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Niger – Un vescovo parla delle donne sposate a musulmani (Zenit, 06/10/2005)
Durante il Sinodo, in corso in Vaticano, Mons. Michel Christian Cartatéguy, S.M.A., Vescovo di Niamey (Niger) si è fatto portavoce delle difficoltà affrontate dalle donne cristiane sposate a musulmani nell’accedere alla comunione. In una regione a maggioranza musulmana, dove i cristiani rappresentano solamente l’1% della popolazione, e dove non sono infrequenti i matrimoni misti islamo-cristiani, ha riferito il Vescovo intervenendo in francese, “le donne cristiane che sono sposate con dei musulmani sono sovente escluse dalla comunità musulmana e dalla comunità cristiana”. “La donna cristiana non può ricevere il sacramento del matrimonio”, così com’è “difficile per un musulmano partecipare ad un atto cristiano”, ha aggiunto. Ella “è dunque per sempre esclusa dalla comunione sacramentale”. “Come cristiana, ella sarà esclusa dalla comunità musulmana” e “ci si aspetterà che si converta all’Islam”. Questo perché essendo “l’appartenenza religiosa” anche “una appartenenza sociale”, il fatto non solleva solamente “una questione identitaria fortissima”, ma anche una questione di integrazione. A queste donne, ha spiegato il presule del Niger “noi presentiamo la dottrina sulla comunione spirituale che esiste anche se non sono ammesse a quella sacramentale, ma questo non basta per integrare queste donne nella comunità ecclesiale”. Infatti ha poi domandato “per vivere la comunione nella sua pienezza non bisogna comunicarsi?”. “Non ci sono mezze misure in questo campo, l'eucaristia è un incontro sensibile con Gesù Cristo”, ha quindi aggiunto. “Nella situazione di esclusione e fragilità nella quale si trovano le nostre donne - ha commentato il presule - restiamo convinti che l'Eucaristia può dare quel riconoscimento tanto necessario per un vissuto cristiano e una testimonianza di vita”. “Siamo i portavoce – ha ricordato poi monsignor Cartatéguy – di queste donne che soffrono e che sono in situazioni bloccate senza via d'uscita”. “C’è la possibilità per un Vescovo di permettere a queste donne di partecipare all'Eucaristia?”, ha poi domandato agli altri Padri Sinodali. (…) –
(Zenit, 06/10/2005)
Niger - Oms: la malaria minaccia quanto la fame (ANSA/Yahoo Notizie, 20/09/2005)
In Niger ''la malaria costituisce attualmente per l'infanzia una minaccia altrettanto grave della fame'', ha ammonito oggi l'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms). L'Oms ha quindi annunciato l'immediato invio di 100mila terapie antimalaria nel paese africano che si trova ad affrontare l'apice della stagione della malattia. In Niger, la malaria e' tra le malattie il principale killer dei bambini sotto i cinque anni. ''Anche in periodi normali, il 50% dei decessi tra coloro che hanno meno di cinque anni sono provocati dalla malaria. Se misure appropriate non saranno prese, il bilancio potrebbe essere ancora piu' pesante. La malnutrizione - ha affermato il Dottore David Nabarro, responsabile dell'Oms per gli interventi sanitari in caso di crisi - accresce infatti il rischio di decesso e rende la diagnosi della malaria'' piu' difficile. A causa dell'attuale crisi - dovuta alla siccita' e all'invasione di locuste che hanno divorato i raccolti nel 2004 - circa 200mila bambini nigeriani saranno esposti al rischio di malnutrizione in ottobre, durante l'apice della stagione della malaria e meta' di loro potrebbero essere colpiti dalla malattia. L'Oms ha deciso di intervenire nel paese fornendo terapie combinate con artemisinina, il trattamento piu' efficace contro la malaria falciparum che e' la forma piu' letale della malattia che colpisce il Niger. Causata da un parassita e trasmessa all'uomo da una zanzara (anifele), la malaria e' responsabile ogni anno almeno un milione di decessi. La stragrande maggioranza delle vittime sono bambini dell'Africa subsahariana.
(ANSA, rilanciato da Yahoo notizie,
20/09/2005).
