Presidente Dos Santos: legislative il 5-6 settembre 2008 (Apcom/Alice, 27/12/07)
Il presidente dell'Angola José Eduardo dos Santos ha annunciato che dal 5 al 6 settembre 2008 si terranno le prime elezioni legislative in Angola dalla fine della guerra civile nel 2002. Il presidente ne ha dato notizia alla radio-tv pubblica durante il discorso di fine anno. Ha auspicato che il voto si tenga in un "clima di pace e tolleranza" e ha assicurato che sarà un "momento di speranza per un avvenire radioso". Se saranno portate a termine queste elezioni, rimandate più volte, costituiranno il primo processo elettorale completo da quando questa ex colonia ha ottenuto l'indipendenza dal Portogallo nel 1975. Nel 1992, infatti, le elezioni furono interrotte dalla ripresa dei combattimenti dopo 27 anni di guerra civile. (Alice/Apcom, 27/12/07)
Bonificate dalle mine 36mila km di ferrovia (Agi/Afp, 20/12/2007)
Oltre 36.000 chilometri di ferrovia e 1.683 di strade sono stati bonificati dalle mine quest'anno in Angola. Lo ha reso noto il direttore generale della Commissione nazionale intersettoriale per lo sminamento e l'assistenza umanitaria, generale Santana Andre' 'Petroff'. "Stiamo lavorando con un partner affidabile come l'Unicef. Ma abbiamo bisogno del contributo di altre istituzioni per completare questo processo", ha spiegato il generale in un intervento alla televisione pubblica. Non si conosce il numero esatto degli ordigni disseminati in tutto il Paese durante i ventisette anni di una guerra che si e' conclusa nel 2002. Una situazione che compromette il lavoro in agricultura e l'accesso via terra a diverse regioni del Paese. Un problema enorme che e' stato addotto dal governo centrale come ragione del rinvio all'anno prossimo delle attese elezioni generali. (Agi/Afp,20/12/2007)
Polizia uccide due attori. Stavano girando azione violenza (Tgcom, 19/12/2007)
La polizia angolana ha ucciso per errore due giovani attori che stavano girando in strada una scena di un film sulla delinquenza giovanile. Lo riferisce l'agenzia di stampa portoghese Lusa. Il tragico episodio è avvenuto a Luanda, nel violento quartiere di Sambizanga, ed è stato reso dopo l'arresto dei poliziotti responsabili, che non avrebbero rispettato le procedure. Una nota ufficiale del capo della polizia angolana, Ambrosio de Lemos, ha annunciato la nomina di una commissione d'inchiesta sulla morte dei due giovani attori e su altri casi di persone uccise per sbaglio dalla polizia, spesso commercianti ambulanti confusi con malviventi. (Tgcom,
19/12/2007)
Miss Landmine: concorso per vittime delle mine antiuomo (Sara De Carli, Vita, 07/12/07)
Si chiama Miss Landmine 2008, si terrà in Angola il 4 aprile, ed è un concorso di bellezza riservato a donne vittime di mine antiuomo. A rilanciare la notizia e ad aprire il dibattito è il sito www.disabili.com. Si tratta di un'idea del regista norvegese Morten Traavik, che ha organizzato l'evento con la partnership del governo angolano, del CNIDAH (commissione nazionale pre lo sminamento e l'assistenza umanitaria alle vittime), dell'Unione Europea e del consiglio culturale norvegese. "Everybody has the right to be beautiful" è lo slogan del concorso, che campeggia sulla home page del sito. Già, perché c'è già attivo un sito supercool, dove è possibile votare la miss preferita. Si chiama www.miss-landmine.org. Qulcuna è in costume da bagno, qualcuna no, una sfoggia il pancione, tutte hanno un bellissimo sorriso. Il concorso ha un manifesto: far crescere l'orgoglio e l'empowermet dlle donne e dei disabili, sfidare il concetto di perfezione fisica, passare dalla passività delle "vittime" all'azione dei "sopravvissuti". Il 4 aprile è la Giornata internazionale dell'Onu per l'informazione sulle mine antiuomo e per l'azione nell'assistenza alla vittime. Le votazioni on line chiuderanno il 3 aprile 2008. Dieci anni fa, nel 1997, il premio Nobel per la Pace veniva assegnato alla Campagna mine antiuomo. Sempre dieci anni fa, a Ottawa, è stato firmato il trattato che mette al bando l'uso, la produzione, il commercio e lo stoccaggio delle mine antipersona. Nel territorio angolano si calcola siano ancora disperse 15 milioni di mine, mentre sono 100mila le vittime. Info: www.campagnamine.org - (Sara De Carli, Vita, 07/12/07)
MSF: donne congolesi stuprate sistematicamente dai soldati (ConfiniOnLine, 05/12/2007)
Medici Senza Frontiere (MSF) denuncia il ricorso sistematico allo stupro e alla violenza da parte dell’esercito angolano nei confronti dei congolesi che sono venuti a lavorare nelle miniere di diamanti situati nella provincia di Lunda Norte, in Angola. L’esercito angolano si rende colpevole di stupri e violenze nei confronti dei congolesi durante la loro espulsione verso la Repubblica Democratica del Congo. Le equipe di MSF presenti dal mese di ottobre nel Kasai occidentale (provincia congolese al confine con l’Angola) hanno fornito assistenza alle vittime di violenza sessuale e hanno raccolto 100 testimonianze che raccontano di stupri di gruppo e delle esazioni perpetrate dai soldati angolani. “La notte, alcuni quartieri sono circondati dai militari”, racconta Meinie Nicolai, direttrice delle operazioni di MSF. “Gli uomini che riescono, fuggono, mentre gli altri sono rinchiusi in prigioni con le donne e i bambini. Le donne sono sistematicamente stuprate da diversi militari, alcune sotto gli occhi dei loro bambini. Questo rituale odioso continua per parecchi giorni lungo la strada, fino al passaggio della frontiera”. Durante la detenzione, i congolesi espulsi hanno dichiarato di non avere ricevuto né acqua né cibo per parecchi giorni e di avere subito perquisizioni anali e vaginali, mentre i loro escrementi venivano esaminati alla ricerca di diamanti. Alcune testimonianze raccontano ancora di morti per spossatezza o in seguito a maltrattamenti. Gli uomini vengono picchiati, messi ai lavori forzati, arruolati di forza nell’esercito o a volte persino uccisi in maniera sommaria. Secondo le Nazioni Unite, 44mila persone sono già state espulse dalle zona diamantifere dell’Angola da gennaio 2007, e circa 400mila cittadini congolesi si trovano tuttora nel nord dell’Angola. (…) “A nome di queste donne, MSF ha il dovere di denunciare queste atrocità”, dichiara Meinie Nicolai. Nel 2004, MSF aveva già denunciato simili abusi nei confronti dei migranti congolesi. “Oggi, dobbiamo constatare con tristezza come niente sia cambiato”. (ConfiniOnLine,
