ALLE NEWS

LISTA PAESI

HOME PAGE

KENIA - 2007

Odinga rischia arresto, vietata manifestazione (La Repubblica, 30/12/07)

Osservatori UE, dubbi su accuratezza risultati elettorali (Adnkronos, 30/12/07)

Congratulazioni Usa a Kibaki, dubbi da GB (Ansa, 30/12/07)

Kibaki confermato alla presidenza. Opposizione contesta (Adnkronos, 30/12/07)

Elezioni, almeno 14 morti in due giorni di scontri (Apcom, 30/12/07)

Quasi una rivoluzione: Odinga a un passo dalla vittoria (Panorama, 28/12/07)

Voto: alta affluenza, in fila nelle baraccopoli (AGI, 27/12/07)

Presidenziali, Kibaki e Odinga una partita aperta (Agi, 26/12/07)

Grande tensione, uccisi almeno tre poliziotti (Ansa, 26/12/07)

Le giraffe africane rischiano l'estinzione (Reuters, 22/12/07)

Sette giorni alle elezioni (Mwinda, 20/12/2007)

Elezioni: testa a testa fra presidente uscente e candidato opposizione (MZ, Misna, 19/12/2007)

Scoperto il più grande cobra sputatore del mondo (Tutelafauna, 19/12/2007)

Violenze pre-elettorali, almeno 70 morti (Apcom/Afp, Alice, 17/12/2007)

Elezioni: il "no" dei vescovi alla violenza (CC, Misna, 16/12/2007)

Ventisei arresti in raid della polizia a Nairobi e Mombasa (Peacereporter, 14/12/2007)

L'Africa fra risorse e conflitti (Emanuela Citterio, Vita, 10/12/07)

Scontri in vista delle elezioni (Mwinda, 06/12/07)

Per un'informazione corretta sul continente africano (R. Kizito Sesana, Articolo21, 04/12/2007)

8. 000 membri setta sterminati da 2002, 4. 070 dispersi (Agi/Afp, 26/11/2007)

Preoccupazione dell'Unhcr per un gruppo di somali detenuti all'aeroporto di Nairobi (Aise, 23/11/2007)

“Vogliamo proseguire la nostra missione con lo stesso entusiasmo dei primi missionari” (LM, Fides, 22/11/2007)

Papa contro secolarismo-relativismo; serve vero dialogo fra fedi (Apcom/Alice, 19/11/2007)

Da un fossile la scoperta di una specie ancora sconosciuta sulla terra (Il Messaggero, 13/11/2007)

Vescovi contrari all’introduzione di un sistema federale (RadioVaticana/Apic-Zengarini, 07/11/2007)

Al via a Nairobi i lavori del “Global christian forum” (CDL, RadioVaticana, 07/11/2007)

'Kids Alive Kenya' sotto inchiesta (la Repubblica, 06/11/2007)

06Mungiki, polizia accusata di 500 omicidi-esecuzioni (Peacereporter, 06/11/2007)

Si voterà il 27 dicembre (Peacereporter, 26/10/2007)

Musulmani keniani accusano governo di mentire su presunte deportazioni (AdL, Misna, 24/10/2007)

Sciolto il Parlamento. A fine anno nuove elezioni, i candidati sono Kibaki e Odinga (Ansa, 22/10/2007)

Discarica di Dandora: ministero italiano dispone “inchiesta amministrativa” (CO, Misna, 12/10/2007)

Strage di gnu (La Nuova Ecologia, 11/10/2007)

I veleni di dandora: il punto di vista di un missionario (GB, Misna, 05/10/2007)

Giacimenti di carbone locale pongono le basi dell’industria cementifera (LM, Fides, 28/09/07)

Polizia uccide dodici presunti criminali (Peacereporter, 27/09/07)

I Vescovi: “No alla violenza. Non corrompete i giovani per seminare caos durante la campagna elettorale” (LM, Fides, 26/09/07)

Esplosione in acciaieria, 5 morti (Swissinfo, 25/09/07)

Esplosione in un laminatoio, almeno 6 morti (Agi/afp, 25/09/07)

I vescovi chiedono al presidente di non fermare la lotta alla corruzione (VF, RadioVaticana, 21/09/07)

Commissione anti-corruzione attacca il parlamento (Peacereporter, 19/09/07)

Elezioni: Presidente uscente si candida per secondo mandato(Misna, 170/9/07)

Donatori contro legge che impedisce lotta a corruzione (Swissinfo, 14/09/07)

Approvata legge che impedisce di perseguire i reati per corruzione (Peacereporter, 13/09/07)

Governo rifiuta rapporto su corruzione dell'ex presidente (Peacereporter, 31/08/07)

Musulmani kenyani in rivolta contro il governo (Peacereporter, 30/08/07)

Nairobi, arrestato sospetto leader dei Mungiki latitante da aprile (Peacereporter, 23/08/07)

Due fossili riscrivono l'evoluzione dell'uomo (Ansa, 09/08/07)

Pesce africano potrebbe aiutare a sconfiggere malaria (Reuters, 09/08/07)

Cinquanta nuovi seggi per deputati donne (Peacereporter, 27/07/07)

L’Ue stanzia 5 milioni per i profughi ambientali (Greereport, 23/07/07)

Setta Mungiki, decapita un bambino di 2 anni a Nairobi (Peacereporter, 12/07/07)

Rifugiati: Onu, e' emergenza (Ansa, 03/07/07)

Scontri tra polizia e setta “Mungiki”: almeno 112 morti a giugno (LM, Fides, 03/07/07)

Setta Mungiki, polizia uccide sette adepti (Corriere della Sera, 02/07/2007)

Ban the bag: tassa del 120% per fermare importazioni di sacchetti in polietilene (Affari Italiani, 23/06/07)

Violenze a Nairobi nella notte: 17 morti, 2 decapitati (Apcom, 22/06/07)

Arrestato ex leader dei Mungiki, John Kamunya (Peacereporter, 21/06/07)

Al bando i sacchetti di plastica (Peacereporter, 14/06/07)

Le zanne bianche dell'Africa (Matteo Fagotto, Peacereporter, 13/06/07)

3 fermi per attentato di ieri che ha provocato un morto e 37 feriti (Ansa, 12/06/07)

A.I. denuncia operazione di polizia contro la setta Mungiki (Peacereporter, 12/06/07)

Attentato nel centro di nairobi, almeno un morto (Agi, 11/06/07)

I violenti scontri tra la polizia e la setta Mungiki provocano più di 30 morti (Agenzia Fides, 09/06/07)

Nairobi, polizia fa strage tra seguaci setta Mungiki (Agi/Afp, 07/06/07)

Nairobi: strage esponenti sanguinosa setta segreta (Ag.Radicale, 05/06/07)

Virgin inaugura volo in Kenia per salvare elefanti (Ansa, 02/06/07)

2 decapitati da membri di una setta durante attacco contro minibus (Ansa, 02/06/07)

La situazione politica del paese (Flavia Perrone, Equilibri, 31/05/07)

Governo accusato di 100.000 esplusioni forzate dalle foreste del sud (Peacereporter, 31/05/07)

Gruppo per i diritti umani chiede lo stato di emergenza per la criminalità (Peacereporter, 25/05/07)

Arrestati sette appartenenti a una setta vietata (Peacereporter, 23/05/07)

20 morti negli scontri tra polizia e ladri di bestiame (Peacereporter, 22/05/07)

I Vescovi del Kenya proclamano una giornata di preghiera nazionale il 20 maggio per le vittime dell’aereo keniano precipitato in Camerun. (L.M.-Agenzia Fides 09/05/07)

Monte Elgon, situazione sempre critica (BF, Misna, 08/05/07)

Incidente Kenya Airways: nessun superstite (Corriere della Sera, 07/05/2007)

Incertezza su ritrovamento resti di aereo precipitato in Camerun (Reuters, 06/05/07)

Precipita un Boeing con 114 persone a bordo (Ansa, 05/05/07)

Meno tasse scolastiche per gli studenti delle superiori (CO, Misna, 03/05/07)

Amnesty: Nairobi respinge al confine migliaia di somali in fuga (Peacelink, 02/05/07)

Un progetto che sostiene lo sviluppo sociale e spirituale della donna (AP/Ag. Fides, 24/04/07)

Rilasciati giornalisti inglese e keniana (Corriere della Sera, 22/04/07)

Duemila rifugiati somali in campi profughi (Corriere della Sera, 12/04/07)

A giugno in vigore la Convenzione dell'Aja sulle adozioni internazionali (ConfiniOnLine, 11/04/07)

Monte Elgon: nuove violenze, ucciso pastore protestante (BF, Misna, 11/04/07)

Monte Elgon: la crisi entra in parlamento (BF, Misna, 04/04/07)

"Genocidio silenzioso" nell'ovest del Paese (PeaceReporter, 03/04/07)

Più di cento persone deportate in Somalia (PeaceReporter, 23/03/07)

Missionario ucciso a Nairobi: nessun indizio sui responsabili (FB, Misna, 21/03/07)

Kenya – Nairobi : P. Martin Addai, Padre Bianco, assassinato (12/03/07)

Vicinanza dei vescovi dell'Africa orientale ai popoli del Corno d'Africa (Radiovaticana/Cisa, 09/03/07)

Terrorismo: USA mettono in guardia su rischi (SwissInfo, 06/03/07)

John Le Carre’: la sperimentazione non etica di un farmaco contro la TBC (Iniziativa meridionale, 05/03/07)

In migliaia su tomba del fondatore degli scout (Corriere della Sera, 22/02/07)

Welcome to Nairobbery (M.Fagotto, PeaceReporter, 20/02/07)

Sale il numero di morti per la 'febbre di Rift Valley' (PeaceReporter, 15/02/07)

Non sei circonciso? niente scuola (SwissInfo, 13/02/07)

Prima assemblea di "Act sviluppo" (Mancini, RadioVaticana, 07/02/07)

In un mese cinquanta morti (PeaceReporter, 31/01/07)

Nairobi: un giornale di strada per migliorare la vita negli Slum (ConfiniOnLine, 30/01/07)

