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Sahara Occ. - Polisario denuncia Marocco e si appella alla Spagna (G.M.M., Osservatorio sulle legalità, 02/11/2005)
Il coordinatore del Fronte Polisario per i rapporti con l'ONU, Mohamed Haddad, ha messo in guardia in una conferenza stampa sul "pericolo di morte" che corre la popolazione sahariana che vive nelle zone occupate. Da maggio infatti si hanno costanti manifestazioni per rivendicare il rispetto dei diritti umani, la liberazione dei prigionieri politici in carcere in Marocco e la celebrazione del referendum di autodeterminazione. Haddad ha detto che "tutti sanno che a El Aaiún regna il terrore" ed ha insistito sulla necessita' che l'ONU apra un'inchiesta imparziale sulla morte del giovane Lembarki Hamdi Salek Mahayub, spirato domenica in conseguenza, secondo alcune denunce sahariane, delle torture inflittegli dalle forze di sicurezza marocchine. Anche la famiglia chiede l'autopsia del cadavere e un'inchiesta sulle cause della morte. Haddad ha detto che "e' scandaloso che in presenza della MINURSO (la missione ONU nel Sahara marocchino) il Marocco prosegua torturando, seminando il terrore ed impedendo l'ingresso delle delegazioni di osservatori sul luogo", paventando poi una situazione come quella di Timor. Il portavoce si e' appellato alla responsabilita' della Spagna, che ha con il governo di Rabat buoni rapporti ma che recentemente ha espresso, tramite il ministro degli esteri Miguel Ángel Moratinos, sostegno al diritto alla autodeterminazione del popolo sahariano. Haddad ha affermato che la Spagna e' stata "parte del problema" e deve essere "parte della soluzione" ed ha detto che le parole sono sempre le stesse ma che sarebbe ora che si trasformassero in fatti per evitare il bagno di sangue che potrebbe derivare da una agitazione dei coloni marocchini contro i Sahariani. Piu' volte alcuni parlamentari spagnoli hanno cercato di verificare di persona in delegazione quanto stava veramente accadendo nella regione, trovando pero' un muro di gomma figurato e di fatto da parte del Marocco.
(Gabriella Mira Marq, Osservatorio sulle legalità,
02/11/2005)
Sahara Occidentale - Scontri a Laayoune (O.P., WarNews, 01/11/2005)
Si riaccende lo scontro tra indipendentisti saharawi e forze di polizia marocchine in occasione delle ultime manifestazioni che hanno avuto luogo a Laayoune, principale città della regione, in corrispondenza con il 30° anniversario dell'annessione della regione al Marocco. L'unica vittima accertata dei disordini scoppiati durante la scorsa settimana a Laayoune - sostiene il network Al Jazeera - è Hamdi Lambarki, un giovane saharawi sceso in piazza sabato e morto in circostanze sospette. Fonti di polizia hanno attribuito l'uccisione ad un sasso lanciato dagli stessi manifestanti. Una versione smentita da diversi testimoni, secondo i quali il giovane sarebbe stato prelevato dalla polizia e percosso violentemente al capo. Giunto già grave in ospedale, l'uomo è spirato poco dopo a causa delle numerose ferite. L'agenzia Misna ha riportato le informazioni rese da fonti giornalistiche marocchine secondo le quali il governo avrebbe già avviato un'investigazione sull'uccisione di Lambarki. Intanto Hamoudi Igulid, attivista di una locale organizzazione per i diritti umani, ha dichiarato ai microfoni di Al Jazeera che è ancora in corso un assembramento di forze di pubblica sicurezza nelle zone interessate dai disordini. Lo stesso Igulid ha denunciato anche la recente scomparsa dopo l'arresto di Brahim Dahane, Presidente dell'Associazione Sahariana per i Diritti Umani. Immediata la risposta delle autorità, secondo le quali Dahane non sarebbe da considerare ufficialmente uno scomparso. Sul fronte delle carceri, infine, dallo scorso 20 ottobre 32 prigionieri saharawi hanno iniziato nella prigione di Lakhal un nuovo sciopero della fame per denunciare il loro disumano stato di detenzione.
