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NOTIZIE 2006 - SWAZILAND

Swaziland - Bombe sul re - Un’ondata di attentati, e l’opposizione paga per tutti (Peacereporter, 31-01-2006)

Swaziland - Nuovi arresti di oppositori politici (L.L., Misna, 12-01-2006)

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Swaziland - Bombe sul re -Un’ondata di attentati, e l’opposizione paga per tutti (Peacereporter, 31-01-2006)

Re Mswati,  l’eccentrico re dello Swaziland famoso per essere rimasto l’ultimo sovrano assoluto africano, avrà ora qualcosa da fare oltre che trascorrere il tempo a scegliere mogli e macchine. Da alcuni mesi infatti il piccolo regno sud-africano è stato investito da un’ondata di attacchi a colpi di bombe incendiarie, che non hanno provocato vittime ma hanno colpito uffici governativi e pubblici ufficiali. Le autorità swazi ne hanno approfittato per dare un ulteriore giro di vite alla già scarsa libertà politica del Paese. Il regime comincia a vacillare? Bombe e arresti. L’ultimo attacco a colpi di molotov è avvenuto martedì scorso quando, alla vigilia dell’inizio dell’anno accademico, due scuole sono state prese di mira dagli attentatori: la Lubulini High School e la Swazi National High School di Manzini sono state pesantemente danneggiate, ma non si sono registrati feriti. Magra consolazione per la polizia locale, che ha visto gli attentati salire a diciassette dall’estate scorsa. Le autorità hanno risposto con un’ondata di arresti che nelle ultime settimane hanno colpito sedici membri del Pudemo (People’s Democratic Movement), un partito politico fuorilegge da quando, nel 1973, il re Sobhuza II (padre di Mswati) con un decreto proclamò lo stato di emergenza sospendendo la Costituzione e avocando tutti i poteri alla monarchia. Il prossimo 7 marzo gli attivisti del Pudemo compariranno in tribunale per rispondere di alto tradimento. Tra di loro anche il leader del movimento, Mario Masuku. – Ndr – Leggi tutto l’articolo cliccando su Peacereporter (Peacereporter,  31-01-2006)

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Swaziland - Nuovi arresti di oppositori politici (L.L., Misna, 12-01-2006)

Altri due esponenti dell’opposizione sono stati arrestati in Swaziland in relazione ad alcuni attentati esplosivi effettuati contro uffici governativi della capitale Mbabane a cominciare dalla metà del 2005. Con gli ultimi due arresti formalizzati dalle autorità, sale a 15 il numero delle persone fermate, tutte appartenenti al disciolto ‘People’s united democratic movement’ (Pudemo), schieramento dell’opposizione messo al bando negli Anni ’70 dal governo dell’ultima monarchia assoluta africana, come del resto tutti gli altri partiti politici e i sindacati. Tra i fermati figura l’attivista politico Maphadlana Shongwe, membro del Pudemo e da anni una delle voci più forti ed esposte contro la monarchia assoluta impersonata dal giovane re Mswati III. Una delle conseguenze più preoccupanti di questa ondata di arresti è che ormai in pochi vogliono esporsi per esprimere critiche contro il governo, come constata l’agenzia dell’Onu ‘Irin’: una parte degli oppositori politici ha già cominciato infatti a lasciare il Paese per paura di finire nelle carceri regie, dove recentemente ha trovato la morte una donna, considerata affiliata al Pudemo e, secondo l’opposizione, torturata dai suoi carcerieri. Secondo Kislon Shongwe, segretario generale del disciolto partito in vece di Mario Masuku – leader storico arrestato e processato nel 2003 per alto tradimento – tra i 15 fermati vi sono anche le fidanzate o le mogli di alcuni ex-attivisti e altre persone che nulla hanno a che fare, o che hanno interagito solo marginalmente, con il Pudemo. (L.L., Misna, 12-01-2006)

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