ALLE NEWS

LISTA PAESI

HOME PAGE

NOTIZIE 2006 - NIGERIA 1 - DAL 1 GENNAIO AL 31 MAGGIO 2006
per il seguito - NIGERIA 2 - clicca qui

Quando il ritiro della Nigeria dalla penisola di Bakassi ? (Equilibri.net, 31/05/06)

Unicef, milioni di bambini contagiati da virus (SwissInfo, 27/05/06)

Shell, maxi-indennizzo ad aborigeni delta del Diger (Agi/Afp, 20/05/06)

Terzo mandato presidenziale: presunta corruzione parlamentari (RC, Misna, 16/05/06)

Delta del Niger, poliziotti uccisi da sospetti militanti (EB, Misna, 15/05/06)

Trovati altri 50 morti causati dall'oleodotto (AGE, 14/05/06)

Esplode oleodotto: 200 morti bruciati (Roberto Fabbri, Il Giornale, 13/05/06)

Esplosione oleodotto: elenco incidenti mortali dal 1998 (ASCA-AFP, 12/05/06)

Esplode oleodotto:100 morti (TgCom, 12/05/06)

Insorti minacciano impianto gas di 13 miliardi (Swissinfo, 12/05/06)

Senato, respinto terzo mandato presidenziale (RC, Misna, 12/05/06)

Costruzione di una zona del libero commercio (China Radio International, 12/05/06)

Dove i cittadini vivono con 1 dollaro al giorno (Il Tempo, 12/05/06)

Rilasciati tre sequestati (TgCom, 12/05/2006)

Rapiti lavoratori stranieri a Port Harcourt (AGE/AGI, 11/05/06)

Escalation di attacchi al petrolio (M.A., Corriere della Sera, 11/05/06)

Pfizer si difende: studio condotto eticamente (Ansa/Basilicata.net, 08/05/2006)

Usa: Pfizer, esperimenti su bimbi neri malati (TicinOnLine, 07/05/06)

Tensioni tra cristiani e musulmani, frutto di una politicizzazione dell’islam (zenit, 03-05-2006)

Milizia rivendica bomba contro raffineria nel Delta (RadioCapital, 30-04-2006)

La nuova alleanza con la Cina sul petrolio (R.Vaticana, 28-04-2006)

Salda debito con Club di Parigi (Euronews, 21-04-2006)

Autobomba uccide 3 persone, minacce a impianti petrolio (Reuters, 20-04-2006)

Respinto piano per sviluppo del delta del Niger (LM, Misna, 19-04-2006)

Delta: anche un’autostrada per rilanciare lo sviluppo (LM, Misna, 19-04-2006)

Il partito al governo favorevole ad un terzo mandato di Obasanjo (Adnkronos, 15-04-2006)

Il gas flaring avvelena aria terra e acqua (da R.B., Il Sole 24 ore, 09-04-2006)

Delta: un “consiglio” per risolvere ingiustizie (E.B., Misna, 07-04-2006)

Virus H5N1 arriva a Lagos (TicinOnLine, 06-04-2006)

Condannato a morte per rapina a mano armata (Ag.Radicale, 04-04-2006)

Obasanja scarta l’idea di un terzo mandato (Panapress, 30-03-2006)

Taylor è scomparso, fonti presidenza (SwissInfo, 28-03-2006)

Rilasciati tre ostaggi occidentali (Corriere della Sera/ Agr, 27-03-2006)

Censimento nazionale: ultimo giorno (CO, Misna, 27-03-2006)

Nigeria - Via al censimento: tutti in casa fino a domenica (Corriere della sera, 23-03-2006)

Arrestato ex-governatore ostile a terzo mandato presidenziale (B.F., Misna, 21-03-2006)

Scontri e morti alla vigilia del censimento nazionale (C.O., Misna, 20-03-2006)

I sabotaggi agli oleodotti italiani fanno aumentare il prezzo del greggio (Peacereporter, 20-03-2006)

Intimidazioni all'opposizione: arrestato un attivista (Peacereporter, 20-03-2006)

I Vescovi denunciano gli scontri come “fallimento del Governo” (Zenit, 17-03-2006)

Vescovi: “Mantenendo viva la speranza” (R.G., Radio Vaticana, 14-03-2006)

Delta del Niger: intensi scontri (M.Z., Misna, 09-03-2006)

Miliziani Yoruba accusati di 10 mila omicidi (Peacereporter, 09-03-2006)

Delta del Niger: nuovi sviluppi di una crisi...“alimentata dall’esterno” (M.Z., Misna, 08-03-2006)

Primi risarcimenti per aviaria: già pagati 180mila dollari (PeaceReporter, 06-03-2006)

I guerriglieri minacciano tagli alle esportazioni di petrolio (Cani Sciolti, 05-03-2006)

Delta Niger: liberati sei ostaggi stranieri (Swissinfo, 01-03-2006)

Esplosione in oleodotto nel delta del Niger (Adnkronos/Xin, 01-03-2003)

463 arresti per scontri religiosi (Corriere della Sera/Agr, 01-03-2006)

Militanti si impadroniscono di una petroliera (Vita.it, 28-02-2006)

Il Nobel Soyinka: non è guerra di religione (Yahoo news, 27-02-2006)

Shell condannata a 1,5 mld $ per danni ambientali (RSINews, 27-02-2006)

Papa condanna conflitti religiosi (Reuters, 26-02-2006)

Nuovi disordini nel centro-nord: bilancio incerto (E.B., Misna, 24-02-2006)

Proseguono trattative per rilascio ostaggi (F.B., Misna, 24-02-2006)

Scontri musulmani-cristiani, 130 morti in 5 giorni (Swissinfo, 23-02-2006)

Onitsha: si aggrava bilancio (E.B., Misna, 23-02-2006)

20 musulmani uccisi nel Sud (la Repubblica, 22-02-2006)

Onitsha: nuove violenze provocano vittime e sfollati (E.B., Misna 22-02-2006)

Vescovo nigeriano: "non c'e' caccia al cristiano" (AGI, 21-02-2006)

Nuovi attacchi ai cristiani (La Repubblica, 21-02-2006)

Scontri nel Delta: sequestratori ‘processano’ ostaggi (MZ., Misna, 21-02-2006)

Militanti colpiscono nuovamente impianti petroliferi (Reuters, 20-02-2006)

Vignette: 45 morti (Romagnaoggi, 19-02-2006)

9 stranieri ostaggio di milizie ribelli (Peacereporter, 18-02-2006)

Movimento contro il terzo mandato del presidente (E.B., Misna, 17-02-2006)

Aviaria: esami sangue a due bambini casi sospetti (Swissinfo, 12-02-2006)

Giro di vite sui fautori della Sharia (Peacereporter, 10-02-2006)

Tre nuovi casi di aviaria (Rainews24, 09-02-2006)

Il virus dei polli è arrivato in Africa (Euronews, 09/02/2006)

Coppa d'Africa: sconfitta e derubata (Adnkronos/Dpa, 08-02-2006)

Liberati i quattro dipendenti della Shell (RaiNews24, 30-01-2006)

Ribelli: no rilascio ostaggi e ancora attacchi (AGI, 27-01-2006)

L'attacco all'impianto Agip: 9 morti (AGI, 24-01-2006)

I ribelli attaccano una piattaforma dell'Agip (Rainews24, 23-01-2006)

Tragedia alla Coppa d’Africa (IM, 22-01-2006)

Militanti minacciano presto nuovi attacchi (Reuters, 20-01-2006)

Ostaggi minacciati di morte (AGI, 20-01-2006)

Miliziani attaccano impianti - Eni,Total negano (Reuters, 18-01-2006)

Esercito a caccia dei sequestratori, che rispondono con nuove minacce (LL, Misna, 18-01-2006)

Shell richiama oltre 300 dipendenti (Adnkronos, 16-01-2006)

Attacco a impianto petrolifero, diversi morti (SDA-ATS/SwissInfo, 16/01/2006)

Cnooc rileva giacimento nigeriano (Il Denaro, 10-01-2006)

Washington si oppone ad un 3o mandato di Obasanjo (Panapress, 10-01-2006)

Ritirate 29 licenze per lo sfruttamento del petrolio (Ticinoline, 03-01-2005)

TO ALL NEWS

Quando il ritiro della Nigeria dalla penisola di Bakassi ? (Equilibri.net, 31/05/06)

A quattro anni dal verdetto della Corte di Giustizia Internazionale (CGI), che dichiarò la sovranità del Camerun sulla penisola di Bakassi il 10 Ottobre 2002, con un calendario di ritiro della Nigeria che scadeva a metà settembre 2004, la penisola deve ancora passare completamente nelle mani del “legittimo” proprietario, in linea con la sentenza del CIG. Le manovre dilatorie, la politique politcienne, l’ambiguità delle grandi potenze rischiano di protrarre all’infinito la risoluzione della crisi tra il Camerun e la Nigeria per il controllo di questa regione. (Equilibri.net, 31/05/06)

Torna ai titoli...


Unicef, milioni di bambini contagiati da virus (SwissInfo, 27/05/06)

Milioni di bambini nigeriani sono stati contagiati dal virus dell'Aids, l'Hiv, ma una campagna per migliorare le cure e l'assistenza avviata dal Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (Unicef) stenta a dare frutti. L'allarme è stato lanciato oggi dall'Unicef. "Le vite di milioni di bambini sono devastate dal Hiv-Aids in Nigeria", è scritto nel comunicato. "I progressi sono molto lenti per quanto riguarda le cure e il sostegno ai bambini infettati dall'Hiv-Aids o colpiti dalla malattia", deplora l'Unicef, secondo il quale circa 1,8 milioni di bambini hanno perso almeno uno dei loro genitori a causa della malattia. "Migliaia di bambini vivono con genitori malati o agonizzanti. Ciò può provocare problemi psicologici molto gravi, senza parlare delle difficoltà economiche, della stigmatizzazione e della discriminazione, e la malnutrizione che mette direttamente la loro vita in pericolo", spiega Ayalew Abai, rappresentante dell'Unicef in Nigeria. "Secondo gli esperti, il 30% dei bambini contagiati dal virus nel mondo muoiono prima del loro primo compleanno, il 50% prima dei due anni. La maggior parte dei decessi deriva dall'assenza di diagnosi su questi bambini, i quali non vengono sottoposti ad un trattamento anti-retrovirale", rileva l'Unicef. La Nigeria, con almeno 3,5 milioni di sieropositivi, è il terzo paese al mondo per il numero di persone che vivono con il Hiv, dopo l'India e il Sudafrica. (SwissInfo, 27/05/06) 

Torna ai titoli...