(Ottavi Pirelli,
WarNews, 01/11/2005)
Sahara Occidentale - Trent'anni di solitudine: digiuno di solidarierà
(PeaceReporter, 04/10/2005)
Domani, 5 ottobre 2005, sarà celebrata la Giornata europea di digiuno in solidarietà con le vittime della repressione nei territori occupati del Sahara Occidentale. Non è una celebrazione qualunque: i rappresentanti del popolo Saharawi (il popolo che abita il Sahara Occidentale) in Italia chiedono una dimostrazione di solidarietà per i 37 detenuti politici saharawi rinchiusi nelle carceri marocchine che hanno cominciato, il 9 agosto scorso, uno sciopero della fame a tempo indeterminato.
(PeaceReporter,
04/10/2005)
Sahara - Il Polisario si appella a Zapatero (La
Padania, 02/09/2005)
Il Fronte Polisario, che combatte da anni per l'indipendenza del Sahara Occidentale, ha intensificato la sua campagna diplomatica internazionale per la soluzione del conflitto e chiedere la fine della ''atroce repressione'' da parte di Rabat, invitando il premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero a svolgere il ''ruolo logico e naturale'' che compete alla Spagna nella ''soluzione del conflitto''. In una lettera al premier socialista il segretario generale del Fronte, Mohammed Abdelaziz ha ricordato che ''30 anni dopo dall'impegno ufficiale spagnolo del 1974 e 14 anni dopo la firma fra il Fronte Polisario e il Marocco del piano di pace dell'Onu - Oua, la responsabilta' storica, politica e morale del governo spagnolo verso il popolo saharahui continua ad esistere''. ''Riteniamo- afferma - che la Spagna si trovi nelle migliori condizioni in Europa, nella Nato e nell'Onu per svolgere il suo ruolo logico e naturale nella soluzione del conflitto del Sahara Occidentale''.
(La Padania,
02/09/2005)
Sahara occidentale - Polisario indice sciopero generale fame (TicinOnLine, 27/08/2005)
Il Fronte Polisario - che rivendica l'indipendenza del Sahara occidentale, l'ex colonia spagnola dal 1975 sotto sovranita' marocchina - ha lanciato un appello per uno sciopero generale della fame di 24 ore per il 1 settembre, in segno di solidarieta' con 37 prigionieri politici saharawi che dall'8 agosto digiunano nelle carceri marocchine. Lo ha annunciato l'agenzia saharawi Sps citata dall'algerina Aps. I dirigenti saharawi intendono in tal modo ''esprimere la loro condanna per l'ondata di repressione, di deportazioni, di processi iniqui, di terrore che si abbatte sui nostri concittadini nei territori occupati, nel sud del Marocco, nelle universita' del regno'', si legge nel comunicato del Polisario. Il presidente del movimento e dell'autoproclamata Repubblica araba democratica saharawi, Mohamed Abdelaziz, ha chiesto ieri al presidente di turno dell' Unione africana, il nigeriano Olusegun Obasanjo, di ''intercedere'' presso il Marocco (che comunque dal 1984 ha abbandonato l'organizzazione per protesta contro l'appoggio di molti Paesi africani al Polisario) per la liberazione dei prigionieri saharawi. Nella lettera precisa che, oltre ai 37 in sciopero della fame, altri 151 saharawi sono detenuti nelle carceri marocchine e oltre 500 civili sono ''scomparsi'' dopo essere stati arrestati dalla polizia.