05/12/2007)
Già 4 morti per una malattia misteriosa(Peacereporter, 23/11/2007)
Una misteriosa malattia ha colpito circa 400 persone in Angola, causando già quattro morti. La metà dei pazienti ha meno di 15 anni. Il primo caso segnalato risale al mese di ottobre nella capitale Luanda. Dalle analisi risultano alti livello di bromuro nei campioni di sangue della maggior parte delle persone colpite.(Peacereporter, 23/11/2007)
Nel primo trimestre 2008 inaugura la Borsa locale (Il Denaro, 22/11/2007)
L'Angola, seconda per produzione petrolifera tra i paesi dell'africa sub-sahariana, prevede di aprire una sua borsa nel primo trimestre del prossimo anno. Lo ha dichiarato Antonio de Cruz Lima, che presiede la locale Commissione per i mercati dei capitali. Il paese africano ha invitato 16 imprese a quotarsi sulla nuova borsa, che avrà sede a Luanda, ha detto Cruz Lima a Bloomberg News, a margine della conferenza di Renaissance Capital in corso a Londra. Secondo Cruz Lima, entro il 2010 saranno 113 le aziende quotate sulla nuova borsa, per una capitalizzazione di mercato complessiva di $172 miliardi (116 miliardi di euro). "Siamo molto fiduciosi di avere queste 113 società (quotate) entro tre anni, man mano che la gente si renderà conto che è un ottimo modo di raccogliere risorse," ha detto Cruz Lima nell'intervista. Quella dell'Angola è l'economia a maggior crescita al mondo, secondo dati del Fondo monetario internazionale. La crescita è accelerata dalla fine di una guerra civile, nel 2002, durata 26 anni. Nel 2008, l'economia angolana è prevista in crescita del 27,2 percento, rispetto al 23,1 percento previsto per l'anno in corso. Nell'area sub-sahariana, è superata dalla Nigeria, quanto a produzione di greggio. La borsa servirà alla privatizzazione delle aziende di stato, secondo Rui Miguens de Olivera, vice governatore della Bank of Angola. Il processo di privatizzazioni si arenò nel 1991, dopo il fallimento dell'accordo di pace raggiunto dal governo con le forze ribelli. La borsa apparterrà per il 51 percento ad aziende di stato, tra cui il gruppo petrolifero Sonangol e quello minerario Endiama, mentre le aziende private avranno la quota restante. (Il Denaro,
22/11/2007)
Miss Landmine - Angola 2008 (Excite, 20/11/2007)
Miss Landmine è un concorso di bellezza molto particolare. Vi prendono parte, infatti, una selezione di donne africane (Vedi Fotogalleria ) sopravvissute alle mine antiuomo oggi sparse per il continente subsahariano. Lo scopo, diciamolo subito, è nobile. Come da manifesto online l'intento è quello di "creare consapevolezza e informazione sulla presenza degli ordigni in Angola e nel mondo e sui danni prodotti da essi". Si vuole inoltre "sensibilizzare il pubblico nei confronti dei diritti delle donne e dei disabili". Vi è poi un lato fortemente artistico e "di rottura" verso i canoni estetici preconcetti; riportiamo dal sito: «Stop ai complessi di inferiorità e ai sensi di colpa che ostacolano la creatività storica, culturale, sociale, personale, africana ed europea; stop al concetto di perfezione fisica prestabilita». «Bisogna -continua il sito- celebrare la vera bellezza e sostituire il termine passivo "vittima" col termine attivo "sopravvissuto"». Per ora non esiste una rete di donne angolane sopravvissute alle mine. Miss Landmine vuole lanciare la formazione di una rete informativa che ponga agli occhi del mondo la problematica delle mine antiuomo e che tenga in contatto, sostenendole, le donne africane colpite. La manifestazione, ideata e diretta dal trentaseienne norvegese Morten Traavik, avrà luogo a Luanda, Angola, dal 20 al 27 Novembre (Excite, 20/11/2007)
Quattro morti per una malattia misteriosa (Il professor echo, 10/11/2007)
Quattro persone sono morte e 200 sono state contagiate da un morbo misterioso esploso in Angola. Campioni prelevati da alcune delle persone contagiate dalla malattia comparsa a Cacuaco, nella provincia di Luanda, sono stati inviati in Inghilterra, Germania e Stati Uniti per essere analizzati. La malattia, denunciata dall'OMS ai primi di ottobre, si è diffusa in sette quartieri di Cacuaco, a circa 20 km (12,5 miglia) a nord della capitale angolana, dove vivono circa 200.000 persone. Essa si manifesta attraverso la difficoltà nel parlare e nel camminare, sonnolenza, spasmi muscolari, stato confusionale e capogiri... Un po' diversa da quella che, sempre di recente, ha colpito un villaggio del Congo, caratterizzata invece da febbri emoraggiche che passano il sistema nervoso centrale e causano la perdita di sangue da occhi, naso, orecchie... Il Ministero della Salute angolano ha informato la popolazione a rispettare le misure individuali e collettive, in particolare in materia di igiene alimentare, al fine di evitare tutti i fattori di rischio legati a rifiuti solidi e di rivolgersi prontamente alle più vicine strutture sanitarie nel caso vi fossero eventuali segni della malattia. Il Paese ha subito una vasta epidemia di colera l'anno scorso, che ha ucciso almeno 1800 persone. Altri 150 angolani sono morti nel 2004-2005 dopo aver contratto il virus di Marburg, un parente stretto del temutissimo Ebola. Si stima che in Angola un quarto dei neonati e dei bambini muoia prima dei 5 anni. L'Angola è ricca di petrolio e sta lottando per ricostruire il suo sistema sanitario, crollato dopo l'indipendenza dal Portogallo nel 1975 e devastato da una terribile guerra civile durata 27 anni, conclusasi nel 2002. (Il professor echo, 10/11/2007)
Dos Santos, incontra Castro(Reuters, 23/09/07)
Il presidente dell'Angola Jose Eduardo dos Santos è stato il primo dignitario straniero dall'inizio di giugno ad incontrare il convalescente leader cubano Fideal Castro. Lo ha annunciato oggi il governo di Cuba. "I due presidenti hanno analizzato i complicati problemi che oggi l'umanità affronta e quale impatto fondamentalmente hanno sulle nazioni più povere", spiega una breve nota. Castro e dos Santos hanno discusso anche del ruolo di Cuba in Africa durante la riunione di un'ora e 45 minuti. La nota è stata accompagnata anche da una sola foto del sito Web del giornale Juventud Rebelde che mostra i due uomini in piedi mentre si stringono la mano. Castro, 81 anni, è apparso alla tv cubana venerdì sera in una intervista di un'ora con un giornalista dopo tre mesi di assenza, che avevano fomentato voci di un suo possibile decesso. Dos Santos è arrivato a Cuba giovedì e dovrebbe ripartire oggi.
