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NOTIZIE 2006 - CONGO

Processo attivisti diritti umani, chiesta condanna (EB, Misna, 20/12/06)

“Rispettate la legge”: nuovo intervento dei Vescovi congolesi (LM, Fides, 01/12/06)

L’Eni punta ai giacimenti nel Congo (il Giornale, 02/08/06)

Brazzaville - Pool: cresce l’insicurezza (M.Z., Misna, 25-01-2006)

Croce Rossa sospende missione nel Pool (Peacereporter, 18-01-2001)

Il PNUD preoccupato per l’insicurezza nel Pool (Panapress, 10-01-2006)

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Processo attivisti diritti umani, chiesta condanna (EB, Misna, 20/12/06)

Una pena a tre anni di reclusione con i benefici della condizionale è stata richiesta dal procuratore della città meridionale di Point- Noire contro due attivisti anti-corruzione e per i diritti umani della Repubblica del Congo, arrestati e incarcerati dal 7 al 29 aprile scorso con l’accusa di appropriazione indebita di fondi. Secondo fonti giudiziarie citate dall’agenzia ‘Afp’, l’accusa ha chiesto anche una pena pecuniaria di 6 milioni di franchi Cfa (pari a circa 9.150) contro Christian Mounzéo, presidente della Rete per la pace e i diritti umani e Brice Mackosso, segretario esecutivo della Commissione giustizia e pace della Conferenza episcopale. I legali della difesa hanno chiesto il proscioglimento perché il fatto non sussiste. “Tutte le testimonianze non hanno portato alcuna prova contro gli imputati” ha detto un avvocato dei due attivisti dei diritti umani. Mounzéo e Mackosso sono anche coordinatori della sezione congolese della coalizione internazionale ‘Publiez ce que vous payez’ – un gruppo di organizzazioni civili e religiose che conducono una campagna per una maggiore trasparenza nella gestione delle risorse dell’industria petrolifera. Sono accusati di aver sottratto fondi dalle casse di un’organizzazione umanitaria locale di cui almeno Mounzéo faceva parte, ma secondo numerosi esponenti della società civile locale, le autorità di Brazzaville starebbero usando il processo per ostacolare il lavoro degli attivisti nella promozione della lotta contro la corruzione e del buon governo. (EB, Misna,  20/12/06)

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“Rispettate la legge”: nuovo intervento dei Vescovi congolesi (LM, Fides,01/12/06)

I Vescovi locali esprimono “stupore e inquietudine” per la vicenda di due difensori dei diritti umani che si battevano per una maggiore trasparenza nella gestione delle risorse petrolifere della Repubblica del Congo/Brazzaville, arrestati con l’accusa di falso e abuso della buona fede. Si tratta di Brice Mackosso, Segretario permanente della Commissione “Giustizia e Pace” e di Christian Mounzeo, Presidente dell’associazione “Rencontre pour la Paix et les Droits de l’Homme”. Entrambi coordinavano la campagna “Pubblicate quanto pagate”. Si tratta di una campagna internazionale avviata nel 2002 per sollecitare le compagnie petrolifere a pubblicare quanto versano nelle casse dei Paesi dove operano in cambio del petrolio e del gas che estraggono. “Dall’inizio della vicenda, il 6 aprile 2006 e dalla prima udienza pubblica il 13 giugno 2006, la Conferenza dei Vescovi del Congo osserva con stupore e inquietudine le numerose irregolarità nello svolgimento della procedura” si afferma in una dichiarazione della Conferenza Episcopale del Congo giunta all’Agenzia Fides. La nuova presa di posizione dei Vescovi congolesi si aggiunge alla Dichiarazione del Consiglio Permanente della locale Conferenza Episcopale, il 10 aprile 2006 e a quelle delle Conferenze dei Vescovi della Francia e degli Stati Uniti, oltre che della Federazione protestante di Francia. La vicenda prende avvio il 7 aprile di quest’anno quando le autorità congolesi arrestano i due attivisti dei diritti dell’uomo a Pointe Noire (la “capitale” dell’industria petrolifera locale) con l’accusa di aver stornato i fondi di un’associazione. Il 28 aprile sono rimessi in libertà provvisoria ma il 13 novembre sono di nuovo fermati dalla polizia. Un giudice ha però riconosciuto l’illegalità del fermo di polizia e i due esponenti sono di nuovo liberi. Di fronte a questi fatti i Vescovi invitano le autorità “a rispettare le procedure giudiziarie che sono la garanzia di un processo giusto ed equo; ad assicurare in ogni circostanza l’integrità fisica e psichica di Brice Mackosso e di Christian Mounzeo; a prevenire ogni forma di rappresaglia nei loro confronti, individualmente o in associazione con altri difensori dei diritti dell’uomo”. (LM, Fides, 01/12/06)

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L’Eni punta ai giacimenti nel Congo (il Giornale, 02/08/06)

