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AFRICA 2 - 2007
Notizie dal 01/04/2007
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NOTIZIE DAL 1 GENNAIO AL 30 MARZO 2007

Missionari uccisi nel 2007 (ICN/Fides, 30/12/07)

Il rincaro del greggio vanifica la cancellazione del debito (Il Sole 24 ore, 30/12/07)

Bono (U2): ''Su aiuti all'Africa l'Italia non ha mantenuto le promesse'' (Adnkronos, 28/12/07)

Il Papa chiede la pace e sferza i potenti: «Trovino la soluzione umana e giusta» (Corriere della Sera, 26/12/07)

Primo satellite africano in orbita (Luca Rolandi, La Stampa, 20/12/2007)

Agribusiness e nuovo colonialismo (Debora Billi, Petrolio Blogs, 18/12/2007)

Pena di morte, Onu approva moratoria (La Stampa, 18/12/2007)

Cina, la Banca Mondiale si fa avanti (Mwinda, 18/12/2007)

Nasce la “conferenza episcopale dell’Africa Occidentale (CC, Misna, 16/12/2007)

Ue. Spiegel; Sarkozy contro Merkel: ha esagerato (Agi, 16/12/2007)

A proposito di una lettera di p. Zanotelli a Romano Prodi (CO, Misna, 16/12/2007)

Far fronte ai mali delle schiavitù del nostro tempo: appello deii Vescovi africani ed europei (LM, Fides, 11/12/07)

Onu cerca 3,8 miliardi di dollari per crisi umanitarie 2008 (Reuters, 10/12/07)

Unicef: nel 2006 nel mondo 125 milioni di bimbi senza acqua potabile (Agnese Malatesta, La Gazzetta del Mezzogiorno, 09/12/2007)

“Svolta" rapporti UE-Aafrica, ma non sul commercio (Agi/Reuters/Efe, 09/12/2007)

Lisbona sancisce la parita delle relazioni tra UE e Africa (Euronews, 09/12/2007)

UE e Africa divise sulla questione degli accordi di partenariato economico (Euronews, 09/12/2007)

Summit Ue-Africa, problemi sugli accordi commerciali (Antonio Tagliatatela, Pupia, 09/12/2007)

Libia propone di ospitare prossimo vertice (Adnkronos/Aki, 09/12/2007)

Ibm investe nei laureati dell'Africa sub-sahariana (La Stampa, 06/12/07)

L’Africa, la BM e la finta crescita (Agnese Licata, Altrenotizie, 05/12/2007)

Summit UE-Africa: Darfur e Zimbabwe non in agenda (Francesca Colasanti, Ag. Radicale, 05/12/2007)

Collegare l’Africa al resto del mondo con cavi ottici entro il 2010 (LM, Fides, 05/12/2007)

Rice in Etiopia per colloqui su fine conflitti (Reuters, 05/12/2007)

Scrittori accusano di codardia leader africani ed europei (Reuters, 04/12/2007)

Medici da esportazione… (La Stampa/Blog, 03/12/2007)

Peacekeeping: tanti conflitti, ma pochi eserciti pronti e addestrati per risolverli (Riccardo Rossi, La Voce, 01/12/2007)

Giornata mondiale contro l’aids: messaggio dei vescovi africani (MZ, Misna, 01/12/2007)

L’embargo Onu da solo non ferma le forniture di armi (Gianandrea Gaiani, Panorama, 30/11/2007)

Parte la guerra dei cellulari, Vodafone punta 7 miliardi in Sudafrica (M.Sodano, La stampa, 30/11/2007)

Anche l’Africa si preoccupa per l’energia (Greenreport, 29/11/07)

Il continente risente dei gas serra prodotti da altri continenti (LM, Fides, 28/11/2007)

Aids: scuole d'agricoltura per ragazzi vulnerabili (Agi, 28/11/2007)

Spot nell'intervallo della partita: "Africani, la Svizzera è un inferno" (Concetto Vecchio, La Repubblica, 27/11/2007)

Médecins du Monde: a Malta condizioni "spaventose" di detenzione (Meltingpot, 27/11/2007)

Uniti contro il narcotraffico: coordinamento antidroga tra polizie (LM, Fides, 26/11/2007)

La crescita economica dei Paesi subsahariani, il Report della World Bank(University.it, 26/11/2007)

Accordo economico tra quattro paesi Africa australe e Unione Europea (Misna, 26/11/07)

La responsabilita' dei rifiuti elettronici (Alessandro Iacuelli, Altrenotizie, 24/11/2007)

L'interconnessione delle reti ferroviarie africane (LM, Fides, 24/11/2007)

Donne e uomini nelle economie subsahariane (Elena Masi, Equilibri, 23/11/2007)

Manca l'acqua, sale il mare e avanza il deserto (Greeneport, 22/11/2007)

Traffico di donne, 50.000 ogni anno sulle “rotte africane” (CO, Misna, 20/11/2007)

Appello dei vescovi africani ed europei contro le nuove forme di schiavitù (RP, RadioVaticana, 20/11/2007)

Cina promette aiuti per ammodernare FFAA keniane (Agi/Afp, 19/11/2007)

E' on line il nuovo sito di Panafricana (Cinemafrica, 18/11/07)

L'Africa alla periferia della storia (Anna Bono, Ragionpolitica,17/11/07)

Commercio: ai ferri corti con l’Unione europea (Diego Manila, Panorama, 16/11/07)

Elettricità per l’Africa: accordo a Roma nell’ambito del Congresso Mondiale dell’Energia (LM, Ag, Fides, 16/11/07)

Le tre presunte velocita' di crescita dell'economia africana (MZ, Misna, 15/11/07)

Pena di morte, commissione Onu approva moratoria (Adnkronos, 15/11/07)

BM: crescita economica veloce e costante, tuttavia 41% degli africani vive con meno di un dollaro a giorno (Apcom, 14/11/07)

La Organizzazione di al-Qa’ida nel Maghreb Islamico - 1a parte (Emilio Palmieri, Equilibri, 14/11/07)

Vescovi contro le nuove schiavitù (Emanuela Citterio, Vita, 13/11/2007)

Rinasce il cinema africano a Verona (Cinemafrica, 13/11/2007)

Più di 5mila le vittime da mina in un anno (Peacereporter, 12/11/2007)

Guerra al traffico di cosmetici e farmaci contraffatti (Newsbox, 09/11/2007)

The e zucchero per produrre energia pulita (Greenreport, 09/11/2007)

L’export di verdura africana fondamentale per la piccola economia (GreenPlanet, 08/11/2007)

La minaccia del terrorismo internazionale (Sergio Porcu, Equilibri. 08/11/2007)

Contraffatti farmaci e creme: la denuncia al Congresso sulle malattie infettive (Ansa, 07/11/2007)

Rendere i farmaci accessibili a tutti i poveri del mondo (AP/Fides, 07/11/2007)

Broncopolmonite, tubercolosi, diarrea: come si muore in Africa (Marta Catalano, Korazym, 07/11/2007)

Telefonini: 50 mld di dollari nei paesi più poveri (Panorama, 07/11/2007)

Fortress Europe - Pubblicato il rapporto di ottobre (Fortress Europe, 06/11/2007)

Asa: «L’Africa ha tutto ciò che ai paesi ricchi manca di più» (Cafebabel.com/it, 03/11/07)

Conferenza sulla violenza armata e lo sviluppo in Africa (Conf. Svizzera, 31/10/2007)

La Tecnologia è possibile (Marco V. Principato, Punto Informatico, 30/10/2007)

Non scaricare sui poveri i bisogni ecologici dei ricchi (Pietro Greco, Greenreport, 30/10/2007)

L’orrore e la sagra dell'ipocrisia (Giuseppe Mascambruno, Quotidiano 29/10/2007)

Fuga di cervelli dalle università africane (BB, RadioVaticana, 25/10/2007)

Il 5% delle mutilazioni genitali femminili avviene nei Paesi ricchi (FF, RadioVaticana, 24/10/2007)

Comitato permanente del SECAM: il traffico degli esseri umani (SL, Fides, 23/10/2007)

A Padova una finestra sul continente africano con "Medici con l’Africa CUAMM" (CDL, RadioVaticana, 23/10/2007)

La via alla connettività (Gaia Bottà, Punto Informatico, 22/10/2007)

Unicef: la malaria resta emergenza (Ansa, 21/10/2007)

Malawi e Congo imboccano la strada dei bio-carburanti (GB, Misna, 19/10/2007)

I tre ‘giganti’ del Sud chiedono un posto “alla tavola dei potenti” (FB, Misna, 17/10/2007)

Un milione e mezzo di persone colpite dalle alluvioni nell’Africa Sub-Sahariana (Fides/AP, 17/10/2007)

Unicef: significativi progressi nella lotta alla malaria (Aise, 17/10/2007)

Giornata mondiale dell'alimentazione (Nicoletta Cottone, Il Sole 24 ore, 16/10/2007)

Pirati, arrembaggi in aumento in tutto il mondo (Adnkronos/Ign, 16/10/2007)

Aumenta la fame nel mondo; la Fao per il diritto all’alimentazione (Greenreport,15/10/2007)

Bob Denard, una vita da pirata (Chiara Rancati , Peacereporter, 15/10/2007)

Nel mondo 854 mln vanno a letto affamati (Ansa, 12/10/2007)

“Abbiamo una Parola comune”: 138 leader islamici scrivono al Papa (Asianews, 11/10/2007)

I costi della guerra (Agi, 11/10/2007)

Fame e bio-combustibili: “benzina verde sì, ma aspettiamo la scienza” (GB, Misna, 11/10/2007)

Dopo stagione delle piogge, rischio meningite? (MZ, Misna, 11/10/07)

Gli africani sono comunitari in Spagna (Calcioblog, 07/10/2007)

UA smentisce Kouchner, Mugabe al vertice con l'UE (Agi/Afp, 06/10/2007)

