ALLE NEWS

LISTA PAESI

HOME PAGE

ETIOPIA 2007

Actionaid, attivisti condannati a 2 anni di carcere (Agi, 27/12/07)

Nuovi attacchi al confine, preoccupazione onu (Apcom/Alice, 27/12/07)

Apertura della sede del ‘Comitato dei saggi’ per la pace (Radiovaticana, 19/12/2007)

Preoccupazione dell'Italia per nuovo conflitto (Vita, 18/12/2007)

Aumenta il flusso di rifugiati eritrei in entrata (Peacereporter, 14/12/2007)

Ogaden, "grande preoccupazione internazionale" (Mwinda, 29/11/07)

Il PM etiope e il presidente della Starbucks per l’industria del caffè etiope (Business Wire, 29/11/07)

Bombe sui civili: esercito e ribelli si accusano a vicenda (M.Fagotto, Peacereporter, 21/11/2007)

I ribelli dell'Ogaden accusano il governo: ''Bombarda i villaggi'' (Peacereporter, 19/11/2007)

Il pantano senza fondo (Matteo Fagotto, Peacereporter, 15/11/07)

Abay: arriva la prima auto costruita in Africa (Duemotori, 11/11/2007)

Progetto internazionale malaria, -60% di morti (Il Secolo XIX, 10/11/2007)

Ministro etiope: 'Nessuna intenzione di invadere l'Eritrea' (Peacereporter, 09/11/2007)

Rapporto Onu, allarme scontri al confine (SwissInfo, 07/11/2007)

270 soldati morti in Ogaden. (Ansa, 04/11/07)

Ogaden: la smentita di Aaddis Abeba (GB, Misna, 23/10/2007)

Il gruppo armato Onlf dice di aver ucciso 250 soldati (Peacereporter, 23/10/2007)

Ogaden, un genocidio occultato (Raffaele Matteotti, Altrenotizie, 15/10/2007)

L'Ue sollecita il governo a consentire aiuti umanitari all'Ogaden (Peacereporter, 09/10/2007)

Cancelliere tedesco: “l’europa può fare di più per l’africa” (GB, Misna, 04/10/2007)

Etiopia pronta a venir meno ai patti sulle zone di confine (Peacereporter, 25/09/07)

Governo accusato di aver manipolato la visita dei funzionari delle Nazioni Unite (Peacereporter, 19/09/07)

Ribelli Ogaden accusano Addis Abeba di genocidio (Swissinfo, 13/09/07)

Si entra nel 2000: festa grande con sette anni ritardo (Tgcom, 12/09/07)

Nuovo “no” di Addis Abeba su tracciato confine (CC, Misna, 10/09/07)

Governo nega a MSF di assistere civili in Ogaden (Agi, 31/08/07)

Rinviata maratona per festeggiare nuovo millennio (Apcom/Alice, 30/08/07)

Senzatetto deportati per non rovinare capodanno copto (Peacereporter, 29/08/07)

Alluvioni fanno piu' di 100. 000 vittime (Agi/Reuters, 29/08/07)

Espulsi 6 diplomatici norvegesi per ''ingerenze in politica interna'' (Peacereporter, 28/08/07)

Onu; 100.000 colpiti da inondazioni, morti (Swissinfo, 28/08/07)

Eruzione vulcano in Afar, 5 morti e 2. 000 sfollati (Agi/Reuters, 22/08/07)

Actionaid, due attivisti restano in cella dal 2005 (Agi, 18/08/07)

Eruzione vulcano, fuga da villaggi, dispersi (Swissinfo, 15/08/07)

Ue: 11mln per le emergenze umanitarie. Gestione affidata ad Ong dell'Onu e della Cri (Ansa, 30/07/07)

Ultimatum alla Croce rossa, 7 giorni per lasciare l'Ogaden (Peacereporter, 24/07/07)

Zenawi,oppositori graziati. Liberi gia' da oggi (Ansa, 20/07/07)

Ergastolo per 34 oppositori (Swissinfo, 16/07/07)

Riaperto un campo di accoglienza per la nuova ondata di rifugiati somali (Aise, 13/07/07)

Pena di morte per 38 esponenti dell'opposizione (Peacereporter, 09/07/07)

Ogaden, Ong accusa l'esercito di costringere migliaia di persone a sfollare (Peacereporter, 04/07/07)

Il governo si prepara a difendersi da un possible attacco eritreo (Peacereporter, 28/06/07)

Offensiva nell’Ogaden: vittime civili secondo ribelli (RC, Misna, 25/06/07)

Pronta a ritirare sue truppe dalla Somalia (Agr.Corsera, 10/06/07)

Violenze elettorali 2005, altri 55 esponenti opposizione (RC, Misna, 06/06/07)

Accusati di ribellione armata 55 membri dell'opposizione (Peacereporter, 05/06/07)

Attentato stadio in Ogaden, almeno 6 morti (Swissinfo, 28/05/07)

Liberati tre giornalisti Nyt catturati 5 giorni fa (Swissinfo, 23/05/07)

Stele di Axum, tra un mese via ai lavori (Diregiovani, 18/05/07)

Meeting dell'Unione Africana sulla sicurezza nei cieli (Peacelink, 08/05/07)

Onu preoccupata per empasse processo di pace (Peacereporter, 09/05/07)

Ethiopian Airlines passa integralmente all’e-ticketing (Guidaviaggi, 03/05/07)

Attacco a pozzi, Addis Abeba accusa Eritrea (SwissInfo, 25/04/07)

Ribelli rivendicano attacco contro sito petrolifero (SwissInfo, 24/04/07)

Uccise 74 persone in un attacco a un pozzo petrolifero cinese (L’Unità, 24/04/07)

Rilasciati otto cittadini etiopi sequestrati nella regione di Afar (PeaceReporter, 23/04/07)

Violazione dell'embargo Onu contro la Corea del Nord? (PeaceReporter, 15/04/07)

Governo ammette "custodia" di 41 sospetti terroristi (Corriere della sera, 10/04/07)

La Guantanamo africana (PeaceReporter, 09/04/07)

Onu: comprato armi da Corea Nord con consenso Usa (SwissPolitics, 08/04/07)

Terrorismo, interrogatori USA nelle prigioni segrete (ApItalia, 04/04/07)

Uccisi 23 ribelli del Fronte Patriottico, altri 100 si arrendono (PeaceReporter, 03/04/07)

Estremismo islamico: ucciso un evangelista (ICN-News, 03/04/07)

Rapitori dei 5 europei minacciano nuovi sequestri (SwissPolitics, 21/03/07)

Liberati i 5 turisti occidentali rapiti (Corriere della Sera, 13/03/07)

Ipotesi su prigione rapiti. Lo ha affermato il primo ministro Zenawi (Ansa, 12/03/07)

Daily Mail: al Qaida vuole "comprare" 5 ostaggi europei (Apcom/TendenzeOnline, 11/03/07)

Rapiti; governo, siamo in contatto con rapitori (SwissInfo, 10/03/07)

"Sani e salvi" gli europei rapiti (Rainews24, 09/03/07)

I ribelli Afar: "Gli europei rapiti stanno bene e sono tenuti in Eritrea"(Il Giornale, 09/07/07)

Allarme per rapiti in Gb: Ancora oscuri cause e autori del sequestro (Ansa, 08/03/07)

Britannici rapiti: crescono i sospetti su al Qaida (TendenzeOnLinae/Ap, 06/03/07)

Rapiti: Londra le teste di cuoio (Ansa, 05/03/07)

Rapiti: 20 uomini delle SAS in Kenya pronti a blitz (Tgcom, 04/03/07)

Cinque rapiti etiopi trovati vicino confine Eritrea (Reuters, 04/03/07)

Funzionario accusa Eritrea per rapimento turisti (Reuters, 03/03/07)

Anche un’italiana tra turisti rapiti (Repubblica, 02/03/07)

Rapiti dieci turisti francesi (RaiNews24, 01/03/07)

La tazzina al veleno: Starbucks contro Etiopia (Maurizio Galvani, Il Manifesto, Terrediconfine, 28/02/07)

Denutrizione infantile: dati incoraggianti dell’UNICEF (Radio Vaticana, 27/02/07)

Addis Abeba nega collaborazione con Usa (EB, Misna, 24/02/07)

Scontri interetnici nell'Ogaden, 43 morti e 50 feriti (Adnkronos/Dpa, 20/02/07)

Scontri per il possesso della terra, decine di morti nel sud del paese (PeaceReporter, 19/02/07)

Prodi: Addis Abeba deve rimettere in piedi obelisco Axum (Reuters, 30/01/07)

Onu; Ban, processo pace in grave stallo (SwissInfo, 25/01/07)

Ergastolo per Menghistu (Corriere della Sera, 11/01/07)

TO ALL NEWS

Actionaid, attivisti condannati a 2 anni di carcere (Agi, 27/12/07)

