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Un nuovo organismo per coordinare le politiche energetiche (LC, Ag. Fides, 12/07/07)
Per far fronte all’aumento del prezzo dei carburanti i Paesi dell’Africa australe hanno deciso di unire le loro forze, coordinando le politiche energetiche dei singoli Stati. La Comunità di Sviluppo dell’Africa Meridionale (Southern African Development Community, SADC) ha deciso infatti di creare l’Associazione Regionale per il Petrolio e il Gas (Regional Petroleum and Gas Association, REPGA) per promuovere il commercio dei prodotti petroliferi e dei suoi derivati tra gli Stati membri. La nuova associazione dovrà anche armonizzare gli standard e i regolamenti del settore. La creazione della REPGA fu proposta durante la riunione del sottocomitato per il petrolio, il carbone e il gas della SADC che si è tenuta a Gaborone (Botswana) nell’aprile 2002. Tra gli altri scopi del nuovo organismo vi sono il coordinamento delle attività di ricerca di nuove risorse di idrocarburi nella regione e la possibile creazione di un servizio di consulenza per la revisione dei dati e delle informazioni relative al settore degli idrocarburi nei Paesi aderenti. Il servizio di consulenza avrà il compito di studiare la possibilità di regolamentare tutto il settore energetico regionale comprendente non solo petrolio e gas ma anche l’elettricità. La SADC è composta da Angola, Botswana, Repubblica Democratica del Congo, Lesotho, Madagascar, Malawi, Mauritius, Mozambico, Namibia, Sudafrica, Swaziland, Tanzania, Zambia e Zimbabwe. La sua sede è a Gaborone, in Botswana. (…)(LC, Ag. Fides, 12/07/07)
Nuovo parco transfrontaliero tra 5 Paesi (TtgItalia, 22/06/07)
I ministri del Turismo di Zimbabwe, Angola, Namibia, Botswana e Zambia hanno siglato un memorandum d'intesa (Mou) per la costituzione di un enorme parco tranfrontaliero, una riserva naturale che attraverserà i cinque Paesi del Sud del continente africano. Il parco sorgerà parzialmente sulle rive del fiume Zambesi e sarà composto da parte delle aree naturali storiche quali l'Okavango Delta in Botswana, il Caprivi in Namibia, il Kafue dello Zambia e il parco delle Cascate Victoria in Zimbabwe e Zambia. La superficie individuata è di 30mila chilometri quadrati e includerà ecosistemi diversi quali savana, fiumi, superfici boscose e aree umide.(TtgItalia, 22/06/07)
Unicef: Africa del sud est regno dei trafficanti di bambini (Corriere della Sera, 17/06/2007)
I Paesi dell'Africa australe e orientale rischiano di diventare il regno dei trafficanti di bambini. A lanciare l'allarme e' l'Unicef, l'agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia. Ogni anno - si legge in un comunicato diffuso oggi - migliaia di bimbi provenienti dai Paesi dell'area sono costretti a prostituirsi o a svolgere lavori domestici in abitazioni altrui. Per Engebak, responsabile dell'Unicef per l'Africa australe e orientale, sottolinea che nella regione vivono "oltre otto milioni di bambini orfani malati di Aids". Dei venti Paesi dell'area - sottolinea l'Unicef - undici hanno ratificato un protocollo sulla prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani, in particolare donne e bambini. Altri tre Paesi avrebbero approvato il documento. "Solamente il Mozambico e il Sudafrica - rileva l'agenzia delle Nazioni Unite - hanno fatto progressi nell'afi'dozione di leggi contro la tratta dei bambini". (Corriere della Sera, 17/06/2007)
Inondazioni: situazione drammatica in Mozambico (LM, Fides, 09/02/07)
Le piogge torrenziali continuano a flagellare vaste aree dell’Africa australe. Oltre all’Angola (vedi Fides 8 febbraio 2007) anche Mozambico e Madagascar sono interessate da gravi alluvioni. In Mozambico una trentina di persone hanno perso la vita a causa delle forti piogge e il governo locale ha chiesto l’aiuto della comunità internazionale per soccorre più di 500mila persone minacciate dalla furia delle acque. Sono andate distrutte 4.677 abitazioni e 4 centri sanitari che servivano 46.500 persone. Le province più colpite sono quelle di Zambezia e Sofala. Desta preoccupazione la situazione della diga di Cahora Bassa, dove il livello delle acque ha superato i limiti di sicurezza. Sono gravi i danni all’agricoltura con la conseguenza che si profila pure una grave crisi economica ed alimentare. Secondo un rappresentante del governo l’alluvione di quest’anno è ancora più grave di quella del 2000 e del 2001, che provocarono la morte di più di 700 persone e lo sfollamento di 500mila abitanti. - Anche il Madagascar deve affrontare un’emergenza provocata dalle condizioni meteorologiche. “Dopo il passaggio di due cicloni, che hanno devastato il Nord e il sud est del Madagascar, in questo momento è la capitale, Antananarivo, che è sommersa dall'acqua. Infatti le abbondanti piogge di questi ultimi giorni hanno provocato delle alluvioni nella piana della capitale. Migliaia sono i senza tetto. Ci sono stati crolli di abitazioni e anche qualche morto” dicono all’Agenzia Fides fonti della Chiesa locale. (LM, Fides,09/02/07)