NOTIZIE - ZIMBABWE

Zimbabwe - Un uomo solo al comando (Peacereporter, 13/12/2005)

Zimbabwe - 30 arresti in vista elezioni rinnovo senato (Adnkronos/Dpa, 16/11/2005)

Zimbabwe - Aumento costo medicine contro HIV (Raiutile, 16/11/2005)

Zimbabwe – Caccia grossa per Cina e Usa in Africa (C.L., Lettera22, 18/10/2005)

Zimbabwe – Mugabe: contro l’arroganza Usa e britannica (SDA-ATS/SwissInfo, 18/10/2005)

Zimbabwe - Poliziotti arrestano migliaia di venditori ambulanti (Peacereporter, 07/10/2005)

Zimbabwe - Calciatori fuggono durante tour in Gran Bretagna (Reuters, 25/09/2005)

Zimbabwe - Aumento record dei prezzi (Rai Utile News, 20/09/2005)

Zimbabwe - Fmi: proroga di altri sei mesi (Ansa, 10/09/2005)

Zimbabwe - Telkom disconnette lo Zimbabwe (Giorn. Tecnologico, 08/09/2005)

Zimbabwe - A rischio presenza nel Fondo Monetario Internazionale (Peacereporter, 02/09/2005)

Zimbabwe - Si' del Parlamento a confisca fattorie bianchi (TicinOnLine, 30/08/2005)

Zimbabwe - Annunciata la fine delle demolizioni di baraccopoli (Redazione , Vita.it, 28/07/2005)

Zimbabwe - Mugabe fa affari d'oro con la Cina (Joshua Massarenti, vita.it, 27/07/2005)

Zimbabwe - Unicef: appello per i bambini senzatetto (Europacristiana, 26/07/2005)

Zimbabwe - Annan pronto ad accettare l'invito di Mugabe (AGE, 25/07/2005)

Zimbabwe - Solidarieta' dei Vescovi tedeschi alle vittime dell'operazione ''Murambatsvina'' (L.M., Fides, 22/07/2005)

Zimbabwe - Le espulsioni forzate potrebbero aggravare la situazione dell'aids (Irin, 07-07-2005)

Zimbabwe - Le ruspe di Mugabe: 300mila sfollati e sei morti. (Peacereporter, 04/07/005)

Zimbabwe - Mugabe nel mirino di Australia e Nuova Zelanda (Adnkronos, 02/07/2005)

Zimbabwe - Le ong possono tornare in missione (Vita.it, 29/06/2005)

Zimbabwe - Epidemia di carbonchio (Harare, 24-06-2005)

Zimbabwe - L'episcopato denuncia la brutalita' delle autorita' (Zenit, 24-06-2005)

Zimbabwe - L'agonia (Wind Rose Hotel, 23-06-2005)

Zimbabwe - 1,5 milioni i senza tetto (vita.it, 21/06/2005)

Zimbabwe - La situazione (Agenzia Fides, 21/06/2005)

Zimbabwe. Anche Mugabe al funerale sfidando le sanzioni UE (Vita.it, /07/04/2005)

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Zimbabwe - Un uomo solo al comando (Peacereporter, 13/12/2005)

Non contento del trionfo ottenuto alle ultime elezioni di novembre il presidente dello Zimbabwe, spalleggiato dal suo partito, ha fatto passare una legge che autorizza la polizia a sequestrare i passaporti dei critici del regime. Nella lista delle 64 persone “non allineate” figurano oppositori politici, giornalisti e editori di testate indipendenti, che saranno impossibilitati a lasciare il paese fino a nuovo ordine. Un giro di vite che riduce ancora di più i margini di manovra di un’opposizione ormai allo sbando. Le prime due vittime della nuova legge sui passaporti sono stati Trevor Ncube, editore dei quotidiani Standard e South African Mail & Guardian, e Themba Nyathi, membro della coalizione di opposizione del Mdc (Movement for Democratic Change). Entrambi, di ritorno da due viaggi all’estero, sono stati fermati dalla polizia all’aeroporto e si sono visti sequestrare il passaporto. Anche se non verranno arrestati, saranno comunque impossibilitati a viaggiare all’estero. Un’ottima mossa per il partito di governo, lo Zanu-Pf (Zimbabwe African National Union - Patriotic Front), che ha praticamente ridotto al silenzio l’opposizione in patria e ha sempre visto con fastidio i viaggi all’estero degli esponenti del Mdc, anche per lo scarso credito di cui gode il presidente Mugabe in alcuni paesi, soprattutto occidentali. (Peacereporter,  13/12/2005)

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Zimbabwe - 30 arresti in vista elezioni rinnovo senato (Adnkronos/Dpa, 16/11/2005)

Almeno 30 persone sono state arrestate con l'accusa di aver provocato scontri in vista delle elezioni per il rinnovo del Senato del prossimo 26 novembre. Secondo quanto precisato dalla radio pubblica, la maggior parte delle violenze si e' registrata nei giorni scorsi nelle province di Bulawayo, Midlands e Matabeleland e riguardano sostenitori del blocco delle forze d'opposizione 'Movimento per il cambiamento democratico' (Mdc). (Adnkronos/Dpa,  16/11/2005)

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Zimbabwe - Aumento costo medicine contro HIV (Raiutile, 16/11/2005)

I cittadini dello Zimbabwe affetti da Hiv/Aids sono alle prese con il drammatico aumento incontrollato dei costi dei farmaci antiretrovirali, che negli ultimi mesi è quadruplicato. All’inizio del 2005, la cura mensile costava circa 200.000 dollari dello Zimbabwe (7,60 dollari Usa): il prezzo attuale si aggira su 1,3 milioni di dollari Usa. I suoi modesti guadagni mensili, che si aggirano sui 2,5 milioni di dollari Usa, gli consentono a malapena di comprare i farmaci, ma gli lasciano ben poco per mantenere se stesso ed i suoi due bambini. Lo Zimbabwe, uno dei quattro paesi con il maggior tasso di infezioni da Hiv, sta attraversando una seria crisi economica, da cui derivano carenze di combustibile e cibo, queste ultime dovute ai ripetuti periodi di siccità e al discutibile programma governativo, che prevede di destinare terreni per consentire il passaggio della ferrovia, distruggendo così la produzione agricola e riducendo i guadagni sulle esportazioni. (Raiutile,  16/11/2005)

