Contro l’impunità, manifestanti chiedono riapertura caso Zongo (CC, Misna, 13/12/2007)
Si è tenuta oggi nella capitale Ouagadougou, una manifestazione per chiedere la riapertura del caso giudiziario sull’assassinio del giornalista Norbert Zongo, direttore del settimanale ‘L’Independant’, ucciso il 13 dicembre 1998 insieme ad altre tre persone. Circa un migliaio di manifestanti, secondo fonti giornalistiche, si sono radunate in seguito all’iniziativa del ‘Collettivo contro l’impunità” chiedendo la riapertura del caso e denunciando la corruzione del sistema giudiziario. A nove anni dai fatti, non sono ancora chiarite le circostanze della morte del giornalista impegnato ad indagare sull’assassinio di David Ouedraogo, l'autista di François Compaoré, consigliere della presidenza e fratello presidente Blaise Compaoré. Nell’agosto del 2006, dopo la ritrattazione di un testimone, la magistratura aveva concluso il caso con un “non luogo a procedere” nei confronti dell’ex-capo della sicurezza presidenziale Marcel Kafando, unico incriminato nonostante la segnalazione di sei sospettati - membri della guardia presidenziale - dalla Commissione d’inchiesta indipendente creata per seguire il caso. Il corpo del giornalista, che si era battuto contro la corruzione e le libertà civili, fu ritrovato carbonizzato dentro una macchina insieme a quello di tre amici sul bordo di una strada a circa cento chilometri da Ouagadougou. (CC, Misna, 13/12/2007)
Promuovere i carburanti vegetali di “seconda generazione”(LM, Fides, 30/11/2007)
Intensificare l’uso dei carburanti di origine vegetale africani per far fronte all’esaurimento dei combustibili fossili. È quanto affermano gli esperti riuniti in un convegno sui cosiddetti “biocarburanti” che si è concluso il 29 novembre a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. L’evento dal tema “Poste in gioco e prospettive dei biocarburanti per l’Africa”, è stato organizzato dal governo locale, dall’Unione Economica e Monetaria dell’Africa occidentale, dalla Comunità Economica dei Paesi dell’Africa Occidentale. Dalla conferenza sono emersi alcuni suggerimenti ai Paesi africani: sviluppare tecnologie per l’utilizzazione dell’olio vegetale per elettrificare le zone rurali in modo da intensificare lo sviluppo agricolo. Sul lungo termine si propone di sviluppare tecnologie per lo sfruttamento della cosiddetta “biomassa”, originata dai residui della lavorazione del legno e dagli scarti delle produzioni agricole. Una tale proposta permetterebbe di rispondere ai timori di una possibile riduzione della superficie agricola africana dedicata alla produzione alimentare a favore di coltivazioni destinate a trasformarsi in biocarburanti. Il rischio rappresentato dai biocarburanti per l’alimentazione umana era stato sottolineato in un recente rapporto redatta da Jean Ziegler, Relatore speciale dell’ONU sul diritto all'alimentazione. Ziegler ha affermato che i biocarburanti ricavati da mais e cereali causano l’aumento dei prezzi di questi ultimi, e aggravano di conseguenza il problema della fame nel mondo. Egli ha chiesto una moratoria di cinque anni sulla produzione di biocarburanti ricavati da generi alimentari. Il provvedimento dovrebbe inoltre favorire gli investimenti nelle tecnologie di seconda generazione destinate a produrre combustibili a partire da piante non alimentari, rifiuti agricoli e avanzi vegetali, invece che da colture alimentari. Ciò permetterebbe di evitare aumenti massicci del prezzo dei cereali, che aggravano la fame nel mondo.(LM, Fides, 30/11/2007)
Gaston Kaboré, ospite d'onore del VII festival Panafricana (1-9 dicembre 2007) (Cinemafrica, 25/11/2007)
Gaston Kaboré è nato a Bobo Dioulasso (Burkina Faso) nel 1951. Dopo studi storici in patria presso il Centre d’Etudes Superieures d’Histoire de Ouagadougou, Kaboré ha proseguito la sua formazione a Parigi. Negli stessi anni, attraverso l’opera di Sembène Ousmane ha scoperto il cinema africano, concretizzando i suoi interessi nella frequenza dell’Ecole Superieure d’Etudes Cinématographiques. Ha studiato storia a Parigi per poi rientrare in Burkina Faso, dove è stato direttore del Centre National du Cinéma e docente all’Institut Africain d’Education Cinématographique (Inafec). È stato tra i primi cineasti burkinabé a produrre un lungometraggio. (…) Autore di numerosi documentari, Kaboré ha dedicato molte energie alla diffusione e alla promozione del cinema africano, all’interno all’esterno del continente, in qualità di segretario generale della Fédération Panafricaine des Cinéastes (Fepaci). - Storico oltre che regista, Gaston Kaboré è autore di film straordinariamente poetici e particolarmente attenti alla valorizzazione della tradizione orale, come Wend Kuuni che lo fece conoscere al Festival di Cannes, dove lo scorso anno ha tenuto una Master Class. La sua presenza come ospite d’onore della sezione Lezioni di Cinema di Panafricana prevede la retrospettiva integrale dei suoi film e una Serata Carta Bianca, dedicata a un film chiave per la sua formazione (Moolaadé di Sembène Ousmane).(…) Gaston Kaboré è affetto da una malattia rara che gli sta causando una progressiva cecità e, con ammirevole coraggio professionale ed umano, sta affrontando questa condizione personale, particolarmente devastante per un regista cinematografico, trasformandola in una nuova occasione di impegno professionale e umano. Kaboré ha infatti fondato a Ouagadougou una scuola di cinema, “Imagine”, che dirige con passione, generosità e inventiva. Un’iniziativa coraggiosamente creativa nata in un paese che per progettare il proprio futuro vivibile, chiede “il pane e le rose”. Kaboré con “Imagine” propone infatti un modello di “Africa in piedi”, che guarda oltre il presente e investe sulla cultura, sulla formazione, su una transizione possibile tra l’oralità tradizionale e la multimedialità globale. (1-9 dicembre 2007) (Cinemafrica, 25/11/2007)
A un marocchino il xxi giro ciclistico (AZ/BG, Misna, 05/11/2007)
E’ stato il marocchino Jeloul Adil ad aggiudicarsi ieri la XXI edizione del giro del Burkina Faso precedendo di 51 secondi il camerunense Ctéguimaha Sadrack e di oltre tre minuti il connazionale Lashaini Mouhssine. Buona anche la prestazione dei ciclisti di casa che hanno migliorato la loro prestazione rispetto allo scorso anno. Adil – già vincitore del giro del Senegal - ha percorso le dieci tappe della corsa (per un totale di 1276 chilometri) in poco più di 31 ore guadagnando la maglia gialla del primo in classifica alla fine dell’ottavo parziale. Il giro si è svolto senza alcun giorno di riposo passando anche da Léo, una cittadina da poco resa accessibile grazie al rifacimento della strada che la collega al resto del paese. Le squadre al via era 15: nove africane provenienti da Burkina Faso (3), Benin, Camerun, Costa d’Avorio, Mali, Marocco e Togo; sei europee provenienti da Francia (4), Belgio e Olanda. Il giro del Burkina, partito lo scorso 26 ottobre, ha attraversato 14 grandi città ed è stato accompagnato lungo il percorso da manifestazioni culturali animate da artisti locali e stranieri. (AZ/BG, Misna,
