Riunione nella Curia Romana sull’Arcivescovo Milingo (Zenit, 14/11/06)
Per giovedì prossimo, 16 novembre, Benedetto XVI ha convocato una riunione del più alto livello tra i suoi collaboratori della Santa Sede per analizzare gli effetti della disobbedienza dell’Arcivescovo Emmanuel Milingo e il celibato sacerdotale. In base a un comunicato stampa emesso questo lunedì pomeriggio dalla Sala Stampa della Santa Sede, l’incontro mira a “esaminare la situazione creatasi in seguito alla disobbedienza di Mons. Emmanuel Milingo”. La riunione rifletterà inoltre “sulle domande di dispensa dall’obbligo del celibato e sulle domande di riammissione al ministero sacerdotale presentate da parte di sacerdoti sposati nel corso degli anni più recenti”. “Non sono previsti altri argomenti all’ordine del giorno”, spiega il comunicato. Monsignor Milingo, Arcivescovo emerito di Lusaka (Zambia), di 76 anni, ha ordinato quattro Vescovi senza mandato pontificio il 24 settembre, incorrendo nella scomunica latae sententiae, vale a dire automatica. Secondo un comunicato emesso dal Vaticano il 26 settembre, “la Chiesa non riconosce e non intende riconoscere nel futuro tali ordinazioni e tutte le ordinazioni da esse derivate, e ritiene che lo stato canonico dei quattro presunti vescovi sia quello in cui si trovavano prima dell’ordinazione”. La Sede Apostolica, “sollecita come è dell’unità e della pace del gregge di Cristo, aveva sperato nell’azione fraterna di persone vicine all’Arcivescovo Milingo, per un suo ripensamento e per un suo ritorno alla piena comunione con il Papa. Purtroppo gli ultimi sviluppi hanno allontanato tali speranze”. “In momenti di sofferenza ecclesiale come questo, si intensifichi la preghiera di tutta la comunità dei fedeli”, concludeva la nota. (Zenit,14/11/06)
Pena di morte, corte suprema respinge petizione (RC, Misna, 14/11/06)
“I tribunali nel nostro paese non hanno il potere di abolire la pena di morte perché non hanno il potere di legiferare”: così la Corte Suprema ha respinto la petizione di due condannati a morte che chiedevano un’abolizione della pena capitale perché contraria ai “valori cristiani”. “È il popolo dello Zambia che attraverso i suoi rappresentanti parlamentari può legiferare l’abolizione della pena di morte” prosegue il verdetto dei giudici Ireen Mambilima, Lombe Chibesakunda e Sandson Silomba. La Costituzione descrive lo Zambia come una “nazione cristiana” e la pena di morte nega i “valori cristiani”: per questo i due - condannati a morte per il loro ruolo in una rapina - ne chiedevano l’abolizione. Le ultime esecuzioni nel paese risalgono al 1997. Sebbene siano almeno oltre 200 i detenuti nei bracci della morte in attesa della pena capitale, il presidente Levy Mwanawasa si è rifiutato di firmare i loro mandati d’esecuzione finché resterà alla guida del paese. “Non voglio essere un boia” disse nel 1999 dopo avere graziato 44 militari accusati di aver partecipato nel 1997 ad un tentativo di colpo di Stato contro il suo predecessore Frederick Chiluba. (RC, Misna,14/11/06)
Ambientalisti protestano contro progetto edilizio su lago Vittoria (Peacereporter, 13/11/06)
Nonstante l'autorizzazione concessa dalla Zambia's Wildlife Authority, numerosi gruppi ambientalisti zambiani hanno veeementemente protestato contro un progetto edilizio che prevederebbe la costruzione di due alberghi, un campo da golf e centinaia di chalet in un parco nazionale vicino alle cascate del lago Vittoria. Secondo lo Zawa, il progetto permetterebbe la creazione di duemila nuovi posti di lavoro e attrarrebbe nel Paese 150 mila turisti in più all'anno, con un probabile guardagno di 170 milioni di dollari ogni anno. I detrattori dello studio accusano però il governo di aver violato la legge sulle costruzioni, non avendo effettuato uno analisi accurata sull'impatto ambientale del progetto. (Peacereporter,
13/11/06)
Grido di allarme del presidente zambiano: "la pandemia rischia di distruggere i progressi registrati dall'indipendenza". "L'Aids rischia di mettere in scacco i progressi registrati in tema di sviluppo dallo Zambia negli ultimi quarant'anni". Lo ha affermato il presidente zambiano Levy Mwanawasa durante il suo discorso commemorativo dell'Indipendenza conquistata dal paese africano nel 1964. "Dobbiamo pensare alle persone colpite dal virus" ha detto Mwanawasa. "Hanno gli stessi diritti degli altri a usufruire dei progressi del paese dall'indipendenza". Purtroppo, "i nostri giovani, sulle spalle dei quali riposa il futuro di questa nazione, sono particolarmente vulnerabili e hanno bisogno di un'attenzione particolare nella lotta contro la malattia". Su circa 11 milioni di abitanti, il 16% della popolazione zambiana è colpita dal virus dell'Hiv. Ad oggi, sono 70mila le persone che hanno accesso agli antiretrovirali distribuiti negli ospedali pubblici. Per le sua politiche di buon governo, il governo zambiano si è visto attribuire 149 milioni di dollari dagli Stati Uniti con l'obiettivo di intensificare la distribuzione a gratis di Arv nel paese. (Joshua Massarenti,
Vita,24/10/2006)
Un portavoce della famiglia ha informato dell'arresto di Regina Chiluba, la moglie dell'ex leader Frederick Chiluba; sulla donna pendono quattro capi d'accusa. Chiluba, che ha governato lo Zambia per dieci anni sino al 2001, anno in cui si è ritirato, è accusato di aver rubato milioni di dollari in fondi statali assieme a diversi ufficiali. Sua moglie, le cui proprietà sono state confiscate dalla polizia, è accusata di aver ricevuto un'ingente somma di fondi statali da Chiluba quando lei era la sua amante e lui il presidente in carica. (Peacereporter,
23/10/06)
Dalla ferrovia Tanzania-Zambia alle "Vie cinesi" (Crionline, 23/10/06)
Quando si parla dell'amicizia tradizionale cino-africana, alla gente viene in mente la linea ferroviaria che unisce Tanzania e Zambia. Questa linea ferroviaria costruita con l'assistenza del governo e del popolo cinese negli anni '70 del secolo scorso ha eretto un "Ponte d'amicizia" tra Cina e Africa. 