![]() |
Togo - Proteste per aggressione a un giornalista (F.B., Misna, 13/10/2005)
Un centinaio di giornalisti e attivisti per i diritti umani hanno sfilato per le strade della capitale Lomé per protestare contro la violenta aggressione subita da Jean-Baptiste Dzilan, direttore della rivista dell’opposizione ‘Forum de la Semaine’, nota per il suo taglio critico nei confronti del governo. Portando striscioni e cartelli con le scritte “Fine dell’impunità in Togo” e “40 anni di dittatura bastano”, i manifestanti si sono diretti verso il ministero della Comunicazione per incontrare il capo del dicastero, Kokou Tozoun, che ha condannato l’aggressione pur esortando la folla a non “esagerare sulla gravità delle ferite riportate da Dzilan”, conosciuto anche col nome di Dimas Dzikodo. Il giornalista ha denunciato di essere stato assalito domenica scorsa da alcuni uomini non identificati mentre viaggiava in moto: “Mi hanno colpito più volte in faccia e narcotizzato per forzarmi a ingerire qualcosa, ma non ci sono riusciti” ha il giornalista alla rete informativa dell’Onu, ‘Irin’, dal suo letto di ospedale; l’intervento di alcuni passanti ha costretto gli aggressori a fuggire, lasciando a terra una pistola e alcune munizioni. Secondo la ‘Ligue togolaise de Droits de l’Homme’, l’episodio “rientra in un clima di terrore voluto per impedire ai giornalisti, ai difensori dei diritti umani e a chiunque promuova la democrazia di lavorare per uno stato di diritto”. Dzikodo era già stato arrestato in diverse occasioni, subendo anche minacce di morte durante il regime di Etienne Gnassingbé Eyadéma, morto a febbraio dopo 38 anni al potere, al quale è subentrato lo scorso aprile il figlio Faure Grassingbé, a seguito di contestate elezioni.
(F.B., Misna, 13/10/2005)
Togo – E’ festa nazionale per la qualificazione al Mondiale
(Leonardo.it, 10/10/2005)
Festa in Togo: il presidente della Repubblica Faure Gnassingbe ha decretato la festa nazionale per celebrare la qualificazione della squadra nazionale di calcio. Oggi sarà infatti giorno festivo e non lavorativo in tutto il paese. La nazionale ieri è stata accolta da una folla festante all'aeroporto quando è tornata dalla vittoriosa trasfertaa Brazzavile in Congo, ed è stata festeggiata da oltre 20 mila persone nello stadio della città, il Kegue, con la partecipazione di larga parte del potere civile togolese.
(Leonardo.it,
10/10/2005)
Togo - Rapporto Onu, centinaia di morti dopo le elezioni (PeaceReporter, 26/09/2005)
Tra le 400 e le 500 persone sono morte durante le contestazioni delle elezioni di aprile in Togo. A denunciarlo è un rapporto delle Nazioni Unite compilato dal commissario per i diritti umani Louise Arbour. La stima è molto superiore a quella fornita dalle autorità che hanno ordinato la repressione delle manifestazioni contro il nuovo presidente Faure Gnassingbe. Sempre secondo il documento Onu, molte persone sono state imprigionate e torturate dalle forze dell'ordine, mentre circa 38mila sono state costrette a lasciare il Paese e a rifugiarsi in Benin e Ghana. Faure Gnassingbe è succeduto al padre Gnassingbe Eyadema, morto in febbraio dopo aver governato il Togo ininterrottamente per 39 anni.
(PeaceReporter,
26/09/2005)
Togo - Gnassingbe persiste nella politica di una sola Cina (CRI, 01/09/2005)
Ieri a Lome', capitale del Togo, nel corso di un incontro con l'assistente del ministro degli Esteri cinese Li Jinzhang, il presidente del Paese Faure Gnassingbe ha detto che il Togo continuera' a persistere nella politica di una sola Cina. Gnassingbe ha detto che l'amicizia fra Cina e Togo e' stata formata con attenzione dall'ex-presidente del Togo Gnassingbe Eyadema e i leader delle varie generazioni cinesi. Il Togo presta grande attenzione ai rapporti con la Cina, continuera' a persistere nella politica di una sola Cina ed ampliera' la cooperazione nei vari settori bilaterali, promuovendo il costante sviluppo dell'amicizia tradizionale fra i due Paesi.
