NOTIZIE - SOMALIA

Somalia - Mogadiscio; oppositori creano loro istituzioni (TicinOnline, 27/12/2005)

Somalia - Un accordo sulla cooperazione economica con la Cina (CRI, 27/12/2005)

Somalia - Manifestazione anti italiana a Mogadiscio (SwissInfo, 11/12/2005)

Somalia - Estremisti islamici vogliono eliminare i cristiani (ICN-News, 10/11/2005)

Somalia - Armi sonar contro i pirati (Tgcom.it, 08/11/2005)

Somalia - Nuovo attacco dei pirati a nave rifornimenti (Adnkronos, 11/10/2005)

Somalia - Ucciso un funzionario Onu (Reuter, 04/10/2005)

Somalia - Scontri armati e numerose vittime a Mogadiscio (Terre di confine, 03/10/2005)

Somalia - I pirati si impadroniscono di un altro cargo (AGI, 26/09/2005)

Somalia - Arrestato in Somaliland importante agente di al-Queda (PeaceReporter, 23/09/2005)

Somalia - Nuove tensioni tra Jowhar e Mogadiscio (O. P., War News, 09/09/2005)

Somalia - Annegano piu' di 70 rifugiati, oltre 200 i dispersi (Ottavio Pirelli, WarNews, 05/09/2005)

Somalia - Omicidio Tonelli: chiesta pena di morte per 10 imputati (Nuova Ag. Radicale, 02-09-2005)

Somalia - Ilaria Alpi, ritrovata auto dell'agguato (Reuters, 01/09/2005)

Somalia - Esercitazione pacifica di disarmo (Osservatorio sulla legalita', 31/08/2005)

Somalia - Sfruttamento risorse naturali: il nuovo governo avverte (Misna.org, 31/08/2005)

Somalia - Violenze continue: la denuncia di Medici Senza Frontiere (MSF, 28/08/2005)

Somalia - Accordo tra clan rivali: migliaia di profughi tornano a casa (Misna, 24/08/2005)

Somalia - Fallito nuovo attacco pirata a nave italiana (AGI, 26/07/2005)

Somalia - Decine di morti in scontri nel sud (Ticinonline, 23/07/2005)

Somalia - Punto d'appoggio per Al Qaida  (Osservatorio sulla legalita', 11/07/2005)

Somalia - Ucciso pacifista a Mogadiscio (vita.it, 11/07/2005)

Somalia - Le milizie allontanano 600 armati dalla capitale (Ticinoline, 15/05/2005)

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Somalia - Mogadiscio; oppositori creano loro istituzioni (TicinOnline, 27/12/2005)

I signori della guerra di Mogadiscio, ed i gruppi di civili che sono al loro fianco, in particolare islamici, ma non solo, hanno dato vita ad un consiglio governativo per l'area della capitale somala, in pratica - nelle intenzioni - un parlamento locale. È composto da 64 persone, ed eleggerà sindaco e vice della città, oltre ad amministrarla completamente. È un ulteriore passo di rottura - anche se si continua a parlare di negoziati sotterranei - col governo unitario federale di transizione il cui primo ministro, in base alla Costituzione, aveva indicato sindaco e vice di Mogadiscio. Che, tra l'altro siedono nella capitale e, in teoria, vi operano. Il governo federale ha sede provvisoria a Jowhar, 90 km a nord di Mogadiscio, poichè sostiene che non vi sono ancora le condizioni di sicurezza per portare le istituzioni nella capitale, completamente controllata da potenti signori della guerra, alla testa di milizie numerose e ben armate. Che avevano accettato il nuovo corso - alcuni di loro sono ancora, seppur formalmente, ministri, e di alto lignaggio - per poi rompere all'inizio dell'anno rientrando a Mogadiscio con molti deputati al seguito, tra cui il presidente del Parlamento. (TicinOnline,  27/12/2005)

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Somalia - Un accordo sulla cooperazione economica con la Cina (CRI, 27/12/2005)

Il giorno 26 a Jowhar in Somalia, la sede provvisoria del governo di transizione somalo, la Cina e il governo di transizione somalo hanno firmato un accordo sulla cooperazione economica e tecnologica tra i due Paesi, secondo il quale la Cina fornirà gratuitamente aiuti pari a 6 milioni e 250.000 dollari USA al governo di transizione somalo. L'ambasciatore cinese in Kenya Guo Chongli e il Presidente del governo di transizione somalo Yusuf hanno firmato l'accordo a nome dei rispettivi governi. (CRI,  27/12/2005)

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Somalia: manifestazione anti italiana a Mogadiscio (SwissInfo, 11/12/2005)