Gli "attivisti contro la poverta'" Daniele Bekele e Netsanet Demassie sono stati condannati a due anni e mezzo di prigione, colpevoli del reato di 'provocazione e preparazione' di eventuali sommosse contro l' ordine costituito, reato meno grave di quello di 'alto tradimento' per cui erano stati processati. ActionAid spera fortemente che Bekele e Demassie - rispettivamente direttore della policy di ActionAid Etiopia e direttore dell'Organisation for Social Justice in Etiopia - possano venire liberati entro i prossimi dieci giorni. Bekele e Demassie, infatti, hanno gia' trascorso oltre due anni in carcere e, normalmente, i condannati che hanno gia' scontato i due terzi della condanna vengono lasciati liberi sulla parola. "E' confortante sapere che Daniel e Netsanet non hanno di fronte a se' anni di galera - ha dichiarato Retta Menberu, direttore di ActionAid Etiopia - Se la liberta' su parola verra' loro concessa com'e' usuale, Daniel e Netsanet potranno passare il Natale etiope (7 gennaio) con i loro cari". In modo del tutto inusuale, leggendo il verdetto, il giudice ha elogiato i due imputati, sottolineando i loro sforzi per risolvere l'impasse politica che aveva fatto seguito alle elezioni del 2005 e li ha descritti come "cittadini coraggiosi che hanno promosso la pace e il ruolo della legge". La corte ha inoltre respinto la richiesta dell'accusa di limitare i diritti civili di Daniel e Netsanet con l'approssimarsi delle elezioni locali. "Apprezziamo che la corte abbia riconosciuto il valore e la legittimita' del lavoro di Daniel e Netsanet e abbia inoltre sostenuto i loro diritti civili - ha commentato Retta Menberu - Restiamo pero' profondamente preoccupati per il fatto che siano stati condannati per un crimine. Riteniamo questa condanna un errore della giustizia e percio' siamo pronti a sostenerli se decideranno di ricorrere in appello". "La grande solidarieta' e il forte supporto che abbiamo ricevuto da singoli e dalle organizzazioni della societa' civile in tutto il mondo e' stata molto importante", ha concluso Retta Menberu. Bekele e Demassie erano gli ultimi due imputati in un processo che inizialmente vedeva alla sbarra 131 persone, tra cui leaders del partito di opposizione 'Coalizione per l'Unita' e la Democrazia'. Gia' diversi mesi fa tutti gli altri imputati sono stati assolti oppure condannati e poi amnistiati. Daniel e Netsanet, essendosi rifiutati di firmare qualsiasi ammissione di colpa, non hanno potuto beneficiare di queste scarcerazioni e hanno invece scelto di difendersi legalmente sino alla fine del processo.(Agi,  27/12/07)

Torna ai titoli...


Nuovi attacchi al confine, preoccupazione onu (Apcom/Alice, 27/12/07)

La missione delle Nazioni Unite per l'Etiopia e l'Eritrea (Unmee) ha espresso la sua preoccupazione per uno scontro a fuoco avvenuto ieri lungo il confine tra i due paesi. Lo riferisce l'agenzia Misna. In un comunicato diffuso oggi, l'Unmee ha precisato che "osservatori dislocati nell'area di Tsorena, all'interno della zona temporanea di sicurezza lungo la frontiera hanno udito ieri colpi d'arma da fuoco e detonazioni in direzione di Gerbera (sud-est di Asmara)". Sull'accaduto è stata aperta un'inchiesta. L'Onu chiede "alle due parti di dimostrare il massimo controllo". Questa mattina, l'Eritrea ha accusato l'Etiopia di aver lanciato diversi attacchi contro le forze di sicurezza, "nell'ambito di una strategia di provocazione nei confronti delle truppe dislocate sulle zone di confine", oggetto di una lunga disputa tra i due paesi. In un comunicato diffuso ieri sera, il governo di Asmara parla di "attacchi di bassa intensità" portati a termine contro soldati dell'esercito regolare e milizie alleate nella regione meridionale di Tsorona. "Gli attacchi di ieri sono solo gli ultimi da parte dell'Etiopia, che continua a sistemare mine sul nostro territorio, organizzare incursioni e bruciare campi coltivati, in particolare nella regione meridionale di Gash Barka" prosegue il comunicato. Il ministero degli Esteri di Addis Abeba ha subito rigettato le accuse, ammettendo che si sarebbe verificato un incidente nella zona indicata, ma che la responsabilità è da attribuirsi al governo di Asmara. "L'incidente è probabilmente frutto dell'incontro di due missioni di ricognizione, ma le accuse di un attacco da parte etiope sono fabbricate" ha affermato il ministero, ribadendo che Addis Abeba è pronta a riprendere i negoziati per dirimere la questione dei confini. Dopo due anni di guerra, Etiopia ed Eritrea firmarono nel 2000 un accordo di pace che prevedeva la creazione di una commissione internazionale incaricata di tracciare la frontiera tra i due paesi; il risultato dei lavori della commissione, espresso nel 2002, è stato contestato da Addis Abeba che ha più volte chiesto una revisione, bocciando in particolare la decisione di assegnare la città di Badme ai rivali. (Apcom/Alice,  27/12/07)

TTorna ai titoli...


Apertura della sede del ‘Comitato dei saggi’ per la pace (Radiovaticana, 19/12/2007)

Si è svolta ad Addis Abeba in presenza del presidente della Commissione dell’Unione Africana (UA), Alpha Oumar Konare, la cerimonia di apertura della sede del ‘Comitato dei saggi’ per la pace. Il comitato è un organismo composto da 5 membri a supporto del Consiglio per la pace e la sicurezza (CPS) per la prevenzione dei conflitti in Africa. Designati in base alla rappresentanza regionale, i cinque membri, che rimarranno in carica per tre anni, sono l’ex-presidente algerino Ahmed Ben Bella (Nord Africa), Salim Ahmed Salim della Tanzania (Africa Orientale), Brigalia Bam, presidente della commissione elettorale indipendente del Sudafrica (Africa Australe), Elizabeth K. Pognon, ex-presidente della corte costituzionale del Benin (Africa Occidentale) e Miguel Trovoada, ex-presidente di Sao Tome (Africa Centrale). L’algerino Bella, che non ha partecipato personalmente alla cerimonia, ha inviato un messaggio di ottimismo e di speranza. L’auspicio dell’ex-presidente algerino è quello di realizzare un’Africa unita e riconciliata verso lo sviluppo e l’integrazione sociale. Secondo diversi osservatori, il comitato di saggi è un passo importante per il raggiungimento della pace, sia a livello nazionale che fra due nazioni in conflitto. (C.C.) (Radiovaticana,  19/12/2007)

Torna ai titoli...


Preoccupazione dell'Italia per nuovo conflitto (Vita, 18/12/2007)

Le relazioni fra Etiopia ed Eritrea non fanno sperare in buoni sviluppi. A esprimere preoccupazione per la tensione crescente fra i due Paesi del Corno D'Africa è stata la viceministra degli Esteri Patrizia Sentinelli che oggi, riferendo alla Commissione Esteri del Senato, ha ricordato la rioccupazione, da parte dell'Eritrea, della fascia smilitarizzata di 25 chilometri lungo il confine fra i due Paesi, che ha indotto anche l'Etiopia a rafforzare la presenza delle proprie truppe. "Gli sviluppi delle ultime settimane non inducono a sperare in buone prospettive per la situazione al confine tra Etiopia ed Eritrea'' ha detto la Sentinelli secondo quanto riferisce l'Ansa. ''Sul piano diplomatico non ci sono progressi'', ha denunciato il vice ministro, precisando che ''come governo siamo preoccupati. Nei contatti bilaterali non perdiamo occasione di richiamare le parti al loro senso di responsabilita'. La nostra posizione e' chiara a entrambe le capitali''. Sentinelli ha avvertito sui rischi di carestia che nei prossimi mesi potrebbero aggravare la situazione nella regione di frontiera tra i due Paesi, e ha confermato il mantenimento degli impegni della cooperazione italiana con l'Eritrea ''su base umanitaria. Per ora non e' stata individuata invece la possibilita' di una cooperazione piu' strutturale a causa della situazione''. Per quanto riguarda l'Etiopia,ha sottolineato con forza Sentinelli, ''il rapporto non e' buono, e' ottimo. Al punto che abbiamo rappresentato chiaramente al governo etiopico la nostra criticita', un anno fa e poi successivamente, sull'intervento in Somalia. Manteniamo un rapporto di grande apertura e collaborazione e stiamo elaborando un nuovo programma Paese''. (Vita, 18/12/2007)

Torna ai titoli...


Aumenta il flusso di rifugiati eritrei in entrata (Peacereporter, 14/12/2007)

Il numero degli eritrei rifugiati in Etiopia ha raggiunto il record di più di 600 a novembre. Lo fa sapere il governo di Addis Abeba. Il governo aggiunge che, rispetto allo stesso mese dell'anno passato, il numero è più che duplicato. Sul totale che chiede asilo politico, almeno 289 sono membri dell'esercito. Finora, i funzionari eritrei non hanno rilasciato nessun commento sulla notizia. Le relazioni tra i due Paesi del Corno d'Africa sono ai ferri corti dalla guerra del 1998-2000, che uccise 70.000 persone.(Peacereporter, 14/12/2007)

Torna ai titoli...


Ogaden, "grande preoccupazione internazionale" (Mwinda, 29/11/07)

John Holmes, il coordinatore per gli affari umanitari delle Nazioni Unite, ha espresso ieri "la profonda preoccupazione internazionale" per il conflitto nel Ogaden, la regione sud-orientale dell'Etiopia abitata in maggioranza da somali. Dopo un viaggio nella remota regione dell'Ogaden, martedì, ieri John Holmes, il coordinatore per gli affari umanitari delle Nazioni Unite, si è rivolto al governo etiopico esprimendo la preoccupazione della comunità internazionale per il rischio "di una crisi umanitaria molto seria nella regione come conseguenza della situazione di sicurezza". Le parole, accuratamente scelte per imbarazzare il meno possibile il governo del primo ministro Meles Zenawi, e la visita di Holmes nella regione servono, secondo l'alto funzionario dell'Onu, a dare la misura "dell'estensione della preoccupazione internazionale per la situazione e la profondità della nostra preoccupazione di evitare una crisi umanitaria seria in futuro". La visita di Holmes in Ogaden è stata la prima di così alto livello dopo che il conflitto tra i ribelli dell'Ogaden national liberation front (Onlf) e il governo etiopico ha subito un'accelerazione lo scorso aprile, quando un attacco dell'Onlf a un'installazione petrolifera della regione, che ha provocato 74 morti, ha scatenato l'offensiva di Addis Abeba. Da allora, entrambe le parti hanno detto di aver ucciso centinaia di combattenti avversari. Ciò che più preoccupa però è la situazione della popolazione. Nella regione mancano cibo e medicinali e il proseguire dei combattimenti non lascia ben sperare. Secondo le Nazioni Unite, poco meno di un milione di persone avrebbero bisogno di assistenza. Parlando alla BBC, Holmes ha però detto di aver ricevuto assicurazioni da parte del governo di Zenawi, che si è impegnato a permettere alle agenzie umanitarie di recarsi in Ogaden per dare assistenza alla popolazione. (Mwinda, 29/11/07)

Torna ai titoli...