Niger - Epidemia di colera, 46 vittime in tre mesi (Ansa/Basilicatanet, 18/09/2005)
Quarantasei persone sono morte di colera in Niger a partire dal luglio scorso nella regione di Tahoua, nel sud-ovest del paese. Ne ha dato notizia la radio pubblica precisando che la malattia ha colpito complessivamente 383 persone. Un precedente bilancio pubblicato l'8 settembre dal Sistema nazionale d'Informazione sanitaria (Snis), che dipende dal ministero della Sanita', parlava di 22 decessi su 251 casi.
(Ansa, 18/09/2005, rilanciata da Basilicatanet)
Niger - Niger affamato: il resto del mondo lo ignora (telefree, 17/09/2005)
Muoiono in media 40 bambini al giorno in un'area ad est del Paese. L'emergenza, portata alla luce lo scorso luglio, ha riguardato (e purtroppo continua a riguardare) milioni di persone. Il World Food Programme, che si occupa della distribuzione di generi alimentari, ha dichiarato di aver distribuito risorse per 1,3 milioni di dollari con forniture extra per i piu' vurnerabili. Ben 12 milioni di persone stanno soffrendo la fame in Niger. 32 mila bambini rischiano di morire sia per mancanza di cibo sia per mancanza di trattamenti medici. Solo in agosto sono morti 1500 bambini. Alla fame si e' aggiunta un'epidemia di malaria. Il Fondo Alimentare Mondiale si difende, affermando di aver recapitato generi usando l'aviazione. Ma i giornalisti denunciano che, in alcuni casi, gli operatori che si allontanano dai villaggi, per qualsiasi motivo, chiudono i viveri in luoghi inaccessibili interrompendo a piacimento la distribuzione. Le strutture di soccorso sono nella piu' totale anarchia. Le accuse dei Medici Senza Frontiere sono molto dure e lo sono ormai dalla scorsa primavera. La BBC ha iniziato a muovere i primi passi a luglio, sollecitata da operatori umanitari e giornalisti al seguito di Medici Senza Frontiere. Le immagini di bambini accasciati a terra, lasciati morire e consolati da madri inermi, che non riescono neppure piu' a disperarsi, si sono affacciate timidamente su qualche tg Rai (uno o due al massimo) ma al momento in Italia si ignora quale tragedia si sta consumando nel centro Africa.
(telefree,
17/09/2005)
Niger - Croce Rossa: 60 tonnellate di viveri (SDA-ATS , 29/08/2005)
La Croce Rossa svizzera indica oggi di aver trasportato tra ieri e oggi 60 tonnellate di generi alimentari in Niger, colpito da una grave carestia. La CRS assiste nel paese africano 23mila bambini gravemente denutriti. L'organizzazione umanitaria offre aiuto anche nel vicino Mali. Per l'operazione sono stati stanziati 400 mila franchi. In Niger, secondo dati delle Nazioni Unite, 2,5 milioni di persone - di cui 800 mila bambini - sono minacciate dalla carestia, su un totale di 12 milioni di abitanti.
(SDA-ATS, 29/08/2005)
Niger - Visita di Kofi Annan (E.C., Vita.it, 23/08/2005)
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, andra' in Niger per incontrare il presidente Mamadou Tandja e discutere dell'emergenza fame nella nazione africana. Secondo quanto riportato oggi dalla Bbc, Annan visitera' un ospedale e un centro nutrizionale e parlera' con operatori umanitari sia nelle Nazioni Unite che di altre organizzazioni nei due giorni che lo vedranno in Niger. Le Nazioni Unite hanno riferito che piu' di due milioni e mezzo di persone, fra cui 32mila bambini, sono senza cibo a causa della carestia che ha colpito il Paese. L'Onu ha fatto appello per ulteriori fondi di emergenza. Critiche all'operato delle Nazioni Unite sono arrivate pero' da Medici senza frontiere, per la lentezza e l'insufficienza degli aiuti. - Il Niger, sottolinea la Onlus Save the Children, e' uno dei paesi meno sviluppati al mondo: nell'Indice delle Nazioni Unite sullo Sviluppo si trova al 176 esimo posto su 177 paesi in graduatoria. Il 63% dei 12 milioni di abitanti del Niger vive sotto la soglia della poverta'. Nelle regioni di Maradi e Zinder circa 350 bambini ogni 1000 muoiono prima di aver compiuto 5 anni (Save the Children).