05/11/2007)
Sono partiti oggi da Saponé i 90 ciclisti che animeranno la XXI edizione del giro del Burkina Faso: dopo i 1284 chilometri da percorrere in dieci tappe, il primo in classifica potrà vestire la maglia gialla del vincitore finale. La corsa si svolgerà senza nessun giorno di riposo e passerà anche da Léo, una cittadina da poco resa accessibile grazie al rifacimento della strada che la collega al resto del paese. Le squadre al via sono 15: nove africane provenienti da Burkina Faso (3), Benin, Camerun, Costa d’Avorio, Mali, Marocco e Togo; sei europee provenienti da Francia (4), Belgio e Olanda. Il giro del Burkina attraverserà 14 grandi città e sarà accompagnato lungo il percorso da manifestazioni culturali animate da artisti locali e stranieri. L’arrivo è previsto il prossimo 4 novembre nella capitale Ouagadougou. (AZ/GB – CO, Misna 26/10/2007)
Presidente brasiliano Lula promuove utilizzo di biocarburanti nel continente africano (Peacereporter, 16/10/2007)
In visita in Burkina Faso, nel corso di un tour che lo porterà a visitare quattro Paesi africani, il presidente brasiliano Ignacio Lula da Silva ha invitato i Paesi del continente a promuovere l'utilizzo di biocarburanti come l'etanolo, per non sacrificare l'ambiente in favore della crescita economica. Un'impresa non facile in un'Africa che si sta affermando come nuovo produttore petrolifero. Quest'anno, Lula aveva siglato un accordo con gli Usa per la produzione di etanolo ricavato dalla canna da zucchero nei Caraibi. Alcuni gruppi ambientalisti temono però che l'estensione delle piantagioni di canna possa compromettere l'ecosistema. (Peacereporter,
16/10/2007)
Thomas Sankara: l'uomo che inventò l'avvenire (Emanuela Citterio, Vita, 15/10/2007)
Ricorre oggi il ventesimo anniversario dell'uccisione di Thomas Sankara, una delle figure più interessanti dell'Africa contemporanea (Vedi anche
Africa, 2005, Nr 3: “Un mito chiamato Sankara” ) - Vent'anni fa Thomas Sankara era il giovane presidente di una piccola nazione appena nata, il Burkina Faso. Parlava già di nuove regole per il commercio internazionale, si rifiutava di pagare un debito estero che definiva “illegittimo”, rispediva al mittente i piani di aggiustamento strutturale studiati a tavolino e imposti dal Fondo monetario internazionale. Il suo è stato il primo governo a dichiarare che l'Aids costituiva la peggiore minaccia di tutti i tempi per l'Africa. La sua visione politica ha ispirato il cosiddetto “panafricanismo”: il sogno di un'Africa unita che rifiutava la mendacità e la “logica della mano tesa”, che combatteva la corruzione al suo interno e rifiutava il dominio culturale ed economico del neo-colonialismo. «Per ottenere un cambiamento radicale bisogna avere il coraggio di inventare l'avvenire» diceva. E toglieva di mezzo i privilegi dei parlamentari, comuni a tutte le latitudini, sostituendo le auto blu con delle economiche Renault 5. Troppo. Oppure troppo presto. - Sankara fu ucciso il 15 ottobre dell'87, a 37 anni, in un complotto che portò al potere il suo braccio destro, Blaise Compaoré, l'attuale presidente del Burkina Faso, che poi firmò un certificato di morte “per cause naturali”. A ricordarne la figura, a vent'anni di distanza, è stata la carovana “Mèmoire de braises et futurs Tom Sank 2007” composta da artisti, intellettuali e attivisti e promossa dalla famiglia Sankara con gli avvocati della “Campagna Internazionale Giustizia per Sankara”. Partita da Città del Messico, dopo aver attraversato la Francia e la Svizzera e l'Italia ha concluso il viaggio ieri 14 ottobre a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso. Nel 2006 l'Onu ha chiesto, attraverso un pronunciamento al governo del Burkina Faso, che sia fatta luce sulle circostanze della morte dell'ex presidente. A tutt'oggi il dossier sulla giustizia nei confronti di Thomas Sankara resta aperto presso il Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. (Emanuela Citterio, Vita,
15/10/2007)
Società civile denuncia “minacce” europee per firma accordi commerciali (CC, Misna, 01/10/2007)
“L’Unione europea (Ue) pone una pressione enorme sui paesi della zona Africa-Caraibi-Pacifico (Acp) affinché firmino entro la fine dell’anno gli Accordi di partenariato economico (Ape o Epa), minacciando di diminuire l’aiuto allo sviluppo e di aumentare le tariffe doganali sulle importazioni. Condanniamo il ricorso a simili tattiche di intimidazione contro paesi tra i più poveri del mondo, così come l’esigenza di stabilire relazioni commerciali reciproche tra paesi che hanno capacità economiche così diverse”. Questa la posizione della società civile del Burkina Faso, espressa in un "Manifesto” nel quale viene ribadito, come hanno già fatto numerose associazioni africane, il carattere iniquo degli accordi commerciali in procinto di essere firmati. La società civile burkinabé è “preoccupata” dal fatto che i negoziati sugli Ape si svolgano quasi “di nascosto” da parte dei governi della Cedeao (Comunità economica dei paesi dell’africa occidentale) e dell’Ue, senza il coinvolgimento di esponenti non governativi. Chiede inoltre un rapido dibattito sugli Ape in seno all’Assemblea nazionale, che possa essere seguito dalla stampa locale. “Così come sono stati concepiti, gli Accordi apriranno i mercati della zona Acp alla concorrenza sleale delle esportazioni europee; ostacoleranno gli sforzi d’integrazione regionale e distruggeranno le industrie sul nascere” si legge ancora nel documento della società civile. (CC, Misna,01/10/2007)
Progetto triennale di promozione umana della Chiesa burkinabé (RadioVaticana/Apic, Zengarini, 26/09/07)
Il Segretariato nazionale della Chiesa del Burkina Faso (SN-ECBF) ha avviato un piano strategico di sviluppo triennale (PST) nell’ambito di un più vasto programma quinquennale promosso dall’Organizzazione cattolica per lo sviluppo della solidarietà della Caritas locale (OCADES, in sigla). Nel biennio 2006-2007 l’OCADES ha promosso diversi progetti socio-economici di promozione umana per un ammontare complessivo di oltre di 6 milioni e mezzo di Euro. Gli interventi riguardano diversi ambiti: dall’agricoltura, alle infrastrutture idrauliche, alla fornitura di servizi sociali di base, alla promozione di progetti di micro-credito ecc… Il progetto ha ottenuto quest’anno il sostegno finanziario di due organizzazioni caritative cattoliche europee: la tedesca Misereor e il Sécours Catholique francese che hanno stanziato circa 132mila Euro destinati a migliorare l’opera di coordinamento e patrocinio svolta dal Segretariato. Grazie a questi finanziamenti - spiega il rapporto di bilancio sul progetto pubblicato sul sito dei vescovi - il Segretariato ha potuto acquistare un server e una connessione Adsl a banda larga che ha permesso di creare una rete intranet per la trasmissione di calendari, e-mail e dossier. I fondi sono serviti anche alla stampa di manifesti, auto-adesivi e dépliant necessari a pubblicizzare queste iniziative. Link al sito della Chiesa burkinabé: www.egliseduburkina.org (RadioVaticana/Apic, Zengarini, 26/09/07)
