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COSTA D'AVORIO - 2007 

Attacco a pattuglia delle Forces Nouvelles, un morto (Peacereporter, 28/12/07)

Pace , ribelli e militari integrati nell'esercito regolare (Carla Amato, Osserv. Sulla legalità, 26/12/07)

Avviato il processo di disarmo, durera' 3 mesi (Apcom/Alice, 22/12/07)

22 dicembre: inizia il processo di smobilitazione dei combattenti (LM, Fides, 19/12/2007)

Fissata la data delle elezioni (Mwinda, 29/11/07)

Nuovi negoziati in Burkina Faso per completare le intese di pace (LM, Ag. Fides, 21/11/2007)

Abolizione della carta di soggiorno per gli immigrati dell’Africa dell’ovest (LM, Fides, 10/11/2007)

Ribelli sparano in aria per disperdere manifestanti(Peacereporter, 08/11/2007)

Rabbia dei civili contro estorsioni ai posti di blocco (BF, Misna, 22/10/2007)

Un corso di formazione per contrastare abusi contro le donne (GB, Misna,12/10/2007)

Al via programma di identificazione pre-elettorale (Peacereporter, 25/09/07)

Onu rimuove ambasciatore svizzero dall'incarico di alto rappresentante per le elezioni (Vita, 07/08/07)

Il surriscaldamento terrestre starebbe dimezzando i raccolti (Radio Vaticana, 07/08/07)

Dopo 5 anni Gbagbo nel Nord ribelle, "e' pace" (AGI/AFP/REUTERS, 30/07/07)

Onu; al via commissione inchiesta su stupri (Swissinfo, 26/07/07)

Rimpatriati i peacekeeper dell'Onu accusati di violenze sessuali (Rainews24, 23/07/07)

L'Onu indaga su denunce di abusi sessuali (Ansa, 22/07/07)

Prorogata missione Caschi blu (Swissinfo, 16/07/07)

Attacco a Soro , commissione inchiesta internazionale (Carla Amato, Oss. Sulla Legalità, 06/07/07)

Le pepite d'oro bruno alle stelle (Swissinfo, 05/07/07)

Gheddafi invoca gli Stati Uniti d’Africa in funzione antioccidentale (Equilibri, Alessio Fabbiano, 02/07/07)

Attaccato aereo del Premier, tre morti (AGI/AFP, 29/06/07)

Il governo risarcirà vittime di rifiuti tossici abbandonati (Reuters, 22/06/07)

Visita del leader dei Giovani Patrioti nel feudo degli ex ribelli (LM, Fides, 12/06/07)

Ong: Il cacao ha finanziato la guerra (Ag. Radicale, 08/06/07)

Libri: "Savané, bambine soldato in Costa d'AVorio" (Adnkronos, 31/05/07)

Disarmate le milizie filogovernative (Peacereporter, 25/05/07)

Abidjan: dopo saccheggio, parla presidente lega diritti dell'uomo (B, Misna, 22/05/07)

Una cooperativa per ricostruire la pace. (Tusciaweb.it, 22/05/07)

Da domani le milizie filo-governative saranno disarmate (Peacereporter, 18/05/07)

Accordo di principio "per una futura ripresa degli aiuti del FMI e della BM” (Ag. Radicale, 16/05/07)

“Il fenomeno dell’immigrazione, necessità morale di ricerca di un nuovo ordine economico internazionale” (L.M.Agenzia Fides, 09/05/07)

Integrati i militari delle opposte fazioni (Carla Amato , Osservatoriolegalita, 02/05/07)

Venti di pace (Maria Romaniello, Ag. Radicale, 19/04/07)

Inizia smantellamento ‘zona cuscinetto’ (MZ, Misna, 16/04/07)

Onu lascera' zona cuscinetto il 16 aprile (Corriere della Sera, 08/04/07)

Rifiuti tossici, prime tonnellate pronte per incinerazione (RC, Misna, 01/04/07)

Opposizione politica dà il benvenuto a Soro come premier (PeaceReporter, 30/03/07)

Drogba torna a casa per la pace (La Gazzetta dello Sport, 29/03/07)

Ex-capo ribelle nominato primo ministro (CO, Misna, 29/03/07)

Il presidente rassicura i vescovi (Mancini – Ag. Fides, 29/03/07)

Amnesty: donne e bambine vittime dimenticate del conflitto (Confinionline, 15/03/07)

Studenti cattolici in campo contro la corruzione (Apic/Radiovaticana, 13/03/07)

Il capo dei ribelli potrebbe diventare primo ministro (PeaceReporter, 12/03/07)

Accordo di pace: Primo ministro "grande escluso"? (CO, Misna, 06/03/07)

La pace è più vicina (PeaceReporter, 06/03/07)

Nuovo governo e partenza truppe straniere (SwissInfo, 04/03/07)

Accordo politico siglato a Ouagadougou (Sant’Egidio, 04/03/07)

Dibattito su teologia ed evangelizzazione in Africa. (Radiovaticana, 21/02/07)

Salgono a quindici le vittime del disastro ambientale di agosto (Antonella Mariotti, La Stampa, 18/02/07)

Rifiuti, Costa d'Avorio chiede i danni (La Nuova Ecologia, 14/02/07)

Libri: “Savane''- bambine soldato in costa d'avorio (CulturaNews,13/02/07)

Ucciso diplomatico francese (Corriere della sera, 07/02/07)

Rifiuti tossici: avvocato chiede risarcimento a paesi bassi (RC, Misna, 06/02/07)

Parte il dialogo tra il governo e i ribelli (PeaceReporter, 05/02/07)

Le prospettive del prolungamento della transizione (M.C., Equilibri, 18/01/07)

Ribelli contrari a dialogo diretto con presidente Gbagbo (RC, Misna, 02/01/07)

Rapinato missionario (Eco di Bergamo, 01/01/07)

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Attacco a pattuglia delle Forces Nouvelles, un morto (Peacereporter, 28/12/07)

Il vertice delle Forces Nouvelles, gli ex-ribelli che dal 2002 controllano la parte settentrionale della Costa d'Avorio, ha reso noto oggi che una pattuglia delle Fn sarebbe stata attaccata presso Bouaké da un gruppo di uomini armati, uno dei quali sarebbe morto nella susseguente sparatoria. L'uomo, identificato come Seydou Traore, sarebbe stato legato al dissidente Ibrahim Coulibaly, e avrebbe preso parte lo scorso giugno a un fallito attentato contro Guillaume Soro, leader delle Fn e attuale premier. Lo scorso marzo, Soro e il presidente Laurent Gbagbo hanno firmato un accordo di pace che ha posto fine alla guerra civile, costata la vita ad almeno 3.000 persone. (Peacereporter,  28/12/07)

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Pace, ribelli e militari integrati nell'esercito regolare (Carla Amato, Osserv. Sulla legalità, 26/12/07)

Gli ex combattenti governativi e le forze ribelli (Forces Nouvelles) della Costa d'Avorio hanno iniziato questo fine settimana il programma di integrazione. La missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite ha salutato questa operazione come una tappa importante sulla strada per il ripristino della pace e la stabilita' nel travagliato Paese dell'Africa occidentale, in base all'accordo per il disarmo, la smobilitazione e il reinserimento (DDR). UNOCI ha detto che sosterra' le parti interessate nei loro sforzi volti a completare tutti i compiti del DDR, al fine di consentire il processo di pace a registrare nuovi progressi, "al fine di accelerare la fine della crisi e di facilitare lo svolgimento di libere, trasparenti e democratiche elezioni, in un clima di pace, entro i primi sei mesi del prossimo anno". Il Consiglio di sicurezza ha istituito UNOCI nel 2004 per contribuire ad attuare l'accordo di pace alla fine di un conflitto che, dal 2002, aveva diviso il paese tra la regione meridionale controllata dal governo ed il nord tenuto dalle forze ribelli. L'accordo di integrazione e' stato firmato il mese scorso dal Presidente Laurent Gbagbo e dal leader delle Forces Nouvelles Guillaume Soro, che e' ora primo ministro. (Carla Amato, Osserv. Sulla legalità, 26/12/07)

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Avviato il processo di disarmo, durera' 3 mesi (Apcom/Alice, 22/12/07)

Centinaia di soldati si sono ritirati oggi dalla zona cuscinetto che dal 2002 divide in due la Costa D'Avorio, dando così il via alla prima fase del programma di disarmo nazionale che andrà avanti per tre mesi. A loro volta, i ribelli lasceranno la linea del fronte per ritirarsi più a nord nel paese, prima di deporre le armi e o arruolarsi nelle forze governative o lasciare la divisa. "A partire da oggi, lascerete la linea del fronte. Non c'è più un fronte in Costa D'Avorio", ha dichiarato il Presidente Laurent Gbagbo rivolgendosi ai militari di stanza a Tiebissou, città a circa 350 a nord di Abidjan, sulla linea del fronte. Presente anche l'ex leader dei ribelli, oggi premier, Guillaume Soro, che ha siglato l'accordo di pace lo scorso marzo in Burkina Faso. La Costa d'Avorio è divisa in due dal settembre 2002, quando Soro guidò un colpo di stato contro Gbagbo, prendendo il controllo della zona settentrionale del paese. I combattimenti sono cessati nel 2004. L'accordo di pace firmato il 4 marzo scorso prevede l'applicazione di un provvedimento di amnistia per quasi tutti i crimini commessi da ambo le parti, la riunificazione del paese ed elezioni politiche entro il 2008. (Apcom/Alice, 22/12/07)

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22 dicembre: inizia il processo di smobilitazione dei combattenti (LM, Fides, 19/12/2007)

Il 22 dicembre inizierà l’atteso processo di disarmo, di smobilitazione e reinserimento (DDR- “désarmement démobilisation et réinsertion” nella sigla francese) dei gruppi combattenti della Costa d’Avorio. Lo ha ribadito Philippe Mangou, Capo di Stato Maggiore dell’esercito ivoriano, al termine di un incontro tra i comandanti militari ivoriani e quelli delle Forze Nuove, l’ex ribellione che controlla il nord-ovest della Costa d’Avorio, che a seguito degli accordi di Ouadougou si integrerà progressivamente nelle forze armate regolari. (…) I combattenti irregolari inizieranno a concentrarsi in apposite località dove poi si procederà alle operazioni di disarmo per poi procedere al loro inserimento nei ranghi dell’esercito regolare oppure nella società civile. “Il 22 dicembre è una data a cavallo tra la festività musulmana della Tabaski, conosciuta anche come Aid el Adhi e il Natale. È stata forse scelta come data simbolica per sottolineare il ritorno della pace e dell’unità del Paese” sottolineano le fonti di Fides. “Il fatto che in televisione sono sparite le voci di coloro che infiammavano gli animi con discorsi a carattere etnico e mentre prevale ora un linguaggio che sottolinea i progressi sulla via della pace, sembra essere una vera svolta” ricordano le fonti di Fides. (…)(LM, Fides, 19/12/2007)

