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NOTIZIE 2006 - NIGER

Buone notizie sul fronte agro-alimentare. (LM, Fides, 17/12/06)

Espulso militante francese altermondialista (Peacereporter, 10/11/06)

Espulsione nomadi, già iniziate le operazioni (CC, Misna, 26/10/06)

Ordinata l'espulsione di 150 mila musulmani (Peacereporter, 24/10/06)

Il tira e molla di un sequestro anomalo. (il Giornale, 06/10/06)

Arrestati 14 dei rapitori degli italiani (Il Corriere della Sera, 05/09/06)

Telefona turista rapito:"Non siamo più tenuti in ostaggio" (la Repubblica, 30/08/06)

Turisti rapiti, smentito il rilascio (l’Unità, 29/08/06)

Capo rapitori si impegna a liberare ostaggi italiani (Reuters, 26/08/06)

Pam, parte distribuzione 16'000 tonnellate cibo (Swissinfo, 25/08/06)

I turisti rapiti in mano al Far Sahara - "Se l'esercito ci attacca li uccideremo" (la Repubblica, 25/08/06)

Individuati rapitori italiani, diretti verso Ciad (la Repubblica, 25/08/06)

Italiani rapiti: è mistero - alle ricerche partecipano i militari (la Repubblica, 24/08/06)

Si cercano i 2 italiani: non e' stato chiesto un riscatto (Ansa, 23/08/06)

Tra poverta' e insicurezza (Irene Panozzo, su Lettera22, 23/08/06)

Allarme Unicef (Adnkronos Salute, 12/06/06)

No al Protocollo in difesa dei diritti delle donne (Peacereporter, 06/06/06)

Nigergate: falso su uranio costruito a Roma (Ansa/Basilicatanet, 09-04-2006)

Divieto ai media di raccontare la malnutrizione (Peacereporter, 04-04-2006)

Quasi 700 persone uccise dalla meningite in tre mesi (J.M., Vita, 03-04-2006)

In 15 mila per chiedere la riforma del sistema scolastico (Peacereporter, 15-03-2006)

In 15 mila per chiedere la riforma del sistema scolastico (Peacereporter, 15-03-2006)

Confermati casi di aviaria (Peacereporter, 27-02-2006)

Caricature: in miglaia manifestano a Niamey (Swissinfo, 07-02-2006)

Persiste la fame per due milioni di persone, avverte la Caritas (Zenit, 26-01-2006)

Esplode deposito benzina, almeno 260 gli ustionati (Swissinfo, 25-01-2006)

Chiesa cattolica : 75 anni di presenza (L.M., Agenzia Fides, 09-01-2006)

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Buone notizie sul fronte agro-alimentare. (LM, Fides, 17/12/06)

Buone notizie sul fronte agricolo in Africa. Il Niger, che era stato colpito da una gravissima crisi alimentare (vedi Fides 21 settembre 2005), ha registrato quest’anno un raccolto record che ha permesso di ottenere un’eccedenza agricola di 457.237 tonnellate. Secondo le autorità locali l’eccellente risultato del 2006 è attribuibile alle abbondanti piogge e alla scarsa incidenza dei parassiti, come le locuste. Nel 2005, a fronte di un’eccedenza agricola di 21mila tonnellate di cereali, circa 2 milioni di persone si trovarono ad affrontare una gravissima penuria alimentare a causa delle siccità e delle locuste che avevano colpito diverse zone del Paese, alcune delle quali scarsamente collegate e difficilmente raggiungibili. Per soccorrere le popolazioni in difficoltà, il governo, le istituzioni umanitarie internazionali e organizzazioni non governative (tra le quali diverse cattoliche) avevano organizzato la distribuzione di aiuti alimentari sufficienti a sfamare almeno 3 milioni d persone. Secondo la rete di prevenzione delle crisi alimentari, quest’anno i Paesi dell’Africa occidentale e del Sahel hanno avuto un buon raccolto, sui 15 milioni di tonnellate di cereali. (….)(LM, Fides,  17/12/06)

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Espulso militante francese altermondialista (Peacereporter, 10/11/06)

Il militante francese altermondialista Claude Quémar ha confermato oggi all'agenzia Afp che verrà espulso in giornata dal Niger e rimandato in Francia. L'accusa è di aver pronunciato delle frasi critiche nei confronti delle autorità nigerine. Il movimento altermondialista, contestatore del modello liberale di mondializzazione e fautore di modalità di sviluppo più rispettose dell'uomo e dell'ambiente, è sorto negli anni '80 in alcuni paesi del sud del mondo, per poi estendersi, a partire dal 1994, anche in Occidente. Quémar, conferenziere al recente Forum sociale nigerino, e membro di una carovana sociale che ha percorso il nord del Niger, è stato fermato ieri dalla polizia a Tahoua, e ricondotto sotto scorta a Niamey. Secondo quanto riportato da fonti diplomatiche, Quémar è stato poi liberato nella serata di giovedì e ha riacquistato piena libertà di movimento. Quémar afferma di non aver fatto discorsi contro il Niger, né contro il primo ministro Hama Amadou, come invece sostengono gli accusatori. (Peacereporter,  10/11/06)

