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17 giacimenti minerari in vendita da gennaio (Il Denaro, 29/12/06)
Diciasette siti minerari algerini saranno messi all'asta il prossimo 16 gennaio. Tra questi giacimenti ripartiti sul tutto il territorio nazionale anche cave per l'estrazione di oro, zinco, piombo e altri minerali pregiati. Nelle stessa data, inoltre, saranno firmati gli accordi per l'assegnazione di due giacimenti auriferi nella regione di Tamanrasset (nel sud) e per la riserva di piombo e zinco nella regione di Setif (320 km ad est di Algeri). In seguito alla liberalizzazione del settore minerario avvenuta nel 2000sono state copncesse in tutto 490 licenze per lo sfruttamento dei giacimenti minerari algerini. (Il Denaro,
29/12/06)
Oltre 50% delle donne vittima di violenza (Corriere della Sera, 25/12/06)
Superano la meta' del totale le donne vittime di violenza in Algeria. Un'indagine ufficiale presentata oggi ad Algeri parla infatti del circa il 54% delle donne: oltre il 25% delle violenze subite e' verbale, il 22% morale e il 6% fisico. Realizzata tra gennaio e febbraio 2006, l'indagine ha riguardato 2.043 donne di 11 dipartimenti che hanno dovuto rispondere a quasi 300 domande. Il 54% di loro erano sposate mentre il 33% erano nubili. Il ministero ha annunciato la realizzazione di una strategia nazionale relativa alla violenza contro le donne.
(Corriere della Sera,
25/12/06)
Nasce gigante dell’industria farmaceutica (Il Denaro, 21/12/06)
Il gruppo farmaceutico pubblico algerino Saidal si è associato con il saudita Spimaco e il giordano Jpm Acdima per la creazione di un 'gigante arabo' del settore, una fabbrica in costruzione nella zona industriale di Rouiba (20 km a est di Algeri) che comincerà la produzione nel corso del prossimo anno. Il progetto prevede un investimento di 27 milioni di euro e Saidal, che detiene la maggioranza del capitale, aspira a penetrare il mercato arabo offrendo prodotti di qualità a prezzi competitivi, secondo il direttore generale del gruppo Ali Aoun. Ieri, Aoun ha firmato inoltre un protocollo d'intesa per il partenariato strategico con la società lussemburghese Phytolux, specializzata in prodotti cosmetici e dietetici a base di sostanze vegetali naturali. (Il Denaro, 21/12/06)
Attentato a bus; rivendicazione Gruppo Salafita (TicinOnLine, 12/12/06)
Il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (GSPC), legato ad al Qaida, ha rivendicato su Internet l'attentato avvenuto domenica scorsa ad Algeri contro un pulmino che trasportava funzionari occidentali e che ha provocato la morte dell'autista algerino e il ferimento di 9 stranieri. Il GSPC ha anche minacciato altri attacchi. "I mujahedin - proclama il comunicato pubblicato da un sito estremista islamico - hanno compiuto un attacco contro un bus che trasportava almeno 20 crociati ed hanno fatto morti e feriti, prima di rientrare nella propria sede sani e salvi". "Ribadiamo il nostro appello a tutti i musilmani d'Algeria e li invitiamo a stare alla larga dagli interessi degli infedeli se vogliono evitare conseguenze quando questi interessi o individui verranno colpiti", afferma tra l'altro il testo. L'attentato è stato diretto contro un pulmino con a bordo un gruppo di dipendenti della società americana BRC. L'esplosione ha provocato la morte dell'autista, di nazionalità algerina, e il ferimento di altre nove persone, tra cui un americano e quattro cittadini britannici. (TicinOnLine,12/12/06)
Attentato anti-americano, un morto (SwissInfo, 10/12/06)
Un attentato contro due bus che trasportavano impiegati di una società statunitense ha fatto oggi un morto e un ferito - entrambi algerini - a Bouchaoui, nelle vicinanze di Club de pins (a ovest di Algeri). Lo hanno riportato testimoni. I due pulmini riaccompagnavano gli impiegati della Brc (Brown Root e Condor), specializzata in costruzioni, verso l'Hotel Sheraton dove risiedono. L'attentato non è stato per il momento rivendicato. I testimoni hanno detto di aver sentito un gran numero di colpi d'arma da fuoco, poi tutto il quartiere è stato bloccato dalle forze di sicurezza. E' il primo attentato dopo l'esplosione, il 29 ottobre, di due auto-bomba davanti ai commissariati di polizia di Dergana e Reghaia, a est di Algeri. – Update: Quattro britannici, uno statunitense e un canadese figurano fra le persone rimaste. Nell'attacco è morto anche un algerino. Lo ha riferito l'agenzia ufficiale algerina Aps. Secondo la stessa fonte, l'uomo rimasto ucciso è l'autista di uno dei due pulmini presi di mira.(SwissInfo,10/12/06)
Pronta ad accoglie Zidane come eroe nazionale (Hamid Ould Ahmed, Reuters,10/12/06)
Zinedine Zidane cercherà di tirare su il morale all'Algeria con una visita che comincerà domani nella terra dei suoi antenati, un paese ancora segnato dalla guerra civile che vede nel calciatore francese un simbolo di successo. Nella sua prima visita degli ultimi 20 anni alla patria dei suoi genitori, l'ex capitano della squadra francese inaugurerà un progetto sanitario donando delle apparecchiature mediche a una zona che nel 2003 fu colpita da un devastante terremoto. Le apparecchiature sono state comprate con i fondi raccolti da una partita di cacio di beneficenza giocata in Francia. Anche il più appassionato dei suoi ammiratori, però, difficilmente riuscirà ad avvicinarsi a Zidane a causa delle strette misure di sicurezza, ma la maggior parte degli algerini si dicono comunque contenti solo per il fatto che la star francese abbia deciso di visitare il loro paese. "Zidane è un eroe. E' cresciuto in Francia ma tutti gli algerini dovrebbero essere orgogliosi della sua carriera", ha detto a Reuters Malika Djeddi, studentessa universitaria di 23 anni. "Ha reso onore all'Algeria dando un esempio di cosa i giovani algerini dovrebbero essere". "La sua visita dimostra che è ancora fedele ai suoi ammiratori in Algeria", ha detto Farid Menni, 30 anni, cameriera in un ristorante. Alcuni credono che la sua presenza possa rinvigorire le scarse fortune della nazionale di calcio. Altri sperano il suo esempio possa dare fiducia a milioni di algerini che vivono in un paese in cui il tasso di disoccupazione tra i giovani sotto i 30 anni è stimato essere intorno al 70%. Altri ancora pensano che la sua visita possa contribuire semplicemente ad alleggerire il pesante clima che si respira nel paese dal quando, nel 1992, è scoppiato un conflitto armato fra il governo e gruppi di ribelli islamici. (Hamid Ould Ahmed, Reuters, 10/12/06)
Il paese punta sul solare per rifornire di energia le zone a carattere rurale
(Il Denaro, 06/12/06)
Il gruppo algerino per l'elettricità ed il gas Sonelgaz conta di produrre, entro il 2015, il 5 per cento della sua elettricità dall'energia solare allo scopo di coprire 18 villaggi isolati nella regione del Sahara. Il primo centro di produzione di elettricità dall'energia solare è in funzione dal 1998 a Tamanrasset, 2000 km a sud di Algeri. Con una durata media di 2.600 ore di sole l'anno per il nord del paese, e 3.600 per il sud, la centrale enrgetica ad energia solare conta di arrivare ad una capacità di produzione di cinque megawatts entro il 2015. La creazione di altre stazioni solari ridurrà notevolmente i costi di produzione e di trasporto. Basti ricordare a titolo d'esempio che per alimentare le microcentrali elettriche di un villaggio isolato nella regione di Tindouf (1000 km a sud ovest della capitale) si deve ricorrere al carburante, trasportato via camion con 35 viaggi al mese. (Il Denaro,06/12/06)
Licenziati 10 imam sovversivi (Il Giornale, 06/12/06)
Negli ultimi sei mesi il ministero degli Affari religiosi algerino ha licenziato dieci Imam con l'accusa di pronunciare nelle moschee sermoni nei quali si istiga alla violenza. Secondo quanto ha scitto ieri il giornale algerino “al-Khabar”, altri otto Imam sono stati licenziati nel 2005 per lo stesso motivo. Il ministero ha quindi provveduto a sospendere i loro stipendi e a ritirare il permesso i esercitare la funzione di imam. (Il Giornale,
06/12/06)
Smantellato gruppo terrorista a Tlemcen (TicinOnLine, 04/12/06)
Ventotto persone accusate di terrorismo e sostegno all'attività terroristica sono state arrestate dai servizi di sicurezza algerini nella prefettura di Tlemcen, 550 km ad ovest di Algeri. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa algerina Aps, i servizi di sicurezza hanno smantellato un gruppo terroristico e arrestato quattro terroristi, otto persone incaricate di garantire la sicurezza degli spostamenti del gruppo e undici che si occupavano della logistica della cellula armata. Pochi giorni fa due persone erano state arrestate dalla polizia nella cittadina di Boufarik, 25 km a sud di Algeri, con l'accusa di "propaganda terroristica". Uno dei due uomini, aveva precisato l'Aps, "era in possesso di 615 cd-rom di cui otto contenenti le immagini degli ultimi attacchi effettuati dai terroristi": un attentato dinamitardo nella regione di Annaba (est algerino) che aveva provocato il ferimento di 10 militari il 26 novembre, e due imboscate nella zona di Biskra (420 km a sud della capitale) e di Lakhdaria (70 km ad est di Algeri) che avevano causato la morte rispettivamente di cinque e sette militari. Il Gspc, gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, legato ad Al Qaida, è ancora attivo in Algeria, dove continuano gli attentati contro i militari in diverse regioni del paese anche nei pressi di Algeri. (TicinOnLine,