Il male e il bene della pioggia nella testimonianza di un missionario (CC, Misna, 25/09/07)
Sono più di 30 le vittime e migliaia i senza tetto a causa delle piogge battenti che da settimane colpiscono il Burkina Faso, arrecando gravi danni a ponti, strade e altre infrastrutture. “In agosto si è registrato il livello pluviometrico più alto degli ultimi anni, con più di 150 millimetri in meno di 24 ore” dice alla MISNA Padre Maurice Oudet dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi) - responsabile del Sedelan, organismo fondato nel 1997 per l’informazione e la formazione del mondo rurale - parlando al telefono da Koudougou, nel centro del paese, un centinaio di chilometri a ovest dalla capitale, Ouagadougou. “Nelle zone periferiche delle città - continua il missionario - dove la gente vive in abitazioni precarie, le conseguenze sono pesanti; come per tutti quelli che si sono poco a poco installati vicino a corsi d’acqua che con le piogge crescono e straripano”. Ma nelle aree rurali, vale a dire sulla maggior parte del territorio, l’abbondante pioggia di quest’anno è di buon augurio: “Nelle campagne – prosegue il missionario francese – gli agricoltori preferiscono cento volte qualche campo inondato a una siccità che colpisce tutti, come è accaduto l’anno scorso”. Anche se il 10% dei campi è inondato, ancora due settimane di pioggia e si potranno ottenere buoni raccolti. “Nelle campagne –conclude padre Oudet,– esiste ancora un forte spirito di solidarietà: in poco tempo, con l’aiuto del villaggio, si ricostruiscono le abitazioni di paglia e terra crollate sotto la pioggia”. (CC, Misna, 25/09/07)
“L'africa in piedi, dalle radici il futuro”(AGI, 10/09/07)
A vent'anni dall'uccisione di Thomas Sankara, il grande leader africano, presidente-ribelle del Burkina Faso, assasssinato nel 1987, Ancona ospita il convegno internazionale 'L'Africa in piedi, dalle radici il futuro', organizzato da Chiama l'Africa, Cipsi, Tavola della pace, e Provincia di Ancona. L'appuntamento e' al Teatro sperimentale di Ancona, dal 28 al 30 settembre. La due giorni prevede dibattiti, tavole rotonde e il concerto del gruppo burkinabe' 'Foly du Burkina'. Tra i partecipanti: padre Alex Zanotelli, Djibril Tamsir Niane e molti altri esperti di Africa, missionari, rappresentanti di Ong. L'evento si chiudera' con l'incontro 'Una rete per un mondo diverso', un'assemblea con gli africani che hanno partecipato al convegno e rappresentanti europei, asiatici e latino-americani per costruire una rete di relazioni organizzate per la pace e i diritti. (AGI,10/09/07)
Allevatori burkinabé e contadini ivoriani (Marina Zenobio, il manifesto, 21/08/07)
Alla ricerca di pascoli e acqua per il loro bestiame, cresce l'emigrazione degli allevatori dal Burkina Faso verso la Costa d'Avorio. Ma è un esodo che sta causando seri conflitti tra gli allevatori emigranti burkinabè e gli agricoltori ivoriano, conflitti che sfociano anche in violenza. Se non si fosse trasferito da Doli (nord del Burkina Faso) a Dikodougou (nord della Costa d'Avorio), con oltre 1.000 capi di bovini e 500 di ovini, racconta Samba Diallo all'agenzia Ips, avrebbe perduto tutti gli animali, molti già morti per mancanza di cibo e acqua. E come lui, molti altri allevatori - anche dal Mali e dalla Nigeria - stanno emigrando con tutto il bestiame verso la nazione confinante, dove la natura sembra essere ancora un po' indulgente. Il bestiame è controllato e difeso da mandriani assoldati dagli allevatori e armati di machete. - Ma per gli agricoltori ivoriani l'arrivo di mandrie affamate e assetate sulle loro terre significa la distruzione di interi raccolti. Le tensioni quindi sono inevitabili. Yaya Sekongo, contadino ivoriano di Bada Farakoro, racconta alla Ips (da cui abbiamo tratto anche le testimonianze citate di seguito) che qualche tempo fa, durante il periodo della raccolta di cotone, una mandria di bovini invase il suo campo distruggendo la piantagione, senza che alcun mandriano facesse nulla per impedirlo: anzi, alla sua richiesta di intervento perché allontanassero gli animali dalla sua terra per tutta risposta lo minacciarono. Reagì tentando di cacciare le bestie con l'aiuto di altri contadini, ma a quel punto i mandriani tirarono fuori i machete e iniziò uno scontro cruento nel corso del quale tre giovani contadini rimasero gravemente feriti. Il fatto fu ignorato dall'amministrazione locale che dirottò i contadini al tribunale. Purtroppo, il proprietario degli animali era rientrato nel suo paese, la questione non arrivò mai in giudizio e Sekongo, per sopravvivere, ha dovuto cambiare lavoro. (…) Da parte loro, gli allevatori danno la colpa ai mandriani che dovrebbero controllare gli spostamenti degli animali assicurargli il pascolo in aree debite. Ma chi dovrebbe controllarli? Tra l'altro gli allevatori sono anche accusati di corrompere funzionari e giudici quando si tratta di ridurre le multe da pagare agli agricoltori per la distruzione dei loro raccolti. «E allora - confessa Silué, contadino di Kaouara (estremo nord della Costa d'Avorio) - decidiamo di farci giustizia da soli catturando e uccidendo gli animali che ci capitano a tiro». (…) DaKorhogo, il parlamentare Abou Coulibaly Nibi invita gli agricoltori a vigilare e a denunciare qualsiasi abuso da parte degli allevatori. Aggiunge che proverà ad accelerare l'iter per il risarcimento dei danni ai contadini. Quanto però a fermare l'immigrazione degli allevatori dagli stati confinanti e la conseguente emigrazione degli agricoltori ivoriani, sembra impossibile. (Marina Zenobio, il manifesto, 21/08/07)
Migrazione e siccità fanno sparire le ultime foreste (Greenreport, 30/07/07)