Alcune centinaia di persone hanno manifestato oggi nel centro di Mogadiscio contro la politica italiana in Somalia, ed in particolare contro il rappresentante speciale del governo italiano per la Somalia, Mario Raffaelli. Alcune effigi con l'immagine di Raffaelli sono anche state date alla fiamme dai dimostranti. La manifestazione era stata organizzata da uno del leader più oltranzisti tra i signori della guerra della capitale somala, Osman Assan Alì, noto come "Atto". Questi ha anche preso la parola, invitando i cittadini a boicottare i prodotti italiani, accusando Raffaelli opporsi agli sforzi di mediazione in corso tra le parti in Somalia. La gente presente, non molti, in prevalenza ragazzi giovani, ha per la maggioranza sostenuto che non erano contrari all'Italia, che considerano un paese amico, ma alla politica condotta da Raffaelli, che starebbe fuorviando il governo italiano. A Mogadiscio è asserragliato un potente gruppo di signori della guerra i quali contestano il nuovo corso del governo di transizione unitario, pur avendolo in un primo momento condiviso entrando anche nel governo ('Atto' formalmente è ancora ministro del commercio). Il governo di transizione unitario somalo, che siede a Jowhar, 90 km a nord della capitale storica, ha il sostanziale appoggio di tutti i paesi occidentali, i quali - Italia in testa - stanno compiendo ogni sforzo per ricucire lo strappo tra i warlords di Mogadiscio ed il governo stesso. (SwissInfo, 11/12/2005)

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Somalia - Estremisti islamici vogliono eliminare i cristiani (ICN-News, 10/11/2005)

Il 7 ottobre scorso, a nord di Mogadiscio, è stato ucciso Osman Sheik Ahmed, un personaggio molto noto nel mondo universitario della Somalia. Testimoni oculari hanno confermato a famigliari e membri di chiesa che l'omicidio è stato compiuto da sicari appartenenti a gruppi islamici estremisti. La vittima lascia moglie e nove figli. La vedova è ora nascosta per paura. Nel periodo che va dal 1988 al 1990, il dr. Osman lavorò come volontario al seguito di diverse organizzazioni non-governative cristiane. Grazie alle sue specifiche competenze in rapporti tra governi e nell'amministrazione pubblica si era guadagnato il rispetto dei Somali e della comunità internazionale per la quale lavorava. Sono tempi molto duri per i cristiani di Mogadiscio.Secondo la Reuters nel 2003 uno dei maggiori leader del Kulanka Culimada, il gruppo terroristico islamico che ha in mano il sistema giudiziario affermò che "secondo la legge islamica tutti i cristiani somali devono essere eliminati" e che "non c'è posto in Somalia per questa gente, la cui esistenza disconosciamo e faremo fuori". Il 31 ottobre scorso 3 credenti sono stati aggrediti: il pastore Hirsi è stato ferito gravemente allo stomaco ed è ora in coma ed in prognosi riservata in ospedale. Il cristiano Nur ha ricevuto ferite al braccio. (ICN-News,  10/11/2005)

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Somalia - Armi sonar contro i pirati (Tgcom.it, 08/11/2005)

Sabato scorso una nave da crociera americana è stata attaccata da due navi pirata lungo la costa della Somalia. Per respingere l'assalto sono state impiegate armi soniche: dispositivi in grado di indirizzare con precisione un potentissimo segnale sonoro, talmente fastidioso da inibire qualsiasi gesto. La nave crociera si trova ora all'ancora nel porto di Mahe, alle Seychelles. La Seabourn Spirit, nave da crociera della Miami Seaburn Cruise Line sabato mattina all'alba stava terminando un viaggio di sedici giorni, partito da Alessandria d'Egitto, costeggiando le coste della Somalia a circa 160 km dalle coste non sottoposte ad alcuna legge, quando è stata avvicinata da due navi pirata che hanno aperto il fuoco. Per respingere l'attacco, l'equipaggio della nave ha utilizzato armi soniche, delle "super-trombe" che emettono un fortissimo suono acuto, simile a quello degli allarmi domestici, solo molto più forte e decisamente più fastidioso. Questi dispositivi, conosciuti con il nome di LRAD (Long Range Acoustic Device), e definite "armi non letali", sono state sviluppate per uso militare dopo l'attacco all'USS Cole nello Yemen. Le armi soniche sono finora state utilizzate anche e soprattutto per far sì che le piccole imbarcazioni non tentassero di avvicinarsi alle navi da guerra americane. Oltre a utilizzare le "super-trombe", la Seabourn Spirit ha anche invertito velocemente la propria rotta e aumentato la velocità per sfuggire all'attacco dei pirati. Secondo quanto riportato dai passeggeri, le due navi pirata avrebbero utilizzato bazooka, granate e fucili per attaccare la nave crociera. Nessuno degli assalitori è riuscito ad avvicinarsi a sufficienza alla Seabourn da riuscire ad arrembare la nave, tuttavia uno dei 161 membri dell'equipaggio è rimasto lievemente ferito. (Tgcom.it,  08/11/2005)

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Somalia - Nuovo attacco dei pirati a nave rifornimenti (Adnkronos, 11/10/2005)

Nuovo arrembaggio in Somalia dove i pirati hanno sequestrato la nave Mv Torgelow e i 10 uomini dell'equipaggio, diretta verso il porto di El-Maan dove doveva consegnare rifornimenti alla nave Semlow, l'imbarcazione del Programma alimentare mondiale (Pam) sequestrata a sua volta dai pirati il 28 giugno scorso al largo del Golfo di Aden e rilasciata la scorsa settimana, con il suo carico di riso destinato alle vittime somale dello tsunami. Secondo l'International Maritime Board, sono almeno 20 gli arrembaggi dei pirati registrati in Somalia dal marzo scorso. (Adnkronos,  11/10/2005)

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Somalia - Ucciso un funzionario Onu (Reuter, 04/10/2005)