Shell, maxi-indennizzo ad aborigeni delta del Diger (Agi/Afp, 20/05/06)

La compagnia petrolifera Shell e' stata condannata da un tribunale nigeriano a pagare un maxi indennizzo di 1,5 miliardi di dollari agli aborigeni Ijaws della regione del Bayelsa, nel Delta del Niger, per presunti danni ambientali causati dalle esplorazioni. Shell ha annunciato che ricorrera' in appello. La compagnia anglo-olandese e' presente in Nigeria dal 1956 e produce la meta' dei 2 milioni e mezzo di barili di greggio giornalieri del paese. Da gennaio scorso, pero', la produzione e' diminuita del 20% in seguito agli attacchi dei militanti nel delta del fiume Niger. (Agi/Afp, 20/05/06)

Torna ai titoli...


Terzo mandato presidenziale: presunta corruzione parlamentari (RC, Misna, 16/05/06)

Indagini sono state avviate sulle recenti accuse secondo le quali ad alcuni parlamentari sarebbero stati offerti 50 milioni di naira (315.000 euro) perché approvassero l’emendamento costituzionale che elimina il limite di due mandati presidenziali quadriennali e consentirebbe al presidente Olusegun Obasanjo di ricandidarsi nel 2007. L’inchiesta è condotta dalla Commissione nazionale per i crimini economici e finanziari; fonti giornalistiche riferiscono tra l’altro che a esponenti dell’opposizione sarebbero stati proposti anche 200 milioni di naira (1,2 milioni di euro). Nelle scorse settimane, i giornali locali avevano indicato le banche della capitale Abuja dove sarebbero depositate le tangenti e i numeri di targa delle automobili degli uomini che avrebbero coordinato i pagamenti. “Le indagini pongono enormi sfide e la Commissione può fare ragionevoli progressi solo se otterrà informazioni e prove sufficienti da testimoni” si legge in un comunicato dell’Agenzia nigeriana antifrode. Secondo alcuni osservatori, il rischio di uno scandalo per corruzione potrebbe minacciare la credibilità del governo di Obasanjo, che lo scorso anno ha ottenuto l’annullamento di 14 miliardi di euro del debito contratto con i creditori occidentali, in gran parte sulla base della sua campagna contro la corruzione. RC, Misna,  16/05/06)

Torna ai titoli...


Delta del Niger, poliziotti uccisi da sospetti militanti (EB, Misna, 15/05/06)

Quattro poliziotti sono stati uccisi e altri due feriti da sospetti militanti del Delta del Niger – che chiedono una diversa distribuzione dei proventi del petrolio – nella città di Port Harcourt, nel River State, dove pochi giorni fa sono stati rapiti e rilasciati anche tre tecnici della società italiana Saipem del gruppo Eni. Lo si apprende oggi dalla stampa locale, secondo cui si tratta di agenti della polizia costiera; secondo fonti citate dalla britannica ‘Bbc’ le vittime sarebbero sei, i cui cadaveri sono stati ritrovati in un fiume. Nessun gruppo ha finora rivendicato la responsabilità dell’attacco. Un ufficiale di polizia citato dal quotidiano ‘This Day’ di Lagos ha detto che si teme il ritrovamento dei corpi di altri agenti uccisi. Un paio di settimane fa nuove minacce contro la polizia erano state lanciate da alcuni gruppi attivi nella regione petrolifera del Delta del Niger, da tempo teatro di tensioni tra le comunità locali e grandi multinazionali del greggio, accusate di sfruttare l’‘oro nero’ provocando gravi danni ambientali, senza alcun beneficio diretto per la popolazione del posto. Nei giorni scorsi il Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend), una delle principali formazioni attive nella regione, aveva annunciato nuovi attacchi contro impianti e dipendenti di compagnie petrolifere straniere. La scorsa settimana a Port Harcourt è stato ucciso un americano che lavorava per una multinazionale del petrolio. (EB, Misna,  15/05/06)

Torna ai titoli...


Trovati altri 50 morti causati dall'oleodotto (AGE, 14/05/06)

Macabra scoperta in Nigeria, dove altri 50 cadaveri sono stati rinvenuti attorno alla zona dove venerdi' e' esploso l'oleodotto nei pressi di a Lagos: il numero accertato delle vittime di quella sciagura supera adesso i 250. Questi cadaveri presentano ustioni meno gravi rispetto a quelli precedentemente rinvenuti sul luogo dell'esplosione. Questo lascia pensare che queste vittime si gettarono in mare per sfuggire alle fiamme, senza comunque riuscire a salvarsi. La forza delle onde oceaniche ha poi disperso i loro corpi lungo la costa, dove oggi sono stati trovati e recuperati. (AGE, 14/05/06)

Torna ai titoli...


Esplode oleodotto: 200 morti bruciati (Roberto Fabbri, Il Giornale, 13/05/06)

Una spaventosa esplosione è avvenuta ieri sulla spiaggia di Inagbe, poco lontano da Lagos, principale città della Nigeria. Un numero compreso tra 150 e 200 persone sono morte bruciate vive quando hanno preso fuoco improvvisamente, esplodendo, centinaia di taniche riempite abusivamente da ladri che avevano trapanato un oleodotto. Ogni cosa nel giro di una ventina di metri è stata letteralmente sciolta dalla spaventosa vampata e così sono morte le persone che si accalcavano attorno alla condotta, con ogni probabilità tutte coinvolte, a vario titolo, nel tentativo di furto. Nel delta del Niger simili sottrazioni di petrolio sono assai comuni e non di rado accadono tragedie come questa. (Roberto Fabbri, Il Giornale,  13/05/06)

Torna ai titoli...


Esplosione oleodotto: elenco incidenti mortali dal 1998 (ASCA-AFP, 12/05/06)

Le esplosioni agli oleodotti petroliferi sono un fenomeno ricorrente in Nigeria, dove oggi piu' di cento persone sono morte a causa di una deflagrazione vicino Lagos. Di seguito l'elenco dei maggiori incidenti mortali agli oleodotti a partire dal 1998.
- 18 ottobre 1998: 1.082 morti e centinaia di feriti a Jesse, zona a sudest del Delta. 
- 25 giugno 1999: 15 persone arse vive a Akute-Odo, sud Nigeria.
- 7 febbraio 2000: 17 morti vicino Ogwe, ad est di Abia.
- 20 marzo 2000: almeno 50 amorti nell'esplosione di un oleodotto vicino Isioma, a sudest di Abia.
- 21 giugno 2000: 28 morti a Okuedjeba, vicino l'impianto petrolifero di Warri.
- 11 luglio 2000: quasi 300 morti a Warri, nel Delta.
- 23 luglio 2000: almeno 40 morti nel villaggio di Afrokpe, vicino a Sapele nella zona Warri. Quindici morti il giorno dopo a causa di una seconda esplosione nella stessa area.
- 30 novembre 2000: circa 60 morti vicino al porto di Lagos.
- luglio 2001: le raffinerie di Kaduna, nel nord Nigeria, e di Warri hanno chiuso i battenti dopo un'esplosione che ha danneggiato un oleodotto a Kpokpo Bay.
- 5 novembre 2001: 15 morti a Umudike, nella zona di Imo.
- 19 settembre 2002: alcuni morti e molti feriti a Akute-Odo,nella zona di Ogun.
- 19 giugno 2003: almeno 105 abitanti di villaggio sono periti in un'esplosione ad Abia.
(ASCA-AFP,  12/05/06)

Torna ai titoli...


Esplode oleodotto:100 morti (TgCom, 12/05/06)

E' di oltre cento morti il bilancio di un'esplosione di un oleodotto in un villaggio dell'agglomerato urbano di Lagos, in Nigeria. Lo ha annunciato la tv privata Channels. In precedenza un gruppo di ribelli aveva annunciato di voler fare saltare in aria uno degli impianti più ricchi di gas del Paese. (TgCom, 12/05/06)

Torna ai titoli...


Insorti minacciano impianto gas di 13 miliardi (Swissinfo, 12/05/06)

Gli insorti del Delta del Niger hanno minacciato oggi di distruggere un impianto di gas naturale in Nigeria del valore di 13 miliardi di dollari. Il Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger (MEND) ha inviato una e-mail alla Reuters nella quale si dice cosciente delle conseguenze di un attacco all'impianto della compagnia 'Nigeria Liquefied Natural Gas' (NLNG) per le comunità circostanti, e potrebbe prima lanciare un raid di avvertimento contro un impianto petrolifero. "Ci rendiamo conto delle conseguenze devastanti di un attacco improvviso alla NLNG per la gente dei villaggi vicini, per questo non lo faremo prima di aver dato l'allerta alle comunità circostanti", hanno annunciato i guerriglieri che affermano di lottare contro lo strapotere delle multinazionali del petrolio e la corruzione del governo centrale di Lagos. L'attacco all'impianto petrolifero, hanno scritto ancora, sarà solo il "preludio a quello terribile contro l'impianto di gas naturale e servirà da avvertimento per tutti affinché evacuino l'impianto". Gli insorti stanno terrorizzando da mesi la regione con attentati, sabotaggi e rapimenti contro le multinazionali del petrolio e i loro dipendenti. Le loro richieste sono una maggiore autonomia locale, la redistribuzione tra la gente dei proventi dell'oro nero e il rilascio di due leader del movimento, ora in prigione. (Swissinfo, 12/05/06)

Torna ai titoli...


