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BENIN - 2007

Coppa d'Africa: annuncio sul web per arruolare più calciatori (Sportisland, 31/10/2007)

Partita Governo- Nazionale: raccolta fondi per trasferta tifosi, segna anche presidente (Ansa, 11/10/2007)

Papa ai vescovi del Benin: necessario dialogo sincero e rispettoso con islam (la Repubblica, 20/09/07)

Erosione delle coste: varato un progetto di protezione (CO, Misna, 19/09/07)

La minaccia degli agrocarburanti (Marina Forti, il manifesto, 14/08/07)

Presidente e governo in marcia contro la corruzione (AZ, Misna, 17/07/07)

Messaggio di Benedetto XVI al cardinale Ivan Dias, in occasione del suo 25.mo anniversario di episcopato (Alessandro Risotti Radiovaticana, 21/06/07)

Isoke, perla nera di Benin City racconta la sua vita da schiava in Italia (Emiliano Antonelli Pontediferro.org, 11-06-07)

Elezioni legislative: partito presidenziale in vantaggio (RC, Misna, 02/04/07)

Alla vigilia delle legislative si dimette il presidente commissione elettorale (RC, Misna, 30/03/07)

Alla vigilia delle elezioni (Simona Spano, Equilibri, 23/03/07)

Card. Bernardin Gantin,  il primo africano chiamato dal Papa ad un posto di rilievo nella Curia Romana (Agenzia Fides, 02/02/07))

I 60 anni del quindicinale cattolico “La Croix du Benin” (Dia-Zengarini/RadioVaticana, 24/01/07))

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Coppa d'Africa: annuncio sul web per arruolare più calciatori(Sportisland, 31/10/2007)

Decisione inaspettata della federcalcio del Benin, che ha risolto il problema convocazioni, con un annuncio su Internet. La nazionale del paese africano ha pubblicato un annuncio sul proprio sito col quale invita tutti gli aspiranti nazionali residenti all’estero a inviare il proprio curriculum sportivo. I partecipanti verranno poi sottoposti ai provini organizzati dalla federazione dal 25 novembre al 8 dicembre nella banlieue di Parigi. Il Benin si è qualificato alla Coppa d’Africa 2008 in Ghana piazzandosi al secondo posto del gruppo 9 dietro il Mali di Kanouté. (Sportisland, 31/10/2007)

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Partita Governo- Nazionale: raccolta fondi per trasferta tifosi, segna anche presidente (Ansa, 11/10/2007)

Il presidente del Benin, Thomas Yayi Boni, 54 anni, e' sceso in campo per una partita di calcio tra la sua squadra di Governo e la Nazionale. E' finita 2-2. In gol anche il presidente (FOTO). Scopo del match, articolato su due tempi di 15 minuti ciascuno, era raccogliere fondi per finanziare la trasferta che i tifosi del Benin faranno il 12 ottobre in Sierra Leone, per accompagnare la loro squadra che affrontera' la Nazionale locale nella sesta giornata delle qualificazioni per la Coppa d'Africa. (Ansa,11/10/2007)

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Papa ai vescovi del Benin: necessario dialogo sincero e rispettoso con islam (la Repubblica, 20/09/07)

"Per evitare che si sviluppino forme di intolleranza e prevenire la violenza, e' necessario incoraggiare un dialogo sincero, fondato su una conoscenza reciproca e sempre piu' vera". Lo ha detto Benedetto XVI ai vescovi del Benin, ricevuti a Castelgandolfo in visita ad limina. Nel discorso Papa Ratzinger ha poi ricordato che il dialogo islamo-cristiano "si costruisce soprattutto su relazioni umane rispettose e su un'intesa sui valori della vita e su una cooperazione reciproca a favore del bene comune". In proposito ha osservato che "e' necessario formare adeguatamente" quanti sono impegnati in tale dialogo, affinche' aiutino gli interlocutori islamici "a conoscere e comprendere i valori religiosi che abbiamo in comune nel rispetto delle differenze". Tutto cio' in Benin e' una realta', tanto che il Papa si e' detto "felice di constatare che in generale le relazioni tra cristiani e musulmani procedono in un'atmosfera di comprensione reciproca". (la Repubblica, 20/09/07)

