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NOTIZIE 2006 - MAROCCO

Operazioni illegali nel Sahara occidentale (Nigrizia/La Voce d’Italia, 31/12/06)

Arcom: Fermate le deportazioni verso il deserto! (Meltingpot, 27/12/06)

Due condanne a morte per terrorismo (SwissInfo, 22/12/06)

Marocco presenta piano per autonomia (TicinOnLine, 06/12/06)

Sarà liberalizzato il traffico aereo (Il Denaro, 30/11/06)

Nuove licenze per tv e radio private (Il Denaro, 24/11/06)

Smantellata cellula jihadista a Casablanca (Ticinonline, 16/11/06)

Compagnia aerea bandiera vieta preghiera in orario d'ufficio (Aki, 07/11/06)

Apre a Palermo il Consolato Marocchino per il meridione ( A.Digrazia, Strettoindisopensabile, 06/11/06)

La vecchia immagine va scomparendo (Abderrahim El Quali, IPS, 05/11/06)

Il via al programma eolico (RaiNews24, 30/10/06)

Un ennesimo passo avanti: intervista a Souad Sbay (Ag. Radicale, 19/10/06)

L’evoluzione della situazione nel Sahara occidentale (Equilibri, 17/10/06)

La guerra al velo (Corriere della sera, 11/10/06)

Marocco respinge rapporto ONU (Swisspolitics, 08.10.06)

No al rapporto Onu che denuncia violazione diritti umani (Imgpress, 08/10/2006)

Verso l'abolizione della pena capitale (Q.R.Agenzia, 06-10-2006)

Continua lo sciopero della fame dei detenuti saharawi (Peacereporter, 28/09/06)

Terrorismo, arrestati 13 sospetti (Corriere della Sera, 27/09/06)

Ucciso funzionario italiano della Commissione europea a Rabat (RaiNews, 18/09/06)

Richiamato il proprio ambasciatore presso la Santa Sede (Arab Monitor, 16/09/06)

Tecnologia russa per la centrale nucleare (Archivio nucleare,12/09/06)

Putin in Marocco (Pravda,07/09/06)

Aumenta sicurezza in aeroporti per minaccia estremista (Reuters, 30/08/06)

Gruppo di 50 migranti scaricato nel deserto (Peacereporter, 29/08/06)

Smantellato gruppo terroristico pronto ad agire (Corriere della Sera, 25/08/06)

Altri 27 milioni di euro dalla Ue per combattere traffico clandestini (Aduc, 24/08/06)

Ue dà 67 mln euro per gestire immigrazione (Reuters, 23/08/06)

Tra I clandestini, anche un bancario marocchino (Il Tempo, 21/08/06)

La polizia arresta a Casablanca 44 sospetti terroristi (Peacereporter, 10/08/06)

Smantellata cellula terroristi (Basilicatanet/Ansa, 08/08/06)

Trovati i corpi di 28 clandestini (la Repubblica, 02/08/06)

Rimpatri: ambasciatore incontra Amato (Meltingpot, 01/08/06)

Una donna per imam (Peacereporter, 27/07/06)

Forse scoperta tomba oppositore politico (Corriere della Sera, 28/05/06)

Riscatto sociale femminile: al via «un calcio alla povertà» (In Denaro, 26/05/06)

Mondiali 2006: amichevoli: gli USA battuti 1-0 dal Marocco (Adnkronos/Dpa, 24/05/06)

Una bufala su internet semina paura dello tsunami (Age, 23/05/06)

237 detenuti in sciopero della fame (Corriere della Sera, 22/05/06)

Prime imam donne: psicanaliste o guide religione? (Ag. Radicale, 15/05/06)

Allarme attentati, nel mirino gli stranieri (Corriere della Sera, 09/05/2006)

Cento detenuti in sciopero della fame (Peacereporter, 05-05-2006)

Le prime laureate per combattere l'islam estremista (IGN, 29-04-2006)

Oltre 773mila turisti nei primi due mesi del 2006 (GuidaViaggi, 19-04-2006)

Pronte a lavorare le prime 50 donne imam (Agr/Corriere della Sera, 16-04-2006)

Pesca: la Svezia guida il fronte del no (Il Denaro, 07-04-2006)

Ex commissario tecnico si converte all'Islam (RaiSport, 22-03-2006)

Oasi nel deserto: progetto Ue da 4,5 mln (Il Denaro, 22-03-2006)

Re Mohammed VI riceve emissario colonnello Gheddafi (Corriere della Sera, 21-03-2006)

Allarme per rischio estinzione oasi (Ansa, 13-03-2006)

Marocco/Algeria - Cosa sta accadendo nelle due enclavi di Ceuta e Melilla (Melting pot, 08-03-2006)

Apre mercato tv radio, ad aprile 30 emittenti (Reuters, 08-03-2006)

L’arcivescovo di Rabat e le vignette su Maometto (Zenit, 14-02-2006)

Una commissione per far luce sulla violazione dei diritti umani (Euronews, 17-01-2006)

Re Mohammed chiede scusa per 40 anni di abusi dei diritti umani (L.M. Misna, 10-01-2006)

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Operazioni illegali nel Sahara occidentale (Nigrizia\La Voce d’Italia, 31/12/06)

Una società energetica irlandese ha firmato nelle scorse settimane un contratto per l’esplorazione delle risorse petrolifere terrestri di una zona del Sahara occidentale. L’accordo, stipulato tra la Island Oil & Gas e il Ministero del Petrolio e delle Miniere del Marocco, pianificherebbe un lavoro di 12 mesi, da attuare nel corso del 2007, in un’area di più di 21mila chilometri quadrati. Le attività di ricerca comprenderebbero studi geologici e geochimici, analisi dei dati sulla gravità, sul magnetismo, e dei dati raccolti dai satelliti. Coinvolti nelle operazioni anche la marocchina San Leon (50%) e la GB Oil and Gas Venture (30%). Il “Bacino Zag” è un’area sedimentaria dell’epoca paleozoica, della quale non sono ancora stati raccolti dati sismici. Sin dall’epoca coloniale spagnola, però, sono risultati visibili depositi di gas e di petrolio in superficie. Si ritiene che l’area possa nascondere giacimenti di petrolio, ed è questo che ha attirato l’attenzione della società irlandese. (…) Già nel 2002 Hans Corell, esponente delle Nazioni Unite, aveva giudicato discutibili, se non contrarie al diritto internazionale, le operazioni di ricerca ed esplorazione in un territorio occupato. E condannato come illegali e rischiose operazioni di estrazione in tali condizioni politiche. La zona infatti è pesantemente militarizzata e sono frequenti scontri tra la polizia marocchina e i civili locali. Inoltre è una delle aree con la più alta concentrazione di campi minati al mondo. (Nigrizia\La Voce d’Italia,  31/12/06)

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Arcom: Fermate le deportazioni verso il deserto! (Meltingpot, 27/12/06)

Traduzione italiana dell’appello alla mobilitazione generale lanciato dall’Associazione di rifugiati e richiedenti asilo congolesi del Marocco (Arcom), a seguito di quanto è avvenuto nella notte tra il 23 e il 24 dicembre a Rabat. La retata effettuata dalla polizia marocchina a danno di migranti in gran parte tutelati dal loro status di rifugiati, dimostra una volta di più cosa significhi e quali conseguenze abbia sulla vita delle persone la scelta di delegare ai paesi esterni all’Ue il compito di impedire che i migranti raggiungano le mura della fortezza Europa. – “Cari Militanti, l’Associazione congolese dei rifugiati e dei richiedenti asilo congolesi in Marocco ha il profondo dispiacere di informarvi che la polizia marocchina ha eseguito una grande retata a Rabat e ha arrestato i rifugiati, richiedenti asilo e, in generale, tutti i migranti subsahariani che ha trovato. Questa retata è iniziata alle tre del mattino. La polizia è entrata dentro le case dei rifugiati e dei richiedenti asilo, e malgrado questi abbiano mostrato i documenti rilasciati dall’ Hcr Un (Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite) del Marocco, la polizia ha ignorato le carte arrestando adulti e bambini. I rifugiati sono stati condotti al commissariato di polizia del III distretto di Hay Nadha I e, a partire dalle sette e trenta, cinque autobus pieni sono partiti in direzione di Oujda per rispedire indietro questa povera gente fuggita dal proprio paese a causa della guerra e dell’instabilità politica, della povertà e della miseria. L’Arcom lancia un appello a tutti gli uomini e atutte le donne, a tutte le associazioni o a tutte le organizzazioni caritatevoli e di buona volontà, al fine di informare e sensibilizzare l’opinione poubblica internazionale per denunciare e condannare questo atto di barbarie. Coloro che hanno i mezzi per farlo possono già recarsi a Oujida per aiutare queste persone, portare loro coperte o cibo, perché c’è tra loro anche chi è stato svegliato nel cuore della notte e fatto salire mezzo nudo sull’autobus. L’Arcom condanna con tutte le sue forze questo atto che denota irresponsabilità da parte di chi ha ordinato la sua esecuzione. Il Marocco ha firmato la Convenzione di Ginevra relativa alle procedure da applicare nei confronti dei rifugiati; gli articoli 31 e 33 impediscono il respingimento di rifugiati e richiedenti asilo. La legge marocchina 02-03, relativa all’ingresso e al soggiorno dei cittadini stranieri e all’immigrazione e all’emigrazione in e dal Marocco, sancisce all’artcolo 26 che non è possibile ricondurre alla frontiera un richiedente asilo o un rifugiato. Ma la polizia marocchina ha appena ignorato e violato le sue proprie leggi arrestando e respingendo richiedenti asilo e rifugiati. Il governo marocchino tollera la presenza dell’Hcr-Un sul suo territorio ma rifiuta di riconoscere i documenti rilasciati da questa istituzione internazionale. L’Arcom ha avvertito gli uffici dell’Hcr-Un fin dalle 6 del mattino, e tutti gli sforzi del responsabile Hcr sono stati sabotati dalla polizia che alla fine è riuscita a respingere le persone fino a Oujida. Noi diciamo il nostro NO deciso a un tale comportamento. – Arcom, Emmanuel Mbolela (Meltingpot,  27/12/06)