30 anni sono passati, ed i "Ponti d'amicizia" emersi tra Cina e Africa sono sempre di più, tanto da scrivere un nuovo capitolo dell'amicizia tra Cina e Africa. Ora vi trasmettiamo un'intervista inviataci dai nostri giornalisti presso la regione dell'Africa orientale "Dalla ferrovia Tanzania-Zambia alle 'Vie cinesi'". (…) Durante un'intervista, l'ingegnere generale della parte tanzaniana della ferrovia Tanzania-Zambia, Robert Mona, ha detto che tale ferrovia ha dato un impulso allo sviluppo della linea e delle regioni circostanti, e gli interessi economici creati dalla ferrovia sono diventati le fonti di reddito principali di Tanzania e Zambia. Egli ha detto: "Dopo la costruzione della ferrovia, lungo la sua linea non solo sono state costruite molte fabbriche, tra cui una cartiera ed un cementificio, ma si sono anche formati molto villaggi; inoltre, le città lungo la linea si sono sviluppate proprio per la ferrovia. Pertanto, si può dire che la ferrovia Tanzania-Zambia abbia ampiamente promosso lo sviluppo economico di questi due paesi, aumentando il tenore di vita del popolo lungo la linea." (…) Oltre alla ferrovia Tanzania-Zambia, sono emersi sempre più progetti cinesi d'assistenza nel continente africano. Gli addetti alla costruzione cinesi aiutano i paesi africani a sviluppare l'economia con il sudore della loro fronte, ed hanno eretto per il popolo sino-africano nuovi "ponti d'amicizia", tra cui la "Via cinese" in Kenya. Tale strada, costruita dall'Impresa cinese di costruzione di strade e ponti, collega la capitale Nairobi e la seconda città kenyana Monbasa. Il suo manto stradale liscio come uno specchio è spesso lodato altamente dai cittadini locali, ed è chiamata la "Via cinese". Attualmente sono emerse sempre più numerose "Vie cinesi" in Kenya, ed il mese prossimo la ferrovia Kipsigak-Serem-Shamakhokho costruita con l'assistenza della Compagnia cinese Wuyi attraverso capitali cinesi sarà conclusa ufficialmente, e la sua costruzione ha un significato importante sia per l'esportazione del tè kenyano che per il piano di sfruttamento della comunità congiunta economica dell'Africa orientale.(…) "Questo progetto è stato altamente apprezzato dalla sezione kenyana dell'opera per i suoi requisiti di qualità, i tempi di lavoro e la cooperazione con il governo locale effettuata durante i lavori, e l'impressione generale kenyana è stata positiva." Crediamo che di pari passo con la costruzione una dopo un'altra delle "vie cinesi" arrecanti concreti benefici al popolo locale, le relazioni d'amicizia tradizionale tra Cina e Africa continueranno ad espandersi. (Crionline,
23/10/06)
Il 28 settembre scorso si sono tenute le elezioni presidenziali in Zambia, paese importante dell’Africa centrale, la vecchia colonia inglese della Rhodesia del nord, particolarmente ricco di rame. Il presidente uscente, Levy Mwanawasa, è stato riconfermato per un nuovo mandato. Ed allora, si dirà, perché mai ci dovrebbe interessare, dal punto di vista dell’Asia, questo paese centroafricano? Per una ragione semplicissima: le ultime elezioni presidenziali hanno avuto come tema dominante, come ‘campaign issue’ la crescente influenza e presenza cinese in Zambia. Avete letto bene: i cinesi in Zambia. La Cina sta investendo dollari e dollari nel paese del rame (approfittando anche dei vecchi legami politici dei tempi del Movimento dei paesi non allineati), oltre 300 milioni di dollari, circa 160 imprese, più di 10mila zambiani che lavorano in interessi cinesi. I numeri quindi della presenza dell’Impero di mezzo sono chiari. Questa presenza, questo è il punto interessante, ha iniziato a creare problemi sociali non indifferente, almeno a vedere quelle che è successo nella recente campagna elettorale. Il presidente uscente ha infatti battuto, ma non per moltissimo, un candidato che si è presentato con una agenda decisamente anticinese, Neo Simutany. Questo candidato ha perso ma ha preso più voti in due regioni molto significative dello Zambia, la capitale Lusaka e la cosiddetta ‘Copperbelt’, la ‘cintura del rame’, insomma dove ci sono i grandi giacimenti del paese. ‘Gli investimenti cinesi – accusa lo sconfitto – non aggiungono valore, non ci può essere un rapporti unidirezionale. Tutto ciò è inaccettabile. Questa nazione – conclude – è degli zambiani’. Questa campagna un po’ ‘populistica’ non è, come si vede dai risultati elettorali, proprio isolata: ad esempio, spiega Ipsnews in un pezzo dedicato all’argomento Zambia e China, il sindacato, la Federazione delle libere trade unions, sostiene le posizioni di Neo. Il presidente uscente ha difeso e continua a difendere i rapporti e i capitali cinesi, ma evidentemente la società zambiana è per lo meno ‘perplessa’.
(Claudio
Landi, Lettera22, 20/10/06)
Ex direttore banca nazionale condannato ai lavori forzati.(Peacereporter, 11/10/06)
Samuel Musonda, ex-direttore della Banca nazionale zambiana nonché amico dell'ex presidente Frederick Chiluba, è stato condannato ai lavori forzati per sottrazione di fondi pubblici in una serie di truffe collegate all'ex capo di Stato. Samuel Musonda, che era a capo della banca nazionale commerciale dello Zambia, dovrà scontare una pena di 2 anni di lavori forzati, come disposto dal tribunale di Lusaka. .(Peacereporter,
11/10/06)
Elezioni: si insedia presidente riconfermato, appello a unità (EB, Misna, 03/10/06)
“Non è l’ora del regolamento dei conti: dobbiamo essere tutti uniti per costruire lo Zambia. In elezioni come queste non ci possono essere vinti né, tanto meno, vincitori”: lo ha detto il riconfermato presidente Levy Mwanawasa alla cerimonia di insediamento per il suo secondo mandato quinquennale, dopo la vittoria alle elezioni del 28 settembre. Parlando davanti al Parlamento nella capitale Lusaka, il capo di Stato ha invitato i suoi connazionali a “lavorare insieme”: è chiaro, ha aggiunto, “che il nostro popolo ha parlato a una sola voce e chiede il miglioramento delle condizioni di vita”. Lo Zambia è uno dei paesi più poveri al mondo, al 166° posto tra i 177 paesi dell’indice di sviluppo umano dell’Onu 2005. Ieri la Corte suprema aveva confermato la vittoria di Mwanawasa con 1.177.846 voti contro gli 804.748 del suo diretto rivale Michael Sata, che ha denunciato “frodi massicce” pur dichiarando di non voler presentare ricorsi o appelli. Il Movimento per la democrazia multipartitica (Mmd) di Mwanawasa ha ottenuto 72 deputati, che in aggiunta agli otto di nomina presidenziale garantiranno la maggioranza assoluta senza necessità di coalizioni. (Eb, Misna,
03/10/06)
Presidenziali, Sata riconosce vittoria Mwanawasa (Swissinfo, 02/10/06)
Il leader dell'opposizione politica nello Zambia Michael Sata ha riconosciuto oggi la vittoria del presidente uscente Levy Mwanawasa alle elezioni presidenziali. Ieri centinaia di partigiani del Fronte patriottico (Pf) hanno violentemente protestato nelle periferie di Lusaka all'annuncio della sconfitta del loro leader. (Swissinfo,
02/10/06)
Continuano le polemiche per le elezioni presidenziali (Peacereporter, 02/10/06)
Non si spengono le polemiche riguardo alle controverse elezioni presidenziali dello Zambia, anche per le recenti dichiarazioni del leader dell'opposizione Michael Sata. "Quando Mwanawasa verrà dichiarato vincitore, io gli farò le congratulazioni per aver rubato la vittoria," ha affermato Sata. Il leader del Fronte patriottico, citato dall'emittente News24, ha aggiunto: "Non farò ricorso perché non ho tempo da perdere in tribunale. Tornerò dalla gente a ringrazierò tutti per il supporto e darò battaglia dentro e fuori dal parlamento." (Peacereporter,
02/10/06)
Elezioni: aumenta vantaggio presidente uscente (MZ, Misna, 01/10/06)