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Erosione delle coste: varato un progetto di protezione (CO, Misna, 19/09/07)

Ogni anno il mare avanza di 10 metri e rosicchia la costa del Benin; per contenere l'erosione, il parlamento ha approvato due disegni di legge per i lavori di protezione delle coste meridionali di Cotonou e Sèmè Kpodji, circa 30 chilometri a sud della capitale Porto-Novo. Il progetto prevede la realizzazione di pannelli divisori per proteggere il litorale dall'azione delle acque. Le barriere contribuiranno a contrastare l'avanzata del mare e, come effetto secondario ma altrettanto importante, a salvaguardare una serie di importanti infrastrutture non soltanto commerciali. L'installazione dell'ufficio di controllo è prevista entro poche settimane; i lavori effettivi cominceranno nel 2008 e dureranno due anni, per un costo complessivo stimato di circa 32,5 miliardi di franchi CFA (circa 40 milioni di euro). (CO, Misna,19/09/07)

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La minaccia degli agrocarburanti (Marina Forti, il manifesto, 14/08/07)

La corsa agli agrocarburanti ha raggiunto il Benin. Nel paese dell'Africa occidentale milioni di ettari di terre agricole e forestali stanno per trasformarsi in piantagioni industriali, per produrre etanolo e diesel. Il governo vuole trovare ben 3 milioni di ettari entro il 2011: le piantagioni per l'agrocarburante infatti sono un elemento chiave della «strategia di rinascita agricola» promossa dal programma di ristrutturazione dell'economia suggerito dal Fondo monetario internazionale. Un ampio articolo sul caso del Benin è stato pubblicato il mese scorso dal African Biodiversity Network, rete africana per la biodiversità, nell'ambito di uno studio sull'impatto degli agrocarburanti in Africa (ne riferisce il bollettino del World Rainforest Movement, www.wrm.org). La discussione sugli agrocarburanti, fanno notare gli autori dello studio, è tutta incentrata su come lanciare nuove produzioni per l'export e massimizzare i profitti. E il caso del Benin lo conferma, secondo la ricerca di Nature Tropicale. Qui in effetti la strategia di «rinascita agricola» del governo del Benin punta in sostanza sullo sviluppo di piantagioni di palma da olio, e in parte jatropha e peanuts (per il diesel) e poi di canna da zucchero, manioca e altro da cui trarre etanolo. (…) Ora il governo del Benin prgetta di trovare tra 300 e 400 mila ettari nelle zone umide meridionali del paese (Oueme, Plateau, Atlantic, Mono, Couffo e Zou) per sviluppare nuove piantagioni di palma. E' la regione più densamente popolata, ospita metà degli abitanti del Benin benché sia meno dell'8% del territorio. E' anche la parte più fertile del paese, le terre agricole più pregiate: questo suggerisce che le colture destinate all'agrocarburante saranno in diretta competizione con la produzione alimentare. Non solo la palma, ma anche molti raccolti commestibili saranno usati per i carburanti. Le aziende industriali sono incoraggiate a espandersi su nuove terre: e anche se il governo non ha detto chiaro dove queste terre saranno trovate, o a chi saranno prese, è facile prevedere che i piccoli agricoltori avranno la peggio quando i loro interessi entrano in conflitto con le grandi aziende e le loro piantagioni. Se però si guarda al tasso di crescita demografica del Benin, soprattutto nelle aree urbane, è evidente che per soddisfare la domanda alimentare bisogna aumentare la produzione agricola. Ma la produzione di agrocarburanti spingerà i contadini a destinare meno terra alla produzione di cibo a favore di raccolti commerciali, cash crops: ovvero farà aumentare l'insicurezza alimentare. Nel Benin settentrionale, regione di Banikoara, molti hanno abbandonato la produzione per l'autoconsumo per coltivare cotone e noccioline. Così però gli stock di cibo nei villaggi calano, e i prezzi salgono: dove le comunità erano in grado di nustrirsi, ora dipendono dagli aiuti del Programma alimentare mondiale o delle ong caritatevoli. Il governo però insiste: si tratta di massimizzare l'export. Una minaccia per la sicurezza alimentare, il diritto dei piccoli agricoltori alla terra, e agli ecosistemi, conclude Nature Tropicale. (Marina Forti, il manifesto, 14/08/07)