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Fissata la data delle elezioni (Mwinda, 29/11/07)

Le elezioni presidenziali in Costa d’Avorio, rimandate a più riprese dall’ottobre 2005, si terranno entro la prima metà dell’anno prossimo. La decisione è stata presa nella capitale burkinabé Ouagadougou dal presidente Laurent Gbagbo e dal suo primo ministro (ed ex capo della ribellione del Nord) Guillaume Soro. Ieri Gbagbo ha cominciato una visita di tre giorni nel Nord, che dal settembre 2002 è controllato dai ribelli delle Forze Nuove, di cui Soro è il leader politico. “La guerra è finita. Dobbiamo guardare avanti”, ha detto ieri in un lungo discorso a Ferkessedougou il capo dello stato. L’accordo siglato nel febbraio a Ouagadougou tra Gbagbo e Soro (che molti accusano di aver stretto un patto segreto per un’alternanza al potere) ha fatto uscire improvvisamente il Paese da un’impasse in cui si dibatteva da più di cinque anni, nonostante i numerosi tentativi di mediazione internazionale. Rimangono tuttavia ancora irrisolti i principali nodi della crisi ivoriana, in particolare l’identificazione degli aventi diritti al voto. (Mwinda,29/11/07)

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Nuovi negoziati in Burkina Faso per completare le intese di pace (LM, Ag. Fides, 21/11/2007)

Domenica 18 novembre si sono aperti nuovi negoziati a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, tra le parti ivoriane firmatarie dell'accordo di pace del marzo scorso che ha messo fine alla divisione della Costa d'Avorio (vedi Fides 5/3/2007). La delegazione del Presidente Laurent Gbagbo è guidata dal Ministro dell'Interno, Désiré Tagro, e si incontra con il Primo Ministro Guillaume Soro, leader delle Forze Nuove, l'alleanza di gruppi di guerriglia che ha controllato il nord-ovest del Paese fino agli accordi di Ouagadougou. Queste intese vanno ora completate e modificate ed è questo lo scopo della riunione nella capitale del Burkina Faso, che avviene nell'ambito del cosiddetto Comitato di valutazione e di accompagnamento previsto dagli accordi di marzo. La stampa ivoriana parla di “Ouagadougou II”, a sottolineare dell'importanza, della decisioni prese nei nuovi colloqui. Anche in questo caso il Presidente del Burkina Faso, Blaise Compaoré, svolge la funzione di mediatore. Le nuove intese prevedono la scelta di una società francese per la fabbricazione dei nuovi documenti di identità “biometrici” (dove sono registrati elettronicamente dati quali altezza, colore degli occhi, ecc..) nei quali non vi sarà più l'obbligo di indicare l'etnia di appartenenza (vedi Fides 9/11/2007). I nuovi documenti sono una delle condizioni indispensabili per indire le nuove elezioni politiche generali. Tra gli altri punti in discussione vi sono le modalità e il calendario del disarmo delle milizie e quello del ritorno dell'amministrazione nelle aree del nord-ovest, finora in mano alle Forze Nuove. Il Presidente Gbagbo ha ribadito a un inviato del suo omologo del Burkina Faso di volere applicare in tempi rapidi le intese di Ouagadougou. Sia l'inviato del Presidente del Burkina Faso sia Louis Michel, Commissario Europeo allo Sviluppo e all'Aiuto umanitario, hanno lanciato un appello ai donatori internazionali perché aiutino la Costa d'Avorio ad attuare i punti previsti dagli accordi di Ouagadougou. Occorrono, in particolare, fondi per organizzare le elezioni e avviare le operazioni di disarmo. A fine mese il Capo dello Stato ivoriano visiterà 4 città del nord ivoriano: Korhogo, Ferkessedougou, Boundiali e Tengrela. A luglio il Presidente Gbagbo si era recato a Bouaké , la roccaforte dei ribelli, per una visita dall'alto significato simbolico. (LM, Ag. Fides, 21/11/2007)

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Abolizione della carta di soggiorno per gli immigrati dell’Africa dell’ovest(LM, Fides, 10/11/2007)

“È un buon passo in avanti sulla via della pacificazione nazionale” dice all’Agenzia Fides un missionario da Bouaké, nel nord della Costa d’Avorio, dove ieri, 8 novembre, il governo ha annunciato l’abolizione della carta di soggiorno per gli immigrati provenienti dai Paesi della Comunità Economica dell’Africa Occidentale (CEDEAO). In Costa d’Avorio gli immigrati dai Paesi vicini, soprattutto dal Burkina Faso, sono circa 4 milioni (il 26% della popolazione). Una delle rivendicazioni della ribellione che ha recentemente spaccato in due la Costa d’Avorio, è quella dell’integrazione della folta comunità straniera e l’abolizione della discriminazione politica nei confronti delle persone che non hanno entrambi i genitori di origine ivoriana. Dopo gli accordi di pace di Ouagadougou (vedi Fides 5/3/2007) che hanno messo fine alla divisione del Paese e creato un governo di unione nazionale, guidato da Guillaume Soro, leader delle “Forze Nuove” (la guerriglia che controlla nord-ovest del Paese), il Presidente Laurent Gbagbo ha fatto un nuovo gesto di riconciliazione. “La televisione nazionale ha dato ampio risalto alla notizia così come all’intenzione del governo di abolire dai documenti personali ogni riferimento all’etnia di appartenenza. Vogliamo presentarci come ivoriani e non come membri di questa o quella etnia, hanno affermato i responsabili politici ivoriani” riferisce il missionario, del quale omettiamo il nome per motivi di sicurezza. La Costa d’Avorio infatti attraversa una fase sicuramente positiva ma ancora delicata. (… )(LM, Fides,  10/11/2007) 

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Ribelli sparano in aria per disperdere manifestanti ( Peacereporter, 08/11/2007)

I soldati ribelli della Costa d'Avorio, che controllano la zona nord del paese, hanno sparato in aria colpi di avvertimento per disperdere i dimostranti che li avevano attaccati con un lancio di pietre, durante una protesta contro il prezzo della bolletta della luce. Circa un centinaio di manifestanti hanno bloccato le strade, bruciato pneumatici e distrutto uno degli uffici della compagnia energetica nazionale a Bouake, il quartier generale dei ribelli e seconda città della Costa d'Avorio. (Peacereporter, 08/11/2007)

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Rabbia dei civili contro estorsioni ai posti di blocco (BF, Misna, 22/10/2007)

Un centinaio di giovani armati di bastoni, sassi e almeno tre fucili, ha tentato domenica di prendere il controllo della postazione dei ribelli delle Forze Nuove a Bouna, nel nord est della Costa d’Avorio. Lo hanno riferito oggi fonti ufficiali, precisando che un civile è morto durante la sommossa. I giovani avrebbero agito, dicono le stesse fonti, per protestare contro l’abitudine dei soldati ribelli di estorcere denaro e beni ai posti di blocco dislocati sulle strade. Prima di tentare l’assalto, un gruppo di giovani aveva aggredito e disarmato tre soldati ribelli di guardia ad una strada fuori città, rubando i loro fucili d’assalto. La situazione a Bouna è tornata sotto controllo nella serata dello stesso giorno, dicono fonti dei ribelli. A marzo il presidente Laurent Gbagbo e le Forze Nuove hanno sottoscritto un accordo di pace per arrivare alla riunificazione del Paese, dopo che un fallito golpe nel 2002 ha lasciato il territorio diviso tra forze governative a sud e ribellione a nord. Dall’inizio del conflitto numerosi posti di blocco sono stati allestiti in tutto il Paese da governativi e ribelli; i civili accusano entrambi di pretendere denaro per il passaggio lungo le principali vie di comunicazione. (BF, Misna, 22/10/2007)

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Un corso di formazione per contrastare abusi contro le donne (GB, Misna,12/10/2007)

http://www.misna.org,“Nel paese si parla poco di abusi contro le donne, ma il fenomeno è molto diffuso e l’iniziativa di coinvolgere direttamente il mondo associativo alla questione costituisce un significativo passo avanti”: lo ha detto alla MISNA padre Luciano Gonzales, missionario e membro di “Bokayè” (in lingua locale ‘Aiutiamoci’), un’associazione che raccoglie donne musulmane, cristiane e animiste del quartiere ‘Vridi 3’ della capitale ivoriana stanche di violenze contro le donne. “Rappresentanti di questa e di altre organizzazioni non governative di tutto il paese hanno partecipato a un corso di formazione organizzato dall’Onu con l’obiettivo di fornire i mezzi tecnici per condurre inchieste su un fenomeno di cui - sostiene il missionario - le istituzioni non si sono fatte carico”. (GB, Misna, 12/10/2007)

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Al via programma di identificazione pre-elettorale (Peacereporter, 25/09/07)

Comincia stamane in Costa d'Avorio il programma di identificazione dei cittadini, procedimento necessario per la consegna dei documenti e la compilazione delle liste per le prossime elezioni. Il processo di identificazione è un punto chiave del processo di pace che ha posto fine a una guerra civile che per cinque anni ha spaccato in due il Paese. Molti abitanti del nord, precedentemente occupato dai ribelli delle Forces Nouvelles, sostengono di essere stati discriminati dal presidente Laurent Gbagbo, il quale sostiene che nella parte settentrionale del Paese risiedono molti stranieri che non hanno diritto alla cittadinanza. Entro fine anno dovrebbero tenersi le elezioni, anche se l'organizzazione è ancora in alto mare. (Peacereporter,  25/09/07)

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Onu rimuove ambasciatore svizzero dall'incarico di alto rappresentante per le elezioni (Vita, 07/08/07)

Il posto del diplomatico e' stato soppresso mediante una risoluzione votata il 16 luglio dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. In funzione da piu' di un anno, il 56enne diplomatico era contestato dai sostenitori del presidente ivoriano Laurent Gbagbo. La notizia, rivelata dal quotidiano francese Libe'ration, e' stata confermata oggi all'agenzia di stampa elvetica Ats da un portavoce dell'Onu. La risoluzione 1765 del Consiglio di sicurezza «rende omaggio» a Ge'rard Stoudmann per i suoi «infaticabili sforzi che hanno permesso di registrare progressi nell'istituzione del processo di pace e nella preparazione delle elezioni». L'allontanamento di Stoudmann non dovrebbe comunque impedire all'Onu di controllare il processo elettorale in Costa d'Avorio. Il rappresentante speciale del Segretario generale nel paese africano sara' infatti incaricato di accertarsi che «tutti gli stadi» dell'elezione «forniscano le garanzie necessarie». La Costa d'Avorio e' divisa in due in seguito al fallito colpo di stato dei ribelli contro il governo Gbagbo nel settembre 2002, sfociato in una sanguinosa guerra civile. Il sud fedele al presidente e il nord ribelle hanno iniziato un processo di riconciliazione lo scorso mese di marzo. In aprile Guillaume Soro, capo dei ribelli, e' stato designato primo ministro. Gbagbo e' stato eletto presidente nel 2000 mettendo cosi' fine al regime militare, ma la sua nomina e' stata da subito oggetto di forti contestazioni. Il suo mandato e' terminato ufficialmente nell'ottobre del 2005, ma la situazione instabile del paese ha causato numerosi rinvii delle elezioni. Ora la situazione sembra essersi sbloccata. In un discorso televisivo, Gbagbo ha detto ieri sera, alla vigilia della festa nazionale, che sara' possibile «organizzare le elezioni presidenziali ivoriane a partire dal mese di dicembre 2007». (Vita,  07/08/07)

