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RD CONGO 1 - NOTIZIE  dal 01-01 al 30-06-2006
clicca qui per il RD Congo 2 (dal 1 lug al 31 dic 2006)

Nord Kivu: nuovi scontri a ridosso di frontiera con Uganda e Rwanda (MZ, Misna, 05/12/06)

L'Unicef interviene per il rilascio dei bambini arrestati nelle strade (Unicef, 04/12/06)

Prime forze Ue per elezioni, tra le tensioni (Reuters, 07/06/06)

Consegna dell'ospedale al governo del Congo (China Radio International, 07/06/06)

Si moltiplicano le marce a sostegno delle elezioni (Fomeka, 07/06/06)

Via libera UA a contingente in vista elezioni (Adnkronos/Dpa-Metronews, 03/06/06)

Germania partecipa a missione militare europea (Swissinfo, 01/06/06)

Crimini di guerra: rinviata udienza all'Aja per timori sicurezza testimoni (EB, Misna, 01/06/06)

Sei caschi blu nepalesi presi in ostaggio da guerriglieri (TicinOnLine, 29/05/06)

Comunità internazionale denuncia manipolazione su presunto "golpe" (EB, Misna, 26/05/06)

Ituri: migliaia di sfollati per operazione contro “ultimi” ribelli (EB, Misna, 26/05/06)

Kinshasa: polizia circonda abitazioni candidati alla presidenza (MZ, Misna, 24/05/06)

30 stranieri arrestati, accusati di preparare golpe (Age, 24/05/06)

Missione militare, governo invierà 780 unità (PeaceReporter, 17/05/06)

Arrestato leader ribelle (Peacereporter, 17/05/06)

Leader delle milizie Mai Mai si consegna alle Nazioni Unite (Peacereporter, 12/05/06)

Dieci i minorenni nel braccio della morte (Quaderniradicali, 12/05/06)

Scorribande ribelli allontanano la pace (Peacereporter, 11/05/06)

Chiesta “tolleranza zero” per violenze soldati governativi su civili (FB, Misna, 11/05/06)

Via libera al rimpatrio dal Sudan meridionale di un gruppo di Congolesi (Aise, 09/05/2006)

Elezioni: Unione europea, "basta rinvii" (BF, Misna, 05-05-2006)

RDC accusa Uganda di invasione - Onu conferma (AGI, 29-04-2006)

Elezioni: esperti internazionali mettono in guardia contro "passi falsi" (FB, Misna, 28-04-2006)

Onu indaga sugli scontri tra esercito congolese e ugandese (Peacereporter, 27-04-2006)

Affonda traghetto con 160 a bordo. Decine di morti (RadioCapital, 19-04-2006)

Kampala chiede di sconfinare in Congo per caccia a ribelli lra, (FB, Misna, 19-04-2006)

L’ora della verità (Peacereporter, 15-04-2006)

Truppe congolesi e Caschi Blu lanciano offensiva nel Kivu (Peacereporter, 13-04-2006)

Arrestati due attivisti anti-corruzione (LL, Misna, 12-04-2006)

Più di 1.400 Caschi Blu per vigilare sulle elezioni (PeaceReporter, 12-04-2006)

Bukavu: vescovo ausiliare esprime la sua forte preoccupazione (LM, Fides, 11-04-2006)

Bukavu: assassini e impunità (VGL/Fomeka, 08-04-2006)

Bukavu: gravi disordini, si spara e si uccide (Fomeka, 07-04-2006)

Ridotti a 32 i candidati alla presidenziale (L.M., Agenzia Fides, 06-04-2006)

Maltrattamenti sui bambini accusati di stregoneria (Peacereporter, 05-04-2006)

Elezioni: preoccupazione tra gli osservatori internazionali (Peacereporter, 04-04-2006)

Al voto senza l'oppositore Tshisekedi (J.M., Vita, 03-04-2006)

MSF lancia allarme malnutrizione (Corriere della Sera, 31-03-2006)

Amnesty: ribelli "arruolano" bambini soldati (La Repubblica, 31-03-2006)

Bambini-soldato, ancora troppi arruolati (LM, Misna, 30-03-2006)

Migliaia di civili in fuga dai combattimenti nell'Ituri (Peacereporter, 30-03-2006)

I Vescovi una Corte penale internazionale per il Congo (L.M., Agenzia Fides, 29-03-2006)

Scontri esercito e ribelli: migliaia di abitanti in fuga dagli (Peacereporter, 29-03-2006)

Sarà posticipata la data delle elezioni (Peacereporter, 28-03-2006)

Visita di Annan in RD Congo, tra le proteste contro Kabila (RadioVaticana, 23-03-2006)

Per le elezioni, Kinshasa apre la porta ai militari europei (EuroNews, 22-03-2006)

Sicurezza a rischio in vista delle prossime elezioni (B.G., WarNews, 21-03-2006)

Kofi Annan visiterà missione Monuc (Vita, 21-03-2006)

Giunto all’Aia Thomas Lubanga (Reuters/Libération, 18-03-2006)

Elezioni: UE invia Solana per preparare missione militare (LM, Misna, 17-03-2006)

Capo ribelle dell’Ituri trasferito all’Aja (M.Z., Misna, 17-03-2006)

R.D.Congo/Italia - Dopo 45 anni, risarcite famiglie aviatori uccisi in Congo (La Gazzetta del Mezzogiorno, 16-03-2006)

Sospetti casi di ebola nel nord del paese (M.Z., Misna, 14-03-2006)

Appello quaresimale del card. Etsou per la RTV di Kinshasa (Fides, Mancini/RadioVaticana, 10-03-2006)

Uragano devasta il centro urbano, 4 morti. Abitazioni private del tetto (Fomeka, 09-03-2006)

Ancora lotta alle milizie ribelli (O.P., WarNews, 08-03-2006)

L’UE invia Javier Solana per informazioni (Euronews, 08-03-2006)

“Una svolta per il Congo”: così i vescovi alle elezioni di giugno (F. S., Radio Vaticana, 06-03-2006)

“Due pesi due misure” della banca mondiale? (E.B., Misna, 03-03-2006)

Ituri: sospese operazioni militari per ammutinamento soldati (M.Z., Misna 02-03-2006)

Ituri: operazioni militari - Centinaia di civili in fuga (Peacereporter, 02-03-2006)

Epidemia di colera: 14 morti e 1185 infetti (Peacereporter, 01-03-2006)

Ituri: violenti scontri, esercito e caschi blu contro ribelli (E.B., Misna, 01-03-2006)

Premio unicef assegnato a Colette Kitoga Habanawema (Europa Cristiana, 27-02-2006)

Il Parlamento adotta la legge elettorale (J.M, vita.it, 22-02-2006)

Nuova Costituzione (E.B., Misna, 21-02-2006)

Promulgata nuova Costituzione (M.Z., Misna, 18-02-2006)

Denuncia deii Superiori Congregazioni religiose del Katanga (L.M., Agenzia Fides, 17-02-2006)

Oltre 25 milioni Congolesi registrati per le elezioni (L.M., Fides, 15-02-2006)

Allo studio forza di pace europea in vista delle elezioni (E.B., Misna, 15-02-2006)

Migliaia in fuga dal Kivu settentrionale (Vita.it, 10-02-2006)

Kabila si candida per le elezioni (J.M., Vita.it, 07-02-2006)

Scheda: l’Est del Congo (L.M., Fides, 07-02-2006)

Querela contro il Rwanda rigettata dalla giustizia internazionale (J.M., vita.it, 04-02-2006)

Nuovo attacco nell’est, a Rutshuru (M.Z., Misna, 30-01-2006)

Invio soldati europei per garantire processo elettorale? (J.M., vita.it, 26-01-2006)

Rabbia popolare contro esercito congolese (J.M., vita.it, 24-01-2006)

Il card. Etsou condanna l’uccisione dei caschi blu (L.M., Fides, 24-01-2006)

Uccisi 8 caschi blu nell'Est (B.L., Avvenire, 24/01/2006)

Anche il Katanga in preda alla violenza (J.M., Vita, 23-01-2006)

Aiutare i gorilla riciclando cellulari (A.Mu., Corriere della Sera, 23-01-2006)

Rutshuru: è ancora guerra (Fomeka, 20-01-2006)

Ituri: vittime violenze avranno “voce” davanti a CPI (E.B., Misna, 20-01-2006)

Ituri: miliziani uccisi in scontri con esercito e forze onu (EB, Misna, 19-01-2006)

E' nata una ''milizia contadina'' nell'est del paese (Peacereporter, 18-01-2006)

La nuova Costituzione passa con l'84,3% dei voti (C.B., Vita, 12-01-2006)

La guerra più sanguinosa dal 1945 (Nuovi Mondi Media, 10-01-2006)

Oltre 120mila gli sfollati nel Katanga (L.M. Agenzia Fides 09-01-2006)

Sud-Kivu: pellegrinaggio per ricordare strage ottobre scorso (Fomeka, 04-01-2006)

Etienne Tshisekedi partecipera alle elezioni (AFP, trad. Africa, 03-01-2006)

ONU: sanzioni contro milizie armate in RDC (Misna, 02-01-2006)

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Nord Kivu: nuovi scontri a ridosso di frontiera con Uganda e Rwanda (MZ, Misna, 05/12/06)

