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L'aviaria miete la decima vittima (Il Resto del Carlino, 27/12/06)
Un giovane di 26 anni è morto in ospedale a causa del virus H5N1, il ceppo più pericoloso dell'influenza aviaria. Ne ha dato notizia il ministero della Sanità egiziano. È la decima vittima in Egitto da quando si è diffusa l'epidemia di aviaria, in febbraio. Prima di Red Abdel Halim Farid, questo il nome del ragazzo, altri due componenti della famiglia erano deceduti per la stessa malattia. Vivevano tutti nella provincia di Zifta, nella zona centrale del delta del Nilo.
(Il Resto del Carlino,
27/12/06)
Mubarak annuncia grande modifica Costituzione (SwissInfo, 26/12/06)
Il presidente egiziano Hosni Mubarak ha annunciato stamani davanti alle due Camere del parlamento che chiederà all'Assemblea del popolo (la Camera bassa) l'emendamento di 34 articoli della Costituzione. Egli ha aggiunto che si tratta della più consistente modifica costituzionale dal 1980. Mubarak ha precisato che le modifiche in programma renderanno più facile presentare candidati alle elezioni presidenziali per consentire a tutti i partiti di farlo. Gli emendamenti restringerebbero inoltre le prerogative del presidente a favore del parlamento e dell'esecutivo. Sono inoltre previste l'attribuzione di nuovi poteri al Consiglio consultivo (la camera alta del parlamento egiziano), una maggiore indipendenza del potere giudiziario e un aumento della rappresentanza delle donne in parlamento. E' pure prevista una nuova legge antiterrorismo che prenderà il posto dell'attuale legislazione d'emergenza, che vige dal 1981.
(SwissInfo, 26/12/06)
Aviaria: 2 nuovi casi umani (SwissPolitics, 23/12/06)
Due egiziani originari di un villaggio sul Delta del Nilo sono stati ricoverato oggi in ospedale dopo essere risultati positivi al test del virus H5N1 dell'influenza aviaria, altamente patogeno. Lo ha reso noto il ministero della sanità. Le due persone, di cui non sono stati precisati l'identità e lo stato di salute, hanno contratto la malattia per la presenza di anatre infette nei loro allevamenti, ha precisato il ministero, citato dall'agenzia stampa Mena. Tutti gli allevamenti di volatili della regione sono stati eliminati e il settore è stato completamente disinfettato.
(SwissPolitics,
23/12/06)
Protesta nelle moschee, infiamma la polemica (Il Denaro, 22/12/06)
Si accende la polemica in Egitto sulla proposta di vietare ogni forma di protesta nelle moschee del Paese, alla luce delle ultime gravi manifestazioni che si sono svolte ad al-Azhar. Il ministro egiziano del Waqf (Affari religiosi), Mohamed Hamdi Zaqzouq, ha infatti ribadito di volersi battere affinché la proposta venga approvata nonostante il “no” del Consiglio di Stato, secondo cui una legge di questo tipo sarebbe illegale.
(Il Denaro,
22/12/06)
Fratelli Musulmani, Il Cairo vieta al leader di recarsi in Qatar
(Il Denaro, 22/12/06)
Si inasprisce l’assedio del governo egiziano ai danni del movimento dei Fratelli Musulmani. Essam el-Arian, fra i leader più importanti del principale movimento d’opposizione egiziano, non potrà raggiungere Doha, in Qatar, per partecipare a un’importante conferenza islamica, alla quale prendono parte leader di tutto il mondo arabo. Lo si apprende da fonti egiziane secondo cui al-Arian, rilasciato pochi giorni fa dopo una detenzione di sei mesi, è stato bloccato in aeroporto dalle autorità della sicurezza. In passato, è stato impedito di viaggiare anche ad altri membri del movimento bandito ma tollerato dalle autorità del Cairo, ricorda el-Arian. “Alcune volte mi fermano altre no, ma non ho più intenzione di chiedere il loro permesso ogni volta che voglio viaggiare. Non ci sono basi legali per questo”, ha dichiarato. Mentre in un primo momento il suo passaporto è stato timbrato, le autorità aeroportuali gli hanno poi detto di voler effettuare ulteriori controlli e, successivamente, che non gli era consentito lasciare il Paese. Nei giorni scorsi il procuratore generale del Cairo ha ordinato la detenzione per 15 giorni di oltre cento membri dei Fratelli Musulmani accusati di aver organizzato la manifestazione di alcuni giorni fa nel campus dell’Università di al-Azharche, in cui decine di studenti in camicia nera hanno marciato dichiarandosi “miliziani” della Confraternita.
(Il Denaro,
22/12/06)
La bellezza ha i suoi trucchi, a Palazzo Reale Milano.(il Giornale, 20/12/06)
Seducente, aggraziata, misteriosa e saggia. Così era la donna egizia, perfetta incarnazione della corrispondenza tra equilibrio fisico e spirituale, che ha segnato la storia con la sua forte personalità di regina, sacerdotessa, moglie e madre e che ha tramandato ai posteri i segreti di un fascino immortale. A questa figura emblematica dell'antichità - e della contemporaneità, vista l'attualità e dei suoi insegnamenti - è dedicata la mostra dal titolo «La bellezza femminile nell'antico Egitto», a Palazzo Reale da domani, organizzata dal centro studi di Aboca Museum, in collaborazione con il Museo egizio di Firenze e l'Università di Pisa. L'esposizione è l'interessante percorso esplorativo di una femminilità basata sulla simbiosi armonica tra corpo e anima, espressa attraverso la cosmetica e l'arte. Nove sezioni guidano all'interno di questo itinerario fatto di profumi, polveri e unguenti e arricchito da preziosi reperti provenienti dal Museo egizio di Firenze. I primi tre ambienti ripropongono i procedimenti di realizzazione di essenze e creme e le pratiche della depilazione, pressoché quotidiana presso gli Egizi, e del tatuaggio, disegnato sulle gambe di ancelle, danzatrici e musiciste. La sala dedicata al trucco svela le modalità di un rito eseguito da uomini e donne, soprattutto sugli occhi, simboli del ciclo vitale della luce e delle tenebre, i cui contorni erano esaltati dal khol, polvere di galena nera, mescolata a resine e usata come rimedio contro le oftalmie. La cipria conferiva al volto un pallore lunare, simile all'alabastro, e l'ocra rossa era utilizzata per labbra e guance. Anche la cura dei capelli rivestiva la sua importanza nell'antico Egitto e si esprimeva con colorazioni di henné, parrucche, acconciature elaborate, coni di grasso posti sulla testa e che si scioglievano con il calore e con creme per combattere l'incanutimento, a base di «placenta di gatta e uovo dell'uccello-gabgu», come rivela il papiro di Erbers, del 1480 a.c. E proprio le formule contenute nei papiri hanno permesso ai ricercatori della casa d'erboristeria Aboca di Sansepolcro, in provincia di Arezzo, di riprodurre gli stessi cosmetici delle donne egizie, come oli per il corpo alla rosa e al galbano, la cui ricetta fu tramandata da Dioscoride, unguenti anti rughe e profumi. Le ultime due sezioni della mostra, infine, sono riservate all'alchimia e alle leggi della chimica, il cui maestro per eccellenza fu il mitico Thot-Ermete Trismegisto, e alle maschere funerarie. L'attenzione per la bellezza trovò infatti nell'imbalsamazione il suo culmine, il raggiungimento definitivo dell'eternità di fisico e anima. La bellezza femminile nell'antico Egitto a Palazzo Reale fino al 9 aprile, ore 9.30-19.30 e il giovedì 9.30-22.30. .(il Giornale, 20/12/06)
Egitto - Arrestato il numero 3 dei Fratelli musulmani (Rainews24, 14/12/06)
