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MADAGASCAR - 2007

Elezioni comunali: la capitale all’opposizione (CC, Misna, 13/12/2007)

Niente fucili di plastica sotto l’albero di Natale (CC, Misna, 05/12/2007)

Legislative: osservatori, voto trasparente ma affluenza bassissima (CC, Misna, 27/09/07)

Legislative: verso la vittoria del ‘Tim’, partito del presidente (CC, Misna, 24/09/07)

Madagascar L'opposizione si allea in vista delle parlamentari (CO, Misna, 31/08/07)

Missionario espulso: vescovi chiedono spiegazioni (FB, Misna, 29/05/07)

Espulsione del p. Urfer, gesuita. (Alphonse M., Madagascar Tribune, trad. Africa, 14/05/07)

Banca svizzera restituisce 2,8 milioni ad ex premier (Swissinfo, 03/05/07)

Referendum: Alta corte approva emendamenti alla costituzione (MZ, Misna, 27/04/07)

Referendum costituzionale: il “si” largamente in testa (MZ,Misna, 06/04/07)

Referendum costituzionale: bassa affluenza (RC, Misna, 05/04/07)

Referendum costituzionale (PeaceReporter, 04/04/07)

Decine di morti per il ciclone Indalala (Ag. Radicale, 23/03/07)

Ciclone ‘Indlala’: sale bilancio vittime e senza-tetto (FB, Misna, 21/03/07)

Nord Est dell’isola colpito da nuovo ciclone (CO, Misna, 19/03/07)

Piogge e inondazioni… migliaia di persone, minacciate. Nessun aiuto (MZ, Misna, www.misna.org 03/03/07)

Terrorismo: leader Al Aaeda nascosto in Madagascar (Adnkronos/Dpa, 05/02/07)

Ucciso un cognato di Osama bin Laden (SwissInfo, 31/01/07)

Nominato nuovo primo ministro (MZ, Misna, 20/01/07)

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Elezioni comunali: la capitale all’opposizione (CC, Misna, 13/12/2007)

I risultati parziali delle elezioni municipali di ieri preannunciano la vittoria di Andry Rajoelina, giovane uomo d’affari che, per il suo primo ingresso in politica strappa a Hery Rafalimanana del ‘Tim’ (partito al potere) Antananrivo, il comune più ambito del paese. Secondo i dati finora disponibili , Rajoelina - soprannominato “Andry Tgv” (treno a grande velocità) vista la sua rapida ascesa - avrebbe ottenuto circa il 63% dei consensi nella capitale; il tasso di affluenza alle urne sarebbe stato del 44%. Più che il successo personale del neo eletto - proprietario di una società di marketing e comunicazione nota per aver installato grandi pannelli pubblicitari nella capitale - la stampa locale vede nel risultato “una sanzione contro il potere”. Il quoditiano ‘Les nouvelles de Madagascar’ sottolinea che il percorso di 'Andry Tgv' ricorda quello dell’attuale presidente Marc Ravalomanana – anche lui imprenditore – eletto sindaco di Antananarivo nel 1999, prima di diventare capo di stato nel 2002. (CC, Misna, 13/12/2007)

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Niente fucili di plastica sotto l’albero di Natale (CC, Misna, 05/12/2007)

Babbo Natale quest’anno non porterà giocattoli 'di guerra': lo ha deciso il Servizio delle operazioni presso lo Stato maggiore misto (polizia, gendarmeria ed esercito), bloccando importazioni e compravendita di gadget che imitino il materiale militare, come fucili, pistole o divise. “Questo tipo di giocattoli, talmente realistici, possono creare confusione tra la popolazione” ha detto il colonnello Richard Ravalomanana. “Anche le stesse forze dell’ordine sono state ingannate da finti Kalashnikov comprati al centro commerciale” ha aggiunto, sottolineando che in ogni caso, “ l’imitazione di un’arma non è un regalo appropriato per un bambino”. Negli ultimi tempi, alcuni malviventi hanno utilizzato questo tipo di giocattoli per commettere vere infrazioni. Circa 300 persone, tra cui una sessantina di commercianti, sono state interrogate dalla polizia nell’ambito dell’applicazione del nuovo provvedimento. (CC, Misna, 05/12/2007)