Uomini armati hanno ucciso un coordinatore addetto alla sicurezza per le Nazioni unite nella zona sud della Somalia, nell'ultimo assassinio nel paese i stato d'anarchia del Corno d'Africa, ha detto oggi un funzionario Onu. "Stava tornando a casa quando due persone gli hanno sparato e lo hanno ucciso", ha detto a Reuters Sandra Macharia, portavoce dell'operazione in Somalia del Programma di Sviluppo delle Nazioni unite. Il funzionario somalo, Mohamuud Musse Gurage, è stato ucciso ieri sera nella zona di Juba, ha aggiunto. (NdR - Dopo l'omicidio, il personale dell'Onu e' stato richiamato dalla valle dello Juba, dove circa 170.000 persone sono vittime di un'emergenza umanitaria). La Somalia, che è caduta in uno stato d'anarchia dopo che i signori della guerra hanno cacciato il militare Mohamed Siad Barre, al governo fino al 1991, ha subito diversi assassini negli ultimi anni, alcuni contro obiettivi stranieri che sono stati attribuiti a militanti islamici. L'assassinio del funzionario Onu è l'assassinio di più alto profilo in Somalia da luglio, quando un pacifista del posto, Abdulkadir Yahya Ali, è stato ucciso dvanti alla moglie. Macharia ha detto che non è nota l'identità degli assalitori. (Reuter,  04/10/2005)

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Somalia - Scontri armati e numerose vittime a Mogadiscio (Terre di confine, 03/10/2005)

Almeno sei persone sono morte, e una decina rimaste ferite, negli scontri esplosi la sera del 2 ottobre a Mogadiscio tra due fazioni ostili. La calma nella capitale é stata raggiunta stamani alle ore 11 dopo la tregua concordata tra le due fazioni in lotta. Secondo le informazioni raccolte, i combattimenti, risuonati in tutta la capitale somala, hanno visto contrapposti gli uomini di Abduqadir Beebe, uno dei signori della guerra locali, a quelli di una corte islamica del nord della città. Anche se i combattimenti si sono conclusi dopo qualche ora, numerosi abitanti hanno preferito lasciare le proprie abitazioni. Quattro delle vittime sarebbero miliziani (appartenenti a entrambe le parti) le altre due invece sembrerebbero essere civili raggiunti da pallottole vaganti. Sarebbero “molti” i feriti: in prevalenza donne e bambini che, al momento dell’inizio della sparatoria, si trovavano per le vie di Bandere, il quartiere del centro storico di Mogadiscio teatro dell’attacco. I combattimenti, in cui sono stati utilizzati anche pezzi di artiglieria pesante, sono risuonati per tutta la città e hanno costretto molti degli abitanti della zona centrale di Mogadiscio a cercare riparo presso parenti e amici in altri quartieri. Sabato 1 ottobre, invece, fonti del governo di transizione hanno riferito di scontri tra gruppi armati avvenuti nella regione sud-occidentale di Bakool. Questi combattimenti hanno causato la morte di almeno 12 persone e il ferimento di altre venti. (Terre di confine, 03/10/2005)

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Somalia - I pirati si impadroniscono di un altro cargo (AGI, 26/09/2005)

I pirati che infestano le acque somale aprofittando del vuoto di potere che nell'ex colonia italiana si protrae dal 1991, anno della caduta del regime di Siad Barre, hanno colpito di nuovo. Nei giorni scorsi hanno abbordato un cargo che trasportava cemento, la "Ibnu Batuta", nello specchio di mare antistante il porto somalo di El Maan, poco lontano da Mogadiscio. I predoni sono gli stessi che in giugno si impadronirono della "Mv Semiow", la nave mercantile noleggiata dal Pam, agenzia dell'Onu, per inoltrare un carico di riso alle popolazioni colpite lo scorso dicembre dallo tsunami. La "Ibnu Batuta" proveniva dall'Egitto. Abdi Rahman Karin Olow, un imprenditore residente a Mogadiscio che ha commissionato una parte del carico, ha detto alla Bbc che i pirati si sono fatti vivi e gli hanno permesso di parlare con il capitano (non si conosce il numero dei componenti dell'equipaggio, ne' la loro nazionalita'). Le due navi sequestrate sono state avvistate al largo di Haradere, localita' situata a nord di El Maan. La vicenda della "Mv Semiov", intercettata al largo di Haradere, mentre era in navigazione da Mombasa (Kenya) con 850 tonnellate di riso, merita due parole a parte. Nei giorni scorsi sembrava che la prigionia del capitano srilankese e dei suoi uomini, 8 kenioti e un tanzaniano, stesse per concludersi, ma all'ultimo momento era saltato tutto. La nave aveva attraccato nel porto di El Maan e tutto era pronto per le operazioni di scarico, quando i pirati, che inizialmente avevano chiesto un riscatto di mezzo milione di dollari, avevano alzato la posta. Di fronte al rifiuto del Pam a accedere alle loro richieste, giovedi' scorso i pirati avevano ripreso il largo e appena si e' presentata un'altra occasione propizia hanno colpito di nuovo. L'International Maritime Board ha raccomandato alle navi di evitare le acque somale, sempre piu' pericolose a causa della presenza di predoni. Il mese scorso al largo del porto somalo di Chisimaio sono stati sequestrati tre pescherecci e gli equipaggi, una quarantina di pescatori, sono tuttora tenuti prigionieri dai pirati. (AGI,  26/09/2005)

