (Venezuela e Brasile), di transito (Guinea Conakry, Guinea Bissau, Mauritania e Senegal) e di consumo (l’Unione Europea). Secondo i dati dell’agenzia dell’ONU per la lotta al crimine, da gennaio a settembre 2007 in Africa sono state sequestrate 5,7 tonnellate di cocaina, 99% delle quali in Paesi dell’Africa occidentale: Senegal, Capo Verde, Guinea Bissau e Guinea Conakry. Per tentare di fermare il narcotraffico in questa area, l’Interpol ha avviato due programmi. Il primo è volto a coordinare le forze di polizia africane ed europee, il secondo è preposto al coordinamento delle polizie di Africa e America Latina. Secondo Leclaire il 50% della cocaina prodotta in tutto il mondo viene sequestrata. Questo però non significa che il numero dei cocainomani sia diminuito; anzi dal 2006 al 2005 si è avuto un incremento di un milione di persone che utilizzano la cocaina. Il numero globale dei cocainomani è di circa 14 milioni. L’Agenzia Fides si è occupata più volte del problema al quale ha dedicato un apposito dossier. (LM, Fides, 08/11/2007)
Trionfo Juan Carlos enclave ceuta irrita Marocco (la Repubblica, 06/11/2007)
Non accenna a calare la tensione diplomatica tra Spagna e Marocco per la visita, la prima anni 32 anni, di re Juan Carlos nelle enclave di Ceuta e Melilla. Ad esasperare gli animi a Rabat l'accoglienza entusiastica di decine di migliaia di residenti che indossata la bandiera spagnola come un abito hanno inneggiato "lunga vita al re". Il governo marocchino, che ha gia' richiamato per consultazioni l'ambasciatore a Madrid, ha bollato come un esempio di nostalgia "colonialista" la visita del monarca spagnolo. Almeno un migliaio di marocchini hanno protestato al varco di confine con Ceuta che Madrid controlla dal 1580 (Mellilla dal 1496). Non tutti i sudditi di Mohammed VI hanno condiviso la manifestazione: "Vivo grazie al mio lavoro a Ceuta qualcosa che non mi viene garantito in Marocco", ha raccontato Mohamed Lakbir, un muratore che si augura che la crisi non si acuisca ulteriormente. Juan Carlos, accompagnato dalla regina Donna Sofia, e' atterrato in elicottero e si e' trattenuto per quasi cinque ore. Domani sara' a Melilla ma per ragioni di sicurezza, viste anche le recenti minacce di al Qaeda, dormira' a Malaga. (la Repubblica,06/11/2007)
I re di Spagna a Ceuta e Melilla (Peacereporter, 05/11/2007)
“Una provocazione inammissibile”. Il Marocco rifiuta la visita dei reali di Spagna che inizia oggi nelle due cittadine enclave spagnole: Ceuta e Melilla. Due città sul mare, due fortezze con tanto di barriere e reti che cercano di respingere i quotidiani assalti dei migranti che cercano di abbordare la fortezza Europa in uno dei punti di contatto più vicini. Due città importanti, e tristemente famose, per speculazione edilizia e affari poco chiari nel riciclaggio di denaro. Comunque due città autonome spagnole, ma sempre contese e rivendicate dal Marocco. Il governo di Rabat sta facendo la voce grossa da giorni, anche perchè la visita di re Juan Carlos e della regina Sofia è un fatto storico: avviene esattamente a 37 anni di distanza dal primo viaggio dei reali nelle due cittadine enclave. Allora erano solo dei principi, giusto per la cronaca, mentre la Spagna era ancora una dittatura retta dal caudillo Francisco Franco. A tanti anni di distanza, e con più di un incidente dio percorso, come le truppe speciali spagnole paracadutate in forze dall'esercito si sua maestà per riconquistare uno scoglio con due pastori e quattro capre (Perejil), la visita di re e regina ha provocato il ritiro a tempo indefinito dell'ambasciatore marocchino Omar Azziman dalla sede della capitale spagnola. E il congelamento di tutte le riunioni bilaterali di alto livello fra i due paesi. Al di là delle lamentele e delle critiche di facciata, il punto di frizione più forte fra le due diplomazie è rappresentato dalla questione saharawi. Mohammed VI non ha gradito la coincidenza di data in cui si svolge la passeggiata reale: il 6 novembre è il giorno della 'marcia verde' sul Sahara, quando il regno marocchino - era il 1975 – fece pressioni sulla Spagna per annettersi quel territorio. E proprio a pochi giorni di distanza dal viaggio della reale coppia spagnola, il giudice Baltasar Garzon ha annunciato che rivendica competenza e giurisdizione per il genocidio di centinaia di saharawi, additando come artefici i più alti dignitari marocchini degli anni 70, 80 e 90. (Peacereporter,
05/11/2007)
Morti in naufragio 150 clandestini (Ansa, 26/10/2007)
Sarkozy propone una vera partnership con la Francia (Il Denaro, 24/10/2007)
Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, propone al Marocco "una vera partnership" con il suo paese, in base a "progetti strutturati e strategici per l'avvenire dei due paesi", e "senza arroganza, perché la Francia ha molto da darvi ma anche molto da imparare da voi" "Sono venuto qui per incontrare il Marocco di oggi: so che il vostro paese è cambiato ed è questo nuovo Marocco che sono venuto a trovare, questo Marocco democratico, plurale, riconciliato con il suo passato e fiducioso riguardo al futuro", ha detto Sarkozy, in un discorso davanti al Parlamento di Rabat, sottolineando "le convinzioni e i valori che il Marocco e la Francia condividono", come il pluralismo, la tolleranza, la diversità e l'impegno a favore del dialogo e della pace. Il presidente francese ha sottolineato che "qui in Marocco queste parole hanno un senso da molto tempo", ricordando che il generale De Gaulle ha nominato Mohamed V, nonno dell'attuale monarca, Compagno della Liberazione della Francia, perché "quando l'Europa era devastata dall'odio e l'intolleranza i valori della libertà e del rispetto della dignità umana hanno trovato rifugio in Africa del Nord". Questa "eredità di libertà", ha proseguito, è stata usata come un perno da Mohamed VI per lanciare la trasformazione del suo paese "ed è questo che permette al Marocco di poter guardare in faccia la verità sulle violenze del passato", come dimostra l'attività dell'Istanza di Equità e Riconciliazione, che ha portato al "riconoscimento dei diritti delle vittime, alle quali è stata resa giustizia".
