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EGITTO 2 - 2007

dal 01-07-2007 al             2007

 

Aviaria: morta giovane: seconda vittima in due settimane (Ansa, 30/12/07)

Fara' rispettare "diritto d'autore" su piramidi (La Repubblica, 26/12/07)

La rivolta delle donne dei Fratelli musulmani: ''Vogliamo contare anche noi'' (AdnKronos, 18/12/2007)

Il programma nucleare (Marco Di Donato, Equilibri, 18/12/2007)

Fatwa contro Sawiris il patron di Wind (Il Giornale, 18/12/2007)

Velo e cellulare provocano scontri tra musulmanie copti (Barbara Alighiero, ANSA, 17/12/2007)

Prostituzione e turismo sessuale (Marco Di Donato, Equilibri, 14/12/2007)

Torture e false confessioni ai detenuti accusati di terrorismo (Peacereporter, 11/12/07)

Arrestati 25 studenti membri dei fratelli musulmani (SwissInfo, 05/12/2007)

Youtube sospende video su diritti umani (Peacereporter, 30/11/2007)

Tre poliziotti condannati a 7 anni di carcere per torture a prigioniero (Peacereporter, 28/11/2007)

18 in manette per naufragio immigrati in Italia (l’Occidentale, 26/11/2007)

Donna condannata per apostasia inconsapevole (Apcom/Virgilio, 23/11/2007)

Iniziativa dei blogger contro le torture in carcere (Peacereporter, 21/11/2007)

Mosca disponibile a fornire tecnologia e know how nucleare (Adnkronos/Xinhua, 20/11/2007)

Fratellanza musulmana, digiuno anti-tortura in carcere (Agi, 20/11/2007)

Blogger picchiato in carcere, dice Rsf (Reuters, 20/11/2007)

La jihad egiziana rinnega la lotta armata (Agi, 19/11/2007)

TV dei cristiani per contrastare il radicalismo islamico (Fabian Sabahi, La Stampa, 16/11/07)

Arrestati tre musulmani dopo l'omicidio di due cristiani (Peacereporter, 14/11/07)

HRW denuncia discriminazione religiosa (Ag. Radicale, 12/11/2007)

Sua Santità Shenouda III, capo della Chiesa copta dimesso da ospedale (Radio Vaticana/ Ap – Dilani, 12/11/2007)

Tutankhamon: solo 400 persone al giorno (Reuters, 11/11/2007)

Mubarak rifiuta gli aiuti Usa (Peacereporter, 07/11/2007)

Nuovi arresti per i clandestini annegati in Italia (Reuters, 06/11/2007)

Congresso PDN "sceglie" Mubarak, candidato unico (la Repubblica, 05/11/2007)

Il volto di Tutankamon per la prima volta in mostra. (Reuters, 04/11/07)

Mubarak presidente Pnd, Il presidente era l'unico candidato (Ansa, 03/11/07)

Mubarak punta sul nucleare e gli Stati Uniti danno luce verde (Maurizio Piccirilli, Il Tempo, 30/10/2007)

Il manifesto dei Fratelli musulmani (Lorenzo Nannetti, Equilibri.net, 30/10/2007)

Entro il 2007 il primo pozzo petrolifero con i partner cinesi (Il Denaro, 26/10/2007)

Una multa da mille cammelli… (TGCom, 23/10/2007)

Frustate ai giornalisti: sgomento nel sindacato dopo le dichiarazioni dell'Imam di Al Azhar (Peacereporter, 11/10/2007)

Sciopero giornalisti, listati a lutto per un giorno anche i loro siti Internet (Marc Innaro , Articolo21, 10/10/2007)

Migranti: “Tutankamion”, salesiani e fai formano camionisti doc (Agi, 09/10/2007)

Quaranta beduini arrestati dopo scontri con la polizia a El-Arish (Peacereporter, 08/10/2007)

Sciopero quotidiani per liberta' di stampa (Peacereporter, 07/10/2007)

Richiesti missili Stinger agli Usa per un valore di 83 milioni di dollari (Avionews, 05/10/2007)

Sono sei milioni i consumatori di sostanze stupefacenti (Notiziario droghe, 03/10/2007)

Fine sciopero colosso tessile, vittoria dicono operai (Swissinfo, 29/09/07)

Scoperto il tesoro segreto di Tut Ankh Amon (Aristide Malnati, Il Sole 24 ore, 29/09/07)

Giornali in sciopero domenica 7 ottobre (Il Denaro, 28/09/07)

Un canale tv solo per le fatwa? (Reuters, 28/09/07)

Protesta dei giornali indipendenti per la repressione contro la stampa (Peacereporter, 27/09/07)

La contraddittoria situazione legale rende difficile l’opera della Chiesa (Zengarini, RadioVaticana/Zenit, 27/09/07)

Tre giornalisti condannati a due anni di carcere (Peacereporter, 25/09/07)

Continua la protesta degli operai tessili nel delta del Nilo (Peacereporter, 24/09/07)

Gigantesca rissa tra cristiani e musulmani, 9 feriti e 25 arrestati (Peacereporter, 22/09/07)

Gemelli cristiani costretti a diventare musulmani (ICN, 18/09/07)

Impedito annuale incontro dei Fratelli musulmani durante il Ramadan (Arab Monitor, 17/09/07)

Immigrazione. N uova tragedia: otto morti in mare (Agi, 17/09/07)

Governo vieta l'apertura continuata delle moschee (Peacereporter, 13/09/07)

Diffamarono Mubarak, 1 anno carcere a 4 direttori (la Repubblica, 13/09/07)

Lo stato di polizia e la repressione del dissenso (Domenico Guglielmi, Equilibri.net, 13/09/07)

Scoperta orma umana, forse la piu' antica della storia (Corriere della Sera, 20/08/2007)

Nuova retata contro fratelli musulmani, 18 arresti (Agi/Afp, 19/08/07)

«È diventato cristiano e merita di essere ucciso» (Il Giornale, 15/08/07)

Niente ingerenze negli affari interni, anche se si tratta degli Usa (AZ, Misna, 13/08/07)

Saudita con 250 piccoli di coccodrillo in valigia (Corriere della Sera, 12/08/2007)

Arrestati 40 membri dei fratelli musulmani (Apcom, 11/08/07)

Infibulazione, morta ragazzina di 13 anni (Il Secolo XIX, 11/08/07)

Ristrutturazione dei porti, spesi 1,03 mld di euro (Il Denaro, 10/08/07)

Arrestati 2 attivisti canadesi: avrebbero lanciato messaggi anti islamici sul web (Corriere canadese, 10/08/07)

Terrorismo: smantellata cellula estremisti islamici (Swissinfo, 30/07/07)

Cipro: appello dell'imam d'Egitto, salviamo chiese cristiane (Agi, 27/07/07)

Donna positiva all'aviaria - Era entrata in contatto con polli malati (Ansa, 25/07/07)

Grand Mufti, liberta' per i musulmani di cambiare religione (Corriere della Sera, 24/07/2007)

L'onore sulla punta di un baffo (AGI/AFP. 22/07/07)

Presi 22 Fratelli musulmani - Il movimento detiene il 25% dei seggi in Parlament(Ansa, 22/07/07)

Il papa copto critica Ratzinger: 'troppi nemici' per il Pontefice (Ansa, 15/07/07)

Terrorismo: 35 arresti aprile formavano rete al Qaida (Swissinfo, 14/07/07)

Corruzione in crescita (Ansa, 11/07/07)

Liberati 47 militanti; entro un mese ne libereranno 103 (Ansa, 08/07/07)

I Copti e l'islam: una decisione che promette liberta' (CO, Misna, 04/07/07)

Mufti, Islam vieta escissione: lo afferma l'Alta commissione per gli affari religiosi (Ansa, 04/07/07)

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Aviaria: morta giovane: seconda vittima in due settimane (Ansa, 30/12/07)

Una giovane donna egiziana e' morta di influenza aviaria, portando a 17 il numero delle vittime del virus H5N1 in Egitto. Lo ha riferito il ministero della sanita'. Fatma Fathi Mohammed, 25 anni, e' morta in un ospedale della provincia di Mansoura nel quale era stata ricoverata il 27 dicembre. Si tratta del secondo decesso per aviaria in Egitto nelle ultime due settimane.(Ansa,  30/12/07)

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Fara' rispettare "diritto d'autore" su piramidi (La Repubblica, 26/12/07)

Il parlamento egiziano si accinge ad approvare una legge che impone il pagamento di diritti ogni volta che viene riprodotto uno dei suoi celeberrimi monumenti, dalle piramidi alla Sfinge. Lo ha annunciato Zahi Hawass, discusso e carismatico responsabile delle antichita' egizie, secondo il quale l'iniziativa si impone per far fronte al costo esorbitante della conservazione dei monumenti e siti archeologici di cui e' ricco il paese. "Probabilmente la nuova legge vietera' la duplicazione dei monumenti storici che il consiglio supremo delle antichita' consideri copie al cento per cento - ha spiegato alla Bbc. - Se verra' approvata, la norma si applichera' in tutti i paesi del mondo, per tutelare i nostri interessi". Secondo Hawass, artisti egiziani e stranieri potranno continuare a ispirarsi liberamente a pitture e monumenti egiziani. Interpellato sull'impatto che la nuova normativa egiziana potra' avere su Las Vegas, dove sorge il Luxor Hotel, che e' una replica dei monumenti faraonici, Hawass ha detto che l'"anatema" delle autorita' del Cairo non dovrebbe abbattersi su quel luogo, visto che non si tratta di una esatta replica di Luxor. Hawass e' stato interpellato dopo che il giornale di opposizione "Al-Wafd" aveva pubblicato un articolo in cui si chiedeva a Las Vegas di pagare una fetta dei suoi consistenti profitti alla citta di Luxor. A Las Vegas affluiscono ogni anno 35 milioni di persone, mentre "solo" in sei milioni vanno ad ammirare la Luxor "doc", lamentava il quotidiano.(La Repubblica,  26/12/07)

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La rivolta delle donne dei Fratelli musulmani: ''Vogliamo contare anche noi'' (AdnKronos, 18/12/2007)

