La promozione umana al centro del progetto educativo dell’UCAO (Apic; Asunicam: Zengarini/Radiovaticana, 27/11/2007))
L’Università cattolica dell’Africa dell’Ovest (UCAO) di Abidjan, in Costa d’Avorio, ha aperto una nuova Unità di formazione e ricerca (UFR) nella capitale del Mali Bamako. La facoltà comprende un Istituto superiore di tecnologia e gestione, uno multidisciplinare di formazione tecnica e professionale in elettricità, elettronica, automatica, informatica e burocrazia digitale e un Centro di studi e cultura per giovani intitolato allo scomparso arcivescovo di Bamako Luc Sangaré. La nuova sede universitaria è dotata dei più moderni strumenti didattici, comprese aule attrezzate per gli studenti, una mediateca cattolica e anche di un asilo. Al centro del suo progetto educativo la promozione dello sviluppo integrale della persona in seno alla comunità. Essa porrà l’accento anche sulla cultura, le arti e le scienze dell’educazione. L’UCAO è tra i membri fondatori dell’Associazione delle Università e degli Istituti Superiori cattolici e dell’Africa e del Madagascar (ASUNICAM). Fondata nel 1967 come Istituto superiore di cultura religiosa, diventata successivamente Istituto cattolico dell’Africa occidentale (ICAO) e infine Università cattolica dell’Africa dell’Ovest, conta attualmente ad Abidjan cinque Facoltà e Unità di Ricerca: la Facoltà di teologia, l’Istituto superiore di pastorale, l’Unità di ricerca di filosofia, quella di Formazione catechetica e un Istituto di comunicazione. (Apic; Asunicam: Zengarini/Radiovaticana,
27/11/2007))
Le speranze in un sacco di cotone: cotone biologico e fair trade (Luigi Jorio, SwissInfo, 22/11/2007)
Grazie al progetto di cotone biologico dell'organizzazione svizzera Helvetas, i contadini possono contare su una fonte di reddito dignitosa senza compromettere la salute con pericolosi pesticidi. Reportage dal Mali. Nei campi di cotone attorno al villaggio di Faragouaran, nel sud del Mali, una schiera di minuscoli insetti alati, fastidiosi ma innocui, ha trovato una nuova dimora. «È il segno che qui non utilizziamo più prodotti chimici», osserva Sidi El Moctar Nguiro, ingegnere agronomo locale. Per i produttori di cotone convenzionale della regione la novità è giunta nel 2002, anno in cui Helvetas ha lanciato in collaborazione con Mobiom - il Movimento biologico maliano - un progetto di coltivazione biologica e solidale. L'interesse è stato subito alto ed in cinque anni il numero di coloro che hanno abbracciato la produzione ecologica è letteralmente esploso: «Dai 174 agricoltori del 2002 siamo passati a quasi 4'200», rileva Nguiro. Con la riconversione, i campi non soltanto sono (ri)diventati un paradiso entomologico, ma hanno pure ritrovato la fertilità di un tempo. I contadini hanno dal canto loro consolidato il reddito domestico e per coltivare il cotone non devono più rovinarsi pelle e polmoni. L'aspetto solidale del nostro programma offre ai produttori di cotone un prezzo minimo garantito. «Si tratta innanzitutto di un approccio economico», spiega Frank Eyhorn di Helvetas. «L'aspetto solidale del nostro programma offre ai produttori di cotone un prezzo minimo garantito. Inoltre, le famiglie non sono più costrette ad indebitarsi per acquistare costosi fertilizzanti e pesticidi industriali». Concretamente, i contadini maliani di Mobiom possono quest'anno vendere il loro cotone a 238 franchi CFA al Kg (0,36 euro), un prezzo decisamente più alto di quello imposto dal mercato internazionale del cotone convenzionale (160 franchi CFA/Kg). Un mercato che è sprofondato in una crisi senza precedenti: le sovvenzioni accordate da Stati Uniti e Unione europea alla loro produzione cotoniera hanno fatto crollare, in pochi anni, il prezzo della materia grezza del 40%. Un calo che ha messo in ginocchio l'economia agricola di quei paesi (come il Mali) per i quali il cotone rappresenta la principale fonte di divisa estera. La garanzia d'acquisto del cotone biologico è fornita dai partner di Helvetas - come la ditta di Winterthur Reinhart (tra i più grandi al mondo), il dettagliante Migros o il gruppo tessile Switcher - i quali si sono impegnati ad acquistare l'intero stock e a rivenderlo sotto il marchio di certificazione "fair trade" della fondazione svizzera Max Havelaar. Il risultato è un netto miglioramento della situazione finanziaria di migliaia di persone in Africa, mentre il consumatore svizzero interessato a T-shirt, pigiami per bambini o asciugamani Max Havelaar è chiamato a spendere un modesto 10-15% in più. (Luigi Jorio, SwissInfo,
22/11/2007)
I “bambini guida” salvati dai medici italiani (Cristina Bassi, Panorama, 16/11/07)
Bambini che indicano la strada ai vecchi, ma non hanno un futuro davanti. In alcune regioni poverissime dell’Africa (Mali, Benin, Togo, Ghana) la maggior parte degli anziani diventa cieco e può vedere, e vivere, solo attraverso gli occhi del suo “bambino guida”. Che fino alla maggiore età è costretto ad accompagnarlo ovunque, rinunciando a correre, giocare, studiare e sacrificando la propria infanzia. È nata anche per liberare i più piccoli da questa prigione la missione italiana “Ridare la luce”, realizzata dall’Aeronautica militare e dall’Afmal (Associazione con i Fatebenefratelli per i malati lontani). Il 23 novembre partirà un C-130J carico di materiale umanitario, farmaci, attrezzature mediche e microscopi elettronici per allestire le sale operatorie negli ospedali locali. E con a bordo oculisti, ma anche chirurghi, dermatologi e cardiologi, che ridaranno la vista a molte donne e uomini. Nell’Africa sub-sahariana la cecità è un’emergenza. Moltissime le malattie che colpiscono gli occhi, come il glaucoma o la cosiddetta “malattia dei fiumi” (oncocercosi), causata da un parassita che vive nei corsi d’acqua. Ma la più diffusa è la cataratta, un problema che da noi è curato in ambulatorio mentre in questi Paesi priva della vista oltre due milioni di persone, l’80 per cento della popolazione. Dal 2004, con due spedizioni all’anno, “Ridare la luce” ha effettuato 1.800 interventi chirurgici di cataratta e oltre 8 mila visite specialistiche. Grazie all’iniziativa “Occhiali per il mondo” inoltre arrivano in Africa lenti e montature raccolte in giro per l’Italia dal Consorzio degli ottici e destinati alle persone che ne hanno bisogno, in particolare i bambini. (Cristina Bassi, Panorama, 16/11/07)
Violenze al confine con la Guinea (MZ, Misna, 12/11/2007)
