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NOTIZIE 2006 - MAURITANIA

Elezioni: vince ex-opposizione ma non c’è maggioranza.(EB. Misna, 5/12/06

Elezioni, ballottaggio per oltre metà seggi parlamento (EB, Misna, 02/12/06)

Elezioni parlamentari, opposizione in vantaggio al primo turno (Peacereporter, 23/11/06)

Verso la democrazia. 1 milione ha votato nelle elezioni politiche (Euronews, 20/11/06)

Verso il ritorno alla democrazia. Oggi si elegge il parlamento (Euronews, 19/11/06)

Accordo con la Spagna per l'immigrazione clandestina (Aduc, 13/09/06)

Transizione politica :elezioni previste a novembre (RC, Misna, www.misna.org, 19/08/06)

Migranti intercettati verso le Canarie (Corriere della Sera, 08/08/06)

Schiavi, ma non per molto (Peacereporter, 07/06/06)

Approvato progetto nuova Costituzione, ora il referendum (FB, Misna, 21-04-2006)

Diocesi di Nouakchott: 40 anni (L.M., Agenzia Fides, 12-04-2006)

Tanto pesce ma scarsi guadagni: governo accusa UE (CO, Misna 12-04-2006)

Decine di morti a largo Mauritania (SwissInfo, 03-04-2006)

La differenza tra una Repubblica islamica e una islamista (Zenit, 28-03-2006)

In 45 giorni morti 1.200 immigrati (Corriere della Sera, 21-03-2006)

Accordo con la Spagna per fermare le ondate di immigrati (Euronews, 17-03-2006)

Richiesto aiuto internazionale contro clandestini (C.O., Misna, 16-03-2006)

Immigrazione: oltre mille morti in 4 mesi (Ansa/Basilicata.net, 07-03-2006)

Un piccolo sguardo sulla società (Il Giornale, 05-03-2006)

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Elezioni: vince ex-opposizione ma non c’è maggioranza.(EB. Misna, 5/12/06

Con 41 deputati su 95 la ‘Coalizione delle forze del cambiamento democratico’ (Cfcd) – composta da partiti dell’ex-opposizione - avrebbe vinto le legislative dopo il ballottaggio di domenica, senza però riuscire a conquistare la maggioranza parlamentare. I risultati del primo voto dopo la deposizione con un golpe nel 2005 dell’ex-presidente Maaouiya Ould Taya sono stati annunciati ieri notte dalla televisione locale; manca ancora la conferma del ministero dell’Interno. Stando ai dati finora resi noti, 39 seggi sono stati assegnati a candidati indipendenti; l’ex-formazione al potere, il Partito repubblicano per la democrazia il rinnovamento (Prdr), ne ha conquistati 5. Domenica scorsa si è svolto il ballottaggio per 52 seggi non assegnati al primo turno del 19 novembre scorso. Il parlamento non si insedierà fino alle elezioni presidenziali di marzo 2007, che dovrebbero concludere i 19 mesi di transizione iniziati con il putsch militare incruento dell’agosto dell’anno scorso. .(EB. Misna, 5/12/06

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Elezioni, ballottaggio per oltre metà seggi parlamento (EB, Misna, 02/12/06)

Domani sono di nuovo chiamati al voto gli elettori in 33 distretti per il ballottaggio relativo a 52 dei 95 seggi del Parlamento non assegnati nel primo turno del 20 novembre scorso. Secondo la stampa locale, il risultato finale potrebbe portare a un’eccessiva dispersione, con numerosi gruppi politici rappresentati nell’Assemblea ma senza una vera maggioranza. Finora – con 29 seggi sui 43 già assegnati – è in vantaggio la ‘Coalizione delle forze del cambiamento democratico’ (Cfcd), creata lo scorso maggio dai partiti dell’ex-opposizione, mentre una decina di deputati si definiscono indipendenti. Le elezioni legislative e amministrative (in 216 comuni) sono la prima tappa del processo democratico promesso dalla giunta militare che il 2 agosto 2005 depose l’allora presidente Maaouya Ould Taya, portando al potere il Consiglio militare per la giustizia e la democrazia (Cmjd). Il tasso di partecipazione del primo turno è stato del 73% (1 milione di elettori su 3 milioni di abitanti). Dopo il referendum costituzionale del 25 giugno e questo appuntamento con le urne, a gennaio 2007 saranno designati i senatori e nel marzo successivo è prevista l’elezione del nuovo presidente. (EB, Misna, 02/12/06)

