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NOTIZIE 2006 - GUINEA CONAKRY

Immigrazione accordi con la Spagna (Corriere della sera, 10/10/06)

Oltre 400 profughi sfrattati dall'Unhcr che chiude un campo (Peacereporter, 30/09/06)

Le radio private si liberano del monopolio statale (Angela Zanella, Peacereporter, 23/08/06)

Human rights watch accusa forze dell'ordine (Peacereporter, 06/07/06)

Dopo scontri riprende sciopero (la Repubblica, 16/06/06)

Scontri tra esercito e studenti, 6 morti (Peacereporter, 12/06/06)

Greenpeace: 4 pescherecci italiani "pirati" (AGI, 27-03-2006)

Presidente Lansana Conté trasferito in Svizzera (SwissInfo, 18-03-2006)

Tagliati i fondi per i campi profughi (Peacereporter, 09-03-2006)

Sciopero generale - Il governo fa chiudere tutte le scuole (Peacereporter, 27-02-2006)

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Immigrazione accordi con la Spagna (Corriere della sera, 10/10/06)

Una serie di accordi sono stati conclusi dalla Spagna con la Guinea e il Gambia, per contrastare l'afflusso di migranti verso l'Europa. Il ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos ha annunciato il raggiungimento delle intese dopo brevi visite, ieri, a Conakry e a Banjul, capitali rispettivamente della Guinea e del Gambia. Ai Paesi africani Madrid ha offerto, in cambio di aiuto per l'identificazione degli immigrati che sbarcano sul territorio spagnolo, un incremento della cooperazione e degli aiuti. (Corriere della sera, 10/10/06)

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Oltre 400 profughi sfrattati dall'Unhcr che chiude un campo (Peacereporter, 30/09/06)

Circa 400 rifugiati, tutti scampati in Guinea dalla Sierra Leone, dopo la guerra civile che ha sconvolto il paese africano dal 1991 al 2002, sono stati sfrattati dal campo profughi dove vivevano. L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati ha infatti deliberato la chiusura della struttura a Boreah, ai sobborghi della citadina guineiana di Kissidougou due anni fa, ma un gruppo di rifugiati non aveva lasciato il campo nella speranza di ottenere asilo politico in Europa. (Peacereporter, 30/09/06)

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Le radio private si liberano del monopolio statale (Angela Zanella, Peacereporter, 23/08/06)

Nel 1958 la Guinea diventava indipendente dalla Francia, nel 2006 le radio private diventano libere dal monopolio statale, più o meno. In entrambi i casi non si può parlare di un passaggio immediato e repentino ma, per i guineani, sono entrambi momenti storici, ognuno a modo suo. Il 14 agosto il ministro delle Telecomunicazioni Jean Claude Jacques Sultan ha consegnato i documenti delle assegnazioni delle frequenze a due stazioni radio, Nostalgie Guinee e Libertè FM. La cerimonia si è svolta nella sede del Consiglio Nazionale della Comunicazione (Cnc) di Conakry, la capitale, ed è stata un momento importante per il paese, perchè dopo quasi 50 anni due radio private potranno trasmettere liberamente. Il generale Lansana Conte, presidente della Repubblica di Guinea dal 1984, ha firmato l'anno scorso una legge in cui venivano stabiliti i parametri da rispettare per la liberalizzazione delle radio e finalmente il progetto si è concretizzato. Il musicista Abdoulaye Kouyatè, rappresentate di Libertè Fm, e Djibril Sakho, presidente del gruppo Canal Sagui, che detiene Nostalgie Guinee, si sono detti soddisfatti di poter offrire il loro servizio di comunicazione secondo le regole della libera concorrenza, e così pure Sultan, anche perchè la concessione delle frequenze porterà allo stato 24 milioni di franchi guineani (4.390 dollari circa). L'autorizzazione a trasmettere era stata concessa già il 17 luglio, ma sembrava destinata a restare sulla carta e gli addetti ai lavori non avevano nascosto la loro preoccupazione. Secondo Boubacar Yacine Diallo, presidente del Cnc, il tempo trascorso tra le due date è stato breve e necessario, per consentire al ministro delle Telecomunicazioni di valutare i dossier tecnici delle radio candidate. Per i guineani le radio private libereranno la gente dalle bugie e quindi si sono subito recati in massa ad ascoltare le nuove frequenze, inebriati dalla possibilità di scegliere. Fino ad ora, infatti, radio e televisione erano in mano alla statale Radiodiffusion Television Guineenne (Rtg), che trasmette in francese, inglese e nelle parlate locali, e segue i dettami del presidente Conte e del suo governo, così come la stampa, del resto. (Angela Zanella, Peacereporter,  23/08/06)