Almeno cinque persone sono morte e altre 13 sono rimaste ferite nelle violenze esplose nei giorni scorsi tra due comunità alla frontiera tra Mali e Guinea. Lo si apprende dalla stampa dei due paesi, secondo cui le violenze sarebbero iniziate la scorsa settimana con un primo attacco avvenuto il 6 novembre e una serie di scaramucce proseguite nei giorni successivi. A scontrarsi gruppi di giovani provenienti dai villaggi di Dalakan, in Guinea, e da Siradiouba, in Mali, situati su lati opposti della frontiera tra i due paesi. Secondo il quotidiano maliano l’Essor, tra le vittime dell’attacco lanciato il 6 novembre scorso da un centinaio di giovani guineani ci sarebbe anche un poliziotto. La stessa fonte precisa poi, citando amministratori locali, che tra gli aggressori non si troverebbero solo giovani guineani, ma anche ex-ribelli liberiani smobilitati. Le relazioni tra Mali e Guinea sono buone, ma capita che si verifichino tensioni tra le comunità che vivono lungo le centinaia di chilometri di confine e che si disputano terre e accesso all’acqua. Le comunità di Dalakan e Siradiouba, però, erano state protagoniste di violenze solo lo scorso agosto, quando a in un territorio guineano morirono almeno quattro persone, incluso un bambino. (MZ, Misna,
12/11/2007)
Governo decide abolizione pena di morte (Ag. Radicale, 22/10/2007)
Il governo del Mali ha annunciato di aver approvato il progetto di legge che abolisce la pena di morte, sostituendola con l’ergastolo. Il provvedimento deve ora essere approvato dal parlamento. Le ultime esecuzioni in Mali risalgono al 21 agosto 1980, quando Mamadou Keita e Karuba Coulibaly, entrambi condannati a morte per omicidio, rapina a mano armata e altri crimini nel 1980, sono stati fucilati. Le ultime condanne a morte sono state registrate nel 2002, nei confronti di 26 persone, 19 delle quali condannate in contumacia. - a cura di NtC (Ag. Radicale,
22/10/2007)
Approvato un progetto di legge per abolire la pena di morte (RM, RadioVaticana, 19/10/2007)
Un progetto di legge per l’abolizione della pena di morte in Mali è stato approvato dal Consiglio dei ministri, riunito ieri a Bamako. Lo si apprende da fonti di stampa locali, citate dall’agenzia MISNA. I ministri “hanno fatto la scelta di non poter togliere la vita ad un altro essere umano, seppure un criminale”, si legge nel resoconto ufficiale della seduta del gabinetto di Stato. Il Mali è tra le nazioni che de facto già non eseguono la sentenza capitale. “In effetti - si legge ancora nella nota - benché nel nostro Paese si emettano condanne a morte, esse non sono applicate da quasi tre decenni”, venendo commutate in ergastolo con provvedimento di grazia del presidente della Repubblica. Le ultime due sentenze furono eseguite nel 1980 a mezzo fucilazione, come vuole la normativa risalente al 1961. Il nuovo disegno di legge prevede che la sentenza capitale venga definitivamente sostituita con l’ergastolo. “L’abolizione della pena di morte, che trasforma in regola del diritto quello che ora non è che una pratica - hanno detto i ministri - s’iscrive nella linea del rispetto della vita conforme ai valori dell’umanesimo, della clemenza, della compassione e del perdono, che sono quelli della nostra società”. La proposta dovrà ora essere sottoposta al vaglio dell’Assemblea nazionale.(RM, RadioVaticana, 19/10/2007)
Formato nuovo governo, sette le donne (GB, Misna, 04/10/2007)
Ci sono sette donne nel nuovo governo formato dal primo ministro Modibo Sidibé. Si colorano di rosa, in particolare, due ministeri chiave: a quello dell’Economia va Diallo Madeleine Bâ, alle Comunicazioni Diarra Mariam Flantié Diallo. In totale, secondo il decreto ufficiale firmato dal presidente Amadou Toumani Touré, saranno 27 i dicasteri del nuovo governo che sarà introdotto a breve da un discorso programmatico di Sidibé. Confermati al loro posto il generale Kafougouna Koné (Difesa) e il generale Sadio Gassama (Sicurezza interna). Uno dei primi punti che Sidibé affronterà, come da lui stesso affermato, sarà il programma di sviluppo economico e sociale che il presidente Touré aveva proposto durante la campagna elettorale dello scorso aprile. Sidibé, un giurista di 55 anni vicino a Touré, era stato nominato primo ministro lo scorso 28 settembre in sostituzione del dimissionario Issoufi Maïga. (GB, Misna, 04/10/2007)
La Difesa schiera l'esercito al confine con l'Algeria per arginare gli attacchi tuareg (Peacereporter, 18/09/07)
Il ministro della Difesa maliano ha schierato l'esercito al confine con l'Algeria perché teme che gli scontri con i ribelli tuareg si trasformino in una vera insurrezione. Gli attacchi contro l'esercito sono aumentati in questo periodo e domenica sono morti sette tuareg e un soldato governativo. Bamako riceve aiuti finanziari dal Piano Usa anti-terrorismo nel Sahara per combattere quelli che i due governi definiscono "i militanti estremisti del deserto". Secondo l'esercito maliano gli scontri sono provocati dal gruppo di ribelli guidati da Ag Bahanga, che vuole proteggere i suoi traffici illeciti nel Sahara. Alcuni analisti, però, sostengono che i tuareg siano insorti perché Bamako non ha saputo mantenere le promesse fatte. (Peacereporter, 18/09/07)
Tuareg ribelli sparano contro aereo militare usa (Agi/Afp 13/09/07)
Tuareg ribelli del Mali hanno sparato contro un aereo militare che riforniva le truppe maliane nel nord del Paese africano. L'aereo non e' stato colpito, ha riferito una fonte diplomatica statunitense, ed e' rientrato nella capitale Bamako. Il velivolo era reduce dalle esercitazioni che i militari americani conducono insieme agli eserciti di Stati del Sahel nell'ambito della lotta al terrorismo e alle milizie islamiche nella regione. Nelle scorse settimane l'esercito del Mali aveva sferrato diversi attacchi contro i ribelli Tuareg, che a loro volta avevano messo in atto agguati nella desertica regione di Tin-Zaouatene, al confine tra Algeria e Niger. Nel corso dei combattimenti erano stati catturati decine di soldati maliani. (Agi/Afp, 13/09/07)
Elezioni parlamentari, "tra zero e sei" le donne elette (Almahady Cissé, IPS, 24/07/07)