Il presidente uscente Levy Mwanawasa ha rafforzato il suo vantaggio nella corsa per la massima carica dello Stato. Secondo gli ultimi dati diffusi stamani dalle Commissione elettorale zambiana (Ecz) Mwanawasa è saldamente in testa avendo ottenuto finora 733.772 voti (pari al 39% delle preferenze) su 1 milione e 800.000 schede conteggiate. Il capo di Stato uscente è seguito dal principale esponente dell’Alleanza democratica unita, Hichilema Haikande, che ha raccolto il 30% dei consensi, mentre Michael Sata - fino a 24 ore fa in testa ai primi scrutini - sarebbe solo al terzo posto con circa il 28% dei voti. I risultati sono ancora provvisori e si riferiscono a 94 delle 150 circoscrizioni del paese. Disordini sarebbero in corso in alcune limitate aree della capitale Lusaka. Gli incidenti maggiori sono segnalati nel centro della capitale (considerato una roccaforte di Sata) dove si trova il principale ufficio di conteggio dei voti. La polizia è intervenuta per disperdere una folla di manifestanti, tutti sostenitori di Sata, che minacciavano di entrare nell’edificio. Fonti locali riferiscono di numerosi fermi. (MZ, Misna,
01/10/06)
Si sono svolte ieri nella calma le elezioni presidenziali in Zambia, che opponevano il capo dello Stato uscente Levy Mwanawasa all'oppositore Michael Sata, il quale si è detto sicuro della vittoria, dopo una campagna nel corso della quale ha promesso di "restituire" il Paese ai cittadini. Nel centro della capitale Lusaka lunghe file si erano formate già prima dell'apertura dei seggi. Dopo la chiusura, alle 18, non sono state fornite cifre sulla partecipazione al voto, elevata secondo gli osservatori. I 3,9 milioni di elettori zambiani erano chiamati a rinnovare anche le amministrazioni locali. Mwanawasa, 58 anni, concorreva per un secondo mandato di 5 anni, puntando su una moderato risanamento economico - crescita del 4,9% nel 2005 e inflazione sotto controllo - e su migliori relazioni con gli organismi finanziari internazionali. La Zambia figurava nel 2005 al 166/o posto (su 177) nella classifica dello sviluppo umano del Programma dell'Onu per lo sviluppo (Undp). Sata, 69 anni, ha accusato il governo di aver svenduto agli stranieri le miniere di rame, ricchezza del Paese; ed ha promesso ai connazionali "meno tasse, più posti di lavoro e più soldi nelle vostre tasche". Nelle presidenziali del 2001, il voto e lo scrutinio erano stati caotici e l'opposizione aveva denunciato brogli dopo la vittoria di Mwanawasa, ottenuta con solo il 28% dei suffragi. I risultati definitivi della consultazione dovrebbero conoscersi entro domenica. (Ticinonline,
29/09/06)
Grande affluenza ai seggi elettorali (Peacereporter, 28/09/06)
Lunghe code si sono formate ai seggi elettorali per le elezioni generali in Zambia. Il governo aveva condotto un'importante campagna di sensibilizzazione per esortare la gente ad andare a votare, campagna cui la gente ha risposto in maniera positiva. I votanti hanno affollato i seggi fin dalle 4 di mattina, 2 ore prima dell'apertura. Le operazioni di voto hanno avuto luogo in un'atmosfera di calma ed entusiasmo, sebbene i problemi logistici abbiano provocato frustrazione in alcune zone. ''Sono arrivato alle 4.30 di stamattina e mi stanno facendo perdere del tempo. Siamo qui per votare. Vogliamo votare e questa gente non è nemmeno pronta'', ha dichiarato uno dei votanti all'emittente News24.
(Peacereporter, 28/09/06)
La presenza cinese infiamma le elezioni (AprileOnLine, 28/09/06)
L'offensiva economica cinese nel continente africano si è imposta con forza nella campagna elettorale dello Zambia, dove uno dei favoriti alla presidenza, Michael Sata, ne ha fatto un argomento di propaganda e polemica politica. Oggi infatti, oltre quattro milioni di zambiani saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente e rinnovare l'assemblea parlamentare. Nel corso della sua campagna all'insegna dello slogan "lo Zambia agli zambiani", alla fine di agosto l'oppositore Sata ha criticato i cinesi che "occupano i magazzini destinati alla gente del posto" e le reazioni dell'ambasciatore della Cina a Lusaka hanno fatto rapidamente montare la polemica. Le opinioni di Sata hanno conquistato presto l'elettorato in un paese dove i due terzi degli abitanti vivono sotto la soglia di povertà. "Solleva problemi veri - afferma un rivenditore di accessori per telefoni portatili, Mulenga, 36 anni - la maggior parte dei cinesi affitta semplicemente i luoghi, non costruisce nulla, non avviano nulla, possono andarsene in qualsiasi momento. Fanno di tutto per trarre vantaggi da questo luogo, ma non investono". "Accumulano soldi e li inviano direttamente sui conti nel loro paese", aggiunge Jack, 30 anni. Sata "è il nostro uomo, può fare qualcosa per noi commercianti", gli fa eco Coster, 22 anni. Terzo investitore in Zambia dopo Sudafrica e Regno Unito, la Cina è presente nel settore minerario ma anche nel commercio, nell'agricoltura e nel settore delle costruzioni. Un gruppo cinese ha da poco ottenuto l'appalto per la costruzione di un ponte che collega lo Zambia alla Repubblica democratica del Congo, nella provincia settentrionale di Luapula. (…)(AprileOnLine,
28/09/06)
Elezioni, code ai seggi e clima disteso (EB. Misna, 28/9/2006)
“I primi elettori si sono messi in coda davanti ai seggi alle 5 del mattino, un’ora prima della loro apertura: a Kabolonga, in una zona residenziale della capitale Lusaka, poco fa c’era una lunghissima fila di persone che attendevano con pazienza di poter votare”: lo racconta alla MISNA Jan Mwiringa, dell’ufficio comunicazione della Conferenza episcopale dello Zambia, raggiunto per telefono nella capitale. “Il clima è disteso e soprattutto c’è una grande voglia di esercitare il proprio diritto di voto che mi sembra superiore a quella delle ultime elezioni nel 2001” aggiunge l’interlocutore. Oggi in Zambia 4 milioni di elettori registrati – su circa 11,5 milioni di abitanti, due terzi dei quali vive con meno di un euro al giorno malgrado le grandi riserve di rame del paese – sono chiamati a rinnovare amministrazioni locali, parlamento e presidente. Per permettere un’ampia partecipazione, il governo ha decretato una giornata festiva; scuole e uffici sono chiusi. Ieri sera la Commissione elettorale ha diffuso un sondaggio secondo cui l’85% degli interpellati si sarebbe dichiarato soddisfatto per i preparativi elettorali, molto più accurati di quelli di 5 anni fa, che furono caratterizzati da schede sparite, conteggi poco precisi e forti dubbi sulla trasparenza dell’intero processo di voto. “Prendete quello di oggi come un compito solenne” è stato l’ultimo appello del presidente uscente e candidato a un secondo mandato Levy Mwanawasa, del Movimento per la democrazia multipartitica (Mdm), che prese il potere nel 1991 con Frederik Chiluba mettendo fine ai 27 anni di governo del Partito nazionale unito per l’indipendenza dell’ex-presidente Kennet Kaunda. Il suo principale sfidante è Michael Sata del Fronte Patriottico, protagonista di una campagna elettorale dai toni accesi. Per ora non si sono registrati incidenti e le operazioni di voto stanno procedendo regolarmente in tutto il paese, una specie di “chiave di volta” – dal punto di vista geografico - dell’Africa centro-meridionale, che confina con 8 Stati: Angola, Namibia, Botswana, Zimbabwe, Malawi, Mozambico, Tanzania e Repubblica democratica del Congo.
