Emergenza alimentare nel sud, governo chiede aiuto internazionale
(MZ, Misna, 29/12/06)
Il governo malgascio ha chiesto aiuto alla comunità internazionale per affrontare una grave emergenza alimentare in corso nel sud della grande isola dell'Oceano Indiano e che minaccia circa 300.000 persone. "Abbiamo inviato un messaggio, attraverso l'ufficio della presidenza, alla comunità internazionale perché ci aiutino a coordinare i soccorsi" ha detto il direttore del centro nutrizionale del ministero della Salute malgascio, parlando con l'agenzia informativa dell'Onu, Irin. Secondo l'ultimo rapporto stilato dal coordinatore locale delle Nazioni Unite l'emergenza alimentare è particolarmente grave nella provincia meridionale di Tulear (Toliara). Secondo l'Unicef, 28 comuni di tre regioni (Anosy, Androy e Sud-Ouest) sono alle prese con la scarsità di cibo legata alle scarse precipitazioni cadute sulla zona sud del Madagascar nel corso del 2006. "Come sempre quando c'è un'emergenza nutrizionale, sono le fasce più vulnerabili ad essere le più colpite: in questo caso i bambini" ha detto un portavoce dell'ufficio malgascio dell'Unicef, precisando che al momento le stime parlano di oltre 5000 bambini sotto i cinque anni in stato di malnutrizione, 534 dei quali in "gravi condizioni".
(MZ, Misna, 29/12/06)
Elezioni, presidente uscente riconfermato al primo turno. (BF. Misna, 11/12/06)
Il capo di Stato uscente Marc Ravalomanana ha vinto un secondo mandato consecutivo alla guida del Madagascar al primo turno elettorale con il 54,8% dei voti: lo ha riferito il ministero dell’interno, confermando le previsioni della vigilia. Il risultato migliore tra i suoi numerosi sfidanti lo ha ottenuto Lahiniriko Jean, ex-presidente del parlamento, con l’11,7% dei consensi, che pure non era segnalato tra i candidati più forti; l’affluenza alle urne è stata del 61,5%. Si attende ora la definitiva conferma dei risultati dalla Corte costituzionale, dopodichè Ravalomanana potrà insediarsi ufficialmente all’inizio di gennaio. Il giudizio degli osservatori elettorali internazionali sullo svolgimento delle consultazioni politiche del 3 dicembre scorso è stato finora positivo, pur costatando difficoltà tecniche che hanno complicato l’acceso al voto ai più poveri. (BF. Misna,11/12/06)
Presidenziali: Ravalomanana è in testa ma i risultati ufficiali entro Natale (LM, Fides, 04/12/06)
“Le elezioni si sono svolte senza incidenti. Nonostante questo, ci sono state dei problemi riguardanti le liste elettorali e le schede elettorali, risultate piene di errori” dicono all’Agenzia Fides fonti locali da Antananarivo, capitale del Madagascar, dove ieri, 3 dicembre, si sono tenute le elezioni presidenziali “È stato il primo tentativo di informatizzare le liste elettorali e questo ha comportato alcuni problemi che sono stati però superati” riferiscono le nostre fonti. Gli elettori iscritti erano 6.900.000, ripartiti in 17.584 seggi. Per le zone più difficili da raggiungere, il governo con l'aiuto di altri Stati, ha messo a disposizione un elicottero con il compito di raccogliere i voti. A complicare le operazioni di voto si è messa anche la pioggia torrenziale che ha colpito diverse località dell’isola. Erano presenti un gran numero di osservatori, circa 14mila, la maggior parte dei quali appartenenti a una quarantina di associazioni locali. Vi erano anche osservatori dell’Unione Europea, della COI (Commissione dell'Oceano indiano) e della SADC (Unione Africana del Commercio dell’Africa del Sud). - I risultati dovranno essere confermati entro Natale dall’Alta Corte di Giustizia sulla base dei verbali degli uffici elettorali che saranno raccolti e inviati nella capitale. I primi risultati, sulla Regione di Antananarivo, e di quattro distretti del Madagascar, danno Marc Ravalomanana in testa con una percentuale molto alta (oltre il 70%), seguito dai candidati Herizo Razafimaleo, Ratsiraonana e Roland Ratsiraka. Al momento non sono disponibili i dati delle grandi città di provincia dove il Presidente uscente è meno popolare. Secondo i commentatori, in alcune province ci si aspetta un forte sostegno ai candidati locali più credibili. Se Ravalomanana riesce a conquistare la maggioranza assoluta (50% più uno) dei voti, al primo turno otterrà il secondo mandato presidenziale. In caso contrario, dopo 30 giorni dalla proclamazione dei risultati del primo turno, vi sarà una seconda tornata elettorale tra i due candidati arrivati primi nelle elezioni del 3 dicembre. (LM,