C’è chi teme che il numero delle donne nel Parlamento del Mali possa risultare più che dimezzato dopo le ultime elezioni legislative, conclusesi domenica scorsa. Le elezioni parlamentari chiedono agli elettori maliani di votare per le liste di partito formate dai candidati nominati nei diversi collegi. Se una lista non ottiene la maggioranza dei voti, si va al ballottaggio tra le due liste che hanno totalizzato più voti. Il partito la cui lista ottiene la maggioranza dei voti al secondo turno occuperà tutti i seggi del rispettivo collegio, con le persone della propria lista. I candidati indipendenti possono concorrere per i seggi dei collegi con un solo parlamentare, dove è anche previsto il ballottaggio se non si ottiene la maggioranza al primo turno. Nessuna delle 227 candidate donne che si sono presentate alle elezioni di quest’anno ha vinto un seggio al primo turno, il 1 luglio, e solo 26 erano in lista alle votazioni di domenica (in tutto, 1.408 candidati erano in corsa nelle legislative). “Abbiamo fatto un passo indietro”, ha ammesso Korotoumou Mariko-Thera, portavoce dell’“Organismo per la cooperazione delle donne nei partiti politici”, e tra le candidate non elette al primo turno. “Nel migliore dei casi, avremo 13 donne elette con questo numero (26). Nel peggiore dei casi, potremmo essere tra 0 e 6 donne”, ha detto all’IPS. Nel parlamento uscente, composto di 147 seggi, c’erano 14 donne. Alle elezioni democratiche del Mali del 1992, dopo anni con un solo partito al governo, solo due donne sono state elette in parlamento. Nel 1997, il loro numero è salito a 18, ma è di nuovo sceso nel 2002. (…) Secondo uno studio governativo del 2006 sull’accesso delle donne agli organismi decisionali in Mali, in questi raggruppamenti le donne hanno una rappresentatività complessiva di appena il 10,79 per cento: il 9,52 per cento in parlamento; il 18,5 nel consiglio dei ministri, meno dell’uno per cento negli incarichi di sindaco, e meno del sette per cento come consiglieri comunali. (…) Alle elezioni di domenica, sono stati registrati poco più di sei milioni di votanti, su una popolazione di 13,8 milioni di abitanti. Il Mali è uno degli stati più poveri al mondo, con il 72,3 per cento della popolazione che vive con meno di un dollaro al giorno, e il 90,6 per cento con meno di due dollari al giorno, secondo il Rapporto Onu 2006 sullo sviluppo umano.(Almahady Cissé, IPS, 24/07/07)
Voto nella calma per il rinnovo del parlamento (MZ, Misna, 02/07/07)
Si sono svolte nella calma le operazioni di voto del primo turno delle elezioni legislative tenutesi ieri in Mali, a soli due mesi dalla rielezione di Amadou Toumani Touré alla presidenza della Repubblica. Secondo la stampa locale le elezioni di ieri sono state segnate da una bassa affluenza, anche se al momento non vi sono ancora dati ufficiali. I seggi hanno chiuso regolarmente le operazioni di voto alle 18:00 tranne che nella regione di Segou (nel nord) dove le operazioni di voto sono proseguite fino alle 22:00 a causa dei ritardi provocati dalle forti piogge cadute nella zona nelle ultime ore. Nessun incidente è stato segnalato. Oltre 6 milioni di maliano sono stati chiamati a eleggere il nuovo parlamento di uno dei paesi più poveri del continente, ma con gli ‘standard democratici’ più elevati d’Africa. L’attuale parlamento, il cui mandato scadrà ufficialmente il 10 agosto prossimo, conta 97 deputati della maggioranza presidenziale e 50 dell’opposizione, riunita nel Fronte per la democrazia e la Repubblica (Fdr). L’Alleanza per la democrazia e il progresso (Adp), una coalizione che raggruppa una trentina di formazioni politiche e associazione creata a sostegno del presidente Touré, è considerata la favorita. Il voto è stato monitorato da circa 900 osservatori elettorali, 200 internazionali e 700 locali. I primi risultati dovrebbero essere annunciati tra oggi e domani. (MZ, Misna, 02/07/07)
Censura (Internazionale, 28/06/07)
Quando il professore Basirou Kassim Minta ha assegnato ai suoi studenti di un liceo di Bamako un commento sulla vicenda immaginaria di una studentessa costretta a prostituirsi, non pensava di suscitare tanto scalpore. Nella storia, tra i clienti della ragazzina c'è anche il capo dello stato, che per evitare scandali vorrebbe farla abortire. Ma lei si batte per avere il bambino e alla fine riesce a farlo riconoscere. Risultato: il 26 giugno il professore è stato condannato a due mesi di carcere per vilipendio al capo di stato. Anche i giornalisti del quotidiano Info Matin che ne hanno parlato sono stati arrestati, malgrado lo sciopero generale indetto dai colleghi il 25 giugno. Il giorno dopo era in edicola solo il quotidiano governativo l'Essor, il cui ex direttore è l'attuale ministro delle comunicazioni del Mali. Il quotidiano camerunense Le Messager osserva che "nella storia non si faceva il nome del presidente, ma che questo non ha impedito gli arresti". "E la situazione è peggiorata", commenta il senegalese Sud Quotidien. "I direttori dei giornali che, per solidarietà, hanno ripreso la storia, sono stati licenziati". Il quotidiano del Burkina Faso Le Pays nota come "questo fatto, unito all'indifferenza governativa nei confronti delle proteste dei giornalisti, non faccia buona pubblicità al presidente Amadou Toumani Touré, rieletto poche settimane fa al primo turno". Le Messager teme "un deterioramento delle istituzioni democratiche del paese, spesso citato come esempio tra gli altri paesi africani". Il 1 luglio il primo turno delle elezioni politiche si svolgerà quindi in un clima di tensione: dal 26 al 28 giugno il più grande sindacato del paese ha indetto uno sciopero generale per chiedere un aumento dei salari e una diminuzione dei prezzi beni di prima necessità. (Internazionale,28/06/07)
Frederic Kanoute, attaccante del Siviglia, si e` mostrato molto polemico nei confronti della FIFA. Il giocatore africano, nazionale del Mali, ha criticato, in un`intervista al quotidiano `Sport`, la decisione della FIFA di fargli saltare una partita della sua nazionale a favore del suo club, il Siviglia, per l`impegnativo ultimo turno della Liga spagnola. Questo mostra una mancanza di rispetto nei miei confronti e nei confronti del mio Paese`. - ha detto il 29enne attaccante africano - `Sono deluso per il mio Paese perche` la FIFA ha dimostrato di non rispettare la mia nazionale. Non siamo importanti per loro`. Kanoute e` dovuto rientrare a Siviglia, dopo aver ricevuto `l`ordine` da parte del suo club, avvallato dall FIFA, alla vigilia di un importante match del Mali in Coppa d`Africa contro la Sierra Leone. I media spagnoli riportano che questa decisione della FIFA, deriva anche dalla pressione `fatta` dal Real Madrid per far rientrare tra le sue fila, il proprio giocatore del Mali, il centrocampista Mahamadou Diarra, per schierarlo nella decisiva sfida per il titolo spagnolo contro il Real Maiorca.(Eurosport-Yahoo, 16/06/07)
Leone d'oro alla carriera al fotografo Malick Sidibè (Corsera, 10/06/07)
