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NOTIZIE 2006 - TOGO

Legalizzato l'aborto in caso di stupro e incesto (PeaceReporter, 28/12/06)

Dialogo: a piccoli passi, la riconciliazione procede (BF, Misna, 15/11/06)

Elezioni, proposto voto a giugno 2007 (RC, Misna, 25/10/06)

Nuovo governo, nuove sfide (Alessio Fabbiano, Equilibri, 12/10/06)

L’accordo politico innesca la formazione di un nuovo governo (A. Fabbiano, Equilibri/University, 19/09/06)

Nominato nuovo primo ministro, reazioni contrastanti (R.C., Misna, 18/09/06)

Multato per minaccia di sciopero ai Mondiali (Calcio doc, 25/08/06)

Accordo politico globale (RC, Misna, 21/08/06)

Accordo per porre fine a crisi politica e violenze (Ticinonline, 19/08/06)

Accordo Federazione-giocatori su stipendi (M. Strada, DataSport, 06/06/06))

Erogato un milione di euro dal governo alla Nazionale (Leonardo-calcio, 18/05/2006)

Riparte dialogo tra protagonisti della crisi politica (FB, Misna, 21-04-2006)

Plan International denuncia maltrattamenti nelle scuole (Peacereporter, 11-04-2006)

Violenze elettorali, governo sceglie la riconciliazione (B.F., Misna, 16-03-2006)

Bombe molotov contro la polizia (C.O., Misna, 27-02-2006)

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Legalizzato l'aborto in caso di stupro e incesto (PeaceReporter, 28/12/06)

Il Togo è diventato uno dei pochi paesi africani a rendere legale l'aborto, ma solo se la gravidanza è avvenuta a causa di stupro o incesto. Lo prevede una nuova legge visionata oggi dalla Reuters. Nel Togo solo il 10 per cento delle donne sposate usa metodi contraccettivi, e il tasso di natalità è di sei bambini per donna, secondo cifre Onu. L'aborto è illegale nella maggiorparte dei paesi africani, a esclusione dei casi in cui i medici lo reputano necessario per salvare la vita della madre. (PeaceReporter,  28/12/06)

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Dialogo: a piccoli passi, la riconciliazione procede (BF, Misna, 15/11/06)

Un ulteriore passo avanti verso la riconciliazione politica in Togo è stato compiuto in questi giorni con la creazione del ‘Comitato di monitoraggio’, previsto dall’accordo politico globale firmato lo scorso agosto dai protagonisti del ‘dialogo intratogolese’. Nel suo primo intervento, il comitato ha raccomandato alla Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni) di “accelerare la definizione dell’agenda del processo elettorale, l’elaborazione del bilancio, la stampa e distribuzione dei certificati elettorali” per arrivare regolarmente al voto previsto per il 24 giugno 2007, data fissata dalla stessa Commissione. Il Comitato ha inoltre suggerito la revisione della legge elettorale, lanciando un appello all’Unione Europea e ai partner finanziari del Togo affinché “non facciano mancare il loro sostegno”. Il nuovo organismo è stato ufficialmente varato lunedì scorso a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, dove già l’estate scorso venne firmato il ‘patto politico globale’ con la mediazione del presidente burkinabè Blaise Compaoré. Per valutare l’avanzamento del dialogo politico e la realizzazione degli impegni presi, si riunirà di norma una volta al mese. Dopo decenni di dittatura, la sospensione degli aiuti dell’Ue per “deficit democratico” e gli scontri a sfondo elettorale dopo la nomina del presidente Foure Gnassingbé (figlio dell’ex-capo di Stato Etienne Eyadema), il Togo negli ultimi mesi si è avviato verso la normalità istituzionale. (BF, Misna, 15/11/06)

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Elezioni, proposto voto a giugno 2007 (RC, Misna, 25/10/06)