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Due condanne a morte per terrorismo (SwissInfo, 22/12/06)

Due islamici marocchini sono stati condannnati a morte dal tribunale antiterrorismo di Salé (vicino a Rabat) perché colpevoli di "preparare atti terroristici" in Marocco. Lo si è appreso da fonti giudiziarie. Yussef Addad, presunto capo di un gruppo di 14 coimputati, e Abdelmalek Buizakarne, sono stati condannati alla pena capitale al termine di un processo che era iniziato nel dicembre 2004, ha detto all'AFP il loro avvocato difensore Mohamed Ben Sahraui. Altri 13 islamici dello stesso gruppo si sono visti infliggere condanne da 4 a 30 anni di carcere. (SwissInfo, 22/12/06)

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Marocco presenta piano per autonomia (TicinOnLine, 06/12/06)

Un progetto che prevede l'autonomia del Sahara occidentale marocchino è stato presentato oggi a Rabat da Khali Henna Oul Errachid, presidente del Consiglio reale consultivo per gli affari del Sahara Occidentale (Corcas) creato da re Mohammed VI. Secondo gli osservatori internazionali, la presentazione del piano è destinata ad alimentare nuove tensioni con il Fronte Polisario, che chiede l'indipendenza del Sahara occidentale, e con l'Algeria, che sostiene le richieste del Fronte. Nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Rabat, Errachid ha sottolineato che il piano rappresenta "l'unica soluzione che soddisfa le rivendicazioni del Sahara occidentale in conformità con le norme internazionali", precisando anche che si tratta di un momento storico importante che coinvolge vari attori della scena politica e civile del paese. La proposta, approvata all'unanimità dal consiglio, dovrà essere presentata al re, che, a sua volta, dovrà esaminarla e, in un secondo momento, ratificarla. I punti principali del piano sono: autonomia delle province sotto la sovranità del Marocco, competenze esclusive in materia legislativa, giudiziaria ed esecutiva, rispetto dei diritti dell'uomo in conformità con le normative internazionali. Errachid ha annuncia che la seconda lingua delle province del sud sarà lo spagnolo, seguita dal francese. (TicinOnLine,  06/12/06)

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Sarà liberalizzato il traffico aereo (Il Denaro, 30/11/06)

Il Marocco e la Tunisia hanno deciso di liberalizzare il traffico aereo fra i due paesi per promuovere lo sviluppo del settore e contribuire ad intensificare il flusso di scambi economici e turistici bilaterali. La decisione - informa l'agenzia di stampa locale Map citando un comunicato del ministero marocchino dei Trasporti - è stata presa al termine delle consultazioni aeronautiche tenutesi a Tunisi e presiedute dal direttore dell'aviazione civile marocchina, Abdelouahab Yaalaoui ed il suo omologo tunisino, Mohamed Chérif, al fine di attualizzare l'accordo aereo firmato fra i due paesi nel 1958. Tenendo conto dell'evoluzione del settore del trasporto aereo a livello internazionale - prosegue la stessa fonte - le due parti hanno deciso di aprirsi al mondo della libera concorrenza adottando una strategia che rientra anche nell'ambito del programma di liberalizzazione fra i paesi arabi lanciato durante il Vertice di Beirut nel 2002. (Il Denaro,  30/11/06)

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Nuove licenze per tv e radio private (Il Denaro, 24/11/06)

Una televisione e dieci nuove radio private sono state create in seguito alle concessioni di licenze da parte dell'Alta Autorità della Comunicazione Audiovisiva dallo scorso aprile, riporta il quotidiano marocchino Aujourd'hui le Maroc. Le nuove emittenti dovranno attenersi ai requisiti stabiliti dall'Alta Autorità e pubblicati nel bollettino ufficiale del 5 ottobre 2006. Tra queste dieci, le principali emittenti radiofoniche sono Radio Atlantic, che trasmette a Casablanca, Hit Radio, ascoltata a Rabat, Casablanca, Marrakech, Essaouira e a El Jadida, Chada FM che trasmette a Casablanca, e Radio Plus, ascoltata ad Agadir, mentre la nuova nata tra le reti televisive, Medi 1 Sat, comincerà a trasmettere dal prossimo dicembre. (Il Denaro,  24/11/06)

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Smantellata cellula jihadista a Casablanca (Ticinonline, 16/11/06)

La polizia marocchina ha annunciato di aver smantellato una cellula terroristica jihadista a Casablanca - la capitale economica del Marocco, dove nel maggio del 2003 morirono 45 persone in una serie di attentati suicida - arrestando 13 presunti terroristi, che avrebbero anche collegamenti con il Gruppo salafista per la predicazione e il combattimento (GSPC) algerino. Lo scrivono oggi i media locali. Secondo informazioni di fonti della sicurezza, gli arrestati appartenevano al gruppo Jamaat Attaouhid Oua al-Jihad Fi al-Maghrib (Monotesimo e Guerra Santa), noto finora solo per aver inviato una lettera minatoria a un quotidiano legato ai socialisti marocchini, nella quale minacciavano di morte vari dirigenti, fra i quali il ministro del tesoro, Fathallah Oualalou. Le stesse fonti aggiungono che i presunti terroristi erano in contatto con Mohamed R'ha, un marocchino di cittadinanza belga arrestato mesi fa per aver organizzato l'invio di terroristi in Iraq, e stavano studiando la possibilità di creare un commando guerrigliero nelle montagne dell'Atlante (nord del paese). (Ticinonline,  16/11/06)

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Compagnia aerea bandiera vieta preghiera in orario d'ufficio (Aki, 07/11/06)

Da oggi gli impiegati della compagnia aerea marocchina 'Royal Air Maroc' (Ram) non potranno interrompere il loro lavoro per svolgere le cinque preghiere rituali islamiche ne' potranno pregare all'interno degli uffici o nel luogo di lavoro. In una circolare diffusa ieri dalla società, e ripresa dal sito arabo della Bbc, si chiede agli impiegati della compagnia aerea di 'non ripetere gli errori del passato usando la scusa della preghiera per trascorrere le ore di lavoro fuori dagli uffici". Si tratta di una decisione senza precedenti se si pensa che la linea aerea è di proprietà della famiglia reale di Rabat in un paese in cui il monarca Muhammad VI è anche il ‘principe dei credenti’ e quindi autorità religiosa oltre che politica. I primi a protestare sono stati i rappresentanti del partito islamico 'Al-Adala wa al-Tanmiya' che parlano di violazioni della libertà di culto. Ma il provvedimento e' contestato anche dagli stessi impiegati della compagnia aerea, secondo i quali è ormai proibito anche pregare in alcune stanze predisposte per questo scopo, chiuse dalla direzione, o uscire dall'ufficio per recarsi alla moschea più vicina. Nonostante cio' la direzione della compagnia aerea sembra irremovibile ed ha deciso di non incontrare i rappresentanti dei lavoratori che vogliono discutere di questo provvedimento. La decisione di proibire la preghiera durante gli orari di lavoro si aggiunge a quella emanata sempre dalla Ram alla fine di ottobre che chiede alle impiegate di non usare il velo islamico (Hijab) ma di indossare le uniformi ufficiali. Inoltre lo stesso governo di Rabat nel mese di ottobre ha vietato l'uso del velo islamico all'interno degli uffici pubblici ed ha deciso di eliminare dai libri di testo le foto che ritraggono le donne velate. (Aki, 07/11/06)

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Apre a Palermo il Consolato Marocchino per il meridione ( A.Digrazia, Strettoindisopensabile, 06/11/06)

