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BOTSWANA - 2007

Hanno più diritti gli animali (e i diamanti) o i Boscimani? (Greenreport, 17/07/07)

Botswana - Attivisti denunciano "esecuzioni segrete" (Ag. Radicale, 05/07/07)

Muoiono sempre più bambini (Joel Konopo, .Ipsnotizie.it, 20/06/07)

Nuove accuse al governo sul trattamento dei Boscimani (Peacelink, 15/05/07)

La povertà persiste nonostante la crescita economica del paese. (Ag. Fides, 23/03/07)

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Hanno più diritti gli animali (e i diamanti) o i Boscimani? (Greenreport,  17/07/07)

Dove finiscono i diritti dei popoli autoctoni e dover comincia la protezione dell’ambiente? Sembra questa la domanda nuovamente sollevata da Survival International, un’organizzazione non governativa che difende i popoli tribali del mondo e che denuncia l’arresto in Botswana di 21 boscimani San Gana (nella foto) e Gwi accusati di cacciare nella loro terra ancestrale, ora inclusa nella Central Kalahari Game riserve (Ckgr). Eppure, nel dicembre 2006 l’alta Corte del Botswana aveva riconosciuto all’etnia San il diritto di vivere nella riserva e che il governo aveva violato la Costituzione rifiutandosi di fornire permessi di caccia ai boscimani. «L´interruzione simultanea del rifornimento delle razioni alimentari e dell’emissione di Sgls (le patenti di caccia) – aveva detto l’alta corte – è equivalente a condannare i residenti restanti del Ckgr alla morte per inedia». Secondo Survival International, delle 700 persone deportate fuori della riserva solamente un centinaio sono rientrate dopo la sentenza, la maggioranza ha paura di tornare perché sa che il governo del Botswana è determinato a mantenere i gruppi di boscimani fuori dai confini dell’area protetta. Per questo il governo impedisce ai Gana ed ai Gwi di utilizzare i pozzi e di portare le capre dentro la Ckgr. Eppure la riserva del Kalahari centrale era stata creata con l’intento ufficiale di salvaguardare l’habitat sia dei cinquemila individui delle popolazioni umane autoctone che della fauna dalla quale essi dipendono dalla notte dei tempi. Secondo Survival International l’allontanamento dei boscimani ha poco o niente a che vedere con la protezione degli animali e molto con i diamanti di cui sarebbe ricca quest’area del Kalahari. E il portavoce di Survival international per l’Africa, Jonathan Mazower, chiede retoricamente: «perché il governo del Botswana è ancora così determinato a tenere i boscimani fuori dalla loro terra ancestrale, nonostante la sentenza della sua alta Corte e nonostante danni continui che questo sta facendo alla reputazione del paese? Perché sta aggiungendo combustibile al fuoco arrestando uomini che provano a sfamare le loro famiglie? Possiamo sperare soltanto che questo volta non siano picchiati e torturati come è accaduto nel passato». (Greenreport, 17/07/07)

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Attivisti denunciano "esecuzioni segrete" (Ag. Radicale, 05/07/07)

Il movimento per i diritti umani in Botswana denuncia come le autorità locali siano riluttanti nell’incoraggiare un dibattito pubblico sulla pena di morte e la sua possibile abolizione. In un rapporto congiunto sulle “impiccagioni sommarie e segrete” nel paese, gli attivisti evidenziano come nel processo legato all’esecuzione di una condanna capitale manchi totalmente trasparenza. “La rapidità con cui le più recenti impiccagioni sono state effettuate gettano dubbi sulla volontà del governo di affrontare in maniera seria la questione. Il sostegno dell’opinione pubblica nei confronti della pena capitale non dovrebbe essere usato da chi ci governa come pretesto per mantenere nella legislazione questa punizione inumana”. Gli attivisti criticano infine le autorità per non fornire informazioni circa le date delle esecuzioni, non consentendo così un ultimo incontro tra i condannati a morte e le rispettive famiglie. La pena di morte è in vigore in Botswana da quando il paese è divenuto indipendente dalla Gran Bretagna nel 1966. Secondo i dati forniti dall’associazione Ditshwanelo, dal 1966 al 2006, sono state giustiziate 39 persone. Il 1° aprile 2006, dopo due anni di sospensione, un uomo, Modisane Ping, è stato impiccato in segreto in Botswana. Modisane Ping era stato condannato per gli omicidi della fidanzata e del figlio di quest’ultima, un bambino di sei anni. La condanna capitale era stata confermata dalla Corte d’Appello. L’impiccagione di Ping è stata effettuata senza alcun preavviso e la sua famiglia non ha potuto vederlo né prima né dopo l’esecuzione. I familiari hanno appreso dell’esecuzione dalla radio. - a cura di NtC (Ag. Radicale,  05/07/07)