(China Radio International,
01/09/2005)
Togo - Accordo tra il presidente del Togo e il principale leader dell'opposizione
(L.M., Agenzia
Fides, 22/07/2005)
Su invito della Comunita' di Sant'Egidio, il 21 luglio 2005 si sono incontrati a Roma, nella sede della Comunita', il presidente della Repubblica del Togo, Faure Gnassingbe' Eyade'ma, e il presidente nazionale dell'Unione delle Forze del Cambiamento (UFC), Gilchrist Olympio. Insieme hanno fatto un vasto giro di orizzonte sulla situazione del Togo, e discusso ampiamente. Hanno cosi' convenuto: di condannare e di fermare la violenza, di qualunque provenienza; di liberare i prigionieri per reati d'opinione arrestati durante il periodo del processo elettorale; di fare un appello per il ritorno dei rifugiati e di operare congiuntamente per invitare la comunita' internazionale a sostenerne il ritorno. I due uomini politici togolesi anche deciso di proseguire a Sant'Egidio il loro dialogo per giungere ad un accordo politico sulle grandi linee del processo di democratizzazione del Paese. A questo scopo, ringraziandola per il suo impegno e i suoi sforzi, hanno chiesto alla Comunita' di Sant'Egidio di riconvocare le parti e di accompagnarli in questo dialogo. La crisi in Togo e' scoppiata all'indomani delle elezioni presidenziali del 24 aprile quando la coalizione dei partiti di opposizione in Togo ha chiesto l'annullamento dello scrutinio che ha visto vincitore Faure Gnassingbe' Eyade'ma, con il 60% dei voti.
(L.M., Agenzia Fides,
22/7/2005)
Togo - Giustizia e Pace denuncia (Fides, 12/05/2005)
Numero di seggi ''variabile'' (da 5.311 a 5.320, secondo le diverse fonti anche quelle ufficiali), liste elettorali incomplete, elettori scoperti con in mano piu' di una scheda elettorale, intimidazioni e pestaggi delle forze dell'ordine. Sono solo alcuni degli esempi di irregolarita' del voto nelle elezioni presidenziali togolesi del 24 aprile scorso, registrati da un rapporto della Commissione giustizia e pace della Conferenza episcopale del Togo. Il documento inviato all'Agenzia Fides, e' una vera e propria analisi minuziosa del voto che ha visto la vittoria, contestata dall'opposizione, di Faure Gnassinbe' Eyade'ma. Tra le irregolarita' piu' gravi segnalate vi sono la discrepanza tra il numero delle cedole elettorali distribuite prime del voto (2.100.000) e il numero dei votanti (2.288.279) annunciati al momento della proclamazione del risultato elettorale; un numero piu' alto di schede nulle (5,21% del totale) nelle regioni meridionali del paese, favorevoli all'opposizione, rispetto a quelle settentrionali (solo lo 0,74%) considerate vicine a Faure Gnassinbe' Eyade'ma; intimidazioni ai rappresentati di lista dell'opposizione. Il giorno della votazione inoltre, un centro di analisi del voto dell'opposizione e' stato distrutto da miliziani armati e le linee telefoniche e telematiche sono state in gran parte tagliate. Il rapporto conclude affermando che il partito al potere sapeva prima delle elezioni che non era in grado di vincerle (anche la maggior parte dei militari di truppa aveva votato contro il regime in un anticipo della votazione) e che ha quindi preso delle misure per cercare di ribaltare il risultato. Altre fonti locali da Lome' hanno dichiarato all'agenzia Fides che ''diverse persone con posti di responsabilita' nelle vita politica, sociale ed anche ecclesiale sono costrette a nascondersi perche' minacciate di morte''. Emergono anche particolari sull'esistenza di vere e proprie milizie che terrorizzano la popolazione con la tecnica degli ''squadroni della morte''. Nella citta' di Atakpame', nel centro del Togo, agirebbe una milizia diretta da un ex maggiore della gendarmeria , che avrebbero ucciso almeno 30 persone dal 24 al 26 aprile. Questa milizia avrebbe ricevuto armi e rinforzi dalla gendarmeria e dall'esercito terrorizzando quella parte della popolazione vicina all'opposizione. (L.M., (Agenzia Fides, 12/5/2005)