Nella provincia dell’est di Kompienga, la più verde dell’arido e povero Burkina Faso (l’ex Alto Volta), le foreste naturali si sono ritirate per 1.600 chilometri quadrati negli ultimi 15 anni, nello stesso tempo le savane boscate hanno subito un regresso del 76%. (…) Secondo i ricercatori del Département des sciences de la population del Centro nazionale della ricerca scientifica e tecnologica del Burkina Faso, l’estensione occupata dalla savana arbustiva sarebbe aumentata intorno al 31% tra il 1984 e il 2007, traducendosi in maniera evidente in un degrado della savana boscata e alberata. Questa regione alla frontiera con il Benin, dispone di molte più risorse naturali in rapporto al resto del Paese e per questo è diventata un polo di attrazione per i flussi migratori provenienti dall’altopiano centrale, secco e duro, e dal resto dello Stato. Ma a forza di accogliere migranti, le foreste si diradano(…). Eppure la provincia di Kompienga era, almeno fino ai primi anni 90, una zona molto verde, con una fitte vegetazione a costeggiare i fiumi della zona, e che ora è praticamente scomparsa ed anche la diga idroelettrica (nella foto) sul fiume Kompienga, sta subendo gli effetti della desertificazione: non riceve praticamente più acqua a causa della mancanza di piogge, ma anche per le attività umane che prelevano lungo il corso superiore. Nel 1991 il fiume scorreva a meno di 200 metri dagli accampamenti di pesca della regione, oggi per raggiungerlo bisogna camminare per più di un chilometro per la progressiva perdita d’acqua. Ma la desertificazione non colpisce solo Kompienga, anche le province di Poni e Noumbiel, nel sud-ovest del Burkina Faso, hanno perso il 60% delle loro savane arboree, trasformatesi in più povere savane arbustive. Le terre fertili della provincia di Noumbiel, prima spopolate ed evitate a causa della presenza della mosca tze-tze, che trasmette la malattia del sonno, o tripanosomiasi, sono oggi prese d’assalto da allevatori ed agricoltori affamati. (…) La decennale guerra civile in Costa d’Avorio (1995-2005), alimentata anche dall’odio etnico per i burkinabe emigrati in massa nel paese vicino, ha visto l’espulsione di molte persone originarie del Burkina Faso che si sono reinstallata nelle zone di frontiera del loro paese d’origine e che, per sopravvivere, hanno letteralmente massacrato le foreste. (Greenreport,
30/07/07)
"Burkinalait": latte fresco locale contro quello in polvere straniero (BF, Misna, 26/07/07)
Latte prodotto da bovini locali e trattato da latterie locali: un consorzio di 23 latterie con il marchio ‘Burkinalait’ tenta in tal modo di arginare “l’ondata” di latte straniero che ha investito il Burkina Faso, minacciando la sopravvivenza dei piccoli allevatori. Del consorzio fanno parte solo aziende di 18 diverse località che trasformano latte acquistato anche da piccoli produttori locali, in particolare dai pastori nomadi di etnia ‘Peul’. Negli ultimi anni il Burkina Faso è stato letteralmente sommerso da latte in polvere di multinazionali europee, venduto al pubblico a prezzo più basso grazie alle sovvenzioni dell’Unione Europea e a tasse d’importazione molto basse (5%): un litro di latte in polvere europeo costa mediamente 200 cfa (0,30 euro) contro i 300 cfa del latte fresco burkinabé che così viene messo fuori mercato; anche i prodotti derivati, come lo yogurt, finiscono per essere prodotti con materia prima straniera per ridurre il costo finale del 10-15%. L’importazione del latte in polvere ha determinato un cospicuo calo della domanda e del prezzo della materia prima locale. La popolazione del Burkina Faso conta un 10% di allevatori, in gran parte donne, alle quali la cultura locale permette un’autonomia economica solo attraverso la vendita del latte. A guidare il nuovo consorzio è stata eletta la signora Gariko Korotoumou, già fondatrice nel 2002 di una rete di allevatrici e di una delle prime mini-latterie ‘al femminile’ per la produzione e vendita di latte e yogurt pastorizzati. “Dobbiamo assolutamente proteggere la produzione locale - dice Korotoumou - perchè non si tratta di una semplice difesa d’interessi ma della nostra stessa vita”. (BF, Misna, 26/07/07)
“L’Americano” nominato nuovo primo ministro (MZ, Misna, 05/06/07)
È Tertius Zongo il nuovo primo ministro del Burkina Faso. Lo ha deciso il presidente Blaise Compaoré che ieri, con un comunicato letto alla nazione durante il telegiornale della sera, ha fatto sapere di aver affidato l’incarico di formare un nuovo governo a Zongo, ex-ambasciatore negli Stati Uniti ed ex-ministri nelle precedenti amministrazioni. Zongo rileva l’incarico ricoperto negli ultimi sette anni da Paramanga Ernest Yonli che solo ieri aveva rassegnato le dimissioni, come previsto dalla Costituzione alla luce delle elezioni legislative del 6 maggio scorso, vinte dal partito al governo (Cdp) con 73 seggi su 11. Soprannominato “l’americano”, per i suoi trascorsi di diplomatico a Washington, il nuovo primo ministro aveva guidato in passato i ministeri della Finanza e del Bilancio, oltre a rappresentare il Burkina Faso al Fondo monetario internazionale (Fmi). Nei prossimi giorni, Zongo, la cui nomina è stata commentata con stupore oggi dalla stampa locale dal momento che il suo nome non figurava nella lista degli aspiranti premier, dovrà avviare le consultazioni per la formazioni di un nuovo governo. (MZ, Misna,05/06/07)
Allarme per il forte calo dei prezzi del cotone (Agenzia Fides, 26/05/07))-
Il forte calo dei prezzi del cotone mette in crisi i produttori del Burkina Faso. Il governo interviene per evitare il fallimento della più importanza azienda del Paese Allarme per il calo dei prezzi del cotone, una delle voci principali delle esportazioni di diversi Paesi africani, tra i quali vi è il Burkina Faso. Secondo quanto reso noto dalle autorità di Ouagadougou, “le sovvenzioni concesse dai Paesi del nord ai loro produttori di cotone pesano negativamente sui mercati delle materie prime agricole e non si è registrato nessun progresso significativo dopo la riunione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio tenutasi a Cancun, in Messico, nel 2003”. La situazione dei produttori africani di cotone si è fortemente degradata e i bilanci degli ultimi anni registrano forti perdite. Il governo del Burkina Faso è stato costretto a procedere ad un aumento di capitale della Società delle Fibre e dei Tessili (SOFITEX), la principale azienda cotoniera del Paese, per evitarne il fallimento. Una decisione che va a intaccare il bilancio dello Stato, togliendo risorse ad altre esigenze vitali della popolazione, come l’istruzione e la sanità. Creata nel 1979, con 3.300 agenti commerciali la SOFITEX è il più grande datore di lavoro del Paese e acquista la maggior parte del cotone dai produttori locali, i quali accusano ora la società di non pagare loro il giusto prezzo Il prezzo d’acquisto del cotone dal produttore è calato da 165 Franchi CFA al Kg del 2006-2007 a 145 Franchi CFA al Kg del raccolto 2007-2008. La SOFITEX risponde alle accuse citando i fattori internazionali che riducono il margine di guadagno dei produttori: aumento del prezzo del concime e del petrolio, sfavorevole tasso di cambio tra il Franco CFA e l’Euro e sovvenzioni dei Paesi più avanzati alla loro agricoltura. La SOFITEX ha inoltre ridotte le proprie spese di gestione anche per lanciare un segnale di solidarietà nei confronti dei produttori che sono i primi a essere colpiti dalla crisi del settore. Una crisi che rischia di coinvolgere l’intero Paese: circa 2 milioni di abitanti del Burkina Faso vivono direttamente o indirettamente grazie alla coltivazione del cotone, che rappresenta la principale fonte di valuta straniera del Paese e contribuisce al 5-10 per cento del Prodotto Interno Lordo. (L.M.Agenzia Fides
