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NOTIZIE 2006 - BENIN

Traffico di droga, in manette ex-ministro delle finanze (Peacereporter, 25/07/06)

Esplode un camion cisterna (Ansa, 25/05/06)

Pochi politici e molti tecnici nel nuovo governo (MZ, Misna, 08-04-2006)

Tira aria nuova (Peacereporter, 24-03-2006)

Thomas Yayi Boni è il nuovo presidente (TicinoOnLine, 23-03-2006)

Elezioni: concluso ballottaggio presidenziali (Swissinfo, 20-03-2006)

Presidenziali: scrutinio completo conferma ballottaggio (C.O., Misna, 16-03-2006)

Elezioni: "credibili e trasparenti" secondo osservatori (M.B., Misna, 07-03-2006)

Presidenziali: grande affluenza e qualche interrogativo (C.O., Misna, 06-03-2006)

Conclusa l’èra di Kerekou: domani si vota (C.O., Misna, 04-03-2006)

Scandalo corruzione: ministro rimosso dall'incarico (Peacereporter, 16-02-2006)

Raduno woodoo legalizzato (Peacereporter, 11-01-2006)

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Traffico di droga, in manette ex-ministro delle finanze (Peacereporter, 25/07/06)

Cosme Sehlin, ministro delle Finanze del Benin da febbraio 2005 ad aprile 2006, è in stato d'arresto da lunedì per spaccio di sostanze stupefacenti, dopo che grazie a una telefonata anonima circa 100 kg di cocaina erano stati trovati nella sua abitazione lo scorso weekend. Dalle prime indiscrezioni, sembra che nel traffico di droga siano implicate numerose personalità del vecchio regime, facente capo a Mathieu Kérékou, per 30 anni presidente del Benin. Il Paese è diventato, negli ultimi anni, uno dei principali hub per il commercio di droga dell'Africa occidentale, tanto da attirare anche l'attenzione delle polizie europee. (Peacereporter,  25/07/06)

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Esplode un camion cisterna (Ansa, 25/05/06)

Decine di persone sono morte o sono rimaste ustionate mentre tentavano di prendere carburante da un camion cisterna che e' esploso. E' accaduto a Porga, citta' nel nord del Benin. L'automezzo era in panne in una strada della citta', quando decine di persone si sono avvicinate con recipienti di fortuna: i morti accertati sono finora 35, mentre i feriti trasportati in ospedale sono 80. Molti dei sopravvissuti hanno ustioni serie sull'80% del corpo. a spiegato il personale sanitario dell'ospedale. Simili incidenti sono rari nel Benin, ma dall'inizio dell'anno molti trafficanti illegali di greggio sono morti lungo la strada che collega Cotonou, capitale del Benin, alla Nigeria, principale fornitore di petrolio al piccolo paese africano. (Ansa,  25/05/06)

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Pochi politici e molti tecnici nel nuovo governo (MZ, Misna, 08-04-2006)

Sono 22 i ministri nominati dal nuovo presidente del Benin, Boni Yayi, a comporre la nuova squadra di governo. Lo si apprende dalla nota, diffusa dalla presidenza durante la notte, con cui è stata comunicata la conformazione del nuovo esecutivo, interamente composto da personalità che non avevano mai servito in precedenti governi. I 22 ministri, tra cui 5 donne, sono stati così divisi: 5 dicasteri a uomini vicini al presidente (tra cui quello della difesa), 4 sono toccati all’alleanza ‘Wologuede’ (formata dai 3 partiti sconfitti al primo turno e che nel ballottaggio hanno sostenuto Yayi) e i restanti 13 figurano formalmente come indipendenti. Tra le nomine più importanti spiccano quelle del ministero delle Finanze, andato a Pascal Koukpaki (considerato vicino al Prd, lo schieramento che ha perso al ballottaggio per le presidenziali) e quello degli Interni, che sarà guidato da Edgar Alia, presidente di un’organizzazione non governativa beninese, mentre il ministero della Giustizia è stato affidato a Abraham Zinzindohué, avvocato, ed ex-deputato del partito del presidente Nicephore Soglo (1991-1996). Uscito vincitore dal ballottaggio del 22 marzo scorso con il 74,5% delle preferenze, l’outsider Boni ha promesso di impegnarsi per il rinnovamento e assicurare “prosperità e sviluppo” al popolo beninese in un paese che stenta a rilanciare le sue esportazioni, soprattutto a causa del crollo del prezzo del cotone sul mercato mondiale, imputato alle sovvenzioni che i paesi ricchi accordano ai loro produttori. (MZ, Misna, / 08-04-2006)

