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NOTIZIE 2006 - SENEGAL

Tragedia dell'immigrazione clandestina (La Repubblica, 17/12/06)

Accordo con la Spagna contro immigrazione illegale nelle Canarie (PeaceReporter, 06/12/06)

Casamance: nuove violenze vicino a roccaforte ribellione (MZ, Misna, 05/12/06)

Visita di Zapatero per discutere di immigrazione (ADUC,04/12/06)

Paris-Dakar: si teme attacco terroristico (RaiSport, 27/11/06)

“Iniziare al più presto le operazioni di sminamento nella Casamance” (LM, Ag.Fides, 24/11/06)

Arrestati 42 religiosi (Peacereporter, 04/11/06)

Immigrazione: accordo di Sarkozy in Senegal (EuroNews, 24/09/06)

Per aggirare i controlli i clandestini usano nuovi porti di partenza (Canisciolti, 19/09/06)

Rilasciato esponente opposizione che aveva minacciato il Presidente (MZ.Misna,16/9/2006)

Il Senegal blocca rimpatri di clandestini dalla Spagna (la Repubblica, 14/09/06)

Iniziati dalla Spagna i rimpatri dei clandestini. (La Stampa,13/09/06)

A Parma una mostra fotografica sulle scuole coraniche senegalesi (Spiritual Spice, 12/09/06)

I mali del mondo rurale in una lettera dei vescovi (RC, Misna, 06/09/06)

Una delegata del CICR perde la vita in Casamanza (Swissinfo, 02/09/06)

Ama Senegal: per Dakar è uno «scandalo» (Massimo Malpica, il Giornale, 07/08/06)

A Casamance quasi il 100 percento dei bambini va a scuola (Peacereporter, 03/08/06)

Il mango della solidarietà (ArezzoNotizie, 01/08/06)

Indagini sull’appalto della discarica voluta da Veltroni (Gian Marco Chiocci, il Giornale, 30/07/06)

Migliaia di migranti clandestini verso le Canarie (Canisciolti, 08/06/06)

Cooperazione con la Spagna per sistema quote (Immigrazione, 03/06/06)

Dure critiche a procedure di rimpatrio adottate dalla Spagna (Immigrazione, 01/06/06)

1.500 clandestini fermati in 3 giorni (Basilicatanet/Ansa, 23/05/06)

Premio Artusi a una donna senegalese (Emanuela Citterio, Vita, 23/05/06)

Affaire Habré, ultimo atto? (Peacereporter, 22/05/06)

Incidente Diouf, Canada non porgera' altre scuse (Corriere della Sera, 14/05/06)

Condannati trafficanti d'uomo (J.M., Vita, 27-03-2006)

Ci hanno ammazzati di colera. Il Senegal contro la “monnezza” (D.B., L’Opinione,15-03-2006)

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Tragedia dell'immigrazione clandestina (La Repubblica, 17/12/06)

Venticinque naufraghi allo stremo delle forze, cento dispersi. Sono i numeri dell'ultimo dramma dell'immigrazione clandestina. Erano tutti senegalesi, quasi tutti giovani, e a bordo di una piccola imbarcazione speravano di raggiungere le isole spagnole delle Canarie. Soltanto 25 sono stati salvati da alcuni pescatori. Hanno raccontato di essersi imbarcati il 3 dicembre a Bolongne, nel Casamance. Sono stati trovati mentre andavano alla deriva, senza più acqua potabile né viveri. E non si ha alcuna notizia degli oltre cento immigrati mancanti. I superstiti, ricoverati nell'ospedale della città di Saint Louis, nel nord del Senegal, hanno detto che tutti gli altri sono stati ingoiati dalle onde, ma hanno fornito versioni diverse della loro avventura. Duramente provati da 12 giorni trascorsi in mare, disidratati e intossicati dall'acqua di mare che avevano bevuto negli ultimi giorni per tentare di sopravvivere, alcuni degli scampati hanno riferito di persone "cadute in mare", altri di passeggeri "gettati in acqua". Più d'uno ha parlato di diverbi scoppiati a bordo in relazione alla rotta da prendere, dopo che l'imbarcazione è stata rallentata dalle condizioni del mare. Prima di partire si erano ben organizzati, dotandosi di un navigatore satellitare Gps, viveri e acqua potabile, ma anziché raggiungere in breve tempo le Canarie, come speravano, sono stati ostacolati da una tempesta al largo del Marocco. E da quel momento il loro sogno di raggiungere facilmente l'Europa del benessere si è trasformato in un incubo. "Siamo stati costretti a bere acqua di mare", ha raccontato Siaka Dieng, piccolo commerciante in un paese dell'interno del Senegal, che aveva lasciato il suo negozio il 25 novembre per tentare l'avventura. "Tutto è successo perché a bordo hanno cominciato a litigare", ha detto Atumane Gaye, 38 anni, un pescatore di Saint Louis. (La Repubblica, 17/12/06)

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Accordo con la Spagna contro immigrazione illegale nelle Canarie (PeaceReporter, 06/12/06)

