“Running Doctor” Medici italiani per visite cardiologiche. (Panorama, 20/12/06)
In Tanzania la struttura per le malattie cardiache è rudimentale. Grazie a un progetto dell'Unità di cardiochirurgia del Policlinico di Palermo, nei villaggi arrivano «running doctor». Ed è partita la formazione di africani per mansioni cliniche e infermieristiche. Nel frattempo i medici siciliani curano i malati anche via fax. Corrono contro la misera e la malattia e mettono in pratica un famoso proverbio: "Se vuoi sfamare un uomo per tutta la vita non dargli un pesce ma insegnagli a pescare".Sono i "running doctor", medici italiani che girano per i remoti villaggi della Tanzania a fare visite cardiologiche a domicilio e hanno anche messo su un progetto ambizioso: formare cardiologi in Africa. L'iniziativa è dell'associazione onlus A cuore aperto di Palermo e usa come base di partenza l'ospedale di Ipogolo, un paese con un interland di 100 mila anime, sorta di baricentro rispetto a Dar Es Salaam (più di 4 milioni di abitanti) e Songea (quasi 500 mila abitanti), città che distano una dall'altra circa 1.000 chilometri. Quella di Ipogolo, naturalmente, non è l'unica iniziativa sanitario-umanitaria nel Continente nero. È la prima, però, che riguarda la cardiologia. Come in altri paesi africani, infatti, in Tanzania non esiste un'organizzazione sanitaria in grado di assicurare su tutto il territorio livelli minimi di assistenza: la rete ospedaliera è costituita da nosocomi regionali dislocati nelle principali città e da pochi piccoli ospedali e dispensari, quasi sempre gestiti da enti religiosi, in certi casi parzialmente sovvenzionati dal governo. Ma i reparti di cardiologia esistono solo in poche città. (…) Il progetto Running doctors va oltre: vuole offrire la formazione per la diagnostica e il trattamento delle principali cardiopatie agli studenti africani che abbiano conseguito la laurea in medicina e chirurgia o il titolo di medical assistant (un corso triennale)."Per questo stiamo attivando presso la locale università alcuni master biennali e invieremo a Ipogolo specializzandi, cardiologi e cardiochirurghi italiani che, in attesa che si completi la formazione del personale medico locale, possano garantire il funzionamento del centro cardiologico di Ipogolo.
La loro formazione è offerta dall'Università di Palermo".(…)(Panorama,
20/12/06)
Anche a Dar Es Salaam si pensa all’oro nero.(BF. Misna, 15/11/06)
Il governo tanzaniano ha sottoscritto un ‘memorandum d’intenti’ della durata di un anno con una società petrolifera del Qatar allo scopo di costruire una raffineria di petrolio e un oleodotto di 1200 chilometri da Dar es Salaam a Mwanza, sul Lago Vittoria. Secondo la stampa locale, la società petrolifera avrebbe intenzione di investire nel progetto 2 miliardi di dollari. In caso di successo, sarebbe intenzionata a ripetere l’iniziativa in futuro in Uganda, Burundi e Rwanda. Nei prossimi 12 mesi, andranno visionati i progetti e definita la composizione della proprietà “che dovrebbe includere anche una compartecipazione locale” ha detto un alto funzionario del ministero per la Pianificazione economica citato dall’ ‘East African Business Week’. “Dopo aver raggiunto l’accordo finale – ha aggiunto – l’investitore avrà sei mesi di tempo per studiare l’impatto sociale, ambientale ed economico del progetto prima di iniziare l’opera”. L’intervento era stato inizialmente proposto negli Anni ’90 dalla società tanzaniana Africommerce International (Acom), che investì 11 milioni di dollari prima di rinunciare; successivamente le concessioni di sfruttamento sono passato a una società statunitense del Texas ma sono scadute senza l’avvio dei lavori.(BF. Misna,15/11/06)
Zanzibar: vietate le buste di plastica (Ansa-Reuters,
07/11/06)