(ATS-TicinOnLine,
27/08/2005)
Sahara - ''Un muro nel deserto'', spettacolo di teatro-danza (Vita.it, 25/08/2005)
L'Associazione El Ouali ''per la liberta' del Sahara Occidentale'' in collaborazione con Associazione Fraternal Compagnia di Piazza Grande, Associazione Donne di Sabbia presentano: Saharawi ''Un muro nel
deserto'', spettacolo di teatro-danza, per la liberazione di Aminatou Haidar e Ali Salem Tamek e per tutti i detenuti politici
Saharawi. Lo spettacolo attraverso letture di testimonianze, poesie e la proposizione di danze nordafricane vuole raccontare la Storia di uno dei tanti
''piccoli'' popoli che vivono una situazione di occupazione da parte di un popolo piu' potente. E' dal 1975 che i Saharawi del Sahara occidentale sono vessati, esiliati e messi a tacere dalla monarchia del Marocco, con il minimo impegno dell' Onu e delle potenze europee per risolvere la situazione. Nei confronti di questo popolo e di questa guerra sono state perpetrate grosse ingiustizie , che ricordano quelle messe in atto contro altri popoli per avviarne l'estinzione e recuperare quindi le ricchezze che la loro terra gli concedeva. I Saharawi sono in esilio ormai da due generazioni e combattono una guerra impari non solo contro il Marocco , ma contro l'indifferenza degli stati che piu' potrebbero e dovrebbero intervenire e soprattutto dell'ONU che in questo come in altri mille casi mostra i suoi limiti di autonomia. Lo spettacolo rendera' conto delle disgrazie di questo popolo ma anche della sua cultura illuminata che ha la donna al centro di un attivismo e di una capacita' organizzativa straordinarie. I testi saranno letti e recitati da Tania Passarini e Massimo Macchiavelli che ne ha curato la raccolta. Le coreografie e le musiche originali delle danze Saharawi sono state cercate e costruite da Rosanna di Giorgio e dalle ballerine dell'Associazione Donne di Sabbia. Lo spettacolo si concludera' con un appello per la liberazione dei prigionieri, molti dei quali sono spariti o morti per le torture. - 13 Settembre 2005 ore 21.00
Sahara Occidentale - Scheda (21-08-2005)
Il Sahara Occidentale e' una regione dell'Africa nord occidentale. Il Marocco si annesse virtualmente i due terzi settentrionali del Sahara Occidentale (l'ex Sahara Spagnolo) nel 1976 ed il resto del territorio nel 1979, a seguito del ritiro della Mauritania.
Sahara - Il Polisario libera gli ultimi prigionieri di guerra marocchini (Reuters, 18/08/2005)
Il Marocco si prepara a dare il bentornato oggi agli ultimi 404 prigionieri di guerra detenuti -- molti da vent'anni -- dal movimento indipendentista del Fronte Polisario, esiliato nel Sahara occidentale. Il Comitato internazionale della Croce rossa (Icrc) ha detto che il rilascio dei prigionieri a Tindouf, in Algeria, ha seguito la mediazione degli Usa. Gli uomini raggiungeranno il Marocco in volo. ''Oggi il Fronte Polisario ha liberato tutti i prigionieri marocchini in custodia,'' si legge in una nota dell'Icrc. Una fonte governativa a Rabat ha detto che i prigionieri sarebbero atterrati nella citta' di Agadir, circa 600 chilometri a sud della capitale del Marocco, dopo le 5 e 30 ora locale (17:30 GMT). Nel corso degli anni la Croce rossa ha rimpatriato oltre duemila prigionieri marocchini catturati dal Polisario durante una guerra durata 16 anni con il Marocco per il controllo del Sahara occidentale. Nel 1991 l'Onu ha stabilito un cessate-il-fuoco, ponendo fine al conflitto. Polisario ha detto che il rilascio dei prigionieri ha lo scopo di promuovere un clima favorevole per gli sforzi del nuovo inviato Onu per risolvere la disputa che dura da 30 anni sul controllo del territorio desertico, in gran parte amministrato dal Marocco ma rivendicato anche dal Fronte, sostenuto dall'Algeria. ''Desideriamo informarvi che il Fronte Polisario ha deciso di liberare il 19 agosto gli ultimi prigionieri di guerra marocchini,'' ha detto Mohamed Sidati, il delegato ministeriale del Polisario per l'Europa. ''Questo contribuira', ci auguriamo, a generare un clima che favorira' la dinamica per la pace, che vogliamo credere sara' irreversibile,'' ha aggiunto Sidati nella nota consegnata da un rappresentante di un'organizzazione norvegese che sostiene il Fronte. La Croce rossa ha detto in un comunicato che il rimpatrio degli ultimi prigionieri ''pone fine a un