Trovato 18/mo diamante più grande di tutti i tempi (Swissinfo, 13/09/07)
È stato trovato nel Lesotho il diciottesimo più grande diamante di tutti i tempi. Lo rende noto la compagnia mineraria Gem Diamonds Ltd. con base a Londra. La pietra da 494 carati, che non ha ancora un nome, proviene dalla miniera di Letseng nel piccolo paese-enclave del Sudafrica. "Questo notevole diamante è al diciottesimo posto per grandezza tra i diamanti mai trovati. Ha un colore eccellente e un alto livello di chiarezza", si legge in un comunicato diffuso dalla Gem Diamonds. E proprio dalla miniera di Letseng, per il 70% di proprietà della Gem Diamonds e per il 30% del Lesotho, provengono tre dei primi 20 diamanti al mondo tra cui il "Promessa del Lesotho", da 603 carati, che è il più grande mai scoperto nel corso di questo secolo e il quindicesimo in assoluto mai ritrovato, e che è stato venduto per 12,4 milioni di dollari. (Swissinfo, 13/09/07)
Leader religiosi uniti contro il dilagare dell’Hiv/Aids nel paese (AP/Fides, 27/07/07)
Quattordici tra i più importanti leader religiosi del Lesotho hanno firmato una dichiarazione che li vede impegnati nella lotta contro l’Hiv/Aids che sta devastando il paese. E’ quanto riporta un comunicato dell’Unaids (l’organizzazione delle Nazioni Unite contro l’Aids) diffuso a Maseru. “Il tragico aumento dell’Aids richiede un urgente e rinnovato impegno da parte dei leader religiosi per permettere l’accesso universale ai farmaci antiretrovirali, alle cure preventive, al trattamento e al supporto dei sieropositivi” riferisce il reverendo Mokhakhlane, portavoce dei religiosi. Nella dichiarazione, i leader della Chiesa hanno sottolineato la promozione della dignità, dell’uguaglianza e dei diritti di tutti, in particolare degli ammalati di Aids, e hanno smentito ogni dichiarazione che ritiene il virus mortale come una punizione divina. E’ la prima volta che la società ecumenica si è fatta sentire con forza. In Lesotho si registra una prevalenza di casi di Aids tra le più alte nel mondo, e oltre il 23% della popolazione tra i 15 e i 49 anni di età sono sieropositivi. Secondo la Commissione Nazionale sull’Aids (NAC) e l’Unaids, nel 2007 sono stati registrati circa 29 mila nuovi contagi, 80 al giorno, facendo arrivare il numero di persone sieropositive nel paese a 270 mila, delle quali 16 mila sono bambini con meno di 14 anni. Si legge nel comunicato che oltre il 55% dei 180 mila bambini della regione sono rimasti orfani a causa dell’Aids. La NAC e le Nazioni Unite stanno lavorando a stretto contatto con la Chiesa locale e le organizzazioni cattoliche per cercare di arginare il grave problema.(AP/Fides, 26/07/07)
Siccità e cambiamenti climatici, il Lesotho chiede aiuto(GreenReport, 12/07/07)
Dopo lo Swaziland il global warming, con la complicità del rialzo dei prezzi dei cereali, colpisce duro anche l’altro piccolo regno dell’Africa australe: il Lesotho che ha dichiarato lo stato di emergenza alimentare e chiesto l’aiuto internazionale dopo che la peggiore siccità degli ultimi 30 anni ha distrutto il 30% del raccolto di mais. Oltre un quinto dei due milioni di abitanti hanno urgente bisogno di aiuto alimentare «La situazione é critica – ha detto John Holmes, segretario generale aggiunto agli affari umanitari dell’Onu – per tutti quelli che sopravvivono già a malapena, tra cattivi raccolti, povertà e Aids. La comunità internazionale deve intervenire rapidamente per aiutare il governo ad evitare questa crisi». Quest’anno il Lesotho ha prodotto 72 mila tonnellate di cereali contro le 126.200 dell’anno scorso, ed avrebbe bisogno di circa 328 mila tonnellate. Ma secondo il governo, mettendo insieme raccolti interni, importazioni e aiuti alimentari già concessi, mancherebbero ancora almeno 30 mila tonnellate di cereali. Intanto i prezzi di mais, sorgo, e grano sono saliti molto, ad un livello superiore di quanto si possono permettere gran parte dei poverissimi abitanti del Lesotho, ed i minori raccolti nella Repubblica Sudafricana, il principale fornitore regionale, stanno facendo aumentare ancora i prezzi. I cittadini più colpiti sembrano i “senza terra” e chi vive nelle zone urbane, soprattutto le persone sieropositive, che secondo l’Onu sono il 14% della popolazione, che avrebbero bisogno di un regime alimentare sano per trarre benefico dai farmaci antiretrovirali. Oltre ai piccoli Lesotho e Swaziland, la crisi alimentare sta colpendo duramente tutta l’Africa australe, in particolare lo Zimbabwe, dove circa 4 milioni di persone avrebbero bisogno di urgenti aiuti a causa di una devastante siccità che non è stata efficacemente contrastata dalla dittatura senile e dalla folle politica di espropri delle terre del presidente Robert Mugabe.(GreenReport, 12/07/07)