Musulmani somali arrestati illegalmente: organizzazioni chiedono rilascio (L’Unità, 26/01/07)

Si chiude il vertice dei poveri (Giampaolo Cadalanu, Repubblica. 25/01/07)

Forum 2007: «Sfruttati gli sportivi africani» (LaNuovaEcologia, 24/01/07)

Nairobi: cooperazione decentrata, 6 MLN di euro in tre anni (Vita, 23/01/07)

Forum Sociale: contadini africani, stop al libero scambio con l'UE (Vita, 23/01/07)

Italia: oggi cancella 44 milioni di euro di debito (E. Citterio, Unimondo, 23/01/07)

Dichiarazione Caritas dell’AMECEA-AACC su povertà e diritti umani (Zengarini , RadioVaticana, 22/01/07)

Strane sparizioni nei quartieri somali di Nairobi (MZ, Misna, 22/01/07)

A Nairobi, il Forum sociale mondiale (Varie, 21/01/07)

Consegnati 34 miliziani islamici a Somalia (Vari, 21/01/07)

Al via il Forum Sociale Mondiale. Attesi 60.000 delegati (Euronews, 20/01/07)

L'altra Davos si riunisce a Nairobi (Andrea Tognina , SwissInfo, 20/01/07)

Forum Sociale Mondiale a Nairobi (Reuters, 17/01/07)

Sparatoria, polizia uccide 6 presunti ladri (Corriere della Sera, 14/01/07)

Decreto d’espulsione per una ventina di deputati somali (EB, Misna, 11/01/07)

Arrestata moglie Fazul Abdullah Mohammed (Corriere della Sera, 10/01/07)

Febbre Rift Valley si propaga, almeno 74 morti (Ansa, 09/01/07)

Annunciata la chiusura della discarica di Korogocho (Amisnet, 09/01/07)

Confini chiusi - La US Navy coinvolta nella caccia agli islamici (Rainews24, 04/01/07)

Rimpatri forzati di Somali in fuga dalla guerra (Vita, 03/01/07)

Arrestati islamici che tentavano entrare in Kenya (Ansa, 02/01/07)

TO ALL NEWS

Kenia - Odinga rischia arresto, vietata manifestazione (La Repubblica, 30/12/07)

Raila Odinga rischia l'arresto. Il leader dell'opposizione keniota che ha denunciato brogli nelle elezioni che hanno visto la riconferma del presidente Mwai Kibaki, e' stato avvertito dalla polizia che una manifestazione di protesta sarebbe considerata una provocazione e punita. "Fatte le dovute considerazioni" si legge in una nota dell'ufficio del capo della polizia, "per ragioni di sicurezza un raduno e' illegale e qualcuna persona tentera' di parteciparvi dovra' vedersela con il pieno esercizio della legge". Il Movimento democratico Orange (MdO) che fa capo a Odinga aveva fatto appello ai suoi sostenitori perche' si ritrovassero domani nel centro di Nairobi per presentare al Paese "il presidente del popolo". La polizia ha smentito che Odinga e il suo braccio destro, Ruto, siano stati gia' arrestati. "Tuttavia" avverte la nota, "tutti sono e' avvisati: chiunque incitera' i kenioti alla violenza dovra' vedersela con la giustizia, senza nessuna eccezione".(La Repubblica,  30/12/07)

Torna ai titoli...


Kenya - Osservatori UE, dubbi su accuratezza risultati elettorali (Adnkronos, 30/12/07)

Gli osservatori dell'Unione Europea hanno espresso dubbi e preoccupazioni sui risultati delle elezioni in Kenya che hanno visto confermato alla presidenza il presidente Mwai Kibaki. "A questo punto, la commissione elettorale del Kenya, nonostante tutti gli sforzi del suo presidente, non e' riuscita a garantire la credibilita' del processo di spoglio" ha dichiarato Alexander Graf Lambsdorff, capo della missione degli osservatori europei. (Adnkronos,  30/12/07)

Torna ai titoli...


Congratulazioni Usa a Kibaki – Dubbi da GB (Ansa, 30/12/07)

Gli Stati Uniti si sono congratulati con Mwai Kibaki per la vittoria nelle elezioni presidenziali in Kenya. L'amministrazione Bush ha lanciato anche un appello alla calma, dopo che il rivale Raila Odinga ha contestato la regolarita' del risultato elettorale. La polizia kenyana ha annunciato di aver vietato una manifestazione dell'opposizione indetta per domani pomeriggio a Nairobi e ha minacciato di arrestare Odinga in caso si tenga il raduno.(Ansa,  30/12/07)
Londra pone dubbi sulla regolarita' delle elezioni che si sono concluse in Kenya, sua ex-colonia, con la conferma di Kibaki a presidente. 'Ci congratuliamo con gli elettori kenioti - ha dichiarato il capo del Foreign Office, David Miliband - per il fatto che il voto e' avvenuto in modo ordinato e dignitoso. Ma abbiamo autentiche preoccupazioni sulle irregolarita' riscontrate dagli osservatori europei e dagli altri'.(Ansa, 30/12/07)

Torna ai titoli...


Kibaki confermato alla presidenza. Opposizione contesta (Adnkronos, 30/12/07)

Dopo due giorni di ritardi nello spoglio delle schede, disordini in cui sono rimaste uccise almeno 14 persone, la commissione elettorale ha annunciato la nuova vittoria alle elezioni del presidente Mwai Kibaki, con uno scarto di appena 35mila voti sul leader dell'opposizione Raila Odinga. Un annuncio destinato a provocare nuovi disordini e instabilita' nel paese africano, tanto che lo stesso presidente della commissione elettorale ha dovuto lasciare, protetto dalla polizia, la sala delle conferenze dopo aver letto i risultati elettorali, con i sostenitori di Odinga che gridavano "vogliamo giustizia". (Adnkronos,  30/12/07)

Torna ai titoli...


Elezioni, almeno 14 morti in due giorni di scontri (Apcom, 30/12/07)

Almeno 14 persone sono rimaste uccise negli scontri scoppiati ieri e oggi in Kenya a fronte dello slittamento dell'annuncio ufficiale dei risultati delle elezioni presidenziali del 27 dicembre. La polizia ha precisato che almeno nove persone sono morte in una baraccopoli di Nairobi. Oggi, il leader dell'opposizione Raila Odinga ha invitato il Presidente Mwai Kibaki ad accettare la sconfitta. Odinga ha quindi chiesto alla Commissione elettorale un nuovo conteggio delle schede. I dati parziali diffusi ieri lo danno in vantaggio di soli 38.000 voti. (Apcom,  30/12/07)

Torna ai titoli...


Quasi una rivoluzione: Odinga a un passo dalla vittoria (Panorama, 28/12/07)

Manca la proclamazione ufficiale, ma sembra quasi certo che Raila Odinga, 62 anni, leader dell’opposizione, sarà - salvo colpi di scena che però non possono essere esclusi - il prossimo presidente del Kenya. Il distacco col Capo dello Stato, Mwai Kibaki, è forte e tende a crescere. Una vittoria molto ampia sembra profilarsi anche nel Parlamento. L’Orange Democratic Mouvement, il partito creato da Odinga dopo la rottura con Kibaki, appare maggioritario. E gli uomini del presidente sono stati falcidiati. Non eletto il vicepresidente Moody Awori, un anziano signore molto amato, così come una decina di ministri, e non secondari, di Kibaki. Neanche il Nobel per la Pace Wangari Mathai, che però era già stata scartata dai principali partiti e si presentava -senza speranze, malgrado il lustro- per partiti minori. Se questi risultati venissero confermati sarebbe una vera e propria rivoluzione. Mai fino ad oggi in Kenya un presidente uscente era stato sconfitto elettoralmente. La morte (Yomo Kenyatta), o le norme costituzionali (Daniel Arap Moi) avevano aperto la strada ad un successore, mai il voto. Ma si temono contraccolpi tribali: la sconfitta di Kibaki, se confermata, segnerebbe di fatto un ridimensionamento del potere dei Kikuyo, principale etnia del Kenya, finora detentrice dei poteri chiave del Paese. Un passaggio difficile, ma che si spera indolore.
Le notizie sulle operazioni di voto sono per ora contraddittorie. Si è votato ieri, pare in maniera sostanzialmente regolare, come attestano anche gli osservatori internazionali, ma le operazioni di voto hanno subito un netto rallentamento. In molti seggi, se non intere aree, sembra siano state riscontrate, o quantomeno denunciate, gravi irregolarità. Ci sono stati anche alcuni incidenti e la tensione in quelle zone rimane forte, mentre Nairobi appare quasi deserta: la gente è restata a casa, in attesa di eventi. Le irregolarità potrebbero quindi comportare un ritardo nella proclamazione dei risultati. Il vantaggio di Odinga resta chiaro, ma fonti vicine al presidente in carica Kibaki segnalano che non sono ancora terminati gli scrutini in aree storicamente legate all’attuale capo dello stato, cosa che potrebbe ridurre -se non azzerare- l’attuale sensibile gap a favore del leader dell’opposizione. Resta, però, che in Parlamento il vicepresidente Moody Awori ed una decina di importanti ministri non sono stati rieletti, lasciando il posto a persone legate ad Odinga. (Panorama,  28/12/07)

Torna ai titoli...


Voto: alta affluenza, in fila nelle baraccopoli (AGI, 27/12/07)

Una quindicina di seggi per quarantamila iscritti alle liste elettorali. E' la situazione nel distretto di Olympic Primary School di Kibera, nel cuore della baraccopoli piu' grande dell'Africa sub-sahariana, il seggio elettorale di Raila Odinga che oggi alle urne sfida il presidente uscente del Kenya, Mwai Kibaki. Questa mattina alle 06:00, quando si sono aperti i seggi, si era creata una fila lunga sei chilometri. Momenti di tensione si sono avuti soprattutto alle prime battute del processo: in alcuni seggi mancavano i registri elettorali e le operazioni sono iniziate con un paio d'ore di ritardo. Lo stesso Odinga non ha potuto votare all'ora annunciata, perche' il suo nome non figurava nella lista degli aventi diritto. Oggi e domani sono state dichiarate giornate non lavorative in tutto il Paese, proprio per consentire a tutti di votare nei seggi di origine, spesso villaggi lontani dai grandi centri. "Per noi e' una giornata molto importante", ha detto all'Agi un elettore in fila a uno dei seggi della baraccopoli, "perche' finalmente siamo noi a decidere. Il voto e' il nostro futuro". All'uscita dalle urne molti hanno mostrato entusiasti il mignolo della mano sinistra coperto d'inchiostro blu, a testimonianza del diritto di voto appena esercitato. (AGI,  27/12/07))

TTorna ai titoli...