Nuovi combattimenti tra l’esercito regolare congolese e i militari dissidenti legati al generale disertore Laurent Nkunda sarebbero esplosi oggi nei pressi di Runyoni, una località circa 50 chilometri a nord di Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu, nell’est della Repubblica democratica del Congo. Lo riferiscono fonti giornalistiche internazionali, precisando che gli uomini di Nkunda avrebbero lasciato questa mattina i loro nascondigli nel Parco del Virunga per lanciare un nuovo attacco contro la città di Bunagana, a ridosso del triplice confine tra Congo, Uganda e Rwanda e scontrandosi, all’altezza di Runyoni (distante solo qualche chilometro da Bunagana) con le forze dell’esercito regolare congolese. Secondo le informazioni in circolazione, i militari dissidenti di Nkunda sarebbero riusciti a prendere il controllo di Runyoni, mentre i soldati governativi avrebbero preferito ripiegare su Bunagana, in attesa di rinforzi. Non vi sono ancora bilanci ufficiali su questi nuovi combattimenti, ma fonti locali hanno riferito all’agenzia francese ‘Afp’ di “numerosi morti”, senza fornire tuttavia alcuna cifra. Fonti della MISNA contattate sul posto hanno confermato le notizie relative agli scontri, ma non sono state in grado di fornire per il momento ulteriori particolari. Migliaia di persone avrebbero già abbandonato la zona e sarebbero al momento in fuga verso Rutshuru, dove, fanno sapere fonti della MISNA, la situazione umanitaria rischia di aggravarsi seriamente, dal momento che il piccolo centro abitato ospita già oltre 10.000 sfollati, causati dall’operazione militare lanciata a fine novembre in questa stessa zona dagli uomini di Nkunda. In quell’occasione i ribelli erano arrivati fino a Sake, una ventina di chilometri da Goma obiettivo finale di Nkunda e dei suoi uomini, ma l’intervento dell’esercito congolese e dei caschi blu della Missione Onu in Congo (Monuc) li aveva respinti nuovamente verso la foresta. (MZ, Misna,  05/12/06)

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L'Unicef interviene per il rilascio dei bambini arrestati nelle strade (Unicef, 04/12/06)

L'UNICEF è intervenuto con le autorità congolesi per proteggere il rilascio di 143 bambini di strada arrestati e detenuti l'11 novembre a Kinshasa dopo una retata avvenuta a seguito di alcuni scontri tra i giovani e la polizia. I 110 bambini e le 43 bambine di età compresa tra i 2 e i 17 anni, sono stati rilasciati in presenza dell'UNICEF e delle autorità del Ministero degli Affari Sociali nel pomeriggio del 15 novembre, per poi essere trasferiti in luoghi sicuri. Il rilascio è stato ottenuto dopo le pressioni dell'UNICEF e della MONUC (la Missione ONU in Congo) presso il Ministero degli Interni, della Sicurezza e della Decentralizzazione territoriale. Dei 143 bambini rilasciati, 6 sono tornati in famiglia, mentre 137 sono stati trasferiti in Centri di accoglienza per bambini di strada. Le ricerche dei genitori o dei parenti saranno condotte il più rapidamente possibile e coloro che non potranno essere riunificati rimarranno in affidamento presso i Centri in attesa di trovare le soluzioni più adatte. L'UNICEF, che coordina le attività delle Organizzazioni non governative (ONG) nazionali e internazionali quali Save the Children e Medecins du Monde, ha messo in evidenza la professionalità delle ONG locali (REJEER, ORPER, PEKABO, AED, MOJE e OSEPER) nella messa in opera di soluzioni reali per questi bambini. L'UNICEF riafferma la sua disponibilità a supportare il Governo congolese nel trovare soluzioni sostenibili ai problemi dei bambini di strada (circa 25.000 nella sola Kinshasa) e invita i politici ad evitare di coinvolgere i bambini in manifestazioni politiche che li mettano in pericolo. A questo proposito, l'UNICEF afferma che la famiglia è il luogo più adatto per i bambini e invita i genitori, le famiglie e la comunità a garantire loro la migliore protezione possibile. (Unicef, 04/12/06)

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Prime forze Ue per elezioni, tra le tensioni (Reuters, 07/06/06)

In Congo sono sbarcate le prime unità avanzate della forza europea incaricata di aiutare la polizia congolese nelle operazioni di sicurezza per le storiche prossime elezioni, dopo gli avvertimenti lanciati dagli osservatori sulle tensioni che potrebbero compromettere il risultato dell'urna. Il voto, previsto per il 30 giugno, sarà la prima consultazione libera e regolare nella Repubblica democratica del Congo da 40 anni. Ma la sua preparazione è stata adombrata dal boicottaggio dell'opposizione e dai combattimenti che sono proseguiti nell'est del paese. Dovrebbero essere 16 i paesi della Ue che contribuiranno alle truppe e all'equipaggiamento necessari per aiutare a mantenere l'ordine durante le elezioni, in una missione che porterà 450 soldati in territorio congolese e più di 1.000 militari in rinforzo nei paesi confinanti. "La gente ha cominciato ad arrivare", ha detto oggi il portavoce delle forze Ue, il tenente colonnello Alexandre de Bordelius. La forza avrà un ruolo da deterennte contro ogni tentativo di sabotaggio delle elezioni, e interverrà solo su richiesta dell'Onu, che al momento ha quasi 17.000 uomini e poliziotti sul territorio. Una missione di peacekeeping dell'Onu da un miliardo di dollari all'anno sta cercando di pacificare la zona est del paese, dove gruppi della milizia sono ancora operativi. La comunità internazionale sta spendendo più di 400 milioni di dollari per queste elezioni. I collaboratori delle agenzie di assistenza dicono che più di 1.000 persone all'anno muoiono ogni giorno in Congo, la maggior parte per malattia e fame, fenomeni legati alla guerra. A questi vanno aggiunti i quattro milioni che sono stati uccisi dall'inizio del conflitto, che è scoppiato nel 1998. Riguardo al processo elettorale, i dibatti politici e i media del Congo sono sempre più dominati da attacchi personali e accuse tra partiti e candidati. (Reuters,  07/06/06)

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Consegna dell'ospedale al governo del Congo (China Radio International, 07/06/06)

Il 6 giugno il Governo cinese ha ufficialmente consegnato al Governo del Congo democratico l'Ospedale-Policlinico di Ndjili costruito con l'aiuto della Cina. Il vice Presidente del Paese Abdoulaye Yerodia Ndombasi ha presenziato alla cerimonia di consegna. Durante la cerimonia, Yerodia ha detto che attualmente l'Ospedale-Policlinico di Ndjili è il più grande in Congo democratico, ed è dotato di attrezzature e strumentazioni moderne complete. Egli ha aggiunto che l'assistenza cinese è basata sull'amicizia fraterna, invece sugli interessi commerciali. (China Radio International,  07/06/06)

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Si moltiplicano le marce a sostegno delle elezioni (Fomeka, 07/06/06)

La popolazione riafferma il proprio sì al voto e alla conclusione della transizione in armonia con quanto sinora attuato per la pacificazione della Repubblica democratica del Congo. È quanto ampiamente dimostrato dalle marce pacifiche attuate in molte delle città chiave dell’ex-Zaire negli ultimi giorni. Una chiara risposta al riproporre, da parte di alcuni leader politici e religiosi, una rimessa in discussione del percorso già fatto dalla transizione e che impedirebbe le elezioni legislative infine fissate per il 30 luglio prossimo. Dopo la marcia di Bukavu, giovedì scorso è scesa in piazza la città di Butembo (Nord-Kivu) e, nella giornata di sabato nella vicina Beni, che ha mostrato una grande organizzazione e determinazione nel richiedere le elezioni. Non ha voluto rimanere in silenzio nemmeno Kisangani (Provincia Orientale) dove anche alcuni sacerdoti hanno preso parte alla manifestazione. - Per quanto riguarda i sostenitori della necessità di una riapertura dei negoziati e del processo di transizione, sostenuta in varie forme dai leader politici autoesclusisi da quella inaugurata il 30 giugno 2003, il partito Udps di Etienne Tshisekedi ha raccolto qualche migliaio di sostenitori a Kinshasa per dare forza alla propria posizione. - Decisamente variegata la posizione all’interno della Chiesa. Da un lato vi sono le tesi di monsignor Laurent Monsengwo Pasiniya, arcivescovo di Kisangani e Presidente della Conferenza episcopale congolese (Cenco), favorevole a una ridiscussione delle procedure e di fatto allineate a quelle dell’Udps. Dall’altro la volontà espressa da molti altri leader religiosi, cattolici e non, di portare a conclusione la transizione in armonia con i lunghi negoziati che, dopo aver richiesto oltre 5 anni, seppure con un ritardo di un mese oltre il tempo limite stanno dando la possibilità di mettere fine ad 8 anni di guerra costati la vita a non meno di 4 milioni di civili. (Fomeka,  07/06/06)

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Via libera UA a contingente in vista elezioni (Adnkronos/Dpa-Metronews, 03/06/06)

L'Unione africana ha dato oggi il via libera al dispiegamento in Congo di una missione di monitoraggio, composta da personale militare, in vista delle elezioni del prossimo 30 luglio. In un comunicato del Consiglio di Pace e Sicurezza dell'organismo panafricano, riunitosi oggi nel quartier generale di Addis Abeba, vengono inoltre sottolineati gli sforzi messi in campo dalle autorita' di Kinshasa "per creare le condizioni necessarie per un corretto svolgimento delle operazioni di voto e per una rapida conclusione del periodo di transizione". (Adnkronos/Dpa-Metronews,  03/06/06)

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Germania partecipa a missione militare europea (Swissinfo, 01/06/06)

La Camera dei deputati tedeschi (Bundestag) ha approvato oggi a Berlino l'invio di 800 soldati tedeschi in Congo nell'ambito della missione dell'Ue che garantirà la sicurezza nelle prime elezioni democratiche dopo decenni nello Stato dell'Africa centrale. La missione è stata approvata con 440 voti favorevoli e 135 contrari, per una durata massima prevista in sette mesi. In tutto saranno circa 2.000 soldati dell'Ue. (Swissinfo,  01/06/06)

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Crimini di guerra: rinviata udienza all'Aja per timori sicurezza testimoni (EB, Misna, 01/06/06)