Zanzibar ha vietato l'importazione e la produzione dei sacchetti di plastica per proteggere l'ambiente e l'industria turistica. Zanzibar, al largo delle coste della Tanzania nell'oceano Indiano, e' uno dei crocevia dell'esportazione delle buste di plastica dirette all'Africa orientale, ed e' stimato che ogni mese passino per il suo porto circa 200 tonnellate di sacchetti. ''Dobbiamo mettere l'ambiente prima di tutto'', ha affermato il direttore per l'Ambiente di Zanzibar, Ali Juma, aggiungendo ''i sacchetti di plastica danneggiano la terra e la vita marina''. Il turismo e' una delle risorse principali dell'isola che si scontra gia' con i problemi di smaltimento di acque e rifiuti. ''E' vero che e' bene per l'ambiente bandire i sacchetti di plastica, ma e' anche vero che il governo perdera' 400.000 dollari al mese di introiti derivanti dal transito delle buste destinate al mercato locale'', ha affermato l'imprenditore Salim Turky. (Ansa-Reuters,
07/11/06)
La Tanzania, con un reddito pro capite di 340 dollari l’anno (stime del 2005), è uno dei paesi più poveri al mondo, più della metà degli abitanti vive con meno di un dollaro al giorno. L’aspettativa di vita, di 43 anni nel 2002, è passata a 51 nel 2005. Nonostante questi dati in apparenza sconfortanti, la Tanzania si è resa protagonista, nell’ultimo decennio, di una sorprendente crescita economica, pari al 5.5% l’anno, con un’inflazione contenuta al di sotto del 5%. I risultati ottenuti sono stati resi possibili anche grazie agli ingenti finanziamenti messi a disposizione dalla comunità internazionale. - “New Vigour, New Zeal and New Speed: promoting better life for all Tanzanians”, è stato lo slogan che ha accompagnato Jakaya Mirisho Kikwete durante la campagna elettorale, che l’ha portato a vincere le elezioni nel dicembre 2005 (Cfr. Tanzania: risultati elettorali e prospettive future). A dieci mesi dalla sua presidenza, un primo bilancio mette in evidenza che le promesse non sono state disattese. Grazie al mantenimento della politica macroeconomica, il paese ha assistito ad una crescita costante in quasi tutti i settori, tranne quello dell’agricoltura, a causa di una grave siccità che ha investito il paese. I successi in materia economica si devono ricondurre anche alla stabilità di governo, assicurata dalla ‘good governance’: trasparenza amministrativa e rispetto della legislazione. Il governo ha inoltre promosso una serie di incentivi agli investimenti locali e stranieri e allo sviluppo del settore privato. Gli sforzi si sono focalizzati principalmente proprio in questo ambito, per promuovere la collaborazione tra settori pubblico e privato, il Tanzania National Business Council (TNBC), si è prestato ad aprire uno spazio di discussione tra governo e aziende. Altri forum si sono aperti tra istituti di ricerca, Università e associazioni non governative (NGOs). In continuità con le strategie adottate in passato per diminuire i livelli di povertà, il governo ha promosso una programma di crescita e sviluppo, la National Strategy for Growth and Reduction of Poverty (NSGRP), nella quale viene convogliato l’impegno di tutti i settori economici del paese. Rispetto alle strategie passate, in cui veniva posto l’accento su temi quali istruzione, sanità, acquedotti, sistema viario, agricoltura, giustizia, AIDSHIV, sono stati introdotti due nuovi obiettivi, la ‘good governance’ e un impegno maggiore nel miglioramento del welfare. Si annoverano negli ultimi dieci anni molteplici iniziative promosse a favore della popolazione e dello sviluppo, (Tanzania Development vision 2025, National Poverty Redaction Strategy, Tanzania Assistance Reduction Strategy, Poverty Reduction Strategy),
la stabilità garantita dalla macroeconomia e i costanti finanziamenti da parte
degli organismi internazionali, hanno consentito la continuità di erogazioni
finanziarie necessaria per perseguire obiettivi a lungo termine. (…)(Ilaria
Sosio, Equilibri, 24/10/06)
Dalla ferrovia Tanzania-Zambia alle "Vie cinesi" (Crionline, 23/10/06)
Quando si parla dell'amicizia tradizionale cino-africana, alla gente viene in mente la linea ferroviaria che unisce Tanzania e Zambia. Questa linea ferroviaria costruita con l'assistenza del governo e del popolo cinese negli anni '70 del secolo scorso ha eretto un "Ponte d'amicizia" tra Cina e Africa. 