ALLE NEWS

LISTA PAESI

HOME PAGE

NOTIZIE  2006 - AFRICA Australe

Il fenomeno della corruzione (Equilibri, 16/11/06)

Tra tagli agli aiuti ed economie depresse (Equilibri, 09/11/06)

Vescovi ai preti: «Mai più preti-stregoni alla Milingo» (Marco Tosatti , La Stampa, 30/08/06)

Troppo allarme sulla chikungunya? (C.O., Misna, 10-03-2006)

Terremoti: scossa 6,9 richter in Zimbabwe e Mozambico (SwissInfo, 23-02-2006)

Diamanti: estrazione-record nel 2005 per De Beers (Euronews, 15-02-2006)

Aids: "Bastano 3euro al mese" (Romaone, 08-02-06)

To all news

Paese per Paese

Africa
Africa Australe
Africa Centrale
Africa Occidentale
Africa Orientale
Algeria
Angola
Benin
Botswana
Burkina Faso
Burundi
Camerun
Capo Verde
Ciad
Congo Brazza
Costa d'Avorio
Egitto
Eritrea
Etiopia
Gabon
Gambia
Ghana
Gibuti
Guinea Bissau
Guinea eq.
Kenya
Liberia
Libia
Madagascar
Malawi
Mali
Marocco
Mauritania
Mozambico
Niger
Nigeria
RD-Congo
Rep. Centrafricana
Ruanda
Sahara
Senegal
Sierra Leone
Somalia
Sudafrica
Sudan
Swaziland
Tanzania
Togo
Tunisia
Uganda
Zambia
Zimbabwe

Il fenomeno della corruzione (Equilibri, 16/11/06)

L’indice di corruzione percepita (PCI) appena stilato dalla Transparency International (TI) fotografa una situazione tendenzialmente omogenea: tutta l’area soffre di un’endemica corruzione causa e conseguenza di stagnante povertà e di mancanza di democrazia. Unica eccezione risulta essere il Botswana che si colloca entro il 25% dei paesi più virtuosi. Dal rapporto di TI e dall’analisi della situazione attuale di alcuni Stati dal punto di vista, economico, sociale e politico, si evince che la corruzione nasce e si alimenta da diversi fattori che creano un circolo vizioso difficile da spezzare. Verosimilmente gli Stati più corrotti sono anche quelli i cui cittadini hanno un reddito pro capite molto basso. In genere sono paesi ricchi di ingenti risorse naturali che attraggono l’interesse sia di alcune multinazionali finanziarie sia di quelle estrattive. Ciò è vero soprattutto per i paesi dell’Africa Subsahariana come, ad esempio, Mozambico, Angola e Sudafrica. Qui le elite locali sono spesso facilmente corruttibili, sempre secondo TI, da parte di capitali stranieri. Secondo gli autori del report, questo è il segno che dove maggiore è la corruzione minore è la democraticità del sistema politico e si assiste ad un netto scollamento sia a livello economico che sociale tra la popolazione e i loro governanti. A livello governativo, nell’Africa Australe, non esistono le risorse necessarie per combattere la corruzione, le riforme non riescono ad essere sufficientemente incisive poiché procedono troppo lentamente e le istituzioni create per combattere questo fenomeno spesso restano inattive sia per mancanza di fondi sia perché andrebbero a toccare aree grigie che coinvolgono direttamente le elite al potere. Si sottolinea il ruolo dei mass media: dove vi è libertà di stampa si dibatte criticamente e vivacemente il tema della corruzione e ciò aiuta a limitare tali fenomeni per evitare ricadute negative a livello di immagine e per non scoraggiare gli investimenti esteri.(…) Un articolo di Silvia Simeoni. (Equilibri, 16/11/06)

Torna ai titoli...