La necessità di garantire ulteriori misure di sicurezza a vittime e testimoni di crimini di guerra nella Repubblica democratica del Congo ha provocato il rinvio della seconda apparizione dell’ex-capo ribelle Thomas Lubanga davanti ai giudici della Corte penale internazionale dell’Aja (Cpi): lo ha detto il procuratore Luis Moreno Ocampo incontrando i giornalisti. La cosiddetta udienza di conferma – relativa alle accuse per le violenze contro i civili nella regione nord-orientale dell’Ituri - era stata fissata a fine giugno: “La Procura – ha spiegato Moreno Ocampo – ha chiesto un rinvio a causa della necessità di assicurare misure di sicurezza più adeguate per le vittime e i testimoni”. Lubanga, 45 anni, è il primo detenuto presso la Cpi, l’unico tribunale mondiale con competenze relative a violazioni dei diritti umani e genocidio, istituito nel luglio 2002. L’ex-capo ribelle, arrestato in Ituri nel 2005, è stato trasferito all’Aja lo scorso 20 marzo, dove tra l’altro gli sono state contestate accuse di reclutamento di bambini-soldato. Testimoni oculari della MISNA confermano di aver visto ragazzini e bambini tra le fila dei suoi miliziani, in particolare nel capoluogo Bunia nel giugno 2003, quando Lubanga – all’epoca capo dell’Unione patrioti congolesi (Upc), una formazione legata alla comunità Hema - prese il controllo del capoluogo dell’Ituri malgrado la presenza di circa 700 ‘caschi blu’ uruguayani della missione di pace dell’Onu. Il suo è uno dei numerosi gruppi armati attivi nel nord-est del Congo nel periodo della guerra 1998-2003, che in quell’area secondo fonti umanitarie ha provocato circa 50.000 vittime e mezzo milione di sfollati. Anche dopo l’accordo di pace, gruppi ribelli sostenuti da Uganda e Rwanda sono rimasti attivi soprattutto per difendere lo sfruttamento illegale delle ricche risorse minerarie. La missione Onu (Monuc) ha disarmato migliaia di ribelli, ma un numero impreciso è ancora attivo, come conferma il sequestro di questi giorni di sette soldati nepalesi del contingente internazionale. (EB, Misna,  01/06/06)

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Sei caschi blu nepalesi presi in ostaggio da guerriglieri (TicinOnLine, 29/05/06)

Sei caschi blu nepalesi dell'ONU sono stati catturati nella parte nord-orientale della Repubblica democratica del Congo da guerriglieri, che ora vogliono un riscatto per la loro liberazione. Lo hanno riferito fonti dell'ONU e locali. I sei nepalesi sono stati catturati ieri durante un'operazione militare dei caschi blu nella turbolenta regione dell'Ituri, che con le sue ricchezze minerarie (oro, uranio, coltan, diamanti, petrolio) fa gola a grandi poteri regionali e internazionali che si servono di milizie per occupare aree strategiche. Secondo fonti anonime, la missione delle Nazioni unite in Congo ha già contattato la milizia che tiene in ostaggio i peacekeepers. Sono circa 16'000 i militari dell'ONU nel Paese. (TicinOnLine,  29/05/06)

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Comunità internazionale denuncia manipolazione su presunto "golpe" (EB, Misna, 26/05/06)

La comunità internazionale deplora “le recenti manovre” di agenti dei servizi di sicurezza “nei confronti di alcuni candidati politici e di certe personalità politiche” e “denuncia lo sfruttamento politico di un sedicente tentativo di golpe” in un comunicato dai toni duri – ricevuto dalla MISNA - del cosiddetto ‘Comitato internazionale di accompagnamento della transizione’ (Ciat), composto da rappresentanti di Onu, Unione Africana ed Europea e paesi del continente, che esprime inquietudine per il clima politico nella Repubblica democratica del Congo a due mesi dalle elezioni. Mercoledì scorso il ministro dell’Interno e un portavoce governativo avevano annunciato l’arresto di 32 “mercenari stranieri” – sudafricani, nigeriani e statunitensi - accusati di destabilizzare il paese e tramare un colpo di Stato; l’episodio, smentito dall’ambasciata della Nigeria e del Sudafrica, si è poi ridimensionato in uno scenario di confusione ed elementi contrastanti. Nelle stesse ore, dopo una manifestazione pacifica organizzata da alcuni partiti, le forze di sicurezza avevano bloccato nelle loro case senza preavviso quattro candidati alle presidenziali, adducendo non meglio chiari “motivi di sicurezza”. Di fronte a questi episodi, il Comitato internazionale ha espresso la sua inquietudine “di fronte a manipolazioni, intimidazioni e menzogne che prevalgono rispetto al dibattito politico e democratico”. Nel documento, un appello viene rivolto affinchè siano rispettate “le libertà d’espressione e di riunioni pubbliche”. Per garantire la stabilità sul territorio congolese durante il periodo elettorale, il Gabon ospiterà temporaneamente 1.100 soldati europei del contingente ‘EuroforRdCongo’ – di cui la metà francesi, già di stanza in Mali, e tedeschi – pronti a intervenire in Congo in caso di necessità. (EB, Misna,  26/05/06)

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Ituri: migliaia di sfollati per operazione contro “ultimi” ribelli (EB, Misna, 26/05/06)

Sarebbero almeno 10.000 gli sfollati a causa dell’offensiva contro uno degli ultimi gruppi ribelli lanciata dall’esercito governativo con l’appoggio dei ‘caschi blu’ nel nord-est della Repubblica democratica del Congo. Lo si apprende da fonti dell’Ufficio umanitario dell’Onu (Ocha) nel capoluogo Bunia. Secondo il responsabile Modibo Traoré, i civili costretti a fuggire dalle proprie abitazioni, sarebbero radunati “in piccoli gruppi e sono stati facilmente identificati dagli elicotteri” della missione di pace dell’Onu (conosciuta con l’acronimo Monuc). L’ennesimo esodo – in una regione dove dal 1999 la guerra ha provocato secondo stime diffuse circa 50.000 morti e mezzo milione di sfollati – sarebbe iniziato un paio di settimane fa, in coincidenza con l’avvio di un’operazione armata nella zona di Tchei, una sessantina di chilometri a sud di Bunia e non lontano dal Lago Alberto, che segna il confine naturale con l’Uganda. Alcune migliaia di soldati governativi – con l’appoggio di mezzi militari della Monuc - stanno cercando di disarmare un numero imprecisato di ribelli del ‘Movimento rivoluzionario congolese’ e del ‘Fronte di resistenza patriottica in Ituri’ (Frpi), che non hanno ancora deposto le armi a differenza di altre formazioni anti-governative. Da anni questi gruppi garantiscono lo sfruttamento illegale delle risorse minerarie della regione, controllato in particolare da Uganda e Rwanda e più volte denunciato in rapporti dell’Onu. (EB, Misna, 26/05/06)

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Kinshasa: polizia circonda abitazioni candidati alla presidenza (MZ, Misna, 24/05/06)

È polemica a Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo, per la decisione delle autorità cittadine di dispiegare la polizia intorno alle abitazioni di un numero ancora imprecisato di candidati (almeno 4)alle prossime elezioni presidenziali. Le autorità hanno fatto sapere che la misura è stata decisa per garantire l’incolumità dei candidati – tra i 4 figurano Roger Lumbala del partito Rcd-N, Joseph Olenga Nkoy del Fonus, Mboso Kodia del Crd e Anatole Matusila indipendente – ma dai microfoni di alcune emittenti radiofoniche cittadine i politici in questione, contattati telefonicamente,si sono detti “prigionieri” delle istituzioni, hanno rigettato la misura definita “dittatoriale” e hanno sottolineato il clima di insicurezza crescente in vista dell’appuntamento con le urne. Secondo le informazioni che arrivano da Kinshasa, la polizia nazionale incaricata di sorvegliare le residenze dei 4 politici in questione non avrebbe fatto entrare e uscire nessuno dalle abitazioni interessate. Fonti locali fanno sapere alla MISNA che i quattro sono tutti in qualche modo coinvolti nella manifestazione pacifica tenuta questa mattina nella capitale congolese per chiedere la sospensione del processo di transizione, il rinvio delle elezioni e la convocazione di un dialogo nazionale tra tutti i partiti politici e la società civile per scrivere le regole del nuovo Congo. (MZ, Misna, 24/05/06)

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30 stranieri arrestati, accusati di preparare golpe (Age, 24/05/06)

La Repubblica Democratica del Congo ha reso noto di aver arrestato 30 stranieri, compresi nigeriani, statunitensi e sudafricani, accusati di stare preparando un colpo di stato. "Almeno 30 persone, che affermano di lavorare per una compagnia di sicurezza, sono state arrestate. Le nostre informazioni indicano che in realtà avevano altre intenzioni", ha spiegato il portavoce del governo Henri Mova Sakanyi. "Vogliono destabilizzare le istituzioni del Paese, ciò significa un tentativo di colpo di Stato. Sakanyi ha aggiunto che il gruppo è stato arrestato alcuni giorni fa, ma non ha dato altri dettagli oltre al fatto che lavorassero per una società impegnata nella sicurezza. "Sono nigeriani, americani e sudafricani. Verranno processati", ha precisato. (Age, 24/05/06)

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Missione militare, governo invierà 780 unità (PeaceReporter, 17/05/06)

Missione militare in Congo: il governo tedesco rafforza il contingente. Saranno circa 780 e non - come previsto - 500, gli effettivi che la Bundeswehr invierà nel territorio della Repubblica del Congo al seguito della missione europea per il monitoraggio delle elezioni presidenziali di giugno. Fonti del ministero della Difesa parlano di 280 elementi "di supporto", composti da personale sanitario e operatori logistici. (PeaceReporter, 17/05/06)

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Arrestato leader ribelle (Peacereporter, 17/05/06)