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Zimbabwe – Caccia grossa per Cina e Usa in Africa (C.L., Lettera22, 18/10/2005)

Cina e Stati Uniti sono sempre più in ‘concorrenza’ in Africa. In particolare sono in competizione per il controllo delle risorse energetiche del continente: l’insicurezza politica del Medio Oriente e un prezzo del greggio vicino a quota 70, ovviamente, facilitano questa ricerca africana e la relativa ‘concorrenza’ geopolitica. I numeri parlano da soli: l’Africa possiede circa l’8 per centro delle riserve petrolifere mondiali; il settanta per cento delle risorse africane è concentrato nella regione del Golfo di Guinea, dalla Costa d’Avorio all’Angola. Gli Stati Uniti importano il 15 per cento delle loro importazioni energetiche dai paesi africani (importano il 22 per cento dalla regione del Golfo persico); la Cina importa il 22 per cento dal continente. Dunque l’Africa sta diventando sempre più importante per entrambe le potenze. (…) Alcune iniziative cinesi, manco a dirlo, sono in contrasto con la politica americana nel continente: un esempio è lo Zimbabwe di Robert Mugabe. Gli Stati Uniti hanno messo di autorità il regime di Mugabe fra gli ‘avamposti della tirannia’. La Cina, recentemente, per la precisione in estate, ha ricevuto il presidente dello Zimbabwe a Pechino. Non solo: la Cina investe forti risorse finanziarie nel paese, costruisce infrastrutture, fornisce materiale militare. La questione è seria per Washington: Mugabe, con la sua politica populistica ed aggressiva contro i possidenti bianchi delle fattorie infatti ha un forte ascendente anche in Sudafrica, paese vede anch’esso la presenza di una importante classe di proprietari di fattori bianchi percepiti molto male dai ceti poveri neri. Il Sudafrica teme da sempre un effetto emulativo delle politiche aggressive di Mugabe e infatti il governo di Pretoria è contrario a sanzioni o approcci duri della Comunità internazionale contro Mugabe. Tutto ciò offre a Pechino una chance non indifferente: inserirsi nel gioco dell’Africa australe, sostenendo la posizione sudafricana in concorrenza con gli Stati Uniti. E, insieme, forse, conquistare i ricchi giacimenti di cromo per il quale va famoso lo Zimbabwe. La morale è evidente: la Cina e gli Stati si fanno concorrenza per le risorse energetiche con i mezzi a disposizione. L’Africa quindi non è più il ‘continente dimenticato’. Ma c’è un prezzo: questa competizione geopolitica rischia di ‘spaccare’ la Comunità internazionale di fronte a paesi ‘critici’ o a crisi geopolitiche come lo Zimbawe. (Claudio Landi, Lettera22, 18/10/2005)

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Zimbabwe – Mugabe: contro l’arroganza Usa e britannica (SDA-ATS/SwissInfo, 18/10/2005)

"Ancora una volta Paesi come Usa e Gran Bretagna si prendono il diritto di decidere per noi". Così il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, ha reagito alle polemiche suscitate dalla sua presenza a Roma in occasione del 60/o anniversario della Fao. "Non dobbiamo permettere questa arroganza" ha continuato Mugabe, presente alla cerimonia dell'organismo delle Nazioni Unite. "Lo Zimbabwe è un membro dell'Onu e ha tutte le ragioni di prendere parte a questa iniziativa". "Ogni Paese ha il diritto di decidere secondo il volere della sua gente" ha continuato Mugabe, che è stato sempre attorniato dalle sue guardie del corpo. "Ma sono le voci di Bush e Blair a voler decidere oggi chi governi nello Zimbabwe, in Iran, in Venezuela o in altre parti del mondo". "Io dico - ha continuato il presidente dello Zimbabwe - per quanto piccolo sia il mio Paese, con soli 14 milioni di persone, che a loro non è permesso di decidere per la mia gente". (SDA-ATS/SwissInfo,  18/10/2005)

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Zimbabwe - Poliziotti arrestano migliaia di venditori ambulanti (Peacereporter, 07/10/2005)

Squadre di poliziotti armati con manganelli e scudi anti-sommossa si sono scontrate ieri con i commercianti di strada nella capitale dello Zimbabwe, Harare, arrestando 14.706 venditori ambulanti. Le Nazioni Unite stimano in 700mila il numero di abitanti dello Zimbabwe che hanno perso le loro case nell'operazione di demolizione delle baraccopoli lanciata dal presidente Mugabe dal 19 maggio scorso. (Peacereporter,  07/10/2005)

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Zimbabwe - Calciatori fuggono durante tour in Gran Bretagna (Reuters, 25/09/2005

Otto calciatori dello Zimbabwe e due tecnici hanno abbandonato le loro squadre dopo un tour in Gran Bretagna, andando a ingrossare le fila dei cittadini del paese africano che hanno riparato all'estero per sfuggire a una grave crisi economica e politica. I dirigenti calcistici dello Zimbabwe hanno confermato oggi che sei giocatori e due tecnici del Caps United (che gioca in serie A) e due giocatori dell'Highlanders Fc sono "spariti" prima del rientro, previsto per giovedì sera, e che stanno cercando di restare illegalmente in Gran Bretagna. "Sì, posso confermare che siamo preoccupati per il fatto che alcuni giocatori e tecnici che non sono tornati coi voli previsti hanno raggiunto quelli che sono già in diaspora", ha detto un funzionario della Zimbabwe Fottoball Association. Erano circa 40 i giocatori e i tecnici di Caps e Highlands volati a Bradford una settimana fa per una partita amichevole tra i due club organizzata da alcuni residenti dello Zimbabwe. Sono circa 3 milioni gli zimbabwiani - un quarto della popolazione - che vivono e lavorano all'estero, molti di loro da clandestini, a causa della crisi economica e politica la cui responsabilità viene attribuita al discusso presidente Robert Mugabe. (Reuters,  25/09/2005)

