In Sierra Leone, dopo più di cinque anni dalla fine della guerra civile, la situazione sanitaria è ancora disastrosa. L'Organizzazione non governativa Medici senza frontiere (Msf) ha pubblicato un rapporto ove viene riportato come molte delle cause di morte nella popolazione potrebbero essere prevenute con semplici cambiamenti. In particolare, Msf sottolinea la possibilità di interventire sulla cura della malaria, l'assistenza sanitaria materno-infantile e i costi imposti ai malati per farsi curare. (PeaceReporter,
18/12/06)
Di Caprio e i suoi «diamanti insanguinati» (Susy, Instablog, 17/12/06)
Il film ricostruisce fedelmente la situazione presente in Sudafrica negli anni Novanta, quando in Sierra Leone, spregiudicati trafficanti di diamanti facevano di tutto pur di accaparrarsi le pietre preziose, e rivenderle in tutto il mondo illegalmente. - Da quando in America è uscito il film "Blood Diamond", pluripremiato dal pubblico e dalla critica cinematografica, il Dipartimento di Stato, ha ipotizzato che, l’impatto emotivo che il film provoca, possa cancellare i risultati ottenuti con il Processo Kimberley, sulla legittima esportazioni di diamanti provenienti dall’Africa. Il film ricostruisce fedelmente la situazione presente in Sudafrica negli anni Novanta, quando in Sierra Leone, spregiudicati trafficanti di diamanti facevano di tutto pur di accaparrarsi le pietre preziose, e rivenderle in tutto il mondo illegalmente a discapito di tutto il paese. Ora si teme un boicottaggio di diamanti da parte delle star, nella notte degli Oscar, e si sa l’America è il maggior importatore di questo tipo di gioiello, e il film non dimentica di sottolineare, le carenze del Processo Kimberley attribuendo l’origine dei traffici illeciti ad una società con sede a Londra. (Susy, Instablog,
17/12/06)
Il presidente della Sierra Leone, Ahmad Tejan KabbahIl presidente della Sierra Leone, Ahmad Tejan Kabbah, ha annunciato le prossime elezioni, previste per il 28 luglio 2007. La Costituzione prevede che il presidente venga eletto con voto popolare ogni 5 anni e dunque il suo mandato, cominciato nel 2002, sta per scadere. Le elezioni del 2007 saranno le prime da quando i caschi blu hanno lasciato la Sierra Leone nel 2005, dopo aver concluso un'operazione di peacekeeping durata sei anni per aiutare il paese ad uscire da una devastante guerra civile di undici anni. (…) Il candidato favorito è il vice presidente Solomon Berewa, già ex ministro della Giustizia e membro del Slpp di Kabbah, che non è rieleggibile. Ma l'ammistrazione del presidente vacilla dopo aver tentato per anni di risollevare le sorti del paese e sembra che l'elettorato cominci a interessarsi all'Apc, unico vero partito di opposizione, che potrebbe proporre un candidato. In lista c'è anche Charles Margai, avvocato ed ex ministro, leader del Pmdc (People's Movement for Democratic Change) nonchè figlio e nipote dei premier degli anni '60. Le elezioni del 2007 saranno un test importante per valutare il livello di democrazia e stabilità della Sierra Leone. Da parte sua, Kabbah si dice deciso a mantenere un clima sicuro e sereno per favorire elezioni libere e giuste, in cui le divergenze politiche possano essere risolte con il dialogo. La data di inizio della campagna elettorale verrà annunciata dalla commissione elettorale, ma Kabbah ha invitato fin d'ora i sierroleonesi a vedere le elezioni "non come un affare fra signori della guerra ma come un'occasione amichevole".