Per la prima volta nella storia del più importante movimento politico del mondo islamico, quello egiziano dei Fratelli musulmani, le donne hanno deciso di alzare la testa per avere un peso all'interno dell'organizzazione. Un gruppo di esponenti della sezione femminile del movimento egiziano ha infatti invocato il diritto di candidarsi alla carica di membro del Consiglio direttivo "per risolvere i problemi interni all'organizzazione, avere un ruolo più importante e partecipare alla vita politica fino a poter eleggere la guida generale". Queste richieste sono state scritte nero su bianco e pubblicate sul sito Internet dei Fratelli musulmani. - Nella missiva, indirizzata al leader del movimento, Muhammad Mahdi Akif, le donne si lamentano di essere ostacolate e che le loro riunioni vengono considerate "riunioni di casalinghe durante le quali si deve parlare solo dei figli e della verdura". Dal 1928, anno di fondazione del movimento, è la prima volta che avviene una cosa del genere. Per questo la guida generale ha chiesto di incontrare una di queste passionarie islamiche, Risha Ahmad, che insegna nella facoltà di medicina in una delle università del Paese.
"Caro padre - ha scritto la docente nella sua lettera pubblicata sul forum dei Fratelli Musulmani e indirizzata ad Akif - io sono una delle migliaia di tue figlie e sorelle che si onorano di far parte di questa formazione, ho 35 anni. Conosciamo i problemi che interessano il movimento e abbiamo anche avanzato delle proposte senza però ricevere delle risposte. Allora mi chiedo: ma Allah non ha forse parlato alla donna così come ha parlato all'uomo? Allora perché al nostro interno ci sono delle cose per uomini e delle cose per donne? Mi rendo conto che ci sono delle cose che possono fare solo le donne, ma non credo che sia giusto ciò che sta avvenendo ora". Risha denuncia il fatto che le donne dei Fratelli Musulmani possono prendere parte solo ai lavori di alcune commissioni, mentre ce ne sono altre a loro vietate come quella politica o quella che si occupa di informazione, nonostante ci siano numerose esponenti del movimento specializzate in questi settori. (…) Non si tratta però di una protesta isolata. Dopo questa coraggiosa presa di posizione altre donne sono intervenute sullo stesso sito Internet per sostenere la sua richiesta e per spiegare quale è la riforma interna auspicata dalle donne dei Fratelli Musulmani. (AdnKronos, 18/12/2007)

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Il programma nucleare (Marco Di Donato, Equilibri, 18/12/2007)

Le stime ufficiali relative all’anno finanziario 2005/06 confermano la crescita del settore energetico egiziano, sostenuta in particolare dall’aumento dell’output di gas naturale.Negli ultimi anni è stata avviata una serie di riforme tese alla liberalizzazione e ristrutturazione del mercato dell’energia elettrica, dove tuttavia svolge ancora un ruolo determinante la società statale Egyptian Electric Holding Company. Il governo, seguendo una politica di diversificazione delle fonti energetiche, ha puntato sullo sviluppo delle nuove energie rinnovabili che si avvalgono di tecnologie pulite. In quest’ottica vanno lette le aperture al settore eolico e l’implementazione delle centrali idroelettriche, ma soprattutto la decisione di puntare sullo sviluppo del nucleare. Nel mese di ottobre, il presidente egiziano Hosni Mubarak ha ribadito la volontà dell’Egitto di lanciare un programma nucleare pacifico teso a compensare l’aumento della domanda energetica interna. - Il presidente dell’Egypt Nuclear Agency, Ali Islam Metwali, ha recentemente indicato costi ed obiettivi del futuro nucleare egiziano. Il primo reattore dovrà entrare in funzione entro il 2015, sorgerà ad al-Daaba ed avrà una capacità pari a 1.000 MW. Per la realizzazione e l’avviamento della struttura, saranno necessari tra 1,5 e 2 miliardi di dollari. La gestione sarà inizialmente affidata allo stato che non ha però escluso il coinvolgimento in futuro di aziende private. A conferma della concretezza dei propositi esposti il governo ha istituito, lo scorso novembre, il “Supreme Council for the Peaceful Use of Nuclear Energy”. Capeggiato dal presidente in persona affiancato a sua volta da dieci ministri, il consiglio avrà il compito di stabilire il programma per la sicurezza degli impianti nucleari e lo studio di accordi internazionali che disciplinino l'uso pacifico dell'energia nucleare. (…)Lo scenario che vede Iran ed Israele come uniche potenze nucleari della regione preoccupa non poco il Cairo. L’Egitto ha capito che la competizione nucleare sposterà gli equilibri a favore di coloro che vi si sono impegnati e a svantaggio di coloro che se ne sono astenuti. Sorprende comunque che Mubarak non abbia coinvolto gli USA. Mentre tutti gli altri paesi nella regione si sono rivolti a Washington o all’Europa, l’Egitto ha compiuto una netta virata verso il blocco russo-cinese. Interpretare questo cambio di rotta come un affrancamento dalle politiche americane è altamente inverosimile. Più probabilmente si vuole pressare con forza la Casa Bianca affinché riveda le sue posizioni. In particolare quelle concernenti la proliferazione nucleare di Israele. Non a caso le dichiarazioni del presidente egiziano arrivano dopo che i paesi occidentali non hanno appoggiato la votazione di una risoluzione la quale, tra le altre richieste, avrebbe obbligato Gerusalemme a sottoscrivere il trattato di non proliferazione nucleare. (Marco Di Donato, Equilibri, 18/12/2007)

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Fatwa contro Sawiris il patron di Wind (Il Giornale, 18/12/2007)

Uno sceicco islamico ha emesso ieri una fatwa (decreto religioso, ndr) contro il magnate egiziano delle telecomunicazioni, Naguib Sawiris, cristiano copto, per aver criticato la crescente islamizzazione dell’Egitto. Nella fatwa trasmessa all’agenzia di stampa France Presse, lo sceicco Youssef al Badri chiede ai musulmani di boicottare le società di Sawiris. Sawiris, che appartiene a una dinastia di uomini di affari, in Egitto controlla la principale società di telefonia, Mobinil (10 milioni di abbonati) e in Italia la Wind. Al Badri, insegnante in un centro privato di ricerca islamica del Cairo, gli rimprovera recenti dichiarazioni a favore di uno Stato laico e contro l’uso generalizzato del velo. L’imprenditore aveva deplorato il peso crescente della religione in Egitto e aveva manifestato «preoccupazione per il crescente numero di donne velate nelle strade egiziane». «Ho l’impressione di essere in Iran, e mi sento come uno straniero», il suo commento. Lo sceicco accusa inoltre Sawiris di avere criticato il motto «L’islam è la soluzione», usato dai “Fratelli musulmani”, la principale forza di opposizione in Parlamento. «Tutti i musulmani hanno la prova che Sawiris ha espresso queste opinioni e non possono quindi, secondo la legge islamica, avere contatti con le sue società e i suoi prodotti», si legge nella fatwa. Negli ultimi anni si sono moltiplicati in Egitto gli attacchi musulmani ai cristiani e l’altro giorno la polizia ha arrestato sette integralisti sospettati di avere danneggiato la facciata di una chiesa e di avere devastato tredici negozi di proprietà di cristiani a Isna, nel sud del Paese. (Il Giornale, 18/12/2007)

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Velo e cellulare provocano scontri tra musulmanie copti (Barbara Alighiero, ANSA, 17/12/2007)

Un cellulare rubato e un velo sollevato hanno fatto scatenare le violenze in una cittadina dell'Alto Egitto sabato scorso, quando almeno duemila musulmani hanno preso d'assalto una chiesa e dato fuoco a diversi negozi di cristiani. Non ci sono stati feriti, ha detto all'ANSA un prete di Esna, la città sul Nilo 150 chilometri a Nord di Asswan, ma la paura è stata tanta. La vicenda è indicativa di una crescente tensione fra la comunità grandemente maggioritaria islamica, principalmente sunnita, e quella cristiano copta, che denuncia un crescendo di discriminazioni. Tutto è cominciato sabato pomeriggio quando il giovane proprietario copto di un negozio di telefonia mobile ha creduto che una ragazza musulmana si fosse appropriata di un cellulare. L'ha inseguita e una volta raggiunta, a una fermata d'autobus, le ha tolto il velo dal viso, scatenando la sua indignazione e l'ira dei familiari. ''Almeno duemila musulmani si sono radunati fuori dalla chiesa, erano le undici di sera - ha detto all'ANSA padre Mina, contattato telefonicamente dal Cairo - si sono scagliati contro la porta, ma trovandola chiusa hanno distrutto un crocefisso all'esterno e un'immagine della Vergine''. In chiesa, c'erano solo dei vecchi fedeli che si sono messi a piangere. Non riuscendo a penetrare all'interno, la folla si è diretta verso il centro della cittadina distruggendo, dando fuoco e saccheggiando diversi negozi. ''Si sono comportati come dei veri animali'', ha detto un cristiano. Un comunicato del ministero dell'Interno, conferma l'incidente del cellulare, ma imputa la responsabilità delle violenze ad ambedue le parti, musulmani e copti. Diciassette persone sono state fermate, afferma il comunicato. ''I nostri rapporti sono di solito ottimi'', ha detto padre Mina, parlando delle comunità di Esna, dove circa il 25 per cento dei 40 mila residenti è copto. In effetti, in particolare in Alto Egitto, c'è sempre stata tensione tra le due confessioni. I copti, la principale comunità cristiana del Medio Oriente, sono circa il 10 per cento dei 76 milioni di egiziani. All'inizio della scorsa settimana, nella stessa zona, decine di musulmani hanno creato disordini in seguito alle voci di un presunto stupro di una ragazza musulmana da parte di giovani cristiani. La folla ha lanciato sassi e distrutto le finestre di una farmacia dove si diceva sarebbe avvenuto lo stupro. La polizia ha arrestato due copti, sospettati di avere rapito la ragazza, e li ha condannati a quindici giorni di detenzione per disordini a sfondo confessionale. A Capodanno del 2000, una disputa tra musulmani e copti nel villaggio di Kosheh si trasformò in una violenta battaglia con armi da fuoco che provocò la morte di 21 cristiani e di un musulmano. (Barbara Alighiero, ANSA, 17/12/2007)

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Prostituzione e turismo sessuale (Marco Di Donato, Equilibri, 14/12/2007)