Presidenziali, Kibaki e Odinga una partita aperta (Agi, 26/12/07)

In un clima di tensione e di incertezza domani 14 milioni di kenyoti saranno chiamati alle urne per scegliere il nuovo capo dello Stato. Il confronto in questa seconda consultazione democratica dall'uscita di scena di Daniel arap Moi, e' tra il presidente in carica, Mwai Kibaki, e il candidato dell'opposizione, Raila Odinga, gia' ministro dei Lavori pubblici. I sondaggi della vigilia danno una sostanziale parita', con un lieve vantaggio per Odinga e il suo partito, il Movimento democratico Orange (Odm); ma molti osservatori locali e internazionali sono convinti che Kibaki e il Partito dell'Unita' nazionale (Pnu) abbiano comunque i numeri per farcela: la partita si gioca su quel 10 per cento di preferenze, che dovrebbe andare al terzo incomodo, il candidato del Movimento democratico Orange-Kenya, Kalonzo Musyoka, ex ministro per l'Ambiente e le Risorse naturali ed ex ministro degli Esteri. Kibaki, 76 anni, succeduto a Daniel arap Moi, puo' vantare il merito di aver reso gratuita l'istruzione primaria, ma non e' riuscito a portare avanti altre riforme che tutti attendevano. Ha invece accentuato le divisioni etniche affidando a esponenti Kikuwo i posti chiave nell'amministrazione del Paese. Odiga, 62 anni, di etinia Luo, formatosi in Germania Est e figlio di un ministro, e' un politico navigato e ha basato la sua campagna elettorale sull'impegno a combattere la poverta' e la corruzione, due fronti su cui Kibaki non avrebbe fatto abbastanza. La campagna elettorale si e' conclusa in un clima incandescente: Odinga, sostenuto anche dalla minoranza islamica e dai giovani diseredati delle baraccopoli di Nairobi, ha accusato Kibaki di preparare brogli e questo potrebbe riaccendere la violenza durante lo spoglio delle schede. Secondo i dati forniti dalla polizia, negli scontri dei giorni scorsi vi sono stati 25 morti e 114 feriti; fonti locali parlano di 65 morti. Vi sono state anche denunce di intimitazioni nei villaggi(Agi, 26/12/07)

Torna ai titoli...


Grande tensione, uccisi almeno tre poliziotti (Ansa, 26/12/07)

Domani elezioni generali in Kenya, in un clima che si fa sempre piu' difficile e violento. Oggi sono stati uccisi 3 poliziotti. I tre sono stati picchiati a morte da una folla inferocita,le vittime potrebbero essere 8, numerosi i feriti.Si tratta dei piu' drammatici esiti del testa a testa per la presidenza della Repubblica: di fronte il presidente uscente Kibaki e Odinga leader all'opposizione. Il Paese e' spaccato, soprattutto in chiave tribale: i due appartengono a etnie diverse.(Ansa,  26/12/07)

Torna ai titoli...


Le giraffe africane rischiano l'estinzione (Reuters, 22/12/07)

Almeno sei diverse specie di giraffe, l'animale più alto del mondo, rischiano di estinguersi, secondo quanto scoperto da scienziati americani e kenyoti. "Alcune di queste giraffe sono solo poche centinaia e hanno bisogno di protezione immediata", ha spiegato il capo dello studio, il genetista David Brown, della Wildlife Conservation Society. La specie potenzialmente più minacciata include la giraffa reticolata in Kenya, Etiopia e Somalia. La sua popolazione era stimata intorno ai 27.000 esemplari fino agli anni 90, quando il bracconaggio e i conflitti l'hanno fatta scendere a 3.000. Nell'Africa occidentale e centrale, si pensa ci siano solo 160 giraffe nigeriane (Giraffa camelopardalis peralta). Ma tutte le giraffe -- che possono crescere fino a 5,8 metri -- sono minacciate, secondo quanto riferito da Brown in una nota. (Reuters,  22/12/07)

Torna ai titoli...


Sette giorni alle elezioni (Mwinda, 20/12/2007)

A una settimana dal voto del 27 dicembre per l'elezione del nuovo presidente della repubblica e il rinnovo della legislatura, il Kenya si interroga su quanto delle promesse fatte in campagna elettorale sarà realmente mantenuto. Con un articolo dal titolo "Sono seri i Tre big?", lo Standard apre oggi con l'interrogativo che probabilmente interessa tutti coloro che il 27 dicembre prossimo si recheranno alle urne in Kenya: i tre candidati presidenziali - Mwai Kibaki, il presidente uscente, Raila Odinga e Kalonzo Musyoka - manterranno le promesse fatte in campagna elettorale? Una domanda particolarmente sentita in Kenya, dove nel 2002 Mwai Kibaki ha vinto le elezioni grazie alla fiducia della popolazione per le promesse fatte, a partire da un nuovo impulso all'economia del paese per arrivare a una seria campagna di lotta alla corruzione. Gli anni della presidenza Kibaki, se effettivamente hanno riavviato la crescita economica del paese, non hanno però dato risposte a molte delle domande della popolazione. E il suo mandato presidenziale è stato segnato da una serie di scandali legati a vicende di corruzione. Finora la campagna elettorale è stata dura, segnata da scontri anche cruenti tra i sostenitori dei diversi candidati. Particolarmente colpite, secondo un'indagine di Al-Jazeera, sono state le candidate donne. Mentre sono state scoperte molte irregolarità nell'uso dei fondi elettorali. (Mwinda, 20/12/2007)

Torna ai titoli...


Elezioni: testa a testa fra presidente uscente e candidato opposizione (MZ, Misna, 19/12/2007)

Si prospetta come un serrato testa a testa tra il presidente uscente Mwai Kibaki e il principale avversario Raila Odinga, suo ex-ministro dei Lavori pubblici, l’esito del voto per le presidenziali che si terranno, insieme alle legislative e alle elezioni locali, il prossimo 27 dicembre in Kenya. Gli ultimi sondaggi diffusi in queste ore, infatti, segnalano Kibaki e Odinga in testa alle preferenze con circa il 40% delle intenzioni di voto. Se nell’indagine statistica realizzata dal gruppo ‘Steadman’ Odinga resta in vantaggio col 45% su Kibaki col 43% (un dato che evidenzia comunque il recupero di quest’ultimo), nel sondaggio della Gallup, le parti si sarebbero ribaltate e il presidente uscente in cerca di un secondo mandato sarebbe in testa di due punti percentuali sul principale candidato dell’opposizione. Entrambi i sondaggi concordano nel piazzare al terzo posto e a grande distanza, con poco più del 10% dei pareri, Kalonzo Musyoka, che come Odinga era stato ministro nel governo Kibaki, prima che si consumasse la rottura maturata durante il referendum costituzionale di due anni fa. “Per le strade di Nairobi si respira un forte sostegno a Odinga, che sembra essere il candidato più popolare, ma il responso delle urne potrebbe garantire la conferma di Kibaki, grazie al fatto che, tutto sommato, il suo governo ha ottenuto buoni risultati e che si è garantito il sostegno del partito Kanu, al potere in Kenya per dieci anni dal 1992 al 2002” dice alla MISNA un diplomatico occidentale che ha chiesto di restare anonimo. Per il momento sia gli esperti di sondaggi sia i commentatori politici keniani non sembrano sbilanciarsi sull’esito del voto della prossima settimana, confermando un’incertezza che verrà sciolta solo all’interno dei seggi. Anche il direttore del gruppo ‘Steadman’, che negli ultimi sette sondaggi ha sempre indicato Odinga come candidato favorito per le presidenziali, entrando nei dettagli dell’ultimo sondaggio ha precisato che lo scenario è incerto e confuso e che l’affluenza alle urne potrebbe ribaltare qualsiasi previsione. Spiegando nel dettaglio, un consulente del gruppo statistico ha precisato al Daily Nation, uno dei principali quotidiani del paese, che Odinga gode di un enorme seguito tra l’elettorato giovane e il 50% delle intenzioni di voto a suo favore proviene da persone con un’età compresa tra i 18 e i 36 anni, quello che in numero minore poi si reca alle urne, mentre Kibaki è il candidato dei keniani con oltre 40 anni. Ma il confronto politico più acceso è in corso soprattutto per le elezioni legislative e locali, con il ripetersi di episodi di violenze, che fortunatamente per il momento sono molto minori rispetto alle preoccupanti aspettative della vigilia. In uno di questi incidenti, avvenuto ieri in una provincia occidentale del Kenya, a margine di un comizio si sono scontrati sostenitori dell’opposizione e di uno schieramento filogovernativo. Le violenze hanno portato, secondo la stampa locale, alla morte di una persone e a una gigantesca rissa, con l’uso di armi bianche, per le strade della cittadina di Malava, conclusasi con numerosi feriti da armi da taglio e incendi a veicoli e strutture che hanno provocato gravi danni. Un appello a contrastare la violenza e a evitare discorsi che infiammino gli animi, incitando all’odio o strumentalizzando differenze comunitarie per fini politici, è stato nuovamente lanciato ieri dall’Arcivescovo di Nairobi, il cardinale John Njue. Il porporato ha poi sottolineato che la Chiesa non influenzerà gli elettori, mettendo fine ad alcune polemiche circolate nelle scorse settimane relative alla presa di posizione di alcune personalità ecclesiali, invitati a votare secondo coscienza. (MZ, Misna, 19/12/2007)

Torna ai titoli...