Tra tagli agli aiuti ed economie depresse (Equilibri, 09/11/06)

La comunità internazionale ha deciso di tagliare i fondi destinati al WFP (World Food Programme). I tagli ammonterebbero a 60 milioni di dollari statunitensi che costringerebbero l’agenzia ONU a escludere dal programma di assistenza 4,3 milioni di persone nei paesi nell’Africa australe dove opera nel quadro del raggiungimento degli obiettivi del millennio (MDG 2015). Il WFP assiste le fasce più deboli della popolazione quali i malati di AIDS e i bambini in età scolare. Lavora anche per migliorare l’alimentazione delle donne che sono generalmente la parte della popolazione più colpita dal virus dell’HIV e che spesso si trova a dover mantenere da sola la famiglia. I maggiori finanziatori del WFP nel 2006 sono gli Stati Uniti con 155 milioni di dollari statunitensi, l’UE con 84, la Gran Bretagna con 27 e il Giappone con 17. Il WFP ha affermato di necessitare nell’immediato di 63 milioni di dollari statunitensi e di altri 289 per completare il ciclo del progetto la cui scadenza è stata fissata nel dicembre 2007. Gli Stati più colpiti risulterebbero lo Zambia, lo Zimbabwe e il Malawi. I raccolti degli ultimi anni sono andati bene, ma la regione è tenuta sotto scacco dalla così detta “triplice minaccia”: altissima diffusione dell’AIDS, cronica insicurezza alimentare e incapacità dei governi di garantire beni di base e i minimi servizi sociali. (…)(Equilibri, 09/11/06)

Torna ai titoli...


Vescovi ai preti: «Mai più preti-stregoni alla Milingo» (Marco Tosatti , La Stampa, 30/08/06)

(…)La Conferenza episcopale del Sud Africa (che comprende Sud Africa, Swaziland e Botswana) ha diffuso una Lettera pastorale per intimare ai sacerdoti di smetterla di comportarsi come «Sangoma»; che in lingua zulu significa, sostanzialmente, sciamano. «Sacerdoti e religiosi devono desistere dalla pratica delle pratiche “ubungoma” che coinvolgono spiriti, e limitarsi nel loro ministero di guarigione ai sacramenti della Chiesa», scrivono i presuli dell’Africa australe. - «Osserviamo con una certa preoccupazione che molti cristiani africani, nei momenti difficili della loro vita - si legge nel documento - fanno ricorso alle pratiche della religione tradizionale». E cioè: l’intervento degli spiriti degli antenati, l’uso di spiriti-medium, la possessione tramite gli spiriti, la consultazione di veggenti per ritrovare oggetti perduti, o per conoscere il futuro, e pratiche magiche per identificare («scovare a fiuto») i nemici nascosti. «La paura del mondo degli spiriti è cresciuta, invece dell’amore del Dio di misericordia infinita rivelato da Gesù Cristo tramite la sua morte e resurrezione». Un panorama inquietante; ma non è finita lì. «Quello che è ancora più sconvolgente è il fatto che alcuni sacerdoti e religiosi (e laici come insegnanti, dottori, infermiere...) si sono ridotti a diventare indovini e guaritori». (…) «I sacerdoti agiscono in nome di Cristo, e non in nome degli spiriti degli antenati - scrivono i presuli -. Ricevono autorità e potere dalla Chiesa, e non sottoponendosi a un rituale per diventare indovini e guaritori. Fare appello a una doppia fonte di potere e autorità confonde i cristiani e mina l’immagine del prete». (…)(Marco Tosatti , La Stampa, 30/08/06)

Torna ai titoli...


Troppo allarme sulla chikungunya? (C.O., Misna, 10-03-2006)

“Penso che si stia esagerando. È meno allarmante di quanto descritto dai mezzi d’informazione” sostiene il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms/Who), Lee Jong-wook, commentando le notizie diffuse dai media sull’epidemia di chikungunya, malattia poco nota trasmessa dalle zanzare, che avrebbe già colpito migliaia di persone nelle isole Reunion, Mauritius, Seychelles, Mayotte e Madagascar nell’Oceano Indiano. La chikungunya, in swahili ‘la malattia che piega’ per via dei sintomi simili a una dolorosa forma d’artrite, è comparsa nell’isola francese di Reunion alla fine del 2004, ma ha destato l’attenzione dei mezzi d’informazione solo lo scorso mese, quando avrebbe causato “direttamente o indirettamente” la morte di 93 persone e contagiato oltre 30 turisti francesi. Aggrava le preoccupazioni il fatto che non esistono per ora né cure né vaccini contro questo virus trasmesso dalla puntura di una zanzara tropicale. Anche se la febbre può causare anche per mesi gravi dolori articolari, violente eruzioni cutanee, inabilità prolungata e, in alcuni casi, complicanze neurologiche, secondo Jong-wook, è assai improbabile che abbia conseguenze fatali. I casi mortali, anche secondo le autorità mediche locali, sarebbero dovuti in gran parte a malattie aggravate dalla febbre e dall’indebolimento delle difese immunitarie. Intanto a Mauritius si attendono i risultati dell’autopsia sulla morte di un uomo di 33 anni: se i dubbi si rivelassero fondati, si tratterebbe del primo decesso causato dalla chikungunya nell’isola. Sinora alle Mauritius sono stati segnalati 1500 casi confermati e 6000 sospetti, 1000 nelle Seychelles, 2000 a Mayotte e uno in Madagascar. (C.O., Misna,  10-03-2006)