La diaspora africana invia ogni anno 17 miliardi di dollari nei Paesi di origine (LM, Fides, 03/10/2007)

Rapporto Fortress Europe di settembre: 1.096 morti nel 2007 (Prima, 03/10/2007)

Notizie dai conflitti nel mondo (Loredana Brigante, 7Magazine, 03/10/2007)

Unodoc: stretto rapporto tra i traffici di droga, di armi, di esseri umani e il terrorismo (LM, Fides, 03/10/2007)

Aiutare l’Africa a inserirsi nei commerci mondiali: aperto in Tanzania un meeting internazionale (LM, Ag. Fides, 02/10/2007)

I marines alla conquista dell'Africa (Stefano Liberti, Il Manifesto/Terre Libere, 02/10/2007)

La Banca Mondiale chiede una proroga sugli EPA (David Cronin, IPS, 28/09/07)

Le nuove rotte del narcotraffico (Anita Borselli, Equilibri, 28/09/07)

Migranti: sempre più fughe e vittime verso lo Yemen (CC, Misna, 28/09/07)

Ue-Africa/2: "Stop EPA Day". Giornata mondiale contro gli Epa (Vita, 27/09/07)

Economie africane a rischio con i nuovi trattati commerciali con l’Unione Europea? (LM, Ag. Fides, 26/09/07)

Un manuale per aggiornare Sarkozy (E.Citterio, Vita, 26/09/07)

Questa è l’Africa in cammino (Mariapia Bonanate, Fam Cristiana, 25/09/07)

Sorprese in una nuova classifica sul buon governo nel continente (MZ, Misna, 25/09/07)

Puliamo il mondo raccontandola tutta sui rifiuti (Diego Barsotti, Greenreport, 25/09/07)

Approvato dispiegamento forza ‘ibrida’ in Cad e Cntrafrica (AdL, Misna, 25/09/07)

Appello Unicef per emergenza alluvioni (Agi, 24/09/07)

La nuova offensiva Tuareg (Alberto Grossetti, Equilibri, 21/09/07)

Ogni anno 148 miliardi di dollari sottratti dalla corruzione (LM, Fides, 21/09/07)

Inondazioni in 18 paesi, appello Croce Rossa (Swissinfo, 21/09/07)

Sotto la pioggia e l’indifferenza (Joshua.Massarenti, Panorama, 20/09/07)

A Londra il primo istituto islamico per formare 'imam moderati' (Corriere della Sera, 18/09/2007)

Traffici illeciti di armi? Ecco come scoprirli dalle quotazioni di Borsa (Mariangela Maritato, Il Sole 24 ore, 17/09/07)

Diamanti: il Kimberley Process (Noemi Dal Monte, Equilibri, 14/09/07)

Infuria il maltempo. In Sudan, 131 morti; in Uganda rischio di epidemie (BB, Radio Vaticana, 14/09/07)

Unicef: nel 2006 morti meno di 10 milioni di bimbi, la prima volta dal '90 (Agi, 13/09/07)

Il forte rialzo dell’euro danneggia le esportazioni dei Paesi legati alla divisa europea (LM, Fides, 13/09/07)

Esperti africani mettono a punto un piano di lotta al traffico di droga (BC, Radio Vaticana, 13/09/07)

Sahel: il costo della desertificazione (Luca Rolandi, La Stampa, 13/09/07)

Iniziato ieri sera il ramadan in Libia e Nigeria (Alice/Apcom, 13/09/07)

Cellulari contro la povertà: presto reti di telefonia mobile in 79 villaggi (Mariangela Maritato, Il sole 24 ore, 11/09/07)

Milioni di africani colpiti da piogge, alluvioni e smottamenti (MZ, Misna, 31/08/07)

Africa - L'Africa non vuole il nuovo comando militare americano (MZ, Misna, 30/08/07)

Alluvioni: si aggravano conseguenze in Nigeria e Somalia (AdL, Misna, 29/08/07)

Il Pam acquista cibi sempre più in loco (Vita, 29/08/07)

La rivolta dell'Africa: "L'uranio è solo nostro" - Multinazionali sotto ricatto (Domenico Quirico, La Stampa, 28/08/07)

Nuova agenzia cattolica pan-africana (Dia-Mancini/Radiovaticana, 28/08/07))

Europa ed Africa: al via tunnel sotto Gibilterra (Apcom, 23/08/07)

Save the Children, milioni di bambini sono schiavi (Corriere del Ticino, 23/08/07)

Un pipistrello il portatore del virus Marburg (Marco Letizia, Corriere della Sera, 23/08/2007)

26 miliardi di dollari per incentivare i giovani a non fuggire in Europa (Peacereporter, 22/08/07)

La «green machine» a 100 dollari arriva fra due mesi (Massimo A. Alberizzi, Corriere della Sera, 22/08/2007)

Ogni minuto muoiono 8 bambini sotto 5 anni (Swissinfo, 21/08/07)

I cambiamenti climatici minacciano parchi e biodiversità (Greenreport, 20/08/07)

Soffocata da miliardi buste di plastica (Ansa, 20/08/07)

Naomi Campbell: le modelle nere sono discriminate (Ansa, 20/08/07)

Gran Bretagna: bimbi schiavi, la denuncia dell'Independent (Corriere della Sera, 13/08/2007)

La banca delle donne per sradicare la poverta' (AGI/AFP, 09/08/07)

Il dramma silenzioso dell'immigrazione clandestina (Radio Vaticana, 05/08/07)

Cina: politica energetica ad alto rischio (E. Roscini Vitali, Pagine di difesa, 30/07/07)

Equo e solidale: fairtrade, arance, limoni e mango dall'Africa (Agi, 30/07/07)

Giornalismo via smartphone (Gaia Bottà, Punto-informatico.it, 30/07/07)

Sarkozy prospetta l'Eurafrica (Ansa, 28/07/07)

I progetti per connettere il continente (Vita, 26/07/07)

Rifugiati. Amato: accogliamoli come fu per nostri padri (Agi, 25/07/07)

Aminata Traorè: L'Africa, discarica e serbatoio di ricchezza per il mondo (Federico Taverniti, Prima pagina, 20/07/07)

Petrolio, miniere guerra e povertà, il paradosso africano (Umberto Mazzantini, Greenreport, 20/07/07)

Prevista situazione alimentare difficile per vari paesi (Newsfood, 17/07/07)

Aiuto necessario per combattere il traffico di esseri umani (Peacereporter, 16/07/07)

Sforzi contro il morbillo: ridurre del 90 per cento i morti entro il 2010 (Valeria Confalonieri, Peacereporter, 15/07/07)

Progetto di un ponte tra Asia e Africa (Rainews24, 14/07/07)

Iniziano i giochi africani, “grande festa sportiva” per il continente (CO, Misna, 12/07/07)

Droga: il continente nero sempre più “bianco” (CO, Misna, 11/07/07)

Oggi: La malaria non si ferma (f.c.\aise, 11/07/07)

Nel 2015 al via il gasdotto transahariano (Euronews, 10/07/07)

Under 20: l'Africa è la nuova frontiera (Viola News, 10/07/07)

Colonizzata dal fumo under 18 (Domenico Quirico, La Stampa, 07/07/07)

Sos di Save the children contro le mutilazioni genitali femminili (C. Reschia, La Stampa, 06/07/07)

Unione africana (Internazionale, 05/07/07)

Summit dell'UA, pareri discordanti su un'unità politica (Peacereporter, 03/07/07)

Quei bimbi “invisibili” di Lampedusa (Il meridiano, 03/07/07)

Nasce il parco più grande del mondo (Ansa, 02/07/07)

L'Unione Africana fa i conti con i suoi fallimenti (Aprileonline, fonte Afp, 29/06/07)

Ong a governi africani: non firmate gli Epa (Vita, 29/06/07)

Craxi al vertice dei ministri Esteri ad Accra (Adnkronos/Ign, 28/06/07)

Le energivore costruzioni cinesi, e la cattiva coscienza. (Petrolio, 25/06/07)

Più donne nei processi decisionali per aiutare davvero lo sviluppo (Joyce Mulama, IPS, 18/06/07)

200 milioni i cristiani a rischio persecuzione in ben 60 Paesi del mondo (RG, Radio Vaticana, 18/06/07)

Giornata del bambino: 1,2 mln/anno bambini vittime di traffici per 9,5 miliardi di dollari/anno (Apcom, 14/06/07)

Cites, stop di nove anni a commercio avorio (Ansa, 14/06/07)

Un premio letterario internazionale per il nigeriano Chinua Achee (CO.Misna, 14/6/07)

Salone del libro maghrebino oggi al via (Denaro.it, 13/06/07)

Il Papa ringrazia i vescovi del Nordafrica per la coraggiosa testimonianza del Vangelo e il dialogo con i musulmani (Radiovaticana, 09/06/07)

G8 si impegna per Africa, frena su Doha (Agi, 08/06/07)

Nuovo vaccino e speranze per lotta meningite (Swissinfo, 08/06/07)

G8: contro-summit africano, "show di Hiligendamm e' solo bluff" (Agi/Afp, 07/06/07)

Cites: salve la balene, non i rinoceronti neri (Greenreport, 07/06/07)

L'Europa blinda le frontiere nel Mediterraneo (Amisnet, 07/06/07)

Appello del Papa al G8: "Non dimenticate l'Africa" (La Stampa, 06/06/07)

Il Cites discute la moratoria sull'avorio (Ecoblog, 06/06/07)

Forum dei popoli in Mali: “spazio di dialogo e solidarietà” (FB, Misna, 05/06/07)

Clandestini: oltre 9.000 morti in vent'anni (Affari italiani, 04/06/07)

Biogas in Africa (Biocarburanti, 02/06/07)

L'avorio al centro della conferenza sulle specie protette (Swissinfo, 02/06/07)

Anatema del Papa sullo sfruttamento dei Paesi poveri (il meridiano, 02/06/07)

Ennesima tragedia dell'immigrazione clandestina (Radio Vaticana, 02/06/07)

