NOTIZIE - SENEGAL

Senegal - Dakar corteggia Pechino a scapito di Taiwan (J. M., Vita.it, 25/10/2005)

Senegal - Cresce la produzione biologica (S.F.Lo, Le Soleil, 11/10/2005)

Senegal - Manghi dal Senegal certificati da Fairtrade Transfair (GreenPlanet, 11/07/2005)

Senegal - Gli OGM non piacciono nemmeno in Senegal (Greenplanet, 07/07/2005)

TO ALLA NEWS

Paese per Paese
2005

Africa
Africa Australe
Africa Occidentale
Africa Orientale
Algeria
Angola
Benin
Botswana
Burkina Faso
Burundi
Camerun
Ciad
Congo Brazza
Costa d'Avorio
Egitto
Eritrea
Etiopia
Gabon
Gambia
Ghana
Guinea Bissau
Guinea eq.
Kenya
Liberia
Libia
Madagascar
Malawi
Mali
Marocco
Mauritania
Mozambico
Niger
Nigeria
RD-Congo
Rep. Centrafricana
Ruanda
Sahara
Senegal
Sierra Leone
Somalia
Sudafrica
Sudan
Tanzania
Togo
Tunisia
Uganda
Zambia
Zimbabwe

Senegal - Dakar corteggia Pechino a scapito di Taiwan (J. M., Vita.it, 25/10/2005)

Il governo senegalese ha annunciato oggi la ripresa delle relazioni diplomatiche tra il Senegal e la Cina dopo nove anni di rottura politica. Nel 1996, Dakar aveva riconosciuto la Repubblica di Taiwan nei confronti della Cina. Ma in base a "un'analisi oggettiva e approfondita della geopolitica mondiale", un comunicato del ministero degli affari esteri senegalese fa sapere che da oggi il Senegal "riconosce" che Taiwan fa "parte integrante del territorio cinese". L'annuncio è stato fatto al termine dell'incontro che si è svolto oggi a Pechino tra il Ministro degli affari senegalese Cheikh Tidiane Gadio e il suo omologo cinese Li Zhaoxing. Nel comunicato, si legge che entrambi i Paesi "si sono accordati per un nuovo scambio di ambasciate in conformità con gli interessi e le aspirazioni dei popoli senegalese e cinese". A Taipei, la notizia non ha fatto certo piacere. L'ambasciatore di Taiwan a Dakar, Blanche Hsu, ha espresso all'Afp "il nostro rammarico per la decisione presa, ma anche per quanto è stato su Taiwan, considerata una provincia che fa parte integrante della Cina". Dichiarazioni di fuoco che potrebbero fare da preludio all'interruzione di rapporti diplomaticin e economici che vede Taipei sovvenzionare con oltre 91 milioni di euro una trentina di progetti di sviluppo in Senegal. Sul fronte della diplomazia senegalese, "la decisione corrisponde perfettamente agli interessi fondamentali del nostro Paese". Dichiarazioni di circostanze a cui fano "echo" le rivelazioni di una fonte dell'Afp vicina al presidenza del Senegal secondo la quale "visto la posizione geopolitica mondiale della Cina, non era più ammissibile per il Senegal mantenere questa posizione ostile nei confronti di Pechino". Si riducono ormai a sei il numero dei Paesi africani (Burkina Faso, Gambia, Malawi, Sao Tomé e Principe, Swaziland, Ciad) che riconoscono la sovranitò di Taiwan, isola separata de facto dalla Cina dal 1949, ma che Pechino considera parte integrante del territorio cinese. (Joshua Massarenti, Vita.it,  25/10/2005)

Torna ai titoli...


Senegal - Cresce la produzione biologica (S.F.Lo, Le Soleil, 11/10/2005)

La federazione contadina di Koussanar specializzata nella produzione di cotone, sesamo, bissap e fonio biologici dal 1995 ha preso la decisione d’aumentare le superfici investita a queste produzioni. La federazione conduce l'attività al livello delle quattro zone del dipartimento di Tambacounda su superfici di 100 ettari di fonio, 85 ha di cotone, 10 ha di sesamo. La decisione di raddoppiare le colture biologiche deriva da un'analisi dalle popolazioni stesse, col doppio obiettivo di preservare l’ambiente (che era fortemente deteriorato) e lottare contro l'utilizzo incontrollato di prodotti chimici (tra l'altro carissimi). Secondo Gallo Diallo, responsabile della federazione contadina di Koussanar, l'apripista di questa forma d’agricoltura è stato il cotone. La diversificazione delle colture è stata una logica conseguenza dell'avvio della produzione biologica, a causa della necessità di rotazioni. "Oggi abbiamo raggiunto la fase di trasformazione artigianale del cotone da parte dei gruppi di donne della federazione" sottolinea Gallo Diallo che ha anche tenuto a segnalare l'incremento del reddito con il valore aggiunto dato dalla lavorazione, coordidata dalla responsabile madame Mariam Sow. Il responsabile della federazione contadina di Koussanar riferisce che un'ONG (Orange Bleue) aiuta nella commercializzazione del cotone biologico. Ma i produttori "sono liberi ed indipendenti e non sono obbligati a vendere a chicchessia da qualche forma di contratto" ha tenuto a precisare con insistenza. Secondo lui, i membri della federazione, forti dell'appoggio del loro partner hanno l'ambizione fare un passo in più e di aumentare dimensioni aziendali, reddito e benessere. (Saliou Fatma Lo, Le Soleil,  tradotto e ripreso da GreenPlanet,  11/10/2005))

Torna ai titoli...