La Commissione elettorale indipendente togolese (Ceni) ha proposto il 24 giugno 2007 come data delle prossime elezioni legislative: lo ha detto Gilles Desesquelles, incaricato d’affari a Lomé della Commissione Europea, al termine di un breve incontro con il neo-primo ministro Yawovi Agboyibo. Dopo questa decisione, il Consiglio dell’Unione Europea il 15 novembre prossimo – ha aggiunto - “probabilmente” notificherà al paese l’erogazione di 40 milioni di euro nell'ambito del Fondo europeo di sviluppo, bloccata nel 1993 per un “deficit di democrazia” a seguito delle violenze elettorali. Tra i 22 “impegni democratici” fissati a Bruxelles nell’aprile 2004, l’organizzazione di elezioni “libere e trasparenti” era la condizione principale posta dall’Unione europea per la ripresa della cooperazione sospesa tre anni fa. Lo scorso settembre, a margine della sua visita ufficiale in Francia, lo stesso presidente Faure Gnassingbé – figlio del defunto Etiènne Gnassinbé Eyadema, scomparso nel febbraio 2005 – aveva indicato il giugno 2007 come probabile data delle elezioni. (RC, Misna, 25/10/06)

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Nuovo governo, nuove sfide (Alessio Fabbiano, Equilibri, 12/10/06)

Contro le previsioni di molti commentatori, il Presidente del Togo Faure Essozimna Gnassingbe ha nominato a metà settembre Capo del governo un outsider, Appolinaire Yawovi Agboyibo, al posto del quotato ed ex premier Edem Kodjo (leader del Panafrican Patriotic Convention), che passa al vertice del ministero presso la Presidenza della Repubblica. L’accordo politico globale scaturito dal dialogo intertogolese che ha dato vita al primo governo di unità nazionale dopo le rivolte post-elettorali dell’aprile del 2005, prevede infatti il riconoscimento di importanti cariche istituzionali agli esponenti dei partiti che hanno sottoscritto l’accordo allo scopo di responsabilizzare le opzioni politiche sino alle elezioni generali del 2007. In questa fase di interregno, il sessantaseienne Primo ministro avrà l’incarico di far funzionare le clausole negoziate che puntellano il dialogo tra le fazioni politiche togolesi. Il compito è di estrema delicatezza, dovendo il nuovo premier bilanciare le strategie delle forze che appoggiano il contestato Capo di Stato e che mirano al suggello popolare con la prossima tornata elettorale e le rivendicazioni dell’opposizione, che nel tessuto democratico dell’accordo del 20 agosto 2006 cercherà di farsi spazio e avere la “rivincita” sull’attuale Presidente. Se sinora l’accordo ha garantito un clima di riappacificazione e di collaborazione, la prova del nove per l’avvocato Agboyibo arriverà all’approssimarsi della scadenza elettorale, quando la lotta politica raggiungerà il picco e i suoi strascichi si faranno sentire anche nella formazione di governo. La scelta di Agboyibo proveniente dalle fila dell’opposizione deriva probabilmente dalla volontà di Gnassingbe di gettare un ponte di confronto con quest’ultima e di sventare il rischio di inasprire la corsa alla presidenza del 2007 con un vasto schieramento di opposizione. Il Presidente ha adottato pertanto una tattica di apertura sperando in un allineamento alla sua sponda da parte di alcuni partiti a lui ostili, benché soltanto gli eventi a ridosso delle prossime votazioni permetteranno di dire se questa tattica ripaghi oppure venga messa da parte a favore di quella più facile della contrapposizione reciproca. (Alessio Fabbiano, Equilibri,  12/10/06)

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L’accordo politico innesca la formazione di un nuovo governo (A. Fabbiano, Equilibri/University, 19/09/06)