(EB. Misna,28/9/2006)
Padre Emmanuel Milingo, ex arcivescovo di Lusaka, ha respinto oggi la scomunica comminatagli ieri dalla Santa Sede. Milingo si e' opposto alla scomunica insieme agli altri quattro vescovi da lui nominati domenica. "Non accettiamo la scomunica e amorevolmente la rimandiamo al nostro amato Santo Padre, perche' la riconsideri", ha detto Milingo in una conferenza stampa a Washington a cui erano presenti anche i quattro vescovi. Milingo ha dichiarato di aver agito "come gli apostoli" e ha chiesto a Benedetto XVI di riaccogliere i preti sposati nella Chiesa cattolica.
(Corriere della Sera,
27/09/06)
Elezioni: lettera dei vescovi ai cittadini (BF, Misna, 27/09/06)
“Da lungo tempo lo Zambia è un’oasi di pace. È pertanto fondamentale che questa pace sia mantenuta durante il periodo delle elezioni. Ciò implica anche imparare a tollerare i punti di vista di chi non la pensa come noi” così la conferenza dei vescovi dello Zambia si è rivolta a “tutti i cittadini di buona volontà e in particolare ai cattolici” nella lettera diffusa alla vigilia delle elezioni presidenziali, legislative e amministrative attese per domani. Nella missiva, ricevuta anche dalla MISNA e intitolata “beati i costruttori di pace”, i vescovi incoraggiano gli elettori a recarsi “in gran numero alle urne” ed “esercitare il proprio diritto di voto”. “Ricordate - aggiungono i presuli nella breve nota - che lo Zambia è il solo paese che Dio ci ha dato, non ne abbiamo altri. Quindi non fate nulla che possa distruggerlo”. Iniziata in modo pacato, la campagna elettorale per la carica presidenziale ha progressivamente preso toni più accesi. I sondaggi danno in testa il presidente uscente Levi Mwanawasa, in corsa per un secondo mandato, seguito a breve distanza dal principale candidato dell’opposizione Michael Sata e da Hakainde Hichilema, anche quest’ultimo in rimonta nelle dichiarazioni di preferenza del voto.
(BF, Misna, 27/09/06)
Il Vaticano ha scomunicato Emmanuel Milingo e i 4 vescovi sposati che l'ex arcivescovo di Lusaka ha ordinato sacerdoti nei giorni scorsi. L'addio è definitivo, la rottura totale e stavolta non ci saranno ripensamenti. Dal quartier generale della chiesa afroamericana che è diventata la sua nuova casa, Emmanuel Milingo (nella foto) manda a far sapere al Vaticano che la scomunica che lo mette fuori dalla Chiesa per lui è solo carta straccia e andrà avanti con il suo nuovo movimento per i preti sposati insieme ai quattro vescovi. «La scomunica non significa niente e non vale più del pezzo di carta su cui è scritta», dice George Augustus Stallings, il portavoce dell'ex arcivescovo di Lusaka e uno dei quattro religiosi americani sposati che domenica scorsa sono stati ordinati vescovi da Milingo, provocando l'immediata reazione vaticana. Stallings, un ex prete cattolico che ha rotto con la Chiesa nel 1989, è il fondatore e l'autoproclamato "patriarca" della African American Catholic Congregation. La scomunica riguarda anche lui, anche se l'accoglie con una risata di sfida: «Pensavo di essere stato cacciato anni fa, sono risorto dai morti per tornare a tormentarli...». Il gesto che ha spinto Benedetto XVI a rompere gli indugi con Milingo, è avvenuto domenica scorsa all'Imani Temple, una chiesa a due passi dal Capitol di Washington dove lo scorso luglio l'ex arcivescovo di Lusaka annunciò la nascita del suo movimento di preti sposati, "Married Priests Now". Milingo ha ordinato i quattro vescovi in base a quello che ha definito l'ordine della "Old Catholic Church".
(Corriere canadese,
27/09/06)
Stavolta non c'è perdono papale per Emmanuel Milingo. Il prelato africano, ex arcivescovo di Lusaka, è stato scomunicato dalla Santa sede "latae sententiae", cioè in modo automatico, perché nel settembre scorso ha ordinato vescovi 4 preti sposati. Milingo, oggi 76enne, divenne celebre nel 2001 quando aderì alla setta del reverendo Moon e sposò l'agopunturista coreana Maria Sung. Un intervento personale di Giovanni Paolo II convinse Milingo a rinunciare al matrimonio, rientrare nell'ortodossia ecclesiastica e a ritirarsi a Zagarolo, paese alle porte di Roma. Ciò che provocò la protesta della moglie, che tanta eco ebbe nei media italiani. Ma recentemente l'anziano prelato è ricomparso, di nuovo con Maria Sung, a Washington, dove ha fondato un'associazione di preti sposati e ordinato i 4 vescovi. Di qui la scomunica.(Euronews, 26/09/06)
Usa: Mons. Milingo ha ordinato 4 sacerdoti sposati (Adnkronos,
25/09/06)
Mons. Emanuel Milingo, il vescovo africano originario dello Zambia, nuovamente in rotta con le alte gerarchie cattoliche, ha ordinato ieri a New York quattro nuovi sacerdoti sposati. Un atto con il quale il vescovo ha compiuto un altro passo in direzione di quella che sembra essere ormai una rottura definitiva de suoi rapporti con Roma. I quattro preti ordinati da Milingo appartengono al movimento ''Married Priests Now'' fondato negli Stati Uniti nel luglio del 2006 dallo stesso arcivescovo.
