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Ruanda - Seppelliti resti di oltre 2mila vittime genocidio (Adnkronos/Xin, 30/12/2005)
I resti di 2.200 vittime del genocidio compiuto in Ruanda nel 1994 recuperati di recente da fosse comuni hanno avuto oggi una dignitosa sepoltura a Gisozi, nel distretto di Kagasa, vicino Kigali. Alla cerimonia, occasione per onorare la memoria degli oltre 800mila tra tutsi e hutu moderati massacrati a colpi di machete, hanno pero' partecipato solo poche persone, in gran parte parenti delle vittime. Salmon Nzamurambaho, superstite presente al rito funebre e che nel 1994 perse ben nove familiari, ha sottolineato come cerimonie del genere siano importanti per la memoria del Paese.
(Adnkronos/Xin,
30/12/2005)
Ruanda – Premio della pace al p. Guy Theunis (Belga Feed, tradotto da Africa, 28/12/2005)
P. Guy Theunis, dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi) ha ricevuto il settimo premio per la Pace di Kerk & Leven. 900 lettori del giornale parrocchiale fiammingo hanno votato per il solo candidato belga. P. Guy era stato arrestato nel settembre scorso all’aeroporto di Kigali, capitale del Ruanda, mentre era in transisto per Bruxelles, e accusato di genocidio. “Dopo il suo arresto in Ruanda, questo premio va diritto al cuore del padre che ha sempre lavorato per il miglioramento dei diritti dell’uomo ed il dialogo tra le varie parti in Ruanda”, ha spiegato la giuria. Con il premio, il padre riceverà anche una somma di 3.000 euro e un’opera d’arte. (Belga Feed, tradotto da Africa, 28/12/2005)
Ruanda - Cooperazione: un progetto per bonificare le paludi (AGI,
20/12/2005)
Kigali, capitale del Ruanda, cerca di ricostruire la speranza dopo il genocidio del 1994 e lo fa partendo dall'acqua. Il 65 per cento della popolazione urbana di Kigali vive d'agricoltura ma i terreni paludosi non consentono di trattenere l'acqua piovana che, invece di diventare una risorsa, si disperde. La bonifica delle paludi e il rimboschimento sono l'obiettivo di Papuk (Progetto di agricoltura urbana e periurbana a Kigali), che vede insieme Fao, comune di Roma e Cooperazione italiana allo sviluppo. Il progetto, che e' stato avviato nel 2004 e si concludera' nel 2006, dispone di un budget di circa 850.000 dollari forniti per due terzi dalla Cooperazione Italiana (attraverso un fondo fiduciario presso la FAO), ed il resto dal Campidoglio. Altri 26.000 dollari arrivano dal settore privato. In meno di due anni "sono stati creati 60.000 nuovi posti di lavoro, con una notevole percentuale di occupazione femminile. Sono state piantate oltre 1,6 milioni di piante e 2.000 palme, elaborati 20 progetti di comunita' e costituite associazioni di gestione cooperative", ha detto Javier Perez de Vega, Coordinatore del Programma di Cooperazione Decentrata della FAO, commentando i risultati positivi del progetto. "In un solo giorno, il 14 novembre del 2005, sono stati piantati 335.000 alberi a Monte Kigali", ha aggiunto. Sino ad oggi e' stata fornita formazione ad oltre 350 rappresentanti di cooperative e di associazioni rurali create nell'ambito del progetto.Un appello affinche' il progetto continui e' stato lanciato da Walter Veltroni, sindaco di Roma, di recente rientrato dal Ruanda. Veltroni ha sottolineato la "positiva" esperienza di cooperazione e di sviluppo rappresentata da Papuk. Grazie anche alla partecipazione di una organizzazione non governativa romana, del settore privato questa esperienza "puo' diventare un vero e proprio modello da seguire per molte altre citta' dei Paesi in via di sviluppo".
(AGI, Red/Fab,
20/12/2005)
Ruanda - Ex-combattenti tornano dal Congo e accettano disarmo (Misna, 17/12/2005)
Un gruppo di oltre 150 persone – tra cui 85 ex-ribelli e una settantina civili – è rientrato in Rwanda per deporre le armi, abbandonando le basi nell’est della Repubblica democratica del Congo. Lo si apprende da fonti giornalistiche locali. Guidati da Seraphin Bizimungu, conosciuto come ‘Mahoro’, gli ex-combattenti hutu avevano già espresso a settembre la volontà di disarmare e fare rientro in patria, dopo aver trascorso più di dieci anni nelle foreste del Kivu, provincia orientale dell’ex-Zaire. Nella città di frontiera di Cyangugu, il gruppo è stato accolto dal presidente della Commissione per la smobilitazione degli ex-ribelli, John Sayingoza, e da due comandanti dell’esercito. Mahoro ha invitato gli altri combattenti delle Forze democratiche per la liberazione del Rwanda (Fdlr) rimasti in Congo a compiere lo stesso gesto: “La guerra è finita, è venuto il tempo della coesistenza e della pace nella regione dei Grandi Laghi”. Le Fdlr sono accusate di aver partecipato al genocidio in Rwanda del 1994; a marzo avevano sottoscritto a Roma un impegno per il disarmo, finora in gran parte disatteso. Il gruppo di Mahoro si era staccato nei mesi scorsi dal resto delle Fdlr, che a suo parere “si stanno indebolendo sempre più”. Gli ex-combattenti saranno trasferiti in campi militari per il percorso di rieducazione e reinserimento nella società. Non è chiaro quanti combattenti si trovino ancora nell’est del Congo, ma è parere comune che per la stabilità della regione dei Grandi Laghi è necessario il loro completo disarmo e rimpatrio in Rwanda, per porre fine all’insicurezza delle popolazioni civili dei distretti orientali dell’ex-Zaire.
(E.B., Misna, 17/12/2005)
Ruanda - Centro scolastico intitolato a maestra reggiana (Emilianet, 11/12/2005)
Sarà inaugurato domenica 8 gennaio 2006 in Rwanda Il primo lotto dei lavori del Centro Scolastico realizzato a Munyaga ed intitolato alla maestra reggiana Aurora Giovannini, una volontaria del "Gruppo Rwanda Padre Tiziano onlus", prematuramente scomparsa. Nell'occasione in memoria di Aurora sarà collocata nell'aula donata dai suoi genitori – Lidia e Sergio – una targa ricordo, benedetta sabato 10 dicembre nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano-città da don Candido Bizzarri, presidente del Gruppo. Nel corso della celebrazione, assieme ad Aurora, a cui è intitolata la scuola primaria destinata a centinaia di bambini, è stato ricordato il giovane Franco Manini, a cui verrà dedicata la sala polivalente del Centro di Sanità "Padre Tiziano". Si rafforza così ulteriormente il legame tra Reggio Emilia e il Rwanda, il paese africano martoriato da una guerra lunghissima e trascurata, spesso, dai mass-media, dove opera generosamente il "Gruppo Rwanda Padre Tiziano onlus" fondato da don Luigi Guglielmi in ricordo del fratello missionario. L'associazione ha al suo attivo preziose e fondamentali realizzazioni per la promozione umana e spirituale di quelle popolazioni, quali il Centro di Sanità "Padre Tiziano".
(Emilianet,
11/12/2005)
RWANDA -GUY THEUNIS EST ARRIVE EN Belgique
Communiqué du Supérieur Général des Missionnaires d’Afrique – Pères Blancs
(Mafroma.org, 20/11/2005)
Après 75 jours de détention au Rwanda, Guy Theunis est arrivé ce matin à Bruxelles. Rendons grâce au Seigneur pour cet heureux dénouement. Nous nous réjouissons de ce transfert souvent annoncé et plusieurs fois remis. Ces dernières semaines, les nerfs de tous ont été mis à rude épreuve. Les négociations ont été longues et difficiles. Je tiens à remercier tout particulièrement le Ministère des Affaires Etrangères Belge et en particulier le personnel de l'Ambassade de Kigali qui ont œuvré avec beaucoup de persévérance et d'humanité pour obtenir ce transfert. Je voudrais aussi remercier Henri Blanchard, nos confrères et les Sœurs de Notre-Dame d'Afrique de Kigali qui ont pris en charge et ont accompagné Guy pendant ces deux mois et demi. Ils ont dû modifier leurs programmes, accepter des commentaires désobligeants dans certains organes de presse et continuer, malgré tout, leurs divers engagements. Leur témoignage nous est précieux comme l'est celui des évêques rwandais et des nombreux amis qui ont rendu visite à Guy dans sa prison. Leur solidarité, leur amitié, leur présence tout simplement ont été d'un grand soutien à notre confrère. Je remercie toutes celles et ceux qui se sont mobilisés pour défendre et faire connaître ce que Guy a été et ce qu'il est vraiment: sa famille et amis, les confrères, les religieux-religieuses, les médias, les groupes Justice et Paix, Groupes Missionnaires, diverses ONG et associations. Leurs articles, leurs signatures, leurs contacts, leurs encouragements et leurs prières ne sont pas restés sans réponse. Merci à tous ! L'Evangile d'aujourd'hui ne demande aucun autre commentaire : "J'étais en prison et vous êtes venus jusqu'à moi" (Mt. 26, 36). Et finalement je voudrais remercier Guy lui-même. Choqué par cette arrestation, il a su réagir rapidement avec courage et foi. Nul doute qu'il aura beaucoup de choses à nous dire sur son expérience carcérale et 'sa mission à 1930
(Nom de la prison où il a été emprisonné - construite en 1930).
