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Tregua dopo una settimana di scontri tra polizia ed esercito
(PeaceReporter, 27/12/06)
Sono cessati oggi gli scontri che hanno opposto per più di una settimana polizia ed esercito nella capitale Ouagadougou e che hanno provocato 5 morti e decine di feriti. Polizia ed esercito si sono accordati per una tregua dopo che, una settimana fa, l'uccisione di un soldato da parte di alcuni poliziotti aveva fatto scoppiare le ostilità. Secondo l'accordo, a breve la polizia dovrebbe tornare a pattugliare la città mentre l'esercito avrebbe acconsentito a non adottare rappresaglie nei confronti della polizia. Gli scontri avevano costretto le autorità a annullare il summit dell'Ecowas (Comunità Economica dell'Africa Occidentale) in programma la scorsa settimana nella capitale
burkinabè. (PeaceReporter,
27/12/06)
E' morto Joseph Ki-Zerbo, scrittore, storico e uomo politico
(Jeune
Afrique, 04/12/06 – trad. Red.Africa)
E’ morto lunedì 4 dicembre a Ouagadougou, lo scrittore e storico Joseph Ki-Zerbo, figura emblematica dell’opposizione burkinabè. Di etnia samo, era nato il 21 giugno 1992. Joseph Ki-Zerbo è stato il primo Dottore in Storia dell’Africa nera. Ha insegnato in Francia ed in molte università africane, soprattutto in Senegal, Guinea, Burkina Faso e Niger. Negli anni ‘70 e ’80, in collaborazione con lo storico senegalese Cheikh Anta Diop, ha fatto delle ricerche sulla storia dell’Africa per ridare agli Africani “un po’ di controllo sul loro passato”. Espose le sue idee in numerose pubblicazioni sulla Storia e la Cultura africane. Nel 1972 redige una “Storia generale dell’Africa, un’opera voluminosa pubblicata sotto l’egida dell’Unesco, che rimane a tutt’oggi un’opera di riferimento. Ex-membro del Consiglio esecutivo dell’Unesco ed ex-direttore del Centre d'études pour le développement africain (CEDA) di Ouagadougou, poteva fregiarsi, tra l’altro, di numerose decorazioni, tra cui il Premio Kadhafi dei diritti dell’Uomo (2000). Condannato da un tribunale popolare rivoluzionario, creato dalla giunta militare di Thomas Sankara (1984-1987), visse in esilio per molti anni. Fu solo nel 1992 che poté rientrare al paese. Il 28 agosto scorso si era completamente ritirato dalla scena politica, dimissionando dal suo posto di deputato all’Assemblea nazionale, che occupava dal 2001. Già nell’agosto 2003, vicino alle elezioni presidenziali, aveva lasciato la presidenza del “Parti pour la démocratie et le progrès/Parti socialiste” (PDP/PS, da lui stesso fondato nel 1933) perché “stanco e ammalato”. Membro del direttivo del Collettivo contro l’impunità, creato all’indomani dell’assassinio del giornalista burkinabé Norbert Zongo, nel dicembre 1998, Joseph Ki-Zerbo ha partecipato a molte manifestazioni ed incontri. Una veglia funebre ha luogo questo martedì a Ouagadougou, prima di trasferire la salma – giovedì – nel suo villaggio natale, a Toma (provincia di Nayala, nella parte occidentale del paese. politico
(Jeune
Afrique, 04/12/06 – trad. Red.Africa)
20a edizione del Tour de Faso (Marco Pastonesi, La Gazzetta dello Sport, 25/10/06)
Alle 7 di mattina il vialone che accompagna alla partenza è un formicaio di biciclette. Trequarti delle bici sono in età da pensione. Il resto è diviso fra moribonde, terminali e attaccate con lo sputo. Però vantano una pista riservata e asfaltata. Al semaforo verde, i pedali si trasformano in strumenti, il casuale gruppo diventa un’orchestra organizzata, quella bici che sbanfa come un basso tuba, quella che stride come un violino, quella che scoppietta come un flicorno, quella che rimbomba cupa come un tamburo. Al semaforo rosso l’orchestra si raccoglie, si appallottola, si zittisce. E il suono, da acustico, si fa elettrico. Con i motorini.