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Espulsione nomadi, già iniziate le operazioni (CC, Misna, 26/10/06)

Nel sudest del Niger sarebbero in corso operazioni delle forze di sicurezza per individuare i nomadi mahamidi di origine araba in vista del loro rimpatrio verso la frontiera con il Ciad, deciso dal governo. Secondo il governatore della regione di Diffa, Oumarou Yacouba, le espulsioni – annunciate un paio di giorni fa dalle autorità – sarebbero addirittura già iniziate venerdì scorso, “nel rispetto dovuto al genere umano e tenendo conto degli immensi greggi di cui dispongono i nomadi”. Ieri, un gruppo di nove deputati arabi al parlamento di Niamey aveva lanciato un appello all’Unione africana (Ua) e all’Onu “a favore di un intervento per evitare un conflitto molto grave”. Al presidente del Niger chiedono di “rinunciare alla sua decisione”. I parlamentari, tra cui un dirigente del patito di opposizione Pnds, hanno anche chiesto l’invio nella regione di una missione dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Acnur/Unhcr), condannando l’espulsione in massa dei nomadi – per la maggior parte originari del Sudan e del Ciad fuggiti dalle violenze nei loro rispettivi paesi negli ultimi decenni – e lanciando l’allarme contro “conseguenze disastrose per la sicurezza e la stabilità del nostro paese”. Secondo il deputato del Pnds, Bazoum Mohamed, gli arabi mahamidi non sarebbero più di 20.000, mentre la stampa internazionale parlava in questi giorni di cifre comprese tra 50.000 e 150.000 persone. (CC, Misna, 26/10/06)

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Ordinata l'espulsione di 150 mila musulmani (Peacereporter, 24/10/06)

Il governatore della stato di Diffa, nel Niger orientale, ha ordinato l'espulsione di 150 mila musulmani di etnia Mahamid, che vivono da decenni nello stato al confine con il Ciad. Il governo, attualmente impegnato in colloqui con anziani locali a Niamey, la capitale nigerina, non ha ancora giustificato la propria decisione. Secondo Idy Baraou, corrispondente Bbc a Niamey, i Mahamid farebbero parte dell'élite militare e commerciale del Paese, ma sarebbero spesso vittime di numerose discriminazioni. (Peacereporter,  24/10/06)

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Il tira e molla di un sequestro anomalo. (il Giornale, 06/10/06)

Sono nelle mani dei sequestratori da un mese e mezzo. Ma ancora non si capisce il perché. È un rapimento decisamente anomalo quello di Claudio Chiodi e Ivano De Capitani, i due turisti italiani trattenuti dal 21 agosto scorso in Niger da un gruppo di guerriglieri. Poi telefonate con le famiglie, promesse, rassicurazioni. «Siamo liberi», ripetevano i nostri connazionali una ventina di giorni fa, «ma non sappiamo come andarcene». «Abbiamo paura dei terreni minati, il tragitto è troppo pericoloso», dicevano una volta. «Temiamo di finire coinvolti nei combattimenti con l'esercito regolare», si giustificavano l'altra. Insomma una vicenda tutta da decifrare. L'altro ieri, l'ennesimo bluff, almeno questo è ciò che ritiene l'unità di crisi della Farnesina.(…) (il Giornale,  06/10/06)

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Arrestati 14 dei rapitori degli italiani (Il Corriere della Sera, 05/09/06)

I soldati del Niger hanno catturato quattordici membri del Forze armate rivoluzionarie del Sahara (Fars), il gruppo responsabile del sequestro di Claudio Chiodi e Ivano de Capitani, i due escursionisti italiani furono fermati il 22 agosto al confine tra il Niger e il Ciad. La cattura è avvenuta dopo un combattimento nella regione di Agadez. Le fonti nigerine però non hanno detto se il gruppo arrestato a che fare con quello che ha rapito gli italiani. - Lunedì i due italiani avevano detto in un collegamento telefonico di aver finito l'acqua e di bere acqua piovana. Chiodi e de Capitani sarebbero liberi di andarsene quando vogliono, ma temono che se lasciassero il nascondiglio l'esercito nigerino scatenerebbe un conflitto a fuoco di cui potrebbero restare vittime. «Il problema è che ho paura dell'esercito nigerino, la situazione non è chiara», ha spiegato Chiodi. «Non voglio rischiare la mia vita se ci fosse una battaglia con i rapitori», ha proseguito, «andarmene da solo è molto pericoloso». (Il Corriere della Sera, 05/09/06)

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Telefona turista rapito:"Non siamo più tenuti in ostaggio" (la Repubblica, 30/08/06)