La polizia egiziana ha arrestato uno dei leader del movimento dei Fratelli musulmani, il numero tre nella gerarchia del movimento. L'arresto di Mohammed Khayrat al-Shater, 55 anni, è avvenuto pochi giorni dopo una manifestazione di forza organizzata da alcuni studenti sostenitori del gruppo davanti all'università Al-Azhar, al Cairo. Secondo un portavoce dei Fratelli musulmani, movimento illegale ma tollerato e principale forza d'opposizione in Egitto, la polizia ha arrestato 180 persone, tra studenti e personale dell'università. (Rainews24,14/12/06)
Commercio: Egitto e Italia pronti a chiudere accordo con Cina. (Corriere della sera, 13/12/06)
Secondo il Financial Times, Italia, Egitto e Cina starebbero per chiudere un accordo commerciale che favorira' l'accesso al canale di Suez e al porto di Gioia Tauro da parte delle navi cinesi in rotta per l'Europa. Il quotidiano finanziario britannico cita il ministro egiziano del Commercio estero e Industria, Rashid Mohammed Rashid, Il Cairo spera che tutti i mercantili cinesi con carichi destinati all'Europa passeranno per il canale di Suez(attualmente sono il 60%). In cambio, Pechino godrebbe di sconti sulle tariffe di transito. In Calabria verrebbero cosi' creati nuovi posti di lavoro. Attualmente, i due quinti delle navi cinesi che arrivano in Europa circumnavigano l'Africa e attraccano a Rotterdam e in altri porti del nord. (Corriere della sera,13/12/06)
Video su Internet acuisce dibattito sulla tortura (Reuters, 11/12/06)
Un crudo filmato, che ha fatto il giro dei blog egiziani il mese scorso, sostiene di mostrare un egiziano, nudo dalla cintola in giù, che si contorce dal dolore mentre viene sodomizzato con una mazza di legno da un agente di polizia. Un gruppo di altri agenti in piedi assiste alla scena. Il video ha scatenato il putiferio su Internet in un Paese in cui i gruppi umanitari sostengono che la tortura è all'ordine del giorno nelle stazioni di polizia. Le autorità dicono che casi del genere sono un'eccezione e non sono l'ordinaria amministrazione per la polizia. Gli attivisti dei gruppi di tutela dei diritti umani sostengono che il video -- la cui autenticità non è stata confermata -- mette in risalto i maltrattamenti che molti detenuti subiscono nelle carceri egiziane e l'apparente impunità per questi comportamenti. (Reuters,11/12/06)
Ordinata la scarcerazione del portavoce dei Fratelli musulmani (ArabMonitor, 09/12/06)
E' stata ordinata dalla Procura egiziana per la sicurezza dello Stato la scarcerazione del portavoce dei Fratelli musulmani Essam el Aryan, in detenzione amministrativa da oltre sei mesi. El Aryan è in carcere senza processo dal 18 maggio scorso, quando ha preso parte a una manifestazione a sostegno di due giudici che hanno denunciato frodi elettorali nelle legislative egiziane di fine 2005. (ArabMonitor,09/12/06)
Espulsi verso il Belgio dieci presunti militanti islamici(ArabMonitor, 07/12/06)
Come riferito dall'Ansa, che cita fonti della sicurezza egiziana, otto francesi e due belgi che facevano parte di una presunta cellula terroristica smantellata dalla polizia egiziana due settimane fa al Cairo, sono stati imbarcati ieri sera su un volo diretto in Belgio. Assieme a loro sono stati arrestati dalle autorità egiziane, un americano, un altro francese, un siriano, un tunisino e sette egiziani.(ArabMonitor, 07/12/06)
Attivisti umanitari sollecitano governo a sospendere tortura(PeaceReporter,07/12/06)
Quaranta organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani in Egitto hanno sollecitato il governo a sospendere la tortura, accusando le autorità egiziane di ignorare sistematicamente le denunce di torture subite dai cittadini da parte della polizia. Un comunicato, diramato dalle organizzazioni nel corso di una manifestazione di protesta alla quale hanno preso parte decine di militanti, ieri nel cuore del Cairo, dichiara che le forze di polizia si sono trasformate in un vero e proprio incubo per ogni egiziano e che i commissariati di polizia sono divenuti dei veri e propri centri tortura.(PeaceReporter, 07/12/06)
Scoperta mezza tonnellata di esplosivo nel Sinai (SwissInfo, 05/12/06)
I servizi di sicurezza egiziani hanno scoperto mezza tonnellata di esplosivo, apparentemente destinato a gruppi palestinesi, nel centro della penisola del Sinai. Lo riferiscono all'ANSA fonti della sicurezza. L'esplosivo, in diversi sacchi di plastica, è stato trovato nella zona di al Gedi al Hasna, nei pressi di el Arish, hanno riferito le fonti secondo le quali il ritrovamento è stato fatto grazie a informazioni raccolte dai servizi. Secondo le fonti, dei contrabbandieri avevano intenzione di portare l'esplosivo oltre frontiera per venderlo ai palestinesi. Dall'inizio di novembre quattro ritrovamenti di esplosivi sono stati fatti nel Sinai, che dal 2004 è stato colpito da attentati mortali. (SwissInfo,
05/12/06)
Arrestati stranieri accusati di reclutare terroristi (Adnkronos, 04/12/06)
Le forze di sicurezza egiziane hanno arrestato un gruppo di stranieri, tra i quali nove francesi, due belgi, ed un americano, accusat di partecipare ad un'organizzazione che reclutava jihadisti da inviare in Iraq. Lo ha reso noto un comunicato del ministero degli Interni egiziano, sottolineando che l'''organizzazione comprendeva arabi ed elementi stranieri che vivono in Egitto usando come copertura lo studio dell'arabo e dell'Islam''. (Adnkronos,
04/12/06)
La rivolta dei blogger (Alessia de Luca Tupputi, PeaceReporter, 03/12/06)
Un esercito di giovani, sfruttando la rete, si oppone al regime di Mubarak - "L’Egitto non ama guardarsi allo specchio, o meglio, si guarda e ciò che vede non gli piace. Quindi, invece di cambiare, preferisce coprire lo specchio e nasconderne il riflesso". Ha le idee chiare Sam Adam, 25 anni, autore di ‘Sand Monkey’, uno dei blog più letti del Cairo. Si definisce cinico e superficiale, questo ragazzo che parla in un curioso ‘arabizy’, neologismo nato dall’unione dei due termini ‘arabi’ e ‘inglizy’, coniato per tutti quei giovani arabofoni che, avendo studiato nelle università americane sparse qua e là per il Medio Oriente, parlano mischiando i dialetti arabi allo slang americano. Una generazione contro. Come molti suoi cotanei osserva con interesse misto a preoccupazione il panorama politico e sociale del paese, dove le riforme democratiche, sbandierate dal presidente Mubarak nel corso dell’ultima campagna elettorale, sembrano, ancora una volta, lontane, mentre la crisi economica stritola le fasce più deboli della società e la frustrazione della gente costituisce il brodo di coltura per il rafforzamento dei movimenti islamici. In questo clima, sono in molti ad aver colto l’occasione di potersi esprimere apertamente e pubblicamente, su internet, attraverso i blog, sorta di diari on line su cui, confortati dall’anonimato del web, si possono trattare argomenti altrimenti considerati tabù in questa parte di mondo. Un fenomeno che, negli ultimi tre anni, ha assunto le dimensioni di una vera e propria rivoluzione dell’informazione in Egitto, al punto da preoccupare il potere centrale, che ad intervalli regolari ordina il fermo di questo o quel blogger. Pochi giorni fa un altro blogger, Abdel Kareem Suliman Amer, è stato arrestato ed è tutt’ora in stato di detenzione, per "vilipendio al presidente e incitamento all’odio dell’Islam". Sul suo ‘diario virtuale’, Kareem aveva criticato i metodi di insegnamento e i professori dell’Università di Al Azhar, principale istituto teologico sunnita con sede al Cairo. Abdel Kareem è solo l’ultimo di una decina di blogger arrestati negli ultimi due anni in Egitto, ma a differenza degli altri, accusati di aver partecipato a manifestazioni, vietate secondo la legge d’emergenza in vigore da oltre 25 anni, è il primo a essere incarcerato per ciò che aveva scritto sul suo blog. (…) (Alessia de Luca Tupputi, PeaceReporter,