04/12/06)
Accordo con Camera di commercio (Vita, 04/12/06)
Non solo gas. Ma anche e soprattutto privatizzazioni, con l'Italia pronta a giocare un ruolo di leadership. Dopo la missione del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, e' il Sottosegretario al Commercio Internazionale, Mauro Agostini ad annunciare per domani la firma ad Algeri di un accordo quadro di collaborazione tra i due governi nel settore istituzionale, industriale e commerciale. Un pacchetto d'interventi, spiega una nota, ''rivolto soprattutto alle piccole e medie imprese che vogliono investire in Algeria e che si sviluppa anche grazie alle intese operative che verranno sottoscritte dalla Simest, la finanziaria pubblico-privata per lo sviluppo delle imprese italiane all'estero, con Finalep Spa (merchant bank partecipata da banche pubbliche algerine e dalla Bei) per il sostegno al sistema creditizio locale e il rilascio delle garanzie per gli investimenti e i crediti bancari; mentre e' in fase di perfezionamento l'accordo con Sintra, societa' di partecipazioni operante nelle privatizzazioni delle aziende di stato algerine del settore lavori pubblici. ''Abbiamo stimato'' spiega il sottosegretario Agostini che domani firmera' l'accordo alla presenza del Ministro algerino delle Piccole e Medie Imprese, Mustafa Benbada ''che l'avvio di questi accordi potra' consentire uno sviluppo sia degli investimenti che dei finanziamenti per le imprese italiane, con un incremento di circa 400 milioni di euro nel breve-medio periodo, grazie anche all'inizio dei lavori per il gasdotto, previsto per il 2009, e l'importante programma di infrastrutture gia' avviato dal governo algerino per oltre 80 miliardi di dollari''. ''E' chiaro - continua Agostini- che il tutto si inserisce in una nuova strategia politica e commerciale che il nostro governo sta adottando verso i paesi del Mediterraneo, ponendo il nostro paese come naturale hub d'affari tra Europa e Oriente''. (…) L'Italia e' il secondo paese esportatore in Algeria dopo la Francia con una quota del 7,6%. Nei primi otto mesi dell'anno il nostro export e' cresciuto del 31,3% superando il valore record di un miliardo di euro. Tra i principali prodotti che l'Algeria acquista dall'Italia ci sono le macchine per la produzione e l'impiego di energia meccanica e per l'agricoltura, mentre importiamo soprattutto petrolio e gas (circa il 30% del nostro fabbisogno nazionale) (Vita,04/12/06)
In funzione dal 2015 il nuovo gasdotto transahariano (Il Denaro, 28/11/06)
Entrerà in funzione nel 2015 il nuovo gasdotto transahariano che porterà il gas della Nigeria in Algeria attraverso il Niger, per proseguire verso l’Europa. Lo dice il ministro algerino dell’Energia e Miniere Chakib Khelil nel corso di una conferenza internazionale sulle opportunità di investimento nel settore energetico che si è tenuta ad Orano nell’ambito della “settimana dell’energia”. Il Tsgp, lungo 4.128 chilometri di cui 1.037 in Nigeria, 841 in Niger e 2.310 in Algeria, costerà 10 miliardi di dollari e avrà una capacità da 20 a 30 miliardi di metri cubi l’anno destinati essenzialmente all’Europa che, sottolinea il ministro, “manifesta una forte necessità di diversificare i suoi approvvigionamenti energetici”. Oltre al gasdotto transahariano è in programma di portare a termine la strada Algeri-Lagos e la posa di una linea in fibra ottica tra i due Paesi. Nel 2009 entreranno in funzione il Medgaz, che collegherà l’Algeria alla Spagna passando sotto al mare, e il Galsi, ra Algeria e Sardegna. Entrambi avranno una capacità iniziale da otto a dieci miliardi di m3 l’anno. (Il Denaro, 28/11/06)
L'Iran offre tecnologia nucleare (CaniSciolti, 28/11/06)
Appunti Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha dichiarato che il suo Paese e' pronto ad offrire assistenza e a condividere le sue conoscenze in materia nucleare con l'Algeria. Lo ha annunciato l'agenzia degli studenti Isna. Gli occidentali sono obbligati ad accettare l'Iran come una potenza regionale dotata della tecnologia nucleare civile . Lo ha affermato il capo dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Yahya Rahim-Safavi, secondo quanto riportato dall'agenzia semi-ufficiale Fars. ''Le grandi potenze sono arrivate alla conclusione che l'Iran potente e' un paese invincibile e sono obbligate ad accettare l'Iran come potenza regionale dotata dell'energia nucleare civile e a stabilire un'intesa positiva con lui'', ha dichiarato il generale Rahim-Safavi nel corso di una riuniione di bassidjis (miliziani islamici). Secondo il generale, Stati Uniti, Israele e alcuni paesi arabi hanno come obiettivo comune ''impedire che l'Iran diventi una potenza regionale di primo ordine nei campi politico, economico, militare e intellettuale''. Rahim-Safavi ha poi aggiunto che il principale motivo di ostilita' degli Stati Uniti e di Israele nei confronti della Repubblica islamica e' che quest'ultima ''sfida la democrazia liberale dell'Occidente con il pensiero islamico''. (CaniSciolti,
28/11/06)
La sinergia economica con Pechino e le preoccupazioni di Washington e Parigi
(Sergio Porcu, Equilibri, 17/11/06)
L’Algeria costituisce il più valido indicatore della presenza cinese – in continua ascesa – nel continente africano. Ricca di materie prime, in una posizione privilegiata rispetto al mercato commerciale europeo, il Paese sta dimostrando di saper sfruttare, al meglio, le proprie potenzialità. Una delle ultime mosse “vincenti” del Presidente Bouteflika è l’accordo siglato con Pechino – a margine del summit sino-africano tenutosi nella capitale cinese dal 3 al 5 novembre scorsi e che ha visto la partecipazione di 48 Capi di Stato e di governo di Paesi africani: una cooperazione di natura strategica che punta a rafforzare la collaborazione economica. Algeri guarda ad Oriente, senza dimenticare gli altri partner commerciali: dei giorni scorsi, l’intesa tra l’azienda energetica italiana Edison e l’algerina Sonatrach per la fornitura di 2 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno. Al Presidente Bouteflika va riconosciuta la capacità di porre in essere strategie di diversificazione “personalizzate” nei confronti delle grandi potenze, così da trarre il massimo vantaggio. (…)
(Sergio Porcu, 17/11/06)
Enel, Edison, Hera, accordo Sonatrach per fornitura gas (Reuters, 16/11/06)
Enel, Edison ed Hera hanno firmato ieri con l'algerina Sonatrach un accordo per l'approvvigionamento di gas naturale attraverso il gasdotto Galsi dall'Algeria. Per Edison ed Enel l'accordo prevede due miliardi di metri cubi di gas naturale l'anno, mentre per Hera si tratta di 1 miliardo. Il gruppo energetico statale Sonatrach aumenterà le esportazioni verso l'Italia di 6 miliardi di metri cubi l'anno. Della fornitura beneficeranno anche Ascopiave e WorldEnergy. L'Algeria è uno dei principali fornitori di gas dell'Europa e copre circa il 12% delle importazioni europee. L'Italia, che consuma circa 80 miliardi di metri cubi all'anno, già riceve dall'Algeria il 37% circa del proprio fabbisogno, attraverso il gasdotto Transmed. (Reuters,
16/11/06)
Atletica leggera: sospesa la federazione algerina (Sportal, 14/11/06)
Il Consiglio della Iaaf, la Federazione internazionale di atletica leggera, ha deciso di sospendere la federazione algerina da tutte le competizioni per gravi ingerenze governative. Nessun atleta pertanto potrà gareggiare in competizioni ufficiali fino a nuovo ordine. Alla base della decisione l'intervento con cui il ministro dello sport algerino ha sospeso per quattro anni il presidente della Federazione di atletica nazionale. (Sportal,
14/11/06)
10 soldati caduti in imboscata estremisti gspc (La Repubblica, 11/11/06)
Dieci soldati algerini sono morti e ventuno sono rimasti feriti in un'imboscata tesa loro da un commando di integralisti nella provincia di Buira, a est di Algeri. A riferire questo bilancio dell'attacco e' stato il quotidiano 'L'Expression', mentre altri giornali hanno parlato di sette vittime e tredici feriti. I militari sono caduti mentre rastrellavano il massiccio di Begasse in cerca di esponenti del ramo al Farouk del Gruppo Salafista per la predicazione e il combattimento (Gspc), ritenuto legato ad al Qaeda e molto attivo nella Cabilia.
