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Libri online per dire no alla censura (Affari Italiani, 30/06/07)
'Kotobarabia' è la prima casa editrice mediorientale che distribuisce i libri del suo catalogo, in arabo, solo attraverso Internet. Il visitatore sceglie il testo, lo acquista con la carta di credito e può subito scaricarlo sul suo pc. "Volevamo offrire agli arabi che vivono lontano dal Medio Oriente la possibilità di leggere testi nella loro lingua madre e insieme trovare una via per aggirare la censura", ha raccontato all'ANSA Rami Habeeb, direttore e co-fondatore di Kotobarabia. (Affari Italiani,30/06/07)
Illegale circoncisione femminile (Skylife TG24, 28/06/07)
L’Egitto ha dichiarato illegale la circoncisione genitale femminile in tutti gli ospedali e le cliniche private. “Si proibisce ai medici e agli infermieri di tagliare o modificare una parte normale dell'apparato genitale femminile. Chiunque commetterà un'operazione del genere andrà contro la legge che regola l'esercizio della professione medica e sarà punito”, recita il decreto presentato oggi dal ministro della Salute Hatem el Gabali. “Con questo decreto si proibisce definitivamente ogni tipo di mutilazione genitale femminile”, ha detto all'agenzia ansa Abdel Rahman Shahin, portavoce del Ministero della Salute, che ha spiegato che fino a oggi la legislazione egiziana interdiva la mutilazione, con l'eccezione di alcuni casi come deformazioni o malattie. (…) La circoncisione femminile - Con questa espressione riassuntiva si fa riferimento a tre forme di mutilazione sessuale femminile, di diversa e progressiva gravità e invasività: la clitoridectomia, l'escissione e l'infibulazione. In tutti e tre i casi, l’obiettivo è impedire l'orgasmo femminile durante l'atto sessuale. Secondo uno studio svolto dal Ministero della Sanità in collaborazione con il programma DAG dell'ONU, in Egitto il 97% delle donne sposate è circoncisa e oltre la metà della popolazione femminile è a favore di questa pratica. Molti sostengono però che questi dati siano eccessivi. (Skylife TG24, 28/06/07)
Archeologia: identificata la mummia di Hatshepsut (Swissinfo, 27/06/07)
Dopo un anno di studi e rilevamenti tecnici, è stata identificata grazie a un dente la mummia della regina Hatshepsut, la più importante scoperta archeologica in Egitto dal ritrovamento della tomba di Tutankhamon nel 1922. Lo hanno annunciato il ministro della Cultura egiziano Farouk Hosni e il segretario generale del Consiglio Superiore per le Antichità Zahi Hawass in una conferenza stampa presso il Museo Egizio del Cairo. "L'identificazione certa della mummia è stata possibile grazie al matrimonio tra tecnologia, scienza e archeologia. Ci siamo arrivati infatti attraverso la scansione a raggi X (CT scan) della mummia e di un dente, un molare, che apparteneva al corredo funebre della famosa regina", ha spiegato Zahi Hawass. Hatshepsut, una delle sei regine dell'antico Egitto, appartiene alla diciottesima dinastia e ha regnato dal 1520 al 1483 a.C. (Swissinfo, 27/06/07)
Ingegnere nucleare condannato per spionaggio pro-Israele (Reuters, 25/06/07)
Un ingegnere nucleare che lavorava per l'Agenzia per l'Energia Atomica egiziana è stato condannato oggi all'ergastolo perché riconosciuto colpevole di spionaggio a favore di Israele. Mohamd Sayed Alì era accusato di avere prelevato documenti dal sito di un piccolo reattore nucleare egiziano, quello di Inshas, per consegnarli, in cambio di 17mila dollari, a contatti stranieri che avrebbero lavorato per l'intelligence israeliana. (Reuters, 25/06/07)
Gran Mufti, Islam è contro circoncisione femminile (Swissinfo, 24/06/07)
Il Gran Mufti d'Egitto ha ribadito oggi che la circoncisione femminile è proibita dall'Islam. La sua dichiarazione è stata provocata dalla morte di una bambina di undici anni, ieri, per una dose eccessiva di anestetico. La mutilazione genitale femminile è proibita in Egitto, anche se rimane molto diffusa. "La dannosa tradizione della circoncisione è proibita", ha detto il Mufti Ali Gomaa, citato dall'agenzia di stampa statale Mena. Già lo sheikh della moschea di al Azhar Mohamed Sayed Tantawi, la massima istanza sunnita, aveva condannato la pratica come non islamica. Lui e il copto Pope Shenouda, il capo della chiesa cristiana egiziana, hanno detto che né la Bibbia né il Corano prevedono la circoncisione femminile. Budour Ahmed Shaker, una bambina di undici anni, è deceduta ieri in una provincia meridionale dell'Egitto in seguito ad un'operazione di mutilazione genitale. Il padre della bambina ha fatto causa al medico, riferisce il quotidiano indipendente Al Masri el Yom. (Swissinfo,
24/06/07)
Appello di militante al Qaeda per attacchi anti-Ovest (Reuters, 24/06/07)
Un uomo indicato come il capo dell'ala egiziana di al Qaeda ha lanciato un appello oggi ad attaccare obiettivi israeliani e occidentali in Egitto, il più popoloso paese del mondo arabo, a sostegno del gruppo islamico palestinese Hamas. "O eroi... colpite... tutti i bersagli dei sionisti e dei crociati in terra d'Egitto, senza versare il sangue dei musulmani", ha detto in un comunicato diffuso sul web Mohamed Hakaima, un ex leader del gruppo militante egiziano Gama'a Islamiya. Esperti egiziani che si occupano dei gruppi islamici dubitano che al Qaeda conti su una presenza organizzata in Egitto o che Hakaima, che si ritiene si nasconda in Afghanistan, abbia seguaci nel paese nordafricano. Kamal Habib, un altro ex dirigente di Gama'a, ha detto oggi a Reuters: "Non credo che al Qaeda sia presente in Egitto. Non penso che Hakaima abbia alcun sostenitore in Egitto". "Al Qaeda non ha una presenza in senso organizzativo. Ci potrebbero essere delle persone che credono agli ideali di al Qaeda", ha aggiunto Habib, che ora è uno specialista di gruppi islamici. Il vice capo di al Qaeda, l'egiziano Ayman al-Zawahri, ha indicato l'anno scorso in Hakaima uno dei membri di Gama'a che si è unito ad al Qaeda. Ma esperti egiziani dicono che Hakaima non è un protagonista di primo piano e dubitano dell'affermazione di Zawahri, secondo cui una "grossa fazione" di militanti di Gama'a si sarebbe unita ad al Qaeda. (Reuters, 24/06/07)
Decine di profughi (Ansa, 21/06/07)
Una trentina di palestinesi, profughi di Gaza trasferiti dagli israeliani verso l'Egitto, hanno passato la frontiera di Rafah.Altre decine restano in attesa dell'autorizzazione egiziana. Lo affermano testimoni oculari a Rafah, al confine con la Striscia di Gaza. Il gruppo era parte di circa 120 persone legate a Fatah, il movimento del presidente Abu Mazen, fuggite per timore di rappresaglie dopo la vittoria di Hamas verso il valico di Erez, ma trasferite da Israele verso l'Egitto. (Ansa,21/06/07)
Ricerca scientifica, stanziati 11mln di euro (Il Denaro, 19/06/07)
Undici milioni di euro per la ricerca scientifica in Egitto: è quanto prevede l'accordo firmato dal ministro egiziano dell'Università e della Ricerca Scientifica Hani Helal e dal capo della delegazione della Commissione Europea in Egitto Klaus Ebermann. Il progetto, che si svilupperà nei prossimi quattro anni, mira ad incoraggiare la crescita economica e la competitività del Paese mediante la ricerca e l'innovazione scientifica. Particolare attenzione sarà rivolta alla ricerca in campo sanitario, alle biotecnologie, all'informazione, alle comunicazioni e all'utilizzo dell'acqua e dell'energia. Sarà inoltre rafforzata la collaborazione tra scienziati e ricercatori egiziani ed europei. Il programma prevede anche la creazione di un fondo per l'innovazione di 6,5 milioni di euro per finanziare i progetti più innovativi. L'accordo è stato firmato in occasione della prima conferenza dei ministri della ricerca scientifica e dell'università dell'area euromediterranea. (Il Denaro, 19/06/07)
Elezioni al senato, stravince il Partito nazional democratico (Peacereporter, 19/06/07)