Senato, respinto terzo mandato presidenziale (RC, Misna, 12/05/06)

Più di un terzo dei senatori si è espresso contro il progetto di riforma della Costituzione che elimina il limite di due mandati quadriennali per il presidente e potrebbe aprire la strada alla ricandidatura di Olusegun Obasanjo alle elezioni presidenziali del 2007. Anche se il dibattito in Senato si concluderà solo la prossima settimana, quando anche gli ultimi 14 senatori si saranno pronunciati, è già certo che il disegno di legge non otterrà i due terzi dei voti a favore richiesti dalla legge. “Oggi, sappiamo con certezza che l’agenda sul terzo mandato è morta… Abbiamo abbastanza voti per fermarla ed è una benedizione per i nigeriani ” ha commentato esultando ieri notte il vice-presidente del Parlamento, Atiku Abubakar. Visibilmente preoccupato invece Obasanjo: ha persino ritardato la sua partenza per l’Indonesia (dove sta partecipando al ‘D8’ o ‘Developing 8’, il summit di otto paesi in via di sviluppo) per tenere una sessione di emergenza di due ore con alcuni parlamentari del suo partito, considerati fedelissimi. Il dibattito sull’emendamento alla Camera, che si prevede durerà ancora qualche settimana, ha subìto una brusca interruzione perché anche il presidente dell’assemblea Alhaji Aminu Masari era stato convocato presso la sede presidenziale. Secondo fonti citate dal quotidiano nigeriano ‘Vanguard’, i sostenitori di Obasanjo stanno “cercando disperatamente una strategia d’uscita che possa ulteriormente ritardare il voto sull’emendamento costituzionale o addirittura permettere di ritirare il disegno di legge”. (RC, Misna, 12/05/06)

Torna ai titoli...


Costruzione di una zona del libero commercio (China Radio International, 12/05/06)

L'11 maggio scorso in Nigeria, è iniziata la costruzione della "Zona del libero commercio di Lekki", progetto di cooperazione tra Cina e Nigeria. La "Zona del libero commercio di Lekki", situata nella penisola Lekki dello Stato di Lagos, si estende, secondo il piano, su una superficie di 165 chilometri quadrati, dove saranno costruiti quartiere industriale, area commerciale, villagio di vacanze e relativa banchina, centrale elettrica ed altre installazioni infrastrutture. Il progetto con gli investimenti per la prima fase pari a 267 milioni di USD, verrà sviluppato, gestito ed amministrato congiuntamente dagli investitori cinesi e dal governo dello Stato di Lagos sotto forma di joint-venture. (China Radio International, 12/05/06)

Torna ai titoli...


Dove i cittadini vivono con 1 dollaro al giorno (Il Tempo, 12/05/06)

LA regione del Delta del Niger, dove sono state rapite tre persone tra cui un italiano, è un territorio della Nigeria del sud dai forti contrasti. Poverissimo, galleggia su un lago di petrolio (stimato in 34,5 miliardi di barili) e gas (circa 2,7 miliardi di miliardi di metri cubi). Nella Nigeria, di gran lunga il più popoloso stato dell'Africa con circa 130 milioni di abitanti, oltre la metà della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno. La ricchezza del petrolio nelle regioni del Delta del Niger resta per lo più confinata nelle mani delle multinazionali del petrolio, che ne sfruttano i giacimenti, e del governo centrale di Abuja. I progetti di estrazione petrolifera stravolgono spesso antichi equilibri e l'inquinamento distrugge estesi territori. La regione del Delta del Niger che comprende nove Stati (Abia, Imo, Edo, Delta, Rivers, Bayelsa, Cross River, Akwa Ibom e Ondo) si estende su oltre 100 mila kmq (10% del territorio della Nigeria) ed è popolata da oltre 25 milioni di persone suddivise in più di 40 gruppi etnici. I conflitti economici a loro volta hanno innescato nella regione del Delta del Niger rivendicazioni etniche e secondo alcune denunce di organizzazioni internazionali rischiano l'annientamento numerose comunità indigene. Oltre agli Ogoni, il popolo che ha visto impiccare nel novembre 1995 nove suoi intellettuali dissidenti tra cui lo scrittore Ken Saro-Wiwa, sono minacciati gli Urhoho e gli Ijaws, quest'ultimi in maggioranza nel Delta del Niger. (Il Tempo,  12/05/06)

Torna ai titoli...


Rilasciati tre sequestati (TgCom, 12/05/2006)

I tre tecnici della Saipem, tra cui un italiano, rapiti giovedì in Nigeria sono stati rilasciati nella notte: la conferma arriva dall'ufficio stampa dell'Eni. I tre sequestrati stanno bene, non hanno subito alcun tipo di violenza e ora sono ospitati nella base Eni in Nigeria. (TgCom, (TgCom,  12/05/2006)

Torna ai titoli...


Rapiti lavoratori stranieri a Port Harcourt (AGE, 11/05/06) - ( AGI, 11/05/06)

Un gruppo di lavoratori stranieri è stato rapito oggi a Port Harcourt, principale centro petrolifero nigeriano nel sud-est del paese. Al momento del sequestro, i lavoratori si trovavano in macchina, scortati della polizia. Lo hanno detto fonti dell'industria petrolifera. Il rapimento segue di 24 ore l'assassinio di un americano dirigente di una compagnia petrolifera nella stessa città. (AGE, 11/05/06) - Nelle mani dei sequestratori vi sono almeno tre stranieri. Secondo la stessa fonte uno dei tre e' un italiano "dipendente di una ditta che lavora per conto dell'Eni". Si tratterebbe di un sequestro anomalo probabilmente legato a una rimostranza di tipo commerciale. "Auspichiamo una rapida soluzione", hanno reso noto al ministero, "sono stati attivati tutti i nostri contatti e l'Unita' di crisi sta seguendo il caso in stretto raccordo con le nostre autorta' diplomatiche in Nigeria". (AGI,  11/05/06)

Torna ai titoli...


Escalation di attacchi al petrolio (M.A., Corriere della Sera, 11/05/06)

L’assassinio a sangue freddo mercoledì mattina in Nigeria di un tecnico americano che lavorava in una società dell’indotto petrolifero rischia di aggravare ancora di più la crisi energetica che sta attanagliano il pianeta. L'uomo ucciso, di cui fino alla serata dello stesso giorno non era stato rivelato il nome, lavorava per la Baker Huges, una società altamente specializzata che fornisce logistica e tecnologia fuori dal comune a tutte le società petrolifere attive in Nigeria. Stava raggiungendo in macchina il suo ufficio di Port Harcourt, la capitale petrolifera del Paese, sul Delta del Niger, quando è stato affiancato da una motocicletta il cui passeggero gli ha sparato alcuni colpi di pistola. L’omicidio non è stato rivendicato e a Port Harcourt si fanno due ipotesi: o è politico, opera di uno dei gruppi di ribelli che agiscono nella zona, o una vendetta organizzata per motivi di lavoro, qualche operaio licenziato o allontanato dalla società o comunque screzi con la manovalanza locale. “E’ stata un’azione gravissima occorre attendere e capire chi sono i responsabili – spiega un’analista occidentale che vive a Port Harcourt e che deve mantenere l’anonimato per evitare ritorsioni -. Se risulterà che sono stati i ribelli allora vuol dire che siamo all’escalation e qui rischia di scoppiare tutto. Ma anche se si dimostra che è solo un atto criminale l’impatto con la produzione petrolifera può essere rilevante e dannoso. E può far salire il prezzo del greggio”.(…) (Massimo Alberizzi, Corriere della Sera, 11/05/06)

Torna ai titoli...


Pfizer si difende: studio condotto eticamente (Ansa/Basilicata.net, 08/05/2006)

La Pfizer replica alle accuse di avere usato bambini in Nigeria come cavie per un antibiotico: ''lo studio clinico su Trovan in Nigeria nel 1996 - spiega l'azienda in una nota - ha salvato vite ed e' stato condotto eticamente e responsabilmente''. Lo scandalo nasce da documento inviato in maniera anonima al Washington Post proprio sull'analisi condotta da un comitato, incaricato dal governo nigeriano, su uno studio clinico effettuato dall'azienda in Africa. ''Il governo nigeriano - spiega ancora la Pfizer - non ha contattato Pfizer su alcuna delle conclusioni del comitato ne', tanto meno, Pfizer era a conoscenza del fatto che il comitato avesse approvato un rapporto conclusivo. Sarebbe quindi inappropriato per l'azienda rispondere ai punti sollevati nel documento. In ogni modo, come e' stato piu' volte ripetuto negli anni scorsi, il governo nigeriano era ampiamente informato dello studio che Pfizer ha condotto in maniera responsabile coerentemente con la legge nigeriana e con il consueto impegno per la sicurezza dei pazienti''. La Pfizer spiega di confidare sul fatto che nessuno di coloro che hanno realizzato lo studio clinico su trovafloxacina, condotto a Kano in Nigeria durante un'epidemia di meningite nel 1996, abbia messo a rischio la salute dei pazienti e afferma che l'azienda abbia agito ''nell'interesse dei bambini coinvolti nello studio, utilizzando le migliori conoscenze mediche disponibili. Senza dubbio trovafloxacina ha salvato vite umane e Pfizer respinge illazioni sul fatto che l'azienda abbia condotto lo studio in maniera non etica. L'obiettivo era trovare un trattamento efficace per una malattia devastante (ndr: meningite)''(Ansa/Basilicata.net,  08/05/2006)

Torna ai titoli...