Costruzione di un mulino per cereali e di un pozzo.(A.N., Vita,
10/10/06)
È in intitolato "il canto di Venere" lo spettacolo di danza moderna, organizzato dal gruppo Mani tese di Saronno. Luci, suoni, e colori dalle evocazioni mitologiche, storiche e filosofiche ci avvolgeranno i presenti creando attraverso il movimento magiche atmosfere di bellezza e di poesia da ammirare, conservare e poi diffondere...
Lo spettacolo ha lo scopo di sostenere il progetto di sviluppo, cui sarà devoluto il ricavato della serata, "Costruzione di un mulino per cereali e di un pozzo" in Burkina Faso in Africa. Lo spettacolo è realizzato grazie alla collaborazione dell'Associazione Rosalia-Studio di Educazione al Movimento di Varese, impegnata da anni nel diffondere una nuova pedagogia del movimento e della danza, sull'esempio dell'ispiratrice Rosalia Chladek. Mani tese è una ong che opera a livello nazionale e internazionale per favorire l'istaurazione di nuovi rapporti fondati sulla giustizia, la solidarietà e il rispetto delle diverse identità culturali. I gruppi locali di volontari, come quello di Saronno si impegnano sul territorio per promuovere queste tematiche, e in varie iniziative di raccolta fondi a sostegno dei progetti di cooperazione, tra cui si inserisce la serata del 13 ottobre. (A.N.,
Vita, 10/10/06)
Dal Francese alle tre lingue native, ecco la costituzione tradotta
(RC.Misna, 16/09/2006)
La Costituzione è stata tradotta in mooré, jula e fulfuldé – le tre lingue africane più diffuse nel paese, dopo che un sondaggio aveva rilevato che la maggioranza dei burkinabé conosceva poco o male la legge fondamentale della propria nazione. “Come si può immaginare uno stato di diritto moderno e democratico, se i cittadini ignorano pressoché tutta la Costituzione e le regole elementari del gioco democratico?” ha commentato Gérard Kiendrébéogo, direttore dell’Istituto nazionale delle scienze sociali (Inss) che ha curato le traduzioni. Secondo Kiendrébéogo, la traduzione e la diffusione della Carta costituzionale nelle diverse lingue nazionali potrà contribuire a “correggere l’anomalia rilevata dal sondaggio” e a “sviluppare la coscienza cittadina necessaria a una partecipazione responsabile alla vita nazionale”. Sebbene il francese sia la lingua nazionale fissata dalla Costituzione, oltre 70 lingue native africane sono parlate dal 90% dei circa 14 milioni abitanti del paese. Le più diffuse sono appunto il moreé (parlato da oltre il 53% della popolazione), il jula (prima lingua per oltre 1 milione di persone, seconda per circa 4 milioni) e il fulfuldé (parlato da oltre il 10% degli
abitanti).(RC. Misna,16/9/2006)
Storico Ki-Zerbo si dimette da deputato dopo una vita dedicata al suo paese
(EB, Misna, 29/08/06)
Joseph Ki-Zerbo, 83 anni, insigne studioso - considerato uno dei più illuminati intellettuali del continente – ha lasciato il suo seggio in Parlamento per motivi di salute. Lo ha comunicato il professor Ali Lankaondé, segretario del Partito per la democrazia e il progresso-partito socialista (Pdp/Ps), di cui lo stesso Ki-Zerbo era stato fondatore, affermando di aver ricevuto una lettera nelle scorse settimane. Il seggio di Ki-Zerbo sarà affidato a Etienne Traoré, docente di filosofia all’Università della capitale Ouagadogou. Cresciuto in ambiente rurale e contadino all’interno di una grande famiglia africana Ki-Zerbo ha studiato in Burkina, Mali, e alla Sorbona di Parigi, in Francia; ha insegnato negli stessi paesi e in Senegal, dove ha lavorato anche come dipendente delle ferrovie, e scrive su diversi giornali e riviste di diversi paesi. Tornò nel suo paese nel 1960, fu co-fondatore e presidente del Consiglio africano e malgascio per l’insegnamento superiore (Cames). Dopo aver fondato il maggior partito d’opposizione, (l’Unione progressista