La manna petrolifera una potenziale benedizione.(L.M.Agenzia Fides,30/11/06)
È sempre più vicino lo sfruttamento delle risorse petrolifere di Sao Tomé e Príncipe, uno di più Paesi poveri nel mondo. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale (FMI), dal fondo marino del golfo della Guinea che circonda l'arcipelago, si potrebbero ricavare 30mila barili di greggio al giorno entro il 2013, generando redditi per 92 milioni dollari all'anno. Un buon risultato per un Paese di 1.001 chilometri quadrati con solo 150mila abitanti, un quarto dei quali sono emigrati in Portogallo. Si tratta in effetti di una valutazione piuttosto prudente basata su un costo medio del greggio di 30 dollari al barile, un prezzo non realistico visto che il petrolio si attesta suoi 60 dollari al barile. Finora hanno investito nei campi petroliferi dell’arcipelago la vicina Nigeria e la Shell, il gigante petrolifero anglo-olandese, alle quali si sono aggiunte compagnie petrolifere statunitensi norvegesi e portoghesi. Di recente anche l’Angola ha espresso interesse per la nascente industria del petrolio locale. Il Primo Ministro di Sao Tomé e di Príncipe, Tomé de Vera Cruz, ha annunciato che l'Angola parteciperà allo sfruttamento del petrolio nella Zona Economica Esclusiva, attualmente sfruttata congiuntamente da Nigeria e Sao Tomé. Il governo del piccolo arcipelago quindi sembra intenzionato a evitare di dipendere solo dalle compagnie petrolifere dei Paesi industrializzati, cercando la cooperazione con Angola e Nigeria. l Fondo Monetario Internazionale avverte però che il governo locale deve equilibrare la domanda crescente della popolazione di redditi più elevati con una riforma fiscale, per effettuare una distribuzione più giusta della ricchezza attraverso la creazione di programmi sociali. Il rapporto del FMI suggerisce alle autorità dell’arcipelago di usare la rendita petrolifera per garantire l’esecuzione dei programmi di riduzione di povertà, rinforzando lo sviluppo di settori economici che non dipendendo dal petrolio, in modo da raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio fissati dalle Nazioni Unite entro il 2015. (L.M.Agenzia Fides 30/11/06)
Il presidente uscente del piccolo arcipelago di Sao Tome Principe, Fradique de Menezes, avrebbe ormai praticamente vinto le elezioni presidenziali tenute ieri: lo ha annunciato in mattinata alla stampa il presidente della Commissione elettorale nazionale (Cen) José Carlos da Costa Barreiros, precisando che con solo 500 schede ancora da scrutinare de Menezes è in testa con 34.867 voti, ovvero il 60,03% delle preferenze, contro i 22.246 voti (il 38,5%) del suo principale avversario Patrice Trovoada. Al terzo posto con soli 340 voti (lo 0,59% delle schede) si è piazzato l’uomo d’affari e candidato indipendente Nilo Guimarães. Il presidente della commissione elettorale ha precisato inoltre che l’affluenza alle urne dei quasi 91.000 aventi diritto è stata del 63,42% e che quasi il 37% dei votanti si è astenuto.
(MZ, Misna, 31/07/06)
Il partito del presidente vince le elezioni (Agr/Corriere della Sera, 19-04-2006)
Il Movimento democratico delle forze del cambiamento (Mdfm), partito del presidente Fradique de Menezes, ha ufficialmente vinto le elezioni generali a Sao Tome' e Principe. I risultati definitivi, pubblicati dal Tribunale costituzionale, confermano i risultati del voto celebrato il 26 marzo e il 2 aprile: l'Mdfm ha ottenuto 23 dei 55 seggi che compongono l'Assemblea nazionale, strappando la maggioranza relativa al Movimento di liberazione di Sao Tome' e Principe (Mlstp), ex partito unico, fermo a 20 seggi. L'Azione democratica indipendente (Adi) ha ottenuto 11 seggi; il Novo Rumo (Nuova direzione) ne ha conquistato uno.
(Agr/Corriere della Sera,
19-04-2006)
Partiti chiedono annullamento delle elezioni (Peacereporter, 30-03-2006)
Quattro piccoli partiti hanno protestato davanti al Tribunale costituzionale di Sao Tomé e Principe per chiedere l'annullamento delle elezioni legislative di domenica nell'arcipelago e denunciare la compravendita di voti. "Hanno chiesto l'annullamento - ha detto il presidente della Commissione elettorale nazionale Josè Carlos Barreiros - a causa del 'bagno'". Il 'bagno' è il nome che i saotomensi danno alla pratica di distribuire doni, in natura o denaro, da parte dei partiti politici agli elettori. (Peacereporter,
30-03-2006)
Oggi si vota per legislative (TicinOnLine, 26-03-2006)
Sono 79.000 gli elettori chiamati oggi alle urne nell'arcipelago di Sao Tomé e Principe per le elezioni legislative, a turno unico, nelle quali si gioca anche l'importante partita delle risorse petrolifere del paese. La situazione è sostanzialmente calma anche se a taluni seggi sono state organizzate proteste popolari che miravano ad attirare l'attenzione su problemi locali. Non è in questione, invece, l'assetto democratico del paese, anche se tre anni fa c'è stato un tentativo di colpo di stato militare. La campagna elettorale, che si è svolta senza incidenti, è stata centrata sul petrolio, argomento particolarmente delicato sia perché c'è da decidere la strategia dello sfruttamento delle riserve, sia perché ingenti capitali hanno cominciato ad affluire con la firma, nel 2005, dei primi contratti. I principali partiti, secondo gli osservatori, sarebbero stati aiutati, durante la campagna elettorale, dai paesi interessati ad acquisire porzioni del patrimonio petrolifero. Nonostante l'inizio, senza incidenti, di quella che è stata chiamata l'"avventura petrolifera" di Sao Tomé e Principe, la popolazione locale, essenzialmente impiegata nei lavori rurali, è ancora povera e tutto sommato scettica circa le prospettive di grandi cambiamenti. Su dieci partiti sono tre i potenziali aspiranti al futuro governo della ex colonia portoghese: il Movimento di Liberazione di Sao Tomé e Principe, l'ex partito unico che ora è al potere e detiene 24 seggi sui 55 del parlamento; il
Movimento Democratico delle Forze per il Cambiamento, cui appartiene il presidente della repubblica in carica e che è il principale partito dell'opposizione;
l'Azione Democratica Indipendente. (TicinOnLine,26-03-2006)