(…)Venezia - Il Leone d'oro alla carriera è stato assegnato al fotografo del Mali Malick Sidibè. «Nell'Africa dell'era post colonialista nessun artista è stato più attivo nell'accrescere l'importanza della fotografia nel continente, così come nel contribuire alla sua storia, all'arricchimento del suo archivio fotografico e all'affinamento della nostra conoscenza dei toni e delle trasformazioni che hanno caratterizzato la cultura africana tra la seconda metà del ventesimo secolo e l'inizio del ventunesimo» si legge nella motivazione proposta da Robert Storr e approvata dal Cda della Biennale. «Questo premio - ha detto Sidibè - onora tutti i fotografi del mondo, onora il Mali e onora me».(Corsera, 10/06/07)
I Forum dei popoli: l’Africa s’interroga sul proprio futuro (Radio Vaticana, 04/06/07)
Conosciuto anche come il Vertice dei Poveri, risposta africana al G8 che si svolgerà quest’anno in Germania, il Forum dei Popoli ha lo scopo di studiare nuove strategie per lo sviluppo del continente. Molte le questioni al centro delle analisi degli esperti a partire dal problema del debito, degli accordi di collaborazione economica, delle privatizzazioni, per arrivare alle grandi questioni ambientali relative all’introduzione degli organismi geneticamente modificati (Ogm), e il dramma dell’ l’accesso all’acqua. Organizzato ogni anno dalla ‘Coalizione delle alternative africane per lo sviluppo e il debito’ (Cad-Mali), l’incontro può aver luogo anche grazie al sostegno finanziario di organismi umanitari internazionali come il ‘Comitato cattolico contro la fame’. Secondo quanto riferito dall’agenzia stampa missionaria Misna, a Sikassi verrà discusso anche il progetto di una ‘Banca del Sud’ come possibile alternativa alla Banca mondiale. Secondo quanto riferito da Barry Aminata Touré, presidente della Coalizione Cad-Mali le conseguenze delle politiche economiche e sociali “imposte” da Bm e Fmi sono alla base dell’alto livello di indebitamento dei paesi africani e della povertà crescente della popolazione, a causa dei condizionamenti messi in atto negli ultimi anni da questi organismi internazionali. A cura di Stefano Leszczynski - (Radio Vaticana,
04/06/07)
Pena di morte: moratoria, anche il Mali aderisce all'iniziativa italiana (Vita, 24/05/07)
L'associazione Nessuno tocchi Caino rende noto che anche il Mali, grazie alla missione che Aldo Ajello sta compiendo in Africa a sostegno dell'iniziativa del Governo italiano per la presentazione all'Assemblea Generale in corso della risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali, ha firmato la Dichiarazione ed è pronto a sottoscrivere una risoluzione appena pronta. Dall'Africa, come dal resto del mondo, continuano a giungere segnali fortissimi di sostegno alla presentazione della risoluzione pro moratoria all'Assemblea generale in corso. Anche il Mali infatti, dopo l'incontro tra Aldo Ajello e il Presidente Amadou Toumani Touré, ha annunciato la firma alla Dichiarazione, in attesa di essere tra i primi firmatari della risoluzione che il Governo italiano è impegnato a presentare all'Assemblea generale dell'ONU in corso. Il Presidente Tourè ha anche annunciato che appena il nuovo Parlamento si insedierà affronterà anche l'abolizione definitiva della pena capitale dal suo Paese che è per ora solo abolizionista di fatto. Con la firma del Mali sono 93 (su 192 membri dell'ONU) i paesi firmatari della Dichiarazione a cui vanno aggiunti il Sud Africa e la Repubblica Democratica del Congo che hanno dichiarato di voler essere tra i promotori della risoluzione. (…) (Vita,
24/05/07)
Clero e laici uniti per rispondere “all’imperativo urgente” della pace, della giustizia e della riconciliazione. Benedetto XVI si è congedato con questa esortazione, accompagnata da attestati di stima per il loro non facile lavoro pastorale, dal gruppo di presuli africani del Mali, ricevuti questa mattina al termine della loro visita ad Limina, iniziata lo scorso 14 maggio. L’udienza si è svolta nel Palazzo apostolico di Castel Gandolfo, che il Papa lascerà in elicottero oggi pomeriggio alle 17 per ritornare in Vaticano, da dove era partito dieci giorni fa per il Brasile. - Metà dei 12 milioni di abitanti non ha accesso all’acqua potabile e la speranza di vita non supera i 50 anni. E’ questo lo scenario, che non concede troppi spazi alla speranza, nel quale si muovono gli appena 20 mila battezzati del Mali, piccola Repubblica dell’Africa nordoccidentale, che occupa il 174° posto della classifica dell’Indice di sviluppo umano. Ed è qui, tra l’indigenza diffusa e la necessità di soddisfare i bisogni elementari di un Paese stretto tra il Sahara e la savana, che si muovono i presuli di questa nazione africana. Benedetto XVI non ha nascosto fin dalle prime parole del suo discorso “le situazioni umane e spirituali difficili” che rendono una sfida coraggiosa la normale azione pastorale della Chiesa. Ecco perché, ha subito esortato il Pontefice, oggi “il clero diocesano è chiamato a occupare un posto più ampio nell’evangelizzazione”, insieme con i religiosi, e a vivere in donazione “totale” a Cristo la sua “identità sacerdotale”. Benedetto XVI ha quindi ribadito i capisaldi che rendono tali i membri di una comunità ecclesiale, a partire da coloro che hanno ricevuto il Sacramento dell’ordinazione: preghiera e vita sacramentale, accompagnata dalla formazione umana - che, ha detto il Papa, “è alla base” di quella spirituale. E ancora, maturità affettiva per una scelta responsabile del celibato, fino all’“indispensabile” cura dei laici, capace di renderli “competenti nel servizio del bene comune”.(…) L’ultima, ma non certo per importanza, notazione di Benedetto XVI ha riguardato il rapporto con i musulmani, che nel Mali rappresentano il 90% dei residenti. Il Papa si è detto soddisfatto per le “relazioni cordiali” intrattenute dai cattolici con il mondo islamico. E ha ripetuto che perché l’amicizia sia reale, “è legittimo che l’identità propria di ciascuna comunità possa esprimersi liberamente, nel mutuo rispetto”, così da favorire una reale “coesistenza paicifica”. (…)(Alessandro DeCarolis, Radio vaticana, 18/05/07)
Un gruppo di ribelli Tuareg, guidati dall'ex-capo ribelle Ibrahima Bahanga, hanno attaccato un posto di sicurezza venerdì scorso presso il centro settentrionale di Tinzaouatene, vicino al confine con l'Algeria. Il bilancio degli scontri parla di otto ribelli e due soldati morti, secondo le autorità maliane. I ribelli Tuareg avrebbero ricevuto supporto da uomini provenienti dal vicino Niger. I Tuareg, protagonisti di numerose insurrezioni armate negli ultimi 20 anni, avevano firmato lo scorso anno un nuovo accordo con il governo maliano per deporre le armi, in cambio di nuovi investimenti per le regioni settentrionali del Paese.