voltaica), tra il 1972 e il 1978 è direttore scientifico di due volumi della “Storia generale dell’Africa” pubblicata dall’Unesco, l’organismo dell’Onu per l’istruzione e la cultura, conquistando ufficialmente la fama di più grande storico dell’Africa. Con l’avvento di Thomas Sankara alla presidenza (1983-87), Ki-Zerbo è costretto a lasciare il paese e viene poi condannato in contumacia essenzialmente per motivi politici; la sua biblioteca di oltre 11.000 volumi viene saccheggiata. Nonostante i successivi ripetuti inviti di Sankara a rientrare in Burkina, vi ritornerà solo dopo la morte del giovane presidente. Nel 1997 ottiene il premio Nobel alternativo per le sue ricerche sui modelli originali di sviluppo. Storico e politico, Ki-Zerbo è l’intellettuale africano che meglio ha saputo associare dottrina e azione politica, impegnato per l'affermazione della democrazia in Burkina Faso e nell'Africa intera. I suoi libri costituiscono punti di riferimento imprescindibili per la conoscenza della storia africana. Qualcuno ha scritto che il solo nome Ki-Zerbo è per molti africani e l'Africa un modo di andare alle fonti della propria identità.
(EB, Misna, 29/08/06)
Griots e balan narrano il mitico Burkina Faso (Sandro Cappelletto, La Stampa, 25/08/06)
Un villaggio senza musicisti, non è un luogo dove un uomo possa restare». La musica come momento imprescindibile di ogni manifestazione sociale: il proverbio sta in bella evidenza all'inizio del catalogo a disposizione del visitatore del Museo della Musica di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. E' stato inaugurato nel 1999, rimane l'unico museo musicale aperto in Africa. E' diviso per aree geografiche (i diversi strumenti suonati dalle differenti etnie che popolano il Paese) e per generi strumentali: membranofoni, cordofoni, aerofoni, idiofoni. Di ognuno è raccontato l'impiego rituale, nelle cerimonie che scandiscono la vita delle collettività, dalla nascita al trapasso, alle invocazioni alle divinità perché pongano fine a qualche calamità: siccità, epidemie. Musica pensata per accompagnarsi sempre alla danza, danza che a sua volta evoca precisi episodi e figure mitici, sottolineati anche dalle maschere indossate dai ballerini. (…) Le parole sono affidate ai «griots», cantastorie che hanno il compito - in aree dove la parola scritta è poco diffusa - di tutelare e diffondere la memoria, le storie, cantando. Tra gli strumenti, il «balan» è simile al nostro xilofono: ce ne sono di piccoli e grandi, più o meno estesi; sotto le liste di legno delle zucche vuote e tagliate a metà funzionano come amplissima cassa di risonanza. Una sala del museo ospita una scuola di danza e di percussioni, aperta anche ai visitatori (tel. 00226-50324060;
www.artcultureburkina.bf). I gruppi musicali contemporanei conservano la tradizione classica, e i suoi strumenti, innestandola anche con le chitarre elettriche e con la linfa del jazz, di cui viene rivendicata l'origine africana. I testi delle canzoni richiamano con orgoglio il grande passato del continente, prima della colonizzazione, e la rabbia per i soprusi subiti. Anche attraverso la musica passa il sentiero della ritrovata identità. - Dibayagui musica tradizionale e contemporanea del Burkina
Faso; Djongodiffusion - € 9) (Sandro Cappelletto, La Stampa,
25/08/06)
Vietata la pubblicità delle creme per sbiancare la pelle
(RSNews, 26/07/06)
Il Consiglio superiore della Comunicazione del Burkina Faso ha deciso di vietare ogni forma di pubblicità delle creme utilizzate per rendere più chiara la pelle delle donne nere, giudicandolo un “attentato alla dignità delle donne” e invitando le agenzie di comunicazione ad un rispetto scrupoloso del codice della pubblicità e ad una “maggiore coscienza della loro responsabilità sociale”. Lo riferisce la stampa locale.