Il Partito nazional democratico (Pnd) al potere in Egitto ha stravinto nelle elezioni della camera alta del parlamento (shura), lasciando ai rivali solo due seggi nel ballottaggio di ieri. La Commissione elettorale ha annunciato che i candidati del Pnd hanno preso 84 degli 88 seggi del senato. Un candidato del partito di sinistra Tagammu e tre indipendenti si sono accaparrati i restanti. Fra questi, nessuno dei Fratelli musulmani, la principale forza d'opposizione in Egitto che detiene un quinto dei seggi nella camera bassa. L'opposizione e gli osservatori denunciano frodi e abusi in questo che era un test per gli emendamenti costituzionali che bandiscono attività politiche fondate sulla religione, ossia misure destinate a colpire proprio i Fratelli musulmani. Alle elezioni - ogni tre anni, per metà dei senatori eleggibili, mentre gli altri 88 sono a nomina presidenziale - secondo le fonti ufficiali ha partecipato un'alta percentuale dei 23 milioni registrati al voto, il 31,2 percento nel primo turno, ma per il secondo non sono state date cifre. Osservatori parlano di seggi vuoti e un tasso del 3 percento. (Peacereporter, 19/06/07)
In un anno 2000 minori egiziani non accompagnati (Agrigentonotizie, 19/06/07)
È allarme per i minori non accompagnati provenienti dall'Egitto: tra il 2005 e il 2006 sono giunti in Italia, da questo paese, ben duemila minori. Nel 2006 i piccoli egiziani arrivati hanno rappresentato il 63% dei minori arrivati via mare in Sicilia. E fatto preoccupante è che per molti di essi si perdono le tracce. Lo denuncia Amnesty International, che oggi ha presentato il bilancio di 16 mesi di attività della campagna "Invisibili" sui diritti dei minori migranti. Quasi il 7% di questi arrivi via mare riguarda minori; si è trattato di 1.622 minori nel 2005 e di 1.335 nel 2006. Giungono da zone di conflitto o di crisi per i diritti umani, tra cui l'Eritrea, l'Etiopia, il Sudan, la Somalia, il Libano. Secondo quanto segnalato dall'associazione, nel 2006 sono solo 83 i minori egiziani (su un totale di 6.358 minori) segnalati dalle statistiche del Comitato per i minori stranieri. È "un'invisibilità che non può che non preoccupare. Questi minori - afferma Amnesty - sono invisibili sia per la lontananza dalla rete dei servizi che per essere pressochè assenti dalle statistiche ufficiali". Secondo quest'ultime gli arrivi maggiori provengono dalla Romania, dal Marocco e dall'Albania. Nel corso del 2006 - riferisce ancora Amnesty - da più parti è stato fatto notare l'allontanamento di molti minori non accompagnati dalle comunità che li ospitavano in Sicilia. Si trattava, per lo più, di minori egiziani, a volta giovanissimi, che si sono allontanati al di fuori di qualsiasi percorso protetto, per raggiungere città del nord del paese, tra cui Milano. Inoltre, secondo quanto risulta ad Amnesty, i ragazzi egiziani seguirebbero, una volta in Italia, un percorso a tappe. Pare che dopo l'arrivo a destinazione in molti casi - si legge nel rapporto di Amnesty - i ragazzi siano costretti a lavorare gratuitamente per poter ripagare il debito contratto dalla famiglia con l'organizzazione che li ha condotti in Italia". Segnalazioni di allontanamento sono giunte anche per ragazze marocchine molto giovani. (Agrigentonotizie, 19/06/07)
Proposta una nuova autorità religiosa per uniformare le diverse fatwa (Peacereporter, 19/06/07)
Il Gran muftì del Cairo, Sheikh Ali Gomaa, ha proposto la creazione di un'autorità religiosa che controlli tutte le fatwa, per assicurare che i pareri giuridici siano legittimi e accettabili dalle diverse scuole della giurisprudenza islamica. Tutti gli studiosi e gli esperti di diritto islamico saranno obbligati a seguire il "codice d'onore" del nuovo organismo di controllo. Ali Gomaa ha dichiarato che la sua proposta è già stata accettata da tutti gli studiosi e i giuristi dell'Assemblea del Popolo (la camera bassa del Parlamento egiziano). (Peacereporter, 19/06/07)
Cerca di mediare una tregua con Fatah e Hamas (Ansa, 13/06/07)
L'Egitto sta cercando di organizzare al più presto un incontro ad alto livello tra i dirigenti dei movimenti palestinesi Fatah e Hamas nella Striscia di Gaza per far cessare i combattimenti che nel giro di cinque giorni hanno fatto circa 70 morti. La delegazione dei servizi di sicurezza egiziani di stanza a Gaza, guidata da Borhan Hammad, sta tenendo i contatti fra le due parti, riferiscono fonti ufficiali egiziane. E il responsabile dell'Intelligence egiziana Omar Soleyman ha avuto una conversazione telefonica con il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen). La crescente preoccupazione dell'Egitto è evidente anche nella richiesta di una riunione d'emergenza dei 22 ministri degli Esteri della Lega araba per discutere della situazione nei Territori palestinesi. Quaranta agenti della sicurezza palestinese del movimento di Fatah sono arrivati in Egitto, per fuggire i combattimenti tra i sostenitori di Abu Mazen e i militanti del movimento islamico di Hamas nella Striscia di Gaza. I poliziotti si sono consegnati alle forze di sicurezza egiziane alla frontiera, ha riferito una fonte dei servizi egiziani. Secondo la stessa fonte, i militanti di Hamas apparentemente per inseguire i poliziotti hanno cercato di aprire una breccia con dell'esplosivo nel muro in una zona del cosiddetto corridoio di Philadelphi, come si chiama questo tratto di 14 chilometri di frontiera tra il Sinai egiziano e la Striscia di Gaza. Le forze di sicurezza egiziane hanno circondato l'area per impedire l'ingresso di palestinesi. Martedi' al Cairo, il deterioramento della situazione nei Territori è stato al centro di un incontro tra il presidente egiziano Hosni Mubarak e il re Abdallah II di Giordania. Alla fine dei colloqui, il ministro degli Esteri egiziano Ahmed Aboul Gheit, pur condannando "le mani invisibili" che manovrerebbero da dietro le quinte l'escalation di violenze, ha criticato i palestinesi che si curano del "proprio interesse personale" a scapito di quello nazionale. "I palestinesi che si combattono dovrebbero vergognarsi e comprendere che le pallottole colpiscono la speranza e il futuro, l'avvenire dei loro figli e della loro causa", ha detto Borhan Hammad, citato dalla stampa egiziana. "Nessuno sa quando si potrà parlare ancora di una causa comune del popolo palestinese", afferma un editoriale del giornale governativo egiziano al Akhbar. "Adesso basta!", scrive l'altro quotidiano governativo del Cairo al Gomhuria, chiedendo ai dirigenti palestinesi di accettare la mediazione egiziana. Molto pessimisti gli analisti egiziani che vedono il concretizzarsi di un "sogno israeliano", due ministati, con Gaza dominata da Hamas e la Cisgiordania da Fatah. "Si sta formando un baratro politico oltre che geografico", dice Mohammed Sayed el Said, vicepresidente del Centro di studi strategici al Ahram del Cairo. Mentre per lo studioso Emad Gad, esperto di questioni israeliane, i combattimenti sono il risultato di "fattori esterni": Hamas risponde a giochi strategici siriano-iraniani. (Ansa,13/06/07)
Elezioni; aperti seggi, un morto in regione delta (Corriere del Ticino,11/05/07)
Dalle 8:00 di questa mattina circa 27 milioni di egiziani sono chiamati a votare per il rinnovo della metà del Consiglio consultivo (camera alta) in base alle nuove regole varate con il referendum costituzionale di marzo. La giornata elettorale è stata già segnata da un incidente nel governatorato di Sharkiah, nel delta del Nilo. Una persona é morta ed altre quattro sono rimaste ferite in uno scontro a fuoco tra sostenitori di due candidati del partito nazionaldemocratico (pnd, al potere) e quelli di un candidato indipendente. Il secondo turno elettorale si svolgerà il 18 giugno. Il Pnd ha presentato 109 candidati mentre i Fratelli musulmani, principale blocco di opposizione, una confraternita vietata ma di fatto tollerata, ha presentato 19 candidati con l'etichetta di indipendenti. Gli altri partiti di opposizione Wafd (liberale) e Tagammou (marxista) hanno deciso di boicottare la consultazione. (Corriere del Ticino,11/05/07)
Aviaria muore bimba 10 anni (Ansa ,09/06/07)
Con la morte di una bambina di 10 anni, salgono a 15 le vittime dell'influenza aviaria in Egitto. Si e' appreso da un comunicato del ministero della Sanita' egiziano. La bambina contagiata dal virus H5N1, il piu' letale tra gli agenti patogeni dell'influenza aviaria, era originaria della regione di Qena,Alto Egitto, ed era stata ricoverata in ospedale nei giorni scorsi, dove e' rimasta in condizioni di respirazione assistita. (Ansa,09/06/07)