(Il Denaro, 24/10/2007)
Giudice francese: cinque mandati di cattura per l’omicidio di Ben Barka (GB, Misna, 22/10/2007)
Cinque mandati di cattura internazionali sono stati spiccati dal giudice francese Patrick Ramaël per l’omicidio di Mehdi Ben Barka, esponente dell’opposizione marocchina scomparso nel 1965: ad essere chiamati a rispondere davanti a un tribunale il generale Hosni Benslimane, capo della gendarmeria marocchina; Abdelkader Kadiri, ex responsabile della Direzione generale degli studi e della documentazione; Miloud Tounsi, uno dei presunti membri del commando responsabile del sequestro; Boubker Hassouuni e Abdlekak Achaachi, agenti del Cab 1, unità dei servizi segreti marocchini. Il 29 ottobre del 1965, Ben Barka, figura simbolo non solo del Marocco ma del movimento anti-colonialista internazionale, scomparve a Parigi, rapito da agenti dei servizi marocchini in combutta con poliziotti e, molto probabilmente, anche politici francesi. L’inchiesta giudiziaria che seguì, stabilì che Ben Barka era stato condotto fuori città, torturato fino alla morte da agenti marocchini e da alcuni poliziotti francesi. Nel 1967 alcuni degli accusati furono condannati a pene detentive: all’allora ministro degli Interni marocchino, Mohammed Oukfir, venne comminato l’ergastolo. Sia Rabat che Parigi hanno finora sempre negato un loro coinvolgimento ufficiale nel caso. (GB, Misna, 22/10/2007)
Rabat esige scuse della Farnesina sul caso Polisario (L’Occidentale, 19/10/2007)
Il governo marocchino ha ricevuto Umberto Lucchesi Palli, il legato italiano a Rabat, con lo scopo di redarguire il nostro ministero degli Esteri in merito alla vicenda del ricevimento onorifico concesso dal nostro governo a Mohammed Abdelaziz, guerrigliero del Polisario. Infatti alla Farnesina hanno pubblicato in agenda il ricevimento del “Presidente della repubblica araba democratica del Saharawi”, come se Abdelaziz fosse a capo di uno Stato indipendente, che sarebbe costituito dall'ex- Sahara spagnolo. Il territorio in questione è caratterizzato da riserve gassose e petrolifere che sono al centro della contesa tra il movimento armato del Polisario e l'Algeria (che finanzia il movimento armato di Abdelaziz), oltre naturalmente al Marocco. Il paese di Hassan II, quindi, avrebbe percepito il trattamento riservato ad Abdelaziz come un'ingerenza neanche troppo velata in merito ai suoi affari interni da parte di Roma e più specificamente nella persona del ministro degli Esteri Massimo D'Alema. (L’Occidentale, 19/10/2007)
Nuovo governo sotto il segno della continuità (Suissinfo, 16/10/2007)
Oltre un mese dopo le elezioni politiche dello scorso 7 settembre, il nuovo premier marocchino Abbas El Fassi è riuscito a comporre una squadra di governo, che ieri ha giurato fedeltà al re Mohamed VI e che vede nella sostanza riconfermata la linea politica dell'esecutivo uscente. La formazione del governo è giunta dopo una lunga ed estenuante trattativa fra i partiti della maggioranza, che ha visto all'ultimo momento la diserzione del Movimento Popolare (Mp, con radici berbere) riducendo così a quattro i partiti che appoggiano il nuovo esecutivo. La Costituzione marocchina prevede che, oltre ai ministri scelti dal premier, ce ne siano altri, i cosiddetti "ministri di sovranità ", scelti direttamente dal sovrano: è così che Mohamed VI ha confermato nelle loro funzioni il ministro degli interni, Chakib Benmoussa (senza appartenenza politica) e quello degli Affari Religiosi, Ahmed Taoufiq, mentre agli Esteri Mohamed Benaissa, responsabile della diplomazia del paese maghrebino dai tempi di Hassan II, è stato sostituito dal suo ex sottosegretario, Taieb Fassi-Fihri. Si tratta quindi di un governo che, malgrado il sapore di novità -18 ministri su 33 non lo sono mai stati prima, e la presenza di sette donne nell'esecutivo non ha precedenti - assomiglia molto a quello precedente, presieduto da Driss Jettou. Anche se in Parlamento la sua maggioranza, che già era relativa, si vede ridotta con il passaggio all'opposizione del Movimento Popolare. (Suissinfo,
16/10/2007)
Formato nuovo governo (FB, Misna, 15/10/2007)
Trentatrè dicasteri, sette dei quali affidati a donne: è la composizione del nuovo governo di Rabat annunciata nel pomeriggio da re Mohamed VI, in cui spiccano i quattro schieramenti della maggioranza: Istiqlal, il partito conservatore vincitore delle elezioni legislative di settembre, l'Unione socialista delle forze popolari (Usfp), la Coalizione nazionale degli indipendenti (Rni) e il Partito della giustizia e dello sviluppo (Pjd). “Supera in numero quello che avevo auspicato, ma questo è un governo ristretto rispetto ai precedenti” ha detto alla stampa Abbas El Fassi, capo di Istiqlal, nominato primo ministro il 19 settembre. L’esecutivo è composto anche dei cosiddetti ministri di ‘sovranità’, designati direttamente dal re: Affari esteri, Interni, Affari religiosi, Difesa nazionale, oltre alla segreteria generale del governo. Alle ultime legislative, le seconde sotto il regno di Mohamed VI dopo quelle del 2002, Istiqlal aveva ottenuto 52 seggi sui 325 del Parlamento. (FB, Misna,
15/10/2007)
La polizia corrotta finisce su Youtube Eri Garuti. (Eri Garuti , Panorama, 08/10/2007)
Un video amatoriale
scuote le coscienze in Marocco. La corruzione delle forze dell’ordine nel nord del Paese è stata documentata da un anonimo cittadino il quale ha ripreso più volte con la sua telecamera la consegna di mazzette ai poliziotti in servizio nei posti di blocco di Targuist, nella regione di Al Hoceima. Le risorse di questa zona dipendono in parte dalla coltivazione di cannabis, ufficialmente illegale, ma tollerata dalle autorità per il timore di una rivolta delle popolazioni locali. Le immagini dimostrano che, in cambio di qualche banconota, gli agenti evitavano i controlli sui furgoni in transito, forse carichi di droga. Il videoamatore (che si fa chiamare “lo sniper - cioè il cecchino - di Targuist”) ha messo i suoi filmati su
YouTube e DailyMotion
, sollevando un grande scandalo che ha costretto la polizia ad arrestare nove agenti. Ora l’autore delle riprese sarebbe stato individuato e sentito come testimone. Per trovarlo, le forze dell’ordine sembra abbiano scatenato una caccia all’uomo, che ha provocato le proteste del giornale Al Massae. Il direttore sottolinea che la polizia dovrebbe concentrarsi sulla ricerca di criminali e di agenti corrotti, proponendo provocatoriamente che il giovane venga premiato con una medaglia e che le autorità marocchine si accordino con la Cina per l’acquisto di un gran numero di videocamere da fornire a tutti i cittadini per documentare le violazioni della legge. I commenti dei lettori esprimono solidarietà allo Sniper di Targuist. Anche un poliziotto si associa, ma tenta di fornire una giustificazione agli agenti: sono sottopagati e vessati dai superiori incompetenti e la necessità li spinge a cercare di arrotondare le loro entrate. (Eri Garuti , Panorama,
08/10/2007
Il capo di ‘Istiqlal’ nominato primo ministro (GB, Misna, 19/09/07)
