NOTIZIE - UGANDA

Uganda – Condanna della Corte penale internazionale per reati in Congo (C.A., Osservatorio sulla legalità, 20/12/2005)

Uganda - Uccisi ribelli dell’ LRA e siglato accordo di cooperazione (WarNews, 14/12/2005)

Uganda - Summit Commonwelth 2007: piano di interventi per alberghi e infrastrutture (Adnkronos, 11/12/2005)

Uganda - Matite al posto dei mitra (Libero News, 17/11/2005)

Uganda – Museveni mette in discussione il ruolo delle ONG (Parks.it, 15/11/2005)

Grandi Laghi (Burundi, RDCongo, Ruanda, Uganda) - Una regione martoriata da quindici anni di guerre civili (B.L., Avvenire, 06/11/2005)

Uganda - Dall'Aja cinque mandati di arresto per l'LRA (S.C, Vita.it, 07/10/2005)

Uganda - Museveni minaccia l’invasione nel Congo (O.P.,WarNews, 05/10/2005)

Uganda - Per la prima volta i libri liturgici tradotti in lingua Karimojong (Fides, 05/10/2005)

Uganda – Richiesto mandato d'arresto per Kony forse in fuga in RDC (Osservatorio sulla legalità, 26/09/2005)

Uganda - Ministro Esteri: ribelli dell'Lra chiedono asilo politico al Congo (PeaceReporter, 23/09/2005)

Uganda – Imboscata di ribelli dopo mesi di ‘calma’ (M.Z., Misna 22/09/2005)

Uganda - Sudan aiutera' Uganda contro l' LRA di Kony (Osservatorio sulla legalita' 08/09/2005)

Uganda – Bimbi Neri, notti bianche: trama del film (E.C., Vita.it, 02/09/2005)

Uganda - "Bimbi neri notti bianche" di Giobbe Covatta a Venezia ((Agenzia Aise, 31/08/2005)

Uganda - L'arcivescovo di Gulu denuncia un aumento di suicidi in campi profughi (Misna, 25/08/2005)

Uganda - Ucciso un alto funzionario di una ONG. Ancora nessun fermo (Peacereporter, 24/08/2005)

Uganda - Almeno 40 morti al confine con il Sudan (O.P., WarNews, 21/08/2005)

Uganda - Ritorna 'on air' K-FM (O.P., WarNews, 21/08/2005)

Uganda - Referendum: votanti disertano le urne (Misna, 29/07/2005)

Uganda - Si vota sul multipartitismo (Redazione Vita, 28/07/2005)

Uganda - Swahili seconda lingua ufficiale (Misna, 12/07/2005)

Uganda - Dati ufficiali, si riducono i casi di aids (Misna, 08/07/2005)

Uganda - Nuovo scontro a fuoco in un campo profughi (WarNews, 29/06/2005)

Uganda - Esercito privato arruola per l'Iraq (G.M., Vita.it, 12/05/2005)

Uganda - La pace si allontana (WarNews + Peacereporter, 20 marzo 2005)

Uganda - Autorita' del Nord a CPJ: non arrestate ribelli (Misna, 16/03/2005)

Uganda - Ribelli uccidono 7 persone (PeaceReporter 11/03/2005)

Uganda - Scade la tregua e tornano i massacri ( WarNews, 26/02/2005)

Uganda - Nord del paese, una delle zone piu' povere della regione (Misna, 23/02/2005)

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Uganda – Condanna della Corte penale internazionale per reati in Congo (C.A., Osservatorio sulla legalità, 20/12/2005)

La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che l'Uganda ha violato la sovranita' della Repubblica democratica del Congo e violato le leggi internazionali umanitarie e sulla protezione dei diritti umani. L'Uganda, ha riconosciuto la Corte, ha ingaggiato attivita' militari in parte del territorio della RDC, occupando il distretto di Ituri, prelevando risorse naturali locali e fornendo supporto militare, logistico, economico e finanziario alle forze irregolari che avevano operato nel territorio della RDC. Pertanto ha anche violato il principio di non uso della forza nelle relazioni internazionali ed il principio di non intervento. Inoltre le sue truppe hanno commesso omicidi, torture, e altre forme di trattamento disumano sulla popolazione civile congolese, distruggendo villaggi ed edifici civili senza fare distinzione fra obiettivi militari e civili e violato i diritti umani nel corso delle ostilita' fra le forze militari ugandesi e ruandesi a Kisangani. Inoltre l'Uganda ha costretto a divenire soldati dei bambini congolesi ed ha inciso sul conflitto etnico locale. Nel 2002, un comitato di esperti dell'ONU aveva gia' pubblicato un rapporto in cui accusava ufficiali dell'esercito ugandese ed imprese dell'Uganda di asportare un gran volume di risorse naturali della RDC. In base ai capi d'accusa di cui l'ha riconosciuta colpevole, la Corte de L'Aja ha ieri condannato l'Uganda a risarcire la RDC, considerando appropriata la richiesta di 10 miliardi di dollari chiesta dalle autorita' congolesi. La decisione dl tribunale dell'ONU non puo' essere appellata, anche se le autorita' ugndesi hanno protestato, sottolineando il gran debito estero del loro Paese. L'ambasciatore ugandese all'ONU, Francis Butagira, ha accusato di recente il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di non agire contro "le forze negative" che amministrano la Repubblica congolese, che a suo dire si sarebbe trasformata in un coacervo di forze ribelli che combattono l'Uganda. In settembre, l'Uganda ha detto che ribelli dell'LRA erano passati attraversato il Sudan nella RDC ed il presidente Museveni ha avvertito che li avrebbe stanati in territorio congolese, a meno che la missione ONU in Congo (MONUC) avesse agito contro di loro. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha in quell'occasione ammonito l'Uganda, dicendo che tale atto sarebbe stato una violazione di diritto internazionale. Il capo dei ribelli ugandesi, Joseph Kony, e cinque suoi luogotenenti sono stati colpiti da mandato di cattura internazionale della Corte Criminale internazionale, con decine di capi d'accusa per crimini di guerra e contro l'umanita'. Il Sudan sta coadiuvando l'Uganda in conformita' alle promesse di collaborazione fatte da Khartoum, mentre la Repubblica Democratica del Congo si e' sempre mostrata restia alla collaborazione, dati gli attriti esistenti. (Carla Amato, Osservatorio sulla legalità,  20/12/2005)

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Uganda - Uccisi ribelli dell’ LRA e siglato accordo di cooperazione (B.G., WarNews, 14/12/2005)