L'unita' e' finita in mezzo al fuoco incrociato dei militanti che si erano
appostati ai lati di una strada e che al passaggio dei soldati hanno fatto anche
esplodere diversi ordigni. E' seguita una battaglia andata avanti per ore. (La
Repubblica, 11/11/06)
Mille dollari per un passaggio verso l'Europa (Aduc,
06/11/06)
Dopo aver tentato invano per mesi di forzare le barriere delle enclavi spagnole in Marocco, Ceuta e Melilla, gli 'harragas' (clandestini, letteralmente chi vuole bruciare le frontiere) algerini hanno scelto da quest'estate una nuova rotta verso l'Europa: il mare dell'Algeria, dalle coste di Orano. Circa 100mila dinari , poco piu' di mille euro, sono sufficienti per ottenere 'un passaggio' dai numerosi pescatori che con piccole imbarcazioni 'offrono' un viaggio verso il sogno europeo. Veri e propri 'passeurs' che garantiscono ai giovani un approdo sicuro sulle spiagge spagnole dove, dopo una traversata di dieci dodici ore in barche spesso troppo piccole e senza nessuna misura di sicurezza come gilet di salvataggio, bussola o pistole segnaletiche, saranno accolti da altri membri dell'organizzazione, algerini o spagnoli, che li nasconderanno in un luogo sicuro. Almeno un centinaio di cadaveri, riporta la stampa algerina, sono stati ripescati al largo di Orano durante il solo mese del Ramadan, periodo in cui i guardacoste abbassano il livello di vigilanza. Grazie anche al clima particolarmente favorevole nelle sole giornate dell' Aid El Fitr, la festa che dal 24 al 26 ottobre ha segnato la fine del mese sacro dell'Islam, trenta corpi sono stati ritrovati vicino alla citta' costiera a 400 km ad ovest di Algeri. Piu' di cento 'harragas' sono stati intercettati il 1ø novembre (anniversario dell'inizio della guerra di liberazione nel 1954) nella stessa zona di Orano e di Ain Temochent, i punti della costa algerina piu' vicini alla Spagna. Piu' di 600 algerini, tra i 20 e i 40 anni, sono stati arrestati dall'inizio dell'estate. Molti pescatori attirati dai guadagni stellari (ad ogni viaggio il 'passeur' intasca tra i 12 mila e i 18 mila euro), hanno deciso di darsi al nuovo commercio e la voce di questa nuova filiera dell'immigrazione clandestina si e' diffusa rapidamente tra i giovani disoccupati delle grandi citta'. 'Basta creare dei gruppi di almeno dieci persone, non ne portano di meno', ci racconta Ali che da mesi lavora come parcheggiatore (abusivo) per raccogliere il denaro sufficiente al viaggio, molto in un paese in cui lo stipendio minimo non supera i 10 mila dinari al mese (100 euro circa). 'Qui sto vegetando come tanti miei coetanei, qui non ho nessuna speranza, passo il mio tempo ad aspettare il mio turno per partire', dice Kamel che ha abbandonato gli studi da quando suo fratello e' partito per la Spagna con un 'passeur'. Ora vende sigarette di contrabbando per mettere insieme il gruzzolo necessario. Non hanno paura del mare, non hanno paura di morire o di essere arrestati, Kamel e Ali, come molti giovani maghrebini, vivono nella sola speranza di raggiungere l' 'eldorado europeo' (Aduc,
06/11/06)
Uccisi 8 soldati da militanti islamici (Corriere della Sera, 04/11/06)
Otto soldati algerini sono stati uccisi in un agguato teso da un gruppo di militanti islamici nella regione occidentale di Ain Defla. Al momento dell'attacco i militari - sette soldati e un ufficiale - si stavano dirigendo verso il villaggio di Tachebenk dopo aver ricevuto la notizia di una incursione di militanti. Circa 15 guerriglieri hanno attaccato i militari nei pressi della citta' di Bellaas, uccidendoli tutti. Ain Defla
e' una regione a circa 250 chilometri ad ovest della capitale Algeri. Si
tratterebbe della terza imboscata in meno di una settimana. (Corriere
della Sera, 04/11/06)
Due morti in attentati esplosivi simultanei (Reuters, 30/10/06)
Due persone sono state uccise e 17 sono rimaste ferite quando alcuni ribelli islamici algerini hanno fatto saltare dei veicoli carichi di esplosivo all'esterno di due stazioni di polizia a est di Algeri, in quello che è stato il loro attacco più elaborato negli ultimi anni. Lo hanno riferito oggi alcuni testimoni. Le esplosioni, avvenute in contemporanea nella notte nella città di Reghaia, 30 chilometri a est della capitale Algeri e nel quartiere di Dergana, alla periferia della capitale, sono stati i primi attacchi contro una stazione di polizia da più di cinque anni nel secondo paese più grande dell'Africa. La deflagrazione a Reghaia ha provocato una voragine nel pavimento di almeno un metro di profondità, ha frantumato le finestre di diversi piani dell'edificio. Frammenti dell'autocarro carico di esplosivo sono volati a oltre 100 metri dalla scena. Otto autovetture sono andate in fiamme. Dell'attacco a Dergana sono stati forniti pochi dettagli. La polizia ha isolato il luogo dell'esplosione. Un uomo che vive in un appartamento a cinque chilometri di distanza ha detto di aver sentito un grande frastuono quando si è verificata l'esplosione, verso mezzanotte. "Le finestre hanno tremato", ha dichiarato l'uomo. Ma una fonte della sicurezza ha riferito che i danni sono stati minori a Dergana e che la maggior parte delle vittime, se non tutte, si sono registrate a Reghaia. Gli scontri sporadici fra le milizie islamiche e le forze di sicurezza hanno luogo solitamente nelle aree rurali isolate del paese del Mediterraneo, produttore di gas e petrolio, che conta 33 milioni di abitanti. Alcuni testimoni hanno raccontato che l'attacco di Reghaia è iniziato quando alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco con le loro armi automatiche e hanno lanciato una granata all'entrata dell'edificio, verso mezzanotte. Nello stesso momento, alcuni loro complici hanno parcheggiato un camion carico di esplosivo al lato dell'edificio e si sono dati alla fuga a bordo di un'auto prima di far saltare in aria la bomba, probabilmente servendosi di un comando a distanza, secondo quanto riferito dai testimoni. I separatisti islamici hanno iniziato una rivolta armata nel 1992 dopo che le autorità, con il sostegno dell'esercito, temendo una rivoluzione simile a quella iraniana, hanno annullato le elezioni parlamentari che un partito politico di matrice islamica, Il Fronte di Salvezza Islamico (Fis), era sul punto di vincere. Si stima che fino a 200.000 persone siano state uccise negli spargimenti di sangue. Il vortice di violenze si è placato negli ultimi anni. Il presidente Abdelaziz Bouteflika ha promesso di reprimere con la forza i militanti che avessero rinunciato alla resa dopo che un'amnistia di sei mesi è scaduta il 31 agosto scorso. Al Fis tutt'ora non viene concesso di candidarsi e uno stato d'emergenza nel paese, imposto nel 1992, è ancora in vigore. Reghaia è situata in una regione dove si nascondono decine di combattenti del principale gruppo ribelle del paese, il Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento (Gspc). Si stima che il Gspc, che si rifiuta di aderire all'amnistia, conti fino a 800 combattenti.