Revocato coprifuoco nella capitale (FB, Misna, 25/06/07)
Il coprifuoco imposto la scorsa settimana nella capitale Maseri, dopo una serie di attacchi definiti dal governo di “matrice politica”, è stato revocato: lo ha annunciato il portavoce della polizia nazionale, Pheello Mphana, secondo il quale “la situazione sembra un po’ più calma al momento e il coprifuoco non poteva continuare a tempo indefinito”. Mphana ha precisato che non sarebbero stati effettuati arresti in relazione agli attacchi registrati il 10 giugno contro le residenze di tre ministri e di un capo dell’opposizione; tuttavia resta ancora senza soluzione la crisi politica sorta il Parlamento per divergenze sulla ripartizione di seggi in base al sistema proporzionale, dopo le elezioni legislative di febbraio. Il quotidiano ‘Sunday Independent’ ha riferito che il governo di Pretoria avrebbe dispiegato una missione di ‘intelligence’ nella piccola ‘enclave’ montuosa di appena 30.000 chilometri quadrati circondata dal Sudafrica, con l’obiettivo di sventare possibili nuovi episodi di violenza, mentre la società civile ha reiterato l’appello alla comunità internazionale affinché contribuisca alla soluzione dello stallo politico. Dopo le ultime legislative, vinte dal ‘Lesotho Congress for Democracy’ (Lcd, al potere), l’opposizione aveva protestato contro il rifiuto del governo di applicare una sentenza dell’Alta Corte che stabiliva una rappresentanza proporzionale per la minoranza in Parlamento. (FB, Misna, 25/06/07)
Lesotho - Coprifuoco nella capitale, dopo atti di “violenza politica” (FB, Misna, 19/06/07)
Un coprifuoco illimitato è stato imposto a Maseru dopo una serie di attacchi avvenuti nei giorni scorsi contro le residenze di tre ministri e di un capo dell’opposizione, definiti dal governo di “matrice politica”: lo ha annunciato il portavoce della polizia nazionale, Pheello Mphana, precisando che tra le 18:00 e le 06:00 è vietato ogni spostamento nella capitale. Il 10 giugno, ha riferito Mphana, “le guardie del corpo di stanza di fronte alle abitazioni di tre ministri sono state disarmate da uomini non identificati”; successivamente colpi di arma da fuoco sono stati esplosi contro la casa di Tom Thabane, capo del principale partito di opposizione ‘All Basotho Convention party’. “Nessuno è rimasto ferito” ha aggiunto il portavoce della polizia secondo cui “la situazione a Maseru è tesa ma sotto controllo” con posti di blocco eretti dai militari che pattugliano la città. Secondo Thabo Thakalekoala, dell’organizzazione ‘Media Institute of Southern Africa’, la tensione politica è cresciuta nelle ultime settimane in seno al Parlamento per divergenze sulla ripartizione di seggi in base al sistema proporzionale, dopo le elezioni legislative di febbraio, vinte dal 'Lesotho Congress for Democracy’ (Lcd), al governo. Già a marzo, l’opposizione aveva organizzato manifestazioni di protesta contro il rifiuto dello Lcd di applicare una sentenza dell’Alta Corte che stabiliva una rappresentanza proporzionale per la minoranza in Parlamento. Una delegazione della Comunità per lo sviluppo dell’Africa Australe (Sadc) si trova in Lesotho dalla scorsa settimana per tentare, finora invano, di risolvere la crisi; la delegazione intende verificare se la ripartizione dei seggi sia stata eseguita in modo corretto. (FB, Misna, 19/06/07)
Lesotho - Corpifuoco nella capitale del regno (Peacereporter, 18/06/07)
Il coprifuoco è stato imposto a Maseru, la capitale del regno del Lesotho, dopo che degli attacchi sono stati sferrati contro le case di tre ministri del governo e un leader dell'opposizione. Il coprifuoco è stato imposto dopo che le guardie del corpo delle tre abitazioni sono state disarmate da sconosciuti. Pheello Mphana, portavoce della polizia, descrive la situazione nella capitale come tesa ma sotto controllo. L'esercito ha organizzato dei blocchi stradali e sta pattugliando la città. Thabo Thakalekoala, presidente del Media Institute of Southern Africa, con base regionale a Maseru, ha detto che nelle ultime settimane si è registrato fermento politico nel parlamento del Lesotho, con disaccordo per quando riguarda la distribuzione dei seggi sotto il sistema a rappresentazione proporzionale. (Peacereporter, 18/06/07)