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Human rights watch accusa forze dell'ordine (Peacereporter, 06/07/06)

Secondo Human rights watch le forze dell'ordine della Guinea hanno reagito con estrema violenza a uno sciopero svoltosi nella capitale Conakry il mese scorso, quando numerose persone hanno protestato per l'aumento del prezzo di riso e combustibile. L'organizzazione umanitaria ha dichiarato oggi che almeno 13 persone sono state uccise dalle forze dell'ordine e molte altre sono state picchiate e molestate sessualmente. Si cercano ora i colpevoli. (Peacereporter, 06/07/06)

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Dopo scontri riprende sciopero (la Repubblica, 16/06/06)

Stanno bene i quattro cooperanti italiani bloccati a Conakry, capitale della Guinea, dagli scontri iniziati dopo che militari avevano sparato sui lavoratori in sciopero, innescando disordini con un bilancio complessivo di 9 morti. I funzionari della Fondazione Giustizia e Solidarieta' in Guinea stanno seguendo il programma di conversione del debito estero in aiuti allo sviluppo promosso congiuntamente dalle chiese italiana e guinenana in accordo con i rispettivi governi. Raggiunti telefonicamente dall'Agi hanno precisato che non possono abbandonare la citta', per le condizioni di scarsa sicurezza delle strade. I contatti con la Farnesina sono tenuti attraverso l'ambasciata francese. Al termine della giornata odierna i sindacati riuniti in assemblea nazionale hanno annunciato la prosecuzione dello sciopero. 'La popolazione e' solidale con i lavoratori', ha spiegato Riccardo Moro, direttore della Fondazione Giustizia e Solidarieta'. Lo stesso Moro ha riferito che il Governo guineano ha intanto annunciato unilateralmente la riduzione del prezzo del riso da 120.000 a 85.000 franchi guineani. I sindacati avevano chiesto 60-70.000. Il governo pero' non sembra in grado di poter realmente controllare i prezzi e non ha annunciato sussidi, per i quali non avrebbe risorse e che incorrerebbero nella censura del Fondo Monetario Internazionale. (la Repubblica,  16/06/06)

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Scontri tra esercito e studenti, 6 morti (Peacereporter, 12/06/06)

L'atmosfera in Guinea si fa sempre più tesa, dopo la notizia della morte di 6 manifestanti in scontri con l'esercito. Secondo la Reuters, 3 persone sarebbero morte nella capitale Conakry, mentre altre 3 sarebbero rimaste uccise nella città di Nzerekore. In entrambi i casi, sembra che i manifestanti siano morti per colpi di arma da fuoco esplosi dalle forze dell'ordine. In Guinea è in corso da giovedì scorso uno sciopero generale indefinito, indetto per protestare contro la difficile situazione economica e il malgoverno del presidente Lansana Conte. (Peacereporter,  12/06/06)

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Greenpeace: 4 pescherecci italiani "pirati" (AGI, 27-03-2006)