E’ stato inaugurato a Palermo in via Villaverona 34, il primo consolato marocchino, unica sede di rappresentanza del Marocco in Sicilia e in tutto il sud Italia. Il centro sarà gestito dal console generale Youssef Balla che nei giorni scorsi si è incontrato a palazzo Comitini con il presidente della provincia di Palermo, Francesco Musotto insieme al ministro della comunità marocchina all’estero Nouzha Chekrouni, ed all’ ambasciatore marocchino a Roma Tajeddine Baddou. “L’apertura di una sede diplomatica del Marocco nella nostra città - ha sottolineato Francesco Musotto - e’ un fatto significativo, per la comunità maghrebina residente a Palermo ma anche per i tanti palermitani che vogliono conoscere, costumi, tradizioni e prospettive di sviluppo di un popolo che ci e’ sempre piu’ vicino e che condivide con la Sicilia importanti sfide commerciali e culturali. In questa direzione la Provincia regionale conferma l’attenzione e l’impegno per le questioni della convivenza multiculturale nel nostro territorio, dove l’integrazione e il rispetto sono valori storicamente molto forti”. In questo modo infatti gli 8.160 marocchini residenti nell’isola potranno recarsi direttamente nel capoluogo di regione per ricevere assistenza dai funzionari del proprio paese d’origine. Prima era invece necessario recarsi a Roma perché in tutto il meridione non esisteva un’ altra ambasciata. “L’apertura di una sede diplomatica del Marocco nella nostra città è un fatto significativo, per la comunità maghrebina residente a Palermo ma anche per i tanti palermitani che vogliono conoscere, costumi, tradizioni e prospettive di sviluppo di un popolo che ci e’ sempre piu’ vicino e che condivide con la Sicilia importanti sfide commerciali e culturali”, ha affermato il presidente della Provincia di Palermo, Francesco Musotto. Il console Balla ha ribadito la necessità di intervenire a favore dell’integrazione gia’ dai primi anni di scuola, sottolineando la funzione culturale che il centro si propone di avere: “Vorremmo farci promotori di un progetto rivolto ai bambini marocchini che studiano negli istituti palermitani. Affiancare agli insegnanti di cultura occidentale educatori di cultura maghrebina sarebbe un esempio di grande libertà e apertura mentale, e un supporto valido per le famiglie marocchine che non vogliono rinunciare ad un legame con la loro terra pur nel rifiuto delle posizioni radicali” ( A.Digrazia, Strettoindisopensabile, 06/11/06)

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La vecchia immagine va scomparendo (Abderrahim El Quali, IPS, 05/11/06)

Chi va in Marocco resta affascinato dalle immagini di paesaggi costellati dalle proverbiali palme sparse un po’ ovunque. Ma oggi se ne vedono sempre meno, e a questo ritmo il turista del futuro potrebbe non trovarne nemmeno una. L’immagine sta cambiando: il deserto del Sahara continua ad avanzare, ricoprendo le verdi distese di un tempo, e ogni anno, secondo i dati ufficiali, in Marocco spariscono 22.000 ettari di terra coltivabile. Oggi la desertificazione minaccia tutto il paese. Il ministro per l’ambiente ha dichiarato che quasi il 93 per cento del Marocco è ormai composto da terre aride. Le palme da dattero sono le più colpite dalla desertificazione. Alla fine del XIX secolo, secondo uno studio del geografo Ahmed Harrak, in Marocco c’erano 15 milioni di palme da dattero, mentre oggi si sarebbero ridotte a circa 4,5 milioni. Senza queste palme, la popolazione locale “perde la sua principale fonte di reddito, ed è costretta ad abbandonare la terra e partire”, ha detto all’IPS M. Achlif, membro del gruppo indipendente “Associazione marocchina per lo sviluppo e la solidarietà”. Molti abitanti del Marocco pensano di non poter fare molto, poiché la causa principale della desertificazione che avanza sembra essere naturale. “Il Nord Africa è una regione prevalentemente arida o semi-arida”, ha spiegato all’IPS il geografo Bouazza Zahir. “In Marocco, 700 chilometri quadrati su 1000 sono costituiti da terre aride”. La terra rischia ora di inaridirsi sempre più rapidamente, nella misura in cui si riducono le fonti d’acqua, ha segnalato Zahir. Ma la natura non sarebbe l’unica responsabile: “L’eccessiva attività rurale e lo sfruttamento della terra sono anch’essi fattori significativi”, spiega Zahir. E aumentano le domande della popolazione sulla scomparsa delle aree verdi. “L’aumento medio annuale della popolazione nelle regioni aride è del 3,5 per cento”, osserva Zahir. “La terra viene sfruttata eccessivamente perché la popolazione cerca di trarre il maggiore beneficio per sé nel minor tempo possibile”. Nel 2001 è stato lanciato un piano nazionale contro la desertificazione, con l’obiettivo di rafforzare la struttura politica, legislativa e istituzionale del governo e di altri organismi, per combattere insieme la desertificazione. L’intento sarebbe di limitare il ruolo del governo, coinvolgendo diverse agenzie. In base al piano, il governo ha accettato di “prevedere nuove forme di organizzazione autonome e decentrate”. I progetti per combattere la desertificazione “dovrebbero essere redatti nel quadro di una struttura contrattuale che definisca gli obblighi di ogni intervento”. (…)(Abderrahim El Quali, IPS, 05/11/06)

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Il via al programma eolico (RaiNews24, 30/10/06)

Il Marocco ha in programma la realizzazione entro il 2007 di un parco di generatori eolici della capacita' di 10 megawatt a El Ayoun, capoluogo del Sahara occidentale. Lo ha comunicato il ministro dell'Energia e le miniere, Mohamed Boutaleb, precisando che i relativi accordi verranno siglati oggi stesso. Il Marocco ha dato inizio allo sviluppo dell'energia eolica nel 2005, con impianti situati nel nord del Paese, in particolate presso Tangeri e Tetuan. Nell'energia sono stati investiti circa 900 milioni di euro "data la crescente e sostenuta domanda". Attualmente le energie rinnovabili rappresentano non piu' dell'uno per cento dela produzione marocchina, ha detto il ministro: l'obiettivo di Rabat e' arrivare al 12 per cento di energia solare ed eolica entro il 2012. (RaiNews24,  30/10/06)

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Un ennesimo passo avanti: intervista a Souad Sbay (Ag. Radicale, 19/10/06)

Commentando l’ennesimo passo avanti del Marocco sul fronte dei diritti delle donne (dopo le riforme al diritto di famiglia, che consentono alle donne di divorziare e vietano la poligamia, e la nomina, per la prima volta in assoluto nel paese, di 50 pediatri donna), rappresentato dalla recentissima decisione del Re Mohamed VI di limitare e scoraggiare l’uso del velo “hijab”, la Presidentessa dell’Associazione Donne Marocchine in Italia, Souad Sbay, intervistata pochi giorni fa dai microfoni Radio Radicale, si è detta soddisfatta per quest’ultima conquista del popolo femminile del mondo arabo. Sbay, ricordando che il velo non è una “faccenda privata, come si sente spesso dire in Europa”, ha sottolineato che: “Quel tipo di velo è portato con violenza, lo hijab è un velo politico, simbolo di sottomissione, che - portato in questo modo - non appartiene alla tradizione marocchina». La Presidentessa ha inoltre sottolineato che non si tratta più di un foulard, come una volta, ma di un velo più avvolgente, più pesante e invasivo. - Nell’intervista sono stati toccati anche altri aspetti sul tema, come: la vicenda della scuola islamica di Milano, la legge del Governo francese sul velo e l’Ucoii. Sulla prima questione le affermazioni della signora Sbay sono state molto nette: "le leggi italiane vanno fatte rispettare", ha dichiarato, aggiungendo "e poi che futuro avranno quei bambini?”; con riguardo alla situazione francese la Presidentessa ha sottolineato la totale mancanza di proteste da parte delle donne musulmane che, al contrario, hanno accolto con gioia la decisione del governo, e - dopo avere ricordato la necessità di distinguere ogni caso dall'altro - ha anche affermato: “una cosa è il “hijab”, che è un velo imposto dagli uomini, tutt'altra cosa è il velo che copre solo il capo e che non è imposto, perchè è la donna stessa ad indossarlo per propria scelta". (…)(Ag. Radicale, 19/10/06)

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L’evoluzione della situazione nel Sahara occidentale (Equilibri, 17/10/06)

Un rapporto dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’ONU ha riportato sotto l’attenzione internazionale le questioni legate al destino del popolo Saharoui. Tra i fattori di maggior importanza risultano le accuse di violenze da parte del governo marocchino sulla popolazione civile, il rinvio sine die dell’indipendenza della RASD dal Marocco, l’opera dei gruppi di pressione a livello mondiale e il ruolo delle compagnie petrolifere. Per quanto riguarda la comunità degli Stati, oltre ai classici attori emergono altri paesi che potranno svolgere un ruolo di primo piano nella soluzione della controversia tra Marocco e Sahara occidentale. (Equilibri,  17/10/06)

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La guerra al velo (Corriere della sera, 11/10/06)

Dopo aver approvato la legge sulla famiglia che rispetta i diritti delle donne, il Regno di Mohammad VI vuole ora scoraggiare gli abiti islamici. Via le raffigurazioni dai libri di scuola. Il governo: l'hijab è un segno politico. Per la maggior parte dei musulmani, e ancor più per le musulmane, la questione del velo è un «falso problema». Una «faccenda privata» ingigantita dall'Occidente, che magari in buona fede (vedi Francia) s'ostina a non capire le priorità del mondo islamico. Da Rabat al Cairo, da Kabul a Jeddah, è questo che ripetono da anni intellettuali, femministe e gente comune. Ed è quindi davvero importante la decisione presa dal Marocco: scoraggiare e limitare l'uso del velo. Forse un giorno proibirlo. Non perché «disgustoso» come l'ha definito il sempre provocatorio Salman Rushdie, né per essere «segno di separazione» come ritiene l'ex ministro britannico Jack Straw. (…)(Corriere della sera, 11/10/06)

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Marocco respinge rapporto ONU (Swisspolitics, 08.10.06)

Il Marocco ha respinto un rapporto dell'Alto commissariato dell'Onu per i diritti umani, secondo cui la situazione nel Sahara occidentale è "preoccupante", definendolo "parziale" e "compiacente" versol'Algeria e il Fronte Polisario. Tale rapporto è stato di recente consegnato dall'Onu al Marocco, al Polisario e all'Algeria, che appoggia il movimento indipendentista armato Sahraoui. Il suo contenuto è stato rivelato ieri dal quotidiano francese 'Le Monde'. (Swisspolitics,  08.10.06)