(Reuters, 30/10/06)
Coface: Economia forte ma l’inflazione aumenta (Il Denaro, 27/10/06)
Sono positive le previsioni per l'economia algerina secondo uno studio della multinazionale delle assicurazioni Coface, che ha da poco aperto una sua sede nel Paese nordafricano. Il problema ora è l'inflazione, che si sta facendo piuttosto elevata. Secondo gli analisti del gigante assicurativo francese, in Algeria il prodotto interno lordo quest'anno aumenterà del 5,5 per cento, contro il il 5,3 per cento del 2005 e il 5,2 per cento del 2004. Ancora migliori le indicazioni per l'anno prossimo, quando il Pil algerino dovrebbe crescere del 5,8 per cento. Ma, parallelamente, esplode il costo del denaro: nel Paese nordafricano quest'anno l'inflazione dovrebbe raggiungere il 6 per cento contro il ridottissimo tasso del 2,7 per cento dichiarato per il 2005. Per il 2007 è atteso un tasso del 7 per cento. "L'incremento della produzione di petrolio e gas e gli elevati prezzi degli idrocarburi - scrivono gli analisti Coface - favoriscono sostanziali condizioni di benessere economico. L'abbondanza di ricavi petroliferi consente, inoltre, all'Algeria il finanziamento di un ampio programma di crescita a sostegno della spesa pubblica e l'accelerazione della riduzione del debito attraverso l'accumulo di riserve valutarie.
(Il Denaro,
27/10/06)
Il Parlamento dice "sì" alla pena di morte (Ag.Radicale, 26/10/06)
Il Parlamento algerino ha votato contro l’eliminazione della pena di morte dal nuovo codice penale. La decisione del Parlamento contraddice quanto espresso in passato dallo stesso ministro della giustizia algerino, favorevole all’abolizione della pena capitale soprattutto in considerazione delle richieste della comunità internazionale, in particolare dopo la firma dell'accordo d'associazione con l'Unione Europea. Nel dicembre 1993 l’ex-presidente Liamine Zeroual ha dichiarato una moratoria e da allora non vi sono state esecuzioni in Algeria. L’ultima ha avuto luogo nell’agosto del 1993, quando sono stati giustiziati sette militanti islamici per un attentato dinamitardo nel 1992 all’aeroporto di Algeri che aveva provocato una quarantina di morti. Erano stati condannati a morte da tribunali speciali che da allora sono stati sciolti.(Ag.Radicale,
26/10/06)
Una legge per combattere la corruzione (G.C., Il Denaro, 24/10/06)
C’è un solo modo per combattere la corruzione dilagante in Algeria: sostituire all’obbligo di fornire prove materiali il criterio della presunzione di colpevolezza. E’ la tesi sostenuta, paradossalmente, da chi dovrebbe condannare ogni tentativo del genere, cioè il presidente della commissione nazionale di promozione e difesa dei diritti umani Faruk Ksentini che si è anche schierato a favore della legge che autorizza ascolti telefonici e intercettazioni di ogni tipo, contestata invece dalla Lega per i diritti umani, indipendente. La giustizia algerina è incapace, con la legislazione attuale, di combattere il fenomeno della corruzione che influenza pesantemente l’economia del Paese, proprio a causa della mancanza di prove materiali. Perciò la commissione, che dovrà consegnare al presidente Bouteflika un rapporto contenente proposte concrete, prevede di sostituirla con la presunzione. E’ impensabile infatti, secondo Ksentini, che una persona pagata 20mila dinari (200 euro) al mese possa comperare una villa e un'auto di lusso. Il giudice “deve poter indagare sullo stipendio di un ministro e sul suo conto in banca, che sia a suo nome o a nome della moglie o dei figli o di un parente. Ogni persona sospettata di corruzione dovrà giustificare la provenienza dei suoi beni”. La corruzione è ormai parte integrante del tessuto economico e ciò ha fortemente offuscato l’immagine del Paese all’estero in un momento in cui l’Algeria ha più bisogno di investimenti e capitali stranieri. Basti pensare, sottolinea ancora Ksentini, all’ultimo rapporto di Transparency International che cita l’Algeria nella lista nera dei paesi corrotti, malgrado il Paese maghrebino sia firmatario della convenzione delle Nazioni unite per la lotta contro la corruzione. (G.C., Il Denaro,
24/10/06)
Esplosione in gasdotto, decine di feriti. (Corriere della sera, 20/10/06)
Decine di feriti per l'esplosione in un gasdotto della compagnia algerina Sonatrach, a Hassi R'mel, nel distretto di Mohammedia, a 300 chilometri da Algeri. L'esplosione e' stata causata forse da una fuga di gas. Secondo l'agenzia algerina Aps, che cita fonti dell'ente algerino idrocarburi, quattro persone hanno riportato ustioni di secondo grado e una e' in condizioni critiche. Una quarantina di ustionati sono ancora sotto osservazione in ospedale. (Agr.Corriere
della sera, 20/10/06)
Petrolio: torna quasi monopolio, tasse per stranieri (SwissPolitics, 15/10/06)
L'ente algerino idrocarburi Sonatrach sarà di nuovo maggioritario nei contratti di ricerca e sfruttamento degli idrocarburi e in quelli per il trasporto e la canalizzazione del gas e del petrolio algerino: dovrà detenere almeno il 51%, in base alla nuova legge adottata stamane dall'assemblea nazionale (parlamento), un passo indietro rispetto a quella che nel 2005 aveva abolito il suo monopolio accordando all'ente algerino "la libertà di accedere o meno a tali contratti con una partecipazione tra il 20 e il 30%". La nuova legge, inoltre, introduce una nuova tassa per le compagnie petrolifere straniere sulla parte di produzione che spetta loro, compresa tra il 5 e il 50% e applicabile quando la media mensile del prezzo del barile di petrolio supera i 30 dollari. Questa misura riguarda contratti esistenti dalla legge del 1986 quando i prezzi del petrolio non erano elevati come ora. La decisione di modificare la legge che aboliva il monopolio di Sonatrach è stata presa in seguito ad una levata di scudi della centrale sindacale algerina e di alcuni partiti politici che hanno denunciato il rischio di una "svendita" della principale risorsa del paese a vantaggio dei gruppi stranieri. "Abbiamo deciso di preservare le nostre ricchezze per le generazioni future", ha sottolineato il ministro dell'Energia e miniere Chakib Khelil, attuale vicepresidente dell'Opec. (SwissPolitics,
15/10/06)
Gli industriali puntano il dito sulle lacune dell’economia
(Il Denaro, 13/10/06)
Il rilancio dell’economia algerina, nonostante la fiorente situazione delle casse dello stato, va a rilento, ”è fragile e superficiale, frenato da pesantezze amministrative che bloccano le iniziative”. E’ l’analisi avanzata nel corso di un Forum che ha riunito alla sede del quotidiano “El Moujahid” economisti e imprenditori, organizzato da Issad Rebrab, patron del gruppo agro-alimentare Cevital e uno dei più grossi industriali algerini. “La modernizzazione del sistema bancario e dei modi di finanziamento deve essere più ambiziosa, l’iniziativa privata continua ad essere vittima di sospetti, l’Algeria continua ad esitare sulla scelta di un modello economico e sociale chiaro”, aggiunge Rebrab, scettico, al pari di altri intervenuti, anche sull’accordo di associazione con l’Unione europea entrato in vigore il 1° settembre 2005. “La nostra vicinanza con l’Europa, almeno per ora, non ci ha dato benefici, e il problema è che non abbiamo preparato la nostra industria e i servizi all’apertura”, prosegue l’industriale sottolineando che “nel 2010 le imprese straniere impiantate in Algeria trasferiranno qualcosa come 14 miliardi di dollari di dividendi, una somma che avrebbe potuto restare in Algeria se ci fossero maggiori incoraggiamenti per gli investitori algerini”. Critiche anche per la politica di privatizzazioni del governo: se ne parla da 20 anni ma finora solo il 10 per cento del potenziale privatizzabile è stato ceduto e inoltre certi fiori all’occhiello dell’industria nazionale possono essere acquisiti solo da stranieri, secondo le condizioni poste dai poteri pubblici”.