L’UPDF ha attaccato i ribelli del Lord’s Resistance Army uccidendone sei al confine fra Sudan e Congo. Cinque fucili sono stati recuperati dai ribelli durante la breve battaglia venerdi scorso nella zona “No man’s land”. Un portavoce dell’esercito, Cap. Paddy Ankunda, ha riferito ieri, secondo il New Vision, che molti di loro - guidati da Vincent Otti - erano fuggiti verso il profondo Congo, aggiungendo che non gli è permesso seguire i ribelli nel Garamba National Park del Paese. Nel frattempo fonti militari affermano che il capo dell’LRA Joseph Kony sia protetto da alcuni ufficiali dell’esercito sudanese vicino a Nisitu, a sud-est della capitale del sud Sudan. (Beatrice Giunta, WarNews,  14/12/2005)

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Uganda - Summit Commonwelth 2007: piano di interventi per alberghi e infrastrutture (Adnkronos, 11/12/2005)

Sara' l'Uganda a ospitare nel novembre del 2007, il prossimo summit dei Paesi del Commonwealth. Il paese considera questo appuntamento come un'occasione importante anche per promuovere il turismo, e infatti nei prossimi 24 mesi si prevedono grandi lavori soprattutto per migliorare l'ospitalita', creando nuovi alberghi e nuove infrastrutture anche in grado di accogliere meeting e congressi. Nel frattempo, la Civil Aviation Authority dell'Uganda consentira' a breve la riapertura dell'aeroporto di Tororo, dove sono stati conclusi i lavori della pista e della recinzione. Questo consentira' di incrementare i collegamenti da Kampala/Entebbe con la regione confinante del Kenya. Sono invece appena iniziati i lavori per migliorare la pista dell'aeroporto di Kimaka a Jinja. Nel piano di sviluppo indotto rientra anche l'aeroporto di Kasese, ai piedi delle Rwenzori Mountains (le Montagne della Luna). (Adnkronos,  11/12/2005)

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Uganda - Matite al posto dei mitra (Libero News, 17/11/2005)

In mostra all'Università Cattolica di Milano i disegni dei bambini-soldato, testimoni e loro malgrado protagonisti della guerra civile in Uganda. Elicotteri che sorvolano i villaggi ugandesi, scene raccapriccianti di decapitazioni, fuoco e sangue sono i temi dominanti dei disegni dei bambini-soldato raccolti in una mostra in corso all'Università Cattolica di Milano e organizzata dalla Fondazione Pubblicità progresso. Su fogli di ogni tipo, da disegno o da quaderno, a volte forati ai lati e ingialliti o sporchi, è tratteggiato il racconto straziante di una violenza quotidiana pressoché incessante, intervallata da rari spazi di tregua. Liberi di impugnare matite colorate al posto dell'abituale fucile, i bambini rappresentano scene di guerra, morti e distruzione, ma anche squarci di speranza, momenti di lezione nei campi dei rifugiati, di raccolta dell'acqua o di ricostruzione di case. Il racconto di questi piccoli testimoni - e protagonisti loro malgrado - della guerra civile in Uganda si snoda in tre sezioni che ripercorrono il vissuto e l'immaginario l'infantile tra passato, presente e futuro. D'impatto particolarmente duro, com'è ovvio, la prima sezione. In mostra, disegni per lo più a matita nera, che ricordando capanne bruciate, eccidi, deportazioni di massa, bambini spesso costretti a trasportare bagagli enormi e soprattutto elicotteri, utilizzati in gran numero per il mitragliamento al suolo della popolazione civile. Dopo la deportazione, i disegni raccontano l'inquadramento nei corpi paramilitari, con bambini ritratti di fronte a graduati raffigurati sempre con mitra e telefono portatile. Nelle sezioni relative ai temi del presente e del futuro torna il colore, la scuola è rappresentata positivamente, i programmi di riqualificazione agricola ed edile vengono raffigurati con grande serenità, i responsabili dei progetti sono colorati a tinte allegre e con il viso sempre sorridente, ma anche loro vengono regolarmente ricordati con il telefonino in mano, oggetto che per i bambini rappresenta evidentemente il simbolo di una qualsiasi responsabilità. "Quando ci trovammo a doverci prendere cura dei bambini-soldato, cioè di bambini che sono stati oggetto di violenze inaudite - spiega Alberto Piatti, segretario generale dell'Avsi - una sensazione di impotenza ebbe inizialmente il sopravvento. Dopo un lungo lavoro, abbiamo capito che il punto fondamentale è quello di restituire a questi ragazzi la loro umanità offesa, ma non uccisa". "L'ingiustizia più atroce - conclude Monica Maggioni, inviata del Tg1 che ha collaborato alla diffusione del progetto dell'Avsi - è che questi ragazzi, quando sopravvivono e tornano a casa, continuano a essere vittime. La prima volta perché sono stati rapiti, strappati alle famiglie, torturati. La seconda adesso: accusati o additati di crimini commessi loro malgrado". La mostra ha luogo dal 14/11/2005 al 01/12/2005, a Milano, nella Sede di Via Nirone 15.  Sito Università Cattolica-Eventi - (Libero News, 17/11/2005)

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Uganda – Museveni mette in discussione il ruolo delle ONG (Parks.it, 15/11/2005)

Il Presidente dell’Uganda ha intimato le Organizzazioni Ambientaliste Internazionali sulle possibili minacce per le zone umide dell’Uganda, durante il suo discorso tenuto nel corso della 9a Conferenza dei Partiti sulla Convenzione di Ramsar. “La quarta più grande minaccia per la degradazione delle zone umide è rappresentata dalle ONG Ambientaliste Internazionali”, ha asserito il Presidente Yoweri Museveni. – Vedi notizia completa in inglese (in PDF): IUCN.ORG (Parks.it,  15/11/2005)

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Grandi Laghi (Burundi, RDCongo, Ruanda, Uganda) - Una regione martoriata da quindici anni di guerre civili (B.L., Avvenire, 06/11/2005)

Sgominare i gruppi armati irregolari, privandoli dei rifornimenti di armi e di ogni sostegno finanziario, è una delle tappe fondamentali per promuovere la pace nei Grandi Laghi africani. È quanto riaffermato, in un recente incontro regionale, dai rappresentanti dei governi della Repubblica democratica del Congo, dell'Uganda, del Ruanda e del Burundi. Quattro Stati che, con l'esplosione della guerra civile burundese del '92 e il genocidio ruandese del '94, sono saliti più volte alla ribalta della cronaca internazionale per stragi e battaglie. Per riportare la pace nella regione, hanno formalmente ribadito le 4 delegazioni riferendosi in particolare a 9 gruppi armati ‘ufficialmente' operanti nell'est dell'ex-Zaire, è necessario che siano applicate sanzioni su visti e conti bancari anche nei Paesi confinanti. Il blocco del contrabbando e del traffico d'armi non sarà sufficiente a garantire la pace, rilevano fonti della società civile congolese. Alcuni Stati devono infatti ritrovare, come ha fatto il Burundi, una stabilità interna. La R.D.Congo deve ancora portare a conclusione il periodo di transizione postbellico mentre il Ruanda ha le prigioni stracolme di persone accusate di corresponsabilità nel genocidio del '94. Con l'introduzione dei tribunali tradizionali, i "gacaca", la situazione è addirittura peggiorata. Sulla base del ‘sospetto' finiscono in carcere anche persone non responsabili di tali fatti come padre Guy Theunis, il 63enne missionario d'Africa arrestato 2 mesi fa mentre era in transito e tuttora detenuto a Kigali. (Beatrice Luccardi, Avvenire,  06/11/2005)