Non sono più tenuti in ostaggio Claudio Chiodi e Ivano De Capitani, i due turisti italiani rapiti il 22 agosto al confine tra Niger e Ciad. La notizia l'ha data lo stesso Chiodi precisando in una telefonata con l'agenzia Reuters che a questo punto il problema è come venir via e raggiungere un luogo sicuro. Anche perché la zona montuosa in cui si trova il nascondiglio dei ribelli delle Forze rivoluzionarie armate del Sahara (Fars) è disseminata di mine. La vicenda non è quindi ancora risolta, come hanno rilevato fonti della Farnesina sottolineando che "l'unità di crisi del ministero continua ad essere pienamente attiva sul caso". "Non sono prigioniero... Mi considero un uomo libero - ha detto Chiodi - Al momento il problema è trovare una strada per venire via". Gli stessi sequestratori, ha aggiunto, stanno discutendo con lui per trovare una soluzione: "Questa gente assicura la nostra salvezza. Ma il problema è che molti altri vorrebbero prenderci". Infine Chiodi ha affermato che le autorità nigerine, che hanno detto di non volersi occupare della vicenda, lo considerano un simpatizzante dei ribelli. (la Repubblica, 30/08/06)

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Turisti rapiti, smentito il rilascio (l’Unità, 29/08/06)

Il ministero degli Esteri italiano ha smentito la notizia del rilascio di Claudio Chiodi e Ivano De Capitani, i due turisti sequestrati in Niger. Diversamente da quanto riportato da alcune testate, alla Farnesina non risulta che i due connazionali non siano più nelle mani dei rapitori. Si attende ancora, quindi, per l´esito positivo sulla vicenda di Stefano Chiodi e Ivan De Capitani, dallo scorso 22 agosto ostaggi delle Fars (Forze armate rivoluzionarie del Sahara), il movimento ribelle responsabile del sequestro che nella notte tra domenica e lunedì aveva richiesto la diffusione di un proprio comunicato in cambio della libertà dei due italiani. Claudio Chiodi e Ivan De Capitani si erano spontaneamente consegnati, dopo che i rapitori avevano chiesto due ostaggi per poter rilasciare gli altri 19 membri del gruppo, rimasti una notte nelle loro mani. Ai due rapiti era stato concesso di contattare le famiglie pochi giorni dopo il sequestro, ma contemporaneamente le Fars precisavano di essere pronte a uccidere se fosse stato attaccato dai militari nigeriani in un blitz per liberarli. Le autorità locali ritengono che attualmente gli ostaggi siano stati trasferiti in un paese vicino e hanno rinnovato il loro impegno per ottenerne la liberazione, come dichiarato alla televisione nazionale dal portavoce del governo, Mohamed Ben Omar. (l’Unità,  29/08/06)

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Capo rapitori si impegna a liberare ostaggi italiani (Reuters, 26/08/06)

Il presidente delle Forze Armate Rivoluzionarie (Far) del Sahara, il movimento ribelle nigerino che ha sequestrato due turisti italiani nel Niger orientale questa settimana, ha fatto divulgare una dichiarazione in cui si impegna a liberare i due ostaggi subito dopo la diffusione del comunicato. Lo riferisce la Farnesina che ha fornito la dichiarazione del presidente del Far Sahara. "Io presidente del Fronte del Far Sahara del Niger dichiaro che il governo del Niger non è democratico e non garantisce i diritti dell'uomo", si legge. "Dalla morte del nostro Presidente della Repubblica del Niger Ibrahim Barè Mainassara, tutti i rappresentanti del nostro popolo sono stati eliminati: Chahai Barka e Barka Wardagou, rapito e del quale non conosciamo più la sorte". "Cerchiamo solo il diritto di un popolo di sopravvivere e quindi chiediamo la possibilità di essere rappresentati nel Governo per risolvere pacificamente la situazione e poter garantire la presenza nel nostro territorio degli stranieri - conclude la dichiarazione - Tutti gli stranieri, anche chi vi si trova per motivi di lavoro, non possono recarsi in Niger fino a nuovo ordine. In Niger non vi sono condizioni di sicurezza". I due italiani ancora in mano ai rapitori, facevano parte di un gruppo di 21 italiani che viaggiavano in un convoglio di fuoristrada, e che erano stati rapiti vicino al lago Ciad lunedì scorso. Gli altri 19 turisti erano stati liberati il giorno dopo. (Reuters,  26/08/06)

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Pam, parte distribuzione 16'000 tonnellate cibo (Swissinfo, 25/08/06)

Il Programma mondiale alimentare (Pam) delle Nazioni Unite e il governo del Niger hanno iniziato oggi la distribuzione di razioni di cibo a più di mezzo milione di persone affamate, per aiutarle a sopravvivere fino al prossimo raccolto. Lo riferiscono fonti dell'associazione. Nel desertico stato dell'Africa nord-occidentale le scorte di grano raccolto nel 2005 si erano esaurite ben presto e molte famiglie avevano accumulato debiti. "Non ci si riprende da un giorno all'altro da un anno difficile come il 2005" ha detto il direttore della sede locale del Pam, Sory Ouane, "hanno bisogno di una rete di sicurezza e noi, insieme al governo, la stiamo fornendo". Il Pam prevede di distribuire circa 16'000 tonnellate di cibo a circa 650'000 persone, con 100 kg di cereali, come sorgo e riso, da consegnare subito a ogni famiglia e altri 50 kg che seguiranno all'inizio di ottobre. Il governo e le agenzie d'aiuto stanno inoltre costruendo o rifornendo i depositi di grano e centinaia di migliaia di madri e figli riceveranno razioni di cibo extra. Il governo e le agenzie umanitarie stimano che 1,8 milioni di persone in Niger soffrono per grave mancanza di cibo. Lo scorso anno la piaga delle locuste e il peggior periodo di siccità delle ultime decadi avevano ridotto alla fame 3,6 milioni di persone, molte dei quali bambini. (Swissinfo, 25/08/06)