Usa: Pfizer, esperimenti su bimbi neri malati (TicinOnLine, 07/05/06)

Come nel "Giardiniere Tenace" di John le Carré, il romanzo ai cui protagonisti hanno dato un volto al cinema Ralph Fiennes e il premio Oscar Rachel Weisz, bambini africani diventano riserva di caccia delle case farmaceutiche affamate di cavie umane. Lì era il Kenya, qui è la Nigeria dove - denuncia oggi il "Washington Post" - bambini neri malati di meningite fecero da banco di prova alla sperimentazione della Pfizer e alcuni ci lasciarono la pelle. I fatti risalgono al 1996: in Nigeria infuriava un'epidemia di meningite da oltre 15'000 morti. Il colosso del Viagra inviò i suoi esperti in un ospedale da campo di Kano per mettere alla prova un nuovo farmaco su cento bambini. Nello stesso ospedale l'organizzazione umanitaria Medici senza Frontiere (MsF) curava i piccoli pazienti con antibiotici regolamentari. Il Trovan, questo il nome del nuovo farmaco, non era mai stato testato su esseri umani. Cinque bambini morirono durante la terapia e altri si ammalarono di artrite. Morirono altri sei bambini a cui venne somministrato un farmaco di controllo. - La vicenda torna oggi alla ribalta grazie a un informatore coraggioso che fa arrivare al "Washington Post" il rapporto messo a punto nel 2001 da una commissione di esperti medici del governo nigeriano. Un rapporto che accusa la Pfizer di aver violato la legge internazionale, ma che misteriosamente resta per cinque anni nel cassetto. L'informatore chiede di restare anonimo: teme per la sua sicurezza personale, di far la fine dei protagonisti di "Constant Gardener". Il documento è durissimo nei confronti della Pfizer, accusata di "un chiaro caso di sfrutamento dell'ignorante". La società farmaceutica si è difesa affermando che i suoi ricercatori andarono a Kano per motivi puramente umanitari, tesi questa respinta dal rapporto del governo nigeriano: i medici della società completarono i test e se ne andarono "nonostante l'epidemia stesse ancora infuriando". Secondo la Pfizer, infermiere locali avrebbero spiegato l'esperimento ai genitori e ne avrebbero ottenuto il consenso verbale. "Il Trovan salva indubbiamente vite e la Pfizer è in forte disaccordo con chi suggerisce che si è comportata in maniera contraria all'etica", ha sostenuto la società in un comunicato passato al "Washington Post". Al tempo dell'esperimento nigeriano la Pfizer stava sviluppando il Trovan per il mercato statunitense con un giro d'affari previsto di un miliardi di dollari all'anno. La Food and Drug Administration (Fda) non ha mai approvato l'uso del farmaco per i bambini. Dopo aver ricvevuto luce verde per l'uso negli adulti il Trovan divenne rapidamente uno degli antibiotici più precritti negli Usa, anche se successivamente vennero scoperti gravi effetti collaterali al fegato e nel 1999 la Fda ne restrinse pesantemente l'uso. In Europa il Trovan è al bando. L'apparizione del rapporto ha provocato reazioni in Congresso: un deputato democratico, Tom Lantos, ha chiesto alla Pfizer di aprire i suoi archivi e accusato le società farmaceutici di "comportamenti al limite della criminalita" per aver usato "poveri e analfabeti come cavie umane". Il dossier ha dato anche nuova vita all'azione legale presentata nel 2001 a new York da 30 famiglie nigeriane. Le famiglie avevano denunciato il colosso farmaceutico per aver esposto i bambini a "trattamento crudele, inumano e degradante", ma un giudice federale aveva respinto la causa affermando di non avere giurisdizione sdulla materia. (TicinOnLine, 07/05/06)

Torna ai titoli...


Tensioni tra cristiani e musulmani, frutto di una politicizzazione dell’islam (zenit, 03-05-2006)

In nigeria la politicizzazione dell’islam e forse la religione in generale sta acutizzando le tensioni tra musulmani e cristiani, spiega un rappresentante cattolico nel paese. “l’islam è arrivato in nigeria verso l’anno 1000 e il cristianesimo, anche se più recente nel paese, è esistito fianco a fianco con i musulmani; c’è stato un rapporto molto naturale e umano per lungo tempo”, ha affermato padre obiore ike, vicario generale della diocesi di enugu, durante una recente visita all’organizzazione “aiuto alla chiesa che soffre” (acs). “recentemente, tuttavia, abbiamo notato un aumento dell’aggressività e della violenza, una crescente politicizzazione dell’islam e forse della religione”, ha aggiunto il sacerdote, la cui diocesi è situata nel sud della nigeria. “la politicizzazione più importante e critica dell’islam è stata la registrazione della nigeria da parte del governo militare come stato islamico, nel 1985. La nigeria è stata registrata – da un presidente musulmano – come uno dei paesi appartenenti all’organizzazione dei paesi islamici. I cristiani hanno ovviamente protestato, ma la nigeria è rimasta un membro dei paesi islamici”, ha spiegato. “in aggiunta a questo – e ciò è stato minimizzato – c’è il fatto che 12 stati in nigeria hanno deciso di rendere la sharia [legge islamica, ndt.] La legge prioritaria nel loro territorio – ha aggiunto padre ike –. Ciò contraddice la costituzione federale, che afferma che la nigeria è uno stato laico e che nessuna religione dev’essere considerata religione di stato”. Citando l’esempio dello stato di kaduna, che “ha imposto la sharia ed ha il 70% della popolazione costituito da cristiani e non da musulmani”, il vicario generale si è poi domandato: “come si può imporre la sharia a gente che non la vuole e perfino imporla in quegli stati contro la costituzione nigeriana?” dell’islam. (zenit,  03-05-2006)

Torna ai titoli...


Milizia rivendica bomba contro raffineria nel Delta (RadioCapital, 30-04-2006)

Una milizia nigeriana operante nella regione petrolifera del Delta ha vantato stasera di avere fatto saltare in aria, a ridosso di una raffineria di petrolio nella citta' di Warri, un'autovertura contenente 30 chilogrammi di esplosivo. L'esplosione era stata comandata con un segnale trasmesso da un telefonino portatile. Nella rivendicazione, trasmessa per e-mail ai giornalisti dai miliziani del Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger, si afferma che l'attentato e' stato analogo a quello ultimamente realizzato dalla medesima milizia per colpire una caserma dell'esercito a Port Harcount, il 20 aprile scorso: vi rimasero uccise due persone. (RadioCapital, 30-04-2006)

Torna ai titoli...


La nuova alleanza con la Cina sul petrolio (R.Vaticana, 28-04-2006)

Comunicato congiunto con la Cina - Dal 26 al 27 aprile, il presidente cinese Hu Jintao ha compiuto una visita di stato in Nigeria; durante la visita, i due paesi hanno pubblicato un comunicato congiunto che decide di sviluppare ulteriormente la cooperazione nei vari settori tra i due paesi e di promuovere il costante e profondo sviluppo delle relazioni di partnership strategica tra Cina e Nigeria. Il comunicato dice che le due parti sostengono all'unanimità che le potenzialità di cooperazione economica tra i due paesi sono enormi e le prospettive ampie. Le due parti hanno espresso il desiderio di rafforzare la cooperazione nei settori agricolo, dell'energia elettrica, della costruzione delle infrastrutture, delle risorse energetiche, delle telecomunicazioni e dello sfruttamento delle risorse umane. La Nigeria ha riaffermato la persistenza nella politica di una sola Cina e l'appoggio a tutti gli sforzi compiuti dal governo cinese per la riunificazione del paese. (Radio Cina Int.,http://it.chinabroadcast.cn/268/2006/04/27/45@54855.htm, 27-04-2006) - Un intervento al Parlamento di Abuja e un incontro con il capo di Stato Olusegun Obasanjo sono stati al centro della visita del presidente cinese Hu Jintao in Nigeria, primo produttore di petrolio in Africa. Nei colloqui si è parlato anche dell’accordo offerto dalla Nigeria alla Cina per quattro licenze di sfruttamento petrolifero, in cambio di investimenti finanziari. Al momento, Pechino è impegnata ad assicurarsi una certa autosufficienza nell'approvvigionamento energetico, di fronte ai crescenti bisogni derivati dal proprio boom economico. (RV,  28/04/2006)

Torna ai titoli...


Salda debito con Club di Parigi (Euronews, 21-04-2006)

La Nigeria ha saldato il suo debito con il Club di Parigi, che raggruppa 19 paesi creditori tra cui la Francia, la Gran Bretagna, la Russia e la Germania. Dopo aver regolato questo impegno, il governo di Abuja prevede di utilizzare le risorse per le infrasturtture, la sanità e l'istruzione. Nel dettaglio la situazione economica della Nigeria è la seguente: il debito saldato ammonta a quasi 10 miliardi di euro, mentre di altri quattro miliardi è l'importo che il paese deve pagare a creditori diversi. Il Pil della nazione è di 62 miliardi di euro per una popolazione che supera i 131 milioni di persone. La Nigeria è l'ottavo esportatore di greggio e negli ultimi mesi il governo ha beneficiato del forte rialzo del prezzo del petrolio. Ma nonostante l'economia trainata dall'oro nero, molti nigeriani sono poverissimi e vivono con meno di un euro al giorno. (Euronews,  21-04-2006)

Torna ai titoli...


Autobomba uccide 3 persone, minacce a impianti petrolio (Reuters, 20-04-2006)

Ieri notte un'auto-bomba è esplosa uccidendo tre persone che si trovavano in una caserma militare a Port Harcourt città nel sud della Nigeria, ha riferito oggi una fonte militare, e militanti hanno fatto sapere di aver fatto esplodere loro la bomba. Il Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger (Medn), i cui attacchi all'industria del petrolio hanno decurtato le esportazioni nigeriane di un quarto, ha comunicato con una e-mail l'intenzione di portare altri attacchi come questi a bersagli petroliferi ed esseri umani. "L'esplosione ha mandato in pezzi molte vetture. Tutto il luogo è ricoperto di macerie", ha detto una fonte militare che vive nella caserma e che ha chiesto che non venisse fatto il suo nome. "Tre persone sono morte e molti altri hanno riportato ferite e sono stati portati all'ospedale militare". Il Medn, che ha chiesto di avere un'autonomia locale più ampia sugli stabilimenti petroliferi della zona del Delta del Niger, ha detto che alcuni loro operatori hanno fatto esplodere la bomba per mezzo di un controllo a distanza. (Reuters, 20-04-2006)

Torna ai titoli...