La legge n°10 del 1961 condanna la prostituzione ed il suo favoreggiamento, prevedendo pene detentive e pecuniarie. La first lady egiziana, Suzanne Mubarak, si è impegnata negli anni in numerose campagne a favore dell’emancipazione della donna, istituendo nel 2000 il National Council for Women. Ma quante sono le donne costrette alla prostituzione? Quante minori sono coinvolte nel giro dello sfruttamento sessuale? Ad eccezione di poche voci interessate al risanamento di questa piaga sociale, il silenzio governativo vale più di qualsiasi legge o sforzo individuale. Ancora oggi infatti non esistono studi ufficiali che descrivano questa realtà. Certamente negli ultimi anni sono state avviate politiche più attente ai bisogni delle donne: fonti statali indicano una diminuzione del tasso dell’analfabetismo ed un aumento della presenza femminile nella forza lavoro del paese. (…) Il numero di visitatori ai piedi delle piramidi aumenta ogni anno. Sempre più numerosi sono quelli che giungono dai ricchi paesi del golfo che fanno dell’Egitto una vera e propria meta di piacere. Le esperienze raccolte negli anni dalle varie organizzazioni non governative confermano la crescita di un turismo prettamente sessuale. Sauditi, kuwaitiani, yemeniti, arrivano nel paese con un unico scopo: lo zawag al-urfi (letteralmente matrimonio convenzionale o più comunemente segreto, privato). Sul posto possono contare su dei broker di fiducia che organizzano loro gli incontri nei disperati villaggi che circondano le grandi metropoli, come ad esempio Hawamdiyya, in provincia di Giza, alle porte del Cairo. L’età delle “future spose” a volte non supera i 14 anni, mentre i mariti sono più anziani: sulla cinquantina. La durata del contratto è variabile, da una settimana ad un mese, oppure per tutta la stagione estiva. A volte in questi durante il matrimonio può capitare che la giovane resti incinta. Non essendo legalmente sposata e non essendo il padre egiziano, la legge non riconoscerà al neonato le garanzie dell’assistenza sanitaria e dell’educazione scolastica. Il fenomeno sta assumendo dimensioni preoccupanti, in particolare nelle zone rurali dove sempre più giovani trovano rifugio e accoglienza nelle strutture delle ONG. (…) Un rapporto della ECPAT (End Child Prostitution, Child Pornography and Trafficking of Children for Sexual Purposes) evidenzia come un'elevato numero dei genitori abbiano venduto le loro figlie in tenera età perché non riuscivano a dare da mangiare a tutta la famiglia, solitamente composta da sette, otto unità. Ulteriori studi di organizzazioni indipendenti hanno dimostrato che nel corso degli anni è aumentata anche la diffusione dell’AIDS, ufficialmente per le trasfusioni di sangue effettuate all’estero, ma in realtà a causa del dilagare della prostituzione. La scarsa o meglio pressoché nulla diffusione dei preservativi ha permesso l’accelerazione del processo. Se il destino delle donne egiziane appare tutt’altro che roseo, grande fiducia va però riposta nel lavoro della first lady Suzanne Mubarak. Il suo impegno ha prodotto ottimi risultati, creando una piccola speranza per il futuro. Anche l’UNIFEM (United Nations Development Fund for Women) ha ben lavorato negli anni; fornendo assistenza finanziaria e organizzativa per soluzioni innovative dirette a promuovere l’avanzamento delle donne e l’eguaglianza di genere, ma soprattutto per eliminare ogni forma di violenza e sfruttamento. (…)(Marco Di Donato, Equilibri, 14/12/2007)

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Torture e false confessioni ai detenuti accusati di terrorismo (Peacereporter, 11/12/07)

Human Rights Watch (Hrw) ha accusato il governo egiziano di usare mezzi di tortura e false confessioni nei confronti di 22 presunti mebri di un organizzazione terroristica. I membri di un gruppo islamico ancora sconosciuto sono stati accusati di progettare attacchi a siti turistici e a condotte del gas. I detenuti dicono di essere stati picchiati, e alcuni di loro sottoposti ad elettro-shock. Secondo Hrw, le forze di sicurezza governative avrebbero inventato il nome del gruppo (Setta Vittoriosa) per giustificare il rinnovo della legislazione di emergenza. Il governo egiziano continua a negare l'uso di torture e considera l'intervento di Hrw un'interferenza agli affari interni del Paese. (Peacereporter, 11/12/07)

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Arrestati 25 studenti membri dei fratelli musulmani (SwissInfo, 05/12/2007)

Le forze di sicurezza egiziane hanno arrestato oggi nella capitale egiziana 25 studenti dell'università islamica di Al Azhar e membri della potente confraternita dei Fratelli Musulmani, messa al bando in Egitto. Lo ha reso noto il sito internet dei Fratelli, aggiungendo che i giovani saranno incriminati per appartenenza a un'organizzazione illegale. Secondo il portavoce della confraternita, negli ultimi tempi sono già stati arrestati 250 membri dei Fratelli, nel quadro di un'offensiva lanciata dalla sicurezza egiziana contro l'organizzazione. (SwissInfo, 05/12/2007)

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Youtube sospende video su diritti umani (Peacereporter, 30/11/2007)

Youtube ha sospeso l'account di un blogger egiziano che pare lo usasse per documentare le violazioni della polizia. Wael Abbas, questo il nome del giovane, aveva pubblicato su youtube decine di video in cui venivano mostrate le violenze degli agenti. Abbas era anche stato premiato per la sua attività in difesa dei diritti umani. A quanto pare la sospensione dell'account del giovane è stata motivata dalla presenza di "materiale inappropriato", perchè il regolamento del provider vieta scene di "violenza visiva o gratuita". Il giovane attivista sostiene di avere perduto tutto il suo archivio di video, il frutto di anni di lavoro, e che tra l'altro Yahoo gli ha chiuso due account di posta con l'accusa dispamming. (Peacereporter, 30/11/2007)

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Tre poliziotti condannati a 7 anni di carcere per torture a prigioniero (Peacereporter, 28/11/2007)

Una corte egiziana ha condannato, ieri, un capitano della polizia e due suoi uomini della sicurezza a sette anni di prigione per aver causato la morte di un uomo che era stato torturato in varie occasioni. L'uomo ucciso è il carpentiere Nasr Abdullah, morto a giugno nel villaggio di Telbana, nei pressi di Mansoura, 110 chilometri a nord del Cairo. La sentenza segue quella di due settimane fa, quando altri due ufficiali di polizia sono stati condannati a tre anni di prigione per aver torturato un autista di minibus dopo il suo arresto. (Peacereporter,28/11/2007)

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18 in manette per naufragio immigrati in Italia (l’Occidentale, 26/11/2007)

La procura egiziana ha incriminato 18 persone con l'accusa di strage per il naufragio e la morte per annegamento di almeno 21 immigranti clandestini egiziani che erano a bordo di imbarcazioni affondate davanti alle coste italiane a ottobre, secondo fonti della sicurezza egiziana. Le fonti dichiarano che gli incriminati, fra cui un certo numero di pescatori, sono accusati di aver aiutato a organizzare il passaggio dei clandestini. Otto degli accusati sono in carcere, gli altri sono latitanti. Tutti rischiano pene fino a tre anni di prigione. Fonti della sicurezza hanno anche affermato che il bilancio dei due naufragi potrebbe essere più alto perché diverse persone risultano ancora disperse, in seguito all’affondamento di due “carrette del mare” il 28 ottobre scorso, una davanti alle coste della Calabria, l'altra di quelle siciliane. (l’Occidentale,  26/11/2007)

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Donna condannata per apostasia inconsapevole (Apcom/Virgilio, 23/11/2007)

Le colpe dei padri non dovrebbero ricadere mai sui figli. E' un pensiero che deve aver attraversato spesso la mente di Shadiya Naji Ibrahim, una donna condannata a tre anni di prigione in Egitto per una doppia conversione del padre Naji Ibrahim - prima cristiano, poi islamico, poi di nuovo cristiano - di cui lei era del tutto inconsapevole. Si tratta di avvenimenti accaduti 45 anni fa, quando la quarantasettenne di oggi aveva solo due anni e raccontati oggi dal quotidiano palestinese Al Quds al Arabi. La vicenda è kafkiana e ha i suoi presupposti nel 1962 quando il padre della donna, dopo un litigio con la moglie, decide di lasciare il Cristianesimo e d'abbracciare l'Islam. Una scelta, tutto sommato, comoda: la conversione gli avrebbe permesso infatti di risposarsi, visto che la fede musulmana prevede la possibilità di contrarre più di un matrimonio. Naji, che con il passaggio alla Fede del Profeta aveva assunto il nome di Mustafa, dopo tre anni d'osservanza islamica, però, si stanca e vuole tornare con la prima moglie. Ma non può, perché la Legge islamica (Shariya) non può essere rinnegata. "E' apostasia - affermano i giudici che hanno condannato la donna - e la sentenza dell'Islam è inequivocabile per questo reato: la morte". L'uomo non si dà per vinto e decide di ricorrere ai servigi d'un falsario, che gli produce documenti falsi in cui egli appare come cristiano. Tutto fila liscio per oltre un trentennio, ma nel 1996 accade l'irreparabile: il falsario viene arrestato e spiffera alla polizia anche il segreto di Naji-Mustafa. L'uomo viene subito arrestato e, a ricaduta, i ceppi si chiudono anche ai polsi della povera Shadiya. Il meccanismo legale per il quale la donna sarebbe un'inconsapevole apostata è spietato. Non essendo valida la ri-conversione al Cristianesimo del padre, anche lei non può essere considerata cristiana, ma musulmana, visto che in Egitto i figli acquisiscono la religione dei padri. Ne consegue la condanna per aver dichiarato il falso al momento del matrimonio, contratto nel 1982 con un cristiano e quindi in aperta violazione di un'altra norma che impedisce a donne islamiche di sposare uomini appartenenti ad altre fedi. La prima condanna in contumacia arriva nel 2000. Poi viene arrestata e il caso viene riaperto. Mercoledì, alla fine, la condanna definitiva. L'Alta Corte del Cairo non ha dubbi e "in una rapida udienza processuale - scrive il quotidiano - decide confermare la pena di tre anni di carcere". A poco valgono le sue proteste. "Io all'epoca avevo solo due anni - si lamenta la donna - e non potevo certo sapere che mio padre si era convertito all'Islam per un breve periodo". Ma la legge, si sa, non ammette ignoranza.(Apcom/Virgilio, 23/11/2007)

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Iniziativa dei blogger contro le torture in carcere (Peacereporter, 21/11/2007)