La Spagna e il Senegal hanno pattuito insieme una serie di misure per ridurre l'immigrazione illegale nelle isole Canarie. Il primo ministro spagnolo, Jose Luis Rodriguez Zapatero, si è impegnato ad accogliere in Spagna nei prossimi due anni 4 mila senegalesi, da impiegare nei prossimi due anni in lavori temporanei. Le isole Canarie sono una meta molto ambita dagli africani, in particolare dai senegalesi: nel 2006 gli sbarchi illegali di immigrati nelle isole Canarie sono stati 30 mila. Di questi, la metà era costituita da senegalesi, poi rimpatriati in 4 mila. Dopo la firma dell'accordo col presidente senegalese Abbdoulaye Wade, Zapatero ha dichiarato: "Questo accordo rende possibile l'emigrazione senegalese all'interno di una struttura legale in collaborazione col nostro ministero del Lavoro e col mercato. Fortunatamente, abbiamo bisogno di lavoratori".(PeaceReporter,  06/12/06)

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Casamance: nuove violenze vicino a roccaforte ribellione (MZ, Misna, 05/12/06)

Almeno una persone è morta oggi in seguito a un’imboscata avvenuta lungo una delle strade della regione meridionale senegalese della Casamance, dove nelle ultime ore si sono registrati numerosi incidenti violenti. Lo riferiscono fonti Onu, precisando che la vittima è deceduta a causa delle ferite riportate durante l’imboscata compiuta ieri notte a un’ottantina di chilometri a nord di Ziguinchor, capoluogo della regione, da un gruppo di 20 uomini armati. Gli aggressori, secondo alcune testimonianze raccolte dalla rete informativa dell’Onu, Irin, sarebbero sbucati all’improvviso aprendo il fuoco contro almeno cinque veicoli e ferendo almeno 6 persone. Altri due civili sono rimasti feriti in un attacco analogo avvenuto solo una ventina di chilometri più a sud, nei pressi del villaggio di Manpalago. Le autorità locali ritengono che i due episodi siano da attribuire ai ribelli del Movimento delle forze democratiche della Casamance (Mfdc) ancora in attività nella regione. Nonostante i continui tentativi di avviare un dialogo (recentemente il governo ha avviato contatti con gli anziani delle comunità della regione perché intervengano come mediatori), gli uomini agli ordini di Salif Sadio, il comandante dell’ala più oltranzista della ribellione, continuano a compiere azioni soprattutto nella zona vicina al confine col Gambia, dove hanno stabilito la propria roccaforte. Negli ultimi mesi, migliaia di persone sono fuggite in Gambia a causa delle violenze, degli scontri tra ribelli ed esercito o nel timore di nuovi combattimenti e rappresaglie. (MZ, Misna, 05/12/06)

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Visita di Zapatero per discutere di immigrazione (ADUC,04/12/06)

Il primo ministro spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero si recherà oggi in Senegal per una visita di due giorni. Tema dei colloqui con le autorità senegalesi: le misure per un migliore controllo del flusso di immigrati clandestini. Zapatero, accompagnato dai ministri spagnoli degli Esteri, Giustizia e Lavoro, è atteso questa sera a Dakar, dove incontrerà il presidente senegalese Abdoulaye Wade, con il quale discuterà degli accordi per i rimpatri e la cooperazione tesi a diminuire l'immigrazione illegale proveniente dal Senegal. Il premier spagnolo incontrerà domani inoltre dei rappresentanti della Croce Rossa e della Comunità spagnola residente in Senegal. Circa 5mila potenziali immigrati sono stati rispediti in Senegal dall'inizio di settembre, nel quadro di un massiccio programma di rimpatrio accordato tra i due Paesi. Secondo le autorità spagnole più di 24mila clandestini hanno tentato di raggiungere le isole Canarie dall'inizio dell'anno. Solo oggi la polizia ha arrestato 151 immigrati che tentavano di sbarcare sulle Isole spagnole al largo dell'Africa nord-occidentale a bordo di un barcone. (ADUC, 04/12/06)

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Paris-Dakar: si teme attacco terroristico (RaiSport, 26/11/06)

I servizi segreti francesi temono un attacco del Gspc, il gruppo salafita combattente vicino ad Al Qaida, contro il Rally Dakar. Per questo sarebbe stato chiesto un cambiamento dell'itinerario, in particolare la soppressione della tappa Nema-Timbuctu tra la Mauritania e il Mali. La stampa francese non esclude l'annullamento puro e semplice dell'edizione 2007 del rally. Circa 200 elementi del Gspc sarebbero attivi nella fascia saheliana tra la Mauritania e il Ciad. (RaiSport, 26/11/06)

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“Iniziare al più presto le operazioni di sminamento nella Casamance” (LM,Ag.Fides, 24/11/06)

Le organizzazioni umanitarie internazionali hanno chiesto al governo senegalese di iniziare al più presto le operazioni di sminamento nella regione della Casamance, teatro dal 1982 di una guerra secessionista. In questo lungo arco di tempo, sia l’esercito regolare sia le forze della guerriglia hanno seminato mine e ordigni di ogni tipo. A farne le spese è la popolazione civile. Secondo alcune stime, in Casamance nel corso degli ultimi 20 anni, almeno 776 persone sono rimaste invalide e altre 650 hanno perso la vita a causa delle mine Il Senegal ha aderito 7 anni fa al trattato di Ottawa del 1997 che proibisce la produzione, lo stoccaggio e l’uso delle mine antipersona. Il governo di Dakar si è anche impegnato a bonificare le aree minate entro il marzo 2009, ma le operazioni di sminamento devono ancora essere avviate. Secondo uno studio internazionale, l’area maggiormente minata della Casamance ha un’estensione di 11 kmq ed è contrassegnata dalla presenza di villaggi e fattorie. Inoltre sono minati sentieri e strade forestali per una lunghezza complessiva di 60 km. Per procedere allo sminamento di queste aree occorrono circa 20 milioni di dollari, una cifra relativamente modesta rispetto alle operazioni di sminamento condotte in altre zone del mondo. (…) (L.M., Ag. Fides  24/11/06)