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il surriscaldamento terrestre starebbe dimezzando i raccolti (Radio Vaticana, 07/08/07)

In Costa d’Avorio, la produzione agricola di “tipo pluviale”, come cacao, cotone e riso, è diminuita del 50% negli ultimi 10 anni: lo ha reso noto il direttore del Centro nazionale di ricerca agronomica (CNRA), Yo Tiémoko, durante un incontro sul riscaldamento del pianeta, tenuto nei giorni scorsi ad Abidjan. Come riferisce l’agenzia MISNA, Tiémoko ha sottolineato che “il cambiamento climatico ha gravemente colpito tutte le produzioni agricole, con punte oltre il 50%”, mettendo a rischio la futura sicurezza alimentare, se non verranno adottati opportuni provvedimenti. Tiémoko ha anche precisato che la quantità di piogge sempre più scarse e la loro ripartizione sempre più irregolare nel corso dell’anno sono gli elementi che maggiormente colpiscono il settore agricolo. “Gli agricoltori sono disorientati – ha spiegato – non riescono a far coincidere le loro pratiche agricole tradizionali con il periodo giusto”. Secondo il direttore del CNRA, “la deforestazione e l’industrializzazione aggravano le irregolarità climatiche, provocando siccità, desertificazione e inondazioni, portando a situazioni di povertà duratura”. La coltivazione del cacao, in cui la Costa d’Avorio è prima al mondo con il 40% dell'intero mercato, è alla base della sopravvivenza di sei milioni di ivoriani su una popolazione totale di 15 milioni.(R.M., Radio Vaticana, 07/08/07)

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Dopo 5 anni Gbagbo nel Nord ribelle, "e' pace" (AGI/AFP/REUTERS, 30/07/07)

Per la prima volta dal 2002, il presidente della Costa d'Avorio, Laurent Gbagbo, ha varcato i confini del nord ribelle. Dopo cinque anni di conflitto civile costato la vita a oltre 3.000 ivoriani, Gbagbo si e' recato a Bouake', quartier generale dei guerriglieri delle Forze Nuove (Fn), per presiedere la cerimonia di riconciliazione che vuole incoraggiare il processo di pace avviato con gli accordi siglati a marzo in Burkina Faso. Ad accogliere il presidente all'aeroporto e' stato l'ex leader dei ribelli e primo ministro Guillarme Soro, entrato nel nuovo governo di unita' nazionale dopo il trattato di pace. Nello stesso scalo, circa un mese fa, Soro era scampato a un attentato - un razzo ha sfiorato il suo aereo in fase di atterraggio - a testimoniare come nel Paese dell'Africa occidentale, la tensione resti ancora alta e le procedure di disarmo siano in alto mare. (…) Eppure il governo non ha ancora fornito cifre ufficiali sul processo di smilitarizzazione di circa 42.500 guerriglieri del Fronte nuovo, 12.000 uomini della milizia personale di Gbagbo e 5.000 delle truppe regolari. La riforma dell'esercito e la consegna delle armi da parte degli irregolari sono l'ostacolo piu' arduo da superare per traghettare il Paese alle elezioni del 2008. Alla cerimonia di Bouake', presidiata anche da caschi blu e peacekeeper francesi, hanno partecipato personalita' politiche di rilievo provenienti da Burkina Faso, Sudafrica, Ghana, Togo, Benin, Mali e Senegal. Assente, tra i caschi blu, il contingente marocchino, confinato in caserma dopo le accuse di violenza sessuale su minori accertate dieci giorni fa da un'inchiesta interna delle Nazioni Unite. (…)(AGI/AFP/REUTERS, 30/07/07)

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Onu; al via commissione inchiesta su stupri (Swissinfo, 26/07/07)

Le Nazioni Unite e il Marocco hanno deciso l'invio di una commissione di inchiesta in Costa d'Avorio per raccogliere informazioni sulle accuse di abusi sessuali su minori rivolte ai caschi blu, marocchini, della missione dell'Onu nel Paese africano (Onuci). Martedì, le indagini verranno avviate ad Abidjan, da funzionari di Rabat e dell'ufficio di controllo dell'Onu (Oios). Le Nazioni Unite hanno il potere di indagare su abusi di questo tipo e possono decidere di rispedire a casa i colpevoli, che possono essere però condannati soltanto dalla giustizia del paese di origine. Nei giorni scorsi un intero contingente di caschi blu, quello marocchino, composti da 734 uomini, era stato sospeso e confinato nella sua caserma con l'accusa di aver stuprato giovani anche di 13 anni. L'Onu intende seguire una politica di tolleranza zero per casi di questo tipo. (Swissinfo, 26/07/07)

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Rimpatriati i peacekeeper dell'Onu accusati di violenze sessuali (Rainews24, 23/07/07)

Ogni operatore umanitario marocchino che abbia commesso abusi sessuali durante la missione Onu di peacekeeping in Costa d'Avorio sarà rimpatriato e punito secondo le leggi del suo Paese. Lo ha riferito Margherita Amodeo, portavoce delle Nazioni Unite. Un battaglione di 730 peacekeeper marocchini di stanza nella città settentrionale di Bouake è stato confinato nel proprio quartier generale, dopo le accuse di violenze sessuali. Solo un'unità del battaglione, ha specificato la portavoce, è finita sotto accusa. Non si conoscono i dettagli delle imputazioni. L'Onu ha fatto soltanto sapere che gli abusi sessuali sarebbero stati commessi su ragazze di età inferiore ai 18 anni. Le Nazioni Unite avevano annunciato venerdì di aver sospeso tutte le attività del loro contingente di stanza in Costa d'Avorio, dopo che un'investigazione interna aveva messo in luce "accuse schiaccianti per ripetuti abusi sessuali" nei confronti di un gruppo di peacekeeper. In Costa d'Avorio, gli 8.000 caschi blu dell'Onu sono affiancati dai soldati francesi dell' "Operazione Liocorno" per vigilare sul rispetto del cessate il fuoco tra il sud, sotto il controllo delle forze governative, e il nord, in mano ai ribelli delle Forze Nuove. Funzionari dell'Onu hanno detto che più di 300 membri delle missioni di peacekeeping sono stati messi sotto accusa negli ultimi tre anni per abusi sessuali, in Paesi come Congo, Cambogia e Haiti.(Rainews24, 23/07/07)

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L'Onu indaga su denunce di abusi sessuali (Ansa, 22/07/07)

Le Nazioni Unite stanno indagando sulle denunce di abusi sessuali da parte delle forze di pace presenti in Costa d'Avorio. Fonti dell'Onu hanno fatto sapere che in relazione a queste denunce un'intera guarnigione di peacekeeper, di stanza nella citta' di Bouake, e' stata confinata nella sua caserma. Non e' stata comunicata la nazionalita' dei soldati sotto accusa. Non e' la prima volta che i 'caschi blu' vengano accusati di abusi sessuali e sfruttamento della prostituzione. (Ansa, 22/07/07)

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Prorogata missione Caschi blu (Swissinfo, 16/07/07)

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che proroga il mandato della missione dell'Onu in Costa d'Avorio (Unoci) e dei soldati francesi dell'operazione Liocorno fino al 15 gennaio 2008. La risoluzione afferma che la missione dell'Onu ha come obiettivo l'organizzazione di elezioni libere e trasparenti dopo gli accordi firmati il 4 marzo dal premier ivoriano Guillame Soro, un ex ribelle, e il presidente Laurent Gbago. I caschi blu dell'Onu contano circa 8 mila uomini, i soldati dell'operazione Liocorno 3 mila. Le forze di pace sono state dispiegate nel Paese africano alla fine del 2002 per mantenere la pace e promuovere le elezioni, inizialmente previste per ottobre 2005. (Swissinfo, 16/07/07)

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Attacco a Soro , commissione inchiesta internazionale (Carla Amato,Oss. Sulla Legalità, 06/07/07)

La missione delle Nazioni Unite in Costa D'Avorio ha annunciato il suo supporto per un'inchiesta internazionale sui razzi lanciati il 29 giugno contro un aereo che atterrava all'aeroporto di Bouaké, trasportando il primo ministro del Paese, Guillaume Soro, rimasto indenne mentre quattro persone al seguito sono morte e molte altre sono rimaste ferite. Subito dopo l'attentato, c'era stata una polemica sul presunto dovere dell'UNOCI di proteggere gli aerei su cui viaggiano personalita' ivoriane, ma la missione ONU aveva chiarito che i caschi blu provvedono a proteggere solo il personale a le strutture ONU e rispondono solo a specifiche richieste per quanto riguarda altri obiettivi sensibili. Abou Moussa, il capo della missione ONU nel Paese, ha detto che il ministero della giustizia ha gia' preparato il mandato per una inchiesta internazionale e presto trasmettera' le informazioni al segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon. Moussa ha detto che una delegazione internazionale comprendente rappresentanti della Francia, degli Stati Uniti, della Germania, dell'Unione Africana, dell'Unione Europea e della Comunita' economica africana ECOWAS (CEDEAO) ha portato la sua solidarieta' a Soro e alle famiglie delle quattro vittime sottolineando l'impegno della comunita' internazionale sull'accordo politico di Ouagadougou. (…)(Carla Amato,Oss. Sulla Legalità,  06/07/07)

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Le pepite d'oro bruno alle stelle (Swissinfo, 05/07/07)