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Uganda - Dall'Aja cinque mandati di arresto per l'LRA (S.C, Vita.it, 07/10/2005)

Cinque mandati di arresto sono stati emessi dalla Corte penale internazionale (Cpi) nei confronti di altrettanti capi dell'Esercito di Resistenza del Signore (Lra), il gruppo ribelle che insanguina il nord dell' Uganda da 19 anni. Lo rende noto la Bbc online, che specifica che non sono stati rivelati i nomi delle persone incriminate, anche se appare scontato che tra esse al primo posto ci sia il leader del gruppo, il 'santone' Joseph Kony. Le incriminazioni della Corte includono le accuse di omicidio, mutilazioni, torture, violenza carnale e sequestro di bambini. La Cpi, istituita alla meta' del 2003 in base a un accordo firmato a Roma nel 1998, ha sede all'Aja, e' la prima Corte permanente chiamata a giudicare persone ritenute responsabili di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanita'. Nel corso della sanguinosa azione dell'Lra, si calcola che siano state uccise circa 100.000 persone, oltre 20.000 i bimbi rapiti - serve concubine le ragazze e minimiliziani i maschi - mentre 1,6 milioni di persone, in pratica tutta la popolazione civile del Nord dell'Uganda, e' stata costretta, tra orrori senza fine, ad abbandonare villaggi e terre coltivabili per cercare rifugio in campi profughi dove manca anche l'indispensabile per sopravvivere. Nell'ultimo anno ci sono stati negoziati che avevano fatto sorgere qualche speranza, che sembra pero' naufragata. L'Lra, peraltro, appare ormai allo sbando, anche se ancora capace di drammatici colpi di coda. (Sara De Carli, Vita.it,  07/10/2005)

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Uganda - Museveni minaccia l’invasione nel Congo (O.P.,WarNews, 05/10/2005)

Si complica con il passare dei giorni la vicenda dei 400 ribelli ugandesi nascosti tra le foreste del Congo orientale dalla metà di settembre. Erano fuggiti dal sud del Sudan circa due settimane fa, i miliziani del LRA che ora rischiano di far salire la tensione tra Uganda e Congo. Capeggiati dal vice-comandante Vincent Otti, si sono stabiliti nei territori del Garamba National Park, da dove, per ora, fanno sapere di non voler andar via. Neppure la scadenza di un ultimatum lanciato dal governo ad inizio novembre e indirizzato a tutti i ribelli presenti in Congo ha convinto gli uomini di Joseph Kony a fare marcia indietro. D'altra parte, le richieste delle autorità ugandesi in merito ai propri nemici giurati sono quanto mani chiare: disarmare e neutralizzare i miliziani. Kampala punta determinata al risultato, e rincara la dose denunciando l'incapacità di Congo e Onu nel mettere fine alla presenza di gruppi armati nell'est del paese. "Sponsors of terrorism", li definisce il Presidente Museveni, in base a quanto riportato nei giorni scorsi dalla Reuters, aggiungendo che la situazione attuale non è più accettabile e che le foreste congolesi si sono trasformate ormai in altrettante basi per terroristi. Il Capo dello Stato ugandese ha anche minacciato apertamente un intervento diretto dei propri soldati contro i ribelli presenti nel paese confinante, se neppure il MONUC (Missione Onu in Congo) sarà in grado di spingerli alla resa. Sono due i mesi di tempo che Museveni si è detto disposto ad aspettare per la realizzazione del piano di disarmo che la scorsa settimana il vicepresidente congolese Azarias Ruberwa ha dichiarato all'Irin di aver messo a punto insieme con i propri capi militari. A ciò si aggiunga che diverse fonti riferiscono delle attività militari dell'esercito di Kampala lungo il confine. Soldati, attrezzature e mezzi corazzati sarebbero stati già posizionati lungo il confine. (…) Venerdì scorso, intanto, è giunta la risposta altrettanto decisa, anche se apparentemente indiretta, del governo di Kinshasa (R.D. Congo) alle parole del Presidente ugandese: nessuna invasione straniera verrà tollerata. Un avvertimento rivolto a tutti gli stati confinanti, ma che ha come destinatario principale, in questo difficile frangente diplomatico, proprio l'Uganda. Le autorità congolesi vogliono dimostrare di potersi occupare direttamente della questione LRA. E le notizie delle ultime ore sembrano confermare queste intenzioni. Circa 300 soldati, secondo i resoconti del network BBC, sono stati trasportati con elicotteri delle Nazioni unite nella zona di Aba. Altri 200 sono arrivati via terra, andando ad aggiungersi a quelli già presenti e in attesa di almeno altri 500 uomini che saranno dislocati prima della fine della settimana. (O.P.,WarNews,  05/10/2005)

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Uganda - Per la prima volta i libri liturgici tradotti in lingua Karimojong (Fides, 05/10/2005)

Moroto (Agenzia Fides). È stata completata la traduzione in lingua Karimojong di alcuni testi liturgici. Il lavoro che è stato completato in occasione della conclusione dell’Anno dell’Eucaristia era iniziato nel 2002 ed è stato eseguito dal responsabile della Commissione liturgica della diocesi di Moroto, P. René Brossard, dei Padri Bianchi I Karimojong sono una popolazione di circa 800mila persone che vive nel nord-est dell’Uganda. La maggior parte dei Karimojong sono cristiani, distribuiti nelle diocesi di Moroto e Kotido, affidati alle cure pastorali dei Comboniani e dei Padri Bianchi che collaborano insieme ai sacerdoti locali. Nella regione abitano circa 10 tribù del popolo dei Karimojong che nonostante i vari dialetti parlano tutti il Karimojong, una lingua nilotica molto diversa dalle lingue Bantu diffuse nei paesi dell’Africa centrale. Per questo motivo finora non esistevano libri liturgici cattolici tradotti in questa lingua. P. Brossard ha diretto una équipe di sacerdoti, religiose, catechisti e alcuni fedeli laici in un meticoloso e difficile lavoro per la traduzione dei principali libri liturgici nella lingua locale. È stata completata la traduzione del Messale per i sacerdoti, il piccolo Messale per i fedeli, due Lezionari con le letture bibliche per la Messa, un libro con le benedizioni e altri libri di preghiera ad uso dei fedeli. Un lavoro liturgico molto impegnativo che per la Chiesa in questa regione isolata è di un valore inestimabile. (MS/LM, Agenzia Fides,  05/10/2005)