Monito a Portogallo, niente francobolli con le nostre piramidi (Aki, 04/06/07)
"Le piramidi non vanno sfruttate a fini commerciali'': questa la motivazione opposta da Zahi Hawass, direttore del Consiglio Superiore per le Antichità egiziane, alle poste portoghesi nel rifiutare il permesso di inserire l'immagine delle imponenti opere funerarie degli antichi Egizi in una serie di francobolli dedicati alle sette meraviglie del mondo. Si riaccende così la polemica intorno a uno dei siti archeologici più famosi e visitati al mondo, quello della piana di Giza, oggetto nei mesi scorsi di un'aspra diatriba a causa del concorso 'New Seven Wonders', lanciato dal regista canadese Bernard Weber. La competizione, che si propone di individuare le nuove sette meraviglie del mondo tramite il voto di migliaia di internauti sul web, aveva infatti incluso tra i siti in concorso anche le Piramidi, unica delle sette meraviglie dell'antichità giunte fino ai nostri tempi. Ma la partecipazione delle Piramidi al concorso aveva generato problemi fin dall'annuncio della loro candidatura, e il comitato organizzatore ha in seguito deciso di ritirare la loro partecipazione. Hawass aveva bocciato la competizione fin dal principio, dichiarando che "sottoporre le Piramidi a un voto popolare è una sciocchezza", vista la loro indubbia importanza storica ed archeologica. Tra i 21 monumenti finalisti, ancora in gara per il titolo - che sarà annunciato il 7 luglio prossimo a Lisbona - ci sono invece la tour Eiffel, il Colosseo, l'Acropoli, il Taj Mahal e la grande muraglia. "Quanto stabilito per il concorso vale anche per altre iniziative a titolo commerciale - ha chiosato Hawass a proposito della richiesta portoghese di riprodurle su francobollo - le Piramidi sono un bene dell'umanità e come tale vanno preservate". (Aki,
04/06/07)
Al via i colloqui con i rappresentanti di Al Fatah per una tregua nella Striscia di Gaza. (.Rainews, 27/05/07)
E' cominciato oggi al Cairo il primo di una serie di incontri tra i responsabili della sicurezza egiziani ed i rappresentanti delle principali fazioni palestinesi, per cercare di raggiungere una tregua nella Striscia di Gaza. La prima delegazione ad essere ricevuta nella capitale egiziana è stata quella di Al Fatah. Questa mattina il braccio armato di Hamas, Brigate Ezzedin al-Qassam, ha rivendicato la paternità dell'attacco sferrato oggi contro la città israeliana di Sderot costato la vita ad israeliano di 36 anni. Le Brigate al-Qassam avvertono inoltre Israele che attacchi del genere sono destinati a proseguire anche in futuro. Anche il braccio armato dei Comitati di resistenza popolare ha lanciato nuovi diri di mortai contro il territorio israeliano.(…)(.Rainews, 27/05/07)
Fatwa su urina di Maometto scatena nuova bufera (La Repubblica, 24/05/07)
L'urina del profeta Maometto era cosi' pura che i suoi amici lottavano per poterla bere. A sostenerlo e' il gran mufti' d'Egitto Ali Gomaa, tra le massime autorita' dell'Islam sunnita, nella sua ultima fatwa (consiglio religioso, raccomandazione utile per la vita quotidiana) diffusa dal quotidiano indipendente Masr el Yom. Una fatwa singolare che sta gia' scatenando polemiche negli ambienti religiosi e laici. Tanto che molti analisti si domandano quale sia il senso della consuetudine stessa della fatwa, pratica religiosa che come in questo caso puo' addirittura danneggiare l'immagine dell'Islam. La questione delle fatwe in Egitto era gia' venuta alla ribalta la settimana scorsa, quando una valanga di critiche aveva costretto l'universita' di al Azhar a sospendere dall'incarico il direttore di un dipartimento della facolta' di principi religiosi, Ezzat Atteya, colpevole di aver raccomandato che le donne che lavorano accanto a uomini li allattino. La fatwa sosteneva che in questo modo si sarebbe instaurato un rapporto simile a quello tra madre e figlio, e per questo non peccaminoso. Ma il consiglio aveva scatenato le ilarita' dei fedeli su tutti i blog e forum di discussione del Paese. Anche la nuova fatwa di Ali Gomaa e' stata ridicolizzata: il famoso scrittore egiziano Ahmed Raguab si e' domandato ironico come venisse conservata l'urina del profeta. Ancora piu' duro l'imam Hamdy Zakzouk, anche lui conosciuta autorita' religiosa egiziana, che ha parlato di "una fatwa contro l'Islam e contro il profeta stesso". "E' una sfortuna che i musulmani armino la loro religione di queste storie, e' risaputo che non tutto cio' che e' stato scritto nei libri religiosi e' vero - ha sottolineato - dobbiamo sempre usare la nostra testa e giudicare cio' che leggiamo. Nessuno dovrebbe mai diffondere credenze cosi' assurde". (La Repubblica,
24/05/07)
Arrestati 14 membri dei Fratelli musulmani (Peacereporter, 20/05/07)
Il ministero dell'Interno egiziano ha annunciato l'arresto di 14 esponenti del movimento dei Fratelli musulmani, principale partito dell'opposizionein Egitto. Il gruppo è stato arrestato per essersi riunito segretamente in una casa nella provincia di Sharqiya, sul delta del Nilo. Secondo la fonte era in possesso di 'documenti segreti'. Da dicembre a oggi gli attivisti del movimento, bandito in Egitto, sono stati arrestati a centinaia. (Peacereporter,
20/05/07)
Altri 29 blog e siti rischiano la chiusura (AdnKronos, 17/05/07)
Un magistrato egiziano, Abdel Fattah Mourad, ha chiesto l'oscuramento di 29 tra blog e siti internet che a suo avviso ''screditano l'immagine del paese e offendono il presidente''. Lo rivela la stampa locale, secondo cui Mourad è lo stesso magistrato che ha formulato l'accusa contro il blogger Kareem Amer, condannato a 4 anni di detenzione a causa degli scritti pubblicati sul suo diario on line. I siti in questione, che si aggiungono ad altri 21 di cui lo stesso giudice ha chiesto la chiusura, comprendono oltre a diversi blog, anche i portali di organizzazioni per i diritti umani come la 'Egyptian Association for Combating Torture', lo 'Hisham Mubarak Law Center' e il sito del quotidiano di opposizione liberale 'Al Ghad'. Il direttore dello 'Human Rights Network', Gamal Eid, ha accusato Mourad di perseguitare i blogger e la stessa associazione, che si occupa di tutelare la libertà d'espressione, per distogliere l'attenzione dalle accuse di plagio che gli sono state rivolte. Risale a diversi mesi fa, infatti, una querela per plagio che lo stesso Eid ha depositato contro il magistrato, accusandolo di aver pubblicato a proprio nome documenti e ricerche dell'associazione, tutelati da copyright. Il tribunale amministrativo di Alessandria ha comunicato di aver aperto un'indagine relativa ai 50 siti denunciati, i cui risultati saranno diffusi in un'udienza fissata per il 9 giugno prossimo.(AdnKronos, 17/05/07)
Arrestati 59 musulmani per scontri con copti (Swisspolitics, 12/05/07)
La polizia egiziana ha arrestato 59 musulmani accusati di aver dato fuoco a case e negozi nel corso di scontri con copti per la costruzione di una chiesa, in un villaggio a Sud del Cairo. Lo riferiscono fonti della polizia. Gli arresti sono stati effettuati dopo aver raccolto le testimonianze di diversi copti, a Behma, circa 60 chilometri a Sud della capitale egiziana, dove ieri ci sono stati violenti scontri a colpi di bastone, con lancio di pietre e bottiglie incendiarie. I 59 musulmani saranno incriminati per incendio doloso e incitamento alla violenza settaria. Dei volantini erano stati distribuiti ieri davanti alla moschea all'uscita dalla preghiera, condannando un progetto di ampliamento della chiesa. Apparentemente i copti si sono riuniti e si sono diretti verso la moschea. Le due parti si sono lanciate pietre e picchiate con bastoni, nove persone sono rimaste ferite, riferiscono le fonti. Tre abitazioni sono state incendiate. Nessun copto è stato arrestato. I copti, cristiani d'Egitto, il 10 per cento dei 76 milioni di cittadini, devono avere un'autorizzazione per costruire delle chiese, mentre non servono permessi per fare delle moschee. Scontri simili, ci sono stati nello stesso villaggio nel febbraio 2006. E ad aprile dello stesso anno, un copto di 78 anni è stato ucciso da un aggressore che ha attaccato tre chiese ad Alessandria, sul Mediterraneo. Una persona è rimasta uccisa in conseguenti incidenti.