30 anni sono passati, ed i "Ponti d'amicizia" emersi tra Cina e Africa sono sempre di più, tanto da scrivere un nuovo capitolo dell'amicizia tra Cina e Africa. Ora vi trasmettiamo un'intervista inviataci dai nostri giornalisti presso la regione dell'Africa orientale "Dalla ferrovia Tanzania-Zambia alle 'Vie cinesi'". (…) Durante un'intervista, l'ingegnere generale della parte tanzaniana della ferrovia Tanzania-Zambia, Robert Mona, ha detto che tale ferrovia ha dato un impulso allo sviluppo della linea e delle regioni circostanti, e gli interessi economici creati dalla ferrovia sono diventati le fonti di reddito principali di Tanzania e Zambia. Egli ha detto: "Dopo la costruzione della ferrovia, lungo la sua linea non solo sono state costruite molte fabbriche, tra cui una cartiera ed un cementificio, ma si sono anche formati molto villaggi; inoltre, le città lungo la linea si sono sviluppate proprio per la ferrovia. Pertanto, si può dire che la ferrovia Tanzania-Zambia abbia ampiamente promosso lo sviluppo economico di questi due paesi, aumentando il tenore di vita del popolo lungo la linea." (…) Oltre alla ferrovia Tanzania-Zambia, sono emersi sempre più progetti cinesi d'assistenza nel continente africano. Gli addetti alla costruzione cinesi aiutano i paesi africani a sviluppare l'economia con il sudore della loro fronte, ed hanno eretto per il popolo sino-africano nuovi "ponti d'amicizia", tra cui la "Via cinese" in Kenya. Tale strada, costruita dall'Impresa cinese di costruzione di strade e ponti, collega la capitale Nairobi e la seconda città kenyana Monbasa. Il suo manto stradale liscio come uno specchio è spesso lodato altamente dai cittadini locali, ed è chiamata la "Via cinese". Attualmente sono emerse sempre più numerose "Vie cinesi" in Kenya, ed il mese prossimo la ferrovia Kipsigak-Serem-Shamakhokho costruita con l'assistenza della Compagnia cinese Wuyi attraverso capitali cinesi sarà conclusa ufficialmente, e la sua costruzione ha un significato importante sia per l'esportazione del tè kenyano che per il piano di sfruttamento della comunità congiunta economica dell'Africa orientale.(…) "Questo progetto è stato altamente apprezzato dalla sezione kenyana dell'opera per i suoi requisiti di qualità, i tempi di lavoro e la cooperazione con il governo locale effettuata durante i lavori, e l'impressione generale kenyana è stata positiva." Crediamo che di pari passo con la costruzione una dopo un'altra delle "vie cinesi" arrecanti concreti benefici al popolo locale, le relazioni d'amicizia tradizionale tra Cina e Africa continueranno ad espandersi. (Crionline,
23/10/06)
L’Onu denuncia l’utilizzo di migliaia di bambini per la tanzanite (RSINews, 12/10/06)
Diffuso un documentario sulla rara gemma, che provoca la reazione del governo della Tanzania e semina il panico tra gli esportatori. La tanzanite, gemma di colore blu, scoperta nel 1967 da alcuni pastori Maasai e presentata al pubblico due anni dopo dalla gioielleria Tiffany, soprannominata “La gemma del XX secolo”, si trova solo in Tanzania e precisamente nelle Merelani Hills, a 70 km da Arusha, nel Nord del Paese. (RSINews,
12/10/06)
Incontro Usa-Tanzania, 'gaffe' sul Kenya (Articolo21, 20/09/06)
L'instabilita' politica del Kenya e' stato uno dei principali temi di discussione tra il presidente Usa George W. Bush e quello tanzaniano Jakaya Kikwete, avvenuto ai margini dell'Assemblea Generale dell'Onu in corso a New York. Lo ha reso noto un portavoce della Casa Bianca, e la vicenda ha creato una violenta irritazione diplomatica da parte del governo keniano. L'episodio e' riferito oggi con grande evidenza sulla prima del quotidiano keniota 'Nation', il piu' diffuso del Paese. 'Davvero bizzarro che si discuta dei problemi del nostro paese col presidente di una nazione confinante' ha dichiarato un funzionario del ministero degli esteri che non ha voluto essere citato. Ma l'assistente del ministro degli esteri Moses Watang'ula ha definito l'iniziativa 'strana' esprimendo l'intenzione di rilasciare una dichiarazione ufficiale dopo aver consultato il ministro degli esteri Raphael Tuju, che guida la delegazione keniana a New York, ed interverra' in plenaria il 27. Wantang'ula ha comunque definito 'poco elegante che due presidenti discutano di affari interni keniani in assenza di un rappresentante dello stesso Kenia', e cio' soprattutto se avviene qualche giorno dopo che lo stesso Bush, ricevendo le credenziali del nuovo ambasciatore keniano Rateng Oginga, aveva elogiato la stabilita' del Kenya. L'ambasciata Usa a Nairobi, interpellata dal 'Nation' non ha ritenuto di commentare l'episodio.