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Somalia - Arrestato in Somaliland importante agente di al-Queda (PeaceReporter, 23/09/2005)

Le autorità del Somaliland hanno dichiarato oggi di aver arrestato uno dei più importanti agenti di Al-Qaeda che presumibilmente era nella zona per organizzare attacchi terroristici nei confronti di capi locali e stranieri. Dal 1991 il Somaliland si è proclamato indipendente. Il ministro degli Interni Ishmael Aden ha dichiarato che la polizia ha messo agli arresti due persone, mentre altre quattro sono riuscite a fuggire. Il capo della cellula terroristica è comunque stato catturato è risulta essere conosciuto a livello internazionale per aver combattuto in Pakistan ed in Afghanistan. Si è deciso di mantenere il riserbo sul nome degli arrestati per motivi di sicurezza. (PeaceReporter,  23/09/2005)

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Somalia - Nuove tensioni tra Jowhar e Mogadiscio (O. P., War News, 09/09/2005)

Piu' di 5000 combattenti, secondo le stime tratte da fonti diplomatiche dall'agenzia Reuters, si sono accampati nelle vicinanze della sede temporanea del governo. Un numero che l'esecutivo somalo cerca di ridimensionare: di 1500-2000 uomini parlano le dichiarazioni diffuse dalle autorita'. Nessuna certezza neppure sulla provenienza delle nuove milizie. Voci riferiscono di forze giunte direttamente da Puntland, regione somala che da tempo rivendica la propria autonomia e patria politica dell'attuale Capo dello stato. Altre informazioni indicano la presenza massiccia di militari etiopi, giunti, secondo alcuni signori della guerra, a Jowhar per preparare la presa di Mogadiscio. La notizia della concentrazione di soldati appare comunque da piu' parti confermata, e questo non fa che arroventare ulteriormente il clima politico nel paese. E' stato lo stesso Sharif Hassan Sheikh Aden, portavoce del parlamento somalo, ha sostenere in queste ore la tesi secondo la quale si starebbe preparando un assalto in piena regola a Mogadiscio. Versione, smentita tempestivamente da fonti interne all'esecutivo, che però non ha cessato di circolare, creando forti tensioni tra i signori della guerra che dalla caduta di Siad Barre, nel 1991, cavalcano l'onda dell'anarchia istituzionale all'interno dell'ex-colonia italiana. Per il Ministro dell'Informazione, le manovre di reclutamento in atto riguardano il normale processo di riorganizzazione delle forze armate. Le proteste dei signori della guerra, sempre secondo il membro dell'esecutivo, cercano di ostacolare la nascita di un esercito nazionale funzionante e temibile per ogni milizia irregolare. (Ottavio Pirelli, War News, 09/09/2005)

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Somalia - Annegano piu' di 70 rifugiati, oltre 200 i dispersi (Ottavio Pirelli, WarNews, 05/09/2005)

Erano 369 i rifuggiati radunatisi durante la scorsa settimana all'imbarco nelle vicinanze del porto di Bossaso, in Somalia. Solo una cinquantina di loro e' riuscita a raggiungere le coste dello Yemen. Gli altri tutti dispersi, ad eccezione degli oltre settanta corpi senza vita gia' restituiti dalle onde. Su quattro barche, secondo quanto riferito dall'agenzia France Press, i disperati delle guerre e della poverta' del Corno d'Africa, cercavano di attraversare, come sempre piu' sfollati fanno negli ultimi tempi, la striscia di mare che separa l'Africa dalla Penisola Arabica, con il sogno di poter proseguire in qualche modo per Europa. Sono partiti presumibilmente il trenta d'agosto dalle coste somale che si affacciano sul Mar Arabico. Al di la' del Golfo di Aden c'e' la speranza di poter cambiare vita, lontani dalle tensioni e dalle violenze dei loro paesi d'origine. Basta un altro po' di fortuna e di denaro per sperare di arrivare in Europa. Ma gli organizzatori di questi viaggi per disperati sono senza scrupoli, e venerdi' scorso, dopo aver incassato il denaro, armi in pugno, -come raccontano alla BBC i sopravvissuti di due dei quattro battelli - i trafficanti hanno intimato a tutti di gettarsi in mare. La costa era ancora lontana parecchi chilometri, ma l'equipaggio, che temeva di essere intercettato dalle autorita' yemenite, non ha esitato ad abbandonare in mare i propri passeggeri. Secondo le informazioni raccolte da IRIN, molti dei rifugiati non sapevano nuotare. Alcuni di loro sono stati salvati da pescatori locali che si travavano a navigare nella zona. Altri, meno fortunati, non ce l'hanno fatta. I loro corpi si stanno arenando in questi giorni sulle spiagge. Fonti ufficiali dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), citate dalla Misna, parlano di 47 etiopi e 28 somali annegati, 50 sopravvissuti e oltre duecento dispersi. Le ricerche e i soccorsi proseguono, ma le speranze di trovare qualcuno ancora in vita sono ridotte al lumicino. Una nuova ondata di profughi sta tentando di raggiungere lo Yemen in questi mesi. Sempre secondo le Nazioni Unite, e' dalla meta' di agosto che i battelli dei trafficanti hanno ripreso a fare rotta per le coste della Penisola Arabica carichi di rifugiati. Almeno 2500 sono le vittime stimate per gli ultimi tre anni di traversate illegali, 650 solo per quello in corso, e tra gli annegati si contano anche donne e bambini. (Ottavio Pirelli, WarNews,  05/09/2005)