Ocse: falliti obiettivi millennio per acqua e sanita' (La7News, 01/06/07)

G8: Blair invita a mantenere promesse per Africa (Swissinfo, 31/05/07)

Nasce Cnbc Africa (Diregiovani, 31/05/07)

Energia: per i ministri serve approccio comune (Vita, 30/05/07)

Chi vuol riaprire il commercio dell'avorio? (Marinella Correggia, il manifesto, 30/05/07)

Tante promesse, ma aiuti diminuiti del 5% (MZ, Misna, 29/05/07)

Sul continente il tour d'addio di Tony Blair (Vita, 28/05/07)

Il tema degli aiuti all'Africa al: vertice G8. (Swisspolitics, 26/05/07)

82 dispersi e 19 vittime nel solo mese di maggio (Meltingpot, 25/05/07)

Quale strategia di sviluppo tra Italia e Africa? (Vita, 24/05/07)

Aids, con Dream Sant'Egidio "cura" l'Africa (anna rita cillis, Repubblica, 24/05/07)

"Memorie di un soldato bambino" (Roberto Bonzio, Reuters, 23/05/07)

Il colosso Cina guarda verso l'Africa (Gofluid.com/news, 23/05/07)

Riccardi, "l'Italia ha fallito"(Vita.it, 21/05/07)

Africa – Italia, ultima in Europa per gli aiuti ai paesi poveri (Massimo Brignolo, Visti da lontano, 19/05/07)

La Cina punta sulla sua crescita (Valentina David, IFGOnline, 18/05/07)

Cina e Africa: sviluppo comune, ma senza neo-colonialismo (PB, AsiaNews/Agenzie, 17/05/07)

Bioenergie: una minaccia per i popoli autoctoni e tribali (Greenreport, 16/05/07)

L’Africa occidentale è preda della criminalità transnazionale (LM, Agenzia Fides, 14/05/07)

La scommessa di Sarkozy (M. Fagotto, Peacelink, 14/05/07)

Malgrado i suoi ‘chiaroscuri’, lo Zimbabwe illuminerà la Namibia (CO. Misna,11/05/07)

Un ponte sul fiume congo per unire Kinshasa e Brazzaville? (CO.Misna,11/05/07)

Media: rapporto Msf su crisi dimenticate (Raiutile, 03/05/07)

India e Sri Lanka: la banca dei bambini (Antonella Sinopoli, PeaceReporter, 01/05/07)

Cresce l'economia, ma non l'occupazione. (Vita, 26/04/07)

Giornata contro malaria terzo mondo: un bambino muore ogni 30" (Ansa, 25/04/07)

Benedetto XVI: priorita' vertice G8 siano Africa e aids (Ansa, 23/04/07)

G8: Africa e clima al top nell'agenda per 2008 e 2009 (Vita, 17/04/07)

Giornata mondiale contro gli Epa (Vita, 16/04/07)

Eco-energia: Mecca biocarburanti (Ansa, 11/04/07)

Epa: apertura dell'Ue, ma gli africani frenano (Joshua Massarenti, Vita, 06/04/07)

Tra biocarburanti e fame (Greenreport, 05/04/07)

Fondi per connessioni veloci (Quomedia, 05/04/07)

Il papa: Africa, continente di popoli derubati (Vita, 04/04/07)

Raccolto record di cereali, ma 33 paesi soffrono la fame (Greenreport, 03/04/07)

Il flagello della meningite si abbatte sul continente (Marco Cochi, prava.Italia, 03/04/07)

L'eredità avvelenata dell'Africa (Matteo Fagotto, PeaceReporter, 02/04/07)

Nuova strategia USA per l'espansione economico-militare (Sergio Porcu, Equilibri, 02/04/07)

 

NOTIZIE DAL 1 GENNAIO AL 30 MARZO 2007

TO ALL NEWS

Missionari uccisi nel 2007 (ICN/Fides, 30/12/07)

Come di consueto, alla fine dell'anno l'Agenzia Fides pubblica l'elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel corso del 2007. Secondo le informazioni in nostro possesso, quest'anno sono stati uccisi 21 tra sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi, tre in meno rispetto all'anno precedente e quattro in meno rispetto a due anni fa. (…) Il conteggio non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutti gli operatori pastorali morti in modo violento o che hanno sacrificato la vita consapevoli del rischio che correvano, pur di non abbandonare il proprio impegno di testimonianza e di carità. (…)Li proponiamo comunque al ricordo ed al suffragio di tutti, proprio perché il sacrificio della loro vita non sia dimenticato, e perché ognuno di loro, in misura diversa, ha offerto il suo contributo alla crescita della Chiesa in diverse parti del mondo. (…)
In America sono stati uccisi 6 sacerdoti ed 1 religioso. Il Messico è le nazione in cui la Chiesa ha pagato un triplice tributo di sangue, con tre sacerdoti uccisi: Don Humberto Macias Rosales, Padre Fernando Sanchez Duran, ed il missionario Padre Ricardo Junious. Ad essi si aggiungono 2 sacerdoti uccisi in Colombia (P. Mario Bianco, dei Missionari della Consolata, e D. José Luis Camacho Cepeda), un sacerdote Fidei donum ucciso in Brasile (Don Wolfgang Hermann) ed un religioso in Guatemala (Fratel Enrique Alberto Olano Merino).
L'Africa ha visto la morte violenta di 3 sacerdoti ed 1 religiosa. La nazione con il maggior numero di vittime è il Sudafrica, con 1 sacerdote e 1 suora: P. Allard Msheyene, missionario OMI, e Suor Anne Thole, perita nell'incendio della struttura che ospitava i malati di Aids. Seguono il Kenya (p. Martin Addai, dei Missionari d'Africa, originario del Ghana) e il Rwanda (dove si è spento il congolese d. Richard Bimeriki, vittima di una aggressione nella sua terra natale).
In Europa sono stati uccisi due sacerdoti, entrambi in Spagna: Don Salvador Herandez Seller, con una lunga esperienza missionaria in Ecuador, e D. Tomas Perez.
A questo elenco provvisorio stilato annualmente dall'Agenzia Fides, deve comunque essere aggiunta la lunga lista dei tanti "militi ignoti della fede" di cui forse non si avrà mai notizia, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano anche con la vita la loro fede in Cristo. (…)(ICN/Fides,  30/12/07)

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Il rincaro del greggio vanifica la cancellazione del debito (Il Sole 24 ore, 30/12/07)

L'aumento del prezzo del greggio ha vanificato i benefici portati negli ultimi tre anni a molti paesi africani dagli aiuti internazionali e dalla cancellazione del debito. A tal punto, da far temere il ripetersi della crisi del debito degli anni ottanta, determinata in parte dallo shock petrolifero del decennio precedente. Sono queste le conclusioni di una ricerca condotta dall'Agenzia internazionale per l'energia (Aie) e riportata dal Financial Times. L'Aie ha condotto la sua ricerca in 13 paesi africani privi di risorse petrolifere, tra cui Sudafrica, Ghana, Tanzania, Etiopia e Senegal, e ha evidenziato come il rincaro del greggio acquistato da questi stati a partire dal 2004 sia stato equivalente a 3 punti percentuali del Pil. Cifra superiore agli aiuti ricevuti nello stesso lasso di tempo dai paesi donatori e alla somma di debito cancellato. Il Presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, ha dichiarato di temere «rivolte e violenze» in Africa a causa del "rovinoso" prezzo del greggio. Per scongiurare tale minaccia, Wade ha sollecitato 15 Paesi privi di risorse petrolifere a dare vita a una società per l'energia in grado di competere nella gara per ottenere concessioni petrolifere nel continente. «Sta aumentando la consapevolezza che oggi la principale sfida per l'Africa è quella di fornire energia a costi abbordabili», ha sottolineato il Presidente senegalese. Il prezzo del greggio minaccia anche di rallentare la crescita economica del continente e di alimentare l'aumento del costo dei beni alimentari, ostacolando così l'investimento in settori chiave per lo sviluppo del continente come salute, istruzione e lotta alla povertà, come previsto dagli Obiettivi del Millennio. Il ministro delle Finanze nigeriano, Shamsuddeen Usman, ha dichiarato al Ft che per saranno soprattutto i paesi senza ricchezze petrolifere a veder diminuire «le possibilità di raggiungere gli obiettivi del Millennio».(Il Sole 24 ore,  30/12/07)

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Bono (U2): ''Su aiuti all'Africa l'Italia non ha mantenuto le promesse'' (Adnkronos, 28/12/07)

Sugli aiuti all'Africa ''la Germania non ha imbrogliato e lo si puo' constatare dal bilancio federale. Ad avere imbrogliato sono Italia e Francia''. Lo ha detto il leader degli U2, il cantante Bono Vox (nella foto), che, in un'intervista al 'Sueddeutsche Zeitung', racconta: ''Durante un mio incontro con i capi di governo ad Heiligendamm uno di loro si è addormentato mentre stavo parlando''. Il musicista si rifiuta di dire di chi si tratti: ''Nomi non ne faccio''. Poi scherza: ''Magari è perché io sono noioso... Ma la signora Merkel - aggiunge - non si è addormentata. Ha mostrato interesse e, soprattutto, non ha promesso molto e mantenuto poco''. Quanto agli altri impegni presi nel corso dell'ultimo vertice del G8 ad Heiligendamm che, a suo dire, non sono mantenuti, Bono afferma: ''E' già grave quando si violano le promesse fatte agli elettori, che poi lo si faccia verso i più poveri del mondo e migliaia di persone muoiano è inconcepibile. E sono stati soprattutto gli italiani a violare ogni promessa che avevano fatto''. Immediata la replica. Il governo ha mantenuto gli impegni presi per l'Africa all'ultimo vertice G8. Tutte le risorse stanziate per l'occasione saranno disponibili con l'entrata in vigore della Finanziaria, replicano fonti di palazzo Chigi. ''La protesta di Bono - dicono le stesse fonti - sarebbe stata giusta se non avessimo mantenuto gli impegni, ma il governo ha rispettato le promesse fatte, stanziando le risorse in Finanziaria. Risorse che saranno disponibili con l'entrata in vigore della legge''. (Adnkronos,  28/12/07)