Respinto piano per sviluppo del delta del Niger (LM, Misna, 19-04-2006)

I militanti del Mend (Movimento di emancipazione per il Delta del Niger), responsabili di violenze che hanno ridotto di circa un quarto le esportazioni da questa regione nigeriana ricca di petrolio, hanno respinto il piano annunciato ieri dal presidente Olusegun Obasanjo per lo sviluppo socio-economico del territorio. In una e-mail inviata ai media il Mend, che a febbraio scorso sequestrò nove addetti del settore petrolifero per poi rilasciarli tutti entro fine marzo, ha sostenuto che i progetti di Obasanjo, tra cui un’autostrada e la creazione di 20.000 posti di lavoro, non corrispondono alla sua principale richiesta, ovvero la gestione diretta dei profitti ricavabili dall’industria locale dell’‘oro nero’. Il gruppo ha poi lanciato un avvertimento alle aziende petrolifere e ai loro dipendenti minacciando nuovi attacchi. Le proposte respinte dai militanti erano state formulate dal presidente nigeriano in occasione del primo incontro del Consiglio per lo sviluppo socio-economico degli stati del Delta del Niger, che dovrebbe tornare a riunirsi il prossimo 18 luglio e che per ora è stato boicottato dal Mend, il quale chiede da tempo maggiore autonomia regionale sulla gestione delle risorse petrolifere e il rilascio di due suoi capi in prigione. Con 2,6 milioni di barili al giorno, la Nigeria è l’8° produttore di greggio al mondo, ma molti dei suoi oltre 130 milioni di abitanti – il Paese più popoloso dell’Africa – vivono sotto la soglia di povertà. (LM, Misna,  19-04-2006)

Torna ai titoli...


Delta: anche un’autostrada per rilanciare lo sviluppo (LM, Misna, 19-04-2006)

Una serie di progetti del governo federale, tra cui un’autostrada e la creazione di 20.000 posti di lavoro, sono stati annunciati ieri dal presidente Olusegun Obasanjo nel discorso inaugurale del Consiglio per lo sviluppo socio-economico degli stati del Delta del Niger, organismo destinato a promuovere lo sviluppo della regione ricca di petrolio eppure caratterizzata da povertà diffusa tra i suoi abitanti. “Abbiamo una meravigliosa opportunità per un nuovo inizio” ha detto il capo di stato elencando una lista di iniziative: un’autostrada da 1,8 miliardi di dollari che colleghi l’est all’ovest e nuove assunzioni in esercito, polizia, aziende petrolifere statali e istruzione. Obasanjo ha poi sollecitato i governatori degli stati della Nigeria a presentare i propri progetti entro la prossima riunione del Consiglio, prevista per il 18 luglio. Scettici i commenti di esponenti dei gruppi locali del Delta del Niger che denunciano l’emarginazione della propria regione e chiedono – da qualche mese anche con sequestri e attacchi contro gli impianti - una più equa distribuzione delle risorse petrolifere. “L’annuncio non è abbastanza elettrizzante da costringerci a fornire un responso positivo” ha dichiarato Oronto Douglas del Mend (Movimento di emancipazione per il Delta del Niger). Il nuovo organismo per lo sviluppo della ‘regione-cassaforte petrolifera’ della Nigeria è presieduto da Obasanjo e composto dai governatori dei tre principali stati costieri che si affacciano sul grande fiume - Rivers, Bayelsa e Delta - da quelli di altri due stati della regione, da rappresentanti del presidente e da funzionari dei ministeri del Petrolio e del Lavoro. (LM, Misna,  19-04-2006)

Torna ai titoli...


Il partito al governo favorevole ad un terzo mandato di Obasanjo (Adnkronos, 15-04-2006)

Il partito al governo in Nigeria ha deciso di sostenere il disegno di legge depositato nei giorni scorsi che modifica la costituzione e concedere all'attuale presidente Olusegun Obasanjo di candidarsi per un terzo mandato consecutivo. Al termine del congresso dei direttorio del Partito democratico popolare (Pdp) e' stato chiesto, riferisce la Misna, di "lavorare per creare il consenso necessario alla legge in questione, garantendone l'approvazione". (Adnkronos,  15-04-2006)

Torna ai titoli...


Il gas flaring avvelena aria terra e acqua (da R.B., Il Sole 24 Ore, 09-04-2006)

Re Badunerum Oriene, 70 anni, è il sovrano di Akpor, il regno più ampio del River State (uno degli 11 Stati del Delta), dove vivono 800mila persone e operano 22 società petrolifere. Ha raccontato a Roberto Bongiorni, inviato del Sole 24 ore, il degrado ecologico provocato dal petrolio e dal “gas flaring” (combustione a cielo aperto del gas naturale collegato all’estrazione del greggio: la quantità emessa in Nigeria è pari al 20% di quella mondiale). Un tempo, nel regno di Akpor, vicino a Port Harcourt, si viveva di pesca e agricoltura, racconta Badunerum Oriene. Oggi l’intera regione è gravemente inquinata. Le compagnie internazionali sfruttano le risorse senza dare nulla in cambio. I dintorni di Port Harcourt offrono uno spettacolo desolante: villaggi poveri, immondizia, oleodotti che perdono. I colori non sono mai vivi. L’acqua dei fiumi è marrone. Il cielo ricoperto da una patina grigio fumo: uno degli effetti del gas flaring, rileva re Oriene. Secondo la Banca Mondiale esso ha contribuito ad immettere in atmosfera più gas serra di tutti i 49 Stati dell’Africa sub-sahariana. “A causa del gas flaring, continua il re, nell’aria si alzano particelle di idrocarburi. La pioggia acida rovina il terreno. Le piante da frutta sono sterili. E non abbiamo quasi più acqua potabile”. Ndr – Nostra riduzione di un articolo di Roberto Bongiorni, apparso su Il Sole 24 Ore del 9 aprile 2006.

Torna ai titoli...


Delta: un “consiglio” per risolvere ingiustizie (E.B., Misna, 07-04-2006)

“Dobbiamo essere d’accordo sul fatto che la questione del Delta del Niger non è tribale né di un solo settore, ma è una sfida nazionale e le sue conseguenze toccano tutti noi”: lo ha detto il presidente Olusegun Obasanjo presentando il nuovo Consiglio per lo sviluppo socio-economico degli stati del Delta del Niger, la “regione-cassaforte” del petrolio nigeriano dove le comunità locali da tempo chiedono di poter beneficiare delle risorse naturali. Obasanjo, ammettendo che finora gli sforzi fatti non sono riusciti a far fronte alle richieste, ha detto che il governo intende prestare maggior attenzione alla creazione di posti di lavoro, di infrastrutture e di servizi scolastici. “Se questo fosse garantito, il nostro paese potrebbe godere di maggiore serenità, pace e armonia” ha aggiunto. Il nuovo organismo, che sarà inaugurato il 18 aprile, è composto dai governatori dei tre principali stati costieri che si affacciano sul grande fiume, Rivers, Bayelsa e Delta, da quelli di altri due stati della regione, delegati di loro nomina, rappresentanti del presidente e funzionari dei ministeri del Petrolio e del Lavoro e Obasanjo lo presiederà. L’obiettivo è la formulazione di misure di “breve, medio e lungo” termine per risolvere i numerosi problemi socio-economici del Delta del Niger, che ospita i principali giacimenti di petrolio del paese, dove tra l’altro si verificano spesso incidenti con gravi perdite di greggio. L’ultima è stata denunciata ieri da un rappresentante della minoranza Ogoni, secondo il quale una fuoriuscita di circa 10.000 barili di “oro nero” avrebbe provocato seri danni all’ambiente. (E.B., Misna,  07-04-2006)

Torna ai titoli...


Virus H5N1 arriva a Lagos (TicinOnLine, 06-04-2006)

Il virus H5N1 continua a diffondersi in Nigeria e oggi è stato individuato anche a Lagos che con i suoi 13 milioni di abitanti è la città più grande dell'Africa. Lo hanno rivelato le autorità sanitarie locali. La scoperta, a centinaia di chilometri dal primo focolaio nel Paese, sembra dimostrare il fallimento delle misure di contenimento della malattia e apre l'inquietante prospettiva di un possibile contagio umano. "Stiamo prelevando campioni da esseri umani che hanno avuto contatti con il pollame infetto nello Stato di Lagos e li stiamo inviando ad un laboratorio di virologia" ha dichiarato Jide Coker, esperto del ministero della Salute nigeriano incaricato di coordinare le misure per contenere la malattia a Lagos e nel vicino stato di Ogun. La presenza del virus è stata confermata nella fattoria Agege di Ikeja, una località alla periferia di Lagos, e a Victoria Island, un esclusivo distretto finanziario sulla costa atlantica. Per ora l'aviaria è stata individuata in 13 dei 36 Stati che formano la Nigeria e nel Territorio della capitale federale Abuja, ma non sono stati segnalati casi umani. Milioni di nigeriani tengono polli nei cortili delle loro case e la maggior parte del pollame viene trasportato e venduto vivo perché sono in pochissimi ad avere un frigorifero. (TicinOnLine,  06-04-2006)

Torna ai titoli...


Condannato a morte per rapina a manoarmata (Ag.Radicale, 04-04-2006)

Un uomo di 35 anni, Umaru Auta, è stato condannato a morte nello stato nigeriano di Bauchi per rapina a mano armata; poiché il pubblico ministero ha dimostrato la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio – ha detto il giudice Bala Umar – l’imputato è stato condannato in base alla sezione 1 (2) (b) e alla sezione 5(b) della Legge anti-rapine e sulle Armi da fuoco, Cap 398, Legge del Governo Federale 1990. (…) Secondo tre testimoni, con l’aiuto di un complice Auta avrebbe aggredito Hamza Adamu, rubando a quest’ultimo la bicicletta e una borsa contenente vestiti. Gli aggressori avrebbero agito a volto coperto ed armati di machete. Auta era stato arrestato dalla polizia nel 1999, in un villaggio presso Toro, nello stato del Bauchi. Il complice, Umaru Babusa, è ancora a piede libero. La vittima aveva riportato ferite ed era stato ricoverato all’Ospedale Generale di Toro. (Ag.Radicale,  04-04-2006)

Torna ai titoli...