(…) Il prezzo del cacao è salito alle stelle alla Borsa di Londra dopo il mancato attentato al primo ministro della Costa d'Avorio, il più grande produttore mondiale con il 40% delle quote di mercato. Secondo l'organizzazione internazionale del cacao (ICCO), il prezzo del cacao ha cominciato a salire dall'inizio dell'anno. Del resto le contrattazioni dell'oro bruno alla Borsa di Londra nei giorni scorsi, si sono concluse al rialzo raggiungendo un livello mai visto negli ultimi quattro anni. Occorre inoltre ricordare che il prezzo del cacao è ormai da sei mesi a livelli record, oltre i 2.000 dollari la tonnellata. Questa corsa all'oro bruno è seguita con grande attenzione dai fabbricanti svizzeri di cioccolato, anche se il gigante elvetico Nestlé non teme particolari ripercussioni sull'andamento dei propri affari. La multinazionale con sede a Vevey, che in Costa d'Avorio possiede due aziende, non ritiene di dovere modificare le proprie stime riguardo alla produzione del cacao, che nel 2007 dovrebbe comunque crescere dal 5 al 6%. Il portavoce di Nestlé, François Xavier Perroud, rende dunque attenti i consumatori: "Se il prezzo del cacao continuerà ad essere elevato – ha spiegato a swissinfo - per soddisfare la loro golosità dovranno pagare di più". (…) (Swissinfo, 05/07/07)

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Costa d’Avorio - Gheddafi invoca gli Stati Uniti d’Africa in funzione antioccidentale (Equilibri, Alessio Fabbiano, 02/07/07)

Nella visita di Stato in Costa d’Avorio il Colonnello Muammar Gheddafi ha disegnato una nuova politica estera per il continente africano. Prima di recarsi ad Accra (Ghana), dove ha raggiunto il 1° luglio i Capi di Stato e di governo dei paesi africani in occasione del 9° summit dell’Unione Africana (UA), il leader libico irrompe sullo scenario del continente africano e in quello ivoriano prospettando la formazione di un asse africano antioccidentale. L’idea di Gheddafi ha il chiaro obiettivo di dare una spinta alla costituzione degli Stati Uniti d’Africa, di cui il meeting ghanese potrebbe rappresentare in tal senso una svolta. E’ noto che il padre della Jamahiriya sia un fautore dell’unione dei paesi africani in un’istituzione sovranazionale sul modello dell’Unione Europea (UE) e nel rispetto dei caratteri nazionali di ciascuno Stato, ma con un governo comune, una moneta unica, un solo grande esercito. Ad Abidjan non a caso Gheddafi ha invocato, non senza picchi retorici, la formazione di un asse africano che partendo dalla crisi ivoriana e dalla sua soluzione trovi il terreno fertile per la creazione di un’Africa unita e per l’opposizione ai paesi occidentali interessati, secondo il Colonnello, soltanto alle ricchezze naturali e non allo sviluppo del continente. Nella visione di Gheddafi, dunque, l’Unione Africana, che per ora resta ancora un miraggio lontano, ha un valore eminentemente difensivo e non è proiettata, come l’UE, all’incentivazione dello sviluppo economico tramite politiche comuni. Per questa stessa ragione, Gheddafi ha sostenuto le sue tesi in un paese le cui relazioni con l’Europa e con la comunità internazionali, malgrado i recenti positivi sviluppi nel processo di pace, restano alquanto freddi. Il leader libico, proclamando la superiorità della “razza nera” (anche se egli stesso è “bianco”), ha solleticato gli umori antioccidentali (soprattutto antifrancesi) di molti cittadini della Costa d’Avorio e ha pescato nella retorica africana che addebita tutti i mali dell’Africa all’Occidente. Se il discorso di Gheddafi può servire ad accelerare il neanche embrionale processo di integrazione politica del continente, allora, al di là dei toni accesi, costituisce certamente un contributo alle spinte unificatrici. Diversamente, come appare a molti osservatori, esso resta confinato nei discorsi provocatori di un vecchio rivoluzionario. (Equilibri, Alessio Fabbiano, 02/07/07)

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Attaccato aereo del Premier, tre morti (AGI/AFP, 29/06/07)

L'aereo su cui viaggiava il primo ministro ivoriano, Guillaume Soro, e' stato attaccato con razzi e armi automatiche mentre atterrava a Bouake. Tre persone sono morte e altre cinque sono state ferite, ma il premier e' rimasto illeso. L'attacco assesta un altro colpo al fragile processo di pace in questo Paese diviso tra il nord controllato dai ribelli e il sud dai governativi. Soro e' stato visto poi arrivare al quartier generale dei ribelli di Forze nuove, il movimento in cui sono confluite tutti gruppi armati che nel 2002 non riuscirono a rovesciare il presidente Laurent Gbagbo. Immediatamente dopo l'attacco, i ribelli hanno inviato rinforzi all'aeroporto. Soro, ex leader guerrigliero, e' stato nominato primo ministro in aprile, il mese seguente un accordo di pace. Ma alcune fazioni, proprio per quell'intesa, lo considerano un traditore. Non si esclude che l'attacco sia stato condotto proprio da quelle fazioni. La Francia, l'ex potenza coloniale che ha dispiegato oltre tremila militari al fianco dei 'caschi blu' dell'Onu per pattugliare una zona cuscinetto che separa il nord controllato dai ribelli, dal sud in mano ai governativi, ha immediatamente condannato l'attacco. "La Francia condanna con grande fermezza questo attacco codardo e riafferma la propria solidarieta' all'intera nazione e al popolo ivoriano", si legge in una nota del ministro degli Esteri, Bernard Kouchner. Soro e' arrivato a Bouake per presiedere la cerimonia di ripristino dell'apparato giudiziario. Con lui viaggiavano magistrati e rappresentanti del governo. E' un passaggio chiave del processo teso alla riunificazione del Paese. Lo stesso Gbagbo e' atteso a Bouake il 5 luglio per assistere a una cerimonia di disarmo insieme con il presidente sudafricano Thabo Mbeki, uno dei mediatori della lunga azione di riconciliazione. L'ultimo accordo di pace, in ordine di tempo, firmato in Burkina Faso e' "soltanto il primo passo nella giusta direzione", che contribuisce ad allontanare lo spettro di una nuova guerra civile, si sottolinea in un rapporto presentato mercoledi' scorso dall'osservatorio Icg (International Crisis Group), perche' e' ancora lunga la strada verso la pace. "Si tratta piu' di un accordo tra due parti, che consente una scappatoia a tutela dei rispettivi interessi, che di un compromesso verso una pace duratura". L'osservatorio, che a sede in Belgio, fa presente che Gbagbo si preoccupa di conservare il potere, mentre Soro "scalpita per avere un futuro politico una volta che il Paese sara' riunificato". (AGI/AFP, 29/06/07)

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Il governo risarcirà vittime di rifiuti tossici abbandonati (Reuters, 22/06/07)

La Costa d'Avorio si appresta a risarcire centinaia di persone che erano state esposte ai fumi di rifiuti tossici abbandonati l'anno scorso senza precauzioni alle porte della capitale economica del paese, Abidjan. Lo ha riferito oggi l'ufficio della presidenza ivoriana. L'azienda olandese Trafigura, che commercia in petrolio, ha accettato di pagare 198 milioni di dollari di risarcimento dopo aver affittato la nave, che lo scorso agosto ha trasportato il carico di rifiuti nello stato dell'Africa occidentale. Trafigura, però, continua a negare qualsiasi responsabilità per l'accaduto. Le famiglie delle 16 persone che sono morte dopo aver inalato i fumi tossici dei rifiuti riceveranno 200.000 dollari ciascuna, mentre più di 100.000 persone che furono ricoverate per problemi di vomito, diarrea e difficoltà respiratorie riceveranno 408 dollari ciascuno. "Il presidente della Repubblica rinnova le sue condoglianze alle famiglie delle vittime e assicura che si occuperà personalmente di sorvegliare il processo di compensazione", si legge un comunicato diffuso dall'ufficio della presidenza. I rifiuti - una miscela chimica di liquidi caustici, benzina e acqua - erano stati scaricati dal cargo Probo Koala, che batteva bandiera panamense, in un sito a cielo aperto nei pressi di Abidjan. Il carico aveva subito appestato l'aria del posto con un olezzo pungente che aveva seminato il panico fra gli abitanti della zona. Pur avendo accettato di pagare un risarcimento, Trafigura insiste nel negare qualsiasi responsabilità per l'incidente. La società garantisce di aver avvertito le autorità ivoriane del fatto che il carico doveva essere depositato correttamente e dice di averlo affidato ad una azienda di smaltimento ivoriano, Tommy, che avrebbe dovuto avere l'autorizzazione governativa per gestire residuati chimici. Tolti quelli per le vittime e i familiari, la maggior parte dei soldi del risarcimento sarà utilizzata per rimborsare i costi sostenuti dal governo ivoriano per smaltire i rifiuti tossici, ristrutturare parte degli ospedali della capitale economica del paese e costruire un inceneritore.(Reuters, 22/06/07)

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Visita del leader dei Giovani Patrioti nel feudo degli ex ribelli (LM, Fides, 12/06/07)

“Un piccolo passo simbolico ma molto importante sulla via della pace in Costa d’Avorio”. Così fonti della Chiesa locale commentano all’Agenzia Fides la visita effettuata a Bouaké nel nord della Costa d’Avorio, da Charles Blé Goudé, capo dei “Giovani Patrioti”, la milizia vicina al Presidente Laurent Gbagbo. Bouaké è il capoluogo della regione sotto controllo dei ribelli delle Forze Nuove ed è rimasta isolata dal resto del Paese dal settembre 2002.(…) La visita del leader della parte più intransigente del campo filo-presidenziale nel feudo degli ex ribelli ha quindi un’importanza altamente simbolica per suggellare la fine delle tensioni tra le due parti. Goudé ha reso omaggio a Guillaume Soro, il capo delle “Forze Nuove” che a seguito degli accordi di Ouagadougou è stato nominato Primo Ministro. “Guillaume Soro" - ha detto il leader dei “Patrioti” a Bouaké - “è mio amico. Eravamo legati. A un certo punto, ci siamo separati. Oggi siamo legati di nuovo e niente potrà separarci di nuovo”.(…) La situazione nel nord del Paese è però ancora precaria, perché si devono riparare i danni provocati dai combattimenti, dai saccheggi e dall’isolamento dal resto del Paese. Migliaia di funzionari statali (tra i quali diversi insegnanti, medici e infermieri) si erano rifugiati nelle aree sotto controllo governativo. La Chiesa ha svolto un’azione di supplenza specie nei momenti più drammatici, assicurando l’istruzione e il funzionamento di alcune strutture sanitarie. Nella “terra di nessuno” che separava le due parti, controllate dai “Caschi Blu” e dai soldati francesi dell’operazione Licorne, sono stati svuotati diversi villaggi. I loro abitanti ancora oggi languono in campi per sfollati in attesa di ritornare in un’abitazione che è completamente da ricostruire. Deve essere inoltre avviato il processo di disarmo e smobilitazione dei combattenti, più volte annunciato e rinviato. La pace è arrivata, ma resta ancora molto da fare per riportare la normalità nel Paese. (LM, Fides, 12/06/07)