03/12/06)
Mubarak tenta riforme - no del partito e del figlio Gamal (AGI, 30/11/06)
E' lite nel partito e in famiglia per Hosni Mubarak, impegnato a far accettare la riforma della costituzione che limita a due, al massimo tre, i mandati presidenziali. Il presidente egiziano, riferisce il quotidiano del partito 'al Wafd', ha trovato una forte opposizione interna al progetto di revisione dell'articolo 77 della Costituzione che oggi non pone limiti al numero di mandati presidenziali. Tra i conservatori piu' agguerriti vi sarebbe anche il figlio del presidente, Gamal, da molti considerato il naturale successore di Hosni. Mubarak jr. non pare disposto a ridurre un suo eventuale mandato prima ancora dell'ascesa alla carica, diversamente dal padre che, con il varo della riforma, tenta di lasciare tra i propri concittadini il ricordo di un presidente saggio e giusto(AGI, 30/11/06)
Tribunale condanna 10 persone per gli attentai nel Sinai (Yusri Mohamed, Reuters, 30/11/06)
Un tribunale egiziano ha condannato oggi 10 uomini a pene che vanno dai cinque anni all'ergastolo per aver partecipato ad una serie di attentati dinamitardi che hanno ucciso oltre 100 persone, fra cui otto italiani, in diverse località turistiche sulla costa del Sinai. Il tribunale della cittadina di Ismailia, che si affaccia sul Canale di Suez, ha anche confermato la condanna a morte di tre uomini responsabili di aver organizzato tre attentati avvenuti fra l'ottobre 2004 e l'aprile 2006. La conferma era considerata una formalità, dopo che il mufti d'Egitto, interprete ufficiale della legge islamica nominato dal governo, aveva approvato le condanne a morte.(…) Tutti gli accusati si erano dichiarati innocenti. Dopo la lettura del verdetto da parte del giudice, hanno gridato slogan contro gli Stati Uniti e Israele, accusati di essere i veri responsabili degli attentati. I magistrati inquirenti sostengono che gli attentatori fanno parte di un gruppo originario del Sinai chiamato "Un Dio e Jihad". Nessuno degli imputati ha rivelato informazioni sul questo gruppo durante il processo. Molti hanno dichiarato di avere confessato le proprie colpe sotto tortura fisica e mentale. Gli accusati provengono dalla zona intorno a El Arish e a Sheikh Zuwaid, due località nel nord del Sinai particolarmente povere e isolate, in cui vivono molte persone che hanno legami con i vicini palestinesi della Striscia di Gaza. (…)(Yusri Mohamed, Reuters, 30/11/06)
588 mln di dollari dalla Banca di Sviluppo Africana (Il Denaro, 29/11/06)
La Banca di sviluppo africana ha stanziato 588 milioni di dollari (449,4 milioni di euro) per la riforma del settore finanziario e per progetti minori in Egitto. Il ministro della Cooperazione internazionale egiziana Fayza Aboulnaga ha detto che 500 milioni di dollari (382,2 milioni di euro) andranno alla riforma del settore finanziario. Mentre 87,15 milioni di dollari (66,6 milioni di euro) e il dono di 875 mila dollari (669 mila euro) saranno stanziati per finanziare progetti minori relativi a nuove opportunità di lavoro per i giovani.(Il Denaro, 29/11/06)
Il web svela la tortura, polizia sotto accusa (La Repubblica, 29/11/06)
Internet svela l'uso della tortura da parte della polizia egiziana. Cinque video in cui si vedono agenti impegnati nelle sevizie di cittadini sono arrivati su diversi blog. Il piu' atroce, riferiscono due quotidiani indipendenti 'al Fajr' e 'al Masr el Youm', riprende un uomo in una stazione di polizia mentre viene sodomizzato con un bastone. Attorno a lui vi sono altri uomini di cui si vedono solo le divise e le scarpe. E si sentono le voci: l'uomo chiede pieta', i suoi aguzzini minacciano di mostrare il video ai suoi colleghi. In un altro video appare una ragazza che viene pestata in una stazione di polizia sui cui muri campeggia il ritratto del presidente Hosni Mubarak. Nella societa' egiziana essere picchiati o addirittura violentati costituisce una vergogna pesante. In molti, spesso, non solo si rifiutano di denunciare ma addirittura negano di aver subito violenze. Probabilmente e' per questo che i poliziotti hanno filmato gli abusi. Stavolta, pero', video sono finiti nelle mani sbagliate. Un poliziotto, l'unico riconoscibile in uno di essi, e' sotto accusa ma il suo nome resta segreto. Nonostante le ripetute denunce di giornalisti e intellettuali, il governo egiziano per il momento non commenta. (La Repubblica, 29/11/06)
A ottobre l’inflazione passa da 9,6 a 11,8 per cento (Il Denaro,
24/11/06)
Il tasso d'inflazione in Egitto è passato dal 9,6 all'11,8 per cento nel mese di ottobre. La notizia è stata data dal quotidiano Al Masri El Yom, che ha specificato che il tasso è aumentato nonostante il governo si fosse prefissato l'obiettivo di contenere l'inflazione e di mantenere stabili i prezzi. In un'intervista al quotidiano l'ex ministro dell'economia Abu Ali ha affermato che l'aumento dell'inflazione non è in sé preoccupante ed ha citato l'esempio di alcuni paesi dell'America Latina che sono riusciti a superare gli effetti negativi di un'inflazione che si aggirava anche attorno al 100 per cento.
(Il Denaro,
24/11/06)
Commercio: al via intese con la Turchia (Il Denaro, 23/11/06)
Il ministro del commercio e dell’industria egiziano Rachid Mohammed Rachid ieri è arrivato ad Istanbul per una visita di due giorni che ha lo scopo di promuovere le relazioni bilaterali con la Turchia. La visita è una sorta di anticipazione della futura ratifica da parte del parlamento turco di un accordo di libero scambio turco-egiziano che è stato firmato nel Dicembre del 2005. Rachid ha anche incontrato il primo ministro turco Ahmed Nazif. Magdi Sobhy, economista presso il centro di studi politici e strategici dell’Università di Al-Ahram detto che entrambe i paesi trarranno grossi benefici da questa ratifica. Egitto potrà usufruire dell’esperienza turca nell’industria tessile. (Il Denaro,23/11/06)
Ministro si chiude in casa per le polemiche sul velo (Peacereporter, 22/11/06)
Farouk Hosni, ministro egiziano della Cultura, ha dichiarato oggi che resterà chiuso in casa fino a quando non riceverà le scuse dei deputati dell'Assemblea nazionale, compresi quelli del suo partito, che lo hanno criticato per le sue dichiarazioni riguardo al velo islamico. Hosni, durante un'intervista, aveva definito quella del velo "una tradizione retrograda", suscitando le polemiche di tutti i parlamentari che avevano preso le distanze dalle sue dichiarazioni. Hosni ha smentito di aver criticato il velo islamico, dicendo che rispetta le donne che lo portano e che il suo dicastero è pieno di dipendenti velate.