Fraternellement,
Gérard CHABANON, Supérieur Général.
Rome 20 novembre 2005 – Fête de Christ Roi (Mafroma.org, 20/11/2005)
Ruanda - P. Theunis trasferito in Belgio ( Misna, 21/11/2005)
Dopo 75 giorni di detenzione nella prigione centrale di Kigali, è stato trasferito a Bruxelles padre Guy Theunis, il religioso dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi), arrestato a settembre con l’accusa di incitamento al genocidio del 1994: la MISNA lo ha appreso dalla sua Congregazione che ha diffuso una nota di ringraziamento “a tutti coloro che (..) in uno slancio di solidarietà, d’amicizia e di sostegno (...) si sono mobilitati per difendere e far conoscere chi è stato e chi è davvero padre Guy”. Nel comunicato i Padri Bianchi si felicitano per l’esito positivo del trasferimento del religioso e del dossier che lo riguarda, annunciato e più volte rinviato, frutto di “negoziati lunghi e difficili” tra il ministero degli Esteri belga e quello ruandese, su cui anche l’Alta Corte di giustizia di Kigali aveva dato parere favorevole. Partito dalla capitale sabato sera, senza scorta, il missionario si è imbarcato su un aereo della linea nazionale belga che è atterrato ieri mattina a Bruxelles. “Al momento è affidato alla magistratura belga. Auspichiamo che questa farà piena luce sulle accuse formulate nei suoi confronti” conclude la nota dei Padri Bianchi, a firma del superiore generale, padre Gerard Chabanon. Sessant’anni, belga, padre Theunis era comparso di fronte a un Gacaca (tribunale popolare) di Kigali per complicità e incitazione al genocidio attraverso la pubblicazione di articoli tratti dalla rivista estremista ruandese ‘Kangura’ sul periodico ‘Dialogue’ da lui diretto; il ‘Gacaca’ lo ha inserito nella ‘categoria 1’ - quella dei ‘pianificatori’ dei massacri - rinviandolo a giudizio davanti alla magistratura ordinaria. Il missionario è anche accusato di aver diffuso, tramite alcuni fax trasmessi nei giorni del genocidio, false informazioni su cosa stava accadendo nel ‘Paese delle mille colline’. Il 26 settembre il ministro degli Esteri belga, Karel de Guth, aveva presentato la richiesta di trasferimento del dossier di padre Theunis in Belgio: di fatto da qualche anno, abbracciando il principio della ‘giurisdizione universale’ per crimini di particolare gravità, i tribunali del Belgio hanno già giudicato e condannato alcuni cittadini ruandesi accusati di partecipazione al genocidio. - “Guy mi ha telefonato ieri sera, verso le 21:30. La sua voce non è cambiata e mi ha assicurato che stava bene. Naturalmente era un po’ stanco ma la felicità di ritrovare i suoi cari e la libertà avevano preso il sopravvento”: così padre Gerard Chabanon, superiore generale dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi), a cui appartiene padre Guy Theunis, spiega alla MISNA lo stato fisico e psicologico del religioso rientrato domenica in Belgio dopo 75 giorni di reclusione nella capitale ruandese Kigali. La prima giornata di libertà del missionario è stata interamente dedicata alle procedure giuridiche che spettano alla magistratura belga a cui è stato trasferito il suo dossier: i giudici apriranno un’istruttoria per verificare l’esistenza o meno di elementi a suo carico, in base all’accusa di complicità e incitazione al genocidio del 1994 formulata nei suoi confronti da un Gacaca (tribunale popolare) di Kigali. Al suo arrivo a Bruxelles, padre Theunis è stato prima interrogato dalla polizia, poi ha rilasciato una deposizione al giudice. Solo in serata ha potuto riabbracciare i familiari. “Ora si riposerà, controllerà il suo stato di salute e preparerà la sua difesa. È libero ma rimane a disposizione dei giudici belgi. Si aspetta di essere convocato piuttosto frequentemente soprattutto in queste prime settimane e per il momento ha intenzione di restare in Belgio fino alla fine dell’anno” conclude padre Chabanon, aggiungendo: “Grazie ancora a tutti coloro che l’hanno sostenuto con la preghiera. Mi ha ripetuto ieri sera che questo lo ha molto aiutato”.
(F.B., Misna, 21/11/2005)
Ruanda - Processo ad Arusha a un prete accusato di genocidio (Radio
vaticana/Hirondelle, 16/11/2005)
Riunito ad Arusha in Tanzania il Tribunale penale internazionale per il Rwanda (TPIR) continua le audizioni dei testimoni nel processo a carico di don Athanase Seromba, 42 anni, ex parroco di Nyange in Burundi. Il sacerdote è accusato di aver abbattuto con un bulldozer la chiesa parrocchiale dove erano rifugiati 2 mila tutsi provocandone, di conseguenza, la morte. Il crimine è stato attuato il 16 aprile del 1994 in pieno genocidio. Il Tribunale penale internazionale è dal 31 ottobre scorso, che sta ascoltando le testimonianze e ne sta verificando l'attendibilità tenuto conto che tutte scagionano don Athanase dalla grave accusa. Il sacerdote, da parte sua, si è messo spontaneamente a disposizione del TPIR fin dal 6 febbraio del 2002 perché, come ha detto, "la verità venga alla luce". Prima di quella data il sacerdote, che si dichiara innocente, era ospitato in Italia. Il processo a suo carico è iniziato il 20 settembre del 2004. Cfr anche
sito di Hyrondelle
-(Radio vaticana/Hirondelle,
16/11/2005)
Ruanda – Caso Guy: ancora un rinvio… (Africa, 10/11/2005)
Il trasferimento di p. Guy Theunis sarebbe di nuovo ritardato a causa del Consiglio ruandese dei Ministri, rinviato a mercoledì 15 novembre. Informato di questo ritardo, il collettivo che segue da vicino l’affare Theunis (che include tra l’altro la famiglia del padre, membri della sua Congregazione, ONG, ricercatori, redazione di Dialogue, ecc.) ha scritto al Ministro belga degli Affari esteri e all’ambasciatore del Belgio a Kigali per richiedere il loro intervento. Dopo aver sottolineato che «l’accordo passato con le autorità belghe non parla assolutamente di un’autorizzazione del Consiglio dei ministri», il collettivo esprime la propria preoccupazione per il degrado dello stato di salute di Guy Theunis e per un possibile rinvio del Consiglio dei ministri a mercoledì prossimo. Il padre infatti sarebbe stato ricoverato in ospedale. Il collettivo si dice molto preoccupato anche per il morale del padre, «colpito dai ritardi e dalla guerra dei nervi sempre più insopportabile». Il collettivo chiede al ministro belga De Guch di intervenire «personalmente e con urgenza presso il suo omologo ruandese per ottenere diplomaticamente un accordo immediato sul trasferimento in Belgio di Guy Theunis già da sabato sera, come annunciato a tutta la stampa». (Africa, 10/11/2005)
Ruanda – Guy Theunis lascerebbe il Ruanda sabato 12. (Hirondelle, 08/11/2005)
Secondo informazioni diffuse dall’agenzia Hirondelle, p. Guy Theunis, accusato di genocidio dalle autorità ruandesi, dovrebbe essere trasferito in Belgio questo sabato 12 novembre. Almeno così ha dichiarato marte di 8 novembre l’avvocato generale del Ruanda, M. Hermogène Higaniro: “Potrà partire con il volo di sabato sera, dopo aver espletato le ultime formalità venerdì pomeriggio”, ha precisato l’avvocato ai giornalisti. P. Guy , portato davanti all’alta corte di giustizia per le ultime formalità, è apparso visibilmente molto provato e con la gamba sinistra gonfia. Il procuratore della Repubblica ha definito questa udienza come una semplice formalità. Durante l’udienza, le parti si sono mostrare rilassate ed hanno anche scherzato con il presidente della corte, il giudice Tharcisse Karugarama. (Hirondelle, 08/11/2005)
Ruanda – Iniziato il processo di estradizione di p. Theunis(Reuters, 09/11/ 2005 – Trad. della redazione)
Ieri, 8 novembre, il belga p. Guy Theunis, scortato da un poliziotto armato, si è presentato davanto all’alta corte di giustizia di Kigali. Il governo ruandese ha formalmente richiesto a questa corte l’autorizzazione d’estradara il padre in Belgio, ove sarà processato per le accuse di genocidio rivoltegli dal governo ruandese. Il procuratore generale del Ruanda, Hermogene Higaniro ha detto che il governo ha già accettato il trasferimento del caso a Bruxelles, ma che è necessario attendere prima l’autorizzazione dell’alta corte. Theunis non ha opposto alcuna obiezione a essere processato in Belgio: “Accetto tutto ciò che è stato concordato tra le autorità dei due paesi”, ha dichiarato il padre. (Reuters, 09/11/ 2005 – Trad. della redazione)
Grandi Laghi (Burundi, RDCongo, Ruanda, Uganda) - Una regione martoriata da quindici anni di guerre civili
(B.L., Avvenire, 06/11/2005)
Sgominare i gruppi armati irregolari, privandoli dei rifornimenti di armi e di ogni sostegno finanziario, è una delle tappe fondamentali per promuovere la pace nei Grandi Laghi africani.
