![]() |
Aviaria: stabile bimba di 2 anni - test sui 3 fratellini (Reuters, 12/05/06)
Una bimba di due anni di Gibuti, il primo caso umano confermato nell'Africa orientale, è in condizioni stabili mentre tre fratellini vengono sottoposti a test. Lo fa sapere oggi l'Organizzazione mondiale della sanità
(Oms). Il ministro della Salute di Gibuti Abdallah Abdillahi Miguil ha detto ieri che la bimba di due anni è risultata positiva al virus H5N1.
L'Oms ha preso per buoni i risultati dei test sul campione prelevato dalla piccola eseguiti da un laboratorio statunitense in Egitto, ha spiegato la portavoce dell'agenzia Onu Maria
Cheng. "Tre dei suoi fratellini sono sottoposti a test per rintracciare un'eventuale infezione. I loro campioni sono stati inviati allo stesso laboratorio", ha detto Cheng a Reuters a Ginevra. La famiglia vive in un'area rurale, povera, vicino al confine con la Somalia, e ha dei polli, ha aggiunto la portavoce. Il ministro ha spiegato che il virus è stato riscontrato in tre volatili.
L'Oms ha inviato scorte del farmaco antivirale Tamiflu dalla svizzera Roche e materiale protettivo per cercare di prevenire la diffusione del virus, ha aggiunto
Cheng. I sintomi della bambina sono comparsi il 23 aprile e i test sono stati eseguiti al Cairo il 10 maggio dal Naval Medical Research Unit 3 (NAMRU-3) americano. (..)
L'Oms ha confermato 13 casi - 5 dei quali mortali - di influenza aviaria in Egitto, dove l'epidemia è iniziata a marzo. In tutto ci sono stati 208 casi in 10 Paesi fra cui Gibuti dalla fine del 2003 e 115 vittime, dice
l'Oms.Gli esperti temono che il virus possa mutare in una forma in grado di trasmettersi facilmente tra esseri umani, cosa che potenzialmente potrebbe innescare una pandemia e uccidere milioni di persone.
(Reuters,
12/05/06)
Naufragio, almeno 69 morti e 20 dispersi (TicinOnLine, 06-04-2006)
Almeno 69 persone sono morte, 20 risultano disperse e 36 sono rimaste ferite, di cui sette in modo grave. nel naufragio, oggi, di un'imbarcazione all'uscita dal porto di Gibuti. Lo si è appreso da fonte ospedaliera nell'ex colonia francese. Un precedente bilancio, di fonte militare francese, riferiva di almeno 35 morti. Le 69 vittime accertate finora - ha detto alla France Presse il colonnello Mohamed Said Median, direttore del servizio emergenze all'ospedale Pelletier, dove sono stati ricoverati parte dei feriti - sono tutte di Gibuti. Secondo il ministero dell'Interno di Gibuti, citato dalla televisione locale, i morti sono almeno 62 e l'imbarcazione, a quanto sembra progettata per un carico massimo di 120 passeggeri, trasportava "tra 250 e 300 persone". L'imbarcazione - diretta a Tadjourah (nord), dove i passeggeri avrebbero dovuto partecipare a un incontro religioso islamico - si è capovolta all'uscita dal porto di Gibuti. Al momento del naufragio, le cui cause non sono ancora note, le condizioni meteorologiche nella zona erano buone.
(TicinOnLine,
06-04-2006)
Gibuti - Siccità e carestia: pastori lasciano aree rurali (F.B., Misna, 08-02-2006)
La situazione umanitaria nella piccola Repubblica araba di Gibuti avrebbe raggiunto livelli critici a causa di anni consecutivi di siccità che sta colpendo negli ultimi mesi soprattutto i pastori nomadi: “Abbiamo rilevato gravi forme di malnutrizione tra i bambini e siamo preoccupati perché le loro condizioni continuano ad aggravarsi. Siamo di fronte a una vera emergenza” ha riferito Aloys Kamuragiye, coordinatore Onu a Gibuti. Le agenzie umanitarie dislocate sul terreno si stanno organizzando per allestire centri di distribuzione di generi alimentari nella capitale, in collaborazione con ministero della Sanità. Secondo il governo la popolazione a rischio è composta da almeno 150.000 individui, per lo più nomadi che vivono nella ‘brousse’ (boscaglia) sopravvivendo con l’allevamento di bestiame. “È una percentuale molto alta per un paese con meno di un milione di abitanti. Si è verificato un importante flusso di pastori verso la città, nonostante il governo abbia tentato di evitarlo facendo arrivare rifornimenti di cibo nelle aree rurali” ha detto Abdullah Ilmi, capo dell’Ufficio nazionale per l’assistenza ai rifugiati e alle vittime di disastri (Onars). Secondo Ilmi, le richieste di aiuto delle autorità alla comunità internazionale sarebbero rimasti sostanzialmente inascoltate: “Il governo ha lanciato un appello due settimane fa; finora solo il Giappone ha garantito una somma pari a 735.000 dollari”. Secondo stime Onu, il 42% della popolazione vive già sotto la soglia di povertà con meno di un dollaro al giorno.
(F.B., Misna, 08-02-2006)
Gibuti - Naufraga barca yemenita, morti 23 clandestini (Swissinfo/SDA-ATS, 06-02-2006)
Almeno 23 persone sono morte al largo di Gibuti nel naufragio di una imbarcazione yemenita che trasportava immigrati clandestini. Lo ha annunciato la polizia di Gibuti precisando che la barca è affondata nella notte tra giovedì e venerdì per cause sconosciute al largo di Rasbit, 80 km a nord est di Gibuti. L'imbarcazione trasportava una quarantina di persone e almeno 23 corpi sono stati ripescati mentre quattro naufraghi sono stati soccorsi. Secondo alcune testimonianze i membri dell'equipaggio sarebbero riusciti a fuggire a bordo di un'altra imbarcazione e a dirigersi verso le coste yemenite. Secondo la polizia "tutte le vittime del naufragio sarebbero immigrati clandestini".
(Swissinfo/SDA-ATS,
06-02-2006)