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Uganda – Richiesto mandato d'arresto per Kony forse in fuga in RDC (Osservatorio sulla legalità, 26/09/2005)

L'Uganda sta cercando di ottenere rapidamente l'arresto dei maggiori leader dell'Armata di resistenza del Signore, di cui si dice che sarebbero nascosti nella Repubblica Democratica del Congo. Il segretario agli affari esteri ugandese Sam Kutesa ha detto alla stampa che il governo vuole portare Joseph Kony e cinque dei suoi maggiori luogotenenti davanti alla corte criminale internazionale. Il ministro e' andato a Londra per ottenere i mandati d'arresto dalla Corte criminale internazionale "prima che sia troppo tardi". La Corte criminale internazionale e' il primo corpo permanente internazionale in grado di perseguire individui per genocidio, crimini contro l'umanita' e crimini di guerra quando i tribunali nazionali non possono o non vogliono farlo. Il capo dell'LRA Joseph Kony e il suo vice Vincent Otti hanno guidato i ribelli che hanno ucciso e mutilato civili, rapito, violentato ed avviato alle violenze del combattimento migliaia di bambini in 19 anni. Una settimana fa l'esercito ha annunciato che Otti, con circa 50 ribelli dell'LRA, era entrato nella provincia orientale della Repubblica democratica del Congo e stava cercando asilo dal governo di Kinshasa, anche se le autorita' congolesi hanno negato sdegnosamente la circostanza. La vicenda rischia anche di acuire i dissapori diplomatici fra Kinshasa e Kampala. I ribelli dell'LRA hanno spesso trovato rifugio anche in Sudan, ma il governo di Khartoum ha dichiarato di voler collaborare con l'Uganda per contrastare le atrocita' dell'armata ribelle di Joseph Kony. (Osservatorio sulla legalità,  26/09/2005)

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Uganda - Ministro Esteri: ribelli dell'Lra chiedono asilo politico al Congo (PeaceReporter, 23/09/2005)

Il vice-comandante della formazione ribelle 'Lord's Resistance Army', Vincent Otti, ha chiesto asilo politico al Congo. Lo ha reso noto il ministro della Difesa ugandese. Vincent Otti e altri 50 combattenti hanno lasciato i loro nascondiglio nelle montagne sudanesi la scorsa settimana e sono penetrati nella Repubblica Democratica del Congo, nei pressi del Garamba National Park domenica scorsa. "Il gruppo di Otti ha reso nota la propria presenza nella Repubblica Democratica del Congo e ha chiesto asilo politico. Vediamo che cosa succederà", ha detto il ministro della Difesa, Amama Mbabazi. La formazione di Otti si è resa responsabile di saccheggi e distruzioni la scorsa settimana, quando ha attraversato per la prima volta il Nilo Bianco per dirigersi verso ovest. (PeaceReporter,  23/09/2005)

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Uganda – Imboscata di ribelli dopo mesi di ‘calma’ (M.Z., Misna 22/09/2005)

Sono almeno 14 le persone uccise in un’imboscata tesa dai ribelli ugandesi dell’Esercito di resistenza del signore (Lra) nel nord dell’Uganda a pochi chilometri dal confine col Sudan. La notizia dell’attacco, che risale a sabato scorso, circola da giorni nel paese ed è stata confermata solo questa mattina alla MISNA da fonti umanitarie sul posto. Secondo le informazioni raccolte, un gruppo di ribelli del Lra ha attaccato un camion di ‘Rapid Response’ dell’esercito ugandese proveniente dal Sudan. L’imboscata è scattata sulla strada che da Isoke conduce verso Kitgum a pochi chilometri da Madi Opei e a circa 15 dalla frontiera col Sud Sudan. A bordo del mezzo si trovavano alcuni studenti ed elementi dell’Esercito di liberazione popolare del Sudan (Spla), l’ex-gruppo indipendentista del Sud Sudan oggi parte integrante del governo nazionale di Khartoum e autorità riconosciuta dei territori meridionali sudanesi. I ribelli ugandesi hanno aperto il fuoco contro il veicolo uccidendone i 14 passeggeri e dando successivamente alle fiamme il mezzo. Si tratta del primo attacco di una certa violenza dopo mesi di relativa calma nei distretti del Nord Uganda; gli episodi sporadici più recenti, infatti, sembravano rispondere più alla necessità dei ribelli di procurarsi cibo o beni di prima necessità che a una ripresa delle ostilità contro i militari di Kampala o le popolazioni civili del nord. Secondo recenti dichiarazioni del governo ugandese, l’Lra sarebbe ormai allo sbando e potrebbe contare su un’ottantina di elementi armati quasi tutti nascosti in Sud Sudan, dove si trovano i campi base del movimento armato che da 19 anni sconvolge i distretti nord ugandesi. Nonostante il recente rafforzamento dell’offensiva militare dell’esercito regolare ugandese, il governo di Kampala ha ridato nuovo slancio alle trattative con l’Lra per trovare una soluzione negoziata al conflitto. (M.Z., Misna, 22/09/2005)

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Uganda - Sudan aiutera' Uganda contro l' LRA di Kony (Osservatorio sulla legalita' 08/09/2005)

Il Sudan intende collaborare con l'Uganda per contrastare le atrocita' dell'armata ribelle di Joseph Kony. Un comunicato del presidente ugandese Yoweri Museveni ha reso noto ieri che il primo vicepresidente sudanese, Salva Kiir, ha detto che il governo di Khartoum e quello del sud Sudan, da lui presieduto "vogliono avere operazioni congiunte con l'esercito ugandese contro i ribelli". Kiir - che ha sostituito il defunto John Garang - rassicurando il governo dell'Uganda sulla sua cooperazione nella lotta contro la ribelle Armata di Resistenza del Signore (LRA), che opera con base in entrambi i Paesi. L'LRA ugandese - che agisce sotto la guida di Joseph Kony, un fanatico che si richiama al cristianesimo - opera in totale spregio dei diritti delle popolazioni dell'Uganda, rapendo migliaia di bambini costretti poi a divenire precocemente soldati compiendo atrocita' di ogni tipo, soprattuto consistenti in mutilazioni, spesso sui propri stessi familiari. L'esercito ugandese regolare ha in diverse occasioni avuto buon gioco dei ribelli, ma questi passano il confine sudanese per nascondersi, ritemprarsi e trovare armi e munizioni, tornando all'attacco. Il processo di pace che ad un certo punto era parso accelerare e' nuovamente in fase di stallo, e Kony continua le violenze nella regione. (Osservatorio sulla legalita', 08/09/2005)

