Governo licenzia i capi della televisione e della radio di stato (Peacereporter, 20/11/2007)
In seguito a una riunione d'emergenza il governo della Guinea-Bissau ha cacciato i capi, rispettivamente della televisione e della radio nazionali perchè non hanno trasmesso l'apertura dei lavori del parlamento presieduta dal presidente Joao Bernardo "Nino" Vieira. Ieri alcuni rappresentanti del governo avevano definito l'omissione inacettabile, raccomandando al ministero dell'Informazione di ristrutturare le due organizzazioni per renderle più operative. Francisco Ndecky, capo della Television Worker's Union (Tgb), ha affermato che la decisione è sconsiderata dato che il governo non si è mai proccupato di migliorare le condizioni di lavoro dei giornalisti, che dispongono solamente di una telecamera e di un mezzo di trasporto. (Peacereporter,
20/11/2007)
Sventato traffico di bambini verso il Senegal (Peacereporter, 16/11/07)
E' stato arrestato ieri in Guinea-Bissau uno degli organizzatori di una rete dedita al traffico di bambini. Cinquantadue bambini, tutti tra i 6 e gli 11 anni, sono stati trovati a Bafata, una cittadina a 150 km da Bissau; sarebbero dovuti partire nei prossimi giorni per il Senegal, dove avrebbero dovuto essere presi in consegna da scuole coraniche locali. Molti degli studenti di queste scuole vengono costretti a chiedere l'elemosina per le strade di Dakar. Secondo le stime dell'Unicef, ci sarebbero circa 100.000 ragazzini che mendicano per le vie della capitale senegalese. (Peacereporter, 16/11/07)
Abbattuti due aerei sospettati di trasportare droga (Peacereporter, 31/08/07)
Alcuni aerei sospettati di trasportare droga sono stati abbattuti mentre tentavano di sorvolare il Guinea-Bissau, nell'Africa occidentale. L'ordine è stato impartito dalle autorità governative della zona, che hanno precisato di "essere tenute a salvaguardare ad ogni costo il Paese dal contrabbando di cocaina indirizzato all'Europa". A detta del Primo Ministro Martinho N'Dafa Cabi, il Paese sta infatti diventando un vero e proprio "narco-Stato", e sarà quindi costretto ad intraprendere delle azioni di forza nei confronti di coloro "che approfittando della fragilità interna cercano di arricchirsi attraverso lo spaccio di stupefacenti".(Peacereporter, 31/08/07)
Comunità locale denuncia inquinamento da parte di navi Usa (AZ, Misna, 20/07/07)
Imbarcazioni americane verserebbero “regolarmente prodotti inquinanti nelle acque della Guinea-Bissau”: lo ha dichiarato – citato da un’agenzia di stampa locale - Lawrino Anden, portavoce dei villaggi della regione di Kinara, nel sud del paese, in occasione della visita nella zona del primo ministro Marino Dafa. “Navi appartenenti a una compagnia americana che sfrutta la bauxite nella vicina Guinea gettano ogni giorno prodotti pericolosi nelle acque del fiume Cassini”, ha precisato il portavoce, aggiungendo che questo potrebbe comportare “gravi conseguenze sull’ambiente”. Il capo del governo ha promesso urgenti provvedimenti, attivando il ministero dell’Amministrazione interna e della Difesa. Per il momento non è noto se siano state avviate ricerche per valutare il grado di inquinamento né se le autorità della Guinea-Bissau intendano protestare con il paese vicino, in cui opera la società americana. (AZ,Misna, 20/07/07)
E' da qui che passa la cocaina per l'Europa (Notiziario droghe, 18/07/07)