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Il Papa chiede la pace e sferza i potenti: «Trovino la soluzione umana e giusta» (Corr(Corriere della Sera, 26/12/07)

«In questo giorno di pace, il pensiero va soprattutto laddove rimbomba il fragore delle armi»: il Papa chiede pace in tutto il mondo, dall'Africa al Medio Oriente, dal Libano all'Afghanistan. E fa appello ai «responsabili di governo» a «cercare e trovare soluzioni umane, giuste e durature». Messaggio di Natale e Benedizione «Urbi et Orbi» centrato sulla richiesta di pace in ogni angolo del pianeta, quello che Benedetto XVI rivolge a migliaia di fedeli radunati in piazza San Pietro per la tradizionale benedizione alla città e al mondo. Il pensiero di papa Ratzinger vola verso «le martoriate terre del Darfur, della Somalia e del nord della Repubblica Democratica del Congo» fino «ai confini dell'Eritrea e dell'Etiopia». Benedetto XVI ha auspicato che il Natale porti più giustizia sociale e consolazione a chi si «trova nelle tenebre della miseria, dell'ingiustizia, della guerra». È lungo l'elenco che Benedetto XVI stila per ricordare i numerosi focolai di guerra che divampano nel mondo. (…) «Il Bambino Gesù - afferma il Pontefice - porti sollievo a chi è nella prova e infonda ai responsabili di governo la saggezza e il coraggio di cercare e trovare soluzioni umane, giuste e durature.(…)». Al termine del messaggio «Urbi et Orbi», gli auguri di «Buon Natale» in 63 lingue, dall'italiano per concludere con il latino. Quest'anno è «spuntato» un idioma in più, rispetto ai 62 auguri del 2006: è il guaranì, lingua dell'indios dell'Amazzonia. (Corriere della Sera, 26/12/07)

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Primo satellite africano in orbita (Luca Rolandi, La Stampa, 20/12/2007)

La scommessa del futuro è immettere l'Africa nel fusso globale dell'informazione, dove oggi le notizie non possono arrivare. Nel continente nero, infatti, nella gran parte delle aree rurali non c'è elettricità, le connessioni telefoniche sono scarse, la televisione è poco diffusa e Internet è un lusso. Ma l'informazione è fondamentale per lo sviluppo a partire dagli elementi essenziali della vita: salute e istruzione. In particolare quella sanitaria in relazione alla prevenzione dell'Aids, della malaria, o semplicemente del morbillo che fa strage di bambini. Negli ultimi dieci anni sono stati avviati molti progetti uno dei più significativi fu Worldspace promosso dall'ingegnere etiope Noah Samara nel 1999. Il suo obiettivo era raggiungere ottocento milioni di persone concentrate nelle bidonville suburbane oppure disperse nei villaggi remoti nella savana, trasmettendo in cinquanta nazioni a dispetto della babele di lingue. Dopo otto anni finalmente si è giunto al primo risultato tangibile. Sarà, infatti, lanciato oggi, dalla città di Kouros, in Guyana francese, il primo satellite panafricano di telecomunicazione. Rascom-1, questo il nome scelto per il satellite, è frutto di un progetto dei governi di Camerun, Costa d'Avorio, Libia e Gambia e fornirà servizi per la telefonia fissa, diffusione e archiviazione di dati, connessioni internet e televisive per i prossimi 15 anni. Il costo complessivo dell'operazione ammonta a 400 milioni di dollari, ma il sistema permetterà all'Africa di economizzare i 500 milioni di dollari annui che il continente sborsa agli operatori stranieri per questo genere di servizi. Non dovendo “appoggiarsi” a degli hub (periferiche di snodo) esterni, anche gli altri paesi africani infatti, risparmieranno sui costi di importazione degli stessi servizi forniti da società che operano al di fuori del continente. “Questa operazione, sostenuta dall'Organizzazione regionale africana delle Comunicazione per satellite (Rascom) – ha spiegato Amadou Bello, responsabile del ministero delle Telecomunicazioni di Yaounde – è espressione della ferma volontà dei paesi africani di lavorare insieme per lo sviluppo del mercato delle telecomunicazioni nel continente”. (Luca Rolandi, La Stampa, 20/12/2007)

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Agribusiness e nuovo colonialismo (Debora Billi, Petrolio Blogs, 18/12/2007)

C'è una nuova invasione coloniale in Africa: quella per la produzione agricola di biocarburanti. Ad un recente congresso ambientalista in Mali, gli esperti di tutto il continente hanno lanciato il grido d'allarme ai governanti: resistere alle pressioni delle multinazionali occidentali che vogliono trasformare l'agricoltura africana in un serbatoio di "petrolio vegetale". Naturalmente e come sempre, il tutto viene spacciato come "opportunità di crescita e di benessere" per l'affamato continente, tacendo graziosamente sulla devastazione delle foreste e sulla contaminazione da OGM che già si sta verificando in molti Stati. Tutti noi sappiamo che l'Europa avrebbe bisogno di coltivare il 70% del proprio territorio a biocarburanti per coprire il fabbisogno: ma visto che il Nord non si sogna di cedere la propria sovranità alimentare, torna comodo usare i territori di gente che non conta nulla. Si stanno formando gigantesche partnership di cui fanno parte le multinazionali dei settori più disparati, quali Monsanto, Chevron, Volkswagen, BP, DuPont e Toyota, sempre gli stessi, quelli che devastano il pianeta da decenni. Come degli spietati uragani Katrina, dove passano tutto diventa fango. Il sistema sarà il solito, quello di cacciare i piccoli contadini dalle proprie terre per trasformarle in latifondi da "gasolio", così come è già successo a migliaia di persone in Brasile, Argentina e Bolivia. Insomma, anche per l'Africa la domanda e la risposta sono sempre e comunque le stesse: "Cosa c'è per cena?" "Biodiesel." (Debora Billi, Petrolio Blogs, 18/12/2007)

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Pena di morte, Onu approva moratoria (La Stampa, 18/12/2007)

L’Assemblea generale dell’Onu ha approvato la risoluzione per la moratoria contro la pena di morte nel mondo con 104 voti a favore, 54 contro e 29 astenuti. La risoluzione è stata approvata alle 11.45, ora di New York. È stato un successo del partito pro-moratoria che ha conquistato 5 voti in più rispetto al pronunciamento della terza Commissione in novembre. A metà novembre il voto alla III Commissione dell’Onu aveva visto 99 paesi favorevoli (due più del quorum di 97), 52 contrari e 33 astenuti. Il fronte del no, in quell’occasione come oggi, è stato guidato dall’Egitto, supportato da Singapore, Sudan e Iran, anche se i pilastri del fronte dei "Friends of Death Penalty" restano Usa e Cina. Nonostante gli Stati Uniti abbiano votato contro, gli analisti fanno notare che anche Oltreoceano il vento sta cominciando a cambiare, citando come prova la decisione dello Stato del New Jersey di abolire per legge la pena capitale. La Russia ha invece votato a favore della risoluzione per la moratoria universale. Fra i paesi che si sono aggiunti al fronte pro-moratoria ci sono Kiribati, Palau, Nauru e Congo Brazzaville. Si sono confermati fra i sostenitori buona parte dei paesi dell’America Latina e la Russia, oltre a diversi africani, fra cui il Ruanda e il Burundi. Hanno votato "no" anche India, Iran e Iraq. Nel breve dibattito preceduto al voto (alle 11.45 di New York, le 17.45 ora italiana), si sono espressi contro la risoluzione, oltre a Singapore, anche Antigua e Barbados - a nome dei paesi dei Caraibi-, e la Nigeria. La dichiarazione a favore della risoluzione è invece toccata al Messico. Grande soddisfazione nel governo italiano, che aveva presentato e sostenuto la proposta. Secondo il ministro D'Alema l’approvazione della risoluzione per la moratora contro la pena di morte dà l’opportunità di aprire un dibattito «anche in vista dell’abolizione». Il titolare della farnesina ha espresso «grande soddisfazione» per un risultato «più grande di quello che ci si aspettava». Dopo l’approvazione da parte dell’Assemblea Generale della risoluzione per la moratoria delle pene capitali - aggiunge D'Alema - «ora è necessario che sia applicata». (…)(La Stampa,  18/12/2007)

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Cina, la Banca Mondiale si fa avanti (Mwinda, 18/12/2007)

La Banca Mondiale sta considerando di unire le sue forze a quella della Export-Import Bank cinese per progetti di investimenti in Africa. Lo ha reso noto a Pechino il presidente dell'istituzione di Bretton Woods, Robert Zoellick. Zoellick, che prima di assumere l'incarico di presidente della Banca Mondiale è stato sottosegretario di Stato per l'Africa dell'amministrazione Bush, ha affrontanto i problemi e le preoccupazioni occidentali connesse alla capillare presenza cinese nel continente africano in un lungo incontro con il governatore della Exim Bank cinese, Li Ruogu. "Il governatore ed io", ha detto Zoellick in conferenza stampa, "abbiamo convenuto che dovremmo cercare di avviare dei progetti comuni in Africa nel corso del prossimo anno". La Banca Mondiale, ha aggiunto Zoellick, potrebbe aiutare la Exim Bank di Pechino, principale finanziatore degli investimenti delle compagnie cinesi all'estero, addestrando le società subappaltatrici, in modo da favorire l'impiego di lavoratori africani. Una delle principali critiche all'operato della Cina in Africa, infatti, riguarda proprio il limitatissimo spazio lasciato alla manodopera locale. Altre preoccupazioni riguardano la scarsa attenzione che Pechino presa alla tutela dei diritti del lavoro e ambientali nel portare a termine le sue opere e al rischio che gli ingenti prestiti che il governo cinese concede ai suoi partner africani possano creare una nuova "trappola del debito". "Dalle statistiche che ho visto", ha detto Zoellick ai giornalisti, "Pechino ha prestato attenzione alla sostenibilità del debito e c'è sicuramente la volontà di discutere questo problema perchè i cinesi stessi vogliono che i loro soldi vengano restituiti". La cooperazione tra la Cina e la Banca Mondiale che Zoellick spera di poter inaugurare non riguarderà solo l'Africa, ma anche il delta del Mekong, nel Sud-Est asiatico, e la regione del Pacifico meridionale. (Mwinda, 18/12/2007)