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Zimbabwe - Aumento record dei prezzi (Rai Utile News, 20/09/2005)

Tasso annuale d'inflazione al 254,8%, incremento del 47% nei prezzi di cibo e servizi, le tasse scolastiche rincarano del 1.263,6%. I prezzi del cibo e dei servizi nello Zimbabwe sono cresciuti almeno del 47% nel mese di agosto: il più alto incremento mai avvenuto nel paese, secondo l’Ufficio centrale di statistica (CSO). Le famiglie dal basso reddito stanno attraversando momenti di difficoltà, poiché la scarsità di beni basilari continua e nello stesso tempo si verificano aumenti dei prezzi di giorno in giorno. L’inflazione ha raggiunto il 164,3% alla fine di giugno, mentre l’aumento record di luglio ha portato il tasso annuale all’attuale 254,8%. La spesa media di una famiglia di sei persone è passata da 135 $ a 227 $ nel mese di giugno e a 362 $ nel mese di luglio. L’aumento ha riguardato sia i generi alimentari sia gli altri prodotti, dopo l’incremento dello scorso mese del prezzo del petrolio e la svalutazione della moneta locale. (Rai Utile News,  20/09/2005)

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Zimbabwe - Fmi: proroga di altri sei mesi (Ansa, 10/09/2005)

Il Fondo Monetario Internazionale ha rinviato per altri sei mesi la decisione sulla espulsione o meno dello Zimbabwe dall'organismo. Il rinvio consentira' allo stato africano 'una ulteriore opportunita' per rafforzare la cooperazione con l'FMI in termini di politica economica e pagamenti'. La minacciata espulsione e' stata rinviata perche' lo Zimbabwe ha versato di recente alcuni pagamenti arretrati e adottato passi iniziali per modificare la sua politica nel settore dei tassi di cambio. (Ansa, 10/09/2005)

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Zimbabwe - Telkom disconnette lo Zimbabwe (Giorn. Tecnologico, 08/09/2005)

Non pagava la bolletta del telefono e cosi', Telkom, societa' del Sud Africa operante nel settore delle telecomunicazioni, ha deciso di staccare la spina allo Zimbabwe, isolandolo cosi' dal resto del mondo. Il clamoroso taglio, dovuto secondo fonti ben informate ad un gioco societario che mira a far conquistare a Telkom il pieno controllo del mercato, e' stato approntato nei confronti e a danno della TelOne e, ovviamente, dell'intero Paese. Lo Stato ha perso virtualmente la capacita' di parlare e questo rischia di far scoppiare una vera e propria crisi. Stando a quanto spiegato dalla Telkom, TelOne aveva un debito oramai insostenibile, quasi 18 milioni dei nostri euro! La situazione, incredibile se si pensa che poco tempo fa lo Zimbabwe disponeva di una rete efficientissima, la migliore dell'intero continente, appare drammatica se si prende in considerazione lo stato economico del Paese: l'inflazione ha ormai superato il 47%. Per evitare il collasso, TelOne starebbe ora dirottando una minima parte del traffico verso network canadesi. Questo però non sembra sufficiente a risolvere il problema. (Giorn. Tecnologico,  08/09/2005)

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Zimbabwe - A rischio presenza nel Fondo Monetario Internazionale (Peacereporter, 02/09/2005)

L'approvazione da parte del parlamento dello Zimbabwe di restrizioni costituzionali sulle liberta' civili ha costretto il Presidente sudafricano Thabo Mbeki a riconsiderare la sua funzione di mediazione con il suo vicino del nord. Il partito di opposizione Alleanza democratica ha spinto affinche' Mbeki solleciti un'offerta di denaro allo Zimbabwe per evitare la sua espulsione dal Fondo monetario internazionale. Tuttavia, il leader sudafricano ha avvisato che spingere troppo il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe o criticarlo pubblicamente, potrebbe essere controproducente. Le dimensioni e la durata del prestito non sono stati definiti dall'attuale governo e, nonostante i frequenti incontri tra i governatori delle banche centrali di entrambi i Paesi, lo Zimbabwe non ha mai pubblicamente accettato alcuna offerta. L'Fmi si incontrera' il 9 settembre e potrebbe decidere di espellere lo Zimbabwe per aver ancora 295 milioni di dollari di arretrato. (Peacereporter, 02/09/2005) – Da Europaquotidiano: Lo Zimbabwe ha effettuato un pagamento di 120 milioni di dollari al Fondo monetario internazionale (Fmi) per evitare l¹espulsione. Lo stato africano ha un debito di 295 milioni di dollari con l'Fmi, i cui vertici si riuniranno il 9 settembre per decidere della questione. (allafrica.com, citato da Europaquotidiano, 03/09/2005)

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Zimbabwe - Si' del Parlamento a confisca fattorie bianchi (TicinOnLine, 30/08/2005)

Il Parlamento dello Zimbabwe ha approvato oggi una controversa riforma costituzionale, voluta dal presidente Robert Mugabe, che autorizza la nazionalizzazione delle fattorie sequestrate ai possidenti bianchi e vieta i viaggi all'estero per le persone sospettate di pregiudicare gli interessi nazionali. L'emendamento costituzionale e' stato adottato con 103 voti contro 29. I deputati hanno inoltre deciso l'istituzione di un secondo ramo del Parlamento, il Senato, che secondo gli oppositori sara' egemonizzato dagli alleati di Mugabe. In seguito alle contestate elezioni del marzo scorso, caratterizzate secondo gli osservatori da brogli e irregolarita', l'Unione nazionale africana dello Zimbabwe-Fronte patriottico (Zanu-Pf), il partito di Mugabe, dispone di 107 seggi su 150. – (PeaceReporter: La misura e' stata giudicata 'liberticida' da alcuni gruppi per la tutela dei diritti umani, mentre Welshman Ncube, segretario generale del partito di opposizione, il Movimento per il cambiamento democratico, ha definito la riforma come ''lo stupro della democrazia''). (ATS- TicinOnLine, 30/08/2005)