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Uganda – Bimbi Neri, notti bianche: trama del film (E.C., Vita.it, 02/09/2005)

"Un documentario poetico e toccante" - E' nel drammatico contesto dei campi profughi che si verifica il terribile fenomeno raccontato nel film: quello dei ''night commuters'', bambini e ragazzi dai 5 ai 15 anni costretti ogni notte a lasciare le proprie famiglie per pernottare nei centri urbani e sfuggire cosi' agli arruolamenti forzati dei ribelli dell'Esercito di Resistenza del Signore del visionario Joseph Kony. Giobbe Covatta, uno dei testimonial storici di AMREF, ha voluto raccontare la vicenda a modo suo. Nel film interpreta un surreale DJ ambulante che, seduto nel cassone di una jeep con un assai improbabile baracchino radio, gira in lungo e in largo le strade del Nord Uganda, per narrare la storia vera di tre fratellini di etnia Acholi. Rimasti orfani molto presto, Pasquale e Jean-Paul, 11 e 14 anni, vengono rapiti dai guerriglieri di Kony nell'unica sera in cui, per stanchezza, non si erano rifugiati nel centro urbano di Gulu. Dopo due settimane Pasquale viene abbandonato dai ribelli perche' creduto morto; verra' trovato, curato e salvato. Jean-Paul, invece, riesce a fuggire solo dopo quattro lunghissimi mesi di addestramento: ridotto pelle ossa, incapace di raccontare ciò che gli e' successo, e' ora in un centro di recupero per ex bambini soldato. Rimasta sola, Maria, di 7 anni, e' stata invece adottata dalla zia che l'ha portata con se' in Italia, dove ancora vive, lontana dalla sua terra e dai suoi fratelli. Giobbe racconta la loro storia, incredibile ma assolutamente vera, dai microfoni della sua radio ambulante: segue i tre fratellini nella loro odissea e ce li fa conoscere e amare, insieme alle migliaia di altri bambini di etnia Acholi che vivono tutti i giorni storie identiche. A bordo della sua radio-jeep Giobbe entra nei campi profughi, nei villaggi devastati, negli ospedali, nei centri di recupero e, dovunque va, riesce ogni volta a far giocare, ridere e divertire i bambini. - Dopo il passaggio al Festival di Venezia (7 settembre), ''Bimbi Neri, notti bianche'' sara' trasmesso il 12 settembre su Rai TRE in seconda serata. (Emanuela Citterio, Vita.it, 02/09/2005)

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Uganda - "Bimbi neri notti bianche" di Giobbe Covatta a Venezia (Agenzia Aise, 31/08/2005)

Mentre gli occhi del mondo sono puntati sulla minaccia del terrorismo islamico, AMREF approda alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia per ricordare al pubblico la tragedia dimenticata del Nord Uganda, dove vent'anni di guerra civile hanno ridotto allo stremo le popolazioni dei Distretti di Gulu, Kitgum e Pader. "Bimbi neri, notti bianche", il nuovo film dello "storico" amico di AMREF, Giobbe Covatta, diretto da Giulio Manfredonia e prodotto da Mestiere Cinema insieme ad AMREF, verra' presentato al Lido di Venezia nell'ambito della rassegna "Giornate degli autori", il 6 e il 7 settembre prossimi. Con uno stile che unisce la risata, il reportage e la denuncia, Giobbe si e' immerso nella realta' nordugandese mettendosi, come al suo solito, dalla parte dei bambini. Il film sara' poi trasmesso in televisione da Raitre, il 12 settembre. (Agenzia Aise, 31/08/2005)

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Uganda - L'arcivescovo di Gulu denuncia un aumento di suicidi in campi profughi (Misna, 25/08/2005)

Starebbe aumentando drasticamente il numero dei suicidi nei cosiddetti 'villaggi protetti', agglomerati di fatiscenti capanne ''vigilati'' sporadicamente da piccoli drappelli di militari, voluti dal governo per ospitare gli sfollati della guerra nel Nord Uganda. ''Il mese scorso quindici persone si sono tolte la vita in un solo campo profughi; in altri insediamenti i suicidi avvengono a scadenza quasi quotidiana'' ha riferito monsignor John Baptist Odama, arcivescovo di Gulu, capoluogo dell'omonimo distretto settentrionale attorno al quale sorgono oltre 30 'villagi protetti'. Secondo monsignor Odama si tratta di gesti di ''estrema disperazione. Il concetto di suicidio - ha spiegato - non appartiene alla cultura della popolazione Acholi'', circa un milione di persone il 90% dalle quali costretto a vivere nei campi per paura degli attacchi dei ribelli dell'Esercito di resistenza del signore (Lra). La Chiesa cattolica, coadiuvata dalla Caritas locale, ha aperto un'inchiesta per verificare le cause del fenomeno. Secondo l'ultimo censimento nazionale del 2002, solo nel distretto di Gulu sarebbero 468.407 gli individui ospitati nei 'villaggi protetti', spesso bersaglio degli 'olum' ('erba', come vengono chiamati i ribelli in lingua Acholi) in cerca di rifornimenti di cibo, peraltro assai scarso, e di bambini da arruolare a forza nelle loro file. Negli ultimi mesi i tentativi di riavviare il dialogo con lo Lra, che da 19 anni compie violenze contro le popolazioni civili del nord, sono proseguiti in modo altalenante, dopo l'incoraggiante avvio del dicembre scorso con una serie di tregue proposte dalle autorita' ugandesi. (F.B., Misna, 25/08/2005)

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Uganda - Ucciso un alto funzionario di una ONG. Ancora nessun fermo (Peacereporter, 24/08/2005)

I giornali riferiscono che e' stato freddato domenica scorsa da due sicari penetrati all'interno della sua abitazione Naswaali a Kira, un alto funzionario di una organizzazione non governativa ugandese che fornisce sostegno ad agricoltori e allevatori poveri. La ONG 'Send-a-Cow' e' impegnata a dare aiuto ad agricoltori e allevatori in difficolta' spesso regalando loro capi di bestiame. Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia della capitale due uomini armati sono entrati nella villa dell'uomo, nella periferia di Kampala, oltrepassando il muro di cinta e una volta entrati in casa hanno aperto il fuoco. Naswaali a Kira e' morto poco piu' tardi all'ospedale di Mulago per le ferite riportate. Non sono ancora chiare le ragioni dell'omicidio, nessuno sospetto sarebbe ancora stato fermato. (Peacereporter,  24/08/2005)

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Uganda - Almeno 40 morti al confine con il Sudan (O.P., WarNews, 21/08/2005)

