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NOTIZIE 2006 - ZIMBABWE

Tolleranza zero" anche in Africa. (SabatoSera, 28/12/06)

Mugabe in carica fino al 2010 (PeaceReporter, 18/12/06)

Verso il prolungamento del mandato presidenziale. (LM, Fides, 18/12/06)

Allo studio prolungamento di due anni per mandato del presidente Mugabe (PeaceReporter, 14/12/06)

Il governo non concederà l'estradizione per Mengistu (PeaceReporter, 14/12/06)

Mancano i fondi, governo sospende emissione di documenti (PeaceReporter, 29/11/06)

Il peggioramento della crisi economica (Silvia Simeoni, Equilibri.net, 28/11/06)

Accuse a Harare per mancata ratifica del trattato sulla tortura (Peacereporter, 23/11/06)

L’economia è a pezzi, le prostitute si fanno pagare in carburante. (Matteo Fagotto, Peacereporter, 21/11/06)

Liberati 180 membri di gruppo femminile (Peacereporter, 07/11/06)

1,4 milioni le persone che hanno assoluto bisogno di assistenza alimentare.( (AGI, Espresso, 27/10/06)

Allarme Aids.(Queerblog, 27/10/06)

Polizia smantella setta religiosa (Peacereporter, 25/10/06)

Duecento farmers bianchi pronti a rientrare (Peacereporter, 16/10/06)

La Banca centrale alza i tassi (Il Denaro, 12/10/06)

L’inflazione e' la piu' alta nel mondo. (Pravda, 12.10.06)

Governo ammette emergenza alimentare (Peacereporter, 03/10/06)

Smentito il rinvio delle elezioni (Peacereporter, 28/09/06)

Fuga di cervelli, metà dei medici sono fuggiti all'estero (Peacereporter, 24/09/06)

Fuori da Internet, causa dollari (Punto Informatico, 21/09/06)

Proteste sindacali e repressione statale (Massimo Corsini, Equilibri/University, 19/09/06)

Terminate le scorte di pane nella maggior parte dei negozi della capitale (Peacereporter, 19/09/06)

Inflazione record del 1200% (Corriere della Sera, 16/09/06)

La fuga verso il Sudafrica (Daria Storia, Equilibri, 15/09/06)

Manifestazione sindacati, scontri e arresti a Harare (Peacereporter, 13/09/06)

Sale la tensione in vista di proteste sindacali (Peacereporter, 10/09/06)

Amnesty International dichiara l'operazione Garikai un fallimento (Peacereporter, 08/09/06)

Avanti tutta verso il controllo totale (T. Lombardi, Punto Informatico, 05/09/06)

Nuova coalizione politica (Massimo Corsini, Equilibri, Weekly Analysis, 28/08/06)

Azioni legali contro le compagnie petrolifere (Peacereporter, 25/08/06)

Corruzione: un rapporto di Freedom House (Canisciolti, 21/08/06)

Prezzi bloccati fino al 21 agosto (Peacereporter, 07/08/06)

Dal 4 agosto al 3 settembre: Maestri Scultori dello Zimbabwe (Exibart, 04/08/06)

Magistrati temono intimidazioni e prosciolgono ministro Chinamasa (Peacereporter, 03/08/06)

Incidente stradale mentre vanno a funerale, 18 morti (Adnkronos, 06/06/06)

Amnesty diffonde foto demolizione case a Harare (Peacereporter, 31/05/06)

Disegno legge per spiare telefonate ed e-mail (Reuters, 27/05/06)

Paese in caduta libera (Peacereporter, 26/05/06)

Minori migranti predati fra Zimbabwe e Mozambico (La Repubblica, 24/05/06)

Fermate e "ricollocate" oltre 10.000 persone (MB, Misna, 16/05/06)

Quale libertà di stampa? (M.C., University.it, 15/05/06)

200 arresti per protesta contro rincari scolastici (vita, 04-05-2006)

Mugabe minaccia pugno di ferro contro opposizione (AGI, 18-04-2006)

Crisi economica, due ospedali razionano il cibo (Peacereporter, 13-04-2006)

Preoccupazione per l'aumento delle tasse scolastiche (Peacereporter, 11-04-2006)

Ultimo al mondo per aspettativa di vita (Swissinfo, 08-04-2006)

Nessun accordo petrolifero con la Guinea Eq. (PeaceReporter, 01-04-2006)

Sotto la cappa del controllo totale (T. L., Punto Informatico, 23-03-2006)

Ministro della Sicurezza: stroncheremo ogni protesta dell'opposizione (Peacereporter, 21-03-2006)

Tsvangirai rieletto capo opposizione a Mugabe (TicinOnline, 20-03-2006)

Attentato contro Mugabe, finzione o realtà? (M.F., Peacereporter, 14-03-2006)

Otto arresti per tentato omicidio del presidente (Peacereporter, 13-03-2006)

Scoperto deposito armi e sventato complotto (Ansa/Basilicata.net, 08-03-2006)

Il dramma umano dei 200mila senza tetto dell’operazione “Murambatsvina” (L.M., Fides, 23-02-2006)

Arrestate 60 donne che protestavano (Corriere della Sera, 15-02-2006)

San Valentino: donne fermate da polizia con rose rosse (E.B., Misna, 14-02-06)

Il tribunale riconsidera il caso del Daily News (Peacereporter, 09-02-2006)

Cala l'HIV: prevalenza dal 23% al 20,5% (Molecularlab, 08-02-2006)

Espulso dallo Zambia il leader dell'opposizione (Swissinfo/SDA-ATS, 05-02-2006)

Zambia-Le due squadre prenderanno parte alla Coppa d'Africa (Italiamedia, 01-01-2006)

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Tolleranza zero" anche in Africa. (SabatoSera, 28/12/06)

Anche Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe, si è appassionato agli sgomberi. Oggi, riportano le agenzie di stampa internazionali, la polizia dello Zimbabwe ha arrestato oltre 16.000 persone in un blitz contro i minatori illegali, distruggendo le loro baracche. Il quotidiano di Harare, l' Herald scrive che 16.290 persone che lavorano in miniere illegali sono state arrestate nelle ultime tre settimane in una vasta operazione di polizia mirata a contrastare il fiorente commercio illegale di minerali preziosi. L'operazione è denominata, manco a dirlo "Restore Order" (riportare l'ordine) e ha portato alla distruzione, fino ad ora, degli alloggi di tre milioni di persone. Nonostante le critiche il presidente Robert Mugabe ha difeso la campagna come necessaria per sradicare il crimine. E i minatori sono diventati carcerati. Agli appassionati degli sgomberi, delle cannonate alle navi dei clandestini, agli amanti dei rimpatri forzati regaliamo, metaforicamente, un cucchiaino. Con cui possono incominiciare a svuotare il mare. Buon lavoro e buon 2007. – Redcap (SabatoSera,  28/12/06)

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Mugabe in carica fino al 2010 (PeaceReporter, 18/12/06)

Il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, rimarrà in carica almeno fino al 2010. Lo ha deciso ieri il partito di governo Zanu-Pf, approvando una controversa risoluzione che pospone di due anni le prossime elezioni presidenziali, dal 2008 al 2010. (PeaceReporter,  18/12/06)

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Verso il prolungamento del mandato presidenziale. (LM, Fides, 18/12/06)

“Il governo dello Zimbabwe ha adottato il sistema di controllo dello Stato dell’era coloniale” ha affermato Mons Pius Alick Ncube, Arcivescovo di Bulawayo, commentando la presentazione di un rapporto sugli abusi commessi dalle forze di polizia in Zimbabwe. Il documento, che è stato presentato a Johannesburg (Sudafrica) dall’Istituto per la Giustizia e la Riconciliazione e dal Fondo per la Pace Solidale, denuncia l’uso estensivo della tortura da parte delle forze di sicurezza: il 33 per cento dei prigionieri politici subiscono abusi e sevizie di ogni genere. Secondo l’Arcivescovo di Bulawayo il 90 per cento delle persone arrestate per motivi politici non vengono portati in giudizio e solo all’1,5 per cento di coloro che sono processati per reati politici ha avuto una condanna. Il rapporto riferisce che tra il 2000 e il 2005, 1981 sono state arrestate per motivazioni di ordine politico. Questi arresti, afferma il documento, sono stati resi possibili “da una legislazione brutale e repressiva contro i cittadini”. Il regime del Presidente Robert Mugabe ha ormai assunto un carattere sempre più autoritario e antidemocratico. La recente decisione del Congresso del partito del Presidente chiedere di spostare le elezioni presidenziali dal 2008 al 2010 è un escamotage per mantenere al potere Mugabe per altri 3 anni. Il Presidente della formazione ZANU PF ha comunicato che la risoluzione passerà ora all'esame del comitato centrale del partito, ma per il varo definitivo è necessario il via libera del Parlamento. Si tratta comunque di una formalità perché il partito del Presidente ha una maggioranza schiacciante in Parlamento. Il prolungamento del mandato presidenziale è stato duramente criticato dall’opposizione e da esperti indipendenti che temono le reazioni di una comunità internazionale già esasperata dalla politica di Mugabe, che ha imposto la distribuzione delle terre dei coloni di origine europea con la violenza e senza tenere conto delle esigenze produttive. Lo Zimbabwe, che era il granaio dell’Africa Australe, si trova nel settimo anno di recessione economica, con l’80 percento della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà, con un tasso di inflazione superiore al 1000 per cento. Il Paese, inoltre, è sempre più isolato sul piano internazionale: nel 2003 è uscito dal Commonwealth ed è sottoposto a sanzioni economiche decise dalla Nazioni Unite e dall’Unione Europea. (LM, Fides,18/12/06)