Il PM etiope e il presidente della Starbucks per l’industria del caffè etiope (Business Wire, 29/11/07)

Il Primo Ministro etiope Meles Zenawi e il presidente della Starbucks Corporation (Nasdaq: SBUX) Howard Schultz hanno oggi riconfermato il loro impegno per rendere l’Etiopia una forza leader nel mercato globale del caffè speciale. Schultz e il Primo Ministro Meles hanno dichiarato che dalle loro discussioni sono emerse relazioni più profonde tra l’Etiopia, la patria del caffè, e la Starbucks, una delle più grosse società al mondo di caffè speciale. Il Primo Ministro e Schultz hanno discusso su come espandere il branding e il marketing delle eccellenti varietà di caffè etiope famose in tutto il mondo, al fine di aiutare gli agricoltori a ottenere prezzi migliori e garantire migliori opportunità per i milioni di Etiopi la cui sussistenza dipende dal caffè. Schultz ha annunciato che la società inaugurerà un Centro di Sostegno Starbucks per gli Agricoltori nella capitale etiope nel 2008. Tale struttura, la prima del genere in Africa, consentirà alla Starbucks di lavorare in collaborazione con gli agricoltori etiopi per innalzare la qualità e la produzione dei caffè speciali di alta qualità del Paese. (…) All’inizio di quest’anno, la Starbucks ha siglato un accordo di distribuzione, marketing e licenza con l’Etiopia e si è impegnata nel collaborare per sensibilizzare i consumatori sulle famose marche di caffè etiope: Sidamo, Harar/Harrar e Yirgacheffe. (…) Il Centro di Sostegno Starbucks per gli Agricoltori di Addis Abeba fornirà risorse e sostegno continuativo alle comunità del settore del caffè con l’obiettivo di migliorare la qualità del caffè e le pratiche di coltivazione e di aumentare il numero di agricoltori che attuano le pratiche Coffee and Farmer Equity (C.A.F.E.), ovvero le linee guida Starbucks per un acquisto sostenibile del caffè. (…)(Business Wire, 29/11/07)

Torna ai titoli...


Bombe sui civili: esercito e ribelli si accusano a vicenda (M.Fagotto, Peacereporter, 21/11/2007)

Che a compierli siano state le Forze Armate etiopi oppure i ribelli dell'Ogaden National Liberation Front, poco importa. Fatto sta che, negli ultimi mesi, la recrudescenza del conflitto nell'Ogaden, la regione orientale etiope abitata in maggioranza da somali, ha portato alla morte di un alto numero di civili. Impossibile avere stime attendibili, visto che la zona è interdetta alla maggior parte degli operatori umanitari e dei giornalisti. Ma i profughi che abbandonano il Paese per rifugiarsi nei campi del Kenya settentrionale raccontano di attacchi ai villaggi, stupri etnici e massacri sistematici. - Rimasta a bassa intensità per anni, la guerra nell'Ogaden ha conosciuto un'improvvisa impennata ad aprile, a séguito di un attacco degli uomini dell'Onlf a una installazione petrolifera cinese che provocò la morte di 74 persone. Da allora, l'esercito ha lanciato una vasta offensiva per sconfiggere i ribelli, che dal 1984 chiedono l'autodeterminazione per i somali che abitano la regione. Esercito e Onlf ogni settimana emettono comunicati stampa in cui dichiarano di aver ucciso centinaia di nemici, smentendo l'uno i bilanci dell'altro: la scorsa settimana, le Forze Armate etiopi avevano reso noto di aver ucciso almeno cento ribelli, mentre i ribelli avevano dichiarato di aver eliminato circa 700 soldati. L'unica cosa sicura, confermata da fonti diplomatiche ad Addis Abeba contattate da alcune agenzie di stampa internazionali, è l'escalation del conflitto: l'esercito avrebbe trasportato in Ogaden l'artiglieria pesante e alcuni elicotteri d'assalto, che i ribelli sostengono siano stati usati per bombardare alcuni civili nei pressi di un pozzo lo scorso fine settimana. L'assistenza alle vittime rimane proibitiva, nonostante un recente accordo tra governo e Nazioni Unite che permetterà al personale dell'Onu di fornire aiuti, i quali compenseranno in parte le recenti espulsioni dalla regione della Croce Rossa Internazionale e di Medici senza Frontiere. Abusi. (…)(M.Fagotto, Peacereporter, 21/11/2007)

Torna ai titoli...


I ribelli dell'Ogaden accusano il governo: ''Bombarda i villaggi'' (Peacereporter, 19/11/2007)

I ribelli separatisti della regione Ogaden hanno affermato che gli attacchi subiti dai civili negli ultimi tempi hanno causato numerosi vittime. Il gruppo ribelle dell'Ogaden National Liberation Front (Onlf) ha dichiarato che le truppe etiopi hanno utilizzato elicotteri con armamento pesante per attaccare i villaggi, costringendo circa 1.500 rifugiati dell'Ogaden a scappare nel Kenya del nord. Gli scontri nella regione vanno avanti da aprile, quando i ribelli attaccarono una raffineria di petrolio cinese uccidendo 74 persone. I rifugiati nel nord del Kenya hanno dato una descrizione straziante degli assalti del governo ai loro villaggi nell'Ogaden. L'Etiopia ha respinto le accuse definendole: "propaganda dei ribelli". L'Onlf, fondato nel 1984, combatte per i diritti della popolazione locale che parla somalo. (Peacereporter, 19/11/2007)

Torna ai titoli...


Il pantano senza fondo (Matteo Fagotto, Peacereporter, 15/11/07)

(…) E' passato quasi un anno da quando, lo scorso dicembre, le truppe etiopi entrarono nella capitale somala, dopo aver scacciato senza colpo ferire gli uomini delle Corti islamiche. In pochi mesi, il trionfo etiope si è trasformato in una vittoria di Pirro, con gli insorti somali che, in un'altra analogia irachena, hanno preferito ingaggiare un'estenuante lotta di retroguardia contro una forza di occupazione molto più potente. Il risultato sono stati migliaia di morti, soprattutto civili, e centinaia di migliaia di sfollati, frutto principalmente delle rappresaglie delle truppe somalo-etiopi, incapaci di stanare i ribelli e costrette a inseguire un nemico sfuggente, appoggiato dalla popolazione e che si nasconde in ogni dove. Il fallimento militare fa pendant con quello politico: i due maggiori alleati di Addis Abeba, il presidente Abdullahi Yusuf e il premier Mohammed Gedi, si sono affrontati per mesi in una lotta che ha visto soccombere il secondo, costretto a rassegnare le dimissioni. Più in generale, Parlamento e governo, più impegnati a litigare tra loro che a risollevare il Paese, non sono riusciti a combinare granché. La Somalia rimane uno stato in preda alla guerra civile, con centinaia di migliaia di sfollati senza assistenza, un'economia allo sbando e servizi inesistenti. In una situazione così disperata, i somali hanno sviluppato doti non comuni per sopravvivere, ravvivando certi settori economici e mettendosi in proprio per garantire alcuni servizi di base, come le scuole. Dal governo, impegnato negli ultimi giorni ad attuare l'ennesima stretta contro i media locali, non arrivano aiuti di alcun tipo. E l'Etiopia, grazie al cui esercito le istituzioni somale riescono a sopravvivere, si ritrova ad aver scommesso sul cavallo sbagliato. Neanche l'internazionale guerra al terrorismo basta più giustificare la presenza etiope a Mogadiscio. Lo scorso fine settimana, l'Egitto ha chiesto alla comunità internazionale di prendersi le sue responsabilità, velocizzando la partenza degli etiopi che, secondo un diplomatico cairota, sono diventati parte del problema invece di esserne la soluzione. La realtà è che l'Etiopia, con tutti i suoi limiti, è l'unica nazione disposta a sporcarsi le mani nel pantano somalo: dei quattro Paesi che avevano promesso soldati per la missione dell'Unione Africana, solo l'Uganda ha rispettato l'impegno. Ora, la missione di stanza a Mogadiscio conta 1.600 uomini (invece degli 8.000 previsti) e non ci sono segni che altri Paesi si facciano avanti per colmare il gap. Le parole del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, che ha recentemente definito “non realistica” l'eventualità di un dispiegamento di forze Onu nel Paese, fotografano bene la situazione. Secondo il segretario, l'unica soluzione sarebbe la creazione di una “coalizione di volenterosi”, anche questa in stile Iraq, che aprà la strada a un non garantito intervento Onu in futuro. Con una piccola differenza: mentre gli Usa avevano trovato decine di partner per la loro avventura irachena, a Mogadiscio nessuno vuole metter piede. (Matteo Fagotto, Peacereporter, 15/11/07)

Torna ai titoli...