Obasanja scarta l’idea di un terzo mandato (Panapress, trad. Africa,30-03-2006)

Il presidente nigeriano Olusegun Obasanjo ha dichiarato giovedi 30 marzo che un terzo mandato alla presidenza “non è all’ordine del giorno”, per il momento. Da parte sua, però, Olusegun Obasanjo sostiene gli emendamenti costituzionali in corso che potrebbere autorizzare un terzo mandato al presidenete e ai governatori di Stato. Nelle interviste accordate alla stampa negli Stati Uniti ove si trova attualmente, Obasanjo ha rigettato “con forza” le insinuazioni secondo le quali “manipolerebbe” l’Asssemblea nazionale per modificare la Costituzione in modo da presentarsi per un terzo mandato. L’Assemblea ha la responsabilità legittima e costituzionale di fare leggi in Nigeria e di cambiarne altre, Costituzione compresa, ha sottolineato il presidente. Il soggetto di un terzo mandatao, ha pure dichiarato Obasanjo, non è stato abbordato nelle discussioni con il presidente George Bush. Il secondo mandato di Obasanjo dovrebbe concludersi l’anno prossimo, anche se i suoi partigiano si augurano che possa avere un terzo mandato che gli permetterebbe di portare a termine “il suo programma di riforme” (Panapresse, trad. Africa, 30-03-2006)

Torna ai titoli...


Taylor è scomparso, fonti presidenza (SwissInfo, 28-03-2006)

L'ex presidente della Liberia Charles Taylor, che si trovava in esilio in Nigeria, è scomparso. Lo riferisce oggi una fonte della presidenza nigeriana. Taylor doveva essere estradato in Liberia, ma ieri la presidente Ellen Johnson-Sirleaf ha cambiato idea proponendo che Taylor fosse trasferito in Sierra Leone per essere giudicato davanti al Tribunale speciale per i crimini di guerra. La Nigeria da parte sua si era rifiutata di arrestare Taylor e consegnarlo, dicendo però che poteva essere prelevato dagli stessi liberiani. (SwissInfo,  28-03-2006)

Torna ai titoli...


Rilasciati tre ostaggi occidentali (Corriere della Sera/ Agr, 27-03-2006)

Rilasciati in Nigeria tre dei nove ostaggi occidentali rapiti lo scorso 18 febbraio da un gruppo di ribelli. Lo ha fatto sapere un portavoce del governo. I tre, due americani e un britannico, sono stati rilasciati nella citta' di Warri, nel delta del Niger, dove erano tenuti prigionieri dalla guerriglia separatista. Gli altri sei ostaggi erano stati liberati dopo una settimana dal sequestro. (Corriere della Sera/ Agr,  27-03-2006)

Torna ai titoli...


Censimento nazionale: ultimo giorno (CO, Misna, 27-03-2006)

Milioni di nigeriani devono essere ancora contati nel settimo e ultimo giorno del primo censimento nazionale in 15 anni nella Repubblica federale di 36 Stati, nonostante la proroga di due giorni decisa sabato dal presidente Olusegun Obasanjo. A Kano, nel nord del paese, sono già riprese le attività commerciali – ha confermato una fonte locale contattata dalla MISNA – nonostante l’ordine del governo alla popolazione di restare in casa in attesa di essere censita dai funzionari statali. “Non potevo stare a casa per altri due giorni senza cibo né soldi”, ha riferito un commerciante. Negozi chiusi invece a Lagos, nel sud del paese: “Gli impiegati non sono ancora arrivati nella nostra aerea – ha commentato un residente locale – e nessuno ci ha detto perché”. Si è concluso ieri, invece, il censimento dei residenti di Kaduna, nel nord del paese: “I funzionari – ha riferito alla MISNA una fonte locale – sono passati casa e per casa e hanno tinto con l’inchiostro un dito delle persone man mano conteggiate”. Nonostante ciò, ha aggiunto la fonte, “scuole, uffici e negozi sono ancora costretti a restare chiusi. Non c’è movimento per le strade. Non sappiamo ancora se domani potremo riprendere le normali attività. È probabile che il governo decida un’ulteriore proroga”. É ancora incompleto infatti il censimento delle comunità Cham e Bolanga, nello Stato di Gombe, nel nordest, così come quello dei residenti di Lugbe, Kubwa, Gosa e Utako, nello Stato della capitale Abuja. Nello Stato di Anambra, nel sudest, l’indagine demografica è stata in parte boicottata dagli attivisti del ‘Movimento per la creazione dello Stato sovrano del Biafra’ (Massob). Anche negli Stati di Abia e Sokoto, molte aree devono essere ancora censite. I governatori di molte regioni contestano perciò le cifre fornite dalla Commissione nazionale per la popolazi one (Npc), secondo la quale sarebbe già stato registrato il 95% della popolazione, stimata tra i 120 e i 150 milioni. I ritardi nella rilevazione sono stati dovuti non solo a problemi organizzativi, ma anche a resistenze e tensioni tra il governo centrale e comunità locali che lottano per dimostrare la loro superiorità numerica, dal momento che la popolazione è il parametro usato per distribuire le risorse petrolifere e per decidere la rappresentanza proporzionale politica. (CO, Misna, 27-03-2006)

Torna ai titoli...


Nigeria - Via al censimento: tutti in casa fino a domenica (Corriere della sera, 23-03-2006)

Al via un censimento per contare gli abitanti della Nigeria. Si tratta del primo in 15 anni e che si concludera' domenica. Fino a quel giorno i nigeriani dovranno restare a casa e aspettare di essere contati uno per uno dai funzionari del governo. Per ora i dati, approssimativi, sul Paese parlano di centoventi o centocinquanta milioni di abitanti. (Agr/ Corriere della sera,  23-03-2006)

Torna ai titoli...


Arrestato ex-governatore ostile a terzo mandato presidenziale (B.F., Misna, 21-03-2006)

L’ex governatore dello Stato di Kaduna, e uno dei principali critici dell’ipotesi di un terzo mandato per il presidente Olusegun Obasanjo, è stato prelevato contro la sua volontà dalla sua abitazione di Katsina (capitale dell’omonimo Stato nel nord) da agenti della sicurezza e trasferito ad Abuja; lo riferisce il quotidiano nigeriano ‘This Day’, aggiungendo il sospetto che l’arresto, avvenuto ieri, sia stato compiuto da uomini dei servizi segreti. Alhaji Mohammd Lawal Kaita, 74 anni, è uno stretto alleato del vicepresidente Atiku Abubakar, ma i suoi rapporti con il partito di governo, il Partito democratico popolare (Pdp), si sono deteriorati in seguito a un intenso dibattito politico sulla possibilità di modificare la costituzione per permettere al presidente Olusegun Obasanjo di concorrere per un terzo mandato consecutivo, seppure finora il capo dello Stato non ha mai detto ufficialmente di avere intenzione di ripresentarsi alle elezioni del 2007. Kaita e altri membri del Pdp hanno infine lasciato il partito per creare una nuova formazione, il Congresso d’avanguardia dei democratici (Acd). Venerdì scorso Kaita e altri sette dirigenti del suo nuovo partito erano stati brevemente fermati dalla polizia dopo che, nel vicino stato di Jigawa, gli agenti avevano disperso con gas lacrimogeni una manifestazione dell'Acd. (B.F., Misna,  21-03-2006)

Torna ai titoli...


Scontri e morti alla vigilia del censimento nazionale (C.O., Misna, 20-03-2006)

Almeno sei persone sono state uccise e diverse ferite nel sud-ovest del paese in scontri scoppiati in seguito a controversie legate al censimento nazionale che si terrà tra domani e sabato. Si tratta del primo censimento dal 1991: allora furono contate 88,5 milioni di persone, ma secondo le più recenti stime utilizzate da Nazioni Unite e Banca mondiale, la popolazione nigeriana è compresa tra 126 e 133 milioni di abitanti. Gli scontri mortali sono esplosi tra la comunità degli Ijaw e degli Irele, che si contendono la proprietà del villaggio di Taribo nello stato di Ondo, dopo che la Commissione nazionale per la popolazione (Npc) aveva deciso di fondere i due gruppi per il censimento. Nel fine settimana “i giovani Taribo-Ijaw hanno rifiutato la fusione e vi sono state violenze che hanno provocato parecchi morti”, ha detto solo oggi un ufficiale di polizia dello Stato di Ondo. Altri episodi di violenza si sono verificati nel nord del paese: sabato sera studenti hanno vandalizzato un ufficio comunale locale e dato alle fiamme la casa e la macchina di un politico nella città di Ungogo, 10 chilometri a nord di Kano; venerdì, nello Stato di Katsina, funzionari per il censimento hanno incendiato un ufficio dell’amministrazione locale dopo aver scoperto che i loro salari erano inferiori a quelli delle loro controparti in altre località del paese. Proteste simili contro salari bassi o tardivi si sono verificate nello stato meridionale di River dove parecchi funzionari sono stati arrestati. Il censimento era stato programmato già nel 2003, ma da allora si sono susseguite continue posticipazioni per ragioni sia economiche sia tecniche. La popolazione è il parametro usato per distribuire le risorse petrolifere e per decidere la rappresentanza proporzionale politica. La Npc deve scontrarsi poi non solo con problemi logistici dovuti alla cattiva condizione delle infrastrutture del vasto e caotico paese, ma anche con stati in competizione, comunità religiose e gruppi etnici tutti smaniosi di dimostrare la loro superiorità numerica. Questi problemi in Nigeria hanno scatenato conflitti etnici, religiosi e politici che, dopo la fine dei 15 anni di dittatura militare, dal 1999 a oggi hanno mietuto 14.000 vittime. Programmata infine per il 3 dicembre scorso, la ricerca demografica è stata rinviata a marzo: scadenza inderogabile per la Npc, per la quale l’indagine è indispensabile per definire le circoscrizioni elettorali in vista delle elezioni del 2007. (C.O., Misna, http://www.misna.org/ 20-03-2006)

Torna ai titoli...