L’accordo politico globale sul dialogo intercongolese ha cominciato a muovere i primi passi nella direzione di pacificare e democratizzare il piccolo paese subsahariano. Il nuovo patto politico-sociale, che ha la finalità di cementare le istituzioni nazionali intorno a un consenso che comprenda la maggioranza delle forze politiche, prevede tra i primi atti fondamentali la costituzione di un governo di unità nazionale. Per questa ragione il Presidente togolese, Faure Essozimna Gnassingbe, ha invitato i sei partiti firmatari a proporre una rosa di nomi per la carica di primo ministro e ne ha ricevuto le delegazioni al palazzo presidenziale. Appare tuttavia probabile che il secondo scranno più alto dello Stato continui ad essere ancora ricoperto, in un frangente delicato e comunque imprevedibile come quello posteriore all’accordo di Ouagadougou, dalla prestigiosa personalità dell’attuale premier Edem Kodjo (leader del Panafrican Patriotic Convention), che gode nel Paese della fama di moderato oltre che del prestigio internazionale ereditato dal quinquennio a capo della Segreteria dell’Organizzazione dell’Unità Africana (1978-1983) . Nello schema di formazione del nuovo esecutivo agli altri partiti potrebbero essere attribuiti in cambio del loro assenso ad appoggiare la candidatura di Kodjo altri importanti ministeri in uno schema di contrappesi tra le formazioni politiche tutto da definire e per questo motivo foriero di possibili rimostranze e instabilità. Allo stesso tempo Gnassingbe ha annunciato da Parigi, nel suo tour dedicato a riallacciare i rapporti politici ed economici con l’Unione Europea dopo il raffreddamento diplomatico seguito ai fatti sanguinari delle elezioni del 2005 che lo hanno innalzato alla presidenza, l’intenzione di indire le elezioni generali per il giugno 2007. Il primo semestre del nuovo anno dovrebbe servire pertanto come periodo di traghettamento verso le elezioni, salvo forzature dell’accordo sul dialogo intercongolese che potrebbero far saltare il sistema messo così faticosamente a punto dai protagonisti della scena politica togolese con l’ausilio della comunità internazionale. (A. Fabbiano, Equilibri/  University,  19/09/06)

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Nominato nuovo primo ministro, reazioni contrastanti (R.C., Misna, 18/09/06)

Si susseguono reazioni di segno opposto alla nomina a primo ministro – avvenuta sabato scorso – di Yawovi Agboyibo, avvocato e dirigente del Comitato d’azione per il rinnovamento (Car, uno dei principali partiti dell’opposizione), che intanto prosegue le trattative per formare un governo d’unità nazionale in vista delle elezioni legislative del prossimo anno. La decisione del presidente del Togo Faure Gnassingbé di nominare alla guida del governo un oppositore storico al regime di suo padre Gnassingbé Eyadema è stato “un atto molto coraggioso che sposa la politica di riconciliazione” nazionale in corso e “una sorpresa per la maggioranza dei togolesi” secondo Pascal Bodjona, direttore del Gabinetto del presidente. Di tutt’altro segno la replica dell’Unione delle forze per il cambiamento (Ufc), all’opposizione: “Non parteciperemo a questo governo” ha minacciato dalla Francia dove si trova in esilio Gilchrist Olympio, leader dell’Ufc e figlio del primo presidente togolese assassinato nel 1963. “Siamo stati imbrogliati perché riteniamo di essere la più importante formazione politica” ha dichiarato Patrick Lawson, terzo vice-presidente dell’Ufc, rivendicando per il suo partito la guida del governo. Eventualità improbabile, secondo Koffi Souza, editorialista del settimanale locale ‘L’Union’, poiché l’Ufc – a differenza del Car – non ha un leader incontestato, ma è diviso in due correnti: quella della diaspora rappresentata da Olimpio e da Eric Amerding, e quella togolese, incarnata da Lawson. Il nuovo primo ministro intanto si è augurato che – nonostante le resistenze iniziali dell’Ufc – “tutte le forze politiche che saranno interpellate partecipino al governo per creare insieme le condizioni di risanamento politico e socio-economico del paese… nello stesso spirito di consenso che ha caratterizzato il dialogo intra-togolese”. (R.C., Misna, 18/09/06)

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Multato per minaccia di sciopero ai Mondiali (Calcio doc, 25/08/06)