(Il Denaro,
13/10/06)
Ucciso esponente dell'opposizione berbera (Peacereporter, 13/10/06)
Aissat Rabah, presidente dell'assemblea popolare del Tizi Ouzou, regione a maggioranza berbera dell'est dell'Algeria, è stato ucciso nella notte da un uomo armato, probabilmente affiliato ad un gruppo islamico ribelle. L' omicidio è avvenuto nel villaggio di Ain Zaouia, 60 chilometri a est di Algeri. Rabah era una figura di spicco del partito d'opposizione Fronte delle Forze Socialiste, radicato nel Tizi Ouzou e nella vicina Cabilia, anch'essa a maggioranza berbera.
(Peacereporter,
13/10/06)
Povertà in calo nell’ultimo decennio (Il Denaro,
12/10/06)
La povertà sta calando in Algeria: uno studio del Centro nazionale di studi e analisi su popolazione e sviluppo (Ceneap) compiuto tra febbraio e maggio 2005 su 5.080 famiglie ha rilevato un tasso di povertà dell'11,1 per cento contro il 22 per cento del 1995. Per quanto riguarda i singoli individui, si parla del 5,7 per cento contro il 12,1 per cento nel 2000 e l'8,1 per cento nel 1988. Sull'11,1 per cento di famiglie povere, l'8 per cento vive in ambiente urbano, il 12,2 per cento in ambiente rurale. Lo studio del Ceneap si è basato sulla metodologia Lsms (Living standard measurement surveys). Il risultato dell'inchiesta rivela che il 41,8 per cento delle spese di consumo delle famiglie algerine concerne l'acquisto di prodotti non alimentari, con quelle per l'alloggio in prima posizione (23,6 per cento) seguite dalle spese di trasporto e comunicazione (16,45 per cento) e quelle per la sanità (15,9 per cento). Le spese alimentari (58,22 per cento) vedono in testa i cereali (25,46 per cento), il latte e derivati (13,68 per cento ), i legumi secchi (13,60 per cento), la frutta (6,44 per cento) e le verdure fresche (5,10 per cento). Le famiglie, inoltre, tendono ad indebitarsi sempre di più: il 68,2 per cento ha contratto un prestito bancario, secondo lo studio della Ceneap.
(Il Denaro, 12/10/06)
Sonatrach venderà direttamente il suo gas all'Italia (Il sole24ore,
10/10/06)
La società algerina Sonatrach si candida alla vendita diretta di gas in Italia. Lo ha annunciato il ministro dell'Energia algerino Chakib Khelil in una conferenza stampa con i giornalisti dopo l'incontro con il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani. «Sonatrach si candida - ha detto il ministro - per la vendita diretta di gas in Italia con Sonatrach Italia», vendita che potrebbe realizzarsi attraverso la commercializzazione della quota di gas che arriverà nel Paese attraverso il gasdotto Algeria-Sardegna-Italia, il Galsi, alla cui costruzione il colosso statale dell’energia algerino parteciperà con una quota del 36 per cento. Il ministro algerino ha poi confermato la volontà, già annunciata dal ministro Bersani, di accelerare sulla costruzione dello stesso Galsi. «Accelereremo per la realizzazione del gasdotto», ha spiegato Khelil. «A fine anno ci sarà un incontro tra due diverse delegazioni a Roma. In passato abbiamo sempre spinto sul Galsi per accelerare il Transmed
ma ci sono state resistenze». (…)(Il
sole24ore, 10/10/06)
Pronta la "Banca dello sport" (Sporteconomy, 29/09/06)
L'Algeria nei prossimi mesi si doterà di una "Banca per lo Sport". E' quanto sostiene il ministro dello sport algerino, Yahia Guidoum, che ha espresso l'intenzione di dar vita, a breve termine, ad un istituto di credito nel paese per canalizzare tutto il denaro che circola nel mondo dello sport. Secondo il ministro, gli importi derivanti dalle sponsorizzazioni non entreranno più direttamente nelle casse dei diversi club, ma passeranno esclusivamente da questa banca. In questo modo -ha aggiunto Yahia Guidoum- tutte le operazioni di sponsorizzazione saranno trasparenti e soprattutto controllate dal fisco, per evitare fondi occulti e di incerta provenienza. I fondi raccolti dalla "Banca dello sport" serviranno anche a finanziare i club minori e le attività sportive che al momento non hanno la visibilità giusta per attirare sponsor.
(Sporteconomy, 29/09/06)
Hub energetico dell’Europa meridionale (Riccardo Fagiani, Equilibri,
25/09/06)
E’ stato presentato ufficialmente dai ministri dell’Energia di Algeria, Niger e Nigeria il progetto “Trans-Saharan Gas-Pipeline” (TSGP), un gasdotto che partirà dalla Nigeria per rifornire di gas la Spagna, passando attraverso Niger e Algeria. Si tratta di un’opera imponente da 10 miliardi di dollari il cui completamento è previsto per il 2015, proprio quando gli analisti prevedono che si creerà in Europa un deficit di risorse nel mercato del gas: il TSGP avrà infatti una capacità di 20/30 miliardi di metri cubi l’anno. Per il finanziamento del gasdotto, che verrà realizzato dall’algerina Sonatrach e dalla nigeriana NNPC nell’ambito del NEPAD, i tre Paesi ricorreranno ai finanziamenti dei donatori internazionali. In questo modo l’Algeria mette in cantiere il terzo progetto riguardante condotte di trasporto di idrocarburi, dopo il MedGaz, che nei prossimi anni collegherà il Paese nordafricano alla Spagna, e il Galsi, diretto in Sardegna; questi tre gasdotti previsti si affiancheranno ad altre due pipelines esistenti, il Transmed, che collega l’Italia (attraverso la Sicilia) e il Gasdotto Maghreb-Europa (GME), che attualmente rifornisce la Spagna. Pertanto, attorno al 2015 l’Algeria si troverà in una condizione di hub regionale del gas nei confronti dell’Europa meridionale, veicolando a tutto il continente, attraverso Spagna e Italia, le risorse estratte localmente e quelle trasportate da altri Paesi. In quest’ottica, l’accordo Gazprom-Sonatrach (Cfr Russia - Algeria: alleanza strategica nella partita per il controllo dell’energia) illustra bene i ruoli complementari svolti dalle due aziende nel rifornire rispettivamente Europa centrale e mediterranea, in quello che si configura ormai come un polo energetico russo-algerino.
(Riccardo Fagiani, Equilibri,
25/09/06)
Nuovo centro sismico apre ad Algeri (Il Denaro, 22/09/06)
L' Algeria, paese ad alto rischio sismico colpito nel 2003 da un terremoto che provocò oltre 2300 morti, avrà un Centro di ricerca sismica dotato delle più avanzate tecnologie. Il centro nazionale di ricerca applicata in ingegneria parasismica (Cgs) accoglierà il nuovo laboratorio a partire da giugno 2007. Il nuovo laboratorio, il primo in Africa ad essere dotato di una tavola vibrante - simulatore di sei diversi tipi di scosse sismiche - sarà fondamentale per la ricerca in numerosi ambiti, dall'habitat all'industria e lo studio accademico, e permetterà la realizzazione di progetti di collaborazione tra ricercatori specializzati.