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Zimbabwe - Annunciata la fine delle demolizioni di baraccopoli (Redazione , Vita.it, 28/07/2005)

Il vicepresidente dello Zimbabwe, Joyce Mujuru, ha annunciato oggi che si e' concluso il controverso programma di demolizioni delle baraccopoli che circondano la capitale Harare. L'annuncio giunge una settimana dopo una richiesta in tal senso da parte delle Nazioni Unite. Non e' tuttavia la prima volta che il governo del Paese dell'Africa australe annuncia la fine delle demolizioni. In precedenza lo stesso presidente Robert Mugabe e alcuni ministri avevano fatto annunci uguali, mentre le ruspe delle forze di sicurezza continuavano a abbattere le baracche, le misere casupole, le botteghe improvvisate dove vivono e si arrabattano centinaia di migliaia di persone fuggite dalle campagne. Mujuru, che fa le veci di capo di Stato mentre Mugabe e' in visita in Cina, ha detto ai media che la campagna di distruzioni e' conclusa e ha chiesto alla comunitaa' internazionale, compreso l'Onu, di aiutare a costruire nuove case per migliaia di senzatetto. (Redazione , Vita.it, 28/07/2005)

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Zimbabwe - Mugabe fa affari d'oro con la Cina (Joshua Massarenti, vita.it, 27/07/2005)

Il presidente dello Zimbabwe, messo al bando dalle principali democrazie internazionale per le sue violazioni ai diritti umani, e' da sabato in Cina per una visita ufficiale di sei giorni nel corso della quale ha firmato una serie di accordi militari e commerciali con il suo omologo cinese Hu Jintao. In un incontro che si e' svolto nel week-end scorso, i due capi di Stato hanno firmato un accordo di cooperazione economica e tecnica, oltre a raggiungere un'intesa di principio per una futura collaborazione tra i due rispettivi ministeri della Giustizia e di uno scambio di note per il rifornimento di materiale informatico. Inoltre, la Cina puo' usare il suo diritto di veto contro ogni misura dell'ONU contro lo Zimbabwe. Ben contento del sostegno politico e economico di Pechino, Mugabe non ha esitato a ricordare ''la lunga amicizia che lega i due Paesi''. Messo al bando dall'Occidente per le sue violazioni ai diritti umani e ad una politica economica catastrofica, Mugabe ha quindi deciso di rivolgere lo sguardo a Oriente (Cina, Malaysia e Singapore su tutti), verso alleati che ''sanno apprezzarlo'' guardandosi bene di ficcare il naso negli affari interni dello Zimbabwe. La Cina attrae gli appetiti di molti Paesi africani per la sua indifferenza nei confronti dei diritti umani. Non a caso, le autorita' di Pechino sono state tra le pochissime ad pubblicamente sostenuto le demolizioni di costruzioni e commerciali illegali di Harare. Sul versante della cooperazione, la Cina sarebbe interessata alle miniere di platino presenti in Zimbabwe. Poche le informazioni filtrate dal soggiorno di Mugabe in Cina, se non una visita nel nordest del Paese presso la sede del gruppo automobilistico Faw (First automobile works), un'azienda pubblica che ha accettato di consegnare oltre mille bus allo Zimbabwe. (Joshua Massarenti, vita.it, 27/07/2005)

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Zimbabwe - Unicef: appello per i bambini senzatetto (Europacristiana, 26/07/2005)

''Vi e' un comprensibile sdegno per cio' che sta accadendo nello Zimbabwe: piu' di 220 mila bambini sono senzatetto, privi di accesso a cibo, acqua, assistenza sanitaria e scuole'': e' la protesta espressa dal direttore generale dell'Unicef, Ann M. Veneman, a seguito del rapporto dell'inviato speciale delle Nazioni Unite sulle demolizioni di abitazioni e gli sfratti forzati nel Paese africano. ''Due mesi fa - denuncia l'Unicef - il governo dello Zimbabwe ha intrapreso una politica nazionale definita di 'pulizia' dei centri urbani: il risultato e' stato la distruzione indiscriminata di decine di migliaia di abitazioni - 700 mila persone ridotte alla condizione di senzatetto - , la perdita di mezzi di sussistenza e un impatto devastante sulla popolazione e, soprattutto sui bambini''. ''La crisi in atto - denuncia ancora l'Unicef - acuisce il dramma umanitario del paese, in cui si registra il 4° piu' alto tasso di Hiv al mondo, un'emergenza alimentare crescente, una situazione economica in declino e il piu' brusco aumento della mortalita' infantile al mondo''. Gli interventi di emergenza in Zimbabwe da parte dell'Unicef che esprime costernazione ''per il fatto che rimane virtualmente impossibile portare assistenza a tutte le persone colpite'', continueranno ad essere ampliati, sostenendo l'organizzazione di altri ospedali mobili e la distribuzione di coperte e materiali da riparo per i bambini e le loro famiglie. (Europacristiana,  26/07/2005)

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Zimbabwe - Annan pronto ad accettare invito Mugabe (AGE, 25/07/2005)