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Arrestati 42 religiosi (Peacereporter, 04/11/06)

Sono 42 i religiosi, tutti membri di una confraternita, arrestati oggi a Darou Mousti, 150 chilometri est di Dakar, dalla polizia mentre cercavano di liberare due confratelli arrestati ieri. I prigionieri sono tutti vicini alla setta del Muridismo, una declinazione dell'Islam molto diffusa tra la popolazione senegalese. (Peacereporter, 04/11/06)

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Immigrazione: accordo di Sarkozy in Senegal (EuroNews, 24/09/06)

Il ministro degli Interni francese Nicolas Sarkozy ha firmato a Dakar un accordo sulla gestione dei flussi migratori tra Francia e Senegal. Un'intesa che Sarkozy ha definito "storica e senza precedenti" e che dovrebbe facilitare il rimpatrio dei clandestini. "I criminali e i trafficanti che sfruttano la miseria umana ora avranno una vita più difficile, grazie alla cooperazione tra la polizia senegalese e quella francese". L'immigrazione è un tema-chiave in vista delle elezioni presidenziali francesi che si terranno nel 2007. Anche Segolène Royal, probabile candidata socialista all'Eliseo, è attesa in Senegal nei prossimi giorni. Il nuovo accordo prevede anche visti più facili per studenti, artisti e uomini d'affari senegalesi in Francia. Per quanto riguarda lo sviluppo, Parigi fornirà al Senegal 2 milioni e mezzo di euro per finanziare progetti nel settore agricolo.(EuroNews, 24/09/06)

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Per aggirare i controlli i clandestini usano nuovi porti di partenza (Canisciolti, 19/09/06)

La Casamance, la regione senegalese al confine con Guinea Bissau (sud) e Gambia (nord) dove nel 2004 è stata firmata una pace per porre fine a una guerra civile, è il nuovo porto di partenza per migliaia di migranti che cercano fortuna in Europa. Lo sostiene il governo del Senegal, spiegando che lo spostamento sempre più a sud dei porti di partenza per le Isole Canarie è strettamente collegato alle pressioni esercitate sui migranti dal dispositivo di intercettamento creato con il progetto europeo ‘Frontex’ e dalla presenza sempre più massiccia della guardia costiera senegalese, sostenuta economicamente dalla Spagna. Circa 2.500 chilometri di Oceano Atlantico – e di pericoli – separano la Casamance dall’approdo alle Canarie, che di solito sono percorsi a bordo di imbarcazioni precarie o su gommoni. Da oltre un anno, secondo ricerche effettuate da Dakar, i porti di partenza illegali gestiti da gruppi criminali e semplici pescatori si sono spostati a sud del Gambia, introducendo nella regione un nuovo elemento di instabilità, in aggiunta alla recente ripresa di scontri tra esercito e una fazione degli indipendentisti del Movimento delle forze democratiche della Casamance (Mfdc). Malgrado recenti accordi per il rimpatrio e per il pattugliamento delle coste sottoscritti con la Spagna dal Senegal e dalla Guinea Bissau, negli ultimi 50 giorni circa 12.000 migranti irregolari sono sbarcati alle Canarie. (Canisciolti,  19/09/06)

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Rilasciato esponente opposizione che aveva minacciato il Presidente (MZ. Misna,16/9/2006)

È stato rilasciato il capo di un partito d’opposizione in Senegal arrestato ad aprile e condannato a un anno di carcere il mese scorso. Lo hanno riferito i suoi legali, precisando che Jean Paul Dias - ex-ministro ed esponente del partito democratico senegalese al governo da cui è uscito per dar vita al suo nuovo schieramento Blocco centrista Gainde (Bcg) – ha trascorso in carcere poco più di un mese, invece dei 12 previsti. La procura di Dakar ha motivato la decisione col cattivo stato di salute dell’uomo di 60 anni. Il politico era stato incriminato per aver “tramato contro le istituzioni” e per aver minacciato di morte il presidente senegalese Abdoulaye Wade. La lunga corsa alle presidenziali del 2007 in Senegal si fa sempre più calda nonostante manchino ancora molti mesi al voto. Nei mesi scorsi un gruppo di 15 organizzazioni non governative (ong) locali aveva denunciato le “intimidazioni” ai danni di esponenti, piccoli e grandi, dell’opposizione, compiute dalle autorità senegalesi. Negli ultimi mesi sono almeno altri due i candidati alle elezioni del prossimo anno che hanno avuto guai con la giustizia: Amath Dansokho, segretario generale del Partito liberale, nonché Idrissa Seck (rilasciato dopo 7 mesi di carcere), ex-primo ministro e principale sfidante del presidente in carica nella corsa per la massima carica dello Stato.(MZ.Misna,16/9/2006)

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Il Senegal blocca rimpatri di clandestini dalla Spagna (la Repubblica, 14/09/06)