(Il Denaro,
22/09/06)
Mons Teissier: il clima di fiducia è necessario per il dialogo
(RadioVaticana, 22/09/06)
E’ esenziale costruire un clima di fiducia per poter fortificare il dialogo. Così il vescovo di Algeri, mons. Henri Teissier, intervenuto nella seconda giornata del convegno romano “Il Mediterraneo alle soglie del nuovo millennio”. Affrontando il tema odierno “un mare tre fedi” il prelato ha presentato la situazione dei cattolici in Algeria parlando di necessità d’incontro.
(RadioVaticana,
22/09/06)
Intossicazioni alimentari: otto milioni di casi l'anno
(Il Denaro, 21/09/06)
Sono otto milioni i casi di intossicazione alimentare che ogni anno si registrano in Algeria, di cui 500 portano al decesso. Sono i dati allarmanti forniti dal rappresentante dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di Algeri, Noureddine Dekkar, in occasione della conferenza sul progetto nazionale per la salute degli alimenti che si è aperta ieri nella capitale maghrebina. L'assenza di testi giuridici e di controlli favorisce la vendita di prodotti alimentari di bassa qualità e sono molte e intossicazioni collettive che si verificano in occasione di matrimoni e feste religiose o nei campus universitari a causa delle cattive condizioni igieniche. Nel suo settore si registrano dalle 3.500 alle 5.000 intossicazioni l'anno derivanti da prodotti avariati come couscous, carne e latticini. Ogni ricovero ospedaliero (sono 36mila l'anno) costa allo stato tra i 2.000 e 3.000 dinari al giorno ( circa 22 e 32 euro). Organizzata con il sostegno della Fao, organizzazione delle Nazioni Unite per l'agricoltura e l'alimentazione, e dell'Oms, la conferenza sul progetto nazionale algerino per la salute alimentare ha riunito ad Algeri oltre 200 specialisti del settore.
(Il Denaro, 21/09/06)
Prende forma il gasdotto transahariano (Il Denaro, 21/09/06)
Prende forma il progetto di gasdotto transahariano che porterà in Europa il gas della Nigeria attraverso il Niger e l'Algeria. Lo studio di fattibilità eseguito dalla società britannica Penspen/IPA "ha dimostrato la viabilità tecnico-economica del gasdotto, battezzato Nigal" per il quale si prevede un investimento di dieci miliardi di dollari, ha detto il ministro dell'energia e miniere algerino Chakib Khelil, recentemente nominato vicepresidente dell'Opec. In una conferenza stampa al termine della consegna ufficiale dello studio di fattibilità, "il mercato europeo e la disponibilità delle riserve di gas in tutta la regione che il Nigal attraverserà" sono elementi che confermano la rentabilità del progetto "e perciò non ci saranno problemi per il suo finanziamento". - Lungo 4.128 km di cui 1.037 in Nigeria, 841 in Niger e 2.310 in territorio algerino, il gasdotto arriverà probabilmente sulla costa del Mediterraneo a Beni-Saf (estremo nord ovest dell'Algeria) da dove il gas giungerà ad Almeria, in Spagna. Tale ipotesi, ha spiegato Khelil, è privilegiata dallo studio rispetto alla possibilità di andare verso l'Italia via Sardegna, perché "più economica" in termini di costi. Oltre al tubo è prevista anche la costruzione di una ventina di stazioni di compressione. Nigal avrà una capacità di trasporto da 20 a 30 miliardi di m3 l'anno destinati soprattutto al mercato europeo "dove la domanda è in costante aumento" e dovrebbe essere pronto attorno al 2015, anno in cui i contratti di approvvigionamento in gas dell'Europa scadranno. - Il ministro nigeriano del petrolio e presidente dell'Opec Edmund Dokuro, che ha preso parte alla conferenza stampa assieme a Khelil e al ministro dell'energia e miniere del Niger Mohamed Abdullah, ha sottolineato che il progetto avrà ripercussioni positive sulla popolazione dei tre paesi perché creerà tra cinque e sei milioni di posti di lavoro.
(Il Denaro, 21/09/06)
Allo studio del governo un nuovo porto entro il 2015
(Il Denaro, 19/09/06)
Il ministro algerino dei trasporti, Mohamed Maghlaoui, e Cherif Rahmani, ministro dell'ambiente e del territorio, hanno annunciato l'avvio di un progetto concreto per la realizzazione entro il 2015 di un secondo porto per Algeri. Secondo un primo studio realizzato dal ministero dei trasporti nel quadro dello Schema nazionale per la pianificazione del territorio (Snat 2005) la nuova struttura avrà una capacità di 600 mila container all'anno. “L'attuale porto della capitale maghrebina ha raggiunto la saturazione e un suo allargamento non è possibile", spiega lo studio affermando che "l'Algeria dovrà investire due miliardi di dollari per il miglioramento dei suoi porti". Attualmente solo il porto di Bejaia (est algerino) è dotato di un terminal per i containers e dal 1997 il traffico di container ha registrato in Algeria un aumento annuo del 22 per cento.
(Il Denaro, 19/09/06)
Torna dall'esilio il leader del Fis (Peacereporter, 18/09/06)
Il leader del Fis (Fronte di salvezza islamico) algerino, Rabah Khabir, ha abbandonato l'esilio ed è tornato ieri in Algeria, accompagnato da due esponenti del Comitato di salvezza nazionale da lui formato e guidato all'estero. Una fonte ufficiale algerina ha rivelato che almeno mille algerini esiliati all'estero beneficeranno dell'amnistia voluto dal governo.
(Peacereporter,
18/09/06)
Gspc promette fedelta' ad al Qaida (Corriere della Sera,
14/09/06)
Il gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc) ha di nuovo giurato fedelta' ad al Qaida e ha promesso di proseguire la jihad - la guerra santa - in Algeria. L'annuncio e' stato diffuso attraverso una nota pubblicata su internet. Solo qualche giorno fa Ayman al Zawahiri aveva dichiarato che Gspc aveva aderito all'organizzazione terroristica guidata da Osama bin Laden.
(Corriere della Sera,
14/09/06)
Presentato un manuale per capire il codice della famiglia
(Il Denaro,
08/09/06)
Anche se la strada è ancora lunga perché la donna algerina non sia considerata cittadina di serie B, il nuovo codice della famiglia adottato un anno e mezzo fa ha segnato qualche progresso, ma gli abusi e le interpretazioni arbitrarie sono all’ordine del giorno. Un esempio è l’eccesso di zelo di certi ufficiali di stato civile che su pressione delle famiglie pretendono dalla futura sposa un certificato di verginità come condizione per le nozze, invece del normale certificato di buona salute richiesto dal codice. Altro esempio, chi celebra il matrimonio religioso davanti all’Imam senza sapere che non ha nessun valore giuridico. Il nuovo codice della famiglia è ancora uno sconosciuto per la maggior parte delle donne e di tutta la popolazione algerina, che non conosce ancora bene diritti e doveri e la gran confusione ha suggerito la necessità di un testo divulgativo che, intitolato “La volgarizzazione del contenuto del codice della famiglia”, è stato presentato ad Algeri dall’associazione per l’alfabetizzazione algerina “Iqraa”. Realizzato con il sostegno del ministero algerino della famiglia e della condizione femminile e del britannico Global Opportunities Fund, il manuale illustrato e dal linguaggio estremamente semplice, mira a spiegare in maniera chiara ed efficace i punti salienti del codice che regola ogni aspetto della vita famigliare in Algeria. “Vogliamo rendere referenziale il codice, sostenere il dialogo famigliare e trasmettere alle donne una cultura giuridica, l’80 per cento della popolazione non conosce la legge”, spiega Aicha Barki, presidente di Iqraa, sottolineando l'accessibilità del nuovo testo realizzato in lingua araba con il sostegno di una commissione giuridica e pedagogica.