(Peacelink,
14/05/07)
Amadou Toumani Toure' e' stato riconfermato presidente del Mali. La Corte costituzionale ha decretato la sua vittoria alle elezioni dello scorso 29 aprile, respingendo i ricorsi di irregolarita' presentati dagli avversari del capo di Stato uscente. Toure' ha ottenuto quindi un secondo mandato di cinque anni, con il 71,2% dei consensi. Il suo principale contendente, Ibrahim Boubacar Keita, si e' fermato al 19,15%
(Corriere della Sera,
13/05/2007)
Ribelli Tuareg del Mali, appoggiati da Tuareg dello stato confinante del Niger, hanno attaccato questa mattina una stazione di polizia nella zona nordorientale del paese, a 4 chilometri dal confine algerino. La notizia è stata riportata da fonti militari maliane. L'attacco, il primo da quando l'anno scorso era stato firmato un accordo di pace con il governo di Amadou Toumani Toure, è stato condotto da Ibrahim Bahanga, capo dei ribelli Tuareg. Non vi sono al momento dettagli su eventuali vittime dell'attacco, né è chiaro il motivo per cui i Tuareg del Niger si siano associati al raid.
(Peacelink,
11/05/07)
Presidente Toure conquista ufficialmente secondo mandato (Peacelink, 03/05/07)
Il presidente uscente Amadou Toumani Toure ha conquistato un secondo mandato alle elezioni di domenica scorsa, secondo quanto ha riferito il governo oggi. Toure ha ottenuto il 68,3 percento delle preferenze contro il 18,6 dell'ex-premier Boubacar Keita, con un'affluenza alle urne di appena il 36 percento degli aventi diritto. Keita ha accusato il governo di aver manipolato le elezioni, giudicate però "libere e trasparenti" dagli osservatori internazionali. Toure si è impegnato a triplicare la produzione agricola e ad investire maggiormente nelle regioni desertiche settentrionali, teatro negli anni scorsi di almeno due ribellioni Tuareg. (Peacelink,
03/05/07)
Risultati elettorali parziali: largo margine per presidente uscente (MB, Misna, 02/05/07)
Il presidente Amadou Toumani Touré verrebbe rieletto con un largo vantaggio rispetto al suo più diretto avversario: secondo risultati parziali relativi al 51% dei voti espressi, Torè avrebbe il 58,3 delle preferenze e il presidente dell’Assemblea nazionale (parlamento) Ibrahim Boubacar Kéita non supererebbe il 25%. Secondo notizie diffuse dai sostenitori di Touré, il presidente , a scrutinio concluso, potrebbe giungere intorno al 70% delle preferenze. Erano iscritti a votare sei milioni e 900.000 elettori. Per gli osservatori elettorali la consultazione si è svolta con regolarità e in modo del tutto pacifico; la principale coalizione di opposizione, il ‘Fronte per la democrazia e la Repubblica’ (Fdr) ha comunque già annunciato un ricorso alla Corte costituzionale per l’annullamento a causa di frodi elettorali. I risultati definitivi sono attesi tra oggi e domani. (MB, Misna,
02/05/07)
L'opposizione denuncia 'frodi massicce' nel primo turno delle presidenziali che si sono svolte ieri. Lo afferma il responsabile della campagna elettorale di Ibrahim Boubacar Keita, principale avversario del presidente uscente maliano Amadou Toumani Toure', sottolineando che 'in nessun caso' questa 'manipolazionepassera''. (Ansa, 30/04/07)
Otto candidati per una poltrona, quella presidenziale, col capo di Stato uscente dato dai sondaggi e dagli analisti come grande favorito: in questo clima – dopo una campagna elettorale condotta in modo sereno e senza particolari polemiche – poco più di 6,8 milioni di aventi diritto si recheranno domani alle urne in Mali. Agli elettori chiede un voto di conferma per altri cinque anni Amadou Toumani Touré – chiamato con l’acronimo ATT dai suoi connazionali - eletto per la prima volta nel 2002 ma già protagonista del passaggio dalla dittatura alla democrazia dieci anni prima. Ufficialmente si presenta come indipendente, ma in è realtà appoggiato dall’Alleanza per la democrazia e il progresso (Adp), una coalizione di 44 partiti tra cui l’ex-formazione di governo. Tra gli avversari, quattro candidati sono stati presentati dal Fronte per la democrazia e la repubblica (Fdr), tra cui il più accreditato è Ibrahim Boubakar Keita (anche lui noto con un acronimo, stavolta IBK), attuale presidente del Parlamento e per sei anni capo del governo durante il mandato dell’allora capo di Stato Alpha Oumar Konaré (al potere dal 1992 al 2002, oggi presidente della Commissione dell’Unione Africana). Tra gli altri, Oumar Mariko, proprietario di radio private e molto attivo sul fronte dei movimenti contro la globalizzazione e impegnato a difendere i migranti del Mali espulsi dall’Europa. Per la prima volta nella storia del paese – ex-colonia francese fino al 1960 - si candida anche una donna, Sidibé Aminata Diallo, 50 anni, docente all’Università di Bamako, che in cima alla sua agenda elettorale ha messo la difesa dell’ambiente e la promozione della donna. Lavoro, sviluppo ed emigrazione sono stati i temi più trattati in campagna elettorale, insieme alle difficili condizioni di vita di questo paese del Sahel, dove gran parte degli 11 milioni di abitanti deve affrontare problemi di sicurezza alimentare, accesso all’acqua potabile e carenza di infrastrutture, soprattutto nelle ampie regioni centro-settentrionali (il nord è in gran parte desertico e disabitato). Conosciuto per la sua storia e le sue attrazioni turistiche e culturali – tra cui la mitica Timbuctu sull’orlo del Sahara, la Falesia dei Dogon, ma anche la spendida moschea di fango di Djenne o il porto di Mopti sul Niger – il Mali è da anni uno degli ultimi paesi in termini di “sviluppo umano” secondo le statistiche dell’Onu. In gran parte agricolo, è ancora legato all’imprevedibilità delle piogge, ma ha anche subìto gravissimi contraccolpi economici con la liberalizzazione senza regole del commercio internazionale, in particolare del cotone, che ha creato seri problemi a milioni di famiglie di agricoltori. Il dibattito di queste settimane si è concentrato su come garantire un nuovo impulso allo sviluppo del paese ma non è mancata qualche accusa “politica”: per l’opposizione, il presidente uscente avrebbe organizzato la sua successione attraverso doppie iscrizioni nelle liste elettorali ma ATT ha smentito chiedendo invece un secondo mandato “per portare a termine i cantieri inaugurati in questi anni e creare posti di lavoro per i giovani del Mali”. (CO,Misna, 28/04/07)
In vista delle elezioni di domenica prossima nel Mali, ciascun vescovo ha indirizzato ai propri fedeli una lettera nella quale riconoscono, prima di tutto, che il popolo del Mali è veramente credente ed è amato da Dio. I vescovi, successivamente, riconoscono che il Mali rappresenta nell’Africa Sahariana un esempio di democrazia.Le esperienze, in tal senso sono numerose e varie ed attestano la maturità politica del paese e gli sforzi reali intrapresi, a partire dagli anni Novanta, per un Mali nuovo. Certamente, riconoscono i vescovi, la vita politica non è esente da macchie. Da qui, l’invito a svolgere una politica migliore attenta ai bisogni del popolo. I politici, avvertono i vescovi, non debbono essere lasciati soli, ma sostenuti nella loro azione dal popolo. (Radio Vaticana, 27/04/07)