(Articolo21, 20/09/06)
Condor rende nota una comunicazione del governo della Tanzania sul nuovo modulo per l'applicazione dei visti, che sostituirà gli altri in vigore attualmente e verrà fornito presso gli ingressi alle frontiere, ambasciate e uffici consolari. Tutti i passeggeri che necessiteranno il visto dovranno avere il nuovo modulo. Chi invece fosse già in possesso del visto, dovrà solo compilare la carta della dichiarazione d'arrivo. Il cambiamento verrà applicato dal 1° ottobre 2006. A breve il modulo sarà presente e scaricabile sul sito www.condor.it; i clienti all'arrivo dovranno avere con sé due fototessere (3x3 cm). Il costo del visto d'entrata e di uscita rimane invariato. (Guidaviaggi,
13/09/06)
Il governo di Zanzibar ha vietato l'importazione di banane provenienti dalla terraferma. Le autorità dell'isola hanno preso questa decisione a seguito di un'epidemia della malattia conosciuta come 'avvizzimento batterico della banana' scoppiata in Tanzania, che potrebbe distruggere le piantagioni di Zanzibar.
(Peacereporter,
24/08/06)
Un tribunale della Tanzania ha condannato a 35 anni di prigione un sacerdote cattolico perchè colpevole di sodomia nei confronti di un ragazzo di 17 anni, che verrà risarcito con 2 milioni di scellini tanzaniani (1.500 euro circa). In Tanzania la sodomia è proibita ed è considerata illegale anche quando tutte le persone coinvolte sono consenzienti. Se, invece, viene praticata nei confronti di minori di 10 anni viene punita con l'ergastolo.
(Peacereporter,
10/08/06)
Un autobus stracarico di passeggeri e' oggi precipitato in un fiume nel nord della Tanzania. Il bilancio e' di 54 morti e 20 feriti. Il mezzo e' finito nelle acque del fiume Mererani in una localita' situata nei pressi di Arusha, a circa 470 chilometri dalla capitale Dar es Salaam. Il responsabile dell'amministrazione regionale, ha detto che il mezzo era stato omologato per trasportare 26 passeggeri e che al momento dell'incidente aveva a bordo 48 persone in piu' del limite consentito.
(Ansa/Basilicatanet,
09/06/06)
Le inondazioni che hanno sommerso quasi mille case, hanno costretto a sfollare più di 19mila persone. Lo riferiscono fonti del governo. A Moshi, nei pressi del Kilimanjaro,i residenti sono stati particolarmente colpiti, dato che poco prima erano stati colpiti da una siccità devastante, che aveva portato 11 milioni di persone a vivere di stenti.
(Peacereporter,
15/05/2006)
Si chiama "Rungwecebus kipunij" ed e' un nuovo genere di scimmia individuato nelle foreste della Tanzania. Scoperto in realta' l'anno scorso, inizialmente si riteneva che il primate appartenesse a una nuova specie, ma grazie ad analisi genetiche e morfologiche si e' ora appurato che si tratta si un vero e proprio genere, finora sconosciuto. La scoperta - pubblicata online su Science - e' stato realizzato dai ricercatori della Wildlife Conservation Society.