Torna ai titoli...


Terremoti: scossa 6,9 richter in Zimbabwe e Mozambico (SwissInfo, 23-02-2006)

Una scossa di terremoto valutata al grado 6,9 della scala Richter ha colpito le regioni dell'Africa sud-orientale. Il sisma è stato avvertito in particolare nella zona al confine fra lo Zimbabwe e il Mozambico. - A Bulawayo, 450 km a sud-ovest di Harare - la capitale dello Zimbabwe - gli edifici hanno tremato, facendo cadere dal letto le persone che dormivano. La radio ha diffuso appelli alla calma. Non si hanno fino a questo momento notizie di vittime o danni. (SwissInfo,  23-02-2006)

Torna ai titoli...


Diamanti: estrazione-record nel 2005 per De Beers (Euronews, 15-02-2006)

Un anno da record per il mercato dei diamanti, e in particolare per il gruppo che lo domina, De Beers: vende i tre quinti dei diamanti nel mondo, li estrae in Sudafrica ma ha anche importanti joint venture per l'estrazione in Botswana e Namibia. Inoltre, il gruppo sudafricano acquista diamanti dai concorrenti, come Alrosa, il monopolio pubblico russo. In pratica, è ampiamente in grado di condizionare la formazione dei prezzi a livello mondiale. Nel 2005, De Beers ha estratto diamanti per 49 milioni di carati, record storico. Il fatturato è cresciuto del 15%, l'utile dell'11%. E ci si attende una crescita delle vendite intorno al 10% annuo per il prossimo quinquennio. Cresce la domanda in particolare dai paesi asiatici, Cina e India in primis, ma non ci sono grandi scoperte di nuovi giacimenti. Dopo un balzo del 30% nel 2003, De Beers ha ritoccato i prezzi due volte nel corso del 2005: più 3% a gennaio, poi un altro 3% a giugno. (Euronews,  15-02-2006)

Torna ai titoli...


Aids: "Bastano 3euro al mese" (Romaone, 08-02-06)

"Basta poco, 3 caffè al mese in meno, per salvare vite umane". E' il messaggio - che richiama ad un impegno, ad un ''dovere'', quella parte del mondo piu' fortunata e privilegiata perche' ''non faccia finta di niente'' di fronte alle migliaia e migliaia di morti per Aids nei paesi poveri - lanciato oggi dall'attore Alessio Boni, testimonial dell'Unicef per la campagna 'Uniti per i bambini, uniti contro l'Aids' che ha l'obiettivo di raccogliere fondi contro il virus Hiv. L'appello dell'attore e' ''a non essere buoni solo a Natale o quando arriva lo tsunami, basta poco, ma da tutti, ed in modo costante'' per ottenere risultati. Reduce da una missione in Malawi e Mozambico, dove l'Unicef sta operando da tempo, Boni ha raccontato, in una conferenza stampa, gli incontri avuti con gli operatori locali e con le tante persone e bambini che vivono sieropositive o malate. In Africa appena il 5% dei bambini riceve le cure necessarie contro l'Hiv. La campagna dell'Unicef vuole raggiungere l'80% entro il 2010. Per questo sono necessari 750 milioni di dollari; in un mese sono gia' stati raccolti 180 milioni. (Romaone, 08-02-06)

Torna ai titoli...