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I turisti rapiti in mano al Far Sahara - "Se l'esercito ci attacca li uccideremo" (la Repubblica, 25/08/06)

E' stato il Fronte Far Sahara a rapire quattro giorni fa i due turisti italiani in Niger. Sono stati loro stessi a farlo sapere tramite la moglie di Claudio Chiodi, uno dei due rapiti. Il Fronte Far Sahara è una formazione composta da tribù Toubou e Tuareg, che avanza rivendicazioni nei confronti del governo nigerino. Federica Franzoni ha dettato all'agenzia di stampa Ansa questa dichiarazione: "Sono la moglie di Claudio Chiodi, uno dei due turisti italiani rapiti in Niger. Mio marito mi ha chiamata e mi ha dettato su richiesta dei rapitori il seguente testo con la richiesta che ne venga data ampia diffusione tramite gli organi di stampa: Il Fronte Far Sahara del Niger ci ha catturato per rivendicare il suo diritto sul territorio nigerino. Non è a fine estorsivo ma a fine politico. Noi siamo in buona salute. Nessuno ci ha fatto male e siamo ben trattati. A partire da oggi tutti i turisti sono avvisati di non entrare nel territorio del Far Sahara fino a che la situazione con il governo nigerino non sarà chiarita. Le persone che non rispetteranno questa condizione saranno a rischio cattura". La signora Franzoni ha detto di avere sentito il marito molto sereno e di aver potuto parlare anche con l'altro rapito, Ivan De Capitani: "Mi sembrava stesse bene anche lui". Secondo Radio France International, i rapitori avrebbero minacciato di uccidere i due turisti e fuggire sulle montagne nel caso venissero attaccati dall'esercito del Niger. (la Repubblica, 25/08/06)

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Individuati rapitori italiani, diretti verso Ciad (la Repubblica, 25/08/06)

I rapitori dei due escursionisti italiani catturati in Niger sono diretti verso sud-est, in direzione del confine ciadiano. Lo si apprende da fonti diplomatiche italiane, secondo cui, tuttavia, "al momento non ci sono indicazioni che abbiano sconfinato". Secondo le fonti, sono stati ritrovati documenti appartenenti ad alcuni membri del gruppo di italiani gia' rilasciati e che stanno facendo rientro in Italia. Questi ultimi sono partiti alla volta del confine con l'Algeria scortati dalle forze armate nigerine e la Farnesina ha predisposto la documentazione necessaria per il rientro in patria in condizioni di sicurezza. La Farnesina continua a seguire costantemente la situazione in strettissima collaborazione con le autorita' del Niger, le cui forze armate hanno individuato le tracce dei sequestratori. Il ministero degli Esteri, d'intesa con le autorita' nigerine, si e' attivato per sensibilizzare anche il Ciad per le ricerche. (la Repubblica,  25/08/06)

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Italiani rapiti: è mistero - alle ricerche partecipano i militari (la Repubblica, 24/08/06)

Proseguono le ricerche dei due italiani rapiti in Niger. Ma finora Claudio Chiodi e Ivano De Capitani non sono stati ancora localizzati. Erano stati sequestrati lunedì scorso insieme ad altri 19 connazionali, rilasciati dopo poche ore. Giovanni Davoli, incaricato d'affari della Farnesina inviato in Niger per seguire la vicenda, ha confermato che dei due non si hanno notizie, malgrado "la massima collaborazione delle autorità nigerine" e la mobilitazione di "un centinaio di militari locali". Dalle testimonianze degli italiani liberati, ha aggiunto Davoli, risulta che Chiodi e de Capitani "sono stati trattenuti contro la loro volontà". E ormai il nostro ministero degli Esteri parla esplicitamente di rapimento. Secondo uno degli italiani che facevano parte della comitiva, Enrico Vettorato, il capogruppo Claudio Chiodi, 48 anni, si sarebbe volontariamente offerto di rimanere con i predoni per consentire agli altri di andarsene. Vettorato lo ha subito riferito alla madre di Chiodi. (…) Le ricerche sono rese "difficili" dalle caratteristiche della zona dove il gruppo di turisti italiani è stato bloccato: "E' una zona desertica - ha spiegato il dipolomatico italiano - particolarmente remota, inaccessibile e vastissima". Il gruppo di italiani era stato attaccato tra l'oasi di Bilma e il villaggio di Agadem lungo un tratto di un antico tracciato di 250 chilometri in mezzo alle dune, tradizionale rotta dei cammelli. (…) (la Repubblica, 24/08/06)