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Tira aria nuova (Peacereporter, 24-03-2006)

Dopo 28 anni di dominio politico, il vecchio “camaleonte” beninese passa il testimone. Mathieu Kérékou, salito al potere nel 1972 con un colpo di stato, abbandona la politica attiva lasciando la presidenza a Yayi Boni, l’uomo nuovo del panorama politico nazionale e trionfatore del ballottaggio di domenica scorsa. Ma per il nuovo capo di stato non sarà facile raccogliere l’eredità di uno dei leader storici africani. Vittoria scontata. Presentatosi come l’outsider a un’elezione presidenziale contesa da 26 candidati, Yayi Boni ha stravinto le consultazioni. Dopo il 35 percento delle preferenze ottenute al primo turno, l’ex-capo della Banque Ouest Africaine de Développement ha trionfato anche al ballottaggio, avendo ragione di Adrien Houngbedji, il delfino di Kérékou, con un sonante 75 percento. Vittoria ancora più importante perché ottenuta contro una pletora di candidati usciti tutti dall’entourage dell’ex-presidente. La vittoria dell’uomo nuovo, come ha avuto l’accortezza di definirsi lo stesso Boni, rispecchia la voglia di cambiamento di un popolo stanco della crisi economica e dell’ipoteca sulla vita politica lasciata dal gruppo Kérékou. (…)(Peacereporter,  24-03-2006)

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Thomas Yayi Boni è il nuovo presidente (TicinoOnLine, 23-03-2006)

Il candidato indipendente Thomas Yayi Boni ha vinto le elezioni presidenziali in Benin con il 74,51% dei voti. Lo ha reso noto la Commissione elettorale nazionale autonoma, facendo riferimento allo spoglio del 97,20% delle schede. Il suo rivale, Adrien Houngbedji, ex presidente dell'Assemblea nazionale, ha ottenuto il 25,49% dei voti. "La democrazia è l'unica vincitrice", ha commentato il presidente della Commissione, Sylvain Nouwatin. Il nuovo presidente, che ha 54 anni, presterà giuramento il prossimo 6 aprile, dopo che la sua vittoria sarà stata certificata dalla Corte costituzionale. Succede a Mathieu Kerekou, 72 anni, rimasto al potere per 30 anni e che non era in lizza solo per i limiti d'età imposti dalla Costituzione. (TicinoOnLine,  23-03-2006)

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Elezioni: concluso ballottaggio presidenziali (Swissinfo, 20-03-2006)

Si è svolto ieri in Benin il secondo turno delle elezioni presidenziali, in cui si affrontavano Yayi Boni, ex funzionario internazionale, e Adrien Houngbedjii, già presidente dell'Assemblea Nazionale. "Alle 22:30 (stessa ora in Svizzera, ndr) tutti i seggi hanno chiuso", ha dichiarato un responsabile della Commissione elettorale nazionale autonoma (Cena), Bio Yarou Tanga. "Lo spoglio è pure terminato nei seggi ed abbiamo già iniziato il processo di accentramento dei risultati", ha aggiunto, annunciando che "i primi risultati provvisori non si conosceranno prima di quattro giorni". Il ballottaggio si è svolto generalmente senza problemi nei 17'480 seggi del Paese africano, con solo alcuni ritardi e inconvenienti tecnici, meno comunque rispetto al primo turno. I circa 4 milioni di elettori erano chiamati a scegliere il successore del presidente uscente Mathieu Kerekou, 72 anni, che non poteva ripresentarsi per il limite di 70 anni d'età fissato dalla Costituzione, cui aveva dovuto sottostare anche il suo rivale storico, l'ex presidente (1991-96) Nicephore Soglo. Al primo turno, che vedeva in lizza 26 candidati, Yayi Boni era risultato primo, con il 35,63% dei voti, seguito da Adrien Houngbedji, con il 24,12. Nessuno dei due era ufficialmente appoggiato dal presidente uscente. Quelle di ieri erano le quarte elezioni presidenziali in Benin dopo l'avvento della democrazia nel 1990 e le prime senza Kerekou, che ha guidato il Paese per 30 anni. (Swissinfo,  20-03-2006)