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Muoiono sempre più bambini (Joel Konopo, .Ipsnotizie.it, 20/06/07)

Sebbene il Botswana sia riuscito a ridurre il suo tasso di povertà, sembra improbabile che il paese possa raggiungere il quarto Obiettivo del millennio delle Nazioni Unite, di diminuire il tasso di mortalità infantile di due terzi entro il 2015: i dati mostrano un evidente aumento della mortalità infantile tra gli anni ’90 e il primo decennio del 2000. Secondo il rapporto 2001 dell’Ufficio centrale di statistica del governo (CSO) su popolazione e alloggio, nel 1991 la mortalità infantile in Botswana registrava 48 morti ogni 100 nati vivi. E il numero è salito a 56 morti ogni 1000 nati vivi nel 2001. Nello stesso periodo, la mortalità infantile al di sotto dei cinque anni è salita da 63 a 74 morti ogni 1000 nati vivi. I dati del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) sul tasso di mortalità dei minori di cinque anni in Botswana sono ancora più negativi di quelli ufficiali del governo, salendo da 58 morti ogni 1000 nati vivi del 1990 a 116 nel 2004. L’alta incidenza dell’Hiv/Aids è uno dei fattori che spiega questo fenomeno. È stato poi evidenziato il legame tra la mortalità infantile e la condizione femminile nella società. Le donne, che sono ancora in gran parte responsabili della cura dei figli, sono in grado di soddisfare il fabbisogno alimentare dei figli solo se appartenenti ad un nucleo familiare con reddito alto e fisso. Malebogo Keataretse, madre di un bambino di cinque anni, assicura di comprare “cibo nutriente come verdura, frutta e cereali in drogheria, che viene cucinato bene prima di dar da mangiare al piccolo”.(…) Boitumelo Malomo, funzionario del ministero della salute, si dice ottimista sul fatto che il Botswana raggiunga l’Obiettivo sulla mortalità infantile, come risultato dell'impegno del governo. (Joel Konopo, .Ipsnotizie.it,  20/06/07)

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Nuove accuse al governo sul trattamento dei Boscimani (Peacelink, 15/05/07)

Il governo del Botswana ha bloccato l'arrivo nel Paese dell'inviato Onu per i popoli indigeni, il messicano Rodolfo Stavenhagen, che avrebbe dovuto affrontare la questione del ritorno dei Boscimani nella riserva del Kalahari, da cui furono espulsi illegalmente negli anni '90, secondo una sentenza della Corte suprema. Il governo ha chiesto a Stavehagen un visto, come aveva fatto con 17 giornalisti e operatori umanitari stranieri, lo scorso marzo. Secondo Survival International, l'Ong britannica che cura gli interessi dei Boscimani, il governo avrebbe qualcosa da nascondere, visto che mesi dopo la sentenza solo una piccola parte dei Boscimani sarebbe tornata nelle terre di appartenenza. Il governo si è difeso dichiarando che la richiesta di visto era necessaria per fornire "assistenza" ai visitatori stranieri. (Peacelink,  15/05/07)

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La povertà persiste nonostante la crescita economica del paese. (Ag. Fides, 23/03/07)

Nonostante l’alto tasso di crescita economica registrato negli ultimi venti anni, in Botswana nel 2015 ci sarà gente che vivrà con meno di un dollaro al giorno, anche se sono stati fatti significativi passi avanti per ridurre il numero di persone colpite dalla fame. - La media della crescita economica nel paese è stata di oltre il 7 per cento negli ultimi 20 anni. Tuttavia, secondo il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), il 47% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, con un dollaro al giorno, e la metà delle donne capofamiglia vivono con meno di un dollaro al giorno.(…) Secondo l’Ufficio Statistico del Botswana, il tasso dei bambini sotto peso è diminuito dal 17% al 13% tra il 1996 e il 2000. Nello stesso periodo, il numero dei bambini con meno di cinque anni di età, troppo magri per la loro età, è calato dall’11 al 5 per cento, e quello dei bambini con meno di cinque anni dal 29 al 23 per cento. Ma la situazione non è cambiata, molta gente nelle zone rurali vive ancora emarginata ed ignorata.(…) Le autorità non hanno ancora attuato strategie per l’integrazione delle comunità rurali più povere nell’economia principale. Questo punto di vista è condiviso dall’Unione Europea (EU) nel suo rapporto “EU Strategy For Africa” pubblicato a febbraio del 2006. Il documento identifica il Botswana come uno dei paesi in cui i poveri sono particolarmente emarginati. Secondo l’UNDP, il 20% della popolazione più povera guadagna solo il 4% del reddito nazionale totale, mentre il 20% di quelli più ricchi guadagna almeno il 60%. Il tasso di disoccupazione è ancora troppo alto, almeno il 16%.(Ag. Fides,  23/03/07)

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