Abay: arriva la prima auto costruita in Africa (Duemotori, 11/11/2007)

L'Africa è un mercato ancora largamente acerbo per il settore automobilistico, e fino ad ora solo un paio di costruttori cinesi che hanno iniziato a prendere seriamente in considerazione l'ipotesi di espandersi nel continente nero. Holland Car è la prima realtà automobilistica africana: si tratta di una fabbrica realizzata per assemblare le Lifan 520, una vettura cinese che per l'occasione è stata ribattezzata Abay, dal nome del più grande fiume etiope. L'Abay non è certo una vettura a buon mercato, considerando il reddito medio in Etiopia: per 16.000 dollari americani si potrà acquistare infatti una vettura dotata di componenti come l'ABS o gli airbag, e la qualità generale dell'auto è stata tenuta volutamente alta. L'Abay è spinta da un motore quadricilindrico da 1.3 litri, accoppiato ad un cambio manuale a 5 marce. (Duemotori,  11 /11/2007)

Torna ai titoli...


Progetto internazionale malaria, -60% di morti (Il SecoloXIX, 10/11/2007)

Il Progetto malaria da' i primi, incoraggianti risultati. Nel Tigray, regione del nord dell'Etiopia, tra le piu' colpite da questa patologia, c'e' stato infatti un calo di mortalita' di oltre il 60%. Lanciato nel 2005, il progetto - promosso dal ministero della Salute e Novartis Italia in collaborazione con il ministero della salute del Tigray, l'Oms, l'Ospedale dermatologico italiano di Makale in Etiopia e l'Istituto dermatologico San Gallicano Irccs di Roma - si basa sull'idea di portare diagnosi e terapie direttamente nei villaggi, senza aspettare che la le gente si rivolga agli ospedali, spesso troppo lontani. Punto di riferimento all'interno dei villaggi sono i cosiddetti "health community workers", veri e propri volontari della salute: membri della popolazione che hanno ricevuto una formazione ad hoc ed effettuano il primo intervento. Un modus operandi che in due anni, su un campione di circa 134 mila pazienti trattati, si e' dimostrato molto efficace. (Agr)(Il SecoloXIX,  10/11/2007) 

Torna ai titoli...


Ministro etiope: 'Nessuna intenzione di invadere l'Eritrea'(Peacereporter, 09/11/2007)

L'Etiopia ha dichiarato oggi che non esiste nessun piano di invasione dell'Eritrea. Il chiarimento è giunto dopo che il governo di Asmara, capitala eritrea, ha dichiarato per la quarta volta in una settimana che l'Etiopia si sta preparando per un assalto contro lo stato sul Mar Rosso. Le tensioni tra le due nazioni confinanti sul Corno d'Africa sono aumentate nelle ultime settimane e ora entrambe si accusano reciprocamente di muovere truppe verso la contestata frontiera. Il ministro dell'Informazione Berhane Hailu ha riferito dalla capitale Addis Abada che: "Deve essere assolutamente chiaro che l'Etiopia non ha nessuna ragione o ambizione per invadere l'Eritrea".(Peacereporter, 09/11/2007)

Torna ai titoli...


Rapporto Onu, allarme scontri al confine (SwissInfo, 07/11/2007)

Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon è "seriamente preoccupato" per le crescenti tensioni tra Etiopia ed Eritrea dopo i recenti scontri a fuoco al confine tra i due Paesi. "La tensione tra le parti" e "il rafforzamento degli schieramenti militari lungo la frontiera" tra Etiopia ed Eritrea sono "fonti di seria preoccupazione", ha scritto Ban in un rapporto indirizzato al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Nel documento pubblicato oggi, il segretario generale chiede nuovamente ai due Paesi di usare la "massima moderazione" e di rispettare gli accordi di Algeri che fermarono la guerra di confine nel 2000 in cui morirono circa 70 mila persone. Ban invita a mantenere l'integrità della cosidetta zona di sicurezza temporanea, un'area-cuscinetto stabilita dalle Nazioni Unite dove è stata dispiegata una forza per il mantenimento della pace, la Unmee. Il segretario generale ha chiesto a Etiopia ed Eritrea di trovare un'intesa affinché la commissione per i confini tra i due Paesi (Eebc) possa procedere a tracciare una linea di demarcazione condivisa. (SwissInfo, 07/11/2007)

Torna ai titoli...


270 soldati morti in Ogaden. (Ansa, 04/11/07)

I ribelli del Fronte nazionale per la liberazione dell'Ogaden (Onlf) hanno detto di aver ucciso 270 soldati etiopici. Sarebbe accaduto nei combattimenti nella remota regione orientale del Corno d'Africa. L'Onlf ha annunciato che "un gran numero" di suoi uomini combattevano le truppe governative etiopiche in 5 luoghi tra il 26 ottobre e il 1 novembre. Il primo ministro etiopico Meles Zenawi ha smentito (Ansa,04/11/07)

Torna ai titoli...


Ogaden: la smentita di Aaddis Abeba (GB, Misna, 23/10/2007)

Il primo ministro Meles Zenawi ha smentito con una battuta i bilanci di vittime in scontri tra esercito e ribelli forniti oggi dagli indipendentisti del Fronte nazionale di liberazione Ogaden (Onlf) e le affermazioni dell’Onlf che stamani aveva sostenuto di aver circondato una parte dell’esercito costringendo Abay Tsehave, un consigliere delle stesso Zenawi a fuggire in elicottero. “Lo stesso Abay mi ha chiesto come fosse stato possibile circondare un intero esercito, dal momento che lui stesso non era circondato” ha riferito Zenawi davanti al Parlamento riunito nella capitale Addis Abeba. Nonostante la battuta di Zenawi, sembra però che gli scontri degli ultimi due giorni in Ogaden abbiano causato diverse vittime: secondo fonti ribelli sono 250 i soldati di Addis Abeba caduti in combattimento; nessun commento invece a questo riguardo da parte delle autorità etiopiche. L’assenza di fonti indipendenti e la difficoltà di reperire informazioni di prima mano non consente in questo momento di poter affermare che i combattimenti si sono conclusi né di stilare bilanci anche parziali del numero di morti e feriti. (GB, Misna, 23/10/2007)

Torna ai titoli...


Il gruppo armato Onlf dice di aver ucciso 250 soldati (Peacereporter, 23/10/2007)

Il gruppo armato etiope, l'Ogaden national liberation front (Onlf), ha fatto sapere che continuano gli scontri con le forze di sicurezza nella remota regione orientale, e che il numero dei soldati uccisi è salito a quota 250. Il governo etiope, invece, continua a negare le cifre dell'Onfl, definendole false. Nessuna verifica indipendente è stata possibile. Affrontando da tempo molti scontri a fuoco nelle aree più lontane del paese, il primo ministro Meles Zenawi ha parlato di una offensiva senza precedenti contro l'Onlf, dopo il raid in un campo petrolifero cinese, durante il quale sono state uccise 74 persone. Nell'ultimo comunicato militare, l'Onlf ha detto che la battaglia è continuata per tutta la domenica, dicendo ieri di aver ucciso 140 soldati. (Peacereporter,  23/10/2007)

Torna ai titoli...


Ogaden, un genocidio occultato (Raffaele Matteotti, Altrenotizie, 15/10/2007)

Una grande cospirazione del silenzio si sta dando da fare per occultare l’ennesimo genocidio. Un regione non troppo remota, l’Ogaden, si trova circondata dalle truppe di un governo dittatoriale. La regione ospita quasi cinque milioni di abitanti, seicentomila stanno per morire di fame secondo diverse organizzazioni internazionali. Il governo ha sigillato la regione, armando bande di predoni e praticando la pulizia etnica nelle zone più densamente popolate dall’etnia che costituisce l’ossatura locale della resistenza al governo centrale. Case bruciate, esecuzioni pubbliche, lo stupro come arma terrorizzante; un menù già tristemente noto. Decine di paesini sono stati bruciati, centinaia di migliaia i profughi, una fotocopia di quanto accaduto in Darfur. Diversamente dal Darfur però la regione non è accessibile, la dittatura ha sigillato i confini ottenendo non solo di affamare la popolazione, ma anche di impedire l’accesso di curiosi. I curiosi esistono ancora, fortunatamente, ma ben poco possono fare. Il giornalista inglese David Blair è stato arrestato e trattenuto, poi liberato ed espulso, nonostante l’atteggiamento per niente aggressivo nei confronti della dittatura, fino a poco tempo fa era decisamente più ostile ai “ribelli” che al governo. Al giornalista del New York Times, Jeffrey Gettleman, che è riuscito a documentare le atrocità è andata un po’ peggio ed è “sparito” per una settimana prima di essere espulso. (…) - NdR. L'Ogaden è una regione dell'Etiopia. Fa parte della Regione somala della nazione. Storicamente l'Ogaden fu noto anche come Somalia Abissina. I nazionalisti dell'Ogaden la chiamano Ogadenia e dichiarano che è una nazione distinta sotto occupazione etiope. Il popolo Ogadeni è prevalentemente composto da somali etnici e da musulmani. Da Wikipedia  (Raffaele Matteotti, Altrenotizie, 15/10/2007)

Torna ai titoli...


L'Ue sollecita il governo a consentire aiuti umanitari all'Ogaden (Peacereporter, 09/10/2007)

L'Unione Europea ha inviato oggi un messaggio al governo dell'Etiopia per sollecitarlo a consentire l'arrivo di aiuti umanitari ai civili nella regione a maggioranza somala dell'Ogaden, da mesi teatro di scontri tra esercito e ribelli separatisti. L'appello segue una richiesta simile giunta il mese scorso dagli inviati dell'Onu nella regione, che esprimeva preoccupazione per il deterioramento della situazione umanitaria nell'ultimo periodo. Il governo etiope aveva risposto che si sarebbe attivato per migliorare la situazione, ma secondo Medici senza frontiere e Croce rossa internazionale resta impossibile per le missioni di assistenza raggiungere l'Ogaden. Da mesi i ribelli del Fronte nazionale di liberazione dell'Ogaden accusano il governo centrale guidato da Meles Zenawi di bloccare la regione, tra le più povere del Paese, con il rischio di scatenare una carestia "creata dall'uomo".(Peacereporter, 09/10/2007)

Torna ai titoli...