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Allo studio prolungamento di due anni per mandato del presidente Mugabe (PeaceReporter, 14/12/06)

Lo Zanu-Pf, il partito del presidente Robert Mugabe, starebbe studiando la possibilità di estendere fino al 2010 il mandato del capo di stato, che scadrà nel 2008. I membri del partito hanno motivato la decisione con la possibilità di far coincidere le presidenziali con le elezioni parlamentari per far risparmiare soldi pubblici. L'opposizione sostiene invece che la mossa mira semplicemente a far rimanere ancora di più al potere l'82enne Mugabe, alla guida del Paese dal 1980. Lo Zanu-Pf ha conquistato una maggioranza di più dei due terzi alle ultime elezioni, e ciò dà al partito del presidente la possibilità di modificare la Costituzione. (PeaceReporter, 14/12/06)

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Il governo non concederà l'estradizione per Mengistu (PeaceReporter, 14/12/06)

Le autorità dello Zimbabwe hanno fatto sapere di non avere intenzione di concedere l'estradizione per Mengistu Haile Mariam, l'ex-leader etiope condannato ieri per ganocidio da una corte di Addis Abeba. Il governo di Harare, che ha concesso a Mengistu lo status di rifugiato, ha fatto sapere che non modificherà la sua posizione alla luce della sentenza emessa ieri. Mengistu, capo della giunta comunista del Derg dal 1977 al 1991, è stato ritenuto responsabile della tortura e della morte di migliaia di civili. Fuggito dal Paese nel 1991, l'ex-leader è ora ospitato ad Harare, dove è protetto da un'unità speciale della polizia dopo che, negli anni '90, le autorità dello Zimbabwe avevano sventato alcuni attentati ai suoi danni. (PeaceReporter,14/12/06)

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Mancano i fondi, governo sospende emissione di documenti (PeaceReporter, 29/11/06)

L'ufficio generale del registro dello Zimbabwe ha sospeso l'emissione di passaporti e carte d'identità per mancanza di fondi: l'ufficio non riuscirebbe più a procurarsi all'estero l'inchiostro e la carta speciali per la fabbricazione dei documenti. Le autorità hanno reso noto che, per il prossimo mese, potranno ottenere un passaporto solo il personale diplomatico e le persone che necessitano di urgenti cure mediche all'estero. Lo Zimbabwe è stato colpito sei anni fa da una pesante crisi economica, che ha esaurito le scorte alimentari e polverizzato la moneta, con l'inflazione che ha raggiunto il 2000 percento. (PeaceReporter,  29/11/06)

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Il peggioramento della crisi economica (Silvia Simeoni, Equilibri.net, 28/11/06)

In Zimbabwe la crisi economica si aggrava, anche il governo ammette che le scorte di mais non saranno sufficienti per superare la stagione delle piogge. Il WFP dichiara che circa due milioni di persone necessiteranno di aiuti, tutto ciò mentre l’inflazione raggiunge il 1200%, non accenna ad arrestarsi ed è destinata a raddoppiare nel 2007. - Lo Zimbabwe, chiamato una volta il granaio dell’Africa australe, versa in una gravissima crisi agraria ed economica che coinvolge la quasi totalità della popolazione. La crisi colpisce tutti i settori economici con forti ripercussioni sui servizi alla popolazione e sullo sviluppo dello Stato. La valuta è in caduta libera: con l’inflazione al 1.216% è il paese con la peggior performance mondiale e secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI) toccherà punte del 4.278% nel 2007. Anche il PIL registra dati negativi: nel 2006 ha registrato una performance pari a -5,1% e sempre secondo il FMI per il 2007 sarà pari al -4,7%. Inoltre secondo l’Indice di Corruzione Percepita 2006 stilato dalla Transparency International (TI) lo Zimbabwe risulta essere uno dei peggiori paesi al mondo posizionandosi al 130 posto. L’83% della popolazione vive in condizioni di povertà estrema con meno di 2 dollari americani al giorno, la disoccupazione è al 70%. Negli ultimi anni è in continuo aumento il numero di coloro che passano illegalmente le frontiere con il Sudafrica: attualmente dovrebbero essere 3 milioni coloro che hanno abbandonato lo Zimbabwe per il ben più ricco paese confinante. Infine la comunità internazionale accusa il governo di Mugabe di non essere democratico e di non rispettare i più basilari diritti umani. Nonostante la grave crisi e il rischio di carestia l’ottuagenario presidente Mugabe ha deciso di non lasciare il governo e ha fissato le prossime elezioni per il 2008. Mugabe è accusato di giungere a questa scadenza aumentando la repressione delle forme di dissenso e la militarizzazione attraverso le armi vendute dalla Cina, unico paese a violare l’accordo siglato a livello internazionale che vieta la vendita di armamenti allo Zimbabwe perché ritenuto retto da un governo non democratico. (…)(Silvia Simeoni, Equilibri.net, 28/11/06)

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Accuse a Harare per mancata ratifica del trattato sulla tortura (Peacereporter, 23/11/06)

La Southern African Human Rights Trust ha accusato il governo dello Zimbabwe per non aver ancora ratificato il trattato internazionale sulla messa al bando della tortura, firmato nel 1985 e adottato da tutti i Paesi della regione. L'organizzazione ha inoltre accusato il presidente Robert Mugabe e le forze dell'ordine di utilizzare sistematicamente la tortura nei confronti dei detenuti. Preoccupazione hanno suscitato i recenti provvedimenti legislativi che impongono restrizioni alla libertà di stampa e all'opposizione politica. Da anni il governo di Mugabe è sotto il fuoco delle critiche della comunità internazionale per lo scarso rispetto dei diritti umani. (Peacereporter, 23/11/06)

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L’economia è a pezzi, le prostitute si fanno pagare in carburante. (Matteo Fagotto,Peacereporter, 21/11/06)

Sull’autostrada che corre dalla capitale dello Zimbabwe Harare a Beitbridge, verso il confine con il Sudafrica, si affolla una miriade di improvvisati negozianti che vendono di tutto: dischi e vestiti usati, saponette, marijuana. Ma da un po’ di tempo, l’attrazione principale della zona sono diventate le highway girls, le ragazze dell’autostrada: provenienti dalle regioni centrali dello Zimbabwe, si prostituiscono in cambio di benzina.(…) (Matteo Fagotto,Peacereporter, 21/11/06)

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Liberati 180 membri di gruppo femminile (Peacereporter, 07/11/06)

Una corte di Bulawayo ha liberato, per insufficienza di prove, 180 donne appartenenti al gruppo di pressione del Women of Zimbabwe Arise, arrestate alcuni mesi fa per aver partecipato a una manifestazione di protesta non autorizzata contro il carovita. Se ritenute colpevoli, le donne avrebbero dovuto scontare una pena di due anni di carcere. Lo Zimbabwe attraversa da anni una crisi economica senza precedenti, che ha provocato un'inflazione giunta al 2mila percento e una cronica mancanza di alimenti e generi di prima necessità. (Peacereporter,  07/11/06)

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1,4 milioni le persone che hanno assoluto bisogno di assistenza alimentare. (AGI, Espresso, 27/10/06)

La comunita' internazionale fa mancare fondi per 60 milioni di dollari e il World Food Program (Programma alimentare mondiale) e' costretto a tagliare gli aiuti ad almeno 4,3 milioni di persone "cronicamente vulnerabili" in sette Paesi dell'Africa australe. L'ultimo buon raccolto agricolo aveva permesso all'organizzazione dell'Onu di concentrarsi sulla fascia di popolazione malata di Hiv/Aids o segnata da patologie come la tubercolosi. Nell'area dell'Africa australe, ha spiegato Amir Abdullah, Direttore regionale del WFP, "ci sono i piu' alti tassi di Hiv nel mondo e la gente muore per cause collegate all'Aids. Sicuramente avrebbero potuto vivere piu' a lungo con un'alimentazione adeguata. La terapia anti-retrovirale non funziona a stomaco vuoto. I sieropositivi nelle comunita' povere hanno poco o nessun cibo perche' non possono coltivarlo o pagarlo. Se possiamo aiutarli ora, eviteremo di dover fronteggiare crisi piu' ampie in seguito. L'aiuto alimentare da' loro la possibilita' non solo di vivere piu' a lungo ma anche di lavorare e provvedere alla famiglia". A causa del mancato sostegno dei donatori, gia' da settembre i rappresentanti del WFP nella regione cominciarono a ridurre il livello dell'assistenza alimentare nei centri nutrizionali materno-infantili, ai progetti di alimentazione scolastica e ai pazienti in cura per l'Hiv/Aids o tubercolosi. Paesi come il Malawi, la Namibia e lo Swaziland hanno subito drastici tagli che oscillano tra l'ottanta e il cento per cento. La regione e' colpita anche da una grande poverta' e da malattie come la malaria, la tubercolosi e la pellagra. Nonostante le piogge abbondanti di quest'anno, milioni di persone restano troppo povere per acquistare sementi e fertilizzanti per coltivare o per comprare il grano del raccolto. Inoltre, alcune aree registrano livelli di pioggia insufficienti o, in alcuni casi, si sono verificate inondazioni che hanno distrutto i raccolti. Nel solo Zimbabwe 1,4 milioni le persone hanno assoluto bisogno di assistenza alimentare. Nonostante cio', in ottobre il WFP e' stato obbligato a ridurre i propri interventi nel paese, assistendo solo meta' dei 900.000 beneficiari previsti. "Saremo obbligati a fare ulteriori tagli se i livelli di finanziamento non cresceranno", ha detto Abdullah. Secondo le ultime cifre, il WFP ha bisogno di almeno 17 milioni di dollari per assistere il solo Zimbabwe durante la stagione secca quando prevede di dover sfamare circa 1,9 milioni di persone. Lo Zimbabwe e' uno dei sette paesi che partecipa a un programma regionale cominciato a gennaio 2005 e che dovrebbe continuare sino a dicembre 2007. Gli altri paesi inclusi in questa operazione, e che fronteggiano analoghi tagli finanziari, sono: Lesotho, Malawi, Mozambico, Namibia, Swaziland e Zambia. (AGI, Espresso,  27/10/06)