Si torna ai vecchi tempi, quelli delle acquisizioni fatte pezzo per pezzo, di British Borneo (2000), Lasmo (2001) e Fortum (2002), ma che alla fine davano risultati: è questa la logica che sta dietro alle trattative dell'Eni con la francese Maurel & Prom per l'acquisto di giacimenti nella Repubblica del Congo. L'Africa occidentale è da anni al centro dell'interesse del gruppo petrolifero italiano, già presente in importanti Paesi produttori come l'Angola e la Nigeria. D'altro canto l'ad Eni, Paolo Scaroni, mentre proseguono i difficili colloqui con i russi della Gazprom, deve accrescere le riserve guardando anche ad altri Paesi. Anche perché, nel frattempo, gli importanti giacimenti del Mar Caspio si stanno dimostrando decisamente ostici e l'avvio dello sfruttamento subirà nuovi ritardi. L'Eni ha smentito l'intenzione di lanciare un'offerta per l'intera Maurel & Prom, ma ha confermato trattative per l'acquisto di alcuni asset, che fonti francesi indicano appunto nei giacimenti congolesi. Lo scorso anno la società francese aveva già venduto attività in Congo per 158 milioni, mentre nello scorso giugno aveva comunicato di aver raggiunto positivi risultati nelle perforazioni di nuovi pozzi. La Maurel & Prom è stata indicata anche come possibile preda del gruppo petrolifero pubblico indiano Indian Oil Corp. E ieri è salita in Borsa a Parigi del 4,8%, mentre l'Eni ha perso lo 0,75 per cento. (il Giornale,  02/08/06)

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Brazzaville - Pool: cresce l’insicurezza (M.Z., Misna, 25-01-2006)

Nuove conferme all’insicurezza crescente della regione del Pool, sud della Repubblica del Congo, continuano ad arrivare dagli operatori umanitari che operano nella zona per aiutare la popolazione coinvolta in un conflitto durato alcuni anni e formalmente concluso nel 2003. Dopo l’annuncio nei giorni scorsi della sospensione dei progetti della Croce rossa internazionale, anche un’altra grande organizzazione non governativa impegnata nel pool, Medici Senza frontiere (Msf), ha fatto sapere di aver sospeso, in via temporanea, una parte dei propri progetti nell’area a cominciare dal 20 gennaio scorso. Secondo la nota diffusa dalla ong, le squadre presenti nella regione sud-orientale della regione del Pool (Kindamba, Mindouli e Vindza) sono state ritirate dopo che negli ultimi due mesi il personale medico, civili e i pazienti della ong sono stati bersaglio di ripetuti incidenti che hanno avuto per protagonisti gruppi di uomini armati. Negli anni della guerra civile, il Pool è stato la roccaforte degli ex-ribelli noti come ‘Ninja’ che, malgrado il processo di pace, non hanno ancora consegnato le armi. (M.Z., Misna,  25-01-2006)

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Brazzaville - Croce Rossa sospende missione nel Pool (Peacereporter, 18-01-2001)

Christophe Martin, capo della delegazione della Croce Rossa nel Congo Brazzaville, ha reso noto che il Comitato Internazionale per la Croce Rossa ha deciso di ritirare i suoi uomini dalla regione del Pool. Martin ha dichiarato che "la missione resterà sospesa finchè la situazione nella regione non tornerà sicura". Nella regione del Pool la Croce Rossa assiste numerosi centri medici, che servono circa 60 mila persone. La regione è però spesso teatro degli attacchi dei 'Ninjas', un gruppo di ribelli non ancora smobilitato dalla fine della guerra civile nel 2003. (Peacereporter,  18-01-2001)

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Il PNUD preoccupato per l’insicurezza nel Pool (Panapress, 10-01-2006)

Il coordinatore del Programma delle Nazioni unite per lo sviluppo (PNUD) in Congo, Aurélien Agbenonci, ha attirato ieri l’attenzione del governo congolese sulla recrudescenza di atti di banditismo nella regione del Pool, a sud di Brazzaville, che impediscono ogni lavoro umanitario. Aurélien Agbenonci ha fatto la sua dichiarazione in occasione dell’inizio ufficiale dell’Appel consolidé pour le Congo (CAP) 2006, che prevede la mobilizzazione di 31 miliardi di dollari US per la realizzazione di 39 progetti affidati ad agenzie onusiane ed altre organizzazioni umanitarie. I 39 progetti interessano vari settori: sanitario, distribuzione dell’acqua, agricolo, sicurezza alimentare, educazione, lotta contro l’AIDS, ecc. La maggior parte dei fondi sarà consacrata alla regione del Pool, dove la situazione umanitaria resta preoccupante. Secondo l’ACI (Agence congolaise d'information, ufficiale), l’insicurezza nel Pool è provocata dai Ninjas Nsiloulou del pastore Frédéric Bitsamou che “in questo periodo dell’anno attaccano merci e viaggiatori nel Pool”, rubando soldi, viveri, apparecchi come cellulari, ed altri oggetti di valore. L4agenzia sottolinea come questi atti di banditismo impediscano la libera circolazione delle merci e delle persone, provocando una penuria alimentare che fa soffrire la popolazione. La settimana scorsa la Banca mondiale ha offerto al Congo 17 milioni di dollari US per il disarmo ed il ricupero nel civile di circa 30.000 ex-combattenti. Secondo le statistiche ufficiali nel Pool circolano più di 40.000 armi di guerra diverse. (Panapress, 10-01-2006)

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