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Presidente e governo in marcia contro la corruzione (AZ, Misna, 17/07/07)

Il presidente del Benin Boni Yayi e i membri del suo governo hanno organizzato una “marcia contro la corruzione” di dieci chilometri a Cotonou. Secondo la stampa locale, il gruppo è partito dalla sede della presidenza e ha attraversato le vie della capitale cantando e scandendo slogan contro il malaffare. “Questa marcia pacifica di protesta simboleggia la lotta del popolo del Benin contro la corruzione e la nostra volontà più inalienabile è che il nostro paese sia nei prossimi anni uno dei più prosperi della regione”, ha detto il presidente in mezzo ad una folla di curiosi che appoggiavano l’insolita iniziativa. Secondo uno studio della ‘Cellula della moralizzazione della vita pubblica in Benin’ del gennaio 2007, la corruzione “è presente sia nel settore economico che nell’amministrazione pubblica, nel mondo della politica e della giustizia”. La stessa fonte indica che il fenomeno, ogni anno, costa al paese africano più di 50 miliardi di franchi Cfa (circa 76,3 milioni di euro). Eletto nel 2006 con 75 per cento dei voti, Boni Yayi era fino a quel momento considerato un “outsider” della politica nazionale. Ha dato vita ad un governo composto prevalentemente da tecnici e delle personalità che non avevano mai servito in precedenti governi. Dopo un regime militare durato 17 anni, il Benin è considerato ora una delle più vivaci democrazie multipartitiche del continente nero. (AZ, Misna,  17/07/07)

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Messaggio di Benedetto XVI al cardinale Ivan Dias, in occasione del suo 25.mo anniversario di episcopato (Alessandro Risotti Radiovaticana, 21/06/07)

Una vita spesa al servizio del Vangelo e della Chiesa: il Papa tratteggia, così, l’impegno del cardinale Ivan Dias, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in occasione della felice ricorrenza del 25.mo anniversario di episcopato, celebrata il 19 giugno scorso. Benedetto XVI ripercorre le tappe della vita del porporato indiano fin da quando divenne presbitero nell’arcidiocesi di Bombay. Nel 1964, poi, inizia a lavorare nel servizio diplomatico E’ in tale contesto che il cardinale Dias si adoperò per la visita di Paolo VI a Bombay, in occasione del Congresso Eucaristico Internazionale. Il Papa ricorda gli incarichi rivestiti come pro-nunzio apostolico in Ghana, Togo e Benin e la nomina alla dignità arcivescovile. Ancora, nel messaggio si rammentano gli anni a capo della nunziatura presso la Corea del Sud e in Albania, dove - scrive il Pontefice - il cardinale Dias ha “aiutato a restaurare la fede cattolica”. Proprio in Albania, nel 1993, il nunzio Ivan Dias accoglierà con gioia e commozione la visita di Giovanni Paolo II. Nel 2001, si legge nel messaggio, giunge la nomina ad arcivescovo metropolita di Bombay e la berretta cardinalizia. “Pastore sollecito e fedele – sottolinea Benedetto XVI – hai alimentato il tuo gregge con la sana dottrina e hai promosso la nuova evangelizzazione”. Qualità che lo hanno riportato a Roma, l’anno scorso, per reggere la Congregazione dell’Evangelizzazione dei Popoli. Il Papa assicura, dunque, le sue preghiere per il porporato, invocando l’intercessione della Madonna e della Beata Teresa di Calcutta. Dal canto suo, il 19 giugno, il cardinale Ivan Dias ha presieduto una solenne concelebrazione Eucaristica nella Cappella del Pontificio Collegio Urbano. Il porporato, riferisce l’agenzia Fides, ha affermato nell’omelia di “aver imparato tante lezioni”, soprattutto nel suo servizio reso presso le nunziature di diverse parti del mondo e di aver avuto modo di toccare la sofferenza di tante persone che, pur nelle tribolazioni, dimostravano una grande fede nel Signore. (Alessandro Risotti Radiovaticana, 21/06/07)