Uno dei fondatori di un gruppo ribelle nel nord della Repubblica Democratica del Congo è stato catturato dopo essere stato ferito in uno scontro con l'esercito congolese. Lo ha reso noto la missione delle Nazioni Unite nel Paese. Innocent Kaina, conosciuto con il nome di battaglia 'India Queen' è stato preso durante un'operazione nella giungla del distretto di Ituri e trasferito nella città di Bunia, dove verrà interrogato. (Peacereporter,  17/05/06)

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Leader delle milizie Mai Mai si consegna alle Nazioni Unite (Peacereporter, 12/05/06)

Kyungu Mutanga, uno dei leader delle milizie Mai Mai, i cui guerriglieri avevano agitato una violenta campagna nella regione del Katanga, ricca di minerali, si è consegnato alle forze delle Nazioni Unite, dando il via al processo di disarmo. Dopo gli accordi di pace del 2003, i Mai Mai avevano rifiutato di deporre le armi e avevano continuato ad opporsi alle forze governative provocando lo sfollamento di 100.000 persone. Kyungu Mutanga si è consegnato assieme a 150 seguaci, tra cui molti bambini soldato. 'Ora si attende che anche gli altri guerriglieri aderiscano al processo', ha detto il portavoce delle Nazioni Unite Kemal Saiki. (Peacereporter,  12/05/06)

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Dieci i minorenni nel braccio della morte (Quaderniradicali, 12/05/06)

Sono almeno dieci i minorenni nel braccio della morte della Repubblica Democratica del Congo, in base ad una lettera inviata nel settembre 2005 dalle Nazioni Unite al governo congolese. I funzionari dell’Onu segnalano il prigioniero 15enne Mbeko Banza, uno dei 33.000 bambini-soldato reclutati dal governo per il conflitto 1998-2002 in Congo. Mbeko è stato condannato a morte per omicidio da un tribunale militare, nel maggio 2005, riporta la lettera dell’Onu. Diversi minorenni – spiegano sempre i funzionari Onu - sono prigionieri del braccio della morte perché non sono in grado di dimostrare la loro età e non dispongono dei soldi per pagarsi un’adeguata difesa legale. “In genere si tratta di processi rapidi, senza rispetto per le garanzie degli imputati e delle vittime”, ha detto Daniela Baro, avvocato dell’Onu. (…) In Congo è illegale condannare a morte una persona per crimini commessi ad un’età inferiore ai 18 anni, tuttavia “molti avvocati non sono in grado di dimostrare l’età di un minore per mancanza di risorse, per cui i giudici li processano come adulti”, spiega la Baro. In relazione alla questione dei minori condannati a morte, i funzionari Onu dicono di non aver finora ricevuto alcuna risposta concreta dal Governo della RDC. L’Assemblea Nazionale della RDC, il 10 maggio 2005 ha deciso di cancellare ogni riferimento alla pena di morte dalla bozza di costituzione del paese. Il 17 marzo, il Senato della RDC aveva adottato i 220 articoli del progetto preliminare di nuova costituzione, tra cui uno che prevedeva il mantenimento della pena di morte. L’articolo 15, infatti, recitava tra l’altro che “Nessuno può essere privato della vita se non per omicidio volontario e nelle forme e condizioni previste dalla legge”. L’Assemblea Nazionale ha votato per sopprimere questa previsione e, il 13 maggio 2005, ha finito l’esame di tutti gli articoli della nuova costituzione, la quale entrerà in vigore solo dopo la sua approvazione attraverso un referendum popolare. (a cura di NtC, Quaderniradicali, 12/05/06)

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Scorribande ribelli allontanano la pace (Peacereporter, 11/05/06)

Proseguono le violenze in Congo nonstante il recente disarmo di 15 mila miliziani. Secondo fonti dell'Onu, un gruppo di circa 2000 mliziani si starebbe rendendo protagonista di molteplici e ripetuti attacchi contro l'esercito congolese stanziato in Ituri, nel nord est del Paese. "Non passa un giorno senza che ci sia un attacco. Nella speranza di conquistare terreno, i ribelli, raccolti in piccole unità, assaltano le nostre posizioni isolate", ha dichiarato all'Agence France Press il capitano Olivier Mputu, ufficiale delle Forze Armate Congolesi in Ituri (Fardc). Il bilancio provvisorio dell'ultimo mese parla di un centinaio miliziani morti in scontri con le Fardc, sostenute dai Caschi Blu della missione Onu in Congo (Monuc). Secondo i dati delle agenzie umanitarie che operano sul luogo, dal 1999 le vittime del conflitto in Ituri sarebbero più di 60 mila. (Peacereporter, 11/05/06)

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Chiesta “tolleranza zero” per violenze soldati governativi su civili (FB, Misna, 11/05/06)

La situazione dei diritti umani, nel periodo compreso tra l’aprile e il dicembre 2005, sarebbe migliorata rispetto al 2004, ma esecuzioni sommarie, torture e abusi gravi contro la popolazione civile sono aumentati da parte dalle forze di sicurezza: lo afferma un rapporto pubblicato dalla missione dei ‘caschi blu’ in Congo (Monuc), sostenendo che le operazioni dell’esercito governativo (Fardc) contro i gruppi armati nelle regioni orientali dell’Ituri, del Kivu e del Katanga hanno comportato gravi conseguenze, principalmente sugli abitanti “L’utilizzo quotidiano della violenza fisica contro i civili da parte dei militari è stato osservato ovunque siano stati dispiegati la polizia e l’esercito. Minacce, percosse, arresti sono spesso motivati da tentativi di ottenere denaro, bestiame o risorse minerarie” si legge in una nota della Monuc. Il dipartimento per i diritti umani della stessa missione “continua a ricevere denunce su un vasto numero di violenze sessuali contro ragazze e donne in tutto il paese, per mano di soldati e poliziotti”; Uso eccessivo della forza è imputato alla polizia anche nel reprimere le manifestazioni di matrice politica. La Monuc ha formulato dieci raccomandazioni al governo di transizione, prime fra tutte una “tolleranza zero” di fronte a crimini compiuti dai militari e processi regolari contro i responsabili; “Non devono più sussistere minacce né attacchi contro chiunque voglia liberamente esprimere la sua opinione...a meno che questa non inciti alla violenza”. I candidati alle attese elezioni generali del prossimo 30 luglio sono stati esortati a “mostrare il loro impegno per la difesa dei diritti umani inserendo un apposito capitolo nei loro programmi politici che includa la lotta contro l’impunità, l’intolleranza e la discriminazione”. (FB, Misna,11/05/06)

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Via libera al rimpatrio dal Sudan meridionale di un gruppo di Congolesi (Aise, 09/05/2006)

Nella giornata di oggi l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati darà avvio al rimpatrio, in via straordinaria, di circa 850 rifugiati congolesi da Juba nel Sudan meridionale a Kisangani, nell'area nord orientale della Repubblica Democratica del Congo. L'UNHCR non ritiene che nelle aree di ritorno siano presenti condizioni favorevoli e positive per un ritorno sostenibile e non è nella posizione di fornire alcuna forma di assistenza alla reintegrazione. Tuttavia, l'Agenzia si è resa disponibile a facilitare il rientro di questo specifico gruppo di rifugiati congolesi, fuggiti dai disordini successivi all'indipendenza e al colpo di stato che nel 1965 ha portato al potere Mobutu Sese Seko, nel paese da lui stesso ribattezzato Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo). I rifugiati si erano quindi insediati a Juba, la città che è recentemente diventata la capitale del Sudan meridionale. Questi rifugiati, a causa della loro età avanzata e delle povere condizioni di vita in Sudan, hanno chiesto di essere rimpatriati nella Repubblica Democratica del Congo, pienamente consapevoli della difficile situazione nelle aree di ritorno e del fatto che non sarà loro offerta alcuna forma di assistenza. Il gruppo è stato accuratamente informato, ma resta fortemente determinato a rientrare. Nel complesso, comunque, le condizioni di sicurezza nelle aree di ritorno sono leggermente migliorate. I voli di rimpatrio decolleranno da Juba, in Sudan, nel corso delle prossime settimane. Il volo in programma per oggi porterà a Kisangani i primi 32 rifugiati congolesi. In seguito al loro arrivo, i rifugiati incontreranno gli operatori dell'UNHCR e saranno aiutati a raggiungere i loro villaggi di origine nei pressi di Kisangani. L'UNHCR ha anche allertato le organizzazioni non governative e le agenzie che operano nell'area affinché offrano il loro sostegno e si adoperino per fornire assistenza per la reintegrazione di queste persone. Questo programma pone notevoli difficoltà logistiche. Oltre che a Kisangani, molti rifugiati faranno ritorno in villaggi rurali, tra cui Buta, Aketi, Isiro, Aru e Dungu, situati nella Provincia Orientale - estesa più o meno quanto la Spagna - che può essere raggiunta solo per via aerea, visto che le strade e i ponti sono impraticabili o non esistono del tutto. In preparazione del ritorno, l'UNHCR e i rappresentanti della Commissione Nazionale per i Rifugiati, un organo interministeriale del governo congolese, hanno utilizzato una radio sponsorizzata dalle Nazioni Unite per incoraggiare i residenti a dare il benvenuto alle persone che stanno rientrando dopo quarant'anni di esilio. Inoltre, i residenti sono stati invitati ad aiutare le persone rientrate ad identificare dei loro familiari. (Aise,  09/05/2006)

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Elezioni: Unione europea, "basta rinvii" (BF, Misna, 05-05-2006)