Il re Mohammed VI ha nominato primo ministro Abbas el Fassi, capo di Istiqlal, il partito che ha vinto le ultime elezioni legislative. Nelle consultazioni dello scorso 7 settembre Istiqlal aveva ottenuto 52 seggi, davanti al Partito della giustizia e dello sviluppo (Pjd, 46 seggi) e al Movimento popolare (Mp, 41 seggi). In precedenza, Abbas el Fassi aveva ricoperto l’incarico di ministro senza portafoglio durante il governo di Driss Jettou. La vittoria di Istiqlal è arrivata inaspettata rispetto alle previsioni della vigilia che vedevano grande favorito il Pjd: al neo primo ministro spetterà il compito di formare un governo di coalizione con gli alleati dell’Unione delle forze socialiste e popolari (Usfp) passati da primo partito del paese a quinto ottenendo 36 seggi (invece dei 50 della precdente legislatura). (GB, Misna,
19/09/07)
Elezioni, in testa il partito nazionalista Istiqlal. Alta l'astensione (Rainews24, 09/09/07)
Risultato a sorpresa nelle elezioni legislative in Marocco. Il partito nazionalista Istiqlal -il piu' antico partito marocchino, la cui storia si confonde con la lotta per l'indipendenza del paese- e' risultato il vincitore delle elezioni politiche celebrate ieri, diventando il primo partito del Parlamento, con 52 seggi, quattro in piu' di quelli che aveva e cinque in piu' del Partito della Giustizia e lo Sviluppo (Pjd, di ispirazione islamica), il grande favorito di esperti e sondaggi. Secondo i dati ufficiali, formalmente provvisori, resi noti ieri dal ministro dell'interno, Chakib Benmoussa, dopo l'Istiqlal e il Pjd arrivano il Movimento Popolare (di origine berbera) con 43 seggi e la Riunione Nazionale degli Indipendenti (centrista) con 38. Brutta sconfitta invece per l'Unione delle Forze Socialiste e Popolari (Usfp), che da primo partito passa a essere il quinto, con soli 36 seggi (invece di 50). Altissimo l'astensionismo. Ma il dato piu' significativo dato da Benmoussa e' stato quello definitivo sull'affluenza alle urbe, che e' stata del 37%, pari a circa 5,7 milioni di elettori, su circa 15,5 milioni di aventi diritto. Si tratta del peggior tasso di partecipazione della storia marocchina. A Casablanca, la citta' con piu' abitanti e la capitale economica del paese, solo il 28% degli iscritti ha votato. I leader del Pjd sono chiaramente insoddisfatti per il risultato, che rappresenta un aumento di cinque seggi ma e' ben al di sotto delle aspettative pre-elettorali: il numero due del partito Lahcen Daoudi, che aveva previsto una vittoria con oltre 70 seggi, ha accusato oggi gli altri partiti di pratiche irregolari, come l'acquisto dei voti, per giustificare questo risultato deludente. La promozione dell'Istiqlal a prima forza parlamentare rappresenta un risultato che non era stato previsto da nessun osservatore: il partito, il cui nome significa liberta' nel senso di indipendenza, e' nato nel 1944, con il Manifesto per l'Indipendenza e la Democrazia, la cui data di creazione (l'11 gennaio) e' ancor oggi festa nazionale in Marocco. Piu' delle glorie del passato, pero', quello che ha portato gli elettori spostare le loro prefe renze verso l'Istiqlal (principale socio dell'Ufsp nella coalizione di appoggio al governo di Driss Jettou) e' stata la rete locale del partito, e la popolarita' di alcuni dei suoi dirigenti nell'esecutivo, come Karim Ghellab (Trasporti), Adil Douiri (Turismo) e Yasmina Baddou (Famiglia). Dati questi risultati inattesi e sorprendenti, resta ora del tutto aperta la questione del premier che sara' designato da re Mohamed VI, che secondo la Costituzione puo' scegliere il capo del governo anche fuori dal Parlamento o dai partiti, come e' il caso di Jettou, che non e' deputato ne' appartiene a nessuna fazione. (Rainews24,09/09/07)
Verso il nuovo Parlamento di Rabat (Il Denaro, 28/08/07)
Gli elettori marocchini sono chiamati a eleggere, il prossimo 7 settembre, i 325 membri della Camera dei Rappresentanti, la camera bassa del Parlamento di Rabat, in base al sistema proporzionale. I poteri della camera, come dell'intero Potere Legislativo, non possono essere comparati a quelli dei Parlamenti europei - il re non è obbligato a nominare premier un membro della maggioranza, ad esempio - ma sono aumentati sensibilmente dopo la riforma costituzionale del 1996, e comprendono anche la possibilità di votare una mozione di censura contro l'esecutivo. Nell'attuale composizione della Camera, i due principali partiti, e partner nella coalizione che appoggia il governo di Driss Jettou, sono l'Unione Socialista delle Forze Popolari (Usfp, 50 seggi) l'Istiqlal (nazionalista, 49 seggi) seguiti dal Pjd (42), in un'assemblea segnata da una forte frammentazione: 21 partiti dispongono di almeno un seggio, 36 sigle si presentano alle elezioni. (…)Nelle precedenti elezioni del settembre del 2002, le prime del regno del re Mohamed VI, il Pjd è passato da 14 a 42 seggi, un balzo in avanti che secondo alcuni sarebbe stato ancora maggiore se il partito avesse presentato candidati in tutte le circoscrizioni (e non nel 60%): si è molto parlato di un accordo sotto banco con il Trono per evitare una "ondata integralista islamica" considerata da molti ancora prematura nel 2002. Ora però sembra arrivata l'ora del Pjd e del suo leader, Saad Eddine El Othmani, che guida il partito da tre anni e punta a ottenere "fra 60 e 70" deputati nelle prossime elezioni, trasformando il suo partito nella principale forza politica del paese. Ma Othmani ha già precisato che "il Pjd non vuole la maggioranza assoluta: vogliamo contare su dei partner di governo che ci aiutino ad affrontare le sfide economiche e sociali o le questioni internazionali, come il terrorismo o l'immigrazione illegale". (…)(Il Denaro, 28/08/07)
Legislative: iniziata campagna elettorale, favoriti gli islamismi (AZ, Misna, 27/08/07)
Una trentina di partiti politici marocchini ha tempo fino al 7 settembre prossimo per convincere circa 16 milioni di elettori marocchini chiamati alle urne per rinnovare i 325 seggi della Camera dei Rappresentanti (camera bassa del parlamento). L’interesse principale di queste elezioni, secondo gli osservatori, resta il voto che otterrà il Partito della giustizia e dello sviluppo (Pjd) - islamista moderato, con 42 seggi nel parlamento uscente - che secondo le dichiarazioni dei suoi dirigenti non intende concentrare le sue energie per la campagna su argomenti religiosi ma piuttosto sul tema della corruzione. “Combattere la corruzione è la priorità del Pjd. Senza la soppressione della corruzione, il Marocco non potrà mai sviluppare la sua economia e la sua società, anche se destina molti soldi a dei progetti di sviluppo” ha detto Benkiran, uno dei responsabili del partito. Per la campagna elettorale iniziata sabato a mezzanotte, i partiti Istiqlal e l’Unione Socialista delle Forze Popolari (Usfp) – colonna dell’attuale coalizione di governo – hanno deciso di mettere in comune i loro sforzi per fare barriera al partito islamista. Oltre alle formazioni politiche, una dozzina di liste di candidati indipendenti partecipano alla contesa elettorale. L’elezione dei deputati nel regno sarà secondo il modo proporzionale “per permettere una rappresentanza ai partiti minori” che otterranno più del 6% dei voti; le autorità marocchine riservano 30 seggi alle donne, grazie a un sistema di quote deciso nel 2002. È la prima volta nella storia del Marocco che sia la campagna elettorale che il voto si svolgono regolarmente alla presenza degli osservatori internazionali guidati dalla senatrice irlandese Frances Fizgerald. (AZ, Misna, 27/08/07)
Ho visto un re. Si censura sul voto (Peacereporter, 23/08/07)