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Legislative: osservatori, voto trasparente ma affluenza bassissima (CC, Misna, 27/09/07)

Potrebbe indurre un “problema di legittimità” il basso tasso di partecipazione alle elezioni legislative vinte, secondo risultati provvisori ma certi, dal partito presidenziale Tim (Tiako i Madagasikara): lo ha detto il capo della missione di osservazione dell’Unione africana (UA), Anil Gayan, sottolineando che queste legislative sono “elezioni di prossimità” e che è stata “sorprendente” la debole affluenza, di circa il 30% degli aventi diritto. Globalmente, gli osservatori dell’UA e quelli del Mercato comune dell’Africa orientale e australe (Comesa) – solo cinque inviati - hanno espresso soddisfazione per lo svolgimento “pacifico e sufficientemente trasparente per garantire il rispetto dei diritto di voto”. Dopo incontri con esponenti politici dell’opposizione e della società civile, hanno tuttavia formulato riserve, in particolare sul fatto che non tutti i candidati hanno avuto le stesse possibilità e che solo una formazione politica (il Tim) ha realmente potuto fare campagna su tutto il territorio. Secondo i risultati provvisori, in attesa della convalida da parte dell’Alta corte costituzionale, il Tim – confrontato a problemi d divisioni interni - ha vinto 106 dei 127 seggi in palio (su un totale di 160 deputati) all’Assemblea nazionale. Particolarmente inattesa la vittoria del partito fondato dal presidente Marc Ravalomanana nella città di Toamasina, considerata bastione dell’opposizione. (CC, Misna, 27/09/07)

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Legislative: verso la vittoria del ‘Tim’, partito del presidente (CC, Misna, 24/09/07)

I risultati diffusi a fine giornata dal ministero dell’Interno confermano la tendenza già emersa in giornata, dando come vincitore delle legislative svoltesi ieri il Tim (Tiako i Madagasikara, ‘Amo il Madagascar’), partito del presidente Marc Ravalomanana. Nelle sei circoscrizioni della capitale Antananarivo i candidati del Tim arrivano in testa, ottenendo finora (a 71,14% delle schede scrutinate) il 46,87% delle preferenze; dominano anche in quattro delle altre cinque più grandi città, come a Toamasina, in attesa dei dati su Toliara, non ancora disponibili. Unica vittoria certa per l’opposizione è finora quella ottenuta nella circoscrizione di Mahajanga. Confermata la bassa affluenza alle urne, tra il 20 e il 41% in città e 50% nelle aree rurali, sempre sulla base delle cifre del ministero; un dato che, secondo la stampa indipendente locale, pone dubbi sulla legittimità dei 127 deputati vincitori dopo questa giornata elettorale. Nel 2002, il Tim aveva vinto le legislative con 108 seggi sui 180 che compongono l’Assemblea, sciolta a luglio da Ravalomanana perché “non rifletteva più” la rappresentanza del paese dopo l’approvazione del referendum per una nuova costituzione, lo scorso aprile. Il nuovo Parlamento servirà anche al presidente per approvare il budget del suo ‘Madagascar Action Plan" (Map), ampio programma di sviluppo in cinque anni. L’Alta corte costituzionale ha 20 giorni a partire dalla ricezione dell’ultimo plico elettorale per convalidare i risultati. (CC, Misna,24/09/07)

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L'opposizione si allea in vista delle parlamentari (CO,Misna, 31/08/07)