Nessun ulteriore rinvio delle elezioni politiche nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc): lo ha chiesto l’Unione Europea a Kinshasa dopo che, la settimana scorsa, le autorità congolesi hanno pubblicato il nuovo calendario elettorale che sposta al 30 luglio la convocazione al voto. “Questa data dovrebbe essere quella definitiva”, si legge in un comunicato a firma di Javier Solana, Alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell’Ue, da cui si attendono truppe di rinforzo per garantire la sicurezza durante le elezioni. Solana ha inoltre chiesto “all’intera classe politica congolese di intraprendere la campagna elettorale che sta per aprirsi in uno spirito di speranza per la pace e la riconciliazione”. Le elezioni legislative e presidenziali congolesi, passaggio finale per la normalizzazione del paese, uscito nel 2003 da uno sanguinoso conflitto durato cinque anni, avrebbero dovuto svolgersi nel 2005, ma l’appuntamento è stato più volte rimandato, ufficialmente per problemi logistici. L’ultima data, prima dell’attuale, era stata fissata per il 30 giugno prossimo, in coincidenza con la presunta scadenza massima prevista dagli accordi di pace. In occasione del voto, l’Unione Europea si è offerta ad inviare 1450 soldati in appoggio ai 17.000 ‘caschi blu’ della missione Onu in Congo (Monuc). Il contingente europeo, composto con il contribuito di una decina di paesi, resterà al confine della Rdc pronto a intervenire su richiesta dell’Onu. (BF, Misna,  05-05-2006)

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RDC. accusa Uganda di invasione - Onu conferma (AGI, 29-04-2006)

Dopo una verifica sul posto ad opera dei "caschi blu", la missione di pace dell'ONU nella Repubblica Democratica del Congo giudica "attendibile" l'accusa di sconfinamento di truppe dell'esercito dell'Uganda nel territorio nord-orientale congolese. Il governo di Kinshasa ha protestato venerdi' con Kampala, denunciando l'incursione delle truppe ugandesi che hanno sostenuto un combattimento con le forze congolesi mentre erano impegnate nell'inseguimento delle famigerate forze di guerriglia eversive dell'Esercito di Liberazione del Signore. Dopo la verifica, riteniamo attendibili le segnalazioni relative ad incursioni ugandesi" nel Congo, ha dichiarato il portavoce della missione dell'ONU, Kemal Saiki, il quale ha parlato di "concordanza di testimonianze" sulla presenza di militari ugandesi in divisa nelle vicinanze di Aba, cittadina a ridosso della frontiera con Uganda e Sudan. (AGI,  29-04-2006)

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Elezioni: esperti internazionali mettono in guardia contro "passi falsi" (FB, Misna, 28-04-2006)

Le prossime elezioni generali, le prime da oltre 40 anni, suscitano grandi aspettative per la ricostruzione del paese, ma se saranno male organizzate rischieranno di aprire nuovi focolai di conflitto: lo sostiene l’International crisis group (Icg), l’autorevole istituto di ricerca geopolitica con sede centrale a Bruxelles, nel suo studio intitolato “Le elezioni in Congo, fare o rompere la pace”, mettendo in guardia contro eventuali “passi falsi” che potrebbero danneggiare l’ancora fragile assetto politico e sociale del paese. “Esiste la possibilità di frodi, i partiti politici sono deboli e inesperti e il principale schieramento d’opposizione boicotta lo scrutinio” osserva l’Icg; l’insicurezza alimentata dalla persistenza di gruppi armati nell’est e la lentezza della ristrutturazione dell’esercito rappresentano altre cause di rischio per le elezioni “già posticipate per cinque volte e la cui data è ancora incerta”. La comunità internazionale e il governo di transizione sono esortati “ad agire per garantire un accompagnamento adeguato al processo elettorale, altrimenti i congolesi ne soffriranno le conseguenze per molti anni”. Incidenti violenti potrebbero “facilitare irregolarità e amplificare in modo esponenziale le contestazioni dei risultati, rilanciando la lotta per il potere”. Ai partiti l’Icg chiede di “fare ogni sforzo” per assicurare almeno il 20% degli incarichi amministrativi e giudiziari alle donne; alla Commissione elettorale indipendente di “studiare una strategia efficace” per impedire che le milizie nell’est condizionino l’esito della chiamata alle urne. (FB, Misna,  28-04-2006)

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Onu indaga sugli scontri tra esercito congolese e ugandese (Peacereporter, 27-04-2006)

I peacekeepers delle Nazioni Unite in Congo stanno investigando la veridicità di rapporti secondo cui soldati ugandesi sarebbero entrati in Congo alla ricerca di ribelli e si sarebbero scontrati con le truppe congolesi. Le forze di sicurezza di Kinshasa sostengono che i soldati ugandesi hanno ingaggiato battaglia con quelli congolesi vicino al villaggio di frontiera di Aba, nel nord-est del Paese mentre cercavano i ribelli del Lord's Resistance Army (Lra) nascosti nei paraggi. L'esercito ugandese ha smentito il coinvolgimento dei propri soldati negli scontri. Il presidente ugandese Yoweri Museveni ha annunciato il mese scorso che il suo Paese non esiterà ad inviare truppe in Congo nel caso di un attacco da parte dei ribelli del Lra. (Peacereporter,,27-04-2006)

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Affonda traghetto con 160 a bordo. Decine di morti (RadioCapital, 19-04-2006)

E' di almeno venti morti e undici dispersi il bilancio ufficiale dell'affondamento di un traghetto probabilmente sovraccarico nelle acque in tempesta del lago Tanganica, il secondo dell'Africa per ampiezza, che si estende al confine tra la Repubblica Democratica del Congo, il Burundi, lo Zambia e la Tanzania. Stando pero' ad alcuni sopravvissuti citati dall'emittente radiofonica 'Rtnc', le persone affogate ammonterebbero come minimo a settanta. A bordo c'erano in tutto 160 passeggeri e il battello, stipato di bagagli e masserizie, si e' capovolto domenica notte sotto la furia delle raffiche di vento e delle ondate; era diretto da Fizi, nella parte orientale dell'ex Zaire, a Uvira, citta' situata a 120 chilometri di distanza. Il governatore della provincia congolese del Kivu Sud, Deogratias Buhambahmba, ha riferito che ricerche di eventuali superstiti sono tuttora in corso. (RadioCapital,  19-04-2006)

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/Uganda - Kampala chiede di sconfinare in Congo per caccia a ribelli lra, (FB, Misna, 19-04-2006)

Il governo di Kampala ha chiesto oggi al Consiglio di sicurezza dell’Onu la messa a punto di una strategia comune tra i paesi dei Grandi Laghi per eliminare definitivamente l’Esercito di resistenza del signore (Lord’s resistance army, Lra), i ribelli attivi da un ventennio nel nord del paese. “Occorre combinare gli sforzi, col sostegno della comunità internazionale, per disarmare, catturare i capi terroristi dello Lra su cui pesa un mandato di arresto e trasferirli alla Corte penale internazionale (Cpi) dell’Aja” ha detto il ministro della Difesa, Amama Mbabazi. Il rappresentante del governo ugandese ha chiesto che il “piano d’azione comune” includa “un protocollo d’intesa con la Repubblica democratica del Congo, simile a quello già esistente tra il Sudan e l’Uganda che autorizzi le forze ugandesi ad entrare in territorio congolese per perseguire lo Lra”. Questo tipo di operazioni, secondo Mbabazi, “saranno realizzate con la supervisione di organi internazionali come la Monuc”, la missione Onu in ex-Zaire. Non solo: anche la missione Onu in Sudan (Unmis) dovrà essere autorizzata “ad utilizzare ogni mezzo necessario” per fermare i ribelli. La richiesta di Kampala giunge elle stesso giorno in cui la MISNA ha appreso da fonti congolesi che i circa 100 ribelli nordugandesi rifugiatisi nel parco della Garamba, a ridosso del confine col Sudan, nel fine-settimana avrebbero abbandonato la zona, forse trasportati a bordo di alcuni elicotteri; tra loro ci potrebbe essere sarebbe anche Vincent Otti, il braccio destro del capo indiscusso e fondatore dell’Lra, Joseph Kony, ma la notizia non è stata ancora confermata. Nell’operazione sarebbero coinvolti soldati dell’Esercito di resistenza popolare del Sudan (Spla-m), l’ex-gruppo ribelle ora al potere nella regione meridionale del Sudan, e lo stesso governo ugandese, ma la dinamica dei fatti è ancora tutta da chiarire. (FB, Misna, / 19-04-2006)

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L’ora della verità (Peacereporter, 15-04-2006)

Braccati dai soldati congolesi e dai caschi blu della Monuc, impossibilitati a ritornare in Ruanda perché non graditi, e per giunta con il loro leader arrestato in Germania e in odore di essere processato per crimini di guerra. Dura fare i ribelli ruandesi in Kivu: a due anni dalla fine della guerra, e con le elezioni alle porte, del loro disarmo non si hanno notizie. Ribelli delle FdlrNuovi attacchi. Ad inizio settimana l’esercito congolese ha lanciato una nuova offensiva, l’ennesima, contro i ribelli delle Forces Démocratiques de Libération du Rwanda. Con l’aiuto della Monuc, la missione Onu nel Paese, l’obiettivo sarebbe quello di scacciarli dalle loro basi nel Kivu settentrionale, per rendere la zona più sicura in vista delle elezioni (momentaneamente) fissate per giugno. Alla Bbc la Monuc ha confermato che, con l’approssimarsi delle consultazioni, le operazioni contro le Fdlr si intensificheranno. Alle attività militari non sembra però corrispondere un pari sforzo diplomatico per procedere con il disarmo e il rimpatrio dei ribelli, sanciti dagli accordi di Roma di due anni fa. Le autorità ruandesi non ne vogliono sapere di accogliere i ribelli, molti dei quali, a detta di Kigali, sarebbero implicati nel genocidio del 1994. E a Kinshasa, dopo averli armati nel corso della guerra civile, non si è più disposti a sostenere un’alleanza che, con la firma degli accordi di pace, è diventata scomoda. (Peacereporter,  15-04-2006)

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Truppe congolesi e Caschi Blu lanciano offensiva nel Kivu (Peacereporter, 13-04-2006)