Clima impazzito e Aids portano il paese alla fame (Greenreport, 14/06/07)
La Fao e il Programma alimentare mondiale (Pam) hanno lanciato l’allarme per la drammatica situazione del Lesotho, il piccolo regno interamente circondato dal Sudafrica, dove è in atto una crisi alimentare che, senza urgenti aiuti internazionali, potrebbe assumere grandi dimensioni. Il regno del Lesotho è stato colpito da una delle peggiori siccità degli ultimi 30 anni che ha causato la perdita dei raccolti e portato i prezzi dei cereali alle stelle. Oltre un quinto dei due milioni di abitanti dovrà far fronte alla mancanza di cibo, ma la situazione si aggraverà ulteriormente nei primi mesi del 2008 e, secondo la Fao, già da settembre «circa 140 mila persone avranno bisogno di aiuti alimentari, specialmente a causa dell’aumento dei prezzi dei cereali e delle poche opportunità di lavoro temporaneo in conseguenza del cattivo raccolto, che per molti contadini è stato inesistente». Il Lesotho, un piccolo Paese di montagna, è tra i più esposti ai mutamenti climatici e secondo Amir Abdulla, direttore regionale del Pam per l’Africa Australe «l’ultima cosa di cui aveva bisogno era un altro cattivo raccolto, un paese dove vi sono già così tante persone che vivono al limite della sopravvivenza, che lottano per far fronte agli effetti combinati di cattive stagioni produttive consecutive, povertà estrema e Aids. L’aumento dei prezzi dei cereali non farà altro che aggravare la situazione, perché molte persone non saranno in grado di comprare cibo a sufficienza per sé e per la propria famiglia». La produzione di cereali sarà di sole 72 mila tonnellate, il 40% in meno del già misero raccolto del 2006, mentre il fabbisogno alimentare del Paese è stimato in 360 mila tonnellate. «Anche tenendo conto delle importazioni commerciali e il livello attuale di aiuti alimentari – spiega la Fao - per soddisfare il fabbisogno minimo della popolazione occorreranno 30 mila tonnellate di cereali e 6.700 tonnellate di altri alimenti, o l’equivalente in denaro». Al calo drammatico della resa media si è aggiunta una riduzione del 20% per cento dell’area seminata rispetto agli ultimi cinque anni, un circolo vizioso innescato dal clima imprevedibile, al quale si è aggiunta la mancanza di denaro per comprare sementi ed attrezzi e la diminuzione della manodopera agricola, decimata dall’Aids, così ultimi due anni molta terra è rimasta incoltivata. Per questo la Fao raccomanda anche la diversificazione delle colture e la promozione di coltivazioni più resistenti e tolleranti alla siccità. Il rapporto Fao/Pam fa notare come «l’epidemia di Aids, con un tasso d’infezione che nel paese è stimato al 31%, stia compromettendo le risorse economiche del Lesotho, con la conseguenza visibile di mancanza di manodopera nelle aree rurali. La preoccupazione maggiore, tuttavia, rimane secondo il rapporto la perdita di potere d’acquisto dovuto al vertiginoso aumento del prezzo del mais. I prezzi del mais bianco in Sudafrica, il principale fornitore nella regione, sono triplicati negli ultimi due anni, e sono al momento più alti del 50% rispetto ad un anno fa». Un rialzo dovuto anche alla produzione di biocarburanti. Per Henri Josserand, responsabile del sistema mondiale d’informazione e di allerta precoce della Fao, «è di vitale importanza che siano disponibili sementi, fertilizzanti e accesso al credito in tempo per la prossima stagione produttiva, per dare al Lesotho l’opportunità di migliorare la produzione complessiva nel 2008, condizioni climatiche permettendo». (Greenreport, 14/06/07)
Dopo una delle peggiori siccità degli ultimi 30 anni di fronte a una grave crisi alimentare un quinto della popolazione avrà bisogno di assistenza (WFP.org, 13 /06/07)