(Reuters, 23/09/07)
Uno dei più importanti snodi telematici dell’Africa australe (LM, Fides, 18/07/07)
Angola, Namibia e Botswana hanno avviato contatti per creare una rete in fibra ottica che colleghi i tre Paesi tra loro. Il 17 luglio si è tenuta nella capitale angolana, Luanda, un incontro tra i responsabili dei Ministeri delle telecomunicazioni dei tre Stati, nel corso della quale è stato firmato un memorandum di accordo che stabilisce i principi generali di collaborazione. Namibia e Botswana danno grande importanza a creare una rete a banda larga connessa con l’Angola, perché questo Paese ospita uno dei terminali di SAT 3, un cavo a fibra ottica che unisce la Penisola Iberica (Spagna e Portogallo) al Sudafrica, connettendo lungo la rotta diversi Paesi africani. I punti connessi dal cavo in Africa sono: Dakar, in Senegal; Abidjan, in Costa d’Avorio;Accra, in Ghana; Cotonou, in Benin; Lagos, in Nigeria; Douala, in Camerun;Libreville, in Gabon; Cacuaco, in Angola; Melkbosstrand, in Sudafrica, dove SAT 3 si congiunge con un altro cavo che collega il Sudafrica all’India. - Nella riunione si è valutato di stabilire una prima connessione tra Luanda e una località dellaNamibia, attraverso il prolungamento del cavo nazionale che collega l’enclave di Cabinda (vedi scheda di Fides del 16 luglio 2007) alla Namibia, passando per diverse località, inclusa Luanda. Un altro collegamento passerà attraverso la striscia di Caprivi, che da territorio conteso, diviene un ponte che unisce i tre Paesi per uno sviluppo economico comune. Si prevede inoltre di collegare attraverso l’Angola a SAT 3 anche la Repubblica Democratica del Congo, la Repubblica del Congo e lo Zambia. L’Angola si avvia così a diventare uno dei più importanti snodi telematici dell’Africa australe. (LM, Fides,18/07/07)
La dea nera degli intrighi (G.Viola, La Stampa, 15/07/07)
Soldi, petrolio e diamanti: i giochi pericolosi di Isabel, ereditiera dell'Angola. Figlia del presidente, a soli 34 anni, ha in mano il paese. (…) A vederla il giorno delle nozze non si direbbe che Isabel Dos Santos, a 34 anni appena compiuti, amministra l’intero patrimonio angolano destreggiandosi tra petrolio, diamanti e banche. Un attimo dopo, sulla terrazza del Miami, il bar sull’isola della capitale, la raggiunge il marito, Sindika Dokolo, miliardario mecenate d’arte che ha arredato l’Arsenale della Biennale di Venezia 2007 e consulente di una società inglese che gestisce appalti nell’Africa meridionale. (…) La vita della primogenita di José Eduardo Dos Santos, il presidente angolano dal 1979, protagonista della trentennale guerra civile e implicato nell’Angolagate, assomiglia a un gioco di ruolo. Le pedine si contano sulle dita di una mano ma l’eco dei loro movimenti rimbomba ai quattro angoli del Pianeta. E chiama in causa le principali società minerarie, il governo francese, le Sette Sorelle, la Mafia, un procuratore portoghese e 3 paradisi fiscali. E per riflesso coniugale anche il crollo del sistema bancario congolese. Immaginare perché Isabel offra dei soldi ai fotografi affinché non pubblichino le sue immagini non è cosa d’altro mondo. La prassi vuole che per sequestrare i beni sottratti da un dittatore al suo Paese si aspetti che sia trucidato o deposto. Non in Angola dove le redini dell’impero finanziario sono passate a Isabel quando ancora non aveva 30 anni e la guerra civile era appena finita. Era il 2002, il padre stava firmando l’accordo di pace tra l’Unione per la liberazione totale dell’Angola e il Movimento per la liberazione dell’Angola e a tutto aspirava meno che a scandali. - Eppure, ad insospettire il Fondo Monetario Internazionale è stata la società «Futungo», cricca ai cui vertici alloggiano la società petrolifera di stato Sonagol, la Banca Nazionale dell’Angola e il presidente. E tra le cui fila spicca la bella e inconoscibile Isabel. Attraverso la Futungo, la dos Santos avrebbe fatto uscire dal Paese tra i 4 e gli 8 miliardi di dollari per metterli al sicuro in conti all’estero. Secondo l’Fmi nel solo 2001 sarebbero scomparsi 2 miliardi di dollari, ovvero poco meno della metà dei 4,5 guadagnati con il petrolio. È qui, mentre il governo angolano respingeva ogni addebito e cercava di arginare gli esordi dell’Angolagate - in cui sono coinvolti Jean Christophe Mitterrand, figlio dell’ex presidente francese, il trafficante d’armi Pierre Falcone e l’oligarca Arkady Gaydamak, di recente «sceso in campo» nella politica israeliana - che il passo felpato di Isabel metteva al sicuro la reputazione del padre, esonerandolo da ogni responsabilità ufficiale. (…) …l’esordio della gestione Isabel è stato spumeggiante. Ha iniziato dai diamanti, di cui l’Angola è il quarto esportatore mondiale. Fino a quel giorno il monopolio era nelle mani della multinazionale De Beers. Oggi sono il divertimento del faccendiere russo Lev Leviev, tanto amico di Putin da essersi fatto regalare la Alrosa - il gruppo che controlla la produzione nell’ex Urss - e tanto amico di Isabel da aver ridotto i guadagni della De Beers a una manciata di briciole. Presentato a papà, è subito entrato nelle grazie dei dos Santos diventando l’uomo forte del commercio ufficiale dei preziosi. «Ufficiale» perché sarebbe ingenuo ignorare quello parallelo, di contrabbando, sorretto da licenze governative. (…) All’oscuro dei media e sotto la supervisione del padre, una volta sistemati i diamanti, Isabel si è occupata del petrolio, di cui l’Angola è il secondo produttore a pari merito con la Libia, cercando di tenere a bada la cresta delle Sette Sorelle da anni nella morsa dei ricatti di Dos Santos padre. «Le compagnie petrolifere - dice Patrick Nicholson dell’associazione britannica Cafod impegnata nella campagna «Publish What You Pay» - potrebbero avere un ruolo importante nella contabilizzazione delle casse del governo». E invece sottostanno all’ordine di dos Santos di non pubblicare i pagamenti annuali al governo angolano. Risultato: «dalle casse dello Stato spariscono miliardi di dollari che dovrebbero essere usati per cibo, medicine e infrastrutture». Il fiore all’occhiello della diplomazia femminile è stato riuscire a fare entrare l’Angola nell’Opec lo scorso marzo: operazione condotta dal padre ma seguita da Isabel con tanto di calcolatrice alla mano. (…)(G.Viola, La Stampa, 15/07/07)