Le operazioni di distruzione delle baraccopoli in corso nello Zimbabwe - che hanno lasciato senza casa 700mila persone - costituiscono una catastrofe umanitaria e devono cessare immediatamente: lo sostiene l'Onu in un rapporto pubblicato a New York, particolarmente severo nei confronti del regime del presidente Robert Mugabe. Una severa critica nei confronti delle demolizioni viene espressa anche da mons. Pius Ncube, arcivescovo della diocesi di Bulawayo, seconda citta' dello Zimbabwe. (Radio Vaticana http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?id=43701 ) - Dal canto suo, il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, e' pronto ad accettare l'invito di Robert Mugabe a recarsi in Zimbabwe. Scambiando alcune battute con i giornalisti, oggi a Palazzo di Vetro, Annan ha confermato di essere stato invitato nel paese africano. ''Vorrei andarci per vedere come possiamo risolvere alcune delle questioni sollevate dal rapporto'' dell'inviata Anna Tibjaijuka, ha detto il segretario generale, precisando che ''non ho ancora fissato una data, ma mi piacerebbe farlo''. Annan ha spiegato che ''vorremo poter mobilitare, insieme con la comunita' internazionale, l'assistenza necessaria per aiutare la gente e lavorare inoltre con il governo per cambiare la situazione''. Secondo il rapporto della Tibjaijuka, la decisione di Mugabe coinvolge complessivamente 2,4 milioni di persone, di cui 700.000 senzatetto. (AGE,  25/07/2005)

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Zimbabwe - Solidarieta' dei Vescovi tedeschi alle vittime dell'operazione ''Murambatsvina'' (L.M., Fides, 22/07/2005)

Anche i Vescovi tedeschi intervengono per esprimere solidarieta' e vicinanza alla persone coinvolte nell'operazione ''Murambatsvina'' (Operazione ''Restaurare l'ordine'') con un messaggio firmato da Sua Eminenza il Cardinale Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca, inviato a Sua Eccellenza Mons. Michael Dixon Bhasera, vescovo di Masvingo e presidente della Conferenza episcopale dello Zimbabwe. ''I Vescovi tedeschi appoggiano con forza le domande e le preoccupazioni sollevate dalla vostra lettera Pastorale ''The Cry of the Poor e uniscono la loro voce a quella dei Vescovi dello Zimbabwe nel condannare l'enorme ingiustizia commessa ai danni dei poveri del vostro Paese'' si legge nel messaggio. ''Il percorso di violenza preso dal governo non puo' condurre alla legge e all'ordine nello Zimbabwe. Al contrario, causera' piu' sofferenze e portera' a un ulteriore declino economico. ''In questi giorni di insicurezza, desideriamo assicurare a lei e a tutti i fratelli dell'episcopato la nostra solidarieta'. La Chiesa e' chiamata a dimostrare particolare sollecitudine per i poveri e gli indifesi. Condividiamo le speranze del Santo Padre che lo Spirito del Signore possa guidare lo Zimbabwe sulla vita della riconciliazione nazionale'' concludono i Vescovi tedeschi. (L.M., Agenzia Fides,  22/7/2005)

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Zimbabwe - Le espulsioni forzate potrebbero aggravare la situazione dell'aids (Irin, 07-07-2005)

L'Associazione dei medici dello Zimbabwe per la difesa dei diritti dell'uomo (ZADHR) teme un aggravamento dell'epidemia di AIDS a causa delle demolizioni forzate in corso nelle baraccopoli della capitale. La ZADHR si preoccupa soprattutto delle conseguenze impatto che la perdita dell'alloggio puo' avere sulle famiglie, e bambini e le persone colpite dall'HIV/AIDS. La ZADHR ha evocato il caso del quartiere Hatcliffe Extension, nella periferia est di Harare, la capitale. Tra i 15.000 abitanti cacciati da questa baraccopoli, figurano 180 lattanti, orfani di almeno un genitore a causa dell'aids, nutriti dalle suore cattoliche che gestivano un orfanotrofio locale; 375 orfani piu' grandi e altri bambini a rischio, che frequentavano la scuola elementare, ormai distrutta; e 103 adulti che seguivano un trattamento antiretrovirale in un ambulatorio locale, distrutto pure lui. Dall'inizio dell'operazione ''Restaurare l'ordine'', iniziata il 19 maggio scorso, sono ormai piu' di 370.000 le persone rimaste senza un tetto. Secondo il principale partito dell'opposizione, il Movimento per il cambiamento democratico (MDC), invece, sarebbero un milione e mezzo le persone buttate in strada. La ZADHR lancia un appello perche' le associazione mediche nazionali ed internazionali esigano che il presidente Robert Mugabe arresti l'operazione. (Irin-za,  07-07-2005)

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Zimbabwe - Le ruspe di Mugabe: 300mila sfollati e sei morti. (Peacereporter, 04/07/005)

Continua l'operazione di demolizione dei quartieri poveri della capitale e di altre citta' dello Zimbabwe. Ad oggi il numero degli sfollati e' salito a 300mila, secondo una stima delle Nazioni Unite, e ci sono gia' sei vittime. Da lunedi' scorso si trova nel paese Anna Tibaijuka, direttore generale dell'agenzia Onu per il diritto alla casa, Habitat, e inviato speciale del segretario generale Kofi Annan. Deve monitorare se l'operazione di demolizione delle case e mercati abusivi lanciata a fine maggio dal governo di Robert Mugabe sia lecita; e' stata definita 'Operation Murambatsvina', ossia 'Gettiamo via la spazzatura'. Finora ha solo commentato: ''Ho chiesto agli sfollati se stessero bene, e e ho ricevuto un sonoro 'No!' all'unisono''. Mugabe, al potere da oltre 20 anni, dichiara di voler ripulire le citta' dalla microcriminalita' ed eliminare mercati illegali ed economia sommersa, a cui attribuisce la crisi cronica in cui si trova il Paese australe, un tempo tra i piu' floridi del continente. Ma dall'opposizione del Movimento Democratico (Mdc) s'accusa il governo di abbattere le favelas per punire i cittadini che hanno votato in massa contro il suo partito 'Zanu Pf' alle elezioni del 31 marzo. Intanto si sono avute le prime sei vittime, come denunciato da un rapporto del primo luglio dell'associazione 'Amnesty International'. I primi tre sono bambini del sobborgo di Chisangwatu nella capitale, feriti al capo o rimasti intrappolati dal crollo delle macerie delle baracche in cui vivevano. Le altre vittime vengono dal sobborgo di Porta Farm in Harare, dove in settimana un ragazzo impaurito e' stato investito da un'auto della polizia, una donna malata non e' riuscita a scappare davanti alle ruspe e una bimba di 18 mesi e' morta schiacciata da un muro di casa abbattuto. Leggere tutto l'articolo su Peacereporter  (Peacereporter, 04/07/2005)