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Allarme Aids.(Queerblog, 27/10/06)

Agghiaccianti le voci che giungono dallo Zimbabwe sul fronte Aids. I santoni del paese africano infatti prescrivono come guarigione dal virus Hiv, che colpisce il 25% della popolazione, il sesso con una vergine. Senza preservativo, ovviamente, in modo che il sangue "puro" delle ragazzine possa compiere la sua azione purificatrice. (Stiamo parlando, per chi non avesse ancora capito, anche di stupri di neonate.) Davvero preoccupanti sono gli scenari che questo "consiglio" comporta, nella prospettiva di un contagio diffuso e coatto. Lo denuncia l'ong Girl Child Network Project. Allargando il discorso ai rapporti tra religione e sesso e ricordando le prese di posizione del Vaticano contro l'uso del preservativo, che suonano sinistramente come un invito allo sterminio di massa, ci viene da chiedere, forse ingenuamente: perchè la religione deve sempre fare rima con l'irresponsabilità? .(Queerblog, 27/10/06)

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Polizia smantella setta religiosa (Peacereporter, 25/10/06)

La polizia dello Zimbabwe ha condotto stamane un'operazione nella zona meridionale del Paese contro una setta religiosa, i cui membri si stavano facendo morire di fame in attesa del secondo avvento di Gesù Cristo. La setta, in precedenza affiliata agli Avventisti del Settimo Giorno, comprendeva anche numerosi bambini in avanzato stato di denutrizione, mandati dalla polizia in centri di accoglienza specializzati. Nello Zimbabwe, investito ormai da anni da una crisi economica che ha ridotto in ginocchio il Paese, sono nate ultimamente numerose sette estremiste, che causano preoccupazione tra le autorità. (Peacereporter,  25/10/06)

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Duecento farmers bianchi pronti a rientrare (Peacereporter, 16/10/06)

Secondo le autorità, almeno 200 agricoltori bianchi espropriati durante la riforma agraria portata avanti dal presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe sarebbero pronti a rientrare nel Paese e a riprendere l'attività. Nei mesi scorsi erano state le stesse autorità statali ad aprire uno spiraglio, in conseguenza della grave crisi economica che ha colpito il Paese africano negli ultimi anni. Lo Zimbabwe è passato infatti da essere il granaio dell'Africa alla necessità di importare aiuti alimentari per sfamare un terzo della popolazione. La crisi economica ha colpito anche altri settori, provocando un'inflazione che ha toccato punte del 1000 percento. (Peacereporter, 16/10/06)

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La Banca centrale alza i tassi (Il Denaro, 12/10/06)

La Banca centrale dello Zimbabwe ha alzato il proprio tasso di riferimento di 200 punti percentuali, portandolo al 500 percento, dopo che l'inflazione si è impennata ai massimi storici. Il tasso per prestiti non garantiti da collaterale è aumentato al 600 percento dal 350 percento precedente, ha detto il governatore della banca centrale, Gideon Gono, ai banchieri del paese riuniti ieri a Harare, secondo una copia del suo discorso inviata per posta elettronica.L'inflazione nel paese sud-africano è balzata al 1.205 percento ad agosto, dopo che il 31 luglio la banca centrale aveva svalutato la moneta del 60 percento rispetto al dollaro, facendo lievitare i costi delle importazioni. (Il Denaro,  12/10/06)

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L’inflazione e' la piu' alta nel mondo. (Pravda, 12.10.06)

L’inflazione in Zimbabwe ha rallentato la sua corsa in settembre, ma resta comunque la più alta nel mondo ed è considerata la causa principale di una disoccupazione che ormai interessa il 70 per cento della popolazione in età lavorativa. Altra conseguenza è la mancanza di valuta estera per acquistare prodotti come i carburanti e gli alimentari. L’ufficio centrale di statistica ha reso noto oggi che il tasso annuale di inflazione è sceso a 1.023,3 in settembre, dopo aver raggiunto il livello record di 1.204,06 in agosto. Su base mensile l’indice dei prezzi al consumo è aumentato del 14,8 per cento in settembre, mentre il mese prima l’aumento era stato del 29,2 per cento. L’inflazione, dicono gli esperti, è alimentata soprattutto dalle spese governative troppo alte. L’indebitamento dello stato è infatti quasi raddoppiato da giugno a settembre di quest’anno, arrivando a 121,4 miliardi di dollari dello Zimbabwe (484 milioni di dollari americani). Il rallentamento dell’inflazione è stato registrato dopo che il governatore della banca centrale, Gideon Gono, aveva aumentato il tasso d’interesse primario di 200 punti percentuali, portandolo al 500 per cento. Lo scorso 30 luglio, invece, il tasso era stato ridotto di 500 punti percentuali, scendendo al 300%. L’ufficio centrale di statistica ha anche stabilito che attualmente una famiglia media di cinque persone ha bisogno di 539 dollari per vivere un mese, mentre ne bastavano 401 in agosto e questo in un paese dove un dipendente dello stato guadagna 120 dollari al mese. Il crollo dell’economia dello Zimbabwe, come si sa, è cominciato con la confisca da parte del governo delle terre coltivabili possedute da agricoltori bianchi. (Pravda, 12.10.06)

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Governo ammette emergenza alimentare (Peacereporter, 03/10/06)

Il governo dello Zimbabwe ha ammesso che il Paese soffre di una carenza di scorte cibo. Lo riporta il sito 'Zimbabwe Online'. Il ministro dell'Agricoltura Jospeh Made ha affermato che i raccolti dell'anno scorso sono stati scarsi e che un programma dell'esercito per incrementare la produzione di cibo è fallito. "Il Paese importa mais per colmare la mancanza di derrate. Continueremo ad importare cibo se il bisogno crescerà," ha detto Made. (Peacereporter,  03/10/06)

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Smentito il rinvio delle elezioni (Peacereporter, 28/09/06)

Il partito di maggioranza Zanu-PF in Zimbabwe ha smentito le voci secondo cui starebbe progettando di posticipare le elezioni presidenziali dal 2008 al 2010. Il portavoce del partito Nathan Shamuyarira, domenica, aveva ventilato la possibilità di tenere le elezioni presidenziali nel 2010, in concomitanza con quelle parlamentari. La mossa avrebbe garantito al presidente Robert Mugabe, in carica da 26 anni, un estensione biennale del proprio mandato. (Peacereporter, 28/09/06)

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Fuga di cervelli, metà dei medici sono fuggiti all'estero(Peacereporter, 24/09/06)

Negli ultimi anni lo Zimbabwe ha perso metà dei suoi operatori medici, ed è il paese africano più colpito dalla fuga di cervelli. Lo ha scritto oggi il Sunday Mail, quotidiano a proprietà statale, citando un rapporto delle autorità sanitarie di Harare. Secondo il giornale, il personale medico specializzato è emigrato principalmente verso l'Europa, o in altri paesi africani, alla ricerca di migliori retribuzioni e condizioni di lavoro. Lo Zimbabwe, governato dal 1980 dall'ormai 82enne Robert Mugabe, è in preda a una crisi economica pesantissima, che ha portato a un'inflazione del 1.200 per cento e a mancanze di cibo, acqua, carburante e valuta estera.(Peacereporter, 24/09/06)

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Fuori da Internet, causa dollari (Punto Informatico, 21/09/06)

I fornitori internazionali di connettività satellitare passano dall'attesa ai fatti e tagliano fuori il grosso del paese dalla rete. Le bollette non vengono pagate nella valuta richiesta. - Manca la valuta, in particolare 700mila dollari, per pagare Intelsat, vale a dire il più importante fornitore di connettività per la rete dello Zimbabwe. Ed è questo il motivo per cui ormai da molte ore la Internet zimbabwese è pressoché off line e la scarsa connettività disponibile passa attraverso connessioni d'emergenza di provider sudafricani. In un paese dove il controllo della rete da parte del Governo ha raggiunto il suo climax, l'assenza di una connettività passabile sta comunque mettendo in ginocchio le poche attività Internet disponibili. Basti pensare che a causare l'attuale caos è il taglio di un link satellitare da 17 megabit per secondo: una banda che per un mercato maturo come quello italiano è una quantità trascurabile ma per lo Zimbabwe è quasi tutto ciò di cui il paese ha bisogno. Di interesse il fatto che a pagare la bolletta di 700mila dollari dovrà essere l'operatore governativo TelOne che ora sta facendo i salti mortali per fornire una qualche connettività ma che, a quanto pare, ancora non ha trovato le risorse necessarie a far riattivare il link: in particolare quella che manca è la valuta estera. (Punto Informatico, 21/09/06)

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Proteste sindacali e repressione statale (Massimo Corsini, Equilibri/University, 19/09/06)