Espulsi 30 mila congolesi che lavoravano nelle miniere di diamanti (Peacereporter, 10/07/07)
L'esodo forzato dall'Angola verso la Repubblica Democratica del Congo dei lavoratori delle miniere di diamanti ha raggiunto quota 30 mila, di cui 13 mila espulsi solo oggi. Secondo il ministro congolese per gli Affari umanitari, Jean-Claude Muyambo, molti dei congolesi rimpatriati sono stati derubati e hanno subito violenze. Radio Okapi, sostenuta dall'Onu, ha fatto sapere che durante la giornata di oggi 15 mila persone sono ritornati nella provincia del Katanga. (Peacereporter, 10/07/07)
Cade 737 di compagnia bandita, muore frate italiano (Agi, 28/06/07)
Un frate cappuccino italiano e' morto in un incidente aereo in Angola. Padre Giorgio Zulianello (e non Giulanello come erroneamente riportato in un primo tempo) e' tra le sei vittime dello schianto di un Boeing 737 della compagnia aerea angolana Taag, proprio oggi messa al bando dall'Unione europea per ragioni di sicurezza. L'aereo, precipitato contro un edificio, aveva a bordo 78 passeggeri, molti dei quali sono rimasti feriti in modo grave. Era partito da Luanda e l'equipaggio stava tentando un atterraggio di emergenza a M'Banza Congo, vicino al confine con la Repubblica Democratica del Congo. Tra le vittime anche il sindaco della citta', antica capitale del regno del Kongo. Frate cappuccino della provincia angolana, originario della provincia cappuccina veneta, frate Zulianello aveva 63 anni ed era originario di San Stino di Livenza, in provincia di Venezia. Era in Angola dal 1972 e faceva parte del gruppo di religiosi che gestisce la missione di M'banza Congo. Entrato in seminario nel 1954, segui' gli studi di teologia e viene ordinato sacerdote. A ventotto anni ando' in Portogallo per imparare la lingua e poi partire per l'Angola. Si stabili' dapprima a Luanda, la capitale, dove fu cappellano nella parrocchia di San Paolo e in seguito si sposto' a Lubango, Makela ed in altri centri. Da 14 anni era di stanza a Mbanza Congo: assieme ad un altro padre e ad una suora seguiva 35 ragazzi. Sette, i piu' grandi, nel tempo libero dalla scuola lavorano nella falegnameria o nella officina meccanica con Padre Giorgio. In tutto l'Angola operano 13 missioni e i religiosi italiani sono 16, oltre a un vescovo, tutti cappuccini del Veneto. Il loro servizio, oltre a quello pastorale, e' la realizzazione di opere sociali come scuole, dispensari, pozzi, cooperative agricole e artigianali. I cappuccini sono presenti in Angola dal 1947 e negli anni della lotta armata per la liberazione dal domino coloniale il bilancio di vittime tra i religiosi fu pensante: nel solo 1961 furono uccisi a Pangala padre Lazzaro Graziani da Sarcedo e a Damba padre Piergiovanni da Trieste. Nel 1981, in piena guerra civile angolana, fu ucciso a Makokola padre Piergiorgio Cavedon e nel 1985 a Samba Caju' padre Giuseppe Moretto. Quattro anni piu' tardi, nei pressi di Kikolungo, mori' sotto il fuoco della guerriglia padre Amedeo Giuliati. Nel 1991, in un incidente all'elicottero sul quale viaggiava, perse la vita monsignor Afonso Nteka, primo vescovo cappuccino angolano. Nel 1998 vicino Samba Caju fu ferito a colpi di arma da fuoco padre Giovanni Perizzolo e nel 1999 padre Mariano Demeneghi salto' con il suo fuoristrada su una mina anticarro a pochi chilometri dalla missione di Cangola: fu salvato dall'intervento di alcuni locali che lo portarono in barella per settanta chilometri fino a un ospedale. I cappuccini veneti hanno la paternita' della provincia cappuccina angolana. M'banza Congo era capitale del regno del Kongo che fiori' nel '500. Il primo ambasciatore africano a Roma, Antonio Manuele Ne Vunda, veniva proprio da li'. Mori' a Roma nell'epifania del 1608. Paolo V volle che fosse sepolto nella basilica di Santa Maria Maggiore e il suo busto ha la testa realizzata con marmo nero. (Agi,28/06/07)
Luanda studia legge sull’energia atomica (Axia, 04/06/07)
Il governo dell’Angola sta valutando la possibilità di approvare una legge che regoli lo sfruttamento dell’energia atomica, che consentirebbe al Paese di avere accesso a tecnologie emergenti e di punta. In un intervento dinanzi all’Assemblea nazionale, il ministro della Scienza e la Tecnologia dell’Angola, Joao Baptista Ngandagina, ha spiegato i vantaggi che una legge simile porterebbe, ricordando che l’Agenzia internazionale dell’energia atomica impedisce ai Paesi sprovvisti di una normativa su questo tema l’acquisto degli strumenti necessari all’utilizzo del nucleare. Ngandagina, riporta il sito prensalatina.com.mx, ha posto enfasi sul carattere pacifico della legge, che troverebbe applicazione soprattutto nei settori della sanità, dell’agricoltura e della pesca. L’Assemblea nazionale ha preso nota dell’intervento e ha rimesso alle commissioni uno studio approfondito per conoscere i dettagli di questa legislazione. (Axia,
04/06/07)
Elezioni: estese operazioni di registrazione (CO, Misna, 24/05/07)