Il Lesotho ha bisogno urgente di assistenza internazionale per evitare una grave crisi alimentare causata dall’alto prezzo dei cereali dopo che il principale raccolto cerealicolo è stato distrutto da una delle peggiori siccità degli ultimi trenta anni. Lo afferma un rapporto reso pubblico oggi dall’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e dal Programma Alimentare Mondiale (PAM) delle Nazioni Unite. Circa 400.000 persone nel Lesotho, pari a un quinto della popolazione, avranno poco cibo a disposizione e necessiteranno di assistenza nel momento culminante della crisi, nei primi tre mesi del 2008. Secondo il rapporto, una preoccupante scarsità di cibo si registrerà già a luglio, quando circa 140.000 persone avranno bisogno di assistenza alimentare, soprattutto per l’aumento dei prezzi dei cereali e le scarse opportunità di lavoro occasionale a causa della stagione agricola negativa. Molti agricoltori, infatti, hanno avuto un raccolto molto modesto o addirittura nessun raccolto. “Questo raccolto così scarso aggrava ancora di più la situazione già drammatica del Lesotho, dove tanti vivono al limite delle proprie possibilità e devono, quotidianamente, far fronte a ripetute perdite agricole, all’estrema povertà e all’HIV/AIDS”, ha detto Amir Abdulla, Direttore Regionale del PAM per l’Africa Australe. “Il rapido aumento nei prezzi dei cereali tenderà ad acuire una situazione in cui sempre più persone avranno bisogno di assistenza per sfamare la famiglia”. Complessivamente, si stima che la produzione nazionale cerealicola per il 2007 sia di sole 72.000 tonnellate, vale a dire il 40 per cento inferiore ai livelli già bassi degli ultimi cinque anni. Il fabbisogno stimato di cereali del Lesotho è di 360.000 tonnellate. Considerando le importazioni e l’attuale livello di aiuti alimentari, secondo il rapporto ci sarà bisogno di 30.000 tonnellate di cereali e di 6.700 tonnellate di altri generi alimentari, o del loro equivalente in denaro, per far fronte al fabbisogno minimo. Alla media molto scarsa dei raccolti a causa della siccità, si è aggiunta la riduzione, calcolata sulla media degli ultimi cinque anni, del 20 per cento delle aree coltivate a cereali. Molte terre coltivabili sono state abbandonate a causa delle imprevedibili condizioni atmosferiche, per la mancanza di denaro necessario alla semina e per la scarsità di manodopera come conseguenza dell’HIV/AIDS. Il rapporto sottolinea come la pandemia di HIV/AIDS, con un tasso di infezione che si stima abbia raggiunto il 31 per cento, stia sempre più mettendo a rischio le risorse economiche del Lesotho, provocando una visibile mancanza di forza lavoro nelle zone rurali. Tuttavia, nel rapporto si aggiunge anche che la preoccupazione maggiore riguarda la perdita di potere d’acquisto a causa del fortissimo aumento dei prezzi del granturco. I prezzi del mais bianco in Sudafrica, principale fornitore di frumento nella regione, sono triplicati negli ultimi due anni e, attualmente, sono superiori di oltre il 50 per cento a quelli dell’anno scorso. Anche nel Lesotho i prezzi sono saliti vertiginosamente. “E’ fondamentale che, per la prossima stagione di semina, siano disponibili sementi, fertilizzanti e crediti agevolati. Ciò darebbe al Lesotho la possibilità di migliorare la produzione nel 2008, sempre che le condizioni atmosferiche lo consentano”, ha detto Henri Josserand, Capo del Sistema di Allarme Rapido e Informazioni Globali della FAO. Il rapporto raccomanda anche la promozione della diversificazione dei raccolti e l’aumento nell’uso delle specie resistenti alla siccità. (WFP.org, 13 /06/07)
Opposizione occupa parlamento (BF, Misna, 15/03/07)
È iniziata con un sit in di protesta condotto dai capi e dai deputati di cinque partiti dell’opposizione la sessione di apertura oggi della settima legislatura del Lesotho. I parlamentari della minoranza hanno detto di voler portare avanti l’iniziativa ad oltranza ed hanno inviato tutti i loro sostenitori e in generale tutti i cittadini ad aderire allo sciopero indetto per lunedì prossimo. Circa 20.000 attivisti hanno circondato il Parlamento a Maseru intonando canti e slogan di sostegno ai loro delegati, sotto gli occhi vigili di centinaia di soldati e poliziotti. I partiti della minoranza protestano contro il rifiuto del partito di governo, Lesotho Congress for Democracy (Lrd), di applicare una sentenza dell’Alta Corte sulla rappresentanza proporzionale in parlamento di una della formazioni all’opposizione, il National Indipendent party (Nip). Il governo non ha commentato l’iniziativa, ma oggi il vice primo ministro e ministro dell’Interno, Lesao Lehohla, ha detto alla radio nazionale che alla polizia è stato dato l’ordine “di non esitare e prendere misure necessarie contro chiunque cerchi di disturbare la sessione di apertura del Parlamento”. Le ultime elezioni legislative del Lesotho svoltesi il 18 febbraio scorso sono state vinte dal Lrd, al potere dal 1993, che ha ottenuto 61 seggi su 120. (BF, Misna, 15/03/07)