Comincia domani il processo a Ahmed Reda Benchemsi, direttore editoriale di due settimanali marocchini, per insulti al re e alla religione. Sono mesi che il governo conduce una campagna legale contro giornali e giornalisti, sempre con la scusa dei tre grandi tabù del Marocco: il re, l'Islam e i saharawi. Tre argomenti dei quali non si può e non si deve parlare. Ma a molti sembra che tutto questo diventi un pretesto per mettere il bavaglio alla stampa in vista delle elezioni del 7 settembre prossimo. Dove la variabile islamista per la corona è una grande preoccupazione (…)(Peacereporter, 23/08/07)
Attentato: quattro arresti (Corriere della Sera, 15/08/2007)
Quattro persone sospettate di conoscere l'attentaotre che lunedi' si e' fatto esplodere vicino a un autobus di turisti a Meknes, in Marocco, sono state arrestate dalla polizia di Rabat. A denunciarli lo stesso attentatore che nell'esplosione e' rimasto ferito. Uno dei quattro ha ammesso di essere stato informato dei progetti del terrorista e - riferisce la polizia - ha anche detto che avrebbe voluto partecipare. L'esplosione non ha causato feriti ne' danni, a parte l'attentatore che ora e' in condizioni critiche. (Corriere della Sera, 15/08/2007)
Si fa saltare vicino bus di turisti (Ansa, 13/08/07)
Un attentatore suicida si è fatto esplodere a Meknes, nell'interno del Marocco, facendo scoppiare una bombola di gas a pochi metri da un autobus turistico, ma senza causare vittime o danni di rilievo, informa l'agenzia Map. L'attentatore è rimasto gravemente ferito, ed ha perso un braccio. Secondo una prima ricostruzione dei fatti diffusa dalla Map, il terrorista si stava avvicinando all'autobus turistico, presumibilmente per farsi esplodere causando vittime fra i passeggeri, ma è stato notato dal conducente, che ha allertato la polizia. Vedendosi isolato ed identificato dagli agenti, il terrorista ha fatto esplodere comunque la bombola che portava con sé, riuscendo solamente a far saltare il proprio braccio destro. Meknes -a circa 200 km da Rabat- è una delle città imperiali marocchine, ed è visitata da numerosi turisti stranieri, sopratutto durante la stagione estiva. Fonti della sicurezza citate dalla Map hanno indicato che probabilmente il terrorista kamikaze aveva deciso di agire in modo spontaneo, in "un tentativo disperato ed isolato", anche a causa delle recenti operazioni della polizia negli ambienti jihadisti della città, durante le quali sono state smantellate varie cellule terroristiche, alcune legate alla Salafia Jihadia. Le stesse fonti hanno aggiunto che è stata aperta un'inchiesta sull'attentato, che la polizia sta ricercando attivamente due altre persone legate al terrorista e che l'atteggiamento del conducente dell'autobus dimostra fino a che punto la partecipazione cittadina può risultare cruciale per neutralizzare le azioni dei jihadisti. (Ansa, 13/08/07)
Elezioni in vista, giro di vite sulla stampa (Il Denaro, 08/08/07)
A circa un mese dalle elezioni politiche del 7 settembre, il sequestro da parte del governo marocchino di due noti settimanali, accusati di oltraggio alla monarchia e alla religione di Stato, ha rilanciato l’allarme sulla situazione della libertà di stampa nel Paese maghrebino. Per decisione dell’esecutivo di Driss Jettou, le autorità hanno sequestrato le ultime edizioni di “TelQuel” - il settimanale francofono considerato la punta di diamante del progressismo locale - e “Nichane”, testata umoristica della stessa casa editrice, e hanno fermato per interrogarlo il direttore editoriale dei due periodici, Ahmed Reda Benchemsi. Secondo fonti ufficiali, il sequestro è stato deciso dopo la pubblicazione di un editoriale su TelQuel, firmato dal suo direttore, nel quale si poneva in dubbio il valore democratico delle elezioni di settembre, e di vari pezzi umoristici su Nichane, considerati offensivi per la religione musulmana. E’ la seconda volta in pochi mesi che le autorità decidono la chiusura di Nichane. Il suo direttore precedente, Driss Ksikes, si è dimesso dopo aver ricevuto una condanna (sospesa) a tre mesi di carcere e aver subito una sospensione di due mesi nella pubblicazione del periodico, a causa di un dossier sulle barzellette più note del Paese. In quanto all’editoriale di Benchemsi, nel testo il giornalista diceva che le elezioni legislative hanno un peso relativo in un Paese nel quale il re mantiene una quota di potere che non è soggetta a controllo alcuno, poiché nomina i principali ministri a suo piacimento e non è soggetto ad alcuna censura o controllo da parte del Parlamento. I due sequestri di giornali tornano a porre il problema della libertà di stampa in Marocco, un Paese considerato molto liberale a paragone di altre nazioni arabe o musulmane, ma dove alcuni argomenti - come la monarchia, la religione e la questione del Sahara Occidentale - continuano a essere tabù per giornalisti e opinionisti. Mentre editori e giornalisti continuano a criticare il progetto di codice della stampa presentato dal governo e ancora non varato, a causa delle sanzioni a loro avviso troppo pesanti previste dal testo, i casi di chiusure di testate, inchieste aperte contro cronisti e altre censure si moltiplicano. Nello scorso mese di luglio, il settimanale “Watan” ha pubblicato un dossier sulla minaccia terroristica nel paese, citando documenti confidenziali, e da allora è sotto inchiesta. Un’altra testata è attualmente sotto processo per aver diffuso presunte rivelazioni sulla trattativa in corso con il Polisario per il futuro del Sahara Occidentale.(Il Denaro, 08/08/07)
Verso lo status avanzato di associazione con l'Ue (Euronews, 25/07/07)
Il Marocco fa sponda con l'Europa nella lotta all'emigrazione illegale. E grazie a una maggiore cooperazione si conquista un rapporto preferenziale con l'Unione. Bruxelles ha notato una diminuzione sostanziale dei flussi di clandestini verso le sue coste e ha detto di apprezzare gli sforzi compiuti da Rabat per combattere il fenomeno. La collaborazione è destinata ad aumentare. "Il Marocco - ha detto Taïb Fassi-Fihri, vice ministro marocchino degli Esteri e alla Cooperazione - è pronto ad accettare che ci siano riammissioni di cittadini non marocchini. Ma a condizione che ci sia una prova chiara e precisa di un collegamento di marocchini nelle reti mafiose oppure la prova di un soggiorno legale in Marocco di queste persone". Lunedì, è stato firmata una dichiarazione congiunta nel campo dell'energia. E a ottobre dell'anno prossimo potrebbe arrivare la firma di un accordo molto importante, che finora non è stato concesso ad alcun altro paese: quella di status avanzato di associazione, che attribuirebbe a Rabat relazioni del tutto speciali. Il Marocco avrebbe accesso al mercato europeo e a programmi e a politiche comunitarie, come quella estera e della difesa. (Euronews, 25/07/07)
Sul Fronte Polisario, Rabat rompe con l'Italia di Prodi (L’Occidentale, 20/07/07)