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Si cercano i 2 italiani: non e' stato chiesto un riscatto (Ansa, 23/08/06)

Ore di attesa e inquietudine per i parenti dei 21 italiani assaliti e bloccati da una banda di predoni la sera di lunedi' in una zona desertica del Niger sud-orientale, al confine con il Ciad, e di due dei quali si continua a non avere piu' notizie. Ma se per i 19 turisti rilasciati alcune ore dopo e' solo questione di tempo prima che facciano ritorno in Italia seguendo l'itinerario programmato - hanno infatti gia' ripreso il loro viaggio in fuoristrada verso l'Algeria, come confermato dal vicentino Bruno Zapparoni al fratello Claudio, con la scorta pero' dell' esercito nigerino - rimane appunto la preoccupazione per il 48enne mantovano Claudio Chiodi ed il 37enne lecchese Ivano De Capitani. I due, secondo il racconto di uno dei rilasciati, Enrico Vettorato, potrebbero essere stati presi in ostaggio. (…) L'agenzia turistica libica Arkno Tour, con sede a Londra, che ha procurato ai 21 italiani assaliti sul lago Ciad i documenti necessari ad attraversare la Libia, ha fornito all'Ansa, a Londra, l'elenco dei nomi delle 26 persone che facevano parte della comitiva nel tratto libico. La Arkno Tour, ha sottolineato il funzionario Craig Baguley, si e' occupata esclusivamente del tratto libico e non ha avuto nulla a che fare con il resto del viaggio della comitiva di turisti guidata, secondo quanto ha detto ancora il funzionario all'Ansa, da Claudio Chiodi, uno degli italiani che fanno parte del gruppo. (Ansa,  23/08/06)

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Tra poverta' e insicurezza (Irene Panozzo, su Lettera22, 23/08/06)

Il paese più povero al mondo secondo le Nazioni Unite. Questo è il Niger, paese della “sponda” sud del Sahara, in pieno Sahel. Grande circa quattro volte l’Italia ma con una popolazione che supera di poco gli undici milioni di abitanti, l’arida ex colonia francese è uno stato dai molti record, tutti negativi. Basta scorrere le statistiche pubblicate nel 2005 dall’Onu nel suo Rapporto annuale sullo Sviluppo Umano: il Niger è ultimo nella scala della ricchezza, ultimo in quella dell’indice di sviluppo umano, il 60% dei suoi abitanti vive con meno di un dollaro al giorno, con una speranza di vita alla nascita che non raggiunge i 45 anni e con livelli tra i più alti al mondo di mortalità infantile e analfabetismo. La sua unica vera ricchezza è l’uranio, di cui è il secondo produttore al mondo dopo il Canada. - Teatro l’anno scorso di una gravissima carestia, il Niger non è nuovo né a ricorrenti siccità e crisi alimentari né a seri problemi di insicurezza interna. Problemi del resto comuni a tutta la fascia saheliana, in stati in cui governi deboli fanno fatica a controllare in modo capillare ed efficiente un territorio esteso e spesso molto difficile. Povertà e fame, spinte centrifughe delle popolazioni nomadi del nord e il timore dell’avanzata dell’islamismo contribuiscono a peggiorare le cose. Tanto che il territorio che comprende Mauritania, Mali, Niger e Ciad è da qualche anno considerato dal Pentagono come “la nuova frontiera della lotta al terrorismo” in Africa. - Sono le aree più lontane dal centro, quelle a ridosso dei confini, a diventare spesso delle “no man’s land”, delle terre di nessuno dove gruppi armati di diversa origine hanno maggiori possibilità di vivere e agire quasi indisturbati. La regola vale anche per il Niger. È così nel sud-est del paese, dove il Niger incontra il Ciad e la Nigeria, ma anche nel nord, al confine con la Libia, o dall’altra parte, alla frontiera con l’Algeria. Territori senza padrone, dove è facile incappare in bande di fuorilegge. Nella maggior parte dei casi si tratta di comuni delinquenti, che attaccano, derubano e talvolta sequestrano i turisti. Oppure che si dedicano al contrabbando, di cose come di persone: è attraverso il Niger che passano molte delle rotte che portano i migranti dall’Africa occidentale fino in Libia, da dove poi si imbarcano diretti in Italia. – NB: L'articolo è uscito oggi sui quotidiani del gruppo L'Espresso (Irene Panozzo, su Lettera22,  23/08/06)

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Allarme Unicef (Adnkronos Salute, 12/06/06)