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Isoke, perla nera di Benin City racconta la sua vita da schiava in Italia (Emiliano Antonelli Pontediferro.org, 11-06-07)

Isoke sembra una principessa africana con il suo vestito etnico color viola e crema. E' silenziosa. Il suono dei bracciali in legno indossati che si scontrano caratterizzano i suoi movimenti. La presentazione del libro "Le ragazze di Benin City – la tratta delle nuove schiave dalla Nigeria ai marciapiedi d'Italia" (pp. 213, euro 12,00, ed. Melampo) di Laura Maragnani ed Isoke Aikpitanyi, organizzata dal Circolo della Sinistra Giovanile Porto Fluviale – Corviale Labò e l'Ass.ne culturale "Amici di Pontediferro", con la presenza di Ivana Bartoletti, responsabile nazionale DS Diritti Civili e Sarah Pelliccia, responsabile Anna Lindh di Roma, si apre con la lettura di alcuni brani tratti dal libro. Il racconto di Isoke, muta subito l'atmosfera dell'assemblea. La drammaticità degli eventi descritti emoziona visibilmente la platea. E la presenza della protagonista di quei tragici fatti influisce emotivamente sulla percezione di tali "avventure". Isoke è una ragazza di Benin City, Nigeria. Ha vent'anni. Un giorno decide di visitare un'agenzia di viaggio. E' forte il suo desiderio di viaggiare. Ecco allora la proposta di volare verso l'Europa, con un viaggio che avrebbe potuto pagare, successivamente, con il lavoro svolto nel ricco continente. Isoke si ritrova a Londra in un bell'appartamento. Ma senza documenti, senza lavoro, senza la possibilità di uscire da quelle mura. Una sorveglianza attenta non permette alle ragazze di fuggire. E' proprio durante quei giorni che nascono i primi dubbi e la vere paure di Isoke e delle altre ragazze di Benin City.Tra inganni e menzogne Isoke arriva in Italia, sempre con la speranza di trovare un lavoro, magari in un negozio di stoffe africane, come le era stato promesso dall'organizzazione. Il viaggio è in pullman. Le dicono di attendere alla stazione appena giunta a Torino. Lei segue le indicazioni. Nessuno l'accoglie. Resta in piedi ad aspettare alla fermata di Porta Nuova per tutto il giorno. Tra la fame e la sete. Tra la stanchezza e la paura. Isoke comprende che è una trappola proprio in queste ore di attesa. Le sue speranze di trovare felicità in Italia svaniscono quando quella che si dimostrerà, poi, la sua maman, così si chiama la sfruttatrice delle schiave africane, si avvicina a lei offrendogli aiuto, nascondendole la sua vera identità, fingendo di essere lì per caso, di non sapere del suo arrivo. Spesso le ragazze vengono prese subito dagli schiavisti. A volte, però, si utilizza questa procedura per rendere ancor più fragile la ragazza che quando vede qualcuno che vuole aiutarla prova gratitudine e sollievo.(…) La testimonianza di Isoke è un evento prezioso. Può essere l'esempio per tutte quelle schiave che desiderano fuggire dai loro sfruttatori. Ed è questo l'obiettivo del progetto di Isoke "La ragazza di Benin City". I diritti del libro contribuiranno a sostenere le campagne e le iniziative del progetto per la nascita della prima casa di accoglienza per le ragazze nigeriane di strada. (Emiliano Antonelli Pontediferro.org,  11-06-07)

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Elezioni legislative: partito presidenziale in vantaggio (RC, Misna, 02/04/07)