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No al rapporto Onu che denuncia violazione diritti umani (Imgpress, 08/10/2006)

Il Marocco ha respinto un rapporto delle Nazioni Unite sul Sahara occidentale, definendolo "compiacente" verso l'Algeria e il Fronte Polisario. L'Onu ha analizzato la situazione nell'ex colonia spagnola che il Marocco amministra dal '75 e l'ha definita "preoccupante". Il ministro degli Esteri di Rabat afferma che le "presunte violazioni dei diritti umani nel Sahara marocchino sono erronee mentre nessuno sforzo di verifica è stato fatto riguardo alle affermazioni di violazioni commesse nel campi di Tindouf".(Imgpress,  08/10/2006)

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Verso l'abolizione della pena capitale (Q.R.Agenzia, 06-10-2006)

Un progetto di legge per l’abolizione della pena di morte in Marocco sarà presentato in parlamento entro pochi mesi, ha reso noto Bouchra Khiari, deputato del partito di opposizione Le Front des Forces Démocratiques (FFD), precisando che “Il progetto di legge è pronto ed è stato già presentato al segretariato generale del Governo”. Se approvato dal governo, il progetto passerà alla commissione parlamentare competente e infine giungerà in parlamento per il voto. Khiari, leader della campagna per l’eliminazione della pena capitale, confida nel sostegno di altri partiti come l'Union Socialiste des Forces Populaires (USFP) e del Parti du Progrès et du Socialisme (PPS). “La questione riguarda l’intera società marocchina ed è legata al processo di democratizzazione del paese”, ha dichiarato Malika Oulialy, membro del comitato centrale del PPS. L’abolizione della pena capitale – ha aggiunto Oulialy - contribuisce all’edificazione di una società democratica rispettosa di libertà e diritti”. Contrari al progetto abolizionista sono alcuni gruppi islamici secondo cui – come prescritto dalla Sharia – reati come omicidio e adulterio devono essere puniti con la pena di morte. A contrastare il progetto di legge abolizionista sarà in particolare Le Parti de la Justice et du Développement (PJD), unico partito islamico riconosciuto dal governo. L’art. 16 del Codice Penale marocchino prevede la pena di morte per omicidio aggravato, tortura, rapina a mano armata, incendio doloso, tradimento, diserzione, attentato alla vita del re. La grazia è prerogativa costituzionale del Sovrano. Il re Mohammed VI non ha mai firmato finora un decreto di esecuzione da quando ha preso il potere nel luglio 1999. L’ultima esecuzione è avvenuta nel 1993 quando Mohammed Tabet, questore di polizia e capo dell’intelligence generale del paese, è stato giustiziato per abuso della sua posizione e stupro di centinaia di donne e ragazze. Secondo i gruppi locali per i diritti umani, a ottobre 2003 i condannati a morte nel paese erano 156. (Q.R.Agenzia, 06-10-2006)

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Continua lo sciopero della fame dei detenuti saharawi (Peacereporter, 28/09/06)

L'organizzazione non governativa marocchina di difesa dei diritti umani, Amdh, ha manifestato lunedì scorso la sua inquietudine per il deterioramento dello stato di salute dei detenuti politici saharawi, in sciopero della fame nelle prigioni marocchine. L'Amdh, in un comunicato del suo ufficio centrale, ha espresso la sua viva preoccupazione per il deterioramento dello stato di salute dei prigionieri saharawi, in sciopero della fame dal 4 settembre scorso, per rivendicare il miglioramento delle loro condizioni di detenzione. Gli 11 militanti saharawi sono detenuti da almeno sei mesi nelle prigioni di El Aaiun , di Inzegan e Ait Melloul (Agadir), e fanno periodicamente, dal mese di giugno, scioperi della fame di protesta. Chiedono un miglioramento delle condizioni carcerarie, di essere riuniti in una unica prigione ed essere separati dai detenuti per reati comuni. L'Amdh ha, inoltre, chiesto alle autorità marocchine di aprire una trattativa con i detenuti politici saharawi perché il proseguimento dello sciopero della fame mette a rischio la loro vita. (Peacereporter, 28/09/06)

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Terrorismo, arrestati 13 sospetti (Corriere della Sera, 27/09/06)

Tredici cittadini marocchini sono stati arrestati dai servizi di sicurezza del Marocco perche' sospettati di agire nel, finora sconosciuto, Partito di liberazione islamica marocchino, nuova formazione politica che il governo di Rabat teme essere di tendenza integralista islamica. Lo riferisce l'agenzia marocchina Map. (Corriere della Sera,  27/09/06)

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Ucciso funzionario italiano della Commissione europea a Rabat (RaiNews, 18/09/06)

Alessandro Missir di Lusignano, funzionario presso l'ufficio di Rabat della Commissione Europea, e la moglie Arianne Lagasse Delos, di nazionalità belga, sono stati trovati morti nella loro villa del quartiere residenziale di Hay Riad, nella capitale marocchina. Secondo i primi elementi raccolti dagli inquirenti locali e diffusi dalla stampa , i quattro figli della coppia sarebbero stati ritrovati illesi, rinchiusi all'interno di una stanza, ma non è stata ritrovata una delle loro automobili e vari oggetti, che sarebbero stati portati via dalla casa. I due omicidi sono stati commessi a colpi di arma bianca, apparentemente da un solo criminale, che potrebbe essere stato sorpreso mentre svaligiava la villa, hanno indicato da parte loro fonti della sicurezza locale. Missir di Lusignano era stato a lungo funzionario della Direzione generale allargamento guidata della Commissione europea guidata da Oli Rehn, e si era occupato principalmente del dossier Turchia. A Rabat era arrivato in estate. (RaiNews,  18/09/06)

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Richiamato il proprio ambasciatore presso la Santa Sede (Arab Monitor, 16/09/06)

Stando all'Ap, il Marocco ha richiamato il proprio ambasciatore presso la Santa Sede in segno di protesta contro le affermazioni del Papa, giudicate offensive nei confronti dell'Islam. Sempre l'Ap ha riferito le parole del premier turco Tayyip Recep Erdogan, secondo il quale Benedetto XVI ha parlato dell'Islam "non come un uomo di chiesa, ma come un banale politico". (Arab Monitor,  16/09/06)

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Tecnologia russa per la centrale nucleare (Archivio nucleare,12/09/06)

Sarà molto probabilmente il gruppo russo Atomstroiexport a realizzare la centrale nucleare che il Marocco ha intenzione di costruire vicino Casablanca. In questi giorni lo stesso Vladimir Putin (in visita proprio in Marocco) ha del resto trovato un accordo con il re del Marocco Mohamed VI al fine di potenziare la collaborazione tra i due paesi nel settore energetico in senso ampio. (Archivio nucleare,12/09/06)

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Putin in Marocco (Pravda,07/09/06)

Il presidente russo Vladimir Putin, al termine del suo viaggio ufficiale in Sudafrica, e' giunto la notte scorsa in Marocco per una visita ufficiale di due giorni nel paese maghrebino nel corso della quale s' incontrera' con il re Mohamed VI ed altri dirigenti politici locali. Al suo arrivo all'aeroporto di Casablanca, Putin e' stato ricevuto dal premier Driss Jettou, dal ministro degli Esteri Mohamed Benaissa e da altre autorita' nazionali e locali. Nella giornata di oggi Putin verra' invitato dal re Mohamed VI ad un pranzo ufficiale al Palazzo Reale di Casablanca. Nel corso della visita del presidente russo in Marocco, sono previsti negoziati nell'ambito della cooperazione fra i due paesi che riguarderanno lo sviluppo forestale e la cooperazione astronomica, cosi' come lo sviluppo delle telecomunicazioni e la tecnologia dell'informazione. (Pravda, 07/09/06)

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Aumenta sicurezza in aeroporti per minaccia estremista (Reuters, 30/08/06)

Il Marocco ha intensificato le misure di sicurezza nei suoi aeroporti dopo avere scoperto che le mogli di due piloti della compagnia di bandiera Royal Air Maroc (Ram) finanziavano una cellula dell'estremismo islamico, riferisce l'agenzia stampa statale Map. "Il ministero dell'Interno ha rivelato martedì (ieri) il coinvolgimento certo di tre donne marocchine, due delle quali sposate a piloti della Ram, nell'organizzazione terroristica guidata dalla cellula Ansar El Mehdi recentemente smantellata dai servizi di sicurezza", dice la Map. Le tre donne avevano fornito sostegno finanziario al leader del gruppo e ad altri membri della cellula in modo che potessero compiere azioni terroristiche, dice l'agenzia. La Map non ha fornito i nomi delle donne e non ha spiegato se siano state arrestate o iscritte nel registro degli indagati. Dopo un vertice di alti funzionari del ministero dell'Interno e del settore trasporti, il governo ha deciso di rafforzare la sicurezza negli aeroporti e alzare il livello di coordinamento tra i servizi aeroportuali, dice la Map, senza fornire ulteriori dettagli. Il governo aveva annunciato il 7 agosto di avere annientato la cellula in precedenza sconosciuta Jammaat Ansar El Mehdi (Gruppo di Supporto El Mehdi) con l'arresto di oltre 40 membri e il sequestro di esplosivi, materiale propagandistico e attrezzature da laboratorio. (Reuters,  30/08/06)