In occasione del Festival del cinema del Cairo i blogger egiziani stanno pensando di assegnare la 'Frusta d'oro' al 'miglior' video "che mostra scene di torture commesse dalle autorità di sicurezza". Ne parla oggi il sito Internet di Reporter Sans Frontieres, che ricorda che il 5 novembre scorso due poliziotti sono stati condannati a tre mesi di carcere per maltrattamenti contro i prigionieri. È, invece, di ieri la denuncia di un gruppo di organizzazioni arabe per i diritti umani secondo cui i prigionieri del carcere di Burj Al Arab, nei pressi di Alessandria d'Egitto, sarebbero entrati in sciopero della fame per protestare contro le gravi condizioni in cui sono detenuti. Fra di loro c'è il blogger egiziano Abdel Karim Suleiman, che sta scontando una pena a quattro anni di reclusione con l'accusa di aver insultato l'Islam e il presidente Hosni Mubarak. (Peacereporter,  21/11/2007)

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Mosca disponibile a fornire tecnologia e know how nucleare (Adnkronos/Xinhua, 20/11/2007)

La Russia ha espresso all'Egitto la sua disponibilita' a cooperare con tecnologia e know how nucleare allo sviluppo dei nuovi reattori civili. A parlarne sono stati il ministro degli esteri, Ahmed Abul Gheit e il vice ministro degli esteri russo, Sergei Kislyak, secondo quanto ha reso noto il portavoce della diplomazia egiziana citato dall'agenzia di stampa ufficiale Mena. Il mese scorso, il Presidente Hosny Mubarak aveva preannunciato lo sviluppo di nuovi reattori. L'Egitto aveva sospeso il suo programma nucleare civile dopo l'incidente di Cernobyl nel 1986. (Adnkronos/Xinhua, 20/11/2007)

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Fratellanza musulmana, digiuno anti-tortura in carcere (Agi, 20/11/2007)

Venti membri della Fratellanza Musulmana, il maggiore gruppo di opposizione politica egiziano, hanno intrapreso uno sciopero della fame a oltranza contro le torture subite in carcere e la loro detenzione senza alcun mandato del giudice. L'iniziativa e' stata resa nota dal quotidiano indipendente locale 'al-Badeel' e dal giornale kuwaitiano 'al-Qabas', citando parenti dei militanti dell'organizzazione islamista rinchiusi nella prigione di 'Borg el-Arab', al Cairo. Arrestati quattro mesi fa dopo aver partecipato a un campo estivo allestito dalla Fratellanza Musulmana ad Alessandria, i venti militanti denunciano di essere quotidianamente sottoposti a varie sevizie, tra cui l'ingresso nelle celle di cani addestrati a mordere e la negazione di qualsiasi assistenza medica. Secondo le testimonianze raccolte dai mass media in ambienti vicini al gruppi islamico, le guardie carcerarie avrebbero anche confiscato libri, matite e fogli per evitare che i detenuti possano in alcun modo comunicare con l'esterno, e smascherare le angherie subite. Quella di oggi e' l'ennesima denuncia lanciata in Egitto contro le forze di sicurezza, accusate di praticare costantemente la tortura in prigione. Diverse organizzazioni per i diritti umani hanno piu' volte chiesto ufficialmente la sospensione di tale pratica. Le piu' grandi tra di esse hanno diffuso un documento a sostegno dei membri della Fratellanza Musulmana, contro quella che definiscono "una campagna poliziesca" ai loro danni. Sempre oggi, sulle pagine del quotidiano indipendente 'al-Waft', il rappresentante del Comitato dell'Onu contro la Tortura ha espresso grande preoccupazione "per il persistere dell'esercizio" di abusi sistematici, fisici o psicologici, "nelle carceri egiziane". (Agi, 20/11/2007)

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Blogger picchiato in carcere, dice Rsf (Reuters, 20/11/2007)

Un blogger egiziano che sta scontando una pena a quattro anni di reclusione per aver insultato l'Islam ed il presidente Hosni Mubarak è stato picchiato in prigione e mandato in cella d'isolamento. Lo hanno denunciato oggi un gruppo per i diritti umani. Abdel Karim Suleiman, ex studente di legge, è stato arrestato in relazione a otto articoli che aveva scritto dal 2004, ed è stato il primo blogger processato in Egitto per scritti diffusi su Internet. La sentenza dello scorso febbraio è stata ampiamente condannata dai gruppi per i diritti umani e da blogger come un pericoloso precedente che può limitare la libertà online nel più popoloso Paese arabo. Reporters Senza Frontiere ha detto che Suleiman, in lettere inviate dal carcere, ha lamentato di esser stato ammanettato, picchiato e messo in isolamento dove riceve pochissimo cibo ed acqua. "Sono stato sottoposto ad un trattamento crudele, inumane degradante", ha detto Suleiman secondo quanto riferito dal gruppo per la difesa della libertà di stampa ed i diritti degli operatori dell'informazione (...rsf.org). RSF ha chiesto all'Egitto di scarcerare Suleiman, conosciuto anche con il nome di Kareem Amer, detenuto nella prigione di Borg el-Arab vicino alla città settentrionale di Alessandria d'Egitto. L'Arabic Network for Human Rights Information, che rappresenta Suleiman, ha detto che un secondino ed un altro detenuto lo hanno picchiato mentre un ufficiale lo stava a guardare. Nell'aggressione l'uomo ha subito la rottura di un dente. (Reuters, 20/11/2007)

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La jihad egiziana rinnega la lotta armata (Agi, 19/11/2007)

Il leader della Jihad islamica in carcere in Egitto ha rinnegato la lotta armata. La rivisitazione della dottrina che per decenni ha guidato la guerra santa e ispirato la formazione di al Qaeda, e' contenuta in un documento di cui il quotidiano indipendente al 'Masr el yom' ha annunciato la pubblicazione a puntate. Nella prima parte uno dei fondatori dell'organizzazione, Sayed Imam, dichiara di volere confessare "gli errori commessi nel nome della Jihad (guerra santa)". Dal carcere egiziano di massima sicurezza di Tora in cui si trova da anni, l'uomo che tra il 1984 e il 1993 fu il capo indiscusso rivisita le idee da lui stesso presentate nei suoi vecchi libri "Principi base per la preparazione della guerra santa" (al Omdad fi Iadad al Idda) e "Compendio per la ricerca della Conoscenza" (al Jamia fi Talab al Ilm al Sharif). Sayed Imam confessa di non avere mai avuto l'autorita' di "mufti" per molto tempo rivendicata e per questo di non avere mai avuto l'autorizzazione ad emettere "fatwe" (editti religiosi) come invece fatto in passato. "Tutto cio' che ho detto deve essere considerato oggi solo come un tentativo di trasmettere agli uomini le mie conoscenze", dichiara Imam. E insiste: "nonostante la jihad sia un atto religioso legittimo compiuto nel nome del Signore, le persone che l'hanno combattuta fino ad oggi hanno commesso grandi errori, facendo scorrere molto sangue, uccidendo in nome della razza o del colore della pelle e rubando: azioni che sono a tutti gli effetti peccati gravi davanti agli occhi di Dio". Percio', prosegue, "chi oggi firma questo documento dichiara di rimpiangere di aver commesso tali atti e chiede al resto del mondo musulmano di non commettere gli stessi errori". Il testo non risparmia una condanna agli infedeli: "L'islam e' l'unica religione del mondo" si legge "e il suo Dio giudichera' tutti coloro che sono venuti sulla Terra dopo il profeta Maometto. Per questo chiunque morira' come non musulmano o come ateo andra' all'Inferno". E sulla guerra santa aggiunge: "E' sicuramente uno dei livelli piu' alti di battaglia, ma non puo' essere combattuto con ogni mezzo perche' esistono regole che vanno rispettate. L'Islam stesso non approva il perseguimento di nobili scopi con mezzi immorali". Il documento arriva il giorno dopo il decimo anniversario dell'attacco terroristico contro il tempio di Hatshepsut a Luxor, per cui nel 1999 venne condannato in Egitto in contumacia Ayman al Zawahiri, oggi numero due di al Qaeda, ma negli anni '80 braccio destro di Sayed Imam. La Jihad islamica e' un'organizzazione nata in Egitto alla fine degli anni Settanta. La sua azione piu' clamorosa fu l'omicidio del presidente egiziano Anwar Sadat, avvenuto nel 1981, e il conseguente tentativo insurrezionale. Condannata dagli Stati Uniti perche' affiliata ad al Qaeda, la Jihad islamica ha avuto come obiettivo primario il rovesciamento del governo egiziano per sostituirlo con uno stato islamico, oltre che attaccare interessi degli Usa e di Israele in Egitto e all'estero. Nel corso degli anni il gruppo e' scisso in un'ala militarista, che mantiene il nome di al Jihad, e una movimentista, che prende il nome di Jamaat Islamiyya. (Agi,19/11/2007)

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Egitto - TV dei cristiani per contrastare il radicalismo islamico (Fabian Sabahi, La Stampa, 16/11/07)

Al Cairo i Fratelli musulmani vorrebbero mettere al bando i cristiani copti dai vertici dello Stato. Nella capitale egiziana è stato ufficializzato lo statuto del nuovo partito che i Fratelli musulmani, storico gruppo islamico, intendono fondare. Ma che non potrà correre in alcuna elezione perché il presidente Mubarak lo ha da tempo messo al bando. E infatti, per vincere, i suoi uomini devono presentarsi come indipendenti. Lo statuto del nuovo partito, illustrato dalla guida suprema dei Fratelli musulmani, impedisce alle donne e ai cristiani copti di diventare presidenti della repubblica. Decisa la risposta della minoranza cristiana, secondo cui i Fratelli musulmani sarebbero gli ultimi a potersi esprimere su questi temi. Di fronte alla crescente minaccia del radicalismo islamico, i copti rispondono anche con i mezzi di comunicazione. E infatti, entro il prossimo anno, il magnate egiziano e copto Naguib Sawiris vuole realizzare un nuovo progetto televisivo per contrastare al-Jazira, la CNN del Medio Oriente. I cristiani d’Egitto lanciano quindi una loro televisione. – (…) Naguib Sawiris è al decimo posto nella classifica degli uomini più ricchi al mondo stilata dalla rivista americana Forbes. Il suo patrimonio è stimato attorno ai dieci miliardi di dollari. Sawiris è dunque un miliardario che ha fatto i soldi nel settore delle telecomunicazioni. È proprietario della compagnia telefonica Wind in Italia (acquistata due anni fa dall’Enel), della greca Hellas, e della mediorientale Orascom. È sua l’emittente televisiva OTV di intrattenimento, e ora ha annunciato la nascita di due nuovi canali TV per combattere il radicalismo islamico nel suo paese. Dei due canali, uno sarà di intrattenimento, l’altro di notizie. L’obiettivo non è creare informazione cristiana quanto, piuttosto, privata (in un panorama dominato dai media di stato) e laica. (…) Per combattere il radicalismo islamico, il magnate copto ha deciso di offrire prodotti televisivi diversi, in un panorama dove l’offerta è di fatto dominata dai conservatori religiosi. Su un canale andranno in onda solo notizie, mentre sull’emittente dedicata all’intrattenimento ci saranno programmi per i giovani e film, arabi e stranieri, che non siano stati censurati. Dopotutto, anche i copti sono conservatori e infatti il magnate precisa che “se un film va oltre i limiti dei costumi e delle tradizioni non sarà trasmesso. Ma se si deciderà di mandarlo in onda non subirà tagli”. (Fabian Sabahi, La Stampa,  16/11/07)