26/05/07)
Una cooperativa per ricostruire la pace. (Tusciaweb.it, 22/05/07)
Con l’accordo avvenuto e siglato nel Burkina Fasso, la Costa d’Avorio ha finalmente ritrovato la pace dopo quasi cinque anni di guerra civile che ha messo in ginocchio un paese che era il fiore all’occhiello dell’Africa occidentale. Una ferita difficilmente rimarginabile che potrà trovare una cura adeguata e efficace solo grazie alla volontà di tutti i suoi attori, impegnati sia nella polica che nel sociale e nell’economia. La responsabilità maggiore per una ripresa e per un vero riscatto della democrazia e dello sviluppo, spetta a chi ha subito la diaspora. Risiedo in Italia da molti anni ma covo da molto tempo il progetto di creare una cooperativa agricola gestita a maggioranza da ragazze madri. La cooperativa avrà per scopo principale: di valorizzare l’agricoltura locale aiutare le numerosissime donne impegnate nella coltivazione di tipo famigliare a commercializzare i loro prodotti in forma cooperativa su un mercato vasto e sicuro per un rendimento più costante. Il mio viaggio in Costa d’Avorio nel luglio prossimo sarà finalmente per me l’occasione di mettere in piede questo progetto. In questa mia avventura, anche se dispongo di un piccolo fondo personale, mi preme chiedere a persone, enti e istituti vari, un aiuto anche simbolico o disposti a collaborare in tale realizzazione. (Armand Secka- poste italiane- Viterbo, conto corrente n. 20916029 ABI. 0761 CAB. 14500) Per informazioni, tel. 329-0730946 Armand Secka.(Tusciaweb.it,
22/05/07)
Elezioni legislative: confermata vittoria partito di governo (MZ, Misna, 14/05/07)
Il partito di governo del Burkina Faso, Congresso per la democrazia e il progresso (Cdp), ha vinto le elezioni legislative del 6 maggio scorso aggiudicandosi 73 dei 111 seggi del nuovo parlamento. Lo ha detto la Commissione elettorale indipendente Ceni, precisando che i 38 deputati restanti appartengono a una dozzina di formazioni tutte riconducibili all’opposizione. Il tasso di partecipazione al voto è stato del 56,43%, con più di 2 milioni e 500.000 votanti sui quasi 4 milioni e mezzo di iscritti nelle liste elettorali. Come annunciato nei giorni scorsi, il Cdp del presidente Blaise Compaoré si è imposto soprattutto nelle regioni dell’Est del paese, nel Plateau centrale e nel nord e più in generale nelle aree rurali, mentre l’opposizione ha riscosso i maggiori successi nelle grandi città e soprattutto nella capitale Ouagadougou e a Bobo Diolulasso (seconda città del paese).
(MZ, Misna, 14/05/07)
Messaggio dei Vescovi per le elezioni legislative di maggio (LM, Fides, 18/04/07)
“Non lasciatevi ingannare e guidare dalle promesse demagogiche delle campagne elettorali. Scegliamo in coscienza, liberamente, gli uomini e le donne capaci di rappresentarci degnamente e di prendere le decisioni coraggiose per il bene comune sul piano economico, sociale e morale”. Così i Vescovi del Burkina Faso invitano i fedeli e gli uomini di buona volontà a riflettere con attenzione sul voto delle elezioni legislative del 6 maggio, in un messaggio datato 19 marzo e pubblicato oggi, 17 aprile. Nel documento si sottolinea la necessità di evitare il “voto di scambio” e la ricerca di favoritismi: “Contrariamente a quello che ci fanno credere durante la campagna elettorale, i deputati non hanno il compito di costruire strade, scuole o cliniche per le partorienti, né quello di assistere o finanziare battesimi, funerali o matrimoni. Secondo la nostra Costituzione, il ruolo dei deputati consiste nel votare le leggi, approvare le imposte e controllare l’azione del governo”. (…) “Per quanto tempo resteremo indifferenti alla cosa pubblica, noi che dobbiamo essere il sale della terra e la luce del mondo? Per la Chiesa fare politica significa impegnarsi in uno dei migliori servizi che si possono rendere alla nazione”. “Per questo motivo- prosegue il messaggio- invitiamo e incoraggiamo tutti i cristiani a esercitare il loro dovere civico, e quelli che hanno le capacità, a impegnarsi in politica. Tuttavia, quelli che avranno l’audacia di farlo, dovranno avere il coraggio di testimoniare la fede per promuovere i valori evangelici di onestà, sincerità e giustizia”.(…) Dopo aver invitato i cittadini a recarsi alle urne, i Vescovi concludono il loro messaggio assicurando di accompagnare il processo elettorale con “ferventi preghiere” e con la loro benedizione. (LM, Fides,
18/04/07)
Epidemia di menigite: sale il numero di casi e di morti (PeaceReporter, 18/04/07)
Sono oltre 22.200 i casi sospetti di meningite segnalati dall'inizio dell'anno fino all'8 aprile secondo i dati del Ministero della salute del Burkina Faso, riportati dall'Organizzazione mondiale della sanità. Fra questi, i casi mortali sono stati 1.490. Le campagne di vaccinazione, completate in 15 distretti, hanno raggiunto 2,7 milioni di persone. (PeaceReporter,
18/04/07)
Msf: appello per epidemia di meningite (Unimondo, 02/04/07)
Tardano ad arrivare i fondi necessari per l'acquisto di vaccini supplementari per la massiccia campagna di vaccinazione contro la meningite in Burkina Faso. Medici Senza Frontiere (MSF), che sostiene le autorità del paese nella cura dei malati e nella vaccinazione della popolazione, lancia un appello urgente alla comunità internazionale affinché aumentino i loro aiuti di almeno un milione di euro. Tale somma è indispensabile per l'acquisto e il trasporto di 1,7 milioni di vaccini e altro materiale in attesa di essere spediti. La metà dei 3.350.000 di vaccini messi a disposizione del Burkina Faso per combattere il propagarsi dell'epidemia sono ancora bloccati per mancanza di fondi. Se i vaccini non verranno spediti nei prossimi giorni, l'impatto della campagna di vaccinazione sarà molto limitato - afferma Msf. (…) Una dose di vaccino costa 0,50 euro. Dallo scoppio dell'epidemia di meningite in Burkina Faso a fine febbraio, 10.796 casi sono stati registrati e 801 persone sono morte secondo le autorità sanitarie del paese. Per sostenere la massiccia campagna di vaccinazione realizzata dalle autorità, MSF ha già vaccinato circa 500mila persone e ha curato 400 malati nella capitale Ouagadougou. MSF si prepara ad aumentare il suo intervento nel paese e a vaccinare ancora di più per evitare la propagazione dell'infezione. (…)(Unimondo, 02/04/07)
Equi e solidali, ma anche i fagiolini fanno discutere (Greenreport, 26/03/07)