Fides, 04/12/06)
Urne aperte per presidenziali, favorito Ravalomanana (Adnkronos/Dpa- Leggo, 03/12/06)
Urne aperte per le presidenziali oggi in Madagascar dove il presidente ad interim Marc Ravalomanana, 56 anni, in carica dal 2002, e' il favorito tra i 14 candidati. In caso di mancato ottenimento della maggioranza assoluta, il ballottaggio e' fissato fra 30 giorni. Circa sei milioni di elettori, tra i 18 milioni di abitanti che conta la quarta isola al mondo per grandezza, sono attesi alle urne; a vigilare sulla correttezza delle operazioni di voto ci sono 149 osservatori internazionali. (Adnkronos/Dpa- Leggo,
03/12/06)
Verso le presidenziali tra progressi e tensioni (RC, Misna, 30/11/06)
Ben 14.535 osservatori elettorali seguiranno le elezioni presidenziali che si terranno domenica prossima in Madagascar.Il Consiglio elettorale nazionale (Cne) ha appena pubblicato la lista che include esponenti di 38 organizzazioni locali, tra cui l’organizzazione non governativa (ong) cattolica ‘Giustizia e pace’ e la piattaforma della società civile Cedii, e di otto organismi continentali e stranieri, tra cui l’Unione europea e la Comunità per lo sviluppo dell’Africa meridionale (Sadc). Si tratta di una novità rispetto alle precedenti elezioni del 2001, quando l’allora presidente Didier Ratsiraka non accreditò nessun osservatore straniero in nome della sovranità nazionale. Nelle sei province della grande isola dell’Oceano Indiano, saranno allestiti 17.581 uffici elettorali. Incertezze permangono ancora sul numero esatto degli elettori a causa delle difficoltà incontrate nel raccogliere i dati a livello distrettuale. Le liste elettorali sono state chiuse ufficialmente in tutto il paese e, agli elettori sempre più numerosi che via via segnalano errori sulle proprie carte elettorali, le autorità competenti hanno fatto sapere che sono in corso le correzioni. Nel frattempo, i 14 candidati alla più alta carica stanno tenendo comizi - perlopiù nella capitale Antananarivo – per cercare di convincere gli indecisi prima che venerdì sera si chiuda la campagna elettorale. I rivali più accreditati del presidente uscente Marc Ravalomanana, candidato favorito sostenuto dal suopartito ‘Tiako i Madagasikara’ (Tim) e dalla piattaforma Immr, sono quattro: Jean Lahiniriko, sindaco della città sud-occidentale Tuléar, destituito lo scorso maggio dalla presidenza dell’Assemblea nazionale; Norbert Ratsirahonana, presidente del partito ‘Azione, volontà, iniziativa’ (Avi) ed ex-alleato del capo di stato uscente; Roland Ratsiraka, sindaco di Toamasina e nipote dell’ex-presidente Didier, e infine Herizo Razafimahaleo, ex-vice primo ministro ed ex-ministro degli Esteri. Se nessun candidato otterrà al primo turno la maggioranza assoluta delle preferenze, verrà organizzato un ballottaggio tra i due più votati non oltre 30 giorni dalla proclamazione ufficiale dei risultati. Secondo la stampa locale, domani e dopodomani sei candidati alla presidenza scenderanno in piazza per chiedere un rinvio dello scrutino, denunciando irregolarità. Secondo loro, il fallito colpo di stato del 17 novembre promosso dal generale Randrianafidisoa, alias Fidy, “ha suonato il campanello d’allarme, in un paese dove la grande maggioranza della popolazione, compreso l’esercito, vive nella povertà totale”. (RC, Misna,30/11/06)