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Arrestati tre musulmani dopo l'omicidio di due cristiani (Peacereporter, 14/11/07)

La polizia egiziana ha arrestato oggi tre musulmani accusati di aver ucciso due cristiani. I tre uomini sono stati fermati a Kosheh, nell'Egitto meridionale, con l'accusa di aver ucciso Wasfy Sadeq Ishak e il suo nipote Karam Philippe Androus. Ishak e Androus erano stati accusati di aver aiutato un altro cristiano, Romany Aziz, a lasciare la città. Aziz è stato costretto a fuggire per la sua incolumità, dato che veniva sospettato di aver avuto una relazione con una ragazza musulmana. I tre arrestati sono parenti della ragazza. (Peacereporter, 14/11/07)

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HRW denuncia discriminazione religiosa (Ag. Radicale, 12/11/2007)

In un rapporto sulla libertà religiosa in Egitto, diffuso oggi al Cairo, Human rights watch (Hrw) e l'Iniziativa egiziana per i diritti personali (Eipr) denunciano le violazioni di cui sono vittime i cittadini che abbandonano la fede islamica oppure non appartengono alle tre religioni monoteistiche - cristianesimo, ebraismo, islam - come i Baha'i. Il punto di discrimine è quindi la carta d’indentità, senza la quale in Egitto non si può accedere al servizio sanitario, al sistema scolastico, al mondo del lavoro, non si può prendere la patente, aprire un conto in banca, riscuotere la pensione del coniuge defunto. "Tutti i cittadini egiziani di 16 anni o più vecchi – si legge nel rapporto - devono acquisire una carta d'identità nazionale che ne attesti, fra le altre informazioni, la fede religiosa. Human rights watch (Hrw) e l'Iniziativa egiziana per i diritti personali (Eipr) documentano in che modo funzionari del ministero degli Interni impediscono sistematicamente ai Baha'i e ai convertiti dall'Islam di registrare il loro credo effettivo nei documenti di identità. Lo fanno sulla base non di una legge egiziana, ma secondo la loro interpretazione della legge islamica, la Shari'a". Nel rapporto vittime, avvocati, autorità religiose e civili raccontano la loro esperienza. Il problema, testimoniano gli intervistati, è sorto quando, quattro anni fa, il ministero degli Interni ha deciso di rinnovare l'anagrafe informatizzandola e centralizzandola presso il Dipartimento dello Stato civile. I nuovi documenti generati dal sistema non prevedono, come invece in passato, le opzioni 'altro' oppure uno spazio bianco alla voce religione. Entro il 2008, anche i documenti validi dovranno essere rinnovati secondo le nuove modalità. Coloro che dunque, in precedenza, avevano una carta d'identità, si trovano ora a non poterla più rinnovare, a meno di abiurare la propria fede. Alcuni cittadini hanno comunque deciso di battersi contro gli abusi degli ufficiali del ministero degli Interni - che spesso impongono alle vittime di dirsi musulmani - impugnando la Costituzione, che vieta discriminazioni di tipo religioso, e facendo ricorso ai tribunali amministrativi. E' il caso di alcuni egiziani cristiani copti convertiti all'Islam e poi tornati sulla loro decisione: il giudizio della Corte amministrativa suprema è atteso per il 17 novembre. Il problema, comunque, "non è solo il documento stampato - sottolinea Hossam Bahgat, di Hrw - ma l'anagrafe elettronica, che permette di continuare a discriminare i cittadini sulla base di informazioni immagazzinate". (fonte Apcom) - (Ag. Radicale, 12/11/2007)

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Sua Santità Shenouda III, capo della Chiesa copta dimesso da ospedale (Radio Vaticana/ Ap – Dilani, 12/11/2007)

Sua Santità Shenouda III, capo della Chiesa copta, è stato recentemente dimesso dopo 2 giorni di cure intensive presso un ospedale del Cairo. Le cause della degenza, stando ad un vescovo ausiliare ed allo staff medico, sarebbero imputabili a dei calcoli colicisti con stato febbrile, smentendo così le illazioni sul coma in cui sarebbe caduto l’84enne patriarca dopo la funzione domenicale. Salito al soglio patriarcale nel 1971, Shenuda III guida una Chiesa, quella copta, che nel solo Egitto conta più di otto milioni di credenti ossia più del 10% della popolazione, è la più grande comunità cristiana in un Paese di fede islamica. Le relazioni con i fedeli di Allah sono per lo più amichevoli, anche se i cristiani lamentano leggi discriminatorie spesso varate sull’onda emotiva degli attentati dei fondamentalisti. Nata nel I secolo dalla predicazione dell’evangelista Marco, la Chiesa copta, dal greco Αηγυπτος- Egitto, patriarcato dal III secolo con sede nominale ad Alessandria, è tra le più antiche con Roma ed Antiochia, poiché Costantinopoli e Gerusalemme vennero aggiunte nel secolo successivo.(Radio Vaticana/ Ap – Dilani, 12/11/2007)

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Tutankhamon: solo 400 persone al giorno (Reuters, 11/11/2007)

L'Egitto limiterà i visitatori alla tomba del faraone Tutankhamon a 400 ingressi al giorni dal primo dicembre e la chiuderà dal maggio 2008 per lavori di restauro sulle pitture alle pareti. Lo ha annunciato oggi il governo. Un comunicato del Consiglio supremo delle antichità dice che l'obiettivo è di preservare la tomba, ma non fornisce altri dettagli. La faccia del faraone bambino è stata posta in mostra nell'anticamera della tomba la scorsa settimana, mentre il corpo mummificato è stato spostato dal sarcofago di pietra in una teca di plexiglas. Il capo degli archeologi, Zahi Hawass, ha detto che la nuova disposizione proteggerà la mummia dai danni provocati dal respiro delle centinaia di visitatori che inumidiscono l'aria. Secondo il comunicato, la tomba nella Valle dei Re, vicino alla città meridionale di Luxor, accoglierà 200 visitatori nel mattino e 200 nel pomeriggio, con una pausa in mezzo. I lavori di restauro sui muri saranno i primi da quando l'archeologo britannico Howard Carter ha scoperto la tomba intatta nel 1922. (Reuters, 11/11/2007)

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Mubarak rifiuta gli aiuti Usa (Peacereporter, 07/11/2007)

Il presidente egiziano Hosni Mubarak ha ribadito la volontà di rigettare qualunque interferenza straniera nelle questioni di politica interna. Davanti ai 6.000 delegati presenti ieri all'assemblea annuale del Partito Democratico tenutasi al Cairo, Mubarak ha confermato la volontà di proseguire lungo il cammino di indipendenza del paese, respingendo indirettamente la proposta fattagli dagli Stati Uniti. L'amministrazione Bush, con l'intento di accompagnare l'Egitto verso quella che essa considera la via verso la democratizzazione delle isitituzioni e della politica, aveva proposto all'inizio dell'anno uno stanziamento di oltre 200.000 dollari in aiuti militari chiedendo come contropartita la cessazione di ogni interferenza egiziana nella striscia di Gaza, una riforma totale del sistema giudiziario e maggiori garanzie circa il rispetto dei diritti umani da parte delle forze di polizia. (Peacereporter,  07/11/2007)

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Nuovi arresti per i clandestini annegati in Italia (Reuters, 06/11/2007)

La polizia egiziana oggi ha arrestato otto uomini sospettati di essere coinvolti nell'organizzazione delle traversate di immigrati clandestini nelle quali almeno 21 persone hanno perso la vita annegando al largo delle coste italiane. Lo ha riferito una fonte della sicurezza. La fonte ha raccontato che tre degli uomini arrestati erano i proprietari di una delle due barche coinvolte nell'incidente, mentre altri quattro erano parte dell'equipaggio. Tutti sono stati arrestati nella provincia di Kafr el-Sheikh, nel Delta del Nilo. Un ottavo uomo, arrestato nella provincia di Beheira, ha confessato di organizzare traversate in cambio di soldi, ed era parte di un'organizzazione di trafficanti di uomini, ha aggiunto la fonte. Ieri l'agenzia di stampa governativa Mena ha reso noto che la polizia ha arrestato quattro persone coinvolte nello stesso caso. I migranti egiziani sono annegati in due diversi incidenti tra il 27 e il 28 ottobre. Dodici persone sono affogate al largo della città siciliana di Siracusa e nove in Calabria. La fonte ha concluso raccontando che l'accusa ha emesso mandati di cattura per altri 15 uomini ricercati per il caso. (Reuters, 06/11/2007)

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Congresso PDN "sceglie" Mubarak, candidato unico (la Repubblica, 05/11/2007)