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Somalia - Omicidio Tonelli: chiesta pena di morte per 10 imputati (Nuova Ag. Radicale, 02-09-2005)

Il procuratore Hussein Dhere ha chiesto la condanna a morte di 10 persone in relazione agli omicidi di quattro operatori umanitari, compresa l'italiana Annalena Tonelli, avvenuti tra l'ottobre 2003 e marzo 2004. All'udienza a porte chiuse, tenutasi a Hargeisa, nella regione del Somaliland, hanno potuto assistere solo giornalisti e parenti delle vittime. Nel corso della requisitoria l'accusa ha piu' volte definito ''terroristi'' gli imputati, mentre gli avvocati della difesa hanno richiamato la Sharia nel sostenere inadeguata la pena capitale. ''Dal momento che i nostri assistiti hanno confessato due dei crimini di cui vengono accusati, la Corte dovrebbe tenerne conto nel suo giudizio'' ha detto l'avvocato della Difesa, Mohamed Jama Abdi. Il giudice Abdirahman Hayanhe ha sospeso l'udienza ed annunciato che il verdetto sara' emesso il prossimo 25 settembre. Durante il processo, iniziato lo scorso 24 marzo, si sono tenute una ventina di udienze e sono stati ascoltati 33 testimoni. La prima vittima della serie di omicidi fu la Tonelli, 60 anni, missionaria laica, uccisa a Borama nella sua abitazione il 5 ottobre 2003. Nello stesso mese Richard Eyeington, 62 anni, e sua moglie Enid, 61 anni, insegnanti britannici, vennero assassinati nella loro abitazione vicino a Berbera. Infine nel marzo 2004, in un agguato contro un convoglio umanitario, venne uccisa la keniana Flora Chepkemoi Cheruiyot, operatrice dell'organizzazione tedesca 'Gtz'. Per tutti gli omicidi, da subito le autorita' locali e gli inquirenti internazionali che hanno collaborato alle indagini hanno seguito la pista dei piccoli gruppi di integralisti islamici.Alle indagini hanno partecipato anche agenti di Scotland Yard. (Nuova Ag. Radicale,  02-09-2005)

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Somalia - Ilaria Alpi, ritrovata auto dell'agguato (Reuters, 01/09/2005)

La Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi, la giornalista italiana del Tg3 uccisa in Somalia il 20 marzo del 1994 assieme al tecnico Rai Miran Hrovatin, ha rintracciato la vettura Toyota in cui i due giornalisti viaggiavano al momento dell'attacco. Lo hanno riferito oggi fonti giudiziarie. Ilaria Alpi stava lavorando a un reportage al seguito della missione Onu "Restore Hope". La vettura e' stata trovata dopo lunghe indagini in un garage di Mogadiscio. E' stata acquistata dal legittimo proprietario, un cittadino somalo residente in Italia. La Toyota e' stata quindi portata a Dubai dove al momento la polizia scientifica sta avviando i primi rilievi. Il rientro in Italia e' previsto nei prossimi giorni: l'automobile verra' trasportata a bordo di un Hercules C130 a Pratica di mare. La Procura di Roma potra' quindi iniziare gli accertamenti e la ricostruzione balistica analizzando la traiettoria dei proiettili e la dinamica della sparatoria indagando sull'ultima traccia certa che si ha dei due giornalisti prima che siano stati assassinati. La Commissione parlamentare presieduta da Carlo Taormina riprendera' le attivita' la settimana prossima ascoltando i funzionari del Sisde che si trovavano in Somalia nello stesso periodo dei due giornalisti Rai assassinati. La settimana prossima la Commissione ascoltera' anche la deposizione di Ali Maadi, un "signore della guerra" che comanda nella zona nord di Mogadiscio. Secondo fonti giudiziarie, la Commissione ha intenzione di concludere l'inchiesta sull'uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin entro febbraio 2006, data in cui prevede di comunicare i risultati emersi alla Procura di Roma. Dal novembre del 2000 Omar Hashi Hassan, un somalo venuto in Italia per testimoniare sul caso Alpi e assolto in primo grado, sta scontando una condanna della Corte d'Assise d'Appello di Roma a 26 anni di reclusione. Il somalo e' stato arrestato in aula, dopo che era tornato in Italia dai Paesi Bassi, perche' le indagini condotte dai funzionari della Digos stabilirono che Hassan era sulla jeep da cui furono sparati i colpi ai giornalisti Rai. (Reuters,  01/09/2005)

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Somalia - Esercitazione pacifica di disarmo (Osservatorio sulla legalita', 31/08/2005)