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Gruppo di 50 migranti scaricato nel deserto (Peacereporter, 29/08/06)

Un uomo proveniente dal Mali ed altre 50 persone che cercavano di emigrare sono stati catturati e scaricati nel deserto del Sahara dalle autorità marocchine. Il gruppo, di cui fanno parte cittadini provenienti da Mali, Senegal, Gambia, Costa d'Avorio e Guinea, stava cercando di raggiungere l'Europa su piccole barche quando è stato intercettato e riportato sulla terraferma. I 50 sono stati lasciati nella zona di confine tra Mauritania e Marocco senza cibo nè acqua. (Peacereporter,  29/08/06)

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Smantellato gruppo terroristico pronto ad agire (Corriere della Sera, 25/08/06)

Oltre cinquanta persone sono state arrestate in Marocco con l'accusa di far parte di un'organizzazione terroristica. Il ministro dell'Interno, Chakib Benmoussa, ne ha dato notizia precisando che il nome del gruppo e' Jamaat Ansar al Mahdi e che tra i 52 membri finiti in manette ci sono anche alcuni militari e poliziotti. Un attentato era imminente, spiega il ministro: i presunti terroristi sono stati trovati in possesso di una grande quantita' di esplosivo, maggiore di quelle impiegate negli attentati del 16 maggio 2003 a Casablanca. (Corriere della Sera,  25/08/06)

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Altri 27 milioni di euro dalla Ue per combattere traffico clandestini (Aduc, 24/08/06)

La Commissione Europea ha sbloccato 27 milioni di euro per sostenere il governo del Marocco nel contrastare in modo piu' efficace il flusso di immigrati clandestini in transito verso l'Europa. E' quanto si apprende in un comunicato diffuso a Bruxelles dallo stesso esecutivo Ue. Con il nuovo contributo, l'appoggio finanziario della Commissione Europea alle autorita' di Rabat per combattere l'immigrazione illegale in partenza dal Paese maghrebino raggiunge un totale di 67 milioni di euro. (…) In particolare, il nuovo contributo della Commissione Europea si inserisce nel quadro di un programma d'urgenza avviato dal governo di Rabat nel 2003 e che punta a una migliore gestione dei flussi migratori e a una lotta piu' efficace all'immigrazione illegale. Entrambe questioni che costituiscono una delle priorita' essenziali della cooperazione tra Bruxelles e Rabat, soprattutto a seguito della crisi umanitaria scoppiata lo scorso anno nelle enclave spagnole di Ceuta e Melilla. (Aduc,  24/08/06)

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Ue dà 67 mln euro per gestire immigrazione (Reuters, 23/08/06)

L'Unione Europea ha dato al Marocco 67 milioni di euro per aiutare il Paese a gestire i fenomeni migratori, incrementare la sicurezza ai confini e contrastare il traffico di esseri umani, riferisce oggi l'Ue. "All'obiettivo di questo programma di emergenza, che mira a una migliore gestione dei flussi migratori e a un rafforzamento della lotta all'emigrazione illegale, verrà dato un sostegno finanziario", dice in un comunicato l'esecutivo dell'Ue. Si tratta di risorse che aiuteranno le agenzie governative del Marocco a combattere con maggiore efficacia l'emigrazione illegale, aumentare la sorveglianza alle frontiere e a migliorare la cornice giuridica, dice l'Ue. Altri fondi saranno resi disponibili per indagini e per informare le persone sui pericoli dell'immigrazione illegale. Ministri europei e africani si sono accordati il mese scorso su un ampio piano per sostenere l'emigrazione legale, sconfiggere il traffico di esseri umani e rendere più efficaci gli aiuti all'Africa. Ma gruppi di pressione lamentano che l'Ue dia priorità alla lotta all'immigrazione illegale mentre fa ben poco per eliminare la distanza che fa dell'Europa una calamita per i poveri africani. Il Marocco dice di avere già ridotto del 65% il numero di clandestini negli ultimi due anni e di avere rimpatriato migliaia di migranti subsahariani, ma sembra che in questo modo abbia semplicemente spostato altrove il problema. Sono oltre 17.000 i migranti che hanno cercato di raggiungere le Canarie quest'anno su barconi sovraffollati, e molti hanno perso la vita. (Reuters,  23/08/06)

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Tra I clandestini, anche un bancario marocchino (Il Tempo, 21/08/06)

C’era anche un bancario marocchino di 24 anni, che ha approfittato delle ferie estive per lasciare il suo paese e tentare la fortuna in Italia, tra i morti nel naufragio di venerdì notte. E tra i superstiti un palestinese che non riesce a rassegnarsi alla morte dell'amico più caro: lo ha visto sparire tra le onde. Così come un clandestino caduto in mare e, dicono i naufraghi, divorato da un pescecane. E c'è la piccola Juliette, sudanese di appena un anno, sbarcata a Lampedusa dopo un lungo viaggio con i genitori. Sono alcune delle storie raccontate dagli immigrati sopravvissuti al naufragio e da quelli arrivati sull'isola la notte scorsa in due distinti sbarchi. Si sono ritrovati nel Cpt in cui sono stati portati ieri e hanno trascorso ore a raccontarsi le drammatiche esperienze vissute. Bancario a 400 euro al mese, aveva deciso di cambiare vita, di lasciare il suo paese, il Marocco, e il lavoro in banca, uno dei clandestini morti nel naufragio.: «Non si accontentava - raccontano gli amici partiti con lui e sopravvissuti alla tragedia - voleva di più, non gli bastavano i soldi che guadagnava». Così il giovane ha deciso di partire approfittando delle ferie estive. «Dico che vado in vacanza - aveva detto ai compagni - ma spero di non tornare più». Ma il visto turistico per l'Italia non gli è stato concesso e allora il nordafricano ha deciso di raggiungere le coste siciliane partendo dalla Libia. Via terra ha raggiunto Al Zwara, e si è imbarcato concedendo, agli scafisti, ben duemila euro. (Il Tempo,  21/08/06)

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La polizia arresta a Casablanca 44 sospetti terroristi (Peacereporter, 10/08/06)

''I servizi di sicurezza hanno individuato e neutralizzato una rete di terroristi che pianificava attentati nel nord del Marocco''. Questo il testo di un comunicato diffuso dal ministero degli Interni marocchino che ha effettuato, questa mattina, 44 arresti a Casablanca e in altre 5 città del paese. Secondo le forze del'ordine marocchine, tutti i sospetti terroristi sarebbero membri del Gruppo di supporto al Mahdi, un'organizzazione sciita. Durante la retata sono stati rinvenuti in casa degli arrestati esplosivi, armi leggere e materiale di propaganda del gruppo. (Peacereporter,  10/08/06)

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Smantellata cellula terroristi (Basilicatanet/Ansa, 08/08/06)

Una rete di presunti terroristi e' stata smantellata in Marocco dai servizi centrali della Dgcst. Lo hanno reso noto oggi i media locali citando un comunicato ufficiale del ministero dell'Interno marocchino. In tutto sono 44 le persone, di cui cinque militari esperti nell'uso di esplosivi, arrestate con l'accusa di 'pianificare attentati sul territorio nazionale', precisa la stessa fonte. (Basilicatanet/Ansa,  08/08/06)

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Trovati i corpi di 28 clandestini (la Repubblica, 02/08/06)

I corpi senza vita di 28 clandestini di origine subsahariana sono stati ritrovati ieri nella costa atlantica marocchina della provincia di El-Aaiun, nella zona del Sahara occidentale, secondo quanto reso noto dall'agenzia locale Map. I clandestini che si trovavano a bordo di due barche sono stati scoperti a Biblilatte a nord di Laayoune, la città principale. La polizia ha bloccato altre 49 persone per sottoporle ad interrogatorio. Le pattuglie costiere marocchine e spagnole regolarmente soccorrono migranti spesso disidratati ed esausti dopo i giorni in mare in condizioni di precarietà. Più di 10mila sono stati i clandestini arrivati nelle Canarie questo anno. Il Marocco, messo sotto pressione dai governi europei, ha accentuato i controlli lungo le coste nord, obbligando, in questo modo, i clandestini ad abbandonare il paese da sud o da est ritenute vie di fuga decisamente più pericolose. L'ondata di sbarchi clandestini non si ferma nemmeno in Italia. Ventidue extracomunitari, tra i quali due donne e un bambino, sono stati intercettati a 2 miglia da Punta Sottile a bordo di un gommone e solo ieri erano state soccorse lungo le coste di Lampedusa altre 14 persone. (la Repubblica,  02/08/06)

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Rimpatri: ambasciatore incontra Amato (Meltingpot, 01/08/06)

Il Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, ha ricevuto oggi l’Ambasciatore del Marocco Tajeddine Baddou. Il Ministro ha sollecitato la collaborazione delle Autorità di Rabat per facilitare i rimpatri degli immigrati clandestini di nazionalità marocchina. A partire dal 2005, infatti, gli afflussi di migranti illegali dal Marocco hanno visto un forte incremento: nel 2004 sono sbarcati in Sicilia 471 marocchini, nel 2005 sono stati 3.624, nel 2006 (fino al 25 luglio) sono stati 3.825. L’ambasciatore ha garantito la piena disponibilità di Rabat a collaborare per fronteggiare le migrazioni illegali e, in particolare, per agevolare le riammissioni dei clandestini. Nel corso dell’incontro si è anche preso atto dell’ottimo lavoro comune svolto dai due paesi contro il terrorismo e si è convenuto sull’importanza di uno sforzo ulteriore in questa direzione. In conclusione è stato programmato un incontro tra i Ministri dell’Interno dei due paesi. – (tratto da Interno.it, Meltingpot,  01/08/06)