Adducendo "ragioni tecniche", il Senegal ha bloccato il rimpatrio di un centinaio di immigrati clandestini che avevano raggiunto le Canarie, peraltro previsto da accordi presi a suo tempo con le autorita' spagnole. Due aerei sarebbero dovuti partire a breve dall'isola di Fuerteventura, ma le autorita' di Dakar hanno fatto sapere che non avrebbero accordato loro il permesso di atterraggio nella capitale proprio per non meglio precisati "motivi tecnici": lo ha affermato il ministro dell'Interno senegalese, Ousmane Ngom, che non ha precisato quando i velivoli potranno regolarmente decollare alla volta del Paese africano. Probabilmente a quello di Dakar sara' comunque preferito l'aeroporto di Saint-Louis, nel nord, che meglio consentirebbe di salvaguardare le esigenze di "discrezione" reclamate dal Senegal per il rientro dei connazionali. Ngom ha tuttavia escluso un intervento del presidente Abdoulaye Wade per una vera e propria sospensione delle operazioni di rimpatrio forzato. - Il ministro del Lavoro spagnolo, Jesus Caldera, dal canto suo ha minimizzato, affermando che si e' trattato "solo di un ritardo", visto anche che lo stesso Ngom a suo dire ha "confermato di aver accettato i rimpatri". A fine maggio Madrid aveva gia' espulso 99 immigrati, in base a un'intesa con Dakar che prevedeva inoltre il ritorno a casa di altri settecento cittadini senegalesi: il loro governo aveva pero' poi bloccato le relative procedure, denunciando le condizioni umilianti cui sarebbero stati sottoposti gli immigrati, ammanettati dalla polizia spagnola. Le Canarie, arcipelago situato circa 400 chilometri al largo delle coste africane, sono diventate la rotta preferita dei clandestIni dopo che la Spagna ha rafforzato le misure di sicurezza nelle proprie enclavi di Ceuta e Melilla, sulla costa settentrionale marocchina. (la Repubblica, 14/09/06)

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Iniziati dalla Spagna i rimpatri dei clandestini. (La Stampa,13/09/06)

E' cominciata l'espulsione di «più di mille immigrati» senegalesi arrivati illegalmente nelle Isole Canarie, in accordo con il governo di Dakar. «I rimpatri degli immigrati senegalesi sono già cominciati». Lo ha affermato Jesus Caldera, ministro spagnolo del Lavoro e degli Affari sociali, che in questo modo ha confermato che la Spagna avrebbe cominiciato ad espellere «più di mille immigrati» senegalesi arrivati illegalmente nelle Isole Canarie, in accordo con il governo di Dakar. «Per il momento non possiamo fornire dettagli sulle operazioni in corso», ha detto Caldera alla radio nazionale spagnola, Rne. Il Senegal «non vuole che si faccia pubblicità a questi rimpatri che sono criticati dall'opinione pubblica», ha sottolineato il ministro iberico. (La Stampa,  13/09/06)

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A Parma una mostra fotografica sulle scuole coraniche senegalesi (Spiritual Spice, 12/09/06)

Quando si dice Dakar, in genere ci si associa subito il nome di un'altra città, Parigi, come se il nome della capitale del Senegal non potesse sostenersi da solo ma dovesse essere ricordato soltanto per il rally automobilistico che vi si svolge. Quella che si apre oggi a Parma è una mostra fotografica in grado davvero di sfatare questo luogo comune. Si intitola Inshallah - Scuole craniche a Dakar http://www.exibart.it/profilo/eventiV2.asp/idelemento/33243 ed è opera del fotografo Luca Piola. Come viene affermato nel comunicato di presentazione, l'autore ha voluto utilizzare "come filtro interpretativo quell'elemento centrale nella vita comunitaria di un paese islamico rappresentato dalle scuole coraniche. Che in questi scatti figurano come l'unico elemento di una possibile realtà-altra, che spiritualmente ed esteticamente trascende da un quotidiano privo di qualsiasi possibilità per chi lo vive". Senz'altro una buona occasione per accostarsi ad una realtà così distante da noi. (Spiritual Spice,  12/09/06)

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I mali del mondo rurale in una lettera dei vescovi (RC, Misna, 06/09/06)

“Un ordine economico mondiale ingiusto, aggravato dal programma d’aggiustamento strutturale imposto dalla Banca mondiale, dal Fondo monetario internazionale (Fmi) e dalle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio… prolunga e alimenta l’agonia del mondo rurale”: lo affermano, in una lettera pastorale di cui la MISNA ha ricevuto copia, i vescovi del paese preoccupati per un “mondo rurale malato”. Molti fattori interni contribuiscono ugualmente a questo stato di cose: “l’ignoranza, la mancanza di formazione, la disoccupazione, politiche di disimpegno dello stato, privatizzazioni non sempre vantaggiose” ma anche cattivi comportamenti dei cittadini e dei loro dirigenti, corruzione, appropriazione indebita di fonti, impunità, senza dimenticare le difficoltà climatiche, la deforestazione e la degradazione dell’ambiente. “Malgrado gli sforzi dei diversi regimi che si sono succeduti al potere – si legge nel documento di 16 pagine che affronta altri problemi sociali, come l’istruzione e la sanità – la povertà della popolazione non cessa d’aggravarsi. Da una parte, la precarietà della vita urbana è sempre accentuata dall’esodo rurale verso Dakar e altre città dell’interno; dall’altra, la popolazione rurale, stimata al 61%, è oggigiorno ancora la parte più vulnerabile del paese”. I vescovi del Senegal, che presentano una serie di proposte, lanciano infine un appello a tutti i cittadini: “Insieme, affrontiamo la sfida lanciata ai senegalesi da Giovanni Paolo II, durante la sua memorabile visita nel febbraio 1992: ‘Vegliate insieme sulla vostra terra perché è essa a nutrire i suoi abitanti. Sviluppate la vostra economia perché il più gran numero di persone possa beneficiare della sua prosperità… Contribuite al sostegno dei più poveri… Mettete in comune tutte le vostre ricchezze umane. E' la prima condizione per costruire su questa terra una dimora degna dell’uomo… Costruite una casa aperta a tutti, ai deboli e ai più forti’”. (RC, Misna, 06/09/06)