È quanto riaffermato, in un recente incontro regionale, dai rappresentanti dei governi della Repubblica democratica del Congo, dell'Uganda, del Ruanda e del Burundi. Quattro Stati che, con l'esplosione della guerra civile burundese del '92 e il genocidio ruandese del '94, sono saliti più volte alla ribalta della cronaca internazionale per stragi e battaglie.
Per riportare la pace nella regione, hanno formalmente ribadito le 4 delegazioni riferendosi in particolare a 9 gruppi armati ‘ufficialmente' operanti nell'est dell'ex-Zaire, è necessario che siano applicate sanzioni su visti e conti bancari anche nei Paesi confinanti.
Il blocco del contrabbando e del traffico d'armi non sarà sufficiente a garantire la pace, rilevano fonti della società civile congolese. Alcuni Stati devono infatti ritrovare, come ha fatto il Burundi, una stabilità interna. La R.D.Congo deve ancora portare a conclusione il periodo di transizione postbellico mentre il Ruanda ha le prigioni stracolme di persone accusate di corresponsabilità nel genocidio del '94. Con l'introduzione dei tribunali tradizionali, i "gacaca", la situazione è addirittura peggiorata. Sulla base del ‘sospetto' finiscono in carcere anche persone non responsabili di tali fatti come padre Guy Theunis, il 63enne missionario d'Africa arrestato 2 mesi fa mentre era in transito e tuttora detenuto a Kigali.
(Beatrice Luccardi, Avvenire, 06/11/2005)
Ruanda - P. Theunis: nuovi passi in avanti per trasferimento in Belgio
(Misna, 27/10/2005)
È sempre più vicino il trasferimento in Belgio del dossier relativo a padre Guy Theunis, il missionario belga arrestato in Rwanda con l’accusa di incitazione al genocidio, dopo la firma da parte del ministro degli esteri ruandese, Charles Murigande, di un documento che apre la strada al passaggio del fascicolo tra i due paesi. L’annuncio è stato dato dal portavoce del ministero degli Esteri belga Rudy Huygelen, citato dall’agenzia di stampa "Belga", ed è stato confermato alla MISNA da fonti dello stesso dicastero. "Adesso non resta che aspettare il trasferimento del dossier dell’accusa” ha aggiunto Rudy Huygelen, ricordando che l’accordo firmato da Murigande deve essere approvato dall’Alta Corte e dal governo ruandese. Padre Guy Theunis è stato arrestato lo scorso 6 settembre all’aeroporto internazionale di Kigali; qualche giorno dopo è comparso davanti a un Gacaca (tribunale popolare locale che affianca la giustizia ordinaria nei processi per genocidio) che ha inserito il suo caso nella cosiddetta ‘categoria 1’, quella dei pianificatori del genocidio del 1994, rinviandolo a giudizio davanti a un tribunale regolare di Kigali per incitazione al genocidio e revisionismo storico. Accuse definite “completamente infondate” dalla sua congregazione: i Missionari d’Africa meglio noti come Padri Bianchi.
(M.Z., Misna, 27/10/2005)
Ruanda - Caso Theunis: Iniziativa di Rete Pace per il Congo (Fomeka, 25/10/2005)
La Rete Pace per il Congo ha inviato una lettera al Primo Ministro Belga, per chiedere la immediata e incondizionata liberazione del P. Guy Theunis, il Missionario d'Africa (M.Afr.) detenuto da oltre un mese e mezzo in Rwanda. Il 63enne sacerdote belga è tuttora accusato, nonostante le testimonianze di autorevoli organismi e personalità, di gravi responsabilità nel genocidio del '94 e rischia la sentenza capitale. "Chi volesse associarsi a questa iniziativa - precisano dalla Rete - può mandare la lettera allegata per posta normale o per Fax: 00-32-(0)2-512.69.53, sostituendo il nome e l'indirizzo della propria associazione agli spazi indicati dai tre punti tra parentesi [(...)] e apponendone la firma". "Sarebbe utile per noi ricevere un segnale, via e-mail, della vostra adesione" aggiungono i promotori (Info: muungano@libero.it). La lettera, in francese, è reperibile sul
sito Fomeka.
(Fomeka, 25/10/2005)
Ruanda – Arusha: processo contro cognato ex presidente Habyarimana
(Adnkronos/Dpa, 03/10/2005)
Si e' aperto oggi il processo per genocidio che vede imputato il cognato dell'ex presidente ruandese Juvenal Habyariana davanti ai giudici Tribunale internazionale per i crimini in Rwanda (Tpir) di Arusha, in Tanzania. Secondo quanto riferito dall'agenzia Hirondelle, Protais Zigiranyirazo, 67 anni, imprenditore ed ex prefetto di Ruhengerin nel nord del Paese, dovra' rispondere di cinque capi d'accusa, che vanno dal reato di genocidio a crimini contro l'umanita'. Noto come 'Mr. Z', (Zigiranyirazo, marito della moglie di Habyarimana, era un componente del ‘clan Akazu’, la potente cricca affaristico-famigliare che controllava il sistema politico ed economico del Rwanda per anni fino all’epoca del genocidio, ndr). E’ stato arrestato in Belgio nel luglio del 2001 e poi trasferito sotto custodia Onu ad Arusha nell'ottobre dello stesso anno. Nel massacro del 1994 morirono circa 800mila tra tutsi e hutu moderati.