Ogni giorno una tonnellata di cocaina arriva in Guinea Bissau dalla Colombia per raggiungere poi l'Europa. L'intelligence occidentale parla "del peggior problema di traffico di droga emerso finora nel continente africano", ammettendo di averne sottovalutato la portata. "Più informazioni acquisiamo più rimaniamo scioccati dalle cifre che emergono", ha dichiarato un alto funzionario dell'agenzia Usa contro la droga in servizio in Europa. Stando alle stime riportate oggi dall'Independent, i carichi di cocaina che ogni mese transitano nel paese dell'Africa occidentale sono pari a oltre 10 volte il suo prodotto interno lordo. La Guinea Bisseau è uno dei paesi più poveri al mondo, la cui principale ricchezza deriva dall'esportazione di anacardi. Gli investigatori e le agenzie di intelligence occidentali ritengono che ogni notte atterrino nel paese due aerei con a bordo più di 800 chilogrammi di cocaina, provenienti dall'America latina. Da qui, il carico di droga riparte verso il nord, nei container delle navi o su piccoli aerei, oppure attraverso le organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani. - La scorsa settimana, il principale attivista per i diritti umani, Mario Sa Gomes, ha lanciato un duro attacco contro il governo per la sua presunta complicità nel narcotraffico, che "minaccia la dignità del popolo della Guinea Bissau e la nostra integrità territoriale". In un'intervista all'emittente radiofonica nazionale ha quindi suggerito "l'immediata rimozione dei vertici delle forze armate e della polizia" per risolvere il problema. Un'ora più tardi, le autorità avevano spiccato un mandato di arresto nei suoi confronti, costringendolo a fuggire. Il padre teme che possa venire ucciso dalla polizia. - Il quotidiano britannico è riuscito a rintracciarlo e a intervistarlo: "Quello che ho detto è vero. Tutti sanno che in Guinea Bissau il potere è in mano ai militari. Stiamo combattendo una guerra internazionale. Abbiamo bisogno di protezione". Sono diverse le fonti che accusano di complicità il ministro dell'Interno del paese, Baciro Dabo, e il capo della Marina, Jose Americo Bubu Na Tchutu. Il primo ha smentito che il paese sia diventato unnarco-stato, mentre il secondo ha negato ogni coinvolgimento. "Aspetto di vedere le prove", ha detto il capo della marina. (Notiziario droghe, 18/07/07)
Onu e Fondo Monetario Internazionale hanno fatto appello alla comunità internazionale per "salvare" la Guinea-Bissau, uno dei Paesi più poveri e instabili del continente. Secondo l'ufficio Onu di Bissau, se non verranno trovati al più presto 20 milioni di dollari, necessari a evitare il collasso del settore pubblico, il Paese non sarà in grado di far funzionare la pubblica amministrazione e fronteggiare il problema criminalità. La Guinea-Bissau è diventato uno dei maggiori centri di smistamento di droga al mondo, frequentato da cartelli della droga sudamericani ed asiatici.(Peacereporter, 08/06/07)
L’ONU ha sollecitato l’aiuto internazionale nella lotta al narco-traffico in Guinea Bissau, paese che, a suo dire, è utilizzato come punto di appoggio di un ‘corridoio’ chiamato ‘Connessione brasiliana’. All’indomani della recente confisca da parte della polizia locale di 635 chilogrammi di cocaina, il direttore esecutivo dell’organismo delle Nazioni Unite per la Droga e il crimine (Unodc), Antonio Maria Costa, ha definito l’operazione “una delle più importanti mai realizzate in uno Stato dell’Africa occidentale”, ma ha lamentato che i trafficanti sono riusciti a scappare con altre 2,5 tonnellate di sostanze stupefacenti, sottolineando l’attuale scarsità di uomini e mezzi in dotazione alle forze dell’ordine. Da un recente studio dell’ONU è emerso che il traffico di droga in Guinea Bissau sta minacciando la stabilità del governo perché i trafficanti sono soliti corrompere funzionari ministeriali, oltre a militari e poliziotti. Ad incrementare indirettamente questi commerci illeciti sono la debolezza delle autorità politiche, la mancanza di infrastrutture e la diffusa povertà. (CO, Misna, 06/04/07)