(RSNews, 26/07/06)
Bene la produzione di cotone biologico (GreenPlanet, 09/06/06)
La produzione di cotone biologico intrapresa nel Burkina-Faso porta frutti incoraggianti, soprattutto per questa campagna 2005-2006. Quattro centri pilota hanno raccolto l’adesione di 663 produttori che si sono fatti un’accesa concorrenza per raggiungere la qualità più elevata. Dopo i test, i migliori produttori sono stati premiati a Uagadugu il 2 giugno scorso, a margine della terza riunione del tavolo di concertazione sul cotone biologico tenutasi nei locali di Helvetas Burkina, a Uagadugu. Alla cerimonia di premiazione dei migliori produttori di cotone biologico per la campagna 2005-2006 hanno partecipato i diversi attori della filiera. Secondo i dati presentati nel corso dell’evento, la campagna di produzione di cotone biologico appena conclusa è stata soddisfacente, grazie al buon andamento delle piogge e alla determinazione dei produttori di impegnarsi per un cotone di qualità. Le aree pilota di produzione sono state Fada Gourma, Po, Ioba e Tiéfora, la sgranatura è stata effettuata nella fabbrica di Faso Coton a Uagadugu. Ai migliori produttori sono stati consegnati carri, carriole e aratri. Ecocert International ha certificato circa 60 tonnellate di cotone da fibra; l'Union nationale des producteurs de coton biologique (Unpcb) ha poi ottenuto il marchio di conformità alle norme sul commercio equo da parte di Flo (Fairtrade labelling organization). Secondo il presidente dello Unpcb, François Traoré, a essere coinvolti in questo progetto sono stati 663 produttori (di cui 45% di donne) che hanno coltivato il cotone biologico su una superficie di 316 ettari. La migliore resa individuale è stato registrato a Fada N'Gourma nel campo di una produttrice che ha ottenuto 1.824 kg/ha. Nel corso della cerimonia sono state consegnate tre categorie di premi. Il primo era composto da un diploma e un carro, il secondo premio da un diploma e un aratro, il terzo dal diploma e una carriola. Il costo complessivo per l'acquisizione di questa attrezzatura di lavoro è di circa due milioni di franchi africani (circa 3.000 euro) – da Sidwaya Quotidien : « Économie - développement - Coton biologique au Burkina : Des producteurs récompensés, 5 giugno 2006 – Trad. di Bianca Crivello
(GreenPlanet, 09/06/06)
Apertura della 39° conferenza della CEA dell'Onu
(China Radio
International, 15/05/06)
Si è tenuta il 14 maggio ad Ouagadougou la 39° conferenza della Commissione economica africana dell'Onu, capitale del Burkina Faso. Per l'occasione, i ministri di Finanza, Pianificazione ed Economia partecipanti dei vari Paesi africani hanno intavolato una discussione su come affrontare le sfide dell'occupazione nell'Africa. Nel corso di tale conferenza si sono valutati i risultati ottenuti a settembre del 2004 a Ouagadougou dal summit dell'Unione Africana. Nella dichiarazione di Ouagadougou approvata dal summit dell'Unione Africana si è fissato il piano sulla soluzione dell'occupazione e l'eliminazione della povertà, che mira a promuovere i governi dei vari Paesi ad adottare misure prioritarie per risolvere il problema dell'occupazione e della povertà.