Cancelliere tedesco: “l’europa può fare di più per l’africa” (GB, Misna, 04/10/2007)

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha iniziato il suo viaggio in Africa chiedendo, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il primo ministro Meles Zenawi, maggiori aperture democratiche dell’Etiopia. “E’ nostro interesse – ha detto il cancelliere – che questa società si apra garantendo i diritti dell’opposizione e la libertà di stampa ed espressione. Elementi che sono condizione necessaria per uno sviluppo economico”. Merkel, nel suo primo viaggio nell’Africa sub-sahariana che la porterà anche in Liberia e Sudafrica, ha già annunciato che i temi ufficiali in agenda sono la lotta alla povertà, alla corruzione e il sostegno al buon governo, ma anche la cooperazione internazionale. “L’Europa – ha aggiunto – deve fare di più per l’Africa, e il vertice Unione Africa-Unione Europea in programma a Lisbona a dicembre sarà importante per trovare strategie comuni al fine di migliorare cooperazione e rapporti tra i due continenti”. (GB, Misna,  04/10/2007)

Torna ai titoli...


Etiopia pronta a venir meno ai patti sulle zone di confine (Peacereporter, 25/09/07)

L'Etiopia ha fatto sapere di essere pronta a rivedere la propria posizione sui patti con l' Eritrea, che riguardano la regolamentazione delle zone di confine e che hanno messo fine agli scontri che fino al 2000 hanno causato 70 mila vittime. Le autorità governative etiopi accusano infatti il paese vicino di infrangere continuamente gli accordi che regolamentano i reciproci rapporti, anche coordinando attività terroristiche. (Peacereporter,  25/09/07)

Torna ai titoli...


Governo accusato di aver manipolato la visita dei funzionari delle Nazioni Unite (Peacereporter, 19/09/07)

Il gruppo locale per i diritti umani "Ogaden Human Rights Committee" ha accusato pubblicamente il governo etiope di aver manipolato la visita di alcuni membri delle Nazioni Unite nella remota regione dell'Ogaden, la più colpita da episodi di guerriglia e violenze. L'organizzazione etiope, che si ritiene indipendente, sostiene infatti che dopo mesi di richieste indirizzate alle Nazioni Unite per programmare una missione nelle zone più disagiate della regione, i funzionari non avrebbero visitato proprio le aree dove hanno luogo le peggiori violazioni dei diritti umani. Il governo etiope, accusato di essere intervenuto in modo illegittimo nel percorso previsto, si è limitato a negare di aver manipolato il viaggio. (Peacereporter,  19/09/07)

Torna ai titoli...


Ribelli Ogaden accusano Addis Abeba di genocidio (Swissinfo, 13/09/07)

I ribelli dell'Ogaden, ampia regione nell'est dell'Etiopia, hanno accusato oggi il governo di Addis Abeba di star compiendo un vero e proprio genocidio nei confronti della popolazione locale, ed invita l'opinione pubblica internazionale, in particolare le Nazioni Unite, a mobilitarsi per bloccare questa catastrofica deriva. Lo afferma un comunicato diffuso oggi a Nairobi dal Fronte Nazionale di Liberazione dell'Ogaden (ONLF). In particolare il gruppo chiede che la prossima missione dell'ONU nella regione, che dovrebbe aver luogo nel corso di questo mese, possa recarsi dove meglio ritiene, e non sia obbligata a visitare solo le zone che il governo etiopico consentirà loro di vedere. La stragrande maggioranza della popolazione dell'Ogaden è di etnia, lingua e cultura somala, oltre che di religione musulmana. Da anni si batte per una maggiore autonomia, se non per l'indipendenza, ovvero il ricongiungimento con la confinante Somalia. Negli ultimi tempi gli scontri tra guerriglia e forze governative si sono moltiplicati: voci insistenti - provenienti soprattutto dalle organizzazioni non governative operanti in zona, che per queste denuncie rischiano costantemente chiusura ed espulsione, spesso deliberate dal governo e poi ritirate sotto pressioni internazionali - segnalano di repressioni molto dure da parte delle truppe etiopiche. Si parla di omicidi, stupri, violenze diffuse e villaggi bruciati. (Swissinfo, 13/09/07)

Torna ai titoli...


Si entra nel 2000: festa grande con sette anni ritardo (Tgcom, 12/09/07)

A mezzanotte anche l'Etiopia, che usa un proprio calendario basato sull'antico calcolo della locale Chiesa cristiana ortodossa, è entrata nell'anno 2000. Con sette anni di ritardo rispetto al resto del mondo il Paese è quindi entrato nel terzo millennio. I festeggiamenti sono stati caratterizzati nella capitale da una consistente partecipazione popolare e da discorsi con forti accenti nazionalistici pronunciati dai politici del paese. In particolare, il primo ministro Meles Zenawi ha esaltato il passato dell'Etiopia, sottolineando che fu uno dei primi regni cristiani della storia. Il cambio di millennio è stato festeggiato anche con uno spettacolo di fuochi d'artificio che hanno illuminato il cielo di Addis Abeba e decine di migliaia di persone nelle strade. Il presidente Girma Woldergiorgis ha dal canto suo annunciato di aver concesso l'amnistia a circa 18.000 etiopi, "in carcere da più di 20 anni - secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Ena - per stupro, omicidio, furto d'armi e altri crimini". (Tgcom, 12/09/07)

Torna ai titoli...


Nuovo “no” di Addis Abeba su tracciato confine (CC, Misna, 10/09/07)

Il governo di Addis Abeba “non può accettare il tracciato” della commissione ONU (Eebc) incaricata di porre fine alla disputa che oppone l’Etiopia all’Eritrea sul confine comune tra i due paesi del Corno d’Africa. Dopo una riunione tra esponenti dei due stati e della commissione tenutasi all’Aja il 6 e 7 settembre scorso, l’Etiopia ha ribadito che “le coordinate (del tracciato di demarcazione della commissione, Ndr) sono state stabilite arbitrariamente” ; l’Etiopia considera che le decisioni della commissione favoriscono l’Eritrea, attribuendole la sovranità sulla piccola località contesa di Badme. All’Aja, i rappresentanti di Asmara si erano invece impegnati a sostenere i lavori di preparazione all’istallazione del confine a condizione che “l’Etiopia cooperi con la commissione”. Dopo la fine di due anni di guerra che oppose i due paesi vicini fino agli accordi di Algeri del 18 giugno 2000, la commissione ONU stabilì nel 2002 un tracciato, da allora contestato dal governo etiope di Meles Zenawi, che ha ripetutamente chiesto una revisione della demarcazione. L’Eebc dovrà essere sciolta a novembre prossimo e in assenza di un accordo tra le due parti, il confine verrà delimitato secondo l’attuale tracciato. Il 20 novembre scorso, la commissione internazionale diede un anno a Addis Abeba ed Asmara per esaminare le loro posizioni e cercare di raggiungere un accordo sul confine. e (CC, Misna 10/09/07)

Torna ai titoli...


Governo nega a MSF di assistere civili in Ogaden (Agi, 31/08/07)

Il governo etiope ha ripetutamente negato a Medici Senza Frontiere (Msf) l'accesso a cinque zone della Somali Region, solitamente riferite con il nome di Ogaden, dove dall'inizio di luglio sono in corso operazioni militari. Lo ha riferito la stessa organizzazione umanitaria.Il mese scorso Msf ha condotto missioni esplorative nelle aree della Somali Region dove ci sono attualmente scontri tra le truppe dell'esercito etiope e diversi gruppi armati. Le valutazioni degli operatori hanno confermato "bisogni sanitari urgenti e una crisi umanitaria che va deteriorandosi". Tuttavia, nonostante un accordo scritto con Msf, le autorita' di Addis Abeba "continuano a negare a Medici senza frontiere la possibilita' di accedere all'area per portare assistenza umanitaria alla popolazione vittima del conflitto".(Agi, 31/08/07)

Torna ai titoli...


Rinviata maratona per festeggiare nuovo millennio (Apcom/Alice, 30/08/07)

L'Etiopia ha rinviato per motivi di sicurezza la Great Ethiopia Run, la corsa di 10 chilometri organizzata ogni anno da Haile Gebrselassie, 2 volte campione olimpico dei 10.000 metri, in programma il 9 settembre. Alla gara avrebbero dovuto partecipare circa 30.000 atleti. La corsa è stata rinviata per la coincidenza dell'evento con il capodanno copto, che il 12 settembre farà entrare l'Etiopia nel terzo millennio. La corsa dovrebbe essere disputata il prossimo novembre. "E' difficile da accettare, ma cosa possiamo fare? La nostra priorità è la sicurezza del popolo, nient'altro", ha detto uno sconsolato Gebrselassie. Per salutare l'ingresso nel terzo millennio, sarà organizzata una festa lunga 10 ore in piazza Meskel, nella capitale Addis Abeba.(Apcom/Alice, 30/08/07)

Torna ai titoli...