Elezioni presidenziali, pronti più di mille osservatori internazionali (PeaceReporter, 17/04/07)
Il governo maliano ha reso noto che saranno più di mille gli osservatori internazionali presenti alle elezioni presidenziali del prossimo 29 aprile, quando sette candidati sfideranno il presidente uscente Amadou Toumani Toure. La maggior parte di essi verrà da Africa ed Europa. (PeaceReporter, 17/04/07)
Presidenziali: otto candidati per una poltrona (CO, Misna, 04/04/07)
Otto candidature su nove sono state accettate dalla Corte Costituzionale per le presidenziali del prossimo 29 aprile, a cui partecipa anche il capo di Stato uscente Amadou Toumani Touré - noto con l’acronimo ‘Att’ - che è stato il primo a presentare la documentazione necessaria. L’unico escluso è Modibo Sangaré dell’Unione nazionale per la repubblica, che secondo i nove giudici dell’Alto Tribunale non ha versato la cauzione di 10 milioni di franchi Cfa (circa 15.200 euro) necessaria per la candidatura. Tra le condizioni richieste agli aspiranti alla presidenza, le firme di appoggio di almeno 10 deputati o 5 consiglieri per ognuna delle nove regioni del paese; il presidente uscente Att ha presentato 414 consiglieri e quasi una ventina di parlamentari. L’unica candidata donna è Sidibé Aminata Diallo, della Coalizione per l’educazione allo sviluppo sostenibile. Tra gli altri, sono in lizza anche l’attuale presidente del Parlamento e principale avversario di Att, Ibrahim Boubacar Keita, e l’ex-capo studentesco Oumar Mariko. Il presidente uscente è stato in carica una prima volta per alcuni mesi tra il 1991 e il 1992 dopo aver guidato la rivolta contro il regime di Moussa Traorè, alla guida del Mali per 23 anni. Terminata la transizione, lasciò spazio al presidente eletto Alpha Oumar Konarè (oggi presidente della Commissione dell’Unione Africana), riconfermato poi per il secondo mandato quinquennale. Nel 2002 Att si è presentato agli elettori come indipendente, ottenendo la vittoria al primo turno; ora cerca la riconferma, ma secondo la stampa locale il suo successo – pur prevedibile – non appare scontato. (CO, Misna,
04/04/07)
Promettono carriera calcistica europea e rapiscono 34 ragazzi (PeaceReporter, 27/03/07)
Un gruppo di 34 adolescenti della Costa d'Avorio sono stati tenuti in cattività per più di tre mesi nel vicino Mali, dopo che ai ragazzi era stata promessa una brillante carriera calcistica in Europa. A denunciarlo è l'Organizzazione internazionale per la Migrazione (Iom) in un rapporto presentato oggi a Ginevra. I genitori dei ragazzi pagavano 600 dollari a un finto dirigente che prometteva di sistemare i ragazzi in famosi club europei. I ragazzi erano però finiti a Sikasso, città del vicino Mali e sono stati rilasciati solo grazie ad un'operazione della polizia locale. (PeaceReporter,
27/03/07)
Fermati 46 ragazzi in procinto di essere venduti in Europa (PeaceReporter, 06/03/07)
Il ministro per la famiglia del Mali afferma che la polizia locale ha intercettato 46 ragazzi, della vicina Costa d'Avorio, che sarebbero stati in procinto di essere venduti in Europa con l'aiuto di alcuni trafficanti. Il gruppo di ragazzi era stato scoperto la settimana scorsa all'interno di un edificio, nella città del sud-est di Sikasso, dove stavano aspettando da due mesi i documenti necessari per essere trasportati in Europa. Per i documenti venivano richiesti circa 600 dollari. I governi africani e le agenzie umanitarie hanno provato in questi anni a frenare il traffico di bambini nell'Africa Occidentale, dove però i trafficanti riescono a sfruttare facilmente le famiglie più indigenti, sottraendo loro i figli in cambio di denaro. I ragazzi saranno presto rimpatriati. (PeaceReporter,
06/03/07)
Gli schieramenti politici e i progressi del dialogo con i Tuareg (Mirko Costa, Equilibri, 05/03/07)
La scena politica in Mali comincia ad accendersi in vista del primo turno delle elezioni presidenziali in programma il 29 aprile. (…) Alla luce delle recenti alleanze concluse tra i principali partiti del paese, si prospetta una lotta al potere che vedrà contrapporsi due grandi coalizioni: da una parte l’opposizione, raggruppata nel FDR (Fronte per la Repubblica e la Democrazia), dall’altra i sostenitori di Amani Toumani Touré (meglio conosciuto come ATT), allineati con l’ADP (Alleanza per la Democrazia e il Progresso). Se in occasione del voto del 29 aprile nessuno dei candidati dovesse ottenere la maggioranza assoluta, allora il paese dovrà tornare alle urne il 3 maggio in quanto il sistema elettorale prevede in questo caso un secondo turno con eventuale ballottaggio fra le due personalità che hanno riscosso più preferenze. (…) Oltre a proseguire le trattative con i Tuareg, che recentemente hanno stabilito con il governo un’altra tappa per attuare l’accordo di pace siglato nel luglio 2006, la sfida per la nuova classe dirigente sarà quella di supportare maggiormente le aziende del settore industriale, al fine di migliorare un’economia ancora basata sull’agricoltura e che dipende troppo dalle oscillazioni dei prezzi del cotone e dell’oro sui mercati internazionali. (Mirko Costa, Equilibri,
05/03/07)
Si e' aperta questa mattina la conferenza sulle donne africane organizzata dalla cooperazione italiana nella capitale del Mali Bamako. La conferenza, dal titolo "Le donne protagoniste: dialogo fra i Paesi dell'Africa occidentale e la cooperazione italiana, si concluderà domani. Vita ha intervistato a margine dell'evento il presidente del Mali Amadou Toumani Touré (ATT), che ha introdotto i lavori, a cui partecipano un migliaio di donne rappresentanti di delegazioni provenienti da tutta l'Africa occidentale. Dall’intervista di Vita al Presidente del Mali - Vita: Quale significato ha questa conferenza sulle donne in Mali? - ATT: Il mio Paese ha il privilegio di ospitare questo appuntamento, un'occasione di confronto che nasce da un percorso che le donne in Africa hanno fatto negli ultimi anni, diventando sempre più protagoniste dello sviluppo. Penso che questo partenariato fra un Paese come l'Italia e i Paesi dell'Africa occidentale sia molto importante. Crediamo che fenomeni come quello dell'immigrazione e dello sviluppo possano essere affrontati insieme. - Vita: Quali sono le priorità da affrontare in questa regione dell'Africa? - ATT: La priorità per me è la persona umana. Di conseguenza lo sviluppo umano e sociale, e quindi la salute, l"educazione, i giovani, il buon governo, la soluzione e la gestione dei conflitti, lo sviluppo dell'economia a partire anche dalle donne. Penso che per noi tutte queste sono priorità.(…) (E.