Paralizzata dalla miope condotta politica di Mugabe e dall’embargo UE-USA, l’economia dello Zimbabwe è ormai al collasso, con un tasso di disoccupazione reale che si aggira attorno all’80% ed una spirale inflazionistica che ha ampiamente superato il 1.000% (Cfr. Zimbabwe: verso il collasso economico?). Il clima politico, già scosso dalla presenza di un’opposizione sempre più compatta, ora unita nella nuova coalizione “Save Zimbabwe”, è aggravato dal mancato accordo tra lo Zimbabwe Congress of Trade Union (ZCTU - il principale sindacato del paese), ed il governo, per l’aumento dei salari e la riduzione delle imposte. Mentre lo ZANU-PF continua ad addossare la responsabilità dei propri fallimenti ad un complotto portato avanti dalle nazioni occidentali, intenzionate a destabilizzare il paese dall’interno, l’opposizione guidata dal Movement for Democratic Change (MDC) di Tsvangirai, forte di nuovi consensi ed amicizie, ha proclamato in data 13 settembre uno sciopero generale, coadiuvato dal ZCTU ed in armonia con la sua “roadmap to democracy”, per paralizzare il paese e costringere il Presidente Mugabe all’apertura di un dialogo. Ancora una volta, dura la risposta del potere centrale. Il Ministero della Sicurezza non ha autorizzato le manifestazioni che sono state represse dalle forze dell’ordine, ormai tipico atto di intimidazione del governo, mentre circa 500 persone sono state arrestate. Tra queste spiccano il segretario generale Chibhebhe ed il presidente Matombo della ZCTU, un corrispondente dell’agenzia stampa Reuters e diversi alti esponenti del MDC, come il vice-presidente Lucia Matibenga. (Massimo Corsini, Equilibri  /University 19/09/06)

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Terminate le scorte di pane nella maggior parte dei negozi della capitale (Peacereporter, 19/09/06)

Il pane manca in quasi tutti i negozi di Harare, dopo l'arresto di tre grandi produttori, accusati di aver gonfiato i prezzi i propri prodotti. In Zimbabwe il prezzo del pane e quello di altri generi alimentari è sotto controllo governativo, ma i panificatori sostengono che non copra nemmeno i costi di produzione. La depressione economica del Paese si riflette anche nel settore delle comunicazioni. La principale connessione internet è stata infatti tagliata a causa di debiti non pagati e uno dei maggiori provider definisce la situazione 'catastrofica'. (Peacereporter, 19/09/06)

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Inflazione record del 1200% (Corriere della Sera, 16/09/06)

Il poco invidiabile premio per il tasso di inflazione annuale piu' alto del mondo va allo Zimbabwe, che ad agosto ha visto la tendenza alla crescita dei prezzi toccare la ragguardevole percentuale del 1200%. E il dato potrebbe crescere ancora, visto che a luglio il tasso tendenziale era del 993%. Questo dato implica che i prezzi nel paese africano sono cresciuti di tredici volte in un anno. Lo Zimbabwe sta soffrendo della peggior crisi economica dalla sua indipendenza, con una disoccupazione record e una carenza di cibo, benzina e altri generi di prima necessita'. Ad aumentare di piu' lo scorso mese sono state le tasse scolastiche e locali e i prezzi delle medicine. La soglia di poverta' ufficiale nel paese e' di circa 400 dollari, ma in media i salari non raggiungono gli 80. (Corriere della Sera,  16/09/06)

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La fuga verso il Sudafrica (Daria Storia, Equilibri, 15/09/06)

Il piano di sviluppo messo in atto dal governo Mugabe non sembra aver prodotto miglioramenti attesi per i cittadini dello Zimbabwe che, spinti da fame disoccupazione, migrano in Sudafrica, dove trovano lavoro essenzialmente nei campi delle zone di confine al nord del paese. L’organizzazione internazionale Human Rights Watch ha pubblicato un report in cui si denunciano pesanti violazioni dei diritti umani nei confronti dei migranti regolari e non, perpetrate da polizia e agricoltori. Ogni settimana migliaia di cittadini dello Zimbabwe attraversano il confine alla ricerca di lavoro in Sudafrica, spinti dalla forte crisi economica che dal 2000 ha portato l’inflazione al 1.200%, producendo effetti devastanti sulla popolazione. Negli ultimi 5 anni il PNL ha registrato una caduta del 30% e il Fondo Monetario Internazionale prevede un’ulteriore contrazione per il 2006 (-4,7%) e il 2007 (-4,1%). La produzione agricola è precipitata mentre il costo del servizio scolastico è aumentato drammaticamente, ponendo in seria difficoltà le famiglie con reddito basso. La diminuzione degli investimenti esteri e degli aiuti allo sviluppo sta ulteriormente compromettendo la possibilità di ripresa dell’economia nazionale. (…) Sulla base dei lavori e delle ricerche svolti dalla propria missione a Limpopo, tra aprile e maggio 2006, l’organizzazione Human Rights Watch (HRW) ha pubblicato un dettagliato rapporto http://hrw.org/doc/?t=africa&c=zimbab sulla situazione in cui versano i lavoratori provenienti dallo Zimbabwe. Il rapporto contiene anche diverse raccomandazioni rivolte alle autorità sudafricane, tra cui quella di garantire il rispetto non solo delle norme di diritto internazionale ma anche della legislazione nazionale in materia di lavoro e immigrazione. (…) (Daria Storia, Equilibri, 15/09/06)

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Manifestazione sindacati, scontri e arresti a Harare (Peacereporter, 13/09/06)

La manifestazione indetta per oggi dal sindacato Zimbabwe Congress of Trade Unions nella capitale Harare, per protestare contro l'incapacità del governo di contrastare la crisi economica che attanaglia il Paese, si è risolta in scontri con la polizia. Almeno 15 membri del Zctu sarebbero stati arrestati, tra cui il presidente Lovemore Matombo e il segretario generale Wellington Chibebe. Già nei giorni passati il presidente Robert Mugabe aveva ammonito il sindacato a desistere dalla manifestazione, che le autorità non avevano autorizzato. (Peacereporter, 13/09/06)

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Sale la tensione in vista di proteste sindacali (Peacereporter, 10/09/06)

Lo Zimbabwe Congress of Trade Unions, principale sindacato del Paese, ha confermato per mercoledì l'organizzazione di manifestazioni in tutto il Paese, per chiedere una riduzione delle imposte e un aumento dei salari. Contrariamente a quanto sostenuto dal segretario generale dello Zctu, Wellington Chibebe, il ministro per la Sicurezza Didymus Mutasa ha reso noto che la polizia non avrebbe autorizzato le manifestazioni, che saranno perciò represse con la forza. Il governo del presidente Robert Mugabe, al potere dal 1980, viene frequentemente accusato di abusi nei confronti dell'opposizione politica e di chiunque osi criticare apertamente l'amministrazione. Il presidente respinge le accuse, sostenendo che la crisi economica e le proteste sono organizzate da agenti dei Paesi occidentali, che mirano a destabilizzare lo Zimbabwe dall'interno. (Peacereporter,  10/09/06)

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Amnesty International dichiara l'operazione Garikai un fallimento (Peacereporter, 08/09/06)

Amnesty International (Ai) denuncia in due rapporti usciti oggi che l'operazione Garikai/Hlalani Kuhle (Vita migliore), che aveva come obiettivo il costruire delle abitazioni per coloro rimasti senza casa dopo l'operazione Murambatsvina (Pulizia), risulta essere un fallimento. Tra maggio e luglio 2005 il governo fece radere al suolo numerose costruzioni abusive nei sobborghi di Harare, che dovevano essere sostituite da case migliori e legali. Ma Kolawole Olaniyan, direttore del programma Africa di Ai afferma che sono molto poche le case costruite e che la maggior parte sono ancora incomplete: ad alcune manca il tetto, ad altre le finestre, le porte, un sistema idrico e sanitario adeguato. "Sono inabitabili" ha detto Olaniyan. Sono poco più di 3.000 le abitazioni costruite, rispetto alle oltre 92.000 abbattute l'anno scorso, e circa un 20 percento delle nuove case è destinato a poliziotti, soldati, dipendenti pubblici. Ai chiede che l'operazione Garikai venga rivista urgentemente. (Peacereporter,  08/09/06)

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Avanti tutta verso il controllo totale (T. Lombardi, Punto Informatico, 05/09/06)