L'esercito ugandese all'attacco dei ribelli del Lord Resistence Army (LRA): piu' di 40 i guerriglieri uccisi durante la scorsa settimana. Diversi raid aerei contro la milizia di Joseph Kony sono stati lanciati lungo il confine con il Sudan. A riferire degli attacchi e' stata anche l'agenzia Misna che, citando una fonte militare ufficiale, precisa che un primo intervento con elicotteri da combattimento avrebbe sorpreso i ribelli mentre varcavano la frontiera, mentre altri tre hanno interessato le localita' di Atiki e Kadomera. Piu' nel dettaglio, Shaban Bantariza, portavoce dell'esercito ugandese, ha riferito all'IRIN che intorno a mercoledi' un gruppo di 50 miliziani e' stato avvistato a 40 km dal confine, in territorio sudanese, e attaccato con successo dalle forze governative. Il lunedi' precedente un altro attacco ha coinvolto un convoglio del LRA impegnato in un trasporto di cibo verso il Sudan. In quest'ultimo caso i morti sarebbero stati una decina. (Ottavio Pirelli, WarNews,  21/08/2005)

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Uganda - Ritorna 'on air' K-FM (O.P., WarNews, 21/08/2005)

Si e' parzialmente sbloccata intanto la delicata vicenda che nelle scorse settimane ha coinvolto una popolare radio privata ugandese. La K-FM era stata chiusa in seguito alla puntata dell'undici agosto del popolare talk show politico condotto dal giornalista Andrew Mwenda. Nella sua trasmissione Mwenda aveva affrontato la questione della morte del leader sudanese John Garang avanzando alcune ipotesi alternative a quella ufficiale. In particolare, l'uomo aveva accusato le autorita' ugandesi di incompetenza per aver permesso il decollo dell'elicottero con a bordo il nuovo Vice Presidente nonostante le numerose condizioni avverse. Imputata per sedizione, la voce piu' conosciuta del paese ha dovuto pagare una cauzione per ottenere la liberta'. L'emittente, che aveva subito una forzata chiusura, e' stata invece rimessa giovedi' nelle condizioni di trasmettere, dopo il pagamento di una multa comminata dal Ugandan Broadcasting Council, il quale ha comunque censurato il comportamento della stazione. (Ottavio Pirelli, WarNews,  21/08/2005)

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Uganda - Referendum: votanti disertano le urne (Misna, 29/07/2005)

E' la scarsissima affluenza alle urne il dato che sembra caratterizzare il referendum tenutosi ieri in Uganda per reintrodurre il multipartitismo nel Paese. Il giudizio sulla partecipazione popolare al voto, definita ''bassissima'', e' unanime e oggi campeggia sulle prime pagine di tutti i giornali ugandesi a fianco dello scontato successo del 'Si' che sembrerebbe emergere dalle prime indicazioni di voto diffuse gia' ieri sera a poche ore dalla chiusura dei 17.000 seggi sparsi in tutto il Paese. Dati ufficiali preliminari verranno diffusi stamani dalla commissione elettorale nazionale, mentre per domani si attendono quelli definitivi. Anche riguardo all'affluenza non ci sono per il momento cifre ufficiali, ma solo dati campione da cui emerge che in molti seggi del Paese si e' recato a votare meno del 10% degli aventi diritto. I giornali ugandesi sottolineano oggi come molte stazioni di voto abbiano aperto le operazioni con due ore di ritardo rispetto al termine previsto (07:00) dal momento che mancavano i 5 elettori necessari per avviare il voto. Tentando di correre ai ripari la Commissione elettorale ugandese ieri a meta' giornata ha inviato circa 500.000 'sms' ad altrettanti elettori invitandoli a recarsi nei seggi per esprimere il proprio parere. Secondo la stampa locale, sulla scarsa affluenza al voto, piu' che l'invito al boicottaggio lanciato nei giorni scorsi dall'opposizione, avrebbe pesato la difficolta' del quesito referendario: ''Siete favorevoli ad allargare lo spazio politico per autorizzare coloro che intendono far parte di differenti organizzazioni o partiti a competere per il potere politico?''. Secondo il quotidiano indipendente 'Monitor' un sondaggio effettuato in varie citta' del Paese ha mostrato come la maggior parte dei cittadini non abbia compreso la domanda e il senso generale del referendum. Alla consultazione sullo stesso tema organizzata cinque anni fa (e conclusasi con esito negativo) partecipo' il 51% degli aventi diritto. La domanda allora era molto piu' diretta: ''Quale sistema politico vorreste adottare: Movimento o Multipartitismo''. Il multipartitismo venne abolito nel 1986 perche' considerato causa di divisione etniche e religiose dall'attuale capo di stato Yoweri Museveni, che ora fortemente appoggia la sua reintroduzione poiche' - a suo dire - tale rischi non esistono piu'. In realta' nel Paese esistono alcuni partiti d'opposizione di cui il governo ha tollerato l'esistenza e una minima attivita' interna, pur negando loro la possibilita' di sponsorizzare candidati politici. (MZ, Misna,  29/07/2005

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Uganda - Si vota sul multipartitismo (Redazione, Vita, 28/07/2005)

Alle urne oggi in Uganda per un referendum che propone la reintroduzione del multipartitismo nel Paese. Scontato l'esito: sara' una valanga di si', anche perche' questa e' l'indicazione del presidente Yoweri Museveni, che gode di grande seguito, e che e' proprio colui che nel 1986, dopo la presa del potere, aboli' i partiti denunciando la pericolosa deriva tribale che essi comportavano. Oggi, sostiene il leader ugandese, tale rischio non c'e' piu', per cui e' tempo di ristabilire le regole democratiche. Ma molti osservatori individuano nell'iniziativa di Museveni una sorta di ''foglia di fico'' per nascondere la chiara tendenza che emerge, in virtu' della quale gli sara' consentito un terzo mandato presidenziale, emendando in tal senso la Costituzione che lui stesso aveva voluto, ed in cui il tetto massimo era di due. Risoluzione gia' approvata due volte, e a larghissima maggioranza dal Parlamento, in termini che tra l'altro non pongono piu' limiti al numero di mandati presidenziali. Museveni per ora non si pronuncia, ma e' scontato che alla fine - secondo la classica formula - si inchinera' al volere popolare avviandosi cosi' di fatto, secondo gli oppositori, ad una presidenza a vita. Deboli le reazioni dei paesi donatori dell'Uganda (sostengono il 40 per cento del budget del Paese), che pur denunciando i rischi di deriva autocratica, finora hanno effettuato tagli agli aiuti poco piu' che simbolici. Del resto Musuveni e' visto come un potente alleato dell'Occidente nella lotta internazionale al terrorismo, ed una figura utile ed influente nello scacchiere diplomatico regionale. In Uganda non ci sono partiti, ma solo un movimento, il Movimento di Resistenza Nazionale, di cui tutti i cittadini sono membri dalla nascita. (Redazione, Vita.it 28/07/2005)

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Uganda - Swahili seconda lingua ufficiale (Misna, 12/07/2005)