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Elezioni parlamentari, opposizione in vantaggio al primo turno (Peacereporter, 23/11/06)

La Coalition des forces du changement démocratique, la principale formazione dell'opposizione mauritana, ha ottenuto la maggioranza dei seggi parlamentari in palio per il primo turno delle elezioni politiche, svoltesi nel Paese lo scorso 19 novembre. La Coalition ha ottenuto infatti 26 seggi du 43. Gli altri 52 seggi dell'Assemblea Nazionale saranno messi in palio al secondo turno, previsto per il 3 dicembre. L'opposizione avrebbe anche conquistato le municipalità della capitale Nouakchott e di Nouadhibou, il principale porto del nord. L'affluenza alle urne è stata del 73 percento. Quelle di novembre sono state le prime elezioni dall'agosto 2005, quando una giunta militare rovesciò il presidente Taya. Nei prossimi mesi si dovrebbero svolgere le elezioni presidenziali. (Peacereporter,  23/11/06)

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Verso la democrazia. 1 milione ha votato nelle elezioni politiche (Euronews, 20/11/06)

Si sono svolte senza incidenti le elezioni parlamentari in Mauritania, le prime dopo il colpo di stato dell'agosto 2005. Per il paese africano si tratta della prima tappa verso la democrazia, un processo avviato dalla giunta militare al potere che culminerà, se la tabella di marcia viene rispettata, con le elezioni presidenziali previste per il marzo 2007. Lo scrutinio è cominciato subito dopo la chiusura dei seggi sotto la sorveglianza di oltre 500 osservatori mauritani e internazionali. L'Unione europea, che ha inviato in Mauritania 87 osservatori non ha rilevato alcun incidente particolare. "L'unico punto negativo che abbiamo notato, ha dichiarato il capo missione Marianna Isler Beguin riguarda una propaganda elettorale piuttosto presente nelle vicinanze dei seggi". Soddisfatto il presidennte Ely Ould Mohammed Vall che ha sottolineato la trasparenza di queste elezioni. La Mauritania è un paese di religione islamica, alleato degli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo, e uno dei pochi stati musulmani che riconosce Israele. La legge elettorale permetterà una rappresentanza femminile del 20%. I risultati provvisori dovrebbe arrivare già entro stasera. (Euronews, 20/11/06)

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Verso il ritorno alla democrazia. Oggi si elegge il parlamento.(Euronews,19/11/06)

La Mauritania al voto per le prime elezioni parlamentari nel processo democratico iniziato un anno fa con il rovesciamento del regime ventennale del presidente Taya. La giunta militare arrivata al potere nell'agosto 2005 ha deciso di ridare gradualmente il potere ai civili con una transizione destinata a durare 19 mesi. Una missione di osservatori dell'Unione europea sorveglia lo svolgimento delle operazioni. "Crediamo che questa sia solo la prima tappa di un lungo cammino - ha detto Alain Hutchinson capo della delegazione europea -. Non si può risolvere un problema decennale con un solo voto. Ma è importante che si parta bene". La Repubblica islamica di Mauritania è un paese africano principalmente desertico con una popolazione di poco superiore ai tre milioni, metà dei quali sono analfabeti. La legge elettorale permetterà una rappresentanza femminile del 20%. "La quota riservata alle donne è molto importante - dice la candidata Ramdane Tadjine - Permetterà alle donne di contribuire pienamente allo sviluppo sociale ed economico del paese". Le prossime scandeze elettorali sono quella per il senato e gennaio e le presidenziali di marzo che segneranno la fine della giunta militare.(Euronews,19/11/06)

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Accordo con la Spagna per l'immigrazione clandestina (Aduc, 13/09/06)