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Ong: Il cacao ha finanziato la guerra (Ag. Radicale, 08/06/07)

Il commercio del cacao della Costa D'Avorio ha in parte finanziato il recente conflitto nel paese: è quanto denuncia l'organizzazione internazionale Global Witness in un rapporto intitolato "Cioccolato bollente: come il cacao ha alimentato il conflitto in Costa D'Avorio". L'ong lancia un appello ai consumatori perchè facciano pressioni sulle grandi azione del settore per una maggiore trasparenza nelle loro attività. "Più di 118 milioni di dollari di profitto del commercio di cacao sono stati utilizzati per finanziare il recente conflitto in Costa D'Avorio - si legge nel testo - la Costa D'Avorio è il più grande produttore mondiale di cacao destinato all'industria del cioccolato". Il rapporto, di cui la France presse ha ottenuto una copia, sottolinea "la tendenza del settore del cacao ivoriano alla cattiva gestione delle entrate, all'opacità dei conti, alla corruzione e al favoritismo politico" ed evidenzia che gli introiti del cacao hanno portato redditi consistenti ad entrambe le parti in conflitto. Il paese è diviso dal settembre del 2002 tra il sud sotto il controllo del governo e il nord in mano ai ribelli delle Forze nuove (Fn). Il governo ha trasferito "oltre 58 milioni di dollari per la guerra", mentre i ribelli hanno organizzato un sistema di tassazione parallela sul cacao che ha fruttato "circa 30 milioni di dollari l'anno". Questo sistema ha consentito alle Fn "non soltanto di sopravvivere come movimento, ma anche ad alcuni dei suoi esponenti di arricchirsi, a spese della popolazione del nord della Costa d'Avorio". Il rapporto dell'ong denuncia anche l'esistenza di circuiti finanziari segreti per gli armamenti, che coinvolgerebbero istituzioni semi-pubbliche del settore del cacao e del settore bancario, legate ad alcune multinazionali. Global Witness denuncia inoltre "atti di intimidazione commessi contro quanti hanno cercato di indagare sulla corruzione al centro del commercio del cacao o di denunciarla, dalla scomparsa del giornalista franco-canadene Guy-Andre Kieffer nel 2004 al sequestro di un giurista francese (poi rilasciato), che stava effettuando controlli nel settore del cacao per conto dell'Unione europea". Alla luce di quanto denunciato, il direttore dell'ong, Patrick Alley, ha chiesto maggiore trasparenza alle imprese internazionali esportarici di cacao, invitandole "ad assicurarsi" che il loro denaro vada a finanziare lo sviluppo e non finisca invece nelle tasche delle elite. Un appello viene rivolto anche ai consumatori, perchè facciano pressioni per ottenere questa trasparenza: "la vostra barra di cioccolato potrebbe contenere cacao ivoriano e potrebbe darsi che abbia finanziato il conflitto in questo paese, cosa che lascia un retrogusto amaro". La Costa d'Avorio produce il 40% del cacao mondiale, pari a due volte la produzione del Ghana, numero due a livello mondiale. Il cacao è la principale risorsa economica del paese. Il 61% delle esportazioni è diretto nell'Unione europea. - fonte Apcom(Ag. Radicale, 08/06/07)

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Libri: "Savané, bambine soldato in Costa d'Avorio"(Adnkronos, 31/05/07)

"Savané. Bambine soldato in Costa d´Avorio" e' il primo libro uscito in Italia che affronta la quasi sconosciuta e grave tematica delle bambine soldato. Il volume, di Damiano Rizzi e Massimo Zaurrini con prefazione di padre Giulio Albanese e fotografie di Mauro Corinti, pubblicato da Infinto Edizioni, sara' presentato martedi' 5 giugno alle 19 presso la libreria ''360 gradi sud'' di via Antonio Toscani a Roma. Saranno presenti padre Giulio Albanese e Massimo Zaurrini. Il libro e' nato da un blog tenuto durante una missione umanitaria di Soleterre Onlus da Damiano Rizzi e Mauro Corinti e, grazie al lavoro giornalistico e storico di Massimo Zaurrini; si tratta di un'opera che illustra anche la complessa situazione politica della crisi ivoriana. Nel lungo conflitto che coinvolge da 10 anni la Costa d'Avorio, oltre 20.000 bambine soldato sono state costrette ad imparare il mestiere delle armi. I loro occhi non conoscono lo stupore dell'infanzia. Hanno dato e subi'to violenza e sono state costrette a vendere il loro corpo ritrovandosi presto con figli che non potevano tenere e che a volte sono finiti uccisi e sepolti nelle fosse comuni. Qualcuna di queste ragazzine e' impazzita. In un momento in cui pochi occidentali sono presenti in Costa d'Avorio, questo libro si pone l'obiettivo di ricordare le troppe vite umane sacrificate in una guerra dimenticata in un continente abbandonato. Savane' e' il nome di una ex bambina soldato. Nel libro sono contenute le storie di altre quattro piccole costrette a rinunciare alla fanciullezza. I proventi derivanti dai diritti d'autore saranno interamente devoluti al progetto di Soleterre Onlus che prevede la smilitarizzazione e il recupero delle ex bambine guerrigliere della Costa d'Avorio.(Adnkronos,  31/05/07)

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Disarmate le milizie filogovernative (Peacereporter, 25/05/07)

Secondo quanto riferito da fonti giornalistiche locali si sono concluse oggi le operazioni di disarmo delle milizie filo-governative attive nell'ovest della Costa d'Avorio. Il disarmo di questi gruppi è stato a lungo uno dei principali ostacoli all'applicazione degli accordi di pace siglati tra governo e ribelli. Questi ultimi, infatti, chiedevano che le milizie filogovernative abbandonassero per prime le armi, mentre il governo chiedeva che il processo di disarmo avvenisse contemporaneamente.(Peacereporter, 25/05/07)

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Abidjan: dopo saccheggio, parla presidente lega diritti dell'uomo (FB, Misna, 22/05/07)

“Ieri, tra le 10 e mezzogiorno, su ordine della Federazione studentesca e scolastica della Costa d’Avorio (Fédération Estudiantine et Scolaire de Côte d'Ivoire, Fesci) circa 200 persone hanno sacchegiato la nostra sede ad Abidjan, nel quartiere di Cocody Mermo” conferma oggi alla MISNA Patrick N’Gouan, presidente della Lega Ivoriana dei Diritti dell'Uomo (Ligue Ivoirienne des Droits de l'Homme, Lidho) dalla capitale economica ivoriana. “I nostri cinque impiegati che si trovavano nei locali sono stati derubati, tutto il materiale – computer, server, stampante e telefoni – e gli archivi sono stati rubati, il resto è stato distrutto” aggiunge N’Gouan. Secondo il presidente della LIDHO, dopo l’attacco la Fesci ha anche organizzato un incontro di fronte alla sede dell’organizzazione alla presenza delle forze dell’ordine ivoriane “senza neanche preoccuparsi di quello che aveva appena fatto”. N’Gouan ha aggiunto che la Fesci ha detto di aver saccheggiato gli uffici della LIDHO - che poche settimane fa aveva festeggiato il 20° anno di attività – perché quest’ultima, venerdì scorso, aveva ospitato una riunione dei membri del comitato dei docenti universitari ivoriani, in sciopero da mesi per salari arretrati mai pagati – a cui la stessa Fesci aveva impedito di incontrarsi negli atenei. “Ma questo è solo un pretesto: la tensione con la Fesci non è una novità perché la Lidho ha già denunciato a più riprese esazioni e altri abusi commessi dalla federazione nei campus: si tratta di una vera mafia. Evidentemente queste denunce la danneggiano” ha spiegato N’Gouan; il nostro interlocutore ha ricordato che il presidente Henry Konan Bédié, durante il suo mandato (1993-'99), aveva sciolto la Fesci per le sue azioni violente e all’epoca la LIDHO l’aveva anche difesa. “Dopo che la Fesci fu ricostituita e tutelata dalle autorità, la LIDHO ha visto la sua deriva violenta e non ha potuto non denunciarla” conclude N’Gouan, ricordando che proprio su ordine della federazione oggi tutte le scuole pubbliche superiori sono chiuse in tutto il paese. (FB, Misna,  22/05/07)

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Una cooperativa per ricostruire la pace. (Tusciaweb.it, 22/05/07)

Con l’accordo avvenuto e siglato nel Burkina Fasso, la Costa d’Avorio ha finalmente ritrovato la pace dopo quasi cinque anni di guerra civile che ha messo in ginocchio un paese che era il fiore all’occhiello dell’Africa occidentale. Una ferita difficilmente rimarginabile che potrà trovare una cura adeguata e efficace solo grazie alla volontà di tutti i suoi attori, impegnati sia nella polica che nel sociale e nell’economia. La responsabilità maggiore per una ripresa e per un vero riscatto della democrazia e dello sviluppo, spetta a chi ha subito la diaspora. Risiedo in Italia da molti anni ma covo da molto tempo il progetto di creare una cooperativa agricola gestita a maggioranza da ragazze madri. La cooperativa avrà per scopo principale: di valorizzare l’agricoltura locale aiutare le numerosissime donne impegnate nella coltivazione di tipo famigliare a commercializzare i loro prodotti in forma cooperativa su un mercato vasto e sicuro per un rendimento più costante. Il mio viaggio in Costa d’Avorio nel luglio prossimo sarà finalmente per me l’occasione di mettere in piede questo progetto. In questa mia avventura, anche se dispongo di un piccolo fondo personale, mi preme chiedere a persone, enti e istituti vari, un aiuto anche simbolico o disposti a collaborare in tale realizzazione. (Armand Secka- poste italiane- Viterbo, conto corrente n. 20916029 ABI. 0761 CAB. 14500) Per informazioni, tel. 329-0730946 Armand Secka.(Tusciaweb.it,  22/05/07)

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Da domani le milizie filo-governative saranno disarmate(Peacereporter, 18/05/07)

Fonti giornalistiche locali hanno riferito che si dovrebbero concludere domani le operazioni di disarmo delle milizie filo-governative attive nell'ovest della Costa d'Avorio. Le fonti hanno anche riferito che i gruppi armati presenti a Guiglo, una delle maggiori città dell'ovest, hanno già iniziato nei giorni scorsi a consegnare gran parte degli armamenti. Il disarmo si concluderà domani, con una cerimonia a cui sarà presente lo stesso presidente ivoriano, Laurent Gbagbo, e forse il primo ministro Guillaume Soro. Il disarmo di questi gruppi potrebbe rappresentare una svolta cruciale nell'applicazione dei trattati di pace siglati a Ouagadougou tra il governo e i ribelli delle Forze Nuove, vicini a Soro. I ribelli avevano infatti posto la condizione che il primo disarmo fosse quello delle milizie filogovernative. Il prossimo ottobre si terranno in Costa d'Avorio nuove elezioni.(Peacereporter, 18/05/07)

