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Zambia – Affari d’oro per i coltivatori espropriati da Mugabe (M.F., Peacereporter, 30/12/2005)
Sono passati ormai cinque anni dalla famosa riforma agraria varata dal presidente Robert Mugabe in Zimbabwe: in pochi mesi 4.000 farmers bianchi, al tempo possessori del 70 percento delle terre coltivabili, furono brutalmente espropriati delle loro fattorie con contorno di violenze condotte dalle bande armate sostenute dalle autorità. Da allora quattro quinti dei coltivatori bianchi hanno lasciato il paese per rifugiarsi oltreoceano, in Australia o Gran Bretagna. Una minoranza ha invece preferito rimanere sul continente, allettata dalle offerte dei paesi vicini che hanno visto in questi “nuovi profughi” un indispensabile strumento per rivitalizzare le loro agricolture al collasso. Le autorità di Zambia e Mozambico hanno visto giusto: in pochi anni la produzione agricola è più che quintuplicata, mentre nello Zimbabwe si muore di fame. Arrivi in sordina. Il fenomeno non è conosciuto ai più perché, in un periodo di riforme agrarie radicali come quelle in preparazione in Namibia e Sudafrica, in Zambia e Mozambico si preferisce mantenere un profilo basso per evitare problemi diplomatici. Soprattutto con il governo di Mugabe che mal tollera che il proprio paese, un tempo il granaio dell’Africa, sia ora costretto a importare mais da Zambia e Mozambico, dove l’arrivo dei farmers bianchi ha creato una vera e propria rivoluzione. Le nuove fattorie, nate grazie alla concessione di generosi prestiti da parte di banche e multinazionali del tabacco, danno lavoro a più di 30 mila persone e garantiscono livelli di produzione fino a pochi anni fa impensabili. Creando anche meno tensioni sociali, visto che quelle coltivate dai bianchi erano terre incolte e sono state date in concessione per svariati decenni, ma restano comunque di proprietà statale. Piccoli correttivi per evitare i problemi nati nello Zimbabwe.
(Mario Fagotto,
Peacereporter, 30/12/2005)
Zambia - 11a equipe di medici militari in Zambia (Cri, 28/09/2005)
Ieri l'11a equipe di medici militari cinese è partita da Pechino per recarsi in Zambia ad adempiere al proprio compito di soccorso che durerà un anno e mezzo. L'equipe è composta da medici e personale di sicurezza. Sin dal 1984, le truppe cinesi hanno inviato continuamente 11 gruppi nello Zambia, per un totale di un centinaio di medici militari per aiutare a curare una gran mole di casi clinici difficili e complicati tra i soldati e dei civili locali.
(Cri, 28/09/2005)
Zambia - Chiuso settimanale cristiano (Radio Vaticana, 23/08/2005)
Il "National Mirror", l'unico settimanale cristiano della Zambia, ha cessato le pubblicazioni. Ne da' notizia
l'agezia Eni. Il settimanale venne fondato nel 1972. Attuale editrice era la societa' mista Multimedia Zambia, una societa' creata dalla Conferenza episcopale e dal Consiglio delle Chiese della Zambia. Il segretario dei vescovi don Paul
Samasumo, si e' detto dispiaciuto della decisione di Multimedia Zambia di cessare le pubblicazioni ed ha auspicato la rapida riuscita del
"National Mirror" "una volta completata la sua ristrutturazione". Il segretario del Consiglio delle Chiese, il pastore Japhet
Ndhlovu, ha da parte sua rilevato che il settimanale "funzionava secondo una concezione obsoleta di regole in materia di concorrenza". Intanto l'editrice ha inviato lettere di licenziamento a tutti i dipendenti.
(Dia - MANCINI - Radio Vaticana,
23/08/2005)
Zambia - Gu Xiulian incontra gli ospiti dello Zambia (China Radio International, 11/07/2005)
Il vice presidente del Comitato permanente dell'Assemblea Popolare Nazionale Gu Xiulian ha incontrato oggi a Pechino il ministro della Difesa dello Zambia Wamundila Muliokela e il suo seguito. Le due parti hanno proceduto ad uno scambio di vedute sulle relazioni bilaterali e sui problemi di comune interesse. Gu Xiulian ha detto che la Cina apprezza e ringrazia il governo zambiano per la sua persistenza nella politica di una sola Cina e per l'appoggio concessole circa il problema dei diritti umani e negli affari internazionali. (China Radio International, 11/07/2005)
Zambia. Allarme rifugiati (Vita.it, 20-06-2005)
Sono centinaia di migliaia i rifugiati interni al continente africano, e in occasione della giornata mondiale lo Zambia lancia l'allarme. Le regioni di confine dello Zambia continuano ad ospitare 150.000 rifugiati, in larga parte Angolani fuggiti dal loro paese durante la guerra civile (1975-2002): lo hanno riferito le autorita' di Lusaka, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, denunciando una situazione ''che rischia di finire fuori controllo'' a causa del mancato rimpatrio di decine di migliaia di profughi, come previsto da programmi concordati con i paesi d'origine. Ne ha dato notizia l'agenzia Misna il 20 giugno scorso. Secondo Joseph Chilengi, direttore esecutivo dell'organizzazione 'Africa Internally displaced persons voice', ''il problema dell'insediamento spontaneo di rifugiati in Zambia e' in continuo aumento e va affrontato concretamente e con la massima urgenza''. Oltre agli Angolani, stabilitisi nel nordovest e nell'ovest del Paese, lo Zambia accoglie anche gruppi di richiedenti asilo provenienti dalla Repubblica democratica del Congo: l'ultimo flusso ha varcato la frontiera nel marzo dello scorso anno per sfuggire agli scontri tra esercito governativo e guerriglieri 'Mayi-mayi' nella provincia di Dikulushi, un'area mineraria particolarmente ricca nella regione congolese del Katanga.
(E.Citterio, vita.it, 20-06-2005)
Zambia - Salgono a 50 le vittime dell'esplosione in miniera (Peacereporter, 21-04-2005)
Sale a 50 il numero delle vittime dell'esplosione nella miniera che ieri ha sconvolto la Zambia. Il ministro delle risorse minerarie, Kaunda Lembalemba, ha dichiarato che ci si aspetta un aumento del numero di morti. L'esplosione e' avvenuta a Chambishi, a 300 chilometri a nord di Lusaka, causata dalla fabbrica di esplosivi della mina, che appartiene a cinesi.
(Peacereporter, 21-04-2005)
Zambia. Incidente in miniera di rame (Peacereporter, 20 aprile 2005)
Quarantasei minatori sono morti a seguito di un incidente nella miniera di rame di Chambishi, a 400 km a nord di Lusaka, nello Zambia. Lo ha riferito Ruiyong Xu, il dirigente della miniera, di proprieta' della compagnia cinese 'Nfc'. Ancora 4 persone risultano disperse. Il ministro delle Miniere, Kaunda Lembalemba, ha dichiarato che l'esplosione e' avenuta in una fabbrica di esplosivi nella zona della miniera, ma ha aggiunto di non essere in grado di spiegare la tragedia.
(Peacereporter, 20 aprile 2005)
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