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Nasce la “conferenza episcopale dell’Africa Occidentale (CC, Misna, 16/12/2007)

È stata annunciata ad Abuja (Nigeria) la creazione della Conferenza episcopale dell’Africa occidentale, nata dalla fusione della Conferenza episcopale regionale dell’Africa occidentale (Cerao) e dell’Associazione delle conferenze episcopali dell’Africa occidentale anglofona (Aecawa). “È un sogno che diventa realtà” ha commentato il cardinale Peter Turkson, arcivescovo di Cape Coast in Ghana, eletto presidente della nuova Conferenza episcopale, al termine dell’assemblea congiunta svoltasi nella capitale nigeriana da 5 al 9 dicembre. “Nella regione, sono più numerose le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono” ha proseguito il cardinale, incoraggiando gli scambi tra le Chiese locali, “che non saranno più ostacolati dalla lingua o da barriere artificiali lasciate in eredità dal passato coloniale”. Le numerose sfide dell’Africa occidentale, ha proseguito il porporato citando tra l’altro degradazione ambientale, analfabetismo, disoccupazione, traffico di persone, conflitti, rifugiati, o ancora alle nuove forme di schiavitù, “non possono essere risolte da singole Chiese o vescovi. Occorre unirsi e cooperare per affrontarli insieme”. Cinque commissioni sono state create all’interno della nuova Conferenza episcopale, tra cui ‘Giustizia, sviluppo e pace’ e ‘Dialogo interreligioso ed Ecumenismo’. “Il nostro impegno è quello di incoraggiare gli sforzi per il dialogo con le religioni non cristiane, in particolare con l’Islam e le religioni tradizionali africane, e con le religioni cristiane non cattoliche, in particolare la Chiesa anglicana” si legge nello statuto del nuovo organismo; “Speriamo che le relazioni tra cristiani e musulmani diventino robuste e solide come lo sono in Senegal o in Sierra Leone”. La Conferenza episcopale dell’Africa occidentale avrà sede ad Abuja; il vice presidente è l’arcivescovo di Dakar (Senegal), il cardinale Theodore Adrien Sarr. La Cerao raggruppava le conferenze episcopali di Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Costa d’Avorio, Guinea, Guinea-Bissau, Mali, Mauritania, Niger, Senegal e Togo; l’Aecawa quelle di Gambia, Sierra Leone, Liberia e Nigeria. (CC, Misna, 16/12/2007)

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Ue. Spiegel; Sarkozy contro Merkel: ha esagerato (Agi, 16/12/2007)

A Nicolas Sarkozy non e’ piaciuta la dura critica formulata nel recente vertice Africa-Ue di Lisbona da Angela Merkel nei riguardi del mancato rispetto dei diritti umani in alcuni Paesi africani in generale e nello Zimbabwe in particolare. Il settimanale ‘Der Spiegel’ rivela che, pur condividendo le posizioni del cancelliere, il presidente francese non ha apprezzato il modo aperto in cui le critiche sono state formulate. “Io non critico gli altri, in particolare quelli che non sono amici”, avrebbe affermato Sarkozy a margine al vertice di Lisbona, per aggiungere che “la signora Merkel fa la politica estera che ritiene giusta e su questa base ha fatto il suo discorso”. Il presidente francese ha spiegato di essere “essenzialmente” d’accordo su quanto detto dalla Merkel, “ma e’ compito degli africani e non nostro decidere chi li rappresenta”. L’allusione si riferisce al presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, duramente criticato dalla signora Merkel, per il fatto che “l’attuale situazione dello Zimbabwe danneggia l’immagine dell’Africa”. Il cancelliere, che era stato espressamente invitato dai suoi partner europei a pronunciare un forte discorso contro il mancato rispetto dei diritti umani in alcuni Paesi africani, era poi stato pesantemente attaccato da alcuni rappresentanti di questi Stati, che l’avevano anche tacciata di razzismo. (AGI) (Agi, 16/12/2007)

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A proposito di una lettera di p. Zanotelli a Romano Prodi (CO, Misna, 16/12/2007)

“Presidente, noi critichiamo la presenza cinese in Africa come interessata a fare solo affari. Ma noi europei siamo forse differenti? Non badiamo anche noi solo a fare affari in Africa? Noi sentiamo un senso di vergogna nell’essere cittadini di una tale Europa e rappresentati da tali funzionari europei, la cui agenda riflette un’ ideologia liberista fallimentare e intransigente che costerà la vita a milioni di contadini africani”: il pensiero è tratto da una lettera aperta indirizzata dal missionario Alex Zanotelli al presidente del Consiglio Romano Prodi per chiedergli “un regalo di Natale ai poveri” dell'Africa. Dopo aver espresso gratitudine “perché il governo italiano ha sollevato con forza in sede di Consiglio Europeo la necessità di rivedere l’approccio negoziale seguito dalla Commissione Europea per il Commercio con l’ Estero (grazie soprattutto alla vice- ministra degli Esteri, Patrizia Sentinelli), padre Zanotelli fa appello alla “tradizione etica da cui [Prodi] proviene” e chiede il suo impegno in sede europea per far slittare di almeno un anno gli EPA/APE (Economic Partnership Agreements, Accordi di Partenariato Economico), che entro il 31 dicembre 2007 dovrebbero sostituire il vecchio Trattato di Cotonou con i paesi impoveriti dell’Acp (Africa-Caraibi-Pacifico). Per padre Zanotelli gli EPA sono “accordi capestro che significheranno tante morti per fame in un’Africa già strangolata”. Per gli EPA, Prodi a Lisbona ha detto che ogni liberalizzazione "ha i propri tempi e le proprie modalita' e che i mercati e i prodotti locali vanno sempre salvaguardati" e, a proposito della Cina, parlando ai giornalisti appena arrivato, aveva annotato: "La presenza della Cina in Africa non e' un abuso che porta tensioni ma una sfida che l'Europa deve cogliere", precisando poi nel suo intervento ufficiale: "La crescita economica in Africa e' dovuta anche alla Cina che commercia e investe. La Cina, quindi, e' uno stimolo per l'Europa in Africa e non un pericolo: l'Europa deve lavorare con la Cina anche in Africa, insieme all'Africa". A Lisbona Prodi ha anche annunciato sia uno stanziamento di 40 milioni di euro per aiutare la pace nel continente sia l'intenzione di mettere l'Africa al centro dei lavori del G8 durante la presidenza italiana del 2009, sottolineando che "se l'Africa e' piu' stabile, l'Europa sara' piu' sicura". Un motivo in più, forse anche in parte "egoistico", per quel "regalo di Natale ai poveri" chiesto da padre Alex, facendo sì che non siano proprio gli EPA a impoverire e destabilizzare l'Africa. (PMB) (CO, Misna, 16/12/2007)

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Far fronte ai mali delle schiavitù del nostro tempo: appello deii Vescovi africani ed europei (LM, Fides, 11/12/07)

“La schiavitù persiste ancora oggi, con vie più impercettibili, si pensi a come sono trattati i migranti, i lavoratori immigrati, i bambini costretti a lavorare, o le donne e i bambini vittime della tratta degli esseri umani. Se la partnership tra Europa e Africa è volta a portare la giustizia sociale e lo sviluppo integrale umano per tutti, vi chiediamo di far fronte ai mali di queste nuove forme di schiavitù del nostro tempo”. Così i Vescovi di Africa ed Europa hanno fatto appello ai Capi di Stato e di Governo dei due continenti in una Lettera consegnata durante il Vertice Europa - Africa che si è svolto l’8 e il 9 dicembre a Lisbona, in Portogallo. - La Lettera è stato scritta durante l’incontro dei Vescovi europei ed africani che si è tenuto a novembre in Ghana (vedi Fides 21/11/2007). I Vescovi dei due continenti, ricordando che quest’anno ricorrono i 200 anni dell’abolizione della schiavitù nell’Africa occidentale, hanno suggerito ai leader politici africani ed europei di adottare alcune misure per lottare contro le moderne forme di schiavitù. Tra queste vi sono: lotta contro la tratta degli esseri umani; porre fine al continuo sfruttamento delle risorse africane, materiali ma anche umane (in particolare i Vescovi ricordano il problema della “fuga di cervelli” e di personale medico dal continente); adoperarsi per raggiungere gli obiettivi del Millennio (il programma dell’ONU per sradicare la povertà entro il 2015); perseguire il bene comune e il buon governo e lottare contro la corruzione; riconoscere il contributo dei migranti allo sviluppo dei Paesi ospitanti e quello delle loro rimesse nel sostenere le famiglie rimaste nei Paesi di origine.
Al Vertice di Lisbona i 27 Paesi dell’Unione Europea e i 53 Paesi africani hanno dato vita a una “partnership strategica” sulle questioni economiche e di sviluppo, e sulle problematiche relative a sicurezza, migrazioni, cambiamenti climatici, energia. L’accordo è volto a creare un “rapporto fra uguali”, fondato su 8 punti, alcuni dei quali sono simili a quelli sollevati dai Vescovi nella loro Lettera. Tra questi vi sono: immigrazione, con la proposta di creare un “patto sull’immigrazione”, per co-gestire i flussi immigratori africani in Europa; pace e sicurezza; buon governo (lotta contro la corruzione, la tortura, il traffico di droga e di esseri umani, e una migliore gestione delle risorse naturali); commercio e integrazione economica, per aiutare l’Africa a produrre merci che siano competitive sui mercati internazionali. Su questo punto vi sono state divergenze sui negoziati per i nuovi Accordi di Partenariato Economico, in sostituzione dei vecchi accordi di Lomé (vedi Fides 26/9/2007). La maggior parte dei Paesi africani respingono la prospettiva di creare nel 2025-2030, una zona di libero scambio fra i due continenti, che rischia di distruggere la fragile economia africana. Il Presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, ha promesso più tempo, l'anno prossimo, per i negoziati sugli accordi APE, ma ha ricordato che le intese provvisorie devono essere siglate entro la fine dell’anno per evitare conseguenze negative negli scambi commerciali tra i due continenti. (LM, Fides,  11/12/07)