Il Parlamento di Kampala ha deciso di adottare come seconda lingua nazionale lo swahili, gia' comunemente usato in larga parte del Paese, fatta eccezione per le regioni sud-occidentali: secondo l'agenzia cinese 'Xinhua', sara' insegnato nelle scuole e utilizzato negli ambienti legislativi e giudiziari accanto all'inglese, prima lingua ufficiale. Appartenente alla famiglia Ba'ntu, che comprende oltre un migliaio di idiomi e dialetti diffusi nella maggior parte dell'Africa a sud dell'Equatore, lo swahili e' considerato una 'lingua franca', abitualmente usata come mezzo di comunicazione tra gruppi di persone con diverse lingue madri. Insieme all'arabo e' uno degli idiomi africani piu' diffusi e parlati, conosciuto da oltre 60 milioni di persone e classificato tra i primi 12 piu' importanti del mondo. (F.B., Misna, 12/07/2005)

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Uganda - Dati ufficiali, si riducono i casi di aids (Misna, 08/07/2005)

Si sarebbe significativamente ridotto il numero di persone affette dalla Sindrome da immunodeficienza acquisita (Sida/Aids) in Uganda, scendendo da 1,6 agli 1,1 milioni di individui. Lo ha reso noto il Ministero della Salute ugandese, che ha diffuso cifre ufficiali. Malgrado la riduzione, il virus rimane la principale causa di morte tra le persone tra i 15 e i 49 anni, soprattutto per le condizioni di vita disagiate in cui e' costretta a vivere gran parte della popolazione. Secondo uno studio di un'organizzazione non-governativa locale (Ngo-Forum) pubblicato qualche giorno fa dal giornale indipendente ''The Monitor'', nei campi profughi dell'Uganda del Nord il virus dell'Hiv si diffonde ad una velocita' 6 volte superiore rispetto al resto del Paese, proprio perche' gli sfollati sono costretti a vivere in condizioni igenico-sanitarie completamente inadeguate. Secondo Elizabeth Madraa, direttore del Programma di controllo per l'Aids del ministero della Salute ugandese, dall'inizio dell'epidemia nel Paese (meta' degli anni '80), le persone colpite dal virus dell'Hiv, sono state piu' di 2 milioni. (C.O., Misna, 08/07/2005)

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Uganda - Nuovo scontro a fuoco in un campo profughi (WarNews, 29/06/2005)

Si e' trasformato in uno scontro a fuoco tra gruppi ribelli il raid compiuto sabato scorso dai miliziani del Lord's Resistance Army (LRA) nel campo di Agoro, a circa 60 km da Kigtum, lungo il confine con il Sudan. Amaro il bilancio delle vittime: oltre ad un combattente del Sudan People's Liberation Army (SPLA), e' rimasto ucciso un bambino, colpito per sbaglio mentre cercava scampo dalle pallottole insieme alla madre. Nelle intenzioni dei circa cento guerriglieri dell'LRA che hanno compiuto l'attacco, doveva essere la solita scorribanda tra i disperati che a migliaia abitano i campi per rifugiati nel nord dell'Uganda. Sudanesi e Ugandesi in fuga dalle atrocita' delle guerre che, diverse ma parallele, affliggono i due paesi confinanti: sono questi gli abitanti degli accampamenti che gli uomini di Joseph Kony, leader dell'LRA, sono abituati a terrorizzare e derubare con le loro periodiche razzie. Questa volta, pero', giunti nell'insediamento di Agoro dopo aver passato il confine sudanese, oltre il quale si nascondono, gli uomini del LRA si sono trovati di fronte i miliziani di un altro gruppo di ribelli, questa volta sudanesi, che invece si erano recati nello stesso campo, popolato in maggioranza da loro connazionali, per concludere dei commerci. La sparatoria, avvenuta all'interno del campo, non ha risparmiato un bambino che in grembo alla madre cercava di mettersi al riparo. Secondo le notizie in possesso di Siryon, la donna sarebbe invece rimasta ferita, anche se in maniera non grave. I ribelli ugandesi sono riusciti a fuggire, portando con se' alcuni rifornimenti di viveri distribuiti dai programmi di aiuti delle Nazioni Unite. Secondo le fonti militari, il LRA non avrebbe piu' la forza di un tempo: attacchi come quello di sabato sarebbero un disperato tentativo di rimanere presenti e attivi nella zona, almeno agli occhi del governo. (Ottavio Pirelli, WarNews,  29/06/2005)

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Uganda - Esercito privato arruola per l'Iraq (G.M., Vita.it, 12/05/2005)

Nonostante l'escalation di violenza in atto in Iraq, dove soltanto nelle ultime due settimane sono rimaste uccise in attentati piu' di 400 persone, un migliaio di cittadini della poverissima Uganda hanno sottoscritto, nella speranza di trovare un lavoro, un impegno che potrebbe portarli nell'occhio del ciclone. Mercoledi' scorso a Kampala, capitale dell'Uganda, svariate centinaia di persone, fra cui molti laureati e veterani dell'esercito, hanno firmato un impegno con una compagnia locale, la Askar Security Services, che ha dichiarato di essere stata delegata da ''partner internazionali'' ad assumere cittadini ugandesi per lavori di vigilanza in installazioni pubbliche e private in alcuni paesi mediorientali fra cui l'Iraq. Nei giorni successivi, gli aspiranti Rambo hanno iniziato ad addestrarsi in un parco della citta'. Secondo il quotidiano locale Indipendent Monitor l'iniziativa e' stata approvata dal Dipartimento di Stato americano, ma il portavoce dell'ambasciata Usa a Kampala, Mark Schlachter, ha negato. ''Le affermazioni fatte in queste circostanze hanno tutte le caratteristiche di una truffa, senza dubbio finalizzata a portar via soldi a chi cerca un lavoro'', ha scritto Schlachter in una lettera pubblicata oggi sul Monitor. ''Per quello che ne so - ha concluso il diplomatico - non vi e' nulla di vero in questa storia''. I funzionari della Askar, viceversa, sostengono che le prime reclute lasceranno l'Uganda gia' la settimana prossima, per iniziare il loro servizio di vigilanza. ''Le persone che ci hanno contattato erano americane, e l'ambasciata americana e' al corrente'', avrebbe detto al quotidiano New Vision il direttore generale della societa', Hellen Kayonga; ma oggi, in un'intervista telefonica con la Reuters, la donna ha affermato di non essere al corrente di alcuna esercitazione e ha negato di aver parlato con il giornale. La compagnia Kroll Risk, chiamata in causa da un altro funzionario della Askar, ha negato qualsiasi coinvolgimento. ''L'affermazione e' del tutto falsa. Non stiamo affatto assumendo in Uganda, ne' abbiamo intenzione di farlo'', ha detto un portavoce londinese della Kroll. Il ministro degli interni ugandese, Ruhakana Rugunda, ha detto di essere al corrente del reclutamento, ma lo ha qualificato come ''un'iniziativa assolutamente privata''. (g.meroni@vita.it, Vita.it, 12/05/2005)

