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Vigilia elettorale per il Presidente Michel (Teresa Fierro, Equilibri, 11/07/06)
L’arcipelago si prepara ad andare alle urne il 28 luglio per eleggere il nuovo Capo dello Stato. Le prossime elezioni costituiranno una fondamentale verifica per l'operato del Presidente in carica Michel che, dopo un mandato segnato dalla grave situazione economica, ha solo parzialmente avviato le riforme necessarie per un effettivo rilancio e sviluppo del paese. - Nonostante diversi segnali di cambiamento, come l’intensificazione dei rapporti con l’AIO (African Indian Ocean) e la più volte manifestata volontà di rientrare nella SADC, diverse sono le incognite che il Presidente della Repubblica delle Seychelles James Michel si trova ad affrontare nell'ultimo mese del suo mandato. In carica dal 2004, anno in cui l’ex-presidente France-Albert René, leader del Fronte Progressista del Popolo delle Seychelles (FPPS), decise di ritirarsi dalla politica dopo una dittatutura quasi trentennale, deve ora rispondere alla mancata attuazione delle molte riforme promesse e ad un’opposizione politica sempre più unita e compatta. Nonostante l’intensificarsi dei rapporti regionali e l’approvazione di leggi volte a creare un ambiente maggiormente attrattivo per gli investimenti esteri, la presenza di René ha continuato ad influenzare in modo negativo l’attuale governo, anche attraverso figure come il consigliere economico Mukesh Valabhji, contribuendo di fatto a limitare la capacità di James Michel ad intraprendere l'auspicato cammino di riforme, dopo aver preso le redini del governo in un momento per nulla florido della storia dell’arcipelago. Con una popolazione di più di 81.000 abitanti ed un reddito pro capite di poco meno di 7.900 dollari, l’arcipelago delle Seychelles è tra i paesi più ricchi dell’area, ma la sua economia risulta tuttora minacciata da una crisi strutturale radicata nell’eredità statalista della storia del paese e aggravata da una serie di congiunture quali la Guerra del Golfo del 1991, gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 e, da ultimo, i danni provocati dallo Tsunami alla fine del 2004. (…) Le prossime elezioni sembrerebbero offrire all’opposizione alcune chances di conquistare la vittoria. - L'attuale Presidente Michel, dotato di minor carisma rispetto al suo predecessore, nei due anni di governo si è trovato a scontare gli errori della vecchia amministrazione, che gli ha lasciato in eredità un paese estremamente provato dal punto di vista economico. Sempre più consensi si sono raccolti intorno all’SNP, e anche buona parte dei vecchi dirigenti e attivisti del partito di governo sembrerebbe voler defezionare, o comunque iniziare un dialogo costruttivo con Ramkalawan, una volta allentatasi la presa e il controllo di Renè sul partito. Una vittoria del SNP aprirebbe la strada ad una reale liberalizzazione che, secondo i critici dell'attuale regime, potrebbe alleviare la precaria situazione economica del paese. Tuttavia, pur conseguendo la vittoria alle Presidenziali, il SNP dovrebbe conforntarsi con il fatto che, almeno fino al 2007, il Parlamento resterà nelle mani del FPPS, rendendo quantomeno difficoltosa l'adozione di riforme in campo economico e sociale.
(Teresa Fierro, Equilibri,
11/07/06)