È stata prolungata di tre mesi la registrazione degli aventi diritto al voto per le prossime elezioni legislative e presidenziali in Angola, previste rispettivamente per il 2008 e il 2009, a causa di una serie di problemi incontrati dai funzionari incaricati delle operazioni, tra cui il cattivo stato delle strade e la stagione delle piogge che hanno reso difficile l’accesso a diverse zone: lo ha detto Adao de Almeida, portavoce della Commissione elettorale nazionale (Nec), ricordando che il processo di registrazione dei circa 8 milioni di angolani in grado di votare era cominciato nel novembre scorso e sarebbe dovuto terminare il prossimo 15 giugno. Almeida ha aggiunto che, per difficoltà organizzative, il governo di Luanda non riuscirà a far partecipare alle votazioni gli angolani attualmente residenti all’estero. Le due prossime tornate elettorali, le prime dalla fine del conflitto civile iniziato nel 1975 e terminato nel 2002, rappresentano una sfida organizzativa per un paese in cui la guerra, oltre a provocare più di mezzo milione di morti, ha reso inagibili la maggior parte delle infrastrutture. (CO, Misna,
24/05/07)
Il governo angolano è stato accusato da Human Rights Watch e dall'organizzazione locale Sos Habitat di aver organizzato, tra il 2002 e il 2006, una serie di espulsioni di massa dai sobborghi della capitale Luanda. Le operazioni, miranti a liberare i terreni per la costruzione di nuovi quartieri, avrebbero portato alla distruzione di 3.000 abitazioni, con 20.000 nuovi sentatetto. Il governo ha respinto le accuse, riconoscendo di aver espulso solo gli abusivi. Luanda è in pieno boom economico dopo la fine della guerra civile, durata 27 anni e costata la vita ad almeno mezzo milione di persone, e il governo mira a far diventare la città il principale centro di servizi dell'Africa meridionale.
(Peacelink, 15/05/07)
A cinque anni dalla fine della guerra il Paese stenta a decollare (PeaceReporter, 04/04/07)
A cinque anni dalla firma degli accordi che posero fine a una guerra civile durata 27 anni, l'Angola stenta a far decollare la propria economia: nonostante le esportazioni di petrolio, che si mantengono a una quota di 1,4 milioni di barili al giorno (ma dovrebbero salire a 2 entro fine anno), l'economia soffre per gli scarsi risultati in campo agricolo (il raccolto di cereali è sceso di 200.000 tonnellate rispetto al 2006) e per il pessimo stato delle strade. Oltre a ciò, rimane da risolvere la questione delle mine (solo il 38 percento del Paese sarebbe stato "bonificato") e della distribuzione della ricchezza, visto che il 70 percento della popolazione vive sotto la soglia di povertà. (PeaceReporter, 04/04/07)
Ritorno a casa per 400 mila profughi di guerra (Confinionline, 29/03/07)
(…) Quasi 410 mila rifugiati angolani sono finalmente rientrati in patria, dopo la fine, nel 2002, della trentennale guerra civile che ha causato più di 300 mila vittime. Il governo angolano e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), hanno decretato ufficialmente il 23 marzo scorso la fine del programma congiunto per il rientro dei profughi; António Guterres, commissario dell’UNHCR, lo ha definito come “l’evento di maggior successo nel recente passato dell’Angola, non solo per i suoi abitanti ma per l’intera comunità internazionale”. (…) Durante la guerra civile quasi 457 mila rifugiati si erano trasferiti nei paesi confinanti, il programma di rientro ha visto infatti la collaborazione soprattutto dei governi di Zambia e Repubblica Democratica del Congo, dove si trovavano la maggior parte dei rifugiati. Gruppi meno consistenti di angolani sono rimpatriati da Namibia, Repubblica del Congo, Botswana e Sudafrica. Il programma di rientro è durato più di 3 anni; non solo operazioni di rimpatrio, ma anche di assistenza ai rifugiati, sia di quelli tornati a casa con l’aiuto delle organizzazioni umanitarie, sia di quelli rientrati in Angola con i propri mezzi. Con il rientro è nata anche l’esigenza di mettere da subito le basi per una reintegrazione sostenibile: nelle aree di ritorno sono stati costruiti o riabilitati centri medici, scuole, edifici per insegnanti. Ong e organizzazioni internazionali hanno inoltre dato il via a progetti di microcredito per far ripartire l’economia del paese, progetti di cui hanno beneficiato finora oltre 10mila persone. Sono ancora molte però le sfide che dovrà affrontare l’Angola, a partire dal fatto che la maggior dei profughi si sono sistemati in province non ancora interessate dal processo di sviluppo del paese: Uije, Cabinda, Zaïre (nord), Lunda-Norte, Moxico (est), Kuando-Kubango e Cunene (sud). Zone dove la maggioranza della popolazione vive ancora nella povertà, nonostante l’Angola sia la seconda potenza petrolifera del continente. Favorire la reintegrazione vorrà quindi dire implicitamente dare un forte impulso allo sviluppo di queste regioni: questa, secondo Guterres, deve quindi essere la priorità del governo di Luanda Fonte: Nigrizia (Confinionline,
29/03/07)
Luanda nega di aver inviato 2.500 paralimilitari in Zimbabwe (PeaceReporter, 22/03/07)
Il governo angolano ha negato di aver inviato 2.500 paramilitari in Zimbabwe per rafforzare la posizione del presidente Robert Mugabe. Secondo il giornale inglese Time, l'Angola avrebbe spedito alcune migliaia di paramilitari detti "Ninja" nello Zimbabwe, una notizia confermata anche dal ministero degli Interni locale. Il governo angolano, che ha preso parte alla guerra in Congo dal 1998 al 2003, era stato anche accusato dall'Onu di aver inviato propri uomini in Costa d'Avorio, accusa che Luanda ha sempre respinto. (PeaceReporter, 22/03/07)