La Fifa ha inflitto una multa di 63 mila euro alla federazione del Togo. Il motivo della multa è il ventilato sciopero al Mondiale tedesco dei giocatori della Nazionale africana per una questione di premi. Alla fine gli africani scensero in campo contro la Svizzera, ma solo dopo una trattativa che coinvolse anche dirigenti FIFA. La Federcalcio internazionale accompagna la sanzione con un duro attacco e definisce la delegazione del Togo "indegna della partecipazione alla Coppa del Mondo". (Calcio doc, 25/08/06)

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Accordo politico globale (RC, Misna, 21/08/06)

“Dopo mesi di concertazioni intense, dopo negoziazioni, dibattiti senza concessioni, passioni esacerbate, spiegazioni dirette, intravediamo infine l’uscita del tunnel con una buona notizia per i togolesi”: così il presidente Faure Gnassingbé ha annunciato la sigla di “un accordo politico globale che sancisce gli sforzi di dialogo” intratogolese e “inaugura una nuova era politica per il Togo" dopo 13 anni segnati da crisi e violenze politiche. “Un nuovo spirito soffia sul Togo, uno spirito di pace e di concordia nazionale, di fraternità e tolleranza, di perdono e riconciliazione nazionale” ha poi proseguito Gnassingbé, invitando tutti a “mantenere la rotta, rispettare lo spirito e la lettera di questo accordo e a non creare problemi” dopo che, dal 1993 a oggi, molti accordi politici sono stati siglati in Togo, ma mai applicati. Quattro le sezioni in cui si articola l’intesa di cui la MISNA ha preso visione: l’elezione di una nuova assemblea al termine di un processo elettorale trasparente, giusto e democratico; misure su sicurezza, diritti umani, rifugiati e sfollati; riforme costituzionali e istituzionali volte al consolidamento della democrazia, dello stato di diritto e del buon governo; l’istituzione di un “governo d’unione nazionale”. La sigla è stata resa possibile dopo che l’Unione delle forze di cambiamento (Ufc), il partito d’opposizione guidato da Gilchrist Olympio, ha accettato la composizione della nuova Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni) proposta e, in cambio, ha ottenuto la soppressione delle condizioni di eleggibilità alla presidenza che impedivano ai cittadini togolesi detentori di una seconda nazionalità (come molti responsabili dell’Ufc) di candidarsi alle presidenziali. L’intesa è stata siglata dal governo togolese, sei partiti politici, due associazioni rappresentanti la società civile e dal presidente burkinabé Blaise Compaoré, ospite e mediatore del ‘dialogo intratogolese’. La cerimonia ufficiale - presieduta da Gnassingbé - è avvenuta ieri pomeriggio alla presenza di John Kuffour, presidente del Ghana, e di Yayi Boni, capo di stato del Benin, dei delegati dell’Unione europea (Ue), dell’Unione africana (Ua) e della Comunità economica degli Stati dell’Africa dell’ovest (Cedeao). (RC, Misna, 21/08/06)

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Accordo per porre fine a crisi politica e violenze (Ticinonline, 19/08/06)

I partecipanti al dialogo intertogolese hanno raggiunto in serata a Ouagadougou un accordo destinato a porre fine alla crisi politica che lacera il Paese da una dozzina d'anni. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri e della Cooperazione del Burkina Faso, Youssouf Ouedraogo. "Il documento è stato siglato da tutte le delegazioni", ha detto Ouedraogo all'agenzia France Presse. Tale "accordo politico globale" sarà firmato ufficialmente domani (domenica) nel corso di una cerimonia a Lomé, "alla presenza dei presidenti del Togo e dei Paesi vicini", ha aggiunto il ministro. Il testo mira a porre fine alle violenze politiche ricorrenti dal 1993 in Togo attraverso la formazione di un nuovo governo e l'organizzazione di elezioni legislative (l'attuale Parlamento scade nell'ottobre 2007). (…) Aperto il 21 aprile scorso a Lomé, il dialogo intertogolese era in stallo da luglio, a causa soprattutto di dissensi sulla composizione della commissione elettorale nazionale, sui requisiti per poter essere eletto presidente e sulla riforma dell'esercito. Le discussioni erano riprese l'8 agosto a Ouagadougou, con la mediazione del presidente del Burkina Faso, Blaise Compaoré. (Ticinonline,  19/08/06)