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Onu cerca 3,8 miliardi di dollari per crisi umanitarie 2008 (Reuters, 10/12/07)

Le Nazioni Unite sono alla ricerca di 3,8 miliardi di dollari per gestire le crisi umanitarie il prossimo anno in 24 paesi, compresi Sudan, Repubblica democratica del Congo, Somalia e Territori palestinesi. Il Sudan è il principale obiettivo dell'appello Onu, diffuso oggi ai governi. L'Onu vuole 930 milioni di dollari per il lavoro umanitario nel 2008 nel paese, dove le violenze continuano nel Darfur. La richiesta Onu per i fondi include il Ciad, l'Uganda, Zimbabwe, la Repubblica centrale africana e la Costa d'Avorio. Oltre all'appello per 3,8 miliardi di dollari, firmato da 188 agenzie di aiuto in tutto il mondo, l'Onu emette appelli "flash" per fondi di emergenza dopo disastri naturali come terremoti e inondazioni. Nel 2007, i paesi donatori si sono impegnati per 3,3 miliardi di dollari in fondi regolari e flash. Stati Uniti e Gran Bretagna sono stati tra i più grandi donatori nel 2007, mentre Norvegia, Svezia e Irlanda hanno dati di più in percentuale rispetto al loro Pil, secondo le Nazioni Unite. (Reuters, 10/12/07)

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Unicef: nel 2006 nel mondo 125 milioni di bimbi senza acqua potabile (Agnese Malatesta, La Gazzetta del Mezzogiorno, 09/12/2007)

Secondo i dati dello stesso Rapporto, sono 9 milioni e 700mila i deceduti al di sotto dei 5 anni. Costretti al lavoro 158 milioni di minori. - Sono scesi sotto quota dieci milioni i decessi dei bambini al di sotto di 5 anni. È avvenuto nel 2006 ed è la prima volta. Si tratta della metà delle morti che avvenivano quasi cinquant'anni fa, ma sono sempre tanti anche perché si tratta di morti evitabili, causate dalla malnutrizione, alla polmonite, alla diarrea. Lo afferma il rapporto annuale dell’Unicef. Il rapporto descrive una situazione dei più piccoli ancora molto difficile e traumatica ma segnala anche piccole tendenze in positivo. Come quella del calo della mortalità e dell’aumentata frequenza alla scuola. Ma non si tratta ancora di un’inversione. Nel mondo ci sono 15 milioni di bambini orfani a causa dell’Aids; 125 milioni non hanno accesso all’acqua potabile; 158 milioni costretti a lavorare; un miliardo e mezzo di bambini vive in mezzo ai conflitti. Le zone rurali sono le più svantaggiate come anche le bambine rispetto ai bambini. L'Africa Subsahariana e l’Asia meridionale sono le zone più a rischio per l’infanzia. - Lo scorso anno sono stati 9.7 milioni. Il 37% muore nel periodo neonatale, il 19% per polmonite, il 17% per diarrea, l’8% per malaria. I neonati dei Paesi in via di sviluppo hanno 8 probabilità in più di morire rispetto ai neonati dei Paesi industrializzati. - Dal 2002 al 2006, la frequenza scolastica è aumentata di 22 milioni. È sceso a 93 milioni, da 115, il numero dei bambini in età di scuola primaria che non va a scuola. Nell’Africa subsahariana, 41 milioni non frequentano la scuola mentre nell’Asia meridionale sono 31.5. - Dal 1990 ad oggi è diminuita dal 32% al 27% la percentuale di bambini sottopeso sotto i cinque anni. È malnutrito il 26% dei bambini dei Paesi in via di sviluppo: 19 milioni di bambini (16%) pesano meno di 2.500 grammi alla nascita; il 29% in Asia meridionale. - Un terzo dei bambini nei paesi in via di sviluppo ha ritardi nella crescita. Si tratta di deficit psiologico o motorio. Spesso gli effetti sono irreversibili. Anche il deperimento (peso ridotto rispetto all’altezza) entro i cinque anni è rilevante: in 20 Paesi in via di sviluppo si rilevano tassi superiori al 10%. In testa il Burkina Faso (23%); seguono Gibuti (21%), India (20%), Sudan (16%). Una delle causa del ritardo può essere la carenza di iodio. Sono 38 milioni in tutto il mondo i bambini non protetti da questa carenza. - Mezzo milione di donne muoiono ogni anno per il parto. Circa la metà vive nell’Africa subsahariana (il rischio è di 1 ogni 22 contro 1 ogni 8 mila dei Paesi industrializzati) e un terzo nell’Asia meridionale. Fra le cause, emorragia ed infezioni. (…)(Agnese Malatesta, La Gazzetta del Mezzogiorno, 09/12/2007)

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“Svolta" rapporti UE-Aafrica, ma non sul commercio (Agi/Reuters/Efe, 09/12/2007)

Il summit che si e' chiuso a Lisbona ha segnato una svolta nei rapporti tra Unione europea e Africa. Per Jose Socrates, premier portoghese e ospite del summit, si e' aperto un nuovo capitolo in cui i Ventisette e i Paesi africani saranno partner allo stesso livello. "Quello che e' importante" ha aggiunto Socrates, "e' che ci siamo incontrati faccia a faccia con un nuovo spirito: da eguali. Credo di poter dire che l'idea che piu' di frequente e' stata espressa durante questi summit e' che la storia ha voltato pagina". Eppure su un nodo cruciale non si e' fatto neppure un passo avanti: i rapporti commerciali tra il continente africano e il suo primo partner: l'Europa. Se sui cabiamneti climatici e sulla gestione dei flussi migratori si e' trovata un'intesa, la buona volonta' sugli obiettivi sul lungo termine contrasta con l'impasse su un tema molto piu' immediato: gli accordi di libero commercio che l'Ue tenta di sottoscrivere con le regioni africane. Il documento finale del summit annuncia una "nuova relazione strategica" con un piano d'azione triennale suddiviso in otto aree tra cui sicurezza, sviluppo, commercio, energia, cambiamenti climatici e immigrazione. Non si parla pero' di finanziamenti, anche se la Commissione europea vuole aumentare lo stanziamento di 36 miliardi di euro che ogni anno i Ventisette destinano al continente africano. Anche se il presidente senegalese Abulaye Wade ha guidato l'opposizione alla frammentazione degli accordi economici tra Africa e Ue, tredici Paesi (tra questo Botswana, Kenya, Mozambico e Zimbabwe) hanno accettato di sottoscrivere patti commerciali per non perdere l'accesso privilegiato al mercato europeo. (Agi/Reuters/Efe, 09/12/2007)

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Lisbona sancisce la parita delle relazioni tra UE e Africa (Euronews, 09/12/2007)

Si è concluso a Lisbona il vertice tra Unione europea e Africa. Un vertice che ha dato il via a un nuovo partenariato strategico fra i due continenti basato su condizioni di parità. Ma che è stato caratterizzato da forti divergenze sui diritti umani e sugli accordi commerciali. Il presidente dell'Unione africana e del Ghana, John Kufour, ha dichiarato: "Dopo due giorni di lunghe discussioni abbiamo adottato il partenariato strategico tra Africa ed Unione europea. Un piano di azione vincolante che rappresenta un successo storico nelle relazioni tra i due continenti". Il premier portoghese, José Socrates, ha detto che il vertice di Lisbona è stato un evento straordinario e ha dichiarato: "Voglio sottolineare il fatto che abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati". Differenza di vedute, invece, ci sono state sugli accordi di partenariato economico, contestati da alcuni leader africani. Il presidente del Senegal Abdulaye Wade li ha definiti un ''terremoto'' per l'Africa e ha proposto di riaprire le discussioni. Il leader libico Muhammar Gheddafi ha proposto di fermare i flussi migratori grazie al pagamento di ''compensazioni'' agli africani da parte degli ex-colonizzatori. Il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, accusato di violazione dei diritti umani, è stato apertamente criticato dal cancelliere tedesco Angela Merkel, ma difeso dal presidente del Senegal. (Euronews,09/12/2007)

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UE e Africa divise sulla questione degli accordi di partenariato economico (Euronews, 09/12/2007)

E' sugli accordi di partenariato economico che si sono avute le divergenza maggiori tra Unione europea e Africa al summit di Lisbona. I cosiddetti "Ape", che dovrebbero portare entro 20 anni a uno spazio di libero scambio fra i due continenti, sono stati contestati da alcuni leader africani. Il presidente del Senegal, Abdulaye Wade, li ha definiti un ''terremoto'' per l'Africa. A un giornalista che gli chiedeva conto degli accordi commerciali Wade ha risposto: "Abbiamo detto che li abbiamo rifiutati, per noi la questione finisce qui, quando ci ritroveremo ancora ne discuteremo. L'Unione presenterà gli Ape, ma noi proporremo un'altra cosa". Una posizione più morbida è stata, invece, assunta dall'Unione africana. Il Presidente commissione Alfa Umar Konaré: "Ci sono punti di disaccordo, ma non c'è una rottura. Continueremo a negoziare per trovare le soluzioni giuste, nell'unità". Gli Ape, che Bruxelles propone su pressione del'organizzazione mondiale del commercio per sostituire i vecchi accordi sulle preferenze doganali, dovevano entrare in vigore il primo gennaio. Il presidente della Commissione europea, Manuel José Durao Barroso, ha detto che i negoziati commerciali andranno avanti e ha auspicato che si concluderanno in febbraio. (Euronews, 09/12/2007)