(Adnkronos/Dpa,
03/10/2005)
Ruanda – Il Belgio chiede trasferimento fascicolo di p. Guy (C.O., Misna, 26/09/2005)
Il ministro degli Affari Esteri di Bruxelles Karel de Gucht ha chiesto oggi formalmente il trasferimento in Belgio del procedimento giudiziario contro Padre Guy Theunis dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi) – arrestato a Kigali all’inizio di settembre e detenuto in Rwanda - al termine di un colloquio con il suo omologo ruandese Charles Murigande. La MISNA lo ha appreso dagli stessi padri Bianchi, secondo i quali il capo della diplomazia belga “spera ora in una consegna rapida del fascicolo” giudiziario. Intanto padre Guy Theunis – attraverso i suoi confratelli – ha confermato “di aver superato lo choc iniziale del suo arresto, di essersi ben integrato nella comunità cristiana della prigione centrale di Kigali e di aver scoperto una nuova forma di missione, quella a favore dei prigionieri”. Padre Theunis è stato arrestato all’aeroporto di Kigali con l’accusa di aver ricoperto un ruolo importante, cioè di 'Categoria 1', nel genocidio ruandese del 1994. "A tre settimane dal suo arresto, Padre Theunis sembra reggere sia dal punto di vista fisico sia da quello psicologico. Riceve quotidianamente i giornali ed è possibile andarlo a visitare: - ha detto alla MISNA padre Gérard Chabanon, superiore generale dei Padri Bianchi (Missionari d'Africa) - non è in isolamento e si è detto colpito per le numerose iniziative di mobilitazione organizzate in suo favore". (C.O., Misna, 26/09/2005)
Ruanda - Lettera di solidarietà per p. Theunis dal superiore dei Saveriani
(Misna, 24/09/2005)
Carissimo Padre, a nome di tutti i Missionari Saveriani voglio esprimerle la nostra vicinanza e solidarietà per l’arresto e la detenzione arbitraria in Rwanda del P. Guy Theunis. I Saveriani non lavorano in Rwanda, ma sono in stretto contatto con i Padri Bianchi e collaborano con loro nel vicino Congo e in Burundi. Siamo quindi al corrente di tutto ciò che avviene nella Regione e ci è facile capire come anche questo fatto si iscriva in una strategia volta a far tacere la Chiesa, unica forza che in tutti questi anni di sofferenza per questi paesi ha saputo opporsi in qualche modo al Maligno che ha sconvolto la Regione. Sappiamo che la prima arma del Maligno è la menzogna, ma ci conforta il fatto che la verità, pur con i suoi tempi lunghi, prima o poi si farà strada anche grazie al martirio-testimonianza dei discepoli del Signore. Mi unisco alla preghiera di molti per il P. Guy perché possa sostenere con fede e coraggio la croce cui è sottoposto e per la Famiglia dei Missionari d’Africa, perché anche questa prova li confermi nella loro vocazione missionaria. La nostra preghiera si estende per la Chiesa del Rwanda che continua a vivere come nelle doglie del parto. La persecuzione la renda pura e forte. Questa vicenda pone di nuovo il Rwanda all’attenzione dei media. La nostra speranza è che anche questa sofferenza possa aiutare gli onesti a capire la vera realtà in cui si dibatte questo paese.
(C.O., Misna, 24/09/2005)
Ruanda – Inizio di lavori comunitari per genocidari (Irin, 23/09/2005)
Centinaia di prigionieri, accusati di genocidio e liberati per decreto presidenziale, hanno iniziato questo venerdi 23 settembre lavori di interesse generale come pena inflitta per la loro partecipazione al genocidio del 1994. Le autorità ruandesi definiscono “lavori di interesse generale” tutti i lavori effettuati per il bene della comunità: costruire case per i sopravissuti del genocidio le cui case furono distrutte o bruciate durante i massacri; piantare alberi e coltivare campi per produrre e procurare cibo agli altri prigionieri; costruire e riparare strade, ed altre opere che il governo stima necessarie. Recentemente sono stati liberati 30.000 prigionieri, la maggior parte dei quali aveva confessato la propria partecipazione al genocidio. Nel 2003, erano stati liberati per decreto presidenziale più di 24.000 prigionieri: minorenni, anziani, malati e coloro che rischiavano di restare in prigione più dle tempo previsto dalle sanzioni giudiziarie.
(Irin, 23/09/2005)
Ruanda – P. Theunis: la CIMI esprime la sua preoccupazione al Ministro degli esteri italiano (21/09/2005)
In una lettera raccomandata inviata oggi 21 settembre al Ministro degli Affari esteri italiano, On. Gianfranco Fini, la Conferenza degli Istituti Missionari in Italia (CIMI) “unisce la sua voce a quella dei Missionari d’Africa e di tanti altri individui e organizzazioni nell’esprimere grande preoccupazione per la sorte di padre Guy Theunis, dei Missionari d’Africa, arrestato recentemente in Ruanda, e in seguito riferito da un tribunale tradizionale (Gacaca) alla magistratura ordinaria come accusato di ‘prima categoria’, cioè passibile di sentenza capitale, con le imputazioni di ‘istigazione al genocidio’ e ‘revisionismo e negazione del genocidio’.” La lettera, firmata dal presidente della CIMI, p. Angelo Besenzoni, esprime l’enorme incredulità e senso di costernazione di quanti conoscono padre Theunis e “il suo impegno nel denunciare le violazioni dei diritti umani e il suo contributo alla riconciliazione” nell’apprendere questa notizia. La CIMI ricorda che organizzazioni internazionali come Reporters Sans Frontières e Human Rights Watch, “delle quali padre Theunis era collaboratore e la cui reputazione è incontestabile, ritengono ‘assurde’ e infondate le accuse contro di lui. A causa di questa assurdità e infondatezza, la CIMI chiede che “il governo italiano in concerto con la comunità internazionale e in particolare il governo del Belgio, di cui padre Theunis è cittadino, e la Comunità Europea, faccia tutto il possibile per esercitare pressione sul governo del Ruanda in modo da ottenerne il rilascio immediato.” - Inoltre, “visto che l’Unione Europea sostiene finanziariamente il funzionamento dei ‘tribunali tradizionali’ (Gacaca)”, la CIMI esorta il Ministro degli Affari Esteri “a fare in modo che la stessa UE senta il dovere di verificare la reale natura di queste istituzioni, affinché essa, già ‘corresponsabile’ attraverso il suo silenzio e inattività del primo genocidio del 1994, non corra un giorno il rischio di essere dichiarata corresponsabile dei misfatti e clima di terrore creati da questi Gacaca.” (21/09/2005)
Ruanda - Genocidio: tribunale Onu processa tre ex ministri (Apc/Nuova agenzia
radicale, 19/09/2005)
Il Tribunale penale internazionale per il Ruanda (Tpir), ad Arusha (Tanzania), ha dato inizio al processo contro i tre leader dell'ex partito al governo, considerato responsabile del genocidio di almeno mezzo milione di persone in Ruanda nel 1994. I sospetti, tutti accusati di genocidio e crimini contro l'umanita', sono Mathieu Ngirumpatse, presidente dell'ex Movimento Nazionale Rivoluzionario per la democrazia e la sviluppo (MRND), Edouard Karemera, l'ex vice presidente del partito e Joseph Nzirorera, l'ex segretario generale. Tutti e tre si sono dichiarati innocenti quando per la prima volta sono apparsi in tribunale nel 1999. Il giudice, Hassan Bubacar Jallow, ha detto che i tre sospetti hanno eliminato sistematicamente tutte le tutele istituzionali contro l'illegalita' e piegato il potere e le autorita' ai loro voleri per "alimentare una campagna nazionale di terrore".
(fonte Apc, rilanciata da Nuova agenzia radicale,
19/09/2005) - Ndr: Un dispaccio dell'agenzia Misna informa che il Tribunale internazionale ha annunciato l'arresto in Gabon di Joseph Serugendo, ex direttore tecnico di 'Radio Mille Colline', che all'epoca del genocidio mise in atto una propaganda continua e martellante che invitava gli hutu a sopprimere gli 'scarafaggi', nomignolo con cui venivano indicati i tutsi.
Ruanda - P. Guy Theunis rinviato di fronte a un tribunale convenzionale
(Misna, 12/09/2005)
I nove giudici del Gacaca di Ubumwe, distretto di Nyarugenge nel centro di Kigali (Ruanda), hanno rinviato di fronte a un classico tribunale ruandese il fascicolo di padre Guy Theunis, della congregazione dei Missionari d'Africa (meglio noti come 'Padri Bianchi'), dopo aver valutato che esistono gli estremi per ritenere il missionario belga appartenente alla 'categoria 1', quella cioe' dove vengono inseriti i ''pianificatori'' del genocidio che nel 1994 ebbe luogo nel 'paese delle mille colline'. ''Dopo aver esaminato le informazioni raccolte con le testimonianze, abbiamo deciso che padre Theunis debba essere giudicato da un tribunale convenzionale'' ha detto Jean Raymond Kalisa, presidente del Gacaca di Ubumwe. Padre Theunis e' comparso al centro del cortile interno di una piccola scuola nel cuore di Kigali vestito con la tipica tenuta rosa dei prigionieri ruandesi: intorno a lui circa 300 spettatori (un migliaio secondo il giornale governativo 'New Times). Molti dei testimoni a sua difesa non si sono presentati, tranne un'esponente di Human Rights Watch, la storica Alison de Forges, che e' intervenuta ripetutamente a difesa del missionario, fanno sapere alla Misna i confratelli del religioso che hanno assisto all'udienza. Tra il pubblico, invece, erano presenti numerosi funzionari ruandesi e alcuni di loro sono intervenuti piu' volte contro il missionario. ''Siete stato accusato di aver incitato a compiere il genocidio, cosa rispondete?'' ha chiesto Kalisa a padre Theunis. ''Non comprendo assolutamente le accuse mosse nei miei confronti'' ha risposto il missionario. Riguardo alle accuse mossegli - ovvero aver pubblicato sulla rivista da lui diretta Dialogue' estratti di una pubblicazione ruandese estremista 'Kangura' - padre Theunis ha affermato che gli stralci di Kangura ripubblicati sulla sua rivista facevano solo parte di una rassegna stampa in cui venivano riproposti e tradotti articoli e dichiarazioni presenti sui media ruandesi. Le testimonianze di alcuni dei presenti all'udienza del Gacaca hanno poi aggiunto nuovi elementi contro il missionario, giudicati dai nove magistrati del tribunale popolare sufficienti per inserire il religioso nella sezione 1. ''Lui sta bene, sia nel corpo che nello spirito'' ha detto alla Misna il Superiore generale dei Missionari d'Africa, padre Ge'rard Chabanon, contatto poco fa a Roma. ''E' coraggioso e tranquillo - ha aggiunto - siamo noi a porci molte domande. Ci chiediamo infatti da che tipo di tribunale verra' giudicato. Per ora ci hanno solo fatto sapere che 'per il momento' restera' nella prigione centrale di Kigali''.
