![]() |
Gli interessi dietro l’esercitazione NATO (Alessio Fabbiano, Equilibri-Weekly analysis, 19/06/06)
Il comando militare della NATO è impegnato dal 15 al 28 giugno in una complessa esercitazione nelle isole di Capo Verde. Le grandi manovre, le maggiori sinora effettuate in cui partecipano le forze navali, terrestri e aeree con oltre 7 mila uomini, hanno lo scopo di testare le capacità di reazione della Forza di Risposta della NATO (FRN) a una missione lanciata a seguito di un ordine immediato e non pianificato. Nel contempo, in questa esercitazione, denominata Steadfast Jaguar (“Giaguaro risoluto”), la FRN si misurerà anche con l’obiettivo di proiettare le proprie forze a distanza strategica dal continente europeo. Lo scenario prescelto, anche se ufficialmente per ragioni dovute alla lunga distanza e alla geografia del piccolo arcipelago africano, non è casuale se si tiene conto degli ingenti interessi geoeconomici della subregione. Infatti, gli Stati Uniti, che detengono il comando militare dell’esercitazione, si muovono da tempo per rafforzare la propria presenza economica nell’Africa occidentale, divenuta zona di intense trattative commerciali, aventi ad oggetto essenzialmente le risorse energetiche, tra gli Stati africani e le maggiori potenze “affamate” di energia, Cina, India e Stati Uniti in testa. Per la prima volta Washington si proietta in quest’area con una forza militare che, seppure temporanea, indiretta e inserita all’interno di un’istituzione multistatale, ha una valore aggiunto intrinseco a causa della partita economica che vi si gioca. Non è escluso che la primazia delle concessioni per lo sfruttamento delle risorse energetiche dei paesi che si affacciano sul Golfo di Guinea possa essere imposta anche attraverso accordi militari che leghino a doppio filo le maggiori economie con i governi dei paesi africani ricchi di petrolio ma bisognosi di aiuti militari per conservare il potere. Se ciò fosse vero, ci si troverebbe di fronte a una nuova strategia per l’accaparramento delle risorse, basata su accordi economici che includono clausole militari. (Alessio
Fabbiano, Equilibri-Weekly analysis, 19/06/06)
Nave fantasma con 11 immigrati mummificati
(Basilicatanet/Ansa, 13/05/06)
Una barca fantasma con i cadaveri mummificati di 11 migranti,alla deriva da 3 mesi, ha traversato l'Atlantico fino alle Barbados. Il quotidiano 'El Pais' racconta che il vascello fantasma, partito da Capo Verde con migranti di Senegal e Mali, e' stato avvistato a 70 miglia a largo delle isole dei Caraibi. Con il motore in panne, senza bandiera ne' nome, aveva il cavo da traino tranciato. A bordo, corpi mummificati e documenti di altri 26 senegalesi di cui non c'e' traccia.
(Basilicatanet/Ansa, 13/05/06)
Conferito incarico di Primo ministro tra contestazioni elettorali (C.O., Misna, 03-03-2006)
Il presidente Pedro Pires ha conferito l’incarico di primo ministro a Jose Maria Neves che da oggi avrà 15 giorni di tempo per presentare il suo programma al parlamento. Sono intanto continuate le contestazioni successive alle ultime elezioni presidenziali elegislative, svoltesi tra gennaio e febbraio, che hanno riconfermato Pires alla presidenza e il Partito africano per l’indipendenza di Capo Verde (Paicv) al governo. Il Movimento per la democrazia (Mdp), principale partito d’opposizione, e Carlos Veiga, ex-primo ministro e candidato dell’Mdp, avevano presentato ricorso contro i due risultati, ma lo scorso venerdì l’Alta Corte lo ha respinto. Secondo Agostinho Lopes, capo dell’Mpd, il verdetto dell’Alta Corte è “un pesante colpo alla democrazia capoverdiana”, è “privo di ogni base legale” e “sembra una decisione adottata sotto le pressioni illegali del partito responsabile della frode”, riferimento indiretto al Paicv. Secondo il ministro della Giustizia, Cristina Fontes, le prove addotte dall’Mdp contro la trasparenza delle elezioni corrispondono invece a un intento di “nuocere al buon nome dello stato” e alla credibilità dei trent’anni di indipendenza dell’arcipelago.
(C.O., Misna, 03-03-2006)
Pedro Pires si impegna a consolidare la democrazia (Pana, 14-02-2006)
Elezioni: vince la sinistra al governo (TicinOnLine/ATS, 23-01-2006)
Il Partito per l'Indipendenza di Capo Verde (PAICV, di sinistra), al governo dal 2001, ha vinto le elezioni legislative di ieri con circa il 52 per cento dei voti, prevalendo - nei risultati che ancora sono provvisori - sul suo maggior rivale, il Movimento Popolare per la Democrazia, (MPD, liberale). I dati che ancora non sono pervenuti alla Commissione elettorale "non cambieranno di molto - ha dichiarato il ministro competente per gli affari elettorali, Julio Correia - il risultato finale". Molti sono tuttavia coloro che hanno disertato la consultazione: l'affluenza è stata del solo 42% degli aventi diritto. Il 12 febbraio ci saranno le elezioni presidenziali, ma non cambieranno nulla, dato che nell'arcipelago africano, ex colonia portoghese, vige un regime su base parlamentare.
(TicinOnLine/ATS,
23-01-2006)
Al via le elezioni legislative (Swissinfo/SDA-ATS, 22-01-2006)
370.000 elettori capoverdiani eleggonno oggi i 72 deputati dell'Assemblea Nazionale. Il voto, previsto a partire dalle 7 locali (le 9 ora svizzera) è iniziato un'ora dopo perché del materiale elettorale è arrivato in ritardo. Un membro della Commissione elettorale nazionale ha rivelato all'AFP che finora l'affluenza alle urne è stata piuttosto bassa, ma si attende una maggiore partecipazione nel primo pomeriggio, dopo la fine delle messe domenicali. Capo Verde infatti, ex colonia portoghese, è un Paese molto cattolico. Venerdì Agostino Lopes, segretario generale del principale partito d'opposizione, il Movimento Popolare per la Democrazia (MPD, liberali), ha messo in guardia contro eventuali brogli elettorali. "La gente voterà per noi - ha dichiarato il primo ministro e capo del PAICV Josè Maria Neves - perché il bilancio del nostro governo in questi cinque anni è positivo". Il PAICV (Partito per l'indipendenza di Capo Verde, fino al 1990 partito unico) nella scorsa tornata elettorale aveva ottenuto 40 seggi contro i 30 del MPD, unico altro partito ad aver conquistato il potere dopo l'indipendenza, nel 1975. Capo Verde è composta da una dozzina di isole a 500 chilometri dalla costa senegalese. La sua economia si basa soprattutto sulla pesca e sul turismo.
(Swissinfo/SDA-ATS,
22-01-2006)