“La situazione continua a rimane calma e sotto controllo delle forze dell’ordine” dicono all’Agenzia Fides fonti locali da Antananarivo, la capitale del Madagascar, dopo il tentativo di pronunciamento militare dei giorni scorsi. “È stato emesso un mandato di arresto per il Generale Randriafidisoa insieme con altri sei graduati” aggiungono le nostre fonti. “Il Generale per il momento è introvabile. Durante le perquisizioni effettuate nella sua abitazione e nei suoi uffici sono state trovate delle munizioni, detonatori e delle apparecchiature di comunicazione. Inoltre sono stati rinvenuti dei documenti, il cui contenuto non è stato ancora rivelato. Sei sono i capi di accusa per l'arresto del Generale: attentato alla sicurezza dello Stato, ribellione, omicidio, usurpazione di funzione, sequestro di persona, minacce verbali di morte”. Intanto alcuni giornalisti della stampa di radio e televisione private, hanno indetto “una giornata morta”, invitando giornali, radio e televisioni private, a ridurre o annullare lo spazio delle notizie, Alcuni hanno aderito all'iniziativa; altri hanno ridotto le edizioni dei giornali; e altri infine non hanno aderito affatto. La giornata è stata indetta per protestare contro il discorso del Presidente uscente Marc Ravalomanana, che ha attaccato la stampa per le minacce di alcuni funzionari del Ministero della Comunicazione verso alcuni giornalisti, radio e televisioni private, per aver trasmesso notizie relative al fallito colpo di stato del generale Randriafidisoa. (…)
(L.M., Ag. Fides
24/11/06)
E' caccia al generale golpista Randrianafidiosa (Peacereporter, 20/11/06)
E' tornata la calma nella capitale malgascia Antananarivo, dove sabato scorso scontri tra l'esercito e un gruppo di soldati fedeli al generale Randrianafidiosa avevano lasciato sul terreno un morto e qualche ferito. Il generale, che sabato aveva invitato l'esercito a rovesciare il presidente Marc Ravalomanana, è ora in fuga nell'isola. Nelle settimane scorse, Randrianafidiosa aveva presentato la sua candidatura per le presidenziali del 3 dicembre, candidatura non accettata però dalla giustizia del Madagascar. (Peacereporter,
20/11/06)
Tensione ad Antananarivo dopo la sparatoria di questa notte (LM, Ag. Fides
18/11/06)
Situazione incerta in Madagascar dopo la sparatoria nella notte tra venerdì 17 e sabato 18 novembre nei pressi della Base Militare di Ivato, che confina con l’aeroporto internazionale della capitale Antananarivo. “Abbiamo sentito almeno due sparatorie, una alle 4,35 e un’altra qualche minuto dopo, intorno alle 5 del mattino” dicono all’Agenzia Fides fonti di Radio Don Bosco la cui sede si trova proprio di fronte alla base militare. Le nostre fonti ricostruiscono così l’accaduto: “Ieri sera, il generale Randrianafidisoa, detto “generale Fidy” ha annunciato la sua intenzione di deporre il Presidente Marc Ravalomanana e di istituire un direttorio militare che dovrà, tra l’altro, preparare la formazione di un’Assemblea costituzionale per cambiare la Costituzione e la legge elettorale. Il generale si è quindi asserragliato con i suoi uomini nella base di Ivato, facendo appello agli altri militari di appoggiare la sua iniziativa”. “Questa notte” continuano le nostre fonti “i militari rimasti leali al governo hanno circondato la base di Ivato. Vi sono stati alcuni scontri che avrebbero causato la morte di almeno un soldato, ma la notizia non è stata ancora confermata”. La situazione rimane di stallo con la base ancora in mano ai militari ribelli e circondata da quelli rimasti fedeli alle istituzioni. “I voli all’aeroporto internazionale non sono stati comunque sospesi” aggiungono le nostre fonti. “Rimane però l’incertezza su dove si trovi il Presidente Ravalomanana che doveva rientrare questa notte da Bruxelles. Il suo aereo non è atterrato all’aeroporto della capitale, e al momento non si sa dove si trovi il Capo dello Stato”. Il 3 dicembre si terranno le elezioni presidenziali malgasce. Ravalomanana si ripresenta per ottenere un secondo mandato. (LM, Ag.