La notizia non è ancora ufficiale ma negli ambienti diplomatici viene data per certa: il Marocco ha in mente di ritirare l’ambasciatore dall’Italia dopo il voto alla Camera per il riconoscimento diplomatico del Fronte Polisario di una settimana orsono. Rimarrebbe in Italia solo una delegazione diplomatica e verrebbe reintrodotto il regime dei visti con il passaporto. Un danno d’immagine incalcolabile con sicuri riverberi economici: oggi in Marocco si va con la semplice carta di identità per motivi di lavoro e di turismo basta far parte di un viaggio organizzato da una agenzia di viaggi. Inevitabili ritorsioni economiche saranno anche previste ai danni dei nostri concittadini che hanno intrapreso attività commerciali in Marocco e con il Marocco. E lo stesso dicasi per i tanti nostri connazionali che da anni investono in loco per comprarsi case che hanno tuttora prezzi sei o sette volte inferiori a quelle del mercato immobiliare italiano. A ufficializzare la cosa il Marocco aspetta solo che l’Italia accrediti il primo funzionario diplomatico ufficiale in quota al Polisario e poi nell’arco di un giorno scoppierebbero le ostilità. Fonti informate sostengono che lo scopo è quello di dare un forte segnale alla comunità internazionale sulla non sostenibilità della politica estera a senso unico a favore delPolisario, che è pur sempre un movimento di guerriglia di ispirazione castrista. Il re del Marocco avrebbe inoltre in mente di compiere analoghi passi, ma meno traumatici, nei confronti degli Stati Uniti che, prudentemente, non hanno riconosciuto come Cuba e l’Italia direttamente il Fronte Polisario ma hanno fatto in modo che lo facesse l’Onu assegnandogli un seggio come fu fatto a suo tempo per l’Olp di Arafat. (…)(L’Occidentale, 20/07/07)
Minaccia terroristica (Reuters, 09/07/07)
L'Unione europea ha avvertito il Marocco della "probabilità quasi certa" di attacchi terroristici nel Paese nordafricano e ha spinto ad innalzare le misure di sicurezza nelle ambasciate occidentali e nei siti turistici. Lo riporta oggi il quotidiano Al Ahdath al Maghribia, solitamente ben informato per quanto riguarda le questioni di sicurezza interna. Il quotidiano scrive che il dipartimento di sicurezza della Commissione europea ha inviato una nota a Rabat con l'avvertimento della minaccia. "Il rapporto dell'Unione europea parla della probabilità quasi certa di attacchi terroristici contro il Marocco ed elenca i luoghi che potrebbero essere presi di mira dai terroristi", riporta il quotidiano in lingua araba. "Il rapporto sollecita il Marocco ad alzare il livello di guardia alla luce della rilevanza di questa informazione", aggiunge, Il quotidiano scrive anche che "la Francia conferma che i preparativi dei terroristi per compiere attacchi in Algeria e Marocco hanno raggiunto uno stadio avanzato". L'argomento è stato anche al centro della discussione fra i ministri degli Esteri israeliano e marocchino e i vertici dell'intelligence a Parigi la scorsa settimana, ricorda il quotidiano. Il Marocco, sempre secondo la testata araba, ha ricevuto informazioni dall'intelligence israeliana sui movimenti dei jihadisti e dei loro tentativi di infiltrarsi in Marocco dall'Algeria e Mauritania. Funzionari del governo di Rabat non sono stati immediatamente raggiungibili per un commento al report di oggi, che fa riferimento anche ad un avvertimento dell'intelligence straniera che "la frontiera meridionale del Marocco costituisce il principale pericolo di infiltrazione di membri di al-Qaeda". Il Marocco, che venerdì ha innalzato il suo livello di allarme sicurezza a "massimo", è in stato di allerta da quando la cellula di al-Qaeda in nord Africa, denominata "al-Qaeda in Islamic Maghreb", ha minacciato di dirigere la guerra santa contro i governi "corrotti" della regione e i loro alleati occidentali.(Reuters, 09/07/07)
Marocco - Stato di allerta massimo per pericolo attentati (Corriere della Sera, 07/07/2007)
Si teme un imminente attacco di matrice islamica in Marocco. Cosi' al termine di una riunione a Rabat dei vertici di polizia, servizi segreti e forze paramilitari, si e' deciso di portare nel Paese al livello "massimo" lo stato di allerta nazionale. Il Marocco, alleato degli Stati Uniti nelle guerra globale contro il terrorismo, e' in stato di allerta dopo gli attentati suicidi del 2003 a Casablanca, che causarono la morte di 45 persone. (Corriere della Sera, 07/07/2007)
Salta in aria un camioncino della polizia: tre poliziotti feriti (Peacereporter, 02/07/07)
Tre poliziotti marocchini sono rimasti feriti quando il loro camioncino è stato colpito da tre bombe nel territorio del Sahara Occidentale. Un gruppo di persone ha lanciato tre bombe contro il veicolo mentre era parcheggiato a Laayoune, la città principale del territorio occupato dal Marocco negli anni Settaanta. Gli attentatori sono poi fuggiti, lasciando i poliziotti feriti: uno con ustioni di secondo grando e uno di primo. (Peacereporter, 02/07/07)
Coppa d`Africa: Marocco gia` qualificato (Eurosport, 22/06/07)
Il Marocco e` la prima squadra a qualificarsi per la Coppa d`Africa 2008. La squadra magrebina, grazie al successo per per 1-0 (rete di Bouchaib El Moubarki al 10` del primo tempo) in Malawi, si e` portata al primo posto in solitario nel gruppo 12 con 10 punti, risultando irraggiungibile per lo stesso Malawi e per lo Zimbabwe. Il Marocco in queste gare di qualificazione ha letteralmente dominato il suo girone vincendo 3 gare e pareggiandone una, con 6 gol fatti a fronte di uno solo subito. La fase finale della Coppa d`Africa del 2008 si svolgera` in Ghana dal 20 gennaio al 10 febbraio.(Eurosport, 22/06/07)
Confermata pena di morte per omicidio diplomatico italiano (Quaderniradicali, 20/06/07)
La Corte d'Appello di Salé, presso la capitale marocchina Rabat, ha confermato la pena di morte per l'omicidio del diplomatico italiano Alessandro Missir di Lusignano, consigliere politico presso la delegazione della Commissione europea in Marocco, e di sua moglie, Arianne Lagasse de Locht. I coniugi furono trovati morti il 19 settembre scorso nella loro villa del quartiere residenziale Hay Riad, a Rabat. Karim Zimach, 25 anni, che avrebbe confessato di aver agito sotto l'effetto della droga, è stato condannato per omicidio volontario premeditato, furto aggravato, consumo e traffico di stupefacenti. Zimach era stato condannato in primo grado alla pena capitale, dalla Corte d'Assise di Salé, il 20 febbraio scorso. Accusato di aver ucciso a coltellate il diplomatico italiano dell'Ue e sua moglie, belga, mentre i loro quattro figli, di età' compresa tra 9 e 4 anni, erano in casa, l'assassino era stato fermato, due giorni dopo il delitto, al volante dell'auto rubata alla coppia. Avrebbe subito confessato di aver ucciso i due perché era stato sorpreso a rubare nella loro villa. La Corte d'Appello ha altresì confermato le pene inflitte a due complici di Zimach, accusati di 'ricettazione e prostituzione'. A Bahija Saadi sono stati inflitti cinque mesi di reclusione più un'ammenda di 500 dirham (45 euro), a Latifa Stiti tre mesi con la condizionale. Un altro imputato, Mohamed Bouzidi, è stato assolto. Dal canto suo, la rappresentanza dell'Unione europea a Rabat, che si era costituita parte civile, ha ottenuto un risarcimento danni simbolico di un euro.(Quaderniradicali20/06/07)
Genitori bimba inglese scomparsa (Corsera, 11/06/07)
I genitori di Maddie, la piccola inglese scomparsa piu' di un mese fa a Praia da Luz, nel sud del Portogallo, sono arrivati a Casablanca, provenienti da Lisbona. Il padre Gerry e la madre Kate puntano a sollecitare l'aiuto delle autorita' marocchine nei loro sforzi per ritrovare la piccola Madeleine, 4 anni. Dopo l'arrivo all'aeroporto, la coppia si e' diretta verso la capitale Rabat. I due lasceranno il Marocco martedi'. (Corsera,11/06/07)