Truppe congolesi e caschi blu dell'Onu hanno lanciato una vasta offensiva nel Congo orientale contro postazioni dei ribelli hutu ruandesi. L'operazione nella regione del Nord Kivu è stata messa a punto per mettere fine alle incursioni dei miliziani nei villaggi e coinvolge 700 unità dell'esercito di Kinshasa e un centinaio di peacekeeper dell'Onu. L'obiettivo è quello di pacificare la parte orientale del Paese africano in vista delle elezioni generali del prossimo giugno. (Peacereporter,  13-04-2006)

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Arrestati due attivisti anti-corruzione (LL, Misna, 12-04-2006)

Christian Mounzéo e Brice Mackosso, due attivisti anti-corruzione e per i diritti umani, sono comparso oggi davanti a un giudice istruttorio a Pointe-Noire, importante città portuale del Congo Brazzaville sud-occidentale, che potrebbe confermare il fermo effettuato venerdì scorso dalla polizia. Lo ha detto alla MISNA una fonte vicina ai due attivisti. Coordinatori della sezione congolese della coalizione internazionale ‘Publiez ce que vous payez’ – un gruppo di organizzazioni della società civile e religiose che conducono una campagna per una maggiore trasparenza nella gestione delle risorse dell’industria petrolifera – Mounzéo e Mackosso sono accusati di sottrazione di fondi dalle casse dell’organizzazione non governativa (ong) ‘Rencontre pour la paix et les droit de l’Homme’, diretta dallo stesso Mounzéo. Secondo le fonti della società civile congolesi e di alcune delle ong componenti la ‘Publiez ce que vous payez’, questa presunta scomparsa di fondi potrebbe essere usata dalle autorità di Brazzaville per ostacolare il lavoro degli attivisti nella promozione della lotta contro la corruzione e del buon governo. La Conferenza episcopale del Congo Brazzaville ha chiesto lunedì, con un comunicato, “la liberazione incondizionata e immediata” dei due attivisti “in ragione del carattere arbitrario della loro detenzione”. La fonte locale della MISNA ha precisato che gli agenti di sicurezza avrebbero perquisito le case dei due uomini alla ricerca di armi e di documenti compromettenti la sicurezza dello Stato. (LL, Misna,  12-04-2006)

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Più di 1.400 Caschi Blu per vigilare sulle elezioni (PeaceReporter, 12-04-2006)

Più di 1.400 Caschi blu dovranno essere dispiegati a Katanga, nel sud-est della Repubblica democratica del Congo, per garantire la sicurezza durante le elezioni previste quest'anno. Lo ha comunicato la missione dell'Onu in Congo (Monuc). Il Monuc si è detto soddisfatto dell'autorizzazione data dal Consiglio di sicurezza per il dispiegamento temporaneo in Congo di circa 800 Caschi Blu della missione Onu in Burundi. "Questi rinforzi - un battaglione di fanteria pachistano, un ospedale militare e 50 osservatori - saranno impiegati nel nord e nel centro di Katanga", ha dichiarato il portavoce del Monuc, Madnodje Mounoubai. (PeaceReporter,  12-04-2006)

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Bukavu: vescovo ausiliare esprime la sua forte preoccupazione (LM, Fides, 11-04-2006)

Rimane alta la tensione a Bukavu, capoluogo del Kivu del sud nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), dopo le violenze commesse nei giorni scorsi dai militari dell’esercito regolare contro la popolazione civile. “I tristi avvenimenti che viviamo da tempo nella provincia del Kivu del sud in generale e nell’Arcidiocesi di Bukavu in particolare ci spingono a rivolgere le nostre sincere condoglianze ai familiari delle vittime per chiedere alle autorità politico - militari che hanno il compito di proteggere i beni e le persone” scrive in un comunicato Mons. Mbilizi Muganda, Vescovo ausiliare di Bukavu. “In effetti è scioccante constatare che uomini in uniforme uccidono quotidianamente i nostri compatrioti, senza che alcuno sforzo effettivo venga messo in atto per identificare i criminali e portarli di fronte alla giustizia”. Secondo fonti locali, negli ultimi 10 giorni le violenze commesse dai militari hanno provocato 11 morti. La popolazione locale ha iniziato a protestare pacificamente per chiedere la fine delle violenze e la messa in giudizio dei colpevoli. (…) Oggi, 10 aprile, i rappresentanti della società civile di Bukavu hanno indetto una giornata di protesta con la chiusura di uffici e negozi, e hanno chiesto un incontrato urgente con i responsabili militari e politici, e i rappresentanti della MONUC (Missione delle Nazioni Unite in Congo) per mettere fine alle violenze contro la popolazione civile. (LM, Fides,  11-04-2006)

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Bukavu: assassini e impunità (VGL/Fomeka, 08-04-2006)

La notte scorsa a Muhungu (Bukavu, est dell’RDCongo) uomini in uniforme hanno assaltato la casetta del calzolaio, che è anche impegnato nella locale parrocchia Mater Dei. Gli hanno spaccato il petto con le pallottole perchè non aveva i soldi mentre la moglie, ferita ad un ginocchio e in altre parti del corpo, è stata lasciata tramortita, a terra, in una pozza di sangue, vicino al cadavere del marito. La gente del quartiere ha subito reagito, ma gli assalitori hanno sparato in aria e sono fuggiti. I giovani hanno eretto delle barriere sulle strade perché nessuno osasse rivenire. I poliziotti sono arrivati un paio d'ore dopo. Durante la notte, i giovani di un locale istituto sono scesi in strada ed hanno iniziato un carosello nei vari quartieri di Muhungu, gridando slogan feroci contro i militari e i politici. I militari hanno confiscato il cadavere del calzolaio e lo hanno portato all’obitorio dell’Ospedale Maggiore. I giovani, infuriati, sono scesi nella zona residenziale di Nguba e hanno incendiato il mercato erigendo delle barriere sullo stradone che va a Randa. - “Ormai è chiaro che si vuole il caos per impedire le elezioni. Questi elementi armati, veri o falsi militari, che seminano il terrore fanno certamente parte di gruppi organizzati che hanno solo questo compito di frenare il processo elettorale”, rilevano personalità del Sud-Kivu sui quali si mantiene l’anonimato. “C’è poi l’eterna domanda: cioè chi c’è dietro tutto questo? La gente si convince sempre più che vi sia l’Rcd-Goma e che l’attuale generale Agolwa non sia fuori del giro”, proseguono. Le confessioni religiose e la società civile stanno progettando di creare dei comitati di sicurezza con la presenza dei capi avenue, cellula, quartiere e così via. “La gente di Muhungu ha chiesto questa mattina il ritiro incondizionato di tutti i militari di stanza nel quartiere e l'intervento della Monuc per la sicurezza notturna, anche se si sa che i caschi blu non potranno mai intervenire”. - “Pare che ieri il generale e il governatore abbiano avuto un alterco molto duro in strada davanti all'ufficio del governatore, perchè il generale accuserebbe la vice-governatore Aurelie Bitondo di essere dietro ai movimenti della gente..... un modo per scaricare le colpe e trovare un capro espiatorio. Il numero due della X Regione è un uomo molto duro, accusato di essere molto legato al regime di Kigali.... quindi, se partisse il generale Agolwa, si pensa che finiremmo tutti nelle mani del Rwanda”, concludono con tristezza. (VGL/Fomeka,  08-04-2006)

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Bukavu: gravi disordini, si spara e si uccide (Fomeka, 07-04-2006)

È di almeno un morto e decine di feriti, il bilancio sinora pervenuto della serie di gravi incidenti fra militari e civili esplosa questa mattina a Bukavu, Sud-Kivu, est della Repubblica democratica del Congo. Le violenze odierne, tuttora in corso secondo autorevoli fonti locali, fanno seguito ad una serie di gravi abusi perpetrati da alcuni militari nelle zone più povere della città. Banditi in divisa che non hanno esitato a sterminare, pochi giorni fa, un’intera famiglia a Muhungu, ad assaltare la parrocchia di Ciriri, dove hanno ucciso una persona, e ad assassinarne un’altra la notte scorsa a Kasheke. (Fomeka, 07-04-2006)

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Ridotti a 32 i candidati alla presidenziale (L.M., Agenzia Fides, 06-04-2006)

È stata resa nota la lista provvisoria dei candidati alle elezioni presidenziali congolesi del prossimo giugno: sono 73 le personalità che avevano presentato la propria candidatura, di queste la Commissione elettorale indipendente ne ha accettate 32, tra le quali vi sono 4 donne. Oltre a quella del Presidente uscente, Joseph Kabila, sono state accolte le candidature dei suoi 3 Vicepresidenti, Azarias Ruberwa, capo di un ex movimento ribelle, Jean-Pierre Bemba, che guida un altro movimento che ha deposto le armi, e Arthur Zahidi Ngoma, leader di un partito di opposizione. Gli altri 41 candidati sono stati respinti per non aver pagato la cauzione di 50mila dollari prevista dalla legge elettorale, salvo uno, che è stato respinto per non aver presentato l’estratto del casellario giudiziario. La Commissione elettorale indipendente dovrà valutare anche gli 8.650 candidati alle elezioni legislative. Il 19 aprile la Commissione elettorale indipendente dovrebbe annunciare la data del primo turno delle elezione presidenziali e di quelle legislative (per queste ultime è previsto un solo turno). Il voto era inizialmente previsto per il 18 giugno, ma questa data è stata posticipata per difficoltà di carattere logistico. Il nuovo calendario sarà reso noto dopo l’approvazione della lista dei candidati alle elezioni legislative.(…) Per garantire la sicurezza durante il voto, oltre ad un contingente di 17mila caschi blu, l’Unione europea, su richiesta delle Nazioni Unite invierà una missione di peacekeeping guidata dalla Germania. Dopo anni di guerra civile, il Paese è privo delle infrastrutture necessarie perché si possano tenere elezioni in grado di soddisfare gli standard internazionali. Recentemente il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, aveva sottolineato come il voto ponesse “'grandi sfide di natura logistica, se non incubi veri e propri”. (L.M., Agenzia Fides,  06-04-2006)