Il ministro dell'immigrazione spagnolo Juan Fernando Lopez Aguilar e il suo collega mauritano Mahfoudh Ould Bettah hanno firmato oggi a Madrid una serie di accordi che mirano a controllare meglio l'immigrazione clandestina verso la Spagna. In particolare gli accordi comprendono l'estradizione o il rimpatrio di criminali, l'assistenza giudiziaria e la lotta contro i trafficanti di esseri umani. Ould Betta ha sottolineato che la Mauritania ha fatto un grande sforzo per far fronte al problema, ricordando che il governo di Nouakchott nei primi sette mesi dell'anno ha impedito a 8.000 clandestini di lasciare le coste mauritane per raggiungere le Canarie. Dall'inizio del 2006 sono stati 24.000 i clandestini africani, provenienti in gran parte da Senegal e Mauritania, che sono sbarcati alle Canarie e il governo spagnolo, sottoposto a dure critiche in patria e fuori, sta cercando di concludere accordi con i paesi cosiddetti di origine per cercare di mettere un argine al flusso di immigrati. La Spagna e il Senegal hanno deciso la settimana scorsa di rafforzare il sistema congiunto di sorveglianza delle coste senegalesi. (Aduc,  13/09/06)

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Transizione politica :elezioni previste a novembre (RC, Misna, 19/08/06)

Con l'approvazione del decreto governativo che definisce il calendario elettorale in vista delle elezioni legislative e amministrative del 19 novembre, è cominciata la seconda fase del processo di transizione politica dopo il 'golpe bianco' dell'agosto 2005 che ha rovesciato il presidente Maaouya Ould Taya e portato al potere il Consiglio militare per la giustizia e la democrazia (Cmjd). Secondo il decreto, la campagna elettorale inizierà il 3 novembre, "durerà 15 giorni e dovrà chiudersi il 18, ossia un giorno prima delle elezioni", come ha precisato Cheikh Ould Ebbe, portavoce della giunta militare al potere e ministro della Comunicazione. Verrà inoltre utilizzata una scheda elettorale unica al posto di più schede per ogni voto, che in passato erano state indicate da diversi partiti come "fonte di frode e di "pressione per l'elettore". Ora che il calendario è stato stabilito, una trentina di partiti politici e di candidati indipendenti si apprestano a contendersi i 95 scanni dell'Assemblea nazionale e i seggi dei 216 comuni del paese. Già all'inizio di questa settimana, i membri del movimento islamica - che non possono costituire un proprio partito - hanno annunciato che presenteranno candidati indipendenti in circa la metà delle circoscrizioni elettorali. Oltre al referendum costituzionale ratificato lo scorso giugno e alle elezioni legislative e amministrative di novembre, il processo di transizione prevede che nel gennaio 2007 vengano scelti i senatori e che nel marzo successivo si voti il nuovo presidente. (RC, Misna, 19/08/06)

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Migranti intercettati verso le Canarie (Corriere della Sera, 08/08/06)

Centocinquantadue migranti che cercava di raggiungere le Canarie sono stati intercettati al largo delle coste africate da pattuglie spagnole e mauritane. I clandestini, tutti di origine senegalese, presentavano sintomi di disidratazione e ipotermia e sono stati trasportati al porto di Nouakchott (Mauritania). Le autorita' mauritane avevano annunciato ieri di aver intercettato, durante il fine settimana, 240 migranti, tra cui numerosi senegalesi, che cercavano di raggiungere le isole spagnole. Domenica, intanto, oltre 280 africani hanno raggiunte le Canarie con imbarcazioni di fortuna. Sono oltre 600 i clandestini approdati in quattro giorni sulle isole spagnole. (Corriere della Sera,  08/08/06)

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Schiavi, ma non per molto (Peacereporter, 07/06/06)