(Emanuela
Citterio, vita.it, 23/08/2005)
Niger - Save the Children: un volo in soccorso dei bambini (Save the Children, 27/07/2005)
Save the Children, la piu' grande organizzazione internazionale indipendente per la tutela e la promozione dei diritti dei bambini, sta inviando in Niger aiuti alimentari di emergenza per garantire la sopravvivenza di migliaia di bambini gravemente malnutriti. 41 tonnellate di cibo saranno trasportate a Niamey, capitale del Niger, da un volo umanitario che partira' stasera da Ostenda (Belgio). ''Ogni minuto che passa rappresenta un ulteriore rischio di vita per tanti minori'', sottolinea Filippo Ungaro Portavoce di Save the Children Italia. "Per questo abbiamo lanciato un appello di raccolta fondi a cui invitiamo tutti a rispondere. Servira' a finanziare i primi soccorsi ai bambini piu' a rischio malnutrizione''. Le donazioni a Save the Children Italia per l'emergenza in Niger possono essere effettuate con carta di credito all'indirizzo:
http://www.savethechildren.it/2003/donazioni/donazioni.asp?emergenza=Niger Il volo umanitario trasportera' cibo ad alto contenuto nutritivo (a base di arachidi), latte e attrezzature mediche (siringhe, bilance, stetoscopi) per garantire aiuti alimentari e assistenza sanitaria per un mese ai bambini gravemente malnutriti e a quelli che stanno superando la fase acuta. Sono 15.000 circa i bambini sotto i 5 anni a cui Save the Children sta prestando soccorso nella regione di Maradi, afflitta da una grave carestia dovuta alla drastica riduzione delle piogge nel corso del 2005 e alla diffusione delle locuste.
(Save the Children, 27/07/2005)
Niger - Rinasce la speranza (Fides+Swissinform, 25/07/2005)
''Una tenue speranza e' tornata nei cuori delle persone'', dice a Fides l'Arcivescovo di Niamey, , capitale del Niger colpito da una gravissima crisi alimentare. ''Voglio ringraziare il Santo Padre che ci ha inviato attraverso Cor Unum una somma importante per aiutare le popolazioni colpite dalla siccita' in Niger'', continua mons. Michel Christian Cartate'guy. Circa 10 milioni di dollari sono gia' stati stanziati da parte di Svezia, Norvegia, Svizzera, Belgio, Unione Europea, Emirati Arabi Uniti, Danimarca, Germania e Stati Uniti. Dal canto loro, segnala l'agenzia Swissinform, gli operatori umanitari svizzeri che operano in Niger criticano la comunita' internazionale per la lentezza con cui ha reagito alla crisi umanitaria nella nazione africana.''Gli aiuti cominciano ad arrivare lentamente, e la situazione migliora anche grazie alle piogge, che sono arrivate in anticipo. Le piante ricominciano a crescere e la gente si puo' nutrire'', spiega a swissinfo Peter Bieler, capo dell'ufficio nigeriano della la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). Tuttavia Bieler lancia un monito: l'aiuto internazionale non dovrebbe essere interrotto, perche' la carestia attuale portera' ad utilizzare l'intero raccolto per un uso immediato. (Fides+Swissinform, 25/07/2005)
Africa - Il gruppo africano presenta proposta all'Onu (vita.it, 14/07/2005)
I 53 paesi che fanno parte del gruppo africano delle Nazioni Unite hanno presentato, oggi a New York, la propria proposta di riforma del Consiglio di Sicurezza, con sei membri permanenti - con diritto di veto - in piu'. La proposta africana, un progetto di risoluzione dell'Assemblea generale - era ampiamente attesa ed e' stata pubblicata poche ore prima del terzo giorno di dibattito, in seno all'Assemblea generale, sulla riforma, con le prime discussioni sul progetto presentato dal cosidetto G4, composto da Germania, Brasile, India e Giappone. Gli Africani propongono di portare il Consiglio di sicurezza da 15 a 26 membri, aggiungendo ai 5 attuali 6 seggi permanenti con diritto di veto (due per l'Africa, due per l'Asia, uno per l'America Latina e i Caraibi, uno per i paesi europei e il resto del mondo), oltre a 5 nuovi non permanenti (due per l'Africa, uno per l'Asia, uno per l'Europa centrorientale, uno per l'America Latina e i Caraibi). La proposta del G4 - osteggiata da numerosi paesi tra cui l'Italia - consiste nell'aggiungere ai cinque esistenti con diritto di veto sei nuovi membri permanenti senza diritto di veto, di cui due per gli Africani. Il testo presentato nei giorni scorsi dall'Italia, cui aderiscono i numerosi paesi del gruppo ''Uniting for Consensus'' (uniti per il consenso), propone infine dieci nuovi seggi elettivi in Consiglio di Sicurezza, assegnati ai cinque gruppi regionali dell'Onu che definiscono poi al loro interno le modalita' di elezione. Il sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica e' atteso in queste ore a New York, per illustrare nei dettagli ai rappresentanti dei paesi africani - che rappresentano l'ago della bilancia - la posizione difesa dall'Italia e dai paesi di ''Uniting for Consensus''.