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Accordo Federazione-giocatori su stipendi (M. Strada, DataSport, 06/06/06))

La Federcalcio del Togo ha accettato di pagare i giocatori convocati in Nazionale. Il ct Otto Pfitser ha spiegato al quotidiano The Star che `ci sono grossi problemi e piccoli problemi, ma li trattiamo tutti in famiglia`. I giocatori della Nazionale africana avevano chiesto un bonus di 155.000 euro ciascuno solo per partecipare al torneo, piu` un bonus di 30.000 euro in caso di una vittoria e di 15.000 in caso di pareggio. Dopo un braccio di ferro abbastanza serrato la Federcalcio ha deciso di andare incontro ai giocatori almeno parzialmente. La cifra che viene offerta e` di 120.000 euro per la partecipazione, mentre viene accolta quella del premio partita. Il mese scorso il Governo di Lome` aveva stanziato un milione di euro a favore della Nazionale, portando cosi` a un complessivo monte di 2,1 milioni il fondo a disposizione della Federazione (Ftf). Il Togo ai Mondiali e` inserito nel Gruppo G: debuttera` il 13 giugno contro la Corea del Sud prima di confrontarsi anche contro Svizzera e Francia. (M. Strada, DataSport,  06/06/06))

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Erogato un milione di euro dal governo alla Nazionale (Leonardo-calcio, 18/05/2006)

Il governo del Togo aiuterà economicamente la nazionale: infatti sono stati stanziati circa un milione di euro per la preparazione dei giocatori. E' di 675 milioni di franchi, circa un milione di euro, la somma che il governo del Togo darà alla sua Nazionale che partecipa ai prossimi campionati del mondo di Germania. I soldi del governo andranno a coprire le spese di preparazione dei giocatori per i mondiali. "I finanziamenti per la Federazione Togolese di Football (FTF) si balzano così a 2,1 milioni di euro – lo rende noto il Consiglio dei Ministri della nazione africana – La Fifa ha messo a disposizione del Togo 625 mila euro, lo sponsor 533 mila. Questo nostro ulteriore finanziamento vuole significare il patriottismo e la combattività che vogliamo dalla Nazionale". (Leonardo-calcio, 18/05/2006)

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Riparte dialogo tra protagonisti della crisi politica (FB, Misna, 21-04-2006)

È ripreso oggi a Lomé il dialogo tra il governo e l’opposizione, interrotto all’indomani della morte del presidente Etienne Gnassinbgé Eyadéma il 5 febbraio 2005: “Il popolo togolese attendeva da tempo questo momento. Siamo in grado di dimostrare che i nostri cuori battono all’unisono con lui” ha detto il primo ministro Edem Kodjo. Obiettivi di questi colloqui – ha spiegato il capo del governo - sono i 22 impegni che il paese si è assunto con l’Unione Europea per riprendere la cooperazione interrotta nel 1993 per ‘deficit di democrazia’ e solo parzialmente ripresa alla fine dello scorso anno. Alla cerimonia di apertura del cosiddetto ‘dialogo intratogolese’ hanno partecipato i principali schieramenti di opposizione, tra cui l’Unione delle forze per il cambiamento (Ufc) di Gylchrist Olympio, e rappresentanti della società civile. “Il governo - ha proseguito Kodjo - non ha intenzione di lasciare da parte temi nuovi come la riforma dei servizi di sicurezza, l’importante argomento dell’impunità e il ritorno dei rifugiati”; quest’ultimo è un problema ancora aperto: a causa delle le violenze che hanno preceduto e seguito le elezioni presidenziali dell’aprile 2005, oltre 41.000 cittadini sono fuggiti in Benin e Ghana. I colloqui proseguiranno per il resto della giornata a porte chiuse in un hotel della capitale. Rilanciato nel novembre scorso dall’attuale presidente Faure Gnassingbé, figlio di Eyadéma, il dialogo non era ripartito finora per profonde divergenze tra i protagonisti della crisi sulla località che avrebbe dovuto ospitarlo e l’eventuale presenza di un mediatore. Quest’ultima questione “resta rilevante per noi e andrà al più presto chiarita” ha riferito il segretario generale dell’Ufc, Jean Pierre Fabre. (FB, Misna,  21-04-2006)