I fagiolini del Burkina Faso che Unicoop ha deciso di vendere nei propri superstore saranno anche equi e solidali, ma: 1 - non sarebbero sostenibili perché arrivano in Italia per via aerea e il traffico aereo è tra i maggiori responsabili delle emissioni di gas serra; 2 - non sono equi con gli agricoltori italiani perché costano molto meno di quelli prodotti in Italia; 3 – non sono solidali con gli agricoltori del Burkina Faso perché invece di aiutare lo sviluppo di diversi tipi di coltivazioni tradizionali, incentivano una monocoltura estranea ai loro usi solo per venire incontro alla domanda dei Paesi sviluppati. Questi tre punti sono in sostanza i motivi che hanno portato il quotidiano Liberazione e il partito di Rifondazione comunista a criticare l’iniziativa della Coop. - Ne abbiamo parlato con Marcello Buiatti, professore di genetica all’università di Firenze. (…) Marcello Buiatti dei tre temi proposti per criticare l’iniziativa di Unicoop ne accoglie quindi uno solo: «Per le ragioni che dicevo prima la monocoltura è un rischio: bisogna evitare che vada a soppiantare altre colture distruggendo la biodiversità e che non utilizzi sistemi fertilizzanti che impoveriscono il terreno, mentre l’impatto ambientale prodotto dai trasporti aerei in questo caso è sostanzialmente trascurabile». Quello che invece il professore di genetica non condivide assolutamente è «la rivendicazione cooperativa sui produttori italiani che contraddice in pieno gli ideali che ispirano Rifondazione comunista e il quotidiano Liberazione: una volta che il libero mercato – conclude Marcello Buiatti – favorisce i paesi in via di sviluppo, si vorrebbe che guadagnassero meno». (Greenreport, 26/03/07)
Epidemia di meningite cerebrospinale: oltre 800 morti nel 2007 (RadioVaticana, 24/03/07)
Oltre 800 morti e quasi 11mila casi di contagio a causa dell’epidemia di meningite cerebrospinale dall’inizio dell’anno. E’ la drammatica fotografia scattata in Burkina Faso da Medici senza Frontiere. La meningite cerebrospinale può uccidere il 50% delle persone infette, se non curate adeguatamente e anche con le cure si presentano nel 20% dei casi seri danni neurologici. La soluzione ci sarebbe, ma non incontra l’interesse della comunità internazionale e l’epidemia ogni anno nella stagione secca continua seminare morte in un paese considerato tra i più poveri al mondo. (RadioVaticana,
24/03/07)
Sono 801 i morti e 10.796 i casi di contagio identificati a causa dell’epidemia di meningite cerebrospinale iniziata lo scorso gennaio. Lo riferisce in una nota pervenuta alla MISNA l’equipe di ‘Medici senza frontiere’(Msf), che dallo scorso 26 gennaio aiuta le autorità sanitarie di Ouagadougou, aggiungendo che “l’epidemia è presente in 3 su 4 distretti della capitale e la concentrazione urbana fa presumere un’aggravarsi della situazione dei suoi 1,5 milioni di abitanti”. Secondo Francois Giddey, capo della missione di Msf in Burkina Faso, “la situazione è inquietante perché la meningite può uccidere il 50% delle persone infette se non sono curate adeguatamente e, anche con le cure, si presentano seri danni neurologici nel 20% dei casi”. Le autorità sanitarie locali hanno invitato la popolazione a presentarsi ai centri sanitari all’apparire dei primi sintomi e, aggiunge Giddey, “l’afflusso delle persone che hanno contratto la meningite è tale che i 160 letti messi a disposizione dalle nostre equipe sono già tutti occupati”. Intanto, dopo l’arrivo di oltre 3 milioni di dosi di vaccino, sono in corso vaste campagne di vaccinazione, che entreranno nel vivo a partire da lunedi. Secondo l’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) dell’Africa dell’Ovest, con sede nella capitale senegalese Dakar, epidemie di meningite si sono verificate “a diversi livelli” anche in Costa d’Avorio, Niger, Benin, Mali, Ghana, Nigeria, Ciad e Togo. “La fluidità delle frontiere e le migrazioni stagionali tradizionali che caratteriscano il Sahel a partire dalla metà di giugno potrebbero propagare rapidamente la malattie nelle settimane a venire” avverte il direttore dell’Ocha per l’Africa dell’Ovest, Hervé Ludovic de Lys. Il Burkina Faso, uno dei paesi più poveri al mondo, si trova nella cosiddetta “cintura della meningite”, la regione subsahariana che si estende dal Senegal all’Etiopia abitata da 300 milioni di persone dove, durante la stagione secca tra dicembre e giugno, si presentano violenti epidemie di questamalattia.(RC, Misna, 23/03/07)
XX Fespaco: regista Aduaka vince più prestigioso festival africano (Reuters, 04/03/07)
Il regista nigeriano Newton Aduaka ha vinto il primo premio del festival cinematografico più importante dell'Africa col suo film "Ezra", la storia di un bambino-soldato che cerca di riadattarsi alla vita "normale" dopo la fine della guerra civile in Sierra Leone. Aduaka ha ricevuto ieri l'Etalon d'Or di Yennenga, nel corso della cerimonia di chiusura del Fespaco di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. Il Festival è una sorta di Cannes africana. Il personaggio principale del film, Ezra, passa i suoi giorni tra una clinica di riabilitazione e un tribunale di riconciliazione nazionale istituito dalle Nazioni Unite. In tribunale, Ezra deve affrontare la sorella, che lo accusa di aver ucciso i loro genitori, sebbene il ragazzo non ricordi nulla di quel che è accaduto. La guerra civile in Sierra Leone, combattuta tra il 1991 e il 2002, e alimentata dai "blood diamonds" venduti dai ribelli del Fronte Unito Rivoluzionario per comprare armi, ha provocato la morte di oltre 200.000 persone, e lasciato in macerie l'ex colonia britannica. (Reuters,
04/03/07)
XX Fespaco: la cerimonia inaugurale… (CO, Misna, 27/02/07)
Ouagadougou, 24 febbraio. La città è raccolta attorno allo stadio ‘4 Aout’. La musica esplode dagli altoparlanti e fa ballare tutta Ouaga. Un tripudio di suoni e colori. Si apre oggi la ventesima edizione del FESPACO, il festival panafricano del cinema e della televisione di Ouagadougou. Per l’occasione è in programma un grande concerto durante il quale interverranno le autorità politiche del Burkina. Apre le danze il gruppo Court Supreme, popolarissimo tra la gente. Giocolieri e acrobati danzano sulla pista che circonda il rettangolo di gioco. Entra il gruppo rap Yelen e la platea si infiamma. Un appello per i giovani africani: «Voi siete il futuro del nostro continente e per il mondo politico: occhi aperti sulle politiche di aiuto dell’Occidente». Prende la parola il delegato generale del FESPACO Baba Hama e sottolinea l’importanza dell’evento: «Tutti gli sguardi dei professionisti del cinema e della cultura mondiali sono concentrati su di noi, qui a Ouagadougou. Il Paese degli uomini integri, del compianto presidente Thomas Sankara (di cui ricorre il ventesimo anniversario della morte) è pronto a ricoprire il ruolo di avanguardia culturale dell’intero continente». Annunciata dalla fanfara, entra Madame Aline Koala; ministro della cultura, dell’arte e del turismo del Burkina. Parla a nome dell’intera classe politica burkinaba e da il benvenuto agli ospiti del festival: «Ringrazio chi ha risposto al nostro invito ed è qui, oggi, a festeggiare con noi il FESPACO. Sono sicura che saprete sfruttare al meglio la nostra offerta culturale e che il ricordo di questa esperienza sarà per voi indimenticabile». Rullano i tamburi, squillano le trombe. Lo stadio ammutolisce: entra il presidente Blaise Compaoré. Nessun discorso ufficiale, solamente il gesto che tutti attendono. Compaoré stringe la mano ai registi dei 18 film in competizione e dichiara aperto il ventesimo FESPACO. Applausi a ruota libera che sovrastano l’audio degli spezzoni dei film proiettati. Tra le pellicole presenti si nasconde il vincitore dell’ambito ETALON DE YENNENGA, il premio della giuria. Ma è sufficiente alzare gli occhi sugli spalti per trovare il vero vincitore: la gente di Ouaga, per la ventesima volta al centro della cultura africana. (CO, Misna,