A circa un anno dalla drammatica carestia che ha colpito il Niger, il Paese resta in una situazione di grave crisi alimentare, con 1 bambino su 2 affetto da malnutrizione cronica. Attualmente, in totale oltre 1,8 milioni di persone vivono in condizioni d’insicurezza legata all’approvvigionamento del cibo, tra cui 380mila bambini con meno di 5 anni. A lanciare l’allarme è l'Unicef che in una nota evidenzia come un terzo di questi piccoli versi in condizioni critiche, con una situazione che si prevede non migliorerà per tutto il 2006. Per sostenere gli interventi d’emergenza in Niger, l’Unicef lancia un appello di raccolta fondi per il 2006 di 8,9 milioni di dollari. La situazione nutrizionale - riferisce ancora la nota - si presenta grave in sette regioni su otto, con tassi di malnutrizione oltre il 10%, mentre nelle quattro regioni più popolose (Diffa, Maradi, Tahoua e Zinder, dove vive circa il 60% della popolazione totale) la situazione ha superato la soglia di criticità, con tassi di malnutrizione infantile superiori al 15%, ossia simile ai livelli riscontrabili in zone di guerra e nelle più gravi emergenze umanitarie del mondo. Questa situazione di cronica emergenza è determinata dalla difficoltà d’accesso agli alimenti di base, persino quando disponibili, a causa della povertà della popolazione (il 61% vive sotto il livello di povertà assoluta, con meno di 1 dollaro al giorno); dal carattere di mera sussistenza della produzione agricola, che riesce a stento a garantire il sostentamento fino al raccolto successivo; dalle difficoltà d’accesso all’assistenza sanitaria di base; dalla deregolamentazione del mercato cerealicolo, con l’impossibilità di calmierarne i prezzi anche in situazioni di crisi. Per rispondere all’emergenza, nel corso dell’ultimo anno l’Unicef ha potenziato progressivamente i programmi contro la malnutrizione infantile, e attualmente sostiene 797 progetti di recupero nutrizionale contro i 30 del luglio 2005: ciò ha permesso, dal primo gennaio 2006, di garantire cure ad oltre 107mila piccoli malnutriti, di cui 93.260 affetti da malnutrizione moderata e 13.841 da malnutrizione grave. A questi si aggiungono gli oltre 288mila bambini malnutriti cui l’Unicef ha garantito cure tra il luglio e il dicembre 2005, nella fase più acuta della crisi. L’obiettivo per il 2006 è garantire cure contro la malnutrizione ad oltre 500mila bambini malnutriti, dei quali 444mila affetti da malnutrizione moderata e 56mila da malnutrizione grave. A tal fine, l’Unicef sostiene 34 ospedali, 145 centri sanitari e 22 Ong con forniture di alimenti terapeutici, strumenti antropometrici, medicinali di base e mediante la formazione del personale sanitario sul trattamento della malnutrizione. L'Unicef Italia sostiene tali interventi con un progetto ad hoc chiamato Lotta alla malnutrizione infantile in Niger, le cui componenti - cura dei bambini affetti da malnutrizione acuta, creazione di nuove riserve di cibo, formazione e prevenzione, microcredito per le donne, promozione dello sviluppo comunitario - mirano sia a rispondere all’emergenza in atto, sia ad affrontare le cause strutturali della crisi cronica in cui versa il Niger. (Adnkronos Salute, 12/06/06)

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No al Protocollo in difesa dei diritti delle donne (Peacereporter, 06/06/06)

Il Niger ha respinto il Protocollo di Maputo in difesa dei diritti delle donne: infibulazione, poligamia, matrimonio di bambine restano intoccabili. Il Paese africano, per il 95 percento musulmano e tra i più conservatori del continente, non ha approvato la carta sottoscritta nel luglio 2003 da 53 capi di stato dell'Unione Africana ed entrato in vigore dopo varie ratifiche il 26 novembre scorso. Nonostante nel gennaio scorso il governo avesse deciso di aprirsi a questo Protocollo, non è stata raggiunta la maggioranza in Parlamento : 42 i voti contrari contro i 31 favorevoli. Tre gli astenuti. "Il rifiuto della mozione è una grave battuta d'arresto, ma è un'applicazione dei principi democratici", ha detto il portavoce del governo Mohamed Ben Omar, intervistato dal quotidiano The Sahel. (Peacereporter,  06/06/06)

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Nigergate: falso su uranio costruito a Roma (Ansa/Basilicatanet, 09-04-2006)

Il falso contratto secondo cui Saddam Hussein cerco' di comprare 500 kg di uranio in Niger fu costruito a Roma. Il Sunday Times, citando fonti anonime alla Nato,scrive che il falso contratto fu fabbricato di sana pianta da un diplomatico dell'ambasciata nigerina a Roma e dalla sua assistente, per un ex agente del Sismi passato a lavorare per i servizi segreti francesi.Non fu pero' questo documento a essere usato per giustificare l'invasione dell'Iraq, scrive Times. (Ansa/Basilicatanet,  09-04-2006)

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Divieto ai media di raccontare la malnutrizione (Peacereporter, 04-04-2006)