Senzatetto deportati per non rovinare capodanno copto (Peacereporter, 29/08/07)

Per migliorare l'immagine della città in vista delle celebrazioni del terzo millennio secondo il calendario copto, il governo di Addis Abeba ha deciso di allontanare dai centri urbani la maggior parte dei senzatetto, circa 90.000 persone su una popolazione che supera di poco i 5 milioni. Alcuni sono stati trasferiti in campi allestiti per l'occasione, a pochi chilometri dalla città, in cui possono ricevere cibo e acqua; molti invece sono stati semplicemente rimandati nelle loro zone di origine. Le celebrazioni avranno luogo per 10 ore consecutive nella piazza centrale, Meskel square e il governo prevede che molti turisti arriveranno nel Paese per assistervi.(Peacereporter,  29/08/07)

Torna ai titoli...


Alluvioni fanno piu' di 100. 000 vittime (Agi/Reuters, 29/08/07)

E' salito a piu' di 100.000 il numero delle vittime delle alluvioni che nelle ultime settimane hanno flagellato l'Etiopia e ucciso almeno 17 persone. Lo ha riferito l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento affari umanitari (Ocha), secondo cui le regioni piu' colpite sono Amhara, Tigray, Gambella e South Sudan Nations and Nationalities Peoples State. Secondo l'Ocha, l'esondazione dei fiumi ha gia' favorito la diffusione di malattie infettive, che hanno ucciso 17 persone. Si teme per lo straripamento del lago Tana, alimentato a dismisura dalle forti piogge torrenziali degli ultimi giorni. Piogge e alluvioni hanno colpito anche Burkina Faso e Liberia, dove il numero di sfollati e persone rimaste senza acqua potabile rischia di creare un'altra emergenza umanitaria nel continente.(Agi/Reuters, 29/08/07)

Torna ai titoli...


Espulsi 6 diplomatici norvegesi per ''ingerenze in politica interna''(Peacereporter, 28/08/07)

L'Etiopia ha decretato l'espulsione di sei diplomatici norvegesi. La ragione, ha spiegato il portavoce di Addis Abeba, sono le loro ingerenze nella politica del Paese. L'ambasciata norvegese, infatti, ha promosso un secondo round di trattative sulle questioni territoriali tra Etiopia e Eritrea nel quartier generale Onu di New York, idea che Addis Abeba ha sempre avversato. I sei diplomatici dovranno lasciare il Paese entro il 15 settembre anche se, ha specificato il governo, questo non significa che le relazioni diplomatiche con la Norvegia siano interrotte.(Peacereporter,  28/08/07)

Torna ai titoli...


Onu; 100.000 colpiti da inondazioni, morti (Swissinfo, 28/08/07)

Più di 100.000 persone sono state colpite in Etiopia da devastanti inondazioni, che hanno già fatto 17 morti per malattie correlate. "Approssimativamente 103.000 persone nelle nazioni Amhara, Tigrai, Sud Sudan e nelle regioni delle Nazioni e popoli del Sud e di Gambela sono state colpite da inondazioni", ha detto l'Ocha, un'agenzia umanitaria dell'Onu, in un rapporto diffuso a Addis Abeba dopo giorni di forti piogge. Diciassette persone sono morte di diarrea acuta. Il livello delle acque del lago Tana, fonte del Nilo Azzurro, continua a salire, sottolinea il rapporto, facendo aumentare i rischi di altre inondazioni. L'Onu ha stimato che l'anno scorso 900 pesone siano morte in Etiopia a causa delle inondazioni.(Swissinfo, 28/08/07)

Torna ai titoli...


Eruzione vulcano in Afar, 5 morti e 2. 000 sfollati (Agi/Reuters, 22/08/07)

E' durata tre giorni, dal 12 al 15 agosto, e ha provocato almeno 5 morti e 2.000 sfollati l'eruzione di un vulcano nella remota e arida regione di Afar, nell'Etiopia settentrionale, al confine con l'Eritrea e il Gibuti. La lava ha travolto e ucciso anche 1.300 capi di bestiame, tra cammelli e capre. Lo ha reso noto l'Ufficio governativo per la Prevenzione dei disastri e la sicurezza alimentare. Gli esperti hanno riferito che l'eruzione ha aperto una frattura che corre sul terreno per almeno 10 chilometri e ha espulso lava e cenere fino a 300 metri di altezza. La regione di Afar e' conosciuta per le sue antiche saline ed abitata per lo piu' da pastori nomadi.(Agi/Reuters, 22/08/07)

Torna ai titoli...


Actionaid, due attivisti restano in cella dal 2005 (Agi, 18/08/07)

Due attivisti della societa' civile, il quarantenne Daniel Bekele di ActionAid-Etiopia e il 29enne Netsanet Demissie dell'Organizzazione per la Giustizia Sociale in Etiopia, restano in un carcere di Addis Abeba dove sono rinchiusi da quasi due anni, in seguito alle proteste dilagate all'epoca in Etiopia a causa delle elezioni del 2005, da piu' parti indicate come gravemente viziate da brogli e irregolarita'. Lo denuncia in una nota ActionAid, ente internazionale indipendente presente in oltre quaranta Paesi. I due sono accusati di vilipendio della Costituzione e dell'ordine costituzionale, e rimangono detenuti nonostante il rilascio, avvenuto in mattinata, di 31 tra co-imputati e altri esponenti dell'opposizione etiopica. In cella ormai vi sono dunque soltanto loro. "Il processo di Daniel e Netsanet non e' da considerarsi concluso finche' il verdetto non sara' stato annunciato", ha commentato Julian Filochowski, portavoce di ActionAid. "Essi continuano tenacemente a difendersi, nel tentativo di dimostrare la propria innocenza di fronte alla corte. Mentre i sostenitori dell'opposizione hanno attraversato un intero procedimento giudiziario, vale a dire accusa, sentenza, clemenza e rilascio, Daniel e Netsanet non possono che continuare a sostenere la propria posizione". I due attivisti contro la poverta', che non appartengono ad alcuna forza politica locale, hanno rifiutato di unirsi agli altri ex compagni di prigionia nel sottoscrivere un appello per ottenere un provvedimento di clemenza, giacche' cosi' facendo avrebbero automaticamente dovuto ammettere di aver svolto attivita' incostituzionali. "Con nostra grande delusione", ha concluso Filochowski, "la scorsa settimana la Corte Suprema d'Etiopia ha respinto la richiesta di Daniel e Netsanet di esser rilasciati su cauzione". ActionAid auspica una rapida conclusione del procedimento giudiziario, e l'assoluzione dei suoi attivisti. Anche Amnesty International li considera alla stregua di prigionieri per motivi di opinione e di difensori dei diritti umani. (Agi, 18/08/07)

Torna ai titoli...


Eruzione vulcano, fuga da villaggi, dispersi (Swissinfo, 15/08/07)

Fuga di centinaia di persone dalla regione di Afar, in Etiopia, dove un vulcano ha ricoperto di cenere i villaggi del distretto di Terru e fiumi di lava minacciano di sommergere le case di Dayulu and Gomoyta. Due le persone finora disperse ma si teme che altri possano mancare all'appello, ha reso noto l'agenzia ufficiale etiopicaEna. (Swissinfo, 15/08/07)

Torna ai titoli...


Ue: 11mln per le emergenze umanitarie. Gestione affidata ad Ong dell'Onu e della Cri (Ansa, 30/07/07)

Bruxelles ha stanziato complessivamente 11 milioni di euro per sostenere le emergenze umanitarie in Eritrea ed Etiopia. L'Eritrea ricevera' 6 milioni, che vanno ad aggiungersi agli altri 10,6 accordati dal 2005 ad oggi. Oltre un milione le persone che beneficeranno direttamente dei fondi europei, 500mila in Eritrea e 750mila in Etiopia. La gestione sul campo e' affidata a Ong internazionali, agenzie dell'Onu e Croce rossa internazionale. (Ansa, 30/07/07)

Torna ai titoli...


Ultimatum alla Croce rossa, 7 giorni per lasciare l'Ogaden (Peacereporter, 24/07/07)

La Croce rossa internazionale ha sette giorni di tempo per lasciare l'Ogaden, la regione al confine con la Somalia. L'ultimatum arriva dal governatore locale, Abdullai Hassan, che accusa la Croce rossa di criticare il suo operato sul suo sito web. Da tempo l'Ogaden è teatro di una serie di attacchi dei ribelli indipendentisti che accusano il governo centrale di bloccare l'ingresso alle forniture alimentari, provocando una carestia. Nonostante le difficoltà di movimento, le organizzazioni umanitarie della zona non hanno mai protestato ufficialmente timore di compromettere ulteriormente il loro operato.(Peacereporter, 24/07/07)

Torna ai titoli...


Zenawi,oppositori graziati. Liberi gia' da oggi (Ansa, 20/07/07)

Potrebbero essere liberati gia' oggi i 38 oppositori etiopici: il perdono totale e' stato annunciato dal primo ministro Zenawi. Trentacinque erano stati condannati all'ergastolo. "I loro diritti costituzionali sono stati ripristinati - ha detto il ministro - dopo la richiesta di clemenza". Erano stati accusati di incitamento alla violenza, di alto tradimento e cospirazione contro lo Stato, pene passibili della condanna a morte. (Ansa, 20/07/07)

Torna ai titoli...


Ergastolo per 34 oppositori (Swissinfo, 16/07/07)

Ergastolo per 34 dei 38 oppositori etiopici per i quali l'accusa aveva chiesto la pena capitale. Pene pesanti per gli altri quattro. Questa - informa radio Nairobi - la sentenza emessa oggi dall'alta corte di giustizia federale etiopica. Tra i 38 figurano i maggiori leader dell'opposizione, che aveva avuto un clamoroso successo nelle elezioni del 2005 (le prime democratiche del Paese), a loro dire amputato da brogli, che non le avrebbero consentito di ottenere la maggioranza parlamentare. (Swissinfo, 16/07/07)

Torna ai titoli...