(Peacereporter, 22/11/06)
Mubarak: «Resterò fino alla morte» (Corriere canadese, 20/11/06)
A 78 anni, il presidente egiziano Hosni Mubarak ha annunciato ieri che resterà alla guida del suo Paese fino al suo ultimo respiro e i deputati, per la gran parte del suo partito, hanno applaudito, con un'esultanza che gli osservatori politici al Cairo ve-dono come sincera espressione di sollievo. «Continuerò con voi verso l'avvenire assumendomi le mie responsabilità fino a che il cuore mi batterò in seno e fino all'ultimo respiro", ha detto Mubarak, in un discorso a camere riunite, trasmesso in diretta dalla televisione di Stato. Un'ovazione si è levata dai circa 700 deputati, qualcuno ha chiesto il "bis", e Mubarak, sorridendo, ha risposto che stava facendo un discorso, non un'esibizione canora. «È chiarissimo dalle parole di Mubarak che il presidente non ha nessuna intenzione di andarsene, quindi cade l'ipotesi di un ritiro e del passaggio di potere al figlio Gamal», dice Mohamed Sayed al Said, vice direttore del Centro di studi strategici al Ahram del Cairo. Secondo l'analista politico, la reazione del parlamento è stata dettata dal sollievo di sapere che almeno per il momento la questione dell'ereditarietà del potere è superata. Molte speculazioni si sono fatte negli ultimi mesi sulla successione di Gamal, 42 anni, alla presidenza dell'Egitto. La "Repubblica ereditaria" su modello siriano è stata contestata dall'opposizione laica e dei Fratelli musulmani. Ma anche diversi politici all'interno del Partito nazional democratico hanno espresso più o meno esplicitamente i propri dubbi sull'opportunità di una simile scelta. Gamal, che nasce come uomo d'affari e ricopre già un importante incarico nel Pnd, non piace ai vecchi del Partito, né ai militari. In discussione non è tanto il fatto che sia "figlio di papà", quanto il suo essere così filoamericano. In un ecente viaggio a Washington, il presunto delfino sembrava essere andato a cercare la benedizione della Casa Bianca, mossa che gli ha procurato nuove ostilità in patria, dove gli americani sono sempre meno popolari per una politica nella regione considerata ostile agli arabi. (Corriere anadese, 20/11/06)
Moubarak annuncia riforme elettorali (Peacereporter, 19/11/06)
Oggi al parlamento egiziano, il presidente Hosni Moubarak annuncerà oggi alcuni cambiamenti costituzionali. Lo scopo delle riforme, ha anticipato il presidente, è quello di facilitare la partecipazione di candidati alternativi per le elezioni presidenziali. Ci si aspettano cambiamenti anche per i poteri del parlamento e del Primo ministro, che verranno rinforzati. Una riforma elettorale era stata fatta anche per le elezioni presidenziali dell'anno scorso, ma le condizioni richieste avevano reso ugualmente proibitiva la competizione elettorale contro Moubarak e lo strapotere del suo partito, il National Democratic Rally. Secondo le opposizioni, le riforme che verranno annunciate oggi serviranno solo a facilitare il passaggio di potere tra Moubarak e suo figlio Gamal. Gli emendamenti costituzionali infatti non faciliteranno l'accesso a gruppi come i Fratelli Musulmani, che sono illegali pur essendo una delle principali forze nel paese. (Peacereporter,
19/11/06)
Mubarak,non abbiamo bisogno permesso per nucleare (La Repubblica,19/11/06)
L'Egitto non ha bisogno di chiedere a nessuno il permesso per sviluppare un programma nucleare civile. E' quanto ha sostenuto il presidente Hosni Mubarak nel discorso di apertura del parlamento egiziano: "Abbiamo bisogno di energia per soddisfare le necessita' di energia delle generazioni future. Cio' include il ricorso all'energia nucleare per scopi pacifici e per ottenerla non abbiamo bisogno del permesso di nessuno", ha detto il 78enne leader egiziano tra gli applausi dei parlamentari presenti. Il Cairo aveva avviato un programma nucleare durante gli anni '70 ma lo abbandono' nel 1986 dopo il disastro di Chernobyl. Le ambizioni nucleari egiziane sono state al centro dei colloqui che Mubarak ha avuto nel corso della sua visita a Pechino a Mosca. Un eventuale accordo con le due potenze atomiche non potrebbe non irritare gli Stati Uniti, il principale alleato del Cairo, che nei mesi scorsi avevano firmato un accordo di cooperazione nucleare con l'India. (La Repubblica, 19/11/06)
Impedito a due dirigenti dei Fratelli musulmani di recarsi in Giordania (Arab Monitor, 16/11/06)
Come riferito dal sito dei Fratelli musulmani Ikhwanweb, le autorità egiziane hanno impedito ieri che due dirigenti dei Fratelli musulmani egiziani salissero sull'aereo diretto dal Cairo ad Amman per partecipare alla manifestazione nella capitale giordana, organizzata dalla filiale locale della Confraternita, per il centenario della nascita del fondatore dei Fratelli musulmani Hassan al Banna. (Arab
Monitor, 16/11/06)
Blog e sms contro le molestie (Aprileonline, 15/11/06)
Uno dei problemi dello stato nordafricano, più volte registrato da osservatori indipendenti e associazioni in difesa dei diritti umani, è la condizione delle donne. Molte di loro con costrette, da piccole, all'amputazione degli organi genitali. Sono maltrattate dai mass media, la giustizia le ignora: ottenere una condanna per molestie sessuali è un'impresa titanica. Lo scorso anno molte di loro hanno manifestato contro il referendum costituzionale, quello che ha eliminato la candidatura unica (del presidente Mubarak, manco a dirlo) e introdotto un sistema più aperto, ma solo in apparenza: ora per potersi candidare come indipendenti occorre avere l'appoggio di 65 parlamentari su 444 in un'assemblea per il novanta per cento in mano a Mubarak. Ci sono state violenze e molestie ma i media tradizionali le hanno messe da parte, avvalorando l'idea che la colpa fosse delle vittime, di certi atteggiamenti o di un supposto abbigliamento sconveniente. Il ministro dell'Interno ha fatto orecchie da mercante. Delle tante denunce (alcune di giornaliste che seguivano le manifestazioni) nemmeno una ha portato a condanne. La storia si è ripetuta in occasione della festa di fine Ramadan, l'Eid al Fitr. Ma stavolta la società civile si sta muovendo. Gli attivisti e le associazioni civili hanno sfruttato Internet e i blog per denunciare i fatti, bypassando il filtro dei media ingessati e legati al decennale potere di Mubarak (alleato americano nella lotta al terrorismo). Attraverso email e sms hanno organizzato una manifestazione di protesta. "Contribuisci a rendere le strade dell'Egitto più sicure per tutti: partecipa alla manifestazione di protesta che si svolgerà oggi al Cairo, davanti al Metro Movie Theatre" è in messaggio che leggono a centinaia, al Cairo. L'utilizzo di mezzi alternativi è indispensabile: in Egitto le leggi d'emergenza (in vigore ininterrotto da 25 anni) proibiscono assembramenti nei luoghi pubblici. Qualsiasi tentativo di organizzazione verrebbe stroncato. Naturalmente la polizia, nonostante le precauzioni telematiche, alla fine riesce sempre a venirlo a sapere. E accorre in forze sui luoghi delle manifestazioni. Ma il messaggio, almeno, riesce ad arrivare. Ed è questo, del movimento civile 'Donne egiziane per il cambiamento': "Con la manifestazione di oggi intendiamo ribadire il nostro diritto a esserci e a partecipare alla vita pubblica e che nessuno ci isolerà nel nostro paese". (Aprileonline,
15/11/06)
Il Cairo scende in piazza contro le violenze sulle donne (Aki, 09/11/06)
In un clima teso, con un imponente dispiegamento di forze dell'ordine, si è svolta oggi al Cairo una manifestazione contro le molestie ai danni delle donne. Davanti al sindacato dei giornalisti si sono riuniti gruppi della società civile, attivisti delle organizzazioni umanitarie e studentesche per protestare contro il silenzio degli organi di stampa ufficiali e del governo sui recenti casi di violenze contro le donne. A suscitare l'indignazione dell'opinione pubblica egiziana sono stati gli avvenimenti occorsi al Cairo nei giorni dell'Eid al Fitr, festa che segna la fine di Ramadan, quando ragazze al passeggio nel centro della capitale sono state aggredite e molestate da gruppi di giovani, sotto gli occhi della polizia, che non ha impedito gli assalti. "Siamo qui oggi per manifestare un disagio nei confronti del regime e il nostro sostegno alle donne" ha dichiarato ad AKI ADN-KRONOS INTERNATIONAL, Alaa Abdel Fattah, noto blogger egiziano e vincitore di un premio internazionale per la libertà di stampa, incarcerato dalla Sicurezza dello Stato (Ssi) egiziana diversi mesi fa. "Le forze dell'ordine egiziane si occupano solo della sicurezza del Presidente mentre il paese va allo sfascio - ha aggiunto Mona Ezzat, attivista per i diritti umani - ed è proprio la polizia che ha introdotto nel nostro paese questo tipo di pratiche violente contro le donne, aggredendole alle manifestazioni". - "Quando ho saputo cos'era accaduto durante l'Eid, il pensiero è tornato subito alle aggressioni subite l'inverno scorso, quando i manifestanti sono scesi in piazza per protestare contro il referendum sulla riforma costituzionale - racconta una giornalista - prima di allora nessuno si era mai permesso di picchiare le donne". Giovani ragazze, velate e non, donne e uomini, hanno urlato gli slogan sulla faccia dei poliziotti che circondavano la manifestazione, scandendo con cura le parole "Mubarak Batel", un'espressione intraducibile, ma che significa che al presidente non viene più accordata nessuna legittimità. (Aki,