Sono 41 le persone morte e 1738 quelle contagiate nelle ultime due settimane dall’epidemia di colera in corso in Angola da più di un anno. La MISNA lo ha appreso dall’ultimo bilancio diffuso oggi dall’ufficio angolano dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) relativo ai dati raccolti tra l’8 e il 22 febbraio e in cui si sottolinea anche che dall’inizio del 2007 si sono registrati in totale 244 decessi e 7438 contagi. Secondo i dati a disposizione 16 delle 18 province del paese continuano ad essere interessate dall’epidemia iniziata il 13 febbraio del 2006 e che in totale ha causato la morte di oltre 3000 persone e il contagio di quasi 80.000, secondo il conteggio tenuto dalla MISNA sulla base dei bollettini ricevuti dall’Oms negli ultimi 12 mesi. A differenza delle precedenti comunicazioni, infatti, le ultime due note dell’Oms non contengono più bilanci complessivi sull’impatto della malattia. L’epidemia continua a diffondersi con una tasso di mortalità stabile compreso tra il 3% e il 4%. Dall’inizio della sua diffusione, il colera ha colpito soprattutto la provincia di Luanda; mentre il maggior numero di vittime continua ad essere registrato nella provincia di Benguela. “In effetti è molto strano che un’epidemia di colera duri così a lungo” ha detto recentemente alla MISNA Andrea Atzori, coordinatore dell’organizzazione ‘Medici per l’Africa-Cuamm’, raggiunto telefonicamente nella provincia di Uige, dove l’associazione ha in corso diversi progetti sanitari e di sostegno alle istituzioni mediche locali. “L’impressione è che i contagi, in questa o quella provincia, siano più volte scomparsi e poi ricomparsi a distanza di molti giorni; un vero e proprio stillicidio. Ciò fa pensare a un problema nel sistema di vigilanza epidemiologico e a una rete ancora incompleta di servizi sanitari sul territorio; una situazione che è la conseguenza 27 anni in guerra” continua Atzori, sottolineando che la sua è un’ipotesi per un fenomeno inusuale che dovrebbe essere indagato più a fondo.(MZ, Misna, 23/02/07)
Un'attivista inglese e' stata arrestata dalla polizia angolana nella provincia di Cabinda. Sarah Wykes, questo il nome della donna, appartiene a Global Witness, un gruppo che lotta contro la corruzione petrolifera in Africa. Poco dopo l'arresto la Wykes ha affermato di aver incontrato alcuni gruppi locali per discutere di questioni relative al greggio e alla cosiddetta 'trasparenza dei profitti'.(Adnkronos, 19/02/07)
Oltre 200 morti per colera dall'inizio del 2007 (Ag.Radicale, 12/02/07)
E' sempre piu' allarme colera in Angola; secondo dati ufficiali del ministero della salute, nella ex colonia portoghese la malattia ha mietuto 208 vittime dall'inizio del 2007, due terzi delle quali nella capitale Luanda. Le cifre del ministero parlano di quasi 5 morti al giorno in questo primo scorcio dell'anno. E la situazione resta critica: circa 3.000 i morti da colera nel 2006, 6.051 i casi mortali registrati nel Paese africano. Una situazione resa ancora piu' allarmante dalle forti piogge che hanno colpito l'Angola il mese scorso, soprattuto nelle regioni meridionali, dove sono stati registrati 1.245 contagi. Funzionari del ministero della salute si dicono comunque ''fiduciosi'' su una possibile diminuzione dei casi mortali, ma la mancanza di infrastrutture adeguate, la penurtia di misure igieniche e l'assenza di acqua potabile pulita restano il maggior problema da dover risolvere per fermare la malattia. Fonte Asca (Ag.Radicale, 12/02/07)
Elezioni politiche nel 2008, presidenziali nel 2009 (AGI/REUTERS, 09/02/07)
Sono slittate ancora le elezioni in Angola. Il presidente Eduardo dos Santos ha annunciato oggi che le politiche si terranno nel 2008 e le presidenziali l'anno successivo. In dicembre, una commissione consultiva istituita dal governo aveva consigliato di rimandare almeno al 2009 le presidenziali che in origine avrebbero dovuto tenersi nel 2006 ed erano state poi spostate alla fine di quest'anno. Dos Santos, al potere al 1979, ha spiegato che per poter svolgere le elezioni e' necessario prima ripristinare la rete stradale e ricostruire i ponti distrutti nel 27 anni di guerra civile che hanno messo in ginocchio il paese. (AGI/REUTERS, 09/02/07)
Appello dell’arcivescovo di Luanda per la popolazione colpita dalle alluvioni (RadioVaticana, 08/02/07)
L’arcivescovo di Luanda, Mons. Damião Antonio Franklin, attraverso “Radio Ecclesia” ha lanciato un appello alla mobilitazione della comunità cattolica per aiutare la popolazione colpita dalle alluvioni. Le piogge torrenziali hanno colpito in questi giorni soprattutto la zona a nord della capitale e la provincia centro-orientale di Moxico, causando più di cento morti, migliaia di sfollati e notevoli danni materiali. Secondo quanto riferiscono fonti dell’agenzia Fides, la Caritas si è già attivata e molti senzatetto ricorrono alle strutture parrocchiali per cercare un alloggio temporaneo o per ricevere i pasti. Il governo ha varato un piano di emergenza e ha chiesto l’aiuto della comunità internazionale per affrontare lla situazione. L’Angola avrebbe, in teoria, i mezzi finanziari per migliorare le condizioni di vita della popolazione e affrontare queste emergenze, ma la maggior parte delle risorse del paese (in particolare petrolio e diamanti) sono controllate da una ristretta elite di burocrati. Fonte Fides – (RadioVaticana, 08/02/07)
Produzione di petrolio in forte crescita (Vita, 08/02/07)