La Somalia lancera' nelle prossime settimane una esercitazione di disarmo nazionale. Il presidente Abdillahi Yusuf ha dichiarato che l'esercitazione di disarmo sara' pacifica, ed ha detto che la richiesta di deporre le armi sara' rivolta a tutti i gruppi armati. Il primo ministro Ali Mohamed Gedi ha dichiarato che il suo governo assumera' la direzione di Mogadiscio in tre mesi e la capitale non sara' risparmiata dell'esercitazione. Mogadiscio, considerata la citta' piu' pericolosa in Africa, e' controllata dai signori della guerra, riluttanti a disarmare la loro milizia. Gedi ha negato - definendole accuse infondate - quanto detto dallo sceicco Hassan Sheikh Aden, e cioe' che si starebero reclutando elementi stranieri nell'esercito somalo. Il primo ministro e' giunto a Nairobi nella notte di sabato dopo un viaggio di cinque giorni a Roma ed ha detto che ha tenuto consultazioni fruttuose con le autorita' italiane, impegnatesi ad aiuti finanziari e materiali al suo Paese. (Osservatorio sulla legalita', 31/08/2005)

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Somalia - Sfruttamento risorse naturali: il nuovo governo avverte (Misna.org, 31/08/2005)

''Chi e' interessato a investire in Somalia deve smettere di tentare di stringere accordi con enti locali senza aver ottenuto prima il consenso scritto del nuovo governo somalo'': sono chiare le parole del primo ministro del nuovo governo di transizione somalo, Mohamed Gedi che, rientrato in Kenya dopo una breve visita in Italia, ha incontrato alcuni giornalisti a cui ha espresso il proprio disappunto per una serie di notizie relative ad aziende internazionali che in questi ultimi mesi si sono impegnate in trattative con autorita' non riconosciute, nel tentativo di accaparrarsi diritti di sfruttamento e di prospezione prevalentemente nel settore petrolifero e in quello minerario. Gedi ha sottolineato che il governo e' letteralmente bombardato da ''continue'' richieste relative alle risorse naturali somale, un territorio, quello dell'ex-colonia italiana nel corno d'Africa, che le societa' internazionali abbandonarono per ''cause di forza maggiore'' nel 1991 quando, con la caduta di Siad Barre, il paese sprofondò nel caos da cui proprio il governo guidato da Gedi dovrebbe riuscire a tirarlo fuori. Un governo che poco dopo la sua nascita si e' spaccato praticamente a meta' ed e' ancora in preda a una crisi che i mediatori cercano faticosamente di ricucire mentre non riesce a estendere il suo controllo sul terreno e, a causa dell'insicurezza che regna nel Paese e soprattutto nella sua storica capitale Mogadiscio, e' costretto a operare per il momento operare da Jowhar, cittadina di 6000 anime a un centinaio di chilometri dal cuore storico del paese. ''E' questione di alcuni mesi, serve solo un po' di pazienza'' ha detto ancora il primo ministro somalo ai giornalisti rivolgendosi ai governi e alle compagnie internazionali, messi comunque in guardia dal ''violare le disposizioni del governo'', pena non meglio precisate ''conseguenza negative''. Durante gli anni '80 importanti aziende petrolifere internazionali (Total, Amoco, Chevron e Conoco e Philips) ottennero concessioni esplorative nel nord della Somalia, la stessa zona in cui si troverebbe il lotto di prospezione su cui avrebbero trovato un accordo un'azienda petrolifera australiana e il Puntland, la regione autoproclamatasi autonoma nel nord del Paese. (M.Z., Misna.org, 31/08/2005)

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Somalia - Violenze continue: la denuncia di Medici Senza Frontiere (MSF, 28/08/2005)

Medici Senza Frontiere (MSF) lancia l'allarme per il susseguirsi di violenze in Somalia. Solo quest'anno MSF ha registrato oltre 500 casi di pazienti curati per ferite dovute a traumi violenti. I pazienti sono stati tutti visitati nei due ospedali della citta' di Galkayo, situata nella parte centrale del paese. La sofferenza del popolo somalo ha ricevuto scarsa attenzione da parte delle organizzazioni umanitarie e della comunita' internazionale. Nella regione di Mudug, dove vivono circa 350mila persone, MSF e' costretta a lavorare in due ospedali diversi di Galkayo, uno situato a nord l'altro a sud, perche' i pazienti non possono attraversare la linea di fuoco che divide in due la citta'. Nei primi sei mesi del 2005, nel nord di Galkayo, i medici MSF hanno curato 397 pazienti per ferite causate da episodi di violenza. Di questi 224 per colpi d'arma da fuoco, 35 ferite d'arma da taglio e oltre 38 provocate da aggressioni fisiche. Nell'ospedale situato nel sud, solo nei primi tre mesi del 2005, 106 pazienti sono stati trattati per ferite da arma da fuoco. Molte delle vittime sono donne o bambini. ''La cosa preoccupante e' che ufficialmente la Somalia oggi non e' piu' in guerra'', spiega Colin Mcllreavy, Capo Missione di MSF . ''Questo livello di violenza e' semplicemente una conseguenza della brutalita' con cui la popolazione di questo paese deve convivere. La violenza feroce e' divenuta parte integrante della vita quotidiana e gli effetti sulla popolazione sono catastrofici''. La Somalia, uno paese in cui manca un governo centrale da oltre 14 anni, oggi continua a non avere un sistema sanitario e a detenere alcuni fra i peggiori indicatori di salute al mondo. Un bambino su dieci muore al momento del parto e un quarto di chi sopravvive non arrivera' al quinto compleanno. MSF e' regolarmente costretta a interrompere le sue attivita' mediche a causa della violenza o per le minacce dirette contro lo staff o i pazienti. ''La violenza limita seriamente il lavoro di MSF e delle altre organizzazioni'' spiega Mcllreavy. ''Siamo sicuri che l'enorme numero di ferite che trattiamo non sono altro che la punta di un iceberg. La violenza limita gravemente l'accesso per la popolazione ai nostri servizi sanitari''. (MSF, 29/09/2005)