YouTube: mesi di carcere per gli studenti Sahrawi (Valerio Di Paola, Rivista, 04/06/07)
Telecom Marocco sembra aver risolto i suoi inconvenienti tecnici: dopo una settimana di blackout, YouTube è nuovamente accessibile. Ma il governo continua ad ignorare l'appello di Reporter sans Frontiers: i video che documenterebbero le violenze della polizia marocchina contro gli studenti universitari sahrawi non si trovano. Nel frattempo dagli arresti nei campus che vi abbiamo raccontato si è passati ai processi per direttissima. Secondo quanto reso noto da El Ouali, associazione che dall'Italia segue attivamente le vicende del Sahara Occidentale, il 26 maggio sei studenti saharawi dell'università di Marrakech sono stati condannati ad un anno di reclusione per "assembramenti armati e distruzione di beni pubblici"; alla lettura della sentenza gli avvocati hanno abbandonato l'aula per protestare contro il divieto per le famiglie degli imputati di entrare in tribunale. (…)I media europei non hanno raccontato la settimana di sangue delle università marocchine, ad Agadir, Marrakech e Casablanca, e non hanno denunciato l'oscuramento di YouTube, dove c'erano probabilmente le prove delle violenze. La risoluzione Onu, che ordina al governo marocchino di organizzare un referendum per l'autoderminazione del Sahara Occidentale e del popolo Sahrawi che vi risiede in regime di apartheid, giace inascoltata dal 1988. (Valerio Di Paola, Rivista,
04/06/07)
YouTube in quarantena (QuoMedia, 28/05/07)
In seguito alla pubblicazione da parte della OpenNet Initiative dei 25 paesi colpevoli dei maggiori episodi di censura su internet, il Marocco ha dato il suo contributo con il blocco dell’accesso al sito di video generati dagli utenti YouTube. Numerosi abbonati all’operatore storico del paese, Maroc Telecom, che appartiene a Vivendi, hanno lamentato l’impossibilità di connettersi al sito. La scelta è riconducibile alla pubblicazione di video riguardanti il Re Mohammed VI. L’anno scorso anche Google Earth ha subito la censura imposta dal Marocco. Questi episodi hanno suscitato la reazione degli internauti del paese e favorito la creazione del sito Stop-Censure.org per protestare contro la chiusura di blog e siti giudicati pericolosi dalle autorità. (QuoMedia,
28/05/07)
Riaperto la sede dell'Acnur a Rabat (Vita, 25/05/07)
È stato riaperto l'ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in Marocco dopo che nella tarda serata di giovedì è stata pacificamente dispersa da parte delle forze di polizia marocchine una manifestazione di circa 20 rifugiati di fronte alla sede dell'Agenzia. Il coordinamento delle agenzie delle Nazioni Unite in Marocco ha richiesto questo intervento pacifico dopo il fallimento di numerosi negoziati volti a porre fine al sit-in dei dimostranti. La manifestazione - preceduta da un episodio di violenza all'interno dell'ufficio dell'UNHCR - aveva costretto l'Agenzia a chiudere temporaneamente il proprio ufficio, sospendendo tutte le attività di protezione e assistenza dell'UNHCR in favore dei rifugiati in Marocco. Venerdì 18 maggio alcuni rifugiati provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo hanno fatto ingresso in maniera violenta nell'ufficio dell'UNHCR a Rabat, ferendo due guardie della sicurezza. In seguito i rifugiati hanno organizzato un sit-in di fronte all'ufficio dell'Agenzia, rivendicando il diritto di tutti i rifugiati in Marocco a una regolare assistenza finanziaria mensile da parte dell'UNHCR e affermando che lo status incerto di rifugiati non permette loro di vivere in condizioni dignitose in Marocco. Nel corso del sit-in questi primi rifugiati sono stati raggiunti di tanto in tanto da un'altra trentina di rifugiati. Durante lo scorso fine settimana, il personale dell'UNHCR in Marocco ha ribadito costantemente ai rifugiati che l'Agenzia era pronta a mantenere e sviluppare ulteriormente il dialogo con la comunità di rifugiati a proposito delle loro preoccupazioni e delle loro lamentele (incluse quelle presentate dal gruppo) e che era disposta ad aiutarli a trovare soluzioni migliori per la loro condizione non appena la situazione di fronte all'ufficio fosse ritornata alla normalità. L'UNHCR ha anche sottolineato che il ricorso alla violenza è inaccettabile e che i rifugiati - così come gli altri cittadini - sono tenuti a rispettare le leggi nazionali e l'ordine pubblico. (…) I rifugiati in Marocco vivono in condizioni precarie dal momento che non sono formalmente riconosciuti dalle autorità e non hanno alcun permesso di residenza temporaneo. Di conseguenza, non hanno accesso formale al mercato del lavoro o ai servizi di base. (…)(Vita,
25/05/07)
Al via storico processo per terrorismo (Peacereporter, 25/05/07)
Ha avuto inizio oggi nella città di Sale uno dei più grandi processi per terrorismo della storia del Marocco. Cinquanta imputati facenti parte di un gruppo noto come Ansar al-Mehdi sono accusati di aver progettato attacchi ai danni di politici, diplomatici e turisti. Tra gli altri, sembra che un obiettivo fosse l'ambasciata degli Stati Uniti a Rabat. Gli altri capi di imputazione riguardano l'affiliazione a un'organizzazione illegale e la partecipazione a riunioni non autorizzate. Il processo era stato rimandato tre volte negli ultimi mesi. Le autorità marocchine sono in uno stato di allerta, dopo che cinque attentatori suicidi si sono fatti esplodere a Casablanca durante l'ultimo mese.(Peacereporter, 25/05/07)
Privatizzazioni: dal 1993 incassati 7,7 mld (Il Denaro, 22/05/07)
Il programma di privatizzazione lanciato in Marocco nel 1993 ha fruttato alle casse dello stato 7,7 miliardi di euro. Lo afferma il direttore delle Imprese Pubbliche e della Privatizzazione, Abdelaziz Talbi, durante una conferenza tenuta a Rabat sul tema “Liberalizzazione settoriale e politica di privatizzazione in Marocco”, organizzato dal ministero delle Finanze. Fino ad oggi - aggiunge Talbi - sono state privatizzate, totalmente o parzialmente, 73 società di cui 47 aziende e 26 alberghi. Tale processo, ha sottolineato il responsabile, ha avuto un impatto positivo sull'economia nazionale, portando alla dinamizzazione del mercato finanziario e favorendo l'arrivo di investimenti esteri nel paese. Fra le più importanti operazioni che hanno contribuito alla liberalizzazione dell'economia marocchina, si ricordano la cessione del 51 per cento del capitale di Maroc Telecom, il primo operatore telefonico nazionale, al gruppo francese Vivendi Universal per 3,3 miliardi di euro; la cessione del capitale dell'Ente Nazionale Tabacchi al gruppo franco-spagnolo “Altadis” e l'acquisizione, nello scorso marzo, da parte del gruppo di trasporto marittimo francese Cma-Cgm della compagnia nazionale di navigazione Comanav per un ammontare di circa 200 milioni di euro. (Il Denaro,
22/05/07)
Inviato Onu cancella viaggio nel Sahara Occidentale (Peacereporter, 16/05/07)
Un portavoce del ministero degli esteri spagnolo ha confermato all'Ansa che l'inviato speciale del segretario generale dell'Onu per il Sahara Occidentale, Peter Van Walsum, ha annullato il suo viaggio in Marocco. La visita di Van Walsum a Algeri, Nouachkott e Tindouf, dove si trova la maggior parte degli accampamenti sahraoui, oltre che nella capitale, doveva creare le condizioni per l'inizio delle trattative tra il governo di Rabat e il Fronte Polisario, Le ragioni dell'annullamento non sono state al momento rese note.