L'attivita' petrolifera dell' Angola, che entro breve entrera' a fare parte dell'Opec, sta registrando una serie continua di successi operativi che hanno fatto alzare le stime di crescita del Paese dal 14,8% del 2006 al 30,2% del 2007. A darne notizia è l'agenzia di informazione de Il Sole24ore. Gli introiti del petrolio attualmente coprono il 90% delle esportazioni, l'80% delle entrate dello Stato e il 60% del prodotto interno lordo. La produzione di greggio, che fino a dicembre scorso era di 1.540.000 barili al giorno, e' gia' salita a 1.690.000 barili. Il dato e' particolarmente rilevante in quanto incidera' sulle quote di produzione che l'Opec assegnera' all'Angola. Contestualmente dovrebbero crescere anche le riserve accertate, attualmente pari a 12,5 miliardi di barili. Sui 74 blocchi di esplorazione identificati nel Paese, in realta' solo 30 sono attualmente attivi. Qualora le campagne di valutazione avviate o da avviare portassero a ulteriori successi, il volume complessivo delle riserve potrebbe avvicinarsi ai 30 miliardi di barili. Intanto il Governo angolano, la societa' petrolifera di Stato (Sonango) e le compagnie petrolifere internazionali operanti nel Paese, prevedono di incrementare la produzione fino a 2 milioni di barili all'inizio del 2008 e di oltrepassare i 2.750.000 barili per il 2010. Il programma, qualora fosse realizzato, potrebbe proiettare l'Angola al primo posto tra i produttori africani, scavalcando la stessa Nigeria. In particolare, il valore complessivo della produzione, potrebbe raggiungere i 40 miliardi di dollari l'anno. Principali mercati di sbocco del petrolio angolano sono attualmente la Cina seguita dagli Stati Uniti. Questi due Paesi, da soli, assorbono circa l'80% della produzione. Significativa anche la presenza italiana. Il gruppo Eni, che novembre scorso ha acquisito per 902 milioni di dollari un contratto di concessione in acque profonde (blocco 15), ha annunciato la scoperta di un nuovo rilevante giacimento nel blocco 14 localizzato in acque profonde (1.200 metri di acqua e 3.340 metri di perforazione) a circa 400 Km da Luanda. La quota l'Eni e' pari al 20%, analogamente a quella di di Total e Sonangol. (…)Fonte: Ambasciata d'Italia a Luanda (Vita,08/02/07)
Alluvioni, sale il bilancio: 114 morti e decide di migliaia gli sfollati (Repubblica, 07/02/07)
E' di almeno 114 morti e 28.500 famiglie sfollate il tragico bilancio delle alluvioni che negli ultimi giorni hanno devastato l'Angola. Lo ha reso noto il ministro della Solidarieta' sociale, Joao Baptista Kussumua. La crisi provocata da inizio anno dalle forti precipitazioni e' stata all'ordine del giorno di una sessione del Parlamento, riunito a Luanda per stabilire le misure necessarie per fare fronte all'emergenza e sostenere le vittime. Nella stessa capitale le piogge torrenziali hanno distrutto 10.300 case, 38 ponti, 137 ambulatori e 5.300 campi agricoli. Il ministro ha valutato che al momento i danni ammontano a circa 65 milioni di euro, ma che il governo dispone di soli 8 milioni per la ricostruzione di strade e infrastrutture. "Il governo ha approvato un piano d'emergenza", ha dichiarato Kussumua. Una delle zone piu' colpite dalle alluvioni e' la provincia centro-orientale di Moxico, dove in poche ore l'esondazione del fiume Cazombo ha lasciato senza casa 5.000 famiglie. In molti hanno trovato riparo sui tetti e sono stati portati in salvo con l'ausilio degli elicotteri. (Repubblica,07/02/07)
Distrutte tutte le mine anti-uomo negli arsenali, (MZ, Misna, 28/01/07)
Il governo angolano è riuscito a mantenere l’impegno preso e a distruggere entro il 1 gennaio 2007 tutte le mine anti-persona depositate nei suoi magazzini negli ultimi 30 anni: lo ha riferito lo stesso esecutivo di Luanda. Nella nota, si precisa che nei depositi militari nazionali sono state identificate e distrutte - nei quattro anni successivi alla firma del trattato internazionale per la messa al bando delle mine (siglato dal paese nel 1997, ratificato nel 2002 e divenuto operativo dal gennaio 2003) - ben 114.000 ordigni antipersona. Il risultato rappresenta un importante passo in avanti per ripulire il paese dalle mine, ma resta ancora da risolvere il principale problema, ovvero, la bonifica del territorio contaminato di ordigni durante i 27 anni di guerra civile, ha detto il direttore della Commissione nazionale angolana per lo sminamento e l’assistenza umanitaria, Santana Andre Pitra, sottolineando che adesso gli sforzi (e i finanziamenti) potranno essere completamente destinati alla bonifica del territorio. Non è ancora chiaro quante siano le mine disseminate in Angola, anche se stime ritenute credibili parlano di almeno 15 milioni di mine su una popolazione di circa 10 milioni di persone. Secondo un bilancio governativo diffuso recentemente, sono almeno 80.000 le persone morte negli ultimi 30 anni a causa di ordigni inesplosi. Tra loro soprattutto ribelli e militari impegnati nel conflitto, ma anche civili, donne e molti, troppi, bambini. (MZ, Misna, 28/01/07)
Piu' di 70 persone hanno perso la vita in Angola dopo una settimana di tempeste, piogge torrenziali e inondazioni che hanno colpito in particolar modo la regione della capitale, Luanda. Secondo un bilancio diffuso dalle autorita' locali, e' di almeno 65 morti il bilancio delle vittime nella sola Luanda, mentre e' difficile stabilire il numero esatto dei morti nella provincia meridionale di Benguela. (Adnkronos, 26/01/07)
Eni ha scoperto, attraverso la perforazione del pozzo Lucapa-1, un nuovo e rilevante giacimento petrolifero nel Blocco 14, situato nell'offshore dell'Angola a circa 400 km a Nord-Ovest di Luanda. Nel Blocco 14 Eni detiene la quota del 20%. Gli altri azionisti sono Cabinda Gulf Oil Company (Operatore, 31%), Sonangol (20%), Total (20%) e Galp (9%). Il pozzo Lucapa-1, che e' stato perforato a una profondita' di 3.340 metri e in 1.200 metri d'acqua - informa una nota - ha condotto alla scoperta di 85 metri di sabbie mineralizzate a olio della qualita' di 24 gradi API. La perforazione di un ulteriore pozzo esplorativo e la conduzione degli studi geologici appropriati consentiranno di valutare riserve e potenziale del giacimento. Con questa scoperta - si afferma - si rafforza ulteriormente la posizione di Eni in Angola, dove recentemente ha acquisito il ruolo di Operatore nel Blocco 15/06, area esplorativa a elevato potenziale minerario. L'Angola, insieme ad Algeria, Egitto, Libia, Nigeria e Kazakhstan, e' uno dei Paesi che Eni considera strategici per la propria crescita produttiva. Attualmente conta per circa 160 mila barili di olio equivalente al giorno, con previsione di raggiungere i 200 mila barili al giorno nel 2009 grazie al contributo degli sviluppi in acque profonde. (Repubblica, 26/01/07)