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Somalia - Accordo tra clan rivali: migliaia di profughi tornano a casa (Misna, 24/08/2005)

Stanno facendo ritorno alle loro case le oltre 30.000 persone fuggite nelle scorse settimane da Bour Ache (Burhache o Bure, secondo altre dizioni), la citta' di confine somala dove nei mesi scorsi si sono ripetutamente affrontate le milizie legate alle famiglie Marehan e Garre, i due gruppi che si contendono il controllo dell'abitato e di lucrosi traffici. Si stima che negli scontri tra i due gruppi siano morte almeno 150 persone. In seguito a un accordo tra le famiglie - raggiunto grazie all'intervento delle autorita' keniane e somale - migliaia di donne, bambini e anziani hanno raccolto le loro masserizie e lasciato gli accampamenti allestiti in territorio keniano (a Borehole 11, Kutulu e Elwak) per far ritorno a casa. All'accordo tra le due famiglie ha contribuito anche l'intervento di due ministri del governo ad interim somalo, Bare Hirale e Mohammed Syyid, i quali sono riusciti a convincere i 5000 uomini armati del clan Marehan a lasciare Bour Ache. (B.F., Misna, 24/08/2005)

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Somalia - Fallito nuovo attacco pirata a nave italiana (AGI, 26/07/2005)

I pirati del Mar Rosso tentano un nuovo arrembaggio contro una nave italiana. Ancora una volta, pero', il tentativo fallisce. Il fatto e' accaduto a cira 85 miglia dalle coste della Somalia: sono le 11,10 locali (13,10 italiane) quando la "Cielo di Milano", una nave da carico di 174 metri e di 24mila tonnellate con un equipaggio di 24 persone, dell'armatore D'Amico viene fatta bersaglio di raffiche di mitra leggeri e fucili da due piccole imbarcazioni pirata. Immediatamente il comandante della nave lancia un SOS al Comando generale della capitaneria di porto italiana che si mette subito in contatto con le capitanerie dei Paesi amici. Nel frattempo pero' il comandante della ''Cielo di Milano'' apre i dispositivi antincendio della nave che attraverso gli idranti spruzza contro le imbarcazioni dei pirati getti di acqua a forte pressione. E' bastato questo per far desistere i banditi dall'assalto. Il viaggio e' poi proseguito regolarmente. Il 20 luglio scorso, sempre nel Mar Rosso, a 125 miglia di distanza dalle coste della Somalia, un'altra nave commerciale, la ''Jolly Marrone'' era stata assalita da altri pirati. Anche in quel caso l'assalto era stato respinto dall'equipaggio dell'imbarcazione. (AGI, 26/07/2005)

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Somalia - Decine di morti in scontri nel sud (Ticinonline, 23/07/2005)

Almeno 32 morti ed oltre 64 feriti: e' il bilancio, ancora provvisorio, di una violenta battaglia tra due gruppi rivali in corso da ieri nella zona del villaggio di Ilwak, nella regione meridionale della Somalia di Gedo. Lo confermano persone contattate sul posto dall'agenzia di stampa italiana Ansa via radio-telefono, le quali precisano che il villaggio e' stato quasi completamente abbandonato dai civili, mentre gli scontri contrappongono milizie del sottoclan Garre a quelle del rivale Marehan. I Garre appartengono al clan Hawiye, i Marehan ai Darod: due, e probabilmente i piu' importanti, tra i quattro principali gruppi etnici somali. La zona dove si combatte, e nella quale la tensione e' forte da tre mesi, e' strategicamente, e quindi economicamente, di rilievo poiche' e' vicina al confine keniano, e percio' svolge una importante funzione di snodo per i commerci. In Somalia esiste un governo federale di unita' nazionale, che pero' ancora non e' riuscito ad imporre la propria autorita' su scala nazionale: in particolare sacche di opposizione sono rappresentate dai potenti signori della guerra di Mogadiscio. Il Paese e' in deriva anarchica dal '91, quando fu rovesciato il regime di Siad Barre. (Ticinonline,  23/07/2005)

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Somalia - Punto d'appoggio per Al Qaida (Osservatorio sulla legalita', 11/07/2005)

Una cellula estremista legata ad Al Qaida ha preso piede in Somalia e sarebbe responsabile del rapimento di operatori umanitari stranieri. Lo ha affermato ieri a Nairobi il Gruppo Internazionale di Crisi. (IGC, International Crisis Group). La cellula sarebbe composta da membri fuoriusciti dall'Afghanistan ed avrebbe preso il nome di "Nuova Jihad", apparendo per la prima volta a Mogadiscio, dove avrebbe il suo quartiere generale. Il gruppo ha annunciato la sua esistenza uccidendo quattro operatori umanitari stranieri su un territorio relativamente sicuro nell'ottobre 2003 e nell'aprile 2004. Molti governi occidentali avevano paventato il rischio che la Somalia divenisse, dopo la caduta del dittatore Siad Barre, un terreno per terroristi. Il governo del presidente Abdullahi Yusuf Ahmed, eletto in ottobre 2004, non e' ancora rientrato dall'esilio in Kenia. Secondo il rapporto del GIC, "la minaccia di un terrorismo jihadista, in ed a partire dalla Somalia, e' reale", per cui e' piu' che mai necessario restaurare un governo "stabile, legittimo e operativo". Per l'organizzazione multinazionale con sede a Bruxelles, occorre tenere contatti piu' stretti con i Somali ed aiutarli a contrastare intimidazioni, rapimenti e omicidi messi in atto dal gruppo islamico estremista. (Osservatorio sulla legalita',  11/07/2005)