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Presidenziali: scrutinio completo conferma ballottaggio (C.O., Misna, 16-03-2006)

Boni Yayi, ex-capo della Banca di sviluppo dell’Africa occidentale, e Adrien Houngbedji, ex-presidente del parlamento, saranno i protagonisti del ballottaggio che deciderà chi succederà al presidente uscente Mathieu Kerekou, che ha detenuto l’incarico per oltre 30 anni. Lo ha annunciato la Commissione elettorale diffondendo i risultati definitivi dello scrutinio dei voti del 5 marzo: Yayi è risultato in testa ai 26 candidati con il 33,5% delle preferenze, seguito da Houngbedji con il 25%. Ha votato oltre l’80% dei quattro milioni di elettori chiamati a eleggere il nuovo presidente del Benin, ha detto il presidente della Commissione, Conceptia Ouinsou, precisando che però almeno 186.000 schede di voto su oltre 3,2 milioni sono state annullate. “I ritardi e le poche irregolarità riscontrate – ha però confermato Ouinsou – non sono tali da causare l’annullamento del voto del 5 marzo”. Se entro cinque giorni, ha aggiunto, non verranno presentati ricorsi e reclami, il governo fisserà la data del secondo turno delle elezioni presidenziali. (C.O., Misna,  16-03-2006)

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Elezioni: "credibili e trasparenti" secondo osservatori (M.B., Misna, 07-03-2006)

I 60 osservatori elettorali della Comunità economica degli stati dell’Africa Occidentale (Ecowas) ritengono che le elezioni presidenziali del 5 marzo si siano svolte “ in maniera credibile trasparente, in un’atmosfera pacifica” e che “il generale consultazione è stata libera, giusta e democratica nonostante alcune mancanze”. La nota dell’Ecowas appare in contrasto con alcuni sospetti di mancanza di trasparenza formulati dal presidente uscente Mathieu Kerekou. Anche l’Onu ha espresso soddisfazione per il modo in cui si è svolta la consultazione ma a anche indirizzato a Kerekou un particolare saluto. Con il passare delle ore, mentre lo scrutinio procede e resta confermato che i dati provvisori dovrebbero essere consegnati dopodomani dalla Commissione elettorale all’alto magistrato competente, sembra sempre più probabile che un eventuale secondo turno di ballottaggio oltre a Yayi Boni, ex presidente della Banca di sviluppo dell’Africa occidentale, possa includere uno degli ex- ministri Adrien Houngbédji e Bruno Amoussou. (M.B., Misna,  07-03-2006)

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Presidenziali: grande affluenza e qualche interrogativo (C.O., Misna, 06-03-2006)

Nessuna cifra è stata finora resa nota a proposito della percentuale dei votanti per le presidenziali, ma diverse fonti segnalano una massiccia affluenza alle urne. In alcuni casi, come nella capitale Porto Novo, secondo osservazioni dirette dell’agenzia francese ‘Afp’,si sarebbe ben oltre il 70%. In totale, avevano diritto al voto più di quattro milioni elettori per scegliere tra 26 candidati. Voci sono circolate a proposito della mancanza o dell’uso non legale di un milione e 300.000 schede ma finora, al di là della possibile “scarsa trasparenza” denunciata dallo stesso presidente uscente ( e non ricandidabile), Mathieu Kerekou, e delle lagnanze di uno o due candidati, non esiste altra informazione ufficiale se non quelle che ratificano uno svolgimento tranquillo e ordinato della consultazione. “Non sarà mai detto che il Benin ha organizzato elezioni presidenziali nelle tenebre – ha detto Kerekou secondo l’agenzia francese – e se necessario passeranno anche tre o quattro mesi per verificare i risultati, come negli Stati Uniti.” (C.O., Misna,  06-03-2006)