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Una donna per imam (Peacereporter, 27/07/06)

Un documentario racconta la storia delle prime 50 donne imam Tutto è cominciato a maggio scorso, quando il primo gruppo di studentesse si è diplomato all’accademia statale di Rabat, in Marocco, per imam (colei che guida la preghiera) donna. Un gruppo di 50 ragazze ha completato il corso con successo. Non era mai accaduto prima nel mondo arabo e islamico, almeno in quello moderno, perché la storia antica dell’Islam è piena di donne in primo piano. Donne imam quindi, anche se esistono dei limiti, come quello di non poter guidare la juma, la preghiera del venerdì, ma per il resto possono a tutti gli effetti predicare e guidare spiritualmente dei gruppi di fedeli. Da quel giorno, le 50 imam diplomate, attraversano il Marocco recandosi nelle moschee, nelle scuole, negli ospedali, nelle prigioni a predicare e a guidare le preghiere e persino in televisione e alla radio, all’interno di trasmissioni molto seguite che aiutano i fedeli a osservare correttamente i precetti del Corano. Qualcuna di loro ha avuto dei problemi a farsi accettare, altre hanno ricevuto delle minacce da qualche fanatico, in generale però l’esperimento sembra riuscito. E adesso arriva un documentario che racconta questa esperienza unica. Si chiama Class of 2006. La regista è Gini Reticker, una documentarista da sempre impegnata a raccontare l’universo femminile in giro per il mondo, ed è prodotto dalla Pbs. Il documentario è, per forza di cose, un po’ lacunoso per quello che riguarda la figura del re. (Peacereporter, 27/07/06)

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Forse scoperta tomba oppositore politico (Corriere della Sera, 28/05/06)

La tomba in cui sarebbe sepolto Belkacem Ouazzane, un oppositore marocchino morto in carcere negli anni '70 in circostanze ignote, sarebbe stata scoperta nel sud del Marocco. Lo ha reso noto il Consiglio consultivo dei diritti umani, un organismo pubblico. ''Prelievi di Dna destinati all'identificazione dello scomparso sono stati effettuati sabato'', ha annunciato il Consiglio. (Corriere della Sera, 28/05/06)

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Riscatto sociale femminile: al via «un calcio alla povertà» (In Denaro, 26/05/06)

Un calcio alla povertà per promuovere i diritti delle donne del Marocco, Paese presieduto da Driss Jettou. Questo l’obiettivo del nuovo progetto “Un calcio alla poverta”, lanciato dall’Associazione Soleterre Onlus e Intercampus (progetto dell’Internazionale Fc), per sostenere una squadra di calcio femminile marocchina, la “Renaissance di Settat”, diventata simbolo di un significativo riscatto sociale. La Renaissance, nata nei villaggi rurali nella regione dei Beni Meskine (popolo povero), dove l’analfabetismo femminile raggiunge il 90 per cento, è composta da ragazze provenienti da famiglie estremamente povere che hanno dovuto lottare contro la cultura locale e le stesse famiglie per poter accedere ai campi di calcio e allenarsi per affrontare un vero e proprio campionato regionale. All’iniziativa, partita nei giorni scorsi, parteciperà anche il Raja di Casablanca, che metterà a disposizione per un anno gli allenatori per inserire la squadra femminile in un nascente campionato nazionale tutto rosa. L’intervento, che durerà un anno, rientra nelle attività del nuovo progetto “Pane & Pallone”, che punta a migliorare le condizioni di vita dei minori e favorire la loro scolarizzazione. Obiettivo generale del progetto (maggiori informazioni sul sito www.soleterre.it) è di creare una rete di servizi sanitari, sociali ed educativi di sostegno integrato al sistema scolastico e prevede, oltre al sostegno della squadra femminile, la fornitura di attrezzature alle 5 mense delle scuole. (In Denaro,  26/05/06)

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Mondiali 2006: amichevoli: gli USA battuti 1-0 dal Marocco (Adnkronos/Dpa, 24/05/06)

Comincia nel peggiore dei modi la marcia di avvicinamento degli Stati Uniti ai Mondiali di calcio. In una amichevole giocata questa notte a Nashville, nel Tennessee, gli Usa, avversari dell'Italia nel girone eliminatorio, sono stati battuti per 1-0 dal Marocco in un'amichevole di preparazione a Germania 2006. Dopo avere attaccato senza risultato per quasi tutta la gara, gli Usa hanno incassato proprio al 90' il gol decisivo, messo a segno da Mohamed Mahidi. La nazionale del ct Bruce Arena tornera' in campo gia' venerdi' per affrontare il Venezuela, mentre domenica se la vedra' con la Lettonia. (Adnkronos/Dpa,  24/05/06)

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Una bufala su internet semina paura dello tsunami (Age, 23/05/06)

Fra due giorni, il 25 maggio, un oggetto celeste, probabilmente un frammento di cometa, cadrà nell'Oceano Atlantico, causando uno tsunami che provocherà la morte di milioni di persone, spazzando via fra l'altro l'intera cosa atlantica del Marocco: questa presunta notizia, proveniente da un "esperto" francese in ufologia, ha seminato il panico nelle ultime 24 ore nel paese maghrebino. Il responsabile dell'annuncio apocalittico è Eric Julien, già noto come (autodefinito) portavoce di esseri extraterrestri, che ha diffuso la notizia via Intenet: dopo che ieri è intervenuto Mustapha Janah, responsabile dell'Istituto Nazionale di Metereologia, la faccenda è finita oggi sulla prima pagina dei giornali. Janah ha sottolineato che non esiste alcun richio di tsunami e ha sottolineato che il sedicente Centro di Inchieste Ufologiche "non è un centro scientifico, giacché non dispone dei mezzi tecnici per l'osservazione" dell'evoluzione delle comete, aggiungendo che in base ai dati della Nasa la cometa di cui parla Julien dovrebbe passare a circa 10 milioni di km dalla superficie del nostro pianeta, alla data indicata. La bufala dello tsunami e il suo 'successo' in Marocco, osservano alcuni analisti della stampa locale, sono forse da collegare con le letture apocalittiche date da alcuni islamisti -ad esempio il settimanale Attajdid- dopo lo tsunami che colpì due anni il sudest asiatico, visto come "un castigo divino e una seria avvertenza al Marocco, diventato anch'esso destinazione del turismo sessuale". (Age, 23/05/06)

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237 detenuti in sciopero della fame (Corriere della Sera, 22/05/06)

Sciopero della fame per 237 detenuti di fede islamica, prigionieri nelle carceri marocchine. Ne ha dato notizia il direttore dell'amministrazione penitenziaria marocchina, Mohamed Abdennabaoui, secondo cui "ci sono attualmente 237 detenuti islamici che osservano uno sciopero della fame nelle prigioni marocchine. Con questa azione - ha aggiunto Abdennabaoui - chiedono la revisione del loro processo con l'intento di esser liberati, ma noi spieghiamo loro che sebbene lo sciopero della fame sia un mezzo di protesta, non fa altro che ritorcersi contro la salute del prigioniero". (Corriere della Sera,  22/05/06)

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Prime imam donne: psicanaliste o guide religione? (Ag. Radicale, 15/05/06)

Stanno riscontrando un grande successo le 50 donne che per la prima volta hanno la possibilità di esibire il diploma di 'Murshidat' e predicare la parola sacra nelle moschee di tutto il Marocco. Considerate allo stesso livello degli Imam di sesso maschile, queste nuove guide religiose al femminile hanno dovuto superare numerose selezioni e un anno di corsi intensivi presso il Consiglio locale degli Ulema di Rabat. ''Trasmetteremo il messaggio di Dio e del Profeta a tutto il mondo, affinché il Corano sia applicato meglio'', dice con entusiasmo una delle future Murshidat, Zhor Bourbach, intervistata dal settimanale locale 'Le Journal Hebdomadaire'. In un reportage pubblicato nel suo ultimo numero, il noto magazine di Rabat analizza i curriculum e le caratteristiche di queste prime Imam donna della storia del Marocco, che dovranno insegnare educazione islamica nelle moschee. La portata della loro missione, ma anche la loro formazione e il loro profilo, le differenziano dalle Murshidat diplomatesi prima, la cui funzione era incentrata sull'educazione islamica e che non erano considerate al pari dei colleghi uomini. (…) (Ag. Radicale,  15/05/06)

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Allarme attentati, nel mirino gli stranieri (Corriere della Sera, 09/05/2006)

I terroristi vogliono colpire il Marocco. Il bersaglio sarebbero ambasciate, centri amministrativi, finanziari e turistici. Sono stai i servizi segreti europei ad avvertire Rabat del rischio che correrebbero gli stranieri nel paese. "I servizi segreti marocchini hanno ricevuto un allarme dalle controparti europee". Gli attacchi sarebbero dinamitardi e omicidi, ma non si sa quali sarebbero i gruppi estremistici pronti al sacrificio. La confessione e' arrivata da alcuni nordafricani detenuti nel carcere di Francoforte, in Germania. Nel 2003, a Casablanca una serie di attentati fece 45 morti. La paternita' dell'attacco fu attribuita al Gruppo combattente islamico marocchino, responsabile anche degli attentati contro i treni dei pendolari a Madrid l'11 marzo 2004. (Corriere della Sera,  09/05/2006)