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Summit Ue-Africa, problemi sugli accordi commerciali (Antonio Tagliatatela, Pupia, 09/12/2007)

Doveva essere il giorno dell’accordo sulla nuova partnership commerciale tra Europa e Africa, ed invece il summit di Lisbona ora pone forti interrogativi sul futuro degli scambi economici tra i due continenti. L’assemblea, durata due giorni, è terminata con la stesura di una partnership strategica che punta ad aprire una nuova era nelle relazioni tra i due continenti e l’aggiornamento al 2010. Ma è nato il problema degli accordi commerciali. L’Unione europea, che guarda con preoccupazione i crescenti investimenti cinesi in Africa, avrebbe voluto sostituire gli accordi in scadenza con i cosiddetti “Epa” (Accordi di Partnership Economica), ma la maggioranza dei paesi africani si è rifiutata. “Non parliamo più degli Epa, li respingiamo. Ci incontreremo per capire con cosa possiamo sostituirli”, ha detto il presidente del Senegal Abdoulaye Wade, che ha guidato il gruppo di paesi africani dissidenti. Ciò nonostante, l’Ue sottolinea che dal primo gennaio 2008 non aumenterà i dazi sulle importazioni dai paesi dell’Africa che respingono gli accordi commerciali, anche se continuerà le pressioni affinché prima del 31 dicembre firmino nuovi accordi, o almeno accordi temporanei. Il 31 dicembre, infatti, è una data fondamentale, poiché cesserà di essere in vigore l’atto del Wto sui rapporti commerciali preferenziali con il blocco europeo. Ma lo scontro, durante il vertice, non ha riguardato solo i legami economici. Sul piatto anche la questione dei diritti umani nello Zimbabwe e nel Sudan, sollevata dal cancelliere tedesco Angela Merkel: “Danneggia l'immagine della nuova Africa. L’intimidazione di chi ha opinioni diverse e le violazioni della libertà della stampa non possono essere giustificate. La situazione nello Zimbabwe preoccupa tutti, in Europa e in Africa”. Parole a cui ha replicato lo stesso presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, 83 anni. Riferendosi al “La banda dei quattro” (Germania, Svezia, Danimarca e Olanda, che appoggiano il Regno Unito del premier Gordon Brown, il quale ha boicottato il vertice proprio in segno di protesta per la presenza di Mugabe), il presidente dello stato africano ha parlato di “arroganza” da parte di “chi pensa di conoscere l’Africa meglio degli africani”. Al summit era presente anche l’Italia col premier Romano Prodi che, firmando un accordo con l’Unione Africana, ha stanziato 40 milioni di euro a sostegno della Somalia e del Darfur. “Se l’Africa è più stabile, l’Europa sarà più sicura”, ha detto Prodi. (Antonio Tagliatatela, Pupia, 09/12/2007)

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Libia propone di ospitare prossimo vertice (Adnkronos/Aki, 09/12/2007)

La Libia propone di ospitare il prossimo vertice euroafricano, in programma nel 2010. Lo ha annunciato a Lisbona il premier portoghese e presidente di turno dell'Ue, Jose' Socrates. ''L'Europa e l'Africa si ritroveranno presto per un nuovo incontro che si svolgera' in Africa. So che c'e' gia' una proposta della Libia'', ha detto Socrates al termine dei lavori del vertice Ue-Africa. Socrates ha quindi ricordato che "si tratta di una decisione che dovra' essere presa dall'Unione africana''. (Adnkronos/Aki, 09/12/2007)

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Ibm investe nei laureati dell'Africa sub-sahariana (La Stampa, 06/12/07)

La IBM ha annunciato un nuovo piano biennale di investimenti per l’Africa sub-sahariana, per oltre 120 milioni di dollari, che sarà indirizzato ad accelerare lo sviluppo di nuovi mercati, ad approfondire competenze professionali legate all’IT e a creare nuovi posti di lavoro. - «Il mercato del Sub-Sahara - spiega Mark Harris, Managing Director, IBM South and Central Africa – si è posizionato su una crescita a doppia cifra grazie all’espansione delle reti di telecomunicazione, di quelle per l’energia e delle infrastrutture per i trasporti. Gli investimenti pubblici e private nella regione trasformeranno la loro abilità nel prendere parte allo sviluppo dell’economia globale. Per rispondere alla crescita della domanda di servizi per l’IT e di software, nel corso dei prossimi anni la compagnia assumerà 100 giovani laureati nelle università africane. Il piano biennale fa parte di una serie di impegni assunti in Africa per favorire la crescita sostenibile, attraverso una strategia che mira allo sviluppo delle capacità scientifiche e tecnologiche sul territorio. L’approccio è sostenuto dai risultati emersi nel corso di 150 incontri sul tema - come parte dell’annuale Global Innovation Outlook di IBM - organizzati coinvolgendo leader dell’economia, del mondo accademico e delle istituzioni di tutto il mondo. Tra gli impegni c’è la creazione in Sud Africa, entro la metà del 2008, di un Centro per l’innovazione destinato a ospitare il più importante Laboratorio continentale di Soluzioni On Demand High Performance. Una realtà alle cui prestazioni tecnologiche - in fatto di software avanzato, server e soluzioni di storage - avranno accesso piccole aziende, imprenditori, business partner e che, nello stesso tempo, servirà i clienti per i necessari processi di automazione e virtualizzazione delle loro infrastrutture IT. (…)(La Stampa, 06/12/07)

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L’Africa, la BM e la finta crescita (Agnese Licata, Altrenotizie, 05/12/2007)

L’Africa cresce, dicono. Del 5,4 per cento, pare. Una percentuale che si riferisce al 2005 ma che dovrebbe venire confermata anche per l’anno che si va a chiudere. Addirittura, un tasso medio superiore a quello registrato da tante nazioni occidentali. Giusto per rimanere in casa, basta dire che l’Italia sarebbe ben contenta di chiudere il 2007 con un più 2,2 per cento. Un successo, insomma, quello africano. (…) Ma, a guardar bene, il rapporto che la Bm ha reso noto negli scorsi giorni - Africa Development Indicators 2007 (Adi 2007) - è poco più di uno spot pubblicitario. Uno spot, tra l’altro, ingannevole, che parla di un’”Africa” che non esiste. Di un’Africa al singolare, pretendendo di considerare come una singola entità il secondo continente più vasto del mondo dopo l’Asia. Con un’estensione più che tripla rispetto all’Europa. Con i suoi 53 Stati, ognuno sensibilmente diverso l’uno dall’altro. (…) “L’Africa ha imparato a commerciare in modo più efficace. Si affida di più al settore privato, sa evitare le gravi crisi economiche degli anni ‘70 ‘80”, ha dichiarato presentando il rapporto John Page, analista della Banca mondiale. Dal 2003 al 2006, infatti, le esportazioni “nere” avrebbero registrato un più 11 per cento. Ad aumentare, anche gli investimenti stranieri: dal rappresentare il 16,8 per cento del Pil nel 2000, si sarebbe passati al 19,5 per cento di quest’anno. E poi anche più produzione di elettricità (+43,8%) e un maggiore accesso all’acqua potabile (+18%) (e viene da chiedersi come si sia riusciti a calcolare un dato del genere). Questa speranza per un miracolo africano arriverebbe, sempre secondo l’Adi 2007, da un “virtuoso” mix fatto di un maggior controllo su inflazione, deficit, tassi di scambio e debito estero. Senza dimenticare, ovviamente, la maggiore apertura dei mercati ai capitali esteri. (…)
I risultati, quelli veri, quelli detti sotto voce per non apparire troppo in contraddizione con quel più 5,4 per cento, dicono altro. Dicono che, ancora oggi, la povertà è ben lontana dall’abbandonare il continente nero. Il 41 per cento degli africani, infatti, vive/sopravvive con meno di un dollaro al giorno. Il 60 per cento non può usufruire di un sistema sanitario né di quello scolastico. E tutto questo mentre Aids, tubercolosi, malaria e non solo, continuano a imperversare, anche grazie a un’industria farmaceutica che impegna più risorse nel tentativo di difendere i propri brevetti che in ricerca e sviluppo. (…) E poi ci sono quei 18 miliardi di dollari che, in quindici anni, ventitrè Stati africani hanno scelto di bruciare per comprare armi. Benzina sul fuoco di conflitti etnici e religiosi come quello in Darfur. Dimostrazione del fatto che non basta quantificare il giro d’affari per valutare lo stato di salute dell’Africa. Perché se una parte del Pil dipende dalla produzione e dal commercio delle armi, usate poi per uccidere su quello stesso suolo, a che serve? A che serve dare prestiti su prestiti se poi non si controlla che tutto non finisca nelle mani di politici corrotti che tutto hanno a cuore eccetto il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini che hanno promesso di rappresentare? Non sorprende che le punte d’eccellenza, i paesi che più di altri contribuirebbero a questa presunta ricchezza africana, sarebbero proprio quelli in grado di attirare capitali esteri con le proprio risorse petrolifere: Mauritania (+19,8%), Angola (+17,6%), Ciad (9%), Mozambico (+7,9%). Bastano questi nomi per capire quanto sia effimero e falso sventolare alti tassi di crescita spacciandoli per progresso. (Agnese Licata, Altrenotizie, 05/12/2007)

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Summit UE-Africa: Darfur e Zimbabwe non in agenda (Francesca Colasanti, Ag. Radicale, 05/12/2007)