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Una delegata del CICR perde la vita in Casamanza (Swissinfo, 02/09/06)

Una delegata del Comitato internazionale della Croce Rossa ha perso la vita venerdì nella regione della Casamanza, nel sud del Senegal, in seguito alle ferite riportate nello scoppio di una mina o di un proiettile inesploso, ha indicato sabato l'organizzazione umanitaria con sede a Ginevra. Il dramma è avvenuto a nord-ovest di Ziguinchor, su una strada spesso utilizzata dai veicoli del CICR. Assieme alla donna, una specialista in sanità pubblica di 50 anni e di nazionalità statunitense e svizzera, viaggiavano altri tre colleghi, che sono rimasti feriti. "Due di loro, dei collaboratori senegalesi del CICR, sono rimasti feriti leggermente. Il terzo, un ucraino, soffre di ferite più serie, ma la sua vita non è in pericolo", ha precisato un portavoce del CICR a Ginevra. Il gruppo stava effettuando una missione di valutazione per determinare i bisogni dei profughi che hanno fuggito gli scontri armati nella regione. Jeanette Fournier, questo il nome della donna, lavorava per il CICR dal 1980. Nel corso della sua carriera aveva svolto delle missioni in Thailandia, Cambogia, Pakistan, Zimbabwe ed Indonesia. (…) (Swissinfo,  02/09/06)

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Ama Senegal: per Dakar è uno «scandalo» (Massimo Malpica, il Giornale, 07/08/06)

Una bufera di immondizia circonda la storia degli affari africani dell'Ama: gli ex dipendenti della branca senegalese della spa capitolina esultano per la decisione del governo di rescindere il contratto, e rivendicano il mancato pagamento dei contributi. E intanto l'ultima domanda che ci si fa a Dakar è come abbia fatto Alvaro Moretti a lasciare il Paese. Al presidente di Ama Senegal, infatti, lo scorso 28 luglio era stata notificata un'interdizione all'espatrio da parte della Divisione investigazioni criminali della capitale del Paese africano. La Dci, a quanto racconta il quotidiano di Dakar Il Est Midi, aveva appena terminato di ascoltare la versione del dirigente della spa capitolina in merito a contestazioni su assegni a vuoto per 15 milioni di Franchi Cfa, pari a circa 23mila euro, dovuti ad alcune imprese. Moretti avrebbe integralmente saldato il debito subito dopo l'audizione e poi, quel giorno stesso, il numero uno di Ama International e Ama Senegal avrebbe fatto i bagagli e levato le tende, rientrando in Italia nonostante l'espresso divieto. Ed era già a Roma secondo il quotidiano quando, pochi giorni dopo, gli ufficiali della Divisione investigazioni criminali hanno tentato di notificargli una seconda convocazione per altri assegni a vuoto venuti alla luce, per un totale di 100 milioni di franchi senegalesi (circa 150mila euro). Insomma, in quello che la stampa locale chiama «lo scandalo Ama Senegal» i colpi di scena non mancano: quello che è certo è che il contratto tra l'Ama e il governo senegalese (ma negli ultimi mesi sono subentrate come controparte dell'azienda italiana le comunità urbane di Dakar e Rufisque), bruscamente interrotto, ha ormai provocato un pasticcio piuttosto imbarazzante: la «fuga» di Moretti aggiunge alla storia un tocco da vero intrigo internazionale. La stampa senegalese si interroga su come abbia potuto lasciare il Paese, e ipotizza che sia rientrato in Italia grazie all'aiuto di un complice che gli avrebbe permesso di varcare il confine «di straforo», nonostante l'interdizione. Di certo la storiaccia è lungi dall'essere risolta. (…)(Massimo Malpica, il Giornale,  07/08/06)

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A Casamance quasi il 100 percento dei bambini va a scuola (Peacereporter, 03/08/06)

La regione senegalese di Casamance è stata teatro per oltre vent'anni di un violento conflitto tra il governo e i ribelli che dal 1982 lottano per l'indipendenza. Casamance è divisa dal resto del Senegal dal Gambia, una striscia di terra che parte dalla costa, e anche dalla religione: a Casamance sono cristiani e animisti e non musulmani come nel resto del Paese. Lo scorso dicembre i ribelli hanno firmato un trattato di pace con il presidente Abdoulaye Wade, ma gli scontri continuano e non è mai stato varato un programma di disarmo della regione, che vive in una situazione di estrema povertà per cui sono moltissimi i bambini costretti a lavorare, anche in giovanissima età. Eppure, mentre la media nazionale afferma che il 58 percento dei bambini senegalesi frequenta la scuola primaria, a Casamance la percentuale si avvicina al cento percento. A invertire la tendenza ci hanno pensato alcuni genitori che, nella città di Nema 2, hanno fondato nel 1996 un'associazione e si sono rivolti alla Ong Enda International per fornire ai bambini un'educazione alternativa alle scuole statali, costosissime. Ora un quarto delle scuole del posto è "alternativa" e, pur seguendo i curricula statali, sono gratuite. (Peacereporter,  03/08/06)

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Il mango della solidarietà (ArezzoNotizie, 01/08/06)