(M.Z., Misna, 12/09/2005) NdR - L'associazione ''Reporters sans frontie'res'' si e' dichiarata scandalizzata dalle accuse mosse contro il missionario, suo corrispondente in Ruanda nel '92-93. (Radio Vaticana)
Ruanda - Missionario arrestato: notificate accuse formali (Misna, 09/09/2005)
E' stato ufficialmente notificato ai vertici dei missionari d'Africa (meglio noti come Padri Bianchi) il mandato d'arresto emesso dalla Procura della Repubblica del Ruanda nei confronti di Padre Guy Theunis, il missionario belga arrestato martedi' scorso mentre transitava all'aeroporto internazionale di Kigali. Lo ha riferito alla MISNA il Superiore regionale dei Padri Bianchi in Ruanda, padre Henri Blanchard, convocato dalla procura ruandese che gli ha consegnato il mandato. Nel documento si legge testualmente: ''padre Theunis e' accusato di aver incitato la gente al genocidio attraverso i suoi scritti e le sue parole. Per questo e' inserito nella prima categoria dei genocidari''. ''Siamo molto abbattuti'' ha detto alla MISNA il Superiore Generale dei Missionari d'Africa, padre Ge'rard Chabanon, commentando le accuse contenute nel mandato d'arresto. ''Non vedo - ha continuato il generale dei Padri Bianchi - come padre Theunis possa uscire rapidamente da questa situazione catastrofica. Da quello che abbiamo appreso e' stato inserito nella categoria dei pianificatori. Temo che sia una cosa lunga e difficile e che potra' essere deferito di fronte a un tribunale ordinario''. Padre Blanchard ha fatto sapere inoltre che insieme ai confratelli di padre Theunis, si sta procedendo a ''passare al setaccio'' tutti i numeri della rivista Dialogue di cui il missionario belga era stato direttore in passato e che pare sia alla base delle accuse mosse nei suoi confronti. In particolare secondo le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal il procuratore del Ruanda, Emmanuel Rukangira, a padre Theunis e' stata contestata la scelta di ''ripubblicare articoli del giornale estremista ruandese Kangura sulle pagine della rivista Dialogue''. Nella nota diffusa ieri dai Padri Bianchi, il superiore generale, a nome dell'intera congregazione, aveva definito ''completamente infondata'' l'accusa mossa a padre Theunis.
(M.Z., Misna, 09/09/2005)
Ruanda - Missionario arrestato: fascicolo trasmesso al 'gacaca'
(Misna, 09/09/2005)
''Posso confermarvi che Padre Theunis ha trascorso la notte alla prigione centrale di Kigali dove e' stato trasferito ieri sera. Le sue condizioni sono buone'': lo ha detto alla MISNA una fonte religiosa locale, riferendosi a padre Guy Theunis, il missionario belga della congregazione dei Missionari d'Africa (conosciuti anche come Padri Bianchi) fermato martedi' notte scorso a Kigali, mentre era in viaggio verso il Belgio. Fonti governative ruandesi contattate stamani dalla MISNA confermano che il caso di padre Theunis e' adesso nelle mani del 'Gacaca' del quartiere di Nyarugenge, nel centro della capitale Kigali: la zona dove il missionario aveva vissuto durante il periodo trascorso nel 'Paese delle mille colline'. Mentre continua a mancare un'accusa formale nei confronti del missionario, il quotidiano ruandese filo-governativo 'New Times' fa sapere che a padre Theunis sarebbe stata contestata la scelta di ''ripubblicare articoli del giornale estremista ruandese Kangura sulle pagine della rivista Dialogue'', di cui il religioso belga era stato direttore in Ruanda dal 1989 al 1992 e successivamente in Belgio dal 1994 al 1995. I Gacaca (pronuncia 'gaciacia', che in lingua kinyarwanda significa 'erba', perche' l'udienza si svolge all'aperto) sono i tribunali popolari pensati per affiancare la magistratura ordinaria nei casi relativi al genocidio del 1994; normalmente hanno giurisdizione sui responsabili minori dei massacri, mentre i ''pianificatori'', le menti, vengono giudicati dalla procura ruandese o dal Tribunale penale internazionale (Tpir) voluto dall'Onu e la cui sede si trova in Tanzania. ''L'accusa del procuratore del Ruanda, Emmanuel Rukangira...che associa padre Theunis sia pur indirettamente tramite la sua attivita' per la rivista Dialogue, al terribile genocidio del 1994, ci e' parsa completamente infondata'' si legge nel comunicato ufficiale dei Missionari d'Africa, a firma del Superiore Generale dei Padri Bianchi Padre Ge'rard Chabanon, e che la MISNA ha ricevuto ieri sera. ''E' dunque impensabile che 'degli articoli di pubblicazioni estremiste' - continua la nota della congregazione di padre Theunis - abbiano potuto essere pubblicati''.
(M.Z., Misna, 09/09/2005)
Ruanda - Missionario arrestato: comunicato dei Missionari d'Africa
(Misna, 08/09/2005)
A proposito della vicenda di padre Guy Theunis, missionario di nazionalita' belga dei Missionari d'Africa (Padri Bianchi), arrestato martedì sera a Kigali, capitale del Ruanda, senza alcuna accusa precisa e per motivi ancora da chiarire, riceviamo dalla sua congregazione il seguente comunicato:
Ruanda - Missionario arrestato a kigali - 2 (Misna, 07/09/2009)
Padre Theunis e' stato visitato stasera in carcere dal Superiore, p. Henri Blanchard, che gli ha portato un pasto caldo e altri oggetti di uso personale. Non e' chiaro se si tratti di un arresto o di un fermo visto che nessuna accusa e' stata ancora formulata nei confronti del religioso. Si e' soltanto appreso che uno degli uomini della sicurezza che hanno preso in custodia padre Guy avrebbe accennato a un provvedimento "in relazione al genocidio". Secondo l'agenzia di stampa francese Afp, citata dall'agenzia italiana Ansa, nel 1994 padre Theunis "collaborava alla rivista ruandese 'Dialogue' che si era opposta ai discorsi che avevano condotto al genocidio e aveva testimoniato davanti alla commissione d' inchiesta del senato belga ed a quella francese sulla vicenda ruandese".NdR: vedi scheda su p.Guy e primi commenti sul sito "Fomeka".