Secondo i risultati parziali diffusi oggi, la coalizione del presidente Boni Yayi, le ‘Forces cauris pour un Bénin émergent’ (Fcbe) ha conquistato 35 seggi parlamentari su 83 alle legislative di sabato scorso. Lo riferiscono fonti giornalistiche locali e internazionali, sottolineando che anche solo con questi seggi la formazione del presidente sarà in grado di governare, grazie ai risultati ottenuti dalle altre formazioni presenti nell’alleanza di governo. Grazie alle alleanze “abbiamo la maggioranza e Boni Yayi può continuare a governare in tutta libertà anche senza l’appoggio dell’Alleanza per una democrazia dinamica (Add)” ha detto Edgar Guidibi, portavoce delle Fcbe, commentando i primi dati. L’Add, che se i risultati verranno confermati, rischia di uscire dall’alleanza di governo, è una formazione politica formata da una piccola, ma influente, elite di personalità politiche come Mathieu Kérékou, militare di formazione marxista-leninista che ha guidato l’ex-colonia francese per tre decenni. Il controllo del parlamento, dominato sinora dall’Add, è decisivo perché l’ex-direttore della Banca di sviluppo dell’Africa occidentale Yayi – che il marzo dell’anno scorso sbaragliò i suoi avversari aggiudicandosi al ballottaggio oltre il 75% dei voti – possa eseguire il suo programma di riforme contro il crollo dei prezzi del cotone, principale produzione del paese e la corruzione. (RC, Misna, 02/04/07)

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Alla vigilia delle legislative si dimette il presidente commissione elettorale (RC, Misna, 30/03/07)

Si è dimesso per ragioni di “convenienza personale” Antoni Akpinkou, presidente della Commissione elettorale nazionale autonoma (Cena) incaricata di organizzare le legislative di domani. “Abbiamo ricevuto le dimissioni di Akpinkou che ci ha già inviato il suo sostituto. Ne prendiamo atto e continuiamo a lavorare verso le elezioni” ha dichiarato il portavoce della Cena che il 22 marzo aveva sfiduciato il presidente dimissionario perché aveva affidato a una società la stampa delle schede di voto senza convocare una gara d’appalto. Il voto era inizialmente previste domenica 25 marzo ma, alla vigilia, la Corte Costituzionale decise di rinviarle a domani 31 a causa “delle difficoltà legate all’organizzazione”. Tra le 7 e le 16 di domani, circa 4 milioni di elettori saranno chiamati a eleggere 83 deputati tra i 2158 candidati presentati da 26 formazioni politiche e alleanze di partito. Oltre 200 osservatori nazionali e internazionali saranno dispiegati in tutto il paese per seguire l’andamento del voto cruciale per il presidente Boni Yayi che il marzo dell’anno scorso vinse aggiudicandosi oltre il 75% dei voti.(RC, Misna,  30/03/07)

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Alla vigilia delle elezioni (SimonaSpano, Equilibri, 23/03/07)

Il Benin si sta preparando alle elezioni legislative e municipali del 25 marzo 2007 che decideranno il futuro del piano di riforme pensato dal presidente Yayi Boni. I cittadini saranno chiamati a scegliere se supportare il progetto in corso o boicottarne la riuscita, in un momento in cui sembra ancora presto per trarre giudizi definitivi e le difficoltà economiche del paese non sono state del tutto arginate. (…) In particolare, i cittadini beninesi saranno chiamati a votare per l'elezione di 83 deputati, tra 2.158 candidati iscritti in 26 liste partitiche. La maggioranza del Parlamento è attualmente in mano all’Unione per il futuro del Benin (UFB), che supporta l'attuale Capo di Stato: la riconferma elettorale permetterà di realizzare il piano di riforme con cui il presidente della Repubblica e capo del governo Yayi Boni, intende garantire il rilancio economico del paese. Boni rappresenta un’innovazione nella politica del Benin avendo coniugato il concetto di “democrazia” con quello di “sviluppo”. Si potrebbe sperare ad un cambiamento visto che dal 1990, anno in cui il paese divenne democratico, si sono infatti succeduti alla guida del Benin personaggi che hanno apportato interventi limitati o nulli per arginarel'endemica situazione di corruzione politica e conseguentemente sottosviluppo economico. Boni si è assunto la responsabilità di cambiamento politico e sociale in particolare attraverso la lotta contro la corruzione per il risanamento della classe dirigente. Tuttavia ciò non ha divelto le difficoltà del paese che si sono radicate nel tempo. Il punto di forza tuttavia risiede nel desiderio di cambiamento che reclama la popolazione e che Boni intende soddisfare attraverso il rafforzamento dell’autorità dello Stato. Le aspettative per il risanamento politico in difesa della democrazia partono proprio dall’operato del presidente stesso. (…)(SimonaSpano, Equilibri,  23/03/07)