(…)Da sabato 29 luglio Coop Centro Italia ha accettato di promuovere la vendita nei suoi supermercati di una partita di manghi importati tramite il circuito del commercio equo e solidale. Il pregiato frutto tropicale proviene dalla regione della Casamance, nel sud del Senegal, dove 171 contadini piccoli produttori del prelibato frutto si sono associati nell’APAD per tentare la carta dell’export e mettere in atto ogni sforzo per non vedere più la gran parte della propria produzione andare perduta al macero ogni anno. La regione è tristemente nota per essere luogo, da più di 20 anni, di una guerra civile portata avanti da un movimento indipendentista contro il governo di Dakar, della quale fanno le spese la popolazione locale e le prospettive di sviluppo e lavoro per i giovani. Gli scontri sono purtroppo ricominciati nel maggio scorso. (…) (…) Il prodotto è certificato con il marchio Fair Trade, che attesta il rispetto dei diritti dei lavoratori, l’assenza di lavoro minorile e tutte le condizioni di trasparenza nelle varie fasi della produzione. (…)(ArezzoNotizie,  01/08/06)

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Indagini sull’appalto della discarica voluta da Veltroni (Gian Marco Chiocci, il Giornale, 30/07/06)

Ama-connection, dal colera all'inchiesta sull'appalto che puzza. Si fa sempre più torbida la vicenda della Spa del Comune di Roma incaricata di raccogliere e smaltire i rifiuti nella pestilenziale città di Dakar. All'indomani della decisione del Consiglio dei ministri presieduto dal capo dello Stato Abdoulaye Wade e dal premier Makcy Sall di buttare nel cassonetto l'utopistico progetto di cooperazione veltroniana (coinciso con gravi disservizi, ritardi nei pagamenti, condizioni di lavoro precarie per i dipendenti, rivolte in strada per l'accumulo dell'immondizia in un contesto cittadino che ha visto centinaia di morti e 23mila casi di malattie infettive) i poliziotti della Division des investigations criminelles (Dic) avrebbero iniziato a spulciare i contorni di un appalto che non sembra essere stato onorato nel migliore dei modi dalla municipalizzata del Campidoglio. In particolare, secondo notizie rilanciate ieri l'altro da alcuni media del Paese africano, gli accertamenti avrebbero preso le mosse proprio dall'audit che il sindaco Walter Veltroni avrebbe affidato al colosso Ernst&Young e dal quale sarebbe emersa una voragine finanziaria senza fondo che inchioderebbe i vertici della «sua» azienda che da cinque anni opera nella cloaca della città del rally. Dalla relazione ispettiva non escono bene né Alvaro Moretti, direttore amministrativo e finanziario di Ama Senegal, né Samba Sarr, il direttore generale, che a giorni potrebbero essere chiamati a dare spiegazioni presso la direzione criminale del Dic. Dall'audit-boomerang promosso dal sindaco emergerebbero infatti inadempienze varie, buchi di bilancio, flussi di denaro partiti direttamente da «Ama Roma» e destinati alla costruzione (di cui non vi sarebbe traccia) di una discarica e di un centro di trasferimento dei rifiuti nella capitale senegalese. (…)(Gian Marco Chiocci, il Giornale,  30/07/06)

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Migliaia di migranti clandestini verso le Canarie (Canisciolti, 08/06/06)

Le autorità del Senegal hanno comunicato al ministero degli Esteri spagnolo che circa 30 imbarcazioni di fortuna sarebbero in viaggio, con a bordo complessivamente quasi 2.000 persone, verso le Canarie. Secondo Dakar, i migranti sarebbero riusciti a salpare, nonostante gli aumentati controlli, dalla costa del Senegal e da quella di Mauritania e Guinea Bissau e sarebbero diretti verso l’arcipelago spagnolo, in prossimità del quale dovrebbero giungere nei prossimi giorni. Madrid ha fatto sapere di non essere a conoscenza dell’esistenza di questi 30 ‘cayucchi’ ma sembrerebbe, secondo fonti di stampa spagnola, che un aereo da ricognizione europeo li abbia avvistati a circa 100 miglia marine dalla costa mauritana, in direzione della Spagna. Interpellato dal quotidiano spagnolo ‘El Mundo’, il console della Guinea-Conakry a Las Palmas, Alicia Navarro, ha lanciato l’allarme, sottolineando che è improbabile che tutti e 2.000 i migranti in viaggio riescano a raggiungere la costa spagnola e che ci si potrebbe trovare di fronte a una nuova potenziale tragedia del mare, vista la fragilità dei gusci su cui viaggiano i clandestini. Inoltre, questa volta secondo i servizi di intelligence spagnoli, nella sola Mauritania vi sarebbero almeno 4.000 imbarcazioni di fortuna pronte a partire per portare, a pagamento, migranti clandestini dalla costa africana a quella spagnola. In attesa dell’arrivo degli annunciati 30 barconi, sono giunti intanto oggi alle Canarie 33 migranti subsahariani, tutti a bordo di una stessa barca. Ieri erano sbarcati a Cadice 226 migranti asiatici, partiti dal Golfo di Guinea. Ormai sono quasi 9.000 i clandestini giunti alle Canarie dall’inizio dell’anno. (Canisciolti,  08/06/06)

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Cooperazione con la Spagna per sistema quote (Immigrazione, 03/06/06)