I sabotaggi agli oleodotti italiani fanno aumentare il prezzo del greggio (Peacereporter, 20-03-2006)

L'Ente nazionale idrocarburi ha confermato "l'azione di sabotaggio" che ha colpito uno dei suoi oleodotti in Nigeria, determinando la perdita di una imprecisata quantità di prodotto. I sabotatori stanno tenendo sotto attacco gli impianti petroliferi dislocati lungo il più grande Delta del fiume Niger all'interno del Paese, richiedendo una più equa distribuzione della ricchezza all'interno dell'area. La Nigeria, il più grande Paese africano produttore di greggio, dall'inizio dell'anno ha registrato tagli del 20% alle esportazioni, quando i sabotatori hanno iniziato a far partire gli attacchi alle compagnie petrolifere straniere. Il prezzo del greggio statunitense è salito di 7 centesimi fino ad arrivare a 62,84 dollari nelle prime contrattazioni nei mercati dell'Estremo Oriente. "Credo che i prezzi stiano reagendo alla situazione in Nigeria in virtù del rapporto Eni sugli attacchi ai suoi oleodotti", ha affermato Andrew Harrington, analista delle risorse alla Banca Anz di Sidney. Altri due fattori che mantengono alto il prezzo del petrolio sono la situazione della sicurezza in Iraq e la lontananza di vedute con l'Iran sul nucleare, che potrebbe concludersi con sanzione economiche per Tehran. (Peacereporter, 20-03-2006)

Torna ai titoli...


Intimidazioni all'opposizione: arrestato un attivista (Peacereporter, 20-03-2006)

Agenti di sicurezza nigeriani hanno arrestato un politico dell'opposizione, Lawai Kaita. Un portavoce del suo partito ha accusato il governo di perseguitare chi si oppone ai piani del presidente Olusegun Obasanjo per un terzo mandato. Il partito sostiene che tre giorni fa la polizia ha interrotto un congresso dell'opposizione utilizzando gas lacrimogeni e arrestando alcuni attivisti. La polizia ha affermato di aver bloccato l'incontro perchè gli organizzatori non avevano ottenuto il permesso. In precedenza la polizia aveva arrestato un tipografo e confiscato migliaia di copie di un libretto in cui si esprimeva dissenso per un terzo mandato. (Peacereporter, 20-03-2006)

Torna ai titoli...


I Vescovi denunciano gli scontri come “fallimento del Governo” (Zenit, 17-03-2006)

I leader cattolici in Nigeria hanno biasimato il Governo per aver chiuso un occhio sulla diffusione della violenza nel Paese. Condannando gli “orribili omicidi” di musulmani e cristiani, la Conferenza dei Vescovi Cattolici della Nigeria (CBCN) ha pubblicato il 15 marzo un comunicato in cui denuncia il “fallimento del Governo”. “La distruzione della vita e della proprietà in nome della religione disonora la Nigeria”, affermano i presuli commentando le rivolte popolari che hanno avuto luogo nei giorni scorsi. La scintilla che è servita da scusa è stata la pubblicazione sui giornali occidentali di vignette su Maometto. Tra gli assassinati c’è anche un sacerdote cattolico, padre Michael Gajere. “Siamo oltraggiati dalla violenza, e condanniamo fortemente gli orribili omicidi di Nigeriani innocenti”, ha aggiunto. (…) “…in certi casi che mentre chiese, moschee, negozi e case venivano date alle fiamme dagli incendiari e la gente innocente veniva attaccata e brutalmente uccisa da assassini scriteriati, gli agenti che dovevano far rispettare le leggi non sono andati in loro soccorso”. “Il Governo è responsabile della salvaguardia dei diritti costituzionali di ogni Nigeriano ovunque in Nigeria”, sottolineano. “Nessun Nigeriano dovrebbe sentirsi a rischio a causa della religione, della lingua o della tribù. Dichiariamo che il fallimento delle agenzie di sicurezza di assicurare la vita e la proprietà è un fallimento del Governo”. “Quando il Governo fallisce nell’essere all’altezza delle sue responsabilità in questioni di questo tipo, la gente viene provocata a farsi giustizia da sé”, affermano poi. “Esaminati in modo più approfondito, sembrerebbe che questi scontri siano stati orchestrati da gente con dubbi intenti – denunciano i Vescovi –. C’è, quindi, un urgente bisogno che il Governo sia all’altezza delle sue responsabilità identificando, isolando, disarmando e perseguendo gli assassini e i piromani, i fanatici e i terroristi”. (…) I Vescovi riconoscono di riuscire a vedere dei barlumi di speranza in quei cristiani e musulmani che, durante gli scontri, si sono aiutati in gesti di profonda solidarietà. In linea con la Christian Association of Nigeria (C.A.N.), i Vescovi chiedono a tutti i fedeli cattolici di osservare due giorni di preghiera il 27 e il 28 marzo per le vittime degli scontri. (Zenit,  17-03-2006)

Torna ai titoli...


Vescovi: “Mantenendo viva la speranza” (R.G., Radio Vaticana, 14-03-2006)

I grandi temi della società nigeriana sono stati al centro della conferenza dei vescovi del Paese africano, che nel documento finale invitano presidente e governo a rispettare le attese dei cittadini in ambito politico, come sicurezza e il rispetto dei diritti umani. “La Chiesa in Nigeria: mantenendo viva la speranza”: così titola la nota dei presuli, prendendo atto dei gravi problemi socio-politici del loro Paese. In primo piano, la possibile modifica della Costituzione per permettere al presidente in carica, Olusengun Obasanjo, di candidarsi per un terzo mandato consecutivo. “Se anche il terzo mandato fosse reso legale attraverso una revisione costituzionale – osservano i presuli – quanti sono al momento al potere dovrebbero considerare se è etico cambiare le regole a loro vantaggio a metà del gioco”. (…) I vescovi non dimenticano le drammatiche urgenze della popolazione, che ha “un disperato bisogno di forniture elettriche, di acqua potabile e di strade migliori”. Quindi deprecano “l’insicurezza di vita e di proprietà”, che “fa vivere i cittadini nella paura e spaventa gli ospiti, gli investitori e i turisti allontanandoli”. Nel comunicato, si fa riferimento anche alla crisi nel Delta del Niger, attribuendone la colpa alla “perdurante ingiustizia sociale nei confronti della regione che contribuisce largamente” all’economia nazionale. Infine, il doloroso capitolo sugli scontri recenti in varie parti del Paese, a seguito della pubblicazione in occidente delle vignette blasfeme su Maometto. (…) “Questi scontri – scrivono a chiare lettere – sono stati orchestrati con intenzioni dubbie. C’è perciò un urgente bisogno che il governo sia all’altezza delle sue responsabilità identificando, isolando, disarmando e processando assassini e piromani, fanatici e terroristi”. E per commemorare le vittime degli scontri, i vescovi segnalano che l’Associazione cristiana nigeriana ha invitato tutti i cattolici ad osservare due giorni di preghiera, il 27 e il 28 marzo. (R.G., Radio Vaticana,  14-03-2006)

Torna ai titoli...


Delta del Niger: intensi scontri (M.Z., Misna, 09-03-2006)

L’esercito nigeriano ha confermato le notizie, diffusesi in giornata, di intensi combattimenti con i miliziani del Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend) avvenuti ieri a Okerenkoko, villaggio Ijaw a un trentina di chilometri da Warri, nelle paludi del sud della Nigeria. Fonti anonime delle forze armate hanno sostanzialmente confermato la versione fornita stamani dal Mend, anche se l’esercito governativo ha detto di non essere in grado di fornire nessun bilancio. Miliziani e forze governative si accusano a vicenda di aver dato inizio all’intensa sparatoria durata 45 minuti e avvenuta lungo i fiumi della zona di Okerenkoko, la località in cui (secondo la stampa) dovrebbero trovarsi i 3 ostaggi (due americani e un inglese) nelle mani del Mend dal 18 febbraio scorso. In un nuovo bilancio degli scontri, gli uomini del Mend sostengono di aver ucciso 13 soldati governativi. (M.Z., Misna,  09-03-2006)

Torna ai titoli...


Miliziani Yoruba accusati di 10 mila omicidi (Peacereporter, 09-03-2006)

Il governo nigeriano ha accusato la milizia degli Yoruba di aver ucciso 10 mila persone negli ultimi sette anni. L'accusa è stata formulata durante il processo a sei membri del Congresso del popolo Oodua (Cpo) ed è parte di un'azione repressiva del governo contro i gruppi tribali che hanno minato l'unità dello stato. "Il Cpo è un'organizzazione secessionista, tribale e assassina che non ha riguardo per la vita e ha ucciso e mutilato più di dieci mila persone", afferma un documento del processo. Il Cpo è stato fondato negli anni '90 per perseguire gli interessi degli Yoruba, il secondo gruppo della Nigeria. (Peacereporter,  09-03-2006)

Torna ai titoli...