Poteri illimitati di intercettazione su tutti i mezzi di comunicazione: su Internet saranno a spese degli ISP. Il paese di Robert Mugabe è pronto ad approvare una legge ad hoc da brivido - Il parlamento dello Zimbabwe è sul punto di approvare una legge che conferisce poteri illimitati d'intercettazione al Governo di orientamento socialista ed interamente nelle mani del presidente Robert Mugabe, alla guida del paese sin dal 1980. La legge è stata formulata lo scorso maggio e si avvale dell'ausilio di apparecchiature importate dalla Cina. Lo stato africano adotterà infatti un sistema d'intercettazione centralizzato simile in tutto e per tutto a quello cinese: la censura delle informazioni ed il controllo delle forme di corrispondenza privata, soprattutto su Internet, sarà regolato da appositi sistemi hardware e software dislocati su tutto il territorio nazionale. I centri di analisi e monitoraggio saranno collegati direttamente agli ISP ed agli operatori telefonici, che dovranno sostenere i costi necessari all'installazione degli strumenti di spionaggio. I mandati necessari per innescare le procedure d'intercettazione, secondo il quotidiano locale The Herald, potranno essere rilasciati solo ed esclusivamente dal Ministro delle Comunicazioni: questo particolare rende estremamente difficile un uso ben regolamentato e trasparente dello spionaggio domestico. Il "grande fratello" avrà accesso illimitato a tutte le comunicazioni telefoniche ed ai trasferimenti di dati via Internet. Molti osservatori internazionali, dalla BBC fino all'associazione Privacy International, hanno immediatamente registrato forti segnali di scontento da parte della società civile zimbabwese: i moltissimi lati oscuri della nuova legge, uniti alla totale assenza di garanzie fondamentali e trasparenti per la protezione della privacy dei cittadini, potrebbero dotare il governo di uno strumento estremamente potente. Il presidente-padrone Mugabe, sotto forti pressioni da parte di organizzazioni come Reporters Sans Frontières ed Amnesty International, è ben noto per essere particolarmente spietato con gli oppositori politici, ai quali viene negata la possibilità di esprimersi liberamente. Nei casi peggiori, il governo ha addirittura autorizzato l'uso della violenza per risolvere problemi d'ordine sociale o politico, come si legge in una lettera aperta di Amnesty International. Tuttavia, per gli esponenti del governo di Harare, la nuova norma è soltanto una "legge che garantisce una protezione antiterrorismo" allo Zimbabwe. In base alle statistiche compilate ogni anno dalla ITU, l'agenzia ONU che si occupa di telecomunicazioni, lo Zimbabwe è il paese più repressivo di tutto il continente africano. (T. Lombardi, Punto Informatico, 05/09/06)

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Nuova coalizione politica (Massimo Corsini, Equilibri, Weekly Analysis, 28/08/06)

I principali partiti dell’opposizione politica, guidati dal Movement for Democratic Change (MDC) di Morgan Tsvangirai, hanno compiuto il primo passo verso la creazione di una grande coalizione per fronteggiare lo ZANU-PF di Robert Mugabe, in lizza per il quarto mandato consecutivo alle presidenziali del 2008. Autodefinitasi come il migliore rimedio alla grave crisi del paese, stremato dal mancato rispetto dei diritti umani e dall’elevatissima spirale inflazionistica, la nuova alleanza “Save Zimbabwe” promette una leadership attiva e dinamica, in grado di promuovere l’unità nazionale ed una “veloce” ripresa economica. In armonia con la “Roadmap to Democracy” di Tsvangirai, i pilastri che sorreggono il nuovo fronte sono la richiesta di una nuova costituzione, capace di tutelare il popolo dai numerosi abusi del potere centrale, nonché elezioni libere e democratiche, supervisionate dalla comunità internazionale, come richiesto da Unione Africana e SADC (Southern Africa Development Community). Nonostante i duri attacchi di Mugabe, che dopo aver varato un pacchetto di leggi “anti-opposizione” ha negato l’apertura di un dialogo costruttivo, Tsvangirai ha promesso prolungati scioperi generali che andrebbero a paralizzare la già debole economia del paese. Il riavvicinamento di Arthur Mutambara, leader della fazione pro-senato del MDC ostile alla politica di Tsvangirai, dimostra tuttavia l’esistenza di un’opposizione sempre più unita e compatta, forte di un largo consenso, soprattutto nelle povere e disagiate zone rurali, in grado di presentare un candidato comune e porre la parola fine al lungo e tormentato trend negativo del paese. (Massimo Corsini, Equilibri, Weekly Analysis,  28/08/06)

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Azioni legali contro le compagnie petrolifere (Peacereporter, 25/08/06)

Le autorità in Zimbabwe hanno minacciato di perseguire legalmente le compagnie petrolifere che si rifiutano di abbassare i prezzi della benzina, secondo i parametri stabiliti dal governo. Secondo una radio di stato, chi continuerà a vendere il carburante a 1.000 dollari locali (poco più di 3 euro) per litro, dovrà fronteggiare azioni legali. La Gazzetta Ufficiale stabilisce che il diesel vada venduto a 320 dollari locali al litro e la benzina a 335. Le compagnie petrolifere avevano precedentemente accettato i prezzi decisi dal governo. (Peacereporter,  25/08/06)

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Corruzione: un rapporto di Freedom House (Canisciolti, 21/08/06)

La corruzione radicata restare il maggiore ostacolo alla democrazia nei paesi in transizione e Zimbabwe, Azerbaïdjan, Yémen, Kazakhstan e Bahreïn figurano in testa alla classifica dei paesi pi corrotti del mondo, rileva uno studio recente realizzato da Freedom House. Intitolato « Countries at the Crossroads 2006 »  , il documento valuta la situazione della ‘’governance’’ in 30 paesi in cui le istituzioni democratiche sono sempre fragili o che sono guidate da governi autoritari. Lo studio analizza quattro settori della ‘’governance’’: il peso dell’ opinione pubblica, le libertà civili, la primazia del diritto e la trasparenza e infinela lotta contro la corruzione. In quasi tutti i paesi esaminati i punti di maggior debolezza sono rappresentati dai capitoli relativi alla corruzione e all’ assenza di trasparenza. Lo studio rileva inoltre che nei paesi in cui la corruzione è più diffusa sono sempre maggiori le restrizioni alla libertà di stampa. Di tutti I paesi analizzati, lo Zimbabwe è il peggiore. ‘’L’ interesse principale del governo Mugabe è di conservare il potere attraverso un sistema di favoritismi che include l’ accesso ai beni privati e a quelli dello Stato. Il partito al potere, lo ZANU-PF, possiede una vasta gamma di imprese, cosa che permette all’ elite del partito di approfittare personalmente della situazione’’, spiega lo studio. (Canisciolti,  21/08/06)

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Prezzi bloccati fino al 21 agosto (Peacereporter, 07/08/06)

Lo Zimbabwe ha deciso di bloccare i prezzi fino al 21 agosto, data ultima entro la quale gli zimbabwani possono cambiare le vecchie banconote con le nuove, a cui sono stati tolti tre zeri, in un tentativo della banca centrale di far fronte alla pesante inflazione che colpisce il paese. La decisione è stata presa per evitare che fabbriche, commercianti, uomini d'affari e rivenditori possano aumentare il prezzo dei propri beni in modo arbitrario, cercando di guadagnarci il più possibile, aproffittando della confusione che accompagna il cambio di valuta. (Peacereporter,  07/08/06)

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Dal 4 agosto al 3 settembre: Maestri Scultori dello Zimbabwe (Exibart, 04/08/06)

La gioia per la nascita di un figlio, l’ironia di una femminilità rotonda e smagliante, la saggezza di un vecchio pensoso, il dolore di una perdita. Queste le suggestioni proposte da Maestri Scultori dello Zimbabwe, mostra organizzata da Humana People to People Italia ONLUS, associazione umanitaria impegnata nel sostegno a progetti di sviluppo, in collaborazione con la Città di Ravenna ed il Museo d’Arte della Città di Ravenna. - L’inaugurazione di venerdì 4 agosto alle 18.00, nella splendida cornice di Santa Maria delle Croci (Via Guaccimanni, 7/9) a Ravenna,darà il via all’esposizione aperta fino al 3 settembre. La mostra chiude il ciclo aperto in aprile a Cernobbio (CO), e proseguito a Lainate (MI), Cesano Maderno (MI), Abano Terme (PD) e Brescia. Nello stesso periodo gli artisti hanno esposto a Barcellona, Atlanta, Boston, Mosca e Vienna. L’esposizione intende far conoscere l’eccellenza africana, il talento e lo spirito creativo a volte offuscati dalle tante sofferenze che affliggono l’intera Africa. Maestri Scultori dello Zimbabwe propone un’arte contemporanea radicata nella cultura shona ma forgiata con tratti moderni e distinguibili per l’originalità e la spontaneità di forme e temi. Per tutto il mese di agosto (giorni e orari indicati nel programma allegato) sarà possibile vedere le sculture di Mike Munyaradzi, Lawrence Mukomberanwa, Coleen Madamombe, alcuni dei venti artisti proposti. Informazioni: info1@humanaitalia.org (Exibart,  04/08/06)

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Magistrati temono intimidazioni e prosciolgono ministro Chinamasa (Peacereporter, 03/08/06)

Il ministro della giustizia dello Zimbabwe, Patrick Chinamasa, è stato prosciolto dall'accusa di aver ostacolato il regolare corso della giustizia influenzando i testimoni in un caso di violenza politica del 2004 che vedeva coinvolto il ministro della sicurezza nazionale, Didymus Mutasa, già membro dell'amministrazione del presidente Robert Mugabe. Chinamasa non sarà processato perchè nessun magistrato ha accettato di occuparsene: tutti temono di essere vittime di intimidazioni politiche. Mutasa ha infatti accusato i magistrati contattati di essere tutti membri del partito dell'opposizione Movimento per il Cambiamento Democratico (Mdc). Lo scorso marzo 20 sostenitori di Mutasa sono stati condannati a due anni di prigione per violenza politica, ma Mutasa non è stato coinvolto nel processo. (Peacereporter,  03/08/06)

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Incidente stradale mentre vanno a funerale, 18 morti (Adnkronos, 06/06/06)

Un pulmino della polizia e' finito fuori strada e si e' schiantato contro un albero mentre trasportava decine di persone al funerale di un agente di polizia in Zimbabwe. Nell'incidente sono morte 18 persone ed altre 42 sono rimaste ferite. Un portavoce della polizia ha riferito che la disgrazia e' avvenuta nel distretto di Chirundu, nel nord del paese africano. (Adnkronos, 06/06/06)

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Amnesty diffonde foto demolizione case a Harare (Peacereporter, 31/05/06)