Riaperto un campo di accoglienza per la nuova ondata di rifugiati somali(Aise, 13/07/07)

L’Unhcr inizia oggi le operazioni per il trasferimento di un gruppo di 500 rifugiati, fuggiti dalle zone martoriate della Somalia centrale e meridionale nel corso dell’ultimo anno a causa del recente conflitto, che saranno trasferiti, da oggi, nel campo di Teferi Ber, riaperto di recente. Fino ad ora si trovavano nell’area di Kebribeyah, nell’Etiopia orientale, nei pressi del confine con la Somalia. Questi 500 rifugiati fanno parte di un gruppo di 4mila rifugiati somali ai quali l’Unhcr e l’Autorità nazionale etiope per i Rifugiati e i Rimpatriati (L’Arra) hanno da poco riconosciuto la status di rifugiato. I casi di altri 7mila somali che sostengono anch'essi di essere fuggiti a causa dei combattimenti e delle gravi condizioni di sicurezza in Somalia verranno prossimamente esaminati in altri campi dell’Etiopia orientale. Teferi Ber, a circa 120 chilometri a nord di Kebribeyah, ha già ospitato un campo dell’ Agenzia dell’Onu negli anni ‘90, quando vi vivevano circa 49mila rifugiati, principalmente somali fuggiti a causa del conflitto nel loro paese. Il campo fu ufficialmente chiuso nel 2001 dopo che tutti i residenti avevano fatto ritorno nel proprio paese, soprattutto nell’autoproclamata repubblica del Somaliland. Dopo l’arrivo a Teferi Ber, i rifugiati trascorreranno tre giorni in un centro di accoglienza dove verranno loro assegnati un appezzamento di terra e materiali da costruzione affinché si costruiscano i propri alloggi. Riceverrano inoltre alimenti oltre a teli impermeabili, coperte, materassini, utensili per la cucina, taniche per l'acqua, stufe a cherosene e sapone. L’Arra ha predisposto una struttura medica temporanea fino a quando non si potranno costruire strutture mediche permanenti. La regione somala dell’Etiopia ospita già oltre 16.500 rifugiati, ma i nuovi arrivi porteranno il numero totale a 20.300. All’apice della crisi somala nei primi anni ‘90 la regione ospitava 628mila rifugiati distribuiti in otto campi. Dopo che la stragrande maggioranza di essi ha fatto ritorno in Somalia fra il 1997 e il 2005, tutti i campi, tranne quello di Kebribeyah, sono stati chiusi.(Aise, 13/07/07)

Torna ai titoli...


Pena di morte per 38 esponenti dell'opposizione (Peacereporter, 09/07/07)

E' stata chiesta la pena di morte per i 38 esponenti dell'opposizione etiope della Coalizione per l'Unità e la Democrazia (Cud), arrestati dalle autorità dopo i sanguinosi fatti del 2005 con le accuse di 'tradimento' e 'genocidio'. Durante i violenti scontri con la polizia avvenuti durante le proteste popolari organizzate all'epoca dalle Cud per denunciare brogli elettorali, persero la vita 193 persone. Gli avvocati dei 38 imputati sostengono che tutto il processo sia solo una farsa messa in piedi dal regime per colpire le opposizioni.(Peacereporter, 09/07/07)

Torna ai titoli...


Ogaden, Ong accusa l'esercito di costringere migliaia di persone a sfollare (Peacereporter, 04/07/07)

Un gruppo per la difesa dei diritti umani con base negli Stati Uniti ha accusato l'esercito etiope di bruciare le case di migliaia di persone, costringendole a sfollare, in una campagna contro i ribelli separatisti dell'Ogaden, la regione del sud-orientale. Il primo ministro, Meles Zenawi, ha annunciato un provvedimento severo contro i guerriglieri dell'Ogaden che nell'aprile scorso misero a segno un raid in un giacimento petrolifero cinese, uccidendo 74 persone. Il Fronte di liberazione nazionale dell'Ogaden sta combattendo per avere più autonomia per la propria regione, al confine con la Somalia. Addis Abeba, invece, ha da subito risposto classificando il gruppo separatista come terrorista e stipendiato dall'Eritrea, nemico da sempre. (Peacereporter,04/07/07)

Torna ai titoli...


Il governo si prepara a difendersi da un possible attacco eritreo (Peacereporter, 28/06/07)

Il primo ministro etiope ha dichiarato, questa mattina, che le truppe si stanno preparando ad un attacco da parte dell'Eritrea. Il governo eritreo non ha ancora rilasciato commenti a riguardo. I due paesi confinanti hanno combattuto una guerra di frontiera dal 1998 al 2000, nella quale centinaia di persone hanno perso la vita. Le forze di pace delle Nazioni Unite stanno monitorando la zona sul confine, ma da tempo l'Etiopia accusa le truppe eritree di infiltrarsi nel paese. La commissione nominata dall'Onu per vigilare sul 'cessate il fuoco' e per tracciare il confine tra i due paesi aveva assegnato la città contesa di Badme all'Eritrea, ma l'Etiopia non l'ha ancora consegnata. (Peacereporter,  28/06/07)

Torna ai titoli...


Offensiva nell’Ogaden: vittime civili secondo ribelli (RC, Misna, 25/06/07)

I ribelli separatisti del Fronte nazionale di liberazione dell’Ogaden (Onlf) hanno accusato l’esercito di avere usato degli aerei da guerra per bombardare tre villaggi uccidendo 40 civili e che altri 57 sarebbero morti negli ultimi 10 giorni di battaglie. “Abbiamo appreso dai nostri comandanti che (l’esercito governativo) ha bombardato a tappeto tre villaggi, Abaaqorow, Dar es Salaam e Ayun, con i caccia lo scorso giovedì. Circa 40 civili sono morti. Altri 57 sono morti in altri incidenti” ha detto all’agenzia di stampa ‘Reuters’ Abdirahman Mahdi, membro fondatore dell’Onlf e suo portavoce in Inghilterra, aggiungendo che l’esercito etiope avrebbe perso “tra i 200 e i 300 soldati”, l’Onlf “tra 20 e 30” uomini. Informazioni e accuse definite “infondate” da Bereket Simon, consigliere speciale del primo ministro Meles Zenawi che all’inizio del mese aveva annunciato una pesante offensiva contro l’Onfl. “(I ribelli) sono in fuga… L’Etiopia non ha la linea di usare aerei da guerra per i conflitti interni. Le accuse dell’Onlf mirano a coprire i crimini che ha inflitto ai civili” ha aggiunto Simon. I ribelli dell’Onlf sono somali che da anni combattono contro il governo di Addis Abeba chiedendo l’autonomia della vasta regione sud-orientale dell’Ogaden. (RC, Misna,  25/06/07)

Torna ai titoli...


Pronta a ritirare sue truppe dalla Somalia (Agr.Corsera, 10/06/07)

L'Etiopia sarebbe pronta a ritirare le sue truppe dalla Somalia per aiutare il governo di Mogadiscio a sconfiggere la milizia radicale islamica. A riferirlo l'inviato Onu per la Somalia, Francois Lonseny Fall, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa egiziana Mena. Lonseny Fall ha incontrato oggi al Cairo il ministro degli Esteri egiziano Ahmed Abul Gheit, per discutere di sicurezza e della situazione umanitaria in Somalia. (Agr.Corsera,  10/06/07)

Torna ai titoli...


Violenze elettorali 2005, altri 55 esponenti opposizione (RC, Misna, 06/06/07)

Cospirazione per lanciare una rivolta armata contro il governo in seguito alle elezioni del 2005: è questa l’incriminazione mossa dal governo etiope contro 55 membri della Coalizione per l’unità e la democrazia (Cud), il principale partito d’opposizione che alle legislative di due anni fa ottenne oltre 100 seggi, ma che finora ha boicottato il Parlamento federale. Lo riferisce l’agenzia statale etiopica (Ena). Altre 131 persone – dirigenti dell’opposizione, giornalisti, esponenti della società civile e intellettuali – sono già state accusate di alto tradimento e tentato genocidio dopo le legislative del maggio 2005 e le proteste anti-governative che, tra giugno e novembre, provocarono almeno 199 vittime. Di questo secondo gruppo di 131 persone, 62 sono state prosciolte e rilasciate, 36 sono state giudicate colpevoli in absentia, mentre le rimanenti sono tuttora sotto processo. Secondo il procuratore pubblico Shemeles Kemal, il procedimento attuale “non ha nulla a che fare con quanti sono già sotto processo, semmai ne è una continuazione”. “Gli imputati sono differenti” ha precisato Kemal, accusandoli di avere operato sotto la copertura di un’organizzazione illegale denominata il Fronte d’unità nazionale popolare etiopico. L’esito generale delle elezioni politiche del 2005, che secondo il rapporto finale degli osservatori europei pubblicato un anno fa “non hanno soddisfatto i criteri internazionali di elezioni democratiche e giuste”, ha riconfermato al potere il Fronte popolare rivoluzionario democratico etiopico (Eprdf) del primo ministro Meles Zenawi. In seguito ai provvedimenti presi da Zenawi contro opposizione ed esponenti della società civile, nel dicembre 2006 l’Unione Europea ha sospeso gli aiuti al governo. (RC, Misna,06/06/07)

Torna ai titoli...