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Accordo di principio "per una futura ripresa degli aiuti del FMI e della BM” (Ag. Radicale, 16/05/07)

Lunedì, la Costa d’Avorio, la Banca mondiale (BM) e il Fondo monetario internazionale (FMI) hanno concluso un accordo a Abidjan un "accordo di principio" che in cambio di una ripresa degli aiuti prevederà un maggiore rigore di bilancio per il paese. “E’ stato stipulato un accordo di principio. Il programma prevede una gestione molto rigorosa del bilancio del 2007”, ha dichiarato alla stampa Arend Kouwenaar, capo della missione del FMI in visita per due settimane in Costa d’Avorio. “Il programma prevede l’utilizzo delle risorse dello Stato per i bisogni sociali della collettività e la riabilitazione delle infrastrutture”, ha così sottolineato Kouwenaar dopo l’incontro, durato due ore, con il presidente Laurent Gbagbo. Il rispetto degli impegni presi dal paese, permetterà alla Costa d’Avorio di beneficiare “a partire da luglio, se tutto va bene” e soltanto se ottiene l’approvazione del consiglio d’amministrazione del FMI, di un Programma di Assistenza d’urgenza post-conflitto (AUPC), destinato a sostenere la ricostruzione del paese. Ha precisato Kouwenaar. Già un anno fa, nel maggio del 2006, Kouwenaar aveva concluso un simile “accordo di principio” tra la Costa d’Avorio, il FMI e la BM ma a causa dell’instabilità politica non è stato mai applicato. Nel paese sono ravvisabili segni di miglioramento e di stabilità, lo scorso 4 marzo è stato firmato l’accordo di pace tra il presidente Gbagbo e il capo dei ribelli delle Forze Nuove (FN), nonché Primo ministro della Costa d’Avorio, Guillaume Soro. Seguito dall’avvio dello smantellamento della “zone de confiance” (ZDC). Il 20 aprile, i responsabili del FMI, della BM e del governo della Costa d’Avorio hanno concluso a Washington un accordo destinato a facilitare la ripresa dei prestiti e dei crediti a Abidjan, interrotti nel 2004 a causa del mancato pagamento del debito, che ammonta, secondo una stima del marzo del 2007, a 422 milioni di dollari. La missione congiunta BM/FMI, giunta il 2 maggio a Abidjan, è stata accolta anche dal Primo ministro della Costa d’Avorio,Guillaume Soro. L'équipe della BM, guidata dal suo economista per la Costa d’Avorio, Zeljko Bogetic, ha dichiarato di essere molto ottimista nei confronti del processo di pace avviato nel paese. Aggiungendo la promesso di “una ripresa dei finanziamenti della BM” in Costa d’Avorio per ridurre la disoccupazione e incoraggiare gli investimenti. (fonte AFP) - (Ag. Radicale,  16/05/07)

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“Il fenomeno dell’immigrazione, necessità morale di ricerca di un nuovo ordine economico internazionale” (L.M.Agenzia Fides, 09/05/07)

La Chiesa “madre ed educatrice” che ha una sollecitudine particolare verso le persone in difficoltà, si trova sul cammino di coloro che dall’Africa, spesso a rischio della vita, emigrano in Europa alla ricerca di una vita migliore. Lo ha ribadito oggi, 9 maggio, Mons. Agostino Marchetto, Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, nel suo intervento al Colloquio sulla pastorale delle migrazioni, promosso dalla CEREAO (Conferenza Episcopale Regionale dell’Africa dell’Ovest Francofona) in corso ad Abidjan, in Costa d’Avorio. Mons. Marchetto ha ricordato che il fenomeno della migrazione presenta “luci ed ombre”. Se da un lato, infatti, negli ultimi venti anni la percentuale della popolazione mondiale che vive con meno di un dollaro al giorno è diminuito dal 40 al 20 per cento, dall’altro questo significa che “ancora un miliardo di persone vive nella povertà estrema e la metà della popolazione mondiale sopravvive con meno di 2 dollari al giorno”. Una situazione che mette in evidenza “l’interrelazione sempre più grande tra la mondializzazione, la povertà e lo sviluppo del mondo di oggi, che tocca direttamente i fenomeni migratori internazionali”. Di fronte a questo quadro, Mons. Marchetto ha richiamato l’Istruzione Erga migrantes caritas Christi pubblicata dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti nel 2004 che fornisce le linee guida per “inquadrare le proposizioni ecclesiali per una buona gestione del fenomeno emigratorio dell’Africa”. “L’Istruzione- ha sottolineato l’Arcivescovo- mette in luce la necessità di un approccio largo nel quale i migranti sentono che la loro esperienza, spesso dolorosa e drammatica, partecipa alla creazione di un mondo più giusto per tutti, nel quale lo sviluppo è inteso non solo in termini economici ma in un modo nuovo, che promuove e protegge la centralità e la sacralità della persona umana”. Il fenomeno dell’immigrazione in effetti pone con forza “la necessità morale della ricerca di un nuovo ordine economico internazionale, di una più giusta distribuzione dei beni della terra, nella visione della comunità internazionale come famiglia di popoli”. Mons. Marchetto ha quindi ricordato l’impegno della Santa Sede che in tutti i forum internazionali si adopera costantemente per promuovere la creazione di una comunità internazionale più giusta e rispettosa delle esigenze di tutti i popoli. (L.M.Agenzia Fides, 9/05/07)

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Integrati i militari delle opposte fazioni (Carla Amato , Osservatoriolegalita, 02/05/07)

Un altro passo verso la stabilita' della Costa D'Avorio, dopo l'accordo di pace a Ougadougou fra i leader delle parti in conflitto, il presidente Laurent Gbagbo e il segretario generale delle 'Forze nuove' e ora primo ministro Guillaume Soro. E' infatti stata celebrata ieri l'integrazione ufficiale degli ex ribelli nell'esercito nazionale. Alla cerimonia ha assistito la missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite nel paese africano, UNOCI. Il ministro della difesa, Michel Amani N’Guessan, che ha guidato la cerimonia, ha ringraziato UNOCI per la sua assistenza, invitandola a continuare a lavorare per consolidare la stabilita' ed ha detto che le brigate miste sono essenziali e "non dovrebbe costituire una piattaforma per la vendetta fra i fratelli ex nemici". Le unita' miste dovrebbero progressivamente sostituire i caschi blu e i soldati francesi. Dopo anni di conflitto, i due leader delle opposte fazioni, che controllano ciascuna una meta' circa del Paese, si sono accordati per lo smantellamento della zona - di cui e' gia' stata fatta cadere simbolicamente la barriera - che separa il sud controllato dal governo dal nord tenuto dai ribelli e per organizzare presto elezioni libere, giuste e trasparenti. (Carla Amato , Osservatoriolegalita, 02/05/07)

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Venti di pace (Maria Romaniello, Ag. Radicale, 19/04/07)

Lunedì il presidente della Costa d’Avorio Laurent Gbagbo e il Primo ministro Guillaume Soro hanno celebrato l’inizio dello smantellamento della “zone de confiace”(ZDC) dimostrando il chiaro intento di ristabilire la pace nel paese ed un chiaro riavvicinamento delle politiche dei due “antichi nemici”. Il nuovo Primo ministro della Costa d’Avorio Soro aveva infatti rivolto venerdì sera un appello ai suoi compatrioti facendo chiaro riferimento alla necessità di una riconciliazione nel Paese. “Noi dovremmo imparare a perdonare. E’ solo in questo modo che la riconciliazione sarà possibile” ha dichiarato Soro, capo dei ribelli delle Forze nuove (FN). Il presidente della Costa d’Avorio Laurent Gbagbo e il Primo Ministro M.Soro controllano rispettivamente una metà del paese dopo il tentato colpo di Stato nel settembre del 2002. Da allora il Paese, per evitare nuovi scontri tra le forze ribelli e le forze fedeli a Gbagbo, è stato drammaticamente diviso in due parti attraverso la creazione di una zona franca sorvegliata dai Caschi blu dell’ONU e i soldati francesi della forza “Licorne” Ma il 4 marzo grazie all’accordo di pace a Ougadougou il presidente si è impegnato a favorire l’organizzazione delle elezioni nel paese e l’inizio della sua unificazione.(…) I Caschi blu e i soldati francesi saranno progressivamente rimpiazzati da delle unità miste composte dalle forze nazionaliste e quelle ribelli. Il Presidente e il Primo ministro hanno così inaugurato a Yamoussoukro il Centro di commando integrato (CCI) incaricato appunto di unificare le due armate. (…) La retrocessione della ZDC permette alla Costa d’Avorio di recuperare l’integrità del suo territorio, ma il processo di riavvicinamento richiederà del tempo. “La guerra è finita, ma le difficoltà che ci attendono non sono poche” ha così dichiarato il presidente Gbagbo facendo appello alla comunità internazionale di aiutarlo ad applicare l’accordo di Ouagadougou. (Maria Romaniello, Ag. Radicale,  19/04/07)

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Inizia smantellamento ‘zona cuscinetto’ (MZ, Misna, 16/04/07)

È ufficialmente iniziato lo smantellamento della Zona di confidenza (Zdc), il ‘confine invisibile’ che negli ultimi cinque anni ha tagliato a metà la Costa d’Avorio, dividendo la zona centro settentrionale in mano ai ribelli da quella meridionale sotto il controllo del governo del presidente Laurent Gbagbo. Lo hanno detto alla MISNA fonti delle Nazioni Unite, precisando che le cerimonie per il progressivo smantellamento della ‘frontiera’ sono iniziate oggi poco dopo mezzogiorno (ora locale, le 13 ora italiana) alla presenza del presidente, del nuovo primo ministro Guillaume Soro (capo incontrastato dei ribelli che con un tentato golpe ai danni di Gbagbo cinque anni fa diedero inizio alla crisi ivoriana), di rappresentanti internazionali e di esponenti delle missioni di Onu e Francia, i due contingenti che in questi anni hanno presidiato la Zdc. Secondo il comandante della Onuci (l’acronimo con cui è indicata la missione Onu), il progressivo ritiro dei caschi blu e dei soldati francesi dispiegati (in totale circa 11.000 uomini) durerù “diverse settimane”. “Ci sono persone che dicono che Gbagbo vuole cacciare i soldati francesi e quelli dell’Onu. Non è quello che voglio. La crisi non è ancora finita. Aiutateci ad applicare l’accordo di Ouagadougou” ha detto oggi Gbagbo ai giornalisti, inaugurando a Yamoussoukro la sede del nuovo comando militare integrato composto da esponenti delle forze armate regolari e dai comandanti delle forze ribelli. La soppressione della Zona di confidenza era prevista dall’accordo di pace inter-ivoriano siglato il 4 marzo scorso a Ouagadougou da Gbagbo e da Soro. La zona cuscinetto è un’area neutra di circa 12.000 chilometri quadrati che taglia trasversalmente il paese da est a ovest. In base all’accordo la zona cuscinetto diventerà una “linea verde” e sarà presidiata da pattuglia miste (formate da personale dell’esercito regolare ivoriano e da esponenti delle forze ribelli) che, progressivamente, prenderanno il posto delle forze straniere. La zona cuscinetto, di fatto, fu creata poco dopo l’inizio della crisi dalle forze francesi che - invece di intervenire a fianco del governo Gbagbo, come previsto dagli accordi difensivi esistenti tra Yamoussoukro e l’ex-potenza coloniale - decisero di agire come forze d’interposizione tra le forze regolari a sud e i ribelli attestatisi a nord. Una scelta che di fatto congelò la situazione, dividendo il paese a metà. (MZ, Misna, 16/04/07)