lungo periodo di campo di concentramento e segnala un passo importante verso la soluzione delle conseguenze umanitarie del conflitto nel Sahara occidentale.'' Funzionari dell'agenzia umanitaria con sede a Ginevra hanno visitato regolarmente i detenuti, fornendo assistenza sanitaria e trasmettendo messaggi alle famiglie. La Croce rossa ha anche detto che avrebbe fatto ogni sforzo per ''tutti coloro che sono rimasti dispersi nel conflitto.'' Oltre 250 persone da entrambi i lati sono ancora disperse, secondo quanto riferisce la portavoce della Croce rossa Nada Doumani. Il cessate-il-fuoco Onu del 1991 ha terminato il conflitto con la promessa di indire un referendum sul futuro del territorio ma il Marocco ha rifiutato di consentire un voto sull'autodeterminazione. (Reuters, 18/08/2005)
Sahara Occidentale - Arrestato attivista per i diritti umani (O. P., WarNews, 28/07/2005)
e' stato nuovamente arrestato dalle autorita' marocchine Ali Salem Tamek, attivista per i diritti umani della regione del Sahara Occidentale. Amnistiato l'anno scorso dopo quindici mesi di carcere, Tamek ha vissuto da allora in Europa. Di ritorno in Africa qualche giorno fa, secondo quanto riferito da fonti ufficiali all'agenzia Reuters, l'uomo e' stato fermato all'areoporto di Laayoune e condotto in prigione con l'accusa di aver fomentato gli scontri di fine maggio tra dimostranti Saharawi e forze di polizia marocchine. I disordini avvenuti in occasione del 32º anniversario della costituzione del Fronte Polisario (Frente Popular de Liberación de Saguía el Hamra y Río de Oro), hanno infatti causato un inasprimento della repressione da parte del governo di Rabat. Gia' agli inizi di luglio, dodici separatisti sono stati condannati a piu' di otto anni di detenzione per le violenze che causarono decine di feriti tra polizia e manifestanti. L'arresto di Tamek e' da ricollegare a quei fatti. Durante gli interrogatori dei sospettati - sostengono fonti governative - il nome dell'attivista sarebbe saltato fuori piu' volte: avrebbe telefonicamente incitato alla rivolta i dimostranti scesi poi per le strade. Un silenzio informativo inquietante si e' stretto attorno all'arresto. D'altra parte, qualche giorno fa, il corrispondente da Rabat per la tv Aljazeera Abd al-Salam Razaq si e' visto revocare dal Ministro per le comunicazioni del Marocco l'autorizzazione a svolgere attivita' giornalistica nel paese nordafricano. L'accusa e' di aver intervistato lo stesso Tamek, quando quest'ultimo era ancora a Parigi, e di conseguenza di essere un simpatizzante dei separatisti.
(O. P., WarNews,
28/07/2005)
Sahara - La Regione Emila-Romagna approva una risoluzione in favore del Saharawi
(Romagnaoggi, 28/07/2005)
L'Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza una risoluzione, firmata da Gianluca Borghi (verdi) e Ugo Mazza (ds), in favore del Saharawi. La risoluzione invita il Governo ed il Parlamento a: riconoscere il diritto di autodeterminazione del popolo Saharawi; operare affinche' il Marocco cessi le intimidazioni contro i difensori dei diritti umani nei Territori occupati del Sahara occidentale. Al Governo nazionale si chiede anche di operare in sede europea affinche' l'eventuale accordo Ue -Marocco (per lo sfruttamento dei beni naturali, territoriali e marittimi) escluda le zone oggetto di controversia sottoposte dall'Onu allo svolgimento del referendum per l'autodeterminazione. La risoluzione invita inoltre le istituzioni nazionali ad incoraggiare il Governo del Marocco al rispetto dell'accordo del 1991 e delle leggi internazionali, dando attuazione alle deliberazioni dell'ONU; ad adottare misure di sostegno ai rifugiati Saharawi nei campi profughi in Algeria; a prendere in considerazione il riconoscimento ufficiale della Repubblica araba saharawi democratica del Sahara Occidentale, quale legittimo rappresentante del popolo Saharawi e sua espressione istituzionale.Il testo infine invita l'Assemblea legislativa ad impegnarsi per l'autodeterminazione del popolo Saharawi e per l'immediata liberazione di Ali' Salem Tamek, simbolo della lotta pacifica per la difesa dei diritti umani nel Sahara Occidentale, arrestato in aeroporto, il 18 luglio, al suo rientro a Al Aaiun e condotto in un luogo sconosciuto al fine di investigare la sua implicazione in fatti recentemente avvenuti nella zona.