Al termine dei colloqui ieri sera a Dakar tra responsabili senegalesi e spagnoli, i due paesi hanno mostrato volontà di cooperare nell'ambito dell'immigrazione: "I due governi hanno deciso di rafforzare la cooperazione per stabilire un quadro di immigrazione legale e un sistema di quote migratorie", ha dichiarato il segretario di Stato spagnolo, Bernadino Leon. Il ministro dell'Interno senegalese, Ousmane Ngom, ha da parte sua spiegato che i due paesi hanno "deciso di proseguire e rafforzare la cooperazione in tutti gli ambiti e di definire un quadro legale per l'immigrazione". La tensione che regna tra Spagna e Senegal in merito al rimpatrio dei clandestini senegalesi dall'arcipelago spagnolo delle Canarie, sembra fortemente diminuita oggi, dopo l'incontro tra le autorità di Madrid e Dakar. Ngom ha tuttavia dichiarato alla stampa che il rimpatrio dei clandestini senegalesi dalla Spagna prosegue. Oggi il ministro degli Affari esteri spagnolo ha dichiarato che "la Spagna proporrà un nuovo calendario di rimpatri che sarà sottoposto ai senegalesi", in un comunicato diffuso a Madrid. Giovedì, il Senegal aveva respinto il rimpatrio dei suoi cittadini clandestini dalle Canarie chiedendo il rispetto della dignità di questi immigrati, criticando le condizioni del loro rientro, dopo le testimonianze rese mercoledì da 99 senegalesi. Infine, Madrid e Rabat hanno annunciato discussioni per la realizzazione di una quota legale d'immigrati senegalesi verso il Regno del Marocco. (Immigrazione,  03/06/06)

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Dure critiche a procedure di rimpatrio adottate dalla Spagna (Immigrazione, 01/06/06)

Due ministri del Senegal hanno criticato le procedure adottate da Madrid per rimpatriare a Dakar 99 immigrati giunti nelle isole Canarie. "Noi deploriamo le condizioni del rimpatrio", ha detto alla stampa il ministro per l'Agricoltura, Farba Senghor, al termine del suo incontro con i migranti. Il ministro ha precisato che i passeggeri "sono stati ammanettati" e che le autorità spagnole li avevano informati di essere diretti a Malaga, in Spagna, non in Senegal. "Ne parleremo con le autorità spagnole", ha aggiunto Senghor, sottolineando la necessità che i rimpatri vengano eseguiti "nel rispetto delle norme internazionali". Da parte sua, il ministro dell'Interno, Ousmane Ngom, ha ritenuto che "se non rispettano la dignità delle persone rimpatriate, rimetteremo in discussione il rimpatrio dei nostri connazionali". Una fonte della polizia locale ha riferito ai giornalisti che una volta compreso che erano arrivati in Senegal e non a Malaga, i 99 migranti hanno cercato di opporsi e di non scendere dall'aereo. Stando alla stessa fonte, a bordo del velivolo c'erano tanti poliziotti quanti erano i migranti. I cittadini senegalesi sono stati rimpatriati ieri sera a Dakar. Martedì, il Marocco aveva già rimpatriato 433 migranti senegalesi che non erano riusciti a raggiungere le isole Canarie. Il Senegal e la Mauritania sono le principali località di partenza per i migranti africani che sperano di raggiungere l'Europa. (Immigrazione,  01/06/06)

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1.500 clandestini fermati in 3 giorni (Basilicatanet/Ansa, 23/05/06)

Oltre 1.500 clandestini che volevano raggiungere l'arcipelago spagnolo delle Canarie sono stati arrestati negli ultimi 3 giorni in Senegal. Nell'operazione combinata di polizia, gendarmeria e Marina sono stati arrestati anche 60 passatori, ai quali e' stata sequestrata una somma di 21 mln di franchi Cfa (circa 32.000 euro),ha annunciato il capo di stato maggiore della Marina senegalese.L'operazione e' stata lanciata dopo un'impennata delle partenze nelle ultime settimane dalle coste senegalesi. (Basilicatanet/Ansa,  23/05/06)

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Premio Artusi a una donna senegalese (Emanuela Citterio, Vita, 23/05/06)

Dopo Muhamad Yunus, il banchiere dei poveri fondatore della Greemen Bank, Alberto Cairo, medico in Afghanistan e la scienziata indiana Vandana Shiva, il premio Artusi 2006 è conferito a una donna africana, la senegalese Julitte Diagne Ciss, animatrice di organizzazioni popolari rurali africane, segretario generale di A.S.D.I (Association Senegalaise pour le Developpement Integre) e custode delle tradizioni alimentari e della biodiversita della regione della Casamance, (Senegal Meridionale). - Il premio Artusi, medaglia d'argento della Presidenza della Repubblica Italiana, viene assegnato ogni anno "a un personaggio internazionale che a qualsiasi titolo si sia distinto per l'originale contributo dato alla riflessione sui rapporti fra l'uomo ed il cibo". La consegna del premio avverra il 18 Giugno 2006 a Forlimpopoli, paese natale del gastronomo romagnolo Pellegrino Artusi. Durante la cerimonia verra proiettato il documentario del regista romano Emilio Navarino "L'essenza della Casamance" (2004) e sarà allestita una mostra fotografica sulla regione lagunare della Casamance e sulle attivita dell'A.S.D.I. di Oussouye, la ONG di cui Diagne Ciss e animatrice. (Emanuela Citterio, Vita, 23/05/06)

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Affaire Habré, ultimo atto? (Peacereporter, 22/05/06)