Unione dell'opposizione nazionale: è questo il nome della nuova alleanza d'opposizione formata da 25 partiti i n vista delle elezioni parlamentari del 23 settembre prossimo per rinnovare i 127 seggi dell'Assemblea nazionale sciolta lo scorso luglio. "Siamo decisi a combattere la dittatura, l'assenza di stato di diritto, il non rispetto della costituzione, la non separazione dei poteri e la detenzione di politici" ha detto Maurice Beranto, portavoce dell'alleanza e presidente dell'Unione malgascia dei socialdemocratici (Usdm). L'alleanza annovera tra i suoi membri anche Jean Lahiniriko, sindaco della città sud-occidentale Tuléar, destituito nel maggio 2006 dalla presidenza dell'Assemblea nazionale, e l'uomo d'affari Herizo Razafimahaleo, ex-vice primo ministro ed ex-ministro degli Esteri: entrambi candidati alle presidenziali dello scorso dicembre vinte da Marc Ravalomanana con il 54,79% dei voti, giunsero l'uno secondo con l'11,65% delle preferenze, e l'altro quarto con il 9,03%. Il Madagascar è la quarta isola più grande al mondo e conta 19,6 milioni di abitanti. (CO,Misna,  31/08/07)

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Missionario espulso: vescovi chiedono spiegazioni (FB, Misna, 29/05/07)

Ancora nessuna motivazione ufficiale è stata fornita dal governo sull’espulsione del missionario gesuita francese Sylvain Urfer, avvenuta il 12 maggio, malgrado gli appelli lanciati nei giorni scorsi dalla Conferenza episcopale, l’Organizzazione delle Chiese ufficiali malgasce (Ffkm, cattolica, protestante, anglicana e luterana) e dell’Osservatorio della vita pubblica (Sefafi), di cui faceva parte il religioso. In un comunicato redatto in malgascio, il cui contenuto è stato riferito alla MISNA da fonti locali, i vescovi del Madagascar hanno chiesto al presidente Marc Ravalomanana una spiegazione e le cause all’origine dell’espulsione. I vescovi hanno anche reagito alle dichiarazioni di Ravalomanana, pronunciate il 18 maggio, quando il presidente, al rientro da un viaggio di una settimana nella Repubblica popolare cinese, aveva detto che i missionari e gli uomini di Chiesa, così come gli ambasciatori, non devono interessarsi alle questioni interne del paese, soprattutto politiche, pena il loro “ritorno a casa”. “La Chiesa ha il dovere di dire le cose come stanno e di porsi domande” ha dichiarato in un’intervista al quotidiano ‘L’Express de Madagascar’ monsignor Fulgence Rabeony, vescovo di Toliara, ed ex-presidente della Conferenza episcopale nazionale. Riferendosi al caso Urfer, il vescovo ha aggiunto: “In segno di rispetto e fiducia la Chiesa avrebbe dovuto essere avvertita di quello che viene rimproverato a uno dei suoi figli (...) Forse l’espulsione è stata motivata da un’ingerenza? In questo caso noi stessi gli avremmo detto che erano cose che non lo riguardavano. Forse lui ha detto la verità? Questo fa parte della sua missione in quanto è un missionario, che sia straniero o meno”. Anche il Sefafi, organizzazione che pubblica con scadenza regolare rapporti sulla situazione politica, economia e sociale del Madagascar, ha chiesto pubblicamente spiegazioni al governo, sottolineando che padre Urfer non ha avuto diritto a un’assistenza legale dopo aver appreso che sarebbe stato espulso e ricordando che in base alla legge sull’immigrazione l’espulsione può essere decretata dal ministero dell’Interno “se la presenza dello straniero sul territorio costituisce una minaccia per l’ordine o la pubblica sicurezza”. (FB, Misna, 29/05/07)

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Espulsione del p. Sylvain Urfer. (Alphonse M., Madagascar Tribune, trad. Africa, 14/05/07)