(Adnkronos,25/09/06)
Crescono le tensioni in vista delle elezioni del 28 settembre, che vedono il Presidente in carica Mwanawasa, in lizza per il secondo mandato consecutivo, fronteggiato da Hakainda Hichilema, candidato dell’Alleanza Democratica Unita (ADU), la coalizione che racchiude i principali partiti dell’opposizione (PUIN, FDS e PUSN), e da Michael Sata, leader del Fronte Patriottico (FP). Mentre l’ADU assicura, in caso di vittoria, una leadership dinamica in grado di promuovere una veloce ripresa economica ed una maggiore unità nazionale, oltre a garantire la promulgazione di una nuova Costituzione entro luglio 2007, Sata è promotore di una politica fiscale e monetaria espansiva, in grado di spingere il sistema economico verso una maggiore occupazione, affiancata da obiettivi sociali come lo sradicamento della povertà assoluta e la riduzione delle disuguaglianze nella distribuzione del reddito nazionale. Mwanawasa, dopo aver escluso tredici partiti dell’opposizione dalle liste elettorali, ha anticipato le elezioni a fine settembre, rispetto all’iniziale data di novembre, per approfittare delle gravi lacune costituzionali e del momento di incertezza che sta ancora attraversando la minoranza, incapace di trovare una condotta comune
(Cfr. Zambia: tensioni pre-elettorali
). - Nel tentativo di stabilizzare l’insicura situazione economica, trascurata dalla campagna elettorale, è intervenuta la comunità internazionale, che ha stanziato 97,2 milioni di dollari in aiuti allo sviluppo, in particolare per l’implementazione del Poverty Reduction Budget Programme (PRBS) e in supporto della “copper belt” zambese. I maggiori donatori sono stati l’UE e la Gran Bretagna, che hanno stanziato 60 milioni di dollari come aiuto diretto, mentre il capitale restante è stato donato dalla Banca Mondiale, in supporto ai settori agricolo ed infrastrutturale.
(Massimo Corsini, Equilibri,
25/09/06)
Gli arbitri dello Zambia sono entrati in sciopero perché non ricevono lo stipendio da tre mesi. I campionati di prima, seconda e terza divisione sono stati dunque bloccati per il momento. L'agitazione, cominciata il 10 settembre, proseguirà fino a quando la FAZ non avrà versato le somme concordate, come ha chiarito Welly Chikuka, presidente dell'associazione arbitri (RAZ).
(Sportal, 23/09/06)
Duro monito di Pechino per possibile riconoscimento Taiwan (Peacereporter,
05/09/06)
L'ambasciatore cinese in Zambia, Li Baodong, ha lanciato un duro monito alle autorità in vista delle elezioni presidenziali previste per il 28 settembre, avvertendo che un eventuale riconoscimento di Taiwan come stato sovrano comporterebbe un'immediata rottura di tutte le relazioni con la Cina, comprese quelle economiche. Le dichiarazioni di Baodong sono indirizzate a Michael Sata, principale sfidante del presidente uscente Levy Mwanawasa. Sata è sospettato da più parti di avere stretti legami con Taiwan, tanto da aver ricevuto fondi dall'isola per la propria campagna elettorale. Accuse smentite da Sata, che però ha risposto sostenendo che la Cina non ha alcun diritto di imporre allo Zambia i propri partner. Taiwan, separata dalla Cina dal 1949, è riconosciuta solo da 24 stati. (Peacereporter,
05/09/06)
Erano stati allontanati qualche mese fa dalle loro terre e dalle loro abitazioni nel parco nazionale di Mosi-oa-Tunya dall’autorità per i parchi naturali dello Zambia (Zawa): la loro seppur limitata attività agricola, spiegavano gli esperti, rischiava infatti di alterare l’ecosistema del parco, un piccolo gioiello naturalistico a ridosso delle Cascate Vittoria. I contadini della zona di Idson Lweendo, un po’a malincuore, avevano accettato di dover lasciare la zona in cui erano cresciuti e dove praticavano un’agricoltura di sussistenza, per salvaguardare l’ambiente e il turismo, fonte di speranza per introiti futuri. Ma nei giorni scorsi la vecchia comunità di Lweendo è tornata a far parlare di sé mettendosi alla guida della protesta della società civile zambiana, contro un progetto alberghiero che prevede la costruzione, proprio nel cuore del parco, di due grandi hotel e di un campo di golf da 18 buche. “Perché l’ente per i parchi naturali che ci aveva persuaso a lasciare le nostre case per conservare il più incontaminato possibile il parco di Mosi-oa-Tunya ha improvvisamente deciso di permettere a grandi investitori di cacciare gli animali e di alterare un habitat naturale protetto?” ha detto alla televisione nazionale, Znbc, un portavoce dei contadini di Lweendo, in attesa di una replica che non è ancora arrivata. Il direttore generale dell’ente parchi, infatti, si è limitato a rispondere indirettamente, spiegando che il progetto non prevede alcun disboscamento e che i ‘corridoi degli elefanti’ non verranno disturbati. Le rassicurazioni del dirigente della Zawa, tuttavia, non sembrano aver convinto neanche l’Unesco (il ‘ministero della cultura’ delle Nazioni Unite), che oltre a ribadire la propria preoccupazione ha minacciato di ritirare la dichiarazione di ‘patrimonio dell’umanità’ alle Cascate Vittoria e alle aree circostanti (le sponde del fiume Zambezi) se il progetto alberghiero sarà realizzato. Nel fine settimana ai contadini e all’Onu si è unita anche la maggioranza degli abitanti della zona, che, nel corso di un incontro con gli investitori, li ha educatamente invitati a scegliere un’altra località del paese per attirare i golfisti internazionali in Zambia.
