L'agenzia per la protezione della salute ha lanciato l'allarme per il virus Chikungunya, trasmesso dalle zanzare, che si sta diffondendo nell'area dell'Oceano indiano. Lo rende noto il sito della Bbc. Il virus si diffonde con la puntura di una zanzara che causa una malattia non mortale caratterizzata da febbre alta, forti dolori, nausea e vomito. I sintomi compaiono tra i quattro e i sette giorni dopo la puntura, e durano per settimane. Dal mese di marzo i casi sono aumentati, in particolare nell'isola di Reunio'n e nel continente indiano. In alcune zone, come a Mauritius, il virus sta rallentando. Ai viaggiatori si raccomanda di proteggersi dalle zanzare.
(Corriere della Sera,
13/09/06)
Torneranno a casa gli sfollati delle isole Chagos (Peacereporter,
12/05/06)
Gli ex abitanti dell'isola Diego Garcìa, nell'Oceano Indiano (un territorio sotto amministrazione britannica), che tra il 1965 e il 1973 furono costretti ad abbandonare le loro case per lasciare spazio ad una base dell'Aviazione Usa, hanno vinto la causa presentata presso l'Alta corte britannica e potranno tornare a casa. I 4 mila isolani, che ora vivono sparsi nelle Mauritius, nelle Seychelles ed in Gran Bretagna, hanno chiesto le scuse ufficiali della regina Elisabetta II che nel 1965, in accordo con il governo statunitense, acconsentì alla loro espulsione.
(Peacereporter,
12/05/06)
Potenzialità e difficoltà di un paese ponte tra Asia e Africa
(N.D.C., Equilibri, 31-03-2006)
Il governo di Navim Ramgoolam sta tentando di rispondere alle difficoltà economiche puntando sulla tecnologia e sugli investimenti esteri per fare del Paese un vero e proprio hub finanziario e commerciale in una posizione strategicamente rilevante. Il processo di diversificazione dell’economia, tuttavia, è ancora incompleto e ciò potrebbe compromettere il buon andamento delle riforme in corso. A circa nove mesi dalla vittoria elettorale della coalizione Alliance Sociale, il governo di Port Louis sembra ancora lontano dalla piena realizzazione delle riforme auspicate e promesse durante la campagna elettorale. I punti chiave del programma del Primo Ministro Navim Ramgoolam, quali la riduzione del costo della vita e della disoccupazione, fanno oggi i conti con l’impasse economica determinata principalmente dalle ultime vicende del commercio internazionale dello zucchero, la più importante fonte di ricchezza del Paese. Nonostante ciò, il governo di Mauritius può contare su una solida maggioranza nell’Assemblea Nazionale, tanto più che al momento i partiti dell’opposizione, l’MMM (Mouvement Militant Mauricien) e l’MSM (Mouvement Socialiste Militant) appaiono in contrasto sulla leadership dell’intera minoranza parlamentare. L’MSM conta, infatti, di rimpiazzare l’ex Primo Ministro Paul Berenger, passato alla guida dell’opposizione dopo la sconfitta elettorale del 3 luglio 2005, con un suo esponente, nell’evidente tentativo di affermare la propria supremazia nei confronti del MMM, di cui Berenger resta il leader pressoché indiscusso. La situazione politica di Mauritius sembra dunque non destare grossi problemi per il governo di Ramgoolam. (…)A differenza di molti altri Paesi africani, non sembra si possa parlare in proposito di una crisi istituzionale capace di porre in pericolo la democrazia ormai consolidata di Mauritius. Da anni, infatti, le elezioni si svolgono regolarmente e i leader politici, una volta al governo, non tentano di riformare in senso autoritario lo Stato, accettando, al contrario, l’alternanza delle coalizioni partitiche alla guida dell’esecutivo in maniera pacifica. (…)
(Nicola Di Criscio, Equilibri,
31-03-2006)