Amnesty International ha diffuso delle foto scattate da un satellite che mostrano la distruzione provocata in Zimbabwe dalla politica di demolizione delle case del 2005. Le immagini documentano la distruzione di un insediamento vicino a Harare, che fino a maggio scorso comprendeva circa 850 edifici. Amnesty ha dichiarato che le foto provano inconfutabilmente la distruzione di intere comunità. Secondo le Nazioni Unite circa 700 mila persone sono state direttamente colpite dalla politica messa in atto dal governo. (Peacereporter, 31/05/06)

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Disegno legge per spiare telefonate ed e-mail (Reuters, 27/05/06)

Il governo dello Zimbabwe ha presentato oggi una proposta di legge che gli darà l'autorità di controllare i telefoni e la posta -- sia quella tradizionale che quella su Internet -- per tutelare la sicurezza nazionale e combattere il crimine. Gruppi dei diritti di civili dicono che il disegno di legge fa parte di una stretta imposta dal governo, che comprende dure intimidazioni politiche, per far tacere le critiche sulla grave crisi economica di cui molti ritengono sia responsabile la politica del presidente Robert Mugabe. Nella gazzetta ufficiale governativa del fine settimana, il ministro dei Trasporti e delle Comunicazioni Christopher Mushowe, ha pubblicato uno schema generale del "Disegno di legge dell'intercettazione delle comunicazioni". Se verrà approvata dal parlamento, la legge darà al ministro l'autorità di controllare i telefoni e le e-mail di chiunque venga sospettato di minacciare la sicurezza nazionale o di essere implicato in attività criminali. Il disegno di legge dice che il governo allestirà "un centro comunicazioni per controllare e intercettare determinate comunicazioni durante la loro trasmissione attraverso il sistema di telecomunicazioni o postale o di qualsiasi altro servizio relativo". (Reuters,  27/05/06)

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Paese in caduta libera (Peacereporter, 26/05/06)

E’ stata accolta con sgomento, la scorsa settimana, la notizia che in Zimbabwe l’inflazione aveva toccato il 1000 percento. Stipendi polverizzati, una cronica mancanza di cibo, energia e valuta straniera, con lo stato costretto ad aumentare gli stipendi dei dipendenti pubblici del 200 percento per far fronte alla crisi. Ma al peggio non c’è mai limite: secondo gli analisti finanziari, già tra due settimane l’inflazione potrebbe raggiungere il 2000 percento, mentre lo stato è costretto a usare le maniere forti per bloccare le proteste sindacali. Gli esperti di economia sono tutti d’accordo: la crisi che sta vivendo lo Zimbabwe è la più grave dal 1980, anno in cui salì al potere Robert Mugabe. Strangolata da una politica a dir poco miope portata avanti dalle autorità, e da un embargo (imposto da Unione Europea e Usa) che ha contribuito a peggiorare una situazione già disastrosa, l’economia dello Zimbabwe è ormai al collasso. A gettare benzina sul fuoco, il mancato accordo tra lo Zimbabwe Congress of Trade Unions (l’unione dei sindacati) e il governo per un aumento degli stipendi, di cui hanno beneficiato solo i dipendenti pubblici. Il Zctu è intenzionato a dichiarare lo sciopero generale, paralizzando di fatto il Paese. Ma le autorità di Harare vogliono impedirlo a tutti i costi. Per prima cosa, è stato bloccato l’accesso al Paese dei leader sindacalisti di Sudafrica e Ghana, che avrebbero dovuto partecipare al congresso delle Trade Unions. Mugabe ha inoltre già fatto sapere che proclamare lo sciopero generale sarebbe come giocare con il fuoco. I periodici tagli di corrente e la penuria di benzina condizionano le attività economiche, e l’inflazione galoppante sta costringendo le autorità a stampare sempre più banconote che in due settimane, se non spese tempestivamente, diventano carta straccia. La situazione è talmente disperata che il presidente sudafricano Thabo Mbeki, nei giorni scorsi, ha ventilato la possibilità di un intervento delle Nazioni Unite per salvare il salvabile. (…)(Peacereporter,  26/05/06)

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Minori migranti predati fra Zimbabwe e Mozambico (La Repubblica, 24/05/06)

I bambini che attraversano il confine dallo Zimbabwe al Mozambico finiscono, per la gran parte, nelle reti dello sfruttamento sessuale o nelle mani di imprenditori senza scrupoli. A lanciare l'allarme e' Save the Children che ha messo a punto il primo studio sul fenomeno dei minori africani che si recano da un Paese all'altro in cerca di lavoro. Molti di questi sono orfani oppure 'non accompagnati' e percio' particolarmente vulnerabili. Una volta in Mozambico, i bambini sono impiegati soprattutto in agricoltura, nell'edilizia e nel piccolo commercio con retribuzioni inferiori a quelle dei coetanei mozambicani e senz'alcuna protezione sul lavoro. Il destino delle bambine e' piu' drammatico: molte di loro trovano solo nella prostituzione un mezzo di sopravvivenza e non hanno accesso ne' all'istruzione ne' ai servizi sanitari di base. "Il fenomeno dei minori che varcano i confini tra uno Stato e l'altro per sfuggire a fame, poverta' e guerre e' poco conosciuto e indagato', ha spiegato Carlotta Sami, direttore dei programmi di Save the Children Italia, "in realta' si tratta di un problema molto serio che non e' certo limitato allo Zimbabwe e al Mozambico ma riguarda migliaia di bambini che passano le frontiere dei paesi del Sud dell'Africa. Sono minori privi di qualsiasi protezione e punti di riferimento, quindi facili vittime delle tante forme di sfruttamento e abuso". La ricerca di Save the Children e' stata condotta nella provincia di Manica ed e' la prima di una serie di approfondimenti sulla questione dei minori migranti che varcano il confine. E' molto difficile intervistarli e determinarne il numero. Alcune stime indicano che 10-15 bambini al giorno entrano in Mozambico. Complessivamente, sarebbero 2-3 mila le persone che ogni giorno clandestinamente varcano la frontiera. (La Repubblica, 24/05/06)

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Fermate e "ricollocate" oltre 10.000 persone (MB, Misna, 16/05/06)

Il fermo e il "ricollocamento" di oltre 10.000 persone senza fissa dimora - tra cui molti bambini di strada e presunti malviventi - sta suscitando nuove critiche internazionali contro il governo di Harare che deve già gestire una situazione economica apparentemente sempre più difficile anche a causa di un tasso d'inflazione calcolato a più del mille per cento. Cominciata il 12 aprile, "Operation Round up" viene spiegata dal quotidiano filogovernativo "Herald" come un tentativo di riportare tutti i fermati alle loro famiglie, per lo più in zone rurali. Esattamente un anno fa, con l'operazione "Murambatsvina" (ovvero 'espelli la sparcizia') - che distrusse baraccopoli alla periferia di Harare e di altre città - 700.000 persone rimasero senza dimora e molte altre ancora senza minime attività di sopravvivenza, lecite o illecite che fossero. Come spesso accaduto in questi ultimi anni, attorno al presidente Robert Gabriel Mugabe - al potere dal 1980, anno dell'indipendenza da Londra - si scatenò l'anno scorso una pioggia di dure critiche internazionali. Il governo si difese spiegando che aveva solo fatto pulizia in 'slums' igienicamente inaccettabili e contro una diffusa microcriminalità; il mese scorso è stato annunciato il completamento della prima fase del piano "Garikai" che prevede la costruzione di migliaia di nuovi alloggi ma, secondo molte organizzazioni umanitarie, i problemi provocati da "Murambatsvina" in realtà non sono stati affatto risolti. Nemmeno l'intervento dell'Onu avrebbe in realtà potuto modificare la situazione in maniera veramente positiva. Questa nuova attività della polizia - nonostante le spiegazioni della polizia e le sue relativamente ridotte dimensioni - ha sollevato altre dure critiche soprattutto su alcuni organi di stampa inglesi che hanno colto l'occasione per ricordare la pesante iniziativa del maggio 2005, le sue conseguenze e tutti gli altri gravi problemi economici e sociali del paese. Al di là del tono e dei contenuti delle critiche più malevole nei confronti dei governanti, per gli strati di popolazione più poveri e indifesi la vita di ogni giorno si è fatta negli anni progressivamente sempre più difficile e per i più non si intravedono ancora concrete speranze di miglioramento. (MB, Misna, 16/05/06)

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Quale libertà di stampa? (M.C., University.it, 15/05/06)

In concomitanza alla Giornata Mondiale della Libertà di Stampa 2006 il rapporto annuale “Is This Democracy? – State of Media Freedom in Southern Africa 2005”, presentato dal Media Institute of Southern Africa (MISA), pone in netta evidenza come la libera manifestazione del pensiero sia un diritto ancora fortemente limitato in molti stati dell’Africa australe. Sugli undici paesi considerati, tutti appartenenti alla SADC, si è registrata una diminuzione nel numero delle violazioni, 155 rispetto alle 169 del 2004, ma questo risultato all’apparenza incoraggiante, come posto in evidenza da Zoé Titus, responsabile regionale per l’attività di monitoraggio, non deve essere assolutamente considerato una vittoria o conquista democratica, poiché si stanno diffondendo tipologie repressive ancora più gravi ed insidiose. Caso emblematico lo Zimbabwe, dove è stato registrato il numero più ampio di violazioni (46 solo nel 2005). Il governo Mugabe, attraverso la Central Intelligence Organissation (CIO) e la Commissione Governativa di Informazione, detiene o controlla la quasi totalità delle fonti di informazione, come i quotidiani The Chronicle e The Herald, recidendo sul nascere qualsiasi possibilità di dissenso o informazione indipendente. Il minor numero di repressioni registrate è poi dovuto all’applicazione delle numerose leggi “anti-media” promulgate su spinta del ZANU-PF, prime fra tutte la Access to Information and Protection of Privacy Act (AIPPA) e la Public Order and Security Act (POSA), le cui sanzioni sono state aggravate dal Criminal Bill del 2005 e applicate con estrema severità dalle corti di giustizia, partecipi della repressione statale, impedendo di fatto ai pochi giornalisti indipendenti rimasti la possibilità di esprimere le proprie opinioni senza timore o privi di un aiuto esterno. (Massimo Corsini, University.it,  15/05/06)