Sono molti ad interrogarsi sulle possibili conseguenze nelle relazioni franco-malgasce, in seguito alla decisione del ministero degli Interni di espellere il p. Sylvain Urfer, sacerdote di origine francese, in Madagascar da 33 anni. L'amministrazione malgascia ha infatti annullato il visto di soggiorno del sacerdote e gli ha interdetto l'entrata nel territorio malgascio. Il pastore della parrocchia cattolica di Anosibe ha lasciato la “Grande isola” sabato mattina, 12 maggio, a bordo di un volo regolare di Air France. Per il momento le autorità osservano un mutismo assoluto quanto ai motivi esatti di questa espulsione. Tuttavia, in margine alla conferenza sul MAP (Madagascar Action Plan,), l’ambasciatore francese Alain Leroy ha pubblicamente interpellato il ministro degli Affari esteri, Marcel Ranjeva, Gen.Marcel Ranjeva, che non ha risposto alla domanda dell’ambasciatore, ma l’ha ricevuto in udienza nel suo ufficio. Ma nessuna informazione è trapelata fino a questo momento. (…) Tra l’altro, ultimamente, molte persone di nazionalità francese sono state dichiarate “persona non grata” a Madagascar. Da sottolineare che religiose, religiosi e fedeli della parrocchia venuti numerosi all’aeroporto per salutare il p. Urfer, non hanno potuto incontrare il sacerdote che è stato imbarcato direttamente sull’aereo. Cosa, questa, che ha provocato indignazione nella cerchia di amici del padre. (…) Tuttavia, un alto responsabile dell’ECAR (Elise catholique romaine) ha pubblicamente condiviso la decisione del governo commentando che “questo p. Urfer avrebbe dovuto essere espulso da tempo”, senza però portare nessuna giustificazione alla sua dichiarazione. (Alphonse M., Madagascar Tribune, trad. Africa, 14/05/07) Ndr di Africa Un osservatore locale ci ha inviato il seguente commento: Membro del FFKM (Consiglio Ecomenico dell Chiese Cristiane del Madagascar), la Chiesa cattolica ha preso ultimamente le distanze dal FFKM, dichiarandosi contraria al referendum costituzionale tenutosi il 4 aprile scorso. I vescovi cattolici avevano infatti dichiarato tale referendum incostituzionale. Il regime non ha tenuto nessun conto della posizione della Chiesa cattolica, la quale - contrariamente al FFKM il cui vice-presidente è lo stesso Presidente della Repubblica – non ha partecipato alla divulgazione del contenuto della nuova Costituzione.

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Banca svizzera restituisce 2,8 milioni ad ex premier (Swissinfo, 03/05/07)

Una banca svizzera ha deciso di restituire 2,8 milioni di franchi all'ex primo ministro del Madagascar Tantely Andrianarivo, attualmente in esilio in Francia, dopo che il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha sospeso un procedimento a suo carico per riciclaggio. Le autorità malgasce si dicono scioccate e vogliono recuperare i soldi. L'MPC ha deciso recentemente di sospendere il procedimento aperto a fine 2003, non essendo riuscito a trovare "la prova formale, solida, inconfutabile dell'origine di questi fondi", ha indicato Benoît Girardin, incaricato d'affari all'ambasciata svizzera di Antananarivo, interpellato oggi dall'ATS in merito a notizie al riguardo pubblicate dalla stampa malgascia. L'ex primo ministro dovrà tuttavia pagare le spese procedurali, ha precisato Girardin. (Swissinfo, 03/05/07)

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Referendum: Alta corte approva emendamenti alla costituzione (MZ, Misna, 27/04/07)

L’Alta Corte costituzionale del Madagascar ha approvato oggi gli emendamenti alla Costituzione votati nel referendum del 4 aprile scorso dopo aver confermato definitivamente la vittoria del ‘si’ alla consultazione popolare. Nel corso di una cerimonia tenuta oggi è stato lo stesso presidente della Corte costituzionale, Rajaonarivony Jean Michel, a ufficializzare la vittoria del ‘si’ alle modifiche apportate alla Costituzione, precisando che il processo di verifica dei voti ha portato solo alla cancellazione di 551 delle oltre 3 milioni e 200.000 schede depositate nelle urne dai malgasci. I risultati finali definitivi vedono quindi il si vincere col 75,33% dei voti, mentre il 24,67% si è detto contrario. Tra gli emendamenti approvati col referendum spiccano quelli che prevedono d’introdurre l’inglese come lingua ufficiale del paese accanto al francese e al malgascio, di stralciare dalla Costituzione il riferimento allo “stato laico”, di riorganizzare la struttura amministrativa del paese sopprimendo le sei province autonome e di conferire al presidente Marc Ravalomanana – rieletto per il secondo mandato quadriennale con il 54,8% dei voti al primo turno dello scorso 3 dicembre – il potere legislativo diretto in stato d’emergenza. (MZ, Misna, 27/04/07)