(Swisspolitics, 12/05/07)
Scontri tra musulmani e cristiani: 10 feriti (Peacelink, 11/05/07)
Almeno 10 persone sono rimaste ferite in scontri settari in Egitto, dopo che si era diffusa la voce, in un villaggio vicino al Cairo, che i cristiani volessero costruire una chiesa senza il permesso del governo. La notizia è stata riportata da fonti della sicurezza egiziana. Quattro case di cristiani sono state bruciate durante gli scontri. La polizia è intervenuta per arrestare la violenza, arrestando 17 persone.
(Peacelink,
11/05/07)
Precipita aereo della forza internazionale, morti i 9 occupanti (Euronews, 06/05/07)
Sono tutti morti i nove occupanti dell'aereo francese precipitato nel nord della penisola del Sinai, in Egitto. Si tratta di otto francesi e un canadese. L'aereo, appartenente alla forza multinazionale incaricata di sorvegliare l'applicazione delle misure di sicurezza previste dall'accordo tra Egitto e Israele, si è schiantato su un camion. Poco dopo il decollo aveva segnalato l'intenzione di effettuare un atterraggio di emergenza. (Euronews,
06/05/07)
Giornalista condannata per programma su trattamento nei commissariati di polizia (Ansa, 02/05/07)
Una giornalista egiziana di Al Jazira, Howaida Taha, e' stata condannata oggi da un tribunale egiziano a sei mesi di prigione dura. L'accusa e' di attentato agli interessi superiori del Paese. La giornalista e' stata condannata per un suo programma nel quale documentava il 'trattamento degli egiziani nei commissariati di polizia'. L'avvocato difensore ha fatto ricorso. Taha era stata arrestata in gennaio. (Ansa,
02/05/07)
Chiude il blog d'opposizione Egyptian Sand Monkey (Aki/Ign, 30/04/07)
E' costretto a chiudere i battenti l'Egyptian Sand Monkey, uno dei blog d'opposizione più seguiti d'Egitto e tra i diari on-line più letti dell'intero Medio Oriente. Ad annunciare il congedo dalla rete è stato Sam Adam, nickname del blogger autore del portale, che ha sottolineato come a spingerlo a questa decisione sia stata la forte pressione esercitata dal regime egiziano. "Non credo che l'anonimato possa più proteggermi - ha scritto il blogger - Almeno non da quando agenti della sicurezza fanno domande su di me nella strada in cui abito, quindi ho deciso di chiudere". La notizia dell'addio al web della "scimmia del deserto" ha subito suscitato l'interesse dalla stampa locale ed è riportata oggi dai principali quotidiani in lingua araba. Il risalto dato all'evento è strettamente connesso col ruolo che in questi anni il blog ha avuto nella vita politica del pase. Sand Monkey è infatti stato uno dei più vibranti animatori del dibattito politico e sociale, oltre ad aver raccontato con regolarità, negli ultimi due anni, le violenze e le brutalità commesse da Mubarak durante le manifestazioni di contestazione al regime organizzate da attivisti politici. L'attenzione dei media nei confronti dei blogger egiziani è iniziata nel febbraio 2005, durante la campagna per il referendum sulla riforma costituzionale voluta dalle autorità del Cairo. Da allora gli autori di questi portali sono entrati a pieno titolo nel dibattito politico del paese, attirando su di sé le critiche e le persecuzioni del regime. Nel febbraio scorso il tribunale di Alessandria d'Egitto ha condannato il blogger Karim Suleiman a quattro anni di prigione, per aver insultato il presidente e diffamato l'Islam, religione di Stato. Il giovane ventiduenne è tuttora in stato di detenzione nonostante le critiche espresse sulla vicenda dalle associazioni per i diritti umani. Dal 2006 l'Egitto figura nella lista dei "paesi nemici di Internet e della libertà d'espressione" stilata da Reporter Senza Frontiere.(Aki/Ign, 30/04/07)
5 morti in incendio carcere - Le fiamme causate da un corto circuito (Ansa, 28/04/07)
Cinque detenuti sono morti in un incendio avvenuto ieri per un corto circuito in un carcere alla periferia nordoccidentale del Cairo. Lo riferiscono oggi fonti della sicurezza. Il corto circuito, secondo fonti del ministero dell'Interno, si e' verificato in un ventilatore nei dormitori del carcere di Wadi el Natrun. Tre detenuti sono morti subito, due in ospedale. Il numero dei feriti non e' noto. (Ansa, 28/04/07)
Egitto – Il Cairo offre truppe per le Nazioni Unite nel Darfur (CaniSciolti, 28/04/07)
Il governo egiziano ha annunciato l'invio di 750 soldati e 130 supervisori militari per la prossima fase del dispiegamento delle truppe delle Nazioni Unite nel Darfur. I soldati rientrano nella forza Onu di 3.000 uomini che rafforzerebbe le 7.000 truppe dell'Unione africana già nella regione del Sudan. Dopo mesi distallo, il presidente sudanese al Bashir ha approvato la seconda fase del piano dell'Onu per il Darfur, devastato dalla guerra civile.(CaniSciolti, 28/04/07)
Sondaggio, il 72 %delle egiziane non vorrebbe un presidente donna
(Aki, 27/04/07)
Il 72 per cento delle donne egiziane non gradirebbe avere una donna alla guida del paese: e' quanto emerge da un sondaggio del centro informazioni del parlamento del Cairo, secondo cui la maggior parte degli intervistati, oltre mille persone tra uomini e donne dai 18 anni in su, avrebbe dichiarato di preferire "che le donne stiano in casa, a badare all'economia domestica". L'82 per cento degli uomini e il 72 per cento delle donne si sono comunque detti convinti della necessità che le donne completino gli studi, compresi quelli universitari, ma non approverebbe una donna alla presidenza della repubblica o nel ruolo di primo ministro. Oltre il 50 per cento degli intervistati, inoltre, ha motivato la scelta, affermando di non ritenere le donne abbastanza forti nell'affrontare le difficoltà che i ruoli in questione comportano. Il 46 per cento delle donne si è detta contraria ad una donna presidente della Camera o del Senato, mentre il 65 per cento degli uomini non vedrebbe di buon occhio un premier del gentil sesso. La meta' degli intervistati, infine, non si fiderebbe di un giudice donna, perché ''incapace di mantenere il giusto distacco dalle situazioni che le si presentano davanti''. L'Egitto è stato il primo paese arabo a concedere diritti politici alle donne, nel 1956, ma la loro rappresentanza e influenza nella società è andata via via diminuendo nel corso degli anni. Questo soprattutto a causa di resistenze di tipo religioso, contrastate dalle recenti dichiarazioni di due figure di spicco egiziane, il gran mufti della Repubblica Alii Gomaa e lo sceicco di al Azhar, Mohammed Sayyed Tantawi. Il primo all'inizio dell'anno ha emesso una fatwa (editto religioso) che sancisce il diritto delle donne a diventare capi di stato, mentre il secondo ha dichiarato che non esistono ostacoli nel Corano alla nomina di una donna giudice. Nel marzo scorso, e per la prima volta nella storia del paese, il Consiglio Supremo Giudiziario del Cairo ha nominato 31 egiziane alla carica di giudice.