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Maltrattamenti sui bambini accusati di stregoneria (Peacereporter, 05-04-2006)

Un rapporto ha sottolineato come vi sia un allarmate crescita degli abusi sui ragazzini accusati di stregoneria nella Repubblica democratica del Congo. I bambini sono fisicamente maltrattati e finiscono sulle strade di Kinshasa, afferma Human Rights Watch. L'organizzazione sta esaminando le sfortune dei bambini nel Paese. Il rapporto dice inoltre che circa il 70 percento dei bambini di strada sembrano essere cacciati dalle loro famiglie perché sono accusati di stregoneria. (Peacereporter,  05-04-2006)

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Elezioni: preoccupazione tra gli osservatori internazionali (Peacereporter, 04-04-2006)

La registrazione alle elezioni nella Repubblica democratica del Congo è terminata sabato scorso e si sono presentati 72 candidati presidenti. Il grande numero dei candidati alla presidenza, il ritiro del principale partito di opposizione e le continue violenze nell'est del Paese hanno fatto aumentare la preoccupazione tra gli osservatori internazionali. Un esperto occidentale ha affermato che "il grande numero di candidati mostra come siamo distanti da uno spirito di riconciliazione nazionale sostenuto dagli accordi". Nel 2002 questi accordi avevano stabilito un calendario per la transizione politica che doveva seguire cinque anni di guerra civile. (Peacereporter, 04-04-2006)

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Al voto senza l'oppositore Tshisekedi (J.M., Vita, 03-04-2006)

Il principale partito di opposizione congolese, l'Unione per la democrazia e il progresso sociale (Udps), sarà il grande assente delle prossime elezioni presidenziale e legislative, le prime in quarant'anni di storia della Repubblica democratica del Congo (ex Zaire). Ieri sera, la Commissione elettorale indipendente (Cei) incaricata di organizzare le elezioni, ha reso noto che alla chiusura del periodo di deposito delle candidature, l'Udps non ha presentato nessun candidato. Finora, il leader politico – M. Tshisekedi - si è trincerato in un silenzio stampa, forse conscio che ormai dovrà fare i conti con la delusione che questa sua decisione provocherà tra milioni di congolesi pronti a votare per lui. Intanto, ieri sera la Cei aveva registrato 72 dossier di candidati per le presidenziali e oltre 4mila candidati per le legislative che prevedono 500 seggi parlamentari. Domani sera, il presidente della Cei abbé Appollinaire Malu Malu annuncerà ufficialmente le nuove date del calendario elettorale i cui scrutini, previsti il 18 giugno erano stati rinviati per motivi logistici. (…) Con l'assenza del mitico oppositore, l'attuale presidente Kabila risulta come il grande favorito della kermesse elettorale congolese. I più noti contendenti al trono presidenziale infatti non hanno un bacino elettorale sufficientemente ampio per trionfare. Basti pensare a Jean-Pierre Mbemba, leader di un partito accusato di antropofagia durante la guerra (Mlc) oppure a Azarias Ruberwa, ritenuto da moltissimi congolesi come il più brillante politico del Congo ma le cui origini rwandofone lo danno per principio perdente (il Rwanda è odiatissimo dai congolesi per laver dilapidato le risorse nell'est del Paese) - (Joshua Massarenti, Vita, 03-04-2006)

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R.D.Congo- MSF lancia allarme malnutrizione (Corriere della Sera, 31-03-2006)

E' allarme profughi nella Repubblica Democratica del Congo. Lo lancia Medici senza frontiere, che ha realizzato un'inchiesta nei tre campi di sfollati presso il villaggio di Dubie, nella provincia del Katanga. I dati parlano di una prevalenza della malnutrizione globale del 19,2% e quella della malnutrizione severa acuta del 5%. Circa 90.000 persone sono scappate nel corso degli ultimi mesi di fronte al perdurare del conflitto tra l'esercito congolese e i ribelli Mai-Mai. (Corriere della Sera,  31-03-2006)

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Amnesty: ribelli "arruolano" bambini soldati (La Repubblica, 31-03-2006)

Tornano i bambini costretti a fare i soldati nella Repubblica Democratica del Congo che si prepara alle prossime elezioni, le prime libere dal 1961, anno dell'indipendenza. Ad "arruolare" come soldati i bambini che hanno piu' o meno dodici anni sono i ribelli fedeli alle forze antigovernative del generale Laurent Nkunda. L'allarme e' stato lanciato da Amnesty International. "Ancora una volta", ha detto la ricercatrice Veronique Aubert, "i bambini congolesi sono prelevati e sfruttati con crudelta' per scopi politici e militari, in particolare nei territori di Masisi e Rutshuru nella regione del Nord Kivu". Le bande di Laurent Nkunda sono tra quelle che continuano a scorazzare nella regione orientale del Congo, ricca di minerali come diamanti e coltran, nonostante la presenza di una forza di migliaia di "caschi blu" dell'ONU. Durante la guerra civile del periodo 1998-2003, circa 25.000 bambini furono sequestrati ed "arruolati" dalle milizie armate. (La Repubblica,  31-03-2006)

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Bambini-soldato, ancora troppi arruolati (LM, Misna, 30-03-2006)

La missione di pace delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo (Monuc) ha rivolto un appello a tutte le forze politiche per porre fine all’utilizzo dei bambini-soldato come ulteriore atto di normalizzazione in un paese uscito da anni di guerra (1998-2003) e ormai avviato verso le elezioni generali del prossimo luglio. Danielle Barrot, responsabile della Monuc per le questioni relative all’infanzia, ha denunciato che alcuni gruppi militari dell’ex Zaire stanno ancora reclutando minori nelle proprie file; una parte di essi è destinato a soffrire anche dopo l’uscita da queste organizzazioni armate, perché “rischia di venire di nuovo arruolato oppure essere arrestato o trattenuto illegalmente, maltrattato e abusato”. La Barrot ha poi ricordato con soddisfazione il primo caso di condanna, avvenuto il 17 marzo scorso, di un ‘reclutatore’ di bambini, il comandante Jean Pierre Biyoyo, che si è visto infliggere 5 anni di prigione dal tribunale militare di Bukavu, nell’est del paese. La rappresentante dell’Onu ha rammentato che, in base alla legge del 12 novembre 2004 sull’organizzazione generale della difesa e delle forze armate dell’ex-Zaire – che sta con fatica cercando di integrare gruppi ex-ribelli nell’esercito - non è possibile impiegare nelle forze armate civili minori di 18 anni. Si stima che dal 1998 siano stati almeno 30.000 i bimbi e ragazzi sotto i 18 anni arruolati in modo volontario o forzato nel conflitto costato la vita a milioni di persone; finora 16.800 hanno beneficiato di un programma di smobilitazione e reinserimento nella vita sociale finanziato dalla comunità internazionale. (LM, Misna, 30-03-2006)

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Migliaia di civili in fuga dai combattimenti nell'Ituri (Peacereporter, 30-03-2006)

Migliaia di civili congolesi del distretto nord-orientale di Ituri sono arrivati alla città portuale di Kasenyi, sul lago Alberto, al confine con l'Uganda, dopo essere scappati dai combattimenti tra l'esercito nazionale e i miliziani. Ora, molti degli sfollati sono già rientrati alle loro abitazioni. I civili, almeno 6 mila persone, fuggivano dagli scontri a Tchomia, nella parte meridionale dell'Ituri, circa 5 mila sono già tornati ai loro villaggi. (Peacereporter,  30-03-2006)

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I Vescovi una Corte penale internazionale per il Congo (L.M., Agenzia Fides, 29-03-2006)

“Sarebbe opportuna e auspicabile la formazione di una Corte Penale Internazionale per la Repubblica Democratica del Congo”. È la richiesta dei Vescovi della RDC contenuta in un memorandum consegnato al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, da Mons. Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kisangani e Presidente della Conferenza Episcopale Congolese. Il documento è stato consegnato al Segretario Generale dell’ONU durante la sua visita nel Paese africano, dal 21 al 23 marzo. Secondo quanto riferisce l’Agenzia congolese DIA, Mons. Monsengwo ha sottolineato che è obbligatorio che ogni persona risponda dei propri atti di fronte alla giustizia, e che ritiene la creazione della Corte Penale Internazionale (CPI) dell’Aja un passo significativo per la giustizia nel mondo. Per questo motivo, il Presidente della Conferenza Episcopale congolese pensa che sarebbe un peccato che non venisse creata una corte di giustizia per giudicare i gravissimi crimini commessi nella Repubblica Democratica del Congo prima della creazione della CPI. (…) Il memorandum chiede anche che tutti gli Stati delle regione dei Grandi Laghi e dell’Africa Centrale ribadiscano solennemente gli impegni, presi in precedenza, di non aggressione nei confronti dei Paesi vicini. Il patto di non aggressione dovrebbe contemplare delle clausole che prevedono sanzioni economiche e politiche nei confronti di coloro che non lo rispettassero. (…) (L.M., Agenzia Fides,  29-03-2006)

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Scontri esercito e ribelli: migliaia di abitanti in fuga dagli (Peacereporter, 29-03-2006)

Almeno mille abitanti di due villaggi nella Repubblica democratica del Congo, nel distretto settentrionale di Ituri, hanno cercato rifugio presso un campo dei Caschi Blu bengalesi, in seguito a combattimenti tra i miliziani e le truppe governative. "Il numero esatto degli sfollati non è conosciuto, ma la contro-offensiva congiunta dell'esercito e delle truppe dell'Onu ha causato il panico e i civili sono scappati", ha affermato Djibril Samassa, portavoce dei Caschi Blu a Bunia, la principale città del distretto. I miliziani sono i rimanenti di vari gruppi che si sono riuniti in una nuova fazione chiamata Mouvement revolutionnaire du Congo. Circa 16 mila uomini provienenti da varie milizie dell'Ituri volontariamente hanno deposto le armi presso la missione Onu a partire dal 2005. (Peacereporter, 29-03-2006)