Quando il presidente Ely Ould Mohamed Vall, il 28 maggio scorso, ha cominciato il suo comizio davanti agli abitanti di Akjoujt, pochi si sarebbero aspettati che quel giorno potesse entrare nella storia della Mauritania. Le sue parole di condanna contro la schiavitù costituiscono un precedente importante, per liberare il Paese da una piaga endemica. - In Mauritania, la schiavitù è un fenomeno antichissimo, che colpisce principalmente le comunità nere. Né il regime coloniale francese, né l’indipendenza ottenuta nel 1960 hanno cambiato nulla: nonostante due condanne ufficiali del governo (una all’indomani dell’indipendenza e una nel 1980), la schiavitù è rimasta per decenni un tabù. I vari governi che si sono succeduti hanno sempre preferito non trattare la questione, anche perché rimaneva più conveniente appoggiarsi ai tradizionali capi delle comunità nomadi, senza sconvolgere equilibri che avrebbero potuto avere effetti negativi a livello di stabilità interna. Morale della favola, gli schiavi sono rimasti tali. Per loro, l’unica possibilità di una vita migliore rimane la fuga dai loro padroni. Ma nonostante una maggiore sensibilizzazione al problema, chi scappa non riceve assistenza dalle autorità. - Anche per questo, la condanna pronunciata dal presidente Vall, che ha promesso di combattere ogni forma di schiavitù, è un precedente importante. Che potrebbe portare a un maggiori impegno delle autorità nell’eradicare il fenomeno, dopo che la giunta militare provvisoria, salita al potere la scorsa estate, ha già affrontato alcuni dei problemi più pressanti lasciati in eredità dal deposto presidente Mohammed Ould Taya. In particolare quello delle libertà politiche, con la scarcerazione di centinaia di detenuti e il ritorno dall’esilio dei leader dell’opposizione. Ora, alle parole dovranno seguire i fatti. "Il presidente ha in effetti stabilito un precedente importante”, dichiara a PeaceReporter Lazare Haidalla, membro dell’ong mauritana Stop Esclavage. "Ma il vero problema è un altro. Per eliminare la schiavitù, bisogna modificare il tessuto sociale, e questo implica un miglioramento dell’economia. Da questo punto di vista, la Mauritania ha ancora tanta strada da fare”. (…)(Peacereporter,  07/06/06)

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Approvato progetto nuova Costituzione, ora il referendum (FB, Misna, 21-04-2006)

Il prossimo presidente della Mauritania sarà eletto per un mandato di cinque anni a suffragio universale diretto e potrà aspirare al massimo a una sola riconferma: lo stabilisce il testo della nuova Costituzione approvato dal ‘Consiglio militare per la giustizia e la democrazia (Cmjd)’, la giunta al potere a Nouakchott dal 3 agosto 2005, che sarà sottoposto a referendum popolare il prossimo 24 giugno. La nuova Carta nazionale modifica alcuni articoli di quella del 1991, inclusa la formula del giuramento che il nuovo capo dello Stato dovrà pronunciare prima di entrare in carica, di cui è stato pubblicato un passaggio: "Prometto... di non prendere né sostenere direttamente o indirettamente alcuna iniziativa che potrebbe portare alla revisione delle norme costituzionali relative alla durata e al rinnovo dell’incarico presidenziale”. In nessun modo, sottolinea il nuovo articolo 99, "si potrà mettere in causa la forma di governo repubblicana né il principio dell’alternanza al potere”. La giunta militare che lo scorso anno esautorò con un ‘golpe bianco’ il presidente Maaouiya Ould Taya, da allora in esilio in Qatar, ha previsto entro l’anno le elezioni per la Camera dei deputati e le municipali; nel 2007 si terranno quelle per il Senato e per la presidenza. Oulda Taya è stato invitato a rientrare in patria ma solo a patto che "non si ripresenti alle elezioni ed eviti qualsiasi attività politica nella fase di transizione democratica”. (FB, Misna, 21-04-2006)

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Diocesi di Nouakchott: 40 anni (L.M., Agenzia Fides, 12-04-2006)