Citterio, Vita, 02/03/07)
Sole e vento per alimentare un villaggio del Mali in Africa. Dai primi giorni di febbraio il villaggio di Sirakorola, a 120 km dalla capitale del Mali, Bamako, infatti, funziona ad energia solare e del vento. Le infrastrutture necessarie sono state realizzate dal ''Centre national de l'energie solaire et des energies renouvelables'' e sono state finanziate dal Programma Onu per lo sviluppo (Pnud) nel quadro del progetto ''Promotion des energies nouvelles et renouvelables pour l'avancement de la femme''. Il costo del progetto di realizzazione e' stimato sui 34 milioni CFA equivalenti a circa 52.000 euro. Il Comune di Sirakorola si e' assunto il 10% dei costi. ''Senza uno sviluppo basato sulle risorse naturali rinnovabili - dichiara M. Kalfa Sanogo, rappresentante dell'UNDP (United Nations Development Programme) locale e responsabile del settore energia - lo sviluppo economico del Mali non potra' mai avvenire. E' anche l'unica alternativa allo sfruttamento abusivo del legname gia' scarso nell'Africa del Sahel''. Il ministro maliano delle miniere, dell'energia e dell'acqua, Hamed Diane Semega, ha aggiunto che ''le soluzioni energetiche tradizionali contribuiscono all'approvvigionamento programmato delle famiglie e degli operatori economici''. Per un Paese come il Mali, uno degli stati piu' poveri del mondo, e' vitale sfruttare le energie naturali come il sole, le biomasse, il vento ''per rendere l'energia accessibile a tutti''. In effetti, finora nel comune di Sirakorola il 90% dell' energia proveniva dal legname, usato per cucinare, per riscaldare l'acqua, per tingere i tessuti e preparare bevande: tutte attivita' tipicamente femminili. Sono stati installati tre tipi di equipaggiamenti solari di livello elevato. Fotovoltaico per l'illuminazione pubblica e delle scuole, la refrigerazione e la conservazione del latte. Per la scuola di Sirakorola, 852 studenti, l'illuminazione delle classi permettera' agli allievi di colmare le loro lacune durante corsi serali e di recupero e permettera' anche agli insegnanti di svolgere compiti amministrativi che non possono svolgere durante la giornata. Gli impianti del solare termico permettono di alimentare i forni domestici, riscaldare l'acqua e seccare i frutti ed i legumi che le donne vendono nel piccolo commercio locale. L'eolico servira' a pompare l'acqua negli orti. Per Fatoumata Sidibe', presidente dell'associazione ''Kafo jigi'' che raggruppa 53 donne, la presenza di questi dispositivi sui loro terreni che occupano un ettaro ''facilitera' la corve' dell'acqua spingendola direttamente dentro i depositi''. Soddisfatto anche il sindaco di Sirakorola, Souleymane Coulibaly: ''il nostro villaggio servira' d'esempio ai comuni del Mali, per la soddisfazione dei loro bisogni con l'energia solare''. (ANSA, 23/02/07)
Parte il Forum Mondiale per la sovranità alimentare "Nye'le'ni 2007", a Se'lingué in Mali. L'Associazione italiana agricoltura biologica (Aiab) è l'unica organizzazione agricola italiana invitata al Forum, al quale parteciperanno anche Antonio Onorati, coordinatore del Comitato internazionale di pianificazione delle Ong/Osc per la sovranità alimentare (Ipc) e Sergio Marelli, presidente del Comitato italiano per la sovranità alimentare. Più di 500 donne e uomini provenienti da più di 98 Paesi di tutto il mondo, allevatori, pescatori, associazioni di donne, lavoratori rurali e cittadini, popoli indigeni, migranti, pastori, organizzazioni per la difesa dell'ambiente e organizzazioni non governative si sono dati appuntamento nel villaggio di Nye'le'ni, a un'ora di macchina dalla capitale Bamako. Lo scopo: riaffermare l'importanza del concetto di sovranità alimentare "come reale alternativa alle politiche agricole neoliberiste imposte dall'Organizzazione Mondiale del Commercio, Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale", recita una nota dell'Aiab. La partecipazione a Nyéléni 2007 è stata limitata a 500 delegati chiamati a parteciparvi solo su invito dalla Commissione di pilotaggio in base a diversi criteri rivolti a garantire, rispettando l'equilibrio tra regioni, settori/gruppi di appartenenza, sesso ecc. la massima partecipazione dei movimenti e delle organizzazioni di tutto il mondo. "Siamo qui in Mali", ha spiegato Andrea Ferrante, presidente dell'Aaib, "perché ci battiamo da sempre per un agricoltura che rispetti non solo l'ambiente e la salute dell'uomo, ma anche la dignità dei popoli, attraverso i principi dello sviluppo sostenibile". Il Forum, i cui lavori dureranno fino al 27 febbraio, è stato organizzato da un'alleanza di movimenti sociali internazionali: La Via Campesina, Roppa, una rete di organizzazioni dei produttori allevatori e agricoltori dell'Africa Occidentale, Marcia Mondiale delle Donne, Forum Mondiale dei Pescatori e Lavoratori della Pesca, Forum Mondiale dei Popoli della Pesca, Comitato internazionale di pianificazione sulla sovranità alimentare, Rete Mondiale per la sovranità alimentare, Amici della Terra. I delegati presenti al Forum rifletteranno su una strategia globale affinché la sovranita' alimentare sia messa in pratica, a livello internazionale e locale, ristabilendo il giusto equilibrio tra i quattro livelli interdipendenti che saranno analizzati: quello politico, economico, sociale e di sviluppo. Al centro del dibattito il riconoscimento del diritto dei popoli di definire autonomamente le proprie politiche nel settore agricolo e alimentare, di poter proteggere e regolamentare autonomamente i sistemi di produzione e di commercio del mercato agricolo interno, e di poter determinare in libertà la propria autonomia e di limitare l'effetto "dumping" sui mercati locali.(F.Scommi, AprileOnLine, 23/02/07)
I Tuareg pattuglieranno il confine con l'Algeria per bloccare i salatiti (PeaceReporter, 22/02/07)
I ribelli Tuareg del Mali, popolazioni nomadi del deserto del Sahara che si oppongono al governo centrale di Bamako, hanno annunciato ieri la formazione di unità di vigilanza per contenere gli sconfinamenti dal confine algerino dei gruppi armati salafiti. Il Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento, l'unica formazione islamista ancora attiva in ALgeria dopo la fine della guerra civile, si rifugia in Mali per sfuggire alle retate dell'esercito algerino. Questo crea problemi ai Tuareg che vivono nella zona di confine tra Mali e Algeria e i nomadi hanno deciso d'impegnarsi in prima persona per limitarne gli sconfinamenti. Anche perchè, i Tuareg hanno firmato un accordo di pace con il governo maliano con la mediazione dell'Algeria, e proprio Algeri ha chiesto ai Tuareg un aiuto per conbattere i salafiti. (PeaceReporter, 22/02/07)
Accordo di pace tra governo e ribelli tuareg (Swisspolitics, 21/02/07)