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Conclusa l’èra di Kerekou: domani si vota (C.O., Misna, 04-03-2006)

La popolazione del Benin eleggerà domani il presidente, per la quarta volta dal 1991, anno di introduzione del multi-partitismo dopo decenni di varie e complesse vicende politiche, inclusi numerosi anni di dittatura, cominciate con l'indipendenza dalla Francia nel 1960. Su un totale di 7.650.000 abitanti, meno di quattro milioni di aventi diritto al voto sono attesi dalle 6.30 alle 17 locali nei 5.000 seggi sparsi per il paese. La consultazione è caratterizzata dall’assenza di due ‘grandi esclusi’: il presidente uscente Mathieu Kérékou, 72 anni, eletto nel 1996 e nel 2001 (dopo aver già governato dal 1972 al 1991, dimettendosi nel 1987 da militare e abbandonando due anni dopo il marxismo-leninismo) e il suo storico rivale ed ex-presidente Nicéphore Soglo(1991-1996) entrambi "bloccati" da una costituzione che esclude chi ha compiuto 70 anni. La famiglia Soglo ha un suo esponente tra i 26 candidati, il figlio dell’ex-presidente Lehady, ma tra i favoriti figurano piuttosto Bruno Ange-Marie Amoussou, sempre terzo alle presidenziali del 1991, 1996 e 2001; l’ex-presidente del parlamento Adrien Houngbédji; e il ‘nuovo arrivato’,il cristiano evangelico Yayi Boni, economista, appartenente a uno dei tre gruppi etnici più influenti, i nago, in una nazione in cui il 70% pratica culti tradizionali, il 15% è musulmano e un altro 15% cristiano. Secondo alcuni osservatori proprio Boni, già alla guida della Banca per lo sviluppo dell’Africa occidentale, potrebbe essere la sorpresa di queste votazioni. Nella lista delle candidature figurano anche due donne, l’avvocato ed ex-ministro del commercio dal 1998 al 1999, Marie-Elyse Gbédo, e Célestine Zanou, ex- direttrice del governo del presidente Kérékou. La Commissione elettorale nazionale autonoma (Cena) ha segnalato che manca ancora oltre un milione di schede elettorali, che avrebbe dovuto ricevere alla fine del mese scorso, ma ha assicurato che le votazioni si terranno comunque. Dubbi sulle procedure elettorali sono stati avanzati dall’organizzatore della campagna elettorale di Léhady Soglo che ha segnalato “l’iscrizione di minori e stranieri” nelle liste elettorali, soprattutto in alcune zone di frontiera. Un altro candidato, Richard Sènou, ha denunciato altre irregolarità, sottolineando: “E' impossibile che in cinque anni sia raddoppiata la popolazione di Cotonou in età per votare”. (C.O., Misna,  04-03-2006)

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Scandalo corruzione: ministro rimosso dall'incarico (Peacereporter, 16-02-2006)

Il presidente del Benin Mathieu Kerekou ha licenziato il ministro degli Esteri Rogatien Biaou, sospettato di essere coinvolto in un caso di corruzione. Lo scorso anno un'apposita commissione voluta dal presidente aveva indagato sulla vendita illegale dei terreni intorno all'ambasciata del Benin a New York. Da ministro, Biaou aveva invocato l'immunità parlamentare, ma ora che è stato rimosso dall'incarico potrà affrontare il processo. Si tratta della prima volta che Kerekou licenzia un ministro sospettato di corruzione. Biaou non ha commentato l'accaduto. (Peacereporter,  16-02-2006)

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Raduno woodoo legalizzato (Peacereporter, 11-01-2006)

Migliaia di persone si sono riunite ieri presso una spiaggia del Benin per celebrare rituali sacrificali woodoo, che un tempo erano proibiti nel Paese. I partecipanti venivano anche da Brasile e Stati Uniti dove, secoli fa, gli schiavi importarono il culto tradizionale. Il luogo di ritrovo è stata la spiaggia di Ouidah, a ovest della capitale Cotonou. Secondo la visione del mondo tipica del woodoo, la vita è regolata dalla forza dei quattro elementi che possono essere influenzati con il sacrificio di creature viventi. (Peacereporter,  11-01-2006)

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