Scoperto il più grande cobra sputatore del mondo (Tutelafauna, 19/12/2007)

L'animale misura 2,6 metri di lunghezza e un suo morso contiene tanto veleno da uccidere 20 persone. La specie Large Brown Spitting Cobra (Naja Ashei) era stata per la prima volta trovata negli anni '60 da James Ashe, fondatore della Bio-Ken Snake Farm in Kenya con esemplari altrettanto enormi. Per dare un'idea delle proporzioni dell'animale è stato visto catturare e mangiare giovani conigli, serpenti Puff adder (Bitis arietans ) di oltre un metro e mezzo e addirittura un varano. Prede abituali per pitoni, non certo per i cobra! La scoperta ha un grosso valore scientifico : benché non si ritenga che la specie sia minacciata alcuni progetti di espansione umana nelle aree costiere potrebbe rappresentare una sostanziale minaccia nei prossimi anni. Un grosso serpente velenoso viene di solito immediatamente ucciso per la minaccia che costituisce, indipendentemente dalla specie e dallo stato di conservazione. Lo scalpore creato dalla notizia potrebbe consentire di veicolare messaggi circa la necessità di tutelare anche queste specie. Ulteriori ricerche sono ora necessarie per studiare il veleno di questo serpente e i suoi antidoti . La sua classificazione scientifica è recente ad opera di un ricercatore della University of Bangor in Galles che ha voluto dedicare la specie proprio al suo "scopritore", James Ashe, morto nel 2004. (Tutelafauna,19/12/2007)

Torna ai titoli...


Violenze pre-elettorali, almeno 70 morti (Apcom/Afp, Alice, 17/12/2007)

La Commissione nazionale keniana per i diritti umani (Knchr) ha annunciato che settanta persone sono rimaste uccise da luglio nelle violenze legate alle elezioni generali previste il 27 dicembre. "Almeno 70 vittime sono state accertate da luglio in violenze legate alle elezioni, nel corso di riunioni o scontri 'etnici'", ha indicato Knchr in un rapporto trasmesso alla stampa. La maggior parte delle violenze si è svolta nei distretti di Molo e Mont Elgon, nell'ovest del Paese, e ha causato lo sgombero di 2.000 famiglie, secondo Knchr. Un conflitto fondiario tra allevatori provoca regolarmente violenze mortali nella regione di Mont Elgon. "A causa di questi sgomberi oltre 20.000 elettori registrati nelle liste elettorali rischiano di essere privati del loro diritto di voto", ha avvertito la relazione, "Mentre la polizia è stata piuttosto reattiva in vari casi, la Knchr si è preoccupata della mancata prevenzione dei moti di violenze in particolare a Kuresoi (distretto di Molo) e (nel distretto) di Mont Elgon dove la polizia era in possesso di informazioni sulla preparazione di attacchi molti giorni prima che avvenissero". Il portavoce della polizia keniana, Eric Kiraithe, ha respinto le critiche. (Apcom/Afp, Alice,  17/12/2007)

Torna ai titoli...


Elezioni: il "no" dei vescovi alla violenza (CC, Misna, 16/12/2007)

Un appello al rispetto reciproco e alla calma è stato diffuso dalla Conferenza episcopale in vista delle elezioni presidenziali e parlamentari del 27 dicembre. “Ogni volta che c’è un’elezione, c’è violenza. La causa è politica. Non si dovrebbe incitare la gente alla violenza e la gente non dovrebbe accettare di essere usata” hanno detto monsignor Peter Kairu, vescovo di Nakuru (centro-ovest, nella Rift Valley) e monsignor Cornelius Schilder, vescovo di Ngong (a ovest della capitale, Nairobi), leggendo in conferenza stampa la lettera pastorale dei presuli keniani. “Non possiamo accettare che crimini commessi rimangano impuniti, anche sotto gli occhi della polizia, senza che nessuno sia arrestato” ha proseguito monsignor Kairu, che è anche presidente della Commissione episcopale Giustizia e Pace. Secondo informazioni riferite in conferenza stampa, si ritiene che una ventina di persone siano state uccise nelle ultime settimane solo nella zona Kuresoi, distretto di Molo, nella Rift Valley; circa 250 abitazioni sarebbero state incendiate e 16.0000 civili costretti alla fuga a causa di scontri intercomunitari politicamente strumentalizzati. Nella lettera pastorale, i capi della Chiesa cattolica hanno anche condannato le violenze avvenute nell’ultimo anno nella zona del Monte Elgon, nell’ovest, dove la violenza di gruppi armati, come la ‘Sabaot land defense force’ (Sldf), e la repressione della polizia hanno causato decine di migliaia di sfollati. (CC, Misna, 16/12/2007)

Torna ai titoli...


Ventisei arresti in raid della polizia a Nairobi e Mombasa (Peacereporter, 14/12/2007)

Oggi, nella capitale Nairobi e nel porto della città di Mombasa, almeno 26 persone sono state catturate in un raid anti-terrorismo della polizia. Lo fanno sapere gli agenti della sicurezza. Gli arresti sono avvenuti a due settimane dalle elezioni generali in Kenya. La maggior parte degli arrestati sono etiopi e somali, quasi tutti entrati clandestinamente in Kenya. Due di loro sono stati trovati con i bagagli carichi di esplosivo e pistole.(Peacereporter, 14/12/2007)

Torna ai titoli...


L'Africa fra risorse e conflitti (Emanuela Citterio, Vita, 10/12/07)

Cinquanta giornalisti italiani a scuola da esperti di diversi Paesi africani con un obiettivo: migliorare la qualita' dell'informazione su un continente enorme, complesso e in rapido cambiamento. Si' e' conclusa questo fine settimana a Nairobi la conferenza internazionale “Maledetti dalle ricchezze: risorse e conflitti in Africa”. Un'iniziativa di formazione diretta al mondo dei media organizzata da Africa Peace Point e da Koinonia, due organizzazioni non governative kenyane legate all'opera del comboniano padre Kizito Sesana, con il sostegno di testate giornalistiche tra cui la Rai, Vita, Misna, Nigrizia, e di organizzazioni come il Coordinamento degli enti locali per la pace, il Premio Ilaria Alpi, la Tavola della pace, l'Ordine dei giornalisti della Lombardia e quello dell'Emilia Romagna, il sindacato della Rai Usigrai. (…) Accanto alle esperienze vissute in prima persona poi ci sono le analisi, e il tentativo di leggere i conflitti passati e in corso da parte di intellettuali e studiosi africani. “Le risorse naturali non sono di per se' una causa di conflitto” ha affermato durante la conferenza di Nairobi Robert Mudida, docente in diplomazia e relazioni internazionali all'Universita' di Nairobi. “Ci sono Paesi ricchi di materie prime in Africa in cui non ci sono guerre, come il Botswana e Sudafrica. Per comprendere la natura dei conflitti in Africa e' necessaria una lettura a piu' livelli. La ricchezza di risorse e materie prime diventa una delle possibili cause scatenanti un conflitto soprattutto quando e' accompagnata dalla debolezza delle istituzioni. Certo la lotta per l'accaparramento delle risorse puo' aumentare le possibilita' di conflitto o prolungare la durata di una guerra. Ma sarebbe errato stabilire un nesso di causa-effetto automatico fra risorse e conflitti”. Il dottor Mudida parla, a proposito di Paesi oggi teatro di guerre e conflitti interni come il Sudan e la Repubblica democratica del Congo, di cause prossime, tra cui la lotta per l'accaparramento del petrolio e delle risorse minerarie, e cause remote, dovute ad anni di anomalia istituzionale o “violenza strutturale”. “In Africa alcuni Stati hanno cononsciuto anni e anni di violenza strutturale. C'e' violenza strutturale quando le persone, all'interno di una societa', non riescono a realizzare le proprie aspirazioni e i propri bisogni fondamentali. Anche se c'e' una situazione di pace apparente, una societa' puo' essere non-pacifica, e prima o poi la frustrazione si trasforma in pressione sociale che diventa insostenibile e infine esplode quando c'e' una causa scatenante. E' avvenuto cosi' fra Nord e Sud Sudan: per anni e anni le popolazioni nere del sud sono state marginalizzate e frustrate nelle proprie aspirazioni, considerate di seconda classe rispetto a quelle del nord. La lotta per il petrolio poi ha fatto da detonatore al conflitto. Lo stesso e' accaduto anche in Darfur e sta accadendo nella regione di Nyamey anche se nessuno ne parla”. Una lettura che ha fatto cogliere ai giornalisti italiani presenti a Nairobi quanto un'informazione superficiale e discontinua che raramente si avvale di voci dai Paesi interessati sia inadeguata a raccontare situazioni complesse come quella del Darfur. (…)(Emanuela Citterio, Vita, 10/12/07)

Torna ai titoli...


Scontri in vista delle elezioni (Mwinda, 06/12/07)

Mentre la data delle elezioni presidenziali e legislative keniane, fissata per il 27 dicembre, si avvicina, aumentano gli scontri pre-elettorali e il numero dei morti sale. Il portavoce della polizia keniana, Eric Kiraithe, ha detto ieri in una conferenza stampa che almeno 16 persone sono morte nella regione della Rift Valley nell'ultima settimana, che ha visto il clima pre-elettorale diventare incandescente, con un'escalation della violenza. Gli appuntamenti elettorali keniani sono stati spesso segnati da violenze a base etnica e politica. Un mese fa la polizia aveva trovato varie armi, tra cui dei machete, in un'auto governativa usata da un sottosegretario. E la violenza, come racconta oggi il quotidiano keniano The Standard, ha avuto la meglio anche in occasione di un intervento pre-elettorale del presidente Kibaki in persona. Secondo gli analisti, l'appartenenza etnica influenzerà le scelte di voto degli elettori, tanto più che Kibaki, che si presenta per un secondo mandato presidenziale, sta cercando di ottenere il sostegno della provincia Centrale, abitata in larga maggioranza da Kikuyu, popolazione a cui egli stesso appartiene. (Mwinda,  06/12/07)

Torna ai titoli...