Quattro pescherecci italiani sono stati trovati da Greenpeace mentre pescavano nella zona esclusiva della Guinea Conakry, uno dei Paesi piu' poveri del mondo. Greenpeace ha invitato a bordo della propria nave, 'Esperanza', ispettori del governo della Guinea Conacry, che stanno verificando in queste ore se i pescherecci italiani abbiano le licenze e la proprieta' di queste imbarcazioni. Gli ispettori governativi - onforma una nota dell'associazione - hanno ritirato la licenza dei pescherecci italiani per le opportune verifiche, visto che non compaiono nella lista ufficiale delle licenze emesse dalla Guinea Conakry. La nave di Greenpeace, 'Esperanza', sta pattugliando l'Oceano Atlantico in cerca di pescatori pirati, e ha gia' trovato 67 barche straniere (italiane, coreane, cina, di Liberia e Belize). Di questi pescherecci, 19 non sono autorizzati a pescare e 22 sono gia' noti per essere stati segnalati in passato come pirati. Altre 9 imbarcazioni non sono state identificate perche', illegalmente, hanno mascherato nome e numero di matricola. Infine, otto pescherecci pirata pescavano addirittura entro le acque territoriali della Guinea Conakry, a meno di 12 miglia (circa 21,5 Km) di distanza dalla costa. "La pesca pirata e' considerata una minaccia mondiale per il mare e per chi vive delle sue risorse, ma i Governi non stanno facendo niente per fermarla", ha dichiarato Alessandro Gianni', responsabile della Campagna mare di Greenpeace. - La Guinea Conakry e' l'unico Paese al mondo in cui il consumo di pesce sta diminuendo. I pescatori locali stanno perdendo una risorsa alimentare fondamentale e rischiano la vita per competere con dei superpescherecci d'altura che saccheggiano il loro mare. Tra l'altro, le acque territoriali (12 miglia) sono riservate alla pesca artigianale per il sostentamento diretto delle comunita' locali. "Parlare di aiuti all'Africa e ai paesi in via di sviluppo e permettere che il loro cibo sia rubato dai pescatori pirata e' pura ipocrisia" ha aggiunto Gianni'. "Solo nell'Africa sub sahariana la pesca pirata fa un bottino di quasi un miliardo di euro l'anno". (AGI,  27-03-2006)

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Presidente Lansana Conté trasferito in Svizzera (SwissInfo, 18-03-2006)

Il presidente della Guinea Lansana Conté è stato trasferito la notte scorsa in un opsedale di Ginevra per essere curato, a seguito dell'aggravarsi delle sue condizioni di salute. Lo hanno indicato alla France Presse fonti vicine al presidente, che hanno chiesto di non venir citate. Lansana Conté, 71 anni, ha lasciato Conakry a bordo di un aereo, in compagna di una delle sue mogli, Henriette Conté, del ministro della salute Amara Cissé, e di altre tre persone. Il presidente soffre di diabete e di leucemia, che gli è stata diagnosticata durante una visita medica a Cuba. Il generale Conté è giunto al potere con un colpo di stato nell'aprile 1984, poi è stato eletto per tre volte alla presidenza della Guinea, l'ultima delle quali nel 2003, con una percentuale di consensi del 95,25% Lo scorso 19 marzo Lansana era sfuggito a un attentato ad opera di uomini non identificati, che indossavano divise militari, i quali avevano aperto il fuoco mentre il corteo presidenziale passava in un quartiere di Conakry. (SwissInfo,  18-03-2006)

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Tagliati i fondi per i campi profughi (Peacereporter, 09-03-2006)

I campi profughi in Guinea sono abitati da 53 mila rifigiati, la maggioraza dei quali arrivano dalla Liberia, dove è salito al potere un nuovo presidente dopo che i caschi blu hanno ristabilito la pace. I donatori hanno deciso di tagliare i fondi, affermando che è ora che i rifugiati tornino a casa. Molto più difficile è la situazione degli ivoriani: "sono d'accordo che la loro situazione sia molto differente, ma se non ci sono i soldi non possiamo farci niente", ha affermato David Baduel, il rappresentante del programma per l'alimentazione mondiale dell'Onu. Secondo un rapporto delle Nazioni unite, le forze ribelli che hanno preso il controllo del nord della Costa d'Avorio continuano a derubare e terrorizzare i civili. "Anche se le persone restano lì - nel campo per i rifugiati di Kouankan, in Guinea - gli aiuti per il cibo verranno interrotti. Le sovvenzioni sono finite", ha aggiunto Baduel. (Peacereporter,  09-03-2006)

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Sciopero generale - Il governo fa chiudere tutte le scuole (Peacereporter, 27-02-2006)

Il governo della Guinea ha annunciato la chiusura di tutte le scuole del paese fino a nuovo ordine. L'annuncio del governo arriva dopo il fallimento delle trattative tra il governo e i sindacati degli insegnanti sul mancato pagamento degli stipendi e sulle condizioni di lavoro. Inoltre le principali organizzazioni sindacali hanno indetto cinque giorni di sciopero generale per protestare contro l'alto costo della vita. Nella capitale Conakry molti negozi sono chiusi e la polizia presidia le strade, ma non ci sono stati episodi di violenza. (Peacereporter,  27-02-2006)

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