09/11/06)
Raggiunto accordo sul nucleare civile con la Cina (Peacereporter, 08/11/06)
Martedì scorso il presidente cinese Hu Jintao avrebbe firmato con il suo collega egiziano Hosni Mubarak un accordo riguardante l'uso pacifico dell'energia nucleare. Il settembre scorso, infatti, l'Egitto ha dichiarato di voler riprendere il proprio programma nucleare civile, congelato più di vent'anni fa in seguito all'incidente di Chernobyl. La settimana scorsa, Mubarak aveva ricevuto l'appoggio di Mosca sulla questione, prima di recarsi a Pechino. (Peacereporter,
08/11/06)
800 della Jihad fanno sciopero fame in carcere (Ticinonline, 07/11/06)
Ottocento detenuti membri del gruppo integralista Al Jihad hanno organizzato dall'altro ieri uno sciopero della fame nel carcere di Abou Zabel, per protestare contro il maltrattamento di prigionieri, pratica che sembra essere in aumento dopo che due settimane fa 3 accusati degli attentati di Taba avevano cercato di evadere. Lo riferiscono fonti della sicurezza. Gli 800 detenuti dello Jihad hanno comunicato all'amministrazione del carcere il loro malcontento, ma essendo questa rimasta indifferente, i reclusi hanno dato inizio a uno sciopero della fame. I detenuti protestano anche per non essere stati rilasciati nonostante molti di loro siano arrivati a scadenza pena. (Ticinonline,
07/11/06)
Condannato nipote ex presidente Sadat (Corriere della Sera, 31/10/06)
Una Corte marziale del Cairo ha condannato a un anno di carcere Talaat Sadat, 52enne nipote dell'ex presidente egiziano Anwar Sadat. Talaat e' accusato di aver diffamato le forze armate per aver affermato a ottobre in tv che l'assassinio dello zio, avvenuto nel 1981, era stato organizzato da alcuni generali
dell'esercito.(Corriere della Sera,
31/10/06)
Mubarak annuncia emendamenti alla costituzione (Adnkronosinternational, 30/10/06)
Il presidente egiziano Hosni Mubarak ha accettato di modificare gli articoli della Costituzione egiziana relativi all’elezione del Presidente della Repubblica. Lo ha annunciato poco fa l'emittente satellitare araba Al Jazeera, secondo cui Mubarak avrebbe anche chiesto ai presidenti delle due camere del Parlamento egiziano di riunirsi per predisporre le procedure necessarie. Mubarak, che ha avuto oggi un incontro con i vertici del governo egiziano, avrebbe discusso in questa occasione proprio il tema degli emendamenti costituzionali, un argomento che sta particolarmente e cuore ai cittadini e ai partiti di opposizione egiziani. Poco più di un anno fa, la riforma costituzionale, e l’emendamento all'articolo 76 che ne regola la procedura, sono stati al centro di un animato dibattito in Egitto. Prima che l'articolo in questione fosse modificato su proposta dello stesso Rais egiziano, il presidente veniva scelto dai deputati e confermato da un referendum popolare. Nel maggio del 2005, Mubarak ha incaricato il Parlamento di emendare la Costituzione per consentire l'elezione diretta del capo dello Stato, e riconoscere a tutti i cittadini il diritto di candidarsi. Un’iniziativa di portata storica - secondo il presidente - per aprire una nuova era di riforme politiche nel paese, come chiesto a più riprese dalla comunità internazionale. Il solo risultato a cui ha portato questa "miniriforma", come in molti l'hanno soprannominata, è stato invece quello di compattare contro di essa la nebulosa di partiti che compongono l'opposizione egiziana. Di fatto, le griglie poste nella nuova legge non avrebbero comunque permesso a nuovi candidati di competere ad armi pari con il partito di maggioranza. Secondo la legge attuale, i candidati indipendenti devono procurarsi il sostegno di almeno 300 membri di assemblee nazionali e locali, di cui 65 deputati, 25 senatori e 140 consiglieri locali, scelti in 14 assemblee provinciali su 24. Un’impresa difficile in un Paese dove le assemblee nazionali e locali sono dominate al 75 per cento dal Partito nazionale democratico (Pnd) di Mubarak. Per contro, i partiti politici legali non saranno sottoposti ad alcuna restrizione. Possono presentare la candidatura di tutti i membri della loro direzione nazionale alla presidenza. Ma nel 2011, alle prossime elezioni presidenziali, devono avere almeno il 5 per cento di deputati per presentare un candidato alla presidenza. La notizia della possibile modifica dell'articolo 76 è giudicata con favore ma anche apprensione da parte dell'opposizione, che ne ha chiesto a gran voce l'emendamento, ma teme una deriva autoritaria di un regime in cerca di un futuro.
(Adnkronosinternational,
30/10/06)
Cresce il settore delle telecomunicazioni e informatica. (Portalino, 27/10/06)
Technology Riporta la stampa locale che il mercato delle telecomunicazioni e dell'informatica e' in continua espansione negli ultimi anni. Le Autorita' egiziane stimano la crescita annua nel settore delle telecomunicazioni al 20%. Un rapporto recentemente pubblicato indica che a fine marzo 2006 circa 7 milioni di egiziani hanno fatto uso di 2.5 milioni di computer, con una crescita della domanda stimata a 500 mila nuovi computer ogni anno. Il Governo ha realizzato significativi progressi nel 2005 nel fornire servizi ai cittadini tramite internet con il cosi' detto "e-government services". Malgrado detta crescita, solo il 5% della popolazione possiede un computer ( il 40% è concentrato nelle citta' del Cairo e di Alessandria d'Egitto). Percio' il Governo ha deciso di sovvenzionare i centri per l'uso di internet in tutte le citta' del territorio egiziano. Gli utenti di internet sono aumentati da 1.6 milioni nel 2002 a piu' di 5 milioni nell'agosto 2006. Tra i fattori che hanno contribuito a tale crescita, l'abbassamento del costo per i collegamenti ad internet, che nel maggio 2004 e' stato dimezzato a 24 dollari USA mensili. Inoltre, la crescita dei servizi di telefonia mobile indica le potenzialita' che offre il mercato delle telecomunicazioni in Egitto. Gli utenti di telefoni cellulari sono aumentati da 7.6 milioni nel novembre 2004 a 13.5 milioni nel novembre 2005, sorpassando i 10.3 milioni di utenti delle linee telefoniche fisse. (Portalino,
27/10/06)
Numero verde contro l'emigrazione clandestini in Europa (Aduc,
26/10/06)
E' stato attivato in Egitto un numero verde per dissuadere i giovani dall'emigrazione illegalmente in Europa e in particolare in Italia. La proposta è stata avanzata da Ashraf Rasheed, ambasciatore del Cairo a Roma, che nel corso della presentazione dell'attività, ha messo in guardia i giovani "dal tentare di raggiungere le coste dell'Italia passando per il Mediterraneo con mezzi illegali e pericolosi" e ha sottolineato la necessità di diffondere tra i giovani interessati a lavorare all'estero notizie accurate sui pericoli in cui potrebbero incorrere". Il progetto rientra nel programma Idom (Information Dissemination On Migration), concernente una campagna d'informazione sulla prevenzione dell'immigrazione irregolare, finanziato dal governo italiano. L'attivazione del numero verde, inoltre, fa parte di una più ampia attività svolta dell'Italia nel settore migratorio in collaborazione con il governo egiziano, che ha come elementi fondanti l'Accordo di riammissione e quello del lavoro. Il primo prevede il rimpatrio in Egitto degli immigrati irregolari in Italia, il secondo prevede, oltre a speciali quote per l'Egitto di emigranti con contratto di lavoro continuativo e stagionale, anche pari diritti per i lavoratori egiziani e corsi di qualificazione professionale. I responsabili del progetto hanno spiegato al quotidiano 'Al Ahram' che il numero "non intende impedire ai giovani di cercare lavoro in altri paesi, ma solo scoraggiarli a emigrare illegalmente, fornendo loro notizie e suggerimenti sull'argomento". (Aduc,