27/02/07)
Epidemia di meningite in dodici distretti: 258 morti (L’Unità, 24/02/07)
Un numero spaventoso di vittime: 258. E causate da una epidemia di meningite - che infiamma il liquido cerebro-spinale - e per le quali, ovviamente, è stato lanciato un appello per gli aiuti internazionali. Il paese in cui dilaga la malattia è lo Stato africano del Burkina-Faso. In dodici distretti sanitari «l'epidemia ha infettato 2.752 persone», comunica la radio nazionale che riporta un nuovo bilancio delle autorità. Sono quasi trecento i morti «alla data del 18 febbraio 2007», ha annunciato il ministero della Sanità nella nota. Un bilancio precedente del ministero aggiornato al 14 febbraio dava conto di 142 morti su 1.299 casi di malati infetti. Su dodici distretti sanitari del Paese che sono stati colpiti, cinque «hanno già superato la soglia epidemiologica», ha constatato il ministero. Si tratta di Banfora (ovest), Boussé (centro), Ouargaye e Fada N'Gourma (est) e Batié (sud). Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), un distretto è in epidemia di meningite quando la malattia colpisce dieci persone su un totale di 100mila abitanti. Campagne di vaccinazione sono in corso nelle regioni colpite, ma bisogna fare i conti con una carenza di vaccini, ha aggiunto la radio. (L’Unità,24/02/07)
Fespaco, la “Biennale” africana compie quattro lustri (RC, Misna, 24/02/07)
Oltre 3000 documentari, lungometraggi, corti e video televisivi della diaspora e – per la prima volta – del continente, dal Marocco al Sudafrica attraverso il Mali, verranno presentati durante la XX edizione biennale del Festival panafricano di cinema e della televisione di Ouagadougou (Fespaco), che si apre oggi in Burkina Faso. Venti film prodotti in una dozzina di stati africani – dall’Algeria alla Repubblica democratica del Congo, dal Mali alla Nigeria – si contenderanno il premio principale: ‘l’Etalon d’Or de Yennenga’ o Stallone d’oro di Yennenga, così nominato in tributo al mitico fondatore dell’impero Mossi, i cui discendenti costituiscono oltre il 40% dei 14 milioni di abitanti del continente. In concorso tra questi vi sono anche il sudafricano ‘Tsotsi’ di Gavin Hood, premiato lo scorso anno dall’Oscar come miglior film in lingua straniera, e il ciadiano ‘Daratt’ (‘Siccità’) di Mahamat-Saleh Haroun, vincitore lo scorso settembre del Gran premio speciale della giuria al Festival di Venezia. Partecipa anche ‘L’ombra della libertà’ di Imunga Ivanga, del Gabon. Proprio mentre i film africani ricevono riconoscimenti internazionali, il mensile africano Continental segnala che – con l’eccezione di Sud Africa e Nigeria – le sale cinematografiche sono state chiuse in un paese dietro l’altro. L’ultimo cinema senegalese ha terminato la propria attività lo scorso anno, le sette sale della Repubblica del Congo sono state vendute e diverranno sale per incontri di sètte religiose, mentre delle otto sale della capitale del Camerun Yaoundé ne è sopravvissuta solo una. “I film africani sono in crisi e la chiusura dei cinema è solo il segno più evidente” scrive il mensile, aggiungendo che – in mancanza di scuole cinematografiche e di fondi pubblici – i registi africani sono costretti a emigrare all’estero o, come Ivanga, a trascorrere tre anni su cinque a cercare di procurarsi fondi per un film da meno di un milione di euro. Nel tentativo di aiutare gli acquirenti e i distributori di film africani, anche quest’anno si terrà il Mercato internazionale di cinema e televisione africani (Mica) alla sua XIII edizione.(RC, Misna, 24/02/07)
Dopo i Mondiali di calcio di Berlino della scorsa estate, l'ex ct della nazionale Azzurra, Marcello Lippi, si e' trasformato in attore e ha prestato il suo volto e il suo impegno per una campagna di sensibilizzazione a sostegno del progetto 'Burkina 2007'. L'iniziativa sara' presentata domani, alle ore 11.30, presso la Stazione Termini di Roma, Ala Mazzoniana, e saranno presenti: Marcello Lippi, con l'ambasciatore in Italia del Burkina Faso, Mamadou SissoKo e i responsabili del progetto Burkina 2007.(Adnkronos, 20/02/07)
Un'epidemia di meningite ha contagiato circa 1.300 persone dall'inizio dell'anno nel Burkina Faso, provocando 142 morti. Lo ha riferito il ministero della Sanità del Paese africano, annunciando di aver già lanciato una campagna di vaccinazione di massa nel distretto orientale di Ouargaye. In tutto, sono otto i distretti nella fase di "allerta", cioè dove è stata superata la soglia di cinque casi ogni 100.000 abitanti. Il Burkina Faso fa parte della cosiddetta "cintura" della meningite nell'Africa occidentale, dove da dicembre a giugno vi sono epidemie della malattia infettiva, che colpisce il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale). Lo scorso anno in Burkina Faso sono morte a causa della meningite 1.600 persone su 20.000 casi di infezione. (PeaceReporter, 15/02/07)
Epidemia di meningite, quasi un centinaio i decessi (MZ, Misna, 10/02/07)
Nel corso del solo mese di gennaio 96 persone sono morte in Burkina Faso per un’epidemia di meningite che ha fatto registrare anche 789 casi sospetti di contagio. Lo riferisce l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) in una nota diffusa ieri, precisando che il bilancio (sulla base dei dati del ministero della Sanità) prende in esame il periodo che va da 1 al 31 gennaio scorsi. Le zone maggiormente colpite sono i distretti di Ouargaye, nell’est del paese, di Banfora (nell’ovest) di Batie e Sapouy nel sud, precisa la nota dell’Oms. Il governo ha avviato lunedì scorso una campagna di vaccinazione di massa nel distretto di Ouargaye, in cui si è registrato il maggior numero di casi. Secondo le autorità locali, l’epidemia in corso nel paese sarebbe da ricondurre a una campagna di vaccinazione incompleta condotta lo scorso anno e che non è riuscita a coprire l’inteor paese. Secondo i dati dell’ufficio per il coordinamento delgi Affari umanitari delle Nazioni Unite (Ocha), circa un migliaio di persone sono morte per meningite nel corso del 2006. Il Burkina Faso, infatti, si trova in quella che gli esperti chiamano “la fascia della meningite”, ovvero quell’area del continente a sud del Sahara che va dal Senegal all’Etiopia in cui vivono 300 milioni di persone. La malattia fa la sua comparsa durante la stagione secca, quando, tra dicembre e gennaio, comincia a spirare il caldo e secco vento Harmattan, principale vettore dei germi della meningite. (MZ, Misna, 10/02/07)