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Inflazione supera il mille per cento (AGI/Reuters, 12/05/06)

Inflazione supera il mille per cento (AGI/Reuters, 12/05/06)

Livelli veramente da record per l'inflazione nello Zimbabwe: ad aprile il tasso medio annuo s'e' attestato oltre la soglia del mille per cento. Il paese africano e' al suo ottavo anno di recessione, registrando la contrazione piu' rapida al mondo di un paese non in zona di guerra, secondo la Banca Mondiale, ed il tasso d'inflazione piu' alto del globo. Le statistiche ufficiali del paese hanno quotato oggi il livello di inflazione al 1.042,9% ad aprile, contro il precedente 913,6% di marzo. "Come ti proveresti a spiegare una sitazione in cui ti svegli quasi ogni giorno con un prezzo nuovo?", afferma il consulente economico privato John Robertson. Gli analisti spiegano che il governo del presidente Robert Mugabe ha intaccato la fiducia degli investitori nel paese con l'esproprio dei poderi dei bianchi a favore dei neri, e con il piano di acquisizione della quota di maggioranza in tutte le miniere a proprieta' straniera. (AGI/Reuters,  12/05/06)

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200 arresti per protesta contro rincari scolastici (vita, 04-05-2006)

Lo zimbabwe di Mugabe è di nuovo al disonore della cronoca. Questa volta tocca alla scuola. Almeno 200 persone, tra cui donne e bambini, sono state arrestate dalla polizia durante una manifestazione di protesta a bulawayo, seconda citta' del paese, contro i rincari delle tasse scolastiche. Lo riportano le attiviste del gruppo women of zimbabwe arise (woza), l'organizzazione che ha ideato e indetto il corteo. I manifestanti hanno sfilato davanti agli edifici governativi nel centro della citta', presidiato dalle forze dell'ordine, che sono poi intervenute, facendo scattare gli arresti. Tra le persone fermate vi sarebbero una settantina di scolari, secondo quanto riferito ancora dall'associazione. I rincari sono stati decisi dalle autorita' di harare per far fronte alla crisi economica in cui versa il paese, in ginocchio anche a causa delle sanzioni imposte dalla comunita' internazionale contro il regime del presidente robert mugabe ma che inevitabilmente finiscono per colpiscono la popolazione civile. (vita,  04-05-2006)

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Mugabe minaccia pugno di ferro contro opposizione (AGI, 18-04-2006)

Il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, ha minacciato di usare il pugno di ferro contro gli esponenti dell'opposizione che contro di lui hanno convocato cortei di protesta. "Voglio avvertirli che stanno giocando con il fuoco", ha dichiarato Mugabe nel discorso tenuto in occasione dei 26 anni dell'indipendenza dello Zimbabwe. E' la seconda volta che il presidente usa parole durissime nei confronti dell'opposizione da quando il leader del Movimento per il cambiamento democratico Morgan Tsvangirai, suo acerrimo nemico, qualche settimana fa ha incitato la gente a scendere in piazza per mettere fine al lungo regime di Mugabe. (AGI,  18-04-2006)

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Crisi economica, due ospedali razionano il cibo (Peacereporter, 13-04-2006)

Due dei principali ospedali dello Zimbabwe stanno razionando gli alimenti per i pazienti dopo che sono stati sospesi i rifornimenti a causa di un debito non pagato. Il settore della sanità è tra i più colpiti dalla crisi economica che ha portato alla riduzione di alimenti, carburanti e valuta straniera, oltre a tagli all'acqua corrente e all'elettricità. I pazienti di due ospedali di Bulawayo hanno affermato che mangiano solamente un po' di porridge con fagioli per pranzo e una zuppa per cena, perché le alternative sono terminate. Le autorità ospedaliere sono andate nella capitale Harare per chiedere altri fondi al governo. Medici e infermieri, nei mesi scorsi, hanno scioperato per chiedere salari migliori, mentre altre migliaia si sono spostate nei Paesi vicini per cercare situazioni più rosee. (Peacereporter,  13-04-2006)

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Preoccupazione per l'aumento delle tasse scolastiche (Peacereporter, 11-04-2006)

Sale la preoccupazione di genitori ed educatori in Zimbabwe a seguito dell'annucio secondo cui le tasse scolastiche aumenteranno di più del 1000%. L'aumento forzerà un grande numero di bambini a lasciare la scuola e a molti ne precluderà l'accesso. Quello annunciato sarebbe il secondo aumento delle tasse scolastiche nello stesso anno. (Peacereporter, 11-04-2006)

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Ultimo al mondo per aspettativa di vita (Swissinfo, 08-04-2006)

Le donne dello Zimbabwe vivono in media fino a 34 anni, gli uomini di rado oltrepassano i 37: è l'aspettativa di vita più bassa del mondo, secondo un rapporto dell' Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Per quanto riguarda in particolare le donne la vita media è scesa addirittura di due anni negli ultimi 12 mesi, scrive l'Oms che attribuisce il triste primato del Paese dell'Africa Australe allo stato disastroso dell' economia e alla conseguente povertà e alla diffusione dell' Aids. Secondo la BBC on line le donne, in Zimbabwe, sono più facilmente degli uomini infettate dal virus dell' Hiv. A peggiorare lo stato dell' economia anche il livello record dell'inflazione che viaggia intorno al 1000%, il più alto del mondo, secondo l' Agenzia ufficiale statistica dello Zimbabwe. (Ndr – Venerdi, il tasso di inflazione è stato alzato al 913%). E questa mattina gli zimbabweani si sono svegliati con una ulteriore brutta sorpresa: in una notte il prezzo del pane è aumentato del 60%.(Swissinfo,  08-04-2006)

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Nessun accordo petrolifero con la Guinea Eq. (PeaceReporter, 01-04-2006)

Zimbabwe e Guinea Equatoriale hanno raggiunto un accordo di cooperazione economica. Lo ha annunciato il presidente zimbabwano Robert Mugabe che ha però ammesso che non si è raggiunto l'accordo sulla fornitura di petrolio. Lo Zimbabwe infatti soffre di una cronica crisi energetica e la Guinea è il terzo paese produttore di petrolio del continente. La visita del presidente di quel paaese avrebbe dovuto portare alla firma di un accordo che risolvesse i problemi petroliferi di Mugabe. (PeaceReporter, 01-04-2006)

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Sotto la cappa del controllo totale (T. L., Punto Informatico, 23-03-2006)

Il governo dello Zimbabwe, guidato dal partito rivoluzionario Zanu PF di Robert Mugabe, è sul punto d'approvare un pacchetto di leggi che istituirà il controllo totale dei mezzi di comunicazione. La stampa indipendente africana l'ha già battezzato "provvedimento Grande Fratello" e coronerà le pretese personali di Mugabe, ossessionato ed preoccupato dalla presenza di informazioni malevole provenienti dai paesi occidentali. La legge permetterà innanzitutto agli agenti di polizia di accedere alla corrispondenza privata, tradizionale ed elettronica. Le forze dell'ordine potranno poi controllare tutte le comunicazioni telefoniche, fisse e cellulari, utilizzando una serie di "strumenti all'avanguardia", si apprende dal Mail&Guardian. (…) (Tommaso Lombardi, Punto Informatico,  23-03-2006)

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Ministro della Sicurezza: stroncheremo ogni protesta dell'opposizione (Peacereporter, 21-03-2006)

Il ministro della Sicurezza dello Zimbabwe, Didymus Mutasa, ha avvisato il leader dell'opposizione Morgan Tsvangirai e i suoi sostenitori che il governo sopprimerà ogni manifestazione di protesta contro il presidente Robert Mugabe. Mutasa ha anche affermato che il governo sta controllando Tsvangirai dopo che il leader del Movement for Democratic Change ha chiesto ai cittadini di tenersi pronti per una protesta popolare per costringere il governo ad andare verso la democrazia. "Se cominciano a distruggere saremo pronti a contrattaccare più forte", ha affermato Mutasa, aggiungendo che se Tsvangirai vuole la guerra con il governo, questo è più che pronto. (Peacereporter,  21-03-2006)

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Tsvangirai rieletto capo opposizione a Mugabe (TicinOnline, 20-03-2006)