Il governo maliano e l'Alleanza democratica del 23 maggio 2006 per il cambiamento (ribelli tuareg) hanno siglato ad Algeri tre documenti per l'applicazione dell'accordo di pace, sicurezza e sviluppo della regione di Kidal (nord del Mali). Con la mediazione del governo algerino l'accordo di pace era stato firmato in luglio dopo una lunga trattativa con i ribelli delle tribù tuareg di Azaoued (Mali settentrionale) responsabili degli attacchi sferrati in maggio alle caserme di Kidal e di Menaka per reclamare uno speciale statuto di autonomia per la regione desertica di Kidal, la più povera del paese. I tre documenti prevedono la consegna delle armi da parte dei ribelli entro il mese di marzo, il ritiro di 3000 uomini inviati dall'Algeria nel nord del Mali e l'integrazione dei ribelli nelle unità speciali dell'esercito maliano per respingere i gruppi terroristici stranieri, in particolare della rete di "al-Qaida per il Maghreb" (ex Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, Gspc), che sono attivi o che transitano nella regione. L'Algeria, preoccupata per un possibile allargamento della ribellione anche al sud algerino in cui è presente una forte comunità Tuareg, era già stata promotrice del Patto nazionale siglato nel 1991 tra le autorità di Bamako e il movimento di Azoued all'origine delle ribellioni del 1963 e del 1990. (Swisspolitics, 21/02/07)
Terrorismo: al Qaida addestra 'jihadisti' nel Mali, (SwissPolitics, 11/02/07)
'Jihadisti' reclutati in Spagna vengono addestrati nel Mali con Al Qaida. Lo scrive oggi il quotidiano spagnolo El Pais, citando fonti dei servizi segreti. Secondo il giornale, Bin Laden ha già realizzato uno dei suoi sogni: "Avere un fedele alleato in Africa e una base vicina all'Europa dalla quale preparare nuovi attacchi". I rapporti dei servizi segreti - spiega El Pais - rivelano che "nel desertico Sahel, alcune zone del nord del Mali come Kidal, Timbuctu e Gao sono state scelte come base di stanza e di addestramento di Al Qaida e i suoi alleati algerini del Gruppo salafista per la predicazione e il combattimento (Gspc), che ha numerosi militanti in Spagna". In particolare, secondo le stesse fonti, numerosi 'jihadisti' reclutati in Spagna dal Gspc vengono già addestrati sul posto "nell'uso di armi, esplosivi e sostanze chimiche". (SwissPolitics, 11/02/07)
Aperto primo centro migrazioni Ue (Aduc, 10/02/07)
Un Centro di informazione e di gestione delle migrazioni (Cigm) sarà inaugurato nel corso del 2007 in Mali, nell'ambito di un "approccio positivista dell'emigrazione": è quanto ha annunciato in conferenza stampa il Commissario europeo per lo sviluppo Louis Michel. "Il Centro d'informazione e di gestione delle migrazioni che apriremo a Bamako va nel senso di una terza via che noi proponiamo per trovare una soluzione realistica e umana ai problemi legati alle migrazioni", ha detto Michel. Una volta entrato in funzione, nel corso del 2007, il Centro disporrà di una banca di raccolta e diffusione di dati sulle migrazioni. "Questo consentirà di mettere a disposizione del pubblico informazioni sulle opportunità di lavoro e di formazione a livello nazionale, sub-regionale ed europeo", ha aggiunto il ministro per i maliani all'estero, Oumar Dicko. Il pubblico sarà informato anche sui rischi dell'immigrazione clandestina. "La terza via è l'emigrazione che io definisco accompagnata, cioè un approccio positivista dell'emigrazione - ha spiegato il Commissario europeo - occorre smettere di demonizzare l'argomento, presentandolo come un problema insolubile. Suscita timori inutili negli europei e a volte alimenta sentimenti di razzismo e xenofobia, mentre l'emigrazione è un fenomeno naturale, vecchio come la storia del mondo. Noi riteniamo che oltre ai metodi coercitivi di lotta all'immigrazione illegale, e senza attendere che le politiche di sviluppo possano offrire prospettive nei paesi da cui partono i flussi di emigrati, c'è una terza via". Si tratta "di fornire tutta l'informazione possibile ai possibili migranti, di presentare loro delle offerte perché restino nei loro paesi, come sviluppare un'attività e avere accesso a forme di microcredito, ma anche di facilitare il via vai tra Africa ed Europa ad alcuni migranti". "E' una nuova partenza - ha commentato da parte sua il ministro maliano - questa gestione dell'immigrazione corrisponde al nostro modo di vedere le cose." L'Ue ha stanziato 40 milioni di euro per la costruzione del centro, per la sua attrezzatura e "per i problemi collegati all'immigrazione in Africa occidentale", secondo il commissario europeo. L'Unione europea prevede di creare altri centri simili in altri paesi africani. (Aduc, 10/02/07)
Presto aprirà il primo centro per l'impiego dell'Unione Europea (PeaceReporter, 08/02/07)
Louis Michel, rappresentante dell'Unione Europea, è nella capitale maliana Bamako per discutere con le autorità locali la creazione di un centro per l'impiego sponsorizzato dalla Ue, che avrà il compito di reclutare lavoratori stagionali e non per tentare di bloccare il flusso di migranti che ogni anno tentano di entrare illegalmente in Europa. Il centro aprirà presto uffici regionali negli altri centri abitati del Paese. Iniziative simili dovrebbero essere lanciare nei prossimi mesi anche in Mauritania e Senegal. Lo scorso anno, 31 mila migranti sono arrivati illegalmente nelle isole Canarie dalle coste dell'Africa occidentale, mentre altri 6 mila sono morti nella traversata. (PeaceReporter, 08/02/07)
"100 anni per un milione di alberi" (Eurosport, 08/01/07)
Un milione di alberi saranno piantati nello stato africano del Mali dalla squadra spagnola Saunier Duval, che annovera nelle proprie file anche il campione trentino Gilberto Simoni, nell' ambito delle manifestazioni per celebrare i cento anni di attività L' operazione è chiamata "100 anni per un milione di alberi" e vede la presenza di corridori, tecnici, giornalisti, registi, cameramen partiti da vari aeroporti europei. Il progetto è nato in collaborazione con Planete Urgence. Per celebrare il centenario del principale sponsor delle squadra spagnola, Saunier Duval ha accettato la proposta avanzata dal team manager Mauro Gianetti di finanziare la piantumazione di un albero in Mali, nazione che lotta contro la desertificazione, per ogni chilometro percorso dai corridori della squadra. Per l' appunto un milione. Per Bamako, capitale del Mali, sono già partiti gli spagnoli Alarcon, Duran, Alberto Fernandez, Lobato, Zarate, il francese Rinero e l'italiano Trentin, accompagnati dal direttore sportivo Matxin, dal medico sociale Sagasti e ovviamente dal team manager Gianetti. Domani, insieme con un gruppo di ciclisti locali, daranno vita ad una gara ciclistica Fatoma-Mopti, al termine della quale presso il liceo di Mopti verranno messi a dimora i primi alberi. (Eurosport,
08/01/07)