Il fantasma di Norbert Zongo, il giornalista burkinabé ucciso nel 1998, continua ad aleggiare sul Burkina Faso. E ancora una volta agita i sonni di François Compaoré, fratello minore del presidente, ripetutamente chiamato in causa come mandante dell'omicidio. A fare il suo nome adesso è stato l'Événement, un quindicinale creato da un gruppo di ex collaboratori di Zongo. Il giornale ha riferito alcune dichiarazioni del segretario generale di Reporters sans frontières, che ha chiesto la riapertura del caso alla luce di nuovi elementi sulle responsabilità di François Compaoré. Il "piccolo presidente", come lo chiamano in Burkina Faso, ha denunciato per diffamazione il direttore e il caporedattore dell'Événement, che sono stati condannati a due mesi di carcere con la condizionale e al pagamento di una multa. "Se gli assassini di Zongo", commenta il Journal du Jeudi, "fossero stati così intelligenti da combatterlo a colpi di processi, il nostro paese si sarebbe risparmiato un dramma e non avrebbe bisogno di tutti questi sotterfugi per evitare di affrontare un caso scomodo e ancora irrisolto. Finché non si farà luce sulla morte di Norbert Zongo, i processi per diffamazione continueranno a moltiplicarsi". (JournalduJeudi/Internationale,
02/02/07)
Un volo di 4 mila chilometri per dare speranza al Burkina Faso, paese africano poverissimo, dal quale sono arrivati oggi a Pisa i fagiolini verdi coltivati, importati da Coop Italia, e distribuiti in tutti in punti vendita Coop italiani con il marchio 'TerraEqua'. E' il risultato di un progetto di cooperazione internazionale sostenuto da Governo, Regione Toscana, Comunita' Europea, Coop e Movimento Shalom per lo sviluppo agricolo nello Stato africano. Il primo carico di fagiolini 'TerraEqua' e' arrivato oggi all' aeroporto pisano 'Galilei' con un volo cargo da Ouagadougou, organizzato dalla Savino Del Bene spa, in collaborazione con Alitalia Cargo. La linea avra' cadenza settimanale (ogni lunedi') fino a meta' marzo trasportando complessivamente 500 tonellate di fagiolini, in modo da coprire il periodo in cui in Italia questi sono un prodotto fuori stagione. ''E' un modo concreto - ha spiegato l' assessore regionale alla Cooperazione, Massimo Toschi - per avviare una nuova politica euroafricana''. L' accordo commerciale e' stato siglato lo scorso anno fra Coop Italia e la Scoo.bam di Kongoussi', una cooperativa agricola che da' lavoro a 8 mila contadini di 24 villaggi, 100 chilometri a nord di Ouagadougou, un' area vicina a un bacino artificiale: 25 ettari coltivati nella savana, con il deserto distante solo poche miglia. (Ansa, 20/01/07)
Cooperazione, arrivano a Pisa i fagiolini con il marchio 'Terra equa' (In toscana, 14/01/07)
Arriva lunedì 15 gennaio all’aeroporto di Pisa il primo carico di fagiolini del Burkina Faso con il marchio Terra Equa, che rientrano nell’ambito del progetto di cooperazione sostenuto dal Governo Italiano, dalla Regione Toscana, dall’Ue, dalla Coop e dal Movimento Shalom. Ad attendere il carico all’aeroporto pisano ci saranno i rappresentanti di tutti i soggetti, istituzionali e non, che hanno collaborato al progetto: il viceministro agli Affari Esteri con delega alla cooperazione, Patrizia Sentinelli, l’assessore regionale alla cooperazione, Massimo Toschi, il direttore generale per lo sviluppo della Commissione Ue, Stefano Manservisi, il presidente di Coop Italia Vincenzo Tassinari. Ci saranno inoltre il presidente del Movimento Shalom Silvio della Maggiore, l’ambasciatore del Burkina Faso in Italia, Mamadou Sissouko, i rappresentanti dell’aeroporto, il sindaco e il presidente della provincia di Pisa e i rappresentanti dell’Unicoop Firenze e Tirreno. A questo primo carico, che arriva direttamente dal Burkina Faso allo scalo pisano, ne faranno seguito altri. L’accordo ne prevede al momento 13 per 500 tonnellate complessive di fagiolini, destinati alla vendita nei supermercati, ipermercati e negozi Coop di tutta Italia con il marchio Terra Equa e ad un prezzo naturalmente equo e solidale. L’obiettivo è quello di contribuire allo sviluppo del Burkina Faso promuovendone l’attività agricola e garantendo sbocchi commerciali e prezzi adeguati in cambio dei prodotti. Nella sala Business Centre “Lombardi” al 1° piano dell’aeroporto di Pisa, alle 11, sempre lunedì 15 gennaio, è prevista una conferenza stampa alla quale farà seguito una visita nel più vicino punto vendita Coop per mostrare ai giornalisti l’ultima tappa del viaggio dei fagiolini africani: lo scaffale del supermercato. (In toscana, 14/01/07)
Il 2007 è stato dichiarato solennemente “Anno di Thomas Sankara” dai partigiani dell’ex-capo di stato morto il 15 ottobre del 1987. “Il 2007 permetterà di lavorare alla memoria di questo grande dirigente africano e di creare numerosi avvenimenti attraverso il mondo per riflettere sulla sua azione e importanza” si legge in un documento diffuso ieri sul sito ‘thomassankara.net’, dove è stata aperta una “agenda elettronica” di tutte le manifestazioni che saranno dedicate al leader che cambiò il nome dell’allora Alto Volta in Burkina Faso, “terra degli uomini integri”. Eventi sono già previsti nella capitale Ouagadougou, a Dakar in Senegal, a Parigi in Francia e a Montréal in Canada. La manifestazione più importante si terrà nella capitale il 15 ottobre, in occasione del 20° anniversario dell’assassinio di Sankara e di suoi 12 ufficiali durante il colpo di stato che portò al potere il suo ex-compagno d’armi e poi braccio destro Blaise Compaoré, attuale presidente del Burkina Faso. In quell’occasione verrà proiettato il documentario di 52 minuti sull’omicidio di Sankara realizzato dalla regista di origine vietnamita Thuy-Tien Ho dal titolo ‘Fratricidio in Burkina Faso’. Sankara prese il potere all’età di 33 anni in seguito all’insurrezione del 4 agosto 1983: con ardite riforme – tra cui la decentralizzazione dell’amministrazione, l’abolizione di imposte feudali e dei privilegi riservati a molti capi tribali e politici, la riforma agraria, l’inclusione di numerose donne nel governo – e investimenti su infrastrutture, riforestazione, educazione e servizi sanitari, perseguì nei suoi quattro anni al potere una ‘Rivoluzione democratica e popolare’.(RC, Misna, 05/01/07)