(Il Corriere della sera,
12/05/06)
Il primo Presidente verso la gloria degli altari (ZENIT, 09/05/06)
Mwalimu Julius Nyerere, Presidente dell’Unione Nazionale Africana del Tanganika (TANU) e, dopo l’indipendenza, primo Presidente della Tanzania, potrebbe essere proclamato Beato. Secondo quanto reso noto il 5 maggio scorso dall’agenzia Catholic Information Service for Africa (CISA), si è già conclusa la fase diocesana del processo di beatificazione di uno dei “padri della patria” africani. Nyerere è ricordato politicamente per la sua politica di sviluppo agricolo, basata sullo sforzo interno e su di un uso limitato degli aiuti internazionali. Il processo era stato aperto il 21 gennaio scorso dal Cardinale Polycarp Pengo, Arcivescovo di Dar es Salaam, secondo quanto ha rivelato “Mundo Negro”. Il 13 maggio 2005, la Congregazione per le Cause dei Santi ha dato la sua approvazione all’inizio del processo di beatificazione. La Tanzania è nata come Nazione nel 1964 dall’unione del Tanganika e di Zanzibar. L’Unione Nazionale Africana del Tanganika, diretta da Julius Nyerere, è diventata il primo partito nazionalista ed è stata al Governo dall’indipendenza al 1985. Negli anni Settanta, Nyerere ha coniato il termine “Ujamaa” (solidarietà familiare in swahili), per indicare la sua politica volta a stimolare uno stile di vita tradizionale, basato sulla cooperazione comunitaria. Nel 1985, a 63 anni, ha rinunciato spontaneamente alla presidenza, ritirandosi poi dalla vita politica nel 1995. E’ morto nel 1999. Dopo la sua morte, a Londra ci sono state numerose manifestazioni di omaggio alla sua leadership. Al suo funerale a Dar es Salaam, capitale della Tanzania, hanno assistito quattordici Capi di Stato e circa settanta rappresentanti di alto rango di altri Paesi. Ha promosso la pace e l’educazione dei poveri, anche se il suo modello economico, di tipo autoritario, è stato discusso da alcuni economisti del mondo occidentale, che hanno denunciato come nei suoi anni di presidenza, Nyerere abbia portato la Tanzania ad essere uno dei sette Paesi più poveri del mondo. Oggi la Tanzania continua ad essere uno dei Paesi più poveri del mondo. La sua economia dipende in gran parte dall’agricoltura, che fornisce il 58% del Prodotto Interno Lordo, rappresenta l’85% delle esportazioni e dà lavoro a circa il 90% della manodopera. Già alla morte di Nyerere, il Cardinale Polycarp Pengo ha affermato, nell’omelia dei suoi solenni funerali di Stato: “E’ stato figlio della Chiesa e avrà il suo posto in Paradiso”. I suoi resti riposano nel suo villaggio natale, Butiama, vicino al lago Vittoria. L’inizio del processo di beatificazione si è celebrato il 21 gennaio, anniversario del matrimonio tra Julius e Maria Nyerere. Il processo del servo di Dio è sotto la direzione del Vescovo della diocesi di Musoma e il postulatore della causa è padre Wojciech Koscielniak. Padre John Civille, dell’arcidiocesi di Cincinnati (Ohio), e padre Laurenti Magesa sono i due teologi censori che collaborano al processo. Una volta Nyerere disse: “Vorrei accendere una candela e metterla in cima al monte Kilimanjaro affinché illumini al di là delle nostre frontiere, dando speranza a quanti sono disperati, portando amore dove c’è odio e dignità dove prima c’era solo umiliazione”.
(ZENIT,
09/05/06)
Affonda traghetto sul lago Vittoria (Reuters, 28-04-2006)
La polizia della Tanzania ha reso noto oggi che un traghetto è affondato nelle acque del lago Vittoria e che un numero imprecisato di passeggeri sono morti. "Sono affogate diverse persone, ma non abbiamo altre informazioni" ha detto un portavoce della polizia della Tanzania, Juma
Mtumwa, al telefono da Dar es Salaam. Un giornale della Tanzania, Mwanachi, ha detto che 28 persone, fra cui otto membri dell'equipaggio, sono morte, ma non è stato possibile trovare conferma di questa notizia. Il quotidiano ha scritto che il nome del battello era MV
Nyamanga. Non è chiaro quando sia accaduto l'incidente. Sul lago Vittoria i disastri sono comuni a causa del numero eccessivo di passeggeri, le pessime misure di sicurezza e la tecnologia per la comunicazione. Prima di questo incidente, circa 100 persone erano morte l'anno scorso sul lago Vittoria, che confina con Tanzania, Uganda e Kenya, secondi i media locali.
(Reuters,,28-04-2006)
Un vino sorprendente (LineaMediterranea, 10-04-2006)
La nuova frontiera del vino? E' la Tanzania, lo stato della costa orientale dell'Africa centrale, ex colonia tedesca e poi britannica. Proprio questa insospettabile nazione di 945.090 Km quadrati che a est confina con l'Oceano Indiano è la nuova realtà del vino mondiale. E' quanto emerge dal Vinitaly, dove visitatori e produttori sono rimasti a dir poco sorpresi dalla degustazione dei vini tanzanesi, frutto di un progetto di cooperazione italiano.