Nessuno si aspettava colpi di scena al nono congresso del Partito nazional democratico egiziano (Pnd). E non ce ne sono stati. I delegati hanno confermato alla guida del partito il presidente Hosni Mubarak: una scelta obbligata, giacche' era il candidato unico. Non bastano i 62 delegati che non l'hanno votato a fare gridare alla novita': 5.248 si sono espressi per il 'rais', al potere da ventisei anni. Mubarak ha ringraziato gli elettori per un voto che e' "espressione di una fiducia", ha detto davanti alla grande assise convocata nello stadio della capitale egiziana. "Il partito nazionale e' capace di guidare la vita politica e fare progredire la patria. Continueremo a giocare un ruolo fondamentale". Il voto ha smentito quelle voci che davano Gamal Mubarak, figlio del rais, nuovo capo del partito. Anche se contemporaneamente una piccola modifica allo statuto, introdotta dal congresso, gli aprira' la strada alla candidatura per la presidenza: e' stata istituita un'autorita' suprema che riunira' i componenti della segreteria generale e dell'ufficio politico del partito. Gamal, in quanto capo proprio di quest'ultimo, sara' quindi automaticamente una delle personalita' di spicco della nuova struttura. L'Autorita' suprema, secondo gli emendamenti alla Costituzione adottati due anni fa, sara' tra le entita' autorizzata a presentare un proprio candidato alle presidenziali del 2011. Gamal, una volta leader dell'autorita', avra' quindi molte probabilita' di diventare il candidato ufficiale. Ma di questo tutti si sono guardati bene dal discutere, preferendo concentrare il dibattito congressuale soprattutto su riforme economiche, situazione politica e leggi antiterrorismo. Lo stesso Mubarak in piu' occasioni ha negato che la presidenza della Repubblica possa mai diventare una carica ereditaria. Ma gli osservatori non distolgono l'attenzione da Gamal. Soltanto un elemento non gioca a favore del figlio cadetto del rais: non essendo membro delle Forze armate non avrebbe l'appoggio dell'Esercito che e' ancora tra i poteri forti del Paese. (la Repubblica,  05/11/2007)

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Il volto di Tutankamon per la prima volta in mostra. (Reuters, 04/11/07)

L'Egitto ha messo in mostra la mummia del faraone bambino Tutankamon nella Valle dei re, dando per la prima volta ai visitatori l'opportunità di vedere il volto del governante che morì oltre 3.000 anni fa. Nella stanza dalle luci soffuse, gli operai hanno rimosso il coperchio dorato del sarcofago e hanno inserito la mummia in un contenitore di vetro acrilico a temperatura controllata nell'anticamera della tomba. Da un lato si può osservare il suo volto, mentre un lenzuolo bianco copre il suo corpo, lasciando visibili i piedi. Zahi Hawass, capo degli archeologi del governo egiziano e appassionato promotore dell'antico Egitto, ha supervisionato l'operazione, trasmessa in diretta tv da alcuni canali. "Il volto di Tutankhamon è diverso dal volto di qualsiasi altro re al museo del Cairo", ha detto Hawass ai giornalisti. La mummia sarà visibile al pubblico da domani. L'archeologo britannico Howard Carter scoprì la tomba del faraone nella valle dei rei, a Luxor, nel 1922. I suoi tesori, compresa la famosa maschera funeraria, stupirono la comunità archeolgica. Benché il tesoro abbia fatto il giro del mondo, la mummia è stata esaminata nel dettaglio solo poche volte. (Reuters, 04/11/07)

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Mubarak presidente Pnd, Il presidente era l'unico candidato (Ansa, 03/11/07)

Il presidente egiziano Hosni Mubarak e' stato rieletto oggi quasi all'unanimita' alla testa del Partito nazional democratico (Pnd). Su 5.310 voti, nove sono stati i contrari. I voti validi "sono stati 5.247 e Mubarak e' stato eletto con 5.248" preferenze, ha annunciato il vicepresidente del partito Yussef Wali, senza spiegare come ci sia un voto in piu' rispetto alle schede valide. Mubarak, 79 anni compiuti di cui 26 al potere, era l'unico candidato.(Ansa,03/11/07)

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Mubarak punta sul nucleare e gli Stati Uniti danno luce verde (Maurizio Piccirilli, Il Tempo, 30/10/2007)

Il presidente egiziano Hosni Mubarak ha confermato che l’Egitto costruirà diverse centrali nucleari, rilanciando un programma di nucleare a scopo civile congelato da vent’anni dopo la catastrofe di Chernobil. Mubarak ha parlato durante una visita a un progetto elettrico alla periferia Nord del Cairo. Il piano di riprendere la costruzione di centrali nucleari è stato già approvato dal parlamento, la scorsa primavera. Gli Stati Uniti hanno dato la loro disponibilità ad aiutare l’Egitto. La Casa Bianca, impegnata in un confronto internazionale con Teheran sul nucleare iraniano, ha precisato che quello del Cairo va bene «purché sia a scopo civile». L’iniziativa dovrebbe concretizzarsi nella costruzione di una centrale nucleare da 1000 megawatt a Al Dabaa, sulla costa mediterranea del paese. Il costo si aggirerebbe tra il miliardo e mezzo e i due miliardi di dollari. Nello stesso giorno il capo delle forze navali dei Pasdaran, Ali Fadavi, ha annunciato che L’Iran, se attaccato dagli Usa , è pronto a compiere operazioni suicide contro le rotte del petrolio nel Golfo. E sul nuclerare iraniano si registrano le prese di posizione di Francia e Israele che contetano le dichiarazioni di El Baradei direttore generale dell'Aiea, l’agenzia atomica dell’Onu, che sostiene che Teheran non mira alla bomba atomica. Proprio nella capitale iraniana è iniziato il terzo giro di colloqui tra rappresentanti iraniani e dell'Aiea per risolvere le questioni ancora aperte sulle centrifughe P-1 e P-2, tecnologia utilizzata per l'arricchimento di uranio. (Maurizio Piccirilli, Il Tempo,  30/10/2007)

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Il manifesto dei Fratelli musulmani (Lorenzo Nannetti, Equilibri.net, 30/10/2007)

La Fratellanza Musulmana ha recentemente pubblicato la bozza di un manifesto che raccoglie i propri intenti e ideali politici. Nonostante l'uso di alcuni termini vaghi, l'immagine che ne esce è quella di un gruppo intenzionato a stabilire uno stato controllato dalla legge islamica, non dissimile da come è l'Iran oggi. Le reazioni di intellettuali e analisti sono state pesantemente negative, tanto da far prevedere un calo di popolarità dei Fratelli. Per sopravvivere politicamente essi dovranno puntare maggiormente sul loro tradizionale ruolo di opposizione al governo. - La Fratellanza Musulmana in Egitto è da anni il principale gruppo di opposizione al governo del presidente Hosni Mubarak. Questa sua posizione di antagonismo le ha procurato la simpatia di una parte considerevole della popolazione, come dimostrato dalle ultime elezioni politiche. Va detto però che i Fratelli si sono sempre dimostrati vaghi nel descrivere i propri ideali. (…) L'opinione diffusa era che la parte più moderata dell'associazione stesse gradualmente prendendo il sopravvento, mentre l'ala più intransigente e fanatica veniva ridotta al silenzio. La recente pubblicazione del manifesto dei Fratelli suggerisce invece una realtà differente. (…) Uno dei punti principali riguarda il rapporto con lo Stato. Da un lato viene indicato un generale rispetto per le isituzioni democratiche, ma dall'altro viene rimarcata la necessità di creare un consesso di esperti della sharia che funzioni da consigliere del parlamento e del presidente. (…) Secondo le indicazioni del manifesto il parlamento avrebbe il potere per porre il veto sulle indicazioni date, ma solo se esse non siano supportate dai precetti della legge coranica. In tal caso infatti i giudizi di questo "consiglio degli esperti" dovrebbero diventare vincolanti. Altro punto importante è quello riservato alle elezioni per la carica di presidente: il manifesto indica chiaramente che alle donne e ai cristiani dovrebbe essere impedito di candidarsi. (…) Proprio il ruolo riservato alle donne nella società è trattato all'interno di un capitolo intitolato "Questioni e problemi". Viene rimarcata l'uguaglianza di uomini e donne nei termini della loro dignità umana, ma si avverte anche di "non oberare le donne con compiti che vanno contro la loro natura o il loro ruolo nella famiglia". Come per il caso dei rapporti con lo Stato, la definizione rimane vaga e non viene specificato se una tale prescrizione lasci libertà di decisione alle donne oppure no, né chi definisca quali siano tali "compiti oberanti e contro natura". (…) Le reazioni fino ad ora sono state prevalentemente negative (…) I Fratelli Musulmani si sono riservati di modificare la bozza di manifesto presentata: è dunque probabile che, avendo testato il terreno con esiti negativi, decidano di rivedere alcuni punti del proprio programma. (…) (Lorenzo Nannetti, Equilibri.net,  30/10/2007)

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Entro il 2007 il primo pozzo petrolifero con i partner cinesi (Il Denaro, 26/10/2007)

Sarà pronto per fine anno il primo impianto in Egitto di trivellazione petrolifera della compagnia Egyptian-Chinese. Lo ha annunciato il ministro del petrolio egiziano, Sameh Fahmy, alla Conferenza e Mostra di tecnologia di trivellazione del Medioriente, che si è tenuta lo scorso lunedì. Entro il 2011 dovrebbero essere attivi sul territorio circa 20 impianti. In un solo anno i pozzi di petrolio in Egitto sono passati da 447 a 564 - riporta il giornale indipendente inglese Daily News Egypt. L'Egitto punta ora all'auto-sufficienza nella produzione del petrolio. Oggi sono già operanti nel paese più di 75 compagnie internazionali, in grado di offrire gli ultimi ritovati tecnologici di estrazione e sfruttamento di petrolio e gas, in particolar modo nel Mar Mediterraneo, nel Deserto Occidentale, nel Golfo di Suez e nell'Alto Egitto. Le riserve di petrolio greggio hanno raggiunto i 4 miliardi di barili e lo stock di gas è arrivato al volume di 72,3 miliardi di miliardo di piedi cubici. La realizzazione dell'impianto di trivellazione comporterà una spesa di circa 30 milioni di dollari, che verranno ripartiti in maniera equa tra le compagnie Enppi, Petrojet, Tharwa e HH Chinese Company. I lavori sono iniziati nell'aprile del corrente anno. Tre impianti di trivellazione saranno relizzati entro la fine del 2007 e la produzione aumenterà gradualmente a seconda del piano di lavoro della compagnia.(Il Denaro,  26/10/2007)

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Una multa da mille cammelli… (TGCom, 23/10/2007)