Per un'informazione corretta sul continente africano (R. Kizito Sesana, Articolo21, 04/12/2007)

Negli ultimi dieci anni le guerre tra gruppi locali per il controllo delle risorse, complicate ed esacerbate da interessi esterni, hanno toccato, direttamente o indirettamente, le vite di piu’ della meta’ delle popolazioni africane. Tuttavia, le spiegazioni date dai media europei di questi conflitti spesso sono parziali, se non addirittura fuorvianti. (…) A Nairobi, in Kenya, dal 6 all’8 dicembre, la “Conferenza internazionale sulle risorse e i conflitti in Africa” cerca di rispondere all’esigenza di un’informazione approfondita e corretta sul continente africano. Per la prima volta saranno esperti africani a spiegare a una settantina di giornalisti italiani le ragioni profonde dei conflitti in Africa. Si tratta di accademici, giornalisti, esperti di comunicazione africani che hanno giocato ruoli di primo livello nei processi di pacificazione e nella comprensione dei conflitti che hanno interessato il loro continente negli ultimi decenni. Come il professor Ernest Wamba-dia-Wamba, uno dei autorevoli accademici e teorici africani, coinvolto nella lunga ricerca di pace e stabilita’ nella Repubblica democratica del Congo. O come Lazarus Sumbeiywo, uno dei principali mediatori dell’iniziativa di dialogo fra le fazioni sudanesi a Naivasha, culminato nell’accordo di pace tuttora in vigore in Sudan. Ma ci sara’ anche chi sta vivendo in prima persona i tentativi per affrontare la crisi in Somalia, che ha generato negli ultimi mesi quasi un milione di sfollati e il conflitto che interessa il delta del Niger. - L’obiettivo e’ stimolare i giornalisti di tutto il mondo a rifuggire gli stereotipi sull’Africa, e a descrivere quello che succede in questo continente in modo sempre piu’ corretto. A organizzare la conferenza, presso la Shalom House di Nairobi, sono Koinonia e Africa Peace Point, due organizzazioni non profit keniane che lavorano nell’ambito dello sviluppo, dei diritti umani e della mediazione nei conflitti. I responsabili di queste due organizzazioni hanno scelto il tema dei conflitti e delle risorse - o piuttosto delle guerre che nascono dalla lotta per l’accaparramento delle risorse - perche’ sono convinti che questo sia uno dei temi fondamentali e allo stesso tempo uno di quelli che non e’ spiegato sufficientemente bene all’opinione pubblica al di fuori dell’Africa. (…) Nei tre giorni della conferenza i relatori condivideranno tutto il loro tempo con gli ospiti, nell’ottica di un confronto che intende andare oltre la mera lezione accademica. Nella certezza radicate nella cultura africana che l’informazione per diventare comprensione dell’attualita’ e delle sue cause profonde debba passare attraverso l’incontro e la relazione umana. (R. Kizito Sesana, Articolo21, 04/12/2007)

Torna ai titoli...


8. 000 membri setta sterminati da 2002, 4. 070 dispersi (Agi/Afp, 26/11/2007)

A partire dal 2002 il Kenya e' stato teatro di una carneficina che ha visto la tortura e la morte di 8.040 membri della setta religiosa 'Mungiki', formazione dichiarata fuori legge da Nairobi, di cui altri 4.070 aderenti sono scomparsi del tutto. Lo ha denunciato la fondazione 'Oscar' formata da un gruppi di avvocati che ha diffuso oggi un rapporto che copre il periodo dall'agosto del 2002 allo stesso mese del 2007. La fondazione ha puntato il dito contro "funzionari dello Stato". (Agi/Afp, 26/11/2007)

Torna ai titoli...


Preoccupazione dell'Unhcr per un gruppo di somali detenuti all'aeroporto di Nairobi(Aise, 23/11/2007)

Circa 26 somali sono detenuti all'aeroporto Jomo Kenyatta di Nairobi. Queste persone facevano parte di un gruppo di almeno 49 somali, in maggioranza donne e bambini, che, stando alla fonti, avrebbero viaggiato da Mogadiscio a Nairobi per poi volare a Kampala in Uganda, da dove sarebbero stati rispediti in Kenya. Questa la notizia diffusa dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati che esprime molta preoccupazione riguardo al fatto che il gruppo possa essere rimpatriato nella zona di Mogadiscio, dove le violenze quotidiane ed i combattimenti metterebbero in grave pericolo le loro vite. L'UNHCR chiede quindi al Governo keniota di permettere agli operatori dell'Agenzia di incontrare i somali detenuti all'aeroporto in modo da poter valutare i loro bisogni in termini di protezione internazionale e da impedire che vengano eventualmente rimpatriati a Mogadiscio. Il gruppo ha fatto ritorno in Kenya martedì 13 novembre ed è stato trattenuto all'interno dell'aeroporto. Ventitré di essi sono stati poi rimpatriati il 20 novembre senza che fosse data loro la possibilità di fare domanda d'asilo come previsto dal diritto internazionale e dalla legislazione keniota. L'Atto sui Rifugiati in Kenya, infatti, impone al governo di non mettere in atto rimpatri forzosi in luoghi dove la vita dei rimpatriati potrebbe essere in pericolo. La legge riconosce anche il diritto a presentare domanda d'asilo. A partire da lunedì 19 novembre l'UNHCR ha ripetutamente richiesto di poter incontrare il gruppo iniziale di 49 persone, parlando con i funzionari aeroportuali ed inoltrando lettere ed una nota verbale al Dipartimento per l'Immigrazione, al Ministero per l'Immigrazione e la Registrazione delle Persone ed al Ministero degli Affari esteri. Ad oggi, tuttavia, l'UNHCR non ha potuto incontrare nemmeno i somali rimasti. L'Agenzia ha ricevuto informazioni credibili riguardo al fatto che tutti i somali abbiano espresso il timore di subire persecuzioni se dovessero essere rimpatriati.(Aise, 23/11/2007)

Torna ai titoli...


“Vogliamo proseguire la nostra missione con lo stesso entusiasmo dei primi missionari” (LM, Fides, 22/11/2007)

(…) Il 27 dicembre in Kenya si terranno le elezioni presidenziali e la Chiesa cattolica è impegnata ad offrire gli strumenti per discernere come comportarsi in questo importante appuntamento per la vita del Paese. Il Cardinale Njue ricorda che “come Conferenza Episcopale abbiamo scritto alcune Lettere pastorali in preparazione alle elezioni, invitando la gente a fare scelte informate: abbiamo indicato le qualità che devono avere i leader della nazione perché possano rispondere ai bisogni della popolazione. Abbiamo posto particolare attenzione ai giovani perché non si lascino corrompere con promesse facili o con i soldi. Continuiamo inoltre ad insistere sull'unità del Paese: il Kenya deve rimanere una nazione unita che non si lascia tentare da divisioni tribali. Abbiamo infine lanciato un appello contro la violenza, perché con la violenza non vi possono essere libere elezioni. Speriamo che i progressi fatti negli ultimi anni siano raccolti dai nuovi leader in modo da continuare su questa strada”. Uno dei problemi sociali che deve affrontare il Kenya è la violenza, in particolare gli omicidi commessi da banditi di strada. Negli ultimi anni anche dei sacerdoti sono stati vittime di questi episodi. Il Cardinale Njue afferma però che “gli omicidi di alcuni sacerdoti come p. John Anthony Kaiser, missionario americano della società di S. Giuseppe di Mill Hill, ucciso nel 2000, non sono semplici omicidi comuni. Forse alcuni politici quando vedono queste persone o la Chiesa prendere posizioni contrarie ai loro interessi, ricorrono all'assassinio. Ma questo non ci spaventa e la Chiesa continua la sua missione con l'entusiasmo dei primi missionari”. Il Kenya è diventato anche un importate snodo del narcotraffico nell'Africa orientale. Secondo il Cardinale Njue questo avviene perché “le organizzazioni criminali, dell'est come dell'ovest, vedono nella povertà della popolazione di alcune zone un'opportunità per trovare persone disponibili a diventare trafficanti. Anche la posizione geografica del Kenya ne fa un importante punto di passaggio per i traffici di droga tra est ed ovest. Il governo del Kenya sta cercando attivamente di fermare questo crimine. Come Chiesa cerchiamo di aiutare i nostri giovani che a causa della mancanza di lavoro, vengono reclutati dalle organizzazioni criminali”. (LM, Fides, 22/11/2007)

Torna ai titoli...


Papa contro secolarismo-relativismo; serve vero dialogo fra fedi (Apcom/Alice, 19/11/2007)

Il Papa invita il popolo africano a un "dialogo inter-religioso ed ecumenico" perchè "l'unità tangibile tra i leader spirituali può essere un potente antidoto contro le divisioni all'interno della vasta famiglia del popolo di Dio". E' questo l'appello che Benedetto XVI ha lanciato oggi ai vescovi del Kenya, ricevuti questa mattina in Vaticano al termine della loro visita ad limina. "Ogni vescovo - ha scandito - ha una particolare responsabilità nel costruire l'unità del gregge". Ratzinger ha dunque invitato la Chiesa in Kenya a formare le coscienze delle giovani generazioni sui valori fondamentali come "il dialogo pacifico e rispettoso tra membri di gruppi sociali e religiosi diversi. In un tempo dove la mentalità secolarista e relativista è in crescita - ha ammonito - è essenziale continuare nella promozione dell'identità cristiana nelle scuole, nelle università e nei seminari". "In Africa - ha poi affermato Benedetto XVI - il colore e la forza con cui la fede viene manifestata attraverso i sentimenti religiosi, ha aggiunto una nuova dimensione alla ricca cultura cristiana in tutto il mondo". Il Papa ha dunque ricordato il "forte attaccamento del popolo africano ai valori tradizionali associati alla famiglia" e ha esortato i vescovi a diffondere i principi di "tolleranza, rispetto e amore tra fratelli e sorelle e tra tutte le persone". fedi (Apcom/Alice, 19/11/2007)

Torna ai titoli...