(Aki, 27/04/07)
Gas naturale, intesa con il Libano (Il Denaro, 25/04/07)
Un accordo per le esportazioni di gas naturale dall'Egitto verso il Libano è stato firmato al Cairo, a margine della visita ufficiale nel Paese del primo ministro libanese Fuad Siniora. L'accordo, siglato ieri dal ministro egiziano per il Petrolio Sameh Fahmi e dal ministro libanese per l'Energia e per le Risorse idriche Mohammed Safdi, prevede che il gas sarà trasferito tramite il gasdotto arabo che collega la città siriana di Homs e quella di Tripoli nel Libano settentrionale, riferisce il quotidiano egiziano economico Al Alam el Yom.
(Il Denaro, 25/04/07)
Arrestato ingegnere nucleare, ''e' una spia di Israele'' (Adnkronos, 17/04/07)
Un ingegnere nucleare egiziano e' stato arrestato con l'accusa di essere una spia di Israele. Lo ha reso noto il procuratore Hisham Badawi in una conferenza stampa, denunciando che lo scienziato avrebbe sottratto documenti riservati dell'Agenzia per l'energia nucleare egiziana per cui lavorava a scopo di lucro. Il magistrato ha formalizzato accuse anche contro due cittadini stranieri, di nazionalita' irlandese e giapponese, in relazione allo stesso caso. Lo scorso settembre Il Cairo ha annunciato la sua intenzione di rilanciare il suo programma nucleare civile, pianificando la costruzione di almeno un reattore nucleare. (Adnkronos,
17/04/07)
Di nuovo in pericolo la scrittrice Nawal El Saadawi (Il paese delle donne, 16/04/07)
“Un ponte per…” rilancia l’invito a sottosrivere l’appello del comitato promotore di Medlink (www.medlinknet.org) in solidarietà con la scrittrice egiziana Nawal El Saadawi, che aveva partecipato al meeting svoltosi nel novembre scorso a Roma. Nawal al Sa’dawi è donna simbolo del movimento femminista egiziano: psichiatra e scrittrice, da più di trenta anni subisce attacchi dalle autorità religiose egiziane. Il suo primo libro (“Woman and Sex” del 1972) è un atto di denuncia contro l’infibulazione femminile, e le costa la cacciata dal Ministero della Sanità. L’episodio non la ferma nella sua lotta per il riconoscimento dei diritti delle donne arabe: la sua produzione letteraria si lega sempre più alla lotta sociale. Nel 1981 viene incarcerata senza processo assieme ad altri 1600 esponenti politici e intellettuali egiziani “scomodi”. Anche il marito viene arrestato, e recluso per tredici anni nel carcere di massima sicurezza del Cairo. In prigione Nawal al Sa’dawi scrive l’opera che diventerà poi così famosa da essere tradotta in dodici lingue: "Memorie dal carcere delle donne"; lo scrive con una matita kajal per occhi su fogli di carta igienica, perché si rifiutano di fornirle carta e penna. Rilasciata nello stesso anno, nel 1992 è costretta all’esilio in Olanda, perché il suo nome compare nella lista della morte di un gruppo fondamentalista. Rientrata in patria, nel 2001 una grande mobilitazione internazionale riesce ad evitarle un processo per apostasia ed un divorzio forzato dal marito. Oggi, Nawal El Saadawi rischia nuovamente di essere processata o di essere uccisa da estremisti religiosi. Le autorità dell’universita al Azhar del Cairo hanno montato una campagna politica e religiosa accusandola di apostasia e di mancanza di rispetto dei principi dell’Islam per una sua commedia teatrale intitolata “Dio rassegna le dimissioni all’incontro al vertice”, pubblicata lo scorso gennaio 2007 nella capitale egiziana. Sulla scomodità e sul valore della sua opera si può anche leggere un recen te intervento di Giancarla Codrignani in www.women.it. (Il paese delle donne,
16/04/07)
Arrestati 15 studenti aderenti a Fratelli musulmani (SwissPolitics, 15/04/07)
Quindici studenti dei Fratelli Musulmani, principale forza d'opposizione in Egitto sono stati arrestati oggi nell'università di Menoufiya, al nord d'Egitto, per aver progettato una manifestazione artistica. Lo ha detto una fonte di polizia. Secondo il sito internet dei Fratelli Musulmani, le forze di sicurezza hanno circondato l'università e hanno proibito l'entrata o l'uscita agli studenti. Inoltre, ieri, 14 studenti della facoltà d'agricoltura di Choubra el Kheima, un quartiere popolare della periferia nord del Cairo, sono stati arrestati per aver partecipato ad una dimostrazione para-militare. Tre dirigenti della confraternita sono stati arrestati per aver sostenuto la dimostrazione. (SwissPolitics,
15/04/07)
Egitto - Giro di vite del Governo sulle esposizioni dei reperti (Il Denaro, 12/04/07)
D’ora in poi solo gli archeologi egiziani potranno avere accesso alle mummie dell'antico Egitto per sottoporle ad esami, mentre gli stranieri potranno farlo solo in presenza e sotto sorveglianza dei loro colleghi egiziani. Lo ha reso noto il ministro della cultura egiziano, Faruq Hosni, durante una conferenza stampa insieme con il segretario generale del Consiglio Superiore delle Antichità, Zaqi Hawass e del direttore delle antichità di “Mit Rahina” nel museo egizio, Ahmed Saleh. Tema principale dell'incontro è stato l'annuncio dello stesso ministro del ritorno in Egitto di ciocche di capelli della mummia del gran faraone Ramses II, “trattenute” in Francia quando nel 1976 la stessa mummia vi era stata trasferita - unico spostamento nella storia del prezioso reperto - per esami di laboratorio. Lo scopo della trasferta fu quello di accertare il microrganismo che stava provocando un grave pericolo di disfacimento dei resti del faraone, individuato dagli esperti francesi in un raro fungo, deadalea biennis fries. Le cure salvarono la mummia, che fu quindi riportata in Egitto. Ma nell'occasione uno dei ricercatori prelevò le ciocche, riapparse per incanto di recente in un'asta su Internet, nella quale venivano proposte in sacchetti di plastica per somme comprese tra 2.000 e 2.500 dollari. Ad offrirle era il figlio di quel ricercatore, che nel frattempo era morto. L'Egitto chiese immediatamente che quella offerta fosse bloccata e che i preziosi reperti venissero restituiti. Così è accaduto nelle settimane scorse. Se da una parte Faruq Hosni ha ringraziato la Francia per la sua correttezza, dall'altra ha disposto le limitazioni di accesso alle mummie per gli archeologi stranieri. (Il Denaro, 12/04/07)
Virus dell’aviaria: quattordicesima vittima nel paese (Il Denaro, 12/04/07)
Una giovane egiziana è deceduta a seguito del virus H5N1 dell'influenza aviaria, portando a 14 il numero delle persone morte per l'infezione in Egitto. Lo ha annunciato il ministero della Sanità Marina Kamil Mikhail, una quindicenne del quartiere di Chobra, al Cairo, è morta martedì all'ospedale, dove era stata ricoverata giovedì scorso con i sintomi della malattia, ha affermato il portavoce del ministero, Abdel Rahman Shaheen, precisando che la giovane era stata in contatto con dei volatili infetti. Diverse persone, principalmente bambini, hanno contratto il virus H5n1 nelle ultime settimane in Egitto, ma questo caso è senza precedenti al Cairo ed è il primo mortale da febbraio. La maggioranza delle vittime dell'influenza aviaria in Egitto sono donne e bambini perchè più spesso in contatto con dei volatili. L'Egitto, dove l'H5n1 è comparso poco più di un anno fa su volatili, è il Paese più colpito dal virus fuori dell'Asia, nonostante le misure preventive disposte dalle autorità. In modo particolare, sono sotto accusa le abitudini alimentari del paese e le misure di prevenzione. (Il Denaro, 12/04/07)
Egitto – Gas: accordo con Russia per esplorazioni (Kataweb, 11/04/07)
La Russia e l’Egitto hanno siglato tre memorandum per l’esplorazione congiunta di petrolio, di gas e di oro nel territorio dello Stato nordafricano. Tecnici russi ed egiziani lavoreranno in collaborazione per la compagnia statale Petrojet. Gli accordi di cooperazione sono stati firmati dal ministro russo dell’Industria e dell’Energia Viktor Kristenko e dal ministro del Petrolio dell’Egitto, Sameh Fahmi. Per quanto riguarda in particolare il settore del gas, l’intesa prevede tra l’altro l’esplorazione di giacimenti e la consegna al consumatore finale nonché la fornitura di supporti tecnici russi. L’Egitto è al terzo posto in Africa dopo Algeria e Nigeria per riserve di gas naturale, che sono stimate in duemila miliardi di metri cubi. Fonte: repubblica.it (Kataweb, 11/04/07)