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Uganda. La pace si allontana (WarNews + Peacereporter, 20 marzo 2005)

Mentre non si hanno piu' notizie sulle trattative di pace tra i ribelli e la delegazione governativa ugandese, nei distretti settentrionali del paese i venti di guerra sono tornati a soffiare piu' forti che mai: nelle ultime due settimane una serie di attacchi dei ribelli ha portato alla morte di almeno 11 civili ed al rapimento di piu' di 60 persone, la maggior parte delle quali bambini. Le trattative di pace sono davvero appese a un filo, filo che una delegazione Acholi ha tentato di presevare chiedendo alla Corte Penale Internazionale de L'Aia di ritardare i mandati di cattura nei confronti dei leader della LRA (Lord's Resistance Army) - WarNews - . Un portavoce delle forze armate ugandesi ha fatto sapere che durante un violento scontro a fuoco, avvenuto nel nord del paese, sono stati uccisi sette guerriglieri dell'esercito della LRA. Il portavoce ha aggiunto che nell'operazione sono stati portati in salvo anche 10 dei circa 50 bambini rapiti giovedi' scorso, per essere arruolati nelle fila della guerriglia. (PeaceReporter) - (WarNews e Peacereporter, 20 marzo 2005)

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Uganda. Autorita' del Nord a CPJ: non arrestate ribelli (Misna, 16/03/2005)

Una delegazione di politici e leader religiosi del nord Uganda - dove da oltre 18 anni e' attiva la guerriglia dell'Esercito di resistenza del signore (Lord's resistance army, Lra) - si e' recata alla sede della Corte penale internazionale (Cpi) dell'Aja, in Olanda, per chiedere ai magistrati di non spiccare ordini di arresto contro i capi ribelli. Lo riferisce il quotidiano ugandese 'The Monitor' sull'edizione odierna. La delegazione dovrebbe incontrare il procuratore capo della Cpi, l'argentino Luis Moreno Ocampo. Ne fanno parte, tra gli altri, l'arcivescovo di Gulu, monsignor John Baptist Odama, il responsabile del distretto, colonnello Walter Ochora, e il capo tradizione della comunita' Acholi, Rwot David Onene Acana II. ''Da quando la Corte dell'Aja ha annunciato le possibili incriminazioni contro i ribelli, lo Lra ha ripreso a commettere atrocita' su larga scala'' ha detto Ochora. Il timore dei responsabili politici e religiosi del nord Uganda e' che l'azione della Cpi possa ostacolare gli sforzi di pace per una soluzione del quasi ventennale conflitto; non solo ma qualcuno teme che i ribelli non aderiscano alla proposta di amnistia avanzata dal governo di Kampala per coloro che depongono le armi. ''Pace e giustizia devono progredire insieme, ma prima dobbiamo porre fine alla guerra'' ha spiegato Ocen Acana II. Nelle scorse settimane, la Corte dell'Aja aveva annunciato mandati di arresto nei confronti dei principali capi dello Lra. Da dicembre le autorita' ugandesi ha avviato un complesso negoziato con la ribellione, che nelle ultime settimane e' tornata a uccidere civili sia nel nord Uganda che nel Sud Sudan. (EB, Misna, 16/03/2005)

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Uganda. Ribelli uccidono 7 persone (PeaceReporter, 11/03/2005)

I ribelli ugandesi dell'esercito di Resistenza del Signore hanno ucciso oggi sette persone, tra cui una bambina di due anni, durante un raid in un remoto paesino al confine con il Sudan. Lo hanno reso noto le autorita' locali e l'esercito. L'insurrezione di questo gruppo va avanti da 19 anni. Il paesino si chiama Mgbere, e dista dal Sudan circa 20 chilometri. L'esercito di Resistenza del Signore e' tristemente noto per gi attacchi ai civili, per i rapimenti di bambini e per le mutilazioni inflitte ai sopravvissuti. (PeaceReporter, 11/03/2005)

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Uganda, scade la tregua e tornano i massacri (WarNews, 26/02/2005)

Si e' conclusa martedi' con l'ennesimo nulla di fatto la tregua di 18 giorni proclamata dal presidente ugandese Yoweri Museveni per permettere la continuazione dei colloqui di pace con i ribelli del LRA (Lord's Resistance Army). Ma nonostante l'ottimismo delle autorita' di Kampala, secondo cui i contatti con i ribelli starebbero continuando, la fine della tregua e' stata segnata da una serie di attacchi mortali contro la popolazione civile: da martedi' scorso i ribelli avrebbero gia' ucciso 21 persone, mutilandone almeno altre 8.
La tregua ha fatto bene al LRA, che si e' potuto riorganizzare e lanciare una serie di attacchi ai campi profughi e ai convogli militari che hanno preso alla sprovvista l'esercito ugandese. Ad essere presi di mira da questa nuova esplosione di violenza sono stati soprattutto donne e bambini, massacrati dai ribelli a colpi di bastoni e armi da fuoco. Nei distretti settentrionali di Apac e Gulu almeno 21 persone sarebbero state uccise dai ribelli, mentre ieri le autorita' avrebbero riferito della mutilazione alle labbra di 8 donne avvenuta presso Kitgum. (Matteo Fagotto, Warnews, 26/02/2005)

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Uganda - Nord del paese, una delle zone piu' povere della regione (Misna, 23/02/2005)

Il Nord Uganda e' una delle zone piu' povere del Paese e dell'intera regione, dove il 63% della popolazione vive sotto il livello di poverta'. Lo ha detto il vice segretario del Tesoro, Keith Muhakanizi, aprendo un convegno tenutosi a Kampala dal titolo 'La ricostruzione negli scenari post-conflitto'. "La percentuale di persone che vive sotto la soglia di poverta' nel Nord e' quasi raddoppiata rispetto a quella del 38% che si registra a livello nazionale" ha aggiunto il ministro. "Questo vuol dire che ogni due persone che si incontrano nel Nord una vivra' in condizioni di assoluta poverta'. E questo e' inaccettabile" ha spigato. Muhakanizi ha sottolineato che oltre alla guerra e ai 19 anni di violenze compiute dall'Esercito di resistenza del signore (Lra), molte cause (incluso lo sfaldamento delle societa' locali, i campi per sfollati, la diffusione dell'Aids) hanno concorso a dipingere il drammatico quadro economico dei distretti settentrionali. Muhakanizi ha anche ammesso che l'impegno nel contrastare la ribellione del Lra, non ha permesso al governo di guardare in maniera adeguata al nord del Paese per risolvere il problema della poverta'.(MZ, Misna, 23/02/2005)

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