Dopo più di 15 anni, la vicenda di Hissène Habré potrebbe essere vicina a una svolta decisiva. Il Comitato delle Nazioni Unite contro la Tortura ha infatti chiesto al Senegal di pronunciarsi sulla richiesta di estradizione, presentata dal Belgio, contro l’ex-presidente ciadiano, residente a Dakar dal 1990. O, in alternativa, di giudicarlo per i crimini commessi durante i suoi otto anni di presidenza. Un giorno che milioni di Ciadiani attendevano da tempo. “Per noi è una grande soddisfazione. Nessuno può capire il dolore che ci portiamo dietro dai tempi di Habré”. Parole rese a PeaceReporter da Lazare Djekourninga, vicepresidente della Association Tchadienne pour la Défense et la Promotion des Droits de l'Homme, una delle tante organizzazioni che da anni si battono perché Habré venga processato. Sul passato del Ciad pesano ancora le migliaia di torture, detenzioni e esecuzioni arbitrarie di oppositori politici e persone comuni che Habré, salito al potere nel 1982 grazie a un golpe, avrebbe perpetrato con il decisivo aiuto della Direction de la Documentation et de la Sécurité, il temuto servizio segreto ciadiano. (Peacereporter,  22/05/06)

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Incidente Diouf, Canada non porgera' altre scuse (Corriere della Sera, 14/05/06)

Tarda a chiudersi l'incidente diplomatico tra Canada e Senegal. Il governo canadese non intende porgere nuove scuse all'ex presidente dello Stato africano, Abdou Diouf, ora segretario generale della Francofonia. Questi era stato perquisito dalla polizia al suo arrivo in Nord America, dove si era recato per una conferenza. Il ministero degli Esteri senegalese ha chiesto che sia il premier canadese Stephen Harper a porgere le scuse ma le autorita' di Ottawa ritengono che siano sufficenti quelle gia' espresse dal ministero degli Esteri. (Corriere della Sera,  14/05/06)

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Condannati trafficanti d'uomo (J.M., Vita, 27-03-2006)

Un tribunale della città di Saint Louis (nord del Senegal) ha condannato sette cittadini senegalesi coinvolti in una rete de emigrazione clandestina verso la Spagna. Altri cinque complici, anch'essi pescatori, dovranno passare almeno tre mesi in prigione (ventuno i mesi inflitti con la condizionale). Ousmane Diagne e Meissa Thiuob, entrambi pescatori, sono stati condanni a due anni di carcere, di cui sei mesi fermi e i diciotto restanti con la condizionale. I due trafficanti fanno parte di una rete che avrebbe organizzato inizio marzo la partenza dalle coste senegalesi di una cinquantina di africani, tutti candidati a emigrare in Spagna. Dopo sette giorni passati nell'oceano, gli emigranti clandestini sono stati costretti a tornare su Saint Louis dopo che la loro piroga in legno si era fissurata. Non appena rientrati in terraferma, sono tornati sul mare per giungere fino in Spagna, dove sono stati respinti dalle autorità locali spagnole, le quali li hanno poi consegnato ai loro omologhi senegalesi. Noto per essere un luogo di attrazione turistica e di pesca tradizionale, Saint Louisè anche diventata una zona di partenza per numerosi africani candidati all'emigrazione in Europa. (Joshua Massarenti, Vita,  27-03-2006)

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Ci hanno ammazzati di colera. Il Senegal contro la “monnezza” (D.B., L’Opinione,15-03-2006)

La nettezza urbana capitolina è stata denunciata dallo stato del Senegal all’Organizzazione mondiale della sanità. La notizia è rimbalzata dalle Nazioni Unite dove il Senegal ha chiesto provvedimenti contro il comune di Roma. Per avere con le proprie negligenze causato un’epidemia di colera nella capitale. Insomma un procurato allarme sanitario a causa della disastrosa gestione di un appalto per le pulizie delle strade cittadine. L’ultima, in ordine di tempo, notizia sul tragicomico contenzioso tra l’Ama capitolina e Dakar è questa. Da tempo il Consiglio dei ministri di quel Paese accusava la società capitolina di aver favorito un'epidemia di colera con le sue negligenze operative. Per non parlare del fatto che improvvisamente i soldi di AMA Senegal sono finiti e non si pagano gli stipendi a centinaia di lavoratori africani, mentre mancano all'appello 2,3 milioni di euro per finire la discarica. Tutto cominciò quando AMA acquisì dalla Società Alcyon l’appalto per la gestione dell’igiene urbana nella regione di Dakar. La cessione viene autorizzata dal Governo senegalese dopo che AMA, fin dal 2001, aveva gestito una parte del contratto. Alcyon, una società svizzera, si era aggiudicata il contratto, nel novembre del 2000, per la durata di 25 anni, a circa 625.000 euro mensili. Tuttavia, già nel corso dell’anno successivo, forse anche a seguito di un cambio di governo, rispetto al pre-contratto dell’anno precedente il nuovo esecutivo senegalese autorizzava l’ingresso, nel raggruppamento Alcyon, di una pattuglia di società: Ama S.p.A., collegata all’ASP di Ciampino e all’AGAC Emilia; la ERECO SA, società di Dakar che gestisce le discariche Provvisorie. Chiudeva l’elenco la SOFRESID SA, del Gruppo francese Bouygues, specializzata nella progettazione e realizzazione degli impianti. L’accordo del 2002 aveva sempre una durata di 25 anni per gli impianti, ma anche di 10 anni per la pulizia e per la raccolta: il controvalore saliva così a 638.000 euro al mese. Subito iniziarono le polemiche: infatti la Alcyon venne accusata, dopo essersi aggiudicata il contratto, di avere favorito il subentro di soggetti che non avevano neppure partecipato alla gara. (…) (Dimitri Buffa, L’Opinione,  15-03-2006)

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