Sono 2799 le vittime e 70.396 i contagiati per l'epidemia di colera (Canisciolti, 25/01/07)
Sono 2799 le vittime e 70.396 le persone contagiate dall'epidemia di colera in corso in Angola da quasi un anno. Lo riferisce l'agenzia Misna citando l'ufficio angolano dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms/Who) e aggiornato a ieri. L'ultimo conteggio ufficiale diffuso dall'Oms il 7 dicembre scorso era fermo a 2.630 vittime e 63.535 contagi, il che vuol dire che negli ultimi 40 giorni si sono registrati quasi 7000 nuovi casi di contagio e 170 morti. L'epidemia continua a interessare 16 delle 18 province e già ieri, fonti del governo angolano avevano sottolineato il timore che le violente piogge in corso negli ultimi giorni su varie zone del paese e soprattutto nell'area della capitale possano ridare nuovo slancio a un'epidemia che da quando ha fatto la sua comparsa, il 13 febbraio 2006, non ha mai smesso di diffondersi e di mietere vittime. Se il tasso di mortalità dell'epidemia in corso continua a essere stabile intorno al 4% è salito allo 0,40% quello di contagio, un dato che, spiegano fonti sanitarie, sembrerebbe confermare i timori del governo angolano. Dall'inizio della sua diffusione, l'epidemia di colera ha colpito soprattutto la provincia di Luanda, con 24526 contagi e 328 morti; mentre il maggior numero di vittime, 573, continua ad essere registrato nella provincia di Benguela (10169 contagi). In peggioramento anche la situazione nella provincia di Malange con 332 morti su 4921 casi confermati. (Canisciolti,25/01/07)
Piogge torrenziali a Luanda: 46 morti e 25 dispersi (RaiNews24, 23/01/07)
Quarantasei persone sono morte e altre 25 risultano disperse a Luanda, in seguito alle piogge torrenziali che hanno colpito la capitale dell'Angola ieri: lo annuncia oggi la protezione civile dello Stato situato sulla costa atlantica dell'Africa meridionale. "Finora abbiamo registrato 28 vittime", ha dichiarato Eugenio Labourinho, coordinatore della Protezione civile. Questa mattina il governatore della capitale angolana, Job Capapihna, ha incontrato i principali responsabili dell'amministrazione locale per valutare la situazione. "Dobbiamo raccogliere le informazioni in ogni municipalita' e creare le condizioni per andare a soccorrere le vittime", ha spiegato. Tende d'emergenza sono state installate in differenti punti della citta' per aiutare le famiglie che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni inondate o distrutte. Le piogge hanno distrutto inoltre i cavi a fibre ottiche, rendendo impossibile ogni contatto telefonico fuori dal paese tramite la linea fissa. Gia' la settimana scorsa il maltempo ha provocato 15 morti nella capitale dell'ex colonia portoghese. (RaiNews24, 23/01/07)
Giovedì 14 dicembre, la 143^ riunione straordinaria dei membri dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) ha sancito l’ingresso dell’Angola nel cartello, che espanderà la sua quota di produzione mondiale, attualmente al 40%, e il numero dei suoi membri per la prima volta dal 1975. La prospettiva di vedere da marzo imbrigliata la capacità estrattiva angolana, insieme all’avvicinamento di Ecuador e Sudan alle fila dell’OPEC, ha provocato un’impennata dei prezzi del petrolio, seppure si debba riconoscere che la reazione del mercato sia fisiologica al recente annuncio di una nuova riduzione delle quote di produzione da parte del cartello. L’entrata di Luanda nell’OPEC ha qualcosa di contraddittorio. Il Paese è tra i più contesi dall’attenzione e dai finanziamenti statunitensi e cinesi, interessati a mettere in sicurezza ed espandere le proprie fonti di approvvigionamento. Inoltra l’Angola sta da tempo usando la sua rilevanza geostrategica in ascesa per preparare un’espansione della sua influenza politica in Africa. Nel Paese inoltre operano le principali compagnie petrolifere mondiali, le quali hanno investito e continuano a scommettere enormi somme di denaro nell’ammodernamento e nell’apertura di impianti estrattivi, specie off-shore. D’altro canto, l’Angola si è da tempo posta l’obiettivo di portare la propria produzione da 1,4 milioni a 2 milioni di barili al giorno entro il 2007. Quali sono quindi le motivazioni che hanno spinto il governo angolano a legarsi a una quota prestabilita, peraltro ancora tutte da negoziare, come prevede l’adesione all’OPEC? Gli analisti del mercato energetico osservano che, almeno sul breve periodo, l’entrata nel cartello non affliggerà l’attenzione riservata all’Angola dalle grandi compagnie che già sono attive sul suo territorio, seppure è evidente che nel lungo periodo la fissazione di quote estrattive potrebbe teoricamente disincentivare gli investitori. Tuttavia, è forse nella politica, piuttosto che nell’economia, la motivazione dietro la svolta associativa: l’Angola preferisce conservare e tutelare il proprio potenziale entrando a fare parte dell’organizzazione dei produttori, che tra gli altri comprende Venezuela e Iran, Paesi anch’essi ben presenti sul mercato cinese con cui Luanda ha ultimamente rafforzato la cooperazione tecnica. Un’altra ragione potrebbe essere quella di raffreddare l’incidenza petrolifera sulla propria economia, tentando di evitare la cosiddetta “maledizione del petrolio”. (Massimiliano Zanghì, University, 02/01/07)