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Referendum costituzionale: il “si” largamente in testa (MZ, Misna, 06/04/07)

Continua ad essere largamente in vantaggio il ‘si’ al referendum sulle modifiche costituzionali tenutosi mercoledì in Madagascar. Lo ha riferito il ministero degli Interni, pubblicando i dati relativi allo scrutinio del 51,35% delle schede e secondo cui il 73,18% dei votanti ha espresso parere favorevole alle modifiche apportate alla costituzione. I cambiamento prevedono un rafforzamento dei poteri del presidente – che, in caso di emergenza, potrà legiferare per decreto -; la soppressione di sei province autonome a vantaggio di 22 regioni; la cancellazione dal testo fondamentale del riferimento a uno “stato laico” e l’inserimento dell’inglese come terza lingua ufficiale del paese dopo il malgascio e il francese. Gli ultimi dati diffusi dalle autorità malgasce indicano anche una crescita del tasso di affluenza alle urne salito ora al 42,43%, rispetto al dato precedente del 30% circa. La partecipazione degli elettori è stata comunque più bassa di quella (61,93%) registrata alle presidenziali dello scorso dicembre, quando è stato riconfermato alla guida del paese Marc Ravalomanana. I risultati diffusi dal ministero degli Interni dovranno essere convalidati dall’Alta Corte costituzionale. (MZ, Misna,  06/04/07)

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Referendum costituzionale: bassa affluenza (RC, Misna, 05/04/07)

Poco meno di un terzo dei sette milioni di elettori, su una popolazione di circa 18 milioni di abitanti, si era recato alle urne per il referendum sulla riforma costituzionale proposta dal governo quando alle 18 di ieri si sono chiusi i 17.500 seggi elettorali. Secondo i dati diffusi oggi dal ministero degli Interni, l’affluenza è stata del 31,4%. Nella capitale Antananarivo, che rappresenta circa il 12% dell’elettorato, la percentuale è scesa al 30,3% contro il 58,4% delle presidenziali di dicembre. Secondo la radio nazionale, non è stato segnalato alcun incidente o ritardo nelle operazioni di voto, ostacolate tuttavia da una nuova violente tempesta tropicale denominata ‘Jaya’ che – dopo il ciclone ‘Indlala’ – ha provocato almeno tre morti. I risultati ufficiali saranno disponibili entro sabato, ma – secondo i dati raccolti da appena il 6% dei seggi – circa il 67% degli elettori ha approvato il pacchetto di emendamenti. Il progetto di revisione costituzionale prevede d’introdurre l’inglese come lingua ufficiale del paese accanto al francese e al malgascio, di stralciare dalla Costituzione il riferimento allo “stato laico”, di riorganizzare la struttura amministrativa del paese sopprimendo le sei province autonome e di conferire al presidente Marc Ravalomanana – rieletto a dicembre 2006 per il secondo mandato quadriennale – il potere legislativo diretto in stato d’emergenza. Nonostante le contestazioni dell’opposizione, anche gli osservatori sulla stampa locale sostengono che – dopo la vittoria di Ravalomanana con il 54,8% dei voti ottenuti al primo turno dello scorso 3 dicembre – il referendum verrà aggiornato a larga maggioranza. (RC, Misna, 05/04/07)

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Referendum costituzionale (PeaceReporter, 04/04/07)

Oggi, gli abitanti del Madagascar sono chiamati alle urne per approvare o meno le proposte di modifica costituzionale presentate dalla maggioranza. Tra le proposte più controverse figurano l'affiancamento dell'inglese al francese come lingua ufficiale, l'eliminazione dell'autonomia per sei province e, soprattutto, la possibilità per il presidente di legiferare per decreto in situazioni di emergenza. L'opposizione ha contestato pesantemente le proposte di modifica alla Costituzione, che risale al 1960 ed è stata emendata l'ultima volta nel 1998. Il referendum è comunque ostacolato da una tempesta tropicale che ha impedito finora alla stragrande maggioranza dei 7 milioni di aventi diritto di recarsi ai seggi. (PeaceReporter,  04/04/07)