Fides 18/11/06)
Colpi di arma da fuoco all’aeroporto Ivato di Antananarivo(Misna, 17/11/06)
Colpi di arma da fuoco sono risuonati stamattina all’aeroporto Ivato di Antananarivo, creando confusione nel principale scalo aereo dell’isola e costringendo alcuni voli, incluso quello del presidente Marc Ravalomanana di rientro da un viaggio istituzionale, a non atterrare. Non è ancora chiaro cosa sia accaduto all’aeroporto, ma secondo alcune fonti l’episodio potrebbe essere legato all’ammutinamento di alcuni militari, legati a un generale che nei giorni scorsi si è visto respingere la possibilità di candidarsi alle presidenziali del prossimo mese.
(Misna, 17/11/06)
Presidenziali, partita campagna elettorale (RC, Misna, 14/11/06)
Si è aperta con comizi in varie zone della capitale la campagna elettorale in vista delle elezioni presidenziali del 3 dicembre. “Siamo qui perché vogliamo cambiare. Non ci piace questo governo” ha detto un alleato e sostenitore di Jean Lahiniriko, sindaco della città sud-occidentale Tuléar destituito lo scorso maggio dalla presidenza dell’Assemblea nazionale, facendo leva sulle speranze di rinnovamento della popolazione della grande isola dell’Oceano Indiano. “Non reagite alle provocazione. Non ne vale la pena” è stata l’inconsapevole replica del presidente uscente Marc Ravolomanana, il favorito tra i 14 candidati alla più alta carica dello stato, dinanzi alla folla riunitasi ad Antananarivo per il lancio della sua campagna elettorale che lo porterà in altri sei distretti della capitale. Anche Norbert Ratsirahonana, presidente del partito ‘Azione, volontà, iniziativa’ (Avi) ed ex-alleato del capo di stato uscente, e Roland Ratsiraka, nipote dell’ex-presidente Didier, hanno tenuto comizi dinanzi ai loro sostenitori. La campagna si concluderà il 2 dicembre alla vigilia delle consultazioni. Se nessun candidato otterrà al primo turno la maggioranza assoluta delle preferenze, verrà organizzato un secondo turno tra i due più votati non oltre 30 giorni dalla proclamazione ufficiale dei risultati. (RC, Misna,
14/11/06)
A meno di una settimana dall’avvio della campagna elettorale, 11 dei 14 candidati alle elezioni presidenziali del 3 dicembre prossimo hanno denunciato, nel corso di una riunione con rappresentanti dei paesi donatori e diplomatici stranieri, irregolarità nel processo elettorale che, a loro giunzione, impongono una posticipazione del voto, se non addirittura un intervento del segretario generale dell’Onu. I candidati - che sfideranno il presidente uscente Marc Ravalomanana, il cui rappresentante alla riunione ha lasciato la stanza in evidente polemica con gli altri - denunciano ritardi nella consegna dei certificati elettorali, anomalie nella compilazione delle liste dei candidati, intimidazioni e mettono in dubbio la costituzionalità della data delle elezioni. Questa, infatti, è stata decisa in riferimento al 22 febbraio 2002, giorno in cui Ravalomanana, allora sostenuto da un movimento popolare, si autoproclamò presidente, mentre la sua investitura ufficiale avvenne il 6 maggio, dopo che la corte costituzionale riconobbe la legittimità della sua vittoria dopo mesi di tensioni e violenze con i sostenitori del suo predecessore Didier Ratsiraka. Il presidente del Consiglio nazionale elettorale (Cne), Theodore Radrezason, da parte sua ha dichiarato che la compilazione delle liste elettorali è ancora in corso, visto che i candidati potranno iscriversi fino a cinque giorni prima del voto. I rappresenti della comunità internazionale hanno preso atto delle lamentele dei candidati ma hanno sottolineato di non poter intervenire negli affari interni di uno “Stato sovrano”. (BF, Misna,08/11/06)
Sei morti in schianto aereo, 3 sono italiani (Reuters, 25/10/06)