Il Niger ha negato il permesso ai media stranieri e locali di informare sulla malnutrizione e sui problemi di rifornimento alimentare. Una troupe della Bbc è stata nel Paese, ma ufficiali governativi hanno imposto di non coprire la situazione alimentare. Il Niger è stato indicato dalle Nazioni Unite come una delle nazioni meno sviluppate al mondo. Fame e malnutrizione sono problemi ricorrenti. (Peacereporter,  04-04-2006)

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Quasi 700 persone uccise dalla meningite in tre mesi (J.M., Vita, 03-04-2006)

Su 7mila casi recensiti, 668 persone sono rimaste uccise dalla meningite in Burkina Faso e in Niger dall'inizio dell'annno. Le cifre, drammatiche, sono state comunicate oggi dalle Nazioni Unite. Il Burkina Faso, con 616 decessi su 6.110 casi, cioè un tasso di letalità pari al 10% circa, è senza dubbio il Paese più colpito. Immediata la reazione dell'Organizzazione mondiale della sanità che già nelle settimane precedenti ha rilanciato una vasta campagna di sensibilizzazione e di vaccinazione nei distretti sanitari di entrambi i Paesi. Secondo le autorità del Burkina, l'epidemia di meningite sta colpendo la stragrande maggioranza dei 55 distretti sanitari che conta il Paese, in particolar modo nelle aree sudoccidetali (la zona rurale degli Hauts-Bassins). (Joshua Massarenti, Vita,  03-04-2006)

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In 15 mila per chiedere la riforma del sistema scolastico (Peacereporter, 15-03-2006)

Circa 15 mila manifestanti hanno marciato per le strade di Niamey, capitale del Niger, per chiedere maggiori finanziamenti per il sistema educativo del Paese. I partecipanti al corteo, fra cui molti studenti, insegnanti e attivisti per i diritti umani, chiedevano anche di cambiare la legge del 1998, che abbasserebbe il livello dell'insegnamento imponendo il pensionamento degli insegnanti a 50 anni. Unità di polizia in assetto anti-sommossa era posizionati fuori dal parlamento per assicurare che non scoppiassero violenti disordini. (Peacereporter,  15-03-2006)

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In 15 mila per chiedere la riforma del sistema scolastico (Peacereporter, 15-03-2006)

Circa 15 mila manifestanti hanno marciato per le strade di Niamey, capitale del Niger, per chiedere maggiori finanziamenti per il sistema educativo del Paese. I partecipanti al corteo, fra cui molti studenti, insegnanti e attivisti per i diritti umani, chiedevano anche di cambiare la legge del 1998, che abbasserebbe il livello dell'insegnamento imponendo il pensionamento degli insegnanti a 50 anni. Unità di polizia in assetto anti-sommossa era posizionati fuori dal parlamento per assicurare che non scoppiassero violenti disordini. (Peacereporter,  15-03-2006)

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Confermati casi di aviaria (Peacereporter, 27-02-2006)

Il Niger è il terzo Paese africano, dopo Nigeria ed Egitto, ad aver confermato casi del virus H5N1, ceppo dell'aviaria letale anche per gli essseri umani. Secondo la World Organisation for Animal Health, i risultati dei test hanno confermato molti casi del virus H5N1 su animali, ma si teme una possibile epidemia sulle persone. (Peacereporter,  27-02-2006)

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Caricature: in miglaia manifestano a Niamey (Swissinfo, 07-02-2006)

Migliaia di persone hanno manifestato oggi a Niamey, capitale del Niger, contro la pubblicazione delle caricature del profeta Maometto. La protesta è stata organizzata dai membri dell'Associazione per la chiamata alla solidarietà musulmana, un movimento che comprende 30 diversi gruppi e che conta circa 100 mila aderenti. In Niger vivono circa 12 milioni di persone, il 95% dei quali è di religione musulmana. (Swissinfo/SDA-ATS,  07-02-2006)

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Persiste la fame per due milioni di persone, avverte la Caritas (Zenit, 26-01-2006)