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Cento detenuti in sciopero della fame (Peacereporter, 05-05-2006)

Cento prigionieri politici marocchini, detenuti in due carceri, hanno iniziato nei giorni scorsi uno sciopero della fame per ottenere la loro scarcerazione immediata. La stragrande maggioranza di loro è detenuta in seguito agli attentati di Casblanca del 16 maggio 2003, che lasciarono 45 vittime tra cui i 12 kamikaze. Secondo Abdel Rahim Muhtadi, capo dell'associazione "al-Nassir" per il sostegno ai detenuti islamici, i detenuti sarebbero innocenti. (Peacereporter,  05-05-2006)

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Le prime laureate per combattere l'islam estremista (IGN, 29-04-2006)

In Marocco, all'inizio di questo mese - scrive Aljazeera.net - hanno conseguito il diploma di laurea le prime cinquanta donne predicatrici del Paese. ''Le 'murshidat' (guide) - ha spiegato Samira Marzouk, una delle donne trentenni che hanno seguito il corso annuale - avranno il compito di guidare discussioni religiose, fare lezioni sull'islam, fornire supporto morale alle persone in difficoltà e guidare i fedeli, soprattutto quelli delle classi più disagiate, verso un islam tollerante''. Varie le materie di studio: oltre all'islam, psicologia, sociologia, informatica, economia, legge e business management. Unico assente: lo sport, ma ''soltanto perché non c'era spazio nell'orario'', ha specificato Muhammad Mahfudh, direttore del centro affiliato al ministero degli Affari islamici, che ha organizzato questo corso pilota. Per insegnare ''il vero volto dell'islam'' - secondo la definizione di un'altra laureata del gruppo - le 'murshidat' riceveranno uno stipendio di 5000 dirham al mese (l'equivalente di 560 dollari). Ma attenzione: niente sostituzione eversiva degli imam. ''L'imamato è riservato soltanto agli uomini che sono adatti a guidare le preghiere, soprattutto quelle del venerdì'', puntualizza la neo-predicatrice Marzouk. (IGN,  29-04-2006)

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Oltre 773mila turisti nei primi due mesi del 2006 (GuidaViaggi, 19-04-2006)

Secondo i dati diffusi dal Dipartimento del Turismo e dall'Osservatorio del Turismo marocchino, il Paese nordafricano continua a registrare una crescita dei turisti, che nei primi due mesi del 2006 sono aumentati del 13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, passando da 684mila 225 a 773mila 296. Le entrate del settore sono state pari a 6,841 miliardi di dirham contro i 5,736 miliardi del primo bimestre 2005 (+19%). (GuidaViaggi,  19-04-2006)

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Pronte a lavorare le prime 50 donne imam (Agr/Corriere della Sera, 16-04-2006)

Sono 50 le prime imam ad aver superato il ciclo di formazione istituito dalle autorita' marocchine. Le 'mourchidat', come vengono denominate, sono esperte nella giurisprudenza islamica (fiq) e di fatto si occuperanno soprattutto dell'insegnamento religioso rivolto alle donne. E' un'esperienza unica nel suo genere per quel che riguarda l'area del Maghreb. (Agr/Corriere della Sera,  16-04-2006)

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Pesca: la Svezia guida il fronte del no (Il Denaro, 07-04-2006)

L’accordo sulla pesca fra la Ue e il Marocco, firmato 9 mesi fa, non è ancora entrato in vigore perché la Svezia, appoggiata da Danimarca, Irlanda, Regno Unito e Paesi Bassi, ha chiesto che parte dei benefici della pesca in acque del Sahara occidentale sia destinata al popolo saharaoui. Nel darne notizia, fonti diplomatiche riferite ieri dal quotidiano “El Pais” sottolineano che la Spagna e la Francia si oppongono alla proposta di Stoccolma, perché ritengano possa mettere a rischio l’accordo. Il documento presentato dalla Svezia raccoglie la dichiarazione di Hans Correll, segretario generale aggiunto dell’Onu che già nel 2002 sostenne che la presenza marocchina nel Sahara occidentale “manca di base legale” e che lo sfruttamento delle risorse della ex colonia spagnola può essere fatto solo in beneficio della popolazione. Il documento ricorda, inoltre, che gli Stati Uniti hanno escluso il Sahara dall’accordo di libero scambio col Marocco. La questione - secondo le fonti - sarà nuovamente discussa oggi in una riunione degli ambasciatori comunitari a Bruxelles. Da parte sua Rabat segue con interesse il dibattito in corso e, in colloqui informali, i diplomatici marocchini hanno lasciato intendere che la presa di posizione della Svezia potrebbe essere intesa come un’intromissione negli affari interni. (Il Denaro,  07-04-2006)

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Ex commissario tecnico si converte all'Islam (RaiSport, 22-03-2006)

Il francese Philippe Troussier, ex allenatore di varie nazionali tra cui il Marocco, si e' convertito all'Islam insieme con la moglie. Lo scrive il quotidiano marocchino L'Opinion. "Nella vita tutte le cose hanno una loro evoluzione", ha spiegato Troussier senza voler entrare nei dettagli del percorso religioso che lo ha portato ad abbracciare la religione islamica. Residente da anni a Rabat dove ha anche adottato 2 bambine, Troussier porto' la Nigeria ai Mondiali '98. (RaiSport, 22-03-2006)

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Oasi nel deserto: progetto Ue da 4,5 mln (Il Denaro, 22-03-2006)

Le oasi nel deserto marocchino del Sahara sono rischio di estinzione, a causa della cattiva gestione dell'acqua, della trasformazione dei costumi ancestrali e di altri fattori. Lo afferma Mohamed Souafi, direttore del dipartimento del ministero delle Infrastrutture marocchino. (…)Per il responsabile marocchino, "esistono una serie di fattori che sempre chiamano in causa la responsabilità umana", come lo sfruttamento incontrollato delle risorse idriche ("si sono moltiplicati i centri di pompaggio intorno alle oasi"), l'esodo demografico verso le città che ha contribuito alla "decomposizione delle società tradizionali, che sapevano preservare e gestire adeguatamente l'acqua", e la "complicazione delle norme sulla proprietà dei terreni". Questa minaccia ecologica è già in atto, prosegue Souafi, secondo il quale "i due terzi del patrimonio di palme sono andati persi nel secolo scorso", come dimostra il fatto che "la produzione della palma da dattero è diminuita del 35 per cento". Per affrontare questa emergenza, il governo marocchino ha ideato un "progetto di lotta contro la desertificazione e la povertà attraverso la salvaguardia delle oasi", presentato dal ministro Mohamed El Yazghi. L'ambizioso progetto, che prevede una serie di misure per ottimizzare lo sfruttamento dell'acqua e salvare le palme (con una serie di iniziative di diversificazione economica nella zona), richiederà un investimento di poco meno di 4,5 milioni di euro: altre al governo di Rabat, parteciperà alla copertura finanziaria anche il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp). (Il Denaro,  22-03-2006)

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Re Mohammed VI riceve emissario colonnello Gheddafi (Corriere della Sera, 21-03-2006)

Re Mohammed VI del Marocco ha ricevuto a El Ayoun, capoluogo del Sahara occidentale, un emissario libico che gli ha consegnato un messaggio del colonnello Muammar Gheddafi. Fra gli argomenti trattati dal leader libico ci sono i focolai di tensione tra Sudan e Ciad, la mediazione libica per risolvere questa vertenza bilaterale, la situazione nel Magreb e le relazioni tra Rabat e Tripoli. (Corriere della Sera/Agr, 21-03-2006)

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Allarme per rischio estinzione oasi (Ansa, 13-03-2006)

Le oasi nel deserto marocchino del Sahara sono rischio di estinzione, a causa della cattiva gestione dell'acqua, della trasformazione dei costumi ancestrali e di altri fattori. Lo ha detto Mohamed Souafi, direttore del dipartimento del ministero delle Infrastrutture marocchino che si occupa di territorio, in una intrevista pubblicata oggi in prima pagina dal quotidiano Liberation. ''Stiamo parlando di una vasta zona arida che si estende a sudest del grande arco dell'Atlante, e che e' sempre stato un elemento di rilievo nella storia e nella cultura del paese'', spiega Souafi, secondo il quale le oasi sorte nel tempo a ridosso del massiccio montagnoso sono ora ''in una situazione di fragilita' estrema, danneggiate da contraddizioni che non sono state capite ne' controllate''. Per il responsabile marocchino, ''esistono una serie di fattori che sempre chiamano in causa la responsabilita' umana'', come lo sfruttamento incontrollato delle risorse idriche (''si sono moltiplicati i centri di pompaggio intorno alle oasi''), l'esodo demografico verso le citta' che ha contribuito alla ''decomposizione delle societa' tradizionali, che sapevano preservare e gestire adeguatamente l'acqua'', e la ''complicazione delle norme sulla proprieta' dei terreni''. Questa minaccia ecologica e' gia' in atto, prosegue Souafi, secondo il quale ''i due terzi del patrimonio di palme sono andati persi nel secolo scorso'', come dimostra il fatto che ''la produzione della palma da dattero e' diminuita del 35%''. Per affrontare questa emergenza, il governo marocchino ha ideato un ''progetto di lotta contro la desertificazione e la poverta' attraverso la salvaguardia delle oasi'', presentato dal ministro Mohamed El Yazghi. L'ambizioso progetto, che prevede una serie di misure per ottimizzare lo sfruttamento dell'acqua e salvare le palme (con una serie di iniziative di diversificazione economica nella zona), richiedera' un investimento di poco meno di 4,5 milioni di euro: altre al governo di Rabat, partecipera' alla copertura finanziaria anche il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp). (Ansa, 13-03-2006)