Nei paesi arabi si pensa che i cammelli vengano spesso utilizzati come merce di scambio. A volte, in alcune zone tribali, gli animali sono usati anche per pagare le multe. Succede in Egitto dove il Consiglio di una tribù del Sinai, offeso da un articolo di un giornalista, lo ha condannato "a pagare l'equivalente del valore di mille cammelli". La pena potrà essere sospesa se la tribù del giornalista si scuserà pubblicamente. Il giornale panarabo al Sharq al Awsat riferisce che i saggi del gruppo tribale al Tarabin si sono detti disposti al perdono "a patto che, in segno di scuse, la tribù al Bayyadiya, a cui appartiene il giornalista, esponga 12 stendardi sui tetti delle case di altrettanti notabili". Interpellato dal quotidiano arabo, il giornalista non ha esitato a "registrare" le proprie scusa "per i problemi e le polemiche sollevate dalla pubblicazione dell'articolo scritto da me senza alcun intento di offesa". La sentenza, in realtà prevede il pagamento della somma di 2,7 milioni di sterline egiziane (pari a circa 350mila euro), ma è stato il giornale ad equiparare la somma al valore di mercato di cammelli nel Paese arabo. Per sospendere la multa, la tribù offesa, oltre alle scuse della tribù d'appartenenza del giornalista, chiede "la pubblicazione delle stesse su tre quotidiani nazionali". (TGCom,  23/10/2007)

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Frustate ai giornalisti: sgomento nel sindacato dopo le dichiarazioni dell'Imam di Al Azhar (Peacereporter, 11/10/2007)

C'è grande indignazione da parte del Consiglio del sindacato dei giornalisti egiziani dopo le dichiarazioni fatte ieri dal grande Imam di Al Azhar, lo sceicco Sayyed Mohamed Tantawi, sull'opportunità di infliggere la pena di 80 frustate a giornalsti che diffondono notizie non vere. Secondo Gamal Fahmy, membro del Consiglio, “lo sceicco di Al Azhar dà un'immagine deformata dell'Islam incitando alla violenza, mettendo la museruola alle penne e alla libertà d'espressione”. Tantawi oggi ha precisato di non volersi riferire esclusivamente alla categoria dei giornalisti ma di aver ricordato la punizione che il Corano e la sharia, la legge coranica, prevedono per chi diffonde menzogne, e che può essere alleggerita o resa più pesante. (Peacereporter,11/10/2007)

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Sciopero giornalisti, listati a lutto per un giorno anche i loro siti Internet (Marc Innaro , Articolo21, 10/10/2007)

“E’ stata una decisione sofferta ma giusta. Dovevamo esprimere la nostra solidarieta’ con i colleghi arrestati. Pensi che in Egitto, ancora oggi, un giornalista puo’ finire in carcere sulla base di 18 articoli del codice penale”. Mahmud Bakri e’ il vice-direttore di “Al-Osbo’a”, uno dei 22 giornali indipendenti che domenica 7 ottobre hanno deciso, tutti insieme, di non uscire per protesta. “Liberta’ per la stampa e per i giornalisti”: listati a lutto per un giorno anche i loro siti Internet. Una decisione senza precedenti, e certamente molto coraggiosa, in un Paese dove, per aver scritto che “il 90 per cento dei giudici egiziani di primo grado non ha le competenze giuridiche necessarie”, 3 giornalisti sono stati recentemente condannati a due anni di galera per “oltraggio alla giustizia”. O, come 4 direttori di giornali, condannati ad un anno di lavori forzati per aver definito “dittatoriale” il Partito del presidente egiziano Hosni Mubarak, al potere da oltre un quarto di secolo. “Era ora che scioperassimo”, dice Mustafa Obeid, un giovane redattore di ‘Gomhurriya’, “ma temo che un solo giorno non basti per far passare il messaggio”. “Il problema”, aggiungono altri, “e’ che agli egiziani manca la coscienza dei propri diritti. Anche perche’ noi giornalisti a stento riusciamo a dar conto del crescente malcontento sociale del Paese”. Un malcontento che solo sporadicamente emerge su stampa e TV di regime, e solo quando a scioperare sono i simboli stessi del settore produttivo e industriale dell’Egitto. Come due settimane fa, a Mahalla el-Kubra, una citta’ a nord del Cairo, dove i 27.mila operai della piu’ antica industria tessile del Paese erano scesi in sciopero ad oltranza contro le paghe da fame: solo 15 centesimi di euro per un’ora di lavoro. Ebbene, proprio grazie all’enorme risonanza mediatica del loro sciopero, gli operai tessili sono riusciti ad averla vinta. Conclusione: se in Egitto oggi qualcosa si muove, lo si deve spesso proprio alla stampa. Un esempio? La “campagna per la sicurezza sul lavoro”, un progetto mai realizzato prima in Egitto, nato su iniziativa della Italcementi, che ha recentemente acquisito il controllo di alcuni grandi cementifici egiziani. “Quando siamo sbarcati in Egitto, la situazione era semplicemente catastrofica”, spiega Roberto Callieri, consigliere delegato della Suez Cement. “Con un’accorta e capillare politica di sensibilizzazione, grazie anche ai mass-media egiziani, oggi abbiamo invertito decisamente la tendenza e, ad un solo anno dall’inizio del programma, abbiamo ridotto di oltre il 30% l’incidenza degli incidenti sul lavoro nei nostri stabilimenti. Risultato incoraggiante, certo, ma e’ anche la dimostrazione di quanto, purtroppo, sia carente questo aspetto nella mentalita’, nei comportamenti di tutti”. (Marc Innaro , Articolo21, 10/10/2007)

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Migranti: “Tutankamion”, salesiani e fai formano camionisti doc (Agi, 09/10/2007)

L'addestramento al Cairo, con formatori italiani presso le scuole salesiane. E poi l'Italia: con un contratto di lavoro sicuro, garantito dalle aziende che li hanno selezionati. Sono 'immigrati doc' i camionisti specializzati in arrivo dall'Egitto con contratti di lavoro gia' firmati con ditte italiane che non trovano autisti. Si tratta di personale formato in modo accurato, persone capaci di guidare alla perfezione autotreni e auto-articolati per il trasporto di merce per conto di terzi. Un mestiere impegnativo ma anche gratificante dal punto di vista economico, e che tuttavia per gli italiani non sembra avere piu' sufficiente appeal. Il progetto scherzosamente e' stato chiamato 'Tutankamion', sulla base del nome che nelle barzellette era il piu' famoso camionista egiziano. "Ma questa - spiega una nota - non e' una barzelletta, e' una bella storia che ha come protagonisti un gruppo di extracomunitari e il primo virtuoso esempio di impiego corretto di forza lavoro extracomunitaria con addestramento nel paese d'origine". Insieme ai religiosi di Don Bosco, il progetto coinvolge la Federazione autotrasportatori italiani di Bergamo, l'Ente Bilaterale Trasporto e Logistica e la Regione Lombardia. I primi sei autisti sono gia' arrivati a Bergamo e con l'aiuto dei datori di lavoro hanno sbrigato le pratiche allo sportello per l'immigrazione della Prefettura. (Agi, 09/10/2007)

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Egitto - Quaranta beduini arrestati dopo scontri con la polizia a El-Arish (Peacereporter, 08/10/2007)

La polizia egiziana ha arrestato almeno quaranta persone dopo che, ieri, centinaia di beduini hanno preso d'assalto i palazzi del governo nel nord del Sinai per protestare contro l'inattività della polizia a séguito di scontri tra due clan rivali. La folla ha attaccato il quartier generele del partito nazional-democratico, alla guida del governo, nella città di El-Arish e ha bruciato immagini del presidente Hosni Mubarak, inducendo la polizia a sparare gas lacrimogeni per disperdere la folla. Secondo membri della sicurezza, la polizia ha arrestato 40 beduini, mentre tre ufficiali di polizia sono rimasti feriti negli scontri. (Peacereporter,  08/10/2007)

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Sciopero quotidiani per liberta' di stampa (Peacereporter, 07/10/2007)

Una ventina di quotidiani indipendenti oggi ha scioperato come segno di protesta per la repressione messa in campo del governo egiziano di Hosni Mubarak contro la stampa. La protesta arriva dopo che diversi giornalisti sono stati condannati per aver scritto articoli contro le politiche governative. A capeggiare la protesta cinque giornali i cui direttori sono stati condannati ad un anno di carcere per aver criticato il governo. Obiettivo dichiarato dello sciopero: protestare contro la repressione della stampa e fare pressioni sul governo. A causa dello sciopero di oggi in Egitto si possono trovare sugli scaffali delle edicole solo sei quotidiani, tutti filo-governativi. (Peacereporter, 07/10/2007)

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Egitto – Richiesti missili Stinger agli Usa per un valore di 83 milioni di dollari (Avionews, 05/10/2007)

L'agenzia nazionale statunitense per la cooperazione alla sicurezza, ha notificato al congresso la possibilità di vendere al governo egiziano una fornitura di missili Stinger Block 1 e relativi accessori, per un controvalore di circa 83 milioni di dollari. Si tratta di 164 missili Stinger configurati per il lancio da veicoli, 12 mssili da addestramento, 25 Avenger e una serie di materiali accessori, oltre all'addestramento del personale egiziano e al supporto logistico e tecnico. La vendita contribuirà a migliorare le possibilità di difesa aerea di un Paese considerato dagli Usa come un importante stabilizzatore della situazione geopolitica in Medio Oriente. (Avionews,  05/10/2007)

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Sono sei milioni i consumatori di sostanze stupefacenti (Notiziario droghe, 03/10/2007)

L'Egitto conterebbe circa sei milioni di consumatori di sostanze stupefacenti, pari all'8,5% della popolazione. Lo afferma un rapporto ufficiale del Consiglio nazionale di lotta contro la dipendenza dalle droghe (Ncfta).Sempre secondo lo studio, ben 439.000 studenti liceali assumerebbero regolarmente delle droghe. In Egitto, Paese produttore di tutti i tipi di narcotici, è il "bango", un'erba simile alla marijuana, che va per la maggiore. Anche se sul mercato locale non mancano cocaina, eroina e le droghe chimiche come l'ecstasy e la metamfetamina. Sul 12,2% dei liceali che interpellati dall'Ncfta hanno ammesso di fare uso di droghe, il 9% ha detto di fumare il bango, il 3% di prendere l'hashish e lo 0,21% droghe chimiche o eroina. Secondo l'agenzia delle Nazioni unite contro la droga e la criminalità (Unodc), la posizione geografica rende l'Egitto un crocevia per il traffico di eroina e di cannabis provenienti dal sud est asiatico e destinate ai mercati europei. L'Unodc osserva anche che il 'bango' è molto coltivato nel Sinai dove sono presenti anche vaste piantagioni di oppio. (Notiziario droghe,03/10/2007)