Amnesty, il paese come "un centro di torture" (Vita, 11/04/07)
Un un nuovo rapporto diffuso oggi, Amnesty International ha accusato le autorita' egiziane di commettere sistematiche violazioni dei diritti umani in nome della sicurezza nazionale e ha sollecitato il governo egiziano a garantire che la nuova legge antiterrorismo non rafforzi ulteriormente queste violazioni. Presentato nel corso di una conferenza stampa al Cairo, il rapporto intitolato "Sistematiche violazioni in nome della sicurezza nazionale" fa seguito all'allarme lanciato dall'organizzazione umanitaria un mese fa, sul rischio che le attuali riforme costituzionali e l'annunciata legge antiterrorismo potessero costituire un'ulteriore minaccia per i diritti umani. ''Migliaia di egiziani sono finiti in prigione in nome della sicurezza, alcuni di essi sono detenuti da anni senza accusa ne' processo, spesso nonostante i tribunali ne abbiano ordinato il rilascio. Altri ancora sono stati condannati al termine di processi palesemente iniqui", ha detto Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty. "Il governo egiziano ha il dovere di proteggere i cittadini e combattere il terrorismo -ha proseguito il responsabile- ma, nel farlo, deve rispettare gli standard fondamentali sui diritti umani e i suoi obblighi di diritto internazionale. Troppo spesso, non lo ha fatto". Il rapporto di Amnesty denuncia arresti arbitrari, detenzioni prolungate senza accusa ne' processo, torture e altri maltrattamenti da parte delle forze di sicurezza, specialmente dei servizi per le indagini sulla sicurezza dello Stato (Ssi), cui lo stato d'emergenza, in vigore quasi ininterrottamente da quasi 40 anni, conferisce ampi poteri. Il rapporto condanna anche il ricorso ai tribunali speciali militari e di emergenza per processare civili accusati di reati contro la sicurezza e descrive come inique le loro procedure, che hanno anche determinato la messa a morte di alcuni imputati.(Vita, 11/04/07)
"No a una Opec del gas naturale" (Corriere della Sera, 10/04/07)
"No a una Opec del gas naturale". Perentorio il ministro dell'Energia egiziano, Sameh Fahmi, appena arrivato al Forum dei Paesi esportatori di gas naturale (Fpeg), a Doha. Secondo l'Egitto, "le condizioni non sono mature per il varo di un nuovo cartello energetico mondiale. Nell'Opec si conoscono prezzo del greggio e quote di produzione, nel gas no". Venezuela e Iran sono invece favorevoli al progetto. L'Fpeg e' formato da una quindicina di paesi, tra cui i cinque maggiori produttori (Russia, Iran. Qatar, Venezuela e Algeria) che controllano il 73 per cento delle riserve e il 43% del mercato. (Corriere della Sera,
09/04/07)
L'aviaria colpisce una quindicenne (Quotidiano, 08/04/07)
Una egiziana di 15 anni è risultata positiva al virus H5N1 dell'influenza aviaria, facendo salire a 34 il numero dei casi umani dell'infezione nel Paese. Lo ha annunciato il portavoce del ministero della Sanità. Marina Kamil Mikhail, originaria di Chobra, un quartiere del Cairo, è stata ricoverata in ospedale giovedì scorso con una forte febbre, ha dichiarato Abdel Rahmane Chahine. Alla ragazza, che è stata in contatto con degli uccelli, è stato somministrato il Tamiflu, l'antibiotico attualmente più efficace contro il virus. La maggior parte delle vittime dell'influenza aviaria in Egitto sono donne e bambini che sono più spesso in contatto con gli uccelli. L'Egitto dove il virus H5N1 è comparso un po' più di un anno fa, è il Paese più colpito dal virus fuori dell'Asia, con 13 persone morte. (Quotidiano,
08/04/07)
Delegazione Usa incontra presidente Mubarak per parlare del Darfur (PeaceReporter, 05/04/07)
Una delegazione statunitense ha incontrato oggi il presidente Hosni Mubarak per promuovere un maggiore coinvolgimento egiziano nella regione sudanese del Darfur. La delegazione di 25 persone, guidata da Steny Hoyer, leader della maggioranza democratica alla Camera dei rappresentanti, ha incontrato il presidente Mubarak al Red Sea resort a Sharm el-Sheikh. Hoyer, di ritorno da un viaggio in Darfur e da colloqui con membri del governo di Khartuom, ha dichiarato che "abbiamo discusso con il presidente sul ruolo importante che l'Egitto può rivestire nella risoluzione pacifica della crisi".
(PeaceReporter,
05/04/07)
Arrestato parlamentare islamist (Corriere della Sera, 03/04/07)
Mamdouh Ismail, un eminente parlamentare islamista, e' stato arrestato dalla polizia egiziana per sospetta appartenenza al gruppo estremista al-Jihad. Lo hanno reso noto fonti parlamentari e giudiziarie. Ismail e' anche accusato di aver diffuso falsita' con l'intento di diffamare la reputazione dell'Egitto e di aver sobillato l'opinione pubblica. (Corriere della Sera, 03/04/07)
Approvati gli emendamenti costituzionali di Mubarak (la Voce d'Italia, 29/03/07)
Mubarak rafforza il potere dell'esecutivo e predispone nuove leggi anti-terrorismo per combattere i Fratelli Musulmani. Sono definitivi i risultati del referendum che è stato fatto il 26 marzo per proporre alla popolazione egiziana 34 emendamenti costituzionali già adottati dal Parlamento. Il 75.9% dei votanti ha approvato gli emendamenti, e l’affluenza registrata è stata circa del 27.1%. Nonostante diverse forze di minoranza, partiti politici sia di destra sia di sinistra ma anche la maggiore forza di opposizione, i Fratelli Musulmani, abbiano chiamato la popolazione a boicottare il referendum, il dato sulla affluenza può essere valutato come notevolmente alto rispetto ad altre esperienze precedenti di voto in Egitto. Si prevedeva di votare dalle 8 del mattino alle 19 di sera, però a causa della folla, il voto è stato prolungato fino alle 21 di sera. Un livello di partecipazione piuttosto alto che, a mio giudizio, segnala una parziale crescita nella cultura politica degli egiziani nonostante la ancora prevalente convinzione che vi siano sempre alterazioni e manipolazioni del voto. Non tutti i trentaquattro articoli erano controversi, anzi, vi è stato un grande supporto da quasi tutti i partiti politici per emendare la costituzione in alcune parti che non rappresentavano più la realtà politica, economica e sociale del paese. Al contrario, l’opposizione ha concentrato su pochi articoli, tre in particolare, la propria lotta. Prima di menzionare questi tre articoli, è molto importante rilevare che nel referendum si apponeva un solo voto (si/no) per tutto il pacchetto di modifiche (tutti i 34 articoli), e non su ogni emendamento separatamente. Un fatto che ha sollevato critiche e ironie sia sul piano interno che su quello internazionale. Il primo emendamento controverso riguarda la nuova legge sul terrorismo che il governo sta preparando da quasi un anno. Mubarak è stato sottoposto a diverse pressioni, interne ed esterne, per porre fine allo stato di emergenza che è in vigore dagli anni settanta quasi senza interruzione. Le legge d'emergenza dà infatti alla polizia il diritto di trattenere sospetti senza alcun processo e tanti altri mezzi repressivi. Con questo emendamento il governo può tranquillamente sostituire le legge di emergenza con una nuova legge sul terrorismo, aumentando il timore che sia pure più repressiva della prima, anche se sono previsti meccanismi di supervisione giudiziaria. Il secondo emendamento che ha irritato i Fratelli Musulmani riguarda la proibizione della libertà di fondare partiti politici a carattere religioso. È così che il governo Mubarak cerca di combattere la formazione dei Fratelli Musulmani in una vera compagine partitica. Inoltre, l’emendamento proibisce in ugual modo lo svolgimento di qualsiasi forma di attività politica basata sulla religione. Al mio avviso, i due emendamenti vanno valutati congiuntamente: prima Mubarak emanerà una legge per combattere il terrorismo e preservare la sicurezza interna, poi combatterà i Fratelli Musulmani, a cui ora è proibito non solo costituirsi come formazione politica ma anche, più generalmente, effettuare qualsiasi tipo di attività politica. L’ultimo emendamento