(Romagnaoggi,
28/07/2005)
Marocco - Il Polisario annuncia liberazione tutti detenuti marocchini
(Vita.it, 14/07/2005)
Il fronte Polisario, l'organizzazione armata che si batte per l'indipendenza dell'ex Sahara spagnolo, ha annunciato che liberera' tutti i circa 400 prigionieri di guerra marocchini ancora in suo potere. Lo apprende l'Ansa da fonti del Fronte che hanno citato dichiarazioni del suo leader Mohammed Abdelaziz che si trova a Madrid. La liberazione dei prigionieri di guerra marocchini, hanno precisato le fonti, avverra' ''appena possibile'' dopo contatti con la Croce Rossa internazionale, ma nessuna data e' stata indicata. I prigionieri di guerra, catturati dalle forze del Fronte sopratutto all'inizio degli anni Ottanta, avevano ad un certo punto sfiorato la cifra di 2.000, molti dei quali poi gradualmente liberati. Il Polisario ha peraltro annunciato oggi la ''liberazione provvisoria'' da parte del Marocco di Hmad Hammad, il militante saharwi arrestato nei giorni scorsi dopo essersi rifugiato in un ex edificio appartenente alla Casa de Espana a El Aiun in Marocco. Abdelaziz, che si trova da alcuni giorni a Madrid, aveva ieri denunciato ''l'inaccettabile silenzio'' del governo spagnolo sulla repressione marocchina nel Sahara occidentale ed aveva chiesto all'Ue di non firmare accordi di pesca col Marocco. Ieri sera un'ennesima delegazione di uomini politici spagnoli, questa volta dal Paese Basco, che voleva recarsi a El Aiun e' stata respinta dalle autorita' marocchine.
(Vita.it,
14/07/2005)
Sahara: Polisario, inammissibile il silenzio dell'Onu (Ticinonline, 20/06/2005)
In una lettera al segretario generale dell'Onu Kofi Annan, il presidente del Polisario, Mohammed Abdelaziz, citato dall'agenzia del Fronte Polisario, ha criticato la "passivita'" dell'Onu ed ha chiesto che "intervenga urgentemente per proteggere la popolazione saharaui dalla macchina repressiva marocchina garantendole i diritti fondamentali". Mohammed Abdelaziz ha anche invitato Annan ad esigere che Rabat consenta l'ingresso nella zona di giornalisti ed osservatori. Ieri, il Marocco ha di nuovo impedito lo sbarco all'aeroporto di El Aiun di una delegazione di politici spagnoli, questa volta delle Asturie. Nei giorni scorsi Rabat aveva definito "inopportuna" una visita del capo del governo algerino Ahmed Ouyahia. Nella lettera Abdelaziz ribadisce la richiesta per "la liberazione immediata di tutti i prigionieri politici saharaui e notizie sulla sorte degli scomparsi".
(ticinonline, 20-06-2005)
Stand Piazza Globale - Festa dell'Unita'- Parco Nord- Bologna
Informazioni:
info@fraternalcompagnia.it, www.fraternalcompagnia.it
elouali@saharawi.org;
www.saharawi.org
donnedisabbia@libero.it;
- (Vita.it,
25/08/2005)
La guerriglia portata avanti dal Fronte Polisario, che contestava la sovranita' di Rabat, termino' con il cessate il fuoco del 1991; il referendum sullo status definitivo del Sahara Occidentale e' stato ripetutamente rinviato.
L'ONU, in vista di un referendum futuro, nel 2000 ha effettuato un censimento degli aventi diritto al voto, che sono risultati circa 84200.
L'ultimo dato certo riguardo il numero dei Saharoui(gli abitanti del Sahara Occidentale) e' risalente al 1974, anno di censimento da parte degli spagnoli (che ancora possedevano la colonia). Esso stabilisce il loro numero in 74.000.
Nel 2004 la durata della missione ONU nel paese e' stata prorogata per consentire l'esame di una nuova proposta di pace, che prevede un referendum entro 5 anni, durante i quali l'area sara' soggetta a un'autorita' del Sahara Occidentale guidata da un esecutivo eletto dalla popolazione saharoui.
# Superficie: 266.0000 kmq
# Abitanti: 267.405 (stima del luglio 2004)
# Capoluogo: Laayoune (El Aaiun), 198.200 abitanti
# Economia - La principale risorsa economica del Sahara Occidentale, oltre alla pesca e alla pastorizia nomade, e' l'estrazione di fosfati, di cui il sottosuolo e' ricco. Questa, come tutte le altre attivita' economiche e commerciali, e' controllata dal Marocco (che e' fra i primi produttori mondiali di fosfati). (Enciclopedie Snyke,
21-08-2005)
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