Il summit EU-Africa che si aprirà questo week-end a Lisbona, primo nel suo genere dopo 7 anni, occasione per i capi di Stato per affrontare questioni come gouvernance e sicurezza, migrazioni, cambiamenti climatici, pace e diritti umani, con ogni probabilità non tratterà le crisi in Darfur ed in Zimbabwe. (…) Proprio ieri sia Le Nazioni Unite, a mezzo dell'ultimo rapporto del Consiglio per i diritti umani, che l'organizzazione per i diritti dell'uomo Human Rights Watch (HRW), si erano pronunciate sull'emergenza nella regione che è precipitata la settimana scorsa a seguito dei violenti scontri tra ribelli e forze governative in Ciad. L'ONU punta il dito contro il governo sudanese, accusandolo di non provvedere alla protezione della popolazione civile, di non impedire le massicce violazioni dei diritti umani come le torture, gli sturi, le esecuzioni extragiudiziarie e gli arresti arbitrari e di non collaborare con la corte penale internazionale dell'Aia (più di 200.000 persone sono state uccise e 4.5 milioni sono state costrette a fuggire dall'inizio del conflitto nel 2003). Opinione, questa, condivisa da HRW che ha richiamato i leader dei due continenti a "passare lo stadio delle promesse" e agire concretamente per " proteggere i civili del Darfur e della Somalia, incarcerare l'ex dittatore del Ciad Hissène Habré e attuare delle misure anti-corruzione". La questione è delicatissima. Non solo la sua portata umanitaria suscita il disappunto di tutto il mondo intellettuale, ma la controversa presenza del presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe crea anche molto imbarazzo in ambito politico internazionale. La polemica "Mugabe" è stata sollevata già (di nuovo) lunedì, allorché il governo americano ha inasprito le sanzioni contro Harare proibendo l'accesso alle sue università ai figli di alcuni dirigenti e allargando le restrizioni economiche ad altre persone che "hanno giocato un ruolo nella crociata del regime contro i diritti dell'uomo". Il sottosegretario di Stato degli Affari africani, Jendayi Frazer, ha dichiarato che gli Stati Uniti disapprovano la decisione di invitare Mugabe al vertice di imminente apertura, ma ha anche sottolineato che "tuttavia questo offre un'occasione per discutere della situazione dei Diritti dell'uomo in Zimbabwe. Spero che i capi di Stato europei ed africani ne faranno una questione centrale nelle loro discussioni". A sette anni dal primo summit UE-Africa le problematiche non cambiano e la polemica non smonta. Se nel 2000 la partecipazione del leader dello Zimbabwe aveva portato Tony Blair a disertare il vertice e nel 2003 la possibilità di una sua esclusione ne aveva addirittura causato la cancellazione, domani il terzo incontro euro-africano si aprirà con un grande assente: Gordon Browm. (…) Anche se nessuno dei due dossier figura ufficialmente all'ordine del giorno, un responsabile portoghese, che vuole mantenere l'anonimato, ha assicurato che saranno trattate nel corso del summit, specificamente nel quadro nell'ambito dei dibattiti sulla pace e la sicurezza. (Francesca Colasanti, Ag. Radicale, 05/12/2007)

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Collegare l’Africa al resto del mondo con cavi ottici entro il 2010 (LM, Fides, 05/12/2007)

Inizierà questo mese la costruzione dell’ East African Submarine Cable System (EASSy, vedi Fides 30/10/2007), un cavo a fibra ottica destinata a diventare l’asse portante delle telecomunicazioni dell’Africa meridionale ed orientale. La Banca di Sviluppo Africano ha infatti approvato l’esborso dei primi fondi per avviare i lavori. Il progetto, dal valore di 235 milioni di dollari, è sponsorizzato da 25 compagnie di telecomunicazione, la maggior parte delle quali africane. EASSy mira alla costruzione di un cavo sottomarino a fibra ottica lungo 10mila km che connetterà Sudafrica, Mozambico, Madagascar, Tanzania, Kenya, Somalia, Gibuti e Sudan. Attraverso un ulteriore segmento terrestre verranno collegati altri 13 Paesi: Botswana, Burundi, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Ciad, Etiopia, Lesotho, Malawi, Rwanda, Swaziland, Uganda, Zambia e Zimbabwe. Entro il 2010, EASSy fornirà a 250 milioni di africani l’accesso a una connessione a media velocità ad Internet, a basso costo. Un’altra importante iniziativa in questo campo è stata lanciata dal NEPAD (Nuova Partnership per lo Sviluppo dell’Africa, vedi Fides 28/10/2003). Si tratta di UHURUNET, un cavo sottomarino per collegare con una linea digitale ad alta velocità l’intera Africa a Europa, Brasile, India e Medio Oriente. Il nome deriva dalla parola Uhuru, che in swahili significa “libertà, indipendenza”. Il segmento terrestre, che collegherà i Paesi che non hanno accesso al mare, si chiama UMOJANET, da Umoja (“unità”). Anche questa infrastruttura, che verrà creata con la partecipazione di una società del Delaware, negli Stati Uniti, dovrà essere pronta nel 2010, in tempo per i Mondiali di calcio che si disputeranno in Sudafrica. (LM, Fides, 05/12/2007)

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Rice in Etiopia per colloqui su fine conflitti (Reuters, 05/12/2007)

Il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice è arrivata oggi in Etiopia per colloqui con i leader africani che mirano a porre fine ai conflitti nella regione dei Grandi Laghi, in Somalia e in Sudan. Nella sua seconda visita in due anni nell'Africa sub-sahariana, Rice ha detto di voler portare avanti gli sforzi internazionali per risolvere quei conflitti, in una serie incontri nel corso della sua visita di 24 ore ad Addis Abeba. "Sono molto preoccupata per diverse aree di crisi in Africa", ha detto Rice ai giornalisti che viaggiavano con lei verso la capitale dell'Etiopia, sede dell'Unione africana. Rice ha intenzione di incontrare i leader di Uganda, Burundi, Rwanda e i ministri della Repubblica democratica del Congo, per discutere del conflitto nella regione dei Grandi Laghi, che si estende in tutti quei Paesi. Il presidente del Congo Joseph Kabila non potrà partecipare al vertice, ha detto un funzionario che viaggiava con Rice. Rice punta a sviluppare strategie comuni per quelle che Washington chiama "forze negative" tra cui le Forze democratiche di liberazione del Rwanda, composte da figure chiave nel genocidio del 1994 in Rwanda, ma anche l'Esercito di resistenza del Signore in Uganda e il generale Tutsi, Laurent Nkunda. (Reuters, 05/12/2007)

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Scrittori accusano di codardia leader africani ed europei (Reuters, 04/12/2007)

Un gruppo di importanti scrittori, tra cui i Premi Nobel Gunter Grass e Nadine Gordimer, ha accusato i leader europei e africani di codardia politica per non aver messo all'ordine del giorno nel summit del prossimo weekend la crisi del Darfur e dello Zimbabwe. I leader dell'Ue e dell'Unione Africana si incontreranno sabato e domenica a Lisbona per discutere di commercio, immigrazione e altre questioni. Ma il meeting, il primo del genere dal 2000, è stato accompagnato dalla polemica sull'invito del presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, accusato di avere distrutto l'economia e e soppresso l'opposizione politica. Alcuni attivisti hanno inoltre criticato la partecipazione dei leader sudanesi, per il loro presunto sostegno alla milizia accusata delle atrocità in Darfur. "Non è stato programmato nessun momento di discussione formale o informale (sulle questioni di Darfur e Zimbabwe). Cosa possiamo dire di questa codardia politica?", hanno scritto in una lettera aperta indirizzata a leader africani ed europei 17 scrittori africani ed europei. Al tedesco Grass e alla sudafricana Gordimer si è aggiunto il Nobel nigeriano Wole Soyinka e l'ex presidente ceco e drammaturgo Vaclav Havel. "Milioni di africani ed europei si aspettavano che Zimbabwe e Darfur fossero in cima all'agenda. Non è ancora troppo tardi". La lettera è stata diffusa dall'Ong Crisis Action. (Reuters, 04/12/2007)

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Medici da esportazione… (La Stampa/Blog, 03/12/2007)

Il National Health Service britannico utilizza medici e personale infermieristico proveniente dai Paesi in via di Sviluppo. (…) Dal 2000 sono 4mila i medici e 53mila le infermiere che hanno lasciato l'Africa per il Regno Unito. E anche se un codice etico vieta dal 2004 di assumere dottori dai paesi dove scarseggiano, solo 140 delle 800 agenzie di collocamento, che forniscono staff al NHS, lo ha sottoscritto. Il risultato è stato che da gennaio 2006 a maggio 2007 hanno ottenuto il permesso di lavoro 5.500 infermiere e 600 medici africani. Paradossalmente l'Africa,dove la spesa medica annua pro capite è inferiore a 30 dollari in 42 nazioni su 55, è divenuta l'asse portante dei sistemi sanitari dei Paesi occidentali. Secondo l'OMS 20mila tra dottori, infermiere ed ostetriche abbandonano ogni anno l'Africa per esercitare in Europa o in Nord-America. Un'emorragia di professionalità che penalizza fortemente le popolazioni. Dal Niger emigra l'86% dei laureati in medicina, dal Camerun il 52%, dal Senegal il 40%. (…) In Ghana, dove muore un bambino su10, sono disponibili 9 medici ogni 100mila abitanti. L'80% dei neo dottori se ne va entro 5 anni, perdita valutata dal 1999 ad oggi in 50 milioni di euro. Al Sud-Africa l'esilio dei camici bianchi è costato un miliardo di dollari. Stipendi bassi e non garantiti, strutture fatiscenti,mancanza di farmaci, rendono spesso inevitabile per i giovani dottori africani la scelta dell'emigrazione. Ma responsabilità sono da imputare anche alle politiche di controllo della spesa sanitaria imposte dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale. Risultato: la carenza di personale sanitario rischia di vanificare la lotta all'AIDS nell'Africa subsahariana. (…) A cura di Marianna Micheluzzi (La Stampa/Blog, 03/12/2007)

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Peacekeeping: tanti conflitti, ma pochi eserc