(M.B., Misna, 07/09/2005)
Ruanda - Missionario belga arrestato a Kigali (Misna, 07/09/2005)
Un sacerdote di nazionalita' belga, padre Guy Theunis, dei Missionari d'Africa (Padri Bianchi), e' stato arrestato ieri sera all'aeroporto di Kigali, capitale del Ruanda, da esponenti delle forze di sicurezza mentre stava per prendere un aereo diretto a Bruxelles. Lo riferiscono fonti locali contattate dalla MISNA, aggiungendo che il missionario e' stato portato presso un posto di polizia di Kigali dove e' tuttora recluso. Le forze dell'ordine non hanno ancora comunicato il motivo dell'arresto di padre Theunis, che dal 1970 al 1994 aveva vissuto in Ruanda e, in particolare, dal 1989 al 1994 aveva svolto varie attivita' nella capitale, soprattutto nel campo dei media. E' stato direttore della rivista ''Dialogue''. Dopo il genocidio ruandese, svoltosi da aprile a luglio 1994, il sacerdote era tornato in Belgio per poi trasferirsi a Lumko, in Sudafrica, dove dal 1998 al 2003 aveva lavorato presso l'istituto per la catechesi. Da due anni era incaricato della formazione permanente dei Missionari d'Africa (Mafr - Padri Bianchi) a Roma. Nell'ultimo mese padre Theunis era andato nella Repubblica democratica del Congo, per partecipare a corsi sul tema della comunicazione non violenta e a un ritiro di preti diocesani. Dalla capitale congolese Kinshasa, il missionario si era spostato nell'est, a Kalemie', poi a Goma e infine a Kigali, per ripartire in direzione del Belgio. Fonti della MISNA assicurano che il sacerdote sta bene; un avvocato e l'ambasciata del Belgio si stanno interessando al suo arresto, che potrebbe essere in qualche modo legato al genocidio ruandese in cui persero la vita dalle 500.000 alle 800.000 persone. Il missionario, che nei 23 anni trascorsi in Ruanda aveva fatto parte di diversi organismi per la difesa dei diritti dell'uomo e movimenti contro la violenza, era stato ascoltato a varie riprese come testimone dalle autorita' politiche e giudiziarie internazionali quali la Commissione d'inchiesta dell'Assemblea nazionale francese o il Senato belga. (L.M. Misna, 07/09/2005)
Ruanda - Genocidio: ex-ministro giustizia deporra' a difesa imputato
(Adnkronos/Xinhua, 25/08/2005)
L'ex ministro della Giustizia del Ruanda, Agnes Ntamabyariro, comparira' il prossimo primo novembre davanti al Tribunale internazionale per i crimini nel Ruanda (Ictr), per testimoniare in difesa dell'ex ministro del Commercio Justin Mugenzi, accusato di coinvolgimento nei massacri del 1994. Ntamabyariro e' una dei 25 test che sono chiamati a deporre a favore dell'imputato Mugenzi, alla ripresa delle udienze a novembre. I due ex ministri sono i fondatori del partito Liberale. Oltre all'ex responsabile del Commercio, il processo coinvolge altri tre ex ministri.
(Adnkronos/Xinhua,
25/08/2005)
Ruanda - Genocidio: verso rilascio 30.000 prigionieri (Ticinonline, 26/07/2005)
Circa 30.000 persone detenute in Ruanda perche' ritenute coinvolte nel genocidio del 1994 saranno rilasciate. Lo rende noto il ministro della Giustizia ruandese signora Edda Mukabagwiza, e ne riferisce la Bbc online. Si trattera' del terzo massiccio rilascio di detenuti dal 2003, dopo del quale resteranno ancora in galera sempre per crimini connessi al genocidio circa 40.000 persone. Si tratta in stragrande maggioranza di hutu (estremisti hutu sterminarono in 100 giorni 800.000 Tutsi, l'etnia rivale, ma anche hutu moderati), colpevoli, spesso confessi, di reati relativamente minori, e che quasi tutti sono detenuti da almeno una decina di anni. Come nei casi precedenti, anche il gruppo che sta per essere rilasciato (in maggioranza persone malate o minorenni all'epoca delle stragi) non tornera' direttamente nei villaggi d'origine, ma passera' un certo periodo in una sorta di campi di rieducazione, per imparare di nuovo a socializzare ed essere in grado di affrontare il rientro nelle aree dove furono commesse le stragi. Comunque, non si tratta di un'amnistia (almeno teoricamente), poiche' tutti coloro che sono posti in liberta' saranno comunque giudicati dalle corti locali, quelle che amministrano la giustizia per questi crimini, chiamate Gacaca. Anche se difficilmente tutti questi incriminati, circa 100.000 persone, subiranno i processi. D'altronde, in larga misura, hanno gia' passato almeno 10 anni in carceri infernali. I grandi criminali, gli strateghi ed i teorici del genocidio, o almeno quelli di loro che sono stati presi, stanno invece subendo processi presso il Tpi, il Tribunale penale internazionale dell'Onu che ha sede ad Arusha, Tanzania.
(Ticinoline,
26/07/2005)
Ruanda - Delegazione rwandese a Roma per l'avvio di un gemellaggio
(agenzia
aise, 13/07/2005)
Visita ufficiale a Roma quella iniziata l'11 luglio scorso da una delegazione rwandese, guidata dal prefetto di Kibungo, Innocent Ntabana. Obiettivo della missione nella Capitale, una serie di incontri volti a stabilire un gemellaggio tra la Provincia di Roma e quella di Kibungo nel nord del Ruanda. A fare gli onori di casa, il vicepresidente della Provincia di Roma, Rosa Rinaldi. Nel pomeriggio a Palazzo Valentini, si e' poi svolto l'incontro con la Confederazione Nazionale Artigiani, UIR, le associazioni datoriali e degli imprenditori di Roma e provincia. Numerosi gli incontri in programma stabiliti dall'Amministrazione provinciale sino al 15 luglio: ieri, 12 luglio, la delegazione rwandese ha incontrato la Fondazione "Ricerca e Progresso"; oggi, sara' la volta del Cardinale Crescenzio Sepe, prefetto di Propaganda Fide. In serata l'appuntamento e' con Amnesty International, Medici senza frontiere ed Emergency. Per domani, in programma l'incontro con la Comunita' ebraica: a concludere la visita il dibattito pubblico sul Ruanda a Fiesta. Il gemellaggio tra l'Amministrazione provinciale di Roma e quella di Kibungo e' stato siglato in forma solenne ieri, 12 luglio nel corso di un Consiglio provinciale straordinario a Palazzo Valentini. "L'impegno della Provincia di Roma - ha spiegato Rosa Rinaldi, vicepresidente della Provincia di Roma - per la ricostruzione morale, civile ed economica del Ruanda e' partito da lontano, da quando un anno fa abbiamo partecipato a Kigali alle celebrazioni per il 10o anniversario dell'eccidio rwandese. Con l'arrivo a Roma delle delegazione di Kibungo, raggiungiamo un importante obiettivo stabilendo un contatto e uno scambio diretto di esperienze, progetti e collaborazione con un provincia rwandese duramente colpita dalla follia umana". "Abbiamo organizzato per i nostri ospiti - ha concluso Rinaldi - una serie di incontri con autorita' civili, religiose e del mondo imprenditoriale per far si' che il problema Ruanda possa essere conosciuto e condiviso il piu' possibile nella nostra societa' civile per fare in modo che il paese dalle mille colline non sia lasciato solo nel difficile cammino della pace e della riconciliazione nazionale".
(agenzia aise,
13/07/2005)
Ruanda - Gli sfollati vivono nella miseria (Irin,
11/07/2005)
La miseria regna tra i 165.000 sfollati di origine hutu che, verso la fine degli anni '90, hanno dovuto lasciare il Nord-Ovest del paese dopo un tentativo di ribellione. Lo afferma il Global IDP Project, nel suo rapporto di 18 pagine pubblicato venerdi 8 luglio. Alla fine dei combattimenti nelle province di Ruhengeri e Giseny, nel 1998, questi sfollati non furono autorizzati a reintegrare la regione. Al contrario, afferma le ONG di Ginevra, il governo li ha spostati altrove, per costruirvi dei villaggi. Global IDP Project aggiunge anche che certi membri dell'esercito ruandese, a predominanza tutsi, erano stati accusati di occupare e sfruttare illegalmente terre appartenenti a sfollati. ''Dal 2000, l'ONU ha cessato di considerare questi sfollati come esiliati, ma le condizioni di vita nella regione ove sono stati spostati sono veramente lamentose'', afferma la ONG che, tramite il suo fondatore, il Norvegese Raymond Johanson, invita il governo e la comunita' internazione a considerare questa situazione come un problema umanitario.