(vita.it, 14/07/2005)
Niger - Allarme Unicef : 80mila bambini a rischio (Agenews, 13/07/2005)
Oltre 3,3 milioni di persone, tra cui 80.000 bambini sotto i 5 anni, soffrono le conseguenze della grave crisi alimentare che ha colpito 3.815 villaggi del Niger, con stime che indicano un deficit alimentare di 223.448 tonnellate per i cereali e di 4.642.219 tonnellate per il foraggio da bestiame. Nelle regioni di Maradi e Zinder, nel Niger meridionale, i tassi di malnutrizione acuta sono aumentati fino a raggiungere il 13,4%, di cui un 2,5% sono bambini sotto i 5 anni gravemente malnutriti, rivela un'indagine nutrizionale condotta dall'ONU e da numerose Ong partner. Nei centri di alimentazione terapeutica sostenuti dall'UNICEF i ricoveri di bambini malnutriti stanno crescendo esponenzialmente, con livelli doppi rispetto a quelli registrati nello stesso periodo dello scorso anno. La risposta alla crisi attuale, sottolinea l'UNICEF, non deve pero' far dimenticare che il Niger versa in un perenne stato di ''emergenza silenziosa'', che riguarda settori fondamentali quali sanita' e nutrizione, istruzione ed accesso all'acqua. Nella situazione attuale, il 40% della popolazione infantile - quasi un milione di bambini - risulta affetto da qualche forma di malnutrizione; un numero cresciuto in modo drammatico a causa della crisi alimentare in atto. Nel 2004, durante la stagione di semina e raccolto, un'ondata di locuste ha devastato quasi il 100% delle colture in diverse aree del paese. In altre regioni, le scarse precipitazioni hanno avuto come effetto un raccolto insufficiente e l'inaridimento dei pascoli, con gravi conseguenze sia per gli agricoltori che per gli allevatori di bestiame. Le famiglie del Niger praticano un'agricoltura di sussistenza, con una produzione alimentare che riesce a stento a garantire il loro sostentamento fino al successivo raccolto, a prezzo, pero', di una condizione di malnutrizione strutturale. Sebbene quest'anno non vi sia stato un ritardo nella stagione delle piogge e le precipitazioni siano state regolari, con la speranza di una migliore produzione agricola, non si potra' fare su questa affidamento prima del prossimo raccolto di ottobre. Gli abitanti dei villaggi, inoltre, entrano proprio ora in un periodo critico, noto come la ''stagione di carenza'', in cui le riserve alimentari sono al minimo, mentre i contadini avrebbero bisogno di maggiori energie per poter coltivare i campi, attraverso un lavoro in gran parte manuale.