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Zimbabwe - Mugabe nel mirino di Australia e Nuova Zelanda (Adnkronos, 02/07/2005)

''La comunita' internazionale deve affrontare fermamente il mancato rispetto della democrazia e dei diritti umani da parte del governo dello Zimbabwe''. A dichiararlo sono stati i ministri degli Esteri di Australia e Nuova Zelanda, Alexander Downer e Phil Goff, al termine di un incontro avuto oggi nel Queensland. I due ministri hanno quindi annunciato di voler chiedere all'International Cricket Council di consentire alle squadre di cancellare le trasferte nei paesi in cui non vige il rispetto dei diritti umani, senza per questo incorrere in sanzioni o ammende. ''Nessuna squadra sportiva dovrebbe recarsi in paesi in cui c'e' un palese abuso dei diritti umani'', ha dichiarato Goss. In Nuova Zelanda la prevista trasferta della squadra nello Zimbabwe in agosto e' stata accompagnata da forti polemiche e proteste di politici e dell'opinione pubblica, cresciute soprattutto in seguito alla decisione di Robert Mugabe di distruggere le baraccopoli situate alle porte della capitale Harare come parte di un presunto piano di rinnovamento che ha lasciato centinaia di migliaia di persone senza casa. (Adnkronos, 02/07/2005)

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Zimbabwe - Le ong possono tornare in missione (Vita.it, 29/06/2005)

Il governo dello Zimbabwe ha deciso che le ong possono assistere le vittime della sua '' pulizia '': le organizzazioni non governative possono tornare in missione umanitaria ad Harare e Bulawayo, le due citta' in cui centinaia di migliaia di persone sono diventate homeless in seguito a una controversa azione di '' pulizia urbana '' da parte dello stesso governo. Pulizia che i politici hanno giustificato come una misura anticrimine e violenza e che, invece, le organizzazioni in difesa dei diritti umani hanno condannato svelando che sarebbero piu' di 320 mila le persone rimaste senza una casa. Dopo un lungo tira e molla, il governo ha accordato alle ong occidentali il permesso di assistere i '' rifugiati '' delle sue principali citta' offrendo cibo e riparo. Ma solo a patto che le ong rispettino le sue condizioni. (Carlotta Jesi, Vita.it, 29/06/2005)

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Zimbabwe - Epidemia di carbonchio (Harare, 24-06-2005)

I servizi veterinari dello Zimbabwe hanno lanciato giovedi 23 giugno un allarme per un'epidemia di carbonchio (antrace). Anna Mujeyi, del servizio nazionale di veterinaria, ha segnalato la morte per antrace di almeno tre bovini in tre fattorie nei dintorni di Harare, la capitale. Le fattorie sono state messe in quarantena fin dall'inizio della settimana ed tutto il bestiame nei dintorni della capitale vaccinato. Ultimamente, lo Zimbabwe ha conosciuto frequenti epidemie di carbonio ed altre malattie bovine. Il paese, obbligato ad annullare le esportazioni di carne bovina, un filone molto lucrativo, si vede cosi' privato di un'altra fonte di valuta pregiata gia' cosi scarseggiante. La signora Anna Mujey ha assicurato che tutti i responsabili di servizi veterinari sono in stato di massimo allarme per evitare ogni propagazione della malattia. (Harare, 24-06-2005)

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Zimbabwe - L'episcopato denuncia la brutalita' delle autorita' (Zenit, 24-06-2005)