(China Radio
International, 15/05/06)
I fagiolini sui banchi della Coop (GreenPlanet, 20-04-2006)
Fagiolini verdi a due passi dalla savana. E presto anche cipolle, agli e scalogni. 850 famiglie che passano da un’agricoltura di sussistenza alla garanzia del lavoro e della sicurezza. Per cinque anni, tanto dura l’accordo siglato fra Coop Italia e la cooperativa africana Scoo.bam, complice il Movimento Shalom che da anni opera in Burkina Faso e la ong Adapa burkinabè che fornisce in affitto congelatori, trattori, camion per il trasporto. Un accordo innovativo, intanto perché quinquennale e non limitato alla singola fornitura, ed essendo tale, in grado di generare uno sviluppo autoctono. Non a caso, accogliendo l’invito fatto dalla Regione Toscana (da lì sono partite Unicoop Firenze e Unicoop Tirreno a gennaio per l’ultimo viaggio umanitario in Burkina), il ministro dell’agricoltura del Burkina Faso, Salif Diallo, ha incontrato una delegazione formata da Coop Italia e dalle singole cooperative con lo scopo di ringraziare per l’accordo sottoscritto. Intanto, i fagiolini –venduti sfusi o in confezione da 500 grammi- fanno bella mostra di sé sugli scaffali dei supermercati e ipermercati Coop di tutta Italia. Ci rimarranno fino a marzo –ovvero nel periodo in cui non si trova in vendita il prodotto italiano- l’approvvigionamento è continuo: infatti dal Burkina arrivano freschissimi con volo diretto a Forlì. (…) Dai test compiuti negli anni passati dagli esperti di Coop Italia i fagiolini del Burkina, che crescono sotto il sole dei Tropici, sono risultati migliori di quelli coltivati con analoghi programmi produttivi in Egitto, Senegal ed Etiopia. (…)(GreenPlanet, 20-04-2006)
Aviaria: quinto paese africano colpito dal virus
(AGI, 04-04-2006)
Il virus H5N1 dell'influenza aviaria e' stato trovato alle porte di
Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. Lo hanno annunciato le autorita' del Paese, che cosi' diventa il quinto Stato africano ad esser colpito dal micidiale virus dopo Nigeria, Niger, Camerun ed Egitto. "Dopo che, nel mese di febbraio, erano stati notati una serie di decessi di volatili in varie parti del Paese, wono stati inviati 65 campioni di sangue ai laboratori
dell'Oie e della Fao", ha spiegato il ministro dell'agricoltura, Tiemoko
Konate. I risultati consegnati lunedi' al governo dell'ex colonia francese hanno confermato la presenza del virus, potenzialmente letale anche per l'uomo, solo nel pollame trovato morto in un motel alle porte della capitale.
(AGI,
04-04-2006)
Quasi 700 persone uccise dalla meningite in tre mesi (J.M., Vita, 03-04-2006)
Su 7mila casi recensiti, 668 persone sono rimaste uccise dalla meningite in Burkina Faso e in Niger dall'inizio
dell'annno. Le cifre, drammatiche, sono state comunicate oggi dalle Nazioni Unite. Il Burkina
Faso, con 616 decessi su 6.110 casi, cioè un tasso di letalità pari al 10% circa, è senza dubbio il Paese più colpito. Immediata la reazione dell'Organizzazione mondiale della sanità che già nelle settimane precedenti ha rilanciato una vasta campagna di sensibilizzazione e di vaccinazione nei distretti sanitari di entrambi i Paesi. Secondo le autorità del
Burkina, l'epidemia di meningite sta colpendo la stragrande maggioranza dei 55 distretti sanitari che conta il Paese, in particolar modo nelle aree sudoccidetali (la zona rurale degli
Hauts-Bassins). (Joshua
Massarenti, Vita,
03-04-2006)
I 50 anni della diocesi di Koupela (Dia/Radio
Vaticana, 14-03-2006)
L'arcidiocesi di Koupéla, in Burkina Faso, celebra i cinquant'anni di vita. Venne fondata, infatti, come diocesi nel 1956 e il suo primo vescovo, mons. Dieudonné Yougbaré, fu anche il primo Ordinario autoctono dell'Africa Occidentale. Egli oggi ha 89 anni di età ed è vescovo emerito di Koupéla. A lui si deve l'istituzione del piccolo seminario di Baskouré, e delle scuole per catechisti a Guelgue per le popolazioni di lingua mossi e a Garango per quelle di lingua bissa. Il tema di fondo, che anima tutte le manifestazioni organizzate per il giubileo, è un invito a tutti i fedeli: "Famiglia diocesana giubilare di Koupéla, fedele alle tue tradizioni autentiche, vivi senza paura e nella verità la tua conversione a Cristo". L'invito è particolarmente rivolto alle tante comunità locali tra le quali è attivo l'attuale arcivescovo, mons. Seraphin Francois Rouamba, nominato e consacratonel 2000, quando la diocesi di Koupéla è divenuta arcidiocesi
metropolitana. Su una popolazione di 1 milione e 300 mila abitanti, in maggioranza musulmana, i fedeli sono 238 mila.