Da un fossile la scoperta di una specie ancora sconosciuta sulla terra (Il Messaggero, 13/11/2007)

Milioni di anni fa molto probabilmente la terra ospitava una specie ancora da noi sconosciuta. L'ipotesi è stata fatta dagli scienziati in base al ritrovamento in Kenya di un fossile, risalente a dieci milioni di anni fa, che potrebbe appartenere a un essere vivente molto simile all'ultimo antenato comune dei gorilla, degli scimpanzè e degli umani. La ricerca, condotta da un gruppo di paleontologi giapponesi e francesi, è apparsa sugli Annali dell'Accademia nazionale americana delle scienze (Pnas). La scoperta del reperto, ritrovato nella regione kenyana di Nakali, fa supporre che l'ultimo antenato delle scimmie africane e degli umani si sarebbe evoluto in Africa e non si sarebbe mai spostato, contrariamente a quanto si era creduto finora. Inoltre, questo frammento di mascella e undici denti lascia pensare che sia appartenuto a un esemplare di animale delle dimensioni comprese tra una femmina di gorilla e una di Orang Utan. La nuova specie, battezzata Nakalipithecus nakayamai, assomiglia all'Uranopithecus macedoniensis, del quale sono stati ritrovati i resti in Grecia. (Il Messaggero, 13/11/2007)

Torna ai titoli...


Vescovi contrari all’introduzione di un sistema federale (RadioVaticana/Apic-Zengarini, 07/11/2007)

L’instaurazione di uno stato federale in Kenya servirebbe solo a “dividere i keniani su basi etniche”. Lo ha dichiarato il presidente della Conferenza episcopale e futuro cardinale John Njue, arcivescovo di Nairobi, esprimendo la netta opposizione dei vescovi al progetto federalista del principale partito di opposizione, il Movimento del Partito Orange (ODM) di Raila Odinga. Il dibattito sul federalismo (“majimbo” in lingua locale) è uno dei principali temi al centro dell’attuale campagna elettorale per le elezioni generali del prossimo 27 dicembre. Secondo i suoi fautori esso permetterebbe “una distribuzione più equa delle risorse nazionali e il decentramento del potere politico”. Al contrario, per i suoi oppositori, tra cui il Presidente uscente Mwai Kibaki, esso darebbe un colpo di grazia all’unità del Paese, già attraversato da forti tensioni etniche. Tesi questa pienamente condivisa dall’episcopato intervenuto più volte in questi mesi per invitare i keniani all’unità. La posizione dei vescovi è stata criticata dal leader dell’ODM, che ha ricordato come la Chiesa avesse espresso posizioni diverse durante il dibattito sulla riforma costituzionale nel 2005. Secondo un sondaggio di opinione solo il 38 per cento dei cittadini kenioti sarebbe favorevole all’introduzione di un sistema federale in Kenya. federale (RadioVaticana/Apic-Zengarini, 07/11/2007)

Torna ai titoli...


Al via a Nairobi i lavori del “Global christian forum” (CDL, RadioVaticana, 07/11/2007)

Si è aperta ieri a Nairobi la sesta sessione del “Global christian forum”, l’incontro ecumenico a carattere internazionale che riunisce rappresentanti di quasi tutte le confessioni cristiane. Un evento promosso dal Consiglio ecumenico delle Chiese – riporta l’Osservatore Romano - allo scopo di “instaurare contatti tra le Chiese storiche, le cosiddette “mainline Churches”, e gli organismi pentecostali ed evangelicali in continua crescita”. All’incontro partecipano oltre 200 delegati; in rappresentanza della Chiesa cattolica sono presenti mons. Brian Farrel, segreterario del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, e mons. John Radano, capo ufficio della sezione occidentale del dicastero. Li accompagnano circa venti delegati tra cui mons. Theodore Adrien Sarr, neo-cardinale ed arcivescovo di Dakar, e presuli, sacerdoti e laici provenienti dai continenti. “Affinché le Chiese locali possano affrontare in modo efficace ed ecumenicamente corretto le sfide poste dalle nuove comunità” – si legge ancora sul quotidiano della Santa Sede - il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani promuove seminari dedicati ai vescovi, ai docenti di teologia e ai fedeli impegnati nell’ecumenismo. (CDL, RadioVaticana, 07/11/2007)

Torna ai titoli...


'Kids Alive Kenya' sotto inchiesta (la Repubblica, 06/11/2007)

Dopo il caso dei cooperanti francesi dell'Arca di Zoe, che rischiano di essere incriminati in Ciad per sequestro e traffico di 103 bambini, in Kenya e' stata aperta un'inchiesta sulle presunte attivita' illecite di un'altra Ong, la statunitense 'Kids Alive Kenya'. Il tribunale di Nairobi sospetta una truffa perche', dopo aver promosso la raccolta di fondi con foto esasperatamente drammatiche e documenti falsi, l'organizzazione da un anno e mezzo non invia piu' soldi alle case di accoglienza che gestisce. (la Repubblica,06/11/2007)

Torna ai titoli...


06Mungiki, polizia accusata di 500 omicidi-esecuzioni (Peacereporter, 06/11/2007)

La polizia kenyana è accusata di aver ucciso - con quelle che sono state paragonate a esecuzioni - quasi 500 persone a Nairobi e dintorni negli ultimi cinque mesi, nell'ambito del giro di vite contro la setta dei Mungiki. L'accusa viene dalla Commissione nazionale per i diritti umani (Knchr), che ha indagato sulla scomparsa di centinaia di persone della setta che controlla molte baraccopoli della capitale. Un portavoce della polizia ha definito "irresponsabili" le accuse. La polizia kenyana ha affrontato di petto i Mungiki lo scorso giugno, dopo una serie di omicidi violenti di cui è stata accusata la setta. Dopo le lamentele di molte famiglie, che avevano denunciato la scomparsa di centinaia di persone, alcuni osservatori denunciarono l'uccisione di diversi innocenti nelle retate della polizia. Secondo il dossier della Commissione, quasi tutti i cadaveri arrivati all'obitorio di Nairobi avevano un foro di proiettile dietro la testa, "i classici segni di un'esecuzione". (Peacereporter, 06/11/2007)

Torna ai titoli...


Si voterà il 27 dicembre(Peacereporter, 26/10/2007)

I keniani voteranno il 27 dicembre per decidere chi guiderà il paese con l'economia maggiormente sviluppata dell'est Africa, ha riferito oggi la Commissione elettorale. Il presidente uscente Mwai Kibaki cercherà di ottenere un secondo mandato di cinque anni, ma gli ultimi sondaggi lo danno in svantaggio sul suo rivale dell'opposizione, ed ex alleato, Raila Odinga. Il voto era da tempo previsto per dicembre, ma la data precisa non era stata ancora riferita.(Peacereporter,  26/10/2007)

Torna ai titoli...


Musulmani keniani accusano governo di mentire su presunte deportazioni (AdL, Misna, 24/10/2007)

Il ministro degli Interni John Minchuki è stato accusato dal Forum per i diritti umani dei musulmani, una delle principali organizzazioni islamiche in Kenya, di aver mentito sulla presunta espulsione di cittadini keniani. Partecipando a una riunione nella moschea ‘Jamia’ di Nairobi, il Forum ha sostenuto che il governo ha arrestato e deportato illegalmente, senza alcuna accusa formale, oltre 150 persone sospettate di collegamenti con le Corti Islamiche, il movimento politico al potere in Somalia dal giugno al dicembre 2006. Il ministro aveva già smentito un articolo apparso sulla stampa locale invitando i giornalisti a “fornire le prove delle loro accuse”. I parenti delle persone scomparse dall’inizio dell’anno lungo la frontiera con la Somalia hanno depositato denunce presso la Commissione keniana sui diritti umani (Knhcr), impegnata a redigere un rapporto sulle presunte sparizioni. Secondo le poche informazioni raccolte dalle associazioni, tra le 50 e le 150 persone sarebbero trattenute illegalmente in centri di detenzione della polizia di Nairobi. In un incontro con delegazioni italiane al ”World Social Forum” di Nairobi di gennaio, anche l’inviato speciale del governo italiano per la Somalia Mario Raffaelli aveva, a quanto pare, formulato accuse analoghe. La commissione keniana (Knhcr) ha deciso di ricorrere per vie legali e presentare un ricorso in tribunale, non avendo ricevuto risposta a ripetute richieste avanzate nei mesi scorsi per ottenere chiarimenti su arresti e sparizioni. (AdL, Misna,  24/10/2007)

Torna ai titoli...


Sciolto il Parlamento. A fine anno nuove elezioni, i candidati sono Kibaki e Odinga (Ansa, 22/10/2007)

Il presidente del Kenya scioglie il Parlamento, il 9/o dall'indipendenza: a fine anno le prossime elezioni presidenziali e politiche. Esattamente a cinque anni dalla precedenti, come vuole la Costituzione, ma si trattera' di elezioni molto difficili. Per la prima volta nella storia del Paese non e' scontato chi sara' il vincitore, il che rischia di creare una deriva di violenze grave: sia prima che soprattutto dopo il voto. Di fronte l'attuale presidente Mwai Kibaki e Raila Odinga. (Ansa, 22/10/2007)

Torna ai titoli...