Con il titolo ''Il pianto dei poveri'', la Conferenza Episcopale dello Zimbabwe ha diffuso martedi' una lettera pastorale in cui si denuncia la brutalita' con le autorita' portano avanti il progetto di demolizione di baracche e la situazione di abbandono in cui sono rimaste numerose famiglie. Facendosi eco della tragedia umanitaria, l'agenzia missionaria della Santa Sede sottolinea che il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha nominato Anna Kajumolo Tibaijuka (della Tanzania) inviata speciale per indagare sugli abusi perpetrati dalle forze dell'ordine durante l'operazione ''Murambatsvina'' (''Operazione Restaurare l'Ordine'') intrapresa il 19 maggio scorso dal Governo dello Zimbabwe con il pretesto di liberare le citta' dal mercato illegale e dagli abusi urbanistici.E' in questo contesto che la polizia ha arrestato almeno 20.000 persone. Secondo l'ONU, circa 200.000 hanno perso la propria casa a causa dell'abbattimento delle baracche nei quartieri periferici delle principali citta' del Paese africano. Oltre alla capitale, Harare, l'operazione ''Murambatsvina'' interessa le citta' di Bulawayo, Mutare, Chitungwiza, Rusape, Murehwa, Gweru, Masvingo e Kadoma. I senzatetto sono ora esposti alle basse temperature dell'inverno australe. I Vescovi cattolici dello Zimbabwe, che in precedenza avevano criticato questa operazione di ''pulizia'', avvertono nella loro ultima lettera pastorale che, quattro settimane dopo la sua esecuzione, ''un numero incalcolabile di uomini, donne con neonati, bambini in eta' scolare, vecchi e malati continua a dormire all'aria aperta e sono prossimi al congelamento''. ''La pretesa di giustificare l'operazione con motivi di ordine pubblico e' totalmente infondata di fronte ai mezzi crudeli e inumani che sono stati usati per portarla a termine. Le persone hanno diritto a un riparo, e questo e' stato deliberatamente distrutto nel corso dell'operazione senza alcun preavviso'', hanno denunciato. Secondo i presuli, anche se ''tutti desideriamo il rispetto dell'ordine'', prima di procedere all'operazione di demolizione e di blocco del commercio illegale era necessario trovare alloggi e fonti alternative di guadagno. ''Condanniamo la grave ingiustizia arrecata ai poveri'', hanno scritto. L'80% degli oltre 11 milioni di abitanti dello Zimbabwe e' disoccupato. La decisione del presidente Robert Mugabe di distribuire la terra dei contadini di origine europea ai suoi seguaci ha gettato nel caos il sistema agrario del Paese, uno dei piu' avanzati dell'Africa fino a qualche anno fa, ed ha distrutto il tessuto economico dello Zimbabwe. Dividendo le grandi aziende agricole in molti lotti affidati a varie famiglie si e' passati di colpo da una produzione in larga scala ad un'agricoltura di sussistenza che sta dimostrando di non essere capace di alimentare il Paese, che ora dipende dall'aiuto estero per la propria sopravvivenza. Cio' ha portato alla crisi i Paesi vicini, che acquistavano prodotti agricoli da Harare. Mentre il Paese affonda sempre di piu' nella poverta', il Governo ha intensificato la politica di controllo della popolazione e di repressione dell'opposizione. Pur in una situazione economica drammatica, ha aumentato la dotazione finanziaria delle forze armate e dell'Organizzazione Centrale di Intelligence, che recentemente ha acquistato materiale di alta tecnologia per controllare, ed eventualmente bloccare, le comunicazioni telefoniche, telematiche e le trasmissioni radiotelevisive nel Paese e dall'estero, come ha affermato l'agenzia vaticana ''Fides''. Quest'ultima a fine maggio avvertiva del fatto che l'ultima campagna di Mugabe andava contro i commercianti di strada - persone che erano state convinte dallo stesso Presidente, con una legge del 1991, a diventare ambulanti per favorire la nascita del commercio privato - e comportava l'esplusione di numerosissime famiglie dalla periferia di Harare, nonostante un accordo raggiunto nel 2002 con il Ministro dell'Urbanesimo. Allo stesso modo, si esponeva il punto di vista dell'opposizione nello Zimbabwe, secondo la quale in questo modo Mugabe cercava di espellere buona parte della popolazione dalla citta' verso le campagne, dov'e' piu' facilmente controllabile grazie alla distribuzione degli scarsi alimenti, che sono nelle mani dei fedeli al Presidente. ''Fate una guerra contro la poverta' e non contro i poveri'', hanno chiesto i rappresentanti delle Chiese cristiane - in un appello sottoscritto anche dalla Commissione Giustizia e Pace della Chiesa cattolica nel Paese - unendo la propria voce a quanti chiedevano al Governo dello Zimbabwe di porre fine alle vessazioni delle forze dell'ordine contro gli indigenti, mentre nella capitale la polizia continuava ad arrestare i venditori ambulanti e a distruggere le loro baracche. ''Creata ad immagine e somiglianza di Dio, ogni persona ha una dignita' umana innata, che ci e' stata data non da autorita' secolari, ma dallo stesso Creatore. Questa dignita' e' stata gravemente violata dalla spietata maniera in cui l''Operazione Restaurare l'Ordine' e' stata realizzata nelle citta' e in altre zone'', afferma l'episcopato cattolico nella sua lettera ''Il pianto dei poveri'' (testo integrale disponibile in inglese su www.evangelizatio.org). - Si pensa che siano piu' di 300.000 le persone sfollate dalle loro case dal Governo dello Zimbabwe. Chiedono al Presidente nigeriano Obasanjo che, come presidente dell'UA, introduca nell'agenda della prossima Assemblea dell'ONU (Libia, 4 e 5 luglio) la crisi nello Zimbabwe. Il Segretario Generale dell'ONU e' stato esortato a condannare pubblicamente questi eventi e ad adottare misure per limitarli. (Zenit, 23-06-2005) 

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Zimbabwe - L'agonia (Wind Rose Hotel, 23-06-2005)

Per il vescovo cattolico Oskar Wermter, ex segretario della Conferenza episcopale dello Zimbabwe, quello che sta succedendo nel suo Paese e' qualcosa di "perverso e folle". La chiamano "Operazione Murambatsvina", che in una delle lingue locali, lo Shona, significa "ripulire dalla spazzatura", e va avanti da piu' di un mese. Consiste in campi coltivati e piccoli orti distrutti, baracche abbattute, e un milione e mezzo di senzatetto. Ufficialmente si tratta di misure straordinarie adottate dal governo di Mugabe per ridurre i rifiuti e salvaguardare l'ambiente. Ma guarda caso le vittime dell'operazione coincidono in buona sostanza con quella parte della popolazione che alle recenti elezioni generali aveva votato per l'opposizione (proletariato e sottoproletariato urbano). Gli oppositori di Mugabe non esitano ad accusare il presidente di voler emulare il governo di Pol Pot in Cambogia, costringendo gli elettori a tornare in campagna. In ogni caso la situazione e' veramente drammatica. Per chi vuole informarsi a dovere, in rete c'e' questo link in italiano. E questo altro, di qualche giorno fa. Anche Enzo Reale (1972), ieri, ha messo insieme una serie di links. Qui, tra l'altro, le immagini del disastro. Poche le illusioni che qualcosa o qualcuno possa cambiare le cose. Parlarne nei blogs, pero', e' sempre meglio di niente. (Wind Rose Hotel, 23-06-2005) - Vedi anche Misna-Primo Piano

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Zimbabwe - 1,5 milioni i senza tetto (vita.it, 21/06/2005)