(Peacereporter,
16/05/07)
Smantellata rete che reclutava per al Qaeda (Corriere della Sera, 06/05/2007)
La polizia marocchina ha comunicato di avere smantellato, la scorsa notte, una 'rete di persone implicate nel reclutamento di volontari' per l'organizzazione di al Qaeda in Maghreb. Lo rende noto l'agenzia di stampa marocchina ufficiale Map, citando una fonte di polizia. A Casablanca, fra marzo e aprile, sei kamikaze si sono fatti esplodere e un settimo e' stato ucciso dalla polizia prima che riuscisse ad azionare la sua cintura esplosiva. (Corriere della Sera,
06/05/2007)
Resta alta l'allerta dopo i recenti attentati suicidi di Casablanca (Ansa, 18/04/07)
Il governo marocchino mantiene alta l'allerta antiterrorismo dopo gli attentati suicidi della settimana scorsa a Casablanca. Esiste sempre la possibilita' di un nuovo attacco e l'inchiesta sulla cellula jihadista rimane aperta, ha detto il portavoce del governo, Nabil Benabdallah. Il Marocco - ha aggiunto - deve impegnarsi non solo sul piano della sicurezza, ma soprattutto sul piano intellettuale, ideologico e religioso, per neutralizzare l'espansione del jihadismo terrorista. (Ansa,18/04/07)
Rischio a Casablanca: lo afferma il Consolato americano (Ansa, 15/04/07)
Il Consolato americano ritiene che a Casablanca ci sia 'un elevato rischio di violenza contro gli interessi e i cittadini americani'. In una nota pubblicata sul suo sito ufficiale a seguito degli attentati dei due kamikaze che nei giorni scorsi si sono fatti esplodere nei pressi della sede diplomatica, il Consolato precisa che sono a rischio anche 'altri bersagli occidentali' e avvisa i suoi connazionali di 'stare all'erta'. (Ansa,
15/04/07)
Marocco e Algeria in allerta terrorismo (Euronews, 12/04/07)
L'Algeria seppellisce i suoi morti, mentre la comunità internazionale, Onu e Stati Uniti in testa, esprime timori per questa offensiva terroristica, firmata Al Qaida, nel Maghreb. Almeno ventiquattro morti e oltre 200 feriti, ieri ad Algeri, nei due attentati contro il Palazzo del governo, e un commissariato di polizia. Al Qaida per il Maghreb ha rivendicato gli attentati, diffondendo le immagini dei tre kamikaze, dopo aver rivendicato anche gli attacchi, sferrati in Marocco solo il giorno prima. Martedì durante un raid della polizia nei quartieri popolari di Casablanca. Tre kamikaze si sono fatti saltare in aria. E i servizi di sicurezza marocchini sono ancora alla ricerca di alcuni complici dei terroristi. Sia Marocco che Algeria sono in stato di allerta, con controlli e misure di sicurezza eccezionali. Il governo di Rabat ha escluso tuttavia che gli attentati nei due paesi abbiano una matrice comune.(Euronews, 12/04/07)
Al Qaida in Marocco per meglio attaccare l'Europa(Euronews, 12/04/07)
La monarchia marocchina, incarnata da Mohamed VI, è ancora l'ultimo bastione contro l'islamismo radicale? Il regno di Hassan II, fu caratterizzato da un lungo periodo di pace. Ma da quattro anni a questa parte la tranquillità ha lasciato il posto all'instabilità. Il 16 maggio 2003, a Casablanca ci sono stati 5 attentati simultanei, che hanno fatto 24 morti e una sessantina di feriti. Gli attentati prendono di mira obiettivi di grande valore simbolico: edifici appartenenti alla comunità ebraica, edifici legati al turismo e la Casa di Spagna, club frequentato da marocchini e uomini d'affari spagnoli. Tutti gli attentati portano il marchio di fabbrica Al Qaida. Da questo momento in poi, in Marocco c'è paura. La polizia ha smantellato più di 50 cellule islamiste, di cui molte legate a al Qaida. Oltre 3000 gli arresti. Alla fine di marzo, 20 persone sono finite in manette con l'accusa di preparare un'ondata di attentati contro obiettivi turistici. L'emergenza terrorismo è legata alla povertà che attanaglia molte regioni del Paese. Con un tasso d'analfabetismo che raggiunge il 50% un Pil per abitante di 1669 euro nel 2006, il Marocco è il Paese più povero della regione maghrebina. Funzionari locali incompetenti, una diffusa corruzione e ancora il senso di frustrazione di fronte all'irrisolto conflitto mediorientale aiutano al Qaida nel suo lavoro di reclutamento. Fatto confermato dal giornalista Jamal Ouahbi: "Al Qaida fa proseliti attraverso internet ma anche con le sue ramificazioni territoriali, come accade in questa zona, Tetouan". Dal Marocco colpire l'Europa è ancora più semplice. Sotto il mirino dei terroristi ci sono le spagnole Ceuta e Melilla, ma le stesse regioni meridionali di tutta la penisola iberica. .(Euronews, 12/04/07)
Il governo smentisce l'azione kamikaze a Casablanca(PeaceReporter, 12/04/07)
Una fonte del governo marocchino ha smentito che un kamikaze si sia fatto saltare in aria a Casablanca, nello stesso quartiere in cui martedì scorso quattro jihadisti si erano fatti esplodere mentre venivano inseguiti dalla polizia. A riferire la notizia era stata la polizia marocchina. Al Qaeda ha rivendicato sia gli attentati di Algeri che le azioni kamikaze di Casablanca, ma il ministro dell'Interno di Rabat, Chakib Benmoussa, ha escluso collegamenti tra gli attentati.(PeaceReporter, 12/04/07)
Due kamikaze uccisi a Casablanca. Un terzo è riuscito a darsi alla fuga
(Il Tempo, 11/04/07)
Sono tre i terroristi suicidi intercettati dalla polizia marocchina ieri mattina a Casablanca: ai due inseguiti dagli agenti e morti uno per un colpo di arma da fuoco, l'altro perché si è fatto esplodere, se ne aggiunge un terzo, attualmente in fuga. La polizia marocchina ha confermato che il primo terrorista morto, raggiunto dallo sparo di un agente è stato identificato: si tratta di Mohamed Mentala, detto Warda, e trasportava una carica esplosiva pronta per la detonazione. Il secondo terrorista, morto nell'esplosione della bomba che portava con sé, non è stato ancora identificato. (Il Tempo, 11/04/07)
Caccia all'uomo - 11 i terroristi pronti a farsi esplodere (Rainews24, 11/04/07)
E' ancora in corso in Marocco una vasta operazione antiterrorismo, dopo che ieri, a Casablanca, è stato individuato un commando pronto a compiere attentati contro navi e località turistiche. Quattro terroristi sono morti: il primo e' stato ucciso dalla polizia, gli altri kamikaze si sono fatti esplodere, uccidendo un poliziotto. Vengono ricercati altri 11 terroristi dotatai di una cintura imbottita di esplosivo, pronti a farsi saltare in aria per non farsi catturare vivi. Nel maggio del 2003 vi erano stati cinque attentati suicidi I morti erano stati allora complessivamente 45 e migliaia di presunti militanti islamici erano stati arrestati, alcuni dei quali accusati di intesa con al-Qaida per compiere attentati in Marocco e all'estero. Almeno due dei presunti terroristi rimasti uccisi ieri sono sospettati di avere collegamenti con gli attentati del 2003. Le violenze di ieri erano cominciate con una soffiata, che aveva messo gli agenti in allarme, portandoli nei pressi di un edificio del quartiere di Haya Farah, dove erano asserragliati i presunti terroristi, a quanto hanno riferito fonti ufficiali. (Rainews24, 11/04/07)