controverso riguarda la limitazione della funzione dell’autorità giudiziaria nella supervisione delle elezioni. Insieme a questo emendamento, ve ne è poi un altro che permette al Primo Ministro, anziché al capo del Parlamento, il controllo del governo quando il Presidente temporaneamente non può svolgere i suoi doveri. Questi provvedimenti hanno inevitabilmente rafforzato la posizione dell’autorità esecutiva, e in particolare i poteri del Presidente come Capo di Stato, a spese delle altre due autorità, quella legislativa e quella giudiziaria. Nelle intenzioni iniziali vi era anche un altro emendamento proposto: suggeriva di fare dei principi della Shariaa Islamica “una delle fonte principali della legislazione”, anzichè “la fonte principale della legislazione”. Il governo però alla fine ha rinunciato a questo emendamento a causa della temuta reazione di tutti i partiti politici e dell’opinione pubblica. Questa è considerata l’unica concessione da parte del governo. E’ molto importante notare che questo articolo è stato inserito nella costituzione del 1971 su proposta del Presidente Anwar al Sadat – il predecessore di Hosni Mubarak. Sadat infatti seppe usare l’Islam come strumento per rafforzare il proprio potere sul piano interno. La decisione del governo Mubarak di non emendare questo articolo non influenza molto – anzi, forse non lo influenza per niente – le linee generali che il governo ha disegnato per un futuro più “democratico” del paese. L’osservatore più attento potrà notare che i principi della Shariaa Islamica non sono mai stati la fonte principale della legislazione in Egitto, diversamente da come effettivamente è in uso in altri paesi arabi come l’Arabia Saudita. Piuttosto, come l’articolo nacque per uso politico da parte di Sadat, per lo stesso motivo il governo Mubarak ne ha deciso la sua sopravvivenza: una mossa politica per dare un segno di legittimità agli altri emendamenti. Evidentemente, questi emendamenti cercano di dare un nuovo spirito nella vita interna egiziana, in tutti i lati economici, sociali, e soprattutto politici. Ma i diversi aspetti di questo spirito sono ancora confusi e ci vorrà un po’ di tempo per vedere come saranno interpretati. (Dr.ssa Sally Khalifa Isaac, Assistant Professor in Scienze Politiche dell'Università del Cairo) (la Voce d'Italia,
29/03/07)
Referendum; giudici 'si lavano mani' dei risultati (SwissInfo, 27/03/07)
I giudici egiziani "si lavano le mani" dei risultati del referendum che ha approvato con il consenso del 75,9 per cento dei votanti - l' affluenza alle urne ufficialmente è stata del 27,1 per cento, quella indicata non ufficialmente del 6 per cento - gli emendamenti a 34 articoli della costituzione proposti dal partito del presidente Hosni Mubarak, il Partito Nazionale Democratico (Ndp). "I giudici si lavano le mani dei risultati del referendum", ha dichiarato il portavoce del Club dei giudici (che raccoglie 10.000 giudici), Ahmed Sabr, "noi non saremo più l'albero che nasconde la foresta". "Abbiamo constatato che il ruolo del giudice - ha dichiarato da parte sua il vicepresidente della Corte di Cassazione, Ahmed Mekki - si è limitato ieri a contare i voti nei 334 seggi principali, cosa che poteva essere fatta da un giovane diplomato di un istituto commerciale". Per questa ragione "i giudici egiziani chiederanno al presidente Mubarak di dispensarli dall'obbligo di fare supervisione nei prossimi scrutinii". "Tutta la filosofia degli emendamenti costituzionali - ha quindi valutato, a proposito dei contenuti del referendum - è basata sull'impedimento di un cambiamento del potere attraverso le elezioni ed in questo caso i giudici preferiscono allontanarsene e rifiutare di essere uno strumento di inganno". (SwissInfo,
27/03/07)
Deputato FM: 95% di elettori ha boicottato il referendum (Aki, 27/03/07)
"Le cifre diffuse dalla autorità egiziane, secondo i quali l'affluenza alle urne avrebbe raggiunto il 76 per cento degli aventi diritto, sono ben lontane dalla realtà": la denuncia è di Sabahi Saleh, deputato indipendente ma vicino ai Fratelli Musulmani, in un'intervista al canale d'informazione 'Al Alam' rilasciata a poche ore dall'annuncio ufficiale del referendum di ieri. Contestando i risultati ufficiali che hanno sancito l'approvazione definitiva della riforma costituzionale voluta dall'esecutivo l'esponente della confraternita, bandita ma tollerata dalle autorità egiziane, afferma che "l'invito al boicottaggio del referendum è stato raccolto dal 95 per cento degli elettori mentre solo il 5 per cento degli aventi diritto si è recato alle urne". - Saleh ha poi aggiunto che "nei seggi non è stata garantita alcuna trasparenza nelle operazioni di voto" e che in molti casi "i magistrati sono stati messi nell'impossibilità di svolgere il proprio lavoro". Quest'ultima affermazione si va ad aggiungere alle accuse mosse dal Club dei Giudici del Cairo, sorta di sindacato della categoria, che in un comunicato ufficiale diffuso oggi ha denunciato brogli e irregolarità nello svolgimento del referendum. - Secondo il ministero della Giustizia egiziano, il 75,9 per cento dei votanti ha detto sì alla riforma costituzionale, che comprende un pacchetto di 34 articoli modificati. Tra questi, l'articolo 179 - oggetto di aspre polemiche - che prevede la creazione di una commissione indipendente per la supervisione elettorale, fino ad oggi compito esclusivo della magistratura.
I partiti dell'opposizione laica e islamista, sostenuti dai movimenti della società civile, avevano invitato la popolazione al boicottaggio del referendum, definendo la riforma un "tentativo di colpo di Stato" e uno "schiaffo alla democrazia". (Aki,
27/03/07)
Referendum; 75,9% ha detto si', partecipazione 27% (SwissInfo, 27/03/07)
Nel referendum svoltosi ieri in Egitto il 75,9 per cento di coloro che si sono recati alle urne hanno detto sì agli emendamenti costituzionali proposti dal presidente Hosni Mubarak e contestati dall'opposizione. Lo ha reso noto il ministro della giustizia Mamdouh Mareli aggiungendo che l'affluenza alle urne è stata del 27,1 per cento. Secondo il ministro, che ha tenuto questa mattina una conferenza stampa, poco più di 9 milioni di egiziani (su un totale di aventi diritto di 35 milioni) si è recata alle urne. Ma molto meno folta è stata la presenza alle urne indicata fin da ieri sera da organizzazioni non governative e enti per i diritti umani: il 6 per cento nell' Alto Egitto (il sud) ed il 2-3 nel Delta del Nilo (nord). "Una cifra del 5 per cento sarebbe più vicina alla realtà", ha commentato il docente di Scienze Politiche all'Università americana del Cairo (Auc), Mustafa Kamel el Sayed. Le opposizioni capitanate dai Fratelli Musulmani hanno lanciato la parola d'ordine del boicottaggio. Gli emendamenti sottoposti a referendum, a loro parere mirerebbero a consolidare il potere del gruppo dirigente, in particolare di Mubarak, che secondo i più critici osservatori avrebbe predisposto strumenti costituzionali per garantire la successione alla presidenza a suo figlio Gamal, più volte indicato come 'delfino' del presidente. Su questo aspetto decise smentite ufficiali sono sempre provenute dal palazzo presidenziale e dai giornali governativi. (SwissInfo,
27/03/07)
Aviaria: due bambini positivi a test (Corriere della Sera, 27/03/07)
Ancora casi di positivita' all'aviaria in Egitto. Il Ministero della Salute egiziano ha reso noto che due bambini di cinque e sei anni sono risultati positivi al virus H5N1. Salgono cosi' a 29 i casi di persone infettate dal virus in Egitto; tredici, invece, i decessi. I bambini sono attualmente sotto osservazione all'Ospedale Manchiyet el-Bakri del Cairo: le loro condizioni sono stazionarie. (Corriere della Sera, 27/03/07)
Pochi elettori ai seggi per il referundum (Euronews, 26/03/07)