(MZ, Misna, 23/08/06)
Il presidente zambiano Levy Mwanawasa per essere rieletto alle prossime elezioni del 28 settembre dovrà ricevere più voti degli altri 11 candidati, i cui nomi sono stati resi noti ieri in una lista preliminare della Commissione Elettorale dello Zambia (Ecz). Tra i candidati i rivali più forti dell'attuale presidente sono Michael Sata, del partito d'opposizione Patriotic Front, e Hakainde Hichilema dell'United Democratic Alliance, un'allenza di tre importanti partiti d'opposizione. Ogni candidato deve pagare una tassa non rimborsabile di 20 milioni di kwacha (circa 6.800 dollari) ed essere appoggiato da 200 sostenitori. (Peacereporter,
08/08/06)
(…) Lo Zambia è un paese la cui storia si scrive anche con il rame, che nel 2005 è protagonista di un nuovo boom grazie alle richieste di paesi stranieri come Cina e India. Il prezzo del rame è di nuovo alto dopo lo stallo degli anni '80 e '90 e lo Zambia ne è oggi il primo esportatore africano. Ma a guadagnarci non sono i minatori. Anche negli anni '60 il paese ha vissuto un boom ramato. Con l'indipendenza del 1964, lo Zambia si sentiva forte: c'era voglia di fare, di creare case, servizi, divertimenti; le autorità costruivano infrastrutture, facevano progetti. Anni di pianificazione centralizzata, però, hanno creato una cultura di dipendenza dallo Stato e lo Stato si è accorto di non poter sostenere tutti i servizi. La povertà di fondo e una politica urbana insostenibile hanno fatto sì che le abitazioni venissero assorbite in stabilimenti informali e una congiuntura economica internazionale sfavorevole hanno contribuito al crollo del prezzo del rame. A fine anni '70 lo Zambia era in crisi. – L’anno scorso il prezzo del rame è di nuovo salito, ma nel frattempo sono cambiate molte cose. Nel 2000 la parastatale Zambia Consolidated Copper Mines (ZCCM), che aveva il monopolio, ha venduto a privati, entrando come socia minoritaria in alcune compagnie. Il prezzo del rame era basso e la disoccupazione dilagava ma le aziende straniere avevano fatto un ottimo affare: oggi le più forti sono la Konkola Copper Mines (KCM), la Mopani Copper Mines e la Bwana Mkubwa Mines. Ma di zambiano c'è poco più del nome. La KCM appartiene per il 51 percento ad una compagnia di Londra, per il 29 percento a una delle Bermuda e per il resto alla ZCCM. La Mopani é per il 73 percento di un'azienda svizzera, per il 10 percento della ZCCM e per il 17 percento della First Quantoum Minerals di Vancouver, unica proprietaria della Bwana. Il prezzo del rame è sei volte superiore al 2000, ma i minatori non se sono accorti. Rayford Mbulu, presidente dell'Unione dei minatori dello Zambia, è critico con le compagnie perchè non danno ai minatori salari decenti e preferiscono assumere i ragazzini che lasciano la scuola perchè si accontentano di un contratto a breve termine e di una paga misera. I minatori non hanno assicurazione medica, il risarcimento per infortunio è raro, la pensione non esiste. Molte cave nuove sono state aperte, aumentando la richiesta di forza lavoro, ma i minatori chiedono anche investimenti nel sociale: le strade sono dissestate, i rifiuti ovunque, il servizio idrico inadeguato. Per il vice presidente della KCM Augustine Seyuba gli zambiani sono abituati a vedere le cose negative del loro paese ma dovrebbero imparare ad apprezzare le cose positive. Le maggiori compagnie stanno cominciando a muoversi nel sociale ma c'è ancora tanto da fare. La Camera delle miniere, intanto, sta negoziando con il governo alcuni tagli al sistema di tassazione a favore del settore del rame. Industrie, capitali stranieri, negoziazioni governative. E i minatori?
(Angela Zanella,
Peacereporter, 04/08/06)
È Hakainde Hichilema il candidato scelto dall’Alleanza democratica unita (Uda), la coalizione creata nei mesi scorsi dai tre dei principali partiti dell’opposizione in dello Zambia, per sfidare nelle elezioni del 28 settembre prossimo il presidente uscente Levy Mwanawasa alla ricerca di un secondo mandato consecutivo. Lo riferisce il principale quotidiano zambiano, Times of Zambia, precisando che la decisione è stata presa dai vertici dell’Uda durante una lunghissima riunione terminata in tarda nottata. Secondo indiscrezioni pubblicate dal giornale, a lungo i delegati dei tre partiti che compongono la coalizione – Unip, Upnd e il Forum per la democrazia e lo sviluppo (Fdd) – sono stati a lungo indecisi tra il nome di Hichilema (a capo del partito per lo sviluppo nazionale (Upnd) e Edith Nawakwi (leader del Fdd). La settimana scorsa il presidente Mwanawasa ha sciolto il governo e il parlamento e convocato le elezioni per la fine di settembre.
(RC, Misna, 02/08/06)
Elezioni a fine settembre, sciolto parlamento (Agi/Reuters, 27/07/06)
Il prossimo 28 settembre si terranno nello Zambia le elezioni presidenziali e parlamentari. Lo ha annunciato ufficialmente in un discorso alla Nazione il presidente Levy Mwanawasa, allo stesso tempo formalizzando lo scioglimento dell'attuale Parlamento e del governo. Secondo i partiti dell'opposizione, quella di anticipare le votazioni di novembre e' stata un'astuta mossa del presidente uscente, che puo' cosi' approfittare del momento "confuso e critico" che l'opposizione sta attraversando. Manawasa punterebbe inoltre a utilizzare l'auto presidenziale per i suoi spostamenti a fini elettorali nel vasto Paese africano, e le altre agevolazioni che derivano dall'incarico istituzionale. Il capo delo Stato, che spera di ottenere il suo secondo mandato, comincera' ufficialmente la campagna elettorale sabato prossimo nella capitale Lusaka, dove e' prevista una grande manifestazione pubblica.
(Agi/Reuters,
27/07/06)
Monsignor Emmanuel Milingo si esibira' alla 19a edizione del Porretta Soul Festival, Tribute To Otis Redding, che si terra' a Porretta Terme dal 20 al 23 Luglio. Emmanuel Milingo Experience, questa e' la forma scelta da Milingo per presentare in anteprima il suo cd per raccogliere fondi per la costruzione di un ospedale per bambini nello Zambia, sua terra di origine. Milingo sara' accompagnato da una band costituita dai migliori session men napoletani. Il Porretta Soul Festival vedra' la presenza di alcune autentiche leggende della soul music: Neville Brothers, Irma Thomas, Howard Tate, Davell Crawford, Bobby Purify, The Memphis Horns e tra gli italiani il Distretto 51 & The Capric Horns dell'ex Ministro Roberto Maroni. Un'anteprima del festival si terra' il 1 e 2 Luglio con gli studenti della Stax Music Academy di Memphis. Come sostengono gli organizzatori, Porretta ''solo incidentalmente e' in provincia di Bologna. Potrebbe essere qualche chilometro fuori da Memphis e sarebbe uguale: basti pensare che li', tra le colline ondulate dell'Appennino Tosco-Emiliano c'e' persino una via intitolata a Otis Redding e un parco a Rufus Thomas, tanto che si e' guadagnata un posto prestigioso a Soulsville, lo Stax Museum of American Soul Music a
Memphis''. (Fabrizio Biffi,
ExtraMusicMagazine, 06/06/06)
L’Alta Corte di Kitwe, in Zambia, ha condannato a morte Evans Mumba, 42 anni, e Ronald Mwaba, 24, entrambi originari di Kitwe: il giudice Catherine Makungu li ha condannati all’impiccagione per l’omicidio di Paul Mwape di Chibuluma, avvenuto il 28 agosto 2003. La sorella di Mwape, Martha Banda, era nella sua stanza da letto quando avrebbe sentito degli spari fuori della casa. Prima di fuggire dall’abitazione e rifugiarsi dai vicini, la ragazza avrebbe visto dei ladri sparare a suo fratello. Convocata il mese seguente alla centrale di polizia, Banda ha riconosciuto Mumba e Mwaba come membri della banda di rapinatori. Nel verdetto il giudice ha detto che lo stato ha provato la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio. I due uomini hanno invocato la clemenza della corte, dicendo di essere padri di famiglia e di provare rimorso. Ma il giudice ha dichiarato di avere le mani legate dalla legge, secondo cui chiunque commetta un omicidio nel corso di una rapina a mano armata deve essere condannato a morte. Nello Zambia, dall’ultima esecuzione avvenuta nel ’97 c’è una moratoria di fatto, grazie anche all’attuale Presidente Mwanawasa, un cristiano battista di sentimenti abolizionisti che da quando è in carica si è rifiutato di firmare i decreti di esecuzione, commutando numerose condanne capitali in pene detentive.