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Marocco/Algeria - Cosa sta accadendo nelle due enclavi di Ceuta e Melilla (Melting pot, 08-03-2006)

Le autorità hanno espulso 760 immigrati la settimana scorsa che pretendevano di entrare a Ceuta e Melilla. Tra gli espulsi ci sono immigrati provenienti dall’India, Pakistan, Costa d'Avorio e Mali secondo il giornale algerino El Watan. Queste espulsioni, oltre al dramma umano che comportano – stanno infierendo nelle relazioni tra Marocco e Algeria. Queste persone si trovavano in diverse città del nord del Marocco in attesa di trovare il momento migliore per superare la frontiera, per cercare di arrivare in Europa, ma la gendarmeria marocchina ha realizzato una retata che ha portato all'espulsione di numerosi immigrati in terra algerina. Secondo il giornale El Watan, queste persone furono abbandonate nella notte senza riparo né cibo in una radura, disboscata poco tempo prima - circa il mese prima - dalle autorità algerine. La decisione di espellere queste persone, in questa maniera brutale, mettendo in atto una vera e propria deportazione di massa - dal momento che il numero è talmente elevato che non si può non parlare di deportazione - che va contro a tutti i trattati internazionali e contro le leggi sull'immigrazione. Ciò che sottolinea il giornale è proprio un vero e proprio disegno a sfavore dell'Algeria, accusata dal Marocco di non essere in grado di vigilare sulle proprie frontiere, favorendo così l'immigrazione clandestina. (…) Sempre dalle notizie pubblicate dal giornale algerino, siamo a conoscenza del fatto che alcuni di questi immigrati furono fra quelli che qualche mese fa furono trasferiti dal Marocco, in condizioni disumane, al deserto di Guelmin. Lì li tennero prigionieri per un mese e di nuovo li portarono a Oujida. Alcuni provenienti dalla Costa d'Avorio sono richiedenti asilo e in attesa dell’aiuto di organizzazioni internazionali. Nel frattempo, continuano a sopportare il freddo inverno, senza cibo, senza acqua, senza un tetto sotto cui ripararsi. (Melting pot,  08-03-2006)

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Apre mercato tv radio, ad aprile 30 emittenti (Reuters, 08-03-2006)

Il Marocco consentirà l'apertura di una trentina di tv e radio ad aprile, con una decisione che per l'autorithy del settore amplierà gli investimenti privati e al tempo stesso incoraggerà la democrazia. La liberalizzazione dell'audiovideo in Marocco non è un'operazione isolata", ha detto a Reuters in un'intervista Ahmed Ghazali, presidente dell'Alta Autorità per la Comunicazione Audivisuale. "E' parte della liberalizzazione e modernizzazione della società".Il Marocco ha ufficialmente posto fine al monopolio statale sulle trasmissioni negli anni 80, ma da allora sono stati fatti ben pochi sforzi per liberalizzare il mercato e consentire investimenti privati. Accanto alle emittenti statali, oggi operano solo una radio e una tv privata. Ma dal mese prossimo lo scenario cambierà, a quanto pare, grazie alla decisione del re riformista Mohammed di aprire il mercato. Ad aprile saranno infatti 29 tra radio e tv le nuove emittenti che apriranno i battenti.Ghazali, il cui ente è indipendente dal governo ma ricade comunque sotto l'autorità reale, ha detto che si tratta di una iniziativa politicamente importante che amplierà la democrazia e il rispetto dei diritti umani in Marocco, paese relativamente conservatore.Sono 51 le società che hanno presentato domanda per una licenza radiofonica e sette quelle in lizza per la tv, ma Ghazali ha detto che non tutte le richieste saranno accolte, e che saranno emesse probabilmente 24 licenze radio e cinque tv. (Reuters,  08-03-2006)

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L’arcivescovo di Rabat e le vignette su Maometto (Zenit, 14-02-2006)

Pubblichiamo il commento scritto da monsignor Vincent Landel s.c.j, Arcivescovo di Rabat (Marocco), di fronte alla pubblicazione di vignette su Maometto da parte della stampa occidentale, intitolato “Se l’altro diventasse realmente mio fratello!”
E se l’altro diventasse realmente mio fratello!
Non è forse questa la questione che bisogna porsi di fronte al dibattito che circola nei media? Se l’altro diventasse realmente mio fratello, potrei mettere in discussione la fede che lo fa vivere?
Potrei burlarmi in un modo o nell’altro di ciò in cui crede?
Se l’altro diventasse realmente mio fratello, potrei parlare di libertà senza vivere il rispetto?
Se l’altro diventasse realmente mio fratello, potrei rifiutarlo con atti di violenza contro la sua persona o i suoi beni?
Se l’altro diventasse realmente mio fratello, potrei permettermi di parlare di lui negativamente alle sue spalle? Potrei permettermi di distruggere anche la sua intimità? Se l’altro diventasse realmente mio fratello, potrei incontrarlo nella verità, potremmo parlare semplicemente, anche senza essere d’accordo su tutto.
Se l’altro diventasse realmente mio fratello, incontrarlo mi farebbe crescere; e sono sicuro che crescerebbe anche lui.
Se l’altro diventasse realmente mio fratello, i nostri sguardi potrebbero incontrarsi e un sorriso vero illuminerebbe i nostri volti.
Se l’altro diventasse realmente mio fratello, che mondo appassionante potremmo costruire!
Traduzione dall’originale francese realizzata da ZENIT (Zenit,  14-02-2006)

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Una commissione per far luce sulla violazione dei diritti umani (Euronews, 17-01-2006)

Ha passato 17 anni in carcere in Marocco perché apparteneva ad un gruppo marxista- leninista. Dopo esser stato liberato, Dressis Benzekri è stato nominato dal re marocchino Mohamed Vi a capo della comissione consultiva sui diritti umani. A Bruxelles ha presentato il suo rapporto sugli abusi del potere tra il 1956 e il 1999. "Questa commissione dovrà ottenere un certo numero di risultati operativi - spiega ai microfoni di EuroNews- riguardo agli indennizzi per le vittime, ai programmi socio-economici per la ricostruzione sociale nelle diverse regioni. Sul piano delle riforme, si tratta di rispettare i principi democratici, sul piano delle riforme costituzionali e legislative, bisognerà avviare delle trattative, dei dibattiti, con i legislatori, i parlamentari e la classe politica" A dicembre del 2004 si è svolta un'audizione pubblica, trasmessa da radio e tv, una prima assoluta per un paese arabo. Alcuni testimoni hanno raccontato episodi di tortura. La commissione per i diritti umani intende far luce su quarantatre anni di storia. Dal 1956, da quando il Marocco ha ottenuto l'indipendenza, molte persone sono scomparse in circostanze poco chiare. La coraggiosa iniziativa nell'ambito della democratizzazione della monarchia, è sostenuta finanziariamente dall'Unione Europea. (Euronews,  17-01-2006)

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Re Mohammed chiede scusa per 40 anni di abusi dei diritti umani (L.M. Misna, 10-01-2006)

Il sovrano del Marocco Mohammed VI ha chiesto ufficialmente scusa per i 40 anni di abusi dei diritti umani compiuti nel suo paese e denunciati il mese scorso in un dossier della Commissione per la riconciliazione e la verità (Ier). In un discorso alla nazione il monarca, commentando per la prima volta l’esito dell’indagine, ha affermato di voler dare una tangibile dimostrazione di “forte sostegno per il consolidamento della verità, dell’equità e della riconciliazione”. Sottolineando che non bisogna scordare il passato, “perché la storia non può essere dimenticata”, Mohammed VI ha affermato che il “perdono collettivo è uno dei pilastri della riforma istituzionale, una profonda riforma in grado di aiutare il paese a liberarsi dai fallimenti del passato senza dimenticare i diritti politici e civili”. Era stata la principale organizzazione indipendente per i diritti umani, ‘Moroccan Association for Human Rights’ (Amdh), a sollecitare il sovrano, successore di re Hassan, a scusarsi di persona a nome dello Stato per gli abusi passati, sostenendo che il numero dei morti in quegli anni è stato molto più alto e ammonta a diverse migliaia. Secondo il documento diffuso dai 17 componenti della Commissione indipendente per la riconciliazione, istituita dal re nel novembre 2003 per indagare sui crimini commessi durante il regno di Hassan II, dal 1956 – anno dell’indipendenza del Marocco dalla colonia francese - fino al 1999 furono iscritte nella lista degli ‘scomparsi’ 592 persone e di queste 322 furono uccise da esponenti delle forze dell’ordine in scontri e manifestazioni di protesta. Altri 174 morirono mentre erano in stato di detenzione arbitraria. La Commissione – la prima del genere nel mondo arabo – ha anche confermato almeno 9.779 casi di abusi dei diritti umani perpetrati negli ultimi decenni, dai casi di morti e ferimenti durante la detenzione a omicidi extra-giudiziari, da “sparizioni ed esili forzati” fino agli abusi sessuali. (L.M. Misna,  10-01-2006)

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