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Plan International denuncia maltrattamenti nelle scuole (Peacereporter, 11-04-2006)

L'Ong Plan International denuncia la preoccupante situazione in cui si trovano i bambini nelle scuole del Togo. Secondo l'organizzazione, i piccoli scolari vengono continuamente minacciati, picchiati e sottoposti ad abusi sessuali. Un sondaggio svolto su un campione di 1.000 bambini in 35 diversi villaggi rivela che il sogno di ricevere un'educazione spesso si tramuta in un incubo. Alcune delle piccole vittime si sono messe insieme per denunciare i fatti e chiedere aiuto alle autorità. Secondo Plan International il ministro dell'educazione del Togo ha promesso di occuparsi del problema. (Peacereporter,  11-04-2006)

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Violenze elettorali, governo sceglie la riconciliazione (B.F., Misna, 16-03-2006)

Il governo togolese ha dato “ferme istruzioni” agli organi di polizia di far “cadere immediatamente i procedimenti contro tutti i presunti autori di reati connessi alle violenze avvenute in occasione delle elezioni presidenziali dello scorso anno”: è quanto si apprende da una circolare inviata dal primo ministro Edem Kodjo al comandante della gendarmeria e al direttore generale delle forze di polizia. Nella nota si precisa che sono esclusi dal provvedimento i sospettati di “reati di sangue”. Secondo fonti locali, quest’ultima disposizione sembra riguardare solo presunti responsabili della morte di 8 stranieri, tra cui sei cittadini del Mali. Il ministro ha detto che l’iniziativa rientra in una volontà di riavviare il dialogo e la riconciliazione con l’opposizione e vuole favorire il rientro in patria delle migliaia di togolesi che fuggirono nelle nazioni confinanti proprio a ragione delle violenze. L’annuncio si aggiunge ai recenti segnali di una concreta volontà di dialogo tra governo e opposizione; mentre sembra definitivamente accantonato il tentativo di organizzare un incontro tra le parti in Burkina Faso, va acquisendo sempre più consistenza la possibilità di un colloquio tra il presidente Faure Eyadema e il capo dell’opposizione Gilchrist Olympio a Roma, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio impegnata da tempo in un ruolo di meditatore nella crisi togolese. Secondo cifre ufficiali sarebbero stati 154 i morti e 654 i feriti negli scontri tra forze dell’ordine, sostenitori del governo e dell’opposizione che precedettero e seguirono l’insediamento di Gnassingbé (succeduto al padre, l’autocrate Gnassingbé rimasto al governo per 38 anni); organizzazioni internazionali per i diritti umani alzano il bilancio a 400-500 vittime. Sono invece 40-50.000 le persone fuggite in Benin e Ghana, secondo stime dell’Alto commissariato per i diritti umani. Solo il 10% di loro ha fatto ritorno a casa. (B.F., Misna,  16-03-2006)

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Bombe molotov contro la polizia (C.O., Misna, 27-02-2006)

Dodici persone sono state arrestate in Togo dopo che ieri assalitori non identificati avevano lanciato almeno nove bombe molotov contro la direzione della polizia paramilitare nella capitale Lomé. I motivi dell’attacco, che non ha causato feriti o danni all’edificio, sono ancora oscuri. Gli arrestati sono stati trovati nei sobborghi residenziali in possesso di una piccola quantità di esplosivo fatto in casa. Tra di loro, anche un ghanese e un nigeriano. Il Togo – piccolo stato dell’Africa occidentale dove vivono 5,5 milioni di abitanti – è attraversato da forti tensioni politico-sociali, in seguito alle violenze che hanno preceduto e seguito la vittoria elettorale, il 24 aprile dello scorso anno, di Faure Gnssingbé, figlio dell’ex-dittatore morto dopo 38 anni al potere. (C.O., Misna,  27-02-2006)

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