Crescono pressioni per governo d’unità nazionale (MZ, Misna, 01/04/07)
Centinaia di persone sono scese in strada ieri a Bissau, capitale della Guinea Bissau, per chiedere la formazione di un nuovo governo di unità nazionale. Lo riferiscono fonti locali, precisando che la manifestazione di ieri ha anticipato il corteo, ben più grande atteso oggi, e con cui una neonata coalizione di partiti politici intende sostenere la richiesta di allontanamento del primo ministro Aristide Gomes, fedelissimo del presidente Joao Bernardo Vieira. Gomes, che il 19 marzo scorso ha visto il parlamento approvare un voto di sfiducia nei suoi confronti, ha già presentato le proprie dimissioni e quelle del governo da lui guidato, ma il capo di Stato non le ha ancora accettate. Il presidente Vieira è chiamato a scegliere tra la nomina di un nuovo primo ministro o lo scioglimento del parlamento con conseguente convocazione di elezioni anticipate. A guidare la campagna per la formazione di un nuovo governo è l’alleanza creata nei mesi scorsi dalle tre principali formazioni politiche nazionali (il partito di governo e i due principali dell’opposizione), che insieme detengono 97 seggi su 100. L’intesa siglata dalle tre formazioni, denominata ‘Patto di stabilità nazionale’, prevede la destituzione dell’attuale esecutivo e la formazione di un governo di unità nazionale guidato da un primo ministro di consenso. Ma il presidente ‘Nino’ Vieira, attraverso il suo capo di gabinetto, si è già detto contrario al dissolvimento dell’attuale esecutivo. In una nota, diffusa giovedì scorso, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è detto “preoccupato per le continue tensioni politiche e sociali” nel paese. (MZ, Misna, 01/04/07)
Premier Gomes rassegna le dimissioni (PeaceReporter, 29/03/07)
Il premier della Guinea-Bissau, Aristide Gomes, ha rassegnato oggi le dimissioni, dopo che la scorsa settimana il Parlamento aveva sfiduciato il governo di cui era a capo. Ora il Paese attende le decisioni del presidente Joao Bernardo Vieira, eletto presidente nel 2005 al termine di un processo di transizione seguito al rovesciamento del precedente capo di stato, Kumba Yala. La Guinea-Bissau è uno dei Paesi più poveri e instabili del continente, con un lungo record di guerre civili e colpi di stato. (PeaceReporter,
29/03/07)
Preoccupazione per nuova crisi politica nel Paese (PeaceReporter, 27/03/07)
La Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale (Ecowas) ha espresso la sua preoccupazione per la nuova crisi politica che ha investito la Guinea-Bissau: il Parlamento della ex-colonia portoghese ha infatti sfiduciato il governo di Aristide Gomes lo scorso 19 marzo ma, da allora, il presidente Joao Bernardo Vieria non ha provveduto a nominare un nuovo esecutivo entro 72 ore, come previsto dalla Costituzione. La situazione appare bloccata, in uno dei Paesi più poveri e instabili del continente, teatro di guerre civili e colpi di stato. A giorni è prevista una riunione a Lisbona del Gruppo di Contatto per la Guinea-Bissau, che dovrebbe affrontare la questione. (PeaceReporter,
27/03/07)