Sei persone - fa le quali tre italiani -- hanno perso la vita oggi nello schianto di un aereo Cessna 425 avvenuto poco dopo il decollo da un aeroporto nel sud ovest del Madagascar. Lo riferiscono fonti del ministero degli Esteri italiano. I tre italiani coinvolti lavoravano nel settore del marmo e si trovavano in Africa per motivi professionali, secondo la Farnesina. Le altre tre vittime sono due piloti malgasci e un passeggero svizzero. "Le famiglie degli italiani sono già state informate e stiamo organizzando il rimpatrio delle salme", ha detto un portavoce del ministero degli Esteri. I ministro dei Trasporti del Madagascar ha confermato che tutte le persone che si trovavano a bordo dell'apparecchio sono morte nell'incidente. I passeggeri lavoravano per la Società malgascia per i marmi e i graniti Magrama, ha detto un funzionario della società. (…) Il ministro ha annunciato l'apertura di un'inchiesta per determinare le cause dell'incidente. (Reuters, 25/10/06)
Presidenziali: esclusi quattro candidati tra cui oppositore in esilio (RC, Misna, 18/10/06)
Sono 14 su 18 le candidature alle elezioni presidenziali del 3 dicembre accettate dall’Alta Corte costituzionale (Hcc), che ne ha respinte quattro. Tre dossier sono stati rigettati perché non contenevano la ricevuta di versamento della cauzione di circa 9.335 euro fissata per legge. La candidatura dell’ex-vice primo ministro Pierrot Rajoanarivelo – l’oppositore in esilio da cinque anni al quale è stato più volte impedito di tornare in patria per presentare il suo dossier – è stata invece invalidata perché un funzionario avrebbe autentificato la sua firma abusivamente. Tra i 14 autorizzati, accanto al presidente uscente Marc Ravolomanana, figurano Jean Lahiniriko, sindaco della città sud-occidentale Tuléar destituito lo scorso maggio dalla presidenza dell’Assemblea nazionale; Norbert Ratsirahonana, presidente del partito ‘Azione, volontà, iniziativa’ (Avi) ed ex-alleato del capo di stato uscente; Pety Rakotoniaina, sindaco della città centro-meridionale Fianarantsoa. La campagna elettorale ufficiale inizierà il 12 novembre e si concluderà il 2 dicembre alla vigilia delle consultazioni. Se nessun candidato otterrà al primo turno la maggioranza assoluta delle preferenze, verrà organizzato un secondo turno tra i due più votati non oltre 30 giorni dalla proclamazione ufficiale dei risultati. (RC, Misna,
18/10/06)
Presidenziali, diciotto candidati per una sola poltrona (MZ, Misna, 17/10/06)
Sono 18 i candidati - 17 uomini e una donna - che hanno presentato i documenti richiesti dall’Alta Corte costituzionale del Madagascar per concorrere il 3 dicembre prossimo alle elezioni presidenziali. La maggior parte si presenta in qualità di ‘indipendente’, ovvero senza un partito politico alle spalle. Lo stesso capo di stato uscente Marc Ravolomanana, il favorito per succedere a se stesso, ha fatto sapere che concorrerà come indipendente, avendo rinunciato al sostegno formale del partito da lui stesso costituito, Tim (Tiako i Madagascar, Amo il Madagascar), e con cui 5 anni fa incarnò le speranze di rinnovamento della popolazione della grande isola africana nell’Oceano Indiano, ancora oggi tra i paesi più poveri del mondo. Il clima politico nel paese non è dei migliori, soprattutto nelle ultime settimane, infatti, si sono moltiplicate le critiche dell’opposizione – ma anche di alcuni esponenti del partito Tim, come l’ex-presidente del parlamento destituito lo scorso marzo – sugli ‘abusi di potere’ compiuti dall’autorità in vista del voto. Il più eclatante di questi episodi ha interessato il candidato Pierrot Rajoanarivelo, segretario generale dell’Arema (partito dell’ex-presidente Didier Ratsiraka, predecessore di Ravalomana), al quale è stato impedito di rientrare in Madagascar dall’esilio per presentare la sua candidatura. Tuttavia i documenti relativi a al candidato dell’Arema sono stati regolarmente depositati di fronte all’Alta Corte nazionale entro i termini previsti, grazie all’intervento dell’avvocato di Rajoanarivelo, sulla cui testa pesa anche un mandato di cattura per appropriazione di fondi pubblici e usurpazione di funzioni. Il massimo tribunale malgascio ha 5 giorni di tempo per esaminare i fascicoli e verificare le condizioni di eleggibilità dei candidati. (MZ, Misna,