(Angela Zanella,
Peacereporter, 10/08/06)
Cominciato il processo all'ex presidente liberiano Taylor
(Euronews, 07-04-2006)
Non riconosce l'autorità della Corte e si dichiara "non colpevole" l'ex presidente liberiano Charles Taylor, da oggi sotto processo a Freetown, in Sierra Leone, davanti a un tribunale speciale internazionale sostenuto dalle Nazioni Unite. Taylor deve rispondere di undici imputazioni di crimini di guerra commessi durante il conflitto civile in Sierra Leone tra il 1991 e il 2002. Per ragioni di sicurezza nei giorni scorsi è stata presa in considerazione la possibilità di trasferire le udienze a l'Aya in Olanda. Sostenitori e familiari dell'ex signore della guerra liberiano criticano il processo, che ritengono viziato da decisioni politiche già assunte. I gruppi rimasti fedeli a Taylor minacciano violenze se verrà condannato, mentre i parenti si affidano a Dio. "Tutto è nelle mani dell'onnipotente", dice Gebia, la sorella dell'ex presidente. "Preghiamo affinché il processo possa davvero essere equo e libero". Taylor prese il potere in Liberia nel 1989 con una rivolta che in quattordici anni è costata almeno 250.000 vittime. Eletto nel 1997 capo dello stato, venne costretto nel 2003, in base ad accordi per mettere fine alle violenze, ad abbandonare il potere e ad accettare l'esilio in Nigeria.
(Euronews,
07-04-2006)
Taylor non riconosce il tribunale (Adnkronos - -Peacereporter, 03-04-2006)
L'udienza preliminare dell'ex presidente liberiano Charles Taylor, accusato di crimini contro
l'umanita' e crimini di guerra per aver sostenuto e finanziato i ribelli del Fronte rivoluzionario unito dal 1991 al 2002, e' iniziata oggi a Freetown davanti al giudice del Tribunale speciale
dell'Onu per la Sierra Leone (Tssl). Nel corso di questa prima udienza Taylor, 58 anni, sara' chiamato dal giudice Richard Lussick a dichiararsi colpevole o non colpevole per gli 11 capi di imputazione a suo carico.
(Adnkronos,
03-04-2006) - L'ex presidente liberiano Charles Taylor ha rifiutato di riconoscre il tribunale internazionale installato in Sierra Leone e si è dichiarato non colpevole per i crimini di cui è accusato. "Non riconosco la giurisdizione di questa corte", ha detto al giudice, affermando la sua non colpevolezza per le 11 accuse di crimini di guerra e contro l'umanità per il ruolo che ha avuto nella guerra civile della Sierra Leone dal 1991 al 2002. (Peacereporter,
03-04-2006)
Ex presidente liberiano Taylor alla sbarra (Reuters, 03-04-2006)
L'ex leader liberiano Charles Taylor, comparirà oggi in tribunale in Sierra Leone, accusato di aver sostenuto i ribelli che hanno mutilato e stuprato civili durante la guerra civile nel Paese. Taylor dovrà rispondere di 11 crimini di guerra e contro l'umanità per aver contribuito a lanciare ed alimentare oltre un decennio di conflitti in Sierra Leone, in cui abitualmente i civili venivano massacrati ed i bambini rapiti per obbligarli a combattere.
Taylor, conosciuto semplicemente come "Pappy" per una generazione di bambini-soldato, è stato portato in manette la settimana scorsa in aereo, a
Freetown, scortato da militari delle forze di pace Onu, dopo tre anni di esilio in Nigeria. "Il popolo della Sierra Leone ha atteso a lungo di veder processato quest'uomo", ha detto il procuratore capo Desmond de Silva. "Le vittime hanno il diritto di vedere portato davanti alla giustizia uno dei principali autori delle violazioni ai loro diritti umani in questo Paese", ha detto a
Reuters. Anche se molti di quanti hanno vissuto l'esperienza della guerra sono felici di vedere Taylor alla sbarra, tanti temono che la sua presenza possa innescare instabilità in una regione fragile, ed il presidente della Corte ha chiesto di svolgere la maggior parte del processo
all'Aja. Taylor iniziò la rivolta in Liberia per rovesciare il presidente Samuel Doe nel 1989. Una rivolta che si trasformò in 14 anni di guerra civile con 250.000 morti. Taylor fu eletto presidente della Liberia nel 1997 ma nel 2003 fuggì in esilio in Nigeria di fronte ad una rivolta contro di lui ed alle pressioni da parte di Usa e leader dell'Africa occidentale.