(Dia/Radio Vaticana,
14-03-2006)
Centinaia di morti per epidemia di meningite (Peacereporter, 14-03-2006)
Centinaia di persone sarebbero morte di meningite nell'Africa occidentale nelle ultime settimane. L'epidemia peggiore ha colpito il Burkina Faso, dove 264 persone sono già morte e altre 2mila sono state colpite dalla malattia, che attacca cervello e midollo spinale. Anche in Costa d'Avorio sono stati riportati 94 casi di meningite, fra cui 33 decessi. (Peacereporter,
14-03-2006)
Vendere pesce fresco con 40 C… (Fao, 07-03-2006)
La differenza che possono fare quattro congelatori, 60 bilance e 20 frigoriferi. L'attrezzatura, comprata con il Fondo speciale TeleFood della FAO, ha dato la possibilità a due gruppi di donne di Ouagadougou, Burkina Faso, di congelare il pesce che può quindi essere trasportato nel caldo torrido dell'Africa occidentale. Le donne, che guadagnano da vivere rivendendo il pesce comprato dal grossista, avevano chiesto un credito alla banca per acquistare l'attrezzatura: ma la banca voleva garanzie che loro non potevano fornire. Il Fondo TeleFood ha deciso di dar loro una possibilità. Ecco tre figure femminili che hanno beneficiato del progetto. 1. Aliseta Nana fornisce il pesce a una serie di ristoranti di Ouagadougou. Nella stagione secca, quando la temperatura può arrivare ai 40-50°C, il pesce si rovina molto rapidamente. Ora, con il suo frigorifero, la signora Nana può vendere il pesce a una clientela più numerosa, e i ristoranti comprano pesce di migliore qualità. – 2. Sofie Makulma vende pesce porta a porta in tutta la città. Un frigorifero le permette di conservare la merce mentre è in giro per lavoro. – 3. Edit Ouedraogo gestisce un banco di pesce al mercato. Se è in grado di offrire pesce più abbondante e di migliore qualità, più numerosa sarà la gente che si fermerà a comprare al suo banco, e non sarà costretta ad abbassare i prezzi alla fine della giornata per vendere tutto il pesce; ormai può congelarlo e venderlo il giorno dopo.
(Fao, 07-03-2006)
Moolade, ultimo lavoro di Ousmane per denunciare l'infibulazione
(KataWeb, 27-02-2006)
L’Africa di oggi e il dramma dell’infibulazione, il tutto in lingua originale. Questa la proposta di Sembene Ousmane, nel suo ultimo lavoro,"Mooladè”. Girato in Burkina Faso, prodotto da Lucky Red e da Amnesty International, il film, già vincitore del Certain Regard a Cannes, sarà proiettato nelle sale di tutta Italia da mercoledì 8 marzo. "Mooladè" è la "protezione" che richiedono quattro bambine di un villaggio alla seconda delle mogli di una persona importante del villaggio. La donna infatti aveva rifiutato tempo prima di sottoporre sua figlia al rito della mutilazione dei genitali, per non infliggerle il dolore che comporta questa pratica. Ma l’infibulazione viene vista ancora come un atto che regolamenta l’intero villaggio, una prassi da rispettare e a cui le piccole vengono costrette.