17/10/06)
Leader dell'opposizione riesce a candidarsi per le presidenziali (Peacereporter, 16/10/06)
Pierrot Rajaonarivelo, leader dell'opposizione malgascia, è riuscito a presentare in tempo la propria candidatura alle prossime presidenziali grazie ai propri avvocati, pur non potendo entrare nel Paese. Lo hanno riferito fonti di sicurezza del Madagascar, che non hanno però fornito ulteriori informazioni. Rajaonarivelo, condannato a 15 anni di lavori forzati, è in esilio dal 2001 e per quattro volte nell'ultima settimana non è riuscito a entrare in Madagascar, a causa del blocco degli aeroporti organizzato dalle autorità malgasce. (Peacereporter,
16/10/06)
Dalla rana arlecchino a quella pomodoro, ecco una breve descrizione di alcune specie presenti in Madagascar, che potrebbero diventare la nuova attrazione turistica dell'isola, secondo i dati forniti dagli studi di Franco Andreone, ricercatore del Museo regionale di scienze naturali di Torino. - Mantella arlecchino (Mantella Cowani): Vive in un habitat ristretto all'are centrale dell'isola, o 'haut plateau' malgascio. Da le popolazioni sono risultate estremamente ristrette, con numero di individui molto basso, a volte intorno a 50 (valore limite per la sussistenza di una popolazione). La specie, raccolta intensamente in passato per il commercio di animali, dal 2003 e' difesa dalle autorita' malgasce, che hanno posto il divieto di esportazione. Si prevede di attivare un allevamento in cattivita', in collaborazione con il Durrell wildlife conservation trust. - Rana arcobaleno (Scaphiophryne Gottlebei): vive nell'area del massiccio dell'Isalo, una zona contraddistinta da un paesaggio arido e con canyon strettissimi e profondi. E' difficilissimo documentare il canto e lo sviluppo larvale. Le sue larve (girini) sono molto peculiari: si insabbiano di giorno e si nutrono di alghe unicellulari, mentre di notte nuotano a mo' di pesciolino. Quindi e' stata coniata una nuova categoria eco-morfologica per classificare questo girino, denominato psammo-nektonico. La rana arcobaleno e' molto ricercata per il pet-trade, ma nessuno finora e' riuscita a riprodurla in cattivita' e tutti gli esemplari esportati fino ad oggi non hanno dato vita ad una progenie. Alla Zoological society of london sono riusciti a far riprodurre degli esemplari confiscati in un aeroporto inglese, ma i girini non sono sopravissuti, forse per mancanza di cibo idoneo. - Rana pomodoro (Dyscophus Antongilii): non e' fortemente minacciata, ma e' l'unica specie di anfibio malgascio ad essere incluso nella lista della Cites o Convenzione di Washington, quindi il suo commercio e' vietato. Tale divieto ha avuto come effetto conseguente che una specie affine, rana pomodoro di Guinet (Dyscophus Guineti), e' stata esportata in grandi quantita' e, paradossalmente, sembra essere piu' minacciata della rana pomodoro. La peculiarita' e' che la rana pomodoro e' molto abbondante all'interno della citta' di Maroantsetra (nel Nordest del Madagascar), ma al di fuori della citta', un tempo abbondante, sembra essere in declino, probabilmente per l'utilizzo di pesticidi. (Ansa ambiente,
16/10/06)
Pierrot Rajaonarivelo, leader dell'opposizione del Madagascar attualmente in esilio, ha tentato di ritornare nel suo paese in tempo per registrarsi come candidato per le elezioni presidenziali di dicembre. Il tentativo non è andato a buon fine e a Rajaonarivelo, che si trova nelle isole Mauritius, resta solo un giorno prima della scadenza per la registrazione, fissata per sabato. E' stata l'Air Mauritius a negargli la possibilità di viaggiare, avendo ricevuto precisa segnalazione dal governo del Madagascar.