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Onu lascera' zona cuscinetto il 16 aprile (Corriere della Sera, 08/04/07)

L'Onu annuncia che lascera' la zona cuscinetto che taglia in due, tra Nord e Sud, la Costa d'Avorio. L'evacuazione delle forze di pace comincera' il 16 aprile, come ha spiegato il generale Fernand Marcel Amoussou, comandante dell'ONUCI. La decisione segue l'accordo firmato a marzo tra l'ex capo dei ribelli Guillaume Soro e il presidente Laurent Gbagbo. I caschi blu dell'Onu saranno destinati a "posti di osservazione", cosi' co come previsto dall'accordo di pace firmato il 4 marzo a Ouagadougou, nel Burkina Faso. (Corriere della Sera, 08/04/07)

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Rifiuti tossici, prime tonnellate pronte per incinerazione (RC, Misna, 01/04/07)

Le prime tonnellate dei rifiuti tossici – che, riversati lo scorso agosto nella capitale economica ivoriana Abidjan dalla nave ‘Probo Koala’, provocarono 15 vittime e migliaia di intossicati – sono giunte a Salaise-sur-Senne, nel dipartimento francese di Isère, dove saranno incenerite entro la fine dell’anno dalla società Tredi. Quindici camion contenenti 222 tonnellate di rifiuti solidi e liquidi sono giunti ieri per via ferroviaria da Havre dove sono state immagazzinate circa 9300 tonnellate di rifiuti contaminati da sostanze tossiche provenienti dalla Costa d’Avorio. Il primo carico arrivato a Isère dovrà essere trattato nei prossimi giorni, una volta conosciuti i risultati dei controlli improvvisi effettuati la scorsa settimana sulle percentuali di diossina emanate dai camini dell’inceneritore. Secondo un portavoce della Trédi, filiale di un gruppo francese specializzato nel trattamento dei rifiuti tossici, le sostanze verranno incenerite a una temperatura di 1100 gradi in grado di “distruggere le molecole e di renderle totalmente inoffensive”. I “residui” verranno in seguito sepolti a Bellegarde in un sito riservato allo smaltimento di rifiuti pericolosi. Quindici persone sono morte e migliaia hanno accusato sintomi di intossicazione, disturbi e malessere a causa dei vapori tossici emanati dalle 528 tonnellate di rifiuti e sostanze tossiche scaricate nella notte tra il 19 e il 20 agosto dalla ‘Probo Koala’, una nave battente bandiera panamense noleggiata dalla multinazionale ‘Trafigura’ con sedi in Svizzera e nei Paesi bassi. Secondo un rapporto commissionato dal primo ministro ivoriano diffuso lo scorso novembre, la Trafigura violò la Convenzione di Basilea sul Controllo dei movimenti trasfrontalieri di materiale tossico scaricando sostanze pericolose in un paese in via di sviluppo, ma la società rigira le accuse contro la compagnia ivoriana ‘Tommy’ a cui avrebbe affidato lo smaltimento dei rifiuti. Pur negando le sue responsabilità, lo scorso mese la Trafigura ha sottoscritto un accordo extragiudiziale con il governo ivoriano impegnandosi a versare 154 milioni di euro in cambio della rinuncia a qualunque azione legale, presente o futura, contro di essa da parte delle autorità locali. L’accordo è però stato contestato dalle famiglie delle vittime, dalla società civile e dall’opposizione che denunciano di non essere state coinvolte e chiedono un adeguato indennizzo. (RC, Misna, 01/04/07)

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Opposizione politica dà il benvenuto a Soro come premier (PeaceReporter, 30/03/07)

L'opposizione politica ivoriana, protagonista dei precedenti colloqui di pace con il governo, ha accolto con favore la nomina a primo ministro di Guillaume Soro, leader del gruppo ribelle delle Forces Nouvelles. La nomina di Soro, decisa dal presidente Laurent Gbagbo, è stata ben accolta anche dall'entourage presidenziale. Gli analisti si augurano che la nomina possa sbloccare il processo di pace in Costa d'Avorio, Paese diviso dal 2002 a causa di una guerra civile che ha provocato almeno 4.000 morti. (PeaceReporter,  30/03/07)

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Drogba torna a casa per la pace (La Gazzetta dello Sport, 29/03/07)

La punta del Chelsea, in visita a Bouaké (quartiere di Abidjan, in Costa d'Avorio), ha mostrato all'esercito delle Forze Nuove il Pallone d'oro africano, auspicando la fine della guerra civile. "Sono qui per offrirvi un pallone d'oro, un pallone che è di tutta la Costa d'Avorio". Con queste parole, Didier Drogba ha mostrato il trofeo di miglior giocatore africano del 2006 e ha scatenato l'entusiasmo della piazza del Carnevale a Bouaké, una località a Nord di Abidjan. L'attaccante del Chelsea, ancora una volta, ha dimostrato grande sensibilità nei confronti del suo popolo, che ormai da tanti anni paga le conseguenze di una sanguinosa guerra civile. E così, approfittando della sosta della Premier League per lasciar spazio alle nazionali, Drogba è tornato in visita ad Abidjan, dando appuntamento a tutti i tifosi per il 3 giugno: "In quella data, saremo qui per giocare una partita importante contro il Madagascar (4ª giornata delle qualificazioni alla coppa d'Africa, ndr), sarà la vittoria di tutto il calcio ivoriano e della pace". Già, la pace. In Costa d'Avorio, non sanno nemmeno più cosa sia. Drogba è stato ricevuto nella parte nord del paese, quella controllata dall'esercito ribelle delle Forze Nuove, il cui segretario generale Guillaume Soro aspira a diventare Primo ministro della nazione. La parte meridionale, invece, è controllata dal governo del presidente Laurent Gbagbo (che controlla anche le due capitali: quella amministrativa, Abidjan, e quella governativa, Yamoussoukro). Il Paese è separato da una zona cuscinetto che corre da est a ovest. La zona è pattugliata da 10.000 uomini armati divisi tra i caschi blu della missione Onu e i militari francesi dell'operazione Licorne. Gli scontri tra le opposte fazioni hanno già causato oltre tremila morti. (La Gazzetta dello Sport, 29/03/07)

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Ex-capo ribelle nominato primo ministro (CO, Misna, 29/03/07)

Guillaume Soro - capo delle Forze Nuove che controllano il centro-nord della Costa d'Avorio - è stato nominato oggi primo ministro su decreto del presidente Laurent Gbagbo, come previsto dall'accordo politico firmato il 4 marzo in Burkina Faso che dovrebbe porre fine in modo definitivo alla lunga crisi politico-militare iniziata a settembre 2002. Lo ha comunicato alla stampa Désiré Tagro, portavoce della presidenza, a margine dell'incontro tra Gbagbo e Soro nella capitale commerciale Abidjan, il loro primo colloquio dopo l'intesa di pace sottoscritta all'inizio del mese a Ouagadougou. Poche ore prima a New York il Consiglio di sicurezza Onu aveva espresso "sostegno" alla nomina di Soro come primo ministro, complimentandosi sia con l'ex-capo ribelle che con il presidente ivoriano per "il loro spirito di compromesso e il senso di responsabilità". Anche la Commissione Europea si è felicitata per l'accordo, garantendo sostegno politico a Soro. Gbagbo aveva annunciato ieri un nuovo governo entro questa settimana o al massimo per la prossima; secondo fonti locali dovrebbe contare in tutto 33 ministri, 15 scelti dal partito del presidente (più 7 viceministri) e 18 provenienti dalla ribellione. Il portavoce presidenziale ha detto che il decreto della nomina di Soro sarà "pubblicato sulla gazzetta ufficiale ivoriana". (CO, Misna,  29/03/07)

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Il presidente rassicura i vescovi (Mancini – Ag. Fides, 29/03/07)

“Il Presidente Laurent Gbagbo ha assicurato i Vescovi che saranno presi immediati provvedimenti per garantire la sicurezza delle strutture della Chiesa cattolica e di tutte le confessioni religiose presenti in Costa d’Avorio”. Lo ha detto don Blaise Amia, Segretario della Conferenza Episcopale della Costa d’Avorio. “Venerdì 23 marzo i Vescovi si sono incontrati con il Presidente per esporgli i gravi problemi di sicurezza che da tempo riguardano la Chiesa – ha aggiunto il Segretario -. Il Presidente ha ascoltato con attenzione le richieste dei rappresentanti della Chiesa cattolica e ha dato incarico ai responsabili delle forze di sicurezza di prendere provvedimenti immediati” “Da dicembre dello scorso anno ad oggi abbiamo registrato 10 assalti a parrocchie, case missionarie e altre strutture della Chiesa cattolica in tutto il Paese – ha elencato don Blaise -. L’ultimo episodio è accaduto 2 giorni fa, quando sconosciuti hanno assalito la residenza del Vescovo di Grand-Bassam” ”Le violenze contro le strutture della Chiesa hanno un movente economico. Si tratta di forme di banditismo, rese possibili dalla facile reperibilità di armi in tutto il Paese” continua il Segretario della Conferenza Episcopale ivoriana. Dal 2002 la Costa d’Avorio è divisa in due parti: il nord-ovest in mano alle cosiddette “Forze Nuove” e il resto sotto il controllo dell’esercito regolare. L’accordo di Ouagadougou, firmato il 4 marzo, nella capitale del Burkina Faso, dal governo ivoriano e dai leader dell’opposizione ivoriani dovrebbe finalmente riunire il Paese e creare le condizioni per il ritorno alla legalità. “Nell’incontro con il Presidente i Vescovi hanno espresso il loro apprezzamento per i recenti accordi di pace e hanno riconfermato l’impegno della Chiesa cattolica a sostenere gli sforzi di riconciliazione nazionale” sottolinea don Blaise. (Mancini – Ag. Fides, 29/03/07)