(Irin,
11/07/2005)
Ruanda - Due Ruandesi condannati a Bruxelles (30/06/2005)
Si e' concluso ieri, 29 giugno, a Bruxelles, il processo iniziato il 9 maggio contro Etienne Nzabonimana, 54 anni, e Samuel Ndashyikirwa, 43 anni. I due Ruandesi, fratellastri, erano accusati aver giocato un ruolo attivo nel genocidio del 1994, fornendo armi, veicoli e birra ai miliziani responsabili del massacro di 50.000 persone nella regione di Kibungo. Ma l'interesse di questo processo, nel quale sono stati ascoltati 80 testimoni, e' soprattutto quello di aver dimostrato la premeditazione e la preparazione meticolosa del genocidio. Molti giorni prima che iniziasse la caccia ai Tutsi e agli Hutu dell'opposizione, infatti, vennero tenute varie riunioni preparatorie tra capi milizia, autorita' locali e notabili hutu. Etienne e Samuel sono stati condannati rispettivamente a 12 e 10 anni di prigione. (30/06/2005)
Ruanda - "Mugesera deve lasciare il Canada" (Corriere Canadese, 29-06-2005)
Leon Mugesera ha aiutato a portare a termine il genocidio di 800.000 ruandesi Tutsi negli anni '90. Con questa motivaziona la Corte Suprema del Canada ha deciso di ordinare l'espulsione dell'uomo dal Canada. La sentenza di ieri e' stata emessa con un voto all'unanimita' (8-0). Nella motivazione la corte ha scritto che Mugesera nel novembre del 1992 ha tenuto un discorso che incitava all'odio razziale, al genocidio e all'omicidio nei confronti dei ruandesi tutsi. Mugesera e' un membro di alto livello del partito degli Hutu, l'etnia che ha portato a termine il genocidio. Nel novembre del 1992, parlando a 1.000 membri del partito, disse che gli Hutu ''devono uccidere i Tutsi e gettare i loro corpi nei fiumi del Ruanda. Questi bastardi devono essere sterminati.. Se non gli tagliate il collo lo taglieranno loro a voi''. Il discorso, e' importante specificarlo, non fu tenuto in Canada ma nel suo nativo Ruanda. Il governo dell'epoca emise un mandato di cattura e quel discorso ma l'uomo si rifugio' a Que'bec City, dove inizio' ad insegnare all'Universita' Laval. Il docente tuttavia perse il proprio lavoro quando furono note le accuse mosse contro di lui nel suo Paese. Non e' chiaro quanto tempo passera' prima che la sentenza della Corte Suprema del Canada venga eseguita, cosi' come non e' sicuro se i legali del docente presenteranno appello. In passato due tribunali dell'immigrazione si sono pronunciati per la sua espulsione ma la Corte d'Appello federale aveva ribaltato la sentenza dando all'uomo il permesso di rimanere in Canada.
(Corriere Canadese, 29-06-2005)
Ruanda - Anche in Uganda richiedenti asilo in fuga da tribunali su genocidio
(Misna, 28-06-2005)
Dopo il Burundi, negli ultimi mesi anche l'Uganda sarebbe diventata un rifugio per un numero ancora imprecisato di ruandesi, in fuga soprattutto dai tribunali popolari 'Gacaca' che affiancano la magistratura ordinaria nei processi per il genocidio del 1994: lo riferisce il 'Jesuit Refugee Service' (Jrs) che parla di un ''lento ma progressivo incremento di richiedenti asilo ruandesi'' giunti in territorio ugandese. Secondo il settimanale 'East African' sarebbero stati 1.200 solo a maggio. ''Continuiamo a ricevere richiedenti asilo sia Tutsi che Hutu: quest'ultimi rappresentano la maggioranza, mentre alcuni Tutsi denunciano di essere stati maltrattati e minacciati per essersi rifiutati di testimoniare o fornire informazioni inerenti il genocidio'' ha riferito Juliet Nandawula, del programma urbano del Jrs-Uganda. Nei mesi scorsi circa 8.000 ruandesi avevano cercato rifugio nel Burundi per il timore di vendette o di parzialita' da parte dei tribunali 'Gacaca', ma erano stati poi rimpatriati a forza suscitando la reazione dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Acnur). L'Uganda, ricorda il Jrs, ha firmato un trattato d'estradizione con il Ruanda che gli consente di espatriare i presunti criminali. Il provvedimento ha suscitato preoccupazione tra le organizzazioni umanitarie ed i parlamentari ugandesi che continuano a fare pressione sul governo di Kampala per tutelare i rifugiati e i dissidenti politici ruandesi ed evitare il loro rimpatrio forzato.
(FB, Misna, 28-06-2005)
Ruanda - Club di Parigi annulla 100% debito paese (Ticinonline, 11/05/2005)
I paesi creditori del Club di Parigi hanno deciso di annullare il 100% del debito del Ruanda pari a un totale di 100,4 milioni di dollari. I rappresentanti dei paesi creditori ''hanno preso atto che il Ruanda ha superato il punto di completamento dell'Iniziativa rinforzata sul debito dei paesi poveri molto indebitati (iniziativa Ppte rinforzata) il 13 aprile 2005'', ha indicato il Club, in un comunicato diffuso ieri. Questi paesi, si dice nel documento, ''hanno salutato la determinazione del Ruanda ad applicare una strategia globale per la riduzione della poverta' e la messa in opera di un programma economico ambizioso che favorisca una crescita economica sostenibile e duratura''. Di conseguenza, questi rappresentanti ''hanno deciso di annullare 82,7 milioni di dollari in valore nominale, cio' che rappresenta lo sforzo che spetta al Club di Parigi in base alle definizioni del Fondo monetario internazionale (Fmi) e della Banca mondiale nel quadro dell'iniziativa Ppte rinforzata'', nota il Club. Di piu', ''il debito del Ruanda verso i creditori del Club di Parigi sara' ridotto di altri 7,7 milioni di dollari in seguito agli sgravi addizionali concessi bilateralmente dai creditori''. ''In seguito agli sgravi bilaterali addizionali, la totalita' del debito del Ruanda nei confronti del Club di Parigi sara' annullato'', conclude il comunicato diffuso ieri in tarda serata. (Ticinonline, 11/05/2005)
Ruanda - Fuga di Hutu per paura dei gacaca (20-04-2005)
Centinaia di ruandesi di etnia hutu continuano a scappare per non comparire davanti ai tribunali tradizionali, gacaca, che processano i responsabili del genocidio del 1994, costato la vita a 800mila tra Tutsi e Hutu moderati. Lo ha riferito l'agenzia stampa svizzera Hirondelle, presso il Tribunale penale internazionale per il Ruanda, di Arusha, in Tanzania, un'organizzazione di giornalisti che promuove media nelle zone di crisi, precisando che circa 600 persone hanno oltrepassato i confini con il Burundi solo nell'ultima settimana. Ma sono molti anche quelli che si rifugiano in Uganda e in Congo. I gacaca sono tribunali composti da giudici eletti localmente e da giurie composte da persone appartenenti alla comunita' che conducono una vita morigerata, e giudicano reati di vario genere, dai saccheggi all'omicidio, potendo infliggere condanne fino all'ergastolo. (20-04-2005)
Ruanda - Madrid indaghera' sull'assassinio di nove Spagnoli dal 1994 al 2000
(Hirondelle, 12/04/2005)
Venerdi 8 aprile, il giudice Fernando Andreu, dell'Uditorato nazionale di Madrid, la principale giurisdizione penale spagnola, ha giudicato ricevibile la querela di genocidio deposta il 22 febbraio scorso dal Forum internazionale per la verita' e la giustizia nell'Africa dei Grandi Laghi (cfr sito
AFRICA). Il giudice ha deciso di limitare le indagini in un primo tempo alle circostanze dell'assassinio delle nove vittime spagnole. Si tratta di sei missionari: Joaquím Vallmajó (Missionario d'Africa), Servando Mayor, Julio Rodríguez, Miguel Angel Isla, Fernando de la Fuente (Fratelli Maristi), Isidoro Uzcurun, missionario della diocesi di Donosti, (San Sebastian, Spagna), Flores Sirera, Manuel Madrazo, (Medici senza Frontiere), ed il giornalista Luis Valtueña. La sentenza precisa che qualora si accertasse che questi crimini siano stati commessi nel quadro di un genocidio, il giudice aggiungerebbe questa qualifica di genocidio nella sua inchiesta. Ricordiamo che la giustizia spagnola si e' attribuita una competenza universale per fatti di ''genocidio'' e di ''crimini contro l'umanita''', cio' che aveva permesso al giudice Baltasar Garzon di ottenere nel 1998 l'arresto a Londra del dittatore cileno Augusto Pinochet.