(LineaMediterranea,
10-04-2006)
Siccita’: per qualche ora di energia in piu’ (C.O.,
Misna, 18-03-2006)
È stato ridotto il razionamento dell’energia elettrica deciso a inizio febbraio, a causa dell’abbassamento del livello dell’acqua delle dighe dovuto alla siccità e del conseguente calo della capacità produttiva delle centrali idroelettriche del paese; precedentemente in atto per almeno 16 e fino a 20 ore al giorno, secondo le zone, la sospensione scenderà ora a 12 ore. Per poter ridurre il razionamento, l’azienda elettrica di stato sta avvalendosi di 100 megawatt di elettricità forniti da un produttore privato. La popolazione teme comunque che il provvedimento possa durare ancora a lungo; il livello delle riserve d’acqua che riforniscono le principali centrali idroelettriche del paese resta infatti sotto il gli standard minimi di funzionamento. La centrale di Kidatu Dam riesce a generare solo 50 dei suoi 200 megawatt di capacità, la centrale di Mtera Dam 11 su 80; l’energia prodotta da entrambe è appena la metà di quella che servirebbe alla nazione. Razionamenti di distribuzione dell’energia a causa della prolungata siccità sono in corso anche in Uganda e
Kenia. (C.O., Misna, 18-03-2006)
Sospesi blitz della polizia contro gli ambulanti (Peacereporter, 11-03-2006)
Le operazioni della polizia contro i venditori ambulanti in Tanzania sono state sospese per 6 mesi dopo che violenti scontri hanno causato la morte di due persone. Il Primo ministro Edward Lowassa ha riferito di aver interrotto le operazioni per permettere alle autorità e agli ambulanti di trovare un accordo. Le autorità imputano ai venditori ambulanti di aver contribuito ad aumentare la micro-criminalità. Le due vittime sono state uccise nella città di Mwanza, nei pressi del Lago Vittoria. (Peacereporter,
11-03-2006)
Corruzione dipendenti pubblici: una sfida (L.L.,
Misna, 23-02-2006)
“Credo che siano state approvate buone leggi e validi regolamenti contro la corruzione ma che abbiamo ancora molti problemi con i favoritismi, la cattiva distribuzione, la mancanza di trasparenza” nell’amministrazione pubblica. È stato un vero e proprio atto d’accusa contro la corruzione dei pubblici dipendenti, a tutti i livelli, quello lanciato dal nuovo presidente della Repubblica della Tanzania, Jakaya Kikwete (in carica dallo scorso dicembre), durante una visita ufficiale nella città sud-occidentale di Mbeya. Il capo dello Stato si è rivolto in particolare ai membri del gruppo anti-corruzione che sta lavorando al servizio dell’esecutivo per riscontrare e denunciare casi di cattiva amministrazione nel Paese. Kikwete ha avuto parole dure anche per i politici tanzaniani: “È vero che il denaro è molto importante per vincere le elezioni oltre che per ogni individuo e per ciascun partito. Ma usare il denaro per acquistare voti e vincere le elezioni non è giusto” ha detto il presidente. Secondo un rapporto realizzato nel 2004 dall’Ufficio per la prevenzione della corruzione (Pcb), almeno l’11% dei dipendenti pubblici tanzaniani è molto corrotto; sempre secondo lo stesso documento, a causa del basso livello retributivo, circa il 60% dei 200.000 dipendenti dalla pubblica amministrazione del Paese africano sarebbero a rischio di corruzione.