Togo. Elezioni nel sangue (M.F.,
WarNews, 20-04-05)
Manca meno di una settimana alle elezioni presidenziali in Togo, e la campagna elettorale e' entrata nella sua fase calda. Fin troppo, visti i 7 morti ed i 150 feriti causati lo scorso sabato, 161 aprile, nella capitale Lome', dagli scontri tra i sostenitori dei due principali candidati alla futura presidenza del paese. Violenze che si assommano alle accuse reciproche che i due schieramenti politici si lanciano, e che assieme alle numerose irregolarita' nella compilazione delle liste elettorali contribuiscono ad intorbidire ancora di piu' le acque. Il tutto nel disinteresse della comunita' internazionale che, dopo aver imposto il rovesciamento di Faure Gnassingbe', si e' completamente disinteressata del futuro del Togo. Non e' chiara la dinamica che sabato ha portato al tragico bilancio di vittime, anche perche' il partito governativo RPT (Rassemblement du Peuple Togolais) e la coalizione di opposizione si accusano reciprocamente di aver dato il via alle ostilita'. Il tutto sarebbe nato dall'incontro casuale di due cortei, uno dell'opposizione che salutava il ritorno in patria dello storico leader dell'opposizione Gilchrist Olympio e l'altro che sosteneva il candidato governativo Faure Gnassingbe'. Al momento a vigilare sulla corretta organizzazione delle elezioni ci sono solo alcuni rappresentanti dell'ECOWAS (Comunita' Economica degli Stati dell'Africa Occidentale), visto che anche l'Unione Europea ha rinunciato a mandare propri osservatori. Ricordiamo che le elezioni di domenica eleggeranno il nuovo presidente togolese dopo 38 anni di regno incontrastato del dittatore Gnassingbe' Eyadema, morto lo scorso febbraio. Inizialmente le Forze Armate avevano designato come successore il figlio Faure, che dopo tre settimane al potere ha pero' dovuto dimettersi a causa delle forti pressioni della comunita' internazionale.
(M.F., WarNews, 20-04-05)
Togo - Iniziate le grandi manovre presidenziali(da fonti varie, 04/03/2005)
Un mese dopo il tentativo dei militari di
portare al potere il figlio del defunto presidente-generale Gnassingbe' Eyade'ma,
la pressione internazionale sembra riuscire ad incamminare il paese verso un
processo costituzionale. Secondo la Costituzione, il governo avrebbe dovuto
convocare il corpo elettorale entro 60 giorni dal 5 febbraio, inizio ufficiale
della vacanza presidenziale creatasi con la morte del pre'sidente. Senza le
avventure politico-militari di queste ultime settimane, le elezioni avrebbero
dovuto aver luogo inizio aprile. Martedi' due marzo, la CEDEAO (Comunita'
economica dell'Africa dell'Ovest) ha chiesto che il conteggio dei 60 giorni
cominci a partire dal 26 febbraio, da quando cioe' M. Abbas Bonfo e' entrato in
funzione come presidente ad interim. Se il calendario sara' rispettato, le
elezioni per eleggere un nuovo presidente dovrebbero aver luogo il 24 aprile
prossimo. Cedendo alle pressioni dei capi di Stato della CEDEAO, i sei partiti dell'opposizione togolese
''radicale'' hanno accettato di partecipare allo scrutinio. Gilchrist Olympio,
dell'Unione delle force di cambiamento (UFC), si e' portato candidato,
nonostante l'interdetto costituzionale che pesa su di lui. (da fonti varie,
04/03/2005)
ALLA PRIMA PAGINA