Questo il bilancio della strategia adottata dal Presidente Mugabe per smantellare i rifiuti nei quartieri poveri di Harare. Campi coltivati distrutti, baracche abbattute, piccoli orti rasi al suolo. Fa tutto parte delle misure straordinarie intraprese dal governo dello Zimbabwe per ridurre i rifiuti e salvaguardare l'ambiente. A farne le spese sono pero' gli strati piu' poveri della popolazione della capitale Harare che utilizzano gli appezzamenti di terreno liberi vicini alle proprie case per coltivare le verdure necessarie al sostentamento. Nell'operazione "Murambatsvina" la polizia ha lasciato circa 1,5 milione di senzatetto, secondo le stime delle Nazioni Unite che hanno gia' deciso di mandare un inviato per controllare i danni causati dalla campagna contro i rifiuti indetta dal governo. Le forze di polizia hanno inoltre arrestato 30 mila venditori ambulanti perche' accusati di danneggiare l'economia vendendo sul mercato nero beni alimentari. Preoccupato per la situazione il vescovo della chiesa cristiana di Harare, Oskar Wermter, ha definito questa politica "perversa e folle". Secondo il vescovo queste persone non dimenticheranno mai che sono state private del loro cibo. "E' un cambiamento radicale, e' l'inizio della fine, ma la fine sara' terribile'' - ha detto Wermter - . I senza tetto dormono all'aperto, bambini piccoli e adulti muoiono di Aids e coloro che pensano di avere ancora una decenza difendono questa operazione che e' un crimine contro l'umanita'". Lo Zimbabwe e' un paese con tasso di iperinflazione del 144% e l'80% di disoccupati. Molte famiglie sopravvivono grazie a quello che coltivano nei piccoli orti. In questo momento il paese deve importare 1,2 milioni di tonnellate di alimenti per far fronte alla riforma agraria che ha distrutto le coltivazioni. Charlie Hewat, direttore esecutivo dell'Environment Africa, ha dichiarato che un controllo dell'agricoltura urbana e' necessario e essenziale per la crescita delle citta', ma ad Harare non e' presente nessun piano di assegnazioni legali dei lotti. L'opposizione che ha negli strati piu' poveri della popolazione il maggior numero di elettori ha accusato il presidente Robert Mugabe di voler emulare il governo di Pol Pot in Cambogia, facendo ritornare alle campagne i votanti per "rieducarli". Una rappresaglia politica che segue le elezioni del 31 marzo. (Vita.it,  21/06/2005)

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Zimbabwe - La situazione (Agenzia Fides, 21/06/2005)

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha designato la tanzaniana Anna Kajumolo Tibaijuka inviato speciale per indagare sugli abusi commessi dalle forze dell'ordine durante l'operazione ''Murambatsvina'' (Operazione ''Restaurare l'ordine'') avviata il 19 maggio dal governo locale con il pretesto di liberare le citta' dal mercato nero e dagli abusi edilizi. La polizia ha arrestato almeno 20mila persone da maggio a oggi. Secondo le Nazioni Unite circa 200mila persone hanno perso la loro abitazione a causa della demolizione delle baracche dei quartieri periferici delle principali citta' del Paese. Oltre alla capitale Harare, l'operazione ''Murambatsvina'' interessa le citta' di Bulawayo, Mutare, Chitungwiza, Rusape, Murehwa, Gweru, Masvingo e Kadoma. I senza tetto sono esposti alle basse temperature dell'inverno australe (nello Zimbabwe la temperatura media della notte in questo periodo e' di 6 gradi Celsius). I Vescovi cattolici dello Zimbabwe, che gia' in precedenza avevano criticato l'operazione ''Murambatsvina'' (vedi Fides 30 maggio 2005), sono tornati sull'argomento con una recente Lettera Pastorale intitolata ''Il pianto dei poveri''. ''Un numero incalcolabile di uomini, donne con neonati, bambini in eta' scolare, vecchi e malati, continua a dormire all'aria aperta e sono prossimi al congelamento'' scrivono i Vescovi che aggiungono: ''queste persone necessitano urgentemente di un riparo, cibo, vestiti, medicine ecc… La pretesa di giustificare l'operazione con motivi di ordine pubblico e' totalmente infondata di fronte ai mezzi crudeli e inumani che sono stati usati per portarla a termine. Le persone hanno diritto a un riparo, e questo e' stato deliberatamente distrutto nel corso dell'operazione senza alcun preavviso''. ''Mentre tutti desideriamo il rispetto dell'ordine, prima di procedere all'operazione di demolizione e di blocco del commercio illegale, occorreva provvedere alloggi e fonti alternative di guadagno. Condanniamo la grave ingiustizia arrecata ai poveri''. I Vescovi ricordano che tutto l'insegnamento della Chiesa, non solo e' rivolto al rispetto della dignita' umana ma pone al centro i poveri. L'Agenzia cattolica CISA di Nairobi ha raccolto testimonianze di sacerdoti e religiose che vivono nei quartieri interessati dall'operazione ''Murambatsvina''. Secondo un sacerdote che opera nella baraccopoli di Sakubva, alla periferia di Mutare, ''nelle ultime due settimane tutte le baracche sono state demolite, cio' significa che oltre 100mila-120mila persone (ed e' una stima prudente) hanno perso la loro casa. Dove andranno? La scorsa settimana la maggior parte delle persone vivevano all'aperto. Adesso una buona parte di loro se ne sono andate. Alcune sono tornate nella campagne, sebbene, penso che siano la minoranza. Alcuni non hanno case di campagna, altri ne hanno ma non vogliono andarci perche' non c'e' cibo ne' fonti di reddito. Penso che molti abbiano trovato una sistemazione, una stanza, da qualche parte a Sakubva o in altre baraccopoli. I prezzi degli affitti infatti sono raddoppiati: la gente spende i suoi miseri guadagni solo per pagare l'affitto di un mese (e poi dopo?)''. (L.M., Agenzia Fides, 21-06-2005)

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Zimbabwe. Anche Mugabe al funerale sfidando le sanzioni UE (Vita.it, 07/04/2005)

Il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, e' partito da Harare, deciso a partecipare ai funerali di Giovanni Paolo II, malgrado le sanzioni che gli vietano i viaggi entro i confini dell'Unione Europea. L'iniziativa del controverso capo di stato africano e' stata immediatamente criticata da una delle voci piu' dure contro Mugabe in materia di diritti umani, l'Arcivescovo cattolico Pius Ncube. "Quell'uomo sfruttera' l'occasione per volare in Europa e farsi pubblicita' - ha detto l'Arcivescovo - e' senza vergogna". (Vita.it, 7 aprile 2005)

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