Identificato il secondo kamikaze di Casablanca. (Corriere della sera, 11/04/07)
Identificato dalla polizia marocchina il secondo terrorista suicida entrato in azione ieri a Casablanca, dove 4 esplosioni hanno causato almeno un morto, oltre ai kamikaze, e una decina di feriti. Si tratta di Ayoub Raidy, fratello di Abdelfettah, il fondamentalista islamico morto lo scorso 11 marzo, anche lui suicidatosi facendosi esplodere in un Internet cafe' della citta' marocchina. Resta ancora da identificare il terzo terrorista che si e' ucciso ieri pomeriggio. Il primo era Mohamed Rachidi, mentre il quarto jihadista morto ieri, abbattuto dalla polizia, era Mohamed Mentala, sotto inchiesta per atti terroristici di matrice islamica dal 2003. (Agr) (Corriere della sera, 11/04/07)
Sventato attacco kamikaze, morti tutti i quattro terroristi (Tgcom.mediaset, 10/04/07)
Quattro kamikaze stavano per farsi saltare in aria e il loro attacco prometteva un massacro. Ma qualcosa, nel loro piano, non è riuscito e la polizia li ha intercettati nel cuore di Casablanca, in Marocco. Uno dei terroristi è stato ucciso dagli agenti, gli altri tre si sono fatti esplodere circondati dalla polizia. I quattro facevano parte di un gruppo di ricercati dopo l'attentato dello scorso 11 marzo, a Casablanca. L'azione delle forze di sicurezza marocchine era tesa a sventare una serie di attentati contro turisti a Casablanca, Marrakech e Agadir. Dapprima, era stato ucciso dalla polizia un aspirante kamikaze, identificato poi come Mohamed Rachidi, ed un secondo aveva fatto esplodere la carica che aveva addosso. Poi un terzo aspirante kamikaze sfuggito inizialmente alla cattura, ma circondato poi dalla polizia, si è fatto saltare con la cintura esplosiva che aveva con sé, ferendo anche due agenti, uno dei quali in modo grave. Infine un quarto terrorista si è fatto saltare in aria in una strada affollata del quartiere "Al Fida". Il terzo terrorista, che era riuscito a fuggire dal palazzo dove erano morti i primi due, non è andato molto lontano: il luogo in cui si è ucciso è poco distante da quello dove i tre erano stati individuati stamane dalla polizia. Il dispositivo di sicurezza attuato dalle autorità intorno al quartiere degradato di Al Fida ha funzionato e il terrorista, vedendosi accerchiato, non ha potuto fare altro che uccidersi mentre saltava dal tetto della casa dove si era rifugiato. Quest'ultimo è il secondo attentato terroristico suicida di matrice jihadista sventato dalle autorità del Marocco in un mese, dopo quello dello scorso 11 marzo, nel quale un terrorista si è fatto esplodere in un Internet café della capitale economica del Paese maghrebino. Due dei tre facevano parte della lunga lista (oltre trenta persone) di ricercati per quell'episodio, nel quale due jihadisti sono stati sorpresi dal gestore mentre si accingevano a commettere un attentato: il primo si è fatto esplodere e il secondo, ferito, è stato catturato dalla polizia. L'inchiesta sull'esplosione nell'Internet café aveva portato la polizia marocchina a un livello massimo di allerta: nel domicilio del terrorista morto nell'esplosione, Abdelfettah Raydi, furono ritrovati circa 200 chili di sostanze chimiche per preparare bombe artigianali, e nelle settimane successive la polizia ha stretto il cerchio intorno ai gruppi vicini alla militanza jihadista nel Paese. Tanto nell'attentato contro l'Internet café come in quelli ben più mortiferi del 16 maggio 2003, sempre a Casablanca (45 morti, compresi 12 terroristi), i responsabili provenivano dai quartieri degradati della città. (Tgcom.mediaset, 10/04/07)
Maghreb, trasporto aereo: cieli liberi entro il 2008 (Il Denaro, 03/04/07)
Il Marocco ha proposto ai paesi dell'Unione del Maghreb Arabo (Uma) di sottoscrivere un accordo che renda possibile la liberalizzazione del trasporto aereo nella regione nordafricana nel corso dell'anno prossimo. Durante una riunione dei ministri del Trasporto dell'Uma (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia e Mauritania) a Skhirat, località turistica fra Casablanca e Rabat, si è deciso di creare un gruppo di lavoro per valutare la fattibilità della proposta portata avanti dal ministro marocchino, Karim Ghallab. L'obiettivo, afferma il ministro Ghallab, è quello di andare verso “un sistema di trasporto integrato nel Maghreb, in accordo con una concezione pragmatica ed euromediterranea della questione”. Per portare avanti questa iniziativa, i ministri hanno sottoscritto un impegno comune per “stabilire entro la fine del 2007 un piano di cooperazione che permetta di garantire la complementarietà delle differenti compagnie aeree in materia di sfruttamento e partnership commerciale, mantenimento della flotta e formazione del personale”. (Il Denaro, 03/04/07)
Il re Mohammed VI: l'islam bandisce terrorismo (Ticinonline, 01/04/07)
L'Islam è una religione di "tolleranza" che bandisce il terrorismo. Lo ha scritto re Mohammed VI del Marocco in un messaggio inviato ieri ai capi di Stato dei Paesi musulmani in occasione della festa che commemora l'anniversario dalla nascita del profeta Maometto. La nascita di Maometto "ha modificato il corso della storia, conferendo all'umanita, oltre all'unicità della fede, i valori di moderazione e di libertà che rifiutano l'estremismo, l'ostracismo, la dispersione, la coercizione e il terrorismo", afferma il sovrano nel messaggio, reso noto da fonte ufficiale. Re Mohammed invita altresì i Paesi musulmani a ispirarsi ai valori dell'Islam per una migliore coesistenza con le altre comunità religiose e per risolvere i conflitti intermusulmani. Un "no" che sarà ascoltato? (Ticinonline, 01/04/07)
Un tunnel per proteggere la casbah di Rabat (ANSAmed, 21/03/07)
Il Comune di Rabat ha deciso di scavare un tunnel per proteggere la casbah di Oudayas, gioiello del patrimonio culturale e architettonico del XXI secolo. I lavori dovrebbero durare per 36 mesi e concludersi nel 2010. ''Per evitare l'aggressione costituita dal passaggio quotidiano di una media superiore ai 30.000 veicoli, di cui 3.500 camion, abbiamo deciso di creare una galleria che sara' lunga 1.022 metri'' ha affermato oggi alla stampa Emrani Essakl, direttore generale dell'agenzia per la pianificazione della valle del Bouregreg. Il progetto, che prevede una strada a due corsie per senso di marcia, sara' realizzato da un consorzio italiano tra la parmigiana Pizzarotti e la bellunese Alpi De.Co. Il costo dell'opera e' stimato intorno ai 491 milioni di dirhams (44 milioni di euro). La casbah di Oudayas, che si trova alla foce atlantica del fiume Bouregreg, e' stata nei secoli teatro di grandi battaglie. L'imponente fortezza venne costruita dal fondatore della dinastia almohade, Abdelmoumen ben Ali (1130-1163). (