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Fine sciopero colosso tessile, vittoria dicono operai (Swissinfo, 29/09/07)

Con un accordo considerato una "vittoria" dagli operai, si è concluso dopo sei giorni lo sciopero di 27'000 dipendenti della fabbrica tessile più grande del Medio Oriente, in Egitto, sul Delta del Nilo. Disperati per paghe sempre più svalutate, migliaia di operai, su 27.000 maestranze, di cui un terzo donne, hanno occupato per quasi una settimana i cortili della fabbrica statale "Misr Spinning and Weaving" nella città di Mahalla el Kubra, a circa 170 chilometri a Nord del Cairo. Gli operai, ha detto all'ANSA uno dei leader della protesta, Khatabi Ayed, hanno ottenuto il licenziamento dell'amministratore delegato e premi di produzione pari a 150 giorni di salario (chiedevano un anno intero). La "Misr Spinning and Weaving", nata nel 1917, è una delle fabbriche tessili più grandi del mondo, produce tessuti e pret a porter anche per l'esportazione. Secondo le autorità, lo sciopero ha causato un danno economico di circa sei milioni di lire egiziane al giorno (1,3 milioni di franchi svizzeri). Gli operai dichiarano un salario mensile di 150 lire (31,50 frs) contro profitti della società nell'anno fiscale 2006/07 pari a 217 milioni di lire egiziane (45,5 mio frs). Lo scorso dicembre, dopo un primo sciopero, gli operai avevano ottenuto la promessa, mai soddisfatta, di un premio di produzione pari a 45 giorni di paga. (Swissinfo, 29/09/07)

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Scoperto il tesoro segreto di Tut Ankh Amon (Aristide Malnati, Il Sole 24 ore, 29/09/07)

Non finisce di stupire Tut Ankh Amon, il faraone più celebre, che morì giovanissimo e la cui tomba – unico caso in Egitto - venne trovata stracolma di tesori dall'archeologo inglese Howard Carter nel 1922. Proprio la sepoltura di Tut , ubicata come tante altre tombe regie nella Valle dei Re di fronte a Luxor, ha rivelato un nuovo, piccolo tesoro, nascosto in una camera forse segreta, che finora nessuno aveva notato: si tratta di piccole giare, debitamente sigillate e due recipienti in calcare anch'essi recanti sigilli. Zahi Hawass, Direttore del Consiglio Supremo delle Antichità e dell'intera attività archeologica in riva al Nilo, non ci poteva credere: "Durante l'ennesima visita alla tomba di Tut Ankh Amon, nel corso di un'intervista televisiva, ho quasi per caso notato una nicchia ostruita da detriti, in precedenza mai osservata: in pochi giorni l'abbiamo liberata dai detriti e, sorpresa!: all'interno un certo numero di giare e due contenitori. Preso dalla curiosità, leggo subito il nome sui sigilli reali e non trattengo l'emozione. C'era scritto: Neb-Kheperu-Re, uno dei nomi di Tut Ankh Amon da faraone. Dopo 85 dalla favolosa scoperta di Carter, la tomba più famosa della storia continua a regalarci tesori". - Non resta da scoprire cosa ci sarà all'interno dei preziosi manufatti; probabilmente offerte, o forse resti di vivande, nutrimento prezioso per la vita eterna del faraone, che nell'al di là conservava le abitudini dell'esistenza terrena. (…) Ma non è tutto: da poco gli archeologi dell'Università di Memphis (USA), guidati da Otto Schaden e dallo stesso Hawass, hanno rinvenuto a pochi metri dalle sepoltura di Tut Ankh Amon un nuovo ambiente funerario, il primo nella Valle dei Re dopo la scoperta ad opera di Carter: gli esperti egiziani e americani sono penetrati nel pozzo profondo alcuni metri e al suo interno hanno trovato numerosi sarcofagi, giare con oli profumati e bende di lino. Non vi era dubbio: si tratta della sala dove gli imbalsamatori prepararono la mummificazione di Tut e di alcuni dei suoi congiunti; gli oggetti ritrovati e l'ubicazione della nuova camera hanno subito fatto pensare a uno dei laboratori di mummificazione per i più famosi faraoni del Nuovo Regno (1550-1040 aC). (…).(Aristide Malnati, Il Sole 24 ore, 29/09/07)

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Giornali in sciopero domenica 7 ottobre (Il Denaro, 28/09/07)

Domenica 7 ottobre i giornali indipendenti d’opposizione egiziani non usciranno per protesta contro la stretta sulla libertà di stampa in atto in Egitto che, nelle ultime settimane, ha portato all’arresto e alla condanna di diversi giornalisti. Sono quindici i quotidiani che hanno aderito all’iniziativa “contro l’aspra campagna che vuole reprimere la libertà di stampa in Egitto” si legge in una nota. Tre giorni fa un tribunale ha condannato due giornalisti e il direttore del quotidiano di opposizione Al-Wafd, a due anni di carcere, per aver “pubblicato informazioni false che hanno danneggiato la reputazione del sistema giudiziario e del ministero della Giustizia”. Ancora, lo scorso 13 settembre, un altro giornalista era stato condannato a scontare una pena di un anno per aver “danneggiato il pubblico interesse” con una serie di articoli che davano del “dittatoriale” al Partito Democratico Nazionale al potere. (Il Denaro, 28/09/07)

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Un canale tv solo per le fatwa? (Reuters, 28/09/07)

Il rettore dell'Università islamica egiziana al-Azhar ha lanciato la proposta di aprire un canale tv via satellite per diffondere le decisioni legali adottate dalle autorità religiose, ponendo così fine al "caos delle fatwa", hanno annunciato oggi i media statali. L'agenzia stampa di Stato MENA ha citato le parole del rettore, Ahmed al-Tayeb, che ha chiesto "uno speciale canale satellitare affidato ai veri studiosi che non desiderano fama o denaro e che saranno i guardiani della scienza dell'emissione delle fatwa e della presentazione di temi islamici". La MENA ha scritto che Tayeb vuole che il canale combatta quel che lo studioso ha descritto come "il caos delle fatwa" che prolifera su altri canali satellitari e che a suo avviso danneggia l'Islam e alimenta la confusione nella società. Al-Azhar, università statale considerata la più importante istituzione dell'insegnamento islamico, vuole assicurare in questo modo che ci sia un'unica autorità incaricata di emettere le fatwa, cioè le decisioni di giurisprudenza islamica, coordinata appunto con l'ateneo.(Reuters, 28/09/07)

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Protesta dei giornali indipendenti per la repressione contro la stampa (Peacereporter, 27/09/07)

I quotidiani indipendenti e quelli dell'opposizione non saranno pubblicati in Egitto il 7 ottobre per protestare contro le limitazioni del governo alla libertà di stampa che sono costate il carcere a sette giornalisti. Gli editori di ben 15 giornali aderiranno alla protesta. Tra gli arrestati c'è l'editore del giornale Al-Destur, Ibrahim Eissa, che lunedì verrà processato con l'accusa di aver discusso in un suo articolo della salute del presidente egiziano Hosni Mubark. Le misure repressive hanno indotto gli Stati Uniti ad esprimere “profonda preoccupazione” per l'arresto dei giornalisti, una critica considerata dal Cairo come “un'inaccettabile ingerenza”. I giornalisti in Egitto possono essere arrestati per aver scritto frasi ritenute offensive per il presidente o per le istituzioni come il parlamento e il governo. (Peacereporter, 27/09/07)

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Egitto - La contraddittoria situazione legale rende difficile l’opera della Chiesa (Zengarini, RadioVaticana/Zenit, 27/09/07)

Nel corso di una sua recente visita alla sede dell’associazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), Sua Beatitudine Antonios Naguib, Patriarca della Chiesa copta cattolica in Egitto, ha spiegato come la contraddittoria situazione legale del Paese stia ostacolando l’azione della Chiesa. Da un lato, infatti, la Costituzione garantisce la libertà religiosa e di coscienza, ma dall’altro lo stesso testo costituzionale consacra il principio per cui l’Islam è la religione di Stato e la legge islamica è la “fonte fondamentale del sistema legale”. Da questa ambigua situazione legale deriva, tra l’altro, la difficoltà ad ottenere licenze per costruire chiese. La Chiesa deve insistere molto per ottenere questi permessi - ha spiegato il Patriarca - a causa di una vecchia legge risalente al XIX secolo che ostacola la costruzione di edifici di culto per i cristiani. Il Patriarca Naguib ha, tuttavia, detto di sperare che presto le cose cambieranno, anche grazie alcune voci nella società egiziana favorevoli al riconoscimento di una parità di diritti per tutti i cittadini. Ad ogni modo, ha anche segnalato che attualmente c’è un trattamento molto arbitrario di tali questioni, la cui soluzione dipende in grande misura dalla buona volontà della persona responsabile. La stragrande maggioranza della popolazione egiziana (quasi 80 milioni di abitanti) è musulmana. La Chiesa copto-ortodossa conta circa 8 milioni di fedeli, mentre quella copto-cattolica solo 250.000. La Chiesa cattolica ha sette diocesi e un totale di 11 Vescovi e 150 sacerdoti. Nonostante rappresenti una minoranza, gestisce numerose scuole e istituzioni sociali, tutte aperte anche ai membri di altre religioni. (Zengarini, RadioVaticana/Zenit,  27/09/07)

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Tre giornalisti condannati a due anni di carcere (Peacereporter, 25/09/07)

Una corte egiziana ha condannato oggi i tre giornalisti Anwar al-Hawari, Mahmud Ghallab e Amir Othma, il primo dei quali direttore del giornale Al-Wafd, a due anni di carcere per aver "danneggiato l'immagine della giustizia". Lo scorso gennaio, il giornale aveva pubblicato le dichiarazioni del ministro della Giustizia, Mamduh Mari, secondo cui il 90 percento dei giudici egiziani non sarebbe stato all'altezza del proprio lavoro. Mari si era difeso sostenendo di essere stato frainteso. A settembre, altri quattro giornalisti erano stati condannati per aver criticato la politica del National Democratic Party del presid