Discarica di Dandora: ministero italiano dispone “inchiesta amministrativa”(CO, Misna, 12/10/2007)

Un’inchiesta “amministrativa interna” del ministero dell’Ambiente italiano è in corso sulla realizzazione di uno studio di fattibilità per la bonifica e il trasferimento della discarica di Dandora, a Nairobi; un portavoce del ministero dell’Ambiente italiano lo ha confermato oggi in una conferenza-stampa organizzata a Roma da alcuni missionari comboniani, tra i quali padre Alex Zanotelli che ha reso famosa la baraccopoli di Korogocho, vicina a Dandora. Il portavoce del ministero ha ricostruito i fatti a partire dal novembre 2006, mese della firma di una convenzione tra il ministro dell’ambiente italiano e quello keniano per la bonifica di Dandora, fino al 1° ottobre scorso, data in cui lo studio tecnico per Dandora è stato affidato all’agenzia del ministero Apat, sotto totale controllo pubblico. In attesa dei risultati degli accertamenti disposti dal ministero, il sito online del mensile comboniano “Nigrizia” così presenta il caso: “C’è una società: Eurafrica management and consulting. Sede legale a Napoli, operativa a Roma, con filiale a Nairobi. Capitale sociale, 10.000 euro. C’è la più grande discarica di Nairobi: Dandora, un inferno di rifiuti che “avvelena” circa 700.000 persone, quelle che vivono nei dintorni, compreso lo slum di Korogocho. C’è uno studio di fattibilità che ha come oggetto la bonifica e lo spostamento della discarica: costo 721 mila euro […] Ci sono attori che ruotano sull’asse Roma-Nairobi, avvolti nella nebbia di tanti punti interrogativi, ma attratti dal business milionario della gestione dei rifiuti.” Il mensile traccia quindi un complesso quadro di rapporti tra fatti e persone che, a partire dal costo dello studio di fattibilità - definito “un’enormità” - giunge fino a citare, con nomi e particolari, eventuali connessioni affaristiche quanto meno discutibili. Nella sua ricostruzione, il portavoce del ministero ha sottolineato il contributo dei missionari nel verificare le “anomalie” della complessa vicenda. Inoltre, scrive ‘Nigrizia’, “padre Zanotelli e padre Moschetti ( ndr, oggi a Korogocho) chiedono con forza che la magistratura apra un fascicolo. Che ci metta il naso in questa storia, che puzza troppo di già visto. Un già visto sulla pelle degli ultimi.” Secondo fonti ministeriali italiane, continuerà comunque la cooperazione tra governi italiano e keniano per la bonifica di Dandora e lo spostamento della discarica che una recente ricerca internazionale ha trovato più che velenosa. (CO, Misna,  12/10/2007)

Torna ai titoli...


Strage di gnu (La Nuova Ecologia, 11/10/2007)

Circa 15mila esemplari sono affogati nel fiume Mara durante la migrazione annuale. Il livello del corso d'acqua era troppo alto per l'abbattimento degli alberi. Un numero eccezionale di gnu, stimato in circa 15mila, sono affogati nel fiume Mara durante la loro migrazione annuale tra la Tanzania e il Kenia, tra lo sconcerto dei turisti e degli ambientalisti. La morte di massa di queste antilopi dalle grandi dimensioni è il primo evento di questo tipo a memoria d'uomo – secondo gli esperti – e viene al culmine della stagione turistica del rinomato Maasai Mara Game Reserve, parco che attira oltre 300mila visitatori ogni anno da ogni parte del mondo. Le carcasse degli animali, accumulate da una settimana e che né gli avvoltoi né i coccodrilli sono riusciti a smaltire, appestano l'aria. I turisti si proteggono naso e bocca con i fazzoletti quando si avvicinano al fiume per scattare fotografie. «È stata una piena eccezionale che li ha trascinati via facendoli affogare» dice una responsabile del parco Sarisa Nkadaru, aggiungendo che la maggior parte degli animali è morta quando è stata calpestata dagli altri membri del branco.Gli ambientalisti incolpano la distruzione della vicina foresta di Mau per i cambiamenti dei cicli climatici che hanno portato all'inconsueta altezza dell'acqua nel fiume e hanno rivolto un appello al governo perché interrompa subito i prelievi di legname. (La Nuova Ecologia, 11/10/2007)

Torna ai titoli...


I veleni di dandora: il punto di vista di un missionario (GB, Misna, 05/10/2007)

“L’inquinamento riguarda soprattutto i bambini, che sono i più deboli; è necessario spostare la discarica, allestendone una con criteri moderni”: lo dice alla MISNA padre Daniele Moschetti, missionario presso la parrocchia di St. John a Kariobangi, commentando i risultati di un’indagine medica Unep (United Nations Environment Programme organismo Onu per l’ambiente) secondo la quale quasi la metà delle analisi del sangue di 328 bambini e ragazzi di Dandora di età tra i 2 e i 18 anni hanno documentato la presenza di metalli pesanti - in particolare piombo, mercurio e cadmio – in quantità più che velenose. Come dato esemplare, il rapporto mette di fronte i valori medi di analoghe analisi in Olanda e quelli riscontrati a Dandora: 13.500 parti per milione (ppm) di piombo, a confronto con 150 ppm, e 1058 ppm di cadmio a confronto con 5 ppm. Per quanto espressa in termini tecnici, la differenza è palesemente vertiginosa e documenta al di là di ogni dubbio il tasso di tossicità. Dandora, che si estende a est della città, su circa 15 ettari e riceve 2000 tonnellate di immondizia al giorno, è la più grande discarica di Nairobi; al suolo, i livelli di inquinamento da metalli pesanti sono otto volte superiori alla misura ritenuta accettabile: 400 ppm invece di 50. E come se non bastasse, Dandora - non lontana da aree più note come Korogocho - inquina anche il fiume Nairobi le cui acque sono essenziali per i residenti e i contadini della zona; l’infermeria di una scuola vicina in tre anni ha trattato 27.000 persone per problemi respiratori. “Purtroppo la discarica resterà ancora aperta per i prossimi due o tre anni anche se comunità locale e organismi internazionali stanno già collaborando per ricollocarla e individuare alternative di lavoro per coloro che in questo momento vivono dei ‘prodotti’ della discarica”. Molti e di ogni età sono infatti coloro che sopravvivono recuperando quotidianamente nell’immondizia tutto il recuperabile, respirando in tal modo ogni giorno veleni e sostanze tossiche di ogni genere. “Quando si ha fame - conclude padre Moschetti - poco importa se i fumi dei fuochi accessi su queste vere e proprie colline di immondizia sono tossici e bruciano i polmoni. Qui la gente soffre di svariati mali, anche gravi, ma la preoccupazione quotidiana è tentare di sopravvivere…anche ai veleni”. (GB, Misna,  05/10/2007)

Torna ai titoli...


Giacimenti di carbone locale pongono le basi dell’industria cementifera (LM, Fides, 28/09/07)

Il Kenya nutre buone speranze di diventare un produttore di carbone dopo che le prospezioni in due distretti della Provincia Orientale hanno ottenuto risultati incoraggianti. Il Kenya attualmente importa il carbone dal Sudafrica e la scoperta di giacimenti locali avrebbe un impatto positivo per l’economia locale, non solo nel settore energetico ma soprattutto per la produzione di cemento. I giacimenti di carbone infatti sono vicini a depositi di calcare, che è la materia base per il clinker, a sua volta alla base del cemento. Per ottenere il clinker occorrono grandi quantità di combustile. Quindi si può creare un’industria cementifera locale a partire dai materiali disponibili sul posto. Due cementifici locali stanno costruendo degli impianti nel bacini di Mui dove sono stati trovati dei consistenti depositi di calcare. Secondo gli esperti locali, in questo modo il prezzo del cemento locale potrà ridursi di un terzo permettendo di soddisfare la domanda locale e anche quella del confinante sud Sudan, dove, con la fine della guerra civile, è in atto un boom edilizio. Secondo i rappresenti delle aziende locali, gli alti costi del carbone importato rappresentano più della metà del prezzo del cemento prodotto in Kenya. La crescita della domanda di cemento ha comportato un aumento dei profitti delle industrie cementifere locali. Nell’area vi sono inoltre giacimenti di gesso e pozzolana, due importati additivi usati nella fabbricazione di cemento. (…) Il carbone, oltre che per la produzione di cemento, potrà essere utilizzato come fonte di energia, a patto di utilizzare le nuove tecnologie per ridurre l’inquinamento. In questo modo il Kenya potrà alleviare la propria bilancia commerciale e utilizzare la valuta pregiata attualmente impegnata per acquistare carbone e petrolio all’estero per altri scopi. Gli esperti locali sperano così di avviare entro il 2020 la piena industrializzazione del Paese.(LM, Fides, 28/09/07)

Torna ai titoli...


Kenya - Polizia uccide dodici presunti criminali (Peacereporter, 27/09/07)

Negli scontri a fuoco di questi giorni la polizia del Kenya ha ucciso dodici presunti criminali nella capitale Nairobi. Tre degli uomini uccisi sarebbero membri di una setta, i Mungiki, che è stata accusata di molti omicidi commessi negli ultimi mesi. "I malviventi farebbero meglio a ritirarsi perché hanno i giorni contati. Non rallenteremo la nostra guerra al crimine", così ha affermato il capo della polizia di Nairobi. La setta dei Mungiki, un gruppo criminale semi-religioso, ha terrorizzato diverse zone di Nairobi e del centro del Kenya. I seguaci dei Mungiki sono accusati di aver ucciso più di 40 persone, tra cui alcune sono state decapitate. (Peacereporter,  27/09/07)

Torna ai titoli...