(Il Denaro,
08/09/06)
Algeri sede dei Consigli economici africani (Il Denaro,
08/09/06)
L'Ucesa, unione dei consigli economici e sociali dell' Africa, avrà una sede permanente e sarà ad Algeri. I paesi membri dell' Unione di cui fanno parte quattordici Consigli economici e sociali (Ces) africani hanno approvato all' unanimità il progetto di risoluzione per la creazione di una sede permanente dell' organizzazione, concordi nella scelta dell' Algeria per la “sua disponibilità e il suo impegno costante, reiterato più volte dal presidente Bouteflika, per la causa africana”, si legge nella risoluzione citata dall' agenzia algerina Aps. “L' Ucesa non ha avuto una sede per dieci anni", dice Mohamed Seghir Babes, presidente dell' Unione riunitasi ad Algeri per un incontro su "migrazione e sviluppo”, sottolineando che “da domani Ucesa sarà matura per confrontarsi con il Comitato economico e sociale europeo”. Creata nel 1994, l' Ucesa sarà ospitata provvisoriamente nella sede del Consiglio nazionale economico e sociale di Algeri (Cnes) che si occuperà anche della sua gestione amministrativa. La prossima assemblea generale dell' unione dei consigli economici e sociali si terrà presso la città interna di Ouagadougou, Burkina Faso, nei primi sei mesi del 2007.
(Il Denaro,
08/09/06)
Due terroristi uccisi in Cabilia (Ticinonline,
07/09/06)
Due "pericolosi" terroristi islamici armati - un emiro e il suo luogotenente - sono stati uccisi ieri dalla polizia nella città nuova di Tizi Ouzou nella regione algerina della Cabilia, in pieno giorno, mentre nella vicina Beni Douala il capo della sicurezza è sfuggito per miracolo ad un attentato dinamitardo. Lo riferisce oggi tra gli altri il quotidiano 'el Watan'. Il giornale ha sottolineato che il clima della sicurezza è ancora preoccupante specie in Cabilia dove da alcune settimane un imponente dispositivo dell'esercito sta dando la caccia agli integralisti armati del Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc, vicino ad Al Qaida). I due terroristi sono stati seguiti dagli agenti mentre circolavano liberamente. Quando l'emiro Mouloud Irzouni detto 'el fermache' (lo sdentato) è uscito dal negozio di un giornalaio per raggiungere il complice che lo aspettava fuori, la polizia ha aperto il fuoco, ma un commissario è rimasto ferito ad una gamba.Quasi contemporaneamente a Beni Douala, cittadina nei pressi di Tizi Ouzou, il capo della sicurezza locale è sfuggito per miracolo ad un attentato dinamitardo: la bomba nascosta nel cofano della sua auto è esplosa mentre si accingeva a salire a bordo. La parte posteriore del veicolo è stata distrutta ma il commissario è indenne.
(Ticinonline,
07/09/06)
Aumentano i lavoratori stranieri - Italiani in terza posizione (Aise,
05/09/06)
18.191 lavoratori provenienti da 105 Paesi sono stati censiti in Algeria nel 2005. A riferirlo è il quotidiano locale "Liberté" che, nel servizio, sottolinea non solo come nel 1999, appena 7 anni fa, i lavoratori stranieri erano solo 543, ma anche che l'Algeria "da Paese di transito è diventato Paese d'accoglienza" soprattutto di operai specializzati, ingegneri e manager altamente qualificati. - Al primo posto i cinesi, che rappresentano il 45% del totale di lavoratori stranieri (censiti), seguono gli egiziani e, al terzo posto, gli italiani. Se i primi operano soprattutto nel campo dell'edilizia e opere pubbliche, e i secondi sono presenti essenzialmente nelle telecomunicazioni e nei cementifici, i nostri connazionali, primi tra i lavoratori europei, lavorano principalmente nel settore degli idrocarburi e delle opere pubbliche senza dimenticare che molti ingegneri sono impiegati direttamente da società algerine. La classifica prosegue con filippini, francesi e americani, rispettivamente in quarta, quinta e sesta posizione, mentre nel campo della ristorazione e del tessile si stanno inserendo operatori libanesi, siriani e del Pakistan.
(Aise,
05/09/06)
Cinema: l'Algeri di Teguia a Venezia (Adnkronos,
04/09/06)
Un quartiere in costruzione dove la macchina da presa cattura immagini al rallentatore. Una citta' chiusa in se stessa, dove troppe cose sono incompiute. Un patchwork sulla citta' di Algeri, dove i pezzi che la compongono sono accostati a caso. Una guerra che miete vittime, ma dove non ci sono campi di battaglia, con la conseguenza che nessuno se ne occupa. Siamo in Algeria, dove vivono la giovane Zina e Kamel, che decidono di raggiungere alcuni amici clandestini in Italia. - Un film senza una vera trama che nasce, spiega il regista Tariq Teguia, da una "lettera di intenti" e da li' si sviluppa. Sei anni di lavorazione di cui l'ultimo, intenso, per la produzione. Un film che parla di politica e terrorismo, clandestini e documenti falsi. Che fotografa Algeri senza sviluppare una storia. - Una scelta difficile che per tanti anni rende faticosa la ricerca dei finanziatori. La pellicola tralascia i costumi tradizionali e i sublimi paesaggi del Sahara, e si concentra sui sobborghi di Algeri. Nel caos Teguia cerca di affrontare quella che e' la situazione sociale, usa le sfumature, i lunghi piani di sequenza accostati a caso. Non e' pero' una tragedia. Anzi. Vuole essere un film allegro, senza rancori e nostalgie. E cosi' e' anche la musica che lo accompagna, caratterizzata da commistioni e giustapposizioni a volte ardite "ma doveva essere un patchwork anche la musica".
(Adnkronos,
04/09/06)
Preoccupazione per la legge anticonversioni (La Piazza Evangelica, 01/09/06)
Le comunità cristiane presenti in Algeria sono state ricevute da rappresentanti del governo per ottenere delucidazioni in merito alla nuova legge anticonversioni che è stata approvata di recente con l'intento di impedire le conversioni di musulmani al cristianesimo. La legge, che è entrata in vigore oggi, 1 settembre, prevede pene detentive e multe per chiunque «incita, costringe o utilizza mezzi di seduzione per convertire un musulmano a un altra religione» o «produce, detiene o distribuisce materiale stampato, audiovisivi o qualsiasi altro supporto o mezzo che scuota la fede islamica». Nel corso dell'incontro i rappresentanti delle comunità cristiane non hanno ottenuto alcuna garanzia sul modo con cui l'ordinanza presidenziale relativa alle questioni di fede sarà fatta applicare. «Cosa succederà dal primo settembre - si chiede Porte Aperte Italia -? I cristiani algerini sono divisi fra inquietudine e fatalismo».
(La Piazza Evangelica,
01/09/06)
Adesione al Wto: ripresi i negoziati (Il Denaro, 30/08/06)
Il decimo round dei negoziati bilaterali per l’adesione dell’Algeria all’Organizzazione mondiale del Commercio (Wto), previsto inizialmente in luglio, si terrà entro l’inizio di ottobre. Lo affermano fonti citate dal quotidiano “Liberte”. Questo ritardo è dovuto agli impegni in agenda del segretario generale del Wto, in particolare per portare a termine il ciclo di negoziati di Doha entro la fine del 2006. Inoltre c’é il fatto che il gruppo di lavoro incaricato del dossier algerino non ha ancora esaminato le risposte alle ultime questioni scritte poste dagli Usa e dall’Unione Europea: le risposte, trasmesse nel maggio scorso in francese al segretariato generale del Wto, attendono di essere tradotte per poi essere esaminate. Il processo di adesione dell’Algeria al Wto è iniziato nel 1987. I principali punti di discordia tra i negoziatori algerini e gli esperti del Wto restano l’apertura del settore dei servizi, le offerte tariffarie e il rispetto della proprietà intellettuale. Il prossimo round sarà dedicato allo studio del rapporto preliminare rivisto e corretto del gruppo di lavoro algerino, alle nuove offerte tariffarie e dei servizi oltre allo stato di avanzamento dei negoziati bilaterali.