(Fondation Hirondelle, Lausanne, 12/04/2005)
Ruanda - Aiuti internazionali per sfruttare il metano dal lago Kivu
(Misna, 13/04/2005)
Attraverso la Banca Mondiale, la comunita' internazionale finanziera' i progetti del governo ruandese relativi allo sfruttamento del vasto giacimento di gas metano, individuato sotto le acque del Lago Kivu, al confine con la Repubblica democratica del Congo. Nella sua recente visita a Kigali, il direttore dell'ufficio dell'Africa Centrale della Banca mondiale, Pedro Alba, ha detto al quotidiano governativo ruandese 'The New Times': ''Senza energia, non ci puo' essere sviluppo. Per questo forniremo tutto l'appoggio necessario e tutto quello che servira' per l'estrazione del metano dal Lago Kivu''. Lo scorso giugno il settimanale 'Invaho Nshya' aveva reso noto che, in base a recenti studi, il bacino di gas naturale individuato nel Lago Kivu puo' contare su un giacimento di 55 milioni di metri cubi di gas metano; una riserva destinata ad aumentare di anno in anno, secondo gli esperti. Un milione di metri cubi di metano sono in grado di generare oltre 700 Megawatt di elettricita', una volta e mezzo la quantita' che il Ruanda consuma ogni anno. L'azienda locale Ruanda Breweries (Bralirwa) finora avrebbe sfruttato solo in minima parte questo 'tesoro' energetico attraverso gli stabilimenti di Gisenyi, sulle sponde del Lago Kivu, ma le autorita' ruandesi avrebbero gia' avviato trattative con compagnie straniere (Canada, Sudafrica, Stati Uniti e Svezia) per valutare la possibilita' di sfruttare su piu' vasta scala il giacimento di metano.
(M.Z., Misna 13/04/2005)
Ruanda. Primo processo comunitario del genocidio (Ag. Hirondelle, 14/03/2005)
Ha avuto luogo oggi, dopo due anni di istruzione, il primo processo davanti al tribunale gacaca (erba, in kinyarwanda). I gacaca (pronuncia ''gaciacia''), sorta di tribunali popolari tradizionali, sono stati affiancati ai tribunali ordinari per accelerare la procedura contro casi di genocidio e per appoggiare il processo di riconciliazione. Si stima infatti che ci vorrebbero circa cento anni per giudicare tutti i casi legati al genocidio. Oltre ai gacaca, operano i tribunali ordinari ruandesi e il Tribunale penale internazionale per il Ruanda (TPIR), situato in Tanzania. In sette anni, i tribunali ruandesi ordinari hanno giudicato 7.000 persone, meno del 10% di quelle che aspettano ancora in prigione, mentre che il TPIR in otto anni ne ha giudicate 23 su 57 altre che sono in prigione. E' pero' difficile paragonare i bilanci dei TPIR, dei tribunali ordinari e dei gacaca, in quanto ognuno usa un sistema giuridico diverso, incontrando ciascuno dei problemi particolari. Da qui all'anno prossimo, dovrebbero esserci 10.000 gacaca operativi. In questa prima fase i gacaca processeranno i sospettati che rientrano nella ''seconda categoria'', ovvero quelli che hanno ricevuto dai superiori l'ordine di uccidere, mentre chi ha avuto un ruolo di pianificazione e organizzazione delle stragi del '94 verra' processato dalla magistratura ordinaria. Le pene che i gacaca possono comminare che vanno da lavori di utilita' pubblica all'ergastolo. (Africa, con
Ag. Hirondelle, 14/03/2005)
Il Forum internazionale per la Verita' e la
Giustizia nell'Africa dei Grandi Laghi ha deposto il 22 febbraio un richiesta
di procedimento penale presso i Tribunali spagnoli per l'assassino di nove
cooperanti spagnoli uccisi in Ruanda e in RD Congo dal 1994 al 2000.
''E' con molta sorpresa, incomprensione e tristezza che abbiamo appreso dell'arresto del nostro confratello, Padre Guy Theunis, martedì sera all'aeroporto di Kigali. L'accusa del procuratore del Ruanda, Emmanuel Rukangira, come citato dalla Bbc, che associa padre Theunis sia pur indirettamente tramite la sua attivita' per la rivista Dialogue, al terribile genocidio del 1994, ci e' parsa completamente infondata.
Padre Theunis e' stato direttore di questa rivista, prima in Ruanda, dal 1989 al 1992, poi in Belgio dal 1994 al 1995. Questa rivista, scritta in francese, si auto-definisce ''d'informazione e di riflessione su tutti i problemi economici, sociali, culturali, politici, religiosi e altri ancora, che interessano il Ruanda. Pur non essendo l'organo ufficiale di una Chiesa, Dialogue esamina i problemi trattati da una prospettiva cristiana''. Quando padre Theunis ne era responsabile, questa rivista era preparata da un comitato di redazione composto da circa una dozzina di persone che si riunivano ogni mese per discutere degli articoli presentati. Mai il direttore decideva da solo di pubblicare un articolo o un altro – neanche l'editoriale – senza l'accordo del suo comitato di redazione. E' dunque impensabile che ''degli articoli di pubblicazioni estremiste'' abbiano potuto essere pubblicati; forse delle citazioni per far capire il pericolo di tali opinioni o, quanto meno, accompagnate da una critica affinche' non vi fosse alcun equivoco.
I diritti dell'Uomo e la comunicazione non violenta sono diventati, attraverso gli anni, i grandi orientamenti missionari di Padre Guy Theunis. Questo stesso impegno e' diventato quello della nostra Societa' Missionaria. Davanti all'incomprensione di queste accuse di cui la stampa si e' fatta eco – Bbc, Cnn, Afp – speriamo in una pronta liberazione del nostro confratello. Vogliamo intanto esprimergli la nostra piu' profonda solidarieta', la nostra comunione di pensiero e l'appoggio della nostra preghiera in questi momenti cosi difficili per lui.
Ringraziamo il governo Belga, le agenzie di stampa, la Radio Vaticana e tutti i suoi numerosi amici che gli hanno manifestato il loro appoggio.
Padre Gerard CHABANON
Superiore Generale dei Missionari d'Africa
Intanto si apprende che il missionario e' stato trasferito dalla caserma in cui si trovava ad una prigione di
Kigali. (C.O., Misna, 08/09/2005)
Nella querela, il Forum internazionale per la Verita' e la Giustizia nell'Africa
dei Grandi Laghi chiede con insistenza l'apertura di un'inchiesta sulla morte
di nove Spagnoli in Ruanda e nella RD Congo (un medico, un'infermiera, un
fotografo, e sei missionari. Tutte le sei vittime si erano consacrate
all'assistenza alle popolazioni locali e erano diventate testimoni scomodi di
massacri nei due paesi.
Jordi Palou Loverdos, uno degli avvocati che hanno sollevato l'affare davanti
all'Udienza Nazionale, la piu' alta istanza giudiziaria spagnola, ha dichiarato
alla stampa che la giurisdizione spagnola e' competente nelle inchieste riguardanti
i crimini di genocidio o di terrorismo. ''La nostra causa non e' contro il popolo tutsi, ma contro i responsabili
dell'FPR (Fronte popolare ruandese) che
sono direttamente responsabili dell'assassinio di Spagnoli. Vogliamo anche
mostrare che i boss delle multinazionali implicate nelle locali miniere d'oro e
di diamanti meritano lo stesso biasimo per questi crimini di guerra'', ha
aggiunto l'avvocato nella conferenza stampa tenuta sabato 12 febbraio a
Figueres (Lleida, Spagna). Al procedimento penale si sono aggiunti, tra gli
altri, la deputata afro-americana Cynthia McKinnney (USA) e il Premio Nobel per
la Pace del 1980, Adolfo Perez Esquivel (Argentina).
Gli Spagnoli assassinati e ripresi nel documento sono: Joaquím Vallmajó,
Missionario d'Africa, rapito, torturato e assassinato dall'FPR a' Byumba
(Ruanda) il 26 aprile 1994; Servando Mayor, Julio Rodríguez, Miguel Angel Isla,
Fernando de la Fuente: Fratelli Maristi assassinati dall'FPR a' Bugobe (RD
Congo), il 31 ottobre 1996; Flores Sirera, Manuel Madrazo, Luis Valtueña,
membri di Medici senza Frontiere, assassinati dall'FPR a Ruhengeri (Ruanda) il
18 gennaio 1997; Isidoro Uzcurun, missionario della diocesi di Donosti, (San
Sebastian, Spagna) ucciso dall'FPR a' Mugina (Ruanda) il 10 giugno 2000. Il testo
integrale - in francese - della richiesta di procedimento e' consultabile a
questo URL: http://www.afroamerica.net/Carrero_files/Kagamecaseopened.html
- Per ulteriori informazioni rivolgersi JUAN CARRERO: olivar@pangea.org. Te'l.
609 888 680, pre'sident e rappresentante legale del Forum International pour la
Ve'rite' et la Justice dans l'Afrique des Grands Lacs. (Africa, 24/02/2005)