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Decine di morti per il ciclone Indalala (Ag. Radicale, 23/03/07)

Il violento ciclone Indalala si è abbattuto nei giorni scorsi sul Madagascar provocando la distruzione di 3600 case e di 8280 ettari di risaie. Secondo quanto diffuso oggi dalle autorita' il tifone ha causato la morte di almeno 69 persone. Gli sfollati sono decine di migliaia gli sfollati, interi villaggi sono rimasti sepolti sotto immense colate di fango, le strade sono state interrotte a causa della rottura degli argini dei fiumi.(Ag. Radicale, 23/03/07)

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Ciclone ‘Indlala’: sale bilancio vittime e senza-tetto (FB, Misna, 21/03/07)

È salito a 36 morti e oltre 54.000 senza-tetto il bilancio del ciclone ‘Indlala’ che lo scorso fine-settimana ha colpito le regioni nord-orientali del Madagascar: lo hanno riferito le autorità di Antananarivo, secondo cui almeno 30.000 sfollati sono stati contati nella sola località di Maorantsetra e 9.000 ad Ambanja, rispettivamente circa 550 chilometri e 625 chilometri a nord della capitale; almeno altre cinque persone sono date per disperse. Secondo fonti locali, in molte zone colpite manca ancora l’energia elettrica e scarseggia l’acqua potabile. Una portaerei della Marina francese ha intanto scaricato nel porto di Antalaha circa 40 tonnellate di aiuti, tra fermaci e generi di prima necessità. “Nessuno aveva finora misurato l’ampiezza della catastrofe. Siamo dovuti andare a verificare sul terreno per renderci conto dell’emergenza” ha detto FranckReignier, dell’ambasciata di Parigi ad Antananarivo. ‘Indlala’ è stato il sesto ciclone, il più forte, ad abbattersi sul Madagascar dall’inizio della stagione delle piogge, nel dicembre scorso. Il ciclone e le forti piogge che lo hanno accompagnato hanno causato anche lo straripamento di alcuni corsi d’acqua, devastando almeno 20.000 di ettari di terreni coltivati. (FB, Misna, 21/03/07)

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Nord Est dell’isola colpito da nuovo ciclone (CO, Misna, 19/03/07)

È di almeno 12 vittime e 14.000 sfollati il nuovo bilancio – probabilmente ancora parziale – del passaggio del ciclone Indlala nelle regioni nord-orientali del Madagascar nei giorni scorsi: lo hanno annunciato oggi fonti ufficiali. I decessi sono avvenuti nella zona di Ambanja, circa 625 chilometri a nord della capitale Antananarivo, dove alcuni villaggi sono stati “completamente sommersi dalle acque” secondo Jacky Randriaharison, secretario esecutivo del Centro di prevenzione e gestione dei disastri (Bngrc). Diverse zone della grande isola nell’Oceano Indiano – stando alla stessa fonte – sono “del tutto isolate” per l’interruzione di collegamenti stradali, telefonici ed elettrici. L’ambasciata di Parigi in Madagascar ha annunciato l’assistenza di una nave della marina francese nelle operazioni di soccorso nell’area di Antalaha, la più colpita insieme alla zona di Ambanja. Il ciclone Indlala - che oggi avrebbe lasciato l’isola per spostarsi verso l’Oceano - è l’ultimo di una lunga seria (quattro secondo alcune fonti, sei secondo altre) dall’inizio della stagione delle piogge alla fine del 2006. (CO, Misna, 19/03/07)

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Piogge e inondazioni… migliaia di persone, minacciate. Nessun aiuto (MZ, Misna, www.misna.org 03/03/07)