Delta del Niger: nuovi sviluppi di una crisi...“alimentata dall’esterno” (M.Z., Misna, 08-03-2006)

È stato rimosso dal suo incarico il generale Elias Zamani, comandante della Forza speciale inviata nei mesi scorsi nel Delta del Niger, sud della Nigeria, per condurre le operazioni contro i miliziani responsabili di attacchi e sequestri ai danni delle strutture e del personale delle multinazionali del petrolio che operano nella regione. Lo riferiscono oggi i giornali nigeriani, precisando che Zamani è stata sostituito alla guida della missione denominata “Restore Hope” (‘riportare la speranza’, lo stesso nome dato alla fallimentare missione Onu in Somalia alla metà degli anni ’90)dal brigadier generale Aa Ilogho, fino a ieri direttore della scuola di Guerra dell’esercito nigeriano ad Abuja. Finora non sono state spiegate le motivazioni della decisione, anche se è impossibile non collegare l’allontanamento di Zamani con le richieste avanzate nelle scorse settimane dalle comunità Ijaw del Delta del Niger e anche dal Movimento per l’emancipazione del Delta (Mend), il gruppo che detiene ancora in ostaggio 3 dipendenti stranieri (due americani e un inglese) di una multinazionale del petrolio. Dal delta infatti si era alzato un coro unanime di accuse contro Zamani, ritenuto il responsabile dei due raid aerei contro alcuni villaggi nella zona di Warri. I due episodi, avvenuti dopo il rilascio di 4 ostaggi sequestrati nei mesi scorsi dal Mend, avrebbero infatti interrotto bruscamente i negoziati in corso tra le autorità federali nigeriane e i vari movimenti Ijaw (armati e non) per trovare una soluzione ai problemi della regione. Intanto, ieri, il direttore delle operazioni militari, il maresciallo dell’Aria, Femi Gbadebi, parlando di fronte al parlamento, ha detto che “l’attuale crisi del Delta del Niger viene alimentata dall’esterno e da alcuni paesi che sono interessati nel far saltare gli equilibri della Nigeria”, ottavo esportare al mondo, e primo in Africa, di greggio. Gbadebi ha precisato che i protagonisti dei recenti attacchi nella regione hanno dimostrato una maggiore capacità tecnica e soprattutto godono di armamenti molto più sofisticati rispetto al passato. “L’aspetto più problematico - ha aggiunto il militare – è che la crisi potrebbe diventare una vera e propria valanga in grado di trascinare, unendoli, malcontenti di radice molto diversa, ma che rischiano di trasformarsi in una agitazione totale della regione per ottenere l’auto-determinazione o l’indipendenza”. (M.Z., Misna,  08-03-2006)

Torna ai titoli...


Primi risarcimenti per aviaria: già pagati 180mila dollari (PeaceReporter, 06-03-2006)

Il governo della Nigeria ha iniziato a pagare il risarcimento agli allevatori che hanno subito gravi perdite di pollame a causa dell'aviaria. Circa 180mila dollari sono stati pagati a 47 contadini nello stato settentrionale di Kano, dove sono morti metà dei 450mila polli infettati in totale dall'aviaria. Gli allevatori di pollame hanno chiesto più della cifra disposta dal governo di 2 dollari per pollo, dicendo che sarebbe soltanto metà del prezzo di mercato. (PeaceReporter,  06-03-2006)

Torna ai titoli...


I guerriglieri minacciano tagli alle esportazioni di petrolio (Cani Sciolti, 05-03-2006)

Appunti I militanti del Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger hanno annunciato oggi che puntano a tagliare le esportazioni petrolifere della Nigeria di un altro milione di barili al giorno questo mese, per sostenere la loro campagna politica che punta a garantire un maggiore controllo locale sulla produzione di greggio. Il Movimento ha catturato due settimane fa due ostaggi statunitensi e uno britannico . Gli attacchi dei militanti all'industria petrolifera hanno già ridotto di un quinto la produzione del paese, che è l'ottavo esportatore al mondo. (Cani Sciolti,  05-03-2006)

Torna ai titoli...


Delta Niger: liberati sei ostaggi stranieri (Swissinfo, 01-03-2006)

Sei dei nove ostaggi stranieri sequestrati il 18 febbraio scorso nella regione petrolifera del Delta del Niger (sud della Nigeria) sono stati liberati oggi dai loro rapitori, un gruppo di guerriglieri che si batte per cacciare dall'area le compagnie petrolifere straniere e destinare i proventi dell'industria del settore all' etnia locale degli Ijaw. La notizia è stata annunciata da una fonte governativa nigeriana. Degli ostaggi, tutti dipendenti della compagnia petrolifera Usa Willbros, il primo ad essere rilasciato è stato Macon Hawkins, del Texas, sofferente di diabete e liberato nel giorno del suo 69/0 compleanno. Le altre persone rilasciate sono due egiziani, due tailandesi e un filippino. Nelle mani dei sequestratori, appartenenti al Movimento per la liberazione del Delta del Niger, restano due cittadini Usa e uno britannico. (Swissinfo,  01-03-2006)

Torna ai titoli...


Esplosione in oleodotto nel delta del Niger (Adnkronos/Xin, 01-03-2003)

Un'esplosione si e' verificata oggi nei pressi di un oleodotto nella regione del Delta del Niger, in Nigeria. Secondo fonti locali, la deflagrazione sarebbe stata causata pero' da un ordigno non esploso utilizzato il mese scorso dalla task force militare creata dal governo di Abuja per far fronte agli attacchi agli impianti petroliferi, sempre piu' frequenti nella regione. (Adnkronos/Xin,  01-03-2003)

Torna ai titoli...


463 arresti per scontri religiosi (Corriere della Sera/Agr, 01-03-2006)

463 persone sono state arrestate in Nigeria in relazione agli scontri tra cristiani e musulmani che hanno causato oltre 100 morti nelle ultime due settimane nel Paese. Le violenze hanno avuto inizio il 18 febbraio a Maiduguri, nel nord del paese, quando una manifestazione di protesta contro le vignette su Maometto e' degenerata in attacchi contro i cristiani. (Corriere della Sera/Agr,  01-03-2006)

Torna ai titoli...


Militanti si impadroniscono di una petroliera (Vita.it, 28-02-2006)

Militanti separatisti hanno assunto oggi per breve tempo il controllo di una petroliera nel Delta del fiume Niger, a quanto si è appreso da fonti qualificate, dodici giorni dopo il rapimento, da un'altra nave, di nove stranieri, impiegati nell'industria petrolifera. Nel corso dell'azione odierna, nessuna persona è stata ferita o rapita, ma i militanti si sono impadroniti di due milioni di naira (l'equivalente di 13.000 euro) e degli strumenti di comunicazione della petroliera, l'"Escravos River", a quanto ha riferito il comandante di una nave locale. In un comunicato diffuso per posta elettronica, i militanti che hanno condotto l'azione contro la petroliera hanno rivendicato l'attacco e la presa di possesso temporanea dell'imbarcazione, senza causare danni alle persone a bordo. L'"Escravos River" -che assicura i collegamenti tra il terminal petrolifero di Warri e l'Oceano atlantico- compie normalmente un tragitto che tocca Okerenkoko, un'importante città della regione, abitata dalla comunità Ijaw, dove l'autoproclamatosi gruppo separatista "Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger" (Mend) custodirebbe gli stranieri sequestrati il 18 febbraio scorso. Il governatore dello stato del Delta del Niger, James Ibori, ha detto oggi ai giornalisti a Warri che i negoziati in corso per ottenere la liberazione dei nove stranieri fanno progressi, ma si è mostrato meno ottimista, rispetto ai giorni scorsi, su una loro liberazione imminente. (Vita.it,  28-02-2006)

Torna ai titoli...


Il Nobel Soyinka: non è guerra di religione (Yahoo news, 27-02-2006)

Oggi sulle pagine de la Repubblica possiamo leggere un'interessante intervista al premio Nobel per la letteratura 1986 Wole Soyinka, drammaturgo e romanziere nigeriano . Enrico Franceschini ha chiesto a Soyinka il suo punto di vista sulla situazione in Nigeria, con decine di morti tra cristiani e musulmani. "In apparenza, c'è dietro una guerra di religione - dice Soyinka - in realtà la miccia che ha acceso la violenza è, come sempre, la lotta per il potere. Ambizioni individuali e ambizioni di clan, convinti che sia venuto il loro momento di governare e di mettere le mani sulle risorse nazionali. Diversità religiose ed etniche vengono agitate a questo scopo, creando un cocktail micidiale in grado di distruggere tutta la nazione". - Sulle vignette contro Maometto commenta: "Io avrei preferito che non fossero mai pubblicate [...] tuttavia la reazione alla loro pubblicazione è largamente ipocrita e decisamente spoporzionata all'offesa" e ancora "i musulmani farebbero piuttosto bene a ricordare il modo in cui i loro estremisti hanno storicamente denigrato altre religioni e altre icone religiose. Non sono trascorsi molti anni, dopo tutto, da quando i Talibani distrussero le statue giganti del Budda in Afghanistan, e non mi pare di ricordare disordini buddisti contro regimi islamici, distruzioni di moschee o condanne a morte nei confronti dei perpetratori di quell'atto emesse dai sacerdoti buddisti. In Africa abbiamo imparato da un pezzo a ingoiare l'abuso storico e la denigrazione delle nostre religioni tradizionali, sia da parte del Cristianesimo che dell'Islam. Ora sta agli altri imparare la stessa cosa, ricordando che il santuario della fede più sicuro e meglio protetto è situato nel cuore di ciascun credente". L'intervista, da leggere, prosegue ancora su questo tema ma anche sulla situazione economico-politica dell'Africa e sul significato profondo degli aiuti occidentali, spesso soprattutto umilianti. (Yahoo news,  27-02-2006)

Torna ai titoli...


Shell condannata a 1,5 mld $ per danni ambientali (RSINews, 27-02-2006)

L’Alta Corte Federale della Nigeria ha condannato Shell Petroleum Development Corp. (SPDC), una joint-venture di cui Royal Dutch Shell detiene il 30%, a pagare 1,5 miliardi di dollari di risarcimento alla comunità aborigena Ijawa, che vive nella regione del Delta del Niger, per l’impatto nocivo conseguente alle perdite di petrolio nel loro territorio. La sentenza ha reso esecutiva l’ingiunzione di pagamento emessa, con un ordine del giorno, dal Senato nigeriano il 24 agosto 2004, che faceva riferimento a “infortuni sanitari, difficoltà economiche, malattie, anche gravi, di vario tipo e decessi che avrebb