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Sarà posticipata la data delle elezioni (Peacereporter, 28-03-2006)

Le elezioni nella Repubblica democratica del Congo previste per giugno saranno posticipate per dare ai candidati 10 giorni in più per registrarsi. "La data già annunciata del 18 giugno sarà posticipata", ha affermato Apollinaire Malu Malu durante una conferenza a Bruxelles sulla preparazione al voto. I partiti hanno tempo fino al 2 aprile per registrare i candidati e il 4 la commissione elettorale annuncierà la nuova data delle elezioni parlamentari e presidenziali. (Peacereporter,  28-03-2006)

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Visita di Annan in RD Congo, tra le proteste contro Kabila (RadioVaticana, 23-03-2006)

Si è svolta nel bel mezzo di una protesta dell’opposizione contro il capo di Stato della Repubblica Democratica del Congo, Kabila, la visita di ieri a Kinshasa del segretario generale dell’Onu, Kofi Annan. A tre mesi dalle elezioni legislative e presidenziali del 18 giugno, aspre le critiche contro la leadership dell’ex Zaire: (RadioVaticana,  23-03-2006)

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Per le elezioni, Kinshasa apre la porta ai militari europei (EuroNews, 22-03-2006)

La Repubblica Democratica del Congo accetta il sostegno internazionale per garantire elezioni democratiche, il 18 giugno. L'Unione Europea, su richiesta dell'Onu, è pronta a inviare 1.500 uomini da affiancare alle forze già presenti delle Nazioni Unite. Il segretario generale Kofi Annan davanti al presidente Joseph Kabila ha dichiarato che "le elezioni devono essere trasparenti, eque, aperte, sicure e senza discriminazioni". Nella Repubblica democratica del Congo sono stanziati 17 mila caschi blu: è la più imponente missione di pace dell'Onu. Nonostante questo, la parte orientale del paese resta una terra senza legge in mano a milizie armate. Il governo di transizione seguito alla guerra civile durata dal '98 al 2002, sta organizzando le prime consultazioni democratiche degli ultimi 40 anni. Le truppe europee saranno stanziate principalmente nella capitale Kinshasa sotto il comando tedesco, se il Bundestag si pronuncerà a favore. (EuroNews,  22-03-2006)

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Sicurezza a rischio in vista delle prossime elezioni (B.G., WarNews, 21-03-2006)

Nella Repubblica Democratica del Congo si svolgeranno, a partire dalla fine di giugno, le prime elezioni da quarant’anni ad oggi. Ciò che è incerto è la sicurezza nel Paese nel periodo subito dopo le elezioni. Fra le maggiori preoccupazioni sollevate da osservatori nazionali e congolesi vi sono problemi quali il rafforzamento dell’esercito nazionale unito e l’applicazione di misure per prevenire conflitti nel caso in cui qualche candidato perdente dovesse rifiutare i risultati. Altri problemi, di notevole rilevanza, sono quelli delle etnie, soprattutto nelle province orientali, e le immense dimensioni del Paese che amplificano le difficoltà. Negli ultimi tempi si sono registrati incidenti nelle province orientali del nord e sud Kivu per destabilizzare il processo elettorale del Paese, secondo quanto espresso all’IRIN da parte di Jean-Marie Kati Kati Muhongya - attivista diritti civili ed analista politico a Goma, capitale del nord Kivu - il quale afferma che “la democrazia è un concetto relativamente nuovo fra i congolesi” in quanto i congolesi erano abituati alla dittatura “dai tradizionali capi ai colonizzatori fino al Presidente Mobutu Sese Seko, ai signori della guerra che parteciparono al conflitto civile, fino all’autorità governativa.” Jean-Marie Kati Kati Muhongya afferma poi che la questione delle etnie è un problema centrale, in quanto qualsiasi cosa è basata su considerazioni etniche – siano esse politiche o economiche. Le dimensioni del Congo, che raggiungono quasi i 2.3 milioni km2, amplificano le difficoltà, il sud Kivu, per esempio, misura 35.000 km2, come il Burundi e Rwanda insieme; la distanza fra la capitale Kinshasa e le province orientali è di più di 1000 km. Questo fattore, insieme all’insicurezza e la povertà delle infrastrutture, ha prevenuto il governo di transito del Presidente Kabila, a Kinshasa, di affrancare la sua piena autorità nell’est e nordest, province ricche di minerali. Endanda, professore di scienze politiche all’Università di Goma, dice che in realtà ci sono due guerre simultanee in Kivu: la battaglia del Governo per neutralizzare i gruppi ribelli armati, e la guerra fra i vari gruppi miliziani per il controllo sulle abbondanti riserve di minerali e naturali della regione. (…) (Beatrice Giunta, WarNews, 21-03-2006)

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Kofi Annan visiterà missione Monuc (Vita, 21-03-2006)

Con 16mila caschi blu, Monuc è la più importante missione di mantenimento della pace dell'Onu nel mondo. Il segretario generale dell'Onu Kofi Annan e' arrivato stamane nella Repubblica democratica del Congo (Rdc) dove le Nazioni Unite hanno dispiegato la maggior forza di pace al mondo (oltre 16 mila caschi blu della Monuc). Annan, che proveniva dal Congo Brazzaville, dovra' incontrare il presidente Joseph Kabila e i suoi quattro vice presidenti, oltre a esponenti della comunita' internazionale. Parlera' anzitutto del processo di transizione democratica nella Rdc, dove le elezioni sono previste il 18 giugno. Guerra, fame e malattie hanno provocato in Congo un un disastro umanitario che ha causato dal '98 a oggi 3,8 milioni di morti, molti dei quali bambini. Ma il Congo e' anche uno di quei Paesi dove civili e soldati della forza di pace dell'Onu hanno commesso violenze sessuali. Lo annuncio' Kofi Annan stesso nel novembre 2004. Giovedi' il segretario generale partira' per Kisangani (nel nord-est) dove e' situata la sede della Monuc, che gode di un bilancio annuale di un miliardo di dollari. (Vita,  21-03-2006)

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Giunto all’Aia Thomas Lubanga (Reuters/Libération, 18-03-2006)

Consegnato giovedì scorso dalle autorità congolesi ad una delegazione della Corte penale internazionale (CPI), Thomas Lubanga Dyilo, capofila dell’Union des patriotes congolais (UPC), una delle milizie più attive nell’Ituri, si trova ora in un centro di detenzione provvisoria, sotto l’autorità della CPI, nei Paesi Bassi, ha dichiarato ieri in una conferenza stampa in procuratore capo della CPI, Luis Moreno-Ocampo. Il sospetto, 45 anni, è il fondatore di una delle milizie più pericolose dell’Ituri, regione dell’est del Congo in piena anarchia. Le violenze scatenate nella regione dalle milizie hanno fatto decine e decine di migliaia di morti e più di 100.000 profughi. Lubanga è accusato di aver reclutato con la forza ed allenato bambini-soldato al disotto dei 15 anni di età. Ma l’inchiesta continua e potrebbero essere ritenuti contro di lui altri capi di accusa, ha precisato Moreno-Ocampo. Il capo delle milizie sarà ascoltato una prima volta lunedì 20 marzo, ma i capi di accusa ritenuti contro di lui saranno formulati ulteriormente. “Indagheremo anche sui crimini commessi da altre milizie e persone. Questo è solo il primo caso, non l’ultimo”, ha rilevato Moreno-Ocampo. Le pressioni internazionali per catturare i “signori della guerra” che devasta l’Ituri (alcuni dei quali, secondo gli accordi di pace, sono stati integrati nell’esercito regolare) si sono intensificate dopo la morte di caschi blu del Bengladesh caduti in un’imboscata nel febbraio 2005. (Reuters/Libération,  18-03-2006)

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R. D. Congo - Elezioni: UE invia Solana per preparare missione militare (LM, Misna, 17-03-2006)

Il responsabile della politica estera dell’Unione europea, Javier Solana, sarà dopodomani nella Repubblica Democratica del Congo per preparare una missione militare della Ue in occasione delle elezioni generali del prossimo giugno. Lo hanno riferito fonti europee, precisando che il politico incontrerà il presidente congolese Joseph Kabila per illustrargli lo stato dei preparativi delle truppe da dispiegare nell’ex Zaire. Una decina di giorni fa i ministri della difesa dell’Ue non erano riusciti a trovare un accordo comune sull’invio della missione, che dovrebbe essere di appoggio ai ‘peacekeepers’ dell’Onu già presenti sul territorio, e avevano ritenuto necessaria una visita di Solana a Kinshasa. Tuttavia ieri due ministri tedeschi – il responsabile degli esteri Frank-Walter Steinmeier e quello della difesa Franz Josef Jung – hanno dichiarato alla commissione affari esteri del Bundestag che 10 Stati dell’Unione sono pronti a mandare 300 uomini nel paese, andranno ad aggiungersi ai 500 della Germania e altri 500 della Francia, già preparati ad andare in missione per tutelare le prime elezioni libere congolesi dall’indipendenza dal Belgio nel 1961. Un incontro di lavoro, definito non ufficiale, tra funzionari dei paesi disponibili a partecipare alla missione è stato fissato per lunedì a Berlino. Secondo indiscrezioni, oltre alla Germania e alla Francia, che potrebbero dispiegare i contingenti più numerosi, anche Portogallo, Polonia, Spagna, Svezia, Belgio e Austria sarebbero disponibili a partecipare alla missione. (LM, Misna,  17-03-2006)

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