Con 53 deputati su 80, il partito di governo del primo ministro Pakalitha Mosisili – il ‘Lesotho congress for democracy’ (Lcd) – ha vinto in modo netto le legislative di sabato scorso, anche se mancano ancora da assegnare cinque seggi. Lo si apprende da fonti giornalistiche locali, secondo cui la formazione politica del principale sfidante – la All Basotho convention (Abc) dell’ex-ministro degli Esteri Tom Thabane – avrebbe ottenuto finora 17 seggi; un seggio sarebbe attribuito a un’alleanza di formazioni minori. Al voto erano chiamati circa 900.000 elettori, la metà della popolazione del piccolo regno, un’enclave montagnosa all’interno del Sudafrica retta da un sovrano noto per le sue eccentriche stravaganze. Il Parlamento – che conta 120 deputati – sarà completato da altri 40 seggi attribuiti con criterio proporzionale ai partiti minori. Non è ancora noto il tasso di affluenza; sembra che il partito di governo abbia ottenuto consensi soprattutto nelle aree rurali, cioè in tutto il paese tranne la capitale Maseru. Nelle precedenti legislative, la formazione al potere ottenne il 77% ma perse una ventina di deputati che seguirono l’ex-ministro Thabane all’opposizione. Quest’ultimo ha denunciato alcune scorrettezze, mentre secondo gli osservatori della Comunità per lo sviluppo dell’Africa meridionale (Sadc) il voto è stato regolare. (EB,Misna, 20/02/07)
In base a risultati ancora parziali con 18 circoscrizioni sulle 31 finora assegnate, il partito di governo del primo ministro Pakalitha Mosisili – il ‘Lesotho congress for democracy’ (Lcd) – è in vantaggio nelle elezioni legislative di sabato scorso, alle quali erano chiamati circa 900.000 elettori, la metà della popolazione del piccolo regno montuoso incastonato in territorio sudafricano. Secondo un portavoce della commissione elettorale indipendente, al secondo posto vi sarebbe per ora la formazione dell’ex-ministro degli Esteri Tom Thabane (All Basotho convention, Abc), principale sfidante del premier uscente. L’ultimo seggo – stando ai dati provvisori – andrebbe a un’alleanza di partiti minori. Su un totale di 120 deputati, 80 saranno eletti in modo diretto mentre i restanti 40 con quota proporzionale. Per gli osservatori della Comunità per lo sviluppo dell’Africa meridionale (Sadc), l’organismo che raggruppa i paesi della regione, il voto è stato regolare. Non così invece per Thabane: l’ex-ministro che l’anno scorso abbandonò il governo per dar vita a una sua formazione politica ha denunciato la mancanza di nomi dalle liste elettorali e il voto multiplo da parte di alcuni. Il timore è che si ripetano gli incidenti del 1998, quando le contestazioni dei risultati elettorali si trasformarono in violente proteste sedate solo dall’intervento militare di Sudafrica e Botswana. (EB, Misna, 19/02/07)
Il 17 febbraio 2007 si terranno le elezioni parlamentari in Lesotho, due mesi prima rispetto alla data ufficiale prevista per aprile-maggio 2007, a causa dello scioglimento anticipato delle Camere annunciato lo scorso novembre. In passato il Lesotho è stato teatro di scontri politici che hanno portato il Paese sull'orlo della guerra civile. Lo svolgimento della campagna elettorale sembra indicare che le prospettive per questa tornata elettorale siano di un confronto pacifico e regolare. Lo scioglimento delle Camere da parte dell’ex Primo Ministro Pakalitha Bethuel Mosisili, leader del Congresso per la Democrazia del Lesotho(LCD), è stato causato dalle dimissioni rassegnate dall’ex Ministro delle Scienze e della Comunicazione, Tom Thabane, lo scorso ottobre, in rotta col governo di cui faceva parte per divergenze politiche. Il 31 ottobre 2006 Thabane ha fondato un nuovo partito, la Convenzione di tutti i Basotho, “All Basotho Covention”(ABC), già considerato, ormai, il più influente del paese e il più ricco per numero di parlamentari, 18 dei quali, reclutati nelle fila del Congresso per la Democrazia. (…)(Serena Grassia, Equilibri, 07/02/07)