(Ag. Radicale,
20/05/06)
Agricoltori bianchi accusati di complottare contro il presidente
(Peacereporter, 21-04-2006)
Un aiutante del presidente dello Zambia, Levy Mwanawasa, ha accusato un gruppo di contadini bianchi di tramare per portare l'opposizione al potere alle prossime elezioni, creando carenze di cibo artificiali. Secondo una lettera di Alfred Chipoya, quattro agricoltori si sarebbero incontrati a un meeting del partito di opposizione Fronte Patriottico nel quale hanno chiesto di mobilitare la comunità bianca contro il presidente.
(Peacereporter,
21-04-2006)
1 medico ogni 18 mila abitanti (AP/Agenzia Fides, 10-04-2006)
In Zambia, uno dei Paesi più poveri della Terra, martoriato negli ultimi 10 anni da 4 guerre, c’è un medico ogni 18.000 persone circa e un infermiere ogni 7.800. E’ quanto emerge dai dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in occasione della Giornata Mondiale della Salute appena celebrata, dedicata quest’anno alla crisi della forza lavoro nel settore sanitario.E proprio sull'Africa si concentrano le maggiori preoccupazioni per gli operatori che devono fare i conti con una realtà quotidiana di abusi e di malattia. In paesi come lo Zambia, ad esempio, Hiv/Aids, malaria, tubercolosi e meningite sono le malattie più diffuse; i livelli di mortalità materno-infantile sono in continua crescita; meno di un terzo della popolazione ha accesso all'acqua pulita e l'aspettativa di vita nel 2003 era di 41 anni (inferiore al 1995, quando era di 49). Molti i rischi sul lavoro per gli operatori nei Paesi in via di sviluppo: in alcune regioni sub-sahariane, ad esempio, le perdite degli operatori infettati dall'Hiv/Aids superano il numero degli operatori che si diplomano e si stima che il 25% di tutte le violenze sul posto di lavoro avvenga nel settore della sanità, coinvolgendo oltre il 50% di tutti gli operatori sanitari. Gli ospedali sono poveri e la mancanza di strumenti rende rischiosi molti interventi, anche semplici.
(AP/Agenzia Fides,
10-04-2006)
Il governo riconosce la posizione di economia di mercato della Cina
(Cri, 23-03-2006)
Secondo quanto emerso il 22 marzo dal Ministero del Commercio cinese, il vice Presidente zambiano Lupando
Mwape, in rappresentanza del suo governo, ha annunciato ufficialmente il 21 marzo di sostenere lo status di economia di mercato della Cina. Fino ad ora la Zambia è il 53° Paese che riconosce questa posizione alla Cina. Nell'Aprile 2004 il governo della Nuova Zelanda è stato il primo a riconoscere questa posizione alla Cina. Secondo quanto illustrato, attualmente i tre primi partner commerciali della Cina, ovvero
l'Ue, gli Usa e il Giappone, non hanno ancora riconosciuto lo status di economia di mercato della Cina.
(Cri,
23-03-2006)
Rinviato il rimpatrio dei rifugiati angolani (Aise,
15-03-2006)
Questa settimana l'UNHCR ha avviato un'indagine in tutti i campi in Zambia che ospitano rifugiati angolani per determinare quanti rifugiati desiderano far ritorno alle proprie case nell'anno in corso. L'operazione dovrebbe essere completata a fine marzo. Secondo ricerche preliminari, a Nangweshi, il più grande campo che ospita angolani, con 16mila rifugiati prevalentemente fuggiti nelle ultime fasi della guerra civile, tra il 2000 e il 2002, molti rifugiati desiderano ritornare a casa. Mercoledì scorso, l'UNHCR e i funzionari del governo zambiano hanno avviato la loro campagna informativa visitando l'isolato campo di Nangweshi. Negli altri due campi zambiani, che ospitano complessivamente circa 10mila persone, si trovano soprattutto rifugiati che si trovano in Zambia da più tempo e il numero di persone interessate al rimpatrio potrebbe essere inferiore. La ripresa del rimpatrio volontario organizzato si applica solamente ai rifugiati angolani che vivono nei campi in Zambia. Nel paese, un numero simile di angolani vive fuori dai campi e si è integrato con la popolazione locale. L'UNHCR fornirà loro un formulario per il rimpatrio volontario con cui, se e quando decideranno di rimpatriare, potranno ricevere assistenza in Angola.(…) Durante i 27 anni di guerra civile in Angola, circa 500mila persone sono fuggite dal paese e altri milioni di persone sono rimaste sfollate all'interno. Quando nel 2002 è stato siglato un accordo di pace, i rifugiati angolani fuori dei confini del paese erano circa 457mila. Da allora, si stima che più di 360mila persone siano rimpatriate, delle quali 123mila con il trasporto dell'UNHCR, 89mila autonomamente ma con l'assistenza dell'UNHCR al momento dell'arrivo e altre 149mila senza alcun genere di assistenza da parte delle Nazioni Unite. Complessivamente, l'UNHCR ha assistito oltre 63mila angolani a far ritorno dallo Zambia.