Nonostante gli appelli di rito alla mobilitazione fatti dal presidente Hosni Mubarak in pochi in Egitto si sono recati ai seggi per il referendum confermativo della controversa riforma costituzionale. In alcune province a metà giornata il tasso di partecipazione si aggirava intorno al 3%. Gli elettori sono chiamati a pronunciarsi sulla modifica di 34 articoli della Costituzione che rafforzano i poteri della polizia nella lotta al terrorismo. I partiti di opposizione hanno invitato a boicottare lo scrutinio. La protesta è stata organizzata in particolare dai Fratelli Musulmani che a causa della riforma verrebbero esclusi dal panorama politico. Scontri davanti ai seggi ci sono stati al Cairo e in altri governatorati del paese. I servizi di sicurezza sono intervenuti nella capitale e hanno arrestato una ventina di oppositori. (Euronews,
26/03/07)
Tantawi fa marcia indietro su appoggio a referendum (Aki, 26/03/07)
Lo Sceicco di al Azhar, grande Imam Sayyed al Tantawi ha fatto marcia indietro sul referendum costituzionale, affermando di ''non aver letto gli emendamenti alla Costituzione, e di sapere solo in modo generico degli argomenti di cui trattano''. Nei giorni scorsi, la stampa locale, aveva invece dato grande risalto alla notizia che Tantawi avrebbe invitato i cittadini "a compiere il proprio dovere verso Dio e verso la nazione", aggiungendo che "il voto è un obbligo dei fedeli" e che "l'astensione è peccato". Ieri sera, nel corso della trasmissione "Al Ashara masa'an" (Le dieci di sera, ndr), una sorta di "Porta a Porta" della tv egiziana, Tantawi ha dichiarato che "il documento degli emendamenti è passato dal Consiglio consultivo (Senato), al Parlamento, e nessuno ne ha inviata una copia all'Azhar, per cui non ne conosco il contenuto che in modo generico". Tantawi ha aggiunto che "solo Dio conosce la mia opinione sulla riforma" e che il suo voto resterà segreto. Nei giorni scorsi anche Abdullah Magawer, portavoce dell'Imam di Al Azhar, principale istituzione teologica dell'Islam sunnita, aveva condannato quanti invitavano al boicottaggio del referendum, defindendo il loro atteggiamento "inutile e negativo". Sono circa 35 milioni i cittadini egiziani aventi diritto al voto. L'affluenza registrata nei seggi da stamattina, tuttavia, è molto bassa e si prevede un aumento solo verso ora di pranzo, quando appositi pullman condurranno alle urne gli impiegati statali. (Aki,
26/03/07)
Stampa, Chiesa copta appoggia riforma costituzionale (Aki, 26/03/07)
La Chiesa copta d'Egitto è favorevole alla riforma costituzionale e invita i suoi fedeli a votare. Lo hanno rivelato fonti interne alla comunità copta al quotidiano egiziano indipendente 'Al Masri al Yom', affermando che tale posizione sarebbe stata decisa dai responsabili ecclesiastici nel corso di una riunione tenuta la scorsa settimana su invito dello stesso Papa Shenouda III, guida della Chiesa copta ortodossa . "Ci sono state delle discussioni all'interno della comunità - hanno ammesso le stesse fonti, chiedendo di rimanere anonime - dal momento che alcuni partecipanti hanno manifestato scontento per la decisione del governo di non modificare l'articolo 2 della Costituzione, secondo cui la sharia (legge islamica, ndr) è la fonte principale della legislazione. Ma alla fine, la Chiesa copta ha deciso di mantenere una posizione favorevole nei confronti del referendum e di invitare i propri fedeli a votare per il sì". Secondo la Chiesa copta, inoltre, il controverso articolo 179, che modifica le attuali norme sulla sicurezza, per fronteggiare la minaccia del terrorismo, ed è tacciato dall'opposizione di metter a repentaglio le libertà individuali, proteggerà la minoranza cristiana dal rischio di scontri settari e attentati. Ma a convincere maggiormente la comunità di Shenouda, secondo il quotidiano, sarebbe stato l’emendamento all’articolo 5, che sancisce l’impossibilità di costituire partiti su base religiosa. Un articolo – secondo l’opposizione - creato ad hoc per contrastare l’insorgenza della Fratellanza Musulmana, organizzazione bandita ma parzialmente tollerata dalle autorità del Cairo, e che di fatto costituisce la prima forza di opposizione nel paese. “Il migliore degli emendamenti” lo definiscono i responsabili della comunità copta, che hanno rivelato inoltre, che Shenouda invierà al presidente Hosni Mubarak una lettera di ringraziamento, per l’impegno con cui salvaguarda l’unità del popolo egiziano, alla chiusura delle urne. Nel pomeriggio, lo stesso Partiarca, accompagnato dai suoi più stretti collaboratori, si recherà a votare nella sua circoscrizione di Shobra, al Cairo. Shenouda III, Papa d’Alessandria e Patriarca della predicazione di San Marco e di tutta l’Africa, salito al soglio pontificio 35 anni fa, è la guida della comunità copta d’Egitto, costituita da circa 9 milioni di persone, il 10 per cento di una popolazione a maggioranza musulmana. (Aki,
26/03/07)
Referendum: arresti in manifestazione protesta (SwissInfo, 25/03/07)
Almeno 19 persone sono state arrestata stasera al Cairo quando le forze di sicurezza sono intervenute per disperdere una manifestazione contro le controverse riforme costituzionali che, dopo l'approvazione del parlamento, domani saranno sottoposte a un referendum popolare. Centinaia di poliziotti e agenti in borghese sono intervenuti pesantemente contro gruppi di dimostranti che volevano tenere una protesta alla vigilia del voto. Diversi sono stati presi a pugni e altri sono stati trascinati di peso verso i cellulari della polizia. Anche alcuni giornalisti che erano sul posto per coprire l'avvenimento sono stati maltrattati dalle forze dell'ordine. A un fotoreporter dell'agenzia britannica Reuters è stata brevemente confiscata la macchina fotografica. La riforma, fortemente voluta dal presidente Hosni Mubarak, é contestata come liberticida dall'opposizione, che ha annunciato un boicottaggio del voto. Per la non partecipazione al referendum si sono schierati anche i Fratelli mussulmani, influente movimento integralista formalmente non autorizzato ma in realtà tollerato dalle autorità. (SwissInfo,
25/03/07)
Tensioni per manifestazione contro referendum (la Repubblica, 25/03/07)
Clima teso al Cairo per la manifestazione di oggi contro il referendum con cui il regime guidato dal presidente Hosni Mubarak intende modificare la Costituzione. A organizzare la mobilitazione sono state associazioni civili e organizzazioni non governative coordinate dal movimento Kefaya (Basta). Gia' dalle prime ore del pomeriggio il centro della capitale e' stato presidiato da un ingente numero di agenti in borghese. Decine di camionette blu e verdi, tradizionalmente appartenenti all'apparato di polizia, hanno portato nei punti strategici della citta' uomini in abiti borghesi, noti come "sostenitori" di Mubarak, che durante altre proteste sono stati accusati dall'opposizione di aver caricato i manifestanti inermi. A infuocare il clima di tensione anche la scomparsa oggi dell'ex leader del movimento di Kifaya, Gorge Ishaq, e del webmaster del sito del movimento Mohammed Malek. "Siamo preoccupati per gli ultimi eventi che stanno conducendo l'Egitto in un vicolo cieco", dicono dal quartier generale di Kifaya. Mentre il Network arabo per i diritti umani, organizzazione che riunisce centinaia di movimenti per i diritti umani in Medio Oriente, ha diffuso un comunicato stampa in cui dichiara di temere il trasformarsi dell'Egitto in "una tirannia crudele" senza precedenti. Gli emendamenti di 34 articoli della Costituzione, fortemente voluti dal 'rais', sono stati approvati dal Parlamento la settimana scorsa e domani saranno sottoposti a referendum. In particolare, gli articoli piu' osteggiati dall'opposizione sono il numero 88 e il 179 che si riferiscnoo alle leggi aniterrorismo e alla supervisione delle elezioni politiche. Nella versione emendata, il primo prevede che il controllo del processo elettorale non sia piu' responsabilita' dei giudici, fino a questo momento garanti della correttezza del voto, ma di una commissione indipendente nominata dal governo. Con il secondo, invece, le leggi d'emergenza in vigore dal 1981 e rinnovate ogni tre anni, diventeranno una nuova legge costituzionale anti-terrorismo, dando quindi mano libera alle autorita' egiziane di arrestare qualsiasi cittadino, disporne la detenzione senza limiti di tempo e processarlo di fronte a un tribunale militare. (la Repubblica,
25/03/07)