(AGENews,
13/07/2005)
Niger - Catastrofe umanitaria in corso (vita.it, 28/06/2005)
Migliaia di bambini del Niger presto moriranno di fame se le nazioni ricche del mondo non invieranno il cibo necessario a fermare una crisi alimentare divenuta disastrosa. L'allarme arriva dal capo missione di Medici senza frontiere (Msf) nel Paese africano. ''Nessuno si preoccupa di uno scenario che i grandi Paesi donatori sembrano avere accettato'', ha detto Johanne Sekkenes. E i dati che giungono dai centri di assistenza alimentare di Msf sottolineano la portata di una tragedia che si sta compiendo sotto gli occhi della comunita' internazionale: in quello di Maradi, nel sud, arrivano ogni settimana 250 bambini malnutriti, tre volte quanti furono assistiti lo scorso anno. Il territorio del Niger e' vastissimo e in gran parte desertico. I dodici milioni di abitanti sopravvivono confidando nelle pioggia, quando quest'ultima arriva. A Niamey, la capitale, l'unica risorsa per la sopravvivenza e' costituita dal fiume che attraversa la citta'. Nel momento in cui il G8 si appresta a discutere il piano britannico per sottrarre l'Africa alla morsa della poverta', Msf avverte: ''Il mondo non sa nemmeno dove sia, il Niger. Non c'e' interesse a investire o a fare di questo Paese il destinatario delle donazioni''. Secondo i dati forniti dalle Nazioni Unite, sono oltre tre milioni le persone che hanno bisogno urgente di cibo.
(Joshua Massarenti, vita.it, 28/06/2005)
Niger - Il problema della schiavitu' (E. T., Equilibri.net, 13/04/2005)
Il problema della schiavitu' in Niger continua ad alimentare polemiche a livello internazionale. Il Dipartimento di Stato americano recentemente ha preso una netta posizione contro questo crimine dichiarando che il governo guidato da Tandja Mamadou non ha fatto passi avanti per debellare lo sfruttamento della schiavitu' e della tratta delle donne. I continui proclami del governo di Niamey contro il traffico di schiavi, alla luce dei recenti avvenimenti, nutrono molti dubbi sulla reale volonta' dell'esecutivo di voler eliminare definitivamente il problema della schiavitu' che e' da sempre diffuso in questa zona dell'Africa. Secondo le ultime stime di un gruppo che lotta per i diritti e la liberazione degli schiavi chiamato Timidria, ad oggi sono presenti in Niger ben 43.000 persone tra uomini e donne che sono ridotte in schiavitu' (circa uno ogni 288 abitanti). Questo aspetto desta molta preoccupazione se si pensa che dal maggio del 2003 la schiavitu' e' stata ufficialmente bandita dal Niger e considerata illegale. Il Niger e' una nazione senza sbocco sul mare ed il suo sviluppo economico, agli ultimi posti per incremento annuo del P.I.L. nazionale, procede cosi' lentamente anche a causa del persistere della schiavitu'. La maggior parte delle persone che finiscono per diventare schiavi sono soggetti a rapimenti, torture e violenze fisiche. Molte persone sono nate in regime di schiavitu' fin dalla nascita e qui hanno trascorso la maggior parte della loro vita passando dal lavoro nelle fattorie al prestar servizio come domestico presso persone ricche.
(Equilibri.net, 13/04/2005)
Niger. Nessuna punizione ai proprietari di schiavi
(vita.it, 11/03/2005)
Dietro front del governo sulla legge che punisce chi possiede schiavi. La legge l'avevano fatta solo nel maggio scorso: per la prima volta nella storia, il Niger fissava una punizione per chi possedeva schiavi, condannandoli a 30 anni di prigione. Eppure, da allora, nemmeno uno dei 43mila schiavi presenti nel Paese era stato liberato. Finche' un pezzo grosso del settore, un capo Tuareg di nome Arissal Ag Amdague, aveva annunciato la liberazione di 7mila suoi schiavi il giorno 5 marzo. Luogo dell'evento, per cui era prevista anche una cerimonia pubblica destinata a trovare grande eco, era Tillaberi. - Ma le cose non sono andate come previsto. Anche questa volta nessuno schiavo e' stato liberato. Anzi, Arissal Ag Amdague e i suoi uomini hanno negato di avere schiavi. Stando al settimanale The Economist, pare che la causa di questa retromarcia sia da ricercare molto in alto: addirittura presso il governo. I proprietari di schiavi sarebbero stati puniti non per il possesso di schiavi, ma per la pubblicita' che avessero dato al fatto. Come dire, occhio non vede, cuore non duole. E come se la pubblicita' negativa, in questo modo, non ritornasse a livelli esponenziali sui governanti del Niger.
(Sara De Carli, Vita.it, 11/03/2005)
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