(Aise,
15-03-2006)
Esclusi dalla corsa alle elezioni 13 partiti dell’opposizione
(C.O., Misna, 03-03-2006)
Tredici partiti dell’opposizione, tra cui anche il Forum per la democrazia e lo sviluppo (Fdd), sono stati esclusi dalla corsa alle elezioni in Zambia previste per quest’anno. Non avrebbero presentato i rapporti annuali e le relazioni finanziarie, come richiesto dalla legge: questa la motivazione della decisione presa dal governo. Il provvedimento ha colpito anche Il Partito repubblicano dello Zambia guidato da Ben Mwila, ex ministro della Difesa, e il Partito per l’unità, la democrazia e lo sviluppo, legato all’ex presidente Frederick Chiluba. Edith Nawakwi, presidente dell’Fdd e candidata alle elezioni presidenziali, ha intenzione di presentare ricorso contro una decisione che ritiene motivata politicamente. Il provvedimento è stato notificato appena un giorno dopo che l’Fdd, l’Unip e l’Upnd, tre dei principali partiti dell’opposizione in Zambia, avevano dec iso di formare un’unica coalizione, l’Alleanza democratica unita (Uda), e di sostenere un unico candidato contro il presidente uscente Levy Mwanwasa. “Vogliono distruggere l’alleanza e distogliere la nostra attenzione dai problemi reali” ha detto Nawakwi. Le elezioni presidenziali, parlamentari e locali in Zambia si terranno entro la fine dell’anno, ma non è stata ancora fissata alcuna data.
(C.O., Misna, 03-03-2006)
Opposizione si coalizza per le prossime elezioni (M.Z., Misna, 03-03-2006)
Tre dei principali partiti dell’opposizione in Zambia si sono uniti in un’unica coalizione, l’Alleanza democratica unita (Uda), per partecipare insiem alle prossime elezioni previste per quest’anno, anche se la data non è stata ancora fissata. Lo hanno annunciato i tre partiti – Unip, Upnd e il Forum per la democrazia e lo sviluppo (Fdd) – precisando che le formazioni presenteranno un unico candidato alle presidenziali per sfidare l’attuale presidente, Levy Mwanwasa. I partiti si sono anche accordati per dividere in parti uguali i seggi che la nuova Alleanza riuscirà a garantirsi in parlamento. “ Non disperderemo i voti come è successo l’ultima volta. Mwanawasa non riuscirà a vincere”, ha detto Anderson Mazoka, il capo del Upnd sconfitto nelle elezioni del 2001.
(M.Z., Misna, 03-03-2006)
Sospese esportazioni mais per prevenire eventuale carestia
(L.M., Misna, 27-02-2006)
Il presidente dello Zambia, Levy Mwanawasa, ha annunciato il bando alle esportazioni di mais, sostenendo che il paese ha bisogno di immagazzinare qualsiasi surplus di prodotto in caso di futuri periodi di carestia. Parlando da Lusaka ai sostenitori del suo ‘Movimento per la democrazia multi-partitica’, il capo di Stato ha spiegato il provvedimento dopo che i commercianti avevano manifestato l’intenzione di esportare il mais a causa dei prezzi locali di mercato a loro parere troppo bassi. In particolare vorrebbero venderlo nella vicina Repubblica Democratica del Congo, dove potrebbero ottenere guadagni superiori. “Non siamo così stupidi da esportare mais per poi doverlo re-importare” ha detto Mwanawasa, ricordando che già in passato lo Zambia aveva venduto all’estero i propri prodotti ma era poi stato costretto ad acquistarlo di nuovo dall’estero a causa dei pessimi, successivi raccolti. In uno dei Paesi più poveri dell’Africa piagato da un’altissima percentuale di sieropositivi - circa 1,4 milioni di abitanti su 11 hanno tuttora bisogno di assistenza alimentare fino al raccolto del prossimo aprile, che per fortuna secondo le previsioni dovrebbe essere molto buono; l’anno scorso la siccità aveva impedito gran parte della raccolta di mais, il genere alimentare di base più diffuso, e il presidente aveva dichiarato “disastro nazionale” l’emergenza alimentare.
(L.M., Misna, 27-02-2006)
Condanna alla diceria di Chen Shuibian sull'indipendenza di Taiwan
(CRI- Chinabroadcast, 15-02-2006)
Il 14 febbraio il portavoce del governo della Zambia Mwanga ha energicamente condannato le dicerie di Chen Shuibian sull'indipendenza di Taiwan ed ha ribadito l'appoggio alla posizione di una sola Cina. Durante una conferenza stampa tenutasi lo stesso giorno Mwanga ha detto che di recente Chen Shuibian ha pubblicato una serie di dicerie sull'indipendenza di Taiwan, il che ha non solo creato disordine nella pace e stabilità fra le due sponde, ma anche costituito minaccia alla pace e la stabilità della regione dell'Asia e del Pacifico, diventando il provocatore di disturbi della pace mondiale.
(CRI- Chinabroadcast,
15-02-2006)
Nuova Costituzione: il presidente ha detto sì (EB, Misna, 19-01-2006)
Dopo mesi di pressioni da parte dell’opposizione e della società civile il presidente Levy Mwanawasa ha accolto la richiesta di convocare un’assemblea costituente per l’adozione di una nuova costituzione prima delle elezioni di quest’anno. “Se questo è il desiderio dei cittadini, cercheremo di seguirlo, purché nel rispetto delle leggi” ha detto il capo di Stato parlando nella città mineraria di Ndola, circa 350 chilometri a nord della capitale Lusaka. Finora Mwanawasa si era opposto a questa richiesta adducendo mancanza di tempo e di denaro pubblico. Secondo la stampa locale la sua “apertura” dovrebbe porre fine a un dibattito spesso polemico sulla nuova costituzione, che l’anno scorso era sfociato in pacifiche ma massicce manifestazioni pro-Costituzione nella capitale Lusaka. Cautela, tuttavia, è stata espressa da alcuni esponenti della società civile: “La sua dichiarazione va presa con le pinze, perché non è escluso che ci ripensi” ha detto il pastore protestante Japheth Ndhlovu, presidente del Forum ‘Oasis’, che comprende anche le tre chiese cristiane dello Zambia, impegnato a favore di una nuova Carta. Il ministro dell’Informazione ha invece confermato che già domani l’argomento sarà discusso dal governo. Accogliendo una serie di proposte, nel 2003 venne consegnata al presidente una bozza di nuova costituzione che introduce l’elezione diretta del capo di Stato con più del 50% dei suffragi.
(EB, Misna, 19-01-2006)
Zambia-Zimbabwe - Le due squadre prenderanno parte alla Coppa d'Africa
(Italiamedia, 01-01-2006)
In un incontro di preparazione in vista della prossima Coppa d'Africa, Zimbabwe e Zambia hanno pareggiato ad Harare per 1-1. Il vantaggio dei padroni di casa è stato firmato dal difensore George Mbwando al 63'. La formazione ospite ha raggiunto il pareggio, a 4 minuti dal termine dell'incontro, con Dube Phiri. Lo Zimbabwe giocherà la prossima manifestazione continentale nel gruppo D affrontando Ghana, Nigeria e Senegal, mentre lo Zambia è stato inserito nel gruppo C con Guinea, Sudafrica e Tunisia.
(Italiamedia,
01-01-2006)