(Il Denaro,
30/08/06)
Accordo con Italia per rimborso anticipato 1,7 mld dlr
(Reuters,
10/08/06)
L'Algeria ha concordato oggi con l'Italia il rimborso anticipato di un prestito da 1,7 miliardi di dollari nel quadro di un accordo con i paesi creditori del Club di Parigi, riporta l'agenzia di stato algerina Aps. In base all'accordo, Algeri può rimborsare prima della scadenza fino a 8 miliardi di dollari di debito. L'agenzia specifica che l'Italia è il sedicesimo Paese creditore a firmare un accordo di rimborso sul debito con l'Algeria, che ha già siglato intese per ripagare in anticipo un totale di 6,3 miliardi di dollari nell'ambito degli accordi del Club di Parigi.
(Reuters,
10/08/06)
Firmato memorandum Gazprom-Sonatrach (La Stampa, 08/08/06)
Patto al vertice tra colossi energetici: la russa Gazprom e l'algerina Sonatrach hanno firmato a Mosca un memorandum di reciproca intesa. Lo riporta l'agenzia di stampa Interfax, citando un comunicato del ministero dell'Energia russo. Il documento firmato considera la possibilità di uno scambio di partecipazioni nella sfera dell'individuazione di giacimenti e della produzione di gas, della creazione di joint stock company, della partecipazione in aste, nello scambio di informazioni su progetti compresi quelli nel settore del Gas Naturale Liquefatto, l'ottimizzazione delle forniture, attività di ricerca, formazione e 'upgradè delle professionalità. Il memorandum prevede la creazione di un comitato di coordinamento e di gruppi di lavoro congiunto. È stato inoltre deciso di aprire una rappresentanza Gazprom in Algeria. La firma segue di qualche mese una serie di missioni condotte da Mosca nel paese nordafricano. La prima era avvenuta a marzo ad Algeri, guidata dal presidente Vladimir Putin, accompagnato da una delegazione di uomini d'affari, compreso il numero uno di Gazprom, Alexei Miller. La seconda missione algerina in meno di tre mesi per Gazprom si era invece tenuta a maggio, guidata dal numero due del colosso del gas moscovita e responsabile export, Aleksandr Medvedev. Una visita in nome della «collaborazione a tutto campo nel settore del gas e petrolio», come riassumeva una nota del monopolista russo dopo gli incontri con Mohammed Meziane, direttore generale della società energetica algerina Sonatrach.
(La Stampa,
08/08/06)
Unione europea preoccupata per i monopolisti del gas (Canisciolti, 05/08/06)
La stampa nazionale, gli economisti e numerosi parlamentari di diversi orientamenti sono stati unanimi: l'accordo sul gas fra Gazprom e Sonatrach rappresenta una 'tenaglia' che rischia di stringere l'Italia ed i Paesi europei. Alberto Clo', esperto di energia ed ex ministro dell'Industria, in un'intervista alla 'Stampa' individua ben precise responsabilita': "Gazprom e Sonatrach, insieme, sono in grado di produrre volumi enormi. Di fronte a quelle cifre le imprese italiane hanno un potere negoziale insufficiente. E piu' il mercato si frammenta, meno potremo far valere le nostre condizioni". Per Clo' occorre inoltre 'resistere' alle pressioni di Gazprom di fornire gas direttamente sul nostro mercato domestico. Umberto Carpi, consigliere per le questioni petrolifere del ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, individua la necessita' di "una politica europea comune" per rompere l'accerchiamento di Russia e Algeria. "Bene ha fatto il ministro Bersani a scrivere a Bruxelles per sollevare la questione", continua Carpi, "e trovo singolare che il commissario europeo per l'Energia, Andris Piebalgs, non abbia ancora detto nulla. E' un problema che non richiede particolari meditazioni: serve una presa di posizione europea". Sul fronte interno, il consigliere del ministro invita le Authority ad usare "grande prudenza" nel calibrare le politiche di regolamentazione perche' nel mercato internazionale esistono "squilibri nei livelli i liberalizzazione". Massimo Polledri, senatore della Lega Nord e componente della Commissione Bilancio, invita il governo a "ripensare la decisione di separazione tra Eni e Snam Rete Gas", perche' proseguire nella politica dei "tetti" imponendo alla societa' del cane a sei zampe di scendere in Snam "vorrebbe dire consegnare le chiavi della casa di Cappuccetto Rosso direttamente la lupo, facendo il gioco di Russia e Algeria. A fronte di questo pericolo", conclude Polledri, "e' necessario irrobustire e non indebolire il competitor nazionale".
(Canisciolti,
05/08/06)
Figli dei terroristi potranno iscriversi nelle scuole pubbliche
(Peacereporter, 07/06/06)
Il ministro della Solidarietà algerino, Jamal Wald Abbas, si è impegnato a iscrivere nelle scuole pubbliche i figli dei terroristi nati nei covi dei gruppi armati e di fornire assistenza alle donne violentate dai terroristi. Secondo le stime del ministro, sono 600 i bambini nati nel periodo di clandestinità dei gruppi armati a metà negli anni Novanta. Saranno anche registrati i contratti matrimoniali di quelle coppie all'epoca coinvolte in attività terroristiche, onde potere iscrivere i figli nate da quelle unioni nelle scuole pubbliche.
(Peacereporter,
07/06/06)
Mondiali: e' scoppiata la guerra delle tv (Ansa/Basilicatanet,
04/06/06)
A cinque giorni dall'inizio dei Mondiali di calcio 2006 scoppia in Algeria lo scandalo sui diritti di trasmissione dell'evento. 'Il canale satellitare ART, detentore dei diritti - dice il direttore generale della televisione nazionale - non vuole venderci la diffusione della totalita' degli incontri e proporra' delle sintesi o l'acquisto delle carte'. La carta costa 100 euro, un prezzo che supera il salario minimo del Paese. In chiaro andranno solo quarti, semifinali e finale.
(Ansa/Basilicatanet,
04/06/06)
Sgominata banda di contrabbandieri (Peacereporter, 01/06/06)
E' stata sgominata in Algeria una rete internazionale di contrabbando di stupefacenti, composta da 6 elementi: tre algerini, un cittadino marocchino, uno turco ed un altro di nazionalità libica. Confiscati 5,1 quintali di droga e trovati euro contraffatti per un valore di 100 milioni in valuta locale.
(Peacereporter,
01/06/06)
Attentato nei pressi della stazione di Boumerdes (Ansa/Basilicatanet,
31/05/06)
Quattro feriti in un attentato dinamitardo vicino alla stazione ferroviaria di Boumerdes, 50 chilometri a est di Algeri. L'attacco e' stato attribuito al Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, movimento legato ad Al Qaida che si oppone alla politica di riconciliazione nazionale del presidente Abdelaziz Bouteflika. I feriti sarebbero due poliziotti e due civili, tra cui una donna.
(Ansa/Basilicatanet, 31/05/06)
Belkhadem nominato nuovo premier (TicinOnLine, 24/05/06)
Il segretario generale del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) Abdelaziz Belkhadem è stato nominato oggi capo del governo algerino al posto del dimissionario Ahmed Ouyahia. Lo ha annunciato un comunicato della presidenza della Repubblica. Il presidente Bouteflika - aggiunge il comunicato - "ha accettato le dimissioni di Ouyahia e gli ha reso omaggio per gli sforzi che ha fornito nel compiere la missione che gli era stata affidata". Belkhadem ha detto che il presidente "lo ha incaricato di formare la nuova squadra governativa che sarà conosciuta entro breve al termine delle consultazioni" che egli inizierà fin da oggi pomeriggio nella speranza di concluderle il prima possibile. Dichiarandosi "fiero della fiducia" accordatagli, Belkhadem ha anche detto di essere "cosciente della pesantezza del compito". Ouyahia guidava il governo dal maggio 2003, e aveva esercitato le funzioni di premier anche sotto la presidenza di Liamine Zeroual da fine dicembre 1995 al dicembre 1998. Belkhadem, islamico conservatore di 61 anni, oltre che ministro di stato e segretario generale dell'FLN (ex partito unico), svolgeva anche le funzioni di rappresentante personale del presidente Bouteflika.
(TicinOnLine,
24/05/06)