26/10/06)
Allarme inquinamento al Cairo (Il Denaro,
17/10/06)
Allarme per i 16-17 milioni di abitanti della capitale d'Egitto, dove anche in tempi normali il tasso d'inquinamento è 106 volte superiore ai limiti massimi fissati dall'Organizzazione mondiale per la sanità. Con l'arrivo della stagione autunnale, la qualità dell'aria già irrespirabile per l'emissione di gas saturi peggiora ulteriormente per il fumo della combustione di rifiuti e stoppie, tanto che il governo sconsiglia di uscire nelle ore più calde. "Se proprio dovete uscire di casa - ha detto il ministro della Sanità Awad Tagedin al quotidiano egiziano Al Masri el Yom
- mettete un fazzoletto imbevuto d'acqua su naso e bocca per evitare di respirare i fumi nocivi". Non ci sono statistiche, né un monitoraggio sull'inquinamento del Cairo. Ma secondo fonti indipendenti, la qualità dell'aria ha raggiunto pericolosi livelli di piombo, biossido di zolfo, e particelle sospese, dovuti alla circolazione di vecchie auto, a industrie nella zona urbana e alla pula, le foglie e la spazzatura bruciate. (Il
Denaro, 17/10/06)
Allarme inquinamento al Cairo (Ansa,
15/10/06)
Allarme per i 16-17 milioni di abitanti della capitale d'Egitto, dove anche in tempi normali il tasso d'inquinamento e' 106 volte superiore ai limiti massimi fissati dall'Organizzazione mondiale per la sanita'. Con l'arrivo della stagione autunnale, la qualita' dell'aria gia' irrespirabile per l'emissione di gas saturi peggiora ulteriormente per il fumo della combustione di rifiuti e stoppie, tanto che il governo sconsiglia di uscire nelle ore piu' calde. ''Se proprio dovete uscire di casa - ha detto il ministro della Sanita' Awad Tagedin al quotidiano egiziano Al Masri el Yom - mettete un fazzoletto imbevuto d'acqua su naso e bocca per evitare di respirare i fumi nocivi''. Non ci sono statistiche, ne' un monitoraggio sull'inquinamento del Cairo. Ma secondo fonti indipendenti, la qualita' dell'aria ha raggiunto pericolosi livelli di piombo, biossido di zolfo, e particelle sospese, dovuti alla circolazione di vecchie auto, a industrie nella zona urbana e alla pula, le foglie e la spazzatura bruciate. (Ansa,
15/10/06)
Al via Olimpiadi di Corano. Libro sacro a memoria: in palio 2 mln (Tgcom, 12/10/06)
Per una settimana 80 islamici provenienti da 65 Paesi si sfideranno al più importante concorso di declamazione del Corano del mondo arabo. Quella che viene definita come l'Olimpiade del Corano mette in palio un montepremi di due milioni di euro. A giudicare gli "atleti" sarà un gruppo di severi imam. I partecipanti hanno fra i 12 e i 25 anni, sono tutti di origine araba, anche se magari vivendo all'estero da molti anni hanno cittadinanza in Paesi occidentali. La stampa egiziana ha reso pubblico il montepremi ma gli organizzatori del ministero per gli Affari religiosi si rifiutano di confermarlo: 15 milioni di lire egiziane, equivalente di due milioni di euro, un patrimonio in un Paese come l'Egitto dove un quinto della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno. Ma i per chi vive secondo i dettami di Maometto non sono certamente i soldi la cosa importante. A porte chiuse, seduti davanti ad una commissione di sapienti, bambini e giovani si sfidano in cinque "specialità", dalla declamazione a memoria dell'intero Corano, alla spiegazione del contenuto. La competizione, racconta chi ha partecipato, è molto dura. Alcuni dei concorrenti hanno cominciato a studiare a due o tre anni - nelle kutab nei villaggi egiziani o nelle madrasse in Pakistan - dove prima ancora di imparare a leggere si apprendono a memoria i versetti. I giudici cominciano da un qualsiasi punto del testo sacro e il concorrente deve proseguire. Non sono ammessi errori in una declamazione che deve tener conto di accenti e toni, con una melodia prestabilita - tajweed - nella quale alcune parole sfuggono leggere e altre sono enfatizzate. I migliori lettori di Corano sono famosi in tutto il mondo musulmano e le loro registrazioni vanno a ruba: accompagnano il viaggio in taxi o minibus, o risuonano nelle case e negli uffici. Il concorso del Cairo, alla 14/a edizione, non è il solo. In questi stessi giorni - le competizioni devono essere fatte durante il mese del digiuno del Ramadan e terminare nella notte di al Kadr - a Dubai se ne svolge un altro a cui partecipano 80 ragazzi sotto i 21 anni. E' sponsorizzato dallo sheikh Mohamed bin Rashid al Maktoum, che ha donato per i premi 700 mila dollari. E' arrivato alla decima edizione. Nell'emirato, a differenza dell'Egitto, il concorso è molto pubblicizzato con cartelloni per le strade e dalle televisioni che invitano a seguire l'evento. (Tgcom,
12/10/06)
Religiosi indignati dal nuovo video danese (Il Denaro,10/10/06)
La Danimarca è di nuovo al centro di polemiche con il mondo musulmano. La nuova pietra dello scandalo è un video di provenienza danese, considerato oltraggioso nei confronti del profeta Maometto. In un comunicato ufficiale, i vertici della Fratellanza musulmana in Egitto, intenzionati a scatenare una nuova guerra ai prodotti danesi, chiedono immediati provvedimenti nei confronti dei Paesi responsabili di simili atti e chiamano a raccolta tutte le autorità islamiche nel mondo. Nel filmato, girato nel campo estivo di un’organizzazione affiliata al Partito popolare danese, parte della coalizione di governo, una ragazza, visibilmente ubriaca, mostra il disegno di un cammello e dice che “ha la testa di Mohammed”. Il video, nella sua completezza, è stato mostrato durante un incontro pubblico dell’organizzazione, venerdì scorso. Il 2 ottobre, invece, segnalano sempre i Fratelli musulmani, la televisione norvegese ha mandato in onda un documentario, seguito da dibattito, in cui si vedevano alcune caricature sul mondo islamico. La trasmissione aveva per oggetto la libertà di espressione. Secondo il movimento islamico integralista egiziano, i due episodi sono da considerare parte di “una campagna per svilire l’immagine dell’Islam e frenare la gente dall’abbracciarne la fede, traendo vantaggio dalle reazioni dei musulmani a tali insulti”. Il caso rischia di causare nuovi danni all'economia danese, già duramente colpita dal boicottaggio di prodotti alimentari danesi in diversi paesi musulmani, lo scorso inverno. In particolare, a soffrire sono state le multinazionali Arla Foods (formaggio e derivati del latte), Danisco, (ingredienti per alimenti), Novo Nordisk (farmaceutica), Danish Crown (esportazione di carne). Allora, la causa scatenante era stata la pubblicazione, da parte del quotidiano Jyllands-Posten,
di 12 vignette sul profeta Maometto. (Il
Denaro, 10/10/06)
Rice, "Il futuro e' una Palestina democratica" (Corriere
della sera 04/10/06)
Un governo palestinese moderato e' la strada per rilanciare il processo di pace in Medio Oriente. A ribadirlo ieri dal Cairo, il Segretario americano di Stato, signora Condoleezza Rice, in missione per incontrare gli esponenti del mondo arabo moderato e i ministri del Consiglio per la cooperazione nel Golfo: Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Bahrain, Emirati, Oman, Qatar e Kuwait. "Gli Stati Uniti - ha detto la Rice - vedono un futuro del Medio Oriente in cui una Palestina democratica vive in pace con il suo vicino Israele".(Corriere
della sera 04/10/06)
Distrutto tunnel contrabbando armi (La Repubblica, 26/09/06)
Le forze di sicurezza egiziane hanno distrutto un tunnel sotterraneo alla frontiera con la Striscia di Gaza, utilizzato per il contrabbando di armi a favore dei gruppi radicali palestinesi. Lo hanno annunciato fonti governative del Cairo, secondo cui la galleria aveva un diametro di circa 3 metri e si trovava a una profondità di 8: l’imboccatura era stata scavata dentro a un edificio abbandonato, sul versante egiziano della città di confine di Rafah, all’estremità meridionale della Striscia; le stesse fonti hanno precisato che all’interno non c’era nessuno né vi è stato confiscato materiale bellico, neppure esplosivi o munizioni. Israele ha sollecitato ripetutamente l’Egitto a eliminare i cunicoli impiegati dagli estremisti palestinesi per le forniture illegali destinate a Gaza.