(L.L., Misna, 23-02-2006)
Nuovo appello del governo (B.F., Misna, 14-02-2006)
Il governo della Tanzania ha bisogno di 100.000 tonnellate di cibo per sostenere fino ad aprile 3,7 milioni di persone minacciate dalla carestia effetto delle siccità; la richiesta è stata rivolta oggi dal primo ministro Edwar Lowassa in una riunione dei donors svoltasi a Dodoma, in cui sono stati presentati gli ultimi dati del Gruppo d’informazione sulla sicurezza alimentare nazionale. Il premier ha aggiunto che i granai governativi contengono poco più di 57.000 tonnellate di cibo, insufficienti per affrontare l’emergenza. Un mese fa il presidente Jakaya Kiwete aveva fatto appello per soccorrere 613.000 persone, ma si stima che per la fine di aprile la situazione, recentemente aggravatesi, finirà per coinvolgere un numero decisamente maggiore di persone. (B.F., Misna, 14-02-2006)
Burundesi fuggono insicurezza e scarsità di cibo
(Aise, 14-02-2006)
Nelle ultime settimane, un numero crescente di cittadini burundesi ha attraversato il confine per cercare rifugio nella vicina Tanzania, una situazione che ha messo in allarme l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) preoccupato per le loro condizioni di vita nei centri temporanei della Tanzania in cui vivono. Attualmente i richiedenti asilo nei tre centri di transito nel distretto di Kibondo, nella Tanzania nord-occidentale, sono oltre 4 mila. Dall'inizio dell'anno circa 3.500 burundesi hanno varcato il confine e la cifra continua a crescere con una media di circa 100 nuovi arrivi al giorno. Solo nella giornata di ieri, sono state registrate più di 500 persone appena arrivate nei centri lungo il confine, la maggior parte delle quali a Nyakimonomono, dove al momento vivono più di 2.500 persone. Le condizioni di vita a Nyakimonomono e in altri centri temporanei non sono buone. Queste strutture sono state pensate per ospitare solo per un breve periodo coloro che hanno appena attraversato il confine. Anche se l'UNHCR e le agenzie partner hanno fatto del proprio meglio per migliorare la situazione nei centri, i rischi per la salute rimangono molto elevati a causa dalla presenza di così tante persone in strutture create per numeri molto inferiori. Per questo l’Agenzia ha negoziato con le autorità tanzaniane la possibilità di trasferire lontano dal confine, in campi già esistenti, coloro cui è stato riconosciuto il diritto d'asilo. Finora, tuttavia, l'asilo è stato garantito solo a un piccolo numero di persone, 57 delle quali sono state trasferite venerdì scorso nel campo di Mkugwa e altre 100 vi verranno trasferite la prossima settimana. - La maggior parte dei nuovi arrivati proviene dalla provincia di Ruyigi, nel Burundi orientale, e indica scarsità di cibo e crescente insicurezza come le principali ragioni della loro fuga. Tra i nuovi arrivati si riscontrano evidenti casi di malnutrizione. Un bambino piccolo è morto al suo arrivo la settimana scorsa, mostrando gravi segni di disidratazione, mentre tre altri bambini sono morti in gennaio a causa di una grave infezione respiratoria. Desta inoltre preoccupazione il fatto che molti dei nuovi arrivati fossero da poco ritornati in Burundi, dopo aver vissuto per anni da rifugiati in Tanzania. In Tanzania l'UNHCR assiste circa 350 mila rifugiati, 195 mila dei quali provenienti dal Burundi. Dal 2002 l'Agenzia svolge un'operazione di rimpatrio volontario per i rifugiati burundesi, attraverso la quale ha assistito oltre 290mila persone che hanno scelto di ritornare nel proprio paese. Nei mesi scorsi, tuttavia, il numero di persone che scelgono di rimpatriare ha raggiunto i livelli più bassi dall'inizio dell'operazione.
(Aise,
14-02-2006)
Zanzibar: si capovolge una barca, annegano 11 bambini
(Reuters, 08-02-2006)
Undici scolari sono annegati in Zanzibar oggi, a causa di un'alta onda che ha capovolto la barca su cui stavano giocando. Lo hanno riferito fonti di polizia. Un funzionario di polizia delle isole nell'Oceano indiano ha detto che i bambini erano a giocare sulla spiaggia, vicino alla loro scuola, che si trova nei dintorni della città dello Zanzibar, quando è accaduta la tragedia. Il ministro dell'Istruzione dello Zanzibar, Ali Suleiman, ha detto che è una giornata triste per le isole semi-autonome che sorgono di fronte ala costa della Tanzania e ha ricordato l'importanza di aumentare la sicurezza. "Mi sto consultando con il presidente per dichiarare lo stato di calamità naturale", ha detto a Reuters Suleiman. Si ignora al momento l'età dei bambini. Zanzibar, un paradiso turistico abitato da un milione di persone, ha formato un'alleanza con il Tanganica nel 1964 per formare la Tanzania, mantenendo un proprio parlamento e un presidente autonomo. (Reuters,