(Reuters,
03-04-2006)
Taylor: chiesto trasferimento processo nei Paesi Bassi
(EB, Misna, 30-03-2006)
La Corte speciale per i crimini in Sierra Leone ha chiesto al governo dei Paesi Bassi di ospitare il processo contro l’ex-presidente della Liberia Charles Taylor, arrestato ieri in Nigeria e subito trasferito nel carcere del Tribunale a Freetown. La MISNA ha appreso dalla Corte Penale internazionale (Cpi) – con sede all’Aja, in Olanda – che una richiesta è stata inoltrata alla Cpi per chiedere l’utilizzo delle strutture “per motivi di sicurezza”. Non si tratterebbe di un trasferimento del processo da una corte all’altra, ma piuttosto di una necessità logistica. Il ministero degli Esteri olandese ha confermato la richiesta della Corte speciale della Sierra Leone, istituita dall’Onu per accertare le responsabilità nel conflitto del 1991-2001. Un portavoce ha detto che il Tribunale speciale di Freetown teme che la presenza di Taylor in questa regione dell’Africa occidentale possa ancora costituire una minaccia per la pace; da qui la richiesta di ospitare il processo nei Paesi Bassi. Le autorità olandesi si sono dette “pronte a cooperare a determinate condizioni”; per trasferire il processo contro l’ex-presidente liberiano è necessaria, tra l’altro, una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu.
(EB, Misna, 30-03-2006)
Procuratore: processo Taylor tra diversi mesi (SwissInfo, 30-03-2006)
Il processo contro Charles Taylor, accusato di crimini di guerra e contro l'umanità dal Tribunale internazionale per la Sierra Leone, non verrà celebrato "prima di diversi mesi". Lo ha detto stasera il procuratore Desmond da Silva, il quale ha annunciato peraltro che l'ex presidente liberiano comparirà "molto presto" davanti a un giudice. "L'incriminazione sarà trasmessa ai rappresentanti legali di Taylor, ma il processo non avrà luogo prima di diversi mesi", ha dichiarato in una conferenza stampa il procuratore del Tribunale speciale. "Taylor sarà presentato molto presto a un giudice, forse entro la fine della settimana", ha aggiunto, poco dopo che l' imputato era stato rinchiuso nel centro di detenzione del Tribunale a Freetown. "Oggi è un'occasione fondamentale e un giornata importante per la giustizia internazionale e per il popolo della Sierra Leone", ha concluso il magistrato.
(SwissInfo,
30-03-2006)
Taylor consegnato a tribunale Onu in Sierra Leone
(RadioCapital,
30-03-2006)
Charles Taylor, l'ex dittatore liberiano estradato dalla Nigeria, e' stato consegnato stasera al Tribunale Internazionale per i crimini contro l'umanita', ospitato in un complesso edilizio di Freetown, davanti al quale dovra' rispondere del ruolo da lui avuto nel conflitto civile che ha insaguinato la Sierra Leone negli anni Novanta, con crudeli e sanguinarie atrocita' (vi furono trucidate almeno 200.000 persone). Nel prenderlo in consegna, il procuratore capo del Tribunale Speciale dell'ONU, Desmond Da Silva, ha ricordato che "un giorno Tayulor disse che i sierraleonesi avrebbero sentito l'amaro sapore della guerra. Adesso, forse - ha commentato - assaggerà l'amaro sapore della giustizia". Taylor e' stato portato in elicottero direttamente al Tribunale dell'ONU: e' sceso ancora ammanettato dall'elicottero, e subito gli e' stato fatto indossare un giubbotto anti-proiettile. Portato in cella, vi ha trovato il vice-capo della polizia, che gli ha letto l'atto di incriminazione. Taylor dovra' rispondere dei massacri, mutilazioni, stupri e riduzione in schiavitu' di decine di migliaia di civili, crimini perpetrati dai miliziani del Fronte Rivoluzionario Unito, durante la guerra civile. Taylor e' stato catturato stamane dalla polizia nigeriana, perche' aveva twentato di v arcare clandestinamente la frontiera con il Camerun. Riparato nel 2003 in Nigeria, dopo la fine della guerra civile in Liberia, Taylor viveva in una lussuosa villa a Calabar. Era stata l'elezione alla presidenza della Liberia di Ellen Johnson-Sirleaf, ad avere segnato per lui la fine di un esilio dorato, dopo che il nuovo governo di Monrovia ne aveva chiesto l'estradizione. Il neo presidente Johnson-Sirleaf ha sempre considerato rischiosa, per il processo di riconciliazione appena avviato, una lunga permanenza di Taylor sul territorio liberiano.
(RadioCapital
30-03-2006)