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Amnesty: donne e bambine vittime dimenticate del conflitto (Confinionline, 15/03/07)

Amnesty International ha denunciato oggi in un nuovo rapporto l’orripilante dimensione della violenza sessuale contro le donne e le bambine praticata nel conflitto in atto nella Costa d’Avorio, precisando che i dati della propria ricerca e la natura brutale degli attacchi non rivelano ancora la reale estensione del fenomeno. (…) Nel rapporto, Amnesty International denuncia stupri di gruppo, rapimenti e riduzione in schiavitù sessuale di donne e bambine ad opera dei combattenti. Gli stupri sono spesso preceduti da pestaggi e torture, spesso compiuti in pubblico e di fronte ai familiari delle vittime. Alcune donne sono state persino stuprate accanto ai cadaveri dei propri familiari.‘Le donne e le bambine, alcune delle quali di appena 10 anni’ - prosegue il rapporto – ‘sono prese di mira per lo più per motivi etnici e politici. Considerate il simbolo dell’onore delle loro comunità, vengono stuprate anche per umiliarle e, attraverso la violenza, umiliare il loro gruppo’. Nessuno degli autori degli stupri, per quanto ne sappia Amnesty International, e’ stato consegnato alla giustizia’. ‘Il ricorso allo stupro appare cosi’ esteso, sistematico e impunito’ – accusa Amnesty International - ‘da dover concludere che le forze di sicurezza governative e i gruppi dell’opposizione armata lo considerino una deliberata strategia per diffondere il terrore tra la popolazione civile’. Alcuni dei peggiori atti di violenza nei confronti delle donne sono compiuti da mercenari, provenienti soprattutto dalla Liberia, che operano accanto ai gruppi dell’opposizione armata nella Costa d’Avorio occidentale. Alcune donne intervistate da Amnesty International hanno dichiarato che i loro violentatori parlavano inglese. Le sopravvissute spesso vengono isolate e abbandonate dai mariti e dalle famiglie, e dunque condannate alla povertà estrema con i figli a carico. Sebbene non siano disponibili statistiche accurate, da più parti si ritiene che gli stupri commessi nel contesto del conflitto armato abbiano fatto aumentare in modo significativo la diffusione dell’Hiv/Aids nel paese. Le vittime della violenza sessuale, infatti, spesso non riescono ad avere accesso ai servizi sanitari, laddove esistono. Quelle che vivono nelle aree controllate dalle Forze nuove sono virtualmente tagliate fuori dalla sanità pubblica. Altre sono riluttanti a mettersi in viaggio, a causa dell’alto costo dei trasporti e del concreto rischio che possano subire ulteriore violenza: per raggiungere le strutture sanitarie, infatti, la maggior parte delle donne deve passare attraverso una serie di posti di blocco, che sono proprio i luoghi in cui avvengono molti stupri. (…) Eliminare la violenza sessuale dev’essere la priorità numero uno di qualsiasi piano di pace destinato a trovare una soluzione duratura all’attuale crisi della Costa d’Avorio’ – conclude il rapporto di Amnesty International. (Confinionline,  15/03/07)

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Studenti cattolici in campo contro la corruzione (Apic/Radiovaticana, 13/03/07)

Gli studenti cattolici della Costa d’Avorio scendono in campo contro la corruzione. Riuniti in assise nei giorni scorsi ad Abidjan, 500 delegati della Gioventù studentesca cattolica ivoriana (Jec) hanno posto la lotta a questa piaga ormai endemica nel Paese tra i primi punti in agenda nel piano di azione dell'assoziazione nel biennio 2007-2008. Come da anni denunciano le organizzazioni internazionali e ha ammesso nell’occasione il sindaco di Yamoussoukro Jean Gnangnbé Kouadio, la corruzione è diffusa ormai a tutti i livelli e in tutti gli ambiti della società ivoriana: per accedere a qualsiasi servizio o evitare sanzioni arbitrarie i cittadini sono sistematicamente soggetti a esazioni. Ad alimentare il fenomeno vi sono anche le basse retribuzioni dei dipendenti pubblici. (Apic/Radiovaticana, 13/03/07)

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Il capo dei ribelli potrebbe diventare primo ministro (PeaceReporter, 12/03/07)

Laurent Gbagbo, presidente della Costa d'Avorio, vorrebbe offrire al capo dei ribelli delle Forces Nouvelles, Guillaume Soro, l'incarico di primo ministro, cercando così di risolvere la lunga crisi politica in corso nel Paese. Secondo Ble Charle Goude, capo degli Jeunes Patriotes, miliziani alleati del presidente, conferire questo incarico a Soro permetterà il ristabilirsi della pace in Costa d'Avorio. Il Paese è teatro, dal 2002, di una guerra civile che ha provocato almeno 4.000 vittime. (PeaceReporter,  12/03/07)

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Accordo di pace: Primo ministro "grande escluso"? (CO, Misna, 06/03/07)

Si sarebbe limitato per ora a "prendere atto" dell'intesa raggiunta domenica scorsa a Ouagadogou in Burkina-Faso - tra il presidente Laurent Gbagbo e il capo degli ex-ribelli Guillaume Soro - l'attuale primo ministro 'ad interim' Charles Konan Banny. I suoi collaboratori hanno fatto sapere oggi che il capo del governo "si esprimerà più avanti, dopo aver studiato il testo dell'accordo" che fissa un 'calendario della pace' compreso un nuovo governo entro breve. Prevedendo un altro esecutivo rispetto a quello attuale - scrive oggi il quotidiano di Abidjan Fraternité Matin - i firmatari dell'intesa sono d'accordo nel riconoscere che quello attuale o è stato superato dagli eventi o non risponde più alle aspettative". Un altro quotidiano descrive Konan Banny come "il grande escluso" dai 'colloqui diretti' voluti dal presidente Gbagbo, col quale i rapporti non erano dei più facili. Il primo ministro dovrebbe recarsi nei prossimi giorni a Korogho, nel nord del paese sotto controllo degli ex-ribelli delle Forze Nuove, e incontrare poi il presidente del Burkina-Faso, Blaise Compaoré, mediatore nella crisi ivoriana. Banny è a capo del governo su nomina dell'Onu e dell'Unione Africana, che finora hanno gestito la crisi politico-militare iniziata col fallito golpe del 2002. Il presidente Gbagbo ha insistito per un dialogo diretto tra i protagonisti della crisi che ha portato all'accordo di pace di domenica scorsa, unanimemente apprezzato anche a livello interno malgrado l'invito alla prudenza espresso da alcune componenti della società civile. Fonti citate dalla stampa ivoriana riferiscono anche che il presidente vorrebbe affidare l'incarico di primo ministro al capo delle Forze Nuove Soro, ma domenica scorsa di ritorno dalla firma dell'intesa di pace a Ouagadogou lo stesso Gbagbo ai giornalisti ha risposto che "può rimanere quello in carica". (CO, Misna, 06/03/07)

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La pace è più vicina (PeaceReporter, 06/03/07)

Dopo cinque anni, la guerra civile ivoriana potrebbe essere arrivata a una svolta: domenica scorsa, il presidente ivoriano Laurent Gbagbo e il leader dei ribelli delle Forces Nouvelles, Guillaume Soro, hanno trovato l'accordo per l'avvio di un programma di pace che entro cinque settimane dovrebbe portare alla formazione di un nuovo governo e alla nascita di un comitato congiunto per le Forze Armate. Quella di domenica potrebbe essere la chance più importante per porre fine a un conflitto che si trascina ormai senza soluzione dal 2002. C'è voluta tutta l'abilità diplomatica del presidente burkinabè, Blaise Compaore, per portare a casa un risultato positivo dalla conferenza di Ouagadougou di domenica. Per la prima volta, il presidente e il leader ribelle ivoriani si sono incontrati vis-à-vis per accordarsi su un programma di pace non sponsorizzato dalla comunità internazionale, ma nato e concepito nella stessa Costa d'Avorio: oltre al nuovo governo, il piano di pace prevede lo smantellamento della zona cuscinetto che divide il nord controllato dai ribelli dal sud governativo, con il conseguente ritorno a casa degli 11 mila uomini, tra caschi blu dell'Onuci e francesi dell'operazione Licorne, che la monitorano. Dulcis in fundo, il piano prevede la ripresa del processo di identificazione della popolazione, propeduetica all'organizzazione delle elezioni presidenziali previste per ottobre 2005 e rimandate per due anni consecutivi. Reazioni. Se la comunità internazionale è ottimista (Francia in primis), non manca però chi rimane scettico sulla valenza degli accordi (…) (PeaceReporter,  06/03/07)

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Nuovo governo e partenza truppe straniere (SwissInfo, 04/03/07)

Il presidente della Costa D'Avorio Laurent Gbagbo e il capo dei ribelli Guillaume Soro hanno firmato oggi un accordo che prevede la formazione di un nuovo governo in tempi brevi e la partenza dei Caschi Blu e dei soldati francesi dispiegati nel paese dalla fine del 2002. Il paese è praticamente spaccato in due dal settembre 2002, dopo il tentativo di colpo di stato compiuto dai ribelli contro il regime di Gbagbo. E dalla fine del 2004 circa 7.000 Caschi Blu e 3.500 soldati francesi sono stati dispiegati sotto l'egida dell'Onu per controllare il cessate-il-fuoco che ha posto fine ai combattimenti, lasciando i governativi a sud e i ribelli a nord. L'accordo siglato oggi costituisce il primo risultato del "dialogo diretto" avviato lo scorso 5 febbraio ad Ouagadougou con il benestare della comunità internazionale e dovrà essere applicato "entro dieci mesi" a partire da oggi. In particolare "entro cinque settimane" verrà formato un nuovo governo. Attualmente l'esecutivo - cosituito nel dicembre 2005 dalla comunità internazionale anche con membri dell'opposizione e ribelli - è guidato da Charles Konan Banny. Inoltre "verrà abolita la zona cuscinetto per permettere la libera circolazione dei beni e delle persone". Al suo posto, "una linea verde" con "posti di osservazione" occupati da "Forze imparziali il cui numero verrà ridotto della metà ogni due mesi, fino al loro totale ritiro". L'intesa prevede poi il disarmo e lo smantellamento delle milizie, oltre all'integrazione dei ribelli nel futuro esercito ivoriano, con la creazione di un Centro di comando integrato con la partecipazione degli stati maggiori delle forze armate governative e ribelli. L'accordo è stato firmato nel corso di una cerimonia ufficiale, alla presenza del presidente del Burkina Faso, Blaise Campaoré, e del responsabile ad interim della missione Onu, Abu Mussa. (SwissInfo, 04/03/07)

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Accordo politico siglato a Ouagadougou (Sant’Egidio, 04/03/07)

Il Presidente del Burkina Faso e la Comunità di Sant’Egidio, costruiscono