08-02-2006)
Avviata la fase diocesana del processo di beatificazione di Julius Nyerere
(L.M., Fides, 01-02-2006)
Avviata la fase diocesana del processo di beatificazione del primo Presidente della Tanzania, Mwalimu Julius Kambarage Nyerere, con una Messa solenne celebrata il 21 gennaio dal Cardinale Polycarp Pengo, Arcivescovo di Dar es Salaam, nella parrocchia di Butiama, nella diocesi di Musomo, sulle rive del lago Vittoria dove è nato il “Padre della Patria”. Il 13 maggio 2005 la Congregazione per le Cause dei Santi aveva dato l’assenso perché Nyerere venisse chiamato “Servo di Dio”. Julius Nyerere divenne Primo Ministro dell’allora Tanganyka nel 1961, al momento dell’indipendenza del Paese dal Commonwealth britannico. Nel 1962, Nyerere fu eletto Presidente del Tanganyka, che nel 1964 si fuse con le isole di Zanzibar e Pemba per dare vita all’odierna Repubblica Unita di Tanzania. Nyerere divenne Presidente del nuovo Stato, adottando una politica incentrata sullo sviluppo agricolo nazionale, basato sulle proprie forze e facendo un ricorso limitato all’aiuto internazionale. Negli anni ’70 aveva promosso il concetto della Ujamaa (“solidarietà familiare” in Kiswahili), che incoraggiava il modo di vita tradizionale basato sulla cooperazione. Questa politica che ha generato controversie interne e internazionali, se da un lato non ha portato ad un vero sviluppo, dall’altro, con il richiamo alla collaborazione di tutti per il bene del Paese, ha permesso di tenere unita e pacifica la Tanzania. Nel 1985, all’età di 63 anni, Nyerere si dimise dalla Presidenza, ritirandosi dalla vita politica nel 1995. È morto nel 1999.
(L.M., Agenzia Fides, 01-02-2006)
Ambasciatore italiano in Tanzania in vista al TPR (J.M., Vita.it, 24-01-2006)
L'ambasciatore italiano in Tanzania, Marcello Griccioli, ha concluso oggi una visita di due giorni presso il Tribunale penale internazionale per il Rwanda con sede ad Arusha (Tanzania). Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa indipendente Hirondelle, Griccioli avrebbe incontrato alcuni responsabili del Tpir per l'applicazione dell'accordo siglato tra l'Italia e il Tribunale con l'obiettivo di consentire ad alcuni detenuti del Tpir di scontare la loro pena in Italia. Tra i detenuti di maggiore interessa spicca il nome dell'italo-belga George Ruggiu. Condannato il 1 giugno 2002 a dodici di carcere per la sua partecipazione nel 1994 al genodicio del Rwanda in qualità di presentatore radiofonico della Radio televisione delle mille colline (Rtlmc), nota per aver incitato la maggioranza rwandese hutu a sterminare la minoranza e a uccidere gli hutu contrari ai disegni genocidari del regime estremista hutu.L'applicazione dell'accordo consentirebbe a Ruggiu di soddisfare la sua richiesta di essere trasferito in unn carcere italiano. Ritenendosi "impressionato dai progressi compiuti negli ultimi anni dal tribunale", Griccioli ha ricordato che dalla sua ultima visita risalente al 2002, le condanne sono passate da otto a ventisei. Infine, l'ambasciatore italiano in Tanzania ha sottolineato come le attività del Tpir fossero "particolarmente oggette di attenzione" in Italia. Rispetto al budget complessivo del Tribunale, il governo italiano finanzia quasi l'8%.
(Joshua Massarenti, vita.it,
24-01-2006)
Emergenza siccità: acqua razionata a Zanzibar (M.Z., Misna, 09-01-2006)
Nel tentativo di contenere l’emergenza siccità che sta investendo gran parte dell’Africa orientale, le autorità tanzaniane dello stato semi-autonomo di Zanzibar hanno avviato nel fine settimana il razionamento delle riserve acqua sulla principale isola dell’arcipelago. L’annuncio è stato dato sabato scorso dal dipartimento idrico di Zanzibar il quale ha precisato che le due principali riserve d’acqua dell’isola sono passate da 14 milioni di litri d’acqua gestiti normalmente ogni giorno a meno di 4 milioni di litri di queste ultime settimane. “L’unica opzione è cominciare a razionare la poca acqua che ci rimane. Questa è l’unica soluzione immediata per aiutare la gente che vive nella città di Zanzibar ad avere un po’ di acqua” ha detto alla stampa il capo dell’ufficio idrico. L’eccezionale siccità di quest’anno sta causando problemi in gran parte dei paesi dell’Africa orientale (Somalia, Etiopia, Gibuti), anche se la situazione più grave si registra in Kenya, dove oltre 40 persone sono già morte per mancanza di cibo e di acqua.
(M.Z., Misna, 09-01-2006)