I Vescovi: “No alla violenza. Non corrompete i giovani per seminare caos durante la campagna elettorale”(LM, Fides,26/09/07)

“La violenza come forma di mobilitazione è inaccettabile per la stabilità e la prosperità del nostro Paese”. Così Mons. JohnNuje, Presidente della Conferenza Episcopale del Kenya, ha denunciato il clima di violenza che contraddistingue la campagna elettorale per le elezioni presidenziali di dicembre, secondo quanto riporta l’Agenzia CISA di Nairobi. “Facciamo appello a tutte le parti politiche e ai leader di partito di esercitare la massima moderazione durante il delicatissimo periodo di compagna elettorale” ha detto Mons.Nuje. L’ultimo episodio di violenza risale al 22 settembre quando tre politici dell’opposizione sono stati feriti con pietre e frecce per essersi presentati senza invito a una raccolta di fondi organizzata dai sostenitori del Presidente in una zona rurale del distretto occidentale di Kisii. I 3 sono sostenitori di Raila Odinga, il principale sfidante del Presidente in carica Mwai Kibaki, che si presenta alle elezioni per ottenere un secondo mandato. Il 21 settembre a Nairobi i leader religiosi del Kenya hanno lanciato un’iniziativa nazionale di pacificazione del Paese con una cerimonia alla quale ha partecipato il Capo dello Stato. “È un vero peccato che quando accadono casi di violenza, sono ancora i giovani ad essere usati dai politici come strumenti per questi compiti sporchi e rischiosi” ha sottolineato il Presidente della Conferenza Episcopale del Kenya. “Questo è inaccettabile e deve essere condannato da tutti”. (…) Anche il Presidente della Commissione “Giustizia e Pace”, Mons. Peter Kairo, ha invitato a seguire la non violenza durante la campagna elettorale: “Nel momento in cui entriamo nel periodo elettorale, invitiamo alla calma, alla tolleranza e al rispetto della legge. Che gli attori politici pongano la pace di fronte ai propri interessi personali”. Le elezioni presidenziali di dicembre vedono il Presidente uscente Kibaki sfidare Raila Odinga, un suo ex alleato, divenuto il capo dell’opposizione. Odinga, considerato un leader carismatico a guida dell’Orange Democratic Movement (ODM), gode del supporto della sua tribù di origine, Luo, nella parte occidentale del Kenya. Il Presidente Kibaki si presenta alle elezioni come candidato di una nuova alleanza politica, il Party of National Unity. Kibaki, che è stato eletto nel 2002 alla testa dell’Alleanza Arcobaleno, non disponeva infatti di un suo partito dopo che questo cartello elettorale è stato sciolto l’anno scorso. La campagna di Kibaki è incentrata sul proseguimento della sua politica: educazione primaria gratuita, sanità e potenziamento delle infrastrutture stradali.(LM, Fides, 26/09/07)

Torna ai titoli...


Esplosione in acciaieria, 5 morti (Swissinfo, 25/09/07)

Almeno cinque persone sono morte e parecchie sono rimaste ferite, di cui nove in modo grave, per un'esplosione in un'acciaieria della città industriale keniana di Athi River (a sudest di Nairobi). Lo ha annunciato la polizia locale. L'incidente è avvenuto alle 21:30 di ieri ora locale (le 20:30 in Svizzera), in una fabbrica dell'industria Devic Steel Mills a 40 chilometri dalla capitale. "L'esplosione si è prodotta in un altoforno mentre gli operai stavano caricando pezzi di metallo. Cinque sono morti sul colpo", ha detto il commissario di polizia John Litunda.Nove operai in gravi condizioni sono ricoverati nel reparto terapia intensiva dell'ospedale Kenyatta National, mentre due feriti più lievi sono curati a Athi River, Pompieri e soldati - ha aggiunto Litunda - lottano per spegnere l'incendio che si è diffuso a tutto lo stabilimento, gravemente danneggiato dall'esplosione. (Swissinfo, 25/09/07)

Torna ai titoli...


Esplosione in un laminatoio, almeno 6 morti (Agi/afp, 25/09/07)

Almeno sei morti, tre dispersi e un numero imprecisato di feriti sono il bilancio di un'esplosione avvenuta in un laminatoio di un centro industriale situato una quarantina di chilometri a sudest di nairobi. Lo hanno riferito fonti ufficiali della capitale kenyana. L'incidente e' avvenuto ieri sera nel devic steel mill limited di athi river. L'esplosione ha innescato un incendio che si e' propagato rapidamente in tutta la fabbrica. Un dirigente del laminatoio non ha escluso che la defragazione sia stata causata da proiettili finiti per errore tra il metallo di riciclo immesso nel forno di fusione. Si parla di danni intorno ai 3 milioni di euro. (Agi/afp, 25/09/07)

Torna ai titoli...


I vescovi chiedono al presidente di non fermare la lotta alla corruzione (VF,RadioVaticana, 21/09/07)

La Chiesa cattolica del Kenya ha rivolto un appello al presidente del Paese africano, Mwai Kibaki, perchè non firmi una legge, approvata dai membri del parlamento locale, che cerca di ridurre il potere della Commissione anti-corruzione nazionale (KACC). La dichiarazione dei vescovi, firmata dal presidente della commissione cattolica Giustizia e Pace, il vescovo di Nakuru Peter J. Kairo, accusa la legge di spogliare la commissione del suo già limitato potere, rendendo di fatto la guerra contro la corruzione una perdita di tempo e di risorse, il contrario di quanto pubblicamente atteso. La dichiarazione sottolinea che molte volte i keniani, vulnerabili, sono stati a guardare mentre leggi importanti venivano affossate a causa del mancato raggiungimento del quorum in Parlamento o per questioni personali, unicamente perchè i parlamentari potessero raggrupparsi e parlare all’unisono quando si trattava di destinare a loro stessi più soldi. La dichiarazione resa nota ieri, chiedeva ai cittadini kenioti di manifestare e di votare l’esclusione di tali leader nelle elezioni generali in programma per dicembre. I vescovi hanno consigliato ai votanti di eleggere leader che proteggano gli interessi dei deboli, dei poveri e degli emarginati invece che lasciarsi guidare dall’euforia elettorale. Inoltre hanno raccomandato calma, tolleranza ed il rispetto della legge nel corso delle elezioni.(VF,RadioVaticana,  21/09/07)

Torna ai titoli...


Commissione anti-corruzione attacca il parlamento (Peacereporter, 19/09/07)

La Commissione kenyana contro la corruzione ha accusato il parlamento di ostacolare il suo lavoro. Secondo il suo presidente, Justice Aaron Ringera, i parlamentari bloccano o insabbiano le indagini contro l'entourage del governo e gli alti funzionari e lavorano "per proteggere i membri del cartello della corruzione". La scorsa settimana il deputato Paul Muite aveva proposto di emendare la legge sulla corruzione rendendo perseguibili solo i crimini commessi dopo il 2003, bloccando di fatto le inchieste in corso sugli scandali che hanno messo in ginocchio l'economia kenyana e coinvolto molti funzionari statali. Ringera ha chiesto al presidente Mwai Kibaki di impedire che la legge venga modificata. (Peacereporter, 19/09/07)

Torna ai titoli...


Elezioni: Presidente uscente si candida per secondo mandato (Misna, 170/9/07)

"Oggi sono onorato di annunciare che sarò candidato per un secondo e ultimo mandato": così il presidente del Kenya Mwai Kibaki ha annunciato al paese, nel corso di un discorso alla nazione, la volontà di concorrere per succedere a se stesso nelle elezioni presidenziali di dicembre. Kibaki ha anche aggiunto che si presenterà alle elezioni con i colori di una nuova formazione politica, il Partito d'unità nazionale (Unp), la quale potrà contare sul sostegno del principale schieramento dell'opposizione, il Kanu del suo predecessore Daniel Arap Moi e di Uhuru Kenyatta, figlio del padre della patria Jomo Kenyatta, che proprio nei giorni scorsi aveva ritirato la sua candidatura alle presidenziali di fine anno. Nei giorni scorsi altri due partiti d’opposizione keniana, nati dalla scissione del Movimento democratico arancio (Orange democratic movement, Odm), avevano indicato i propri candidati alle elezioni di dicembre: si tratta di Raila Odinga, ex-ministro dei lavori pubblici, e dell’ex-ministro degli Esteri Kalonzo Musyoka. Grazie alle buone prestazioni economiche del governo e a un'opposizione frammentata, Kibaki è considerato il grande favorito per ricoprire un secondo mandato di cinque anni. Gli ultimi sondaggi danno Kibaki nelle intenzioni di voto del 45% degli intervistati, seguito da Odinga col 25%.(Misna,17/09/07)

Torna ai titoli...


Donatori contro legge che impedisce lotta a corruzione(Swissinfo, 14/09/07)

I Paesi donatori del Kenya, fra cui la Svizzera, hanno chiesto oggi al presidente Mwai Kibaki di mettere il veto ad un progetto di legge che impedisce alla commissione nazionale anti-corruzione di indagare su fatti antecedenti il maggio del 2003. Il disegno di legge proteggerebbe in particolare l'ex presidente Daniel arap Moi, che aveva governato il Paese per oltre 20 anni, fino al 2002. Il progetto costituisce "un rovescio nella lotta contro la corruzione", si legge in un comunicato delle ambasciate di Canada, Norvegia, Stati Uniti, Svizzera e Unione Europea. "Se tale legge fosse accolta, il governo risulterebbe meno responsabile davanti al popolo e ciò rafforzerebbe la cultura dell'impunità che continua a ritardare lo sviluppo politico ed economico del Kenya", affermano i cinque Paesi donatori. Mercoldì il parlamento aveva respinto un emendamento governativo che autorizzava la Commissione anti-corruzione del Kenya (KACC) ad indagare sui casi antecedenti il maggio 2003, data dell'entrata in vigore della legge anti-corruzione.(Swissinfo, 14/09/07)

Torna ai titoli...


Approvata legge che impedisce di perseguire i reati per corruzione (Peacereporter, 13/09/07)

Il parlamento kenyano ha approvato una legge che rende impossibile perseguire per corruzione gli uomini politici. La legge sulla corruzione e sui crimini economici viene modificata come proposto dall'opposizione: si può investigare solo sui crimini commessi dopo il 2003. Il ministro della Giustizia Martha Karua ha commentato che "la legge ha perso ogni significato "mentre secondo Maina Kiai, leader della Commissione nazionale per i diritti umani, "i politici ci stanno sputando in faccia". La legge, di fatto, blocca le inchieste in corso per i due casi di corruzione che hanno distrutto l'economia del Paese. Il primo è il caso Goldenberg, che ha avuto luogo sotto l'ex presidente Daniel Arap Moi: il governo e la compagnia Goldenberg International hanno sottratto 600 milioni di dollari dalle casse dello stato inscenando la vendita di diamanti e oro, quasi inesistenti in Kenya. Durante la presidenza di Mwau Kibaki, invece, il Kenya ha vissuto uno scandalo legato ai passaporti. Il governo ha acquistato il macchinario per stamparli a cinque volte il prezzo di mercato da una compagnia inglese, la Anglo Leasing, legata all'ex presidente Moi. (Peacereporter,  13/09/07)

Torna ai titoli...