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Somalia - Ucciso pacifista a Mogadiscio (vita.it, 11/07/2005)

Un pacifista somalo, Abdulkadir Yahya Ali, e' stato ucciso nella capitale Mogadiscio da un gruppo di uomini armati non identificato. Testimoni oculari hanno rivelato al corrispondente della Bbc, Mohammed Olad Hassan, che cinque sicari hanno fatto irruzione in casa della vittima, co-direttore dell'organizzazione pacifista Centre for Research and Dialogue, hanno ammanettato le sue guardie e lo hanno ucciso a colpi di arma da fuoco davanti alla moglie. Sembra che l'organizzazione di Yahya fosse in stretto contatto con l'International Crisis Group, che nel fine settimana aveva redatto un dossier in cui si denunciava la presenza di un gruppo legato all'organizzazione terroristica al-Qaeda per le strade di Mogadiscio. Vita, ha tentato di raggiungere telefonicamente i membri dell'organizzazione di Yahya, ma senza risultato, viste le condizioni delle linee telefoniche in Somalia. Il Paese del Corno d'Africa e' da quattordici anni vittima di un'anarchia creata dalla lotta per il territorio di diversi clan locali dalla caduta del regime di Siad Barre nel 1991. Nonostante la formazione di un nuovo governo lo scorso anno, il neopresidente Abdullahi Yusuf Ahmed non e' ancora riuscito a rientrare in patria dall'esilio forzato in Kenya. E' da un albergo della capitale Nairobi che il governo somalo cerca di coordinare un piano di rientro che continua immancabilmente a slittare, complice la presenza in terra somala dell'organizzazione al-Qaeda, gia' accusata di numerosi attacchi contro poliziotti, membri del governo e della popolazione civile. Si sospetta che l'organizzazione sia anche dietro all'omicidio della producer della Bbc, Kate Peyton, assassinata con un colpo di arma da fuoco a Mogadiscio nel febbraio scorso. - Tra l'altro, secondo un rapporto dell'International Crisis Group, diffuso ieri domenica 10, la volontaria italiana Annalena Tonelli, uccisa il 5 ottobre 2003 a Borama, nel Somaliland (Somalia del Nord) sarebbe stata vittima di un gruppo legato alla rete internazionale del terrore che ha messo piede in Somalia negli ultimi anni. La notizia e' stata anche confermata all'Agenzia Fides da fonti di cui, per ragioni di sicurezza, si protegge l'anonimato: ''Annalena Tonelli e altri volontari occidentali uccisi negli ultimi 2 anni nel nord della Somalia sono state vittima di un gruppo integralista legato all'internazionale del terrore'' riferiscono le fonti. Secondo l'International Crisis Group il nuovo gruppo ''ha base a Mogadiscio ed e' guidato da un giovane capo che e' stato addestrato in Afghanistan e ha mostrato la sua presenza uccidendo 4 operatori umanitari stranieri sul territorio relativamente sicuro del Somaliland tra l'ottobre 2003 e l'aprile 2004''. (Pablo Trincia, vita.it,  - Fides, 11/07/2005)

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Somalia - Le milizie allontanano 600 armati dalla capitale (Ticinoline, 15/05/2005)

I signori della guerra del diviso governo somalo hanno ritirato 600 armati da Mogadiscio per persuadere i loro incerti colleghi che la capitale e' sicura a sufficienza per ospitare l'amministrazione del paese. Lo hanno reso noto oggi fonti ufficiali. Una disputa su dove istallare il governo del presidente Abdullahi Yusuf ha causato contrasti di potere nella lacerata amministrazione che ha operato da uffici basati in Kenya dal momento della sua formazione alla fine di colloqui di pace tenutesi a Nairobi lo scorso anno. La sede del governo, che ha in programma di disarmare tutte le milizie e creare un'effettiva amministrazione della Somalia per la prima volta in 14 anni e' un elemento chiave per la sicurezza di tutta la regione del Corno d'Africa. Portavoce dei tre maggiori ''signori della guerra'' del clan degli Hawiye, che hanno anche posti nel governo, hanno detto che 600 dei loro uomini armati e 54 ''tecniche'' (camionette con montati nel cassone mitragliatrici pesanti o sistemi antiaerei da usare su obiettivi a terra) sono stati spostati in due campi fuori dalla citta'. La mossa non ha pero' effetti sulle cosiddette milizie ''freelance'', perlopiu' uomini armati da imprese private o dalle Corti islamiche. La Somalia e' precipitata nel caos dopo il rovesciamento del regime militare di Mohammed Siad Barre, nel 1991. Da allora, guerra e carestia hanno ucciso centinaia di migliaia di esseri umani nel paese. (Ticinoline, 15/05/2005)

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