Il principale partito dell'opposizione nello Zimbabwe ha rieletto alla sua guida il leader storico Morgan Tsvangirai, che aveva lanciato un appello per un'azione di massa mirante a aumentare la pressione sul governo del presidente Robert Mugabe e costringerlo al cambiamento. Al termine di un congresso di due giorni, i delegati del Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), provenienti da tutte e 12 le province dello Zimbabwe, oltre all'organizzazione giovanile e a quella delle donne, hanno detto sì a un nuovo mandato per Tsvangirai, che non aveva concorrenti. I delegati hanno inoltre eletto nuovo vicepresidente dell'Mdc Thokozani Khupe, un deputato del sud Matabeleland; e segretario generale un eminente giurista, Tendai Biti. Il congresso ha appoggiato l'appello di Tsvangirai, 54 anni, per un'ondata di proteste contro Mugabe, accusato dall'Mdc - che ha subito di recente una scissione - di aver rovinato lo Zimbabwe, "con la sua economia che si deteriora più rapidamente di quella di un Paese in gierra". Morgan Tsvangirai ha detto ieri in congresso che il Paese non deve aspettarsi miracoli, ma che la popolazione deve superare la paura di spezzare quella che ha definito la dittatura di Mugabe. "Prometto di utilizzare tutte le risorse e la forza di volontà disponibili per cacciare la tirannia", ha detto il neo eletto leader al termine di una giornata di votazioni. (TicinOnline,  20-03-2006)

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Attentato contro Mugabe, finzione o realtà? (M.F., Peacereporter, 14-03-2006)

Quello festeggiato lo scorso febbraio dal presidente Robert Mugabe sarebbe stato un compleanno veramente “speciale”, almeno nelle intenzioni dei presunti golpisti che avrebbero organizzato un attentato contro uno dei capi di stato più longevi d’Africa. Sul banco degli imputati sono finiti in otto, tra ufficiali della polizia e membri dell’opposizione. Ma i dubbi sullo strano golpe restano molti. Secondo quanto riferito dalle forze di sicurezza locali, a capo del complotto figurerebbero alcune personalità di spicco del Movement for Democratic Change, il principale partito di opposizione dello Zimbabwe: tra loro i due parlamentari Giles Mutsekwa e Roy Bennett, quest’ultimo già imprigionato per otto mesi nel 2004 a séguito di una rissa in Parlamento e resosi irreperibile per sfuggire all’arresto. Tra gli imputati figura anche Peter Hitschmann, ex-membro delle forze di sicurezza rhodesiane e presunto leader del gruppo ribelle Zimbabwe Freedom Movement. Proprio la scoperta, avvenuta la scorsa settimana, di un ingente quantitativo di armi a casa Hitschmann avrebbe fatto scattare le indagini. E ora gli accusati rischiano la pena di morte, come ha dichiarato senza mezzi termini il Ministro per la Sicurezza, Didymus Mutasa. Al momento gli imputati si trovano in carcere, e mercoledì appariranno per la seconda volta davanti al giudice. Secondo l’accusa, i golpisti avrebbero tenuto numerosi incontri tra il 2001 e il 2006 per organizzare il colpo di stato, che avrebbe dovuto aver luogo durante le celebrazioni dell’82esimo compleanno di Mugabe, tenutesi lo scorso mese nello stadio della città di Mutare, nell’est del Paese. Secondo l’accusa, i golpisti avrebbero acquistato tra le altre cose un ingente quantitativo di olio da versare sulla strada verso lo stadio, per far sbandare le auto del convoglio presidenziale. Una ricostruzione subito sembrata più fantasiosa che convincente, e che i portavoce del Mdc liquidano come una messinscena per ostacolare il congresso del partito, che si terrà in settimana, e a cui il Mdc arriva già a pezzi per i recenti scontri che hanno opposto il suo leader Morgan Tsvangirai a una consistente ala di parlamentari dissidenti, che vorrebbero un cambio al vertice del gruppo. -Leggi tutto l'articolo - (Matteo Fagotto, Peacereporter, http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=4948 14-03-2006)

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Otto arresti per tentato omicidio del presidente (Peacereporter, 13-03-2006)

Otto persone, fra cui un parlamentare dell'opposizione, sono state accusate in Zimbabwe di tentato complotto per assassinare il presidente Robert Mugabe. Gli accusati sono stati arrestati la scorsa settimana, dopo la presunta scoperta di un deposito segreto di armi a casa di uno di loro. Quattro delle persone incolpate sarebbero ufficiali di polizia. Le autorità dello Zimbabwe dicono che il gruppo aveva progettato di uccidere Mugabe dopo la festa per il suo ottantaduesimo compleanno, il mese scorso. - Tra l'altro, segnala il sito Zimbabwe Chronicle,  il Fondo monetario internazionale ha confermato la sospensione del diritto di voto, già applicata allo Zimbabwe nel 2003, per non cooperazione con l’organismo. Il debito dello Zimbabwe verso il Fmi ammonta a 100 milioni di dollari.(Peacereporter,  13-03-2006)

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Scoperto deposito armi e sventato complotto (Ansa/Basilicata.net, 08-03-2006)

Sventato un complotto dalle forze di sicurezza dello Zimbabwe che hanno scoperto un deposito d'armi nella citta' di Mutare. Nel complotto erano coinvolti membri dell'opposizione e ufficiali delle Forze armate. Secondo quanto ha detto la televisione statale e' stato arrestato un ex membro delle forze rhodesiane che lavorava per il Movimento per la liberta' dello Zimbabwe, 'con i membri dell'opposizione Bennett e Giles Mutseyekwa come coordinatori'. (Ansa/Basilicata.net,  08-03-2006)

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Il dramma umano dei 200mila senza tetto dell’operazione “Murambatsvina” (L.M., Fides, 23-02-2006)

Durante “l’operazione Murambatsvina” (Operazione “Restaurare l’ordine”) avviata il 19 maggio 2005 dal governo dello Zimbabwe con il pretesto di liberare le città dal mercato nero e dagli abusi edilizi, circa 200mila persone hanno perso la loro abitazione a causa della demolizione delle baracche, secondo stime delle Nazioni Unite. Oltre alla capitale Harare, l’operazione “Murambatsvina” ha interessato le città di Bulawayo, Mutare, Chitungwiza, Rusape, Murehwa, Gweru, Masvingo e Kadoma (vedi Fides 21 giugno 2005). Ma le aride cifre non sono in grado di testimoniare il dramma umano che vi si nasconde. Vi è ad esempio il dramma di una madre di origine mozambicana, costretta a dormire all’addiaccio con i propri figli nelle freddi notti di giugno e luglio, i mesi dell’inverno australe. La giovane donna che, come molti altri abitanti del quartieri periferici sbarcava il lunario con la sua attività di ambulante senza licenza, aveva perso ogni fonte di reddito durante l’operazione “Murambatsvina”. È quanto ricorda “In Touch”, una pubblicazione promossa dai Gesuiti nello Zimbabwe. Ma, pur di assicurare l’istruzione ai suoi due figli, la giovane madre ha sfidato le autorità tornando a dedicarsi alla vendita del “sazda” (l’alimento di base degli abitanti dello Zimbabwe). La polizia l’ha arrestata domenica 19 febbraio. “È stata segregata per due giorni e due notti in una cella di polizia sudicia e puzzolente, sporca di rifiuti umani. Se le autorità sono così preoccupate della salute e dell’igiene pubblica (una delle ragioni ufficiali dell’operazione “Murambatsvina”) perché le persone sono rinchiuse in celle così sudice” si chiede “In Touch”. Un altro esempio, citato dalla pubblicazione, è quello di una famiglia di 5 persone, genitori e 3 figli, che hanno perso la loro povera baracca nel corso dell’operazione “Murambatsvina”. Il governo ha promesso che chi si registrava presso le autorità avrebbe avuto una nuova casa. Centinaia di persone hanno fatto la coda per registrarsi ma hanno scoperto di dover pagare un prezzo esorbitante per avere un tetto sulla testa. (L.M., Fides, 23-02-2006)

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Arrestate 60 donne che protestavano (Corriere della Sera, 15-02-2006)

La polizia dello Zimbabwe ha arrestato circa 60 donne, alcune con bambini, che protestavano lungo le strade della capitale Harare per i prezzi troppo alti dei generi alimentari e il mancato rispetto dei diritti umani. La manifestazione e' arrivata un giorno dopo la protesta dello stesso tenore nella seconda citta' del paese, Bulawayo. Nello Zimbabwe l'inflazione ha raggiunto il 613%, il secondo livello piu' alto nella storia del paese. (Corriere della Sera/ Agr,  15-02-2006)

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San Valentino: donne fermate da polizia con rose rosse (E.B., Misna, 14-02-06)

Per il secondo anno consecutivo, la polizia ha fermato circa un centinaio di donne che hanno sfilato per le strade di Bulawayo, seconda città del Paese, ‘armate’ solo di rose rosse e cartoline augurali di San Valentino, protestando contro la mancanza di cibo e presunte violazioni dei diritti umani. Anche l’anno scorso, nella stessa ricorrenza, alcune decine di dimostranti erano state fermate dagli agenti. Secondo gli organizzatori, citati dalla stampa sudafricana, molte donne hanno sfilato portando i propri piccoli sulla schiena, avvolti nelle tradizionali fasce di tessuto con cui gran parte delle donne africane svolge quotidianamente i più svariati lavori portandosi appresso i propri piccoli. Su iniziativa dell’organizzazione ‘Alzatevi, donne dello Zimbabwe’, le manifestanti chiedevano “pane e rose”, protestando per la carenza di beni di prima necessità che da mesi colpisce il Paese e contro presunti arresti di dissidenti contrari al governo di Robert Mugabe. Secondo gli organizzatori sono state fermate più di 100 donne e almeno 13 bambini; la polizia di Bulawayo, che non avrebbe autorizzato la dimostrazione, non ha comunque rilasciato commenti. L’anno scorso le attiviste furono rilasciate in breve tempo senza i pesanti capi di accusa previsti in genere dalla severa normativa contro le dimostrazioni pubbliche. (E.B., Misna, 14-02-06)