(La Repubblica,
26/09/06)
Trattative segrete per aprire Al-Azhar a Ratzinger (il Giornale, 26/09/06)
Papa Benedetto XVI avrebbe intenzione di tenere una lezione all'università islamica egiziana di al-Azhar per compiere un ulteriore passo in avanti nel cammino del dialogo con i musulmani. È quanto ha rivelato ieri il giornale saudita al-Watan. Secondo il quotidiano di Riad, nei giorni scorsi i funzionari del ministero per gli Affari religiosi egiziano avrebbero ricevuto nei propri uffici - con grande sorpresa - alcuni delegati del Vaticano guidati dal cardinale Michael Fitzgerald, nunzio apostolico in Egitto. I rappresentanti della Santa Sede avrebbero chiesto la mediazione del ministro egiziano, Mahmaud Hamasi Zaqzuq. L'obiettivo è quello di convincere lo sceicco di al-Azhar, Muhammad Sayd Tantawi, ad accettare una visita del Pontefice nell'università islamica del Cairo in modo da permettergli di tenere una lezione pubblica. Fonti della nunziatura apostolica del Cairo hanno smentito che vi siano state trattative con questo scopo. Non è infatti previsto alcun viaggio in Egitto del Papa. Il quotidiano saudita, dal canto suo, sostiene che l'iniziativa farebbe parte dell'offensiva diplomatica di Papa Ratzinger per chiudere la crisi con il mondo musulmano dopo le polemiche scoppiate per la lezione sull'Islam tenuta durante la sua visita in Germania. Il ministro egiziano avrebbe accolto positivamente l'idea avanzata dalla delegazione vaticana, giudicando favorevolmente il momento scelto da Benedetto XVI per un'eventuale visita al Cairo. Tuttavia Zaqzuq avrebbe anche espresso dubbi sulla possibilità di convincere Tantawi e il consiglio dei ricercatori di al-Azhar - che hanno rilasciato dichiarazioni molto dure nei confronti del Pontefice - ad accettare una simile iniziativa. (…)
(il Giornale,
26/09/06)
Progetto di restauro per la Sfinge di Giza (TTG, 26/09/06)
La Grande Sfinge di Giza sarà restaurata per riparare i danni causati dai venti del deserto e dall'erosione. Le opere dureranno circa 10 anni e saranno condotte dall' Egyptian High Council for Antiquities. "Il restauro di questa icona dell'Egitto è di capitale importanza non soltanto per preservare la storia del nostro Paese - ha detto Ahmed El Khadem, direttore dell'Ente del turismo egiziano -, ma anche per offrire ai visitatori l'immagine più realistica possibile dei tesori che fanno parte del nostro patrimonio culturale". La Sfinge rimarrà accessibile nel corso del restauro, il cui inizio è previsto nei prossimi mesi
(TTG,
26/09/06)
Al Zahar vuole le scuse (Ansa,
25/09/06)
L'ottimismo delle reazioni in Italia all'incontro oggi a Castel Gandolfo tra il Papa e gli inviati di 22 Paesi musulmani non è condiviso in Egitto, dove la massima autorità del mondo sunnita al Azhar e i Fratelli musulmani insistono con chiedere delle "scuse chiare" sulle dichiarazioni considerate offensive per l'islam, fatte due settimane fa in una lectio magistralis di Benedetto XVI in Germania. "Tutto quello che ha detto non sono le scuse chiare che al Azhar ha chiesto - ha detto all'Ansa il portavoce dell'Istituzione Osama Hassan - E' solo un modo di aggirare le dichiarazioni (precedenti) per placare la rabbia". Il dialogo, a cui ha nuovamente fatto appello il Papa nell'incontro a Castel Gandolfo trasmesso in diretta dalla televisione al Jazira, "potrà avere luogo solo dopo le scuse ai musulmani", ha aggiunto il portavoce. Mohamed Habib, il numero due dei Fratelli musulmani, la confraternita che è forte in tutta la regione, ha affermato all'Ansa che il "Papa deve avere il coraggio e l'audacia di riconoscere il suo errore sull'islam e su Maometto". Benedetto XVI deve "fare delle scuse chiare o cancellare dal suo discorso (a Ratisbona) i riferimenti offensivi... non deve aggirare la questione". (…)(Ansa,
25/09/06)
Programma sbloccato dopo 20 anni (Swissinfo,
Dopo vent'anni, l'Egitto ha "scongelato" il suo programma nucleare, apparentemente con la benedizione degli Stati Uniti. Il governo ha approvato la costruzione di almeno una centrale nucleare entro il 2020. Il portavoce Magdi Radi ha annunciato che lo studio sullo sviluppo del settore inizierà immediatamente, "alla luce dei crescenti bisogni dell'Egitto". Le alternative al petrolio, ha detto, "sono limitate, mentre l'opzione nucleare si è diffusa in tutto il mondo perché è sempre più sicura". L'Egitto esporta petrolio, ma le riserve sono limitate, possiede invece notevoli quantità di gas. La decisione, anticipata ieri dalla stampa indipendente, è stata presa dal Consiglio nazionale superiore per l'energia (CNSE), organismo ufficiale che aveva sospeso i lavori vent'anni fa, dopo la catastrofe di Chernobyl. Il ministro egiziano per l'elettricità Hassan Younis ha annunciato che entro il 2012 sarà costruita una centrale di 1000 megawatt a Dabaa, sul Mediterraneo a Est di Alessandria. La centrale costerà 1,5 miliardi di dollari e avrà bisogno di investimenti esteri. L'ex presidente del CNSE Ahmed al Qadi ha detto che la futura centrale produrrà più energia della faraonica diga di Assuan.(Swissinfo,
Si parla apertamente di progetto nucleare a uso civile(ArabMonitor, 24/09/06)
Il ministro dell'Elettricità egiziano Hassan Younes ha detto al quotidiano Al Ahram che entro dieci anni dal varo del progetto, l'Egitto si doterà di un reattore nucleare funzionante per scopi civili. Il ministro ha aggiunto che già oggi il Supremo consiglio nazionale per l'energia si riunirà per sostenere il progetto. Stando a Younes, il Cairo prevede di lanciare un reattore nucleare di mille megawatt sulla costa mediterranea a El Dabaa il cui valore si aggirerà su 1,5 miliardi di dollari, per la cui realizzazione si cercheranno degli investitori stranieri. Un altro giornale egiziano, Al Masry Al Youm, ha rivelato che le autorità vorrebbero in realtà costruire tre reattori nucleari nei prossimi anni.(ArabMonitor,
Messi al bando di quotidiani europei (ArabMonitor, 24/09/06)
Come riferito dall'agenzia egiziana Mena e rilanciato dalla Reuters, con un decreto del ministro dell'Informazione egiziano un numero del quotidiano francese Le Figaro e un altro del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung sono stati messi al bando e non potranno essere venduti in Egitto, perché "hanno denigrato l'Islam e hanno affermato che la religione islamica è stata diffusa con la spada".(ArabMonitor,
Usa disponibili a collaborare sulla strada del nucleare(Arab Monitor, 21/09/06)
Disponibile l'ambasciatore americano al Cairo circa l'ipotesi di sostenere gli sforzi egiziani per acquisire tecnologia nucleare a uso civile. Ieri, Gamal Mubarak ha detto che l'Egitto intende sviluppare il settore. L'ambasciatore Usa Francis Ricciardone gli ha replicato, citato dall'Ansa, "siamo pronti a fornire tecnologia nucleare a Paesi amici che vogliano beneficiare dell'energia nucleare a uso civile e pacifico".(Arab Monitor,
Papa: Fratelli Musulmani accettano scuse (Ticinonlline,
17/09/06)
I Fratelli Musulmani, la principale forza d'opposizione in Egitto, hanno accettato le scuse del Papa. "Accettiamo le parole del papa e le sue scuse per le dichiarazioni e le citazioni che ha detto non riflettono il suo punto di vista personale", ha detto all'Ansa il numero due dell'organizzazione Mohamed Habib - Avremmo auspicato che avesse anche confermato come l'islam sia una religione di amicizia, di cooperazione e di fratellanza tra Occidente e Oriente". "Diamo particolare importanza al dialogo tra l'oriente musulmano e l'occidente cristiano nell'interesse dell'umanità", ha aggiunto Habib. L'agenzia ufficiale di stampa egiziana MENA ha dato la notizia del discorso del Papa all'Angelus, dicendo che Benedetto XVI si è "personalmente scusato", per le dichiarazioni sull'islam.