(Peacereporter,
13/10/06)
Una nave con a bordo 53 persone e' naufragata durante la traversata dal Madagascar alle isole Comore. Secondo quanto riferito dalla polizia, vi sono 24 superstiti. L'Al-Mubarak, battente bandiera comorese, era salpata dal porto di Mahajanga
venerdi'. (Swissinfo,
11/09/06)
Le ultime elezioni presidenziali tenutesi in Madagascar nel 2001 avevano condotto ad una guerra civile a bassa intensità, richiedendo l’intervento dell’Alta Corte Costituzionale che nel febbraio del 2002 si pronunciò a favore dell’attuale presidente Marc Ravalomanana. La corruzione cronica delle strutture pubbliche, la divisione interna all’opposizione e il malcontento delle classi più povere a seguito di misure tese a liberalizzare l’economia del paese rendono incerto il risultato delle prossime elezione fissate per dicembre. Tuttavia, se esse si svolgeranno in modo trasparente e regolare, come promesso dal Presidente malgascio, è probabile che non si ripeta lo scenario del 2001.
(Alessandra
Ferlesch, 24/07/06)
Corruzione: poliziotti e politici in cima alla "lista nera"
(C.O., Misna, 22-03-2006)
La polizia stradale e il personale incaricato della concessione di patenti di guida sarebbero, con i dirigenti politici, i magistrati e i dipendenti pubblici in genere i più corrotti del paese, secondo un sondaggio eseguito per conto del Consiglio superiore alla lotta contro la corruzione (Cslcc); solo il 30% è considerato “onesto” e sfugge all’epiteto di “corrotto” mentre il rimanente 70% si dividerebbe un totale di 160 miliardi di dollari l'anno. Svolto su un campione di 3.300 famiglie e 900 funzionari statali, il sondaggio ha anche rilevato che gli insegnanti e i giornalisti sono ritenuti tra i più onesti “In questo paese - ha detto alla MISNA una fonte religiosa della capitale Tananarive - siamo ad un paradosso: i briganti sono meno pericolosi delle forze dell’ordine. I giudici ed i procuratori sono complici degli uomini politici e della polizia; i magistrati poi sono mal pagati, e nel paese se ne conta 1 su 30.000 abitanti”. Il fenomeno della corruzione in Madagascar è considerato uno dei tre problemi più gravi del paese, dopo il caro-vita e la povertà; il 16% degli intervistati reputa però inutile la denuncia che in questi anni di solito non ha portato frutti.
(C.O., Misna, 22-03-2006)
Primi casi di chikungunya (PeaceReporter, 06-03-2006)
Il Madagascar ha registrato i primi casi di chikungunya, malattia infettiva trasmessa da una zanzara, responsabile di oltre 2.400 casi segnalati nell'ultimo anno nella vicina isola di Réunion, pari al 20% della popolazione. Benché la malattia non sia generalmente mortale, secondo le autorità l'infezione è collegata alla morte di 93 persone nell'isola di Réunion. Il Madagascar non ha rilasciato dati precisi sul numero di persone infette dal virus della chikungunya, ma ha parlato di casi sporadici. I sintomi della malattia sono febbre alta, disidratazione e forti dolori, ma non si conosce ancora una cura.
(PeaceReporter,
06-03-2006)