Accusati di ribellione armata 55 membri dell'opposizione (Peacereporter, 05/06/07)

Il governo etiope ha accusato 55 membri dell'opposizione di aver tentato di organizzare una ribellione armata. La notizia è stata diffusa oggi dall'agenzia di stampa statale Ethiopian News Agency (Ena). Il caso è solo l'ultimo episodio in ordine di tempo della repressione ai danni dell'opposizione, soprattutto dei membri della Coalizione per l'Unità e Democrazia (Cud), da quando le elezioni parlamentari del 2005 si sono concluse nella violenza, uccidendo circa 200 persone. Il gruppo, secondo l'accusa, avrebbe ricevuto gli ordini da leader in esilio negli Stati Uniti e in Germania. I difensori dei membri dell'opposizione non si sono resi immediatamente reperibili per commentare la notizia. (Peacereporter,  05/06/07)

Torna ai titoli...


Attentato stadio in Ogaden, almeno 6 morti (Swissinfo, 28/05/07)

E' di almeno sei morti e 40 feriti il bilancio di un attentato dinamitardo nello stadio di Jijiga, la capitale dello regione occidentale dell'Ogaden. Le vittime sono state investite dall'esplosione di quattro bombe a mano lanciate sulla folla che stava celebrando l'anniversario della fine del regime dell'ex dittatore Mengistu Haile Mariam nel 1991. "Tre persone sono morte sul colpo mentre le altre sono state travolte dalla folla in fuga che tentava di scappare", ha spiegato il vicepresidente della regione Jema Ahmed Jema. Nell'attacco e' rimasto leggermente ferito a una gamba anche il presidente dell'Ogaden Mohammed Ali Sero. Jema ha puntato il dito contro due gruppi locali ribelli il Fronte di Liberazione Oromo e il gruppo Al-Ittihad Al-Islami, sostenuti da forze eritree. (Swissinfo, 28/05/07)

Torna ai titoli...


Liberati tre giornalisti Nyt catturati 5 giorni fa (Swissinfo, 23/05/07)

Tre giornalisti del New York Times sono stati detenuti per cinque giorni dalle forze militari etiopiche dopo essere stati presi prigionieri nell'Ogaden. I tre - il capo dell'ufficio di Nairobi Jeffrey Gettleman, la fotografa Vanessa Vick e la operatrice Courtenay Morris - sono stati interrogati e minacciati per cinque giorni dai militari etiopi senza che fosse fornita alcuna spiegazione per la detenzione. I tre sono stati malmenati durante la prigionia e il loro equipaggiamento è stato sequestrato dai militari, che hanno loro impedito di mettersi in contatto con le autorità americane nonostante ripetute richieste. Il New York Times, annunciando oggi il rilascio dei tre, ha sottolineato che gli inviati "erano entrati nel paese con visti stampa e non si trovavano in una zona di accesso ristretto" quando sono stati catturati dai militari etiopi. (Swissinfo, 23/05/07)

Torna ai titoli...


Stele di Axum, tra un mese via ai lavori(Diregiovani, 18/05/07)

"L'Unesco mi ha assicurato che entro il mese di giugno il cantiere della stele di Axum sarà consegnato all'impresa che eseguirà i lavori di riassemblaggio e rinnalzamento del monumento". Lo ha affermato oggi a RaiUtile il segretario generale per il ministero dei Beni culturali, Giuseppe Proietti, secondo il quale i lavori per rimettere in piedi la stele di Axum, a ben due anni dalla restituzione del monumento all'Etiopia, saranno a breve sbloccati. La stele di Axum, che Benito Mussolini portò a Roma nel 1937, è stata infatti restituita all'Etiopia nel 2005 e ancora oggi giace a terra nel parco archeologico etiope. La vicenda è stata affidata al coordinamento dell'Unesco ma l'operazione di smontaggio, trasporto e rinnalzamento è interamente a carico del governo italiano per un totale di circa 3,5 miliardi di euro. Proietti, nel corso del suo intervento a RaiUtile, ha spiegato che l'Unesco ha appaltato i lavori attraverso una gara pubblica, che è stata aggiudicata dalla stessa impresa italiana che aveva eseguito i lavori di disarticolazione della stele per consentirne il trasporto, la Lattanzi srl. E a proposito delle obiezioni rispetto alla riuscita dell'operazione di ripristino della stele nel parco archeologico etiope, il segretario generale per il ministero dei Beni culturali ha aggiunto: "Ho fatto più volte sopralluoghi ad Axum e dovremmo essere in grado di riarticolare la stele nel sito prescelto: ne abbiamo tutte le garanzie tecniche. Non mi risulta- ha concluso- che la collocazione potrebbe danneggiare le altre steli presenti nel parco, anche se questa è la più alta e ne diventerà ilsimbolo".(Diregiovani, 18/05/07)

Torna ai titoli...


Meeting dell'Unione Africana sulla sicurezza nei cieli (Peacelink, 08/05/07)

Si è aperto stamane nella capitale etiope Addis Abeba il meeting, sponsorizzato dall'Unione Africana, sulla sicurezza nei cieli del continente. I colloqui saranno focalizzati sul miglioramento della sicurezza e sulla creazione di un unico spazio aereo continentale. L'aviazione africana è da due anni nell'occhio del ciclone, a causa dei frequenti incidenti e delle numerose vittime provocate. Lo scorso sabato, un aereo della Kenya Airways in volo da Douala, in Camerun, a Nairobi, si è schiantato poco dopo il decollo provocando la morte delle 114 persone a bordo. (Peacelink, 08/05/07)

Torna ai titoli...


Onu preoccupata per empasse processo di pace (Peacereporter, 09/05/07)

L'Onu ha chiesto all'Etiopia di rispettare i confini con l'Eritrea e di seguire le decisioni della commissione che ha stabilito la linea di demarcazione tra i due Paesi africani. Il presidente di turno del Consiglio di Sicurezza, l'ambasciatore americano Zalmay Khalilzad, leggendo un documento approvato dai quindici membri del Consiglio ha espresso "profonda preoccupazione" per l'impasse del processo di pace tra Etiopia e Eritrea e per le crescenti tensioni tra i due Paesi del Corno d'Africa, che dal 1998 al 2000 hanno combattuto una sanguinosa guerra al confine. Nella dichiarazione il Consiglio invita i due Paesi africani a ritirare le truppe dalla "zona di sicurezza temporanea" al confine e di collaborare con la missione di pace dell'Onu (Unmee). (Peacereporter,  09/05/07)

Torna ai titoli...


Ethiopian Airlines passa integralmente all’e-ticketing (Guidaviaggi, 03/05/07)

Ethiopian è passata integralmente all’e-ticketing a partire dal primo aprile, con accordi bilaterali attuati anche per i più importanti vettori partner (presto si aggiungeranno alla lista anche i principali vettori italiani). Per festeggiare, sconto sulle tariffe per i biglietti acquistati tramite il sito internet www.ethiopianairlines.com. Dopo aver conseguito il premio come migliore compagnia africana per il 2006, Ethiopian Airlines ha anche appena conseguito la Certificazione IOSA da parte della Iata per gli alti livelli di standard di sicurezza delle operazioni di volo. Inoltre, secondo il calendario giuliano ancora in vigore nel Paese (che posticipa la data di 7 anni rispetto al calendario europeo), il prossimo 11 settembre 2007 l’Etiopia entrerà finalmente nel terzo millennio. Per celebrare l’anniversario una serie di eventi che dureranno per dodici mesi, fino a settembre 2008, tra i quali Festival culturali, musical e altri spettacoli, inaugurazione di parchi e musei e molto altro ancora. Ethiopian Airlines avrà servizi giornalieri su Addis Abeba a partire dal primo giugno, con coincidenze dirette per tutta l’Africa, a cui si aggiungono anche due nuove destinazioni, Sanaa e Bahrain. (Guidaviaggi, 03/05/07)

Torna ai titoli...


Attacco a pozzi, Addis Abeba accusa Eritrea (SwissInfo, 25/04/07)

Il governo etiopico ha accusato oggi l'Eritrea, paese vicino e rivale, di sostenere il gruppo separatista che ha attaccato ieri pozzi petroliferi nell'est del paese. Dopo una prima reazione ieri da parte del portavoce del premier dell'Etiopia Meles Zenawi, oggi è il governo ad accusare ufficialmente: "Gli autori di questo attacco terroristico contro lavoratori cinesi ed etiopici sono l'autoproclamato Fronte nazionale di liberazione dell'Ogaden, un gruppo terrorista che appartiene al fronte di distruzione diretto dal governo eritreo", scrive il ministero etiopico dell'informazione in un comunicato. "Mano nella mano con il governo eritreo, che detesta il progresso dell'Etiopia, le forze terroriste della regione hanno ordito questo terribile atto terroristico", dice ancora la nota governativa. Ieri in tarda serata con un comunicato on line sul proprio sito, il Fronte Nazionale di Liberazione dell'Ogaden (Onlf) ha rivendicato l'attacco con uomini armati a un campo petrolifero nell'est dell'Etiopia, nel quale sono stati uccisi 9 cinesi e 65 etiopici. (SwissInfo, 25/04/07)

Torna ai titoli...


Ribelli rivendicano attacco contro sito petrolifero (SwissInfo, 24/04/07)

Il Fronte Nazionale di Liberazione dell'Ogaden (Onlf) ha rivendicato stasera l'attacco di uomini armati contro un campo petrolifero nell'est dell'Etiopia, nel quale 9 cinesi e 65 etiopici sono stati (SwissInfo, 24/04/07)

Torna ai titoli...


Uccise 74 persone in un attacco a un pozzo petrolifero cinese (L’Unità, 24/04/07)

È di 74 morti l'ultimo bilancio delle vittime, in Etiopia, per gli scontri tra le autorità governative e le forze ribelli del Fronte di liberazione nazionale Oromo (ONLF). Martedì le forze ribelli hanno ucciso 65 persone, tutte di nazionalità