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Card. Bernardin Gantin, : il primo africano chiamato dal Papa ad un posto di rilievo nella Curia Romana (Agenzia Fides, 02/02/07))

Liturgia di ringraziamento per il 50° anniversario di Episcopato del Card. Bernardin Gantin Decano emerito del Collegio Cardinalizio. Cinquant’anni fa, il 3 febbraio 1957, veniva consacrato Vescovo Mons. Bernardin Gantin, che l’11 dicembre 1956 era stato nominato Ausiliare dell’Arcidiocesi di Cotonou (Benin). Per ricordare questo significativo anniversario, sabato 3 febbraio si troveranno a Ouidah, in Benin, dove il Card. Gantin risiede dal 2002, Cardinali, Arcivescovi, Vescovi, religiosi e religiose, fedeli che hanno avuto modo di conoscerlo nel suo lungo servizio alla Chiesa locale ed a quella universale, essendo stato il primo Vescovo africano ad assumere incarichi di responsabilità nella Curia Romana: nella Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, nei Pontifici Consigli Giustizia e Pace e Cor Unum, nella Congregazione per i Vescovi, nella Pontificia Commissione per l'America Latina, nel Collegio Cardinalizio di cui è stato Decano. Alla celebrazione giubilare del 3 febbraio parteciperanno tra gli altri il Card. Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli; il Card. Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi; il Card. Renato R.Martino, Presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, i Cardinali africani, una cinquantina tra Arcivescovi e Vescovi, i membri del Consiglio permanente della CERAO che tengono la loro riunione a Cotonou per partecipare alla liturgia giubilare. (…). Il 30 novembre 2002 il Santo Padre Giovanni Paolo II accolse la sua richiesta di tornare in Patria, nel Benin, dopo più di trent’anni trascorsi nell’Urbe al servizio della Santa Sede. (S.L.) (Agenzia Fides 02/02/07)

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I 60 anni del quindicinale cattolico “La Croix du Benin” (Dia-Zengarini/RadioVaticana, 24/01/07))

In Benin, il quindicinale cattolico “La Croix du Benin” festeggia 60 anni di pubblicazioni initerrotte. Il periodico, la più antica testata giornalistica dell’Africa francofona, venne fondato nel 1947 nell’allora Dahomey francese, dal missionario Jean-Louis Caër e per volontà del vescovo Louis Parisot. L’obiettivo era di offrire uno strumento di informazione per orientare e aiutare i cristiani e l’élite intellettuale locale ad approfondire i temi della fede. Ma, come sottolinea il suo attuale direttore, padre André Quenum, “La Croix du Benin”, non si occupa solo di tematiche strettamente religiose: alla sua attenzione sono anche temi di attualità politica, economica e sociale sempre, ovviamente, in una prospettiva cristiana. Una linea editoriale a cui è rimasta sempre fedele anche negli anni difficili del regime marxista–leninista che ha governato il Paese tra 1974 il 1990 e che ne ha fatto uno dei giornali più autorevoli della regione. Nei suoi 60 anni di vita “La Croix du Benin” non ha mai interrotto le pubblicazioni. Forti di questo successo precisa padre Quenum, il periodico punta oggi ad allargare ulteriormente i suoi orizzonti, puntando in particolare sui giovani: tra i progetti allo studio quello di creare insieme ad altri media cattolici una rete informativa africana sulla vita delle Chiese locali. (Dia-Zengarini/RadioVaticana, 24/01/07))

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