(KataWeb,
27-02-2006)
Verso un nuovo rinvio delle elezioni (Pana, 14-02-2006)
Percorso a ostacoli per Blaise Compaoré (Internazionale, 26/01/2006)
"Il nuovo contratto di cinque anni che Blaise Compaoré ha appena firmato con i cittadini del Burkina Faso si annuncia pieno di promesse, ma anche di incertezze sulle possibilità di realizzarle". Il Journal du Jeudi ricorda tutte le scadenze che segneranno il nuovo mandato del presidente burkinabé, salito al potere con un colpo di stato nel 1987 e da allora riconfermato nelle successive elezioni presidenziali. Il primo ostacolo da superare saranno le municipali del 12 marzo, in cui i partiti si presenteranno in ordine sparso. La competizione sarà dura, anche per la formazione presidenziale, il Congresso per la democrazia e il progresso. Superato questo ostacolo, Compaoré dovrà pensare alle legislative dell'anno prossimo. Così, il 2006 e il 2007 saranno due anni in cui non si lavorerà veramente alla realizzazione del piano quinquennale del presidente. Se poi si tiene conto che il 2010, l'anno di fine mandato, è anch'esso un momento di calcoli politici e non di lavoro, non restano che il 2008 e il 2009 per dedicarsi alla costruzione della società della speranza annunciata da Compaoré. "Il vero nemico del presidente", conclude il giornale, "sarà quindi il calendario elettorale". (Internazionale,
26/01/2006)
117 dipendenti vincono causa contro Yves Rocher (vita.it, 20-01-2006)
Il collettivo sindacale dei lavoratori licenziati ha ottenuto il pagamento delle indennità: "una vittoria di solidarietà internazionale". I 117 dipendenti del Burkina Faso, licenziati il 1 agosto scorso da una filiale del gruppo cosmetico Yves Rocher nello Stato africano, hanno ottenuto le indennità di licenziamento, al termine di 4 mesi di lotta e di campagna di solidarietà internazionale, come ha reso noto oggi il collettivo sindacale dei lavoratori. I responsabili del collettivo hanno attirato l'attenzione dei media sul conflitto sociale legato all'azienda del Burkina Faso "la Gacilienne", di proprietà al 95% del gruppo francese Yves Rocher, nel corso di una conferenza stampa a ottobre scorso a Parigi. "Dopo 4 mesi di lotta e campagna di solidarietà internazionale, (il gruppo) Yves Rocher ha pagato e il sindacato (del Burkina Faso) Cgt-b ha siglato un accordo per la fine del conflitto", ha indicato il collettivo in un comunicato. Da parte sua Cgt-b ha annunciato in un comunicato "la firma giovedì 19 gennaio di un verbale di regolamento del dossier di lavoro dalla Gacilienne" e ha aggiunto di considerare l'accordo come "una vittoria di solidarietà internazionale". Secondo l'accordo, ad ognuno dei 117 dipendenti licenziati spetteranno "sei mesi di salario, circa 700mila franchi dell'Africa occidentale (CFA) (circa 1067 euro). Saranno inoltre versati "5.850mila FCFA" (circa 8.500 euro) "per gli aventi diritto relativi alle persone decedute, per chi ha presentato le dimissioni, i lavoratori in malattia, e così via", secondo il collettivo, il quale è sostenuto da Attac France, dai sindacati locali CGT 91, e dai sindacati del gruppo Rocher (CGT, CFDT e UNSA), che contestano il calcolo di trattenute per l'indennità di fine rapporto versato ai lavoratori della Gacilienne.