Solo un milione di dollari, dei 242 milioni richiesti dal governo del Madagascar in un appello lanciato alla comunità internazionale nei giorni scorsi, è stato finora messo a disposizione dai ‘donors’ per gestire la grave emergenza che il paese sta affrontando a causa dell’ondata di maltempo in corso in alcune regioni e della grave siccità che ne sta flagellando altre. Lo riferiscono fonti Onu, precisando che la doppia emergenza in corso nella grande isola africana nell’Oceano Indiano interessa quasi 800.000 persone, ma non sembra in grado di scuotere l’interesse internazionale. “Quella del Madagascar è la classica crisi silenziosa” ha detto il rappresentante del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef) nel paese, Bruno Maes. “Fortunatamente – ha aggiunto – non abbiamo epidemie su grande scala in corso o centinaia di vite perse, ma chi è colpito da questi disastri vive in condizioni estremamente vulnerabili che, anche a causa della stagione dei cicloni, rischia di deteriorare ulteriormente”. Secondo le stime dell’Onu sette persone sono morte e 32.000 sono rimaste senza tetto per le inondazioni provocate dalle forti piogge legate al passaggio dei cicloni dei giorni scorsi. Ma il numero totale delle persone colpite, a vario titolo, dal maltempo - che ha distrutto anche 100.000 ettari di terreno coltivato con danni calcolati intorno al 10% di perdite sulla produzione annuale dell’agricoltura - sale a oltre 150.000, secondo l’Onu. Nella zona meridionale dell’isola, invece, è la siccità a preoccupare le autorità malgasce e gli operatori umanitari. La mancanza di piogge minaccia direttamente 582.000 persone e quasi 7000 bambini di età inferiore ai cinque anni si trovano in un grave stato di denutrizione. (MZ, Misna, 03/03/07)

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Terrorismo: leader Al Aaeda nascosto in Madagascar (Adnkronos/Dpa, 05/02/07)

Sarebbe nascosto in Madagascar Fazul Abdullah Mohammed, un leader di al Qaeda il cui nome appare nella lista americana dei 35 'most wanted', i terroristi piu' ricercati per le bombe alle ambasciate Usa di Tanzania e Kenya nel 1998 che hanno ucciso 228 persone e ferito altre 5mila. Per la sua cattura Washington ha posto una taglia da 5 milioni di dollari e, secondo il quotidiano locale 'Midi Madagasikara' che cita diverse fonti anche militari, Mohammed guiderebbe le operazioni di Al Qaeda nell'Africa orientale dal suo nascondiglio di Majunga, citta' portuale nella parte nord-occidentale del Madagascar. (Adnkronos/Dpa,  05/02/07)

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Ucciso un cognato di Osama bin Laden (SwissInfo, 31/01/07)

Uomini armati non identificati hanno ucciso a colpi d'arma da fuoco un cognato di Osama bin Laden, uno dei 'nemici pubblici numero uno' degli Stati Uniti e capo della rete terroristica al Qaida. Lo ha annunciato il fratello, Malek Khalifa. Khalifa ha spiegato alla tv al Arabya con base a Dubai, che suo fratello Jamal è stato ucciso nella sua casa in Madagascar apparentemente da ladri che volevano impossessarsi delle pietre preziose che abitualmente tratta e commercia. Malek ha raccontato che un gruppo di 20-30 uomini armati ha fatto irruzione nella camera da letto del fratello, uccidendolo "a sangue freddo" e rubando tutti i suoi averi. Il ricco uomo d'affari ucciso è proprietario di una miniera di pietre preziose in Madagascar. (SwissInfo,31/01/07)

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Nominato nuovo primo ministro (MZ,Misna, 20/01/07)

È un alto ufficiale dell'esercito ed ex-ministro, il generale Charles Rabemananjara, il nuovo primo ministro del Madagascar. Lo si apprende da un decreto emesso oggi dal presidente Marc Ravalomanana, insediatosi ieri per un nuovo mandato dopo l'ampia vittoria, quasi il 55% dei voti espressi, riportata alle presidenziali del dicembre scorso. Poco prima della cerimonia di insediamento del capo di Stato, infatti, il primo ministro in carica Jacques Sylla (alla guida del governo da quando Ravalomanana prese il potere nel 2002) aveva rassegnato le dimissioni sue e del suo gabinetto. Nel precedente esecutivo, Rabemananjara era titolare del ministro degli Interni e della Riforma amministrativa. Nei prossimi giorni, il nuovo capo di governo dovrà presentare una lista dei nomi dei componenti del nuovo gabinetto.(MZ, Misna,  20/01/07)

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