La Medaglia Amilcar Cabral, la più alta distinzione della Repubblica della Guinea Bissau, è stata conferita al Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Fidel Castro, dal Governo della nazione sorella ed in particolare dal suo presidente, Generale Joao Bernardo Vieira, come segno di riconoscimento per la solidarietà ed il contributo cubano al paese africano. Il vicepresidente cubano, Esteban Lazo, ha ricevuto la decorazione (foto Juvenal Balan Neyra) La decorazione è stata ricevuta lunedì sera da Esteban Lazo, vicepresidente del Consiglio di Stato e membro del Burò Politico del Partito, dalle mani del primo ministro della Guinea Bissau, Aristides Gomes, che realizza una visita ufficiale nel nostro paese. Il Primo Ministro ha affermato che l’influenza e l’azione di Fidel è perenne nel firmamento politico contemporaneo e, augurando una rapida guarigione al leader della Rivoluzione cubana, ha espresso la sua sicurezza che questa battaglia sarà vittoriosa. È intervenuto anche Antonio Isaac Monteiro, ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Internazionale e delle Comunità del paese africano, che ha letto il decreto presidenziale di conferimento della decorazione, che mette in risalto l’ammirazione e il rispetto per la vita e l’opera del presidente cubano. Lazo, rispondendo, ha detto che la distinzione riempie di gioia tutti i cubani poichè, riconoscendo il ruolo significativo di Fidel fin dagli inizi della lotta per l’indipendenza della Guinea Bissau, si rende omaggio anche ai combattenti cubani che lottarono in queste terre, dove nove di loro perdettero la vita nel compimento del sacro dovere internazionalista. Ha segnalato che il riconoscimento riflette anche l’opera delle centinaia di collaboratori cubani della salute, dell’educazione e di altri settori, che condividono quel che tengono con i loro fratelli della nazione africana. (…)(A. Musa, DigitalGranma, 31/01/07)
Ex primo ministro torna in libertà dopo due settimane (PeaceReporter, 30/01/07)
Carlos Gomes Jr., ex-premier della Guinea-Bissau, ha lasciato la sede gli uffici dell'Onu nella capitale dove si era rifugiato due settimane fa, a seguito di un mandato di cattura spiccato contro di lui dalla polizia. Gomes ha lasciato la sede dell'Onu dietro precise garanzie che le accuse contro di lui venissero stralciate. L'ex-premier aveva accusato il presidente, Joao Bernardo Vieria, di aver organizzato il recente assassinio di un ufficiale dell'esercito. Vieira, tornato in Guinea-Bissau nel 2005 dopo sei anni di esilio in Portogallo, ha vinto le elezioni successive al periodo di transizione, dopo che nel 2003 un golpe aveva rovesciato l'allora capo di stato Kumba Yala. (PeaceReporter, 30/01/07)
Ex-primo ministro chiede asilo politico all'Onu (PeaceReporter, 11/01/07)
Carlos Gomes Junior, ex-premier della Guinea-Bissau, si è rifugiato oggi nella sede dell'Onu della capitale Bissau per sfuggire all'arresto da parte delle forze di polizia. Nei giorni scorsi, Gomes aveva accusato il presidente Joao Bernardo Vieira di aver organizzato l'assassinio dell'ufficiale di marina Mohamed Lamine Sanha, ucciso lo scorso venerdì. L'assassinio aveva scatenato le proteste di parte della popolazione di Bissau, proteste sedate dalla polizia dopo l'uccisione di due manifestanti. Indipendente dal 1973, la Guinea-Bissau è uno dei Paesi più poveri e instabili del continente, con una lunga tradizione di guerre civili e tentativi di golpe. (PeaceReporter,
11/01/07)
Manifestazioni e scontri a Bissau, un morto (PeaceReporter, 08/01/07)
La polizia della Guinea-Bissau ha disperso sabato scorso una manifestazioni di 500 giovani nella capitale, uccidendone uno e ferendone almeno altri 5, secondo quanto riferito dalle autorità locali. I manifestanti si erano radunati per protestare contro l'uccisione, avvenuta giovedì, di un ufficiale dell'esercito, accusato nei mesi scorsi di aver ordito un golpe contro il presidente. La manifestazione era poi degenerata in atti di vandalismo contro abitazioni e negozi. Indipendente dal Portogallo dal 1973, la Guinea-Bissau è uno dei Paesi più poveri e instabili dell'Africa, teatro di due guerre civili e numerosi tentativi di colpo di Stato. (PeaceReporter,
08/01/07)