(vita.it,
20-01-2006)
Cotone: raccolto record? (Portalino, 09-01-2006)
Internazionale n. 613 pubblica un articolo di Afrique Magazine secondo cui il prossimo raccolto di cotone in Burkina Faso dovrebbe raggiungere livelli da record, ma questa non e' una gran buona notizia. L'oro bianco da' lavoro a oltre 3 milioni di Burkinabe', organizzati nell'Unione dei produttori di cotone del Burkina Faso, una struttura che garantisce un reddito a tutti i contadini. Il Burkina Faso e' il primo produttore africano di cotone, il quarto nel mondo per qualita'. Tutto perfetto se non fosse per la caduta dei prezzi del cotone dovuta alle sovvenzioni che i paesi ricchi danno ai propri produttori. Gli agricoltori americani e europei, grazie a queste sovvenzioni, riescono a immettere sul mercato un prodotto che costa pochissimo, tagliando fuori la concorrenza. Secondo alcuni calcoli questi contributi hanno fatto calare del 15% le entrate dei paesi africani, una perdita di 4 milioni di dollari. Il Burkina Faso, insieme ad altri, ha presentato un ricorso all'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), ma sembra che li' nessuno parli francese… Fonte: Cacao by www.alcatraz.it (Portalino,
09-01-2006)
Alle 8 di mattina l’Avenue Nelson Mandela ribolle di umanità, di ruote, di colori e di parole. Sono quelle dello speaker, Sofiane Coulibaly. Tracima titoli, qualifiche, vittorie, curriculum, record: finiti quelli, attacca con la retorica. I sei egiziani sono faraoni, i sei giapponesi samurai, i sei senegalesi leoni. Dove può, e anche dove non può, esagera previsioni: così i sei gabonesi saranno la vera sorpresa di questo Tour, i sei bretoni sono cresciuti alla scuola di Bernard Hinault e sono destinati a superare il maestro, i sei belgi non hanno nulla da invidiare a Tom Boonen.
Quando scorge i sei marocchini stravaccati sotto una tenda, già asfissiati dalla calura, li rilancia così: "Ed ecco lì i marocchini. In piena concentrazione, in piena meditazione, blindati in una riunione mentre perfezionano la loro strategia di corsa". Da una parte c’è la Casa del popolo, dove ieri sera si è tenuta la cerimonia di presentazione delle squadre. Un buio pesto, solo il palco illuminato, in prima fila le autorità: quando è arrivato il ministro dello Sport, in macchina, una Mercedes, la porta aperta proprio sotto il palco, tutti - atleti e spettatori - sono scattati sull’attenti.
Adesso, alla luce delle 8 di mattina, la Casa del popolo mostra negozietti e bancarelle, assi di legno e polvere rossa. In una sola parola: occhi. Dall’altra parte c’è il palco della firma, dove Sofiane rovescia il suo fiume di titoli e qualifiche.
Alle 8 e mezzo i corridori vengono chiamati al via. Via. Via al Tour del Burkina Faso. E’ l’edizione numero 20. Vent’anni fa, raccontano i baffi a manubrio (non più da corsa, ma ormai da turismo) di Francis Ducreux, "siamo partiti da Banfora. Dieci giorni, 10 tappe, poco più di mille chilometri, 51 corridori, il meglio degli africani, il meglio degli europei. Il meglio degli europei non arrivò. Arrivò però una squadra dell’Unione Sovietica, che dettò legge: sei tappe più una cronosquadre, i primi due posti nella generale". Per restituire interesse e anche un po’ di epica alla corsa, c’era bisogno di una vittoria burkinabè nell’ultima tappa, che si concludeva a Ouagadougou.
Ducreux, e soprattutto i commissari della giuria, chiusero un occhio, anzi, tutti e due, quando Sayouba Zongo salì su un camion, vi rimase nascosto finché non aveva conquistato un rassicurante vantaggio, ne scese e pedalò verso il trionfo. "D’altra parte - e qui i baffi a manubrio di Ducreux ridacchiano - si racconta che i corridori del primo Tour de France amassero molto i treni, e che il leggendario Spiridion Louis avesse percorso un bel po’ dei 42 chilometri della prima maratona olimpica su un carretto". Alle 11 e mezzo, Lionel Syne si gode la vittoria di tappa e il comando della classifica generale. Ha 30 anni, è belga, odia il freddo e la pioggia, e qui, 12 gradi di latitudine nord, a due passi dall’Equatore, ha tutto il calore che vuole. (Marco Pastonesi, La Gazzetta dello Sport,
25/10/06)