(…) La diocesi di Nouakchott ha di recente festeggiato i 40 anni di vita. Alla Messa solenne, oltre a Mons. Martin Happe, Vescovo di Nouakchott, hanno concelebrato il Nunzio Apostolico di Dakar, 9 Vescovi e una trentina di sacerdoti. "Per permettere alle donne cattoliche di assistere all’Eucaristia, altri mauritani , inclusi diversi musulmani, hanno aiutato a preparare il pranzo per una gran numero di ospiti. Che magnifica testimonianza di buone relazioni tra i cristiani e musulmani” scrive Mons. Happe. "Nel pomeriggio, diversi gruppi nazionali ed etnici hanno condiviso con molto immaginazione e vivacità la ricchezza delle propria cultura.” - Per preparare la celebrazione, la Chiesa locale ha proclamato un Anno giubilare. Dalla Pentecoste 2004 sono stati organizzati diversi incontri. Sacerdoti, religiosi, laici, giovani e bambini sono stati invitati a riflettere sul tema "La Chiesa in Mauritania, fedele a Dio e all’uomo”, interrogandosi sugli aspetti della missione nel Paese. (L.M., Agenzia Fides,  12-04-2006)

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Tanto pesce ma scarsi guadagni: governo accusa UE (CO, Misna 12-04-2006)

"Stimiamo che, sulla base dell’accordo vigente con la Ue, i pescatori europei guadagnino 600 milioni di dollari l’anno dalla pesca del nostro pesce, mentre noi non incassiamo più di 96-100 milioni di dollari l’anno”: da questa constatazione del ministro della Pesca, Sidi Mohamed Ould Sidina, nasce la preoccupazione del governo mauritano per il futuro della pesca e di circa 30.000 pescatori in uno dei paesi più poveri dell’Africa settentrionale, in cui due terzi della popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno. La Mauritania possiede una delle coste più pescose del mondo, con pesci, molluschi, crostacei, tartarughe e molti altri animali acquatici che, ogni anno, finiscono nelle reti dei circa 240 grandi pescherecci stranieri che solcano le sue acque. Questo non solo provoca il depauperamento delle riserve ittiche nazionali, ma anche l’impoverimento dei pescatori mauritani che non sono in grado di competere con le attrezzature delle flottiglie europee: "Il pesce di tutte le nostre acque profonde è appannaggio dell’Unione Europea. Noi riusciamo solo a catturare quello dei fondali più bassi con le nostre vecchie barche”, spiega il ministro, aggiungendo che "una volta c’era molto più pesce. Oggi è molto più difficile trovarne. Le grandi barche lo hanno pescato tutto. Lavorano giorno e notte”. Le barche mauritane non hanno la benché minima possibilità di confronto con i ‘mostri’ inviati dall’Unione Europea a pescare al largo della Mauritania. Basti pensare che, per sei anni, il governo irlandese ha inviato al largo delle coste mauritane il peschereccio irlandese ‘Atlantic Dawn’ una barca da 7.000 tonnellate, lunga 144 metri, costata 64 milioni di euro e con 60 membri d’equipaggio il cui elusivo compito era quello di pescare più sardine possibili. I pescatori mauritani ancora la chiamano "la nave venuta dall’inferno”. Il governo di Nouakchott intende far valere queste preoccupazioni al tavolo dei negoziati che si aprirà nei prossimi mesi, visto che a luglio scade l’accordo quinquennale sulla pesca con l’Unione Europea. Il trattato in questione era stato siglato dal precedente governo, deposto nell’agosto scorso con un colpo di Stato incruento che ha instaurato al potere un giunta militare guidata dal colonnello Ely Ould Mohamed Vall che sta procedendo a profonde riforme. (CO, Misna,  12-04-2006)

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Decine di morti a largo Mauritania (SwissInfo, 03-04-2006)

Trentadue clandestini subshariani che cercavano di raggiungere l'arcipelago spagnolo delle Canarie sono morti questa notte a largo della costa mauritana, secondo quanto informano fonti ufficiali citate dai media. Altri 25 che si trovavano a bordo sono stati salvati. Unità spagnole, secondo la radio Cadena Ser, starebbero intanto seguendo un'imbarcazione con circa 500 persone a bordo a 200 chilometri a sud delle isole, che si crede sia partita dalla Guinea o dal Senegal. Ndr – Su questo problema, leggere un’analisi sul sito PeaceReporter  (SwissInfo,  03-04-2006)

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La differenza tra una Repubblica islamica e una islamista (Zenit, 28-03-2006)