Senegal - Manghi dal Senegal certificati da Fairtrade Transfair (GreenPlanet, 11/07/2005)

Presso i punti vendita di Unicoop Firenze e in alcuni supermercati di Coop Adriatica e' possibile acquistare i frutti del lavoro di 171 piccoli produttori della Casamance, grazie ad un progetto di cooperazione agricola del Cospe (Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti). Per il secondo anno consecutivo, presso i punti vendita di Unicoop Firenze e in alcuni supermercati di Coop Adriatica, i consumatori potranno contribuire allo sviluppo dei piccoli produttori senegalesi, acquistando i manghi equosolidali certificati da Fairtrade TransFair. Provengono da Apad, (Associazione dei frutticoltori del distretto di Diouloulou), associazione di 171 piccoli produttori della Casamance, regione a sud del Senegal, l'unica che e' riuscita ad esportare direttamente senza intermediari il frutto del suo lavoro in Italia. Dietro questi manghi c'e' una lunga storia di impegno, di solidarieta' e di sfide: Apad e' nata nel 1987 grazie ad alcuni contadini che hanno voluto migliorare la qualita' della frutta prodotta, pur mantenendo le altre colture e attivita' agricole su cui si regge l'economia familiare: riso, arachide, piccolo allevamento, pesca. Nel 1988 Apad ha incontrato l'organizzazione non governativa italiana Cospe con cui e' iniziato un rapporto di collaborazione e solidarieta' che dura ancora oggi. Attraverso i progetti di cooperazione finanziati dal Ministero degli Affari Esteri, ma anche da Associazioni e Enti locali italiani, Apad e Cospe hanno iniziato ad ottenere i primi risultati. Migliorate le varieta' e le tecniche colturali, facilitato l'accesso ai fattori di produzione, adesso la grande sfida e' il collocamento del prodotto sul mercato attraverso la commercializzazione e la trasformazione (GreenPlanet,  11/07/2005)

Torna ai titoli...


Senegal - Gli OGM non piacciono nemmeno in Senegal (Greenplanet, 07/07/2005)

Gli organismi geneticamente modificati faticano convincere i consumatori. Lo conferma l'ultima uscita dall'Associazione senegalese per la difesa dell'ambiente e dei consumatori (Asdec) che solleva dubbi sull'efficacia di questi prodotti per la nostra agricoltura (senegalese, ndr). In un comunicato reso pubblico alla vigilia della sua giornata di studio annuale a Dakar, l'associazione presenta il proprio giudizio lapidario sui presunti vantaggi di questa tecnologia. Secondo l'Asdec i soli beneficiari di questa scelta restano le grandi societa' agro-chimiche, le cui principali attivita' girano attorno alla vendita di sementi e dei relativi prodotti fitofarmaci. I consumatori si interrogano sulla utilita' del ricorso a una tecnologia i cui vantaggi per la societa' tardano a essere dimostrati. Per loro, l'ingegneria genetica solleva numerosi problemi d'ordine etico, ambientale e biologico, per i quali non esistono risposte chiare, anche nel quadro di un regime di valutazione delle condizioni di sicurezza. Secondo il parere dei consumatori, rimangono numerose incertezze sul piano della sicurezza, della tutela dell'ambiente e del modo in cui alcune imprese multinazionali si servono delle recenti scoperte della biotecnologia per consolidare la loro influenza sulla produzione alimentare mondiale. In Senegal, continuano i consumatori, la sfida sull'utilizzo o no di questi prodotti appare chiara. - e' stato creato anche un Comitato nazionale di bio-sicurezza che raccoglie tutti gli attori interessati agli OGM; nonostante sia stato un passo importante, e' urgente che lo Stato realizzi dispositivi di bio-sorveglianza. Solo questa misura, secondo l'Asdec, permettera' di garantire il rispetto rigoroso del principio di precauzione, ma anche la necessaria vigilanza sull'utilizzo in campo aperto di queste nuove tecnologie. Queste misure, combinate a una maggior trasparenza per il consumatore, costituiscono un fattore a tutela di questo ultimo. (Ibrahima Diaw, Walf Fadjri, Senegal, 7 luglio 2005, tradotto da Bianca Crivello - Su Greenplanet.net )

Torna ai titoli...


ALLA PRIMA PAGINA