“Caritas Internationalis” (CI) ha lanciato un appello chiedendo due milioni di dollari statunitensi per portare aiuto a quanti soffrono la crisi alimentare in Niger e per collaborare alla ricostruzione dei mezzi di produzione degli alimenti nel Paese africano, affinché la sua popolazione si salvi dal flagello della fame. L’organismo cattolico di aiuto avverte che, anche se il raccolto più recente (2005-2006) è stato migliore di quello della stagione precedente, gran parte della popolazione soffre ancora di malnutrizione grave. “Nella crisi del 2004-2005 più di tre milioni di persone hanno sofferto la fame. Attualmente, più di due milioni di persone continuano a soffrirla. Per la maggior parte si tratta di donne e bambini”, denuncia in un comunicato diffuso questo martedì. I fondi sono necessari soprattutto per portare aiuti alimentari a circa 25.000 persone, delle quali le più gravemente denutrite, circa il 10%, riceveranno alimenti per distribuzione diretta; il resto parteciperà ad un programma di “lavoro per cibo”. - Coloro che sono in grado di farlo aiuteranno a scavare pozzi, a seminare o lavoreranno in altri modi per ristabilire i mezzi di produzione agricola in ogni comunità, in cambio di cibo. I benefici si estenderanno alle loro famiglie, vale a dire ad un totale di circa 150.000 persone. (…) Il Paese vive in una situazione di allarme alimentare permanente, provocata da una pluviometria scarsa che causa periodi di grande siccità. Durante la crisi del 2004-2005 – ricorda CI – i fattori hanno venduto tutto ciò che avevano (aratri, sementi, bestiame) per comprare cibo. Sono rimasti anche senza gli strumenti necessari a recuperare il suolo e molti si sono indebitati a tal punto che la maggior parte del guadagno del raccolto venduto ora serve per pagare i debiti. Ciò che rimane riesce a coprire solo due o quattro mesi dell’intero anno. L’area totale suscettibile di essere coltivata è inoltre diminuita, visto che gli agricoltori hanno perso i mezzi per lavorare la terra e questa é stata abbandonata. Il programma “lavoro per cibo” sarà orientato a recuperare queste terre. Per questo motivo, la Caritas incoraggerà i metodi tradizionali per raccogliere l’acqua piovana e prevenire la sua perdita. Il programma, oltre a sviluppare fonti alternative di entrate, cercherà anche di diversificare le risorse alimentari perché la popolazione del Niger non sia completamente esposta ai capricci della natura a causa della scarsità delle piogge. (…) L’organismo cattolico di aiuto supervisionerà l’istituzione e la gestione di banchi alimentari nei villaggi, anche se questi dovranno essere sostanzialmente autonomi. “Ciò aiuterà a gestire la disponibilità di alimenti durante i periodi difficili, oltre a mantenere i prezzi stabili in quei momenti”, spiega il comunicato. Il programma includerà l’apertura di centri medici e la formazione di personale per assistere le persone denutrite. “Caritas Internationalis” (www.caritas.org) è una confederazione di 162 organizzazioni di assistenza, sviluppo e servizio sociale cattoliche che lavora in 200 Paesi e territori. In Niger solo lo 0,18% dei circa 11 milioni di abitanti è cattolico. L’80% della popolazione è musulmana, il resto segue religioni tradizionali. (Zenit,  26-01-2006)

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Esplode deposito benzina, almeno 260 gli ustionati (Swissinfo, 25-01-2006)

Sono almeno 260 le persone rimaste ustionate, oggi in Niger, nell'esplosione di un deposito di barili di benzina di contrabbando. Una quarantina di loro, ricoverati nell'ospedale di Maradi, versano in gravissime condizioni, secondo l'autorità della prefettura di Aguiè, in cui si trova Maradi. "L'esplosione di molti fusti di benzina stoccati in un magazzino di articoli vari è stata all'origine dell'incendio che ha bloccato tutti i residenti nelle abitazioni vicine", ha dichiarato alla radio un responsabile locale dei vigili del fuoco. "Abbiamo sentito una forte esplosione verso le 19:00 locali (e svizzere), come un gigantesco fuoco d'artificio le cui fiamme hanno illuminato tutto il cielo", ha aggiunto. (Swissinfo,  25-01-2006)

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Chiesa cattolica : 75 anni di presenza (L.M., Agenzia Fides, 09-01-2006)

Una Chiesa piccola, testimone in un Paese nel quale quasi tutta la popolazione è musulmana. È la Chiesa del Niger, che quest’anno festeggia i 75 anni di vita a fianco di una forte comunità musulmana. In Niger, infatti, il 98% della popolazione è di fede islamica. Le prime comunità cattoliche sono state costituite grazie ai cristiani provenienti da Paesi limitrofi: Benin, Burkina Faso, Nigeria, Togo. Nel corso degli anni infatti diversi immigrati si sono stabiliti in Niger dove hanno costituito delle famiglie; ma sono ancora, almeno in parte, percepiti come stranieri fedeli di una religione che è estranea alla cultura locale. Questo però non ha impedito che nel corso degli anni si siano instaurati buoni rapporti con le autorità locali, grazie anche alle attività di promozione della dignità umana della Chiesa cattolica. In particolare negli ultimi due anni, i centri nutrizionali cattolici hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo insostituibile nella distribuzione degli aiuti alimentari a favore delle popolazioni afflitte dalla drammatica carestia che da tempo ha colpito il Paese. Il Niger ha una superficie di un 1milione 267mila km2 ed una popolazione di 11 milioni 880mila abitanti. Secondo l’Annuario della Chiesa cattolica (2003) i cattolici del Niger sono 16mila distribuiti in due diocesi: Niamey, il cui Vescovo è mons. Michel Cartatéguy, e Maradi, con a capo mons. Ambroise Ouédraogo. Le parrocchie sono 17 servite da 13 sacerdoti diocesani, 30 sacerdoti religiosi e 5 religiose. I catechisti sono 246. La Chiesa cattolica in Niger gestisce 7 scuole materne con 1318 alunni, 11 scuole elementari, con 5.699 scolari, 2 scuole medie con 2.324 studenti e 18 centri sanitari. (L.M., Agenzia Fides 09-01-2006)

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