Una Repubblica islamica è molto diversa da una islamista, ha spiegato un Vescovo cattolico della Mauritania portando questo Paese come esempio del primo caso. "Quando ho chiesto un visto per poter lavorare, l’ambasciatore mi ha detto: ‘La Mauritania è una Repubblica islamica, ma non una Repubblica islamista. Un Vescovo cattolico è dunque benvenuto’”, ha rivelato monsignor Martin Happe, M. Afr. (Padri Bianchi), Vescovo di Nouakchott, visitando la sede centrale di "Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS). "Sicuramente alla Chiesa non vengono poste limitazioni nel suo impegno sociale nei settori dell’istruzione e della sanità”, ha aggiunto. - Secondo il presule, "in un Paese come la Mauritania, in cui l’islam è praticamente l’unica cosa condivisa dai vari gruppi etnici, cattolici e musulmani devono accettare e rispettare le loro rispettive differenze”. Per il Vescovo Happe, su tre milioni di abitanti i cattolici sono 4.500. "Attualmente, 12 sacerdoti e 40 religiose assistono i credenti, e sono quasi tutti stranieri”, ha segnalato. Quanto alla pressione esercitata dagli estremisti musulmani nel Paese, monsignor Happe ha confessato: "La mia speranza è che la Mauritania non arrivi mai a diventare una Repubblica islamista”. - La diocesi di Nouakchott è stata eretta nel 1965, cinque anni dopo che il Paese era diventato indipendente dalla Francia. (Zenit,  28-03-2006)

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In 45 giorni morti 1.200 immigrati (Corriere della Sera, 21-03-2006)

Sarebbero tra i 1.200 e i 1.600 gli immigrati clandestini partiti dalla Mauritania e annegati in mare tentando di raggiungere l’arcipelago della canarie, cioè la Spagna. La statistica è relativa agli ultimi 45 giorni del 2005 ed è stata resa nota dalla stampa spagnola che cita un rapporto interno della Guardia Civil. La cifra, impossibile da precisare ulteriormente, è stata ricavata da stime relative al numero di immigrati quotidianamente partiti dalla Mauritania tra novembre e metà dicembre 2500. Complessivamente, si pensa che a partire siano stati tra i 2.000 e i 2.500 clandestini anche se solo una minima parte di essi - tra 800 e 900 - è arrivata alla fine del viaggio. Solo pochi giorni fa la nave-ospedale Esperanza del Mar ha rispescato 25 cadaveri a 70 miglie dalla coste della Mauritania. (Corriere della Sera,  21-03-2006)

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Accordo con la Spagna per fermare le ondate di immigrati (Euronews, 17-03-2006)

Accordo in vista tra la Spagna e la Mauritania per limitare l'immigrazione clandestina. Una delegazione del governo di Madrid ieri ha incontato il colonnello Vall, capo della giunta militare salita al potere con un colpo di stato l'agosto scorso. La Spagna e il Paese africano, che creeranno una commissione mista, si dicono pronti ad attivare un dispositivo di controllo concordato con l'Unione Europea. In pratica la Mauritania si impegnerebbe a trattenere le migliaia di immigrati, soprattutto senegalesei e malesi, che affollano le sue coste in attesa di un'occasione per imbarcarsi verso le Canarie. In cambio della collaborazione Madrid offrirebbe aiuti umanitari e assistenza al controllo delle frontiere. Da sabato scorso oltre 900 clandestini hanno raggiunto l'arcipelago spagnolo. Ma solo l'altroieri in mare sono stati recuperati 24 corpi senza vita. Secondo la Croce rossa dall'inizio dell'anno 1.000 immigrati sono morti tentando la traversata. La Spagna vorrebbe anche riattivare un accordo del 2003 che prevede il rimpatrio in Mauritania dei clandestini giunti alle Canarie. (Euronews,  17-03-2006)

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Richiesto aiuto internazionale contro clandestini (C.O., Misna, 16-03-2006)