(Ticinonlline,
17/09/06)
Convocato nunzio apostolico al Cairo (Ticinonline,
16/09/06)
Il ministero degli esteri egiziano ha convocato oggi il nunzio apostolico al Cairo, mons. Michael Louis Fitzgerald, per esprimere il "profondo rincrescimento" dell'Egitto per il tenore del discorso del papa Benedetto XVI che - afferma una nota del ministero - ha causato "sentimenti di collera e scontento nel mondo islamico". Wafaa Bassim, assistente del ministro degli esteri Ahmed Abul Gheit - attualmente a Cuba per il vertice dei Non Allineati - ha affermato che "i riferimenti negativi riguardanti l'Islam non possono essere giustificati o interpretati", per cui "il papa deve agire di persona per contenere la situazione e impedire gravi ripercussioni". "La missione" del pontefice - ha ancora aggiunto l' ambasciatrice Bassim - "é in primo luogo un messaggio di pace, di dialogo e di rispetto per tutte le religioni".
(Ticinonline, 16/09/06)
Anche la Chiesa Copta prende le distanze (la Repubblica, 16/09/06)
Anche la Chiesa Copta d'Egitto, in cui si riconsce circa il 10 per cento della popolazione du un totale di 73 milioni di anime, ha preso le distanze da Benedetto XVI per la sua recente presa di posizione sull'estremismo religioso, che ha provocato dure reazioni nel mondo musulmano. "Respingiamo categoricamente le affermazioni del Papa vaticano", ha dichiarato il vescovo Murqos, portavoce di un culto il cui capo supremo, Shenuda III, si fregia anch'egli del titolo di Papa. "La religione cristiana ci ordina di amare il prossimo qualunque sa la sua fede", sottolinea il vescovo copto in un'intervista pubblicata oggi sul quotidiano di opposizione 'al-Wafd'. "Dobbiamo rispettare i credenti musulmani e il loro Profeta, cosi' come rispettiamo i seguaci di Gesu' Cristo. E' inaccettabile offenderne le convinzioni religiose. Rifiutiamo totalmente qualsiasi offesa ai valori islamici o al Profeta". In Egitto i cristiani di rito copto negli ultimi anni sono sati fatti oggetto di periodici attacchi da parte degli integralisti islamici, e i vertici di quella Chiesa sono ormai sempre piu' attenti a evitare tutto cio' che possa essere preso a pretesto per fomentare tali violenze".
(la Repubblica,
16/09/06)
Papa Benedetto XIV attacca l'Islam, i musulmani insorgono
(Peacereporter,
15/09/06)
E' un vero e proprio incidente diplomatico quello causato da una frase pronunciata ieri da papa Benedetto XIV all'università di Regensburg, in Germania. Il Papa avrebbe citato una frase dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo, vissuto nel XIV secolo, secondo cui "Maometto ha portato solo cose maligne e inumane nel mondo, tra le quali l'ordine di diffondere con la spada la fede che professava". La dichiarazione ha suscitato la rabbia del musulmani in tutto il mondo, tra cui quella dei Fratelli Musulmani in Egitto e dell'Organizzazione della Conferenza Islamica, mettendo in forse un prossimo viaggio del pontefice in Turchia. Ali Bardakoglu, il maggior leader religioso turco, avrebbe ricordato le atrocità commesse dai cristiani contro musulmani ed ebrei durante il Medioevo. A nulla sono valse le rettifiche del Vaticano, secondo cui il pontefice avrebbe solamente citato una frase non sua.
(Peacereporter,
15/09/06)
La risposta della Santa Sede ad una parziale interpretazione delle parole del Papa
(Radio Vaticana, 15/09/06)
Benedetto XVI “vuole coltivare un atteggiamento di rispetto e di dialogo verso le altre religioni e culture, evidentemente anche verso l’Islam”. Così il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi, è intervenuto in seguito alle interpretazioni di alcuni esponenti musulmani al discorso del Papa martedì scorso all’università di Ratisbona. “E’ opportuno rilevare, come risulta da un’attenta lettura del testo, che ciò che sta al cuore al Papa – spiega P. Lombardi in una nota letta ai nostri microfoni – è un chiaro e radicale rifiuto delle motivazioni religiose della violenza” Come ha spiegato al microfono di Roberto Piermarini il Padre Justo Lacunza, rettore del Pontifico Istituto di Studi Arabi e Islamistica, il discorso del Papa non va letto come un attacco all’Islam ma come un chiaro e radicale rifiuto delle motivazioni religiose della violenza
(Radio Vaticana,
15/09/06)
Fratelli musulmani: parole del Papa, "grave danno a islam"
(AGI, 14/09/06)
La parole di Benedetto XVI hanno causato un "grave danno all'Islam". Cosi' i Fratelli musulmani d'Egitto, la maggiore forza d'opposizione del Paese, hanno risposto sul loro sito web alle parole rivolte dal Papa alla folla che assisteva alla lectio magistralis a Monaco. Il gruppo islamico accusa Benedetto XVI di alimentare la crisi aperta dalla pubblicazione sul quotidiano danese Jyllands-Posten, nel settembre scorso, delle vignette su Maometto. In una delle caricature il Profeta appariva con un turbante a forma di bomba, mentre in un'altra affermava che il paradiso era "a corto di vergini". Le vignette provocarono un'ondata di violente proteste in tutto il mondo musulmano; decine di persone persero al vita durante le manifestazioni di piazza.
(AGI, 14/09/06)
Giudice convoca leader dei Fratelli musulmani (Peacereporter,
14/09/06)
Mahdi Akef, guida suprema della Fratellanza musulmana, è stato convocato dal giudice per le indagini preliminari del distretto del centro del Cairo. Akef è accusato di ''incitamento all'uccisione dei sovrani e dei capi di stato arabi''. La denuncia era stata presentata contro di lui da Ihad Khalifa, presidente del Centro per il dialogo e i diritti umani del Cairo. Quelle dichiarazioni erano state pronunciate da Akef il 9 agosto scorso durante una conferenza stampa presso il Sindacato dei giornalisti egiziani.
(Peacereporter,
14/09/06)
Il "Fronte per le Riforme" contro Mubarak junior(Aki/Ign,
14/09/06)
I partiti Al Ghad, Al Wafd, Nas