"La Mauritania non è in grado di controllare i suoi confini e ha bisogno di aiuto contro la massiccia ondata di immigrati”: lo ha detto il primo ministro Sidi Mohamed Ould Boubacar prima dell’incontro con una delegazione spagnola per concordare un "urgente piano di cooperazione” contro la nuova rotta dei clandestini che cercano di raggiungere l’Europa dalla costa atlantica della Mauritania e del Sahara Occidentale, attraverso le Isole Canarie. Il primo ministro mauritano ha chiesto l’aiuto della comunità internazionale e, in particolare, dell’Unione Europea, principale destinazione dei clandestini. "Non siamo in grado – ha precisato – di resistere a questa pressione crescente. Abbiamo bisogno di aiuto di ogni tipo: aeroplani, navi, automezzi”. Lungo la costa del paese, vi sarebbero accampamenti improvvisati di almeno 10-15.000 subsahariani in attesa di trovare un "caicco” (battello leggero e sottile in vetroresina) che, per 1000 euro, li porti nelle Canarie. "Lo stato sta cercando si smantellare le reti che forniscono logistica e informazioni agli immigrati. Ma non possiamo farlo da soli. Non possiamo controllare terra e coste che, come sapete, sono molto estese”, ha aggiunto Ould Boubacar. Mentre i ministri degli Esteri e della Sicurezza spagnoli si sono recati in missione ufficiale in Mauritania con offerte di aiuti per cercare di frenare le partenze, il governo regionale canario ha creato un gabinetto di crisi di fronte all’arrivo di oltre 3000 clandestini dall’inizio dell’anno, un terzo in più rispetto all’intero 2005. Circa 1000 immigrati sono giunti per mare alle Canarie solo negli ultimi cinque giorni, 123 nelle ultime ore: 50 clandestini sono stati avvistati stamane in arrivo a Tenerife, 77 la scorsa notte a Gran Canaria. Ieri 24 cadaveri sono stati ripescati dalla nave ospedale spagnola "Esperanza del Mar” al largo delle coste mauritane. Le vittime si aggiungono ai 45 corpi recuperati la scorsa settimana nella medesima area e ai 1.200 che secondo la Mezzaluna Rossa sono morti dal novembre scorso. Il flusso verso le coste dell’arcipelago spagnolo non dà segno di arrestarsi, perché è in gran parte conseguenza della chiusura del passaggio terrestre attraverso Ceuta e Melilla e di accordi tra Spagna e Marocco. (C.O., Misna, 16-03-2006)

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Immigrazione: oltre mille morti in 4 mesi (Ansa/Basilicata.net, 07-03-2006)

Oltre mille clandestini subsahariani sono morti negli ultimi quattro mesi nel tentativo di raggiungere le Canarie. Secondo il rappresentante della Mezzaluna Rossa, Ahmedu Uld Haye, i subsahariani che tentano di raggiungere la costa spagnola sono disperati e 'pronti al suicidio'.Ogni giorno centinaia di persone, soprattutto provenienti dal Mali,Gambia e Senegal-tentano di raggiungere le Canarie su fragili imbarcazioni, il 40% delle quali fanno naufragio. (Ansa/Basilicata.net,  07-03-2006)

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Un piccolo sguardo sulla società (Il Giornale, 05-03-2006)

Diritti civili - La Mauritania ha abolito legalmente la schiavitù, ma di fatto ci sono ancora (schiavi), e anche le persone che sono state liberate dalla schiavitù in Mauritania continuano a subire discriminazioni di fronte alla legge, sul posto di lavoro e nella loro vita sociale a causa del fatto che precedentemente erano degli schiavi. Libertà di espressione - La libertà di espressione è molto limitata. Diverse testate giornalistiche sono state sospese o vietate. A giugno 2002 il settimanale «Erraya» è stato messo al bando, apparentemente per aver pubblicato un articolo ritenuto critico nei confronti del governo. Religione - Il Cristianesimo è professato solo dai cittadini stranieri, ma è vietata l'attività missionaria, di proselitismo e la vendita della Bibbia. A luglio 2003, una nuova legge ha sostanzialmente ristretto la libertà di espressione trasformando tutte le moschee in istituzioni pubbliche sottoposte al controllo del ministro incaricato del culto islamico. Donne - La società è sostanzialmente matriarcale, le donne possono divorziare e risposarsi, ma devono indossare abiti lunghi. (Il Giornale,  05-03-2006)

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